Rassegna stampa del 23 luglio 2020
Reuters, 23/07/2020 23:46
UPDATE 1-Italy’ s UBI rejects Intesa’ s improved takeover offer
* UBI says cash sweetener fails to fill 1.1 bln-euro gap * Take-up expected to easily reach 60% -sources * Acceptance stands at 26.4%, offer ends July 28 (Adds details of offer, company background, comments by consumer association) By Valentina Za and Andrea Mandala MILAN, July 23 (Reuters) – UBI Banca on Thursday rejected a sweetened takeover bid by rival Intesa Sanpaolo , saying it still failed to reflect the real value of Italy’ s fifth-largest bank and adequately reward its shareholders. Intesa and UBI have engaged in a bitter tit-for-tat over what would be one of Europe’ s biggest banking mergers since the global financial crisis. In an effort to win over UBI’ s core shareholders, Intesa last week said it would offer 0.57 euro in cash in addition to 1.7 new Intesa shares for each UBI share. Intesa, which had previously ruled out improving the bid, said it would spend up to 652 million euros ($753 million) to offer a 40% premium on UBI’ s closing price on the day the offer was unveiled, up from the initial 24%. Despite UBI’ s rejection of the offer, analysts expect the generous premium to convince shareholders. The sweetener last week prompted investors holding 20% of UBI to say they would tender their shares. UBI however said the cash component only partially offset a valuation shortfall which the bank and its advisers put at 1.1 billion euros. The enhanced implicit exchange ratio of 2.0 Intesa shares for each UBI share is still below an average ratio which UBI said should be 2.4 times. Italy’ s second-biggest bank sprung its offer on UBI in mid-February, a few days before COVID-19 contagion hit Italy, in a push to drive profit through cost cuts by snatching up the healthiest among second-tier peers. UBI has fought the bid, saying it aims to take out a competitor that could play an active role in long-awaited banking consolidation in Italy. Take-up stands at 26.4% of UBI’ s capital, but it is expected to easily reach 60% before the bid ends on July 28, two sources close to the offer told Reuters. The minimum take-up for the offer’ s validity is of 50% plus one share. Acceptance of 66.7% would guarantee Intesa control of extraordinary shareholder resolutions, easing the sale of 532 bank branches, mostly UBI’ s, which Intesa has committed to for antitrust reasons. To entice retail customers and small business owners which make up roughly half of UBI’ s investor base, Intesa has invested in full-page newspaper ads and TV commercials to market the advantages of its offer. UBI, in turn, has advertised its board’ s rejection of the bid with full-page ads saying “Trust cannot be bought.” Consumer association Codacons said on Thursday it has asked market regulator Consob and prosecutors in Milan and Bergamo to make sure that UBI clients received accurate information on Intesa’ s bid from their local branch. ($1 = 0.8621 euro) (Reporting by Valentina Za and Andrea Mandala in Milan Editing by Matthew Lewis)
valentina za
giornaledibrescia.it, 23/07/2020 22:03
economia
Nuovo no di Ubi Banca a Intesa, adesioni a quota 26,4%
Ubi Banca boccia per la seconda volta l’ offerta di Intesa Sanpaolo, pur prendendo atto del suo miglioramento grazie all’ aggiunta di una componente in contanti pari a 0,57 euro per azione, del controvalore complessivo di 652 milioni di euro. Ma l’ ammontare del rilancio , pur accorciando le distanze, appare insufficiente a colmare la sottovalutazione di 1,1 miliardi di euro che – a detta di Ubi – l’ originaria proposta di Intesa scontava. Cà de Sass offre 1,7 azioni di nuova emissione in cambio di un’ azione Ubi. Con l’ aggiunta della componente cash il premio offerto, rispetto al valore delle azioni Ubi allo scorso 14 febbraio, sale al 44,7%. Rendendo così la proposta, a detta della stragrande maggioranza degli analisti finanziari, estremamente invitante quando non irrinunciabile. Che la proposta stia facendo breccia nell’ azionariato di Ubi emerge anche dall’ andamento delle adesioni, salite al 26,406% , grazie all’ apporto, nella giornata di oggi, di oltre il 9% del capitale, il dato più alto dall’ avvio dell’ opas. Gli azionisti di Ubi hanno a disposizione ancora tre giorni di Borsa aperta, fino al 28 luglio, per apportare le proprie azioni. Tra i grandi soci è arrivato il sì delle Fondazioni Crc (5,9%) e Banca del Monte di Lombardia (3,9%), di Cattolica (1%) e del patto dei soci bresciani (8%) mentre quello degli azionisti bergamaschi ha ritirato il suo no lasciando «libertà di adesione» agli aderenti. L’ efficacia dell’ offerta è subordinata al raggiungimento di almeno il 50% di Ubi più un’ azione, ma Cà de Sass punta al 66,7% in modo da garantirsi il controllo dell’ assemblea straordinaria e procedere alla fusione con Ubi e alla vendita dei sportelli a Bper – vendita che Ubi ritiene non possa essere «legittimamente» imposta – senza il rischio di contenziosi con i soci di minoranza e potendo viceversa spremere il 100% delle sinergie. Nel frattempo alcune associazioni di consumatori hanno sollevato dubbi sulla correttezza delle informazioni fornite allo sportello ai piccoli risparmiatori che chiedevano indicazioni sul da farsi. Il Codacons ha presentato esposti alla Consob e alle Procure di Bergamo e Milano chiedendo di verificare la «correttezza dell’ operato delle filiali di Ubi» mentre il Movimento Difesa del Cittadino ha parlato di «guerra senza esclusione di colpi» in cui a pagare è «come sempre, la trasparenza e la corretta informazione dei piccoli azionisti». Leggi qui il GdB in edicola oggi Iscriviti a “News in 5 minuti” per ricevere ogni giorno una selezione delle principali notizie riproduzione riservata © www.giornaledibrescia.it.
la redazione
Affari Italiani, 23/07/2020 19:52
Ubi,verso la bocciatura del rilancio cash.Adesioni all’ Opas di Intesa al 26,4%
Ubi Banca si avvia a bocciare per la seconda volta l’ offerta di Intesa Sanpaolo, pur prendendo atto del suo miglioramento grazie all’ aggiunta di una componente in contanti pari a 0,57 euro per azione, del controvalore complessivo di 652 milioni di euro. Il comunicato dell’ emittente aggiornato, il documento con cui il cda di Ubi tornera’ ad esprimere la sua valutazione dell’ offerta, e’ atteso al termine di una lunga riunione del board. Ma l’ ammontare del rilancio, pur accorciando le distanze, appare insufficiente a colmare la sottovalutazione di 1,1 miliardi di euro che – a detta di Ubi – l’ originaria proposta di Intesa scontava. Ca’ de Sass offre 1,7 azioni di nuova emissione in cambio di un’ azione Ubi. Con l’ aggiunta della componente cash il premio offerto, rispetto al valore delle azioni Ubi allo scorso 14 febbraio, sale al 44,7%. Rendendo cosi’ la proposta, a detta della stragrande maggioranza degli analisti finanziari, estremamente invitante quando non irrinunciabile. Che la proposta stia facendo breccia nell’ azionariato di Ubi emerge anche dall’ andamento delle adesioni, salite al 26,406%, grazie all’ apporto, nella giornata di oggi, di oltre il 9% del capitale, il dato piu’ alto dall’ avvio dell’ opas. Gli azionisti di Ubi hanno a disposizione ancora tre giorni di Borsa aperta, fino al 28 luglio, per apportare le proprie azioni. Tra i grandi soci e’ arrivato il si’ delle Fondazioni Crc (5,9%) e Banca del Monte di Lombardia (3,9%), di Cattolica (1%) e del patto dei soci bresciani (8%) mentre quello degli azionisti bergamaschi ha ritirato il suo ‘no’ lasciando ‘liberta’ di adesione’ agli aderenti L’ efficacia dell’ offerta e’ subordinata al raggiungimento di almeno il 50% di Ubi piu’ un’ azione ma Ca’ de Sass punta al 66,7% in modo da garantirsi il controllo dell’ assemblea straordinaria e procedere alla fusione con Ubi e alla vendita dei sportelli a Bper – vendita che Ubi ritiene non possa essere “legittimamente” imposta – senza il rischio di contenziosi con i soci di minoranza e potendo viceversa spremere il 100% delle sinergie. Nel frattempo alcune associazioni di consumatori hanno sollevato dubbi sulla correttezza delle informazioni fornite allo sportello ai piccoli risparmiatori che chiedevano indicazioni sul da farsi. Il Codacons ha presentato esposti alla Consob e alle Procure di Bergamo e Milano chiedendo di verificare la “correttezza dell’ operato delle filiali di Ubi” mentre il Movimento Difesa del Cittadino ha parlato di “guerra senza esclusione di colpi” in cui a pagare e’ “come sempre, la trasparenza e la corretta informazione dei piccoli azionisti”. Loading… Commenti Ci sono altri 0 commenti. Clicca per leggerli.
Report Tv, 23/07/2020 19:17
Intesa-Ubi: Codacons, esposti su operato filiali per Opas Presentati a Consob e Procure di Bergamo e Milano
il codacons ha presentato esposti alla consob e alle procure di bergamo e milano per chiedere di verificare la correttezza dell’ operato
Il Codacons ha presentato esposti alla Consob e alle Procure di Bergamo e Milano per chiedere di verificare la “correttezza dell’ operato delle filiali di Ubi Banca in merito all’ Ops lanciata da Intesa SanPaolo e alle informazioni rese ai propri clienti”. L’ associazione dei consumatori ha reso noto di “essere venuta in possesso di una registrazione audio attribuibile ad un dipendente della filiale Ubi di Vertova (Bergamo) nella quale l’ addetto sembrerebbe convincere un cliente della banca circa la non convenienza dell’ Ops”. Il Codacons ha quindi deciso di presentare un esposto a tutela dei risparmiatori per la possibile fattispecie di manipolazione del mercato e perché venga fornita una informazione corretta e trasparente a tutti gli azionisti coinvolti. Il Codacons ritiene quindi indispensabile, necessario e doveroso approfondire definitivamente la “vicenda, soprattutto nell’ ottica di trasparenza – prosegue una nota dell’ associazione – nei confronti della collettività e per la tutela dell’ economia nazionale da distorsioni del mercato derivanti da manovre fraudolente che ledono interessi dei consumatori, degli utenti e dei risparmiatori, dei contribuenti e degli azionisti e correntisti che hanno investito nei mercati finanziari, sia individualmente che collettivamente”. Ti è piaciuto l’ articolo? Vuoi scriverne uno anche tu? Inizia da qui!
City Rumors, 23/07/2020 15:31
Pescara, speculazione sulle mascherine anti-covid: citate in giudizio le due farmacie
Pescara. Prima citazione a giudizio in Italia per gli speculatori del Covid, che avevano aumentato illegittimamente i prezzi in piena emergenza sanitaria: a denunciarli in Procura è stato il Codacons. Sotto accusa dopo l’ accoglimento della denuncia presentata dall’ associazione dei consumatori che ha portato ora il Pm Andrea Papalia a disporre la citazione diretta a giudizio dinanzi al Tribunale di Pescara, la società titolare di due parafarmacie a Pescara , una in viale Pepe e una seconda in via del circuito. In base al decreto di citazione diretta della Procura di Pescara, la società dovrà rispondere del reato di manovre speculative su merci ‘per la vendita di prodotti e dispositivi di prima necessità per la prevenzione e la riduzione di rischi di diffusione del contagio a prezzi esorbitanti, applicando ricarichi fino al 2900% e, segnatamente, mascherine rigide antismog con ricarico del 2900%, guanti in lattice con un ricarico del 325%, mascherine del tipo FFp1 con un ricarico del 240%, gel igienizzante da 75 ml con un ricarico del 350% e disinfettante da 500 ml con un ricarico del 575%, compiuto manovre speculative su merci e prodotti di prima necessità, in modo atto a determinare anche il rincaro nel mercato interno’. Il Codacons, che è parte offesa nel procedimento in rappresentanza della collettività dei consumatori, invita ora tutti i cittadini che abbiano acquistato presso i due punti vendita prodotti oggetto di rincaro a rivolgersi all’ associazione, per chiedere il rimborso dei soldi spesi e il risarcimento dei danni morali subiti. Per informazioni e assistenza [email protected] e tel. 89349955.
Il Pescara, 23/07/2020 15:08
Mascherine rincarate del +2900% durante l’ emergenza Covid-19, citazione in giudizio per la proprietaria di 2 parafarmacie
Citazione in giudizio per il proprietario di 2 parafarmacie di Pescara che aveva rincarato il prezzo delle mascherine del + 2900 per cento durante l’ emergenza Covid-19 (Coronavirus). Il pm Andrea Papalia ha disposto la citazione diretta dopo aver accolto la denuncia presentata dal Codacons che è parte offesa nel procedimento. La titolare delle 2 parafarmacie, come segnala il Codacons, adesso dovrà rispondere del reato di manovre speculative su merci. «Prima citazione a giudizio in Italia per gli speculatori del Covid», si legge in una nota dell’ associazione di categoria, «che avevano aumentato illegittimamente i prezzi in piena emergenza sanitaria per arricchirsi sulla pelle dei consumatori finendo denunciati in Procura dal Codacons». In base al decreto di citazione diretta della Procura di Pescara, fa sapere ancora il Codacons, «la società dovrà rispondere del reato di manovre speculative su merci (art. 501 bis c.p.) “per la vendita di prodotti e dispositivi di prima necessità per la prevenzione e la riduzione di rischi di diffusione del contagio a prezzi esorbitanti, applicando ricarichi fino al 2900% e, segnatamente, mascherine rigide antismog con ricarico del 2900%, guanti in lattice con un ricarico del 325%, mascherine del tipo Ffp1 con un ricarico del 240%, gel igienizzante “Bacti gel” da 75 ml con un ricarico del 350% e disinfettante Oasis Medical da 500 ml con un ricarico del 575%, compiuto manovre speculative su merci e prodotti di prima necessità, in modo atto a determinare anche il rincaro nel mercato interno”. Il tuo browser non può riprodurre il video. Devi disattivare ad-block per riprodurre il video. Play Replay Play Replay Pausa Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio Indietro di 10 secondi Avanti di 10 secondi Spot Attiva schermo intero Disattiva schermo intero Skip Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi. Attendi solo un istante . . . Forse potrebbe interessarti . . . Il Codacons, che è parte offesa nel procedimento in rappresentanza della collettività dei consumatori, invita ora tutti i cittadini che abbiano acquistato nei due punti vendita prodotti oggetto di rincaro a rivolgersi all’ associazione, per chiedere il rimborso dei soldi spesi e il risarcimento dei danni morali subiti. Per informazioni e assistenza [email protected] e tel. 89349955.
Helpconsumatori, 23/07/2020 14:59
Poltronesofà, l’ Antitrust avvia istruttoria per presunta pratica commerciale scorretta
secondo il parare dell’ autorità, gli spot di poltronesofà conterrebbero informazioni ingannevoli sui contenuti delle promozioni pubblicizzate, sulla loro durata e sull’ effettivo prezzo dei prodotti venduti
L’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento istruttorio per una presunta pratica commerciale scorretta nei confronti della società Poltronesofà S.p.A.. L’ azienda ha infatti diffuso messaggi – tramite spot televisivi e sul sito internet www.poltronesofà.com – in cui si reclamizzavano le promozioni “doppi saldi doppi risparmi – sconto 50% + fino a 40% su tutta la collezione + 48 mesi senza interessi”; “2.500 divani a soli 99 euro” e “supervalutiamo il tuo usato fino a 1.500 euro”. Le pratiche scorrette Secondo il parare dell’ Autorità, si tratta di avvisi che sembrerebbero contenere informazioni ingannevoli e/o omissive sui contenuti delle promozioni pubblicizzate, sulla loro durata e sull’ effettivo prezzo dei prodotti venduti. Negli spot, ribadisce l’ AGCM, vengono prospettate condizioni di vendita assai vantaggiose in modo da indurre il consumatore a visitare il punto vendita per scoprire poi che l’ acquisto comporta condizioni più onerose di quelle pubblicizzate. Infine dai messaggi si ricaverebbe l’ erronea convinzione che sia necessario affrettarsi nell’ acquisto così da beneficiare della promozione “48 mesi senza interessi”. Il monitoraggio degli spot Circa un anno fa, il Codacons aveva condotto un monitoraggio sugli spot di PoltroneSofà che era poi finito all’ attenzione dell’ Antitrust, attraverso un esposto in cui si denunciavano offerte continue, con scontistiche crescenti, senza limiti temporali e senza soluzione di continuità, che confermavano come le promozioni dell’ azienda rappresentassero la regola della proposta commerciale e non, come dovrebbe essere, l’ eccezione. Un vero e proprio bombardamento pubblicitario che finiva per non fornire corrette informazioni ai consumatori e determinava una forma di inganno sulle reali caratteristiche delle offerte commerciali – denunciava il Codacons.
Il Dispaccio, 23/07/2020 13:57
Il Codacons: “Sindaci non potranno introdurre limitazioni su 5G, una follia incostituzionale. pronti a ricorso a Consulta”
“Una norma folle, incostituzionale, pericolosa, sovversiva e dannosa per l’ incolumità dei cittadini”. Lo afferma il Codacons, bocciando senza mezzi termini l’ articolo del Decreto Semplificazioni che vieta ai sindaci di disporre limitazioni al 5G sul territorio. “Siamo in presenza di una misura di stampo fascista, che espropria i sindaci delle proprie funzioni e impedisce di garantire la salute dei cittadini laddove vi sono esposizioni eccessive ai campi elettromagnetici. Una norma palesemente incostituzionale contro cui il Codacons annuncia ricorso alla Consulta per ottenerne l’ annullamento, essendo la salute pubblica un interesse primario tutelato dalla nostra Costituzione, e non rappresentando il 5G una tecnologia indispensabile nei comuni”. Il Codacons apre inoltre la porta ai Comuni di tutta Italia, che potranno intervenire assieme all’ associazione in Corte Costituzionale e presentare una azione congiunta. I sindaci interessati possono inviare la propria pre-adesione alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E’ necessario abilitare JavaScript per vederlo. “.
Helpconsumatori, 23/07/2020 11:50
Azioni Ubi Banca, Consumatori: garantire trasparenza e informazione agli azionisti
ops intesa sanpaolo – ubi banca, il movimento difesa del cittadino presenterà un esposto alla consob per richiedere un intervento di vigilanza in merito alla trasparenza e alla corretta informazione diretta ai piccoli azionisti
“Siamo sempre più preoccupati da quanto sta avvenendo nell’ ambito dell’ offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria avviata da Intesa Sanpaolo sulle azioni di UBI Banca – esprime preoccupazione il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo , con riguardo alle vicende legate all’ Offerta pubblica di scambio (OPS) promossa da Intesa Sanpaolo sulle azioni ordinarie di UBI – Un’ importante operazione di mercato che cambierà per sempre il volto del sistema bancario italiano si sta trasformando in una guerra senza esclusione di colpi in cui a farne le spese rischia di essere, come sempre, la trasparenza e la corretta informazione dei piccoli azionisti ” Azioni Ubi Banca, le tappe della vicenda L’ associazione di consumatori MDC ricorda come l’ Offerta Pubblica di Scambio ( OPS ) promossa da Intesa Sanpaolo sulle azioni di Ubi Banca preveda un concambio di 17 azioni Intesa per 10 azioni Ubi portate in adesione entro il 28 luglio 2020 ed un corrispettivo in denaro pari a 0,57 euro per azione . Martedì scorso, 21 luglio, – prosegue MDC – la Consob ha approvato il supplemento al Prospetto informativo (Documento di registrazione, Nota informativa e Nota di sintesi) per i risparmiatori, resosi necessario a seguito dell’ incremento del corrispettivo dell’ offerta da parte di Intesa e del provvedimento con cui l’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha autorizzato l’ operazione finalizzata all’ acquisizione del controllo esclusivo di UBI Banca. “Nonostante la grande attenzione del mercato e delle autorità su questa importante iniziativa che vede coinvolti migliaia di risparmiatori – spiega il Movimento Difesa del Cittadino – la trasparenza ed il diritto all’ adeguata e completa informazione rischia di restare al palo, soprattutto nel casi dei piccoli azionisti che si recano nelle filiali per avere notizie, dati e ragguagli certi sull’ OPS per decidere l’ adesione o meno”. MDC presenterà un esposto alla Consob Al fine di garantire ai consumatori in possesso delle azioni UBI informazioni certe ed appropriate a tutela della loro consapevolezza e libertà di scelta, il Movimento Difesa del Cittadino chiederà alla Consob un intervento deciso in termini di vigilanza , ” anche alla luce di lamentele pervenute circa la correttezza e la completezza delle informazioni fornite allo sportello che l’ associazione sottoporrà alla Commissione in un dettagliato esposto “. Azioni Ubi Banca L’ intervento del Codacons Il Codacons ha comunicato di aver presentato un esposto a Consob e alle Procure di Bergamo e Milano , per verificare ” la correttezza dell’ operato delle filiali di Ubi Banca in merito all’ Ops lanciata da Intesa SanPaolo e alle informazioni rese ai propri clienti “. Il Codacons spiega di essere venuto in possesso di “una registrazione audio attribuibile ad un dipendente della filiale Ubi di Vertova (Bg) nella quale l’ addetto sembrerebbe convincere un cliente della banca circa la non convenienza dell’ Ops “. A seguito di questa vicenda ha deciso, quindi, di presentare un esposto a tutela dei risparmiatori per ” la possibile fattispecie di manipolazione del mercato e perché venga fornita una informazione corretta e trasparente a tutti gli azionisti coinvolti “. “Il Codacons – si legge nella nota stampa – ritiene quindi indispensabile, necessario e doveroso approfondire definitivamente la vicenda, soprattutto nell’ ottica di trasparenza nei confronti della collettività e per la tutela dell’ economia nazionale da distorsioni del mercato derivanti da manovre fraudolente che ledono interessi dei consumatori, degli utenti e dei risparmiatori, dei contribuenti e degli azionisti e correntisti che hanno investito nei mercati finanziari, sia individualmente che collettivamente”.
Yahoo Notizie, 23/07/2020 11:05
Intesa-Ubi: Codacons presenta esposto su operato filiali
Roma, 23 lug. (askanews) – Le Procure della Repubblica di Bergamo e Milano e la Consob dovranno verificare la correttezza dell’ operato delle filiali di Ubi Banca in merito all’ Ops lanciata da Intesa SanPaolo e alle informazioni rese ai propri clienti. Il Codacons ha reso noto che, dopo essere venuto in possesso di una registrazione audio attribuibile ad un dipendente della filiale Ubi di Vertova (Bg) nella quale l’ addetto sembrerebbe convincere un cliente della banca circa la non convenienza dell’ Ops, ha deciso di presentare un esposto a tutela dei risparmiatori per la possibile fattispecie di manipolazione del mercato e perch venga fornita una informazione corretta e trasparente a tutti gli azionisti coinvolti. Il Codacons ritiene quindi indispensabile, necessario e doveroso approfondire definitivamente la vicenda, soprattutto nell’ ottica di trasparenza nei confronti della collettivit e per la tutela dell’ economia nazionale da distorsioni del mercato derivanti da manovre fraudolente che ledono interessi dei consumatori, degli utenti e dei risparmiatori, dei contribuenti e degli azionisti e correntisti che hanno investito nei mercati finanziari, sia individualmente che collettivamente.
Il Cittadino, 23/07/2020 06:20
francoforte rogatoria in italia, la società automobilista: collaboriamo
«Frode sulle emissioni inquinanti» Perquisizioni in società di Fca Group
Su decreti della Procura di Torino la Finanza ha dato corso ad alcune perquisizioni nei confronti di società del gruppo Fca sull’ ipotesi investigativa di frode in commercio per avere installato su alcuni modelli di veicoli dispositivi di controllo del motore non conformi alla regolamentazione europea, in quanto in condizioni reali di guida le emissioni inquinanti sarebbero superiori a quelle rilevabili in sede di omologazione, e non consentite. Tale attività è condotta in accordo con la Procura di Francoforte, che sta indagando per analoga ipotesi di truffa sul mercato tedesco. Fca ieri ha confermato «che in alcune sedi europee del Gruppo si sono svolti alcuni accertamenti da parte dell’ autorità giudiziaria nell’ ambito di una rogatoria internazionale richiesta dalla magistratura tedesca». «L’ azienda si è subito messa a disposizione degli inquirenti e ha fornito ampia collaborazione». Il Codacons ha chiesto di «aprire indagini anche nel nostro Paese e valutare la sospensione del maxi-prestito da 6,3 miliardi di euro chiesto da Fca all’ Italia, in attesa degli sviluppi dell’ inchiesta della Procura di Francoforte».
Corriere della Sera (ed. Torino), 23/07/2020 05:12
Già un paio d’ anni fa, una consulenza ingegneristica fatta fare dalla Procura, evidenziò come …
Già un paio d’ anni fa, una consulenza ingegneristica fatta fare dalla Procura, evidenziò come «in condizioni di guida reale» uno specifico veicolo diesel della galassia Fca produceva emissioni superiori ai limiti previsti. Dopo che, si suppone, in sede di test lo stesso motore risultava invece emettere valori entro i numeri previsti dalla normativa europea. L’ inchiesta – che ipotizza la frode in commercio, ma senza indagati – si fermò praticamente lì, poiché non furono trovati elementi o indizi in grado di capire se tale comportamento dipendesse da un artificio o meno. La stessa indagine – coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo – ha avuto un nuovo input ieri mattina, quando gli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza hanno perquisito tre sedi di società del gruppo Fca: al Lingotto, a Mirafiori e al centro ricerche di Orbassano. Un blitz – su decreti della procura piemontese – attivato sostanzialmente su richiesta della Procura di Francoforte, che sta indagando sulle emissioni inquinanti dei motori diesel, sul mercato tedesco. E che ieri ha fatto scattare perquisizioni in dieci sedi del gruppo, oltre che in Italia, nelle regioni del Baden-Württemberg e dell’ Assia, e nel Canton Turgovia, in Svizzera. «L’ azienda si è subito messa a disposizione degli inquirenti – ha commentato un portavoce di Fca – e ha fornito ampia collaborazione negli accertamenti». Lo stesso gruppo automobilistico «sta esaminando i relativi atti per poter chiarire ogni eventuale richiesta da parte della magistratura». I militari della guardia di finanza erano alla ricerca di documenti progettistici e software riguardanti le centraline dei motori diesel: sostanzialmente – è l’ ipotesi di accusa – proprio le centraline (di alcuni modelli) avrebbero consentito di alterare i test sulle emissioni inquinanti: emissioni che, al contrario, in condizioni di marcia regolare avrebbero superato i limiti imposti dalla legislazione comunitaria. Insomma, un sospetto nato sulla scia del dieselgate scoppiato negli Stati Uniti nel 2015 e che colpì duramente Volkswagen. Fca ne uscì con un accordo da 800 milioni di dollari, evitando una probabile class action, ma senza per questo dover ammettere di aver tenuto alcun comportamento illecito. Al centro dell’ indagine della Procura di Francoforte, ci sono i motori diesel della cosiddetta «family B»: ovvero, 1.3l Multijet, 1.6l Multijet e 2.0l Multijet, omologati euro 5 ed euro 6, e utilizzati in modelli Alfa Romeo, Fiat e Jeep. Ma accertamenti saranno fatti anche su propulsori «light Duty-heavy Duty» (110 Multijet F1AE3481G, 115 Multijet 250A1000, 150 Multijet F1AE3481D e 180 Multijet F1CE3481E), e utilizzati in modelli commerciali, griffati Fiat e Iveco. «Laddove i veicoli testati soddisfano i valori limite consentiti per gli ossidi di azoto – si legge in una nota della Procura tedesca – il “defeat device” dovrebbe invece disattivare in grande misura la pulizia dei gas di scarico, durante il funzionamento reale». Tanto da emettere emissioni inquinanti superiori ai limiti di legge. I mezzi dotati di tale dispositivo, «non possono essere omologati nel mercato comune», motivo per il quale «i clienti non possono utilizzarli, o devono disattivare tale dispositivo». A essere interessati dall’ indagine, solo in Germania, sarebbero oltre 200.000 veicoli, tra cui anche un gran numero di camper. Gli accertamenti non sono finiti, avvertono le autorità giudiziarie di Francoforte: «La durata delle ispezioni non è attualmente prevedibile». Va da sé, il materiale trovato dalle Fiamme gialle potrebbe dare un contributo anche al fascicolo a suo tempo aperto dalla Procura torinese, che resta a carico di ignoti. Perché non è ancora stato accertato se la differenza dei dati tra test e marcia reale è dovuta a un artificio, e perché al momento non è comunque individuabile un’ eventuale responsabilità in capo a una serie di persone identificabili. Nel dubbio, poche ore dopo le perquisizioni, il Codacons è partito a razzo: «Aprire indagini anche nel nostro Paese e valutare la sospensione del maxi-prestito da 6,3 miliardi di euro chiesto da Fca all’ Italia, in attesa degli sviluppi dell’ inchiesta della Procura di Francoforte». Pur annodando argomenti che poco hanno a che fare, uno con l’ altro. Piuttosto, sarà interessante capire quali passi avanti potrà fare l’ inchiesta avviata qui a Torino, a maggior ragione avendo già a disposizione i dati di una consulenza. Di certo bisognerà verificare e analizzare i documenti e i software eventualmente trovati nelle perquisizioni di ieri, per decrittare il comportamento delle centraline dei motori diesel oggetto dell’ indagine, e montati tra alcuni dei modelli più venduti. Quasi superfluo dire che l’ esito dell’ inchiesta potrebbe avere notevole impatto sugli affari: nell’ attesa, ieri sera il titolo Fca ha comunque tenuto a Milano, chiudendo con un lieve calo, dello 0,86%.
Corriere di Bologna, 23/07/2020 05:11
a riccione
Ammassati a ballare, c’ è un esposto
Decine di giovani che ballano ammassati e senza mascherine (o calate). In rete un video al centro della denuncia del Codacons ripreso in una spiaggia di Riccione, il Samsara: «La situazione è di estrema gravità ed è stata segnalata proprio dai cittadini con video e foto». a pagina 3.
Corriere di Bologna, 23/07/2020 05:11
Balli ammassati in spiaggia, un esposto
centinaia di giovani senza mascherina, la denuncia del codacons parte da un video
riccione Centinaia di giovani ammassati davanti alla consolle del dj in pieno giorno al Samsara Beach di Riccione, noto per essere una delle poche discoteche diurne della Riviera. Inaugurato nel 2018 dai gestori dell’ omonimo locale di Gallipoli in Salento, da due anni attira giovani turisti, ma anche residenti, che hanno voglia di ballare e scatenarsi a tutte le ore del giorno come se invece fossero le ore piccole. Negli scorsi i giorni i video girati al Samsara hanno fatto il giro della rete suscitando perplessità sulle misure di sicurezza (non?) adottate all’ interno. Tanto che a un primo sguardo alcuni si sono chiesti se le immagini non fossero di repertorio, salvo poi soffermarsi sul particolare che inquadra le mascherine abbassate sul mento a testimoniare che la stagione è quella presente, non certo quella passata. A giudicare dalle immagini non c’ è traccia del distanziamento in pista che è obbligatorio osservare – 2 metri – e nemmeno si intravedono mascherine calcate su naso e labbra come i protocolli richiedono quando non è fisicamente possibile stare lontani. Le immagini sono finite nel mirino del Codacons che non si è limitato a condannare gli assembramenti immortalati con le fotocamere degli smartphone di clienti e passanti indignati con una nota o una dichiarazione, ma è passato all’ azione un esposto presentato alla Procura e al Prefetto di Rimini «motivato dalle segnalazioni arrivate all’ associazione dai cittadini». «È assolutamente necessario avviare indagini – spiegano dal Codacons – bisogna accertare che all’ interno del locale non siano stati compiuti reati contro la salute pubblica. Deve intervenire il gestore, devono intervenire le forze dell’ ordine perché all’ interno non viene garantito il rispetto delle regole. Parliamo di migliaia di giovani che arrivano da tutta Italia e quindi un potenziale focolaio di coronavirus, così come altre situazioni ben documentate in tutta Italia». Dal Comune arriva il secco «no comment» della sindaca Renata Tosi. A tuonare contro il Codacons è però il sindacato dei locali da ballo: «Il Codacons è forte con i deboli e debole con i forti — attacca il presidente Gianni Indino – sarebbe meglio, magari, che lanciassero i loro strali contro gli assembramenti dei pendolari sui treni. O meglio, vogliamo parlare di quello che succede nei chiringuitos? Gente che balla a contatto senza considerare distanze e mascherine come se fosse il paradiso delle libertà, in spiaggia per altro. Noi a Stefano Bonaccini abbiamo fatto una proposta. Aprire tutte le discoteche per distribuire i flussi anche quelle al chiuso. Sul Samsara posso garantire che i dj e i vocalist richiamano spesso gli avventori al rispetto delle regole. Se il Codacons ha i video degli assembramenti ne esistono altri che certificano anche il contrario ovvero che i gestori rispettano le regole».
enea conti
Il Giornale, 23/07/2020 04:45
nuove indagini della procura di francoforte
Dieselgate Fca, Germania all’ attacco
perquisizioni in 3 paesi. caccia a 9 manager. sullo sfondo la complessa fusione con psa
Pierluigi Bonora Fca e Iveco (Cnh Industrial) tornano nel mirino della magistratura tedesca che riprende dai cassetti il dossier di oltre tre anni fa su presunte manipolazioni ai danni delle centraline di motori diesel allo scopo di alterare i reali livelli delle emisssioni. A occuparsi della nuova indagine, che nelle scorse settimane avrebbe riguardato altri costruttori, sono i Pm di Francoforte e Stoccarda. Dieci le perquisizioni, coordinate da Eurojust, l’ unità di cooperazione giudiziaria Ue, per «sospette frodi», in Baden-Wurttemberg e Assia, Piemonte (Mirafiori, Lingotto e Centro ricerche di Orbassano) e anche in Svizzera. Nel mirino sono i motori della famiglia Family B (i Multijet Euro 5 ed Euro 6) installati su modelli Alfa Romeo, Fiat e Jeep, oltre a quelli delle famiglie F1A e F1C che equipaggiano Fiat Ducato e Iveco Daily. «Veicoli dotati di questo tipo di impianti – precisa la nota della Procura di Francoforte – non possono ottenere i necessari permessi, motivo per cui i clienti rischiano divieti di circolazione o sequestri dei mezzi. Complessivamente sono interessati oltre 200mila veicoli sul territorio tedesco, tra questi anche un gran numero di mezzi particolari, come i camper». Nel confermare le perquisizioni, sia Fca sia Cnh Industrial ribadiscono la piena collaborazione con le autorità preposte. L’ indagine prende soprattutto di mira nove persone, tutte residenti in Italia, alla scopo di stabilire il rispettivo ruolo nel mettere su strada veicoli dotati di un software potenzialmente illegale. Il primo filone dell’ indagine, poi ripresa dalla Procura di Torino, risale all’ epoca di Sergio Marchionne ad di Fca e nel corso dei mesi si era trasformato in una guerra politica tra Germania e Italia. L’ allora ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, aveva risposto picche alla richiesta all’ Ue, avanzata dal collega tedesco Alexander Dobrindt, di garantire il richiamo di alcuni modelli di Fca. «Non c’ è nulla da nascondere – la replica di Delrio a difesa del Lingotto-: i nostri test dimostrano che non esistono sistemi illegali e comportamenti anomali». Lo scorso anno si è invece chiusa, con il pagamento di 800 milioni di dollari e rimborsi agli automobilisti, la querelle negli Usa tra Fca ed Epa, l’ Agenzia per l’ ambiente. È stato così archiviato il caso sulle emissioni diesel contestate dall’ Agenzia, con la precisazione di Fca secondo cui «non c’ è stata alcuna ammissione di colpevolezza di aver compiuto qualsivoglia azione illegale e violazione delle norme in vigore». In Borsa, ieri, Fca e Cnh Industrial hanno chiuso in negativo: -0,86% e -0,87%. Positiva, invece, Exor, la holding di controllo: +1,65%. Le ispezioni dei giudici tedeschi, coadiuvati dalla Guarda di finanza, continueranno. Solo una settimana fa, Fca e Psa, che nel primo trimestre del 2021 definiranno le loro nozze, avevano annunciato il nome della nuova società: Stellantis. L’ indagine bis di Francoforte allargata ai colleghi di Stoccarda, cade comunque in un momento delicatissimo per il settore, con Fca che ha appena chiesto e ottenuto un finanziamento garantito di 6,3 miliardi a beneficio del piano d’ investimenti in Italia e della filiera. In proposito, il Codacons chiede già ora la sospensione dell’ erogazione se i giudici tedeschi riscontrassero irregolarità. L’ Antitrust Ue ha intanto sospeso l’ indagine approfondita sulla fusione Fca-Psa, allungando quindi i tempi per arrivare a una decisione. Le parti devono ancora fornire le informazioni necessarie. Sotto la lente di Bruxelles c’ è lo status dei veicoli commerciali dei due gruppi.
pierluigi bonora
La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Lecce), 23/07/2020 04:28
città divisa la passerella paragonata al covid-19
Scritte contro il defilé sui muri di Santa Rosa
codacons pro evento. critica italia nostra
Dior come il Covid. L’ irriverente accostamento è stato scritto da anonimi sui muri di cinta del complesso Santa Rosa a Lecce. «Tap + Covid + Dior» uguale «Zona Rossa». Questo il testo «vergato» da anonimi nottetempo. L’ atto vandalico sarà denunciato da don Damiano Madaro nelle prossime ore. La parete chiude gli spazi destinati alla mensa della Caritas dove ogni giorno vengono offerte decine di pasti caldi ai bisognosi della città. Sulla vicenda è stato immediatamente informato il vescovo di Lecce, monsignor Michele Seccia. «Accostare la pandemia a Dior non solo appare inappropriato e di dubbio gusto ma mi sembra anche fuori da ogni logica – ha detto l’ alto prelato – se la pandemia sta provocando disastri sul piano sociale e occupazionale, è giusto che si sappia che dietro l’ evento di Dior c’ è il lavoro di oltre cento persone, senza considerare l’ indotto, che hanno potuto portare il pane a casa». Sulla vicenda interviene anche don Madaro che ribadisce come non voglia esprimere alcuna condanna, «ma sicuramente tanto dispiacere visto che quel muro è attiguo ad un luogo dove ogni giorno si compiono gesti di accoglienza, fratellanza e amore per i fratelli bisognosi». Sulle tante critiche alla sfilata veicolate attraverso i social interviene anche l’ associazione che difende i consumatori. «Non siamo d’ accordo con chi non è d’ accordo», dice senza se e senza ma il Condacons di Lecce. «Non concordiamo con quanti, in questi giorni si sono esercitati in giudizi poco lusinghieri dell’ allestimento scenografico della sfilata di Dior. Così come non concordiamo con quanti hanno criticato l’ iniziativa in generale». Ben vengano, secondo il responsabile della sede leccese, Cristian Marchello, «le passeggiate in città, stando ai rumors, di Stefania Rocca, Carlo Capasa, Bella Hadid, Charlize Theron e altre star nazionali e internazionali perché probabilmente anche grazie a loro, la nostra amata Lecce soffrirà un po’ meno il periodo di chiusura che abbiamo appena attraversato». Intanto la sezione Sud Salento di Italia Nostra fa sapere in una nota di aver, tramite un riscontro con la Soprintendenza, appurato che «l’ autorizzazione per l’ al lestimento scenografico era stata inviata il 17 luglio, mentre l’ allestimento era già in corso, e non nei tempi tecnici dovuti, ovvero 30 giorni prima, per consentire l’ istruttoria della pratica». Per questo il presidente Marcello Seclì esprime disappunto, oltre a puntare il dito sul fatto che «un sito come piazza Duomo sia stato precluso per giorni ai turisti».
Quotidiano di Puglia, 23/07/2020 03:45
La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per dare risposte ai dubbi sollevati dal …
La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per dare risposte ai dubbi sollevati dal Codacons sul rispetto delle linee guida per il contenimento del contagio nella discoteca Praja di Gallipoli. Le indagini sono state affidate al pubblico ministero Donatina Buffelli, la quale dovrà verificare se sussista o meno l’ ipotesi di reato di diffusione colposa di epidemia. Al momento non ci sono indagati, visto che gli accertamenti stanno appena muovendo i primi passi. Il rischio assembramenti non sta facendo dormire sonni tranquilli ad amministratori e associazioni dei consumatori. A Otranto il sindaco ha imposto lo stop alla musica nei locali a mezzanotte. Blanco, Colaci, Marinazzo e Paiano alle pagg.10 e 11.
Quotidiano di Puglia, 23/07/2020 03:45
Codacons, uno sportello sarà attivo in Comune
CAMPI SALENTINA Campi Salentina continuerà ad essere un fulcro importante per l’ attività di Codacons nel suo servizio di assistenza ai consumatori. È stato infatti firmato un protocollo d’ intesa tra il sindaco, Alfredo Fina, ed il responsabile territoriale della società di consumatori, Marcello Ippolito, che dà corso ad una delibera di giunta con cui l’ amministrazione comunale concede, in forma gratuita, un locale di Palazzo di Città dove Codacons potrà svolgere le sue funzioni. «Siamo felici per questa ulteriore concessione – ha detto Ippolito – e ringraziamo il sindaco Alfredo Fina e l’ intera giunta comunale per la sensibilità». «Ci è sembrato opportuno proseguire la collaborazione con Codacons – ha affermato il sindaco Fina – perché riteniamo fondamentale la difesa dei diritti per ogni cittadino. L’ opera meritoria di Codacons rappresenta certamente un contributo di legalità, ma soprattutto un principio di assistenza nei confronti di chi, in mancanza di questo servizio, non avrebbe alcun tipo di patrocinio». Lo sportello si trova accanto all’ ufficio Urp, e sarà aperto, dalla prima settimana di settembre, il martedì ed il giovedì pomeriggio. M.D.R. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Quotidiano di Puglia, 23/07/2020 03:45
Troppo accalcati alla Praja? Procura apre un’ inchiesta
dopo l’ esposto presentato dal codacons roma verifiche sull’ applicazione delle norme sanitarie la proprietà: «tuteliamo i nostri ospiti con accorgimenti che vanno anche oltre le regole»
Erasmo MARINAZZO La Procura apre un fascicolo per dare risposte ai dubbi sollevati dal Codacons sul rispetto delle linee guida per il contenimento del contagio da coronavirus nella discoteca Praja di Gallipoli. Dei contenuti dell’ esposto arrivato dalla sede centrale di Roma dell’ associazione per la tutela dei consumatori, a firma del legale rappresentante, l’ avvocato Giuseppe Ursini, se ne sta occupando ora il pubblico ministero Donatina Buffelli per verificare se sussista o meno l’ ipotesi di reato di diffusione colposa di epidemia. Non ci sono indagati, al momento, visto che gli accertamenti stanno appena muovendo i primi passi. E riguarderanno in pratica la verifica di cosa sia stato fatto in quel locale per garantire ai suoi clienti di frequentarlo con le tutele della salute garantite dal decreto dell’ 11 giugno del presidente del consiglio dei ministri sulla riapertura delle attività economiche ed anche dall’ ordinanza della Regione sulla riapertura anticipata dei locali. Non è un atto di accusa, quello del Codacons di Roma, ma la necessità – spiega l’ esposto – di chiarire cosa sia successo nella serata del 18 luglio: le foto pubblicate sulla pagina Facebook e sul sito de la Praja, i relativi commenti, nonché altre foto apparsa su Instagram, sembrano mostrare proprio quegli assembramenti che vorrebbero scongiurare le norme sanitarie. Da qui la richiesta di verificare l’ osservanza del protocollo disposto per le discoteche: primo, gli accessi contingentati alle sale, la riorganizzazione degli spazi, il rispetto della distanza di un metro che diventano due in pista e i percorsi separati di ingresso e di uscita. Secondo: l’ informazione della clientela attraverso il personale o la cartellonistica, sulle misure di prevenzione in genere, la misurazione della temperatura corporea. il rispetto delle norme igienico-sanitarie ed altro ancora. Rwerzo: il rispetto dell’ obbligo di indossare la mascherina tutte le volte che non sia stato possibile mantenere le distanze. E ancora: il Codacons Roma chiede anche di verificare se persone che hanno preso parte alle serate organizzate alla Praja siano risultate poi positive al covid-19. Verifiche, in altre parole, in ambito sanitario che dovrebbero estendersi oltre i confini provinciale poiché Gallipoli e quel locale continuano ad essere privilegiati dai turisti anche in questa anomala stagione estiva. Tutta questa attenzione non è stata gradita dall’ amministratore della Praja, Pierpaolo Paradiso: con un comunicato stampa sostiene che Codacons Roma abbia dato una interpretazione errata della normativa sanitaria anti covid: «La circostanza che più ci ha lasciati senza parole è che il Codacons, evidentemente a caccia di facile notorietà, non ha neppure inteso leggere (e magari comprendere) le chiari disposizioni normative in materia di intrattenimento, che avrebbero chiarito oltre ogni ragionevole dubbio la correttezza del nostro operato», la frecciata all’ associazione a tutela dei consumatori. «La disciplina regionale alla quale la Praja, come le altre discoteche pugliesi all’ aperto, si è pienamente adeguata, anche adottando ulteriori e non secondarie cautele, ha previsto stringenti protocolli per il nostro settore, volti a tutelare clienti e cittadini. Più in particolare, infatti, per accedere nel nostro locale è obbligatorio misurare la temperatura corporea; ed è fornita gratuitamente la mascherina all’ ingresso nei bagni, unico luogo al chiuso nel quale è per norma obbligatorio l’ utilizzo della mascherina. L’ utilizzo della predetta, infatti, non è obbligatorio nelle discoteche all’ aperto in Puglia. E, come ha spiegato accuratamente il professore Pierluigi Lo Palco, ciò è stato deciso sulla base di un rischio adeguatamente calcolato ed in una regione dove la diffusione del virus è stabilmente prossima allo zero». La direzione della Praja si riserva di valutare l’ opportunità di depositare queste considerazione in Procura attraverso una memoria. Nel Brindisino intanto gli interventi della task force coordinata dalla questura ha comportato la chiusura temporanea di tre locali. Due ad Ostuni: la storica discoteca Aranceto di Rosa Marina, per la presenza di 1.000 persone invece che di 200. Il Lullabay della marina del Pilone ed un locale di Santa Sabina (marina di Carovigno), anche in questo caso per avere superato il numero massimo di ospite consentito. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
erasmo marinazzo
Il Mattino (ed. Salerno), 23/07/2020 02:40
incontri d’ autore
Carosone 100, Vacalebre racconta a Casal Velino l’ americano di Napoli
Con i suoi classici, da Torero a Caravan Petrol, ha segnato la nascita di un nuovo genere musicale, ispirando, insieme a Fred Buscaglione, intere generazioni di artisti, da Peppino di Capri a Pino Daniele, fino alle ultime sonorità rap e trap. «Carosone 100. Autobiografia dell’ americano di Napoli» (Albatros) è il titolo del saggio che sarà presentato oggi, ore 21, al Teatro del Porto (Canale Tufolo – Casal Velino) nell’ ambito della rassegna «Incontri d’ autore 2020. Vacanze e Letture» di Casal Velino. A firmare l’ opera, Federico Vacalebre, napoletano, classe 1962, giornalista, musicologo, capo della redazione Cultura e Spettacoli de Il Mattino. Biografo ufficiale di Renato Carosone, ha fondato il «Premio Carosone» e scritto libri, musical e documentari sul maestro, a cui ha dedicato anche mostre. Soggettista e sceneggiatore del pluripremiato film «Passione» di John Turturro, ha scritto libri sui Clash, Fabrizio De André, Pino Daniele, il fenomeno neomelodico, Rocco Hunt, Sergio Bruni. Dopo i saluti del sindaco di Casal Velino, Silvia Pisapia interverranno Bartolomeo Lanzara, presidente Codacons Cilento, e Carlo Missaglia. IL TESTO A cento anni dalla nascita di Carosone, Vacalebre disegna con le parole l’ autobiografia del primo grande mito del cantautorato italiano, arricchita da una prefazione inedita di Turturro. «Pensare che l’ uomo che ha scritto questa grande bellezza avrebbe oggi cento anni ci dà conferma di quanto siano ancora giovani le sue canzoni e la sua arte – scrive – Non credo di sbagliarmi nel dire che Renato Carosone sia stato il primo rapper di tutti i tempi». La storia dell’ americano di Napoli è sì la storia di un artista che ha lasciato il segno, ma ripercorrendo i suoi primi passi (il primo lavoro a 14 anni come pianista al teatrino dell’ Opera dei Pupi per 4 lire a giornata), l’ esperienza di nove anni in Africa tra Eritrea ed Etiopia mentre scoppiava la Prima Guerra Mondiale, il ritorno in una Napoli cambiata, i suoi successi prima nazionali, poi internazionali fino al ritiro inaspettato, al culmine della carriera, nel 1959 con qualche apparizione qua e là negli anni a seguire, si ripercorre anche la storia di un’ Italia dalle sue macerie alla rinascita. Cantautore, pianista, direttore d’ orchestra e compositore, Renato Carosone è stato uno dei veri geni della musica italiana. Un artista poliedrico che Vacalebre ricostruisce in tutte le sue sfaccettature in un’ opera che prende spunto dall’ autobiografia scritta dallo stesso Carosone nel 2000 (un anno prima della sua morte) e che oggi, aggiornata ed impreziosita da molteplici spunti, restituisce ai lettori il ritratto di un’ icona. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
barbara cangiano
Brescia Oggi, 23/07/2020 02:40
UN ESPOSTO ALL’ ARPALa costruzione del bitumificio continua ad agitare la comunità di Montirone.
UN ESPOSTO ALL’ ARPALa costruzione del bitumificio continua ad agitare la comunità di Montirone. L’ altra sera si è tenuto l’ incontro del coordinamento del comitato contro l’ impianto che dovrebbe sorgere all’ interno di Cava Betulla. Nel frattempo il Codacons ha deciso di presentare un esposto ad Arpa per chiedere di «intervenire preventivamente per tutelare le esigenze di sicurezza sanitaria». Contro il progetto, in questi anni, si è schierato anche il circolo Legambiente «La nostra terra»: nel corso della valutazione di impatto ambientale aveva affidato a Federico Balestreri, medico di Cremona, la stesura di un parere sugli effetti di questo tipo di impianto. V.MOR.
Il Giornale del Piemonte e della Liguria, 23/07/2020 02:30
Perquisite le sedi Fca sospetto dieselgate
Perquisizioni della Guardia di Finanza nelle tre sedi torinesi del Gruppo FCA di Mirafiori, Lingotto e Orbassano. Il sospetto è che sia stato installato su alcuni modelli di veicoli dispositivi di controllo del motore non conformi alla regolamentazione europea. Già nel 2017 infatti la procura di Torino aveva aperto un fascicolo contro ignoti in merito alla vicenda del cosiddetto dieselgate e la richiesta della Germania, che sta indagando per analoga ipotesi sul mercato tedesco. Al momento comunque non risultano esserci indagati. «Aprire indagini anche nel nostro paese e valutare la sospensione del maxi prestito da 6,3 miliardi di euro chiesto da Fca all’ Italia, in attesa degli sviluppi dell’ inchiesta della Procura di Francoforte che ha portato oggi a perquisizioni nei confronti di alcune società del gruppo Fca» è la richiesta del Codacons, che si dice «pronto a una battaglia legale se dall’ indagine tedesca dovessero emergere irregolarità sul fronte delle emissioni».
mbnews.it, 23/07/2020 01:00
Monza, due nonne mettono i cittadini in guardia: ” Attenzione alle finte telefonate dell’ Enel”
Il grido delle due nonne: ” Attenzione alle finte telefonate dell’ Enel “. Sono due amiche di Monza di 82 anni a segnalare di aver ricevuto entrambe negli ultimi giorni delle chiamate sul proprio telefono fisso di casa da parte di persone che, qualificandosi come operatori dell’ Enel, hanno proposto a causa del coronavirus la possibilità di avere un risarcimento di 3 mesi delle bollette delle luce . I modi sono professionali, ma una delle due signore non ci ha creduto e non si è fidata e quando ha replicato che si stesse trattando di una una truffa, la chiamata si è interrotta. Ne ha poi parlato con l’ amica coetanea e anche lei ha ricevuto lo stesso tipo di telefonata, dando ulteriore conferma al sospetto. “Le truffe agli anziani hanno registrato un aumento del 79,3% negli ultimi 12 mesi, ben 615 durante il 2019, praticamente quasi due ogni giorno. Dati allarmanti quelli emersi e diffusi dall’ Arma dei Carabinieri” spiega il Codacons. Allo scopo di prevenire truffe similari a danno di anziani, ecco il decalogo redatto dall’ associazione per riconoscere ma soprattutto per prevenire questo genere di truffe: – Sincerarsi che il controllo sia effettivo: molti pensionati aprono le porte della propria casa senza verificare che effettivamente sia necessario un controllo dell’ abitazione. Solitamente è bene fare attenzioni agli avvisi del Condominio, nei quali vengono sempre indicati gli eventuali accertamenti nei singoli appartamenti, con indicazione della data e dell’ ora dell’ eventuale visita. – Richiedere i documenti d’ identità: è preferibile prima di far entrare qualcuno in casa propria, chiedere agli addetti di identificarsi tramite documento d’ identità. Se il controllo è effettivo i tecnici non devono avere alcuna ragione di opporsi a tale richiesta. – Richiedere un tesserino o un documento che attesti che effettivamente lavorano per la società detta: è utile fare richiesta di un documento o un tesserino per verificare se gli addetti siano realmente dipendenti della società con cui si sono presentati. – Controllare che gli addetti lavorino effettivamente per il proprio fornitore di luce e gas, o che siano dipendenti della propria società idrica: molto spesso infatti si presentano soggetti per fantomatiche società elettriche o idriche al solo scopo di entrare nell’ abitazione, dunque sincerarsi che siano veramente addetti alla propria società di fornitura. – Visionare sempre il lavoro dei tecnici: è importante prestare sempre attenzione alle attività svolte nella propria casa dai tecnici, al fine di verificare che siano effettivamente lì per il motivo indicato, ossia riparare un guasto o fare controlli. – Non permettere ai tecnici di andare da soli in altre stanze: non bisogna farsi scrupoli nell’ impedire agli addetti di andare in altre stanze da soli. Non hanno alcun motivo per fare ciò e se sono in buona fede accetteranno senza problemi di essere seguiti. – Non lasciare beni di valore in vista: prima di far entrare estranei nella propria abitazione, è importante mettere al sicuro qualsiasi bene sia “a portata di mano”. È sempre meglio mettere tutto in cassetti o in luoghi in cui non sia facile accedere. – Non farsi mai distrarre: solitamente, se si tratta di una truffa, i sedicenti tecnici si presentano in due o più, questo in modo che uno o più possano distrarre il proprietario dell’ abitazione mentre l’ altro o gli altri possono porre in essere furti in casa. – Verificare l’ abbigliamento e la presenza di casse degli attrezzi: se gli addetti si presentano per riparare un guasto, o fare un controllo, è importare verificare l’ abbigliamento e se portano con sé cassette degli attrezzi o simili, senza i quali difficilmente dei veri tecnici potrebbero lavorare. – Chiamare aiuto: se non ci si sente sicuri, è bene farsi assistere da qualcuno, che può essere un vicino, un parente, perfino la portineria. È importante non essere da soli in questi casi. E qualora ci si dovesse rendere conto che si tratta di una truffa, è fondamentale chiamare subito il 118. Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo “MI PIACE” sarai aggiornato in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter .
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
