22 Luglio 2020

Rassegna stampa del 22 luglio 2020

IlNordEstQuotidiano, 22/07/2020 18:24
Arera, cresce il costo dell’ energia sulla spinta delle imposte e degli oneri di rete
indagine sulle tariffe dei servizi pubblici di base: energia elettrica, gas, acqua e rifiuti.
Bollette elettriche in crescita in tutta l’ Eurozona , ulteriormente appesantite dalle imposte e dagli oneri di rete in Italia secondo quanto emerge dalla Relazione annuale pubblicata dall’ Arera , una fotografia dei servizi pubblici nel Paese prima del Covid-19 che vede anche consumi di gas in crescita e prezzi italiani più alti della media UE per i clienti domestici . Come emerge dalla relazione Arera , nel 2019 si registra un andamento al rialzo per i prezzi al lordo delle imposte e degli oneri per i consumatori domestici di tutta Europa, andamento che in Italia è influenzato anche da un aumento dei prezzi netti (energia e costi di trasporto) più marcato . I prezzi finali delle due classi di consumo più rappresentative (consumi annui tra 1.000 kWh e 2.500 kWh/a e tra 2.500 kWh/a e 5.000 kWh/a) si attestano per la prima ancora sotto la media dell’ Area euro, rispettivamente a -5% (da -10% del 2018) e la seconda con lieve scarto dall’ Area euro (+2%, rispetto a -5% del 2018), in un andamento di crescita di cui sarà importante verificare andamento e ragioni. Le classi di consumo successive confermano livelli superiori a quelli dell’ Area euro, sia al lordo che al netto di imposte e oneri. Mentre la struttura del prezzo netto è digressiva , la componente fiscale che grava sui consumatori domestici b presenta ancora una struttura non digressiva , a differenza di quanto accade nel resto dell’ Unione Europea, rispetto alla quale tale componente risulta più alta per le classi a più alto consumo (fino al 20% in più) e viceversa più bassa per le classi 2 inferiori (fino al 25% in meno). L’ introduzione della nuova metodologia Eurostat di rilevazione e la conseguente riclassificazione dei clienti per fasce di consumo , nonché l’ effettuazione di conguagli in ragione della sopravvenuta prescrizione biennale delle fatture , possono invece avere influenzato la dinamica dei prezzi, storicamente più bassi, della prima classe in Italia (consumi fino a 1.000 kWh/a): per quest’ ultima si è infatti passati da forti differenziali negativi a decisi distacchi positivi rispetto alla media dell’ Area euro. Con l’ entrata in vigore e completamento della riforma delle tariffe elettriche introdotta dall’ Autorità (1° gennaio 2016) ha avuto inizio il progressivo riallineamento dei corrispettivi di rete applicati alle diverse classi di consumo , che ha contribuito ad avvicinare i prezzi netti italiani a quelli medi europei , grazie al graduale superamento della previgente struttura progressiva delle tariffe. Tra i principali paesi europei , la Germania si conferma il paese con i prezzi più alti per i clienti domestici di energia elettrica per tutte le classi, esclusa la prima con consumi sotto i 1.000 kWh/a, dove più cari sono i prezzi di Spagna e Italia. Rispetto alla Germania, i clienti domestici italiani pagano via via prezzi inferiori al diminuire della classe di consumo dal -10% della fascia più alta di consumo al -26% della fascia tra 1.000 e 2.500 kWh/a. Se la tariffa per le famiglie in Italia è tutto sommato conveniente , quella per usi industriali è decisamente più cara . Dopo i positivi dati degli anni 2017 e 2018, che avevano visto per il settore industriale una progressiva riduzione del divario tra i prezzi medi lordi italiani e quelli più convenienti dell’ Area euro, per il 2019 si registra una pausa di questa favorevole tendenza: torna infatti a crescere il divario con i prezzi medi dell’ Eurozona, con i clienti industriali che nel 2019 continuano a pagare prezzi più alti di quelli della media dell’ Area Euro, per tutte le classi, a causa del rialzo dei prezzi netti (energia e costi di trasporto) e delle imposte e oneri. Per la prima classe di consumo (consumi inferiori a 20 MWh) si è passati, rispettivamente, dal +8% del 2018 al +45% del 2019, mentre per le altre (consumi tra 20-500, 500-2.000, 2.000-20.000 MWh/a) si è passati da circa il +10% del 2018 a valori prossimi al 20%. Anche per le classi con consumi tra i 20.000 e 70.000 MWh/a e da 70.000 a 150.000 MWh/a si passa rispettivamente dal 6% al 18% e dal -12% al +9%. I differenziali di prezzo sembrano tornati su livelli prossimi a quelli registrati nel 2016, anche se restano ancora ben inferiori a quelli degli anni precedenti, quando si attestavano tutti su valori vicini al 30%. Nel dettaglio, nel 2017 i prezzi finali dei clienti industriali italiani avevano beneficiato di diminuzioni dei prezzi netti più spiccate rispetto all’ Area euro, almeno per le prime quattro classi, nonché di riduzioni della componente oneri e imposte. Sui valori del 2018, poi, aveva influito positivamente un’ ancora più marcata riduzione della componente oneri e imposte, in grado di più che compensare i maggiori aumenti che, invece, avevano riguardato i prezzi netti italiani di quasi tutte le classi. La situazione del 2019 appare, al contrario, determinata sia da ulteriori maggiori aumenti dei prezzi netti rispetto a quelli che hanno interessato l’ Area euro, sia da aumenti ancora più consistenti della componente oneri e imposte . I prezzi italiani comunque si confermano più bassi , come di consueto, di quelli dei consumatori industriali tedeschi ad eccezione della prima classe di consumo, ma anche di quelli inglesi almeno per le ultime tre classi di consumo, mentre la Spagna mantiene prezzi più bassi in tutte le classi di consumo e aumenta il divario con i prezzi più bassi della Francia (fino a +60% per le classi a maggiori consumi). Nel 2019 l’ uso di energia rinnovabile tiene il passo (+0,4%) nonostante la contrazione dell’ idroelettrico dopo il boom del 2018 a -6,2% e del geotermico con -1,2%. Praticamente certificata l’ uscita dal carbone che ha quasi dimezzato la sua produzione (-46,9%), compensata dall’ aumento della produzione a gas naturale (+11,4%) e da quella derivante dai prodotti petroliferi (+2,4%), mentre la fonte gas ha assicurato quasi la metà (49,1%) della produzione lorda (dal 44,4% del 2018). La quota di Enel nella produzione è stata del 17% (19,4% nel 2018), ancora in calo . Per la prima volta Enel non ricopre più il ruolo di primo operatore nella generazione termoelettrica , essendo risultata maggiore la produzione di Eni , pur a fronte di una potenza installata inferiore. La quantità di energia elettrica incentivata rimane invariata sui 63 TWh , per un costo del sistema anch’ esso stabile sugli 11 miliardi di euro, su un totale di oneri generali di circa 15 miliardi di euro. La quantità di energia elettrica acquistata dal Sistema Italia , invece, è stata pari a 295,8 TWh (+0,1 rispetto al 2018). Per quel che riguarda i consumi di energia elettrica (301,4 TWh) il 2019 registra una lieve diminuzione del -1% (contro il +0,5% del 2018), dovuta principalmente al calo dei consumi nel settore agricolo e industriale (-2% ciascuno), parzialmente compensati da quello domestico (+1%). L’ 88% della domanda nazionale è stata soddisfatta dalla produzione interna , in aumento di circa un punto percentuale, riducendo l’ import (-7%) e aumentando l’ export (+78% ma sempre limitato in valori assoluti). La produzione nazionale lorda si è mantenuta pressoché costante , da 289,7 TWh nel 2018 a 291,7 TWh nel 2019 (+0,7%). Arera ha indagato anche la distribuzione del mercato dell’ energia . Il 49% dei clienti domestici nel 2019 si trova nel mercato libero , in aumento del 3% rispetto al 46,4% registrato nel 2018. Si assottiglia così la differenza dei consumi medi tra famiglie nel mercato libero, mediamente 2.063 kWh/anno, e in quello tutelato, 1.869 kWh/anno, segno che se prima si sono spostati i clienti domestici con maggiori consumi ora il processo si sta allargando alle altre famiglie. Dall’ analisi dei dati della distribuzione , emerge che i consumi elettrici delle famiglie italiane sono piuttosto contenuti : il 53,5% dei clienti domestici si colloca nella fascia di consumo annuo che non supera i 1.800 kWh e preleva un quarto di tutta l’ energia elettrica distribuita ai clienti domestici, mentre il restante 46,5% (con consumi medi superiori a 1.800 kWh) preleva il 73,8% del totale. Le famiglie dunque consumano circa il 22% di tutta l’ energia distribuita che dimostra come nel 2019 la sostituzione del fornitore elettrico da parte delle famiglie è aumentata rispetto al 2018 (14,3% contro il 9,1% del 2018 in termini di punti di prelievo e 16,9% contro il 10,2% del 2018 in termini di volumi). Per quel che riguarda il lato offerta , dice ancora Arera , anche nel 2019 è cresciuto in maniera decisa il numero dei venditori sul mercato al dettaglio (+88 unità nel mercato libero, raggiungendo il numero di 723 operatori) confermando un andamento di espansione che procede ininterrottamente dalla liberalizzazione del 2007 . L’ operatore dominante dell’ intero mercato elettrico italiano resta il gruppo Enel , quest’ anno con una quota in lieve discesa dal 37,6% del 2018 a 36% dei volumi venduti, seguito a grande distanza da Edison (in aumento al 5,4%) e da Hera al 4,9 dal 4,3%. Complessivamente, i primi cinque operatori detengono l’ 82,5% del settore domestico (l’ 84,7% nel 2018), anche se complessivamente, rispetto al 2018, si registra una minima diminuzione del livello di concentrazione del mercato, con la quota dei primi tre operatori passata dal 46,8% al 46,3% delle vendite complessive. Nel 2019 il prezzo medio dell’ energia elettrica (ponderato con le quantità vendute), al netto delle imposte , praticato dalle imprese di vendita ai clienti domestici , è stato pari a 21,50 eurocent/kWh nel servizio di maggior tutela e a 24,21eurocent/kWh nel mercato libero . Il differenziale tra i due mercati, in parte spiegabile con ampie differenze nelle tipologie di contratti disponibili sui due mercati, è risultato quindi di 2,7 centesimi di euro, che scende a 2,6 centesimi se si guarda alla sola componente di costo per la materia energia (10,19 eurocent/kWh nella tutela contro 12,81 eurocent/kWh nel libero). Passando al gas metano , secondo Arera il grado di dipendenza dall’ estero ha raggiunto nel 2019 il massimo storico , toccando quota 95,4% (93,4% nel 2018). Nel 2019 la produzione nazionale di gas ha subito un nuovo marcato calo pari al -10,9% rispetto al 2018, attestandosi a 4,85 miliardi di metri cubi, soprattutto per la riduzione della produzione in mare (- 13%), mentre quella in terraferma è cresciuta del 5%. Le importazioni dunque hanno raggiunto i 70,9 miliardi di metri cubi , in aumento del 4,5% rispetto al 2018. Con l’ eccezione dei volumi provenienti dall’ Algeria, che sono diminuiti del 25,6% rispetto al 2018, sono cresciute le importazioni da tutti gli altri paesi da cui l’ Italia acquista il gas. Nel 2019 l’ Italia ha importato 3 miliardi di metri cubi in più dalla Norvegia , 1,2 in più dalla Libia , 0,5 in più dall’ Olanda e 0,2 in più dalla Russia ; sono inoltre aumentati di circa 2,7 miliardi di metri cubi (cioè del 125%) i volumi provenienti dalle altre zone (significativi i carichi di GNL provenienti da Trinidad Tobago , per 1,4 miliardi di metri cubi, e 1,6 miliardi dagli Stati Uniti , consegnati presso il terminale di Livorno). Nel 2019 , quindi, il peso della Russia tra i paesi che esportano in Italia è leggermente diminuito al 46% (era al 47,7% nel 2018), mentre la quota dell’ Algeria è scesa dal 26,5% al 18,8%. Il terzo paese per importanza è il Qatar da cui arriva il 9,2% del gas complessivamente importato in Italia (9,6% nel 2018), seguito dalla Norvegia la cui quota è all’ 8,7% e dalla Libia all’ 8%. Il 6,8% delle importazioni italiane nel 2019 è arrivato dall’ insieme degli altri paesi. Grazie al significativo incremento della quota norvegese, l’ incidenza delle importazioni dal Nord Europa (cioè da Norvegia e Olanda insieme) è salita all’ 11,1%, dal 6,5% del 2018. In questo contesto appare sempre più ingiustificata la decisione di rinunciare allo sfruttamento dei giacimenti scoperti nei fondali del mare Adriatico centrale e meridionale , che andranno a vantaggio della Croazia , Grecia e pure del Montenegro , dai quali, con molta poca lungimiranza , l’ Italia poi importerà a maggior costo il gas . Quanto al servizio idrico , Arera rileva come negli ultimi 4 anni sono stati attivati investimenti per quasi 12 miliardi , di cui 9 miliardi con la tariffa Arera (che ammonta in media a 312 euro l’ anno per una famiglia media, con un valore più contenuto nel NordOvest e più elevato nel Centro) e quasi 3 con fondi pubblici. Gli investimenti servono soprattutto a fronteggiare le perdite idriche (le risorse destinate a questa voce sono circa un quarto del fabbisogno totale del campione per il biennio 2018-19): la perdita media di acqua dagli acquedotti è del 43% . Infine il settore dei rifiuti che conta 6.568 operatori , di cui 6.530 gestori , nella quasi maggioranza (88,2%) enti pubblici . La gestione è frammentata in 1.334 enti . Forti le differenze di costi per aree geografiche : si passa da situazioni in cui il conferimento nelle discariche vale 9 euro/tonnellata a zone in cui arriva a 187 euro/tonnellata ; così come nei 189 impianti censiti , si passa da un minimo di 66 euro/tonnellata a un massimo di 193 euro/tonnellata . Vista questa disomogeneità di trattamento, Arera sta cercando di introdurre un metodo tariffario per trasparenza e costi standard. «Le bollette elettriche degli italiani risultano tra le più care d’ Europa perché nel nostro paese su luce e gas vige una tassazione abnorme , al punto che oggi sul quasi la metà della spesa energetica annua delle famiglie se ne va in oneri e imposte varie – denuncia il presidente del Codacons , Carlo Rienzi -. Con le nuove tariffe scattate lo scorso 1° luglio gli utenti si ritrovano a pagare su ogni bolletta del gas addirittura il 49,17% di tasse (imposte e oneri di sistema) e il 39,13% sull’ elettricità, con una tassazione in forte crescita sul trimestre precedente. Questo significa che nel 2020 , considerata la spesa media annua per l’ energia , ogni famiglia pagherà 495 euro di tasse sul gas e 194 euro sulla luce . Tutto ciò in un momento in cui milioni di nuclei, a causa della crisi legata al Coronavirus, si ritrovano in grandi difficoltà economiche e fanno fatica a pagare le utenze domestiche». Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de ‘Il NordEst Quotidiano’, consultate i canali social: Telegram https://t.me/ilnordest Twitter https://twitter.com/nestquotidiano Linkedin https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano/ Facebook https://www.facebook.com/ilnordestquotidian/ © Riproduzione Riservata.

corrieredellosport.it, 22/07/2020 17:46
FCA, Guardia di Finanza in sede per frode su emissioni, il Gruppo: “Pronti a collaborare e chiarire”
le forze dell’ ordine hanno perquisito tre sedi italiane del gruppo fca. l’ indagine è scattata per verificare la possibilità di alterazioni dei dati sulle emissioni dei propulsori diesel tramite l’ adozione di software illegali in fase di test
Mirafiori, Lingotto e il Centro Ricerche di Orbassato sono le tre sedi FCA che sono state oggetto di una perquisizione a opera della Guardia di Finanza , ordinata dalla Procura di Torino. Operazioni resa necessarie per l’ indagine, coordinata dal pm Vincenzo Pacileo, scattata in seguito a un’ inchiesta condotta dalla procura di Francoforte , che stavano investigando su una possibile frode in commercio. La tesi sostenuta dai PM tedeschi verte sulla possibilità che vetture e veicoli commerciali FCA e Iveco adottino software illegali per alterare i valori delle emissioni inquinanti, dando una lettura più bassa, per ottenere l’ omologazione durante i test su strada. Indagine sui motori Le famiglie di motori finite sotto la lente di ingrandimento degli investigatori sono la “Family B” , ovvero i 1.3, 1.6 e 2.0 Diesel Multijet omologati come Euro 5 e Euro 6 e i Light e Heavy Duty 110 Multijet (F1AE3481G), 115 Multijet (250A1000), 150 Multijet (F1AE3481D) e 180 Multijet (F1CE3481E) utilizzati per i veicoli commerciali Fiat e Iveco. Dalla Germania fanno sapere che sarebbero circa 200.000 i veicoli interessati . L’ operazione, coordinata a livello internazionale da Eurojust riguarda, nello specifico, l’ operato tra il 2014 e il 2019, di 9 persone che vivono in Italia. FCA e CNH nel segno della collaborazione Da FCA è arrivata la conferma delle perquisizioni e ha manifestato la propria volontà di collaborare per chiarire la vicenda: ” In alcune sedi europee del Gruppo si sono svolti alcuni accertamenti da parte dell’ autorità giudiziaria nell’ ambito di una rogatoria internazionale richiesta dalla magistratura tedesca”. Lo ha comunicato un portavoce del Gruppo in una nota “L’ azienda – ha aggiunto – si è subito messa a disposizione degli inquirenti e ha fornito ampia collaborazione negli accertamenti. Fca sta esaminando i relativi atti per potere chiarire ogni eventuale richiesta da parte della magistratura” Alla stessa lunghezza d’ onda la holding dei veicoli commerciali: ” CNH Industrial conferma che in alcune sedi europee del Gruppo si sono svolti alcuni accertamenti da parte dell’ autorità giudiziaria nell’ ambito di una rogatoria internazionale richiesta dalla magistratura tedesca. L’ Azienda si è subito messa a disposizione degli inquirenti e ha fornito ampia collaborazione negli accertamenti. CNH Industrial sta esaminando i relativi atti per potere chiarire ogni eventuale richiesta da parte della magistratura”. Codacons, la reazione Un caso spinoso , che arriva dopo le garanzie statali al prestito ottenuto tramite le agevolazioni contenute nel Decreto Rilancio e che ha scatenato la reazione del Codacons, impegnato da anni nella guerra giudiziaria iniziata con il Dieselgate marchiato Volkswagen. ” Aprire indagini anche nel nostro paese e valutare la sospensione del maxi-prestito da 6,3 miliardi di euro chiesto da Fca all’ Italia, in attesa degli sviluppi dell’ inchiesta della Procura di Francoforte che ha portato oggi a perquisizioni nei confronti di alcune società del gruppo Fca. A chiederlo il Codacons, pronto ad una battaglia legale se dall’ indagine tedesca dovessero emergere irregolarità sul fronte delle emissioni. Crediamo che il prestito con garanzia statale debba essere sospeso fino a che l’ azienda non dimostrerà di essere totalmente estranea alle accuse – afferma il Codacons – Nell’ ipotesi in cui le accuse della Procura dovessero trovare fondamento, l’ Italia si ritroverebbe a finanziare con soldi pubblici attività illecite di una società privata, e per questo il nostro Governo deve valutare la sospensione del finanziamento in attesa degli sviluppi dell’ inchiesta. E se saranno accertate manomissioni sul fronte delle emissioni, siamo pronti ad avviare una guerra legale contro Fca a tutela degli automobilisti italiani che risulteranno coinvolti nella vicenda” conclude l’ associazione.

tuttosport.com, 22/07/2020 17:39
FCA, perquisizioni della Guardia di Finanza per frode su emissioni, il Gruppo: “Pronti a collaborare”
0 l’ indagine è scattata per verificare la possibilità di alterazioni dei dati sulle emissioni dei propulsori diesel tramite l’ adozione di software illegali in fase di test: ecco le tre sedi che hanno ricevuto la visita delle autorità
Tre sedi FCA sono state oggetto di una perquisizione a opera della Guardia di Finanza , ordinata dalla Procura di Torino: si tratta di Mirafiori, Lingotto e del Centro Ricerche di Orbassato . Operazioni resa necessarie per l’ indagine, coordinata dal pm Vincenzo Pacileo, scattata in seguito a un’ inchiesta condotta dalla procura di Francoforte , che stavano investigando su una possibile frode in commercio. La tesi sostenuta dai PM tedeschi verte sulla possibilità che vetture e veicoli commerciali FCA e Iveco adottino software illegali per alterare i valori delle emissioni inquinanti, dando una lettura più bassa, per ottenere l’ omologazione durante i test su strada. Motori sotto inchiesta Le famiglie di motori finite sotto la lente di ingrandimento degli investigatori sono la “Family B” , ovvero i 1.3, 1.6 e 2.0 Diesel Multijet omologati come Euro 5 e Euro 6 e i Light e Heavy Duty 110 Multijet (F1AE3481G), 115 Multijet (250A1000), 150 Multijet (F1AE3481D) e 180 Multijet (F1CE3481E) utilizzati per i veicoli commerciali Fiat e Iveco. Dalla Germania fanno sapere che sarebbero circa 200.000 i veicoli interessati . L’ operazione, coordinata a livello internazionale da Eurojust riguarda, nello specifico, l’ operato tra il 2014 e il 2019, di 9 persone che vivono in Italia. Il Gruppo è disposto a chiarire Da FCA è arrivata la conferma delle perquisizioni e ha manifestato la propria volontà di collaborare per chiarire la vicenda: ” In alcune sedi europee del Gruppo si sono svolti alcuni accertamenti da parte dell’ autorità giudiziaria nell’ ambito di una rogatoria internazionale richiesta dalla magistratura tedesca”. Lo ha comunicato un portavoce del Gruppo in una nota “L’ azienda – ha aggiunto – si è subito messa a disposizione degli inquirenti e ha fornito ampia collaborazione negli accertamenti. Fca sta esaminando i relativi atti per potere chiarire ogni eventuale richiesta da parte della magistratura” Alla stessa lunghezza d’ onda la holding dei veicoli commerciali: ” CNH Industrial conferma che in alcune sedi europee del Gruppo si sono svolti alcuni accertamenti da parte dell’ autorità giudiziaria nell’ ambito di una rogatoria internazionale richiesta dalla magistratura tedesca. L’ Azienda si è subito messa a disposizione degli inquirenti e ha fornito ampia collaborazione negli accertamenti. CNH Industrial sta esaminando i relativi atti per potere chiarire ogni eventuale richiesta da parte della magistratura”. Codacons, il commento Un caso spinoso , che arriva dopo le garanzie statali al prestito ottenuto tramite le agevolazioni contenute nel Decreto Rilancio e che ha scatenato la reazione del Codacons, impegnato da anni nella guerra giudiziaria iniziata con il Dieselgate marchiato Volkswagen. ” Aprire indagini anche nel nostro paese e valutare la sospensione del maxi-prestito da 6,3 miliardi di euro chiesto da Fca all’ Italia, in attesa degli sviluppi dell’ inchiesta della Procura di Francoforte che ha portato oggi a perquisizioni nei confronti di alcune società del gruppo Fca. A chiederlo il Codacons, pronto ad una battaglia legale se dall’ indagine tedesca dovessero emergere irregolarità sul fronte delle emissioni. Crediamo che il prestito con garanzia statale debba essere sospeso fino a che l’ azienda non dimostrerà di essere totalmente estranea alle accuse – afferma il Codacons – Nell’ ipotesi in cui le accuse della Procura dovessero trovare fondamento, l’ Italia si ritroverebbe a finanziare con soldi pubblici attività illecite di una società privata, e per questo il nostro Governo deve valutare la sospensione del finanziamento in attesa degli sviluppi dell’ inchiesta. E se saranno accertate manomissioni sul fronte delle emissioni, siamo pronti ad avviare una guerra legale contro Fca a tutela degli automobilisti italiani che risulteranno coinvolti nella vicenda” conclude l’ associazione.

TraderLink, 22/07/2020 15:43
Indagine Fca: Codacons chiede di sospendere prestito garantito dallo Stato
22/07/2020 15:07 Aprire indagini anche in Italia e valutare la sospensione del maxi-prestito da 6,3 miliardi di euro chiesto da Fca all”Italia, in attesa degli sviluppi dell”inchiesta della Procura di Francoforte che ha portato oggi a perquisizioni nei confronti di alcune società del gruppo Fca. A chiederlo il Codacons, pronto ad una battaglia legale se dall”indagine tedesca dovessero emergere irregolarità sul fronte delle emissioni. “Crediamo che il prestito con garanzia statale debba essere sospeso fino a che l”azienda non dimostrerà di essere totalmente estranea alle accuse”, afferma il Codacons, che aggiunge: “Se saranno accertate manomissioni sul fronte delle emissioni, siamo pronti ad avviare una guerra legale contro Fca a tutela degli automobilisti italiani che risulteranno coinvolti nella vicenda”. © TraderLink News – Direttore Responsabile Marco Valeriani – Riproduzione vietata.
marco valeriani

Borse, 22/07/2020 15:28
Indagine Fca: Codacons chiede di sospendere prestito garantito dallo Stato
Aprire indagini anche in Italia e valutare la sospensione del maxi-prestito da 6,3 miliardi di euro chiesto da Fca all’ Italia, in attesa degli sviluppi dell’ inchiesta della Procura di Francoforte che ha portato oggi a perquisizioni nei confronti di alcune società del gruppo Fca. A chiederlo il Codacons, pronto ad una battaglia legale se dall’ indagine tedesca dovessero emergere irregolarità sul fronte delle emissioni. “Crediamo che il prestito con garanzia statale debba essere sospeso fino a che l’ azienda non dimostrerà di essere totalmente estranea alle accuse”, afferma il Codacons, che aggiunge: “Se saranno accertate manomissioni sul fronte delle emissioni, siamo pronti ad avviare una guerra legale contro Fca a tutela degli automobilisti italiani che risulteranno coinvolti nella vicenda”.

TeleBorsa, 22/07/2020 13:01
economiascuola
Codacons, esposto a Corte dei Conti e Anac per bando banchi
da accertare correttezza della spesa, dubbi sui banchi a rotelle
(Teleborsa) – Codacons ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e all’ Autorità nazionale anti corruzione per il bando di la gara pubblicato dal Commissario straordinario per l’ emergenza Domenico Arcuri per l’ acquisto di tre milioni di banchi monoposto anti-Covid . Lo rende noto l’ associazione, specificando aver chiesto alla magistratura contabile e all’ Anac di avviare indagini sull’ appalto volte a garantire la correttezza della spesa a carico dello Stato. I dubbi dell’ associazione riguardano in particolare la spesa per le nuove postazioni che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe raggiunge la cifra record di 300 euro a banco , e la tipologia stessa dei banchi , dotati di rotelle che potrebbero facilmente essere utilizzati come un gioco dagli studenti. “Nonostante l’ impegno profuso dal Miur per garantire il rispetto dei principi di trasparenza, economicità e buon andamento della pubblica Amministrazione, la scelta del Commissario Straordinario di indire una gara per l’ acquisto di almeno 1,5 milioni di sedute innovative, il cui costo, come detto, appare estremamente gravoso e – allo stato, anche in ragione della crisi economica conseguita all’ emergenza epidemiologica – non necessario, pone seri dubbi circa il rispetto dei criteri di economia-efficienza che dovrebbero presiedere e guidare l’ azione amministrativa”, si legge nell’ esposto. Secondo Codacons, “con le somme destinate all’ acquisto delle sedute innovative potrebbero realizzarsi interventi per la messa in sicurezza di moltissime classi che, al pari di quelle che potranno beneficiare dei nuovi arredi, necessitano dell’ adozione di misure atte a scongiurare il rischio di contagio”. Per tali motivo il Codacons ha chiesto a Corte dei Conti e Anac “di voler adottare ogni opportuno provvedimento, per come di competenza, al fine di verificare la legittimità dell’ operato del Commissario Straordinario in riferimento all’ Avviso di indizione di gara in procedura aperta semplificata e di massima urgenza per l’ acquisizione e la distribuzione di banchi scolastici e sedute attrezzate sull’ intero territorio nazionale”.

Orizzonte Scuola, 22/07/2020 12:52
Rientro a scuola, Codacons presenta esposto su gara appalto banchi monoposto: costo gravoso e non necessario
Il bando di gara per l’ acquisto di tre milioni di banchi monoposto anti-Covid pubblicato dal Commissario straordinario per l’ emergenza Domenico Arcuri finisce al vaglio di Corte dei Conti e Anac. E’ quanto scrive il Codacons in un comunicato. Come annunciato nei giorni scorsi il Codacons ha presentato oggi un esposto alla magistratura contabile e all’ Autorità Anticorruzione affinché avviino indagini sull’ appalto volte a garantire la correttezza della spesa a carico dello Stato. I dubbi dell’ associazione riguardano in particolar modo la spesa per le nuove postazioni che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe raggiunge la cifra record di 300 euro per i banchi di nuova generazione, e la tipologia stessa dei banchi, dotati di rotelle che potrebbero facilmente trasformare le aule in “autoscontri” ed essere utilizzati come un gioco dagli studenti. Si legge nell’ esposto dell’ associazione: “nonostante l’ impegno profuso dal Miur per garantire il rispetto dei principi di trasparenza, economicità e buon andamento della pubblica Amministrazione, la scelta del Commissario Straordinario di indire una gara per l’ acquisto di almeno 1,5 milioni di sedute innovative, il cui costo, come detto, appare estremamente gravoso e – allo stato, anche in ragione della crisi economica conseguita all’ emergenza epidemiologica – non necessario, pone seri dubbi circa il rispetto dei criteri di economia-efficienza che dovrebbero presiedere e guidare l’ azione amministrativa. Con le somme destinate all’ acquisto delle sedute innovative potrebbero realizzarsi interventi per la messa in sicurezza di moltissime classi che, al pari di quelle che potranno beneficiare dei nuovi arredi, necessitano dell’ adozione di misure atte a scongiurare il rischio di contagio. Nondimeno, in considerazione del fatto che il numero di alunni della scuola italiana è di circa 7.600.000 (fonte: Il Sole 24 ore 03 luglio 2020), se i 450.000.000 di euro potenzialmente impiegati per l’ acquisto di soli 1,5 milioni di banchi innovativi, fossero utilizzati per l’ acquisto dei banchi monoposto tradizionali, sostanzialmente tutti gli alunni (e non solo 1,5 milioni) potrebbero beneficiare dei nuovi arredi (se infatti il prezzo dei banchi monoposto tradizionali è di circa 32 euro al pezzo, con 450.000.000 di euro se ne potrebbero acquistare circa 14.062.500)”. Per tali motivi il Codacons ha chiesto a Corte dei Conti e Anac “di voler adottare ogni opportuno provvedimento, per come di competenza, al fine di verificare la legittimità dell’ operato del Commissario Straordinario in riferimento all’ Avviso di indizione di gara in procedura aperta semplificata e di massima urgenza per l’ acquisizione e la distribuzione di banchi scolastici e sedute attrezzate sull’ intero territorio nazionale”

larepubblica.it, 22/07/2020 12:11
Codacons, esposto a Corte dei Conti e Anac per bando banchi
22 luglio 2020 – 12.03 (Teleborsa) – Codacons ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e all’ Autorità nazionale anti corruzione per il bando di la gara pubblicato dal Commissario straordinario per l’ emergenza Domenico Arcuri per l’ acquisto di tre milioni di banchi monoposto anti-Covid . Lo rende noto l’ associazione, specificando aver chiesto alla magistratura contabile e all’ Anac di avviare indagini sull’ appalto volte a garantire la correttezza della spesa a carico dello Stato. I dubbi dell’ associazione riguardano in particolare la spesa per le nuove postazioni che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe raggiunge la cifra record di 300 euro a banco , e la tipologia stessa dei banchi , dotati di rotelle che potrebbero facilmente essere utilizzati come un gioco dagli studenti. “Nonostante l’ impegno profuso dal Miur per garantire il rispetto dei principi di trasparenza, economicità e buon andamento della pubblica Amministrazione, la scelta del Commissario Straordinario di indire una gara per l’ acquisto di almeno 1,5 milioni di sedute innovative, il cui costo, come detto, appare estremamente gravoso e – allo stato, anche in ragione della crisi economica conseguita all’ emergenza epidemiologica – non necessario, pone seri dubbi circa il rispetto dei criteri di economia-efficienza che dovrebbero presiedere e guidare l’ azione amministrativa”, si legge nell’ esposto. Secondo Codacons, “con le somme destinate all’ acquisto delle sedute innovative potrebbero realizzarsi interventi per la messa in sicurezza di moltissime classi che, al pari di quelle che potranno beneficiare dei nuovi arredi, necessitano dell’ adozione di misure atte a scongiurare il rischio di contagio”. Per tali motivo il Codacons ha chiesto a Corte dei Conti e Anac “di voler adottare ogni opportuno provvedimento, per come di competenza, al fine di verificare la legittimità dell’ operato del Commissario Straordinario in riferimento all’ Avviso di indizione di gara in procedura aperta semplificata e di massima urgenza per l’ acquisizione e la distribuzione di banchi scolastici e sedute attrezzate sull’ intero territorio nazionale”.

corrieredibologna.it, 22/07/2020 08:29
Riccione, ammassati e senza mascherina a ballare in spiaggia: esposto in Procura
in rete un video al centro della denuncia del codacons ripreso in una discoteca di riccione: «la situazione è di estrema gravità ed è stata segnalata proprio dai cittadini con video e fotografie
Un frame del video che è circolato sui sociale e che è finito nel mirino del Codacons Assembramenti, balli di gruppo alla luce del sole con mascherine d’ ordinanza sotto il mento. La scena è immortalata in un video pubblicato e condiviso su Facebook . A essere ripresi sono i giovani avventori di un noto locale di Riccione, il Samsara Beach, finito negli scorsi giorni del mirino del Codacons che ha segnalato con un esposto presentato alla Procura di Rimini i ripetuti assembramenti in pista. Nella nota in cui venivano spiegate le ragioni dell’ esposto il Codacons ha precisato che «la situazione è di estrema gravità ed è stata segnalata proprio dai cittadini con video e fotografie. Migliaia di giovani che ballavano in spiaggia attaccati uno all’ altro tutti rigorosamente senza mascherina. Un potenziale focolaio di coronavirus con giovani arrivati da tutta Italia». Fioccano le multe e le chiusure In Riviera ha fatto scalpore il caso della diciassettenne modenese in vacanza trovata positiva al coronavirus una settimana fa. Positivi anche sei amici della giovane. La comitiva aveva trascorso una serata alla Villa Delle Rose, dove pure sono stati segnalati assembramenti e dove i Carabinieri avevano elevato una multa da 400 euro ai gestori. Nel ravennate negli ultimi giorni sono stati chiusi 4 locali per assembramenti e mancato rispetto delle prescrizioni. Domenica scorsa, per la cronaca, è toccato alla discoteca “Le Indie” di Pinarella di Cervia. E nella giornata di ieri a Cattolica, il gestore del Bikini ha annunciato di sua spontanea volontà di voler abbassare le saracinesche: “troppi giovani assembrati, non possiamo fare i baby sitter” ha spiegato all’ edizione riminese de Il Resto del Carlino. 22 luglio 2020 (modifica il 22 luglio 2020 | 08:22) © RIPRODUZIONE RISERVATA.
enea conti

Cronache di Salerno, 22/07/2020 06:00
il fatto – vittoria del codacons salerno: il colosso nazionale non ha mai portato a termine la realizzazione di impianti fotovoltaici
Caparre illecite, condannata la Nwg
Il colosso Nwg dovrà sborsare 2.490 euro per le caparre trattenute illecitamente per la realizzazione di impianti fotovoltaici mai costruiti. Vittoria del Codacons Salerno che ha portato in causa il colosso leader del mercato fotovoltaico domestico. Provvedere al fabbisogno energetico delle proprie abitazioni attraverso il ricorso all’ impianto fotovoltaico è una scelta da lodare e sostenere o almeno da non utilizzare come ulteriore inganno per i consumatori che decidono di intraprendere una scelta responsabile nei confronti dell’ ambiente. Molti cittadini di diversi comuni cilentani si erano affidati alla società N.W.G spa che aveva garantito loro, a fronte di ben Euro 2.490,00 di anticipo, l’ istallazione dell’ impianto fotovoltaico ad uso privato. La N.W.G, però, non aveva ben considerato il parere della Sovraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Salerno e di Avellino che non hanno ritenuto possibile l’ istallazione degli impianti. Dinanzi ad un palese caso di mancata realizzazione dell’ impianto ci si sarebbe aspettati la restituzione degli elevati importi di acconto. Così non è stato. La N.W.G illegittimamente ha trattenuto le somme degli utenti respingendo qualsivoglia reclamo da essi presentato almeno fino alla decisione del Tribunale di Salerno. L’ avvocato Matteo Marchetti, vice segretario nazionale del Coda cons parla di importanza risultato: la sentenza numero 575/2020 pubblicata il 10/02/2020 pronunciata dal dottor Porpora del Tribunale di Salerno ha accolto la prima richiesta di rimborso. «Questa sentenza è una vittoria per tutti coloro che hanno anticipato caparre per la realizzazione di pannelli solari – ci spiega Marchetti – perché viene riconosciuto il diritto alla re sate; era stato previsto un corrispettivo pur in assenza di alcuna utilità e inserito in una proposta contrattuale unilaterale e con caratteri estremamente ridotti come rilevato dal giudice. A tutti coloro che siano stati vittima di simili situazioni l’ avvocato rassicura “è un’ importante sentenza in quanto apre la strada a tante azioni di restituzione in tutta Italia”.

Cronache di Salerno, 22/07/2020 06:00
sindrome di sjogren
Lucia Marotta: “Pazienti abbandonati per il Covid” CODACONS Fotovoltaici mai installati I Condannata la Nwg
Lucia Marotta: “Pazienti abbandonati per il Covid” CODACONS Fotovoltaici mai installati I Condannata la Nwg.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Taranto), 22/07/2020 04:38
il fatto i testi assenti al processo in assise
«Su ex Ilva mi dissocio dalla linea del Codacons»
minetola: denunciare un collega? mai
«Mi dissocio dall’ iniziativa del Codacons che ha menzionato il sottoscritto tra coloro che avrebbero proceduto a denunciare i testi assenti nel processo “Ambiente svenduto” e gli avvocati che si sarebbero prestati a un atteggiamento definito ostruzionistico». Così l’ avvocato Adriano Minetola del foro di Taranto prende le distanze dalla nota del Codacons relativa all’ udienza di lunedì del processo per il presunto disastro ambientale causato dall’ ex Ilva. La presidente della Corte d’ Assise, Stefania D’ Errico, ha firmato un’ ordinanza disponendo l’ accertamento medico -fiscale nei confronti di un teste e ha condannato 4 consulenti della Difesa al pagamento di una sanzione di 500 euro, ritenendo carenti o ingiustificate le motivazioni della loro richiesta di differimento dell’ udienza, in cui erano citati come testimoni. L’ av vocato Minetola precisa di «non essere nemmeno iscritto al Codacons. Non possono utilizzare il mio nome per annunciare denunce nei confronti di colleghi». L’ associazione replica sostenendo che «è ovvio e scontato che il Codacons non possa in nessun modo essere assistito da legali in grado di accettare in silenzio un sistematico ostruzionismo al corso della giustizia, e spetta unicamente all’ avv. Minetola la decisione di stare ancora o meno dalla parte delle vittime dell’ inquinamento prodotto dall’ acciaieria». Infruttuosa si è rivelata anche l’ udienza di ieri in cui avrebbero dovuto deporre altri tre consulenti che hanno presentato istanze per giustificare la loro assenza finite al vaglio della Corte d’ Assise. Lo stesso Codacons chiede che nelle prossime udienze «sia presente in aula un rappresentante dell’ Ordine degli avvocati di Taranto e uno della Corte Europea dei diritti dell’ uomo. Questo sia per sanzionare il comportamento scorretto degli avvocati degli imputati, che stanno tentando di ostacolare il processo e ritardare le decisioni della Corte».

Quotidiano di Puglia, 22/07/2020 03:45
Banchi tutti nuovi per le distanze Ma è lite sui costi
il commissario arcuri ha pubblicato il bando per la fornitura bagarre sui prezzi: 50 euro i tradizionali, 300 quelli moderni
Maria Claudia MINERVA Quest’ anno la riapertura delle scuole è legata a una serie di cambiamenti, tra i quali anche i nuovi banchi, che saranno attrezzati per uso didattico multifunzionale e, soprattutto, anti contagio. Tre milioni quelli in arrivo nelle aule degli istituti scolastici: 1,5 milioni di banchi tradizionali di tipologia monouso e «monoposto» e 1,5 milioni di banchi di tipo più innovativo. L’ obiettivo è garantire il distanziamento sociale e dunque lo svolgimento delle lezioni in tutta sicurezza. Il costo delle attrezzature non è previsto, «saranno scelti i banchi col migliore rapporto qualità prezzo sul mercato, che rispetteranno i criteri imposti dal bando» hanno precisato dal ministero, ma è già polemica sui costi, perché i banchi moderni costano all’ incirca 300 euro l’ uno, contro i 50 euro di quelli normali. Intanto, il bando per una gara europea è stato pubblicato sui siti della Presidenza del Consiglio/Commissario straordinario, dei ministeri della Salute e dell’ Istruzione e su quello della Protezione Civile. La gara pubblica è stata indetta dal commissario straordinario per l’ Emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. Ieri la ministra dell’ Istruzione, Lucia Azzolina, ha informato che le imprese dovranno assicurare, oltre a un numero minimo di banchi tradizionali o sedute attrezzate innovative anche l’ imballaggio, il trasporto, la consegna e il montaggio dei prodotti entro il 31 agosto 2020. Le domande infatti, o meglio le offerte, dovranno essere presentate entro il 30 luglio alle ore 14 e la sottoscrizione del contratto o dei contratti, come si legge nel bando per le imprese, avverrà invece entro il prossimo 7 agosto. Una procedura accelerata, in tempi strettissimi. Sembra infatti quasi una corsa contro il tempo quella per la scuola a settembre nella ricerca degli spazi a prova di Covid, dei banchi e soprattutto degli insegnanti – è di ieri anche il via libera alle domande per le iscrizioni nelle graduatorie provinciali delle supplenze – per il rientro in classe in tutta sicurezza. Diversi i criteri indicati nel bando di gara, tra cui anche il prezzo di acquisto per le due tipologie di banchi. Ed è proprio su questo aspetto in particolare sulla tipologia di banco innovativo – che è esplosa la polemica. Fratelli d’ Italia ha criticato l’ acquisto di banchi singoli da ultima generazione da 300 euro l’ uno «che all’ apparenza non sembrano neanche essere utili alla didattica perché scomodi e dotati di rotelle: diciamo più adatti ad essere usati come autoscontro che come banchi di scuola» e poi ha presentato un’ interrogazione riguardo a questa ingente gara di fornitura. I banchi ergonomici che tanto stanno facendo discutere, infiammando il dibattito politico, sono già in uso nel liceo Majorana di Brindisi, ma sono un po’ costosi: si parla, appunto, di circa 300 euro l’ uno, contro i 50 di un banco singolo normale, però potenzialmente in grado di risolvere i problemi di spazio imposti dall’ emergenza Coronavirus. Tuttavia, nelle scorse settimane anche i presidi avevano manifestato qualche perplessità. Così è partita un’ altra interrogazione sulla fornitura di queste attrezzature futuristiche a firma del senatore di Azione, Matteo Richetti: «Quali sono i criteri che hanno condotto alle scelte delle sedie e per quante scuole saranno acquistate? Per quale motivo le sedie acquistate costano il doppio di una sedia similare in vendita online? È stata bandita una gara per l’ acquisto delle sedie? Se sì, cosa è stato chiesto ai partecipanti, quali erano i requisiti?». Anche il Codacons ha annunciato un esposto alla magistratura contabile «affinché venga fatta chiarezza su ogni aspetto dell’ appalto del Miur. È anche necessario capire se la spesa a carico della collettività è proporzionata oppure se è in atto uno sperpero di fondi pubblici». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maria claudia minerva

Il Resto del Carlino (ed. Macerata), 22/07/2020 03:27
Fosso inquinato, ora indaga la municipale
il comandante vignoni ha convocato il portavoce dei 15 cittadini che denunciarono il fatto. «gli agenti effettueranno dei sopralluoghi»
PORTO RECANATI di Giorgio Giannaccini Novità sul caso dell’ inquinamento del fosso della vena, a Porto Recanati: la polizia locale ha aperto le indagini per fare chiarezza su quanto avvenuto. Lunedì mattina il comandante del corpo, Sirio Vignoni, ha convocato Riccardo Agostinelli, portavoce dei 15 cittadini che a inizio giugno avevano lamentato lo strano sversamento di acqua inquinata che da tempo scorre sul fosso. «Sono stato chiamato in quanto avevo firmato la lettera rivolta al sindaco Roberto Mozzicafreddo – spiega Agostinelli -, nella qualche denunciavo il problema e chiedevo di risolverlo. Insieme ad altri membri del gruppo, abbiamo spiegato al comandante Vignoni che l’ acqua è ancora visibilmente sporca e maleodorante. Inoltre, già nel periodo di lockdown, gli agenti della questura di Macerata avevano segnalato che all’ esterno dell’ Hotel House si era formato un grosso pozzo d’ acqua, a causa di alcuni alberi che erano franati sopra a un tratto del fosso della vena. Rimaniamo convinti che l’ inquinamento del fosso sia causato dagli scarichi della rete fognaria del palazzone multietnico. Abbiamo dato la nostra disponibilità a effettuare insieme agli agenti della polizia locale dei sopralluoghi, per arrivare al bandolo della matassa». Agostinelli aveva anche minacciato di rivolgersi a Codacons, carabinieri forestali e procura, qualora il sindaco Mozzicafreddo non avesse fatto nulla al riguardo. «Nei giorni scorsi – prosegue Agostinelli – il primo cittadino, tramite un’ ordinanza, ha intimato all’ amministratore dell’ Hotel House di effettuare una verifica dell’ impianto fognario, e nel caso emergano danni, di effettuare pure la riparazione. L’ atto scadrà il 28 luglio, e se la questione dell’ inquinamento nel fosso della vena non sarà risolto, vedremo che azione intraprendere». Nel frattempo dice la sua anche il commissario della polizia locale, Sirio Vignoni. «Ho convocato il gruppo di cittadini perché avevano illustrato la questione al sindaco Mozzicafreddo, tramite una lettera protocollata – osserva il comandante Vignoni -. In questi giorni gli agenti effettueranno dei sopralluoghi sul fosso, per cercare di capire cosa sia avvenuto. Vedremo poi se la questione meriterà accertamenti più approfonditi e documentazione scritta. Tuttora non sappiamo se ci siano state violazioni, e tra l’ altro di natura amministrativa o penale. Ma se dovessimo ravvisare ipotesi di reato a carico di ignoti, non ci faremo problemi ad avvertire la procura». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Mattino di Foggia, 22/07/2020 02:51
Caparre illecite, condannata la Nwg
«importante sentenza che apre la strada a tante azioni di restituzione in tutta italia»
Il colosso Nwg dovrà sborsare 2.490 euro per le caparre trattenute illecitamente per la realizzazione di impianti fotovoltaici mai costruiti. Vittoria del Codacons Salerno che ha portato in causa il colosso leader del mercato fotovoltaico domestico. Provvedere al fabbisogno energetico delle proprie abitazioni attraverso il ricorso all’ impianto fotovoltaico una scelta da lodare e sostenere o almeno da non utilizzare come ulteriore inganno per i consumatori che decidono di intraprendere una scelta responsabile nei confronti dell’ ambiente. Molti cittadini di diversi comuni cilentani si erano affidati alla società N.W.G spa che aveva garantito loro, a fronte di ben Euro 2.490,00 di anticipo, l’ istallazione dell’ impianto fotovoltaico ad uso privato. La N.W.G, però, non aveva ben considerato il parere della Sovraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Salerno e di Avellino che non hanno ritenuto possibile l’ istallazione degli impianti. Dinanzi ad un palese caso di mancata realizzazione dell’ impianto ci si sarebbe aspettati la restituzione degli elevati importi di acconto. Così non è stato. La N.W.G illegittimamente ha trattenuto le somme degli utenti respingendo qualsivoglia reclamo da essi presentato almeno fino alla decisione del Tribunale di Salerno. L’ avvocato Matteo Marchetti, vice segretario nazionale del Coda cons parla di importanza risultato: la sentenza numero 575/2020 pubblicata il 10/02/2020 pronunciata dal dottor Porpora del Tribunale di Salerno ha accolto la prima richiesta di rimborso. «Questa sentenza è una vit tona per tutti coloro che hanno anticipato caparre per la realizzazione di pannelli solari – ci spiega Marchetti – perché viene riconosciuto il diritto alla re sate; era stato previsto un corrispettivo pur in assenza di alcuna utilità e inserito in una proposta contrattuale unilaterale e con caratteri estremamente ridotti come rilevato dal giudice. A tutti coloro che siano stati vittima di simili situazioni l’ avvocato rassicura ”è un’ importante sentenza in quanto apre la strada a tante azioni di restituzione in tutta Italia”.

Il Mattino, 22/07/2020 02:36
«Napoli apre le porte a tutti» Giletti testimonial della città
LO SKETCH Maria Pirro Può diventare uno sketch acchiappaturisti ai tempi del Coronavirus. Protagonista è un testimonial d’ eccezione e, fino a qualche anno fa, inatteso. Insultato, definito un denigratore o peggio: è uno juventino post Coppa Italia che strilla «Forza Napoli». Così Massimo Giletti scherza con l’ assessore Alessandra Clemente nel video girato dall’ amico Enrico Schettino, che lo ha accolto per qualche giorno di relax, dopo averlo portato già tre anni fa ad ammirare la costa in canoa, la «vera Partenope». IL FILMATO L’ imprenditore si trasforma in intervistatore: «Assessore, c’ è un nordista che vorrebbe entrare in Terronia, che dite lo accogliamo? Ma è anche juventino eh», aggiunge. «Il Covid unisce tutta l’ Italia, e Napoli accoglie tutti. D’ altronde a Napoli siamo uomini d’ amore, come diceva De Crescenzo, e l’ amore è il miglior vaccino che esista al mondo». La più giovane nella giunta arancione sorride e spiega: «Napoli è una città aperta, dove nessuno è straniero, per cui anche i nordisti sono i benvenuti. E credo che Napoli possa convertire anche uno juventino». Quindi, compare il giornalista televisivo che, ovviamente, si presta al gioco. «Pur di fare il bagno con voi in questo mare pazzesco dico anche Forza Insigne. Anzi, visto che ormai sono compromesso dico anche Forza Napoli!». Il Vesuvio è sullo sfondo, cancellata la polemica che nel 2016 vide, suo malgrado, protagonista lo stesso Giletti. Un caso allora chiuso con il verdetto dell’ Autorità per le comunicazioni che stabilì che definire alcune zone della città come indecorose «non costituisce una violazione delle norme vigenti», rigettando la denuncia presentata dal Codacons contro il conduttore dell’«Arena». Il caso occupò social, tv e giornali per settimane, proprio nel corso del dibattito con Antonio Crocetta che avevo accusato la Rai di occuparsi di questioni irrilevanti, lui pronunciò la fatidica frase: «Non glielo permetto, in Rai c’ è gente che fa un lavoro straordinario. Voi iniziate a far andare avanti la vostra città che è indecorosa in certi punti. Se lei esce dalla centrale della stazione trova immondizia in tutti i vicoli». Immediata fu la rivolta dei napoletani, tra orgoglio e pregiudizio, guidata dal sindaco Luigi de Magistris che querelò il giornalista, chiedendo un risarcimento di dieci milioni di euro, nonostante Giletti provò a chiarire: «Amo Napoli e non accetto strumentalizzazioni», disse da subito. E tirò in ballo pure Erri De Luca, ricordando che il primo cittadino aveva esultato all’ assoluzione dello scrittore per le sue dichiarazioni sulla Tav: «Vale anche per me?». Dal «tritacarne» dei social ai tarallucci e vino. Sui social Schettino ha postato anche una foto che lo ritrae con l’ assessore, l’ amico e de Magistris. Stesso incantevole panorama, ma ripreso da Posillipo, e anche un’ immagine di Giletti in barca. «Un week end speciale». E anche il nuovo filmato finisce sui siti Internet e sui social: corredato da un comunicato stampa. Posta del cuore certificata. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

ilcentro.it, 22/07/2020 01:09
Crociere e viaggi saltati: ricorsi per riavere i soldi
PESCARA. Vacanze sfumate per colpa del coronavirus. Una triste realtà con cui stanno facendo i conti diverse famiglie che devono barcamenarsi per cercare di recuperare le somme versate. Tra tutti i casi c’ è quello, emblematico, di un pensionato, che ha pagato la crociera per sé, per la moglie e per la famiglia del figlio, investendo una parte del Tfr appena intascato e ora si ritrova con un pugno di mosche in mano, perché la crociera che sognava di trascorrere con la famiglia su una nave da sogno è saltata. Per raggiungere l’ obiettivo di riavere l’ acconto, alcuni si sono rivolti al Codacons, i cui uffici si trovano in via Palermo al civico 97/1. Ad accoglierli è Francesco Foglietta , responsabile provinciale dello sportello, che ha già avviato una decina di pratiche per tentare di far riavere il denaro a chi ha pagato prima della pandemia nella speranza di partire ma poi ha dovuto rinunciare a causa del Covid 19. Sono diverse, spiega proprio Foglietta, le tipologie di vacanze saltate e si va dalla vacanza studio dei giovani in America alle crociere. Il Codacons, dopo aver raccolto lagnanze e preoccupazioni dei consumatori, si è attivato con «delle lettere di messa in mora stragiudiziale chiedendo il rimborso delle somme versate a titolo di acconto». «C’ è la possibilità concreta», dice Foglietta, «che la risposta che riceveremo sarà negativa, ed è già successo in un caso. Al posto di restituire le somme incassate viene proposto un voucher da utilizzare nell’ arco di un anno e un’ agenzia di viaggi ha risposto proprio in tal senso alla nostra lettera». Questa strategia sembra diffusa perché alcuni dei consumatori che hanno deciso di rivolgersi al Codacons avevano già ricevuto delle proposte simili, che però hanno respinto. «Noi riteniamo, sulla base del codice del consumo, ma anche in riferimento a quanto chiarito dall’ Antitrust, che vadano rimborsate le somme pagate, e non si tratta di cifre irrisorie», fa presente il rappresentante del Codacons. Le famiglie che hanno chiesto aiuto all’ associazione hanno versato «dai mille ai quattromila euro, che sono il frutto di sacrifici per le famiglie che desiderano mandare i figli fuori dall’ Italia per motivi di studio o che hanno investito una parte del Tfr, come è accaduto a un pensionato, animato dalla voglia di vivere l’ esperienza di una crociera da trascorrere con tutta la famiglia. E proprio quest’ ultima», rimarca Foglietta, «è la situazione più pesante che ci è stata prospettata. Ma una famiglia a cui viene dato un voucher», obietta, «non può essere costretta a prevedere o programmare ciò che accadrà l’ anno prossimo». Per tutte queste ragioni il Codacons non intende arrendersi, nel caso in cui dovessero arrivare altre risposte negative alle raccomandate e alle pec già partite. «La nostra azione», afferma ancora Foglietta, «proseguirà davanti al giudice di pace competente, sempre con l’ intenzione di far intascare alle famiglie le cifre che hanno pagato con la prospettiva di fare un viaggio». In ogni caso, il consiglio del Codacons di Pescara a chiunque dovesse trovarsi in una situazione del genere è di «non accettare il voucher». E comunque Foglietta fa presente di essere a disposizione «per una consulenza, per scrivere una lettera» e ricorda la competenza del Codacons in materia di “codice del consumo”. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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