22 Giugno 2020

Rassegna stampa del 22 giugno 2020

    Msn, 22/06/2020 22:39
    Voli cancellati, Enac avverte compagnie aeree: pronti a multe sui voucher
    L’ avvertimento era già arrivato. Ma ora per le compagnie che continuano a cancellare voli usando come «pretesto» il Covid potrebbero scattare le sanzioni. L’ Ente per l’ aviazione civile ha infatti fatto sapere che sta avviando le istruttorie per eventuali sanzioni alle compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri, che prevede il rimborso del biglietto (e non il voucher) in caso di cancellazione del volo.L’ Enac aveva già richiamato le compagnie con una comunicazione ai vettori operanti in Italia lo scorso 18 giugno, invitandole al rispetto del Regolamento comunitario 261 del 2004 che tutela i passeggeri nei casi di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa. Ma l’ avvertimento non sarebbe stato ascoltato, visto che le compagnie non sembrano aver cambiato atteggiamento. Dai primi riscontri, spiega infatti l’ Ente, «sembrerebbe che alcune compagnie aeree continuino a cancellare voli adducendo come causale l’ emergenza Covid-19 e riconoscendo ai passeggeri solo un voucher».Ma dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all’ interno del territorio nazionale e nell’ area europea Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, ricorda l’ Autorità per l’ aviazione civile. Quindi le cancellazioni dopo quella data «sembrerebbero operate da scelte commerciali e imprenditoriali dei vettori, non da motivi riconducibili all’ emergenza», puntualizza l’ Enac, ricordando che il Regolamento Comunitario prevede, nei casi di cancellazione di voli per cause non collegate all’ emergenza Covid-19, che le compagnie forniscano ai passeggeri: l’ informativa; la riprotezione; il rimborso del prezzo del biglietto (non la corresponsione di un voucher); la compensazione, ove dovuta. Di fronte a questa situazione, ora l’ Enac ha deciso di passare ai fatti: l’ Ente sta infatti avviando gli accertamenti che porteranno all’ erogazione di sanzioni nei confronti dei vettori in caso di accertata violazione del Regolamento. Codacons: bene Enac, ma ora si muovano procura e Antitrust Plaudono le associazioni di consumatori, tra le prime a segnalare le irregolarità . «Siamo sommersi dalle segnalazioni di utenti cui le compagnie aeree hanno cancellato i voli previsti per le prossime settimane, proponendo solo voucher come forma di indennizzo, in totale spregio del Regolamento comunitario n. 261 del 2004 – spiega il Codacons – Ora però è il momento che anche Antitrust e Procura di Roma, cui il Codacons ha inviato formale esposto, si attivino a tutela degli utenti, aprendo indagini sulla pratica commerciale scorretta che sembra finalizzata ad ottenere liquidità a discapito dei consumatori».«Chiediamo all’ Enac di irrogare la sanzione massima prevista, nel più breve tempo possibile» afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori. «È gravissimo, infatti, continuare ad applicare la normativa sui voucher, nonostante dal 3 giugno siano ripresi regolarmente i voli in Europa. I consumatori, in caso di cancellazione del volo, hanno ormai diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’ intero costo del biglietto o la riprotezione, ossia l’ imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti» prosegue Dona. «Insomma, le compagnie aeree devono applicare, senza se e senza ma, il Regolamento (CE) n. 261/2004 sia se l’ aeroporto di partenza è in un paese membro dell’ UE sia se l’ aeroporto di arrivo è in un paese dell’ UE, qualora il vettore aereo sia comunitario» conclude Dona.

    ilsole24ore.com, 22/06/2020 22:00
    Voli cancellati, Enac avverte le compagnie aeree: pronti a multe sui voucher
    l’ ente per l’ aviazione civile ha fatto sapere che sta avviando le istruttorie per eventuali sanzioni alle compagnie aeree per il mancato rispetto del regolamento comunitario di tutela dei passeggeri, che prevede il rimborso del biglietto (e non il voucher) in caso di cancellazione del volo
    L’ Ente per l’ aviazione civile ha fatto sapere che sta avviando le istruttorie per eventuali sanzioni alle compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri, che prevede il rimborso del biglietto (e non il voucher) in caso di cancellazione del volo di An.Ga. (ANSA) L’ Ente per l’ aviazione civile ha fatto sapere che sta avviando le istruttorie per eventuali sanzioni alle compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri, che prevede il rimborso del biglietto (e non il voucher) in caso di cancellazione del volo 3′ di lettura L’ avvertimento era già arrivato. Ma ora per le compagnie che continuano a cancellare voli usando come «pretesto» il Covid potrebbero scattare le sanzioni . L’ Ente per l’ aviazione civile ha infatti fatto sapere che sta avviando le istruttorie per eventuali sanzioni alle compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri, che prevede il rimborso del biglietto (e non il voucher) in caso di cancellazione del volo. Il richiamo dell’ Enac L’ Enac aveva già richiamato le compagnie con una comunicazione ai vettori operanti in Italia lo scorso 18 giugno, invitandole al rispetto del Regolamento comunitario 261 del 2004 che tutela i passeggeri nei casi di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa. Ma l’ avvertimento non sarebbe stato ascoltato, visto che le compagnie non sembrano aver cambiato atteggiamento. Dai primi riscontri, spiega infatti l’ Ente, «sembrerebbe che alcune compagnie aeree continuino a cancellare voli adducendo come causale l’ emergenza Covid-19 e riconoscendo ai passeggeri solo un voucher». Il diritto al rimborso Ma dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all’ interno del territorio nazionale e nell’ area europea Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, ricorda l’ Autorità per l’ aviazione civile. Quindi le cancellazioni dopo quella data « sembrerebbero operate da scelte commerciali e imprenditoriali dei vettori, non da motivi riconducibili all’ emergenza», puntualizza l’ Enac, ricordando che il Regolamento Comunitario prevede, nei casi di cancellazione di voli per cause non collegate all’ emergenza Covid-19, che le compagnie forniscano ai passeggeri: l’ informativa; la riprotezione; il rimborso del prezzo del biglietto (non la corresponsione di un voucher); la compensazione, ove dovuta. Di fronte a questa situazione, ora l’ Enac ha deciso di passare ai fatti: l’ Ente sta infatti avviando gli accertamenti che porteranno all’ erogazione di sanzioni nei confronti dei vettori in caso di accertata violazione del Regolamento. Codacons: bene Enac, ma ora si muovano procura e Antitrust Plaudono le associazioni di consumatori, tra le prime a segnalare le irregolarità . «Siamo sommersi dalle segnalazioni di utenti cui le compagnie aeree hanno cancellato i voli previsti per le prossime settimane, proponendo solo voucher come forma di indennizzo, in totale spregio del Regolamento comunitario n. 261 del 2004 – spiega il Codacons – Ora però è il momento che anche Antitrust e Procura di Roma, cui il Codacons ha inviato formale esposto, si attivino a tutela degli utenti, aprendo indagini sulla pratica commerciale scorretta che sembra finalizzata ad ottenere liquidità a discapito dei consumatori». Unc: ottima notizia, la sanzione sia massima «Chiediamo all’ Enac di irrogare la sanzione massima prevista, nel più breve tempo possibile» afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori . «È gravissimo, infatti, continuare ad applicare la normativa sui voucher, nonostante dal 3 giugno siano ripresi regolarmente i voli in Europa. I consumatori, in caso di cancellazione del volo, hanno ormai diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’ intero costo del biglietto o la riprotezione, ossia l’ imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti» prosegue Dona. «Insomma, le compagnie aeree devono applicare, senza se e senza ma, il Regolamento (CE) n. 261/2004 sia se l’ aeroporto di partenza è in un paese membro dell’ UE sia se l’ aeroporto di arrivo è in un paese dell’ UE, qualora il vettore aereo sia comunitario» conclude Dona.

    AGR Agenzia Giornalistica Radiotelevisiva, 22/06/2020 20:21
    Il decalogo per tutelarsi dalle truffe in casa
    L’ allarme può estendersi a tutto il territorio italiano. A Como si sono finti carabinieri, ma potrebbero fingersi vigili urbani o pompieri. Le truffe sono all’ ordine del giorno ai danni degli anziani. Fondamentale la prevenzione con una corretta informazione. truffatori si fanno aprire porta di casa con inganno (AGR) I soggetti più a rischio sono gli anziani. La truffa adoperata dai malfattori per conquistare la fiducia delle loro vittime è quella di farsi aprire la porta di casa e con una scusa riuscire a distrarre il pensionato di turno al fine di sottrargli soldi e gioielli. Questi malviventi come agiscono? indossano una pettorina con la scritta carabinieri e sono dotati di una radiolina walkie talkie per fingere di essere collegati con la caserma, così facendo l’ anziano ci casca! Questo episodio si è verificato, precisamente, il 19 giugno in centro città, in via Monti e via Petrarca. Le segnalazioni giunte ai carabinieri di Como coinvolgono non solo il centro, ma anche il quartieri periferico. I delinquenti hanno incassato un bottino di migliaia di euro tra beni di valore e denaro. “È solo uno dei tanti casi di raggiro ai danni di persone anziane avvenuti negli ultimi tempi- commenta il Presidente dell’ Associazione Codacons, Marco Donzelli – Inaccettabile che non sia ancora stata posta in essere una tutela effettiva. Troppe infatti le truffe e nessun provvedimento valido.” Per difendersi può essere utile conoscere i trucchi più comuni utilizzati da questi malfattori, che prendono di mira le persone più indifese, spesso anziane, sole e bendisposte verso gli altri. Di seguito riportiamo il decalogo del Codacons: – Sincerarsi che il controllo sia effettivo: molti pensionati aprono le porte della propria casa senza verificare che effettivamente sia necessario un controllo dell’ abitazione. Solitamente è bene fare attenzione agli avvisi del Condominio, nei quali vengono sempre indicati gli eventuali accertamenti nei singoli appartamenti, con indicazione della data e dell’ ora dell’ eventuale visita. – Richiedere i documenti d’ identità: è preferibile prima di far entrare qualcuno in casa propria, chiedere agli addetti di identificarsi tramite documento d’ identità. Se il controllo è effettivo i tecnici non devono avere alcuna ragione di opporsi a tale richiesta. – Richiedere un tesserino o un documento che attesti che effettivamente lavorano per la società detta: è utile fare richiesta di un documento o un tesserino per verificare se gli addetti siano realmente dipendenti della società con cui si sono presentati. – Controllare che gli addetti lavorino effettivamente per il proprio fornitore di luce e gas, o che siano dipendenti della propria società idrica: molto spesso infatti si presentano soggetti per fantomatiche società elettriche o idriche al solo scopo di entrare nell’ abitazione, dunque sincerarsi che siano veramente addetti alla propria società di fornitura. – Visionare sempre il lavoro dei tecnici: è importante prestare sempre attenzione alle attività svolte nella propria casa dai tecnici, al fine di verificare che siano effettivamente lì per il motivo indicato, ossia riparare un guasto o fare controlli. – Non permettere ai tecnici di andare da soli in altre stanze: non bisogna farsi scrupoli nell’ impedire agli addetti di andare in altre stanze da soli. Non hanno alcun motivo per fare ciò e se sono in buona fede accetteranno senza problemi di essere seguiti. – Non lasciare beni di valore in vista: prima di far entrare estranei nella propria abitazione, è importante mettere al sicuro qualsiasi bene sia ‘a portata di mano’. È sempre meglio mettere tutto in cassetti o in luoghi in cui non sia facile accedere. – Non farsi mai distrarre: solitamente, se si tratta di una truffa, i sedicenti tecnici si presentano in due o più, questo in modo che uno o più possano distrarre il proprietario dell’ abitazione mentre l’ altro o gli altri possono porre in essere furti in casa. – Verificare l’ abbigliamento e la presenza di casse degli attrezzi: se gli addetti si presentano per riparare un guasto, o fare un controllo, è importare verificare l’ abbigliamento e se portano con sé cassette degli attrezzi o simili, senza i quali difficilmente dei veri tecnici potrebbero lavorare. – Chiamare aiuto: se non ci si sente sicuri, è bene farsi assistere da qualcuno, che può essere un vicino, un parente, perfino la portineria. È importante non essere da soli in questi casi. E qualora ci si dovesse rendere conto che si tratta di una truffa, è fondamentale chiamare subito il 112. Partecipa anche tu, con un piccolo contributo, affinche’ l’ informazione vera e trasparente sia un bene per tutti.
    agr redazione e. b.

    Notizie, 22/06/2020 20:09
    Estate 2020, andare al mare costa fino al 30% in più rispetto al 2019
    dopo l’ annuncio del bonus vacanze, i dati del codacons confermano: un’ estate al mare costerà agli italiani fino al 30% in più rispetto al 2019
    Andare al mare quest’ estate 2020 agli Italiani costa. Secondo le stime del Codacons , a causa della pandemia di coronavirus , un italiano potrebbe arrivare a spendere fino al 30% in più rispetto al 2019 . Le associazioni dei consumatori hanno, infatti, segnalato un rincaro dei listini in tutta Italia. Estate 2020 al mare: quanto costa? Tracciare una mappa dei rincari per l’ estate 2020 è impossibile. Il Codacons ha notato che il fenomeno si muove a macchia di leopardo, non è omogeneo. La causa dei listini è correlata alle spese di gestione dei lidi con il coronavirus . In una prima elaborazione, il Codacons ha ipotizzato uno scenario con ombrelloni distanziati in spiaggia e limiti alle presenze nelle stesse strutture. La pandemia fa sentire i suoi effetti anche nei ristoranti e locali pubblici . La stima del Codacons risente di rincari di vario tipo. Innanzitutto, costerà di più soggiornare negli stabilimenti balneari , così come mangiare al ristorante e accedere ai locali : i gestori, infatti, devono sostenere nuove spese per la sanificazione degli ambienti. Influirà nella nostra estate la riduzione delle presenze sulle spiagge. Tutto questo avrà conseguenze sia sui prezzi che sulle tariffe praticate al pubblico . Al mare con il bonus vacanze Allo scopo di rilancia il settore turistico italiano, il decreto Rilancio ha previsto una serie di interventi mirati per le famiglie. Fra questi, c’ è il cosiddetto bonus vacanze , che dà diritto a un voucher dal valore compreso tra 150 euro e 500 euro per poter andare in vacanza in strutture alberghiere e ricettive italiane. Il 18 giugno scorso, l’ Agenzia delle Entrate ha pubblicato il documento che chiarisce i dubbi in merito. Innanzitutto, l’ incentivo è riservato alle famiglie con reddito ISEE non superiore ai 40mila euro. Il voucher sarà concesso sotto forma di detrazione fiscale per soggiorni di almeno tre notti presso strutture ricettive italiane. Con il bonus non è consentito spostarsi da una struttura a un’ altra. In altre parole, il voucher vale per un unico albergo, agriturismo o b&b. Nonostante l’ impegno del Governo, le stime del Codacons mostrano come sarà il rincaro a influire o meno sulla scelta di andare al mare da parte di una famiglia.

    Msn, 22/06/2020 19:37
    Enac, pronte sanzioni per le compagnie che cancellano voli con la “scusa” del Covid e offrono solo un voucher
    Dopo il richiamo, ora arrivano le sanzioni. L’ Enac, l’ autorità che regola il trasporto aereo civile, ha annunciato oggi di aver avviato le istruttorie che potrebbero portare a sanzionare diverse compagnie aeree. Il motivo? La pratica che su Repubblica avevamo descritto pochi giorni fa: molti operatori consentono di prenotare i voli, salvo poi cancellarli pochi giorni più tardi per imprecisati motivi legati alla pandemia.Se questa motivazione poteva reggere fino a qualche settimana fa, oggi, con le frontiere aperte e gli aeroporti tornati operativi, è difficile capire in che modo il Covid-19 possa costringere un vettore a cancellare il volo. Né le compagnie fanno alcuno sforzo per spiegarlo. Viene così il dubbio che questo sia solo un modo per trattenere il denaro dei clienti. In Italia, la legge che ha convertito il decreto Cura Italia consente alle compagnie di emettere solo un voucher – e non il rimborso – in caso di volo cancellato per Coronavirus fino al 30 settembre. La legge, che Antitrust ha criticato perché in palese violazione del regolamento europeo 261, oggi vacilla ma, di fatto, è tuttora in vigore e consente alle compagnie aeree di tenere in cassa il denaro dei clienti senza erogare il servizio, se non entro un anno.Enac aveva richiamato queste società appena lo . Ma nel frattempo le segnalazioni sono continuate ad arrivare e l’ autorità ha deciso di prendere l’ iniziativa. “Sembrerebbe che alcune compagnie aeree continuino a cancellare voli adducendo come causale l’ emergenza Covid-19 (fattispecie previste nell’ art. 88 bis della L. 24 aprile 2020, n. 27), e riconoscendo ai passeggeri solo un voucher” scrive , che continua: “Dato che a partire dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all’ interno del territorio nazionale e nell’ area europea Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, le cancellazioni dopo tale data sembrerebbero operate da scelte commerciali e imprenditoriali dei vettori, non da motivi riconducibili all’ emergenza” confermando la stessa impressione avuta dai clienti rimasti col cerino in mano.L’ Enac “ricorda” alle compagnie che se viene cancellato un volo per esigenze “non collegate all’ emergenza Covid-19”, queste devono garantire la riprotezione oppure, se non è possibile o non viene accettata, il rimborso del prezzo del biglietto e la compensazione, nel caso in cui il preavviso sia stato inferiore ai 14 giorni. Esattamente quanto previsto dal regolamento europeo 261, che da anni stabilisce regole precise a tutela dei viaggiatori. In piena pandemia, e in piena crisi del trasporto aereo, il regolamento era stato messo in discussione da diverse parti, non solo in Italia. Oggi, la “Bibbia” dei diritti dei viaggiatori sembra aver ritrovato consensi.Soddisfatte le associazioni di consumatori, con il Codacons che ora sollecita Antitrust e procura di Roma ad andare avanti per punire una “pratica commerciale scorretta che sembra finalizzata a ottenere liquidità a discapito dei consumatori”. Mentre Unione nazionale consumatori chiede a Enac di erogare la sanzione massima prevista, “nel più breve tempo possibile”.

    Bs News, 22/06/2020 18:11
    Buca sulla Statale 42, il Codacons presenta un esposto
    la buca è situata a qualche metro di distanza dalla galleria di nadro di ceto in direzione breno
    Continua a far parlare di sé la Strada Statale 42 del Tonale sulla quale da oltre due anni è presente una buca che – secondo riportato da Bresciaoggi – fa strage di pneumatici, cerchioni e ammortizzatori provocando così numerosi danni alle automobili. La buca è situata a qualche metro di distanza dalla galleria di Nadro di Ceto in direzione Breno. Tante proteste, tante segnalazioni ma nessun intervento e al momento l’ unica cosa comparsa è il cartello che indica “strada deformata”. Ed è anche per questo che il Codacons ha annunciato con un comunicato stampa un esposto alla Procura della Repubblica di Brescia. CHE FARE SE SI SUBISCE UN INCIDENTE A CAUSA DI UNA BUCA Nel comunicato il Codacons fornisce alcune regole comportamentali da seguire in caso di insidia stradale, al fine di potersi rivalere nei confronti dell’ ente competente: 1 La prova del fatto: quando ci si imbatte in una fossa stradale è opportuno procurarsi delle prove mediante fotografie scattate con il cellulare o il verbale della polizia municipale o stradale oppure un testimone. 2 La prova del danno: il momento successivo è la dimostrazione del danno subìto dal mezzo o dalla nostra stessa persona. Se, nel primo caso, la fattura del gommista, del batti lamiera o dell’ elettrauto è più che sufficiente a garantire la prova del danno, per chi invece ha riportato contusioni o altre lesioni fisiche solo il certificato di Pronto Soccorso può dare quel margine di certezza per poter poi rivendicare il risarcimento. 3 L’ insidia e l’ onere della prova: la prima cosa da sapere è che la responsabilità della pubblica amministrazione si presume, salvo che quest’ ultima dimostri che l’ evento si è verificato per un caso fortuito, ossia per un fatto imprevedibile e inevitabile. Il caso fortuito, però, potrebbe consistere nel comportamento dello stesso conducente che, andando per esempio veloce con l’ auto o, comunque, oltre i limiti stabiliti dal codice o dalle concrete condizioni della strada, abbia agevolato egli stesso il rischio del danno. Seguendo questi piccoli accorgimenti – si legge nella nota – il conducente ha sempre diritto al risarcimento del danno. CORONAVIRUS, CHIEDIAMO TAMPONI PER TUTTI PER FERMARE IL CONTAGIO! FIRMATE LA NOSTRA PETIZIONE https://www.change.org/coronavirus-tamponi-per-tutti Amazon.it Mascherine per Viso, 50PCS Maschera Monouso con Orecchio Maschere Civili… 35,99 non disponibile Vedi le offerte migliori su Amazon – 10% Amazon.it 50 protezioni per il viso, chirurgiche, con passanti per le orecchie,… 7,50 6,74 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it NETTA NT-5PACK-N95-MASK FFP2 N95, Maschera Facciale, Certificata CE EN149… 19,90 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Criacr Guanti Monouso, 100 Pezzi Guanti di Medie Dimensioni, Senza Polvere,… 20,19 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Pumoes Guanti Monouso, 100 PCS Guanti in Nitrile Guanti usa e getta senza… 20,98 Vedi le offerte migliori su Amazon – 9% Amazon.it Palucart Guanti in nitrile Blu taglia S senza talco 1 confezioni da 100 Small 16,95 15,32 Vedi le offerte migliori su Amazon – 33% Amazon.it Juvale – Guanti usa e getta, in plastica, 500 pezzi, per uso alimentare,… 5,99 3,99 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it MZY1188 Guanti monouso da 100 Pezzi, universali per Guanti di Sicurezza per… 19,91 Vedi le offerte migliori su Amazon – 44% Amazon.it Castle Houseware 1000 x Guanti USA e Getta in plastica di polietilene di… 6,95 3,89 Vedi le offerte migliori su Amazon – 64% Amazon.it Guanti Nitrile Monouso Alimenti per uso Alimentare Pulizia Bricolage Bellezza… 16,95 6,00 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Maschera medica OP monouso, confezione da 50 fasce elastiche blu a 3 strati… 13,99 non disponibile Vedi le offerte migliori su Amazon – 16% Amazon.it HACR Sacchetto Protettivo monouso, 50 Pezzi per Sacchetto, Tre Strati… 10,20 8,49 Vedi le offerte migliori su Amazon – 22% Amazon.it PHILOGOD Máscaras Desechables Ear Loop Médico De La Cara Máscara Quirúrgica… 10,07 7,81 Vedi le offerte migliori su Amazon – 37% Amazon.it Maschera medica monouso,SUAVER Maschera chirurgica monouso blu a 3… 15,95 10,00 Vedi le offerte migliori su Amazon – 38% Amazon.it Gel Igienizzante Mani 70% Alcool Alcol Antigerm 1 Litro 1000ML ANTIGERM 16,00 9,86 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it BLU HOME Gel Mani Igienizzante 500 ml con Dispenser, si usa senz’ acqua, con… 25,90 Vedi le offerte migliori su Amazon – 26% Amazon.it 100pcs Formato Faccia Libera USA e Getta Blu 3-ply 15,23 11,19 Vedi le offerte migliori su Amazon – 1% Amazon.it AD ADTRIP 50PCS Mascarilla desechable Mascarilla bucal transpirable a prueba… 9,10 9,00 Vedi le offerte migliori su Amazon – 24% Amazon.it Decdeal- 10pcs Protezione del Viso in Meltblown Tessuto Non… 13,28 10,00 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Envirobest Maschera Protettiva KN95/FFP2 (Confezione da 10) 29,99 Vedi le offerte migliori su Amazon – 12% Amazon.it Bmstjk 100 Pezzi Guanti monouso, Guanti in Nitrile di Lattice, per… 14,78 12,90 Vedi le offerte migliori su Amazon – 49% Amazon.it Guanti in lattice con polvere taglia S – 100 pezzi 19,80 10,00 Vedi le offerte migliori su Amazon – 11% Amazon.it 4 livelli di protezione efficaci contro particelle, polveri, nebbie e… 26,96 23,99 Vedi le offerte migliori su Amazon – 2% Amazon.it 50 Mask, a 3 Strati Msks, la Protezione Mascherina, può Essere utilizzato… 10,00 9,75 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Modelabs FFP2 KN95 Maschera viso, Confezione da 100 250,19 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it x5 Macchina FFP2 modellata serie 1000 (bianca) – 5pz 15,48 non disponibile Vedi le offerte migliori su Amazon Ultimo aggiornamento il 22 Giugno 2020 13:18 MASCHERINE CONTRO IL CORONAVIRUS, LA GUIDA MASCHERINE, QUALI SONO UTILI CONTRO IL CORONAVIRUS MASCHERINE, APPROFONDIMENTO SU DPI FFP2 E FFP3 MASCHERINE CONTRO IL CORONAVIRUS, I CONSIGLI DELL’ ESPERTO MASCHERINE CONTRO IL CORONAVIRUS, COSA BISOGNA GUARDARE PER NON SBAGLIARE L’ ACQUISTO DIFFERENZA TRA MASCHERINE FILTRANTI E CHIRURGICHE CORONAVIRUS, CHI DEVE USARE LE MASCHERINE E QUALI MASCHERINE, GUANTI E IGIENIZZANTI MANI: COME SI USANO LE MASCHERINE SERVONO O NO? L’ INCHIESTA: MASCHERINE FINITE? GLI OSPEDALI NON SANNO CHE POSSONO RIGENERARLE CORONAVIRUS: OBBLIGATORIO COPRIRSI CON MASCHERINA O ALTRO QUANDO SI ESCE DI CASA NOTIZIE IMPORTANTI SUL CORONAVIRUS CORONAVIRUS, LA MAPPA DEL CONTAGIO NEL BRESCIANO CORONAVIRUS: IDENTIKIT DEI SOGGETTI A RISCHIO (FONTE ISS) TUTTE LE NOTIZIE SUL CORONAVIRUS QUI TUTTE LE NOTIZIE PUBBLICATE DA BSNEWS.IT SUL CORONAVIRUS Mascherine per Viso, 50PCS Maschera Monouso con Orecchio Maschere Civili Traspiranti e… 35,99 non disponibile 7 nuovo da 22,50 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Spedizione gratuita 50 protezioni per il viso, chirurgiche, con passanti per le orecchie, antipolvere, di tipo… 6,74 7,50 disponibile 28 nuovo da 5,99 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it NETTA NT-5PACK-N95-MASK FFP2 N95, Maschera Facciale, Certificata CE EN149 Standard, Maschera da 5… 19,90 disponibile 4 nuovo da 19,90 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Criacr Guanti Monouso, 100 Pezzi Guanti di Medie Dimensioni, Senza Polvere, Guanti in Vinile… 20,19 disponibile 1 nuovo da 20,19 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Pumoes Guanti Monouso, 100 PCS Guanti in Nitrile Guanti usa e getta senza lattice senza polvere,… 20,98 disponibile 1 nuovo da 20,98 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Palucart Guanti in nitrile Blu taglia S senza talco 1 confezioni da 100 Small 15,32 16,95 disponibile 10 nuovo da 15,32 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Juvale – Guanti usa e getta, in plastica, 500 pezzi, per uso alimentare, trasparenti, taglia unica 3,99 5,99 disponibile 4 nuovo da 2,74 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it MZY1188 Guanti monouso da 100 Pezzi, universali per Guanti di Sicurezza per la Pulizia delle… 19,91 disponibile 3 nuovo da 11,50 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Castle Houseware 1000 x Guanti USA e Getta in plastica di polietilene di Grandi… 3,89 6,95 disponibile 5 nuovo da 2,25 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Guanti Nitrile Monouso Alimenti per uso Alimentare Pulizia Bricolage Bellezza e Sanitario Guanti… 6,00 16,95 disponibile 17 nuovo da 6,00 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Maschera medica OP monouso, confezione da 50 fasce elastiche blu a 3 strati con filtro 99,5% di… 13,99 non disponibile 5 nuovo da 13,99 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it HACR Sacchetto Protettivo monouso, 50 Pezzi per Sacchetto, Tre Strati protettivi per prevenire… 8,49 10,20 disponibile 10 nuovo da 4,50 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it PHILOGOD Máscaras Desechables Ear Loop Médico De La Cara Máscara Quirúrgica Traspirante y comodo… 7,81 10,07 disponibile 7 nuovo da 5,25 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Maschera medica monouso,SUAVER Maschera chirurgica monouso blu a 3 strati,Orecchini Elastici… 10,00 15,95 disponibile 4 nuovo da 10,00 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Gel Igienizzante Mani 70% Alcool Alcol Antigerm 1 Litro 1000ML ANTIGERM 9,86 16,00 disponibile 13 nuovo da 5,92 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it BLU HOME Gel Mani Igienizzante 500 ml con Dispenser, si usa senz’ acqua, con Oli Essenziali di Tea… 25,90 disponibile 2 nuovo da 25,90 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Spedizione gratuita 100pcs Formato Faccia Libera USA e Getta Blu 3-ply 11,19 15,23 disponibile 9 nuovo da 11,19 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it AD ADTRIP 50PCS Mascarilla desechable Mascarilla bucal transpirable a prueba de polvo Maschera… 9,00 9,10 disponibile 10 nuovo da 9,00 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Decdeal- 10pcs Protezione del Viso in Meltblown Tessuto Non Tessuto,Prevenzione Polvere e… 10,00 13,28 disponibile 7 nuovo da 10,00 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Envirobest Maschera Protettiva KN95/FFP2 (Confezione da 10) 29,99 disponibile 1 nuovo da 29,99 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Bmstjk 100 Pezzi Guanti monouso, Guanti in Nitrile di Lattice, per… 12,90 14,78 disponibile 10 nuovo da 12,90 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Guanti in lattice con polvere taglia S – 100 pezzi 10,00 19,80 disponibile 4 nuovo da 10,00 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it 4 livelli di protezione efficaci contro particelle, polveri, nebbie e sostanze inquinanti sospese… 23,99 26,96 disponibile 1 nuovo da 23,99 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it 50 Mask, a 3 Strati Msks, la Protezione Mascherina, può Essere utilizzato in, Negozi Animale… 9,75 10,00 disponibile 13 nuovo da 4,36 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Modelabs FFP2 KN95 Maschera viso, Confezione da 100 250,19 disponibile 1 nuovo da 250,19 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Spedizione gratuita x5 Macchina FFP2 modellata serie 1000 (bianca) – 5pz 15,48 non disponibile 3 nuovo da 15,48 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Ultimo aggiornamento il 22 Giugno 2020 13:18 Scarica l’ articolo in (senza pubblicità) o stampalo Condividi: Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra) Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Mi piace: Mi piace Caricamento… Correlati.
    redazione bsnews.it

    larepubblica.it, 22/06/2020 17:16
    Per le cancellazioni avvenute dopo il 3 giugno non si può addurre la pandemia come motivazione per riconoscere solo un voucher invece dei rimborsi di FEDERICO FORMICA 22 Giugno 2020 Articoli Correlati
    per le cancellazioni avvenute dopo il 3 giugno non si può addurre la pandemia come motivazione per riconoscere solo un voucher invece dei rimborsi
    Dopo il richiamo, ora arrivano le sanzioni. L’ Enac, l’ autorità che regola il trasporto aereo civile, ha annunciato oggi di aver avviato le istruttorie che potrebbero portare a sanzionare diverse compagnie aeree. Il motivo? La pratica che su Repubblica avevamo descritto pochi giorni fa: molti operatori consentono di prenotare i voli, salvo poi cancellarli pochi giorni più tardi per imprecisati motivi legati alla pandemia. Volo prenotato e subito cancellato, occhio al “trabocchetto” di alcune compagnie aeree di FEDERICO FORMICA Se questa motivazione poteva reggere fino a qualche settimana fa, oggi, con le frontiere aperte e gli aeroporti tornati operativi, è difficile capire in che modo il Covid-19 possa costringere un vettore a cancellare il volo. Né le compagnie fanno alcuno sforzo per spiegarlo. Viene così il dubbio che questo sia solo un modo per trattenere il denaro dei clienti. In Italia, la legge che ha convertito il decreto Cura Italia consente alle compagnie di emettere solo un voucher – e non il rimborso – in caso di volo cancellato per Coronavirus fino al 30 settembre. La legge, che Antitrust ha criticato perché in palese violazione del regolamento europeo 261, oggi vacilla ma, di fatto, è tuttora in vigore e consente alle compagnie aeree di tenere in cassa il denaro dei clienti senza erogare il servizio, se non entro un anno. Viaggi, l’ Antitrust boccia i voucher al posto dei rimborsi: “Non possono essere imposti” di FEDERICO FORMICA Enac aveva richiamato queste società appena lo scorso 18 giugno . Ma nel frattempo le segnalazioni sono continuate ad arrivare e l’ autorità ha deciso di prendere l’ iniziativa. “Sembrerebbe che alcune compagnie aeree continuino a cancellare voli adducendo come causale l’ emergenza Covid-19 (fattispecie previste nell’ art. 88 bis della L. 24 aprile 2020, n. 27), e riconoscendo ai passeggeri solo un voucher” scrive Enac , che continua: “Dato che a partire dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all’ interno del territorio nazionale e nell’ area europea Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, le cancellazioni dopo tale data sembrerebbero operate da scelte commerciali e imprenditoriali dei vettori, non da motivi riconducibili all’ emergenza” confermando la stessa impressione avuta dai clienti rimasti col cerino in mano. L’ Enac “ricorda” alle compagnie che se viene cancellato un volo per esigenze “non collegate all’ emergenza Covid-19”, queste devono garantire la riprotezione oppure, se non è possibile o non viene accettata, il rimborso del prezzo del biglietto e la compensazione, nel caso in cui il preavviso sia stato inferiore ai 14 giorni. Esattamente quanto previsto dal regolamento europeo 261, che da anni stabilisce regole precise a tutela dei viaggiatori. In piena pandemia, e in piena crisi del trasporto aereo, il regolamento era stato messo in discussione da diverse parti, non solo in Italia. Oggi, la “Bibbia” dei diritti dei viaggiatori sembra aver ritrovato consensi. Soddisfatte le associazioni di consumatori, con il Codacons che ora sollecita Antitrust e procura di Roma ad andare avanti per punire una “pratica commerciale scorretta che sembra finalizzata a ottenere liquidità a discapito dei consumatori”. Mentre Unione nazionale consumatori chiede a Enac di erogare la sanzione massima prevista, “nel più breve tempo possibile”.
    federico formica

    Guida Viaggi Portale, 22/06/2020 16:43
    Codacons alle compagnie aeree: “No a cancellazioni ingiustificate”
    molti consumatori segnalano voli cancellati e senza il rimborso integrale previsto da parte di diversi vettori aerei che si giustificano sfruttando l’ emergenza covid
    Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Roma e all’ Antitrust per truffa e pratica scorretta a seguito delle numerose le segnalazioni giunte in queste ore circa il comportamento delle compagnie aeree che, dopo aver venduto biglietti ai consumatori per viaggi previsti nei prossimi giorni, cancellano improvvisamente i voli, attribuendo al Covid la causa della cancellazione e riconoscendo agli utenti solo un voucher come forma di rimborso. ” Alitalia, Easyjet e Iberia , in questi giorni stanno sopprimendo voli acquistati recentemente per viaggi da effettuare nelle prossime settimane”, spiega il Codacons. “Le compagnie attribuiscono all’ emergenza Covid la causa delle cancellazioni ma, come sostenuto anche dall’ Enac , non sembrano sussistere adeguate giustificazioni che possano ricondurre all’ emergenza sanitaria le decisioni delle società”. La strategia messa in atto potrebbe essere finalizzata ad acquisire liquidità per poi utilizzare le disposizioni del Decreto Cura Italia che consentono, nel caso di cancellazioni legate all’ emergenza Covid, di riconoscere un voucher come indennizzo, nonostante il regolamento comunitario n. 261 del 2004 preveda, in caso di cancellazione del volo, il rimborso integrale del biglietto. Per tale motivo il Codacons ha deciso di chiedere l’ intervento urgente dell’ Antitrust e della Procura di Roma, affinché sia aperta una indagine.

    Finanzaonline, 22/06/2020 16:13
    Iva più bassa, ecco i risparmi medi potenziali per una famiglia
    Il taglio dell’ Iva di un punto percentuale per l’ aliquota ordinaria e ridotta, produrrebbe un risparmio annuo pari a circa 4,5 miliardi di euro sulla spesa delle famiglie italiane. Lo afferma il Codacons, commentando la proposta lanciata dal premier Giuseppe Conte. Ipotizzando uno scenario in cui l’ Iva ordinaria passa dal 22% al 21% e quella ridotta dal 10% al 9%, a parità di consumi e solo per gli effetti diretti il risparmio per le famiglie è stimabile in circa 4,5 miliardi di euro annui. Una riduzione dell’ imposta, inoltre, comporterebbe minori costi per le attività produttive e per l’ industria e, a regime, produrrebbe innegabili vantaggi su prezzi e tariffe, portando ad un risparmio complessivo pari a circa 250 euro annui a famiglia. A beneficiarne sarebbero soprattutto i nuclei più numerosi, per i quali la minore spesa potrebbe raggiungere i -400 euro annui. “Siamo favorevoli al taglio dell’ Iva perché, nella situazione attuale, potrebbe dare nuovo impulso ai consumi e sostenere l’ economia – afferma il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – Tuttavia, affinché la riduzione dell’ imposta abbia realmente effetti positivi per le tasche dei cittadini e per il paese, è necessario che il Governo combatta i rincari ingiustificati dei listini che, nella Fase 3, si stanno registrando in tutti i settori, e che rischiano di vanificare qualsiasi intervento sull’ Iva”.

    Helpconsumatori, 22/06/2020 16:03
    Voucher, Enac avvia istruttorie per l’ erogazione di sanzioni a compagnie aeree
    enac interviene sui voucher erogati come forma di rimborso per viaggi cancellati da inizio giugno: previsto rimborso per cause non riconducibili al covid. annuncia istruttorie per sanzioni alle compagnie aeree che non hanno rispettato il regolamento
    Tanti viaggiatori hanno segnalato in questi giorni la cancellazione di viaggi previsti per le prossime settimane da parte di compagnie aeree che hanno offerto il voucher come unica forma di rimborso. Voli che, stando alle segnalazioni, in molti casi sono stati venduti di recente e cancellati, quindi, in un breve arco di tempo, giustificando la soppressione con il Covid . Voucher, l’ intervento di Enac L’ Enac è intervenuto nuovamente sulla vicenda, annunciando di aver avviato istruttorie per l’ erogazione di sanzioni a compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri. E specifica che, ” per cancellazioni di voli per cause non riconducibili all’ emergenza Covid è previsto il rimborso del biglietto “. “Come già anticipato con la comunicazione inviata ai vettori operanti in Italia lo scorso 18 giugno , con cui l’ ENAC richiamava le compagnie al rispetto del Regolamento comunitario n. 261 del 2004 che tutela i passeggeri nei casi di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa – si legge nella nota stampa – l’ Ente Nazionale per l’ Aviazione Civile sta avviando alcune istruttorie per l’ erogazione di sanzioni nei confronti delle compagnie che non hanno applicato il citato Regolamento” In particolare, spiega che “nonostante il richiamo, dai primi riscontri sembrerebbe che alcune compagnie aeree continuino a cancellare voli adducendo come causale l’ emergenza Covid-19 (fattispecie previste nell’ art. 88 bis della L. 24 aprile 2020, n. 27), e riconoscendo ai passeggeri solo un voucher “. Voucher, Enac annuncia istruttorie per sanzioni alle compagnie Codacons: bene Enac, intervengano anche Procura e Antitrust “Siamo sommersi dalle segnalazioni di utenti cui le compagnie aeree hanno cancellato i voli previsti per le prossime settimane, proponendo solo voucher come forma di indennizzo, in totale spregio del Regolamento comunitario n. 261 del 2004 – spiega il Codacons – Ora però è il momento che anche Antitrust e Procura di Roma , cui il Codacons ha inviato formale esposto, si attivino a tutela degli utenti, aprendo indagini sulla pratica commerciale scorretta che sembra finalizzata ad ottenere liquidità a discapito dei consumatori” Unione Nazionale Consumatori chiede sanzione massima “Bene, ottima notizia! Chiediamo all’ Enac di irrogare la sanzione massima prevista, nel più breve tempo possibile – afferma Massimiliano Dona , presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori – È gravissimo, infatti, continuare ad applicare la normativa sui voucher, nonostante dal 3 giugno siano ripresi regolarmente i voli in Europa. I consumatori, in caso di cancellazione del volo, hanno ormai diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’ intero costo del biglietto o la riprotezione , ossia l’ imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti” “Le compagnie aeree devono applicare, senza se e senza ma, il Regolamento (CE) n. 261/2004 sia se l’ aeroporto di partenza è in un paese membro dell’ UE sia se l’ aeroporto di arrivo è in un paese dell’ UE, qualora il vettore aereo sia comunitario” conclude Dona .

    AgenPress, 22/06/2020 15:52
    Coronavirus. Il 24 giugno Corte deciderà su scontro Stato-Regione per gestione emergenza
    agenpress – il 24 giugno la corte costituzionale metterà il punto allo scontro tra stato e regioni in merito alla gestione delle fasi 2 e 3 dell’ emergenza coronavirus. la consulta si pronuncerà infatti sul ricorso per conflitto di attribuzioni promosso dal codacons contro quelle amministrazioni regionali (veneto, lombardia, calabria) che hanno adottato provvedimenti in contrasto []
    Agenpress – Il 24 giugno la Corte Costituzionale metterà il punto allo scontro tra Stato e Regioni in merito alla gestione delle fasi 2 e 3 dell’ emergenza coronavirus. La Consulta si pronuncerà infatti sul ricorso per conflitto di attribuzioni promosso dal Codacons contro quelle amministrazioni regionali (Veneto, Lombardia, Calabria) che hanno adottato provvedimenti in contrasto con le disposizioni dello Stato relativamente alle misure da applicare sul territorio a tutela della salute dei cittadini. La Corte dovrà cioè definire in modo chiaro e inequivocabile a chi spetti decidere sulle emergenze sanitarie e sulle relative misure da adottare sul territorio. Di seguito il testo della memoria difensiva Codacons presentata alla Consulta dagli avv.ti Carlo Rienzi, Guglielmo Saporito e Gino Giuliano: ‘Il conflitto generato dal Covid non solo e’ notorio ed ammesso dalle Regioni costituitesi, ma e’ anche gia’ emerso in sede giurisdizionale, sotto piu’ aspetti: il piu’ recente vede attiva la magistratura penale, che appare priva di una effettiva possibilita’ di sindacato, pur convocando esponenti del Governo. Poco prima, frettolosamente ed impropriamente lo stesso Governo si era rivolto alla magistratura amministrativa, ottenendo sbrigativi risultati. Ed e’ proprio tale disordine che spiega l’ assenza, nel presente giudizio, della difesa della Presidenza del Consiglio: quasi con iattanza, il Governo non dedica alcuno sforzo alla corretta lettura della situazione. Ma. come si e’ detto, l’ assenza in giudizio dell’ Amministrazione centrale si comprende tenendo presente che in piu’ occasioni il Governo centrale ha scelto la via della giustizia amministrativa in luogo del conflitto, aggirando e sostanzialmente eludendo non solo l’ art. 134 ma anche l’ articolo 120 co. 2 della Carta costituzionale. Avviene cosi’ che il conflitto non e’ oggi accettato proprio dal contraddittore principale, snobbando la situazione e sottovalutando la potenzialita’ di una verifica costituzionale dei poteri [] Il ‘tono costituzionale’ che sarebbe finora mancato nel conflitto, e’ un parametro sintetizzabile come prospettazione leggera ed ‘educata’ di un’ invasione: il tutto come avviene nella constatazione amichevole di un incidente automobilistico, senza strepiti perche’ tanto ‘nessuno si e’ fatto male’. Se si e’ solo blandamente prospettata la lesione di prerogative costituzionali del soggetto ricorrente, se il tono costituzionale e’ rimasto lieve e non acceso, della questione se ne puo’ occupare il giudice amministrativo locale. Il principio del ‘lieve tono costituzionale’ e’ presente in piu’ sentenze della Corte (259 del 2019, 260 e 104 del 2016, 22 del 2020), stride tuttavia con il conflitto sui provvedimenti COVID, che interferiscono con piu’ diritti fondamentali, e quindi avrebbero dovuto essere esaminati dai giudici dell’ alta Corte. Si tratta infatti di diritti di liberta’, circolazione, sanita’, da calibrare con i principi di sussidiariteta’, leale collaborazione, precauzione, proporzionalita’. Il tutto poi senza contare il potere di sostituzione ex art. 120 co. 2 Cost., previsto specificamente per i casi di pericolo per l’ incolumita’ e di tutela dei livelli essenziali dei diritti civili e sociali. Su questi temi, non e’ sufficiente un controllo locale, affidato alla magistratura che ordinariamente si occupa dei poteri contingibili e urgenti, ma a livello esclusivamente locale. L’ attuale scenario non riguarda isolate applicazioni dell’ art. 32 della legge n. 833 del 1978 (poteri di ordinanza) in occasionale contrasto con l’ art. 3, comma 1, del decreto legge n. 19 del 2020 (Covid), ma smuove dalle radici il principio di sussidiarietà ex art. 118, comma 1, Cost., con problemi di competenza, gerarchia e ‘cedevolezza’ del soggetto sottordinato [] La ricorrente è consapevole della pronuncia di questa Corte che ha dichiarato che legittimati a partecipare al giudizio per conflitto di attribuzioni possano essere solo Stato e Regioni (Corte Cost. 305/2011). Ma tale pronuncia si inseriva in un contesto ‘ordinario’ in cui le consacrate regole in punto di legittimità non avevano ragione di essere disattese. La pandemia, l’ emergenza costituzionale, il conflitto tra i vari enti territoriali, sono invece tutte situazioni eccezionali che devono portare alla rimeditazione delle regole, rigide, che presiedono al giudizio per conflitto di attribuzioni. Cio’ soprattutto alla luce del fatto, che proprio in situazioni emergenziali deve consentirsi un’ azione popolare quando l’ inerzia di un organo – nella specie lo Stato – può avere ripercussioni sui delicati equilibri pubblici’.

    LaPresse, 22/06/2020 15:42
    Il taglio dell’ Iva di un punto percentuale per l’ aliquota ordinaria e ridotta, produrrebbe un …
    Il taglio dell’ Iva di un punto percentuale per l’ aliquota ordinaria e ridotta, produrrebbe un risparmio annuo pari a circa 4,5 miliardi di euro sulla spesa delle famiglie italiane. Lo afferma il Codacons, commentando la proposta lanciata dal premier Giuseppe Conte. Ipotizzando uno scenario in cui l’ Iva ordinaria passa dal 22% al 21% e quella ridotta dal 10% al 9%, a parità di consumi e solo per gli effetti diretti il risparmio per le famiglie è stimabile in circa 4,5 miliardi di euro annui. Una riduzione dell’ imposta, inoltre, comporterebbe minori costi per le attività produttive e per l’ industria e, a regime, produrrebbe innegabili vantaggi su prezzi e tariffe, portando ad un risparmio complessivo pari a circa 250 euro annui a famiglia. A beneficiarne sarebbero soprattutto i nuclei più numerosi, per i quali la minore spesa potrebbe raggiungere i -400 euro annui. “Siamo favorevoli al taglio dell’ Iva perché, nella situazione attuale, potrebbe dare nuovo impulso ai consumi e sostenere l’ economia – afferma il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – Tuttavia, affinché la riduzione dell’ imposta abbia realmente effetti positivi per le tasche dei cittadini e per il paese, è necessario che il Governo combatta i rincari ingiustificati dei listini che, nella Fase 3, si stanno registrando in tutti i settori, e che rischiano di vanificare qualsiasi intervento sull’ Iva”. © Copyright LaPresse – Riproduzione Riservata.

    Puglia Live, 22/06/2020 15:25
    BANCA POPOLARE DI BARI: IL CODACONS TORNA A BARI PER INCONTRARE ED AFFIANCARE GLI AZIONISTI
    22/06/2020 POSSIBILE COSTITUIRSI PARTE CIVILE NEL PROCESSO CONTRO GLI EX DIRIGENTI CHE INIZIERA IL 16 LUGLIO 2020 ASSEMBLEA PUBBLICA IL 27 GIUGNO DALLE ORE 15 FINO ALLE ORE 20 PRESSO IL CENTRO CONGRESSI PARCO DEI PRINCIPI BARI HOTEL CONGRESS & SPA Il CODACONS, preso atto che la Banca Popolare di Bari nonostante i buoni propositi dichiarati in vista della assemblea del 30 giugno continua imperterrita ad ostacolare lesercizio dei diritti in capo ai propri clienti ed azionisti, ha deciso di incontrare gli azionisti della Banca nel corso di una nuova assemblea pubblica che si terrà il prossimo 27 giugno a Bari. La Banca a cui centinaia di azionisti avevano inviato mesi or sono unistanza ex art. 117 e 119 TUB per avere copia di documenti necessari alla loro tutela giuridica, non solo molto spesso non li ha inviati, ma sta addirittura negando loro anche il rilascio del certificato di possesso continuativo della azioni dalla data dellacquisto ad oggi o quanto meno dal gennaio 2014 ad oggi, adducendo scuse banali e del tutto strumentali e giuridicamente inconsistenti. Trattandosi di un comportamento intollerabile ed arrogante della banca rispetto ai propri clienti il CODACONS ha inviato a questi ultimi un modello di diffida da presentare alla sede legale della banca minacciando, in caso di mancato adempimento, di agire avanti alla competente Autorità Giudiziaria. Questo atteggiamento della banca non è certo di buon auspicio in vista della assemblea del 30 giugno. La banca già più volte condannata in sede di abf a restituire lintera perdite ai propri azionisti tenta di rabbonirli con un indennizzo del tutto insufficiente invece che riconoscere le proprie responsabilità e risarcire per intero i propri azionisti. In occasione della assemblea convocata dal CODACONS per il 27 giugno – che si terrà dalle ore 15 a Bari presso il Centro Congressi Parco dei Principi Bari Hotel Congress & SPA Via Vito Vasile Aeroporto 70128 Bari Palese sarà possibile, nel rispetto delle regole sul distanziamento, sottoscrivere la procura per costituirsi parte civile nel procedimento penale ed ottenere dalla banca il 100% del danno oltre interessi e rivalutazione, ed un ulteriore somma a titolo di danno morale che verrà liquidata dal giudice (sempre in caso di condanna degli imputati) in via equitativa. Chi intende costituirsi pare civile dovrà portare in assemblea copia dei documenti attestanti la propria identità (per le azioni in capo a società servirà il timbro della società e la firma del legale rappresentate oltre alla visura camerale) e la titolarità delle azioni della banca nel periodo dallanno 2014 ad oggi. In caso di azioni ereditarie occorre il certificato di morte, un atto di notorietà o la dichiarazione di successione.

    Yahoo Notizie, 22/06/2020 15:11
    Effetto Covid, quanto costeranno lettini e ombrelloni quest’ estate
    L’ effetto Coronavirus si fa sentire anche in riva al mare. La denuncia arriva dal Codacons. Dopo i rincari sulle vacanze, l’ associazione per la difesa dei consumatori ha fatto i conti anche in spiaggia, dove sarà molto più costoso trascorrere una giornata rispetto allo scorso anno. LEGGI ANCHE: Dagli hotel ai traghetti, quanto aumenta il costo delle vacanze Si stimano aumenti di prezzo sui listini “a macchia di leopardo in tutta Italia, come effetto delle misure sul distanziamento e dei maggiori costi per i gestori dei lidi”. L’ aggravio previsto è compreso tra il 10 e il 30% a seconda degli stabilimenti. GUARDA ANCHE: Estate 2020, dove andranno gli italiani? In uno stabilimento di medio livello, il weekend, affittare un ombrellone e due lettini costa mediamente tra i 25 e i 30 euro al giorno , cifra che sale a 100 euro nelle strutture più esclusive, stima il Codacons. Per l’ abbonamento mensile si spendono in media tra i 500 e i 600 euro, mentre per quello stagionale il prezzo oscilla tra i 1.500 e i 2.000 euro , in base alla zona. Prezzi che in molti stabilimenti, da nord a sud Italia, risultano in crescita rispetto al 2019, con rincari sui listini che partono dal +10% e arrivano a +30%. Scopri @Yahooita, seguici anche su Instagram! “Il Covid ha avuto effetto sulle tariffe balneari – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il distanziamento riduce le presenze giornaliere in spiaggia e il numero di ombrelloni disponibili, tagliando i guadagni degli operatori che devono inoltre affrontare nuovi costi per sanificazioni e messa in sicurezza. Un corto circuito di cui fanno le spese i consumatori”. GUARDA ANCHE: Cos’ è il bonus vacanze.

    Wall Street Italia, 22/06/2020 15:03
    Codacons: con il taglio Iva risparmio annuo pari a circa 4,5 miliardi di euro
    Il taglio dell’ Iva di un punto percentuale per l’ aliquota ordinaria e ridotta, produrrebbe un risparmio annuo pari a circa 4,5 miliardi di euro sulla spesa delle famiglie italiane. Così afferma il Codacons, commentando la proposta lanciata dal Premier Giuseppe Conte. Ipotizzando uno scenario in cui l’ Iva ordinaria passa dal 22% al 21% e quella ridotta dal 10% al 9%, a parità di consumi e solo per gli effetti diretti il risparmio per le famiglie è stimabile in circa 4,5 miliardi di euro annui – spiega il Codacons – Una riduzione dell’ imposta, inoltre, comporterebbe minori costi per le attività produttive e per l’ industria e, a regime, produrrebbe innegabili vantaggi su prezzi e tariffe, portando ad un risparmio complessivo pari a circa 250 euro annui a famiglia. A beneficiarne sarebbero soprattutto i nuclei più numerosi, per i quali la minore spesa potrebbe raggiungere i -400 euro annui. “Siamo favorevoli al taglio dell’ Iva perché, nella situazione attuale, potrebbe dare nuovo impulso ai consumi e sostenere l’ economia – afferma il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia, affinché la riduzione dell’ imposta abbia realmente effetti positivi per le tasche dei cittadini e per il paese, è necessario che il Governo combatta i rincari ingiustificati dei listini che, nella Fase 3, si stanno registrando in tutti i settori, e che rischiano di vanificare qualsiasi intervento sull’ Iva” – conclude Rienzi.
    giuseppe conte, carlo rienzi

    larepubblica.it, 22/06/2020 14:12
    Codacons: da taglio dell’ IVA risparmio di 4,5 miliardi per le famiglie
    22 giugno 2020 – 13.11 (Teleborsa) – Il taglio dell’ Iva di un punto percentuale per l’ aliquota ordinaria e ridotta, produrrebbe un risparmio annuo pari a circa 4,5 miliardi di euro sulla spesa delle famiglie italiane. Lo afferma il Codacons , commentando la proposta lanciata dal Premier Giuseppe Conte . Ipotizzando uno scenario in cui l’ Iva ordinaria passa dal 22% al 21% e quella ridotta dal 10% al 9%, a parità di consumi e solo per gli effetti diretti il risparmio per le famiglie è stimabile in circa 4,5 miliardi di euro annui – spiega il Codacons – Una riduzione dell’ imposta, inoltre, comporterebbe minori costi per le attività produttive e per l’ industria e, a regime, produrrebbe innegabili vantaggi su prezzi e tariffe, portando ad un risparmio complessivo pari a circa 250 euro annui a famiglia. A beneficiarne sarebbero soprattutto i nuclei più numerosi, per i quali la minore spesa potrebbe raggiungere i -400 euro annui. “Siamo favorevoli al taglio dell’ Iva perché, nella situazione attuale, potrebbe dare nuovo impulso ai consumi e sostenere l’ economia – afferma il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia, affinché la riduzione dell’ imposta abbia realmente effetti positivi per le tasche dei cittadini e per il paese, è necessario che il Governo combatta i rincari ingiustificati dei listini che, nella Fase 3 , si stanno registrando in tutti i settori, e che rischiano di vanificare qualsiasi intervento sull’ Iva” – conclude Rienzi.

    Borse, 22/06/2020 13:58
    Taglio Iva: Codacons, risparmi su spesa per 250 euro a famiglia
    Il taglio dell’ Iva di un punto percentuale per l’ aliquota ordinaria e ridotta, produrrebbe un risparmio annuo pari a circa 4,5 miliardi di euro sulla spesa delle famiglie italiane. Lo afferma il Codacons, commentando la proposta lanciata dal premier Giuseppe Conte. Ipotizzando uno scenario in cui l’ Iva ordinaria passa dal 22% al 21% e quella ridotta dal 10% al 9%, a parità di consumi e solo per gli effetti diretti il risparmio per le famiglie è stimabile in circa 4,5 miliardi di euro annui. Una riduzione dell’ imposta, inoltre, comporterebbe minori costi per le attività produttive e per l’ industria e, a regime, produrrebbe innegabili vantaggi su prezzi e tariffe, portando ad un risparmio complessivo pari a circa 250 euro annui a famiglia. A beneficiarne sarebbero soprattutto i nuclei più numerosi, per i quali la minore spesa potrebbe raggiungere i -400 euro annui. “Siamo favorevoli al taglio dell’ Iva perché, nella situazione attuale, potrebbe dare nuovo impulso ai consumi e sostenere l’ economia – afferma il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – Tuttavia, affinché la riduzione dell’ imposta abbia realmente effetti positivi per le tasche dei cittadini e per il paese, è necessario che il Governo combatta i rincari ingiustificati dei listini che, nella Fase 3, si stanno registrando in tutti i settori, e che rischiano di vanificare qualsiasi intervento sull’ Iva”.

    Varese News, 22/06/2020 13:35
    gerenzano – uboldo
    “Acciuffa la truffa”: Codacos lancia un decalogo per evitare le truffe
    il servizio telefonico ai numeri 02/29419096 – 02/29408196 sarà reso dal codacons ogni giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 a partire da giovedì 11.06.2020. viene garantito anche il servizio via e-mail, all’ indirizzo acciuffalatruffa.codacons@gmail.com.
    “Mi hanno ipnotizzata”: nel territorio di Varese non si sa dare altre ragioni una signora di Gerenzano. Due falsi tecnici, con la scusa di effettuare una lettura del gas sono riusciti a entrare in casa della donna, millantando in caso contrario il rischio di un’ esplosione. I truffatori hanno rubato tutti i gioielli della signora “mi hanno detto di prendere tutti i preziosi, perché altrimenti sarebbero bruciati. Così li ho portati in camera dei miei genitori, dove ho aperto i cassetti consegnando gioielli e 150 euro” questo il racconto della donna. La malcapitata ha poi sporto denuncia ai carabinieri. Questo purtroppo non è l’ unico caso accaduto in questi giorni. Pochi giorni fa a Uboldo un altro truffatore aveva cercato di introdursi nella casa di due pensionati con una scusa eclatante e gravissima: ha infatti detto che doveva controllare se vi fosse coronavirus nell’ acqua. Anche un varesino quarantenne è entrato nel circolo vizioso della truffa: egli aveva prenotato su una nota piattaforma on-line un bell’ appartamento per le vacanze estive: purtroppo di tale appartamento esistevano solo le foto. Accortosi di essere caduto nella trappola del truffatore e che l’ annuncio fosse fittizio, il signore ha subito denunciato ma ormai la caparra versata era sparita. Covid, falsi controlli dell’ acqua e tamponi porta a porta: attenzione alle truffe «Le truffe nel territorio del varesino sono un fenomeno preoccupante: è fondamentale dare informazioni e creare progetti per informare i cittadini. Il Codacons ha recentemente attivato, per questo motivo, l’ attività di servizio telefonico e via e-mail per il progetto antitruffa “Acciuffa la Truffa” – commenta il presidente del Codacons Marco Donzelli – inoltre è necessario che i Comuni moltiplichino gli sforzi per tutelare il proprio territorio, non si può lasciare sole le Forze dell’ Ordine». Si riporta per completezza il decalogo affinchè i cittadini più anziani evitino di essere ingannati: – Sincerarsi che il controllo sia effettivo: molti pensionati aprono le porte della propria casa senza verificare che effettivamente sia necessario un controllo dell’ abitazione. Solitamente è bene fare attenzioni agli avvisi del Condominio, nei quali vengono sempre indicati gli eventuali accertamenti nei singoli appartamenti, con indicazione della data e dell’ ora dell’ eventuale visita. – Richiedere i documenti d’ identità: è preferibile prima di far entrare qualcuno in casa propria, chiedere alle persone o ai presunti addetti di identificarsi tramite documento d’ identità. Se il controllo è effettivo i tecnici non devono avere alcuna ragione di opporsi a tale richiesta. – Richiedere un tesserino o un documento che attesti che effettivamente lavorano per la società detta: è utile fare richiesta di un documento o un tesserino per verificare se gli addetti siano realmente dipendenti della società con cui si sono presentati. – Controllare che gli addetti lavorino effettivamente per il proprio fornitore di luce e gas, o che siano dipendenti della propria società idrica: molto spesso infatti si presentano soggetti per fantomatiche società elettriche o idriche al solo scopo di entrare nell’ abitazione, dunque sincerarsi che siano veramente addetti alla propria società di fornitura. – Visionare sempre il lavoro dei tecnici: è importante prestare sempre attenzione alle attività svolte nella propria casa dai tecnici, al fine di verificare che siano effettivamente lì per il motivo indicato, ossia riparare un guasto o fare controlli. – Non permettere ai tecnici di andare da soli in altre stanze: non bisogna farsi scrupoli nell’ impedire agli addetti di andare in altre stanze da soli. Non hanno alcun motivo per fare ciò e se sono in buona fede accetteranno senza problemi di essere seguiti. – Non lasciare beni di valore in vista: prima di far entrare estranei nella propria abitazione, è importante mettere al sicuro qualsiasi bene sia “a portata di mano”. È sempre meglio mettere tutto in cassetti o in luoghi in cui non sia facile accedere. – Non farsi mai distrarre: solitamente, se si tratta di una truffa, i sedicenti tecnici si presentano in due o più, questo in modo che uno o più possano distrarre il proprietario dell’ abitazione mentre l’ altro o gli altri possono porre in essere furti in casa. – Verificare l’ abbigliamento e la presenza di casse degli attrezzi: se gli addetti si presentano per riparare un guasto, o fare un controllo, è importare verificare l’ abbigliamento e se portano con sé cassette degli attrezzi o simili, senza i quali difficilmente dei veri tecnici potrebbero lavorare. – Chiamare aiuto: se non ci si sente sicuri, è bene farsi assistere da qualcuno, che può essere un vicino, un parente, perfino la portineria. È importante non essere da soli in questi casi. E qualora ci si dovesse rendere conto che si tratta di una truffa, è fondamentale chiamare subito il 112. Il servizio telefonico ai numeri 02/29419096 – 02/29408196 sarà reso dal Codacons ogni giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 a partire da giovedì 11.06.2020. Viene garantito anche il servizio via e-mail, all’ indirizzo acciuffalatruffa.codacons@gmail.com.

    lastampa.it, 22/06/2020 13:30
    Codacons: da taglio dell’ IVA risparmio di 4,5 miliardi per le famiglie
    Il taglio dell’ Iva di un punto percentuale per l’ aliquota ordinaria e ridotta, produrrebbe un risparmio annuo pari a circa 4,5 miliardi di euro sulla spesa delle famiglie italiane. Lo afferma il Codacons , commentando la proposta lanciata dal Premier Giuseppe Conte . Ipotizzando uno scenario in cui l’ Iva ordinaria passa dal 22% al 21% e quella ridotta dal 10% al 9%, a parità di consumi e solo per gli effetti diretti il risparmio per le famiglie è stimabile in circa 4,5 miliardi di euro annui – spiega il Codacons – Una riduzione dell’ imposta, inoltre, comporterebbe minori costi per le attività produttive e per l’ industria e, a regime, produrrebbe innegabili vantaggi su prezzi e tariffe, portando ad un risparmio complessivo pari a circa 250 euro annui a famiglia. A beneficiarne sarebbero soprattutto i nuclei più numerosi, per i quali la minore spesa potrebbe raggiungere i -400 euro annui. “Siamo favorevoli al taglio dell’ Iva perché, nella situazione attuale, potrebbe dare nuovo impulso ai consumi e sostenere l’ economia – afferma il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia, affinché la riduzione dell’ imposta abbia realmente effetti positivi per le tasche dei cittadini e per il paese, è necessario che il Governo combatta i rincari ingiustificati dei listini che, nella Fase 3 , si stanno registrando in tutti i settori, e che rischiano di vanificare qualsiasi intervento sull’ Iva” – conclude Rienzi.

    Altre Fonti , 22/06/2020 13:30
    Popolare di Bari, il Codacons torna in Puglia per incontrare gli azionisti
    – Advertisement – Il Codacons, preso atto che la Banca Popolare di Bari nonostante i buoni propositi dichiarati in vista della assemblea del 30 giugno “continua imperterrita ad ostacolare l’ esercizio dei diritti in capo ai propri clienti ed azionisti” (come si legge in una nota dell’ associazione di consumatori n.d.r.), ha deciso di incontrare gli azionisti della Banca nel corso di una nuova assemblea pubblica che si terrà il prossimo 27 giugno a Bari. La Banca a cui centinaia di azionisti avevano inviato mesi or sono un’ istanza ex art. 117 e 119 TUB per avere copia di documenti necessari alla loro tutela giuridica, non solo molto spesso non li ha inviati, ma sta addirittura negando loro anche il rilascio del certificato di possesso continuativo della azioni dalla data dell’ acquisto ad oggi o quanto meno dal gennaio 2014 ad oggi, adducendo scuse banali e del tutto strumentali e giuridicamente inconsistenti. Trattandosi di un comportamento intollerabile ed arrogante della banca rispetto ai propri clienti il Codacons ha inviato a questi ultimi un modello di diffida da presentare alla sede legale della banca minacciando, in caso di mancato adempimento, di agire avanti alla competente Autorità Giudiziaria. – Advertisement – Questo atteggiamento della banca non è certo di buon auspicio in vista della assemblea del 30 giugno. La banca già più volte condannata in sede di abf a restituire l’ intera perdite ai propri azionisti tenta di rabbonirli con un indennizzo del tutto insufficiente invece che riconoscere le proprie responsabilità e risarcire per intero i propri azionisti. In occasione della assemblea convocata dal Codacons per il 27 giugno – che si terrà dalle ore 15 a Bari presso il Centro Congressi Parco dei Principi Bari Hotel Congress & SPA Via Vito Vasile Aeroporto 70128 Bari Palese sarà possibile, nel rispetto delle regole sul distanziamento, sottoscrivere la procura per costituirsi parte civile nel procedimento penale ed ottenere dalla banca il 100% del danno oltre interessi e rivalutazione, ed un ulteriore somma a titolo di danno morale che verrà liquidata dal giudice (sempre in caso di condanna degli imputati) in via equitativa. Chi intende costituirsi pare civile dovrà portare in assemblea copia dei documenti attestanti la propria identità (per le azioni in capo a società servirà il timbro della società e la firma del legale rappresentate oltre alla visura camerale) e la titolarità delle azioni della banca nel periodo dall’ anno 2014 ad oggi. In caso di azioni ereditarie occorre il certificato di morte, un atto di notorietà o la dichiarazione di successione.

    TeleBorsa, 22/06/2020 13:14
    economia
    Codacons: da taglio dell’ IVA risparmio di 4,5 miliardi per le famiglie
    (Teleborsa) – Il taglio dell’ Iva di un punto percentuale per l’ aliquota ordinaria e ridotta, produrrebbe un risparmio annuo pari a circa 4,5 miliardi di euro sulla spesa delle famiglie italiane. Lo afferma il Codacons , commentando la proposta lanciata dal Premier Giuseppe Conte . Ipotizzando uno scenario in cui l’ Iva ordinaria passa dal 22% al 21% e quella ridotta dal 10% al 9%, a parità di consumi e solo per gli effetti diretti il risparmio per le famiglie è stimabile in circa 4,5 miliardi di euro annui – spiega il Codacons – Una riduzione dell’ imposta, inoltre, comporterebbe minori costi per le attività produttive e per l’ industria e, a regime, produrrebbe innegabili vantaggi su prezzi e tariffe, portando ad un risparmio complessivo pari a circa 250 euro annui a famiglia. A beneficiarne sarebbero soprattutto i nuclei più numerosi, per i quali la minore spesa potrebbe raggiungere i -400 euro annui. “Siamo favorevoli al taglio dell’ Iva perché, nella situazione attuale, potrebbe dare nuovo impulso ai consumi e sostenere l’ economia – afferma il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia, affinché la riduzione dell’ imposta abbia realmente effetti positivi per le tasche dei cittadini e per il paese, è necessario che il Governo combatta i rincari ingiustificati dei listini che, nella Fase 3 , si stanno registrando in tutti i settori, e che rischiano di vanificare qualsiasi intervento sull’ Iva” – conclude Rienzi.

    (Sito) Adnkronos, 22/06/2020 12:55
    Uni-Sistema Impresa, inar su pmi e crisi del debito
    Lo scorso 6 maggio è stata pubblicata la Uni/PdR 82 ‘Linee guida per la definizione delle attività riguardanti la composizione della crisi da sovraindebitamento e i rapporti con gli ‘Organismi di composizione della crisi (occ)’. La prassi di riferimento è stata elaborata da Uni insieme a Sistema Impresa, la confederazione delle pmi che riunisce oltre 160mila micro imprese in tutta Italia. “Sistema Impresa – spiega il presidente Berlino Tazza – ha promosso la prassi di riferimento con l’ obiettivo di fornire un canovaccio interpretativo efficace per sostenere i privati, i piccoli imprenditori, i professionisti e le imprese agricole. La dinamica del sovraindebitamento deve poter essere gestita in un regime di chiarezza, sostenibilità e compatibilità con le logiche di una sana cultura d’ impresa”. “La prassi di riferimento – sottolinea – giunge alla pubblicazione in un contesto caratterizzato dall’ emergenza sanitaria da Covid-19 in cui la fragilità di molte aziende è destinata ad emergere in modo traumatico favorendo la proliferazione di soggetti che nell’ ambito del credito possono fornire soluzioni apparentemente facili ma troppo onerose e dai profili illeciti. La stretta e proficua collaborazione con la struttura di Uni e con il presidente Pietro Torretta ha consentito di sintetizzare una nuova prassi che nasce anche dall’ esperienza delle precedenti crisi finanziarie, a partire da quella del 2008, proponendo una soluzione praticabile sul piano tecnico e gestionale che salvaguarda la vita degli attori economici e delle persone “. L’ esigenza di disporre di tale documento è stata avvertita in quanto la Legge 3/2012, che disciplina le tre procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, presenta alcune lacune e non è stata ben metabolizzata dai gestori della crisi portando a interpretazioni a volte difformi e contraddittorie. Obiettivo della prassi è quindi quello di uniformare l’ applicazione della disciplina nelle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento e in particolare nella costituzione e iscrizione degli Occ istituiti presso il segretariato sociale . L’ evento presenta la Uni/PdR 82 che descrive il processo che caratterizza l’ attività riguardante la composizione della crisi da sovraindebitamento identificando le differenti fasi che caratterizzano le seguenti attività: composizione della crisi; procedura di costituzione degli organismi di composizione; formazione del profilo professionale. L ‘evento si terrà on-line, attraverso la piattaforma GoToinar , giovedì 25 giugno dalle 16. La partecipazione è gratuita , previa iscrizione all’ indirizzo: https://bit.ly/PdRsovraindebitamento. Segue programma. Ore 16.00 Saluti e introduzione: Piero Torretta, presidente Uni, Berlino Tazza, presidente Sistema Impresa. Ore 16.10 la Uni/PdR 82 spiegata dagli esperti Sara Peraldo, referente e membro del consiglio di amministrazione dell’ Occ sportello orientamento sociale; ore 16.20 benefici e applicazioni della prassi di riferimento: il punto di vista dei soggetti interessati/coinvolti. Interverranno: Gian Domenico Auricchio, presidente Unioncamere Lombardia, Giovanna Dominici, già presidente della sezione Fallimentare del Tribunale di Torino, Bruno Barbieri, presidente Codacons Emilia Romagna, Marcella Caradonna, presidente Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano. Per le ore 17.00 previsti il dibattito e le conclusioni. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

    105 Net, 22/06/2020 12:16
    L’ estate 2020 è più salata: il Codacons segnala rincari tra il 10 e il 30%
    i rincari dovuti alla pandemia sono stati registrati in molte località.
    Il mondo si sta lentamente riprendendo dopo l’ ondata di coronavirus che ha imposto una lunga chiusura forzata in molti Paesi, come l’ Italia, lasciando dietro di sé strascichi importanti. Anche l’ Italia sta tornando gradualmente alla normalità, seppure nel rispetto di una serie di norme necessarie per la propria sicurezza e per quella di chi ci circonda: come l’ uso di mascherine, le regole d’ igiene e il distanziamento personale. Regole che cambieranno anche la nostra estate al mare: non solo dal punto di vista delle abitudini … ma anche dei costi . Lo ha affermato il Codacons , segnalando rincari dei listini a macchia di leopardo in molti stabilimenti balneari in tutta Italia. L’ aumento dei costi evidenziato va dal 10 al 30% rispetto al 2019 e le ragioni sono molto semplici: la necessità di garantire un maggiore distanziamento tra gli ombrelloni riduce il numero di postazioni. Inoltre l’ attuazione dei protocolli previsti dalla legge, come la sanificazione degli ambienti, impone l’ acquisto di macchinari o l’ assunzione di nuove figure, con un inevitabile aumento dei costi per i gestori . Insomma, l’ estate 2020 sarà probabilmente più salata per molti. (Credits photo: Getty)

    Agrigento Notizie, 22/06/2020 12:05
    Gli effetti del Coronavirus sul costo di lettini e ombrelloni, “rincari fino al 30%”
    la denuncia del codacons: aumenti a macchia di leopardo, pesano le norme sul distanziamento sociale e i costi da sostenere la sanificazione dei locali
    Il mare è sempre più caro. Secondo il Codacons , a causa delle regole sul distanziamento sociale, trascorrere una giornata in spiaggia sarà molto più costoso che nel 2019. L’ associazione dei consumatori segnala rincari i dei listini “a macchia di leopardo in tutta Italia, come effetto delle misure sul distanziamento e dei maggiori costi per i gestori dei lidi”. Si stima un aggravvio dei costi compreso tra il 10 e il 30% a seconda degli stabilimenti. Quanto costerà affittare un ombrellone Oggi affittare un ombrellone e due lettini durante il weekend, in uno stabilimento di medio livello, costa mediamente tra i 25 e i 30 euro al giorno, importo che sale a 100 euro nelle strutture di più elevato livello – spiega il Codacons – Per l’ abbonamento mensile si spendono in media tra i 500 e i 600 euro, mentre per quello stagionale il prezzo oscilla tra i 1.500 e i 2.000 euro, a seconda delle zone d’ Italia. Listini che in molti stabilimenti, da nord a sud Italia, risultano in crescita rispetto al 2019, con rincari che partono dal +10% e arrivano a raggiungere il +30%. Il tuo browser non può riprodurre il video. Devi disattivare ad-block per riprodurre il video. Play Replay Play Replay Pausa Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio Indietro di 10 secondi Avanti di 10 secondi Spot Attiva schermo intero Disattiva schermo intero Skip Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi. Attendi solo un istante . . . Forse potrebbe interessarti . . . “Il Covid ha avuto effetto sulle tariffe balneari – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il distanziamento riduce le presenze giornaliere in spiaggia e il numero di ombrelloni disponibili , tagliando i guadagni degli operatori che devono inoltre affrontare nuovi costi per sanificazioni e messa in sicurezza. Un corto circuito di cui fanno le spese i consumatori, costretti a sostenere tariffe rincarate per trascorrere una giornata al mare e a mettere mano al portafogli per concedersi qualche ora di relax in spiaggia”.

    (Sito) Adnkronos, 22/06/2020 11:49
    Taglio Iva, Codacons: “Ecco quanto risparmiano le famiglie”
    “Il taglio dell’ Iva di un punto percentuale, per l’ aliquota ordinaria e ridotta, produrrebbe un risparmio annuo pari a circa 4,5 miliardi di euro sulla spesa delle famiglie italiane”. Lo afferma il Codacons, commentando la proposta lanciata dal premier Giuseppe Conte. “Ipotizzando uno scenario in cui l’ Iva ordinaria passa dal 22% al 21% e quella ridotta dal 10% al 9%, a parità di consumi e solo per gli effetti diretti il risparmio per le famiglie è stimabile in circa 4,5 miliardi di euro annui -spiega il Codacons- Una riduzione dell’ imposta, inoltre, comporterebbe minori costi per le attività produttive e per l’ industria e, a regime, produrrebbe innegabili vantaggi su prezzi e tariffe, portando ad un risparmio complessivo pari a circa 250 euro annui a famiglia”. A beneficiarne, secondo l’ Associazione, sarebbero soprattutto i nuclei più numerosi, per i quali la minore spesa potrebbe raggiungere i -400 euro annui. “Siamo favorevoli al taglio dell’ Iva perché, nella situazione attuale, potrebbe dare nuovo impulso ai consumi e sostenere l’ economia -afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi- Tuttavia, affinché la riduzione dell’ imposta abbia realmente effetti positivi per le tasche dei cittadini e per il paese, è necessario che il Governo combatta i rincari ingiustificati dei listini che, nella Fase 3, si stanno registrando in tutti i settori, e che rischiano di vanificare qualsiasi intervento sull’ Iva”, conclude Rienzi. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

    Il Metropolitano, 22/06/2020 11:34
    Turismo: rincaro prezzi dal 10% al 30%
    Il Codacons nota un possibile rincaro ‘a macchia di leopardo’ del 10%-30% nei costi dei listini del turismo, dovuto alle nuove esigenze date dal Coronavirus. I proprietari di lidi e stabilimenti balneari, infatti, dovranno attenersi a tutte le disposizioni igienico – sanitarie e alle regole del distanziamento, dovendo, di conseguenza, sostenere maggiori costi di gestione, che andranno a gravare anche sui prezzi finali proposti al cliente. Trascorrere una giornata al mare, conclude Codacons, sarà dunque per i turisti più costosa nel 2020 rispetto al 2019. S M calo coronavirus rincaro prezzi Turismo.
    about the author

    Today, 22/06/2020 11:23
    Gli effetti del coronavirus sul costo di lettini e ombrelloni: “Rincari fino al 30%”
    la denuncia del codacons: aumenti a macchia di leopardo, pesano le norme sul distanziamento sociale e i costi da sostenere la sanificazione dei locali
    Il mare è sempre più caro. Secondo il Codacons , a causa delle regole sul distanziamento sociale, trascorrere una giornata in spiaggia sarà molto più costoso che nel 2019. L’ associazione dei consumatori segnala rincari i dei listini “a macchia di leopardo in tutta Italia, come effetto delle misure sul distanziamento e dei maggiori costi per i gestori dei lidi”. Si stima un aggravvio dei costi compreso tra il 10 e il 30% a seconda degli stabilimenti. Quanto costerà affittare un ombrellone Oggi affittare un ombrellone e due lettini durante il weekend, in uno stabilimento di medio livello, costa mediamente tra i 25 e i 30 euro al giorno, importo che sale a 100 euro nelle strutture di più elevato livello – spiega il Codacons – Per l’ abbonamento mensile si spendono in media tra i 500 e i 600 euro, mentre per quello stagionale il prezzo oscilla tra i 1.500 e i 2.000 euro, a seconda delle zone d’ Italia. Listini che in molti stabilimenti, da nord a sud Italia, risultano in crescita rispetto al 2019, con rincari che partono dal +10% e arrivano a raggiungere il +30%. “Il Covid ha avuto effetto sulle tariffe balneari – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il distanziamento riduce le presenze giornaliere in spiaggia e il numero di ombrelloni disponibili , tagliando i guadagni degli operatori che devono inoltre affrontare nuovi costi per sanificazioni e messa in sicurezza. Un corto circuito di cui fanno le spese i consumatori, costretti a sostenere tariffe rincarate per trascorrere una giornata al mare e a mettere mano al portafogli per concedersi qualche ora di relax in spiaggia”.

    Dagospia, 22/06/2020 10:45
    I FURBETTI DEI CIELI – LE COMPAGNIE AEREE ORMAI NON RIMBORSANO I BIGLIETTI IN CASO DI VOLO CANCELLATO – AFFAMATE DI LIQUIDITÀ IN QUESTA FASE POST LOCKDOWN, LE COMPAGNIE PREFERISCONO INFATTI OFFRIRE DEI VOUCHER PER DEI VOLI FUTURI – MA, COME …
    AEREO ALITALIA Francesco Bisozzi per “il Messaggero” Si viaggiare, ma senza rimborso in caso di volo cancellato. Non solo Alitalia, ma anche la spagnola Iberia del gruppo Iag, che controlla pure British Airways, e la lowcost Easyjet, stando alle segnalazioni giunte al Codacons, hanno cancellato dei voli all’ improvviso senza restituire i soldi del biglietto ai passeggeri. Le compagnie, affamate di liquidità in questa fase post lockdown, preferiscono infatti offrire dei voucher per dei voli futuri. Ma, come chiarito dall’ Enac, se la cancellazione avviene per cause non riconducibili all’ emergenza Covid-19, la normativa prevede che il viaggiatore debba essere risarcito del biglietto. L’ Ente nazionale per l’ aviazione civile, in seguito alle numerose denunce ricevute, ha dovuto richiamare i vettori operanti in Italia al rispetto del regolamento comunitario n. 261 del 2004 che tutela i passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa. easyjet 8 I REGOLAMENTI Come se ne esce? Le compagnie aeree, da quelle più blasonate alle lowcost, non concedono i rimborsi attribuendo il motivo della cancellazione del volo all’ emergenza sanitaria innescata dal coronavirus: il decreto Cura Italia autorizza i vettori a risarcire i passeggeri vittime delle cancellazioni causate dal Covid-19 con dei buoni utilizzabili entro un anno come un credito per acquistare un altro viaggio. air france 7 L’ Enac però non ha mancato di far notare che dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone nell’ Ue e che le cancellazioni operate da allora non possano essere ricondotte a cause determinate dall’ emergenza sanitaria, ma piuttosto a scelte imprenditoriali. Inoltre i regolamenti europei stabiliscono che spetta al passeggero decidere se accettare un rimborso o un voucher. E il viaggiatore ha diritto a ricevere il risarcimento entro sette giorni dalla domanda. Contro i furbetti dei cieli si è schierato anche il Codacons che ha chiesto l’ intervento dell’ Antitrust sottolineando che la strategia messa in atto dai vettori potrebbe essere finalizzata ad acquisire liquidità, facendo leva sulle disposizioni del decreto Cura Italia in base alle quali è possibile riconoscere un buono come indennizzo in caso di cancellazioni legate all’ emergenza Covid-19. L’ associazione dei consumatori ha presentato un esposto all’ Antitrust per la possibile fattispecie di pratica commerciale scorretta e una denuncia alla Procura di Roma per l’ eventuale ipotesi di truffa. LE SANZIONI lufthansa Intanto la guerra delle cancellazioni ha coinvolto migliaia di passeggeri in Italia e in Europa, che per richiedere il rimborso del volo o per ricevere informazioni riguardo al cambio dei biglietti acquistati e annullati cercano ora di mettersi in contatto con i call center delle compagnie, sempre più intasati. I mancati rimborsi per i voli cancellati rappresentano in particolare un ostacolo non da poco nella corsa per il decollo della nuova Alitalia, che in questa fase punta al rilancio in grande stile ma nel contempo deve fare i conti con i viaggiatori imbufaliti che da giorni tartassano il suo call center. boeing ryanair Non è però un problema solo italiano. In Spagna il governo minaccia sanzioni nei confronti di una ventina di vettori, tra cui Air France, Lufthansa, Air Europa e Ryanair, che non hanno offerto rimborsi per i voli cancellati dall’ inizio della pandemia, contravvenendo al regolamento europeo. La tedesca Lufthansa, che ha chiuso il primo trimestre dell’ anno con una perdita netta di 2,1 miliardi di euro e con 4,3 miliardi di euro di liquidità, oggi brucia 800 milioni al mese soprattutto a causa dei rimborsi dei biglietti per i voli cancellati. Il numero uno di Ryanair, Michael O’ Leary, ha comunicato che la lowcost ha ricevuto 35 milioni di richieste di risarcimento a causa del Covid-19: sono stati effettuati rimborsi pari a 500 milioni di euro, ma altri 700 milioni devono ancora arrivare, si spera entro la fine di settembre. Condividi questo articolo.

    ilgiornale.it, 22/06/2020 10:12
    Scatta l’ allarme sulle vacanze: cosa succede ai biglietti aerei
    le compagnie aeree non concedono rimborsi ma solo voucher per i voli cancellati a causa dell’ emergenza sanitaria. il monito dell’ enac che ricorda i regolamenti comunitari
    Quello aereo è uno dei settori più colpiti dalle conseguenze provocate dal’ avanzata del coronavirus . Misure adottate in numerosi Paesi del mondo come il lockdown e la chiusura delle frontiere hanno messo in ginocchio le compagnie aeree che, in modo improvviso ed inaspettato, si sono trovate catapultate in uno scenario da incubo senza avere la possibilità di rispondere all’ emergenza adottando adeguate contromisure. Per alcuni mesi non è stato possibile viaggiare, escludendo ovviamente gli spostamenti per motivi di lavoro o di assoluta necessità. Voli cancellati e aerei semivuoti hanno portato le varie compagnie ad avere problemi di liquidità. Nonostante la “ripartenza”, i problemi restano e sono tanti. Ora viaggiare è possibile ma bisogna stare attenti perché in caso di volo cancellato non è garantito il rimborso dei biglietti acquistati. Come spiega Il Messaggero , Alitalia e la spagnola Iberia del gruppo Iag che controlla pure British Airways , e la lowcost Easyjet , hanno cancellato dei voli all’ improvviso senza restituire i soldi del biglietto ai passeggeri. A denunciare la situazione è Codacons che sottolinea di aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di viaggiatori arrabbiati. Le compagnie, con pochi soldi dopo il periodo dell’ emergenza sanitaria, preferiscono offrire dei voucher per dei voli futuri. Eppure l’ Enac , l’ Ente nazionale per l’ aviazione civile, è stato chiaro: se la cancellazione avviene per cause non riconducibili all’ emergenza Covid-19, la normativa prevede che i passeggeri devono essere risarciti dei biglietti. Lo stesso ente, in seguito alle numerose denunce ricevute, ha dovuto richiamare i vettori operanti in Italia al rispetto del regolamento comunitario n. 261 del 2004 che tutela i passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa. Si è però creato una sorta di corto circuito. Da una parte, infatti, ci sono le compagnie aeree che non concedono rimborsi e il decreto Cura Italia che autorizza i vettori a risarcire i passeggeri con dei buoni utilizzabili entro un anno per acquistare un altro biglietto. Dall’ altra, però, si ricorda che dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone nella Ue: pertanto le cancellazioni operate da allora non possano essere ricondotte a cause determinate dall’ emergenza sanitaria. Inoltre i regolamenti europei stabiliscono che spetta al passeggero decidere se accettare un rimborso o un voucher, con il risarcimento che dovrà essere effettuato entro sette giorni dalla presentazione della domanda. Codacons ha ha presentato un esposto all’ Antitrust per la possibile fattispecie di pratica commerciale scorretta e una denuncia alla Procura di Roma per l’ eventuale ipotesi di truffa. La questione, in realtà, coinvolge migliaia di passeggeri in tutta Europa. In Spagna , ad esempio, il governo minaccia sanzioni nei confronti di una ventina di vettori, tra cui Air France, Lufthansa, Air Europa e Ryanair, che non hanno offerto rimborsi per i voli cancellati dall’ inizio dell’ emergenza sanitaria. Difficile il caso della tedesca Lufthansa, che ha chiuso il primo trimestre dell’ anno con una perdita netta di 2,1 miliardi di euro e che oggi brucia 800 milioni al mese soprattutto a causa dei rimborsi dei biglietti per i voli cancellati. Così come non facile la situazione per Ryanair che, a seguito di circa 35 milioni di richieste di risarcimento, ha finora effettuato rimborsi pari a 500 milioni di euro.
    gabriele laganà

    Helpconsumatori, 22/06/2020 09:41
    Vacanze 2020, si resta in Italia ma volano i prezzi per una giornata al mare
    le vacanze 2020 al mare costeranno un po’ di più: lettini e ombrelloni fanno registrare un aumento dei prezzi dal 10% al 30% in più rispetto allo scorso anno
    L’ emergenza Covid ha ridotto del 13% la mobilità degli italiani per le vacanze rispetto al 2019: a pesare sono nell’ ordine le difficoltà economiche, la paura del contagio ed i timori per il futuro. Nonostante questo, saranno 34 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza per almeno qualche giorno nell’ estate 2020. Si parte soprattutto a luglio e agosto, mentre a giugno è partito il 54% in meno di vacanzieri rispetto allo scorso anno. La meta preferita per questa insolita estate sarà naturalmente l’ Italia, scelta dal 93% rispetto all’ 86%% dello scorso anno. 1 italiano su 4 (25%) ha scelto una destinazione vicino casa , all’ interno della propria regione di residenza, nonostante il via libera agli spostamenti su tutto il territorio nazionale e all’ estero con le spiagge che continuano ad essere in cima alla lista dei luoghi per il relax estivo. Lettino e ombrellone più cari Vacanze 2020, quanto costa il relax in riva al mare Tuttavia, una giornata al mare quest’ anno rischia di diventare una spesa consistente per le tasche delle famiglie già provate dalla crisi scaturita con la pandemia. Il Condacons stima che tra parcheggio, lettini, ombrelloni, consumazioni e altri servizi si arriva facilmente a spendere il 30% in più rispetto allo scorso anno . I rincari dei listini riguardano tutta Italia, come effetto delle misure sul distanziamento e dei maggiori costi per i gestori dei lidi. Oggi affittare un ombrellone e due lettini durante il weekend, in uno stabilimento di medio livello, costa mediamente tra i 25 e i 30 euro al giorno , importo che sale a 100 euro nelle strutture di più elevato livello, spiega il Codacons. Per l’ abbonamento mensile si spendono in media tra i 500 e i 600 euro, mentre per quello stagionale il prezzo oscilla tra i 1.500 e i 2.000 euro, a seconda delle zone d’ Italia. Listini che in molti stabilimenti, da nord a sud Italia, risultano in crescita rispetto al 2019, con rincari che partono dal +10% e arrivano a raggiungere il +30% . “Il Covid ha avuto effetto sulle tariffe balneari – afferma il presidente Carlo Rienzi – Il distanziamento riduce le presenze giornaliere in spiaggia e il numero di ombrelloni disponibili , tagliando i guadagni degli operatori che devono inoltre affrontare nuovi costi per sanificazioni e messa in sicurezza. Un corto circuito di cui fanno le spese i consumatori, costretti a sostenere tariffe rincarate per trascorrere una giornata al mare e a mettere mano al portafogli per concedersi qualche ora di relax in spiaggia”.

    ilgazzettino.it, 22/06/2020 09:32
    Voli cancellati, il caso mancato rimborso dei biglietti nel mirino dell’ Enac
    Si viaggiare, ma senza rimborso in caso di volo cancellato. Non solo Alitalia, ma anche la spagnola Iberia del gruppo Iag, che controlla pure British Airways, e la lowcost Easyjet, stando alle segnalazioni giunte al Codacons, hanno cancellato dei voli all’ improvviso senza restituire i soldi del biglietto ai passeggeri. Le compagnie, affamate di liquidità in questa fase post lockdown, preferiscono infatti offrire dei voucher per dei voli futuri. Ma, come chiarito dall’ Enac, se la cancellazione avviene per cause non riconducibili all’ emergenza Covid-19, la normativa prevede che il viaggiatore debba essere risarcito del biglietto. L’ Ente nazionale per l’ aviazione civile, in seguito alle numerose denunce ricevute, ha dovuto richiamare i vettori operanti in Italia al rispetto del regolamento comunitario n. 261 del 2004 che tutela i passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa. APPROFONDIMENTI IL CASO Alitalia, biglietti venduti per voli cancellati: scoppia il caso…

    ilmattino.it, 22/06/2020 08:28
    Voli cancellati, il caso mancato rimborso dei biglietti nel mirino dell’ Enac
    Si viaggiare, ma senza rimborso in caso di volo cancellato. Non solo Alitalia, ma anche la spagnola Iberia del gruppo Iag, che controlla pure British Airways, e la lowcost Easyjet, stando alle segnalazioni giunte al Codacons, hanno cancellato dei voli all’ improvviso senza restituire i soldi del biglietto ai passeggeri. Le compagnie, affamate di liquidità in questa fase post lockdown, preferiscono infatti offrire dei voucher per dei voli futuri. Ma, come chiarito dall’ Enac, se la cancellazione avviene per cause non riconducibili all’ emergenza Covid-19, la normativa prevede che il viaggiatore debba essere risarcito del biglietto. L’ Ente nazionale per l’ aviazione civile, in seguito alle numerose denunce ricevute, ha dovuto richiamare i vettori operanti in Italia al rispetto del regolamento comunitario n. 261 del 2004 che tutela i passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa. APPROFONDIMENTI IL CASO Alitalia, biglietti venduti per voli cancellati: scoppia il caso…

    ilmessaggero.it, 22/06/2020 07:26
    Si viaggiare, ma senza rimborso in caso di volo cancellato.
    Si viaggiare, ma senza rimborso in caso di volo cancellato. Non solo Alitalia, ma anche la spagnola Iberia del gruppo Iag, che controlla pure British Airways, e la lowcost Easyjet, stando alle segnalazioni giunte al Codacons, hanno cancellato dei voli all’ improvviso senza restituire i soldi del biglietto ai passeggeri. Le compagnie, affamate di liquidità in questa fase post lockdown, preferiscono infatti offrire dei voucher per dei voli futuri. Ma, come chiarito dall’ Enac, se la cancellazione avviene per cause non riconducibili all’ emergenza Covid-19, la normativa prevede che il viaggiatore debba essere risarcito del biglietto. L’ Ente nazionale per l’ aviazione civile, in seguito alle numerose denunce ricevute, ha dovuto richiamare i vettori operanti in Italia al rispetto del regolamento comunitario n. 261 del 2004 che tutela i passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa. APPROFONDIMENTI IL CASO Alitalia, biglietti venduti per voli cancellati: scoppia il caso…

    Il Gazzettino, 22/06/2020 06:21
    Biglietti non rimborsati, le compagnie nel mirino
    IL RICHIAMO ROMA Si viaggiare, ma senza rimborso in caso di volo cancellato. Non solo Alitalia, ma anche la spagnola Iberia del gruppo Iag, che controlla pure British Airways, e la lowcost Easyjet, stando alle segnalazioni giunte al Codacons, hanno cancellato dei voli all’ improvviso senza restituire i soldi del biglietto ai passeggeri. Le compagnie, affamate di liquidità in questa fase post lockdown, preferiscono infatti offrire dei voucher per dei voli futuri. Ma, come chiarito dall’ Enac, se la cancellazione avviene per cause non riconducibili all’ emergenza Covid-19, la normativa prevede che il viaggiatore debba essere risarcito del biglietto. L’ Ente nazionale per l’ aviazione civile, in seguito alle numerose denunce ricevute, ha dovuto richiamare i vettori operanti in Italia al rispetto del regolamento comunitario n. 261 del 2004 che tutela i passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa. I REGOLAMENTI Come se ne esce? Le compagnie aeree, da quelle più blasonate alle lowcost, non concedono i rimborsi attribuendo il motivo della cancellazione del volo all’ emergenza sanitaria innescata dal coronavirus: il decreto Cura Italia autorizza i vettori a risarcire i passeggeri vittime delle cancellazioni causate dal Covid-19 con dei buoni utilizzabili entro un anno come un credito per acquistare un altro viaggio. L’ Enac però non ha mancato di far notare che dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone nell’ Ue e che le cancellazioni operate da allora non possano essere ricondotte a cause determinate dall’ emergenza sanitaria, ma piuttosto a scelte imprenditoriali. Inoltre i regolamenti europei stabiliscono che spetta al passeggero decidere se accettare un rimborso o un voucher. E il viaggiatore ha diritto a ricevere il risarcimento entro sette giorni dalla domanda. Contro i furbetti dei cieli si è schierato anche il Codacons che ha chiesto l’ intervento dell’ Antitrust sottolineando che la strategia messa in atto dai vettori potrebbe essere finalizzata ad acquisire liquidità, facendo leva sulle disposizioni del decreto Cura Italia in base alle quali è possibile riconoscere un buono come indennizzo in caso di cancellazioni legate all’ emergenza Covid-19. L’ associazione dei consumatori ha presentato un esposto all’ Antitrust per la possibile fattispecie di pratica commerciale scorretta e una denuncia alla Procura di Roma per l’ eventuale ipotesi di truffa. LE SANZIONI Intanto la guerra dei rimborsi ha coinvolto migliaia di passeggeri in Italia e in Europa, che per richiedere il rimborso del volo o per ricevere informazioni riguardo al cambio dei biglietti acquistati e annullati cercano ora di mettersi in contatto con i call center delle compagnie, sempre più intasati. I mancati rimborsi per i voli cancellati rappresentano in particolare un ostacolo non da poco nella corsa per il decollo della nuova Alitalia, che in questa fase punta al rilancio in grande stile ma nel contempo deve fare i conti con i viaggiatori imbufaliti che da giorni tartassano il suo call center. Non è però un problema solo italiano. In Spagna il governo minaccia sanzioni nei confronti di una ventina di vettori, tra cui Air France, Lufthansa, Air Europa e Ryanair, che non hanno offerto rimborsi per i voli cancellati dall’ inizio della pandemia, contravvenendo al regolamento europeo. La tedesca Lufthansa, che ha chiuso il primo trimestre dell’ anno con una perdita netta di 2,1 miliardi di euro e con 4,3 miliardi di euro di liquidità, oggi brucia 800 milioni al mese soprattutto a causa dei rimborsi dei biglietti per i voli cancellati. Il numero uno di Ryanair, Michael O’ Leary, ha comunicato che la lowcost ha ricevuto 35 milioni di richieste di risarcimento a causa del Covid-19: sono stati effettuati rimborsi pari a 500 milioni di euro, ma altri 700 milioni devono ancora arrivare, si spera entro la fine di settembre. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
    francesco bisozzi

    Cronache di Caserta, 22/06/2020 06:15
    torino il codacons
    Al mare si spende di più rispetto allo scorso anno
    TORINO – A causa del Covid trascorrere una giornata al mare risulta quest’ anno più costoso rispetto al 2019. Tra parcheggio, lettini, ombrelloni, consumazioni e altri servizi si arriva facilmente a spendere il 30% in più rispetto allo scorso anno. Lo afferma il Codacons, che segnala rincari dei listini a macchia di leopardo in tutta Italia, come effetto delle misure sul distanziamento e dei maggiori costi per i gestori dei lidi. Oggi affittare un ombrellone e due lettini durante il weekend, in uno stabilimento di medio livello, costa mediamente tra i 25 e i 30 euro al giorno, importo che sale a 100 euro nelle strutture di più elevato livello spiega il Codacons – Per l’ abbonamento mensile si spendono in media tra i 500 e i 600 euro, mentre per quello stagionale il prezzo oscilla tra i 1.500 e i 2.000 euro, a seconda delle zone d’ Italia. Listini che in molti stabilimenti, da nord a sud Italia, risultano in crescita rispetto al 2019, con rincari che partono dal +10% e arrivano a raggiungere il +30%. “Il Covid ha avuto effetto sulle tariffe balneari spiega il presidente Carlo Rienzi – Il distanziamento riduce le presenze giornaliere in spiaggia e il numero di ombrelloni disponibili, tagliando i guadagni degli operatori che devono inoltre affrontare nuovi costi per sanificazioni e messa in sicurezza. Un corto circuito di cui fanno le spese i consumatori, costretti a sostenere tariffe rincarate per trascorrere una giornata al mare e a mettere mano al portafogli per concedersi qualche ora di relax in spiaggia”.

    Cronache di Napoli, 22/06/2020 06:15
    torino il codacons
    Al mare si spende di più rispetto allo scorso anno
    TORINO – A causa del Covid trascorrere una giornata al mare risulta quest’ anno più costoso rispetto al 2019. Tra parcheggio, lettini, ombrelloni, consumazioni e altri servizi si arriva facilmente a spendere il 30% in più rispetto allo scorso anno. Lo afferma il Codacons, che segnala rincari dei listini a macchia di leopardo in tutta Italia, come effetto delle misure sul distanziamento e dei maggiori costi per i gestori dei lidi. Oggi affittare un ombrellone e due lettini durante il weekend, in uno stabilimento di medio livello, costa mediamente tra i 25 e i 30 euro al giorno, importo che sale a 100 euro nelle strutture di più elevato livello spiega il Codacons – Per l’ abbonamento mensile si spendono in media tra i 500 e i 600 euro, mentre per quello stagionale il prezzo oscilla tra i 1.500 e i 2.000 euro, a seconda delle zone d’ Italia. Listini che in molti stabilimenti, da nord a sud Italia, risultano in crescita rispetto al 2019, con rincari che partono dal +10% e arrivano a raggiungere il +30%. “Il Covid ha avuto effetto sulle tariffe balneari spiega il presidente Carlo Rienzi – Il distanziamento riduce le presenze giornaliere in spiaggia e il numero di ombrelloni disponibili, tagliando i guadagni degli operatori che devono inoltre affrontare nuovi costi per sanificazioni e messa in sicurezza. Un corto circuito di cui fanno le spese i consumatori, costretti a sostenere tariffe rincarate per trascorrere una giornata al mare e a mettere mano al portafogli per concedersi qualche ora di relax in spiaggia”.

    Il Secolo XIX, 22/06/2020 05:00
    le percentuali della tassa sui consumi sono quattro, in base alla natura dei prodotti palazzo chigi spera che un intervento possa rilanciare la spesa delle famiglie
    La Babele delle aliquote Tagliare l’ imposta di un punto costa fino a 4 miliardi di euro
    Sandra Riccio Torna alla ribalta il tema dell’ Iva. Fino a qualche mese fa il rischio era di un aumento della tassa che paghiamo su molti beni, da quelli di prima necessità, come alimentari e bevande, fino ad arrivare ai servizi dell’ energia e ai trasporti pubblici. Il coronavirus ha cambiato tutto, e adesso il ragionamento non è più su un incremento di imposta, bensì su un suo taglio. Lo ha detto ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: «Stiamo discutendo in questi giorni un po’ sull’ Iva. Potrebbe essere ritoccata, abbassarla un po’ potrebbe dare una spinta ai consumi». Non è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Dire quanto potrebbe valere un passo di questo tipo è ancora molto ipotetico. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valore intorno a 1,4 o 4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Numeri precisi sono impossibili da ricavare. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero verrà messa mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbe a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «Il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nel la Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ Iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali». Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. » una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere.

    Il Messaggero, 22/06/2020 04:35
    Il caso biglietti cancellati le compagnie nel mirino
    i vettori in crisi di liquidità non rimborsano i clienti, voucher anche con la fine del lockdown call center presi d’ assalto, troppi limiti ai ristori arriva il monito dell’ enac, antitrust in campo
    IL FOCUS ROMA Si viaggiare, ma senza rimborso in caso di volo cancellato. Non solo Alitalia, ma anche la spagnola Iberia del gruppo Iag, che controlla pure British Airways, e la lowcost Easyjet, stando alle segnalazioni giunte al Codacons, hanno cancellato dei voli all’ improvviso senza restituire i soldi del biglietto ai passeggeri. Le compagnie, affamate di liquidità in questa fase post lockdown, preferiscono infatti offrire dei voucher per dei voli futuri. Ma, come chiarito dall’ Enac, se la cancellazione avviene per cause non riconducibili all’ emergenza Covid-19, la normativa prevede che il viaggiatore debba essere risarcito del biglietto. L’ Ente nazionale per l’ aviazione civile, in seguito alle numerose denunce ricevute, ha dovuto richiamare i vettori operanti in Italia al rispetto del regolamento comunitario n. 261 del 2004 che tutela i passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa. I REGOLAMENTI Come se ne esce? Le compagnie aeree, da quelle più blasonate alle lowcost, non concedono i rimborsi attribuendo il motivo della cancellazione del volo all’ emergenza sanitaria innescata dal coronavirus: il decreto Cura Italia autorizza i vettori a risarcire i passeggeri vittime delle cancellazioni causate dal Covid-19 con dei buoni utilizzabili entro un anno come un credito per acquistare un altro viaggio. L’ Enac però non ha mancato di far notare che dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone nell’ Ue e che le cancellazioni operate da allora non possano essere ricondotte a cause determinate dall’ emergenza sanitaria, ma piuttosto a scelte imprenditoriali. Inoltre i regolamenti europei stabiliscono che spetta al passeggero decidere se accettare un rimborso o un voucher. E il viaggiatore ha diritto a ricevere il risarcimento entro sette giorni dalla domanda. Contro i furbetti dei cieli si è schierato anche il Codacons che ha chiesto l’ intervento dell’ Antitrust sottolineando che la strategia messa in atto dai vettori potrebbe essere finalizzata ad acquisire liquidità, facendo leva sulle disposizioni del decreto Cura Italia in base alle quali è possibile riconoscere un buono come indennizzo in caso di cancellazioni legate all’ emergenza Covid-19. L’ associazione dei consumatori ha presentato un esposto all’ Antitrust per la possibile fattispecie di pratica commerciale scorretta e una denuncia alla Procura di Roma per l’ eventuale ipotesi di truffa. LE SANZIONI Intanto la guerra delle cancellazioni ha coinvolto migliaia di passeggeri in Italia e in Europa, che per richiedere il rimborso del volo o per ricevere informazioni riguardo al cambio dei biglietti acquistati e annullati cercano ora di mettersi in contatto con i call center delle compagnie, sempre più intasati. I mancati rimborsi per i voli cancellati rappresentano in particolare un ostacolo non da poco nella corsa per il decollo della nuova Alitalia, che in questa fase punta al rilancio in grande stile ma nel contempo deve fare i conti con i viaggiatori imbufaliti che da giorni tartassano il suo call center. Non è però un problema solo italiano. In Spagna il governo minaccia sanzioni nei confronti di una ventina di vettori, tra cui Air France, Lufthansa, Air Europa e Ryanair, che non hanno offerto rimborsi per i voli cancellati dall’ inizio della pandemia, contravvenendo al regolamento europeo. La tedesca Lufthansa, che ha chiuso il primo trimestre dell’ anno con una perdita netta di 2,1 miliardi di euro e con 4,3 miliardi di euro di liquidità, oggi brucia 800 milioni al mese soprattutto a causa dei rimborsi dei biglietti per i voli cancellati. Il numero uno di Ryanair, Michael O’ Leary, ha comunicato che la lowcost ha ricevuto 35 milioni di richieste di risarcimento a causa del Covid-19: sono stati effettuati rimborsi pari a 500 milioni di euro, ma altri 700 milioni devono ancora arrivare, si spera entro la fine di settembre. Francesco Bisozzi © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Il Mattino di Padova, 22/06/2020 03:43
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria di sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    La Provincia Pavese, 22/06/2020 03:42
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria per sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Il Piccolo, 22/06/2020 03:32
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria di sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    La Tribuna di Treviso, 22/06/2020 03:32
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria di sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Messaggero Veneto, 22/06/2020 03:32
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria di sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    La Sentinella del Canavese, 22/06/2020 03:31
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria di sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Gazzetta di Modena, 22/06/2020 03:30
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria di sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Corriere delle Alpi, 22/06/2020 03:30
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria di sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Gazzetta di Reggio, 22/06/2020 03:30
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria di sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Il Tirreno, 22/06/2020 03:30
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria di sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    La Nuova di Venezia e Mestre, 22/06/2020 03:30
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria di sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    La Nuova Ferrara, 22/06/2020 03:30
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria di sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Gazzetta di Mantova, 22/06/2020 03:30
    un intervento nella babele delle aliquote può dare ossigeno ai consumi in germania già approvata una riduzione straordinaria di sei mesi
    Una sforbiciata di un solo punto può valere fino a 4 miliardi di euro
    il dossier Sandra RiccioNon è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso dell’ Iva di cui ha parlato ieri Conte, né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Ma si possono fare stime su quanto potrebbe valere un passo di questo tipo. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137 miliardi). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valori intorno a 1,4-4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero sarà messo mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbero a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali».Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    La Stampa, 22/06/2020 02:18
    Sorpresa in spiaggia “Un weekend costa il 30% in più di un anno fa”
    Il weekend ha svelato una spiacevole novità: in questa fine di giugno 2020 in una giornata al mare si spende dal 10% al 30% in più rispetto allo scorso anno, a causa del coronavirus e delle disposizioni per combatterlo. Lo afferma il Codacons, che segnala rincari dei listini a macchia di leopardo in tutta Italia, come effetto delle misure sul distanziamento e dei maggiori costi per i gestori dei lidi. – EFECONOMIA& FINANZA.

    La Stampa, 22/06/2020 02:17
    SANDRA RICCIO Torna alla ribalta il tema dell’ Iva.
    SANDRA RICCIO Torna alla ribalta il tema dell’ Iva. Fino a qualche mese fa il rischio era di un aumento della tassa che paghiamo su molti beni, da quelli di prima necessità, come alimentari e bevande, fino ad arrivare ai servizi dell’ energia e ai trasporti pubblici. Il coronavirus ha cambiato tutto, e adesso il ragionamento non è più su un incremento di imposta, bensì su un suo taglio. Lo ha detto ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: «Stiamo discutendo in questi giorni un po’ sull’ Iva. Potrebbe essere ritoccata, abbassarla un po potrebbe dare una spinta ai consumi». Non è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il ribasso né quali categorie di prodotti e servizi riguarderà. Dettagli non ce ne sono. I contorni di questa mossa sono ancora da definire e si vedrà nelle prossime settimane che decisioni saranno prese. Dire quanto potrebbe valere un passo di questo tipo è ancora molto ipotetico. Si sa che, quest’ anno, l’ Iva dovrebbe far entrare 132 miliardi di euro nelle casse dello Stato (l’ anno scorso erano stati 137). Sono stime diffuse qualche giorno fa dal Dipartimento delle Finanze. L’ ipotesi sul tavolo del governo potrebbe essere di una riduzione dell’ 1% dell’ imposta indiretta. Un conto, solo approssimativo e indicativo, porterebbe a un valore intorno a 1,4 – 4 miliardi, ipotizzando un minor introito dovuto alla sforbiciata dell’ 1%. Numeri precisi sono impossibili da ricavare. Occorre prima capire di quanto sarà rimodulata l’ aliquota al 4%, quella al 5%, quella al 10% e quella al 22%. E sapere se davvero verrà messa mano a tutte queste imposte. Certo è che quella dell’ Iva è da sempre una vera e propria Babele con continue aggiunte di voci e rare soppressioni di prodotti e servizi. Per fare qualche esempio, l’ aliquota del 22% si applica sui beni più diffusi come il caffè in confezione, la birra, la Coca-Cola ma anche al taglio di capelli dal parrucchiere, al tablet e allo smartphone. Il 10% è sulle uova, sul pesce e la carne ma nell’ elenco ci sono anche voci come cavalli, muli e asini. Il 4% è applicato alla frutta, al burro e agli ortaggi per arrivare fino all’ olio d’ oliva. Di sicuro, una sforbiciata, anche solo lieve, a questa forma di imposizione darebbe più ossigeno alle tasche delle famiglie. Più disponibilità di spesa porterebbe a più consumi con conseguenti benefici per il commercio e la ripresa economica. Le associazioni di consumatori si sono già mostrate favorevoli. Il Codacons ritiene il taglio particolarmente utile per incentivare i consumi e sostenere il commercio, ma a due condizioni: «Il governo deve studiare misure per contrastare i rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che si stanno registrando in tutti i settori nella Fase 3, e che rischiano di annullare gli effetti positivi di una riduzione delle aliquote. L’ Iva, se ridotta sul commercio al dettaglio, non deve rientrare dalla finestra per compensare le minori entrate erariali». Il nostro Paese non è il solo a guardare nella direzione della riduzione delle tasse. Questa decisione è già realtà in Germania. La più grande economia dell’ Europa ha deciso da poco il più grande taglio alle tasse da decenni, con l’ Iva che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5%. Si tratta di una misura solo temporanea, della durata di sei mesi, che dovrà ridare gas alla locomotiva europea. Il costo complessivo non è da poco: 20 miliardi. È una cifra monstre che però le casse tedesche si possono facilmente permettere. – © RIPRODUZIONE RISERVATA.
    sandra riccio

    TGCom, 22/06/2020 01:11
    Turismo, Codacons: “Al mare si spende da 10% a 30% in più rispetto al 2019”
    A causa del coronavirus trascorrere una giornata al mare nel 2020 risulta più costoso rispetto al 2019. Tra parcheggio, lettini, ombrelloni, consumazioni e altri servizi si arriva a spendere dal 10 al 30% in più. Lo ho affermato il Codacons, che segnala rincari dei listini a macchia di leopardo in tutta Italia, come effetto delle misure sul distanziamento e dei maggiori costi per i gestori dei lidi.

      Previous Next
      Close
      Test Caption
      Test Description goes like this
      WordPress Lightbox