Rassegna stampa del 21 dicembre 2013
IrpiniaNews, 21/12/2013 16:01
Natale, spazio alla tradizione: miglior panettone d’ Italia è di Pepe
Gli italiani non rinunciano al classico cenone della vigilia e al pranzo di Natale con una spesa, tra alimenti e bevande, che il Codacons stima complessivamente in 2,6 miliardi di euro. Secondo l’ associazione, infatti, le famiglie durante queste festività hanno infatti deciso di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis i regali e gli addobbi, ma non intendono contrarre i consumi alimentari tipici del Natale, che rimarranno in linea con quelli dello scorso anno. Qualcuno per evitare l’ aumento dei prezzi ha pensato bene di acquistare i prodotti con qualche giorno di anticipo. Ma i grandi supermercati, le attività dolciarie sono a pieno regime in vista della classica abbuffata di Natale. Circa 1 miliardo di euro verrà speso tra carni e pesce, 500 milioni invece la quota destinata a spumanti, vini e bevande varie. Per i dolci classici del Natale le famiglie spenderanno complessivamente circa 450 milioni di euro. Sulla tavola degli avellinesi non mancherà il panettone. E in una speciale classifica redatta da Gazza Golosa…il mi-glior panettone d’ Italia lo fa Alfonso Pepe, un pasticcere di Sant’ Egidio del Monte Albino in provincia di Salerno, sfatando quindi il mito del panettone made Nord. “Re Panettone” e` la manife-stazione ideata da Stanislao Porzio, che da 6 anni, anticipa il Natale riunendo l’ aristocra-zia dei produttori. 40 artigiani che fanno il panettone secondo le regole della tradizione. Primo posto per i dolce di Salvatore Pepe (premiato con una media di 92/100) che ha messo tutti d’ accordo per fre-schezza, intensita` olfattiva, equilibrio e ricchezza di gusto. Alfonso Pepe si avvicina all’ arte della pasticceria circa 25 anni fa. Lo fa dapprima nei mesi estivi nelle varie città turistiche della zona e poi man mano il suo interesse divenne amore, passione per un lavoro che riesce ad attirare anche i componenti della sua famiglia, così insieme ai due fratelli Prisco e Giuseppe e la sorella Anna aprono la Pasticceria – Caffetteria – Gelateria Pepe . Nasce per essere dimostrazione tangibile che accanto alla classica Pasticceria Napoletana convivono bene dolci nuovi raffinati dal gusto delicato e che abbracciano colori e sapori anche di altre regioni . Nel 1995 si incorona quasi un sogno, entra a far parte dell’ Accademia Maestri Pasticceri Italiani diventando col tempo un vero maestro per panettoni natalizi e colombe pasquali .
iltempo.com, 21/12/2013 16:01
Salva Roma, Alfano: cancelliamo subito la norma sulle slot
dopo le polemiche il ministro dell’ interno annuncia la marcia indietro sulla norma “porcata”. ma i tempi sono stretti.
“Una porcata”. Prima il segretario del Pd Matteo Renzi, oggi il governatore della Lombardia Roberto Maroni, hanno definito così la norma del decreto cosiddetto “Salva Roma” che prevede riduzioni dei trasferimenti alle Regioni e agli enti locali che emanano provvedimenti restrttivi contro il gioco d’ azzardo. E dopo gli atti d’ accusa dei grillini, del Codacons, che ha parlato di una “vera e propria istigazione al gioco d’ azzardo” minacciando di denunciare i 140 senatori di Pd, Sc, Ncd e Gal che hanno votato l’ emendamento al decreto, la porcata si è trasformata in bufera, e anche il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha dovuto riconoscere che “quella norma è sbagliata e il governo ha intenzione di rimediare”. E il rimedio lo annuncia oggi il ministro dell’ Interno. Angelino Alfano ha spiegato che per il governo “la norma sulle slot machine può essere cancellata immediatamente, anche subito”. “Evidentemente – ha sottolineato – quando è stato presentato l’ emendamento è stato calcolato l’ impatto economico della norma, ma non quello politico, mediatico e culturale”. E quasi a fare il verso a Letta, che aveva assicurato l’ adozione di piano d’ azione contro le ludopatie e il gioco d’ azzardo, il leader del Nuovo Centrodestra ha tenuto a specificare che “Il nostro movimento politico non ha alcuna positiva attenzione verso il settore e io personalmente educo i miei bambini a stare alla larga da giochi che possono avvicinarli a quel mondo”. Indietro tutta quindi. E sul di lana, perché, come aveva spiegato ieri il vicepresidente della Camera del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, i tempi sono strettissimi visto che la discussione alla Camera inizia oggi e il decreto scade il 30 gennaio: “Non c’ è tempo per modificarlo e rimandarlo al Senato, la maggioranza deve farlo decadere (basta non votarlo alla Camera), oppure tengano presente che gli facciamo passare Natale e Santo Stefano a Montecitorio dietro al nostro ostruzionismo”. Meno catastrofista è Maurizio Lupi: “Il Parlamento ha ancora la possibilità di intervenire, vediamo alla Camera se si riesce a modificare solo quell’ aspetto e poi tornare al Senato”. Il ministro delle Infrastrutture, a margine del closing della Tangenziale esterna di Milano, ha detto che già si sta discutendo sul cambiamento della norma. La battaglia emendativa E già il Pd aveva annunciato la presentazione di un emendamneto soppressivo della norma sulla slot machine. Il decreto “Salva Roma” non avrà vita facile, quindi, anche perché, nei tempi risicati per la conversione in legge prima della decadenza naturale del provvedimento, la battaglia emendativa rischia di stravolgere, nel migliore dei casi, o affossare, nell’ ipotesi peggiore, un testo che agli occhi del presidente dei deputati di Forza Italia appare solo come il frutto di un governo “schizofrenico”: “Nel corso dell’ esame del decreto al Senato sono stati introdotti 10 nuovi articoli e 67 nuovi commi – spiega Renato Brunetta – Sono state inglobate le disposizioni del classico mille proroghe di fine anno, e materie che poco hanno a che fare con il tema enti locali, tant’ è che è stato modificato anche il titolo del decreto, dove adesso compaiono anche proroghe di termini e interventi localizzati nel territorio. Alcune proroghe introdotte, tra l’ altro, fanno riferimento a norme che risultano abrogate. Vi sono inoltre materie che non appaiono per nulla riconducibili alla finanza degli enti locali, né a specifici interventi in favore dei territori, che rendono il contenuto del decreto confuso e disomogeneo”. Sono 250 gli emendamenti presentati in commissione Bilancio al Senato sul testo. Il provvedimento, se modificato ancora, dovrà tornare al Senato dove è già stato votato in prima lettura.
redazione online
avvenire.it, 21/12/2013 12:18
la tendenza.
Natale, pranzi in casa e meno viaggi
Natale in famiglia per gli italiani. Meno viaggi, meno shopping più tempo per stare con i propri cari e riscoprire il piacere di passare le giornate in casa, magari a cucinare tutti insieme il pranzo di Natale o a guardare un vecchio film. La crisi economica “taglia” i viaggi e rende più leggeri i pacchetti da mettere sotto l’ albero ma non toglie agli italiani il senso della festa, anzi accanto ai tanti indicatori in calo che risultato “sgraditi” ad albergatori e commercianti, ce n’ è uno in controtendenza che è quello per la spesa alimentare. Il Codacons ha stimato che il budget delle famiglie è rimasto invariato rispetto all’ anno scorso: 43 euro procapite per un totale di 2,6 miliardi. La spesa principale è quella destinata ai secondi di carne e pesce (un miliardo), seguono vini e spumenti (500mila euro), seguiti dall’ immancabile panettone (450milioni). La quasi totalità degli italiani (il 95%) trascorrerà le feste in casa con parenti e amici solo il 5% opterà per il ristorante. In netto calo i viaggi: tra Natale e Capodanno solo un italiano su sei (12 milioni in totale) trascorrerà almeno una notte fuori casa, nella stragrande maggioranza dei casi in Italia. Tra le mete più gettonate la Valle d’ Aosta e la Sicilia. Per Federalberghi a preoccupare è la “povertà turistica” vale a dire il fatto che 32 milioni di italiani dichiarino di non potersi muovere per motivi economici. Rush finale infine per lo shopping per un italiano su tre. Un’ analisi della Coldiretti evidenzia che solo il 7% ha deciso di rinunciare del tutto ai regali, l’ orientamento generale è comunque per un contenimento della spesa e la ricerca di regali utili. Capi d’ abbigliamento, libri e prodotti alimentari i doni più icercati. La metà degli italiani ha “tagliato” la cifra destinata ai regali. Il 13% spenderà meno di 50 euro, il 25% tra i 50 e i 100 euro e solo l’ 11% supererà i 200 euro.
ilmondo.it, 21/12/2013 12:03
Codacons: grazie al Nas, ma servono controlli a tappeto
“contraffazione alimentare vale 1,1 miliardi di euro”
Roma, 21 dic. “Bene” per il Codacons l’ operazione dei Nas che ha portato al sequestro di 250 tonnellate di alimenti destinati a finire sulle tavole degli italiani a Natale. “Ma in questo periodo dell’ anno vanno intensificati i controlli allo scopo di tutelare i consumatori”, sottolinea l’ associazione dei consumatori. “Tra giocattoli, addobbi per la casa e generi alimentari fuorilegge il Natale degli italiani è sempre più a rischio – spiega il presidente, Carlo Rienzi – Prima delle feste natalizie si registra infatti nel nostro paese una vera e propria invasione di prodotti irregolari, che mettono a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini”. Per questo motivo “è indispensabile in questo periodo dell’ anno compiere controlli a tappeto, considerato che la contraffazione produce un danno immenso alla nostra economia e alle imprese italiane, pari, solo nel settore alimentare, alla maxi-cifra di 1,1 miliardi di euro annui”, continua Rienzi.
ilsole24ore.com, 21/12/2013 12:02
Natale 2013: sempre meno italiani vanno in vacanza ma le famiglie non tagliano su consumi alimentari e regali
La crisi morde, la ripresa non arriva. Sempre più italiani trascorreranno le feste a casa, ma le famiglie non sono disposte a tagliare su consumi alimentari e regali. Ecco il quadro che viene fuori da alcune indagini. Meno italiani in viaggio tra Natale e Capodanno Secondo Federalberghi, saranno 12 milioni gli italiani che faranno una vacanza tra Natale e Capodanno, dato che, raffrontato al 2012, segna una flessione del 3%. Ciò vuol dire che i restanti 48 milioni non si sposteranno da casa durante le festività e di essi addirittura 32 milioni non lo faranno per motivi economici. articoli correlati In arrivo la “tempesta di Natale”, fino a 1 metro di neve sulle Alpi Vince (ancora) la tradizione dello stare in famiglia Gli italiani, anche quest’ anno, vivranno dunque l’ atmosfera e la magia del Natale in casa, nel segno della tradizione e dello stare in famiglia. Secondo quanto emerge da un sondaggio Confesercenti-Swg, il 91% degli adulti italiani (oltre 43 milioni) celebrerà la Vigilia o il pranzo di Natale insieme ai parenti stretti, imbandendo le tavole con menù ricchi ed elaborati della tradizione locale dal punto di vista gastronomico. Sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno il budget medio dedicato (96 euro) anche se si spenderà con più attenzione rispetto al 2012, all’ insegna di minor quantità ma maggior qualità. Le famiglie non tagliano sui consumi alimentari Italiani fedeli alla tradizione. Per questo motivo non rinunciano al classico cenone della vigilia e al pranzo di Natale. Il Codacons ha monitorato la propensione alla spesa alimentare delle famiglie per il Natale 2013: tra alimenti e bevande si spenderà complessivamente 2,6 miliardi di euro per il classico pranzo di Natale e il cenone della vigilia. Le famiglie, chiarisce l’ associazione dei consumatori, durante queste festività hanno deciso di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis i regali e gli addobbi, ma non intendono contrarre i consumi alimentari tipici del Natale, che rimarranno in linea con quelli dello scorso anno. Circa 1 miliardo di euro verrà speso tra carni e pesce, 500 milioni invece la quota destinata a spumanti, vini e bevande varie. Per i dolci classici del Natale le famiglie spenderanno complessivamente circa 450 milioni di euro. La quasi totalità degli italiani (95%) trascorrerà le feste in casa con parenti e amici. Solo il 5% opterà per ristoranti e locali. Nel 2013 la spesa alimentare procapite per le festività natalizie supererà di poco quota 43 euro, conclude il Codacons. … e lo shopping tiene La Coldiretti aggiunge un ulteriore elemento: appena il 7 per cento degli italiani – sottolinea in un report – dichiara che rinuncerà a fare un regalo anche se l’ orientamento é verso un contenimento della spesa e la ricerca di cose utili.Circa la metà degli italiani (47%) non ha tagliato il budget per i regali. Tra i prodotti che salgono sul podio dei regali più gettonati nell’ ordine capi d’ abbigliamento, libri e prodotti alimentari. La spesa per l’ 11% degli italiani é compresa tra i 200 ed i 300 euro, per il 18% i tra i 150 ed i 200 euro, per il 14% tra i 100 ed i 150 euro, per il 25% tra i 50 ed i cento euro e per il 13% meno di 50 euro. Per cercare il regalo giusto – conclude la Coldiretti – il 71% degli italiani ha scelto i centri commerciali, il 33% i negozi di quartiere, il 26% internet ed il 24% i mercatini. Ma gli acquisti dell’ ultimo minuto, c’ è da scommettere, anche quest’ anno non mancheranno.
ASCA, 21/12/2013 11:53
Natale: Codacons, tradizione tiene. Meno regali ma tavola imbandita
(ASCA) – Roma, 21 dic – Nonostante la crisi economica, gli italiani restano fedeli alla tradizione e non rinunciano al classico cenone della vigilia e al pranzo di Natale. Lo afferma il Codacons, che ha monitorato la propensione alla spesa alimentare delle famiglie per il Natale 2013. Secondo l’ associazione, tra alimenti e bevande gli italiani spenderanno complessivamente 2,6 miliardi di euro per il classico pranzo di Natale e il cenone della vigilia. Le famiglie durante queste festivita’ hanno infatti deciso di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis i regali e gli addobbi, ma non intendono contrarre i consumi alimentari tipici del Natale, che rimarranno in linea con quelli dello scorso anno. Circa 1 miliardo di euro verra’ speso tra carni e pesce, 500 milioni invece la quota destinata a spumanti, vini e bevande varie. Per i dolci classici del Natale le famiglie spenderanno complessivamente circa 450 milioni di euro. La quasi totalita’ degli italiani (95%) trascorrera’ le feste in casa con parenti e amici. Solo il 5% optera’ per ristoranti e locali. Nel 2013 la spesa alimentare procapite per le festivita’ natalizie superera’ di poco quota 43 euro. com-drc/vlm/ss.
Il Velino, 21/12/2013 11:25
economia.
Natale, Codacons: contraffazione alimentare vale 1,1 mld
natale, codacons: contraffazione alimentare vale 1,1 mld.
Bene per il Codacons l’ operazione dei Nas che ha portato al sequestro di 250 tonnellate di alimenti destinati a finire sulle tavole degli italiani a Natale. Ma – sostiene l’ associazione – in questo periodo dell’ anno vanno intensificati i controlli allo scopo di tutelare i consumatori. “Tra giocattoli, addobbi per la casa e generi alimentari fuorilegge il Natale degli italiani è sempre più a rischio – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Prima delle feste natalizie si registra infatti nel nostro paese una vera e propria invasione di prodotti irregolari, che mettono a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini. Per tale motivo è indispensabile in questo periodo dell’ anno compiere controlli a tappeto, considerato che la contraffazione produce un danno immenso alla nostra economia e alle imprese italiane, pari, solo nel settore alimentare, alla maxi-cifra di 1,1 miliardi di euro annui” – conclude Rienzi.
com
Adnkronos, 21/12/2013 10:51
Natale: Codacons, per cenone e pranzo italiani spenderanno 2,6 mld
Roma, 21 dic. – (Adnkronos) – Gli italiani non rinunciano al classico cenone della vigilia e al pranzo di Natale con una spesa, tra alimenti e bevande, che il Codacons stima complessivamente in 2,6 miliardi di euro. Secondo l’ associazione, infatti, le famiglie durante queste festività hanno infatti deciso di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis i regali e gli addobbi, ma non intendono contrarre i consumi alimentari tipici del Natale, che rimarranno in linea con quelli dello scorso anno.
SiciliaInformazioni, 21/12/2013 10:44
Dipendenti e dirigenti regionali: scatta l’ esodo verso la pensione
di Giuseppe Bianca – Lacrime e sangue. Per tutti. I dipendenti, ed i dirigenti regionali insieme agli altri. Il panico non è ancora scoppiato. Ma potrebbe. Intanto, se verranno confermate le misure previste che riguardano il blocco della riforma Fornero alla Regione, si potrà quindi lasciare gli uffici a 65 anni di età (invece di 66 e 3 mesi) e con 40 di servizio invece che 42. A quel punto , circa 800 dipendenti potranno andare in pensione. Chi andrà in prepensionamento riceverà la liquidazione con un anno di ritardo rispetto ai due che è necessario attendere con le attuali regole. Per chi rimane un grosso punto interrogativo e la prospettiva di guadagnare meno in una prospettiva di potere poi lasciare in servizio con regole e criteri tutti da definire. Oggi incerti. Accorpamento di servizi, eliminazioni di strutture e rifunzionalizzazione. Dipartimento per dipartimento. Assoluto ridimensionamento degli “esterni” all’ Ammnistrazione . Sforbiciata alla parte variabile, e contenimento della spesa. Oggi un dirigente esterno, a contratto, dell’ amministrazione regionale, va in seconda fascia, in automatico. Questo perché, ad oggi la Regione non si è occupata di stabilire criteri per aggiornare il passaggio dalla terza alla seconda. Persino tra i direttori regionali in pochissimi appartengono alla seconda fascia. Ma l’ obbligo di legge è invece sancito per chi deve ricoprire il ruolo di capo di gabinetto degli assessori regionali. Rosario Crocetta da un anno predica questo verbo nuovo, nell’ intenzione di eliminare quello che, a volte, viene inquadrato dalla gente come “un luogo del privilegio”. Nello scorso mese di luglio un ‘esposto alla Procura della Repubblica di Palermo, fu presentato dal Codacons per l’ accertamento delle responsabilità nelle nomine effettuate dal presidente della Regione, Rosario Crocetta. Da rilevare che, nella prima settimana di luglio il gruppo parlamentare all’ Ars di M5S, con una mozione, primo firmatario, Giorgio Ciaccio, aveva già anticipato i termini della questione. Crocetta, alla prese con una “calda” estate di problemi da risolvere in tempi rapidi, aveva dichiarato che il numero esiguo dei dirigenti presenti in seconda fascia, rendeva difficile le scelte. Con inquadramento in seconda fascia, maturato secondo i requisiti di legge agli inizi degli anni 2000, per coloro che si trovavano nelle condizione previste, riferimento legislativo L.10/2000, solo una cinquantina. Tutti gli altri sono in terza fascia. I tagli dovrebbero riguardare in ogni caso, sia la seconda che la terza fascia . I”grillini” inoltre, provarono già nella scorsa finanziaria ad alleggerire le buste paga dei dirigenti regionali, con riferimento sia alle indennità di pozione che a quelle di risultato. Adesso, ancora una volta il governatore è chiamato a passare dalle parole, gli annunci, secondo i detrattori, ai fatti.
Il Velino, 21/12/2013 10:12
indagine codacons.
Natale: tra 24 e 25 dicembre italiani spenderanno 2,6 mld in cibi e bevande
meno regali ma tavola resta imbandita, 43 euro la spesa alimentare procapite.
Nonostante la crisi economica, gli italiani restano fedeli alla tradizione e non rinunciano al classico cenone della vigilia e al pranzo di Natale. Lo afferma il Codacons, che ha monitorato la propensione alla spesa alimentare delle famiglie per il Natale 2013. Tra alimenti e bevande gli italiani spenderanno complessivamente 2,6 miliardi di euro per il classico pranzo di Natale e il cenone della vigilia – spiega l’ associazione – Le famiglie durante queste festività hanno infatti deciso di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis i regali e gli addobbi, ma non intendono contrarre i consumi alimentari tipici del Natale, che rimarranno in linea con quelli dello scorso anno. Circa 1 miliardo di euro verrà speso tra carni e pesce, 500 milioni invece la quota destinata a spumanti, vini e bevande varie. Per i dolci classici del Natale le famiglie spenderanno complessivamente circa 450 milioni di euro. La quasi totalità degli italiani (95%) trascorrerà le feste in casa con parenti e amici. Solo il 5% opterà per ristoranti e locali. Nel 2013 la spesa alimentare procapite per le festività natalizie supererà di poco quota 43 euro – conclude il Codacons.
com
Il Quotidiano della Calabria, 21/12/2013 08:11
Consumi ancora in calo, perdono anche gli alimentari
ROMA – Le vendite nei negozi vanno male, soffrono soprattuttolebotteghe di quartiere, ma il giro d’ affari si restringe anche per i supermercati, solo i discount riescono a cavarsela, intercettando le preferenze di quanti, ormai sempre dipiù, rinuncianoaimarchi pur di risparmiare. La contrazione del commercio al dettaglio registrata dall’ Istat a ottobre è solo l’ ultima di una lunga serie quasi ininterrotta, specchio di consumi al palo. Una crisi che non esclude gli alimentari. Passando alle cifre, le vendite al dettaglio sono rimaste sostan zialmente ferme rispetto a settembre mentre sono scese dell’ 1,6% a confronto con lo scorso anno. L’ alimentare è andato sotto dello 0,2% su base mensile, perdendo lo 0,6% a paragone con il 2012. Si tratta dell’ ennesima erosione, che porta l’ indice destagionalizzatoallivellopiùbasso dall’ ottobre del2001, ovvero da dodici anni. Il 2013 si candida così a diventare sul fronte consumi uno degli anni peggiori in assoluto: se si guarda ai primi dieci mesi la perdita è già al 2,2%. Difficilmente novembre e dicembre riusciranno a capovolgere la situazione, soprattutto se, come annunciato, sarà un altro Natale magro. I portafogli non si aprono più davanti a niente, non solo si taglia il “superfluo” ma risultano in diminuzione perfino le vendite di prodotti farmaceutici (-2,5%). Sempre meno frequentati sia i piccoli negozi (-2,9%) che i super mercati (-1,1%), invece cavalcano la crisi i discount (+2,4%), dove ormai fanno i loro acquisti ben 6,5 milioni di italiani, stando ai calcoli della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Tutti aspettavano al varco i dati dell’ Istat su ottobre, mese in cui è scattato l’ aumento dell’ aliquota Iva dal 21% al 22%. E il risultato, unulteriore calo, riassume la Confesercenti, è «grave ma noninatteso», visto il “colpo di grazia” inferto con il rialzo della tassa. Sulla stessa linea Confcommercio, che spiega: «Gli incerti segnali di stabilizzazio ne non hanno ancora prodotto effetti sulla domanda delle famiglie». Vede ancora più nero il Codacons, che parla di consumi alimentari «tornati ai livelli degli anni Sessanta»; mentre Federconsumatori e Adusbef stimano per il 2013 unariduzione della spesa dedicata ai prodotti della tavola pari a 257 euro a famiglia. Dai negozi alle fabbriche poco cambia: ottobre è stato difficile anche perle imprese, con il fatturato, fa sapere sempre l’ Istat, in calo dello 0,7% su settembre e dell’ 1,3% subase annua. Continua a pesare la cattiva performance del mercato nazionale. Insomma il problema è sempre una domanda interna ridotta al lumicino, con un’ economia che dipende dalle esportazioni. A riguardo, non fa ben sperare il dato sulle commesse: gli ordini raccolti fuori confine hanno perso il 6% in termini congiunturali.
Gazzetta del Sud, 21/12/2013 07:31
Canone Rai bloccato a 113,50 euro
Nessun aumento per il canone Rai, che per il 2014 resta bloccato a 113,50 euro. Per la prima volta dopo sette anni, il ministero dello Sviluppo economico non ha ritoccato l’ abbonamento alla tv pubblica. «Le risorse vanno trovate con la lotta all’ evasione del canone», twitta il ministro Flavio Zanonato annunciando la firma del decreto, poi comunicata ufficialmente da azienda e Mef. Nessuna reazione ufficiale da Viale Mazzini, che aveva chiesto l’ adeguamento del canone all’ inflazione, mentre l’ Usigrai bolla la decisione del ministero come «incomprensibile e inaccettabile». Il blocco del canone, spiega il ministero, è stato deciso «per coerenza con l’ attuale quadro economico e normativo»: anche la Rai rientra, come le altre amministrazioni pubbliche e società controllate, nella spending review. Ma se il Codacons plaude alla scelta di Zanonato , l’ Usigrai parla di «colpo ai conti aziendali».
Avvenire, 21/12/2013 07:16
Sorpresa Rai: il canone non sale. E il sindacato protesta
Nessun aumento per il canone Rai: per il 2014 resta bloccato a 113,50 euro. Per la prima volta dopo sette anni, il ministero dello Sviluppo economico non ha ritoccato l’ abbonamento alla tv pubblica. «Le risorse vanno trovate con la lotta all’ evasione del canone», twitta il ministro Flavio Zanonato annunciando la firma del decreto. Nessuna reazione ufficiale da Viale Mazzini, che aveva chiesto l’ adeguamento all’ inflazione, mentre l’ Usigrai bolla la decisione del ministero come «incomprensibile e inaccettabile». Il blocco del canone, spiega il ministero, è stato deciso «per coerenza con l’ attuale quadro economico e normativo»: anche la Rai rientra, come le altre amministrazioni pubbliche e società controllate, nella revisione della spesa. Piuttosto il governo, ricorda l’ azienda, si è impegnato a «intensificare la lotta all’ evasione», che secondo gli ultimi dati della Corte dei Conti ha superato quota 550 milioni. I metodi – si apprende sono allo studio degli uffici competenti della stessa azienda e del Tesoro, che punta all’ ottimizzazione delle risorse, in linea con il piano di risanamento dei conti della tv pubblica avviato dal direttore generale Luigi Gubitosi. Ma se il Codacons plaude alla scelta di Zanonato («È una vittoria per i cittadini»), il sindacato interno Usigrai parla di «colpo ai conti aziendali»: «Della Rai – è il monito del sindacato dei giornalisti della tv pubblica – ci si occupa solo per far cassa e sottrarre risorse, ma non per approvare norme per liberarla dal controllo del governo e dei partiti. Ancora una volta si fa un generico riferimento al recupero dell’ evasione del canone, senza però introdurre strumenti certi». Intanto l’ Agcom ha archiviato l’ esposto presentato da Renato Brunetta (Fi) contro la Rai per la puntata di ‘Che tempo che fa’ in cui Maradona fece il gesto dell’ ombrello contro Equitalia.
Il Sole 24 Ore (Plus), 21/12/2013 07:02
intermediari finanziari.
Un Taeg ad hoc per i costi delle polizze su finanziamenti
accordo tra banche e consumatori per stabilire un clima di fiducia sulle assicurazioni.
Antonio Criscione Polizze sui finanziamenti, la scommessa è la trasparenza con un Taeg ad hoc che includa pure il costo della copertura assicurativa. Un accordo siglato tra Abi, Assofin e una nutrita schiera di associazioni di consumatori, mira a raggiungere questo fine attraverso tre passaggi: l’ evidenziazione per i clienti, all’ interno dei moduli che questi ricevono nella fase precontrattuale, che le polizze non sono obbligatorie (non tutte almeno, come spiega la scheda a fianco). Inoltre, nella stessa documentazione dovrà essere indicato «il costo complessivo del finanziamento con e senza la polizza – oltre al Taeg, già obbligatoriamente riportato nella documentazione precontrattuale, è previsto anche un altro indicatore del costo totale del credito, calcolato con le stesse modalità del Taeg includendo le polizze assicurative facoltative», come indicato dal comunicato delle parti che hanno sottoscritto l’ accordo. Il terzo passaggio prevede la definizione di accordi con le assicurazioni, perché sia riconosciuto al consumatore un periodo di 60 giorni per recedere dalla data di sottoscrizione del contratto assicurativo (o dalla sua efficacia se scatta successivamente. Infine sarà avviato un Osservatorio paritetico (con due rapprsentanti di Abi, due di Assofin e quattro delle associazioni dei consumatori) seguirà l’ attuazione dell’ accordo. La situazione alla quale questo accordo fa fronte è da un lato quello della sfiducia dei consumatori nei confronti di uno strumento di protezione le cui condizioni non erano, prima, sempre evidenti, dall’ altra una situazione di sottoassicurazione e di necessità nei numeri di una protezione rispetto alla maggiore precarietà che riguarda tutti. Secondo i dati di Abi tra il 2008 e il 2010 la richiesta di rimborsi da parte delle assicurazione per le polizze sottoscritte a copertura di finanziamenti è decollata: facendo 100 il numero del primo anno, è arrivato al 2010 a 400. Dall’ Abi segnalano appunto che questo mostra la necessità, soprattutto con il perdurare della crisi, di dare una copertura assicurativa, soprattutto per quanto riguarda l’ eventuale perdita del lavoro, anche perché questa possibilità è meno remota che in passato. Inoltre, sempre secondo i dati dell’ associazione bancaria, è una percentuale tra il 35 e il 40 per cento di coloro che sottoscrivono un finanziamento a sottoscrivere poi una polizza. Il 60% invece non ricorre a nessuna forma di copertura, né per la perdita del lavoro né per rischi legati alla vita o alla salute del sottoscrittore del prestito. Per recuperare la fiducia tra i soggetti del circuito erogatore (assicurazioni, banche) e i clienti, l’ accordo prevede la creazione dell’ osservatorio paritetico, il cui compito principale, secondo l’ Abi, è anche quello di misurare la customer satisfaction, cercando le criticità maggiori o analizzando dove sono state sottoscritte più polizze. Carlo Cortella di Genworth, società che ha avuto una parte attiva nell’ elaborazione dell’ accordo, spiega: «Come assicurazione abbiamo tutto l’ interesse per un volano di positività per il nostro settore, che aiuti a creare un clima di confidenza per coloro che sottoscrivono questi prodotti. In Italia c’ è una situazione di sottoassicurazione, ma per superarla occorre instaurare un clima di reciproca fiducia». Pietro Giordano, presidente nazionale di Adiconsum, ricorda il percorso che ha portato a questo accordo, spiegando che «la situazione per cui le banche quasi obbligavano i clienti a sottoscrivere le polizze, pena la mancata concessione del mutuo, non era più sostenibile. Come consumatori avevamo fatto esposti all’ Ivass e a Banca d’ Italia, perché poi capitava che non solo l’ assicurazione venisse posta come un vero e proprio obbligo, ma magari che la polizza venisse dalla stessa banca. Ora i clienti avranno più strumenti per rivolgersi, in caso di abuso, alle associazioni dei consumatori per chiedere una tutela», conclude Giordano. [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA obblighi o scelte? aL’ indicazione della legge Al momento della sottoscrizione del mutuo molte banche chiedono, o suggeriscono, la sottoscrizione di un mutuo a garanzia di una serie di eventi avversi. L’ unica polizza obbligatoria però per legge è quella per scoppio e incendio. aUna situazione a rischio… Secondo fonti Abi, fatto pari a 100 nel 2008 il numero di rimborsi chiesti alle assicurazioni, nel 2010 è cresciuto a 400. a…ma pochi assicurati Sempre secondo Abi, il 60% di chi sottoscrive un mutuo non sottoscrive altre polizze oltre all’ assicurazione obbligatoria. aLe parti dell’ accordo Abi, Acu, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa del consumatore, Centro tutela consumatori e utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori.
criscione antonio
Libertà, 21/12/2013 06:56
ROMA – Nessun aumento per il canone Rai, che per il 2014 resta bloccato a 113,50 euro
ROMA – Nessun aumento per il canone Rai, che per il 2014 resta bloccato a 113,50 euro. Per la prima volta dopo sette anni, il ministero dello sviluppo economico non ha ritoccato l’ abbonamento alla tv pubblica. «Le risorse vanno trovate con la lotta all’ evasione del canone», twitta il ministro Flavio Zanonato annunciando la firma del decreto, poi comunicata ufficialmente da azienda e Mef. Nessuna reazione ufficiale da Viale Mazzini, che aveva chiesto l’ adeguamento del canone all’ inflazione, mentre il sindacato Usigrai bolla la decisione del ministero come «incomprensibile e inaccettabile». Il blocco del canone, spiega il ministero, è stato deciso «per coerenza con l’ attuale quadro economico e normativo»: anche la Rai rientra, come le altre amministrazioni pubbliche e società controllate, nella spending review. Piuttosto il governo, dice Viale Mazzini, si è impegnato a «intensificare la lotta all’ evasione», che secondo gli ultimi dati della Corte dei Conti ha superato quota 550 milioni. I metodi sono allo studio degli uffici competenti della stessa azienda e del Mef, che punta all’ ottimizzazione delle risorse, in linea con il piano di risanamento dei conti della tv pubblica avviato dal direttore generale Luigi Gubitosi. Ma se il Codacons plaude alla scelta di Zanonato («Il mancato aumento è una vittoria per i cittadini»), l’ Usigrai parla di «colpo ai conti aziendali»: «Della Rai – è il monito del sindacato della tv pubblica – ci si occupa solo per far cassa e sottrarre risorse, ma non per approvare norme per liberarla dal controllo del governo e dei partiti. Ancora una volta si fa un generico riferimento al recupero dell’ evasione del canone senza però introdurre strumenti certi». «Se si vuole davvero combattere l’ evasione – aggiunge il segretario Usigrai Vittorio di Trapani – sono necessari provvedimenti seri, come l’ introduzione del canone in bolletta o la sua trasformazione in tassa di scopo. Vanno trovati sistemi per pagare meno, anche in maniera progressiva rispetto al reddito in modo da andare incontro ai ceti meno abbienti, pagando tutti». Di Trapani ricorda anche che il canone Rai, «che in pratica equivale a due tazzine di caffè al giorno», è «tra i più bassi d’ Europa». Intanto l’ Autorità per le Comunicazioni ha archiviato l’ esposto presentato dal capogruppo di FI alla Camera, Renato Brunetta, contro la Rai per la puntata di Che tempo che fa del 20 ottobre in cui Fabio Fazio ospitò Diego Armando Maradona e che finì al centro delle polemiche, in particolare per il “gesto dell’ ombrello” rivolto dell’ ex pibe de oro contro Equitalia. Angela Majoli.
Corriere Adriatico, 21/12/2013 06:34
Il pasticcio delle slot divide il Pd
la senatrice amati dice sì all’ emendamento. campanile: “spero sia un errore” il gioco d’ azzardo.
La spiaggia di velluto dichiara guerra al gioco d’ azzardo e al Governo. L’ assessore alle politiche giovanili porterà in Giunta la proposta di concedere incentivi a chi toglie le slot machine dalle proprie attività ma intanto la decisione del Senato, di tagliare i trasferimenti a chi disincentiva il gioco d’ azzardo, ha creato un incidente diplomatico nel Pd. Nella lista dei 140 senatori che hanno votato a favore dell’ emendamento al quarto posto compare il nome di Silvana Amati. “Io spero ci sia un errore nella lista che il Codacons ha diffuso – interviene Gennaro Campanile, assessore alle politiche giovaniliperché sarebbe davvero molto grave. La senatrice Amati dovrebbe guardare anche gli interessi del suo territorio e quello che ha fatto il Senato è vergognoso, un gesto scriteriato. Ma siccome noi al territorio invece ci teniamo andremo avanti nella nostra lotta contro il gioco d’ azzardo”. Un incidente diplomatico nel giorno in cui a Senigallia si è tenuto un convegno sulla ludopatia al quale ieri ha partecipato l’ assessore Campanile. Una realtà molto nota a Senigallia che ha anche un testimonial: l’ imprenditore balneare Sascha Alfieri, uscito vittorioso dal vortice delle slot machine che sta portando la sua testimonianza in giro per l’ Italia. “I dati son allarmanti e parlano di un numero sempre crescente di persone affette da questa febbre da gioco e questi (i senatori ndr) cosa fanno? Non ho parole -prosegue Campanile -. Non c’ è giustificazione che tenga, questi signori non conoscono i problemi e non conoscono le migliaia di famiglie rovinate. Lo Stato deve farsi etico, vale adire disincentivare nella misura maggiore possibile i colossi del gioco d’ azzardo. Mentre partecipo ad un convegno con Asur, ambito territoriale ed Acli sul gioco d’ azzardo patologico e le sinergie possibili tra volontariato e servizi sanitari devo assistere alle scelte pro -slot del Senato. Mi viene voglia di piangere e lasciare tutto. Mi sento male”. Invece no, Senigallia va avanti fiera del percorso fatto finora. “Tra le tante piaghe che attraversano la nostra società, che causano gravi ferite al nostro tessuto sociale, c’ è la ludopatia-insiste -. Le amministrazioni devono avviare campagne informative e di sensibilizzazione per salvare i cittadini da questo perico lo. Proprio nei momenti più difficili, quando le persone sono strette dalla crisi e precipitano nella povertà, è proprio allora che il gioco d’ azzardo esercita il suo richiamo più forte e pericoloso. Condivido la denuncia del Codacons sull’ istigazione al gioco azzardo e concorso in lesioni psichiche. Chiederò al sindaco e alla Giunta di concedere incentivi o agevolazioni a chi deciderà di togliere le slot machine dalla propria attività. E’ scandaloso che un comune virtuoso con questo emendamento venga penalizzato, solo perché prova a prevenire e bloccare qualcosa che dovrebbe essere illegale”.
senigallia
Corriere Adriatico, 21/12/2013 06:34
CALANO I CONSUMI
… serie quasi ininterrotta, specchiodi consumi al palo. Una crisi che non esclude gli alimentari. Passando alle cifre, le vendite al dettaglio a ottobre sono rimaste sostanzialmente ferme rispetto a settembre mentre sono scese dell’ 1,6% a confronto con lo scorso anno. L’ alimentare è andato sotto dello 0,2% su base mensile, perdendo lo 0,6% a paragone con il 2012. Si tratta dell’ ennesima erosione, che porta l’ indice destagionalizzato al livello più basso dall’ ottobre del 2001, ovvero da dodici anni. Il 2013 si candida così a diventare sul fronte consumi uno degli anni peggiori in assoluto: se si guarda ai primi dieci mesi la perdita è già al 2,2%. Difficilmente novembre e dicembre riusciranno a capovolgere la situazione, soprattutto se, come annunciato, sarà un altro Natale magro. I portafogli non si aprono più davanti a niente, non solo si taglia il superfluo ma risultano in diminuzione perfino le vendite di prodotti farmaceutici( -2,5%). Sempre meno frequentati sia i piccoli negozi (-2,9%) che i su permercati (-1,1%), invece cavalcano la crisi i discount (+2,4%), dove ormai fanno i loro acquisti ben 6,5 milioni di italiani, stando ai calcoli della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Tutti aspettavano al varco i dati dell’ Istat su ottobre, mese in cui è scattato l’ aumento dell’ aliquota Iva dal 21% al 22%. E il risultato, un ulteriore calo, riassume la Confesercenti, è «grave ma non inatteso», visto il «colpo di grazia» inferto con il rialzo della tassa. Sulla stessa linea Confcommercio, che spiega: «Gli incerti segnali di stabilizzazione non hanno ancora prodotto effetti sulla domanda delle famiglie». Vede ancora più nero il Codacons, che parla di consumi alimentari «tornati ai livelli degli anni Sessanta»; mentre Federconsumatori e Adusbef stimano per il 2013 una riduzione della spesa dedicata ai prodotti della tavola pari a 257 euro a famiglia. Dai negozi alle fabbriche poco cambia: ottobre è stato difficile anche per le imprese, con il fatturato, fa sapere sempre l’ Istat, in calo dello 0,7% su settembre e dell’ 1,3% su base annua. Continua a pesare la cattiva performance del mercato nazionale. Insomma il problema è sempre una domanda interna ridotta al lumicino, con un’ economia che dipende dalle esportazioni. A riguardo, non fa ben sperare il dato sulle commesse: gli ordini raccolti fuori confine hanno perso il 6% in termini congiunturali.
paolo forni
Il Gazzettino, 21/12/2013 06:05
«Perdo il lavoro per colpa del nuovo orario cadenzato»
quarto d’ altino, fioccano le proteste dei pendolari. gli studenti non riescono ad arrivare in tempo alle lezioni.
QUARTO D’ ALTINO – «Rischio di restare disoccupata a causa dell’ orario cadenzato». A 6 giorni dall’ avvio del nuovo orario è ancora caos. Oltre ai soliti ritardi e cancellazioni, a cui i pendolari della tratta Venezia-Portogruaro sono abituati, ora molte persone si trovano a dover stravolgere i loro ritmi di vita per riuscire ad arrivare in tempo al lavoro. Per qualcuno però servirebbe un miracolo, come Anna, che abita a Quarto d’ Altino e lavora in un hotel a Venezia. «Il mio treno dello 5.50 del mattino è stato cancellato nei giorni festivi e pre-festivi – segnala Anna al Comune di Quarto d’ Altino – Ho parlato con il proprietario e la risposta è che rimarrò disoccupata». Nella pagina Facebook del comitato pendolari fioccano le segnalazioni, e il comitato le raccoglie. «Continuiamo a ricevere lamentele – spiega il portavoce Luciano Ferro – Ieri, ad esempio, il treno delle 13.41 da Venezia aveva 36 minuti di ritardo e la stessa cosa è successa al treno delle 7.17 da Quarto. Anche gli studenti che devono andare a Venezia ora sono in grande difficoltà, con l’ orario cadenzato sono costretti a cambiare a Mestre e non riescono più ad arrivare a scuola in tempo per l’ inizio delle lezioni». In una lettera inviata alla Regione, un pendolare che prende il treno da Carpenedo per andare in ufficio a Venezia racconta le peripezie quotidiane tra ritardi e coincidenze perse a causa delle numerose corse non più dirette ma con il cambio a Mestre. Mercoledì sera, durante l’ incontro con i pendolari di Meolo, la sindaca di Quarto Silvia Conte ha annunciato l’ intenzione di rivolgersi al Codacons per valutare se esistano i termini per un ricorso. «Questo pseudo-orario cadenzato sulla linea Venezia – Trieste non è stato progettato tenendo conto delle necessità dell’ utenza – attacca – Mi scrivono da altri comuni chiedendo di sollecitare i loro amministratori e io invito tutti i pendolari a segnalare via email all’ indirizzo apposito della Regione i problemi riscontrati, mettendo magari in copia il loro sindaco». Melody Fusaro © riproduzione riservata.
iltempo.com, 21/12/2013 06:05
Zanonato inchioda il canone, il sindacato protesta
tutto aumenta, ma limporto del canone di abbonamento alla rai in vigore dal primo gennaio 2014, sarà pari a 113,50 euro, invariato rispetto a quello di quest’ anno. lo annuncia un comunicato del…
Tutto aumenta, ma limporto del canone di abbonamento alla Rai in vigore dal primo gennaio 2014, sarà pari a 113,50 euro, invariato rispetto a quello di quest’ anno. Lo annuncia un comunicato del Ministero dello Sviluppo economico, che fa seguito all’ annuncio del ministro Flavio Zanonato, affidato nel pomeriggio a Twitter. “Dopo 7 anni di aumenti annuali e costanti del canone Rai – ha spiegato Zanonato – per il 2014 si è inteso confermare la parità degli importi dello scorso anno per coerenza con l’ attuale quadro economico e normativo”. “Detta decisione – ha aggiunto – ha tenuto conto dei principi e delle finalità della revisione della spesa che tendono alla modernizzazione delle procedure e modalità di spesa delle amministrazioni pubbliche e delle società controllate, inclusa la Rai Radiotelevisione Italiana spa, concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo impegnata a fornire servizi pubblici di alta qualità al più basso costo possibile per il contribuente”. L’ idea a molti è piaciuta, ad altri decisamente no, anche se l’ aumento sarebbe stato molto contenuto. “Siamo alle solite: della Rai ci si occupa solo per far cassa e sottrarre risorse – è la protesta dell’ Unione Sindacale Giornalisti Rai – ma non per approvare norme per liberarla dal controllo del governo e dei partiti”. “Ancora una volta – prosegue il comunicato – si fa un generico riferimento al recupero dell’ evasione del canone (che ricordiamo ammonta a oltre 550 milioni di euro all’ anno) senza però introdurre strumenti certi. In quest’ ottica risulta incomprensibile e inaccettabile la decisione del ministero dello Sviluppo economico di bloccare per decreto l’ adeguamento del canone per la Rai all’ inflazione”. La nota conclude sottolineando che si tratta di “un colpo ai conti aziendali in via di ristrutturazione anche attraverso scelte dolorose, che rischia di essere pagato dai cittadini in termini di qualità del prodotto”. Il Codacons, invece, per bocca del presidente Carlo Rienzi, esprime soddisfazione, avendo più volte denunciato i continui e ingiustificati aumenti.
l. f.
La Provincia di Sondrio, 21/12/2013 05:47
Codacons: consumi in calo -828 euro in un solo anno
In Italia i consumi delle famiglie precipitano. La conferma dall’ Annuario statistico italiano dell’ Istat. La spesa media mensile è pari a 2419 euro, ben 69 euro in meno rispetto all’ anno precedente.
La Provincia di Lecco, 21/12/2013 05:46
Natale “anticrisi” Cenone al risparmio sulle tavole lecchesi
nella nostra provincia si spenderà una media di 97,5 euro a famiglia contro i 115 di milano il calo per le spese in generale è del 42,7 per cento.
Nei giorni in cui le statistiche ci dicono che nei consumi gli italiani sono rientrati sui livelli di dieci anni fa, per il Natale anticrisi ad essere messo sotto controllo sarà anche il conto del pranzo del 25 dicembre in famiglia, appuntamento che quest’ anno per molte famiglie arriva dopo mesi di ristrettezze e insieme a nuovi appuntamenti col fisco.Da una rilevazione di prezzi di alcuni beni e servizi di largo consumo, la Camera di Commercio di Monza e Brianza col coordinamento scientifico di Ref-Ricerche ha messo a punto un “Focus Natale 2013” con la classifica dei budget medi famigliari previsti nelle province lombarde.La mediaConsiderando una famiglia con 8 persone a tavola, Lecco, con una spesa di 97,5 euro, non è fra le province che spenderanno di meno ma rimane comunque un po’ sotto la media regionale intorno al 100 euro (99,7 euro).Ad avere accesso a prezzi più contenuti per la spesa natalizia saranno le famiglie di Bergamo (92 euro) e Como (90,7), seguite da Lodi (94,3), Brescia (94,8) e Cremona (97,3). Al alzare la media complessiva sono invece le tre province di Milano (115 euro), Monza e Brianza (108,3) e Varese (107,6).Nel costruire il budget medio gli analisti hanno considerato, oltre alle 8 persone a tavola, un pranzo con antipasto (crostini al salmone e affettati), ravioli con ripieno di carne fatti in casa, arrosto con contorno di verdure, frutta e l’ immancabile panettone con bicchiere di spumante.Per Lecco, l’ antipasto inciderà sul totale con un costo di 39,2 euro, per il primo piatto si spenderanno 7,4 euro, per il secondo con contorno 22,5 euro, otto euro per le bevande e 20,4 fra dolce, frutta e spumante.Lo stesso menu, che ha quindi costi anche sensibilmente diversi fra le province, contribuirà tuttavia a generare un volume d’ affari di 110 milioni di euro a livello regionale. Si comprimono dunque i consumi su tutto il comprimibile ma il pranzo in famiglia resiste, anche se saranno comunque circa cinque milioni, come annunciato dalla Fipe nazionale (la federazione dei pubblici esercizi) gli italiani che quest’ anno festeggeranno al ristorante per un volume d’ affari previsto dai ristoratori intorno ai 217 milioni di euro.Il caloVa così tuttavia in un periodo in cui, in senso commerciale, l’ effetto Natale deve fare i conti con un calo per le spese tipiche del periodo che, dal 2007 ad oggi, in Italia è stato pari al 42,7% (dato Istat). Si è infatti passati dai 18 miliardi di euro spesi in dicembre fra negozi, grande distribuzione e centri commerciali a una previsione 2013 pari a 10,3 miliardi recentemente annunciata anche dal presidente del Codacons Carlo Rienzi. Un crollo generale di 7,7 miliardi che dall’ alimentare ai viaggi, alla casa, alla profumeria, alla cultura ha colpito grandi settori di consumo.n.
maria g. della vecchia
Trentino, 21/12/2013 05:45
Slot, denunciati Fravezzi e Panizza
i senatori trentini accusati dal codacons per la firma dell’ emendamento. «ma il governo ha promesso un intervento»
di Giuliano Lott wTRENTO Ieri era il pentastellato Riccardo Fraccaro, deputato trentino, ad accusare i senatori Vittorio Fravezzi e Franco Panizza sul cosiddetto emendamento «salvaslot», oggi invece è il Codacons a denunciare tutti i 140 senatori che hanno votato a favore, e ne pubblica la lista, a mo’ di gogna. Secondo l’ associazione di consumatori l’ emendamento è «una vera e propria istigazione al gioco d’ azzardo, un gesto scriteriato da parte dei senatori che fa nascere più di un sospetto circa i rapporti tra la classe politica e le società del gioco, e impone alla magistratura di porre sotto indagine i singoli senatori che con il loro voto hanno deciso di gettare migliaia di cittadini in pasto alle dipendenze da gioco in un paese come l’ Italia in cui il gioco è una vera e propria emergenza, con costi sociali pari a 7 miliardi di euro all’ anno, punire gli enti locali che cercano di tutelare i cittadini e limitare l’ insorgenza delle ludopatie può configurare veri e propri reati». Vittorio Fravezzi però non ci sta a passare per il volto rispettabile della lobby del gioco. E spiega: «Su questa vicenda è in atto una strumentalizzazione evidente. La confusione che è stata creata sul tema delle slot non contribuisce a chiarire cosa sta accadendo. Non è vero che abbiamo ceduto alle lobby del gioco d’ azzardo. Anzi». Ci illumini, senatore. «Innanzi tutto, il governo con l’ ordine del giorno firmato giovedì si è impegnato a ridefinire con un provvedimento d’ urgenza l’ intera materia, cioè costruendo un quadro normativo nuovo. L’ ordine del giorno invita il governo anche a trovare soluzioni per i giochi pubblici legali per la prevenzione rispetto alle ludopatie e le categorie a rischio». Non era un segnale più chiaro proibirlo, il gioco d’ azzardo? «I vari governi che si sono succeduti hanno lasciato scivolare troppo avanti la questione. Va trovato un punto d’ equilibrio, che non è vietare il gioco, consegnandolo così al dominio della clandestinità, di cui in Italia abbiamo una forte tradizione, ma dare regole nuove. In regione abbiamo già varato norme restrittive per giovani e categorie a rischio. Il rischio, se non passava l’ emendamento, era che eventuali indennizzi richiesti allo Stato dai concessionari li dovessero pagare gli enti locali che avevano posto dei freni al fenomeno dell’ azzardo».
La Prealpina, 21/12/2013 05:44
Consumi al palo, si salvano solo i discount
ottobre nero anche per il fatturato dell’ industria. la ripresina non stimola la domanda.
ROMA – Le vendite nei negozi vanno male, soffrono soprattutto le botteghe di quartiere, ma il giro d’ affari si restringe anche per i supermercati, solo i discount riescono a cavarsela, intercettando le preferenze di quanti, ormai sempre di più, rinunciano ai marchi pur di risparmiare. La contrazione del commercio al dettaglio registrata dall’ Istat a ottobre è solo l’ ultima di una lunga serie quasi ininterrotta, specchio di consumi al palo. Una crisi che non esclude gli alimentari. Passando alle cifre, le vendite al dettaglio a ottobre sono rimaste sostanzialmente ferme rispetto a settembre, mentre sono scese dell’ 1,6% a confronto con lo scorso anno. L’ alimentare è andato sotto dello 0,2% su base mensile, perdendo lo 0,6% a paragone con il 2012. Si tratta dell’ ennesima erosione che porta l’ indice destagionalizzato al livello più basso dall’ ottobre del 2001, ovvero da 12 anni. Il 2013 si candida così a diventare sul fronte consumi uno degli anni peggiori in assoluto: se si guarda ai primi 10 mesi la perdita è già al 2,2%. Difficilmente novembre e dicembre riusciranno a capovolgere la situazione, soprattutto se, come annunciato, sarà un altro Natale magro. I portafogli non si aprono più davanti a niente, non solo si taglia il superfluo, ma risultano in diminuzione perfino le vendite di prodotti farmaceutici (-2,5%). Sempre meno frequentati sia i piccoli negozi (-2,9%) che i supermercati (-1,1%); invece cavalcano la crisi i discount (+2,4%), dove ormai fanno i loro acquisti ben 6,5 milioni di italiani, stando ai calcoli della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Tutti aspettavano al varco i dati dell’ Istat su ottobre, mese in cui è scattato l’ aumento dell’ aliquota Iva dal 21% al 22%. E il risultato, un ulteriore calo, riassume la Confesercenti, è «grave ma non inatteso», visto il «colpo di grazia» inferto con il rialzo della tassa. Sulla stessa linea Confcommercio, che spiega: «Gli incerti segnali di stabilizzazione non hanno ancora prodotto effetti sulla domanda delle famiglie». Vede ancora più nero il Codacons, che parla di consumi alimentari «tornati ai livelli degli anni Sessanta»; mentre Federconsumatori e Adusbef stimano per il 2013 una riduzione della spesa dedicata ai prodotti della tavola pari a 257 euro a famiglia. Dai negozi alle fabbriche poco cambia: ottobre è stato difficile anche per le imprese, con il fatturato in calo dello 0,7% su settembre e dell’ 1,3% su base annua.
La Nuova Ferrara, 21/12/2013 05:40
dopo il crac coopcostruttori.
Rinviata d’ ufficio causa civile Carspac contro Lega e Carife
Era stato già anticipato, e così è accaduto per un rinvio d’ ufficio della causa civile che deve essere discussa a Milano, in tribunale. Una causa che i soci del Carspac 2 hanno attivato attraverso Codacons per il crac Coopcostruttori, contro Lega Coop, le banche – Carife in primo piano – e le società di revisione. La causa civile è stata rinviata al 18 marzo prossimo quando entrerà nel vivo la richiesta danni presentata da Codacons/Carpsac 2 contro i soggetti elencati, per aver fatto finta che tutto andasse bene in Costruttori. La causa civile è stata infatti voluta dai soci truffati di Carspac2 che da anni reclamano giustizia e soprattutto cercano verità sul fatto che tanti e troppi soggetti negli anni hanno tenuto le carte nascoste per evitare il crac. La causa civile è stata presentata contro Lega Coop, Carife, Cofiri e le società di revisione e il processo è stato voluto non più a Ferrara ma a Milano, dove i giudici dovranno valutare il principio che se tutti sapevano che Coop era sull’ orlo del fallimento perchè nessuno ha impedito ai soci, di fatto, di continuare ad investire nella coop di Donigaglia? Da qui la richiesta danni, milionaria che Codacons ha presentato al tribunale di Milano. Come spiegato, la decisione di radicare il processo a Milano è dovuta – aveva spiegato Bruno Barbieri di Codacons – alla presenza della sede legale di una società di revisione. Al di là dei motivi tecnici, restano quelli di fondo che i soci Carspac2 hanno sempre perseguito, come lo stesso Giovanni Bigoni, di Carspac2, aveva spiegato: «Chiederemo a Lega Coop e alle banche, a Carife, soprattutto, il perchè abbiano continuato a finanziare Coopcostruttori nonostante vi fosse percezione dei bilanci falsi, come ha sentenziato il tribunale di Ferrara». «Se fossimo stati informati – aveva spiegato Bigoni a la Nuova Ferrara -, ad esempio da LegaCoop e nelle assemblee del reale stato di Costruttori, nessuno di noi avrebbe investito soldi in Apc e nel prestito sociale».
L’Unione Sarda, 21/12/2013 05:33
tasse.
Canone Rai: dopo 7 anni nessun aumento
Dopo sette anni nessun aumento per il canone Rai: lo ha annunciato il ministero dello Sviluppo economico, dopo che il ministro Flavio Zanonato ha stabilito che l’ ammontare del canone di abbonamento alla tv pubblica, in vigore dal 1 gennaio 2014, è di 113,50 euro, la stessa cifra dello scorso anno. «Dopo 7 anni di aumenti annuali e costanti del canone Rai, per il 2014», ha detto il ministro, «si è inteso confermare gli importi dello scorso anno. La decisione ha tenuto conto dei principi e delle finalità della revisione della spesa».Una decisione che viene accolta con soddisfazione dal Codacons. «Negli ultimi anni abbiamo sempre denunciato gli ingiustificati aumenti del canone», spiega il presidente Carlo Rienzi, «a fronte delle più elevate somme richieste agli utenti, infatti, non corrispondeva un miglioramento del servizio pubblico e dell’ offerta Rai. Il mancato aumento del canone rappresenta quindi una vittoria per il Codacons e per i cittadini italiani». Di diverso parere, invece, l’ Usigrai, il sindacato dei giornalisti della Tv pubblica: «Decisione incomprensibile e inaccettabile. È un colpo ai conti aziendali».
L’Arena, 21/12/2013 05:32
gioco d’ azzardo. dopo le polemiche il pd ammette l’ errore. e il premier rilancia: presto un piano contro la ludopatia.
Norma pro-slot machine, dietro front
ROMA Dietro front in arrivo sulla norma che punisce con minori trasferimenti i Comuni e le Regioni che emanano norme restrittive contro l’ uso delle slot machine e il gioco d’ azzardo in genere. La norma, inserita a sorpresa nel decreto legge cosiddetto salva-Roma approvato nei giorni scorsi dal Senato con un emendamento del Nuovo Centrodestra votato anche da Pd e Scelta Civica, verrà modificata. Di fronte alle dure proteste, prima del Movimento 5 Stelle e della Lega e poi di Matteo Renzi che l’ ha definita «una porcata», l’ esecutivo ha dovuto ammettere l’ errore. Lo ha riconosciuto lo stesso premier Enrico Letta: «Ho condiviso ciò che ha detto Renzi sul gioco d’ azzardo», ha affermato, «quella norma è sbagliata e il governo ha intenzione di rimediare». «Inoltre», ha aggiunto, «presenteremo un piano d’ azione contro le ludopatie e il gioco d’ azzaro. È necessario fare molto di più, agiremo con determinazione». I tempi però sono stretti. Il decreto, che scade il 30 dicembre, passa ora alla Camera e, se modificato, dovrà tornare al Senato. E mentre i 5Stelle minacciano un duro ostruzionismo se la norma della discordia non verrà rimossa, Renzi ha mobilitato i suoi. E così il portavoce della segreteria del Pd, Lorenzo Guerini, ha dato ieri l’ annuncio: «Abbiamo elaborato un emendamento soppressivo degli effetti di quello approvato al Senato, a prima firma del capogruppo Roberto Speranza. Verrà votato alla Camera nei prossimi giorni». Mentre infuria la polemica sulla presunta lobby delle slot machine che avrebbe «spinto» l’ approvazione della norma, va registrata la presa di posizione del ministro dell’ Economia Fabrizio Saccomanni. È sbagliato, ha affermato, parlare di «regalo» Stato alle imprese che operano nel gioco d’ azzardo e «bisogna fare chiarezza». «L’ idea che lo Stato», ha spiegato, «favorisca questo tipo di giochi, o sia disposto a fare sconti a imprese che fanno il gioco d’ azzardo, è assolutamente scorretta. È una realtà che va gestita e le azioni che il governo ha preso vanno nella direzione di limitare il fenomeno ed evitare che finisca in una zona grigia che rischia di favorire la criminalità». Si muovono infine anche le associazioni dei consumatori. Il Codacons ha denunciato alla Procura di Roma i 140 senatori di Pd, Sc, Ncd e Gal che hanno votato l’ emendamento contestato.
L’Unità, 21/12/2013 05:31
2014,il canone Rai non aumenta. Il Pd: bene l’ indagine Antitrust su appalti
Anche per il 2014 non aumenta il canone Rai. Si dovranno pagare gli stessi 113,50 euro di quest’ anno. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato: «Dopo 7 annidi aumenti annuali e costanti del canone Rai, per il 2014 si è inteso confermare la parità degli importi dello scorso anno per coerenza con l’ attuale quadro economico e normativo», una decisione che «ha tenuto conto dei principi e delle finalità della revisione della spesa» nelle amministrazioni pubbliche e nelle società controllate come la Rai che «è impegnata a fornire servizi pubblici di alta qualità al più basso costo possibile per il contribuente. Il Codacons esulta, mentre protesta l’ Usigrai: «Blocco inaccettabile», mancano strumenti per combattere l’ evasione, paria 550 milioni di euro l’ anno. Giovedì l’ Antitrust ha avviato un’ indagine su possibili anomalie di assegnazione nelle gare d’ appalto Rai, come un’ intesa tra 23 imprese fornitrici di servizi post -produzione. Margiotta, vicepresidente della Vigilanza, Pd, Margiotta apprezza: «Bravo Gubitosi» perla segnalazione all’ Antitrust», dipende «che ne sarà dei lavori assegnati per tutto il 2014 alle società coinvolte nell’ istruttoria» che non finirà prima del dicembre.
Il Resto del Carlino (ed. Modena), 21/12/2013 05:27
Videogame, rasoi, smartphone e tablet Ecco il mercato dei regali che non sentono crisi
sotto l’ albero vince la tecnologia: «doni utili e di qualità, ce n’ è sempre bisogno»
di CHIARA MASTRIA IN CIMA alla lista di un Natale all’ insegna dei regali utili, sempre più in voga di questi tempi, troviamo i prodotti elettronici: dal gioco della playstation al rasoio, passando per gli smartphone, ormai in mano anche a bambini di nove anni. Lo confermano i dati provinciali di Confesercenti e quelli regionali del Codacons: l’ elettronica va forte, alla faccia della crisi. Anche i diretti interessati, i negozianti del settore, sono ottimisti: «Una cosa utile si cerca sempre», conferma Mario Rossi, della ?Casa del Rasoio’ in via Farini. Tra i prodotti più gettonati i rasoi elettrici per lui, silk épil per lei e sveglie a batteria per tutti. Rossi ce ne propone tre modelli: per quanto riguarda il rasoio, andiamo su un ricaricaricabile elettrico firmato Brown a 125 euro. «La richiesta media si assesta su questo prezzo, oltre difficilmente si vende», spiega. Per lei, un silk épil sempre targato Brown al prezzo di 90 euro è il regalo perfetto. Passando al dono unisex, la sveglia elettrica a batteria di Lowell, con tanto di stazione borometrica, si porta a casa con 69 euro. In questo caso vince la particolarità: «Ha l’ opzione per proiettare l’ ora sul soffitto della stanza», spiega Rossi. CI SPOSTIAMO da ?Foto Barbieri’ per scoprire che, come regali di Natale, vanno per la maggiore le macchine fotografiche più costose: le reflex. «Ormai le foto ?standard’ si fanno con il telefonino, le macchinette digitali sui ceto euro sono quelle che si vendono meno», spiega il titolare Andrea Bertoli. «Quando invece si tratta di reflex, i clienti spendono anche mille euro, perché ne vale davvero la pena». Vanno a ruba le Nikon, vintage digitale (2.990 euro) o con monitor che si apre e treppiedi (999 euro). In ogni caso restano le opzioni a prezzi più ?accessibili’: una Nikon compatta digitale (215 euro) o la moda del momento, una Sardina Fisher a pellicola con filtri colorati e flash (99 euro). Se poi si vuole passare all’ accessorio, la scelta cade su una stampante da fotocamera che legge Usb e schede di memoria (119 euro). Oppure, e qui ce la si cava con una ventina d’ euro, calendari e fotolibri personalizzati.Passando alla telefonia, la novità dell’ anno sono i cellulari ?senior’, che vanno a ruba. Il modello Alcatel – tasti grandi, radio e pulsante Sos per le emergenze – costa 79 euro. Resta ricco il mercato di smartphone e tablet: «Vanno via come il pane, soprattutto i più economici – racconta Alessio Varchetta, responsabile del centro Vodafone lungo via Farini-. Sono divntati i regali preferiti anche per i bambini, e loro alla marca non ci guardano». Nemmeno da dire, al primo posto delle venditerestano i gioielli Apple (iPhone e iPad)- «che però oggi si comprano cercando l’ offerta, non più in contanti» -, e vanno forte i cugini economici firmati Vodafone: lo smartphone (79 euro) e il tablet (199 euro). RESTANO sulla cresta dell’ onda i videogiochi e le consolle, «scelti come regali per bambini dai sei anni fino agli adulti over 40», commenta Matteo Braglia, titolare del negozio specializzato ?World Game’. Just Dance, Fifa, Call of Duty, per citarne alcuni (60 euro circa). Ancora gettonatissimi i portatili del Nintendo Ds (200 euro) e, nonostante il prezzo, le consolle all’ ultimo grido: Play 4 e Xbox (sui 400 euro). Una chicca? La lampada ?fantasmino’ di Pac-Man che si illumina dei colori dell’ arcobaleno (49 euro).
Il Secolo XIX, 21/12/2013 05:00
Alt del governo, il canone Rai non aumenta
ROMA. Nessun aumento per il canone Rai, che resta così a 113,50 euro. «Il ministro dello Sviluppo Economico – annuncia l’ aziendaha comunicato alla Rai che quest’ anno non verrà concesso l’ adeguamento inflattivo del canone. E il Governo vuole intensificare la lotta all’ evasione». Esulta il Codacons: «È una vittoria dei consumatori, gli aumenti degli scorsi ani non corrispondevano a un miglioramento del servizio»
La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/12/2013 04:56
Salvo il cda della Telecom ma con un’ ipoteca sul futuro
Fed prevede un pil in crescita nel 2014 fra il 2,8% e il 3,2%, con u n’ accelerazione nel 2015. Per il 2013 è stimata una crescita del 2%. «Al 3,6% il pil del terzo trimestre era solido, al 4,1% è molto forte» afferma Lindsey Piegza, analista di Sterne Agee, sottolineando che il dato conferma • Il cda di Telecom è salvo, non sarà revocato ma l’ assemblea – che ha bocciato la proposta di Marco Fossati col 50,3% del capitale presente (ha partecipato il 54,26% del capitale) – ha dato comunque un segnale forte al mercato. E su questo si trovano d’ accordo Marco Fossati, simbolo delle minoranze con il suo 5,% maggioranza. La battaglia per trasformare il gruppo in una public company però non si ferma. «Il primo passo ora sarà proporre un cambio di statuto da portare all’ assemblea di aprile per arrivare a una rappresentanza corretta e democratica» ha detto Fossati che si augura che il cambiamento «nasca dal consiglio e non da uno strappo» in assemblea. «E’ stata una giornata importante per la finanza, con un dibattito acceso e a volte appassionato. L’ assemblea alla fine si è espressa in modo chiaro, sul passato sono stati fugati i dubbi ma per il futuro dobbiamo immaginare una goverl’ analisi della Fed sul miglioramento modesto dell’ economia. «I consumatori – affermano gli analisti – stanno tornando ad avere un ruolo nell’ economia: le spese dei consumatori rappresentano i due terzi del pil e la salute di questo settore è un prerequisito per una crescita economica più veloce nel 2014». nance corretta e che non lasci spazio ai dubbi» ha commentato Patuano. Il cda concluderà il suo naturale mandato ma «da domani saremo impegnati su questo: non dev’ essere il cda solo di alcuni azionisti» ha aggiunto aprendo alla possibilità di cambiare lo statuto per consentire una rappresentatività più ampia. «Al parere di mento di superare le polemiche e le dietrologie e tornare a focalizzarci sul futuro di Telecom» era stata da subito l’ esortazione dell’ ad Patuano ma ci sono volute oltre 8 ore di discussione per passare oltre. Sarà ricordata come l’ assemblea dei record, sia per i numeri – con il 54,26% del capitale presente – sia per l’ ecce zionalità del momento che ha imposto al socio di maggioranza, Telco, una seria riflessione sulla governance. Ha «salvato» il cda il voto contrario alla revoca di circa il 27% del capitale (Telco da sola contava per il 22,4% e al suo fianco si è dunque schierato poco meno del 5%) ma «siamo andati molto vicini» alla revoca, ha commentato Fossati, sottolineando che «l’ espressione dei fondi anglosassoni è stata pesante e violenta», anche se non è chiaro come abbia votato Blackrock (che aveva dichiarato si sarebbe presentata con il 5,94%). Il cda è peraltro rimasto composto da 11 elementi perchè tutte le candidature, sia quelle proposte da Telco (Stefania Bariatti e Angelo Tantazzi) sia quelle spontaneamente emerse in assemblea sono state bocciate. Via libera invece all’ aumento di capitale al servizio del convertendo e all’ annullamento del valore nominale delle azioni. ma risultano in diminuzione perfino le vendite di prodotti farmaceutici (-2,5%). Sempre meno frequentati sia i piccoli negozi (-2,9%) che i supermercati (-1,1%), invece cavalcano la crisi i discount (+2,4%), dove ormai fanno i loro acquisti ben 6,5 milioni di italiani, stando ai calcoli della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Tutti aspettavano al varco i dati dell’ Istat su ottobre, mese in cui è scattato l’ aumento dell’ aliquota Iva dal 21% al 22%. E il risultato, un ulteriore calo, riassume la Confesercenti, è «grave ma non inatteso», visto il «colpo di grazia» inferto con il rialzo della tassa. Sulla stessa linea Confcommercio, che spiega: «Gli incerti segnali di stabilizzazione non hanno ancora prodotto effetti sulla domanda delle famiglie». Vede ancora più nero il Codacons, che parla di consumi alimentari «tornati ai livelli degli anni Sessanta»; mentre Federconsumatori e Adusbef stimano per il 2013 una riduzione della spesa dedicata ai prodotti della tavola pari a 257 euro a famiglia. Dai negozi alle fabbriche poco cambia: ottobre è stato difficile anche per le imprese, con il fatturato, fa sapere sempre l’ Istat, in calo dello 0,7% su settembre e dell’ 1,3% su base annua. Continua a pesare la cattiva performance del mercato nazionale. Insomma il problema è sempre una domanda interna ridotta al lumicino, con un’ economia che dipende dalle esportazio.
La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Nord Barese), 21/12/2013 04:56
Salvo il cda della Telecom ma con un’ ipoteca sul futuro
Fed prevede un pil in crescita nel 2014 fra il 2,8% e il 3,2%, con u n’ accelerazione nel 2015. Per il 2013 è stimata una crescita del 2%. «Al 3,6% il pil del terzo trimestre era solido, al 4,1% è molto forte» afferma Lindsey Piegza, analista di Sterne Agee, sottolineando che il dato conferma • Il cda di Telecom è salvo, non sarà revocato ma l’ assemblea – che ha bocciato la proposta di Marco Fossati col 50,3% del capitale presente (ha partecipato il 54,26% del capitale) – ha dato comunque un segnale forte al mercato. E su questo si trovano d’ accordo Marco Fossati, simbolo delle minoranze con il suo 5,% maggioranza. La battaglia per trasformare il gruppo in una public company però non si ferma. «Il primo passo ora sarà proporre un cambio di statuto da portare all’ assemblea di aprile per arrivare a una rappresentanza corretta e democratica» ha detto Fossati che si augura che il cambiamento «nasca dal consiglio e non da uno strappo» in assemblea. «E’ stata una giornata importante per la finanza, con un dibattito acceso e a volte appassionato. L’ assemblea alla fine si è espressa in modo chiaro, sul passato sono stati fugati i dubbi ma per il futuro dobbiamo immaginare una goverl’ analisi della Fed sul miglioramento modesto dell’ economia. «I consumatori – affermano gli analisti – stanno tornando ad avere un ruolo nell’ economia: le spese dei consumatori rappresentano i due terzi del pil e la salute di questo settore è un prerequisito per una crescita economica più veloce nel 2014». nance corretta e che non lasci spazio ai dubbi» ha commentato Patuano. Il cda concluderà il suo naturale mandato ma «da domani saremo impegnati su questo: non dev’ essere il cda solo di alcuni azionisti» ha aggiunto aprendo alla possibilità di cambiare lo statuto per consentire una rappresentatività più ampia. «Al parere di mento di superare le polemiche e le dietrologie e tornare a focalizzarci sul futuro di Telecom» era stata da subito l’ esortazione dell’ ad Patuano ma ci sono volute oltre 8 ore di discussione per passare oltre. Sarà ricordata come l’ assemblea dei record, sia per i numeri – con il 54,26% del capitale presente – sia per l’ ecce zionalità del momento che ha imposto al socio di maggioranza, Telco, una seria riflessione sulla governance. Ha «salvato» il cda il voto contrario alla revoca di circa il 27% del capitale (Telco da sola contava per il 22,4% e al suo fianco si è dunque schierato poco meno del 5%) ma «siamo andati molto vicini» alla revoca, ha commentato Fossati, sottolineando che «l’ espressione dei fondi anglosassoni è stata pesante e violenta», anche se non è chiaro come abbia votato Blackrock (che aveva dichiarato si sarebbe presentata con il 5,94%). Il cda è peraltro rimasto composto da 11 elementi perchè tutte le candidature, sia quelle proposte da Telco (Stefania Bariatti e Angelo Tantazzi) sia quelle spontaneamente emerse in assemblea sono state bocciate. Via libera invece all’ aumento di capitale al servizio del convertendo e all’ annullamento del valore nominale delle azioni. ma risultano in diminuzione perfino le vendite di prodotti farmaceutici (-2,5%). Sempre meno frequentati sia i piccoli negozi (-2,9%) che i supermercati (-1,1%), invece cavalcano la crisi i discount (+2,4%), dove ormai fanno i loro acquisti ben 6,5 milioni di italiani, stando ai calcoli della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Tutti aspettavano al varco i dati dell’ Istat su ottobre, mese in cui è scattato l’ aumento dell’ aliquota Iva dal 21% al 22%. E il risultato, un ulteriore calo, riassume la Confesercenti, è «grave ma non inatteso», visto il «colpo di grazia» inferto con il rialzo della tassa. Sulla stessa linea Confcommercio, che spiega: «Gli incerti segnali di stabilizzazione non hanno ancora prodotto effetti sulla domanda delle famiglie». Vede ancora più nero il Codacons, che parla di consumi alimentari «tornati ai livelli degli anni Sessanta»; mentre Federconsumatori e Adusbef stimano per il 2013 una riduzione della spesa dedicata ai prodotti della tavola pari a 257 euro a famiglia. Dai negozi alle fabbriche poco cambia: ottobre è stato difficile anche per le imprese, con il fatturato, fa sapere sempre l’ Istat, in calo dello 0,7% su settembre e dell’ 1,3% su base annua. Continua a pesare la cattiva performance del mercato nazionale. Insomma il problema è sempre una domanda interna ridotta al lumicino, con un’ economia che dipende dalle esportazio.
La Repubblica, 21/12/2013 04:11
il casogli italiani continueranno a pagare 113,5 euro. impatto sui conti di viale mazzini per 22 milioni.
Canone Rai, nessun aumento Gubitosi deluso: “Fuoco amico”
ALDO FONTANAROSAROMA – Il ministro dello Sviluppo economico Zanonato usaTwitter,come di moda oggi, per annunciare che il canone della Rai non aumenterà l’ anno prossimo. Dopo sette anni di ritocchi continui, l’ imposta resterà ferma a 113,5 euro, con grande gioia dei consumatori del Codacons. La decisione delude, invece, il direttore generale delle reti di Stato, Luigi Gubitosi, che dice al suo staff (riunito d’ urgenza):«Siamo investiti da fuoco amico ». Ai suoi collaboratori e ai consiglieri di amministrazione, il dg precisa di nutrire grande rispetto per le famiglie che pagano con fatica il canone, stremate dalla crisi. L’ aumento, però, sarebbe stato di 1,2 euro l’ anno (pari a 10 centesimi al mese) perché la Rai avrebbe incamerato soltanto la cifra erosa dall’ inflazione. Un importo sopportabile per gli italiani, dunque. L’ impatto sui conti aziendali,invece, sarà molto significativo. Nell’ anno del Mondiale di calcio, che costeranno 100 milioni, la tv di Stato accuserà un mancato incasso tra i 20 e i 22 milioni. E la perdita suona beffarda per un vertice che, nel 2013, è riuscito a riportare l’ azienda all’ utile operativo. Ora Gubitosi dovrà trovare altrove le risorse, ad esempio, per dotare il Tg1 di tecnologie digitali e per consolidare l’ offerta sui nuovi canali, come Rai 5. Il ministro Zanonato, sempreviaTwitter,rincuora il direttore generale e giura che la lotta agli evasori del canone sarà senza quartiere. Dunque Viale Mazzini potrà recuperare i soldi del mancato aumento dalle tasche di quelli che l’ imposta non la pagano mai. Ma Gubitosi è scettico perché – spiega ancora al suo staff – questa battaglia non ha mai avuto un carattere «di sistematicità. Ogni tanto hanno provato a fare qualcosa dentro questa o quella legge, ma senza risultati strutturali. Vedremo agennaio se il governo metterà proposte credibili sul tavolo». Lo scetticismo di Gubitosi è condiviso dal sindacato dei giornalisti Rai (l’ Usigrai) che ricorda l’ importo mostruoso dell’ evasione, «pari a oltre 550 milioni». Lo stesso senatore Margiotta (del Pd) – che pure applaude al mancato aumento del canone «perché non bisogna incidere sulle tasche martoriate degli italiani » – chiede che la caccia all’ evasore diventi una cosa seria.© RIPRODUZIONE RISERVATA.
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