21 Agosto 2019

Rassegna stampa del 21 agosto 2019

quotidianodisicilia.it, 21/08/2019 23:00
Aumento dellâIva, in Sicilia farebbe più danni: lâeconomia frenerebbe, lâevasione volerebbe
lâevasione stimata 㨠giã altissima: 3,3 miliardi. cgia mestre: lâisola 㨠la terza regione dâitalia per incidenza percentuale di economia non osservata sul valore aggiunto
Lâevasione stimata è già altissima: 3,3 miliardi. Cgia Mestre: lâIsola è la terza regione dâItalia per incidenza percentuale di economia non osservata sul valore aggiuntoROMA – âNon so se il Pd se si va a votare prenderà il 25% ma so che se lâIva va al 25% è sicura la recessione . Se lâIva passa dal 22 al 25% sarà un disastro, portiamo lâItalia alla recessioneâ.Il senatore del Pd, Matteo Renzi , non ha dubbi sullo scenario apocalittico che si prospetterebbe per il nostro Paese in caso di mancato disinnesco delle clausole di salvaguardia nella prossima manovra economica.Qualcuno ci ha provato a minimizzare. Il viceministro allâEconomia, Massimo Garavaglia , ad esempio, ha definito il paventato aumento dellâIva âuna balla incredibile, perché è evidente a tutti che basta un nuovo Governo che fa la manovra e non muore nessuno. Ma anche nel dubbio che non si facesse in tempo a fare un Governo e la manovra entro dicembre, basta fare un banale decreto, che è già pronto al Mef, ce lo abbiamo già là confezionato, che rinvia di due mesi lâaumento dellâIva. E câè tutto il tempo per fare le cose beneâ.Nonostante le rassicurazioni di Garavaglia, la certezza è che quello di Renzi non è catastrofismo puro e lâex premier non è di certo lâunico a pensarla cosÃ:âla preoccupazione è generale dal momento che la crisi di governo trascinerà con séâuna lunga ed inevitabile fase di stallo che avrà conseguenze deleterie per tutto il Paese ma soprattutto per il Sud, il cui tessuto produttivo è estremamente più fragile e precario.Proprio per questo, Codacons ha deciso di scendere in campo e di far sentire la voce dei consumatori. Ha perciò lanciato unâiniziativa: uno sciopero dei consumatori per protestare âcontro il rischio di un aumento Iva e il completo disinteresse del governo nei confronti dei cittadiniâ.Anche la Cgia di Mestre ha messo in guardia i consumatori: lâaumento dellâIva si tradurrebbe in una stangata per i consumi delle famiglie e in una più marcata diffusione dellâevasione fiscale.Secondo i dati della Cgia di Mestre, lâammontare delle imposte sottratte allâeconomia sarebbe pari a circa 113 miliardi di euro (questa è la stima effettuata per il 2016). Calabria, Campania e Sicilia sul podio: infatti, sarebbero le prime tre regioni in Italia per incidenza percentuale di economia non osservata sul valore aggiunto e, dunque, maggiore presenza di evasione fiscale.In particolare, lâincidenza percentuale dellâeconomia non osservata sul valore aggiunto sarebbe pari al 20,9% in Calabria, 20% in Campania e 19,2% in Sicilia.Con lâaumento dellâaliquota Iva, il quadro descritto subirà certamente un prevedibile peggioramento.Secondo la Cgia di Mestre âil possibile aumento di 3 punti percentuali dellâaliquota ridotta e di 3,2 di quella ordinaria, spingerebbe molti clienti finali a non pagarla affatto, evitando di richiedere al prestatore del servizio la fattura o la ricevuta fiscale, soprattutto nei servizi di manutenzione, riparazione e ristrutturazioni edilizieâ.Naturalmente un possibile innalzamento dellâIva comporterebbe anche un generale freno allâeconomia più in generale e per la Sicilia, a quel punto, sarebbe un vero disastro.ÂÂLâiniziativa.Codacons: âSciopero lâ8/9ââIl giorno 8 di settembre tutti i consumatori sono invitati a non prendere la macchina se non per estrema necessità , a non fare il pieno di benzina, a non fare acquisti se non necessari (nemmeno di generi alimentari) e a spegnere la Tv per almeno tre ore: in questo modo esprimeranno la loro protesta nei confronti in particolare del rischio di un aumento Iva, che avrebbe conseguenze devastanti per lâeconomia nazionaleâ, sottolinea il Codacons in una nota.âSe le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo, infatti, i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e, a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia. Un altro salasso, dopo i tanti, troppi, già subiti in passatoâ, avverte.ÂÂPerché lâevasione dellâIva spaventa lâUe?PALERMO â’ La lotta allâevasione dellâIva travalica i confini nazionali. Il mancato pagamento della tassa, infatti, incide sullâeconomia dellâUnione Europea e dal nostro Paese,, arriva un quarto dellâevasione Iva europea totale. Cifre che allarmano lâUnione che tra le cosiddette ârisorse proprieâ annovera, appunto, anche una parte del gettito Iva di ogni Stato membro. Tutti i Paesi europei, infatti, devono versare nelle casse dellâUnione, lo 0.5% delle entrate derivanti dallâImposta sul Valore Aggiunto.Ai 35,9 miliardi che secondo la Commissione Ue mancano allâappello vanno poi aggiunti tutti i mancati introiti dellâincasso di altre tasse (Irpef, Irap e Ires) che pesano per altri 50 miliardi circa. I mancati introiti, quindi, spingono lâUnione ad essere sempre più intransigente. Intransigenza che dovrebbe e potrebbe tradursi in una più attenta lotta allâevasione nei singoli Stati membri.ÂÂIva, 3,3 miliardi di euro lâevasione stimata: la Sicilia evade tanto quanto lâintero BelgioIva, la Sicilia evade quanto il Belgio : titolava cosà la prima pagina del Quotidiano di Sicilia dello scorso 23 ottobre 2018.In quella pagina, veniva preso in esame uno studio di Confapi Padova da cui emergevano, con riferimento allâevasione presunta dellâIva in Sicilia numeri a dir poco inquietanti.Lo studio parte da un rapporto diffuso a settembre dalla Commissione Europea, e dalla ricerca âAsymmetries in the territorial Vat gapâ elaborata dallâAgenzia delle Entrate per analizzare lâandamento del fenomeno nel corso degli anni in relazione alle singole regioni italiane.Lâevasione siciliana stimata è di 3.296 miliardi di euro (il 9,16% rispetto al totale italiano). Una cifra enorme se si considera che lâintero Belgio ha registrato un gap Iva di 3 miliardi e 79 milioni e che la Danimarca è riuscita a restare sotto i 2 miliardi e mezzo (dati Agenzia delle Entrate).Guardando al quadro italiano, però, di per sé il dato siciliano non sarebbe nemmeno eccessivamente clamoroso se si considera che, per esempio, la Lombardia ha accumulato unâevasione ben superiore: 5.251 miliardi, il 14,59%. Se si incrociano queste cifre con la ricchezza prodotta, però, i nodi vengono al pettine.Il Pil prodotto dalla Sicilia, infatti, è di appena 87.383 miliardi di euro, il 5,31 % del Pil nazionale. Quello della Lombardia, invece, è di 357.200 miliardi di euro (il 21,71% del nazionale). Questo gap ha fatto sà che Confapi Padova assegnasse alla nostra Isola un indice evasione Iva in rapporto al Pil di 1.73 (la Lombardia, invece, è rimasta sotto lâ1: 0,9).à chiaro quindi che, lâevasione registrata in Sicilia pesa notevolmente sulle condizioni finanziare del nostro Paese e penalizza, inevitabilmente, lâeconomia di aree più produttive, come, appunto, il Nord-Est.
patrizia penna

Studio Cataldi, 21/08/2019 17:56
Ocse: reddito famiglie allarmante, Italia Cenerentola
di Redazione – “Dati molto allarmanti. L’ Italia resta la Cenerentola del mondo, non solo dell’ Eurozona”. A dirlo Massimiliano Dona, il presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori commentando i dati dell’ Ocse che evidenziano come nel primo trimestre 2019 il reddito delle famiglie nel nostro Paese è cresciuto dello 0,5% contro lo 0,6% dell’ area Ocse e lo 0,7% di Eurolandia. Peggio di noi solo il Regno Unito (+0,3%). Reddito famiglie, è allarme “Se poi considerassimo il dato del reddito durante gli anni della crisi, la situazione sarebbe ancora peggiore. E’ assolutamente condivisibile che il reddito reale fornisce un quadro del benessere delle famiglie. Anzi, a nostro avviso non solo delle famiglie ma anche del Paese: fino a che gli italiani arrancano e sono in difficoltà anche il Paese non può che andare male” continua Dona. “Dal 2007 al 2018 il potere d’ acquisto delle famiglie, ossia il reddito lordo disponibile in termini reali delle famiglie consumatrici, è sceso del 6,6%. Peggio di così non si può” conclude il presidente Unc. Codacons: crisi e incertezza costano miliardi A rincarare la dose è anche il Codacons che all’ indomani della caduta del governo Conte, interviene “per ricordare a tutte le forze parlamentari come la condizione di incertezza generata dalla crisi politica stia già costando miliardi all’ economia italiana, in attesa dell’ incognita delle agenzie di rating”. Inoltre, “ben più gravi conseguenze per le finanze pubbliche deriverebbero dall’ eventuale aumento delle aliquote Iva: rischio, questo, diventato molto tangibile e che, se si traducesse in realtà, comporterebbe una ulteriore catastrofe per i consumi delle famiglie”, si legge in una nota dell’ associazione. Proprio per questi motivi, “l’ associazione, pur mantenendo la sua tradizionale terzietà, ribadisce che la principale priorità di qualsiasi esecutivo dev’ essere proprio quella di evitare che scattino le clausole di salvaguardia, con il passaggio dell’ Iva ordinaria dal 22 al 25,2% e quella ridotta dal 10 al 13% nel 2020, per arrivare al 26,5% nel 2021”. “Se le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo, infatti, i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia”, avverte. “Proprio per protestare contro il rischio di un aumento Iva e il completo disinteresse del governo nei confronti dei cittadini, il Codacons – conclude la nota – ha lanciato uno sciopero dei consumatori per il prossimo 8 settembre. In questo modo, chiederemo al governo e al Parlamento di riconoscere più importanza alle priorità concrete per i cittadini, e di creare immediatamente strutture efficaci (come ‘Mr. Prezzi’, fallito completamente) dedicate ai loro problemi”.

La Provincia di Civitavecchia, 21/08/2019 16:58
Litoranea poco sicura, il Codacons presenta un esposto in Procura
TARQUINIA – Il Codacons torna a denunciare i pericoli per la sicurezza stradale sulla strada provinciale Litoranea che conduce a Marina Velca, a Tarquinia, e attacca duramente sulla “completa mancanza di controlli sul tratto in questione”. L’ associazione interviene con un esposto al procuratore della Repubblica di Civitavecchia e porta all’ esame della magistratura le ripetute violazioni dei limiti di velocità che mettono a rischio tutti i giorni turisti e residenti: “Sulla provinciale tir carichi di ortaggi, plotoni di biciclette, auto che tentano il sorpasso rischiando incidenti gravissimi, ripetute violazioni dei limiti di velocità (le auto sfrecciano anche a 120 km/h, in un tratto in cui dovrebbero procedere a 50 km/h) – afferma Sabrina De Paolis -: nonostante gli interventi del prefetto di Viterbo e la disponibilità della società autostradale a installare gratuitamente 3 autovelox, la polizia stradale rimane perpetuamente assente. Solo una volta, salvo errori, ha presidiato il tratto”. “Sembra quasi – conclude la rappresentante del Codacons – che si aspetti una tragedia per intervenire: peccato che, in quel caso, sarebbero evidenti le responsabilità gravissime, a titolo di dolo, a carico di chi doveva intervenire e non l’ ha fatto. La domanda, quindi, è pienamente legittima: perché non interviene la polizia stradale di Tarquinia?” (21 Ago 2019)

Ragusa Oggi, 21/08/2019 07:54
Stangata sulle bollette telefoniche, tariffe crescono +54%
Protesta di Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons contro la nuova ondata di rincari per le tariffe telefoniche. Già dallo scorso giugno il Codacons sta segnalando gli aumenti dei prezzi applicati dalle compagnie telefoniche. Rispetto allo scorso anno le tariffe delle schede ricaricabili offerte dai principali operatori telefonici sono aumentate con punte del 54,10%, come confermato anche da una analisi di SosTariffe.it – spiega il Codacons – Nelle ultime settimane gli utenti hanno ricevuto dalle compagnie telefoniche avvisi relativi a modifiche dei piani tariffari, tutte ovviamente al rialzo, con costi che lievitano – a seconda dell’ operatore e dell’ offerta – tra i +2 e i +3 euro al mese. E non è finita: a settembre – denuncia il Codacons – scatteranno nuovi adeguamenti delle tariffe che introdurranno ulteriori rincari a danno degli utenti delle TLC. Per Tanasi “si tratta di aumenti applicati dalle società della telefonia con l’ unico scopo di recuperare i minori introiti legati alle bollette a 28 giorni e compensare i rimborsi che le compagnie devono obbligatoriamente versare ai propri clienti per effetto delle decisioni dell’ Agcom. E proprio in tema di indennizzi per le bollette a 28 giorni si sta registrando un vero e proprio scandalo: gli operatori stanno ostacolando in ogni modo la corresponsione dei rimborsi spettanti ai consumatori, eludendo le disposizioni dell’ Agcom e del Consiglio di Stato che stabiliscono che gli indennizzi devono essere versati in automatico e senza necessità di esplicita richiesta da parte degli utenti. Proprio su tale nuovo illecito abbiamo presentato nei giorni scorsi una nuova denuncia all’ Antitrust e all’ Autorità per le comunicazioni chiedendo una sanzione pesantissima contro le compagnie telefoniche”.

lastampa.it, 21/08/2019 06:49
Case vacanza con vista mare: la truffa estiva viaggia on line
il codacons: ‘no ai soldi in anticipo e attenti agli accordi con i privati’
L’ episodio dell’ affittacamere «fantasma» di Varazze, che ha rubato 500 euro di caparra ad un 49enne trinese convinto di assicurarsi per le ferie un piccolo appartamento in Liguria, è una delle tante trappole in cui si può cadere in estate. Case vacanze che non rispettano quanto descritto nei dépliant, immagini ingannevoli, spiagge distanti chilometri dalla casa in affitto e non «pochi metri» come raccontato sui siti di annunci on-line.La casistica dei raggiri in tempo di vacanze è ampia. Così come ampio è il ventaglio di strumenti che i truffati, a loro volta, possono usare per far valere i propri diritti. Una delle cose più sagge da fare è rivolgersi alle forze dell’ ordine, come ha fatto il trinese per la casa di Varazze. Dopo la denuncia, i militari sono riusciti a risalire all’ identità della truffatrice, una 24enne di Como, che è stata denunciata.Esistono, comunque, diverse associazioni di consumatori, che mettono in guardia le persone su come difendersi dalle insidie del . «A settembre riceviamo le segnalazioni – raccontano i legali di Codacons di Vercelli, Gattinara e Biella -, soprattutto per annunci di appartamenti che risultano inesistenti o che non rispecchiano quanto descritto. L’ anno scorso ci sono state persone che hanno pagato la cauzione anticipata e poi si sono trovate con nulla in mano. Abbiamo avuto casi che sono proseguiti con una denuncia penale, mentre se la truffa è di natura civilistica si procede con una diffida. Abbiamo anche richieste per ‘danno da vacanza rovinata’, un danno riconosciuto dal Codice del turismo». Di che cosa si tratta? «Di una vacanza non all’ altezza delle aspettative – spiegano dall’ associazione dei consumatori -, oppure proposta con una formula ingannevole, ad esempio con immagini di una casa comoda che in realtà non lo è. O ancora l’ appartamento preso in affitto non rispecchia la descrizione inserita nei cataloghi. A quel punto si può procedere con una prima diffida o lettera dell’ avvocato, e poi una richiesta di risarcimento danni».Come non cadere in queste trappole? «Non pagare in anticipo, o affidarsi a siti sicuri dove ci siano recensioni di altri utenti – proseguono da Codacons -. Stipulare accordi con privati, magari tramite siti di annunci, è più rischioso. Se si vuole percorrere questa strada è meglio scegliere siti sicuri e noti. Purtroppo la gente va sempre meno in agenzia. Infine, se si può, è sempre meglio visionare prima l’ appartamento». Codacons Vercelli segue anche casi di ritardi dei voli aerei, oltre le 3-5 ore: «Per alcuni ritardi, già da giugno di quest’ anno – concludono i legali dell’ associazione – sono stati versati gli indennizzi».
roberto maggio

Cronache di Napoli, 21/08/2019 06:15
e’ stato presentato dal codacons che accusa gli operatori di ritardi nelle procedure di soccorso
Turista morto in Cilento, esposto in tre procure
SALERNO (cp) – Con un esposto alle procure di Vallo della Lucania, Potenza, Salerno e Cosenza, il Coda cons interviene sul caso dell’ escursionista francese Simon Gautier, deceduto in Cilento. L’ associazione ha depositato una denuncia per omissione di atti d’ ufficio e concorso in omicidio colposo nei confronti degli operatori responsabili del ri tardo nel corso delle procedure di soccorso, e chiede alle procure di “voler utilizzare ogni strumento investigativo consentito dalla legge” per ricostruire quanto accaduto e in particolare fare piena luce su responsabilità e tempistiche di intervento. Il Codacons inoltre punta il dito sull’ assenza di un idoneo sistema di geolocalizzazione del te lefono attraverso il quale probabilmente il giovane poteva esser localizzato e, pertanto, soccorso in tempi molto più rapidi. E’ morto poco dopo la richiesta d’ aiuto al 112, Simon Gautier, scomparso lo scorso 9 agosto e il cui corpo è stato trovato domenica sera senza vita in un dirupo nel Cilento. Così i carabinieri di Salerno, che in questi giorni hanno partecipato alle ricerche insieme alle squadre di soccorritori. Per i militari il decesso si classifica come “morte naturale per cause accidentali”. Il magistrato di turno, come da prassi, ha aperto un fascicolo. Secondo la prima ricostruzione, il ragazzo è precipitato una prima volta e, cosciente, ha telefonato al 112; subito dopo si sarebbe verificata una seconda caduta, questa volta mortale: la frattura di una gamba avrebbe rescisso un’ arteria, causando il decesso. Tra una caduta e l’ altra, spiegano i carabinieri, i soccorritori hanno provato a contattarlo diverse volte, a partire da 15 minuti dopo la prima e unica telefonata di Gautier.

Cronache di Caserta, 21/08/2019 06:15
e’ stato presentato dal codacons che accusa gli operatori di ritardi nelle procedure di soccorso
Turista morto in Cilento, esposto in tre procure
SALERNO (cp) – Con un esposto alle procure di Vallo della Lucania, Potenza, Salerno e Cosenza, il Coda cons interviene sul caso dell’ escursionista francese Simon Gautier, deceduto in Cilento. L’ associazione ha depositato una denuncia per omissione di atti d’ ufficio e concorso in omicidio colposo nei confronti degli operatori responsabili del ri tardo nel corso delle procedure di soccorso, e chiede alle procure di “voler utilizzare ogni strumento investigativo consentito dalla legge” per ricostruire quanto accaduto e in particolare fare piena luce su responsabilità e tempistiche di intervento. Il Codacons inoltre punta il dito sull’ assenza di un idoneo sistema di geolocalizzazione del te lefono attraverso il quale probabilmente il giovane poteva esser localizzato e, pertanto, soccorso in tempi molto più rapidi. E’ morto poco dopo la richiesta d’ aiuto al 112, Simon Gautier, scomparso lo scorso 9 agosto e il cui corpo è stato trovato domenica sera senza vita in un dirupo nel Cilento. Così i carabinieri di Salerno, che in questi giorni hanno partecipato alle ricerche insieme alle squadre di soccorritori. Per i militari il decesso si classifica come “morte naturale per cause accidentali”. Il magistrato di turno, come da prassi, ha aperto un fascicolo. Secondo la prima ricostruzione, il ragazzo è precipitato una prima volta e, cosciente, ha telefonato al 112; subito dopo si sarebbe verificata una seconda caduta, questa volta mortale: la frattura di una gamba avrebbe rescisso un’ arteria, causando il decesso. Tra una caduta e l’ altra, spiegano i carabinieri, i soccorritori hanno provato a contattarlo diverse volte, a partire da 15 minuti dopo la prima e unica telefonata di Gautier.

Il Messaggero (ed. Umbria), 21/08/2019 06:08
cinquemila studenti a ripetizione
`Il 15 per cento dei ragazzi umbri deve recuperare materie `Le lezioni private costano care: in media 25 euro l’ ora
greco e matematica considerati gli ostacoli più difficili ma spesso gli insegnanti di ruolo sono un po’ più costosi
PIANETA SCUOLA / 1 Ancora pochi giorni di tempo per essere promossi ed evitare la tenaglia del doppio anno sulla stessa classe. Corsa contro il tempo per recuperare le materie in cui si è stati rimandati durante lo scorso periodo scolastico, tra lezioni private e ansia da esame finale. Tutto dovrà essere in regola entro l’ inizio del prossimo anno, quindi tra il 9 e l’ 11 settembre, e sostenere le prove per cercare di non ripetere le vecchie lezioni. Le cifre sarebbero da capogiro per la spesa per le ripetizioni per chi deve recuperare in tempo utile: in base all’ ultima elaborazione Istat in Umbria, quest’ anno, hanno frequentato le scuole superiori circa 40mila tra ragazzi e ragazze, di questi il 10-15 per cento è chiamato a recuperare una o più materie almeno entro l’ inizio del nuovo anno scolastico. Come dire che ora ci sono quasi 5mila studenti alle prese con lo studio sotto il solleone tra corsi di recupero organizzati da qualche scuola, ma soprattutto tra lezioni private e ripetizioni intensive a pagamento. Ed è proprio il Codacons, un’ associazione dei consumatori, che si è presa la briga di fare alcuni conti sulle spese delle famiglie proprio in questo senso. In base a uno studio di qualche tempo fa risulterebbe quasi di 800 euro l’ esborso medio per ogni ragazzo che deve recuperare più materie; la cifra cambia se la materia è solo una e diminuisce sensibilmente se non si tratta di recuperare Latino, Greco e Matematica. Affari che si vanno ad aggiungere a quelle ripetizioni private durante tutto l’ anno scolastico, che coinvolgerebbero in media quasi 15mila studenti umbri, con un giro di affari di oltre 10milioni di euro, che in base a uno studio della Fondazione Einaudi per il 90% sarebbe effettuato in nero. Molta dell’ attenzione, riguardo al portafoglio delle famiglie, proprio in questi giorni, va anche sulla spesa per il corredo scolastico tra zaini, trolley, astucci, diari e libri di testo. Tutti a caccia del risparmio, ma per molti sarà dura viste le mode e le richieste griffate da parte dei ragazzi. Ma, intanto, l’ ultimo chilometro per essere promossi è iniziato, anche perché molte scuole esamineranno i ragazzi con i debiti formativi entro il mese di agosto, giusto in tempo per passare alla classe successiva. E se i debiti formativi sono più di uno, oppure ci sono più figli che devono recuperare, la spesa diventa veramente impegnativa per una famiglia. In media, infatti, il costo orario è pari a 25 euro, mentre sempre in media le ore di lezioni private per recuperare le lacune di uno studente sono solitamente 25, 40 per chi è particolarmente indietro. Sempre secondo le associazioni dei Consumatori sul mercato delle ripetizioni incidono due componenti importantissime: la materia e l’ insegnante. Se, per esempio, a insegnare Greco o Matematica, considerate come le materie più difficili dagli studenti, ci si rivolge a un professore di ruolo l’ ora potrà costare anche 30-35 euro; la spesa scende intorno ai 20-25 euro se il tutor è uno studente universitario, oppure se la materia è tra le meno impegnative. Selenio Canestrelli © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Quotidiano della Calabria (ed. Cosenza), 21/08/2019 05:41
cariati foto circolate sui social
L’ amministrazione smentisce la presunta emergenza rifiuti
CARIATI – Rifiuti, nei giorni scorsi non vi è stata alcuna emergenza. La precisazione arriva da una nota dell’ Amministrazione comunale, e fa seguito alle foto di cumuli di sacchetti non raccolti circolate sui social e al comunicato di Codacons che denunciava una grave situazione di emergenza rifiuti a Cariati, diffidando altresì il Comune a provvedere alla raccolta e alla pulizia delle strade. “Dopo l’ annunciata interruzione eccezionale nella sola giornata di Ferragosto precisano da Palazzo Venne ri – e il conseguente divieto di conferire in quel giorno festivo l’ indifferenziata presso le utenze domestiche e commerciali, il servizio è normalmente ripreso come da calendario”. Si sarebbe trattato quindi, sempre secondo l’ Amministrazione Comunale, di un “inutile e nocivo allarmismo”, da evitare. L’ Esecutivo , inoltre, si scusa per gli “isolati” disagi di questi giorni, causati “dal non rispetto dell’ annuncia to divieto di conferimento della frazione indifferenziata per la sola giornata di Ferragosto” e invita i cittadini a collaborare nell’ inte resse di tutti.Le affermazioni dell’ Ammini strazione comunale vengono respinte con forza dall’ ag gregazione civica “La Voce del Popolo”, che incalza: “La fogna che zampilla dai tombini, l’ acqua potabile di colore marrone, la mancata erogazione dell’ acqua da oltre dieci giorni in alcune zone di Cariati, la mancata raccolta dei rifiuti, la mancata pulizia della spiaggia, la mancata pulizia e spazzamento delle vie cittadine sono disagi causati dai cittadini?”. Cariati, conclude La Voce del Popolo rivolgendosi agli amministratori in carica, è un paese fin troppo civile “perché vi sopporta,vi tollera e, soprattutto, non vi perseguita , nonostante la mancata erogazione dei servizi essenziali”.

Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria), 21/08/2019 05:38
«Si faccia il nome di chi ha insultato il bimbo autistico»
Durissima presa di posizione del Codacons, rivolta anche al Garante del Comune, Maria Rita Canova. Pag. 29.

Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria), 21/08/2019 05:38
«Il Garante faccia il nome di chi ha insultato Manuel»
nel mirino il turista ma anche la dott. canova
Antonio BlefariBovalino Dura presa di posizione del Codacons di Reggio Calabria in merito alla vicenda che ha visto vittima Lorena, madre di Manuel il bimbo di 6 anni autistico aggredita verbalmente sulla spiaggia tra Bovalino ed Ardore. «Gli handicappati vanno lasciati a casa» le ha detto un anziano turista torinese di origini calabresi. Nel mirino del Codacons finisce l’ anziano («questo genere di azioni devono essere denunciate e queste persone devono essere mortificate, isolate e condannate) e anche il Garante per i diritti del disabile del Comune di Bovalino, Maria Rita Canova definita «Garante del silenzio». Una nota durissima quella diramata ieri dall’ associazione. «Il miglior alleato dell’ inciviltà è il silenzio: il silenzio di chi ne è vittima, e per vergogna sceglie di tacere; il silenzio di chi assiste e decide di voltarsi dall’ altra parte; il silenzio, infine, di chi ricopre incarichi istituzionali, che interviene solo per imporre la sordina, con la “scusa” di non danneggiare l’ immagine del territorio, sottovalutando la gravità di ciò che accade. Abbiamo appreso – scrive il Codacons – che il Garante della persona disabile del Comune di Bovalino fosse presente all’ accaduto e che, tuttavia, abbia esortato ad abbassare i toni. Innanzitutto tiene a precisare che i fatti sono avvenuti ad Ardore e non certo a Bovalino e che i protagonisti non appartengono certo alla comunità bovalinese. Salvato l’ onore, il Garante dichiara di essere subito intervenuta per comprendere l’ accaduto, riuscendo finanche a far “dialogare entrambe le parti”. Non sappiamo se, alla fine, sia stato addirittura il bambino a chiedere scusa per chiudere la vicenda». E Francesco Di Lieto del Codacons puntualizza: «provvederemo a denunciare ogni episodio di discriminazione. Tutto può essere utile ad abbattere le barriere mentali che ci portano a nascondere episodi inqualificabili che hanno come unica conseguenza tutelare proprio chi li pone in essere. Lasciamo ad altri il compito di coltivare questa sorta di “omertà istituzionale”. Chi ricopre un ruolo istituzionale – prosegue – a nostro avviso ha il dovere di pretendere l’ applicazione di regole di comportamento improntate al buon senso, all’ osservanza delle norme e, soprattutto, al rispetto verso gli altri, e per raggiungere questo obiettivo riteniamo che ogni strumento possa essere utile, anche i social. Tutto può essere utile a far sentire piccolo chi si rende protagonista di episodi tanto vergognosi». La nota del Codacons si chiude con una richiesta al Garante: quella «di fornire i dati di questo “signore”, con il quale ha amabilmente dialogato, per far sentire forte l’ indignazione della Calabria dinnanzi a queste miserie umane». Vito Crea presidente dell’ Associazione “Adda” tra i primi a interessarsi della vicenda, spiega: «Ho trovato conforto e risposte solo dalle parole di Sandra Polimeno di Nuova Calabria e di Francesca Racco, Garante per l’ adolescenza del Comune di Bovalino: poi solo silenzio». «Una frase che preoccupa: – aggiunge Crea – si devono lasciare a casa quando la scuola non te li porta in gita; si devono lasciare a casa quando ti mettono per iscritto che non possono usufruire di diritti essenziali, quando le strutture riabilitative non hanno le competenze per seguirli, perché danno fastidio, perché il loro mondo è diverso dal nostro, perché sono un peso. Noi genitori ce li teniamo a casa finché abbiamo forza e dedichiamo ogni nostro sforzo a loro, ma siano maledetti quelli che permettono tutto questo e se Dio esiste al suo cospetto dovranno dare conto dei crimini che costoro perpetrano».

Cronache di Salerno, 21/08/2019 05:30
Morte dell’ escursionista francese oggi la verità dall’ autopsia
rettiva 2002/22/Ce» precisa Codacons «l’ Unione Europea imponeva l’ adeguamento in materia, prescrivendo che le informazioni relative alla localizzazione del chiamante devono essere messe a disposizione dei servizi di soccorso nella misura in cui sia tecnicamente fattibile. Eppure, solo a seguito dell’ avvio di una procedura di infra zione nei confronti dell’ Italia e di una condanna da parte della Corte di Giustizia Europea, il Mise si è attivato per la realizzazione di numero unico 112 di emergenza. Anche stavolta, però, non sono state attuate concretamente le disposizioni della Ue: di fatto, le Centrali Operative sono ancora oggi prive del sistema di geolocalizza zione delle chiamate d’ emergenza, pur previsto dallo stesso decreto del Mise del 2009. Per questo insieme di ritardi, nel nostro Paese non è ancora operativo il sistema tecnologico Advanced Mobile Location (Aml) che consente di attivare in automatico il sistema di localizzazione e di comunicarlo ai servizi di emergenza (anche senza rete internet): un impianto ‘tecnicamente fattibile’ nonché utilizzato da dieci Paesi europei, Francia inclusa». Codacons interviene così nel triste caso del giovane francese, sottolineando quanto sia necessario porre rimedio al più presto alle inadempienze dell’ Italia nei confronti degli obblighi comunitari.

Cronache di Salerno, 21/08/2019 05:30
decsso di simon gauier
Il Codacons ha depositato una denuncia per omissione di atti d’ ufficio e concorso in omicidio colposo
L’ associazione, punta il dito sull’ assenza di un idoneo sistema di geolocalizzazione del telefono attraverso il quale probabilmente il giovane poteva esser localizzato e soccorso Sarà effettuata nella tarda mattinata di oggi l’ autopsia sulla salma di Simon Gautier. Il medico legale Adamo Maiese, su disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Vallo della Lucania, eseguirà l’ esame autoptico sul corpo del giovane trekker francese presso il nosocomio di Sapri. Molto probabilmente il medico legale confermerà quanto emerso dall’ esame esterno del corpo di Gautier: il 27enne dovrebbe esser deceduto per la rottura dell’ arteria femorale, recisa a seguito della caduta in dirupo di un costone roccioso. Nel frattempo, il Codacons ha depositato una denuncia per omissione di atti d’ ufficio e concorso in omicidio colposo nei confronti degli operatori responsabili del ritardo nel corso delle procedure di soccorso, chiedendo alle procure di Vallo della Luca nia, Potenza, Salerno e Cosenza di «voler utilizzare ogni strumento investigativo consentito dalla legge» per fare piena luce su responsabilità e tempistiche di intervento. L’ associazione, infatti, punta il dito sull’ assenza di un idoneo sistema di geolocalizzazione del telefono attraverso il quale probabilmente il giovane poteva esser localizzato e, pertanto, soccorso in tempi molto più rapidi. «Con la Di.

Il Giornale, 21/08/2019 05:15
Nuovo caso di violenza contro le donne su cui interviene il Codacons.
Nuovo caso di violenza contro le donne su cui interviene il Codacons. Domenica in un appartamento in zona Porta Genova una donna tornata casa dopo una settimana trascorsa da un familiare e stata minacciata con un coltello da cucina e poi costretta ad ascoltare il suo aggressore. Terrorizzata la 53enne è riuscita ad andare in bagno e lì ha dato l’ allarme alla figlia. «Non abbiate paura di denunciare, perché non farlo è pericoloso – esorta il Codacons – Il nostro sportello anti-stalking offre aiuto e assistenza chiamando al numero verde 800-199641».

Trentino, 21/08/2019 04:38
I 446 giorni di durata del governo tra i record di Berlusconi e Fanfani
Il governo di Giuseppe Conte e’ il 65/esimo dell’ Italia repubblicana, ma per durata, 446 giorni, si classifica al 23/o posto, insieme al Moro IV. Nella storia della Repubblica l’ esecutivo che ha totalizzato il maggior numero di giorni in carica (1.412) rimane il Berlusconi II, durato dall’ 11 maggio 2001 al 23 aprile del 2005. Secondo in classifica è sempre un esecutivo guidato dal Cavaliere, il Berlusconi IV, rimasto in sella dall’ 8 maggio del 2008 al 16 novembre del 2011. E totalizzando 1.287 giorni di durata.Il terzo governo sul podio della “resistenza” è invece quello guidato da Bettino Craxi tra il 4 maggio del 1983 e il 1 agosto del 1986, con 1.093 giorni in carica.Abbastanza longevi sono stati anche il governo Renzi che ha totalizzato 1.024 giorni di durata (tra il 22 febbraio 2014 e il 12 dicembre 2016) e il Prodi I rimasto in sella per 886 giorni dal 15 maggio 1996 al 21 ottobre del 1998.Il governo che invece ha fatto il record di brevità è stato il Fanfani II. E’ rimasto in carica per soli 22 giorni: era il 1954 e l’ esecutivo durò dal 12 gennaio al 10 febbraio. La classifica dei governi “lampo” annovera anche l’ VIII De Gasperi, in carica dal 16 luglio 1953 al 22 agosto, con soli 32 giorni all’ attivo e lo Spadolini II che è durato 100 giorni esatti tra il 23 agosto 1982 e il 1 dicembre dello stesso anno. Poco di meno del VI Fanfani , rimasto in carica dal 14 aprile 1987 al 29 luglio, per soli 102 giorni. CORRADO CHIOMINTO ROMA. Il rischio di un rincaro dell’ Iva rimane il convitato di pietra della crisi politica. Con il ricorso alle urne – ha messo in chiaro dall’ aula del Senato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – i tempi sarebbero ristrettissimi e «il nuovo governo avrebbe difficoltà nel contrastare l’ aumento dell’ Iva».Tuttavia, mentre la dialettica politica vede il leader della Lega Matteo Salvini proporre all’ attuale governo una manovra di 50 miliardi per ridurre le tasse prima delle elezioni e l’ ex premier Pd Matteo Renzi ipotizzare un diverso governo per evitare gli stessi aumenti, nelle stanze del ministero dell’ Economia si starebbe lavorando ad un salvagente tecnico. L’ ipotesi, rilanciata dal Sole 24 Ore e che trova anche qualche riscontro istituzionale, sarebbe quella di un decreto «ferma-lancette» per congelare gli aumenti rinviando di qualche mese, per ragioni eccezionali, l’ individuazione delle coperture. Si tratterebbe comunque di un intervento di ultima ratio e non l’ unica ipotesi sul tappeto. Al ministero dell’ Economia i lavori tecnici in vista della Legge del Bilancio sarebbero già iniziati e si starebbero già identificando – in una fase esclusivamente tecnica – un ventaglio di interventi per consentire di trovare le risorse e le coperture. Si tratta di un lavoro che ovviamente è finalizzato alle future misure del governo giallo-verde ma che potrebbero essere utili anche per trovare le coperture di provvedimenti che potrebbero essere ipotizzati da un futuro nuovo governo. Il nodo Iva è infatti un problema chiaro a tutti. L’ ultima legge di Bilancio ha previsto che da gennaio, se non verranno trovati tagli o risparmi di spesa adeguati, scatterà un aumento di 23 miliardi. Nel dettaglio i beni tassati con l’ aliquota del 10% subirebbero un prelievo del 13%, quelli ora al 22% salirebbero al 25,2%.È già accaduto nel passato che il governo, nell’ attesa di trovare tutte le risorse necessarie per evitare il rincaro, abbia bloccato solo per alcuni mesi gli aumenti. In due casi, poi, il rincaro previsto inizialmente per gennaio è scattato solo da ottobre: dal 20 al 21% durante il governo Berlusconi del 2011, dal 21 al 22% con il governo Letta del 2013. Il decreto ipotizzato sarebbe però diverso e, ovviamente, sarebbe solo un’ ultima ratio se non si dovesse riuscire a realizzare la manovra di Bilancio. Il nodo, anche se ci sarebbe un giudizio tecnico di fattibilità, è quello dell’ articolo 81 della Costituzione, che richiede una copertura dei provvedimenti. Il ricorso all’ indebitamento è infatti considerato solo in alcuni casi. In quello di eventi eccezionali, e certo il ricorso all’ esercizio provvisorio lo sarebbe. Oppure per un rallentamento economico – che di fatto c’ è – ma richiede una autorizzazione preventiva delle Camera con maggioranza assoluta dei componenti. In ogni caso il possibile varo di un decreto Ferma-Lancette potrebbe essere un aiuto importante per il prossimo governo, che avrebbe più tempo per decidere come neutralizzare la stangata Iva che invece scatterebbe a gennaio. Un recente studio del Codacons ha calcolato che l’ aggravio per ogni famiglia nel biennio 2020-2021 sarebbe di circa 1.200 euro.

Alto Adige, 21/08/2019 04:35
I 446 giorni di durata del governo tra i record di Berlusconi e Fanfani
Il governo di Giuseppe Conte e’ il 65/esimo dell’ Italia repubblicana, ma per durata, 446 giorni, si classifica al 23/o posto, insieme al Moro IV. Nella storia della Repubblica l’ esecutivo che ha totalizzato il maggior numero di giorni in carica (1.412) rimane il Berlusconi II, durato dall’ 11 maggio 2001 al 23 aprile del 2005. Secondo in classifica è sempre un esecutivo guidato dal Cavaliere, il Berlusconi IV, rimasto in sella dall’ 8 maggio del 2008 al 16 novembre del 2011. E totalizzando 1.287 giorni di durata.Il terzo governo sul podio della “resistenza” è invece quello guidato da Bettino Craxi tra il 4 maggio del 1983 e il 1 agosto del 1986, con 1.093 giorni in carica.Abbastanza longevi sono stati anche il governo Renzi che ha totalizzato 1.024 giorni di durata (tra il 22 febbraio 2014 e il 12 dicembre 2016) e il Prodi I rimasto in sella per 886 giorni dal 15 maggio 1996 al 21 ottobre del 1998.Il governo che invece ha fatto il record di brevità è stato il Fanfani II. E’ rimasto in carica per soli 22 giorni: era il 1954 e l’ esecutivo durò dal 12 gennaio al 10 febbraio. La classifica dei governi “lampo” annovera anche l’ VIII De Gasperi, in carica dal 16 luglio 1953 al 22 agosto, con soli 32 giorni all’ attivo e lo Spadolini II che è durato 100 giorni esatti tra il 23 agosto 1982 e il 1 dicembre dello stesso anno. Poco di meno del VI Fanfani , rimasto in carica dal 14 aprile 1987 al 29 luglio, per soli 102 giorni. CORRADO CHIOMINTO ROMA. Il rischio di un rincaro dell’ Iva rimane il convitato di pietra della crisi politica. Con il ricorso alle urne – ha messo in chiaro dall’ aula del Senato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – i tempi sarebbero ristrettissimi e «il nuovo governo avrebbe difficoltà nel contrastare l’ aumento dell’ Iva».Tuttavia, mentre la dialettica politica vede il leader della Lega Matteo Salvini proporre all’ attuale governo una manovra di 50 miliardi per ridurre le tasse prima delle elezioni e l’ ex premier Pd Matteo Renzi ipotizzare un diverso governo per evitare gli stessi aumenti, nelle stanze del ministero dell’ Economia si starebbe lavorando ad un salvagente tecnico. L’ ipotesi, rilanciata dal Sole 24 Ore e che trova anche qualche riscontro istituzionale, sarebbe quella di un decreto «ferma-lancette» per congelare gli aumenti rinviando di qualche mese, per ragioni eccezionali, l’ individuazione delle coperture. Si tratterebbe comunque di un intervento di ultima ratio e non l’ unica ipotesi sul tappeto. Al ministero dell’ Economia i lavori tecnici in vista della Legge del Bilancio sarebbero già iniziati e si starebbero già identificando – in una fase esclusivamente tecnica – un ventaglio di interventi per consentire di trovare le risorse e le coperture. Si tratta di un lavoro che ovviamente è finalizzato alle future misure del governo giallo-verde ma che potrebbero essere utili anche per trovare le coperture di provvedimenti che potrebbero essere ipotizzati da un futuro nuovo governo. Il nodo Iva è infatti un problema chiaro a tutti. L’ ultima legge di Bilancio ha previsto che da gennaio, se non verranno trovati tagli o risparmi di spesa adeguati, scatterà un aumento di 23 miliardi. Nel dettaglio i beni tassati con l’ aliquota del 10% subirebbero un prelievo del 13%, quelli ora al 22% salirebbero al 25,2%.È già accaduto nel passato che il governo, nell’ attesa di trovare tutte le risorse necessarie per evitare il rincaro, abbia bloccato solo per alcuni mesi gli aumenti. In due casi, poi, il rincaro previsto inizialmente per gennaio è scattato solo da ottobre: dal 20 al 21% durante il governo Berlusconi del 2011, dal 21 al 22% con il governo Letta del 2013. Il decreto ipotizzato sarebbe però diverso e, ovviamente, sarebbe solo un’ ultima ratio se non si dovesse riuscire a realizzare la manovra di Bilancio. Il nodo, anche se ci sarebbe un giudizio tecnico di fattibilità, è quello dell’ articolo 81 della Costituzione, che richiede una copertura dei provvedimenti. Il ricorso all’ indebitamento è infatti considerato solo in alcuni casi. In quello di eventi eccezionali, e certo il ricorso all’ esercizio provvisorio lo sarebbe. Oppure per un rallentamento economico – che di fatto c’ è – ma richiede una autorizzazione preventiva delle Camera con maggioranza assoluta dei componenti. In ogni caso il possibile varo di un decreto Ferma-Lancette potrebbe essere un aiuto importante per il prossimo governo, che avrebbe più tempo per decidere come neutralizzare la stangata Iva che invece scatterebbe a gennaio. Un recente studio del Codacons ha calcolato che l’ aggravio per ogni famiglia nel biennio 2020-2021 sarebbe di circa 1.200 euro.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/08/2019 03:51
novità una sanzione di 5.000 euro dall’ antitrust a una società on line che vendeva soggiorni senza averne la disponibilità in hotel
Danno biologico, più pesanti i risarcimenti per i postumi
oltre 9mila euro di multa per chi si appropria della sabbia marina
LE NOVITÀ DELLA SETTIMA NA -Offendere in pubblico un professore può costare la prigione. Lanozione di pubblico ufficialenel decreto Sicurezza bis ha allargato il concetto stabilendo che «sono pubblici ufficiali anche impiegati della pubblica amministrazioneche esercitano, permanentemente o temporaneamente, una pubblica funzione, legislativa, amministrativa o giudiziaria. Gli insegnanti delle scuole sono pubblici ufficiali a tutti gli effetti e vale per loro il principio che «Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’ onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ ufficio ed a causa o nell’ esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni». Può costare da 1549 a 9296 euro portarsi souvenir strappati alla natura dopo aver trascorso una bella vacanza al mare. E’ seve ramente vietato raccogliere unaconchigliaraccolta sulla battigia, unciottolodal colore particolare o, addirittura, di unamanciata di sabbia. Il turista farà bene a prestare attenzione, perché il confine conl’ illegalitàè alquanto labile e i controlli delle Capitanerie di Porto sono più serrati. Per l’ incauto turista/predatore non serve riferire di non sapere nulla del divieto di asportazione. Se trovato con ciottoli e conchiglie, non gli resta chepagare la sanzioneelevata dalle forze dell’ ordine, che poi provvederanno a riportare al proprio posto i tesori che l’ ambiente ha creato nei secoli. Il diritto all’ oblio può prevalere su vicende di cronaca passata. Lo ha deciso la Cassazione che, fatta eccezione per il caso di una persona che rivesta un ruolo pubblico particolare o per quello in cui la notizia mantenga nel tempo un interesse pubblico, ha stabilito che «la pubblicazione di una informazione concernente una determinata persona, a distanza di tempo da fatti ed avvenimenti che la riguardano, non può che integrare la violazione del fondamentale diritto all’ oblio». postumi di incidente. I nuovi parametri stabiliscono che per lesioni pari o inferiori al 9% il risarcimento è di ottocentoquattordici euro e ventisette centesimi a punto di invalidità definitiva, quarantasette euro e quarantanove centesimi invece, per ogni giorno di inabilità assoluta, a titolo didanno biologico temporaneo. Ildatore di lavoro che elimina lapausa pranzorilasciando ai dipendenti deibuoni pastoda spendere al di fuori dell’ orariolavo rativo, non può poi pretendere il recupero dei 15 minuti destinati alla stessa. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione: «Una prestazione lavorativa di durata ulteriore rispetto a quella ordinaria pari a 15 minuti per ogni giornata in cui viene corrisposto il buono pasto, secondo gli Ermellini, costituisce straordinario e dunque deve essere pagato come tale. La Corte di Cassazione mette un punto sulla vicenda dei medici specializzandi impiegati in corsia e non retribuiti. Negli ultimi anni ci sono stati rimborsi milionari da parte dello Stato, ma adesso i giudici di ultima istanza – partendo da una vicenda riguardante 35 clinici modenesi – ha sancito che l’ attività ospedaliera degli specializzandi non è lavorativa, ma formativa. Lo specializzando, hanno scritto i giudici, non svolge un’ attività subordinata e non è inquadrabile neanche come lavoratore autonomo, ma costituisce una particolare ipotesi di contratto formazione -lavoro oggetto di una specifica disciplina. L’ asse gno dello specializzando serve solo a sopperire alle esigenze materiali per l’ impegno a tempo pieno nella formazione». LA PUNIZIONE DEI FURBETTI -Una multa di 5000 euro è stata inflitta dall’ Antitrust ad una società del commercio on line, Hotel Clicks Srl che vendeva soggiorni senza averne la disponibilità nel le strutture alberghiere, attraverso il sito https://www.hotelsclick.com. La società poi non aveva onorato i pagamenti dei propri fornitori alle scadenze prefissate, rendendo, pertanto, informazioni ingannevoli al riguardo. Hotels Click poi ha ostacolato l’ esercizio dei diritti contrattuali al rimborso dei corrispettivi versati dalla clientela con riferimento alle prenotazioni annullate, limitandosi a comunicare ai consumatori l’ annullamento delle prenotazioni e l’ impossibilità di far fronte ai rimborsi. I consumatori non hanno visto soddisfatte le proprie ragioni creditorie derivanti dall’ annullamento delle prenotazioni, a causa dell’ inade guatezza del comportamento tenuto dalla società. DAL MONDO DELLE ASSO CIAZIONI -Si chiama A.M.I.C.A (Associazione Musicisti Italiani per l’ Arte) una nuova associazione del Codacons che difende e tutela il profilo professionale e le attività di chi fa arte. L’«associa zionecreata dal Codacons,senza scopo di lucro ha il preciso scopo di tutelare sotto il profilo giuridico, economico, professionale, gli artisti nel campo della musica di qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo realizzata o espressa estesa a interpreti, strumentisti, tecnici del suono, autori di testi di musica, produttori, dj, artisti nel campo musicale. L’ associazione si occupa del settore della produzione ed esecuzione musicale, del diritto d’ autore, della circolazione delle opere musicali ovvero ogni altra attività finalizzata alla diffusione e alla didattica musicale. Tra le principali finalità dell’ associazione rientra infatti quella di migliorare le condizioni di lavoro e offrire all’ artista le principali e adeguate garanzie relative alla sua categoria, assistendolo anche sotto il profilo giuridico e fiscale.

La Stampa (ed. Vercelli), 21/08/2019 03:35
Case vacanza con vista mare La truffa estiva viaggia online
il codacons: “no ai soldi in anticipo e attenti agli accordi con i privati”
roberto maggio vercelli L’ episodio dell’ affittacamere «fantasma» di Varazze, che ha rubato 500 euro di caparra ad un 49enne trinese convinto di assicurarsi per le ferie un piccolo appartamento in Liguria, è una delle tante trappole in cui si può cadere in estate. Case vacanze che non rispettano quanto descritto nei dépliant, immagini ingannevoli, spiagge distanti chilometri dalla casa in affitto e non «pochi metri» come raccontato sui siti di annunci on-line. La casistica dei raggiri in tempo di vacanze è ampia. Così come ampio è il ventaglio di strumenti che i truffati, a loro volta, possono usare per far valere i propri diritti. Una delle cose più sagge da fare è rivolgersi alle forze dell’ ordine, come ha fatto il trinese per la casa di Varazze. Dopo la denuncia, i militari sono riusciti a risalire all’ identità della truffatrice, una 24enne di Como, che è stata denunciata. Esistono, comunque, diverse associazioni di consumatori, che mettono in guardia le persone su come difendersi dalle insidie del . «A settembre riceviamo le segnalazioni – raccontano i legali di Codacons di Vercelli, Gattinara e Biella -, soprattutto per annunci di appartamenti che risultano inesistenti o che non rispecchiano quanto descritto. L’ anno scorso ci sono state persone che hanno pagato la cauzione anticipata e poi si sono trovate con nulla in mano. Abbiamo avuto casi che sono proseguiti con una denuncia penale, mentre se la truffa è di natura civilistica si procede con una diffida. Abbiamo anche richieste per “danno da vacanza rovinata”, un danno riconosciuto dal Codice del turismo». Di che cosa si tratta? «Di una vacanza non all’ altezza delle aspettative – spiegano dall’ associazione dei consumatori -, oppure proposta con una formula ingannevole, ad esempio con immagini di una casa comoda che in realtà non lo è. O ancora l’ appartamento preso in affitto non rispecchia la descrizione inserita nei cataloghi. A quel punto si può procedere con una prima diffida o lettera dell’ avvocato, e poi una richiesta di risarcimento danni». Come non cadere in queste trappole? «Non pagare in anticipo, o affidarsi a siti sicuri dove ci siano recensioni di altri utenti – proseguono da Codacons -. Stipulare accordi con privati, magari tramite siti di annunci, è più rischioso. Se si vuole percorrere questa strada è meglio scegliere siti sicuri e noti. Purtroppo la gente va sempre meno in agenzia. Infine, se si può, è sempre meglio visionare prima l’ appartamento». Codacons Vercelli segue anche casi di ritardi dei voli aerei, oltre le 3-5 ore: «Per alcuni ritardi, già da giugno di quest’ anno – concludono i legali dell’ associazione – sono stati versati gli indennizzi». – c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI “Affidarsi a siti sicuri e conosciuti; purtroppo si va sempre meno in agenzia” Case vacanze con sorpresa: può accadere che l’ alloggio con vista mare, prenotato online, si riveli una truffa.
roberto maggio

La Sentinella del Canavese, 21/08/2019 03:32
montalto dora
Truffa del catalogo da settemila euro Vittima una 60enne
ingannata, firma un contratto di acquisto di materassi poi si rivolge all’ associazione di consumatori di ivrea
Erica Aimone Secat Montalto Dora. I truffatori hanno colpito ancora in Eporediese. A farne le spese una donna, sessantenne, residente a Montalto Dora, che, dopo aver capito di essere stata vittima di un raggiro, si è rivolta disperata all’ associazione consumatori Codacons di via Circonvallazione a Ivrea. La truffaIl modus operandi dei truffatori è stato quantomai articolato. Qualche settimana fa la signora ha ricevuto una telefonata da un’ incaricata di un’ azienda produttrice di materassi, con sede nel Veneto. La venditrice le ha proposto un’ interessante offerta commerciale. La donna ha detto di non volere acquistare nulla ma, su richiesta dell’ incaricata, ha accettato di ricevere a casa il catalogo dei prodotti aziendali. Qualche giorno dopo a casa della vittima arriva un giovane che le suona il campanello. La donna dice al ragazzo di lasciargli il catalogo nella buca delle lettere, ma in risposta l’ incaricato gli chiede di firmare un modulo per presa visione. La donna cade nella rete, firma il foglio. Non si tratta di un modulo di presa visione, bensì di un contratto per la fornitura di materassi per un ammontare di 7mila euro all’ anno. Secondo stepQuando la signora se ne rende conto, chiede il recesso. A quel punto l’ incaricato si ripresenta nuovamente a casa della donna dicendole che se avesse acquistato un aspirapolvere del valore di 3.500 euro il contratto precedente sarebbe stato stracciato. La donna, spaventatissima, accetta e consegna all’ incaricato 400 euro in contanti. Nei giorni successivi si rende condo di essere stata vittima di una truffa e si rivolge al Codacons che invia la segnalazione all’ azienda fornitrice e all’ antitrust. «Non è la prima volta che ci siano residenti in Canavese vittime di quella che in gergo viene chiamata la “truffa del catalogo” – spiega uno dei volontari del Codacons a Ivrea – Si tratta di persone senza scrupolo che dopo essere stati smascherati chiudono una partita Iva e ne aprono un’ altra intestata a un’ altra persona. La nostra raccomandazione è di fare molta attenzione e di non firmare nessun documento senza essere sicuri di ciò che si sta facendo. Solitamente queste persone quando si vedono recapitare una mail o una raccomandata dal Codacons strappano il contratto fasullo. Noi siamo disponibili per qualsiasi segnalazione. Il nostro ufficio si trova in via Circonvallazione 20 a Ivrea. Rispondiamo anche al numero di telefono 0125/425789 e all’ indirizzo mail codacons. canavese@gmail.com». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

La Stampa, 21/08/2019 03:00
l’ osservatorio sulle comunicazioni agcom ha fatto i conti sui principali rincari degli ultimi 10 anni al terzo posto la tassa per i rifiuti con una stangata del 26%, scendono solo le tariffe telefoniche
Bollette, il record degli aumenti va all’ acqua e all’ elettricità
Sandra Riccio M ilano Quelle che una volta erano le mini-bollette, da 20 o magari 25 euro, non esistono più. Le hanno spazzate via gli ultimi dieci anni di rincari record su tutti i fronti. Nel periodo che va dal 2008 fino al 2018 sono scattati verso l’ alto i prezzi della gran parte dei servizi che arrivano nelle case delle famiglie. A guidare la corsa degli aumenti è stata la bolletta dell’ acqua che, nell’ arco di tempo considerato, è aumentata nettamente con un balzo deil 64,8%. In controtendenza, invece, le bollette della telefonia mobile che dal 2008 al 2018 sono scese di circa il 20%, a causa della concorrenza e della guerra delle tariffe. I conti li ha fatti un recente studio diffuso dall’ Osservatorio sulle comunicazioni Agcom che ha raccolto i dati di tutte le utilities. L’ analisi ha stilato una vera e propria classifica delle stangate che i consumatori hanno dovuto incassare negli ultimi anni. Se in testa ai rialzi si è piazzata la spesa per l’ acqua, il secondo costo diventato più caro è risultato essere quello per la bolletta della luce. Molti se ne sono accorti. Nel periodo, questa voce è rincarata di più di un terzo (+35,2%) nonostante un mercato tutelato che dovrebbe calmierare le uscite delle famiglie per l’ elettricità. La terza voce cresciuta di più è stata invece quella della tariffa per i rifiuti. Qui i rialzi sono stati del 26%. In classifica, al quarto e quinto posto, ci sono anche i servizi per il trasporto: i mezzi pubblici sono saliti del 24,3% mentre il biglietto del treno è incrementato del 18,6%. Fanalino di coda tra tutte le voci che ogni mese pesano sui bilanci dei consumatori è risultata essere l’ utenza per il gas. Qui le famiglie, in dieci anni si sono ritrovate a sborsare il 16,8% in più. Il salasso degli aumenti di acqua, luce e rifiuti non è sfuggito alle associazioni di consumatori. «E’ un fenomeno che è cresciuto negli ultimi due, tre anni – spiega Pietro Moretti dell’ Aduc -. Sono soprattutto i pensionati a chiederci spiegazioni sull’ aumento. Tante volte non capiscono le voci elencate in fattura e vogliono sapere perché pagano tanto di più rispetto a qualche anno fa». E’ il caso delle utenze della luce. «Il costo dell’ energia è anche meno di un terzo dell’ ammontare da pagare a fine mese – spiega l’ esperto -. Il resto del conto va a coprire accise e oneri vari». Sugli aumenti ha inciso anche il nuovo corso sulla tassazione locale. I tagli a livello nazionale sono ricaduti sulle amministrazioni locali che spesso hanno rincarato i prezzi delle diverse utenze. «Gli aumenti delle tariffe negli ultimi 10 anni – conclude il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – hanno impoverito le famiglie, con un impatto più forte sui nuclei a reddito medio-basso. Questo perché si tratta di incrementi che hanno colpito servizi indispensabili e beni primari, di cui non è possibile privarsi, come acqua ed energia. – c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI il caso.
sandra riccio

La Verità, 21/08/2019 02:25
Tariffe telefoniche, rincari del 54% Il Codacons: «Negati anche i rimborsi»
modifiche ai piani tariffari: costi tra i 2 e i 3 euro in più al mese nessun indennizzo per l’ introduzione delle bollette a 28 giorni
Chiara MericoAumenti record, con punte di oltre il 54%: per le tariffe telefoniche l’ estate ha portato con sé una nuova ondata di rincari, mentre la strada per far sì che i consumatori ricevano i rimborsi disposti dall’ Agcom per l’ introduzione della tariffazione a 28 giorni sembra ancora lunga e in salita.La denuncia sulla calda estate della telefonia è arrivata dal Codacons, secondo cui rispetto allo scorso anno le tariffe delle schede ricaricabili offerte dai principali operatori (Tim, Vodafone, Wind-Tre) sono aumentate con punte del 54,10%, come ha confermato anche un’ analisi di SosTariffe.it. Nelle ultime settimane, ha spiegato l’ associazione dei consumatori, gli utenti hanno ricevuto dalle compagnie telefoniche avvisi relativi a modifiche dei piani tariffari, «tutte ovviamente al rialzo», con costi che lievitano – a seconda dell’ operatore e dell’ offerta – tra i 2 e i 3 euro in più al mese. Non solo: il Codacons ha anche avvertito che a «settembre scatteranno nuovi adeguamenti» al rialzo delle tariffe. Si tratta di «aumenti applicati dalle società della telefonia con l’ unico scopo di recuperare i minori introiti legati alle bollette a 28 giorni e compensare i rimborsi che devono versare ai propri clienti per effetto delle decisioni dell’ Agcom», ha precisato il presidente Carlo Rienzi.indennizzi a 28 giorniE proprio su questo tema, quello degli indennizzi per le bollette a 28 giorni, secondo Rienzi «si sta registrando un vero e proprio scandalo: gli operatori stanno ostacolando in ogni modo la corresponsione dei rimborsi spettanti ai consumatori, eludendo le disposizioni dell’ Agcom e del Consiglio di Stato che stabiliscono che gli indennizzi devono essere versati in automatico e senza necessità di esplicita richiesta da parte degli utenti». Su questo fatto, definito dal Codacons un «nuovo illecito», l’ associazione ha fatto sapere di aver presentato nei giorni scorsi «una nuova denuncia all’ Antitrust e all’ Autorità per le comunicazioni chiedendo una sanzione pesantissima contro le compagnie telefoniche».Il tema ha suscitato anche la reazione dell’ Unione nazionale consumatori, che per bocca del presidente Massimiliano Dona ha fatto sapere di aver «già depositato sia all’ Antitrust che all’ Autorità delle Comunicazioni un esposto contro le compagnie telefoniche non solo per i mancati rimborsi, ma anche perché pretendono che i consumatori presentino una domanda di ristoro, quando è evidente che le delibere dell’ Agcom prevedono un indennizzo automatico, sotto forma di posticipo della data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli illegittimamente erosi con la fatturazione a 28 giorni. Ora attendiamo una condanna rapida da parte delle Authority», ha concluso Dona.In base all’ ultima sentenza del Consiglio di Stato, dello scorso 4 luglio, le compagnie telefoniche dovranno infatti rimborsare i consumatori per le tariffe a 28 giorni, dichiarate anche illegittime da una legge del 2017. Per farlo, secondo i consumatori gli operatori dovranno posticipare la data di decorrenza delle fatture per un numero di giorni pari a quelli erosi ai consumatori nel periodo in cui era in vigore la fatturazione a 28 giorni, cioè tra il 23 giugno 2017 e i primi giorni di aprile 2018, con la possibilità di «spalmarli» su più bollette. Il comportamento delle società di telefonia è finito anche sotto la lente dell’ Antitrust, che sta indagando sull’ esistenza di un presunto cartello: oggetto dell’ indagine è l’ ipotesi che gli operatori, dopo aver ripristinato la fatturazione su base mensile, si sarebbero accordati per rimodulare le tariffe e mantenere illegalmente gli aumenti ottenuti con la fatturazione a 28 giorni, pari a circa l’ 8,6% annuo.obbligo di trasparenzaOra l’ Agcom si è detta pronta a far luce sui nuovi rincari estivi denunciati dal Codacons. Come ha spiegato Francesco Posteraro, commissario responsabile per i servizi e i prodotti, in un’ intervista alla Stampa, l’ Authority verificherà «se gli aumenti a raffica delle tariffe di telefonia mobile di questa estate siano in linea con le normative vigenti». Per il commissario «c’ è da dire che il settore era un po’ in sofferenza e i ricavi erano attesi», e che è difficile prevedere se ci possano essere ulteriori ritocchi al rialzo nei prossimi mesi. Gli operatori, ha spiegato Posteraro, «possono cambiare le condizioni contrattuali previste dai diversi piani tariffari», ma sono comunque tenuti a «introdurre le variazioni in maniera trasparente. Nel caso di cambiamenti e di ritocchi sui prezzi, i consumatori possono decidere di rivolgersi a un altro operatore, senza dover pagare costi di disattivazione, né penali». Per quanto riguarda invece il caso delle bollette a 28 giorni le compagnie, ha confermato il commissario, sono tenute a rimborsare i clienti ma questo non è ancora avvenuto. «A noi risulta questo, poi le diverse società di tlc diranno la loro e si difenderanno nell’ ambito del procedimento in corso». E su questo tema, come sui nuovi rincari, i consumatori non sembrano disposti a cedere.

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