Rassegna stampa del 21/8/2018
Vicenza Today, 21/08/2018 20:18
Crack BPVi: frattura tra gli ex soci sul decreto “salva risparmio”
la nota associazione dei consumatori del veneto ha attaccato il presidente di «noi che credevamo nella bpvi» che replica per le rime
Attorno ai ristori che potrebbero giungere ai risparmiatori colpiti dal crac delle ex popolari venete è scoppiata una polemica al vetriolo in seno ai gruppi che rappresentano gli stessi denneggiati. Da una parte c’ è il Codacons veneto, che con altri, considera un buon punto di partenza il provvedimento varato dal precedente governo di centrosinistra. Dall’ altra c’ è l’ associazione «Noi che credevano nella Banca popolare di Vicenza» che invece ritiene quel decreto poco efficace e che oggi pomeriggio ha inviato una letteraccia proprio al Codacons. IL CASUS BELLI Il casus belli va ricondotto alla giornata di lunedì quando il Codacons e altre associazioni si sono ritrovate a palazzo Trissino per un momento di approfondimento sul cosiddetto decreto salva risparmio fortemente voluto dall’ ex sottosegretario all’ Economia Pierpaolo Baretta poi ereditato dall’ attuale governo composto da M5S e Lega. Più nel dettaglio Giovanni Coviello, direttore di Vicenzapiu.com, che nel frattempo era entrato in possesso del decreto attuativo del provvedimento varato durante la precedente legislatura (pubblicato sulla sua testata), si era preso la briga di illustrare le parti salienti di un documento che sta facendo discutere anche l’ attuale esecutivo, almeno per le indiscrezioni che arrivano da Roma. Si tratta infatti di una disposizione che in diversi ambienti del Cinque stelle e in molti ambienti del Carroccio vorrebbe essere riscritto proprio affinché siano fornite ai risparmiatori più armi giuridiche per chiedere il maltolto. Il Codacons però, col presidente veneto Franco Conte, non la pensa così. Ritiene infatti il pacchetto Baretta più che idoneo allo scopo, tanto da aver minacciato un esposto contro «Noi che credevamo nella Banca popolare», associazione capitanata da Luigi Ugone, «per propaganda ingannevole» così almeno riporta il Corriere del Veneto a pagina 12 nella edizione vicentina in edicola martedì. LA REPLICA La replica di Ugone (però non si è fatta attendere. «La prego di perdonarmi, ma non credo di sapere chi Lei sia poiche l’ unico Conte di cui sono a conoscenza, nella vicenda banche venete, e il premier Giuseppe Conte» spiega lo stesso Ugone in una laconica missiva al vetriolo indirizzata oggi al Codacons nella quale si aggiunge altro fiele: «La prego comunque di depositare quanto prima l’ esposto che Lei minaccia nei miei confronti… cosi da passare finalmente dalle parole ai fatti e inoltre per darmi modo, una volta per tutte, di confrontarmi sulla questione fondo di ristoro Baretta che piace tanto a Lei, al Pd, al passato governo e all’ Europa, ma non a noi risparmiatori». Parole che pensano come pietre anche alla luce del fatto che sempre ieri l’ associazione presieduta da Ugone, che non ha preso parte al momento di approfondimento coordinato da Coviello, ha protestato duramente contro la proposta dell’ ex governo di centrosinistra proprio davanti ai cancelli di palazzo Trissino. Una pretesta «musurata ma dura nei contenuti» alla fine della quale Ugone ha parlato per pochi attimi col primo cittadino berico Francesco Rucco chiedendo un incontro col neosindaco di centrodestra eletto poche settimane fa. «Poiché mi risulta che Franco Conte faccia l’ avvocato e poiché immagino sia un professionista preparato, vorrei capire a quale illecito o condotta censurabile si possa addossare a chi come noi muove una critica tecnico-giuridica ad un atto politico quale è il decreto d’ un governo. Questo vorrei proprio capirlo». IL PUNTO 1 / 2 continua a leggere l’ articolo.
Puglia Live, 21/08/2018 19:36
CODACONS SU PONTI A RISCHIO IN PUGLIA
21/08/2018 ALTRI PONTI DA VERIFICARE IN REGIONE: CHIESTO BLOCCO DEI MEZZI PESANTI DI 30 GG. PER PROVVEDERE ALLE VERIFICHE CONGIUNTE GENIO MILITARE/GESTORI DELLE STRADE CODACONS: LE VERIFICHE NON SI POSSONO PIÙ RIMANDARE, PREFETTI RESPONSABILI DELLA SICUREZZA PUBBLICA Allindomani della tragedia accaduta a Genova il Codacons concentra la sua attenzione sullo stato delle infrastrutture sul territorio, e con riferimento alla Regione Puglia ha indicato una seria di manufatti che necessiterebbero di verifiche e indagini per accertarne il livello di sicurezza. Ora grazie anche alle segnalazioni arrivate da parte dei ci ttadini – la lista si arricchisce. Ecco quindi l’ elenco aggiornato: SS16 bis Viadotto, Trani Tangenziale Est di Lecce per 11 Km, altezza uscita a destra 9B (Merine-Vernole-Melendugno) Ponte girevole di Taranto LAssociazione chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia/viadotti per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura. E impiego del genio militare non di privati per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare limpatto sul traffico. In questo senso il Codacons ha deciso di diffidare il prefetto di Barletta-Andria-Trani. A lui, chiamato in causa quale responsabile diretto della sicurezza pubblica, lAssociazione chiede di disporre un blocco temporaneo per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che simpone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere unattenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per leconomia e il commercio (vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei TIR nel loro Comune). Intanto lAssociazione ha chiesto al Ministro dei Trasporti di poter partecipare alle indagini della commissione nominata per la verifica dellevento tragico e ha designato come propri esperti la geologa Anna Improta e lingegner Nello Nazaria. Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei cittadini pugliesi che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio. Per contattare lAssociazione basta scrivere allindirizzo [email protected], o contattare il numero verde 800.582493.
libero.it, 21/08/2018 19:18
Lombardia: Codacons, avviare verifiche su ponti e fermare mezzi pesanti
Milano, 21 ago. (AdnKronos) – Sono almeno otto i ponti e i viadotti in Lombardia per i quali il Codacons chiede verifiche sul livello di sicurezza, con sospensione del traffico dei mezzi pesanti per almeno 30 giorni. Si tratta del cavalcavia Isella a Lecco, il viadotto dei Lavatoi, a Como, il viadotto di Ponte di Legno, il ponte del Passo a Sorico e uno svincolo, il 26, e tre ponti, il 10, il 12 e i 14 sulla Milano-Meda. Il Codacons chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia per 30 giorni, “così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura. E impiego del genio militare, non di privati, per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico”, si spiega dall’ associazione.
Tutt’Oggi, 21/08/2018 18:20
Viadotti in Umbria, Codacons diffida il prefetto di Perugia
“sui casi segnalati a perugia intervenga il genio civile”. anche unione consumatori invita a segnalare situazioni a rischio sulle strade della regione
share 0 shares Share Tweet Pin Dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, a Perugia il Codacons ha deciso di diffidare il prefetto, chiedendo il blocco dei pezzi pesanti, per 30 giorni, sui viadotti che necessitano di particolari controlli. In particolare, sotto la lente dell’ associazione consumatori ci sono i cavalcavia di Ponte San Giovanni e di Collestrada, nel tratto perugino della E45, nonostante l’ Anas abbia spiegato che per uno si è intervenuti un anno fa, mentre per l’ altro sono prevosti interventi di manutenzione. Ma il Codacons insiste: vanno accertate le loro condizioni. E chiede appunto il blocco dei mezzi pesanti per 30 giorni, così da consentire ai tecnici di effettuare le verifiche. “Non privati”, avverte il Codacons, ma impiegando il genio militare insieme ai gestori. Crollo ponte Morandi, il racconto dei vigili del fuoco umbri a Genova Codacons spiega che il prefetto di Perugia è chiamato in causa “quale responsabile diretto della sicurezza pubblica”. E mette a disposizione il suo staff legale per i cittadini umbri che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio, scrivendo all’ indirizzo [email protected], o contattando il numero verde 800.582493. Analoga iniziativa era stata assunta, subito dopo Ferragosto, dall’ Unione consumatori dell’ Umbria, con l’ avvocato Isabella Giasprini che aveva invitato gli umbri a segnalare comprovate situazioni di pericolo in merito a strade, ponti, viadotti, gallerie in Umbria, così da segnalarli alle autorità competenti. I contatti: [email protected] e [email protected]. share 0 shares Share Tweet Pin Commenti Stampa.
La Riviera Online, 21/08/2018 18:18
Alessandro Nicolò: “A rischio sismico 9 edifici scolastici su 10”
“La drastica misura richiesta dal Codacons ai prefetti della Calabria di differire l’ apertura dell’ anno scolastico per verificare la vulnerabilità sismica degli immobili è un segnale inquietante”. Lo afferma in una nota il consigliere regionale Alessandro Nicolò che ha già posto la questione alla Giunta regionale attraverso due distinte interrogazioni nel tempo: la prima del 31 agosto 2016 in ordine al Piano di prevenzione del rischio sismico, a cui si rispondeva indicando gli strumenti predisposti dalla Regione con l’ obiettivo di individuare le zone ad alto rischio sismico e che si era avviato un aggiornamento del “Rapporto Barberi” in modo tale da avere un quadro aggiornato degli edifici strategici e del loro grado di vulnerabilità; la seconda interrogazione, datata 20 agosto 2018, in ordine al rischio sismico degli edifici scolastici al fine di conoscere lo stato degli interventi e degli accertamenti ad oggi effettuati così come prospettato nella risposta pervenuta in data 16 settembre 2016. “Pertanto, servono adeguati interventi in un’ ottica di prevenzione, come sostenuto anche attraverso una mozione presentata nel settembre 2016, con la quale si chiedeva una seduta ad hoc dell’ Assemblea allo scopo di verificare l’ operatività della nostra rete organizzativa, al fine di sollecitare l’ adozione di adeguati interventi e di idonee misure antisismiche”. “Secondo alcune fonti attendibili, peraltro evidenziate da Codacons, almeno nove edifici su dieci che ospitano aule scolastiche non possiedono i requisiti minimi ai sensi della normativa antisismica. Non si vogliono creare allarmismi ed al di là di ogni fatalismo – sostiene Nicolò – la Giunta regionale deve necessariamente intervenire per fare chiarezza. I dati rappresentati dal Codacons – avverte il Consigliere regionale di FdI – sono fortemente preoccupanti e dalle verifiche effettuate dall’ associazione, risultano censiti 2.408 edifici scolastici, di cui solo per 1909 plessi si hanno a disposizione i dati tecnici. Ed ancora: 832 sono gli edifici in possesso del certificato di collaudo statico ed appena 382 hanno ottenuto il certificato di agibilità. Praticamente l’ 85% delle scuole calabresi potrebbe non essere agibile”. “La Regione – afferma Alessandro Nicolò – dovrà esperire tutte le azioni utili per offrire soluzioni adeguate. Serve un censimento dell’ edilizia scolastica ai fini dell’ attestazione e della conoscenza degli standard canonici sotto il profilo della sicurezza degli edifici adibiti a scuole, scongiurando potenziali conseguenze negative al verificarsi di eventi sismici. Sarebbe auspicabile quanto opportuno – conclude l’ On. Nicolò – che il Governo regionale si adoperasse da subito in un lavoro rapido ed efficace che non può essere oltre rinviabile e che impone una conoscenza approfondita per ridurre a livelli fisiologici effetti altrimenti disastrosi in caso di terremoti di una certa intensità”.
Catania Oggi, 21/08/2018 18:14
Lombardia: Codacons, avviare verifiche su ponti e fermare mezzi pesanti
Milano, 21 ago. (AdnKronos) – Sono almeno otto i ponti e i viadotti in Lombardia per i quali il Codacons chiede verifiche sul livello di sicurezza, con sospensione del traffico dei mezzi pesanti per almeno 30 giorni. Si tratta del cavalcavia Isella a Lecco, il viadotto dei Lavatoi, a Como, il viadotto di Ponte di Legno, il ponte del Passo a Sorico e uno svincolo, il 26, e tre ponti, il 10, il 12 e i 14 sulla Milano-Meda. Il Codacons chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia per 30 giorni, “così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura. E impiego del genio militare, non di privati, per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico”, si spiega dall’ associazione. Inoltre il Codacons ha deciso di diffidare i prefetti di Lecco, Como, Milano, Monza e Brianza. “A loro, chiamati in causa quali responsabili diretti della sicurezza pubblica, l’ associazione chiede di disporre un blocco ‘temporaneo’ per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’ impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’ economia e il commercio”, si sottolinea.
Bari Today, 21/08/2018 18:13
Ponti e viadotti a rischio, la proposta di Ance Puglia giovani: “Task force per il monitoraggio delle infrastrutture”
la proposta di luigi de santis, presidente dell’ associazione che rappresenta i giovani costruttori edili pugliesi: “pronti a mettere a disposizione competenze”
Task force regionali per procedere alla mappatura delle infrastrutture ‘a rischio’ presenti sul territorio. A lanciare la proposta è il presidente di Ance Puglia giovani, Luigi De Santis. Mappare le infrastrutture: la disponibilità di Ance “La tragedia di Genova deve risvegliare coscienze e impegno di chi, a livello centrale e periferico, ha la responsabilità della sicurezza delle infrastrutture viarie – afferma De Santis in una nota – La proposta del Codacons di un monitoraggio immediato di ponti e viadotti più a rischio è assolutamente di buon senso; ancora più efficace potrebbe rivelarsi la creazione, magari proprio a partire dalla Puglia, di task force regionali con pieni poteri, adeguate risorse e coordinate dal Ministero, in cui associazioni di categoria, ordini professionali e tecnici esperti procedano nel tempo più rapido possibile alla mappatura delle infrastrutture, a partire da quelle più critiche, e all’ elaborazione, insieme alle imprese costruttrici, di veri e propri ‘libretti di revisione’ per ciascuna di esse. In questo percorso Ance è pronta a mettere a disposizione le competenze maturate in decenni di attività da tante aziende associate con un know how specifico nella realizzazione di ponti e viadotti in Italia e all’ estero”. “Non bloccare grandi opere strategiche” “L’ emotività di questi giorni – continua De Santis – non affossi le grandi opere strategiche di cui la Puglia e l’ Italia hanno bisogno: sarebbe il colpo di grazia per la credibilità del nostro Paese all’ estero, ai minimi storici agli occhi di associazioni imprenditoriali, investitori e diplomatici. Le incertezze sulla Tap, un progetto già autorizzato e che coinvolge svariati Governi, minano la possibilità di attrarre investimenti per iniziative imprenditoriali in cui le garanzie sono offerte solo da amministrazioni locali. A questo vanno sommati i soliti problemi legati alla “lentocrazia”, causa principale delle 54 incompiute in Puglia e delle 647 a livello nazionale, e la tendenza di molti giovani imprenditori, anche pugliesi, a guardare con interesse all’ estero per avviare nuovi investimenti». «Questa percezione negativa nasce dall’ atteggiamento ondivago del Governo sul tema delle infrastrutture e sull’ approccio della sua componente più populista, che contrappone la creazione di grandi infrastrutture con quella di piccole opere; una visione semplicistica che inganna i cittadini e che avversiamo. Se questo è il governo del cambiamento – conclude De Santis – su Tap e Ilva prenda decisioni basate su valutazioni concrete. Mai come adesso la Puglia è al centro dell’ attenzione nazionale e internazionale per questioni di sviluppo economico e industriale, oltre che turistico. Gli amministratori locali, a prescindere dal proprio schieramento politico, dimostrino un approccio scevro da pregiudizi per favorire lo sviluppo dei territori”.
LeccePrima, 21/08/2018 17:29
“Verifiche sulla tangenziale est di Lecce”. Il faro del Codacons sulle infrastrutture
l’ associazione continua a raccogliere le segnalazioni dei cittadini su ponti e viadotti e chiede il blocco dei mezzi pesanti in transito per 30 giorni
LECCE – Occhi aperti sullo stato di deterioramento delle infrastrutture pugliesi. All’ indomani dell’ immane tragedia del crollo del Ponte Morandi accaduta a Genova, l’ attenzione delle istituzioni e dei cittadini si è concentrata su ponti, viadotti e cavalcavia ritenuti “a rischio”. È accaduto anche in Puglia dove il Codacons si è messo al lavoro per indicare quei manufatti che necessiterebbero di verifiche e indagini, allo scopo di accertarne il livello di sicurezza. La lista stilata dall’ associazione dei consumatori si è allungata grazie alle segnalazioni di residenti ed automobilisti in transito e l’ elenco, aggiornato ad oggi, comprende anche la tangenziale est di Lecce per 11 chilometri, altezza uscita a destra 9B (Merine-Vernole-Melendugno). A quest’ arteria, finita sotto la lente di ingrandimento del Codacons, si aggiungono il ponte girevole di Taranto e il viadotto di Trani lungo la strada statale 16. L’ associazione, in forma precauzionale, ha chiesto il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia e viadotti per 30 giorni; il tempo necessario per permettere ai tecnici di effettuare le dovute verifiche sullo stato e la sicurezza delle strutture. Codacons ha anche proposto di impiegare il genio militare, anziché i privati, per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico. Per rendere più efficace la propria azione, il Codacons ha messo il proprio staff legale a disposizione dei cittadini pugliesi intenzionati a segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio. Per contattare l’ Associazione basta scrivere all’ indirizzo [email protected], o contattare il numero verde 800.582493. E intanto l’ associazione ha anche chiesto al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, di poter partecipare alle indagini della commissione nominata per la verifica dell’ evento tragico e ha designato come propri esperti la geologa Anna Improta e l’ ingegner Nello Nazaria.
Urban Post, 21/08/2018 16:56
Ponti a rischio in Italia: allarme per la E45, la Orte-Ravenna
news
E’ considerata da sempre un’ arteria strategica, con il suo tracciato che attraversa il cuore dell’ Italia. Ma la SS3 bis Tiberina, meglio nota con il suo nome europeo E45, è una strada vecchia. Come vecchi sono i suoi ponti, costruiti negli anni ’70 quando fu realizzata la superstrada a 2 corsie per ogni ogni senso di marcia. Oggi, come confermato da uno dei tecnici che meglio conoscono questa strada, sono tra i ponti considerati a rischio in Italia. E la preoccupazione sale, prima di tutto tra chi la percorre molto spesso, avanti e indietro, tra Orte e Ravenna. La E45 è infatti tra le arterie più trafficate d’ Italia, rappresentando una comoda alternativa al valico appenninico tra Bologna e Firenze. «Chiediamo formalmente che il presidente della Provincia, Davide Drei, attivi, con il suo omologo di Arezzo, il presidente Roberto Vasai, un tavolo di lavoro e verifica sullo stato dell’ arte dell’ E45». A parlare è Fabrizio Ragni, coordinatore provinciale di Forza Italia Forlì-Cesena, preoccupato come molti altri delle parole di Giovanni Cardinali, ex ingegnere capo della provincia di Arezzo ed esperto di infrastrutture. «Si tratta di una strada costruita prima della classificazione sismica di Bagno di Romagna e Pieve Santo Stefano, località che ha visto un recente crollo della carreggiata – ricorda in una nota l’ esponente politico romagnolo – Una strada costruita con il vecchio cemento armato precompresso, sensibile al freddo, al vento, all’ escursione termica, alla corrosione ed alla trazione, diventato tristemente noto a Genova. Materiale che sembrava perfetto negli anni ’60 ma oggi assolutamente superato». Negli ultimi due anni sono stati numerosi gli interventi di manutenzione agli altissimi viadotti della E45 tra Verghereto, Bagno di Romagna e Sarsina. L’ importante arteria è sempre costellata di cantieri, con non poche difficoltà per gli automobilisti e i numerosi mezzi pesanti che la utilizzano per raggiungere Roma dalla costa romagnola e dal Veneto. «L’ Anas – prosegue Fabrizio Ragni – ha risposto ai sindaci dei Comuni della Valle del Savio ed al Comune di Pieve Santo Stefano che saranno effettuate verifiche tecniche ai ponti, viadotti, gallerie, lungo tutta la E45. Chiediamo che nel tavolo trans-provinciale Forlì-Cesena-Arezzo da noi richiesto si deliberi la nomina di tecnici ed esperti super partes e non soltanto nominati dall’ Anas per evitare che a controllare lo stato dell’ arte dell’ E45 sia lo stesso controllato». Anche il Codacons si è associato alla richiesta di immediate verifiche ai ponti sulla E45, con temporaneo stop alla circolazione dei mezzi pesanti. E come dargli torto. I piloni di molti dei viadotti romagnoli della E45 mostrano segni di notevole logorio. “Più si prosegue verso l’ entroterra, più i piloni acquistano le sembianze di una scacchiera”, scrive il Corriere di Romagna segnalando i ponti che presentano evidenti segni di deterioramento in particolare nei passaggi sopra a Cesena e al suo vasto territorio comunale. Su Facebook è nato un gruppo dal nome “Vergogna E45”, con l’ obiettivo “raccogliere testimonianze sullo stato di degrado della E45, e idee su come provare a risolvere questo problema”. Le segnalazioni sono veramente tante, soprattutto per i disagi creati dai cantieri. E Anas che dice? In questi giorni “bollenti” per le infrastrutture italiane dopo la tragedia di Genova, l’ ente nazionale delle strade fa sapere che “sono al lavoro 110 ispettori che da inizio anno hanno eseguito oltre 26mila ispezioni su più di 13mila opere tra ponti, viadotti e cavalcavia”. Tra questi ci saranno anche quelli della E45? Leggi anche – Il crollo del ponte Morandi a Genova.
Il Dispaccio, 21/08/2018 16:16
Nicolò (FdI): “Vulnerabilità sismica delle istituti calabresi? Serve un censimento dell’ edilizia scolastica”
“La drastica misura richiesta dal Codacons ai prefetti della Calabria di differire l’ apertura dell’ anno scolastico per verificare la vulnerabilità sismica degli immobili è un segnale inquietante”. Lo afferma in una nota il consigliere regionale Alessandro Nicolò che ha già posto la questione alla Giunta regionale attraverso due distinte interrogazioni nel tempo: la prima del 31 agosto 2016 in ordine al Piano di prevenzione del rischio sismico, a cui si rispondeva indicando gli strumenti predisposti dalla Regione con l’ obiettivo di individuare le zone ad alto rischio sismico e che si era avviato un aggiornamento del “Rapporto Barberi” in modo tale da avere un quadro aggiornato degli edifici strategici e del loro grado di vulnerabilità; la seconda interrogazione, datata 20 agosto 2018, in ordine al rischio sismico degli edifici scolastici al fine di conoscere lo stato degli interventi e degli accertamenti ad oggi effettuati così come prospettato nella risposta pervenuta in data 16 settembre 2016. “Pertanto, servono adeguati interventi in un’ ottica di prevenzione, come sostenuto anche attraverso una mozione presentata nel settembre 2016, con la quale si chiedeva una seduta ad hoc dell’ Assemblea allo scopo di verificare l’ operatività della nostra rete organizzativa, al fine di sollecitare l’ adozione di adeguati interventi e di idonee misure antisismiche”. “Secondo alcune fonti attendibili, peraltro evidenziate da Codacons, almeno nove edifici su dieci che ospitano aule scolastiche non possiedono i requisiti minimi ai sensi della normativa antisismica. Non si vogliono creare allarmismi ed al di là di ogni fatalismo – sostiene Nicolò – la Giunta regionale deve necessariamente intervenire per fare chiarezza. I dati rappresentati dal Codacons – avverte il Consigliere regionale di FdI – sono fortemente preoccupanti e dalle verifiche effettuate dall’ associazione, risultano censiti 2.408 edifici scolastici, di cui solo per 1909 plessi si hanno a disposizione i dati tecnici. Ed ancora: 832 sono gli edifici in possesso del certificato di collaudo statico ed appena 382 hanno ottenuto il certificato di agibilità. Praticamente l’ 85% delle scuole calabresi potrebbe non essere agibile”. “La Regione – afferma Alessandro Nicolò – dovrà esperire tutte le azioni utili per offrire soluzioni adeguate. Serve un censimento dell’ edilizia scolastica ai fini dell’ attestazione e della conoscenza degli standard canonici sotto il profilo della sicurezza degli edifici adibiti a scuole, scongiurando potenziali conseguenze negative al verificarsi di eventi sismici. Sarebbe auspicabile quanto opportuno – conclude l’ On. Nicolò – che il Governo regionale si adoperasse da subito in un lavoro rapido ed efficace che non può essere oltre rinviabile e che impone una conoscenza approfondita per ridurre a livelli fisiologici effetti altrimenti disastrosi in caso di terremoti di una certa intensità”.
Stretto , 21/08/2018 15:32
Calabria, Nicolò: “la misura richiesta dal Codacons ai prefetti di differire l’ apertura dell’ anno scolastico per verificare la vulnerabilità sismica degli immobili è un segnale inquietante”
nicolò: “la drastica misura richiesta dal codacons ai prefetti della calabria di differire l’ apertura dell’ anno scolastico per verificare la vulnerabilità sismica degli immobili è un segnale inquietante”
“La drastica misura richiesta dal Codacons ai prefetti della Calabria di differire l’ apertura dell’ anno scolastico per verificare la vulnerabilità sismica degli immobili è un segnale inquietante”. Lo afferma in una nota il consigliere regionale Alessandro Nicolò che ha già posto la questione alla Giunta regionale attraverso due distinte interrogazioni nel tempo: la prima del 31 agosto 2016 in ordine al Piano di prevenzione del rischio sismico, a cui si rispondeva indicando gli strumenti predisposti dalla Regione con l’ obiettivo di individuare le zone ad alto rischio sismico e che si era avviato un aggiornamento del “Rapporto Barberi” in modo tale da avere un quadro aggiornato degli edifici strategici e del loro grado di vulnerabilità; la seconda interrogazione, datata 20 agosto 2018, in ordine al rischio sismico degli edifici scolastici al fine di conoscere lo stato degli interventi e degli accertamenti ad oggi effettuati così come prospettato nella risposta pervenuta in data 16 settembre 2016. “Pertanto, servono adeguati interventi in un’ ottica di prevenzione, come sostenuto anche attraverso una mozione presentata nel settembre 2016, con la quale si chiedeva una seduta ad hoc dell’ Assemblea allo scopo di verificare l’ operatività della nostra rete organizzativa, al fine di sollecitare l’ adozione di adeguati interventi e di idonee misure antisismiche”. “Secondo alcune fonti attendibili, peraltro evidenziate da Codacons, almeno nove edifici su dieci che ospitano aule scolastiche non possiedono i requisiti minimi ai sensi della normativa antisismica. Non si vogliono creare allarmismi ed al di là di ogni fatalismo – sostiene Nicolò – la Giunta regionale deve necessariamente intervenire per fare chiarezza. I dati rappresentati dal Codacons – avverte il Consigliere regionale di FdI – sono fortemente preoccupanti e dalle verifiche effettuate dall’ associazione, risultano censiti 2.408 edifici scolastici, di cui solo per 1909 plessi si hanno a disposizione i dati tecnici. Ed ancora: 832 sono gli edifici in possesso del certificato di collaudo statico ed appena 382 hanno ottenuto il certificato di agibilità. Praticamente l’ 85% delle scuole calabresi potrebbe non essere agibile”. “La Regione – afferma Alessandro Nicolò – dovrà esperire tutte le azioni utili per offrire soluzioni adeguate. Serve un censimento dell’ edilizia scolastica ai fini dell’ attestazione e della conoscenza degli standard canonici sotto il profilo della sicurezza degli edifici adibiti a scuole, scongiurando potenziali conseguenze negative al verificarsi di eventi sismici. Sarebbe auspicabile quanto opportuno – conclude l’ On. Nicolò – che il Governo regionale si adoperasse da subito in un lavoro rapido ed efficace che non può essere oltre rinviabile e che impone una conoscenza approfondita per ridurre a livelli fisiologici effetti altrimenti disastrosi in caso di terremoti di una certa intensità”.
FanPage, 21/08/2018 15:17
Le cause dei problemi di DAZN, il CEO Rushton: “Ci scusiamo per i disagi, miglioreremo il servizio”
l’ amministratore delegato della piattaforma streaming internazionale spiega in un’ intervista a gazzetta i disagi tecnici che hanno portato alle difficoltà…
La prima giornata di Serie A si è rivelata una specie di psicodramma per i calciofili di tutta Italia, costretti a districarsi tra le nuove modalità di visione dei match. L’ ingresso di DAZN sul mercato televisivo ha rappresentato una variabile impazzita, visti i problemi tecnici sopportati dai tifosi italiani. Ma se fino a qualche ora fa la piattaforma streaming esultava per i risultati ottenuti in questo primo weekend, salutato come un momento storico (il che aveva solleticato ancor più la rabbia di qualcuno), oggi DAZN ritorna sulla questione tramite il ceo James Rushton, che ha spiegato in un’ intervista a Gazzetta le ragioni dei disagi e si è fondamentalmente scusato, assumendosi ogni responsabilità per l’ accaduto: avendo i tifosi al centro del nostro business qualsiasi problema che impatta sull’ esperienza di Dazn da parte dei fan è un problema serio e, ovviamente, ci rammarichiamo per i disagi che i tifosi hanno potuto avere. L’ amministratore delegato della piattaforma streaming illustra, con tanto di dettagli tecnici sull’ accaduto, evidenziando di fatto un problema inerente uno solo dei Cdn (ovvero una delle tante reti di server per la distribuzione dei contenuti audiovisivi) che hanno provocato i rallentamenti: [] La pila tecnologica Dazn è progettata per gestire in modo intelligente tali problemi spostando gli utenti tra una miriade di Cdn e i relativi database. Sfortunatamente la fluidità di questi spostamenti non ha funzionato con questo particolare Cdn come avrebbe dovuto e di conseguenza gli utenti non sono stati trasferiti automaticamente su un altro Cdn Anomalia della quale i tecnici di DAZN hanno avuto piena contezza, che ha portato alle difficoltà nei primi venti minuti del secondo tempo di Lazio-Napoli, oltre che quelli nei minuti finali di Sassuolo-Inter: “Abbiamo avuto assoluta chiarezza delle prestazioni della piattaforma, incluso il peggioramento del servizio nei primi 20 minuti del secondo tempo di Lazio-Napoli. Considerate che le partite Dazn di Serie A di sabato e domenica sono state il più grande e il secondo più grande evento in streaming mai trasmesso in Italia. Abbiamo avuto enormi numeri di registrazioni e la nostra audience ha raggiunto il picco con 440mila dispositivi simultanei all’ 84′ di Sassuolo-Inter”. L’ infrastruttura italiana non è un problema per DAZN Nessun accenno, invece, alle polemiche nate dal doppio abbonamento Sky-DAZN, che hanno portato a un intervento del Codacons in difesa dei consumatori, ma Rushton smentisce chi ritiene che le problematiche di DAZN possano avere a che fare con l’ arretratezza dell’ infrastruttura italiana: “[] Non è un problema per noi. In occasione del nostro picco di audience domenica sera, Dazn stava utilizzando circa il 30% della capacità che avevamo a disposizione attraverso i nostri partner Cdn e continueremo a lavorare duramente con loro per migliorare costantemente il servizio”.
Umbria Left, 21/08/2018 14:32
Sicurezza viadotti, Codacons Perugia diffida il prefetto
PERUGIA – Il Codacons ha deciso di diffidare il prefetto di Perugia in merito alla sicurezza sui viadotti del territorio, puntando l’ attenzione in particolare sui cavalcavia di Ponte San Giovanni e di Collestrada sulla E45, “che necessiterebbero di verifiche e indagini per accertarne” le condizioni. L’ associazione chiede “il blocco dei mezzi pesanti su questi viadotti per 30 giorni per dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura, e l’ impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico”. Il prefetto di Perugia – spiega una nota dell’ associazione – “è chiamato in causa quale responsabile diretto della sicurezza pubblica”. Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei cittadini umbri che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio, scrivendo all’ indirizzo.
Puglia Live, 21/08/2018 13:34
Bari – Ance Puglia Giovani su task force e investimenti infrastrutture
21/08/2018 Luigi De Santis, ANCE Puglia giovani: «Task force regionali, a partire dalla Puglia, per il monitoraggio delle infrastrutture critiche. Grandi e piccole opere fondamentali per lo sviluppo della Puglia». «La tragedia di Genova deve risvegliare coscienze e impegno di chi, a livello centrale e periferico, ha la responsabilità della sicurezza delle infrastrutture viarie. La proposta del Codacons di un monitoraggio immediato di ponti e viadotti più a rischio è assolutamente di buon senso; ancora più efficace potrebbe rivelarsi la creazione, magari proprio a partire dalla Puglia, di task force regionali con pieni poteri, adeguate risorse e coordinate dal Ministero, in cui associazioni di categoria, ordini professionali e tecnici esperti procedano nel tempo più rapido possibile alla mappatura delle infrastrutture, a partire da quelle più critiche, e all’ elaborazione, insieme alle imprese costruttrici, di veri e propri ‘libretti di revisione’ per ciascuna di esse. In questo percorso Ance è pronta a mettere a disposizione le competenze maturate in decenni di attività da tante aziende associate con un know how specifico nella realizzazione di ponti e viadotti in Italia e all’ estero». È la proposta di Luigi De Santis, presidente del gruppo Giovani di Ance Puglia, oltre che più giovane console onorario in Italia. «Lemotività di questi giorni continua De Santis non affossi le grandi opere strategiche di cui la Puglia e lItalia hanno bisogno: sarebbe il colpo di grazia per la credibilità del nostro Paese allestero, ai minimi storici agli occhi di associazioni imprenditoriali, investitori e diplomatici. Le incertezze sulla Tap, un progetto già autorizzato e che coinvolge svariati Governi, minano la possibilità di attrarre investimenti per iniziative imprenditoriali in cui le garanzie sono offerte solo da amministrazioni locali. A questo vanno sommati i soliti problemi legati alla lentocrazia, causa principale delle 54 incompiute in Puglia e delle 647 a livello nazionale, e la tendenza di molti giovani imprenditori, anche pugliesi, a guardare con interesse all’ estero per avviare nuovi investimenti». «Questa percezione negativa nasce dallatteggiamento ondivago del Governo sul tema delle infrastrutture e sullapproccio della sua componente più populista, che contrappone la creazione di grandi infrastrutture con quella di piccole opere; una visione semplicistica che inganna i cittadini e che avversiamo. Se questo è il governo del cambiamento conclude De Santis su Tap e Ilva prenda decisioni basate su valutazioni concrete. Mai come adesso la Puglia è al centro dell’ attenzione nazionale e internazionale per questioni di sviluppo economico e industriale, oltre che turistico. Gli amministratori locali, a prescindere dal proprio schieramento politico, dimostrino un approccio scevro da pregiudizi per favorire lo sviluppo dei territori».
Data Sport, 21/08/2018 13:22
Calcio in TV: esposto Codacons su Sky e DAZN
l’ accusa è di pratica commerciale scorretta e pubblicità ingannevole, che riguarda anche mediaset premium
Il Codacons, sul proprio canale ufficiale, sottolinea che “la condotta di SKY e DAZN è scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in particolare sia aggressiva ai sensi dell’ articolo 24 del Codice stesso, in quanto esercita un indebito condizionamento sul tifoso ad aderire a ben 2 abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità”. Servizio che non è stato apprezzato soprattutto nella serata di sabato quando il match Lazio-Napoli subiva ripetute interruzioni e problemi di connessione che hanno scatenato l’ ira degli utenti, la mancata disponibilità dell’ app per alcuni dispositivi e il ritardo nella trasmissione in tempo reale della partita dovuto allo streaming rallentato. Da segnalare, si legge sul comunicato Codacons, è anche l’ ingannevolezza del messaggio pubblicitario diffuso da DAZN. L’ emittente pubblicizza il servizio sostenendo che non sia “un contratto, né un abbonamento e che si può disdire in qualsiasi momento”, ma è evidente – semmai – il contrario.
La Notizia Quotidiana, 21/08/2018 13:20
Perugia, cavalcavia sulla E45: Codacons diffida il prefetto: “Fare le verifiche”
l’ associazione dei consumatori indica le infrastrutture a ponte san giovanni e collestrada come bisognose di controlli e chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia/viadotti per 30 giorni
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Umbria 24, 21/08/2018 13:02
Cavalcavia sulla E45, Codacons diffida il prefetto di Perugia: «Stop Tir per le verifiche»
l’ associazione indica le infrastrutture a ponte san giovanni e collestrada come bisognose di controlli
Il Codacons, cavalcando l’ onda mediatica dopo la tragedia di Genova, punta il dito sullo stato delle infrastrutture in Italia e, e con riferimento alla Regione Umbria, indica i due cavalcavia sulla E45 a Ponte San Giovanni e Collestrada come a rischio. Pertanto chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia/viadotti per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle strutture. E impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico. Diffida al prefetto In questo senso il Codacons ha deciso di diffidare il prefetto di Perugia in quanto “responsabile diretto della sicurezza pubblica”, per chiedergli di disporre «un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio». Un provvedimento che, secondo il Codacons, avrebbe «disagi minimi per l’ economia e il commercio vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi». Intanto l’ associazione ha chiesto al ministro dei Trasporti di poter partecipare alle indagini della commissione nominata per la verifica dell’ evento tragico e ha designato come propri esperti la geologa Anna Improta e l’ ingegner Nello Nazaria.
Ragusa Oggi, 21/08/2018 12:23
Allarme viadotti, il Codacons organizza volontari “cacciatori di viadotto”. Al via le segnalazioni
*Viadotti in cattive condizioni e quindi pericolanti? Contro l’ inerzia della pubblica amministrazione in materia di controlli scende in campo Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons* che lancia i “*CACCIATORI DI VIADOTTI A RISCHIO”.* Sono oltre 60mila i viadotti a rischio in tutta Italia, un numero spaventoso che diventa sempre più minaccioso alla luce della tragedia che ha colpito Genova, l’ iniziativa di Tanasi * ” diventa anche tu CACCIATORE DI VIADOTTI A RISCHIO”*. vuole proporre a tutti i cittadini di essere molto più che spettatori, ma parte attiva della gestione delle opere pubbliche. Chiunque notasse un viadotto in cattive condizioni e quindi pericolante, o presunto tale, può scattare una fotografia, anche con il proprio cellulare, e inviarla alla mail *[email protected] *oppure al numero WhatsApp* 3333070787* Nel messaggio è necessario inserire tutte le informazioni utili per identificare con esattezza la zona della struttura in causa. Codacons provvederà a girare la segnalazione alle istituzioni competenti, nell’ ottica di porsi attore centrale tra cittadini e Amministrazione. Diventa cacciatore di viadotti a rischio, aiuta il Codacons, la Sicilia e te stesso.
Il Dispaccio, 21/08/2018 12:09
Tragedia Gole del Raganello: esposto del Codacons su assenza di regole
Il Codacons presenta un esposto ritenendo che la totale assenza di regolamentazione sia alla base della enorme tragedia verificatasi ieri sul pollino cosentino. Non si tratta di una fatalità quanto accaduto nelle Gole del Raganello – sostiene il Codacons – ma di un intollerabile disinteresse per la salute dei cittadini che costituisce la cartina di tornasole dello stato di anarchia in cui versano le enormi bellezze Calabresi. Intanto continua la triste conta dei morti mentre non siamo ancora in grado di sapere a quanti gruppi sia stato irresponsabilmente consentito di avventurarsi nonostante le condizioni meteorologiche imponessero cautela. Siamo dinnanzi ad sito naturalistico unico in Italia, trasformato in un luogo ludico-sportivo, aperto a chiunque e frequentato da tantissimi turisti – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – senza che nessuno si preoccupi di informare sui rischi e sulle condizioni del percorso. Ma c’ è di più. Senza che nessuno si preoccupi di gestire le piccole e grandi emergenze. Di certo tra qualche ora partirà la “contraerea istituzionale” che finirà per scaricare tutte le responsabilità sulle vittime imponendo il silenzio per tutelare l’ immagine della Calabria. Eppure un dato è certo. Abbiamo dei luoghi da favola, di una bellezza mozzafiato, praticamente abbandonati a se stessi, dove chiunque può avventurarsi senza alcun tipo di informazione o avvertimento. Nello specifico anche in relazione agli eventi idrologici causati dai nubifragi possibili, come purtroppo abbiamo visto, anche durante la stagione estiva. Piangere lacrime di coccodrillo ora, è del tutto inutile – conclude Di Lieto – visto che fino ad oggi gli unici cartelli presenti avvisavano i visitatori di rispettare la natura. Nient’ altro. Praticamente “arrangiatevi”.
Umbria Oggi News, 21/08/2018 12:06
Codacons: verificate la sicurezza dei cavalcavia di Ponte San Giovanni e Collestrada
Il Codacons, a pochi giorni di distanza dalla tragedia di Genova, ha deciso di diffidare il prefetto di Perugia in merito alla sicurezza sui viadotti del territorio, puntando l’ attenzione in particolare sui cavalcavia di Ponte San Giovanni e di Collestrada sulla E45, “che necessiterebbero di verifiche e indagini per accertarne” le condizioni. L’ associazione chiede “il blocco dei mezzi pesanti su questi viadotti per 30 giorni per dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura, e l’ impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico”. Il prefetto di Perugia – spiega una nota dell’ associazione – “è chiamato in causa quale responsabile diretto della sicurezza pubblica”. Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei cittadini umbri che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio, scrivendo all’ indirizzo [email protected] o contattando il numero verde 800.582493.
Perugia Today, 21/08/2018 12:05
E45, il Codacons: “Blocco dei tir per 30 giorni e controlli sui viadotti di Collestrada e Ponte San Giovanni”
l’ associazione dei consumatori: “diffida inviata al prefetto di perugia, dopo genova controlli non più rimandabili”
Prima la lettera al Governo del gruppo Facebook “Vergogna E45” . Poi la politica, con le mozioni e le interrogazioni in consiglio regionale . E ora anche il Codacons, che punta i riflettori “sui viadotti a rischio in Umbria: quello della E45 a Collestrada e quello di Ponte San Giovanni”. VIDEO E45, i piloni del viadotto di Collestrada fanno paura: l’ allarme E45, la risposta di Anas: “Il viadotto di Collestrada non ha alcun problema strutturale” Crolla ponte a Genova, paura anche per i viadotti a Perugia. L’ Anas: “Lavori al via da settembre” L’ Associazione “chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia/viadotti per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura”. Con un particolare, però. Il Codacons chiede “l’ impiego del genio militare, non di privati, per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico”. E45, l’ allarme corre su Facebook: “Ecco come sono ridotti i piloni a Collestrada” Viadotto “preoccupante” a Ponte San Giovanni, l’ Anas: “Lavori entro l’ anno” E non è finita qui. Il Codacons, si legge in una nota dell’ associazione, “ha deciso di diffidare il prefetto di Perugia. A lui, chiamato in causa quale responsabile diretto della sicurezza pubblica, l’ Associazione chiede di disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’ impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’ economia e il commercio, vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei TIR nel loro Comune”.
Tiscali, 21/08/2018 12:03
Viadotti, Codacons diffida il prefetto
(ANSA) – PERUGIA, 21 AGO – Il Codacons ha deciso di diffidare il prefetto di Perugia in merito alla sicurezza sui viadotti del territorio, puntando l’ attenzione in particolare sui cavalcavia di Ponte San Giovanni e di Collestrada sulla E45, “che necessiterebbero di verifiche e indagini per accertarne” le condizioni. L’ associazione chiede “il blocco dei mezzi pesanti su questi viadotti per 30 giorni per dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura, e l’ impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico”. Il prefetto di Perugia – spiega una nota dell’ associazione – “è chiamato in causa quale responsabile diretto della sicurezza pubblica”. Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei cittadini umbri che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio, scrivendo all’ indirizzo [email protected], o contattando il numero verde 800.582493.
Ansa, 21/08/2018 11:28
Viadotti, Codacons diffida il prefetto
(ANSA) – PERUGIA, 21 AGO – Il Codacons ha deciso di diffidare il prefetto di Perugia in merito alla sicurezza sui viadotti del territorio, puntando l’ attenzione in particolare sui cavalcavia di Ponte San Giovanni e di Collestrada sulla E45, “che necessiterebbero di verifiche e indagini per accertarne” le condizioni. L’ associazione chiede “il blocco dei mezzi pesanti su questi viadotti per 30 giorni per dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura, e l’ impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico”. Il prefetto di Perugia – spiega una nota dell’ associazione – “è chiamato in causa quale responsabile diretto della sicurezza pubblica”. Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei cittadini umbri che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio, scrivendo all’ indirizzo [email protected], o contattando il numero verde 800.582493.
Quotidiano Dell’Umbria, 21/08/2018 11:16
Codacons ha deciso di diffidare il prefetto di Perugia per i viadotti a rischio
l’ associazione chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia per 30 giorni.
Perugia Mar, 21/08/2018 – 11:16 All’ indomani della tragedia accaduta a Genova l’ associazione che difende i consumatori, il Codacons, concentra la sua attenzione sullo stato delle infrastrutture sul territorio, e con riferimento alla Regione Umbria indica una seria di manufatti che necessiterebbero di verifiche e indagine per accertarne il livello di sicurezza; E45, Cavalcavia di Ponte San Giovanni E45, Cavalcavia di Collestrada L’ Associazione chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia/viadotti per 30 giorni , così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura. E impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico. In questo senso il Codacons ha deciso di diffidare il prefetto di Perugia . A lui, chiamato in causa quale responsabile diretto della sicurezza pubblica, l’ Associazione chiede di disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’ impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’ economia e il commercio (vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei TIR nel loro Comune). Intanto l’ Associazione ha chiesto al Ministro dei Trasporti di poter partecipare alle indagini della commissione nominata per la verifica dell’ evento tragico e ha designato come propri esperti la geologa Anna Improta e l’ ingegner Nello Nazaria. Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei cittadini umbri che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio. Per contattare l’ Associazione basta scrivere all’ indirizzo [email protected] , o contattare il numero verde 800.582493.
quotidianodisicilia.it, 21/08/2018 10:26
Ministero a enti locali, entro fine agosto check up delle infrastrutture per eliminare i rischi
Ministero a enti locali, entro fine agosto check up delle infrastrutture per eliminare i rischi Entro e non oltre il 30 agosto i Presidenti delle Regioni, delle Province e i sindaci dovranno comunicare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti gli interventi necessari per “rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza”, allegando “adeguate attestazioni tecniche, indicazioni di priorità e stima indicativa dei costi”. La lettera è stata inviata a tutte le amministrazioni locali dal Provveditore per le opere pubbliche Vittorio Rapisarda Federico. Dopo il crollo del ponte di Genova, il Provveditorato del Mit ha infatti disposto un “monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione delle opere di competenza” degli entri locali. “Nel dare seguito agli orientamenti espressi dal Governo – si legge nella lettera – occorre procedere con la massima urgenza all’ avvio dello stato di conservazione delle opere infrastrutturali, viarie e non”. L’ invito del Ministero agli enti locali è di “comunicare entro e non oltre il 30 agosto prossimo gli interventi necessari a rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza, corredando le segnalazioni di adeguate attestazioni tecniche (perizie, verbali di sopralluogo), indicazioni di priorità e stima indicativa dei costi”. Un controllo rapidissimo quello chiesto dal Mit a tutti gli enti locali per scongiurare altre tragedie come quella di Genova. Ma ci sono amministrazioni che hanno già avviato verifiche, come la Città metropolitana di Bologna, che sorveglia le infrastrutture “quotidianamente”. “Nel territorio bolognese – spiega il consigliere delegato alla viabilità Marco Monesi – abbiamo una viabilità provinciale di oltre 1.400 chilometri, ci sono oltre 500 ponti. Sono infrastrutture che sorvegliamo quotidianamente, servirebbero più risorse per fare un’ opera di monitoraggio più complessiva e approfondita. Non c’ è allarme, ad oggi la situazione è controllata”. A Brindisi, invece, la giunta comunale ha approvato una delibera con cui stabilisce di avviare il monitoraggio di ponti e infrastrutture con l’ istituzione di un gruppo di lavoro intersettoriale. In attesa dei risultati delle verifiche che scatteranno inevitabilmente in tutta Italia, il Codacons chiede cautelativamente il blocco della circolazione per tutti i mezzi pesanti sui viadotti a rischio stabilità e rapidi controlli da parte del Genio. 21 agosto 2018.
FantaGazzetta, 21/08/2018 10:01
Sky-DAZN, Codacons all’ attacco. Esposto all’ Antitrust: “Pubblicità ingannevole, servizio pessimo, utenti disorientati e defraudati”
“incredibile che i consumatori conoscano il prezzo ma non le partite che vedranno”, spiega l’ associazione consumatori
Non ha entusiasmato in termini di qualità e tempismo l’ esordio di DAZN in Serie A: adesso si registra, dopo le lamentele dei telespettatori, l’ attacco del Codacons: l’ associazione consumatori ha infatti emesso un comunicato in cui annuncia un esposto all’ Antitrust. Eloquente il titolo del comunicato emesso dal Codacons: “DENUNCIAMO PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE E PUBBLICITÀ INGANNEVOLE. UTENTI DEFRAUDATI E DISORIENTATI, INCREDIBILE CHE I CONSUMATORI CONOSCANO IL PREZZO MA NON LE PARTITE CHE VEDRANNO” Di seguito il testo del comunicato con cui l’ associazione annuncia di rivolgersi all’ AGCM: “Di fronte alla questione dei diritti televisivi e delle pay-tv il Codacons ha deciso di intervenire con un esposto all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole. Il Codacons, quale strumento di rappresentanza di interessi diffusi, ha rappresentato all’ AGCM il disorientamento e l’ arrabbiatura di gran parte dei clienti SKY e Premium, che in larga parte si sono sentiti defraudati dal nuovo assetto dei diritti TV. Oltre ai problemi tecnici che hanno caratterizzato la prima giornata di campionato, infatti, l’ Associazione ha approfondito – grazie alle segnalazioni ricevute – l’ incresciosa vicenda relativa agli abbonamenti DAZN e ai disagi degli utenti già abbonati a SKY e Mediaset Premium. È evidente che la condotta di SKY e DAZN sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in particolare sia aggressiva ai sensi dell’ articolo 24 del Codice in quanto esercita un indebito condizionamento sul tifoso [] ad aderire a ben 2 abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualit”. L’ Associazione non può tacere riguardo la condotta commerciale scorretta posta in essere da DAZN, che si fa pagare 9,90 al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo SKY pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’ abbonamento per la serie A, allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”. Riguardo DAZN, in particolare, le segnalazioni giunte riguardano in particolare le interruzioni continue ed improvvise, i ritardi nella connessione, la mancata disponibilità dell’ app per alcuni dispositivi e il ritardo nella trasmissione in tempo reale della partita dovuto allo streaming rallentato”. Da segnalare è anche l’ ingannevolezza del messaggio pubblicitario diffuso da DAZN. L’ emittente pubblicizza il servizio sostenendo che non sia un contratto, né un abbonamento e che si può disdire in qualsiasi momento, ma è evidente – semmai – il contrario”. Il Codacons ne ha eccome anche nei confronti di Sky: “La circostanza più grave riguarda gli abbonati a SKY calcio, che lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di serie A, ma non potranno sapere quali. Dipenderà dall’ orario e dal giorno. Una situazione di grave disagio per gli utenti tv del calcio: ti abboni, paghi e poi bisogna incrociare le dita sperando che la propria squadra giochi nel giorno e nell’ orario giusto. Tale situazione costringe di fatto i tifosi ad abbonarsi a SKY per vedere il 70% delle partite e a DAZN, con tutti i problemi tecnici e disagi del caso, per vedere il restante 30% delle partite di serie A. La conseguenza dunque non è una maggiore concorrenza nel settore, ma la duplicazione degli abbonamenti: chi ha già SKY deve abbonarsi anche a DAZN per vedere il restante 30% delle partite, per non rischiare di perdersi la partita della propria squadra. SKY inoltre, nonostante non trasmetta più tutte le partite di campionato, non riduce il costo del proprio abbonamento”. Per tutte queste ragioni l’ Associazione ha chiesto all’ AGCM di: aprire un’ istruttoria (ai sensi dell’ art 6 del Regolamento del 1.4.2015 sulla pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole) e inibire la continuazione della condotta, accertando e sanzionando le emittenti per pratica commerciale aggressiva vietata ai sensi degli artt. 20, 24 e seguenti del Codice del Consumo, accertare la vessatorietà del rinnovo automatico dell’ abbonamento ai sensi dell’ articolo 33 comma 2 del Codice del Consumo”.
Msn, 21/08/2018 09:57
Ponti a rischio in Italia, ecco l’ elenco aggiornato
Il Codacons ha pubblicato l’ elenco aggiornato dei ponti che, in tutta Italia, necessitano di cura e manutenzione, onde prevenire nuovi eventi tragici come il crollo del viadotto Morandi di Genova.L’ Associazione, inoltre, chiede una serie di misure immediate quali il blocco dei mezz i pesanti su tutti i viadotti a rischio per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle infrastrutture. E impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico. “Il Codacons – si legge poi nella nota, – ha deciso di diffidare i prefetti delle zone con cavalcavia o viadotti a rischio. Ai prefetti, quindi, chiamati in causa quali responsabili diretti della sicurezza pubblica, l’ Associazione chiede di disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’ impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’ economia e il commercio (vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei TIR nel loro Comune)”.Ecco l’ elenco dei viadotti , cavalcavia e ponti sui quali è opportuno svolgere ispezioni e verifiche: Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Umbria Veneto.
Giornale L’Ora, 21/08/2018 09:47
Asp di Catania, Figuccia: “Pratica infelice. No ai super gettoni per i dirigenti”
breve asp di catania, figuccia: “pratica infelice. no ai super gettoni per i dirigenti” published 31 minuti ago – redazione – 31minuti ago 2
“Urge fare chiarezza sulle delibere dei dirigenti dell’ Asp di Catania che avrebbero previsto il riconoscimento di ben 33.839,75 euro al direttore amministrativo e di 5.676,56 al direttore sanitario sulla base dei risultati di gestione ottenuti e in rapporto al grado di soddisfacimento degli obiettivi fissati annualmente dal direttore generale”. Quest’ ultimo infatti, pare abbia già dato mandato di predisporre l’ atto deliberativo di liquidazione e pagamento – ad affermarlo è Vincenzo Figuccia deputato dell’ Udc all’ Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia. “In un tempo nel quale siamo attanagliati dalla logica della spending review e dalla razionalizzazione dei costi – dice il parlamentare – in una fase storica nella quale con grandi sforzi e fatica per la scarsa disponibilità di risorse, insieme all’ assessore regionale alla salute, abbiamo cercato di definire e di garantire appena qualche settimana fa, una rete ospedaliera ai limiti dell’ efficienza, trovo inaccettabile assistere alla pratica dei “gettoni” dirigenziali in talune Asp dal momento che parliamo di figure già lautamente retribuite. Per questi motivi ho sottoposto un’ interrogazione all’ assessore al ramo, certo che con la diligenza che gli è propria, saprà gestire questa infelice questione. Figuccia, forte della denuncia del Codacons e in attesa degli opportuni chiarimenti, chiede al direttore generale dell’ Asp che ha sottoscritto l’ atto “l’ immediato ritiro della delibera e l’ intervento dell’ assessore regionale Ruggero Razza, altrimenti – conclude – questa Regione non potrà mai scrollarsi dalla zavorra della inproduttività e dell’ inefficienza” Com. Stam. Ric. Pubbl.
Canicatti, 21/08/2018 06:17
Il Codacons denuncia la “promozione sotto ferragosto all’ Asp di Catania: ennesimo schiaffo ai cittadini”
Il Codacons chiede chiarimenti sulle delibere dei dirigenti dell’ Asp di Catania che “hanno pensato bene di promuoversi sotto ferragosto, attraverso un sostanzioso riconoscimento economico di oltre 39 mila euro”. Al centro della richiesta le delibera n. 3147 e 3126, che prevedono il riconoscimento di 33.839,75 euro al direttore amministrativo, Daniela Faraoni, e di 5.676,56 al direttore sanitario, Francesco Luca, “sulla base dei risultati di gestione ottenuti e in rapporto al grado di soddisfacimento degli obiettivi fissati annualmente dal direttore generale” che “ha dato mandato di predisporre l’ atto deliberativo di liquidazione e pagamento”. Il Codacons, annuncia che, con l’ avvocato Carmelo Sardella, presenterà un esposto-denuncia alla Procura di Catania, alla Corte dei conti e all’ Anac “affinché – spiega – a tutela degli utenti della sanità siciliana, vengano accertati eventuali abusi e responsabilità penali, nonché ogni ulteriore profilo di danno erariale”. “Di fronte alla disastrosa condizione della sanità siciliana – afferma Giovanni Petrone, presidente regionale Codacons – occorre investire risorse per migliorare l’ assistenza ai pazienti e invece assistiamo all’ ennesimo schiaffo a medici, infermieri e cittadini”. Il Codacons, inoltre, in attesa degli opportuni accertamenti, chiede al direttore generale dell’ Asp “l’ immediato ritiro della delibera e l’ intervento dell’ assessore regionale Ruggero Razza e del ministro alla Salute Giulia Grillo”.
Canicatti, 21/08/2018 06:17
Sicilia, adesso è allarme scuole
Ponti ed autostrade, ma non solo. Alla vigilia della riapertura dell’ anno scolastico c’ è massima allerta per la situazione dei 42 mila plessi, la metà dei quali ha più di 50 anni, 2 su 10 risultano chiusi o in attesa di essere ristrutturati, tanto che per rimetterli a norma lo Stato ha utilizzato meno del 10% dei fondi stanziati. A settembre si torna a scuola, nonostante le pessime condizioni degli edifici scolastici siciliani così il segretario nazionale Codacons Francesco Tanasi, scende in campo e chiede ai Prefetti di rinviare l’ inizio delle lezioni, fino a quando non saranno effettuate tutte le verifiche tecniche atte a certificare la possibilità o meno che l’ immobile possa essere utilizzabile sul fronte della vulnerabilità sismica. Inoltre, Codacons chiede alle istituzioni competenti di rendere pubblici gli obbligatori certificati di rispondenza alla normativa antisismica (ai sensi dell’ art. 28 Legge 64/1974 e dei certificati di agibilità, previsti dall’ art. 24 del Testo Unico dell’ Edilizia). Ogni anno la cronaca riporta fatti spiacevoli all’ interno delle scuole, la sicurezza dei ragazzi non può interessare a giorni alterni. Un appello raccolto dal parlamentare regionale Vincenzo Figuccia che in una nota scrive: “L’ insieme degli edifici scolastici della Regione comprende immobili costruiti anche molti anni fa, accanto ad altri relativamente nuovi. Controllare la situazione non è un semplice atto burocratico e a volte il responso dei tecnici porta alla chiusura. Il caso più recente è quello di Messina dove su 108 plessi comunali, tra asili, elementari e medie soltanto due hanno il certificato di vulnerabilità sismica. L’ anno scolastico non può partire così come se nulla fosse, chiederemo, come ha già opportunamente fatto il Codacons, il rinvio dell’ inizio delle lezioni, fino a quando tutti i controlli opportuni non verranno effettuati”. “Poiché la sicurezza delle nostre scuole non va in vacanza – aggiunge il parlamentare – ho ritenuto opportuno presentare un’ interrogazione all’ assessore alla Pubblica Istruzione e Formazione”. Figuccia si rivolge anche al Ministro dell’ Istruzione, Marco Bussetti , chiedendo la convocazione dell’ Osservatorio nazionale dell’ edilizia scolastica, “per proseguire nell’ individuazione delle priorità per lo stanziamento dei fondi, per individuare procedure di superamento degli intoppi burocratici che rallentano la costruzione di nuove scuole, per sostenere le amministrazioni locali più piccole o meno attrezzate sulla progettazione, per concordare con tutti i soggetti dell’ Osservatorio le attività da proporre in occasione della prossima Giornata nazionale della sicurezza delle scuole”. Non si fa attende la risposta dell’ assessore regionale all’ istruzione e alla formazione professionale, Roberto Lagalla , che prende atto delle richieste e annuncia che “il tema avvertito a livello nazionale, in Sicilia ha trovato immediato riscontro da parte del governo Musumeci. Nei sette mesi trascorsi dal suo insediamento, ha infatti rapidamente provveduto a finanziare gli enti locali per l’ espletamento delle verifiche antisismiche e ha promosso un bando per la realizzazione di interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici che, già ad ottobre, vedrà definita la graduatoria delle opere immediatamente finanziabili, a valere sul piano triennale 2018-2020”. “Per quanto oggi possa essere tempestivo l’ intervento dell’ autorità regionale – spiega Roberto Lagalla, assessore – sono evidenti i ritardi accumulati negli ultimi anni e purtroppo sono tali da non poter immaginare soluzioni miracolistiche, ne’ tantomeno estemporanee. E’ ovvio che le lezioni scolastiche dovranno essere avviate in una condizione di massima tutela della sicurezza degli studenti e, in questo ambito, è preponderante il ruolo degli enti territoriali, con i quali l’ amministrazione regionale continuerà a confrontarsi nei prossimi giorni. Da parte del governo regionale, non mancherà ulteriore disponibilità e continuità di interlocuzione anche con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela della incolumità pubblica. L’ intento del governo é, chiaramente, quello di garantire agli studenti siciliani e alle loro famiglie un sereno andamento dell’ anno scolastico, che inizierà regolarmente il 12 settembre , come già previsto”.
Il Quotidiano della Calabria, 21/08/2018 05:40
91 cosenza al centro dell’ incontro tecnico la situazione del viadotto cannavino
Ponti, il Prefetto convoca un tavolo
la galeone intende avviare controlli sulle opere che insistono sul cosentino
COSENZA – “Apprendiamo con soddisfazione della decisione assunta dal Prefetto di Cosenza, Paola Galeone che ha deciso di convocare per il prossimo 5 settembre un tavolo tecnico per far chiarezza sullo stato delle infrastrutture nel territorio di sua competenza». Non nasconde la propria soddisfazione il Codacons che, da tempo, si batte sul fronte della sicurezza delle infrastrutture. All’ in contro, che si svolgerà a Cosenza presso il palazzo della Prefettura, prenderanno parte il governatore della Calabria Mario Oliverio, la Protezione Civile della Calabria, gli amministratori locali e rappresentanti dell’ Anas. Lo stesso Mario Oliverio ha chiesto proprio all’ Anas di riferire in consiglio regionale sullo stato delle infrastrutture della nostra regione. «Per quanto riguarda i ponti sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – già due anni addietro avevamo denunciato lo stato di grave pericolo costituito dal Viadotto Cannavino nel comune di Celico, tanto da indurre la Procura della Repubblica di Cosenza ad avviare un procedimento penale». La scorsa settimana, inoltre, l’ agguerrita associazione aveva formalizzato una richiesta di verifica per quanto riguarda anche il Viadotto Casal Grande, nel comune di San Nicola Arcella. Anche di questo viadotto si parlerà nel corso del vertici in Prefettura così come del viadotto di San Fili. «Sono anni che ci battiamo per garantire sicurezza e trasparenza – prosegue Di Lieto – che ricorda i viadotti sulla autostrada del Mediterraneo ancora sotto sequestro e la nuova variante della SS 106, anche questo oggetto di denuncia da parte del Coda cons e quindi di sequestro da parte della Magistratura. Il Codacons nell’ invitare tutti i Prefetti italiani a seguire l’ esempio offerto dal Prefetto di Cosenza, rende noto di aver formalizzato una richiesta di partecipazione al tavolo tecnico per garantire la massima partecipazione dei Cittadini, ovvero dei soggetti lesi da anni di omissioni e sprechi inenarrabili. Che siano chiamati a discutere i soggetti che, per anni, hanno ignorato le nostre denunce appare una ulteriore mortificazione sia per le vittime che per chi vive quotidianamente l’ inefficienza delle reti viarie Calabresi». «Noi scriviamo, denunciamo, ci esponiamo eppure viviamo in paese in cui nessuno è responsabile conclude Di Lieto nè la politica nè i vertici Autostrade ed Anas che, in fondo, sempre dalla politica vengono nominati. A Genova è crollato molto più di un ponte è venuto giù un sistema di deresponsabilizzazione ed ora è doveroso garantire la partecipazione dei cittadini». Ricordiamo che il ponte Cannavino, il viadotto che collega Crotone a Cosenza lungo la strada Statale 107 è arteria fondamentale per raggiungere la Sila ed è stato chiuso per diverso tempo per lavori di messa a norma da parte dell’ Anas. La sindaca di San Nicola Arcella, Barbara Mele, aveva inviato una mail all’ Anas proprio per chiedere rassicurazioni sul ponte di San Nicola.
Gazzetta del Sud (ed. Cosenza), 21/08/2018 05:37
anas rassicura sul viadotto della 107
Il ponte di Celico sotto osservazione
Catanzaro «I monitoraggi non evidenziano alcuna criticità relativa alla stabilità dell’ opera». Lo assicura l’ Anas a proposito del viadotto “Cannavino” sulla strada statale 107 Silana Crotonese nel territorio comunale di Celico, in provincia di Cosenza. L’ azienda spiega che «negli ultimi giorni, i semafori attualmente presenti sul viadotto hanno fatto registrare falsi allarmi connessi, esclusivamente, a prove tecniche in corso sui sistemi di allerta, che sono tuttora in fase di implementazione». Per la prima settimana di settembre è previsto un incontro presso la Prefettura di Cosenza finalizzato a fare il punto su tempi e modalità dei lavori sul viadotto che saranno comunque concordati con gli Enti Locali”, conclude l’ Anas. Intanto, secondo quanto rende noto, l’ associazione Codacons la magistratura penale ha aperto un fascicolo di inchiesta. «Qualcosa comincia a muoversi nella direzione giusta – dichiara il Presidente Carlo Rienzi – Invitiamo ancora i cittadini a segnalare ponti e viadotti a rischio, così da prevenire qualsiasi situazione di pericolo». A Catanzaro, invece, la senatrice dei Cinque stelle Bianca Laura Granato annuncia che sul viadotto Bisantis «abbiamo raccolto in digitale una vasta serie di elementi e osservazioni tecniche che invierò subito al ministro Danilo Toninelli, il quale ha mostrato pronta e viva attenzione per le necessità infrastrutturali della Calabria».
Gazzetta del Sud, 21/08/2018 05:36
il codacons
Esposto controdirigentidell’ Asp di Catania
Il Codacons chiede chiarimenti sulle delibere dei dirigenti dell’ Asp di Catania che «hanno pensato bene di promuoversi sotto ferragosto, attraverso un sostanzioso riconoscimento economico di oltre 39 mila euro». Al centro della richiesta le delibera n. 3147 e 3126, che prevedono il riconoscimento di 33.839,75 euro al direttore amministrativo, Daniela Faraoni, e di 5.676,56 al direttore sanitario, Francesco Luca, «sulla base dei risultati di gestione ottenuti ed in rapporto al grado di soddisfacimento degli obiettivi fissati annualmente dal direttore generale» che «ha dato mandato di predisporre l’ atto deliberativo di liquidazione e pagamento». Il Codacons, annuncia che presenterà un esposto alla Procura di Catania, alla Corte dei Conti e all’ Anac. (ansa)
Cronache di Salerno, 21/08/2018 05:30
L’ obbligo della fatturazione elettronica Una proroga tra ombre ed incertezze
coda cons
dimento dell’ Agenzia delle Entrate del 4 aprile 2018). Il D.L. 79/2018 pubblicato in G.U. in data 28 giugno, solo per le cessioni di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione effettuate nei confronti dei soggetti titolari di partita IVA, ha prorogato la data del 1° luglio al 1° gennaio 2019. Il D.L. 79/2018 per completare l’ intervento di proroga della F.E. al 1° gennaio 2019, ha ristabilito le previsioni normative di cui alla scheda carburante che divengono nuovamente operative fino al 31 dicembre 2018. Detto ciò è ora da capire in che modo il rinvio dell’ obbligo della fattura elettronica affiancato dalla riproposizione della scheda carburante vadano rapportate all’ utilizzo di mezzi di pagamenti traccia bili ai fini della deduzione dei costi/detrazione dell’ Iva per l’ acquisto di benzina e gasolio per i soggetti titolari di partita iva. Riconoscendo nuovamente validità alla scheda carburante implicitamente si dà anche piena operatività delle disposizioni di cui al D.L. 70/2011 e ss.mm.ii (Decreto sviluppo) che aveva aggiunto il comma 3 -bis all’ articolo 1 del D.P.R. n. 444 del 1997 (regolamento scheda carburante), prevedendo che soggetti passivi Iva possono non ricorrere alla scheda carburante qualora effettuino gli acquisti esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate. Va da sé che il ricorso a strumenti di pagamento traccia bili come da ultimo individuati, quindi carte di credito, carte di debito o carte prepagate, permette di non ricorrere alla scheda carburante ammettendo la deduzione/detrazione Iva dei costi sostenuti,invece, laddove il pagamento sia effettuato in contanti con contestuale adozione della scheda carburante, si pone un evidente contrasto con le previsioni dei pagamenti tracciabili previsti dalla Legge di bilancio. In sostanza, ai fini della deduzione dei costi e della relativa detraibilità Iva, l’ adozione di strumenti di pagamento quali carte di credito, carte di debito o carte prepagate permettono di non adottare la scheda carburante; il ricorso, invece, ad assegni bancari o postali, circolari, vaglia cambiari e postali, bonifico bancario dovrebbe rendere Potete contattare il CODACONS e lasciare un commento ai nostri articoli all’ indirizzo: [email protected] I nostri esperti sono sempre a vostra disposizione. Non esitate a sottoporci quesiti o a raccontarci le vostre “disavventure”… Vi risponderemo, in maniera rapida ed esaustiva, sulle pagine di Cronache necessaria la scheda carburante fin quando la F.E. non sarà obbligatoria. Tuttavia, però, non resta che attendere eventuali chiarimenti dell’ Amministrazione Finanziaria che possano far luce sull’ eventuale spettanza del diritto alla deduzione -detrazione laddove si ricorra a metodi di pagamento diversi da carte di credito, carte di debito o carte prepagate e contestuale utilizzo della scheda carburante. Chiarimenti, purtroppo non contenuti, nella circolare dell’ Agenzia delle entrate 13/E, emanata in data 2 luglio.
Quotidiano di Sicilia, 21/08/2018 05:21
botta e risposta tra il deputato vincenzo figuccia e l’ assessore lagalla. “mancano le verifiche di vulnerabilità sismica”
Sicurezza scuole, si riprenderà regolarmente il 12/9
l’ ex rettore di unipa: “ritardi accumulati negli anni. nei prossimi giorni confronti con gli enti territoriali”
PALERMO – “A settembre riapriranno le scuole e non tutte le strutture in Sicilia sono sicure, per questo necessitano di alcuni interventi. Del resto, l’ insieme degli edifici scolastici della Regione comprende immobili costruiti anche molti anni fa, accanto ad altri relativamente nuovi. Controllare la situazione non è un semplice atto burocratico e a volte il responso dei tecnici porta alla chiusura”. Inizia così il botta e risposta tra Vincenzo Figuccia deputato all’ Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia e l’ assessore regionale all’ Istruzione Roberto Lagalla. “Il caso più recente – ricorda – è quello di Messina dove su 108 plessi comunali, tra asili, elementari e medie soltanto due hanno il certificato di vulnerabilità sismica. L’ anno scolastico non può partire così come se nulla fosse, chiedereremo come ha già opportunamente fatto il Codacons, il rinvio dell’ inizio delle lezioni, fino a quando tutti i controlli opportuni non verranno effettuati”. “Poichè la sicurezza delle nostre scuole non va in vacanza – dice il parlamentare – ho ritenuto opportuno presentare Vincenzo Fig un’ interrogazione all’ assessore alla pubblica istruzione e formazione, perchè verifichi che tutti i Comuni siciliani abbiano effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica, approfittando di questi giorni di chiusura delle scuole, per conoscerne le reali condizioni di sicurezza, per chiedere la realizzazione degli interventi richiesti ove siano già noti gli esiti di tali veri fiche, e progettare eventuali interventi da effettuare grazie ai fondi della nuova programmazione triennale 2018-2020″. A partire dal nuovo anno scolastico – prosegue Figuccia – insieme ai comitati, ai gruppi di genitori, studenti, docenti e cittadini sensibili che vorranno condividere tale iniziativa, avvieremo una indagine civica nazionale per controllare che tali verifiche di vulnerabilità sismica siano state realizzate, scuola per scuola, per pubblicizzarne l’ esito e per concordare con le singole amministrazioni locali tempi e modi di intervento”. “Chiediamo, infine, al Ministro Bussetti di riconvocare a breve l’ Osservatorio nazionale dell’ edilizia scolastica, per proseguire nell’ individuazione delle priorità per lo stanziamento dei fondi, per individuare procedure di superamento degli intoppi burocratici che rallentano la costruzione di nuove scuole, per sostenere le amministrazioni locali più piccole o meno attrezzate sulla progettazione, per concordare con tutti i sog getti dell’ Osservatorio le attività da proporre in occasione della prossima Giornata nazionale della sicurezza delle scuole”. Non si è fatta attendere la risposta di Lagalla.”Per quanto oggi possa essere tempestivo l’ intervento dell’ autorità regionale – spiega l’ assessore all’ istruzione e alla formazione professionale – sono evidenti i ritardi accumulati negli ultimi anni e purtroppo sono tali da non poter immaginare soluzioni miracolistiche, nè tantomeno estemporanee”. Aggiunge: “È ovvio che le lezioni scolastiche dovranno essere avviate in una condizione di massima tutela della sicurezza degli studenti e, in questo ambito, è preponderante il ruolo degli enti territoriali, con i quali l’ Amministrazione regionale continuerà a confrontarsi nei prossimi giorni. Da parte del governo regionale, non mancherà ulteriore disponibilità e continuità di interlocuzione anche con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela della incolumità pubblica. L’ intento del governo è, chiaramente, quello di garantire agli studenti siciliani e alle loro famiglie un sereno andamento dell’ anno scolastico, che inizierà regolarmente il 12 settembre, come previsto”. “Condivido l’ approccio dell’ assessore Lagalla, persona che stimo e di cui riconosco l’ impegno e la competenza dimostrata in questi mesi nell’ attività svolta all’ interno del governo Musumeci”. – queste le parole di Vincenzo Figuccia in merito alla replica dell’ assessore Lagalla. – “In linea con l’ accelerazione impressa e in discontinuità all’ indolenza dimostrata dai governi precedenti, già dalla prossima settimana andrò a verificare personalmente la condizione delle scuole, incontrando i dirigenti scolastici che hanno sollecitato la mia azione e che si sono fatti parte attiva in questo percorso a tutela dei ragazzi”.
Quotidiano di Sicilia, 21/08/2018 05:21
esposto -denuncia a procura, corte dei conti e anac
Premi ai dirigenti dell’ Asp Codacons chiede chiarimenti
CATANIA – Il Codacons chiede chiarimenti sulle delibere dei dirigenti dell’ Asp di Catania che “hanno pensato bene di promuoversi sotto ferragosto, attraverso un sostanzioso riconoscimento economico di oltre 39 mila euro”. Al centro della richiesta le delibera n. 3147 e 3126, che prevedono il riconoscimento di 33.839,75 euro al direttore amministrativo, Daniela Faraoni, e di 5.676,56 al direttore sanitario, Francesco Luca, “sulla base dei risultati di gestione ottenuti ed in rapporto al grado di soddisfacimento degli obiettivi fissati annualmente dal direttore generale” che “ha datomandato di predisporre l’ atto deliberativo di liquidazione e pagamento”. Il Codacons, annuncia che, con l’ avvocato Carmelo Sardella, presenterà un esposto -denuncia alla Procura di Catania, alla Corte dei Conti e all’ Anac “affinché – spiega in una nota a tutela degli utenti della sanità siciliana, vengano accertati eventuali abusi e responsabilità penali, nonché ogni ulteriore profilo di danno erariale. “Di fronte alla disastrosa condizione della sanità siciliana, – afferma Giovanni Petrone, presidente regionale Codacons – occorre investire risorse per migliorare l’ assistenza ai pazienti ed invece assistiamo all’ ennesimo schiaffo a medici, infermieri e cittadini”. Il Codacons, inoltre, in attesa degli opportuni accertamenti, chiede al direttore generale dell’ Asp “l’ immediato ritiro della delibera e l’ intervento dell’ assessore regionale Ruggero Razza e del ministro alla Salute Giulia Grillo”.
Corriere del Veneto, 21/08/2018 05:03
VICENZA Dalle posizioni diversificate alla guerra totale.
VICENZA Dalle posizioni diversificate alla guerra totale. Fatta di slogan, cartelli, proteste e pure la minaccia di carte bollate, che una parte annuncia di muovere contro l’ altra. A questo si è arrivati fra le (molte) associazioni impegnate nella difesa dei risparmiatori traditi delle due ex Popolari venete, Bpvi e Veneto Banca. Anime diverse di uno stesso esercito che vive, però, uno scontro intestino su un tema preciso: il fondo di ristoro istituito con l’ ultima legge di stabilità da parte del passato governo Gentiloni – che aveva individuato una dotazione di 100 milioni di euro (25 milioni per 4 anni) in favore dei risparmiatori truffati dagli istituti di credito veneti – e il relativo decreto attuativo, che il nuovo governo non ha ancora approvato. Su questo tema è andato in scena ieri a Vicenza uno scontro in piena regola fra i due fronti degli azionisti e risparmiatori, scontro che ha avuto come apice l’ annuncio da parte del presidente veneto di Codacons, Franco Conte, della presentazione di un esposto alla magistratura contro Luigi Ugone, numero uno dell’ associazione «Noi che credevamo nella Banca popolare di Vicenza» (la maggiore realtà per numero di ex azionisti rappresentati): «Ho intenzione di presentare un esposto nei suoi confronti – dichiara Conte – per propaganda ingannevole rispetto a questo decreto. Voglio che i magistrati verifichino come mai continuano a essere propugnate interpretazioni che non hanno un riscontro oggettivo ma che creano disperazione di massa tra i diretti interessati». La minaccia di Conte è arrivata ieri mattina, a margine di un incontro in Comune a Vicenza che ha segnato – anche in modo plastico – la distanza fra i due fronti: da una parte la presentazione del testo del decreto attuativo che alcune associazioni vorrebbero fosse approvato entro settembre, organizzata da Giovanni Coviello della testata online «Vicenzapiù» e alla quale erano state invitate tutte le associazioni di risparmiatori (presenti una trentina di esponenti di Codacons, Adusbef, Movimento dei consumatori, coordinamento don Torta); dall’ altra la protesta, nelle stesse ore di fronte alle porte del municipio vicentino, di «Noi che credevamo nella BpVi», che ha radunato un centinaio di persone con slogan e cartelli contrari al fondo del governo. Il punto di merito riguarda la differenza fra ciò che dice la legge che istituisce il fondo di ristoro e la bozza del decreto, in via di approvazione entro il 31 ottobre prossimo: la prima stabilisce che possono ottenere ristoro «i risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto, riconosciuto con sentenza del giudice o con pronuncia degli arbitri, in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza (…)», mentre nella bozza del decreto si richiedono «sentenza o lodo arbitrale esecutivi» per poter accedere al fondo stesso. Da qui le diverse prese di posizione: «Il fondo – sostiene Ugone – parla di cavilli giuridici e alla fine non riguarderà i risparmiatori veneti perché nei tribunali a Treviso e Vicenza sono aperte indagini per aggiotaggio e falso in bilancio e non si parla di mancata informazione, come invece prevede la legge». Il sindaco di Vicenza Francesco Rucco, tirato per la giacca da entrambi i fronti, saluta durante la presentazione e poi incontra Ugone: «Noi – afferma Rucco – siamo favorevoli a qualsiasi forma di ristoro dei risparmiatori, senza guardare al colore politico di chi la propone». Dall’ altra parte però c’ è Conte, che prende una posizione netta a favore del fondo e critica l’ associazione presieduta da Ugone: «Non è vero che servono sentenze esecutive per ottenere i ristori, basta una sentenza del giudice. La legge l’ abbiamo cambiata noi. Inoltre si parla di lodi arbitrali e un lodo per essere esecutivo deve soltanto non essere impugnato dalla controparte, cosa finora mai avvenuta».
Il Giornale, 21/08/2018 04:45
L’ altro viadotto Morandi che fa tremare la Basilicata
il carpineto i è il «gemello» di quello genovese e preoccupa da prima che scoppiasse la psicosi
I l nome di Riccardo Morandi ha un rimbombo lugubre, ahilui e ahinoi, dopo il crollo del ponte di Genova. E tutte le opere da lui costruite in Italia, tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, sono guardate con sospetto, se non con preoccupazione. Un suo ponte è anche nella remota Basilicata: è il viadotto Carpineto I sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano, costruito tra il 1971 e il 1974. L’ opera, con quelle campate strallate spigolose e arroganti, è angosciantemente simile al ponte su Polcevera venuto giù sette giorni fa, anche se più piccola: 241,8 metri di rettilineo con due corsie parallele, separate ed indipendenti, ciascuna di 9 metri e mezzo di larghezza. Già prima che venisse giù il ponte genovese, il fratello lucano ha destato preoccupazioni, dando segni di cedimento. Così da cinque anni un team di ingegneri ingaggiati dall’ Anas ha messo in rilievo tutte le criticità della struttura, sulla quale si pensa di vietare il transito di mezzi pesanti. In Basilicata sorvegliato speciale è il viadotto Molino all’ altezza di Vaglio di Basilicata, sulla SS407 Basentana, a pochi chilometri da Potenza: nessun intervento di manutenzione straordinaria è stato fatto negli ultimi anni malgrado i ripetuti allarmi lanciati da organi di stampa locali e cittadini. Spostiamoci nella vicina Puglia. Qui l’ allarme è soprattutto per il Ponte Lama Paterno, sul vecchio tracciato della strada statale 16, nei pressi dell’ abitato di Bisceglie. Un ponte suggestivo, che ha oltre due secoli di vita e li dimostra tutti: il Codacons lo segnala tra le strutture italiane più da tenere d’ occhio per l’«evidente stato di degrado manutentivo, con le erbacce e le radici degli alberi che hanno letteralmente attanagliato le basi delle colonne che lo sorreggono». In Puglia allarmano anche due ponti nel territorio di Andria. Entrambi in cemento armato prefabbricato, fanno parte dell’ ex strada provinciale 231 e sono molto vicini, attorno al chilometro 45: uno in contrada Coppe scavalca la strada comunale parallela e l’ altro in contrada Martinelli, chiuso al traffico da diversi anni. Ci sono ferri arrugginiti che spuntano dalle travi portanti e dai piloni di sostegno, e altri evidenti segni di degrado e di umidità che fanno seriamente temere per la loro integrità statica. Spostiamoci a nord, nella «civilissima» Emilia. Anche qui non mancano i ponti da far tremare i polsi. Quello che angoscia di più da ormai diversi anni è il viadotto appenninico Rio Piazza del vecchio tracciato dell’ Autostrada del Sole, nei pressi dell’ abitato di Ripoli, frazione di San Benedetto Val di Sambro. Quando anni fa si lavorava per il tracciato della cosiddetta variante di valico, sull’ Appennino, un vasto movimento franoso interessò la zona, arrivando a far temere per la stabilità del gigantesco viadotto che nel 1958, quando venne costruito, era un vanto dell’ ingegneria italiana. Ci sono state polemiche, perizie, inchieste e ora la situazione è al punto di partenza: è un colosso dai piedi di argilla. Osservati speciali anche tre ponti che scavalcano il Po: il Viadana-Borretto tra le province di Parma e Cremona, spesso attraversato da carichi eccezionali malgrado numerose criticità; il Colorno-Calsalmaggiore, chiuso per lavori da qualche mese, e il Ragazzola-San Daniele. Tutti costruiti tra gli anni Cinquanta e Sessanta e destinati a sostenere un traffico molto più lieve di quello attuale.
La Repubblica (ed. Bari), 21/08/2018 04:36
il dibattito efficace potrebbe rivelarsi la creazione, magari proprio a partire da noi, di task force regionali con pieni poteri
Tap e cantieri perché la Puglia deve investire
l’ immane tragedia di genova insegna che le opere pubbliche servono ancora
Il momento è quello del lutto e della vicinanza alle famiglie delle vittime, tuttavia la tragedia di Genova deve risvegliare coscienze e impegno di chi, a livello centrale e periferico, ha la responsabilità della sicurezza delle infrastrutture viarie. La proposta del Codacons di un monitoraggio immediato di ponti e viadotti più a rischio è assolutamente di buon senso; ancora più efficace potrebbe rivelarsi la creazione, magari proprio a partire dalla Puglia, di task force regionali con pieni poteri, adeguate risorse e coordinate dal Ministero, in cui associazioni di categoria, ordini professionali e tecnici esperti procedano nel tempo più rapido possibile alla mappatura delle infrastrutture, a partire da quelle più critiche, e all’ elaborazione, insieme alle imprese costruttrici, di veri e propri ‘libretti di revisione’ per ciascuna di esse. D’ altronde, è paradossale che i cittadini debbano procedere costantemente alla revisione obbligatoria delle proprie auto per preservarne adeguati livelli di sicurezza, mentre la revisione e la manutenzione delle strade percorse da quelle auto, evidentemente non sono così accurate. In questo percorso Ance è pronta a mettere a disposizione le competenze maturate in decenni di attività da tante aziende associate con un know how specifico nella realizzazione di ponti e viadotti in Italia e all’ estero. La necessità di questi interventi sulla rete viaria, seppur fondamentali, non sia adesso strumentalizzata sull’ onda emotiva, per affossare le grandi opere strategiche di cui la Puglia e l’ Italia hanno bisogno. Sarebbe il colpo di grazia per la credibilità del nostro paese all’ estero che, agli occhi di associazioni imprenditoriali, investitori e diplomatici, è già ai minimi storici. Non è il solito luogo comune ma quanto sto rilevando direttamente incontrando operatori di altri Paesi durante recenti viaggi di lavoro all’ estero. Diversi investitori stranieri mi pongono la stessa domanda: se non siete in grado di mantenere la parola data su progetti come Tap, già autorizzati e che coinvolgono svariati governi, come potete pensare di attrarre investimenti per iniziative imprenditoriali in cui le garanzie devono essere offerte solo da amministrazioni comunali o regionali? Se a questo aspetto sommiamo i soliti problemi legati alla “lentocrazia”, causa principale delle 54 incompiute in Puglia e delle 647 a livello nazionale, è inutile chiedersi il motivo per cui continuiamo a crescere meno degli altri Paesi. La cosa davvero preoccupante è che sempre più giovani imprenditori, anche pugliesi, appaiono sfiduciati e guardano con interesse all’ estero per avviare nuovi investimenti. Di questo passo, oltre che giovani lavoratori, la Puglia e l’ Italia intera perderà anche generazioni di giovani imprenditori. Questa percezione negativa nasce dall’ atteggiamento ondivago del governo sul tema delle infrastrutture e sull’ approccio della sua componente più populista che contrappone la creazione di grandi infrastrutture con quella di piccole opere; una visione semplicistica che inganna i cittadini e che avversiamo. Devono farsi sia le prime, che riguardano la visione strategica del Paese e la sua credibilità a livello internazionale, che le seconde (dalle strade alle ferrovie agli importanti interventi per la salvaguardia dei territori) più direttamente incidenti sulla qualità della vita dei cittadini. Non c’ è alcun contrasto tra le prime e le seconde. Dunque, se questo è il governo del cambiamento, su Tap e Ilva prenda decisioni che non siano frutto di ideologie e populismi da campagna elettorale, dimostrando di entrare nel merito delle decisioni. Ben vengano le valutazioni tra costi e benefici delle infrastrutture di cui si sta parlando, ma solo se fatte in tempi brevissimi da tecnici autorevoli ed, esclusivamente, per evitare sprechi, non certo per mettere in discussione scelte strategiche prese da tempo, accordi internazionali o gare già aggiudicate: tornare indietro su passi già fatti farebbe precipitare ulteriormente la credibilità dell’ Italia. Mai come adesso la Puglia è al centro dell’ attenzione nazionale e internazionale per questioni di sviluppo economico e industriale, oltre che turistico. Gli amministratori locali, a prescindere dal proprio schieramento politico, dimostrino un approccio scevro da pregiudizi per favorire lo sviluppo dei territori: più che le questioni di sopravvivenza politica, a noi giovani sono a cuore le ben più importanti questioni generazionali che impattano sul futuro di centinaia di migliaia di under 35 che, come sottolineato nel recente rapporto Svimez, lasciano il Mezzogiorno per assenza di prospettive o per non accontentarsi di lavori sottopagati o non rispondenti alle professionalità maturate. Oltre a godere dei nostri mari e a mangiare divinamente vorremmo che gli stranieri potessero considerare la Puglia, e l’ Italia intera, attrattive e adatte per i loro investimenti, almeno quanto altri paesi cui non abbiamo alcunché da invidiare. Altrimenti vuol dire che vorremo accontentarci solo di qualche euro lasciato per il loro soggiorno e di qualche copertina di giornali in cui veniamo chiamati ancora il Bel Paese. Un paese bello ma che funziona poco. © RIPRODUZIONE RISERVATA L’ autore Luigi De Santis, 34 anni appena compiuti, imprenditore nel settore delle costruzioni (è presidente del gruppo Giovani di Ance Puglia) e delle relazioni istituzionali. In alto, un’ immagine del cantiere per la realizzazione del gasdotto Tap.
luigi de santis
La Sicilia, 21/08/2018 04:31
esposto codacons
«I dirigenti dell’ Asp si sono autopremiati»
Grida allo scandalo il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori), per la delibera con la quali i dirigenti dell’ Asp di Catania hanno pensato bene di “promuoversi” sotto ferragosto, attraverso un sostanzioso riconoscimento economico di oltre 39mila euro. Il premio-incentivo firmato dal direttore generale dell’ Asp di Catania, Giuseppe Giammanco, e dal direttore amministrativo, Daniela Faraoni, con delibera n. 3147 e 3126, prevede il riconoscimento di ben 33.839,75 euro allo stesso direttore amministrativo dott.ssa Daniela Faraoni e di 5.676,56 al direttore sanitario, dott. Francesco Luca, ciò sulla base dei risultati di gestione ottenuti ed in rapporto al grado di soddisfacimento degli obiettivi fissati annualmente dal direttore generale. Il direttore generale dell’ Asp ha dato, infatti, mandato di predisporre l’ atto deliberativo di liquidazione e pagamento dell’ oneroso compenso integrativo per il 2017, per le performance dei direttori sanitario ed amministrativo.Il Codacons, attraverso l’ avvocato Carmelo Sardella, dirigente dell’ ufficio legale regionale, ha annunciato il deposito di un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Catania, alla Corte dei Conti e all’ Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) affinché, a tutela degli utenti della sanità siciliana, vengano accertati eventuali abusi e responsabilità penali, nonché ogni ulteriore profilo di danno erariale.L’ avvocato Giovanni Petrone, presidente regionale Codacons, pone degli interrogativi: «Quali miglioramenti ci sono stati per i pazienti e medici che giustifichino questi incentivi? Nel 2017 ci sono stati miglioramenti delle liste d’ attesa? E’ stata garantita la sicurezza del personale medico e non? Perché questi incentivi non vengono dirottati per interventi a favore della sicurezza del personale medico e sanitario? Di fronte alla disastrosa condizione della sanità siciliana, occorre investire risorse per migliorare l’ assistenza ai pazienti ed invece assistiamo all’ ennesimo schiaffo a medici, infermieri e cittadini».Il Codacons, inoltre, in attesa degli opportuni accertamenti, chiede al direttore generale dell’ Asp l’ immediato ritiro della delibera contestata e l’ intervento dell’ assessore regionale Ruggero Razza e del ministro della Salute Giulia Grillo.
La Stampa (ed. Savona), 21/08/2018 04:12
cantieri
“Sicuri i viadotti della Torino-Savona” Il Gruppo Gavio annuncia l’ avvio di altri interventi di ristrutturazione
«I viadotti sulla Torino-Savona sono sicuri». A dichiararlo è la società che gestisce la A6, anche se si è in ritardo sugli interventi programmati sul viadotto Castellaro di Altare. Spiegano: «Da quando, nel 2012 siamo entrati nella gestione (il 15 novembre 2012 il pacchetto azionario posseduto da Autostrade per l’ Italia è stato ceduto al gruppo Sias, che fa capo alla Argo Finanziaria spa del Gruppo Gavio ed è il quarto operatore al mondo nella gestione di autostrade a pedaggio con circa 4.156 km di rete, di cui 1.423 km in Italia) ogni tre mesi effettuiamo ispezioni visive e strumentali su tutte le opere, ovvero 81 cavalcavia, 49 gallerie, 42 ponticelli, 101 sottovia e 208 viadotti. Abbiamo abbattuto e ricostruito i viadotti Mondalavia e Madonna di Galizia; e realizzato adeguamenti per oltre 10 milioni di euro dei viadotti Chiaggi nella tratta Millesimo-Ceva in direzione Torino; Stura di Demonte lungo il Raccordo autostradale di Fossano, e sul viadotto Prione nella tratta Niella Tanaro-Ceva in direzione Savona; ed interventi sul Gagge e Morey. Ora sono in corso tre cantieri sul Franco Romano, Branzole e Termoia». Però in rete stanno viaggiando fotografie a dir poco allarmanti. Le prime furono del viadotto Bormida di Mallare, che sovrasta la Variante del Ponte della Volta; poi a diventare virale furono quelle del viadotto Castellaro, vicino ad Altare; ed infine quelle forse visivamente peggiori, del viadotto Lodo, a Cadibona. La deputata Cinque Stelle Fabiana Dadone però ha presentato un’ interpellanza al governo su tre viadotti della A6 evidenziati dal Codacons. «Ribadiamo che non ci risultano criticità strutturali. Sul viadotto “Bormida di Mallare” la società è intervenuta con il ripristino dell’ intero tratto di viadotto che sovrasta la variante. Per il viadotto Castellaro non è pregiudicata la stabilità e la sicurezza dell’ opera, ed è previsto un progetto che prevede di intervenire sulle fondazioni, pile ed impalcato». A dire il vero, però, i lavori partiranno a fine estate. Verranno posti in gara entro settembre, invece, gli interventi, per un milione di euro, sul viadotto Lodo. In questo caso, inoltre, «vista la normativa antisismica, è previsto anche a un secondo intervento, di oltre 20 milioni di euro». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
mauro camoirano
La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/08/2018 03:50
verno – si legge nella missiva del Provveditorato – occorre procedere con la massima urgenza …
verno – si legge nella missiva del Provveditorato – occorre procedere con la massima urgenza all’ avvio dello stato di conservazione delle opere infrastrutturali, viarie e non». L’ invito del Ministero agli enti locali è di «comunicare entro e non oltre il 30 agosto prossimo gli interventi necessari a rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza, corredando le segnalazioni di adeguate attestazioni tecniche (perizie, verbali di sopralluogo), indicazioni di priorità e stima indicativa dei costi». Un controllo rapidissimo quello chiesto dal Mit a tutti gli enti locali per scongiurare altre tragedie come quella di Genova. Ma ci sono amministrazioni che hanno già avviato verifiche, come la Città metropolitana di Bologna, che sorveglia le infrastrutture «quotidianamente». «Nel territorio bolognese spiega il consigliere delegato alla Viabilità, Marco Monesi abbiamo una viabilità provinciale di oltre 1.400 chilometri, ci sono oltre 500 ponti. Sono infrastrutture che sorvegliamo quotidianamen te, servirebbero più risorse per fare un’ opera di monitoraggio più complessiva e approfondita. Non c’ è allarme, ad oggi la situazione è controllata». A Brindisi, invece, la giunta comunale ha approvato una delibera con cui stabilisce di avviare il monito raggio di ponti e infrastrutture con l’ istituzione di un gruppo di lavoro intersettoriale. In attesa dei risultati delle verifiche che scatteranno inevitabilmente in tutta Italia, il Codacons chiede cautelativamente il blocco della circolazione per tutti i mezzi pesanti sui viadotti a rischio stabilità e rapidi controlli da parte del Genio.
roberto buonavoglia
Il Tempo, 21/08/2018 03:45
il codacons
«Il Comune renda Roma più civile»
«Roma è una città difficile per le persone normalmente abili, e diventa spesso una città impossibile per i disabili. Le barriere architettoniche onnipresenti nella Capitale rappresentano un limite alla libera circolazione delle persone, che non possono accedere a strutture pubbliche, negozi, locali, e spesso nemmeno salire su un autobus. Rivolgiamo un appello alla Raggi affinchè metta tra le priorità dell’ amministrazione comunale la questione dei disabi li, rendendo Roma una città più civile attraverso una lotta serrata alle barriere architettoniche», così il presidente del Codacons, Carlo Rienzi che aggiunge: «Avevamo denunciato lo scorso 30 giugno la vicenda di uomo non vedente che, mentre era intento a camminare lungo via Tor de Schiavi, era finito malamente in una profonda buca. L’ impatto era stato così forte da causargli la lesione del labbro superiore e la rottura della dentiera. Inizialmente l’ uomo non aveva sporto denuncia ma poi grazie alla notizia della class action del Codacons anche lui ha deciso di aderire all’ azione collettiva per ottenere i rimborsi causati dal dissesto stradale». M. T. peggiorando. Le scrivo per comprendere se c’ è la volontà di trovare le soluzioni atte alla rimozione di ostacoli la cui competenza spetta alla prima cittadina, anche ai sensi dell’ art. 118 della Costituzione sulla quale lei ha giurato fedeltà. Ecco alcuni problemi gravi per tutte le persone disabili: marciapiedi, locali e luoghi pubblici accessibili; passaggi e parcheggi riservati liberi; buoni taxi e assistenza alla persona; evitare che marciapiedi accessibili siano inaccessibili per distrazione amministrativa. La Capitale d’ Italia, dovrebbe fungere da esempio in termini di inclusione sociale, culturale, lavorativa per il resto del paese e non essere da meno rispetto alle altre Capitali europee». M. T. Montanarini – sembra non esserci una effettiva “rete di sostegno” per queste persone. Scivoli pedonali dissestati o non a norma,scalini dei negozi troppo alti e la maggior parte dei mezzi pubblici non sono adeguati ad “accogliere” passeggeri disabili. Per non parlare dei tempi d’ attesa per ottenere in dotazione una carrozzina, basilare per chi vuole tornare ad avere al più presto la propria autonomia. Il 22 luglio abbiamo consegnato una sedia a rotelle e un deambulatore ad un cittadino di Torre Maura affetto da una forma acuta di artrite reumatoide alle anche e alla spina dorsale che non poteva più permettersi di aspettare i lunghi tempi d’ attesa della Asl». M. T.
Il Tempo, 21/08/2018 03:45
Sulla sedia a rotelle o in autonomia come ciechi e sordomuti strade e uffici pubblici sono sempre più off-limits
tura Asl, in cui se è presente lo scivolo è onnipresente anche uno scalino. Persino possedere un’ auto non risolve il problema visto che il più delle volte i posti assegnati ai disabili sono incivilmente occupati. CIECHI E IPOVED ENTI Vi siete mai chiesti fino ad oggi quante persone cieche o ipovedenti avete visto tranquillamente passeggiare in giro per la città? Probabilmente la risposta sarà una o al massimo due/tre persone e magari con l’ accompagno di una persona o un cane guida. Percorsi guidati per non vedenti in realtà in alcune zone più che altre ci sono, peccato pert) che percorrendoli si vada direttamente a sbattere fra i tavolini dei caffè che non rispettano le norme, i banchi di merce contraffatta o i pannelli pubblicitari. Per non parlare dei marciapiedi del centro, dove rifiuti sparsi intralciano pericolosamente il cammino insieme alle onnipresenti buche. La notizia di un anziano non vedente caduto rovinosamente in una buca – nonostante fosse accompagnato – è solo di qualche mese fa. Grazie al Codacons ha fatto causa al Comune, sentendosi leso non solo nel fisico ma anche nella dignità. Che dire poi dei semafori sonori anche questi presenti a macchia di leopardo nella Capitale e, dove ci sono, magari a terra non c’ è il percorso tattile per raggiungerli? Si tratta di quelle caratteristiche righe a rilievo coi codici del linguaggio tattile Loges, riconoscibili sotto i piedi e col bastone bianco. Segnali cui i ciechi si affidano per muoversi autonomamente. In pratica il semaforo sonoro c’ è ma dato che non sanno come raggiungerlo è come se in realtà non ci fosse. I Loges mancano anche lungo la via Appia e la Tuscolana, dove quasi dappertutto le nuove lanterne a Led hanno preso il posto di quelle vecchie. Vicino a una chiesa, oltre a non esserci i segnali tattili sul marciapiede, il pulsante per i ciechi, sul nuovo palo del semaforo, già non funziona. All’ incrocio successivo la scatola coi pulsanti è addirittura staccata dal palo. L’ Issr, l’ unico istituto statale per sordi a Roma esiste dal 1784 ma ha rischiato più volte di chiudere a causa della mancanza fondi. Il centro oltre ad essere la prima scuola per chi non sente è nella Capitale l’ unico ente pubblico che ha davvero fino ad oggi svolto un ruolo di supporto per le persone sorde e i loro familiari che trovano sostegno, aiuto e formazione in questo centro di eccellenza dove si svolgono corsi di lingua dei segni e c’ è uno sportello gratuito di consulenza a cui si rivolgono non solo i cittadini romani ma da tutta Italia. ALZHEIMER O PARKINSON Queste persone di solito quando la malattia è già in stato avanzato sono quasi sempre accompagnate da un familiare o un assistente che li aiuta a 3600. Ma, all’ inizio, quando i sintomi sono ancora più o meno percettibili queste persone si muovono autonomamente ed è l1 che incontrano difficoltà soprattutto quando si recano a sbrigare semplici commissioni. Il Comune né l’ assessorato alle politiche sociali non hanno mai realmente pensato di istituire nella Capitale dei corsi per gli operatori degli uffici pubblici e non.
Il Mattino di Padova, 21/08/2018 03:31
l’ odissea infinita degli ex azionisti
Ex popolari, il decreto è pronto ma fa litigare i risparmiatori
i criteri per i risarcimenti: ecco il testo tenuto nel cassetto da gentiloni e conte il sindaco rucco apre il comune di vicenza alle associazioni, ma c’ è tensione
Renzo Mazzaro / vicenzaÈ saltato fuori dal cassetto il famoso decreto attuativo del fondo di ristoro per i risparmiatori truffati dalle banche, di cui tutti parlano da mesi senza che nessuno l’ abbia mai letto. Lo teneva nascosto il governo Gentiloni (cosa inspiegabile visto che a redarlo è stato il sottosegretario all’ Economia Pierpaolo Baretta) e ha continuato a nasconderlo il governo Conte (cosa più comprensibile visto che gli attuali sottosegretari Bitonci e Villarosa puntano a disfare la legge istitutiva del fondo e a farne un’ altra, Parlamento permettendo).La contestazioneLo scoop è del giornale on line Vicenza Più il cui direttore Giovanni Coviello ieri si è segnato il punto, presentandolo in una conferenza stampa a palazzo Trissino. Logica avrebbe voluto che tutti corressero a sentire la novità. Invece cosa ti va a capitare? Mentre ai piani alti Coviello illustra il decreto, fuori dal palazzo i risparmiatori delle associazioni “Don Torta” e “Noi che credevamo nella Bpvi” contestano l’ iniziativa. Eppure il decreto parla di soldi da restituire ai truffati: non è questo che le associazioni vogliono? Pare di no, non tutte almeno. Gli antigovernativi di ieri sono diventati i filogovernativi di oggi: se prima volevano i soldi, ma erano troppo pochi, adesso non li vogliono più perché sono i soldi del governo precedente.Il sindaco e le associazioniSembra di essere nel teatro dell’ assurdo. Per fortuna che il sindaco di Vicenza Francesco Rucco, eletto dal centrodestra, non ha problemi a dimostrarsi politicamente scorretto e a presenziare all’ incontro con l’ assessore Isabella Dotto. «Questa è la casa dei vicentini», dice Rucco, «noi non facciamo differenze tra associazioni». Più tardi darà appuntamento anche a Luigi Ugone, capo dei contestatori, per il 10 settembre. C’ è Sergio Berlato, presidente della Terza commissione del Consiglio regionale: «Gli interventi a disposizione vanno utilizzati, il meglio è nemico del bene». Giovanna Negro, presidente della commissione regionale d’ inchiesta sulle banche, si scusa per l’ assenza. In sala ci sono solo 25 posti a sedere, può entrare solo un delegato per associazione, ma tutte sono rappresentate. Incluso il coordinamento don Torta, per il quale un polemico Dino Santinon grida che non verranno rimborsati i vecchi risparmiatori e neanche quelli che hanno già firmato la transazione con le banche. «Ma no, legga l’ articolo 3 e l’ articolo 5 del decreto che lo prevede espressamente», gli sbandiera Coviello agitando le carte. «Qui non fissa limiti né di tempo né di quantità». «È Bitonci con il coordinamento Don Torta che parlano di risarcimento in percentuale», commenta Franco Conte, responsabile Codacons. «Ma non è una posizione neutra, verrebbero premiati i vecchi azionisti e danneggiato il 50% di chi ha comprato le azioni a prezzi massimi». Fondo da aumentareIn ogni caso di attuativo questo decreto ha solo il nome: finché non viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale non parte un centesimo. «Ma se si cominciano a pagare le 1.500 persone che hanno una sentenza o un lodo arbitrale che lo prevede, per un principio di equità bisognerà pagare tutti», osserva Conte. Dunque sarà necessario implementare il fondo magari pescando dai fondi dormienti delle banche, anche se il decreto non cita mai questa fonte: sono 1.574 milioni di euro accertati da Tesoro. —
La Tribuna di Treviso, 21/08/2018 03:31
l’ odissea infinita degli ex azionisti
Ex popolari, il decreto è pronto ma fa litigare i risparmiatori
i criteri per i risarcimenti: ecco il testo tenuto nel cassetto da gentiloni e conte il sindaco rucco apre il comune di vicenza alle associazioni, ma c’ è tensione
Renzo Mazzaro / vicenzaÈ saltato fuori dal cassetto il famoso decreto attuativo del fondo di ristoro per i risparmiatori truffati dalle banche, di cui tutti parlano da mesi senza che nessuno l’ abbia mai letto. Lo teneva nascosto il governo Gentiloni (cosa inspiegabile visto che a redarlo è stato il sottosegretario all’ Economia Pierpaolo Baretta) e ha continuato a nasconderlo il governo Conte (cosa più comprensibile visto che gli attuali sottosegretari Bitonci e Villarosa puntano a disfare la legge istitutiva del fondo e a farne un’ altra, Parlamento permettendo).La contestazioneLo scoop è del giornale on line Vicenza Più il cui direttore Giovanni Coviello ieri si è segnato il punto, presentandolo in una conferenza stampa a palazzo Trissino. Logica avrebbe voluto che tutti corressero a sentire la novità. Invece cosa ti va a capitare? Mentre ai piani alti Coviello illustra il decreto, fuori dal palazzo i risparmiatori delle associazioni “Don Torta” e “Noi che credevamo nella Bpvi” contestano l’ iniziativa. Eppure il decreto parla di soldi da restituire ai truffati: non è questo che le associazioni vogliono? Pare di no, non tutte almeno. Gli antigovernativi di ieri sono diventati i filogovernativi di oggi: se prima volevano i soldi, ma erano troppo pochi, adesso non li vogliono più perché sono i soldi del governo precedente.Il sindaco e le associazioniSembra di essere nel teatro dell’ assurdo. Per fortuna che il sindaco di Vicenza Francesco Rucco, eletto dal centrodestra, non ha problemi a dimostrarsi politicamente scorretto e a presenziare all’ incontro con l’ assessore Isabella Dotto. «Questa è la casa dei vicentini», dice Rucco, «noi non facciamo differenze tra associazioni». Più tardi darà appuntamento anche a Luigi Ugone, capo dei contestatori, per il 10 settembre. C’ è Sergio Berlato, presidente della Terza commissione del Consiglio regionale: «Gli interventi a disposizione vanno utilizzati, il meglio è nemico del bene». Giovanna Negro, presidente della commissione regionale d’ inchiesta sulle banche, si scusa per l’ assenza. In sala ci sono solo 25 posti a sedere, può entrare solo un delegato per associazione, ma tutte sono rappresentate. Incluso il coordinamento don Torta, per il quale un polemico Dino Santinon grida che non verranno rimborsati i vecchi risparmiatori e neanche quelli che hanno già firmato la transazione con le banche. «Ma no, legga l’ articolo 3 e l’ articolo 5 del decreto che lo prevede espressamente», gli sbandiera Coviello agitando le carte. «Qui non fissa limiti né di tempo né di quantità». «È Bitonci con il coordinamento Don Torta che parlano di risarcimento in percentuale», commenta Franco Conte, responsabile Codacons. «Ma non è una posizione neutra, verrebbero premiati i vecchi azionisti e danneggiato il 50% di chi ha comprato le azioni a prezzi massimi». Fondo da aumentareIn ogni caso di attuativo questo decreto ha solo il nome: finché non viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale non parte un centesimo. «Ma se si cominciano a pagare le 1.500 persone che hanno una sentenza o un lodo arbitrale che lo prevede, per un principio di equità bisognerà pagare tutti», osserva Conte. Dunque sarà necessario implementare il fondo magari pescando dai fondi dormienti delle banche, anche se il decreto non cita mai questa fonte: sono 1.574 milioni di euro accertati da Tesoro. —
La Nuova di Venezia e Mestre, 21/08/2018 03:31
l’ odissea infinita degli ex azionisti
Ex popolari, il decreto è pronto ma fa litigare i risparmiatori
i criteri per i risarcimenti: ecco il testo tenuto nel cassetto da gentiloni e conte il sindaco rucco apre il comune di vicenza alle associazioni, ma c’ è tensione
Renzo Mazzaro / vicenzaÈ saltato fuori dal cassetto il famoso decreto attuativo del fondo di ristoro per i risparmiatori truffati dalle banche, di cui tutti parlano da mesi senza che nessuno l’ abbia mai letto. Lo teneva nascosto il governo Gentiloni (cosa inspiegabile visto che a redarlo è stato il sottosegretario all’ Economia Pierpaolo Baretta) e ha continuato a nasconderlo il governo Conte (cosa più comprensibile visto che gli attuali sottosegretari Bitonci e Villarosa puntano a disfare la legge istitutiva del fondo e a farne un’ altra, Parlamento permettendo).La contestazioneLo scoop è del giornale on line Vicenza Più il cui direttore Giovanni Coviello ieri si è segnato il punto, presentandolo in una conferenza stampa a palazzo Trissino. Logica avrebbe voluto che tutti corressero a sentire la novità. Invece cosa ti va a capitare? Mentre ai piani alti Coviello illustra il decreto, fuori dal palazzo i risparmiatori delle associazioni “Don Torta” e “Noi che credevamo nella Bpvi” contestano l’ iniziativa. Eppure il decreto parla di soldi da restituire ai truffati: non è questo che le associazioni vogliono? Pare di no, non tutte almeno. Gli antigovernativi di ieri sono diventati i filogovernativi di oggi: se prima volevano i soldi, ma erano troppo pochi, adesso non li vogliono più perché sono i soldi del governo precedente.Il sindaco e le associazioniSembra di essere nel teatro dell’ assurdo. Per fortuna che il sindaco di Vicenza Francesco Rucco, eletto dal centrodestra, non ha problemi a dimostrarsi politicamente scorretto e a presenziare all’ incontro con l’ assessore Isabella Dotto. «Questa è la casa dei vicentini», dice Rucco, «noi non facciamo differenze tra associazioni». Più tardi darà appuntamento anche a Luigi Ugone, capo dei contestatori, per il 10 settembre. C’ è Sergio Berlato, presidente della Terza commissione del Consiglio regionale: «Gli interventi a disposizione vanno utilizzati, il meglio è nemico del bene». Giovanna Negro, presidente della commissione regionale d’ inchiesta sulle banche, si scusa per l’ assenza. In sala ci sono solo 25 posti a sedere, può entrare solo un delegato per associazione, ma tutte sono rappresentate. Incluso il coordinamento don Torta, per il quale un polemico Dino Santinon grida che non verranno rimborsati i vecchi risparmiatori e neanche quelli che hanno già firmato la transazione con le banche. «Ma no, legga l’ articolo 3 e l’ articolo 5 del decreto che lo prevede espressamente», gli sbandiera Coviello agitando le carte. «Qui non fissa limiti né di tempo né di quantità». «È Bitonci con il coordinamento Don Torta che parlano di risarcimento in percentuale», commenta Franco Conte, responsabile Codacons. «Ma non è una posizione neutra, verrebbero premiati i vecchi azionisti e danneggiato il 50% di chi ha comprato le azioni a prezzi massimi». Fondo da aumentareIn ogni caso di attuativo questo decreto ha solo il nome: finché non viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale non parte un centesimo. «Ma se si cominciano a pagare le 1.500 persone che hanno una sentenza o un lodo arbitrale che lo prevede, per un principio di equità bisognerà pagare tutti», osserva Conte. Dunque sarà necessario implementare il fondo magari pescando dai fondi dormienti delle banche, anche se il decreto non cita mai questa fonte: sono 1.574 milioni di euro accertati da Tesoro. —
Corriere delle Alpi, 21/08/2018 03:30
l’ odissea infinita degli ex azionisti
Ex popolari, il decreto è pronto ma fa litigare i risparmiatori
i criteri per i risarcimenti: ecco il testo tenuto nel cassetto da gentiloni e conte il sindaco rucco apre il comune di vicenza alle associazioni, ma c’ è tensione
Renzo Mazzaro / vicenzaÈ saltato fuori dal cassetto il famoso decreto attuativo del fondo di ristoro per i risparmiatori truffati dalle banche, di cui tutti parlano da mesi senza che nessuno l’ abbia mai letto. Lo teneva nascosto il governo Gentiloni (cosa inspiegabile visto che a redarlo è stato il sottosegretario all’ Economia Pierpaolo Baretta) e ha continuato a nasconderlo il governo Conte (cosa più comprensibile visto che gli attuali sottosegretari Bitonci e Villarosa puntano a disfare la legge istitutiva del fondo e a farne un’ altra, Parlamento permettendo).La contestazioneLo scoop è del giornale on line Vicenza Più il cui direttore Giovanni Coviello ieri si è segnato il punto, presentandolo in una conferenza stampa a palazzo Trissino. Logica avrebbe voluto che tutti corressero a sentire la novità. Invece cosa ti va a capitare? Mentre ai piani alti Coviello illustra il decreto, fuori dal palazzo i risparmiatori delle associazioni “Don Torta” e “Noi che credevamo nella Bpvi” contestano l’ iniziativa. Eppure il decreto parla di soldi da restituire ai truffati: non è questo che le associazioni vogliono? Pare di no, non tutte almeno. Gli antigovernativi di ieri sono diventati i filogovernativi di oggi: se prima volevano i soldi, ma erano troppo pochi, adesso non li vogliono più perché sono i soldi del governo precedente.Il sindaco e le associazioniSembra di essere nel teatro dell’ assurdo. Per fortuna che il sindaco di Vicenza Francesco Rucco, eletto dal centrodestra, non ha problemi a dimostrarsi politicamente scorretto e a presenziare all’ incontro con l’ assessore Isabella Dotto. «Questa è la casa dei vicentini», dice Rucco, «noi non facciamo differenze tra associazioni». Più tardi darà appuntamento anche a Luigi Ugone, capo dei contestatori, per il 10 settembre. C’ è Sergio Berlato, presidente della Terza commissione del Consiglio regionale: «Gli interventi a disposizione vanno utilizzati, il meglio è nemico del bene». Giovanna Negro, presidente della commissione regionale d’ inchiesta sulle banche, si scusa per l’ assenza. In sala ci sono solo 25 posti a sedere, può entrare solo un delegato per associazione, ma tutte sono rappresentate. Incluso il coordinamento don Torta, per il quale un polemico Dino Santinon grida che non verranno rimborsati i vecchi risparmiatori e neanche quelli che hanno già firmato la transazione con le banche. «Ma no, legga l’ articolo 3 e l’ articolo 5 del decreto che lo prevede espressamente», gli sbandiera Coviello agitando le carte. «Qui non fissa limiti né di tempo né di quantità». «È Bitonci con il coordinamento Don Torta che parlano di risarcimento in percentuale», commenta Franco Conte, responsabile Codacons. «Ma non è una posizione neutra, verrebbero premiati i vecchi azionisti e danneggiato il 50% di chi ha comprato le azioni a prezzi massimi». Fondo da aumentareIn ogni caso di attuativo questo decreto ha solo il nome: finché non viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale non parte un centesimo. «Ma se si cominciano a pagare le 1.500 persone che hanno una sentenza o un lodo arbitrale che lo prevede, per un principio di equità bisognerà pagare tutti», osserva Conte. Dunque sarà necessario implementare il fondo magari pescando dai fondi dormienti delle banche, anche se il decreto non cita mai questa fonte: sono 1.574 milioni di euro accertati da Tesoro. —
Il Dubbio, 21/08/2018 02:35
calcio e diritti tv
Esposto all’ Antitrust del Codacons contro Sky e Dazn
Di fronte alla questione dei diritti televisivi e delle pay- tv il Codacons ha deciso di intervenire con un esposto all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole. Il Codacons ha rappresentato all’ Agcom ‘ il disorientamento e l’ arrabbiatura di gran parte dei clienti Sky e Premium’, che in larga parte si sono sentiti ‘ defraudati’ dal nuovo assetto dei diritti tv. Oltre ai problemi tecnici che hanno caratterizzato la prima giornata di campionato, infatti, l’ Associazione ha approfondito – grazie alle segnalazioni ricevute ‘ l’ incresciosa vicenda relativa agli abbonamenti Dazn e ai disagi degli utenti già abbonati a Sky e Mediaset Premium. È evidente che la condotta di Sky e Dazn sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in particolare sia aggressiva ai sensi dell’ articolo 24 del Codice in quanto ‘ esercita un indebito condizionamento sul tifoso […] ad aderire a ben 2 abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità’.
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