21 Giugno 2020

Rassegna stampa del 20 e 21 giugno 2020

    Msn, 21/06/2020 16:17
    Fase 3, Codacons: giornata mare più costosa, rincari fino al 30%
    A causa del Covid trascorrere una giornata al mare risulta quest’ anno più costoso rispetto al 2019. Tra parcheggio, lettini, ombrelloni, consumazioni e altri servizi si arriva facilmente a spendere il 30% in più scorso anno. Lo afferma il Codacons, che segnala rincari dei listini a macchia di leopardo in tutta Italia, come effetto delle misure sul distanziamento e dei maggiori costi per i gestori dei lidi. Oggi affittare un ombrellone e due lettini durante il weekend, in uno stabilimento di medio livello, costa mediamente tra i 25 e i 30 euro al giorno, importo che sale a 100 euro nelle strutture di più elevato livello, sostiene il Codacons. Per l’ abbonamento mensile si spendono in media tra i 500 e i 600 euro, mentre per quello stagionale il prezzo oscilla tra i 1.500 e i 2.000 euro, a seconda delle zone d’ Italia. Listini che in molti stabilimenti, da nord a sud Italia – calcolano il Codacons- risultano in crescita rispetto al 2019, con rincari che partono dal +10% e arrivano a raggiungere il +30%. “Il Covid ha avuto effetto sulle tariffe balneari – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Il distanziamento riduce le presenze giornaliere in spiaggia e il numero di ombrelloni disponibili, tagliando i guadagni degli operatori che devono inoltre affrontare nuovi costi per sanificazioni e messa in sicurezza. Un corto circuito di cui fanno le spese i consumatori, costretti a sostenere tariffe rincarate per trascorrere una giornata al mare e a mettere mano al portafogli per concedersi qualche ora di relax in spiaggia”. Il Codacons invita infine i cittadini a segnalare rincari di prezzi e tariffe dei lidi e stabilimenti.

    Rai News, 21/06/2020 14:39
    Fase 3, Codacons: giornata mare più costosa, rincari fino al 30%
    affittare un ombrellone e due lettini durante il weekend, in uno stabilimento di medio livello, costa tra i 25 e i 30 euro al giorno, importo che sale a 100 euro nelle strutture di più elevato livello, sostiene il codacons
    Condividi 21 giugno 2020 A causa del Covid trascorrere una giornata al mare risulta quest’ anno più costoso rispetto al 2019. Tra parcheggio, lettini, ombrelloni, consumazioni e altri servizi si arriva facilmente a spendere il 30% in più scorso anno. Lo afferma il Codacons, che segnala rincari dei listini a macchia di leopardo in tutta Italia, come effetto delle misure sul distanziamento e dei maggiori costi per i gestori dei lidi. Oggi affittare un ombrellone e due lettini durante il weekend, in uno stabilimento di medio livello, costa mediamente tra i 25 e i 30 euro al giorno, importo che sale a 100 euro nelle strutture di più elevato livello, sostiene il Codacons. Per l’ abbonamento mensile si spendono in media tra i 500 e i 600 euro, mentre per quello stagionale il prezzo oscilla tra i 1.500 e i 2.000 euro, a seconda delle zone d’ Italia. Listini che in molti stabilimenti, da nord a sud Italia – calcolano il Codacons- risultano in crescita rispetto al 2019, con rincari che partono dal +10% e arrivano a raggiungere il +30%. “Il Covid ha avuto effetto sulle tariffe balneari – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Il distanziamento riduce le presenze giornaliere in spiaggia e il numero di ombrelloni disponibili, tagliando i guadagni degli operatori che devono inoltre affrontare nuovi costi per sanificazioni e messa in sicurezza. Un corto circuito di cui fanno le spese i consumatori, costretti a sostenere tariffe rincarate per trascorrere una giornata al mare e a mettere mano al portafogli per concedersi qualche ora di relax in spiaggia”. Il Codacons invita infine i cittadini a segnalare rincari di prezzi e tariffe dei lidi e stabilimenti.

    Investire Oggi, 21/06/2020 13:00
    Rc auto troppo care durante il lockdown, l’ Ivass bacchetta le compagnie – InvestireOggi.it
    durante il periodo di lockdown le compagnie assicurative hanno continuato a incassare premi nonostante i milioni di euro risparmiati sui danni. l’ ivass chiede di fare chiarezza.
    Gli effetti del lockdown si sono fatti sentire anche sulle assicurazioni auto in maniera tangibile. Gli assicurati hanno speso soldi per servizi non utilizzati causa blocco della circolazione. Se da un lato le tariffe rc auto sono diminuite del 2,7% nel 2019, dall’ altro gli assicurati italiani hanno subito un danno economico enorme e pari a complessivi 3,9 miliardi di euro nel corso del lockdown legato al coronavirus. Soldi che adesso devono rientrare nelle disponibilità degli utenti. Lo affermano le associazioni dei consumatori commentando i dati forniti oggi dall’ Ivass. Perdita media di oltre 33 euro ad assicurato Considerato il costo medio di una polizza rc auto in Italia, ogni assicurato ha perso 33,6 euro al mese di assicurazione a causa delle misure legate all’ emergenza Covid, cifra che ovviamente risulta più elevata per i residenti delle città del sud e per i neopatentati, categorie che arrivano a pagare anche più di 1.000 euro all’ anno per l’ Rc auto. Se si calcola che in Italia risultano attualmente assicurate 39 milioni di autovetture – dicono i consumatori – il danno economico per l’ intera categoria degli automobilisti raggiunge la cifra record di 3,9 miliardi di euro per l’ intero periodo di lockdown. Tutto ciò mentre è crollata l’ incidentalità sulle strade italiane come conseguenza dei limiti agli spostamenti, con enormi vantaggi economici per le compagnie di assicurazioni. A fronte di tali dati, le imprese assicuratrici non possono muoversi in ordine sparso come sta avvenendo oggi, ma devono essere obbligate per legge a rimborsare i propri clienti, e l’ Ivass deve vigilare con attenzione affinché siano tutelati i diritti degli assicurati, conclude il Codacons. Assicurazioni: Ivass, devono offrire prodotti più chiari A fronte dei timidi sconti proposti qua e là dalle singole compagnie assicurative, resta il dubbio che i consumatori paghino ancora troppo per quanto realmente usufruito. In questo senso, le compagnie assicurative devono ” definire prodotti chiari in ciò che offrono e non offrono, scevri da eccessive complessità e non impoveriti da cavilli e clausole di esclusione “. Una richiesta che arriva durante le considerazioni dal presidente dell’ Ivass, Daniele Franco . ” E’ necessario che l’ industria assicurativa -ha spiegato Franco- faccia tesoro delle carenze di protezione emerse, dei cambiamenti nei rischi finanziari e macroeconomici e dell’ evoluzione dei rischi operativi, per dare una risposta alle esigenze di risparmio e di protezione della clientela “. Coronavirus: il settore assicurativo deve contribuire di più ” Lo studio dell’ Ocse-Pisa ha consegnato il quadro allarmante di un’ Italia in ritardo, con solchi profondi che marcano divari geografici, di genere e di condizione socio-economica. La pandemia – ha sottolineato il presidente dell’ Ivass – ha portato all’ attenzione i rischi della sottoassicurazione: l’ emersione di bisogni diffusi di protezione deve essere rapidamente accompagnata da un’ azione di educazione assicurativa che metta in grado i consumatori di valutare quali prodotti possano rispondere alle proprie specifiche necessità e quali operatori possano legittimamente fornirli . Il prossimo piano strategico dell’ Ivass darà spazio all’ obiettivo di razionalizzare e semplificare gli adempimenti degli operatori del settore. Il settore assicurativo deve contribuire, oltre che ad attenuare l’ impatto della crisi, a riportare l’ economia su tassi di crescita più elevati “, ha concluso. Rc auto: Ivass; -2,7% in 2019 e -22% in ultimi 6 anni, ma urge riordino Nel 2019 i prezzi dell’ Rc auto sono diminuiti del 2,7%, con un premio medio di 404 euro alla fine dell’ anno. Lo ha detto Franco, aggiungendo che ” negli ultimi sei anni la flessione complessiva è di circa il 22% e, nel confronto internazionale, il divario è passato da oltre 200 a 90 euro . Tuttavia – aggiunge Franco – in diverse aree del Paese l’ offerta continua a registrare prezzi elevati, soprattutto per i contraenti più giovani “. L’ Ivass ritiene non più procrastinabile un riordino della normativa del settore ed è pronto a fornire il proprio contributo tecnico per accrescere l’ efficienza del mercato e promuovere una riduzione dei prezzi meglio distribuita, una migliore qualità dell’ offerta e una maggiore tempestività dei risarcimenti.
    mirco galbusera

    LecceCronaca, 21/06/2020 12:53
    FLASH MOB A LECCE: STOP 5G!
    (Rdl)______Molte adesioni e sentita partecipazione dei cittadini questa mattina, alle 10.00, a Lecce, in piazza Sant’ Oronzo al Flash Mob organizzato da Vox Italia Lecce contro il 5G, a conferma del fatto che il contrasto alla nuova tecnologia coinvolge associazioni e movimenti della società civile (nelle foto, due momenti della manifestazione). In particolare c’ è da segnalare il Codacons, cioè il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, con la presenza del presidente, avvocato Cristian Marchello, e il responsabile dell’ ufficio legale, avvocato Pietro Mongelli. C’ erano poi Alleanza italiana Stop 5G, #stop5G, Acrep (Association for Citizens Rights and Environmental Protection) e altri non meno importanti. Nell’ occasione è stato ricordato che in Italia sono già 346 i sindaci che hanno emanato ordinanze urgenti fermando il pericolo del wireless di quinta generazione e 520 sono i Comuni d’ Italia che hanno approvato atti amministrativi precauzionali per non esporre la popolazione ai rischi della sperimentazione. ______ LA RICERCA nel nostro ultimo articolo dedicato alla questione, del 13 giugno scorso CON VITTORIO COLAO IL GOVERNO E’ IN CONFLITTO D’ INTERESSI. IL PROFESSOR MICHELE CARDUCCI DELINEA UNO SCENARIO INQUIETANTE E SPIEGA LA PORTATA DELLA QUESTIONE 5G: “Ci stiamo giocando le nostre libertà fondamentali di cittadini, il futuro stesso della democrazia”

    New Sicilia, 21/06/2020 10:55
    Caso Dentix, Codacons scende in campo per i catanesi coinvolti: arriva un modulo di denuncia per tutelarsi
    Ascolta audio dell’ articolo CATANIA – Il Codacons scende in campo a tutela dei catanesi coinvolti nel caso Dentix . Come è noto la società, a seguito dell’ emergenza sanitaria, ha chiuso le proprie cliniche presenti in Sicilia , e al momento non si ha alcuna certezza sulla possibilità di riapertura dei centri odontoiatrici. Una situazione che ha gettato nel panico migliaia di pazienti che hanno avviato cure presso i centri presenti nell’ isola e acceso finanziamenti per ricevere le prestazioni sanitarie. In loro favore il Codacons ha già presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano per le possibili fattispecie di truffa e insolvenza fraudolenta , e mette da oggi a disposizione un ulteriore servizio agli interessati: un modello di denuncia da presentare alla magistratura , primo passo per segnalare la propria posizione e tutelare giuridicamente i propri interessi in caso di chiusura definitiva dei centri Dentix, e che consentirà la futura costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni materiali e morali subiti. Modulo che sarà pubblicato in queste ore sul sito dell’ associazione. Il Codacons ricorda inoltre che chi ha avviato finanziamenti per avvalersi delle cure odontoiatriche può, in base alla legge, chiedere la risoluzione del contratto di finanziamento per gravi motivi di inadempienza , sospendere il pagamento delle future rate e ottenere il rimborso di quelle già pagate . Proprio per aiutare i cittadini catanesi coinvolti nel caso Dentix, uno staff di legali Codacons fornirà informazioni e assistenza al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17.
    redazione newsicilia

    Prima Novara, 21/06/2020 08:04
    Codacons contro il Comune di Novara: “A Pernate faranno un eco-mostro”
    l’ associazione si dice pronta a depositare un esposto alla procura della repubblica
    Codacons si schiera contro il Comune di Novara e sostiene la protesta del Comitato per Pernate. Codacons scrive al Comune di Novara E’ con un comunicato ufficiale che i responsabili di Codacons hanno voluto manifestare il proprio appoggio al Comitato per Pernate per la loro iniziativa di protesta contro il progetto di “cementificazione” promosso nella frazione di Novara. Il Comitato, specificano dal Codacons, invierà a tutti gli abitanti una lettera per difendere la frazione dal progetto che porterà alla costruzione di ciò che l’ associazione definisce un “ecomostro” all’ Interporto merci di Novara con un piano di espansione a est della tangenziale, che arriverebbe molto vicino alle case. L’ associazione minaccia un esposto alla Procura I responsabili del Codacons minacciano quindi di inoltrare un esposto alla Procura e di costituirsi parte civile nell’ eventuale processo per i “reati ambientali”. L’ associazione chiede al Comune di informare tempestivamente gli abitanti riguardo ai progetti in cantiere per quella zona. “Il Codacons appoggia l’ iniziativa del Comitato – scrivono dall’ associazione – si constata come il progetto di ‘cancellare’ parte della campagna del centro abitato per far posto alla logistica, solo perché il Paese si trova a meno di 500 metri dal casello di Novara Est, sia un attacco all’ ambiente e alla qualità della vita dei cittadini. Il Piano Regolatore di Novara, per non peggiorare l’ ambiente e la salute dei residenti deve prevedere un’ alternativa urgente all’ urbanizzazione dell’ area a Nord dell’ abitato”. “Il Comune di Novara ancora una volta, come denunciato dal Codacons in precedenza, deve porre maggiore attenzione alle esigenze dell’ ambiente e alla salute dei cittadini – aggiunge il presidente del Codacons Marco Maria Donzelli – la fascia a Nord di Pernate è un polmone verde che protegge il territorio da esondazioni e da polveri sottili emesse dal traffico stradale. Bisogna tutelare l’ ambiente e non piegarsi al dio denaro, eliminando tale realtà’. Per rimanere aggiornato sulle principali notizie di tuo interesse, seguici cliccando sui social che preferisci!

    Yahoo Notizie, 21/06/2020 07:11
    Italia e Europa tra rincaro prezzi e class action: sistema a rischio?
    I rincari sui prodotti al consumo si erano già manifestati durante i mesi del lockdown, con gli ebook schizzati alle stelle (+30,4% denuncia l’ Unione Consumatori), la frutta fresca lievitata del +12,8% perché mancava chi raccoglieva i prodotti dai terreni agricoli, e così via.Ebbene la pandemia, come del resto ogni pandemia che ha colpito l’ umanità, porta come strascico il rincaro dei prezzi. Una condizione ineluttabile? Beh, oggi abbiamo le associazioni dei consumatori e leggi che consentono a questi ultimi di difendersi con le class action, quindi le cose stanno un po’ diversamente e le imprese, in particolare quelle più grandi, dovranno “difendersi” anche da questo dopo lo tsunami economico sui flussi di cassa per mancata fatturazione .Partiamo dalle Rc auto, le società qui hanno subito i danni minori se si esclude il versante della mancata attivazione di nuove polizze dovute alle nuove immatricolazioni di auto crollate da marzo a oggi senza pietà.Ebbene il Codacons si è fatto sentire, perché il governo ha riconosciuto delle forme di rimborso (che a molti non sono piaciute) per abbonamenti palestre, voli aerei cancellati, concerti, teatri ecc., ma nulla per le Rc auto di chi in quei mesi di marzo e aprile l’ automobile non l’ ha toccata.Codacons chiede che gli automobilisti vengano rimborsati e conta in 3,9 miliardi di euro “il danno economico” per i consumatori, che potrebbe trasformarsi in danno economico per le Assicurazioni se ai primi dovesse essere riconosciuto un rimborso o una formula diversa. Chi investe in questo settore dovrà fare attenzione alle oscillazioni.Il caso Allianz: Allianz ha giocato d’ anticipo introducendo la formula ferma la tua polizza quando vuoi.Tornando ai dati dell’ Unione Consumatori, la Regione italiana più cara per aumento dei prezzi è risultata essere la Basilicata con il +3,9%, seguita da Umbria, Calabria e Lazio con il +3,4% e quindi la Campania e la Sicilia con il +3,3%.Tra le città con i maggiori rincari intra e post lockdown, troviamo Trieste (+5,4%) e Caltanissetta (+5,1%), quindi Trapani e Avellino con il +4,7% dei rincari.All’ estero la nazione diventata più cara è la Danimarca con il +141% (appartenente al gruppo dei ‘Frugali’): chi organizza la vacanza ora sa dove spenderà di più.Anche l’ Irlanda deve aver perso la trebisonda dei prezzi, qui i rincari sono del +134%, seguita dal Lussemburgo (+131%).A Parigi telefonia e computer sono alle stelle. A Dublino, Helsinki e Stoccolma comprare da bere al pub costerà molto più caro: decisamente di più.Bulgaria e Romania sono le nazioni più economiche post lockdown, rispettivamente +55% e +53%.L’ Italia non è da meno delle altre purtroppo: +103%.Se i consumatori dovranno fare attenzione al rincaro dei prezzi per difendere il proprio portafoglio, in particolare riducendo gli acquisti, dall’ altra le imprese dovranno stare attenti a come gestiscono il rapporto con i propri clienti onde evitare dolorose class action che non fanno bene al portafoglio aziendale e all’ immagine.Va tenuto conto che sotto la cenere cova il fuoco della disoccupazione che secondo anche Confindustria esploderà a settembre col venir meno dei lavori stagionali. Se a questo si aggiungono i rincari di beni e servizi, difficile non pensare a un crollo dei consumi con il danno conseguente anche per chi aveva deciso di aumentare i prezzi.Gli investitori tengano presenti le dinamiche in atto e decidano di conseguenza mentre proteggono il portafoglio finanziario. Per conoscere tutti gli eventi economici del giorno e della settimana, scorri il nostro Calendario Economico .This article was originally posted on FX Empire.

    Il Sannio, 21/06/2020 05:46
    castelvenere l’ amministrazione scetta vuole rilanciare il comune nel circuito turistico nazionale
    ‘Piccolo Comune Amico’, la sfida continua
    c’ è tempo fino al 31 agosto per sostenere la candidatura del centro sannita nel progetto promosso da codacons
    Malgrado i malesseri in maggioranza, l’ attività amministrativa del governo cittadino guidato dal sindaco Mario Scetta, prosegue con grande solerzia. L’ obiettivo di rendere il territorio castelvenerese una attrattiva turistica di sempre maggiore attenzione e grande coinvolgimento, passa anche per l’ interesse nazionale. L’ esecutivo Scetta vuole inserire Castelvenere in una interessante ottica nazionale. Fino al 31 agosto è possibile votare per sostenere la candidatura di Castelvenere nell’ ambito del premio “Piccolo Comune Amico”. L’ iniziativa è promossa dal Codacons e riservato ai comuni italiani con meno di cinquemila abitanti. Si tratta di un progetto avviata a livello nazionale in collaborazione con Coldiretti, la Fondazione Symbola, Touring Club Italiano, Autostrade per l’ Italia, Intesa San Paolo, SisalPay, e il patrocinio di Anci e Uncem. L’ intento è quello di valorizzare le eccellenze enogastronomiche e artigianali del territorio e diffondere in tutta Italia la conoscenza dei prodotti e della cultura locali. Il progetto è nato con la sfida sostenere le azioni di contrasto allo spopolamento e all’ abbandono dei piccoli Comuni e con la finalità di contribuire alla valorizzazione di produzioni agroalimentari che trovano, nella storia e nelle pratiche tradizionali locali, la loro forza innovativa e distinti va, appare necessario avviare un percorso di conoscenza e tutela delle filiere agroalimentari presenti nei piccoli comuni e che operano nel rispetto dei principi di sostenibilità economica con il riconoscimento di un particolare valore per quelle attività che integrano un modello produttivo capace di valorizzare l’ unicità della bio diversità locale e la creatività dei giovani agricoltori, che scommettendo e investendo su ciò che di straordinario offrono questi territori, spesso poco conosciuti ma caratterizzati da una grande ricchezza storica, culturale e sociale. Castelvenere è uno dei tre Comuni sanniti candidati. Ed è candidato nelle categorie ‘Enogastronomia’ (con la scar pella e la sua tradizione enologica) e nella categoria ‘Cultura, arte e storia’ (con le cantine tufacee). I venticinque Comuni che risulteranno vincitori saranno pubblicizzati mediante campa gne promozionali diffuse da tutti i canali comunicativi dei partner del progetto, nelle aree di servizio della rete autostradale, sui social e sulla stampa, che porterà alla conoscenza delle eccellenze vincitrici in tutto il mondo. Prevista anche la creazione di una mappa interattiva consultabile mediante un’ apposita app. Riferisce il sindaco Scetta: “I Comuni sono il patrimonio culturale più importante del nostro Paese ed il rilancio della nostra economia non può che partire da questi piccoli gioielli del nostro territorio, in parti colar modo in questi tempi che occorre dare un significativo impulso dopo i mesi di emergenza sanitaria che hanno fermato l’ intera nazione creando profondi danni all’ economia della nazione”.

    La Nuova Ferrara, 21/06/2020 03:31
    codacons
    Conferenza rinviata per problemi tecnici
    È stata rinviata per motivi tecnici la conferenza sul organizzata dall’ associazione Codacons e riservata, ieri, ai residenti di Ferrara, Reggio Emilia e Piacenza. L’ iniziativa era aperta «alla partecipazione di tutti i parenti dei cittadini deceduti a causa del coronavirus e a chi ha subito conseguenze sanitarie legate al Covid». L’ associazione dei consumatori domani deciderà se e quando ripetere il collegamento e rispondere alle domande dei cittadini presenti in collegamento.

    Il Gazzettino (ed. Pordenone), 20/06/2020 06:22
    Truffa, svuotato il conto
    `nella app di accesso al conto on line era apparso un tentativo di violazione
    LA TRUFFA PORDENONE Il suo conto corrente è stato prosciugato. Quello che si era spacciato per un operatore del suo istituto di credito, che lo aveva contatto utilizzando un numero verde, era invece un truffatore. Che, dopo avergli scucito di bocca codice di accesso e pin della applicazione della banca, in due giorni ha prelevato dal suo conto piccole cifre che, se sommate tra loro, hanno fruttato al malfattore mille e 500 euro: i soldi che il malcapitato aveva nel conto. La vicenda, per la quale è stata sporta denuncia ai carabinieri, si è verificata tenpo fa. Solo ora, però, è venuta a galla grazie anche all’ interessamento del Codacons. LA VITTIMA La vittima è un uomo di 40 anni, che vive a Pordenone. Un giorno, dopo essere entrato con l’ applicazione del telefonino nell’ area della banca riservata ai clienti, ha notato la comparsa di un messaggio che gli diceva che, molto probabilmente, qualcuno aveva tentato di violargli il conto corrente. Le indicazioni erano chiare: cliccare su un link per mettersi in contatto con un operatore che, in via telematica, avrebbe risolto il problema. Spaventato, il cliente è caduto in quello che, solo qualche giorno dopo, ha scoperto trattarsi di un raggiro. E’ stato subito contattato da un uomo. «La numerazione – evidenzia l’ avvocato Margherita Cusin, responsabile Codacons per la circoscrizione di Pordenone – corrispondeva ad un numero verde di quella banca. Il cliente non ha quindi avuto dubbi, si è fidato del suo interlocutore». IL TRUFFATORE Dall’ altra parte del telefono c’ era invece un truffatore che, spacciandosi per impiegato di banca, si è immediatamente messo a disposizione per risolvere il problema. Ha fatto credere a quell’ uomo che, effettivamente, qualcuno aveva tentato di accedere al suo conto corrente e che, per consentire le verifiche del caso, sarebbe stato necessario bloccarglielo per due giorni. Il cliente, ignaro di quanto stava (realmente) accadendo, non si è opposto. Anzi, fidandosi ciecamente ha fornito pure le credenziali di accesso della sua banca. Dopo due giorni, quando era arrivato il momento di capire se il problema era stato risolto, aprendo la app il 40enne ha capito che era stato vittima di un raggiro. Il suo conto corrente era stato letteralmente svuotato con tanti piccoli prelievi. Si è quindi rivolto ai carabinieri, denunciando l’ accaduto, e successivamente al Codacons. «E’ arrivato a noi spiega l’ avvocato Cusin perché la banca, dopo avergli restituito il maltolto dal momento che aveva appurato che la persona era stata truffata, era successivamente tornata sui suoi passi. L’ istituto sostiene che la colpa è sua: è stato lui a fornire le credenziali di accesso. Questo è vero ma il tutto è partito da una truffa. La banca dovrebbe tutelare il cliente, cosa che in questo caso non è avvenuta. Vedendo movimenti sospetti, ovvero tanti piccoli prelievi di denaro di importi bassi in poche ore, avrebbe dovuto contattarlo e sincerarsi della paternità di quei movimenti. Cosa che, invece, non è stata fatta. Purtroppo il fenomeno delle truffe e dei raggiri è sempre più radicato. Anche nel nostro territorio». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
    alberto comisso

    Il Messaggero (ed. Umbria), 20/06/2020 04:45
    Turismo, ripartenza lenta: solo weekend
    simone fittuccia (federalberghi): «a giorni un pacchetto umbria completo e settimanale»
    IL FOCUS PERUGIA Eppur si muove. «Al momento risulta aperto il 50 per cento delle strutture alberghiere – spiega Simone Fittuccia, presidente di Federdalberghi – e rispetto a questa percentuale l’ occupazione media è al 30 per cento durante il fine settimana – nelle altre giornate, invece, i dati sono più bassi anche perché le strutture più piccole chiudono nei giorni infrasettimanali. Evidentemente non si tratta di cifre entusiasmanti, comunque è il riscontro che qualcosa si sta muovendo rispetto allo zero assoluto di alcune settimane fa». Il turismo in Umbria riparte a passo lento. LA STRATEGIA Per accelerare il ritmo della ripresa, le associazioni di categoria e la Regione stanno preparando una serie di pacchetti Umbria. Un’ offerta che tenga insieme l’ intera filiera del settore: gastronomia, enologia, cultura, e poi bici e camminate. Il progetto andrà sotto il nome di crociera verde d’ Italia e metterà sul mercato offerte da una settimana. «Abbiamo svolto la prima riunione nei giorni scorsi e ne abbiamo in programma un’ altra la prossima settimana – prosegue Fittuccia – per poter arrivare a definire un’ offerta adeguata al più presto, già nei primi giorni di luglio». La strategia segue l’ investimento pubblicitario messo in campo dalla Regione per l’ Umbria bella e sicura. La linea di marcia è la stessa. STOP ABUSIVI Intanto, ieri, Federalberghi ha voluto esprimere apprezzamento per la firma dell’ intesa per la legalità e la prevenzione dell’ abusivismo nel settore turistico-ricettivo tra le prefetture di Perugia e Terni, la Regione, le Province e l’ Anci (associazione dei Comuni): «Il sommerso è una piaga che combattiamo da anni». CHI VA E CHI VIENE La conferma che il turismo sia nella fase di riscaldamento arriva anche dalle sensazioni di chi opera nelle agenzie turistiche: «Sì, qualche timido accenno effettivamente c’ è – spiega Federico Tagliolini della Fiavet (l’ associazione delle agenzie di viaggio) – notiamo la voglia da parte degli umbri di muoversi e la volontà dei turisti di visitare la nostra regione. Agriturismi, casali e ville in questo momento risultano le strutture con maggiori richieste, prevalentemente per soggiorni brevi di due o tre giorni: regge in particolare l’ idea del viaggio tranquillo, nel verde, magari accompagnato da un’ esperienza. In questo senso il fatto di essere una regione con numero di contagi basso da tempo aiuta il settore». Insomma, la strada è in salita eppur si muove. IL PREMIO Anche il Codacons ha scelto di dare una mano con il premio Piccolo comune amico: un concorso lanciato dall’ associazione per valorizzare i comuni con meno di 5mila abitanti «e promuovere le bellezze del territorio e le eccellenze culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche». Sono sette i comuni in corsa: Avigliano Umbro, Campello sul Clitunno, Monte Castello di Vibio, Monteleone D’ Orvieto, Preci, Sant’ Anatolia di Narco e Vallo di Nera e parteciperanno in diverse categorie: agroalimentare, artigianato, innovazione sociale, cultura, arte, storia, economia circolare, potranno essere votati entro il 31 agosto attraverso la pagina codacons.it/piccolo-comune-amico-voto. Federico Fabrizi federico.fabrizi@ilmessaggero.it © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Il Messaggero (ed. Abruzzo), 20/06/2020 04:37
    Centri estivi e piccoli Comuni la ripartenza adesso è diffusa
    TURISMO PESCARA- Gli aiuti di Stato associati all’ iniziativa privata, con qualche spinta che arriva anche dall’ associazionismo per aiutare il territorio a risollevare le sorti di una stagione turistica iniziata con una montagna da scalare. A provarci è anche il Codacons, il coordinamento delle associazioni a difesa dell’ ambiente e dei consumatori, con il concorso Piccolo Comune amico pensata per dare valore aggiunto al bonus vacanze. L’ iniziativa è rivolta ai centri sotto i 5.000 abitanti (che in Abruzzo costituiscono il 95% del totale) allo scopo di promuovere le bellezze paesaggistiche del territorio, le eccellenze culturali ed enogastronomiche. I Comuni che hanno già aderito al concorso sono 17: Altino, Casalincontrada, Castel Castagna, Celenza sul Trigno, Cugnoli, Fara Filorum Petri, Lettomanoppello, Pacentro, Paglieta, Palena, Penna Sant’ Andrea, Pizzoferrato, Pretoro, Prezza, Ripa Teatina, Tornareccio e Villafonsina. CATEGORIE Ciascuno di questi parteciperà al concorso a premi nelle varie categorie in cui crede di poter esprimere al meglio le proprie potenzialità: Agroalimentare, Artigianato, Innovazione sociale, Cultura, Arte, Storia, Economia circolare. I cittadini potranno esprimere il proprio voto entro il 31 agosto utilizzando la piattaforma online: https://codacons.it/piccolo-comune-amico-voto/. Con il riconoscimento Ok Comune-Post Covid, Avanti Turismo, saranno premiati i piccoli centri che si sono distinti per la sensibilità e l’ impegno concreto nel rilancio del proprio territorio, adeguandosi alle prescrizioni sanitarie a difesa della salute e favorendo lo sviluppo turistico ed economico del territorio. Proprio grazie alla convenzione sottoscritta con il Codacons, gli enti locali che hanno aderito al concorso avranno la possibilità di incrementare il Bonus vacanze varato dal governo, con sconti e pacchetti su alberghi e altri servizi di valore superiore a 500 euro. Inoltre vedranno le loro offerte turistiche pubblicizzate attraverso una campagna che coinvolgerà i social e la stampa. Gli enti locali interessati possono indirizzare una mail a: info@codacons.it o chiamare al numero: 89349966, attivo dal lunedì al venerdì (ore 14-17). Un’ altra notizia incoraggiante arriva dal presidente dell’ Anci Abruzzo, Gianguido D’ Alberto a proposito degli oltre 3milioni e 307mila euro destinati all’ Abruzzo per il rilancio dei centri estivi. I Comuni interessati sono 301 e si vedranno ripartiti questa somma con criteri che rispecchiano quelli del Fondo nazionale per le politiche sociali, tenendo conto della popolazione residente fra i 3 e i 14 anni. Una fascia di età che in Abruzzo interessa complessivamente 121.622 potenziali utenti dei centri estivi, tra bambini e ragazzi. Risultato che l’ associazione dei Comuni attribuisce al buon lavoro di coordinamento tra i sindaci, il governo nazionale e la Regione, ma che ha portato anche a un altro traguardo insperato a proposito di abbattimento dei tempi burocratici: l’ erogazione delle risorse ai Comuni sarà assicurata nei 15 giorni successivi alla registrazione della Corte dei conti mediante una anticipazione di tesoreria. Questo, come spiega ancora il presidente dell’ Anci regionale, ha portato a un notevole snellimento della procedura, proprio su sollecitazione dei sindaci, anche se tutta l’ attività sarà monitorata. Complessivamente, con riferimento all’ intero territorio nazionale, la Conferenza Unificata ha dato il via libera alla ripartizione di 150milioni del fondo per le Politiche della famiglia destinato ai Comuni attraverso il Decreto Rilancio: 135 dei quali finalizzati al potenziamento dei centri estivi e all’ accoglienza dei bambini fra i 3 e i 14 anni. Gli altri 15milioni saranno invece assegnati attraverso un apposito bando e sono destinati a progetti di contrasto alla povertà educativa. Soddisfatto D’ Alberto: Questo risultato è la dimostrazione che lavorando insieme è possibile fare arrivare velocemente le risorse ai Comuni e, quindi, ai cittadini. Saverio Occhiuto © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Giornale di Brescia, 20/06/2020 04:27
    coronavirus tensioni e generosità ai tempi della pandemia
    Retta per l’ asilo chiuso: a Manerbio i genitori non vogliono pagare
    succede alla scuola ferrari il comune conferma il fondo da 200mila e chiede uno sforzo «per mantenere in vita il servizio»
    MANERBIO. «Gestione rette io non pago». È esplicativa la denominazione che si è attribuito un folto gruppo di genitori degli alunni della scuola paritaria dell’ infanzia e nido Ferrari di Manerbio. Queste famiglie si dichiarano fermamente contrarie al pagamento delle rette scolastiche dei mesi di chiusura a causa del Corona virus e non intendono sborsare nemmeno un euro per un servizio che non hanno ricevuto. Situazione. La Fondazione Ferrari di Manerbio, che gestisce le scuole, chiede il saldo delle rette di marzo e aprile a cui è stato applicato uno scon to del 20% e sottratto il costo dei pasti. Per i mesi di maggio e giugno il calcolo della spesa non è ancora pervenuto. Durante una riunione che si è svolta nei giorni scorsi tra tutti gli attori interessati, la Giunta comunale ha ribadito l’ erogazione – come stipulato dalla convenzione con la Fondazione- degli oltre 200mila euro annuali. Apertura. Oltre a questo, da palazzo Luzzago fanno sapere di essere disponibili ad abbattere le rette delle famiglie se sarà presentato un bilancio che tenga conto del periodo eccezionale vissuto. «Durante la chiusura non ci sono gli stessi costi e in questo caso ci sono anche gli ammortizzatori sociali – spiega il sindaco Samuele Alghisi -. Io comunque chiedo ai genitori, che hanno scelto una struttura privata, di partecipare al corrispettivo di rette che diventeranno simboliche per mantenere in vita questo importante servizio presente da oltre 140 anni». Richieste. Dal canto proprio la Fondazione Ferrari- che solo dai contributi vari, tra cui quello del Comune, incassa circa 300 mila euro l’ anno- ribadisce che l’ ammanco di una sola delle voci di entrata metterebbe a repentaglio lavi ta dell’ istituto scolastico. «Chiedo uno sforzo per la nostra scuola – dice la presidente della Fondazione Ferrari Marilena Barbariga – sono disponibile ad aiutare le famiglie in difficoltà studiando un piano di rientro personalizzato». La consulenza di un avvoca to – ammessa dalla Fondazione – farebbe presagire l’ ipotesi di azioni legali nel caso di mancati pagamenti. E, stando alle dichiarazioni di alcune famiglie, sarebbe circolata anche la voce del divieto di iscrizione del bambino per il prossimo anno scolastico o per il centro estivo che partirà abreve, se non sarà stata corri sposta la tariffa dei mesi in questione. «Se fosse vero – spiega Marco Donzelli, presidente Coda cons Lombardia – si prospetterebbe l’ ipotesi di reato di estorsione». In ogni caso, concludono dal Codacons, «se la prestazione non è stata erogata, la tariffa non va pagata». //

    La Nuova Ferrara, 20/06/2020 03:32
    lagosanto
    Concorso del Codacons per aiutare i piccoli enti
    LAGOSANTO Nuova iniziativa del Codacons nell’ ambito del premio “Piccolo Comune amico”, il concorso lanciato dall’ associazione per valorizzare i Comuni con meno di 5. 000 abitanti e promuovere le bellezze del territorio e le eccellenze culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche. Sono 10 i Comuni dell’ Emilia Romagna che partecipano al concorso, fra questi Lagosanto. Diverse anche le categorie – agroalimentare, artigianato, innovazione sociale, cultura, arte, storia, economia circolare – e che possono essere votati dai cittadini entro il 31 agosto alla pagina https://codacons.it/piccolo-comune-amico-voto/ Proprio per incentivare il turismo in regione il Codacons lancia una nuova iniziativa: il riconoscimento “Ok Comune – Post Covid, avanti turismo”, dedicato ai piccoli Comuni con meno di 5. 000 abitanti che, in tema di Covid-19, si sono distinti per la sensibilità e l’ impegno concreto per il rilancio del proprio territorio e per essersi adeguati alle prescrizioni. I Comuni che aderiranno all’ iniziativa potranno incrementare il bonus vacanze varato dal Governo e le loro offerte saranno pubblicizzate tramite una campagna social e stampa. I Comuni interessati possono inviare una mail all’ indirizzo info@codacons. it o contattare il numero 89349966, attivo dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 17. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    La Nazione (ed. Umbria-Terni), 20/06/2020 03:28
    Piccoli Comuni dell’ Umbria Ora il Codacons li valorizza
    PERUGIA Nuova iniziativa del Codacons nell’ ambito del premio «Piccolo comune amico», concorso lanciato dall’ associazione per valorizzare i comuni con meno di 5.000 abitanti e promuovere le bellezze del territorio, paesaggistiche ed enogastronomiche. Sette i comuni umbri (Avigliano Umbro, Campello sul Clitunno, Monte Castello di Vibio, Monteleone D’ Orvieto, Preci, Sant’ Anatolia di Narco, Vallo di Nera) che partecipano al concorso nelle varie categorie (agroalimentare,artigianato, innovazione sociale, cultura, arte, storia, economia circolare) e che possono essere votati dai cittadini entro il 31 agosto alla paginacodacons.it/piccolo-comune-amico-voto/. Proprio per incentivare il turismo in regione il Codacons, dopo aver realizzato alcune clip promozionali in onda sul canale Sky vacanze, lancia questa nuova iniziativa.

    Il Giorno (ed. Brianza), 20/06/2020 03:12
    crisi
    «Ecco come farsi rimborsare dalla Dentix»
    il codacons a fianco dei tanti clienti rimasti beffati dall’ azienda spagnola di servizi odontoiatrici
    MONZA «I consumatori coinvolti nel crac Dentix possono non solo annullare i finanziamenti in essere, ma anche ottenere la restituzione di quanto versato sino ad oggi per le cure odontoiatriche che, verosimilmente, non verranno mai portate a termine». Ad annunciarlo è il presidente del Codacons Marco Maria Donzelli, che interviene sulla vicenda della chiusura, anche a Monza, dei centri della catena odontoiatrica. «La vicenda è paradossale – sostiene Donzelli -. I pazienti vengono indotti ad accendere un finanziamento per affrontare le cure odontoiatriche necessarie. Dentix, quindi, incassa immediatamente l’ intero ammontare della parcella e il consumatore si fa carico degli interessi da riconoscere alla finanziaria complice, dopodiché le cure proseguono lente e a singhiozzo fino alla latitanza con lo stop operativo. Da diverse segnalazioni pervenute, emerge il sospetto che i pazienti siano stati indotti a sottoporsi a interventi sanitari non necessari e non appropriati. Chi opera in maniera truffaldina, approfittandosi della necessità di cura dei cittadini, non può rimanere impunito! Le cure odontoiatriche per troppi cittadini sono divenute un vero e proprio calvario oltre a pesare pesantemente sul loro bilancio familiare». Dentix Italia fa parte di Dentix Spagna con 57 ambulatori dentistici in Italia in 12 regioni. Sono quindi centinaia i pazienti, anche in Brianza, coinvolti. Secondo le associazione dei consumatori e i sindacati, Dentix Spagna ha fatto richiesta in tribunale di istanza pre-fallimentare. Una vicenda che si ripeterebbe sempre con lo stesso copione: i pazienti vengono indotti ad accendere un finanziamento per affrontare le cure odontoiatriche necessarie. In tal modo, Dentix incassa subito l’ intero ammontare della parcella. Codacons mette a disposizione sul proprio sito i moduli da scaricare e inviare a Dentix e alla finanziaria e si offre a disposizione dei consumatori per consulenze, richiesta di rimborsi, denunce anche in materia di malasanità, al sito internet www.codaconslombardia.it/fallimento-dentix, all’ indirizzo e-mail info@codaconslombardia.it e al numero 02.29.41.90.96. Stefania Totaro.

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