2 Gennaio 2016

Rassegna stampa del 2 gennaio 2016

Rassegna stampa del 2 gennaio 2016

libero.it, 02/01/2016 15:11
Saldi: al via in Sicilia, tra commercianti cauto ottimismo (4)
(AdnKronos) – E se le associazioni dei commercianti guardano alla stagione delle vendite scontate con un cauto ottimismo, più negativa è la previsione del Codacons, per il quale quasi il 40 per cento delle famiglie approfitterà dei saldi, ma con “acquisti mirati”. Alla base della mancata ripresa delle vendite secondo l’ associazione dei consumatori c’ è l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. “I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione con il portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti”.
 
 
bresciaoggi.it, 02/01/2016 14:59
Consumatori,treni-aerei stangata 1,4 mld
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero”.
 
 
libero.it, 02/01/2016 14:58
Saldi al via in quattro regioni, le 10 regole del Codacons per evitare fregature
Per evitare fregature durante i saldi (al via in Campania, Basilicata, Sicilia e Valle d’ Aosta, nelle altre regioni scatteranno il 5 gennaio) e fare acquisti in tutta sicurezza, come ogni anno, il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro. 1) Conservare sempre lo scontrino : non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione : la merce posta in vendita sotto la voce ‘saldò deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo ; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato e andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla nuova. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat , il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani .
 
 
Tiscali, 02/01/2016 14:52
Consumatori,treni-aerei stangata 1,4 mld
Consumatori,treni-aerei stangata 1,4 mld di Ansa (ANSA) – ROMA, 2 GEN – “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero”. 2 gennaio 2016.
 
 
larena.it, 02/01/2016 14:42
Consumatori,treni-aerei stangata 1,4 mld
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero”. COM-KYI.
 
 
nuovavenezia.it, 02/01/2016 14:36
Stangata 2016: 2,4 miliardi di aumenti sui trasporti
nuovi rincari sui pedaggi e biglietti dei treni, più le tasse aeroportuali: per federconsumatori e adusbef nel 2016 le famiglie spenderanno 104 euro in più.
Una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Il totale degli esborsi sarà quindi di 2,4 miliardi con una ricaduta a famiglia pari a 104 euro. Lo calcolano Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori). “Vorremmo ricordare – spiegano – che soprattutto il settore dei trasporti è quello più decisivo per i costi indiretti che sono determinati da aumenti tariffari e di prezzi diretti che si espandono a cascata nell’ intera economia. Ciò non fa bene ovviamente alle nostre famiglie che già soffrono per il loro già scarso potere di acquisto aggravato da figli e nipoti disoccupati e da sostenere, ma soprattutto sui costi turistici che dovrebbero maggiormente invogliare e non deprimere la domanda di mercato di un settore che dovrebbe essere fondamentale per la nostra economia». “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei” conferma il Codacons, che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienz i – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”.
 
 
lasicilia.it, 02/01/2016 14:30
ROMA Consumatori,treni-aerei stangata 1,4 mld
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero”. COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
tribunatreviso.it, 02/01/2016 14:24
Stangata 2016: 2,4 miliardi di aumenti sui trasporti
nuovi rincari sui pedaggi e biglietti dei treni, più le tasse aeroportuali: per federconsumatori e adusbef nel 2016 le famiglie spenderanno 104 euro in più.
Una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Il totale degli esborsi sarà quindi di 2,4 miliardi con una ricaduta a famiglia pari a 104 euro. Lo calcolano Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori). “Vorremmo ricordare – spiegano – che soprattutto il settore dei trasporti è quello più decisivo per i costi indiretti che sono determinati da aumenti tariffari e di prezzi diretti che si espandono a cascata nell’ intera economia. Ciò non fa bene ovviamente alle nostre famiglie che già soffrono per il loro già scarso potere di acquisto aggravato da figli e nipoti disoccupati e da sostenere, ma soprattutto sui costi turistici che dovrebbero maggiormente invogliare e non deprimere la domanda di mercato di un settore che dovrebbe essere fondamentale per la nostra economia». “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei” conferma il Codacons, che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienz i – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”.
 
 
messaggeroveneto.it, 02/01/2016 14:21
Stangata 2016: 2,4 miliardi di aumenti sui trasporti
nuovi rincari sui pedaggi e biglietti dei treni, più le tasse aeroportuali: per federconsumatori e adusbef nel 2016 le famiglie spenderanno 104 euro in più.
Una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Il totale degli esborsi sarà quindi di 2,4 miliardi con una ricaduta a famiglia pari a 104 euro. Lo calcolano Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori). “Vorremmo ricordare – spiegano – che soprattutto il settore dei trasporti è quello più decisivo per i costi indiretti che sono determinati da aumenti tariffari e di prezzi diretti che si espandono a cascata nell’ intera economia. Ciò non fa bene ovviamente alle nostre famiglie che già soffrono per il loro già scarso potere di acquisto aggravato da figli e nipoti disoccupati e da sostenere, ma soprattutto sui costi turistici che dovrebbero maggiormente invogliare e non deprimere la domanda di mercato di un settore che dovrebbe essere fondamentale per la nostra economia». “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei” conferma il Codacons, che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienz i – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”.
 
 
Lettera 43, 02/01/2016 14:21
Consumatori,treni-aerei stangata 1,4 mld
aumenti medi ferrovie 2,7%. per voli balzello sale a 9-10 euro
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero”.
 
 
corrierealpi.it, 02/01/2016 14:18
Stangata 2016: 2,4 miliardi di aumenti sui trasporti
nuovi rincari sui pedaggi e biglietti dei treni, più le tasse aeroportuali: per federconsumatori e adusbef nel 2016 le famiglie spenderanno 104 euro in più.
Una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Il totale degli esborsi sarà quindi di 2,4 miliardi con una ricaduta a famiglia pari a 104 euro. Lo calcolano Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori). “Vorremmo ricordare – spiegano – che soprattutto il settore dei trasporti è quello più decisivo per i costi indiretti che sono determinati da aumenti tariffari e di prezzi diretti che si espandono a cascata nell’ intera economia. Ciò non fa bene ovviamente alle nostre famiglie che già soffrono per il loro già scarso potere di acquisto aggravato da figli e nipoti disoccupati e da sostenere, ma soprattutto sui costi turistici che dovrebbero maggiormente invogliare e non deprimere la domanda di mercato di un settore che dovrebbe essere fondamentale per la nostra economia». “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei” conferma il Codacons, che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienz i – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”.
 
 
corrierealpi.it, 02/01/2016 14:18
Stangata 2016: 2,4 miliardi di aumenti sui trasporti
nuovi rincari sui pedaggi e biglietti dei treni, più le tasse aeroportuali: per federconsumatori e adusbef nel 2016 le famiglie spenderanno 104 euro in più.
Una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Il totale degli esborsi sarà quindi di 2,4 miliardi con una ricaduta a famiglia pari a 104 euro. Lo calcolano Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori). “Vorremmo ricordare – spiegano – che soprattutto il settore dei trasporti è quello più decisivo per i costi indiretti che sono determinati da aumenti tariffari e di prezzi diretti che si espandono a cascata nell’ intera economia. Ciò non fa bene ovviamente alle nostre famiglie che già soffrono per il loro già scarso potere di acquisto aggravato da figli e nipoti disoccupati e da sostenere, ma soprattutto sui costi turistici che dovrebbero maggiormente invogliare e non deprimere la domanda di mercato di un settore che dovrebbe essere fondamentale per la nostra economia». “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei” conferma il Codacons, che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienz i – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”.
 
 
corrieredellosport.it, 02/01/2016 14:18
Consumatori,treni-aerei stangata 1,4 mld
aumenti medi ferrovie 2,7%. per voli balzello sale a 9-10 euro
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero”.
 
 
iltempo.com, 02/01/2016 14:16
Banche, il ministero: “Nessun rimborso prima dei decreti salva-risparmiatori”
Le indiscrezioni sui rimborsi anticipati di Etruria diffuse dal quotidiano La Repubblica sono state smentite in poche ore dal Mef che frena ma soprattutto puntualizza: “Nessun rimborso prima dei decreti attuativi delle norme varate dal Governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati”. Le fonti del ministero del Tesoro definiscono “infondata” dunque la notizia di indennizzi selettivi ad alcuni investitori e solo di alcune banche. Il Mef si dice già al lavoro sui decreti ed è già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile, entro il termine di 90 giorni dal 1 gennaio 2016. Prima del varo di questi decreti, ribadiscono le stesse fonti, non può essere ipotizzato alcun intervento. Intanto il Codacons annuncia un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro sul bail-in e promuove l’ anticipo di indennizzo ma solo se esteso a tutti.
redazione online
 
 
ilpiccolo.it (Trieste), 02/01/2016 14:16
Stangata 2016: 2,4 miliardi di aumenti sui trasporti
nuovi rincari sui pedaggi e biglietti dei treni, più le tasse aeroportuali: per federconsumatori e adusbef nel 2016 le famiglie spenderanno 104 euro in più.
Una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Il totale degli esborsi sarà quindi di 2,4 miliardi con una ricaduta a famiglia pari a 104 euro. Lo calcolano Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori). “Vorremmo ricordare – spiegano – che soprattutto il settore dei trasporti è quello più decisivo per i costi indiretti che sono determinati da aumenti tariffari e di prezzi diretti che si espandono a cascata nell’ intera economia. Ciò non fa bene ovviamente alle nostre famiglie che già soffrono per il loro già scarso potere di acquisto aggravato da figli e nipoti disoccupati e da sostenere, ma soprattutto sui costi turistici che dovrebbero maggiormente invogliare e non deprimere la domanda di mercato di un settore che dovrebbe essere fondamentale per la nostra economia». “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei” conferma il Codacons, che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienz i – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”.
 
 
laprovinciadisondrio.it, 02/01/2016 14:14
Consumatori,treni-aerei stangata 1,4 mld
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
mattinopadova.it, 02/01/2016 14:14
Stangata 2016: 2,4 miliardi di aumenti sui trasporti
nuovi rincari sui pedaggi e biglietti dei treni, più le tasse aeroportuali: per federconsumatori e adusbef nel 2016 le famiglie spenderanno 104 euro in più.
Una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Il totale degli esborsi sarà quindi di 2,4 miliardi con una ricaduta a famiglia pari a 104 euro. Lo calcolano Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori). “Vorremmo ricordare – spiegano – che soprattutto il settore dei trasporti è quello più decisivo per i costi indiretti che sono determinati da aumenti tariffari e di prezzi diretti che si espandono a cascata nell’ intera economia. Ciò non fa bene ovviamente alle nostre famiglie che già soffrono per il loro già scarso potere di acquisto aggravato da figli e nipoti disoccupati e da sostenere, ma soprattutto sui costi turistici che dovrebbero maggiormente invogliare e non deprimere la domanda di mercato di un settore che dovrebbe essere fondamentale per la nostra economia». “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei” conferma il Codacons, che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienz i – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”.
 
 
laprovinciadivarese.it, 02/01/2016 14:14
Consumatori,treni-aerei stangata 1,4 mld
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero”. © RIPRODUZIONE RISERVATA WhatsApp Ti è piaciuto quest’ articolo? Iscrivendoti al servizio WhatsApp, potrai ricevere le notizie più importanti direttamente sul tuo smartphone. Clicca qui per iscriverti.
 
 
ilmattino.it, 02/01/2016 14:13
Treni, aumenta il biglietto del Frecciarossa: il Roma-Milano costerà il 3,5% in più
Il 2016 porta nuovi rincari. Dopo gli aumenti dei pedaggi autostradali, ecco quelli dei biglietti dei treni. Il Codacons rileva «sensibili rincari», in media «del 2,7%», ma che salgono a «+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano». Costerà di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale sui biglietti che cresce di 2,5 euro, portando «l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». I rincari nel settore dei trasporti, secondo il Codacons, costeranno alle famiglie «oltre 1,4 miliardi di euro in più».
 
 
laprovinciadicomo.it, 02/01/2016 14:13
Consumatori,treni-aerei stangata 1,4 mld
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Ansa, 02/01/2016 14:10
Consumatori,treni-aerei stangata 1,4 mld
aumenti medi ferrovie 2,7%. per voli balzello sale a 9-10 euro
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero”.
 
 
Alice, 02/01/2016 14:10
Consumatori,treni-aerei stangata 1,4 mld
aumenti medi ferrovie 2,7%. per voli balzello sale a 9-10 euro
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero”.
 
 
Dagospia, 02/01/2016 13:45
LA BEFANA DI RENZI – IL 2016 INIZIA CON L’ AUMENTO DELLE TARIFFE AUTOSTRADALI, IL RADDOPPIO DEL CANONE TELEPASS, PIU’ TASSE PER CHI VIAGGIA ANCHE IN TRENO E IN AEREO – IL 75% DELLE FAMIGLIE PAGHERA’ 100 € IN PIÙ – –
in attesa di capire se e come le tasse caleranno davvero, le famiglie italiane scoprono che possono contabilizzare diversi aggravi di spesa – il salasso maggiore riguarda gli automobilisti: da torino a milano pedaggi su del 6,4, sull’ autostrada dei parchi aumento del 3,45% – biglietti più cari per chi viaggia su rotaia in sicilia e toscana
matteo renzi conferenza stampa di fine 2015 Attilio Barbieri per “Libero Quotidiano” In attesa di capire se e come le tasse caleranno davvero, a cominciare da quelle sulla casa, le famiglie italiane cominciano a fare i conti e scoprono che per ora più che risparmi soltanto teorici, possono contabilizzare diversi aggravi di spesa. La Tasi sparirà, ma soltanto sulle prime case che non vengano considerate «di lusso». Giudizio da sospendere, in attesa di capire fino in fondo come verrà declinata la classificazione degli immobili ai fini fiscali. Anche il risparmio sul canone Rai, limato da 113 a 100 euro e spalmato nella bolletta della luce, rischia di trasformarsi in un boomerang. Il rischio è che i gestori siano tentati di scaricare sulle utenze gli extracosti legati al loro nuovo ruolo di sostituti d’ imposta. Le bollette sono così poco trasparenti da facilitare il compito alle utility che volessero occultare il trasferimento degli oneri aggiuntivi in capo alla clientela. LA BEFFA DELLA LUCE LUCE GAS RINCARI La beffa sulle utenze si è già in parte verificata. Lunedì scorso l’ Autorità per l’ energia ha annunciato che a partire dal 1° gennaio 2016 scatterà un doppio calo: -1,2% sull’ elettricità e -3,3% sul gas. Ritocchi che comporteranno, scrive l’ Authority nel comunicato, «risparmi complessivi nei 12 mesi per quasi 60 euro». In realtà, secondo il Codacons, gli eventuali benefici innescati dall’ ultima decisione dell’ Authority saranno azzerati dal nuovo sistema di calcolo tariffario entrato in vigore proprio ieri. «Il nuovo sistema di fatturazione dell’ elettricità premierà chi consuma più energia, a discapito delle famiglie che finora avevano goduto di agevolazioni, e determinerà rincari in bolletta per il 75% dei nuclei familiari», spiega il presidente dell’ associazione consumeristica Carlo Rienzi, «e questo significa che se da un lato la riduzione delle tariffe comporterà un risparmio medio pari a 60 euro annui, dall’ altro la nuova fatturazione porterà un aggravio di spesa di circa 100 euro sempre su base annua per il 75% degli utenti italiani». autostrade Dunque, alla fine, l’ energia elettrica ci costerà più cara. Senza dimenticare che la vera mazzata è comunque attesa per il 2018, quando il 75% delle famiglie italiane dovrà abbandonare il servizio a maggior tutela con tariffe normate dall’ Authority per passare al libero mercato. E da quanto si è visto finora il rischio rincari sarà alto. Anzi: altissimo. PEDAGGI SALATI FAMIGLIE STANGATA Quanti viaggiano in auto faranno bene a mettere in conto, poi, i rincari delle tariffe autostradali entrati in vigore il primo giorno dell’ anno. L’ aumento maggiore riguarda il tronco Torino-Milano della A4 dove i pedaggi sono cresciuti del 6,4%. Seguono l’ autostrada dei Parchi con un aumento del 3,45%, la tangenziale Est di Milano col +2,10%. Viaggiare sulla rete di Autostrade per l’ Italia, di gran lunga la più estesa della Penisola, costerà invece l’ 1,09% in più. LOGO AUTOSTRADE Poco meno (+1%) l’ aumento applicato dalla Pedemontana Lombarda. E c’ è da scommettere che questa raffica di «adeguamenti tariffari», possa avere un impatto diretto sui costi delle merci, trasportate per oltre l’ 80% sui gomma. Costi che si scaricheranno sui committenti. Ma da qui a fine anno la lista delle tariffe più salate potrebbe allungarsi. Il ministero dei Trasporti, ha infatti «congelato» gli aumenti per le società con il piano finanziario in fase di aggiornamento. Qualora la procedura fosse completata arriverà il disco verde per altri ritocchi. Intanto a carico di quanti viaggiano in autostrada si è scaricato anche il ritocco del canone per il Telepass Premium, salito da 78 centesimi a 1,5 euro al mese. Brutte notizie anche per i pendolari che viaggiano in treno. In Sicilia ci sarà un incremento medio sul costo dei biglietti pari al 7,7%, in Toscana del 3,4%. AEREI PIÙ CARI TRENO POLFER Ma se chi viaggia in auto o in treno dovrà contabilizzare dei costi aggiuntivi, non andrà meglio a quanti scelgono il mezzi di trasporto più veloce. Mentre parecchi Paesi pensano di eliminare le tasse aeroportuali, da noi si verificherà l’ esatto contrario. In virtù di un ritocco all’ Addizionale comunale sui diritti d’ imbarco dei passeggeri, la tassa aeroportuale crescerà di 2,5 euro, salendo in tutto a 9. Ad eccezione degli scali romani di Fiumicino e Ciampino, dove ne serviranno addirittura 10. Così l’ Italia sarà uno dei pochi Paesi al mondo in cui i biglietti aerei anziché diminuire cresceranno. In barba alle rilevazioni della Iata, l’ organizzazione che riunisce la compagnie dei cinque continenti, secondo la quale dal 1995 il costo dei biglietti aerei è sceso costantemente, calando del 61% in vent’ anni. RENZI LUCE GAS AUTO STANGATA 2016 Difficile stimare con precisione quanto possano incidere questi extracosti sulla famiglia media. Come sempre, in questi casi, l’ effetto combinato di ritocchi che si stratificano uno sull’ altro produce però effetti non trascurabili sui conti correnti di milioni di italiani. Provare per credere.
attilio barbieri
 
 
Ansa, 02/01/2016 13:37
Banche: Tesoro, no rimborsi anticipati, si lavora su criteri
codacons prepara ricorso al tar del lazio sul bail-in
Il Tesoro è al lavoro per definire il decreto per il risarcimento dei rispamiatori colpiti dal crac di quattro banche e non ci saranno anticipi di indennizzi perchè vanno prima definiti i criteri dei rimborsi. Un anticipo dei rimborsi, come indicato in indiscrezioni di stampa, è “ipotesi infondata finché non sono chiari i criteri per i risarcimenti”, sottolineano fonti del Mef, ribadendo che le modalità per il ristoro dei risparmiatori delle 4 banche salvate dal governo “saranno decise con il decreto” cui sta lavorando il Tesoro insieme agli altri soggetti coinvolti. Intanto il Codacons annuncia un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro sul bail-in e promuove l’ anticipo di indennizzo ma solo se esteso a tutti. La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma, si assicura, il testo sarà definito prima. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, “è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati” ed è “già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile”. Fino a quando non ci sarà la definizione dei criteri sui quali saranno poi assegnati gli indennizzi attraverso l’ arbitrato “non può essere ipotizzato alcun intervento”, chiariscono al Tesoro. Appare quindi difficile che le stesse banche possano già anticipare i fondi ai propri risparmiatori. Nelle indiscrezioni riportate dal quotidiano La Repubblica, a valutare l’ ipotesi dell’ anticipo del rimborso sarebbe in particolare la nuova Banca Etruria, uno dei 4 istituti salvati dal decreto del governo. Oltre la metà degli obbligazionisti più esposti dopo il salvataggio è infatti cliente dell’ istituto toscano. Si tratta, come indicato dallo stesso presidente delle ‘good bank’ Andrea Nicastro, di 683 dei circa mille risparmiatori che hanno investito meno di 100mila euro puntando però sulle obbligazioni subordinate (il cui valore è stato azzerato dopo i salvataggi) oltre il 50% del patrimonio. L’ idea sarebbe stata quella di fornire a stretto giro a questi risparmiatori un ristoro almeno parziale, in attesa della definizione delle procedure dell’ arbitrato. Il Codacons promuove l’ idea di un indennizzo anticipato per i risparmiatori di Banca Etruria coinvolti nel salvataggio dell’ istituto, “ma i risarcimenti devono essere integrali e devono valere per tutti “. Lo afferma l’ associazione dei consumatori. Ma “non accetteremo la politica del ‘due pesi e due misure’ perché è evidente che tutti i risparmiatori hanno subito il medesimo danno, ossia l’ azzeramento del valore dei titoli, e tutti devono essere risarciti allo stesso modo – spiega il Presidente Carlo Rienzi – In caso contrario ci troveremmo di fronte ad un pericoloso precedente, dove un illecito viene punito in modo diverso a seconda della vittima”. Il Codacons sta poi ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. “Tutti i risparmiatori danneggiati dal salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife possono aderire entro il prossimo 11 gennaio al ricorso collettivo per contrastare la legge sul bail-in, attraverso la pagina pubblicata sul sito www.codacons.it – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Lo scopo è quella di portare l’ assurda legge dinanzi la Consulta e ottenerne l’ annullamento per manifesta incostituzionalità”.
 
 
Ansa, 02/01/2016 13:05
Autostrade: Codacons, con rincari treni-aerei stangata 1,4 mld
aumenti medi ferrovie 2,7%. per voli balzello sale a 9-10 euro
“Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”.
 
 
ilsecoloxix.com, 02/01/2016 12:58
trasporti
Dopo le autostrade tocca ai treni: raffica di rincari sull’ Alta Velocità
Leggi Abbonati Regala Articoli correlati Saldi al via in 4 regioni, primo test per il governo su consumi e fiducia Dall’ 1 gennaio l’ aumento dei pedaggi autostradali. Il record su un tratto della Torino-Milano: +6,5% Roma – Non solo autostrade, ma anche treni: il 2016 si apre con una raffica di rincari per i viaggiatori. Agli incrementi dei pedaggi , infatti si aggiungono a partire dall’ 1 gennaio anche sensibili rincari per l’ alta velocità. Il rincaro medio – calcola il Codacons – è del 2,7% e raggiunge quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano . Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino. Alcuni esempi citati dal Corriere della Sera: un Milano-Roma che con «tariffa base» fino a pochi giorni fa partiva da 86 euro, è passato ora a 89 euro. Il Napoli-Roma da 43 a 44 euro mentre il Napoli-Milano è aumentato di 4 euro da 95 a 99 euro. Anche se i ritocchi dei prezzi decisi da Ferrovie non riguardano gli abbonamenti né le tariffe economy e super economy ma, tiene a precisare il gruppo, la «fascia di prezzi più alta e flessibile». Il 2016 comincia con una raffica di rincari anche in autostrada, in media un +0,83% per i pedaggi e un picco del +6,5% sulla Torino-Milano , che sembra uno sproposito in questo periodo di inflazione zero. Secondo il governo gli aumenti sono il giusto compenso (anzi, il compenso automatico) dei capitali che le società concessionarie hanno investito nella rete, mentre le associazioni dei consumatori parlano di stangata sugli automobilisti e di regalo alle compagnie. Ma parecchie società si risentono per avere ottenuto poco o nulla e qualcuna preannuncia azioni di tutela presso il Tar (così la Ativa, che gestisce la A5 Torino-Ivrea-Valle d’ Aosta: a fronte di investimenti per 14 milioni di euro si è vista riconoscere un aumento dei pedaggi di appena lo 0,03%).
 
 
Rai News, 02/01/2016 12:49
Codacons: “stangata” rincari trasporti
12.32 “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costerano alle famiglie”oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons,ricordando che agli incrementi dei pedaggi autostradali si aggiungono sensibili rincari per i treni, in media del 2,7% ma che salgono a +3,5% su alcune tratte molto utilizzate. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”.
 
 
Rai News, 02/01/2016 12:49
i rincari dal 1 gennaio
Treni, aumentano del 2,7% biglietti alta velocità. Trenitalia: “Ritocchi solo per tariffe più alte”
aumentano i prezzi base dei biglietti dei treni delle ferrovie dello stato italiane (frecciarossa, frecciargento, frecciabianca) con un incremento medio del 2,7%. l’ azienda: rincari riguardano solo le tariffe più alte e non i prezzi ‘economy’ e ‘supereconomy’. il codacons: rincari trasporti una stangata
Aumentano dall’ inizio dell’ anno i prezzi dei biglietti dei treni Frecciarossa, Frecciabianca e Frecciargento. Trenitalia parla di “ritocchi” che non riguardano la classe Economy e supereconomy. Un incremento medio del 2,7%, che per alcune tratte sale ulteriormente, come per la tratta Roma-Milano, dove i rincari diventano del 3,5%. Con l’ aumento anche di autostrade e biglietti aerei, per le famiglie italiana sarà, secondo il Codacons, “una vera e propria stangata”. Trenitalia: solo ritocchi Secondo quanto riferisce Trenitalia all’ Agi, “si tratta solo di ritocchi”. “E’ il primo adeguamento dei prezzi dal 2011 quando furono ritoccati della seconda classe con l’ introduzione dei quattro livelli di servizio sui Frecciarossa”. Ritocchi che riguardano solo i prezzi base (non economy e supereconomy) e soltanto i treni a mercato (quelli non contribuiti né da Stato né da Regioni, e che devono quindi trovare il loro sostegno economico solo dalla vendita dei biglietti: Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca). E se l’ aumento medio è del 2,7%, l’ azienda chiarisce che ci sono anche tratte dove i prezzi salgono meno della media come, ad esempio il Napoli – Roma che cresce di un euro, pari al 2,3%. Codacons: una stangata Il 2016 sarà una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti, e le famiglie italiane spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Lo sostiene il Codacons, che sottolinea: “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni”. Per i biglietti aerei “è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti.
 
 
Tiscali, 02/01/2016 12:38
Saldi, i consigli del Codacons per acquisti sicuri
Saldi, i consigli del Codacons per acquisti sicuri di LaPresse Roma, 2 gen. (LaPresse) – Gli sconti di fine stagione iniziano oggi in quattro Regioni italiane (Basilicata, Valle d’ Aosta, Campania e Sicilia), mentre per tutte le altre bisognerà attendere il 5 gennaio. Ma è davvero possibile fare buoni affari senza rischiare fregature? Il Codacons, come ogni hanno, ha stilato un decalogo di consigli dedicati ai consumatori, grazie ai quali fare acquisti scontati non soltanto sarà un piacere, ma rappresenterà un vero risparmio per le tasche degli italiani.Prima dell’ inizio dei saldi è importante girare per negozi e annotare il prezzo di ciò che interessa: in questo modo sarà possibile conoscere lo sconto reale, a prescindere da quanto ci sarà scritto sul cartellino. Inoltre, i saldi devono essere realmente di fine stagione e non fondi di magazzino.In secondo luogo, conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante, spiega il Codacons, è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.Il Codacons consiglia poi ai consumatori di servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o comprare merce della quale si conosce già la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. La possibilità di provare i capi è a discrezione degli esercenti, ma è consigliabile diffidare di chi vende merce che può essere solo guardata.Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.E se, nonostante tutto, si è convinti di aver ricevuto una fregatura, l’ associazione di consumatori invita a chiamare lo stesso Codacons o i vigili urbani. 2 gennaio 2016.
 
 
lanazione.com, 02/01/2016 12:22
Roma, 2 gennaio 2016 – Il nuovo anno si apre con una serie di rincari sul fronte dei …
Roma, 2 gennaio 2016 – Il nuovo anno si apre con una serie di rincari sul fronte dei trasporti . Oltre all’ aumento dei pedaggi autostradali si sono aggiunti, da ieri, anche sensibili rincari per i biglietti dei treni . Ma l’ amara sorpresa non finisce qui: costa di più anche l’ aereo , a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei. TRENI – E quindi chi prenoterà un biglietto dell’ alta velocità (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) vedrà un aumento medio del 2,7%, che raggiungerà quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come, ad esempio, la Roma-Milano. “Gli aumenti – ha però sottolineato l’ azienda – riguarderà soltanto le tariffe base e non i prezzi ‘economy’ e ‘supereconomy’. “E’ il primo adeguamento dei prezzi dal 2011 quando furono ritoccati della seconda classe con l’ introduzione dei quattro livelli di servizio sui Frecciarossa”, ha commentato ancora Trenitalia. AUTOSTRADE E AEREI – “Per le autostrade invece – ha fatto sapere il Codacons – si registrano aumenti medi dello 0.86%, ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve”. “Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Ma accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi, ecc.). “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma Carlo Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti”. RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
ilrestodelcarlino.it, 02/01/2016 12:20
Roma, 2 gennaio 2016 – Il nuovo anno si apre con una serie di rincari sul fronte dei …
Roma, 2 gennaio 2016 – Il nuovo anno si apre con una serie di rincari sul fronte dei trasporti . Oltre all’ aumento dei pedaggi autostradali si sono aggiunti, da ieri, anche sensibili rincari per i biglietti dei treni . Ma l’ amara sorpresa non finisce qui: costa di più anche l’ aereo , a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei. TRENI – E quindi chi prenoterà un biglietto dell’ alta velocità (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) vedrà un aumento medio del 2,7%, che raggiungerà quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come, ad esempio, la Roma-Milano. “Gli aumenti – ha però sottolineato l’ azienda – riguarderà soltanto le tariffe base e non i prezzi ‘economy’ e ‘supereconomy’. “E’ il primo adeguamento dei prezzi dal 2011 quando furono ritoccati della seconda classe con l’ introduzione dei quattro livelli di servizio sui Frecciarossa”, ha commentato ancora Trenitalia. AUTOSTRADE E AEREI – “Per le autostrade invece – ha fatto sapere il Codacons – si registrano aumenti medi dello 0.86%, ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve”. “Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Ma accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi, ecc.). “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma Carlo Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti”. RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Kata, 02/01/2016 12:19
Tornano i saldi invernali: tutte le date regione per regione
si comincia già con prezzi stracciati, oltre il 30% di sconto. un italiano su due (55%) farà un giro per vetrine: a differenza degli ultimi anni torna l’ attesa dei ribassi, e si spera nella ripresa ma il boom di vendite è ancora un miraggio. i capi più ricercati? scarpe, biancheria e accessori. occhio ai prezzi gonfiati
Con la Befana ritornano i saldi di fine stagione: l’ appuntamento in quasi tutte le regioni è per martedì 5 gennaio, a ridosso dell’ Epifania. Fanno eccezione Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta che hanno anticipato il fischio d’ inizio a sabato 2. Si spera nella tanto attesa ripresa degli acquisti: secondo Confcommercio un italiano su due comprerà capi a saldo (55%) con una spesa media di 346 euro a famiglia e 148 a testa. Per invogliare gli indecisi allo shopping le boutique puntano subito su prezzi-record: si comincia già con il 31,1% di sconti su abbigliamento e calzature, secondo i calcoli dell’ Unione nazionale consumatori. Ma più della metà dei negozi (56,8%), non ribasserà oltre i prezzi di cartellino. Nelle shopping bag molti abiti, sciarpe, guanti, biancheria intima e pochi capi di pelletteria e indumenti sportivi. A caccia degli affari migliori le donne promettono di “avventurarsi” in boutique che di solito non frequentano (40%). Più acquisti, ma nessun boom. Come ogni anno, sulle previsioni di spesa è un balletto di cifre. Più caute, rispetto a Confcommercio le associazioni dei consumatori: per il Codacons la metà delle famiglie approfitterà sì dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget attorno ai 184 euro per nucleo. Mentre Federconsumatori cala a non oltre 179,4 euro a famiglia la spesa media, come lo scorso inverno, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro. Difficile scommettere in un boom delle vendite, ma c’ è attesa dei ribassi (42%) e in molti si concederanno una passeggiata per negozi anziché disertare del tutto le vetrine, come è accaduto spesso durante la crisi. Si punta più sulla qualità dei capi scelti, ma in pochi hanno aspettato i saldi per rifarsi del tutto il guardaroba (soprattutto le donne e gli over 45 del Sud e delle grandi città), segno che si compra di più anche nel resto dell’ anno. Regione periodo eventuale durata Abruzzo 5 gennaio-5 marzo 2016 durata massima 60 giorni Basilicata 2 gennaio-2 marzo 2016 durata 60 giorni Calabria 5 gennaio-5 marzo 2016 Campania 2 gennaio-2 marzo 2016 durata 60 giorni Emilia Romagna dal 5 gennaio 2016 durata 60 giorni Lazio 5 gennaio-15 febbraio 2016 durata massima 6 settimane Liguria 5 gennaio-18 febbraio 2016 durata massima 45 giorni Lombardia dal 5 gennaio 2016 durata massima 60 giorni Marche 5 gennaio-1 marzo 2016 Molise dal 5 gennaio 2016 durata 60 giorni Piemonte dal 5 gennaio 2016 I Comuni fissano annualmente la durata delle vendite di fine stagione fino ad un massimo di otto settimane, anche non continuative. Per la definizione del calendario, i Comuni si raccordano con quelli confinanti. Puglia 5 gennaio-28 febbraio 2016 Toscana 5 gennaio-5 marzo 2016 durata massima 60 giorni Umbria dal 5 gennaio 2016 durata massima 60 giorni Veneto 5 gennaio-28 febbraio 2016 Friuli Venezia Giulia 5 gennaio-31 marzo 2016 Sardegna dal 5 gennaio 2016 durata massima 60 giorni Sicilia 5 gennaio-15 marzo 2016 Valle d’ Aosta 5 gennaio-31 marzo 2016 durata massima 50 giorni consecutivi provincia di Trento tutto l’ anno, previa comunicazione alla camera di commercio provincia di Bolzano 5 gennaio-15 marzo 2016 Due periodi all’ anno, determinati, per settori merceologici e per zone, dalla Camera di commercio. La data della discordia. Mentre in diversi negozi già da alcune settimane si vende sottobanco a prezzi ridotti, le associazioni di categoria si davano battaglia sulla data d’ inizio dei saldi. Incassano una delusione grande distribuzione e associazioni dei consumatori, che chiedevano di anticipare dovunque a sabato 2 i saldi. La data d’ inizio ha un’ importanza strategica: in genere solo nel primo giorno si realizza una percentuale fra il 15 e il 20% di tutte le vendite di fine stagione. Per il futuro, dal 2017 in poi, la gran parte dei negozianti al dettaglio (76,9%) si è detta favorevole alla proposta di Federmoda Italia di posticipare l’ avvio a fine gennaio, mentre quasi nessuno, esclusi i grandi negozi del Sud, è d’ accordo con la liberalizzazione totale dei saldi tutto l’ anno. L’ e-commerce traina la ripresa. Ad avvertire i primi segni di ripresa, tuttavia, non sono le boutique tradizionali. Rispetto allo scorso anno, è l’ e-commerce a registrare il maggiore tasso di crescita – rivela l’ ufficio studi Confcommercio – seguito dalla grande distribuzione con +2% di fatturato, mentre i piccoli negozi mostrano difficoltà a ripartire, e per rimediare talvolta ricorrono ad alcuni espedienti. Una recente indagine sui saldi condotta da Unione nazionale consumatori ha evidenziato che durante gli ultimi anni di recessione gli sconti praticati dai commercianti al dettaglio sono via via saliti. Tuttavia spesso i prezzi pubblicizzati in vetrina (70%, 50%) sono gonfiati. L’ abitudine di falsificare il valore di cartellino per simulare uno sconto maggiore di quello effettivamente praticato, è dura a morire. Il consiglio è: diffidare di riduzioni troppo elevate, superiori al 50%. Il decalogo anti-truffe. Per chi vorrà concedersi qualche acquisto nei negozi tradizionali, occhio dunque ai raggiri. I saldi più seri e convenienti sono quelli praticati su articoli disponibili in pochissimi numeri e taglie, trattandosi di merce residua di cui il negoziante vuole disfarsi. Guardatevi, invece, da chi affigge i saldi subito dopo una vendita promozionale”. Ecco i propri diritti di consumatore da tenere bene a mente. 1. Occhio al cartellino: su ogni prodotto deve essere indicato per legge in modo chiaro e leggibile il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto; 2. I prodotti venduti a saldo devono essere di fine stagione, non delle stagioni passate. La merce di risulta o di magazzino non può essere mescolata con i prodotti a ribasso; 3. Diffidare dei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati, superiori al 50-60% (nascondono spesso merce non nuova) e delle vetrine tappezzate dai manifesti che nascondono i capi. Privilegiare punti vendita già conosciuti; 4. Attenzione alla presenza di merce venduta a prezzo pieno insieme ai vestiti in saldo. Per scoprire le irregolarità è bene, prima dell’ avvio dei saldi, fotografare con il cellulare il prezzo pieno degli abiti per valutare la veridicità dello sconto; 5. Non fermarsi mai davanti alla prima vetrina. Confrontare i prezzi di diversi negozi, annotando il prezzo dei capi interessanti. Per non eccedere con le spese, in ogni caso, stabilire sempre un budget massimo di spesa; 6. Verificare che il capo in vetrina sia lo stesso presentato in negozio; 7. I negozianti che di solito accettano pagamenti con bancomat o carte di credito ed espongono il relativo logo sono tenuti anche durante i saldi ad accettare i pagamenti elettronici; 8. Spetta al commerciante consentire o meno la prova dei capi. Tuttavia è meglio diffidare degli abiti che possono essere solo guardati; 9. Occhio per i regali acquistati a saldo: si può cambiare solo la merce difettosa entro due mesi dalla scoperta del difetto. Conservare sempre lo scontrino; 10. Se il commerciante si rifiuta di cambiare un articolo difettoso o non vuole restituire i soldi rivolgetevi ai vigili urbani, all’ ufficio comunale per il commercio o a un’ associazione dei consumatori. Potete anche segnalate le vostre disavventure sul gruppo Facebook di Adiconsum “Sos saldi”.
erika tomasicchio
 
 
quotidianonet.com, 02/01/2016 12:18
Roma, 2 gennaio 2016 – Il nuovo anno si apre con una serie di rincari sul fronte dei …
Roma, 2 gennaio 2016 – Il nuovo anno si apre con una serie di rincari sul fronte dei trasporti . Oltre all’ aumento dei pedaggi autostradali si sono aggiunti, da ieri, anche sensibili rincari per i biglietti dei treni . Ma l’ amara sorpresa non finisce qui: costa di più anche l’ aereo , a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei. TRENI – E quindi chi prenoterà un biglietto dell’ alta velocità (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) vedrà un aumento medio del 2,7%, che raggiungerà quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come, ad esempio, la Roma-Milano. “Gli aumenti – ha però sottolineato l’ azienda – riguarderà soltanto le tariffe base e non i prezzi ‘economy’ e ‘supereconomy’. “E’ il primo adeguamento dei prezzi dal 2011 quando furono ritoccati della seconda classe con l’ introduzione dei quattro livelli di servizio sui Frecciarossa”, ha commentato ancora Trenitalia. AUTOSTRADE E AEREI – “Per le autostrade invece – ha fatto sapere il Codacons – si registrano aumenti medi dello 0.86%, ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve”. “Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Ma accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi, ecc.). “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma Carlo Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti”. RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
ilgiorno.com, 02/01/2016 12:17
Roma, 2 gennaio 2016 – Il nuovo anno si apre con una serie di rincari sul fronte dei …
Roma, 2 gennaio 2016 – Il nuovo anno si apre con una serie di rincari sul fronte dei trasporti . Oltre all’ aumento dei pedaggi autostradali si sono aggiunti, da ieri, anche sensibili rincari per i biglietti dei treni . Ma l’ amara sorpresa non finisce qui: costa di più anche l’ aereo , a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei. TRENI – E quindi chi prenoterà un biglietto dell’ alta velocità (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) vedrà un aumento medio del 2,7%, che raggiungerà quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come, ad esempio, la Roma-Milano. “Gli aumenti – ha però sottolineato l’ azienda – riguarderà soltanto le tariffe base e non i prezzi ‘economy’ e ‘supereconomy’. “E’ il primo adeguamento dei prezzi dal 2011 quando furono ritoccati della seconda classe con l’ introduzione dei quattro livelli di servizio sui Frecciarossa”, ha commentato ancora Trenitalia. AUTOSTRADE E AEREI – “Per le autostrade invece – ha fatto sapere il Codacons – si registrano aumenti medi dello 0.86%, ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve”. “Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Ma accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi, ecc.). “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma Carlo Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti”. RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
ilgiornale.it, 02/01/2016 12:11
Treni, aerei e pedaggi più cari: la prima stangata del 2016
ecco il regalo del governo renzi: i rincari sui trasporti costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”
“Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti . Agli incrementi dei pedaggi autostradali , infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei”. A dirlo è il Codacons, “che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane”. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino. Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi)”. Aumentano i prezzi base dei biglietti dei treni delle Ferrovie dello Stato Italiane (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) con un incremento medio del 2,7% che, comunque – sottolinea l’ azienda – riguarda solo le tariffe più alta e non i prezzi economy e supereconomy. Da segnalare che sulla tratta Roma-Milano i prezzi salgono del 3,5%. Secondo quanto riferisce Trenitalia all’ Agi, “si tratta solo di ritocchi”. Ritocchi che riguardano solo i prezzi base (non economy e supereconomy) e soltanto i treni a mercato (quelli non contribuiti né da Stato né da Regioni, e che devono quindi trovare il loro sostegno economico solo dalla vendita dei biglietti: Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca). L’ aumento medio è del 2,7%. E, pertanto, ci sono anche tratte dove i prezzi salgono meno della media come, ad esempio il Napoli – Roma che cresce di un euro, pari al 2,3%. I biglietti a prezzo base sono i più flessibili, ma anche quelli più cari nella gamma dei prezzi offerti. I loro ricavi costituiscono il 10% del totale. Infatti i passeggeri in prevalenza si rivolgono alle tariffe economy e supereconomy, meno flessibilli ma più convenienti, o utilizzano le varie promozioni.
nico di giuseppe
 
 
Affari Italiani, 02/01/2016 11:54
Trasporti, stangata autostrade, treni ed aerei. Tutte le nuove tariffe
il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. autostrade, treni ed aerei: ecco tutte le nuove tariffe
Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in piu’ dello scorso anno. E’ quanto sostiene il Codacons. “Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti – si legge in una nota – si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di piu’ anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei”. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il Presidente Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A cio’ si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocita’ sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, e’ aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 “aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi)”. “Una vera e propria stangata si abbattera’ sugli italiani – afferma Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in piu’ solo per la voce trasporti”. Trenitalia aumenta i biglietti delle Frecce, Roma-Milano +3,5% – Aumentano i prezzi base dei biglietti di delle Frecce Trenitalia (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) con un incremento medio del 2,7% che, comunque – sottolinea l’ azienda – riguarda solo le tariffe piu’ alta e non i prezzi ‘economy’ e ‘supereconomy’. Da segnalare che sulla tratta Roma-Milano i prezzi salgono del 3,5%. Secondo quanto riferisce Trenitalia all’ Agi, “si tratta solo di ritocchi”. “”E’ il primo adeguamento dei prezzi dal 2011 quando furono ritoccati della seconda classe con l’ introduzione dei quattro livelli di servizio sui Frecciarossa”. Ritocchi che riguardano solo i prezzi base (non economy e supereconomy) e soltanto i treni a mercato (quelli non contribuiti ne’ da Stato ne’ da Regioni, e che devono quindi trovare il loro sostegno economico solo dalla vendita dei biglietti: Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca). L’ aumento medio e’ del 2,7%. E, pertanto, ci sono anche tratte dove i prezzi salgono meno della media come, ad esempio il Napoli – Roma che cresce di un euro, pari al 2,3%. I biglietti a prezzo base sono i piu’ flessibili, ma anche quelli piu’ cari nella gamma dei prezzi offerti. I loro ricavi costituiscono il 10% del totale. Infatti i passeggeri in prevalenza si rivolgono alle tariffe economy e supereconomy, meno flessibilli ma piu’ convenienti, o utilizzano le varie promozioni. Rincaro dei pedaggi autostradali – Entrano in vigore gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale. L’ aumento medio e’ dello 0,86%. Sulla rete di Autostrade per l’ Italia l’ incremento e’ dello 1,09%. I biglietti degli aerei costano 2,5 euro in più – I carichi fiscali nel prossimo anno diminuiranno? Bugia. Chi lo conferma è o in mala fede o poco informato. Da venerdì 1° gennaio – ma nessuno ne parla – aumentano di 2,5 euro tutti i biglietti aerei , fatta eccezione di quelli per destinazioni nazionali.
 
 
TempoStretto, 02/01/2016 11:40
società
Via ai saldi, festa nel pomeriggio a piazza Cairoli. Il decalogo del Codacons
” Diamo il benvenuto ai saldi invernali con un concerto. Il nostro augurio è che l’ avvio della stagione dei saldi possa portare importanti benefici alla nostra categoria che in questo momento sta ancora sofferendo. Per questo motivo, invitiamo i messinesi ad effettuare i propri acquisti nella nostra provincia “.Così il presidente di Confcommercio Messina, Carmelo Picciotto .E nell’ ambito delle iniziative di Confcommercio per il periodo natalizio: oggi, a piazza Cairoli, lato monte, si terrà un concerto proprio in occasione dell’ avvio degli sconti. ” Saldi in musica ” è il tema dell’ iniziativa che si terrà a partire dalle 17.30 in piazza: ad esibirsi il coro polifonico ” Ouverture ” diretto dal maestro, Giovanni Mirabile . L’ organizzazione dell’ evento è curata da Confcommercio con la collaborazione dell’ operatrice culturale Milena Romeo .Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali 2016 che partiranno il prossimo 2 gennaio ma spesa resta stabile rispetto al 2015. Lo afferma il Codacons. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons quest’ anno quasi il 40% approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, attorno ai 140 euro a famiglia . Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi.”I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti”.Infine, come ogni anno Francesco Tanasi diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza:1) Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.4) Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Negozi e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Prova dei capi: non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
 
 
larena.it, 02/01/2016 11:24
Autostrade, treni, aerei: «E’ stangata sui trasporti»
Il 2016 si apre con una «stangata» sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Ma costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei. Lo afferma oggi il Codacons, che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane. «Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti. «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi in più solo per la voce trasporti».
 
 
corriereadriatico.it, 02/01/2016 11:16
Rincari per autostrade e aerei sulle famiglie Il Codacons: “Stangata”
roma – anno nuovo, altri rincari. e sono subito proteste.
Rincari per autostrade e aerei sulle famiglie Il Codacons: “Stangata”
 
 
Adnkronos, 02/01/2016 11:16
Trasporti, l’ allarme del Codacons: “Stangata da 1,4 mld nel 2016”
Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti . Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni . Non solo. Costa di più anche partire in aereo , a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei. “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti”. ” Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve . A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei , che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi, ecc.).
 
 
lastampa.it, 02/01/2016 10:56
Treni, raffica di rincari sull’ alta velocità
rincaro medio del 2,7% con picchi del 3,5% sulla tratta roma-milano
Non solo autostrade, ma anche treni: il 2016 si apre con una raffica di rincari per i viaggiatori. Agli incrementi dei pedaggi, infatti si aggiungono a partire dall’ 1 gennaio anche sensibili rincari per l’ alta velocità. Il rincaro medio – calcola il Codacons – è del 2,7% e raggiunge quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino. Alcuni esempi citati dal Corriere della Sera: un Milano-Roma che con «tariffa base» fino a pochi giorni fa partiva da 86 euro, è passato ora a 89 euro. Il Napoli-Roma da 43 a 44 euro mentre il Napoli-Milano è aumentato di 4 euro da 95 a 99 euro. Anche se i ritocchi dei prezzi decisi da Ferrovie non riguardano gli abbonamenti né le tariffe economy e super economy ma, tiene a precisare il gruppo, la «fascia di prezzi più alta e flessibile». Il 2016 comincia con una raffica di rincari anche in autostrada, in media un +0,83% per i pedaggi e un picco del +6,50% sulla Torino-Milano, che sembra uno sproposito in questo periodo di inflazione zero. Secondo il governo gli aumenti sono il giusto compenso (anzi, il compenso automatico) dei capitali che le società concessionarie hanno investito nella rete, mentre le associazioni dei consumatori parlano di stangata sugli automobilisti e di regalo alle compagnie. Ma parecchie società si risentono per avere ottenuto poco o nulla e qualcuna preannuncia azioni di tutela presso il Tar (così la Ativa, che gestisce la A5 Torino-Ivrea-Valle d’ Aosta: a fronte di investimenti per 14 milioni di euro si è vista riconoscere un aumento dei pedaggi di appena lo 0,03%). Alcuni diritti riservati. Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla newsletter Breaking news.
 
 
Rai News, 02/01/2016 10:56
i rincari dal 1 gennaio
Trasporti, dopo le autostrade aumentano treni e aerei. Il Codacons: “Una stangata”
per l’ alta velocità rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori, come la roma-milano
Il 2016 sarà una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti, e le famiglie italiane spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Lo sostiene il Codacons, citando i rincari, dal 1 gennaio, di autostrade, treni e biglietti aerei. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il Presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi, ecc.).
 
 
corriere.it, 02/01/2016 10:37
i rincari
Treni, aumenta l’ alta velocitàIncrementi medi del 2,7%, +3,5% sulla tratta Milano-Roma
il 2016 inizia con rincari su frecciarossa, frecciargento e frecciabianca. biglietti più cari dall’ inizio del nuovo anno. trenitalia: «i ritocchi riguardano la fascia di prezzi più alta e non quella economy e supereconomy»
: prezzi rialzati su tutti i Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca. Le tariffe della fascia base (quella che consente il cambio di prenotazione e itinerario) sono state incrementate a livello nazionale in media del 2,7% ma per alcune tratte i rincari arrivano al 3,5% come nel caso del Milano-Roma, il treno che è riuscito a battere la concorrenza degli aerei facendo muovere in ritirata persino le compagnie low cost. . Il Napoli-Roma da 43 a 44 euro mentre il Napoli-Milano è aumentato di 4 euro da 95 a 99 euro. I ritocchi dei prezzi decisi da Ferrovie non riguardano gli abbonamenti nè le tariffe economy e super economy ma, tiene a precisare il gruppo, la «fascia di prezzi più alta e flessibile». Quella che, secondo Ferrovie, «costituisce solo il 10% dei ricavi». Era però dal 2011 che i prezzi dell’ alta velocità non venivano modificati, quando cioè si passò dalle due classi di servizio (prima e seconda) alle attuali quattro (Standard, Premium, Business ed Executive). Secondo Ferrovie i ritocchi di oggi continuano a essere inferiori a quelli di 5 anni fa ma «con servizi più moderni, capillari e veloci». Quel che è certo è che i nuovi prezzi dell’ alta velocità si aggiungono agli altri rincari partiti già il primo giorno dell’ anno nuovo. Come quelli delle autostrade: da ieri sei tratte autostradali, dopo il via libera del ministero dei Trasporti, hanno aumentato i pedaggi. Il rincaro maggiore riguarda Satap tronco A4 (la Torino-Milano) a cui è stato concesso un adeguamento record del 6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Le nuove tariffe sono scattate dopo la firma dei decreti interministeriali tra il ministro dei Trasporti e il ministro dell’ Economia. Ma gli aumenti potrebbero interessare successivamente anche altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del «Piano Economico Finanziario», senza il quale il ministero non dà il via libera agli adeguamenti richiesti. che, secondo il Codacons, «subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri. Tra le tratte interessate dagli aumenti figurano infatti la Pedemontana Lombarda (+1%), la Satap tronco A4 (Torino-Milano +6,5%), la tangenziale esterna di Milano (+2,10%)». Ma anche per i possessori del Telepass sono previste novità non proprio felicissime: verranno unificati infatti i contratti Telepass Premium e Premium Extra con costi e servizi che passeranno alla fascia superiore da 0,78 a 1,5 euro al mese. Ed è tutto il settore dei trasporti, a ben vedere, quello che ha cominciato l’ anno con prezzi in su. Oltre al trasporto su gomma e rotaia, anche per gli aerei aumentano le tasse aeroportuali: 2,5 euro in più sull’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco. Per questa voce i viaggiatori italiani dovranno pagare nove euro in partenza dagli aeroporti nazionali ad eccezione dei due scali romani – Fiumicino e Ciampino – dove ne serviranno dieci per l’ applicazione (dal 2010) di un’ ulteriore «tassa commissariale». Qualche sollievo, da questo 2016, arriva dalle tariffe di elettricità e gas: grazie al ribasso degli oneri di sistema e al calo dei costi per l’ approvvigionamento, l’ importo delle bollette scenderà rispettivamente dell’ 1,4% e del 3,3%. Diverso invece il discorso per l’ acqua per cui è entrato in vigore un nuovo metodo tariffario che potrebbe comportare delle variazioni. In su o in giù non si sa, ma in sede europea non si perde mai occasione di ricordare che in Italia il costo dell’ acqua è tra i più bassi d’ Europa.
corinna de cesare
 
 
Il Velino, 02/01/2016 10:30
economia
Trasporti, Codacons: 2016 si apre con stangata, per famiglie rincari da 1,4 mld
Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei. Lo afferma oggi il Codacons, che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il Presidente Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi, ecc.). “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma Carlo Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti”.
 
 
Il Fogliettone, 02/01/2016 10:28
Bankitalia, al via la vendita delle “nuove” banche
di Laura Della Pasqua Al via la vendita dei nuovi quattro istituti nati sulle ceneri di Banca Marche, CariFerrara, CariChieti e Marche e Banca Etruria, dopo il decreto di salvataggio del governo del 22 novembre. La comunicazione è arrivata da Bankitalia che ha sottolineato come l’ operazione verrà effettuata “in collaborazione e accordo con il Governo e le autorità Ue competenti”. Il processo di vendita, specifica Via Nazionale, “verrà attuato in tempi brevi e sarà supervisionato dall’ Unità di Risoluzione e gestione delle crisi della Banca d’ Italia attraverso il Fondo di Risoluzione, un istituto previsto sia dal diritto europeo che da quello italiano, finanziato da contributi di tutto il sistema bancario italiano nel rispetto delle norme europee in materia di aiuti di Stato”. Il processo, assicura quindi Bankitalia, “sarà trasparente e non discriminatorio, esclusivamente finalizzato a massimizzare il ricavato nell’ interesse delle aree economiche in cui le Banche stesse sono radicate”. Bankitalia poi in risposta alle polemiche sul decreto ha sottolineato che le quattro banche “sono state ristrutturate per facilitare il processo di vendita. Escludendo le attività problematiche in sofferenza, gli istituti rappresentano nel complesso una quota di mercato di circa l’ 1% dei depositi totali a livello di sistema, con un patrimonio netto complessivo di partenza di 1,8 miliardi di euro”. Gli acquirenti già sarebbero alle porte. Roberto Nicastro, presidente delle quattro nuove banche ha detto che per la nuova Banca Etruria “attualmente sono una trentina le manifestazioni di interesse da gruppi italiani ed esteri”.Rispetto al ricollocamento a primavera di Banca Etruria, Nicastro ha osservato che “sotto questo profilo Banca Etruria ha dalla sua il grande legame con un territorio che fa dell’ export soprattutto per quanto concerne oro e moda, un’ eccellenza italiana. Ragione in più, sommata alla situazione di totale buona salute della banca, per essere ottimisti”. Su Banca Etruria, Nicastro ha detto che c’ è stata “una perdita fisiologica” ma anche che il lavoro della banca “è ripreso con l’ accensione di 150 mutui per famiglie e di 130 milioni di fondi per le imprese”. L’ analisi della situazione “pregressa” ha portato ad evidenziare sofferenze per ben 4.680 risparmiatori, per un totale complessivo di 60 milioni di euro, di cui 17 per casi limite, che saranno inseriti in una lista di priorità. Circa l’ avvio delle procedure di risarcimento ai clienti che hanno perso i risparmi, è stato ricordato che vi sta lavorando una apposita task force costituita in banca. Sul fronte dei risparmiatori truffati, c’ è da registrare un altro sit in svoltosi giovedì davanti alla sede di Banca Etruria a Civitavecchia e promosso dal Codacons. L’ associazione dei consumatori ha annunciato un ricorso al Tar, attraverso il quale si chiede l’ annullamento del decreto salva-banche per “palese incostituzionalità”. “Chi è stato danneggiato in tutta Italia potrà aderire al nostro ricorso al Tar del Lazio contro i decreti di Bankitalia”, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi, presente al presidio di protesta. “Se il Tar ritiene i decreti incostituzionali dovrebbe inviare la legge alla Corte costituzionale per annullarla”.
laura della pasqua
 
 
TP24, 02/01/2016 10:24
Al via oggi i saldi in Sicilia. Consigli per gli acquisti >> Economia >> I nostri soldi >> Tp24.it ,le notizie di Trapani, Marsala, Mazara, Alcamo e Belice
02/01/2016 10:09:00 Al via oggi i saldi in Sicilia. Consigli per gli acquisti Al via oggi i saldi in Sicilia. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons quest’ anno quasi il 40% approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, attorno ai 140 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. “I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons -. Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti”. Infine, come ogni anno Francesco Tanasi diffonde il decalogo con i dieci consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto; Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori; Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi; Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti; diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto; Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto; Negozi e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce; Prova dei capi: non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati; Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi; Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
 
 
Modena2000, 02/01/2016 09:45
Il 5 gennaio al via i saldi invernali a Sassuolo
Crescerà il numero di famiglie che potrà permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. Lo afferma il Codacons, che come ogni anno diffonde i dati ufficiali sugli sconti di fine stagione. Anche a Sassuolo i saldi partiranno il 5 gennaio come in tutta la regione per terminare il 5 marzo.In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che deciderà di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto.Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi.Ecco il decalogo con i 10 consigli utili per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza.
 
 
Bologna2000, 02/01/2016 09:40
Il 5 gennaio al via i saldi invernali a Sassuolo
Crescerà il numero di famiglie che potrà permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. Lo afferma il Codacons, che come ogni anno diffonde i dati ufficiali sugli sconti di fine stagione. Anche a Sassuolo i saldi partiranno il 5 gennaio come in tutta la regione per terminare il 5 marzo. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che deciderà di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto. Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. Ecco il decalogo con i 10 consigli utili per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza. Conservare sempre lo scontrino : non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. Le vendite devono essere realmente di fine stagione : la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. Girare . Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. Diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. Negozi e vetrine . Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Prova dei capi : non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Pagamenti . Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. Fregature . Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
 
 
Sassuolo2000, 02/01/2016 09:39
Il 5 gennaio al via i saldi invernali a Sassuolo
Crescerà il numero di famiglie che potrà permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. Lo afferma il Codacons, che come ogni anno diffonde i dati ufficiali sugli sconti di fine stagione. Anche a Sassuolo i saldi partiranno il 5 gennaio come in tutta la regione per terminare il 5 marzo. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che deciderà di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto. Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. Ecco il decalogo con i 10 consigli utili per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza. Conservare sempre lo scontrino : non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. Le vendite devono essere realmente di fine stagione : la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. Girare . Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. Diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. Negozi e vetrine . Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Prova dei capi : non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Pagamenti . Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. Fregature . Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. !– Start WP.
 
 
ilsole24ore.com, 02/01/2016 09:10
Ai saldi acquisti oltre i 5 miliardi
Vestiti e scarpe, innanzitutto. Poi gli accessori, la biancheria intima, gli articoli sportivi. Durante i saldi, gli italiani che faranno acquisti nei negozi punteranno soprattutto su questi prodotti, con un budget familiare di 346 euro. La spesa spesa complessiva raggiungerà 5,4 miliardi di euro. Gli sconti cominciano oggi in quattro regioni, Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta, ma il grande avvio è previsto per il 5 gennaio quando in tutta Italia e in tutte le grandi città, i negozianti taglieranno in maniera consistente i prezzi della loro merce. Per il 2016 le stime dell’ ufficio studi di Confcommercio “prevedono una crescita media del 3%”, dice Renato Borghi, presidente di Federazione moda Italia-Confcommercio, ma questo non risolleverà le finanze dei commercianti perché “i saldi sono occasioni importanti per i consumatori a caccia dell’ affare”, ma per gli operatori servono “più per dare continuità a quei piccoli – quasi impercettibili – segnali di ripresa, che per le loro casse. Con questo tipo di vendita, aumentano i ricavi, ma diminuiscono i margini”. A guardare la situazione dal punto di vista delle imprese del commercio, piccole o grandi che siano, questi saldi non sono solo l’ occasione per fare un po’ di finanza e svuotare i magazzini, ma anche per chiedere cambiamenti, in linea con i fatti. I fatti sono, per esempio, i siti di commercio on line, con promozioni in qualsiasi momento dell’ anno, che hanno cambiato le abitudini di acquisto. O il meteo, che non necessariamente fa coincidere il clima freddo con l’ autunno e l’ inizio dell’ inverno quando i prezzi sono pieni. Quest’ anno, l’ autunno e l’ inizio dell’ inverno sono stati particolarmente miti e i negozi sono pieni di capi pesanti. “Anche per questo siamo sempre più determinati a chiedere lo spostamento dei prossimi saldi ad effettiva fine stagione, almeno a fine gennaio, scelta confermata da circa l’ 80% delle aziende del settore”, spiega Borghi. Su date e promozioni, però, le associazioni del commercio hanno posizioni diverse. Confcommercio dice che un’ indagine tra le imprese rivela che il 63,1% è contraria alla liberalizzazione dei saldi tutto l’ anno, così come alla liberalizzazione delle promozioni, anche prima dei saldi, da cui si sentirebbe danneggiata il 73%. Federdistribuzione (si veda l’ intervista accanto) ha un’ altra posizione, guarda ai siti di commercio on line dove le promozioni trovano spazio 365 giorni all’ anno e sostiene la necessità di liberalizzarle, così come la necessità di cavalcare l’ effetto marketing per il turismo che i saldi hanno all’ inizio di gennaio. Programmandoli a fine mese si lascerebbero tutti i turisti mondiali dei saldi a Londra, Parigi, Barcellona, Berlino. Perdendo una fetta importante dei budget delle famiglie straniere. Senza dire poi dei siti di commercio on line. Nel 2016 sono un po’ di più gli italiani che hanno detto di voler fare acquisti durante i saldi: il 55% contro il 51% del 2015. Si può parlare di grande attesa per il 42%, ma gli italiani che aspettano i ribassi per comprare sono in diminuzione, segno forse della crisi lasciata alle spalle, secondo la lettura di Confcommercio. O del fatto che, nonostante le regole siano ufficialmente diverse, le promozioni ci sono tutto l’ anno – una nota del Codacons sostiene che i saldi sono già partiti in un negozio su 3 – e quindi le persone non aspettano più i saldi per i grandi acquisti, come facevano un tempo, e non comprano esclusivamente nei negozi ma anche on line, secondo la lettura di Federdistribuzione. Chi aspetta i saldi, sono soprattutto le donne, gli over 45, i residenti nelle gradi città e al sud e le famiglie (per Adusbef il 38% delle famiglie aspetta i saldi). Gli sconti ci saranno, ma i prezzi non saranno stracciati. Ben oltre la metà dei negozi (il 56,8%) proporranno sconti al di sotto del 30%. Le aspettative delle imprese, secondo Confcommercio, son di un rialzo delle vendite scontate sul totale annuale. L’ auspicio, per tutti, è che nel 2016 ci si possa davvero lasciare alle spalle i sette anni di recessione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
cristina casadei
 
 
iltempo.com, 02/01/2016 08:24
Il 2016 parte subito con la stangata
Il 2016 inizia come al solito. Sei tratte autostradali sono più care per chi le percorre dalla mezzanotte del 31 dicembre scorso. A deciderlo è stato il ministero delle Infrastrutture che ha accontentato solo una parte minoritaria delle richieste dei gestori delle grandi arterie. Sì perché i rincari potrebbero arrivare anche successivamente per le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano Economico Finanziario. Dunque per ora è solo tregua. Non così per altri settori come quello delle tariffe dei treni per i pendolari fissate dalle Regioni. In Sicilia e in Toscana la batosta è già arrivata e in molte altre sarebbero allo studio gli adeguamenti. Non solo. Da ieri sono aumentati di 2,5 euro tutti i biglietti aerei, fatta eccezione per quelli con destinazioni nazionali. L’ unica consolazione arriva dalle bollette della luce e del gas. Il calo del petrolio le ha rese più leggere almeno nella prima parte dell’ anno. AUTOSTRADE Il salasso maggiore sarà nelle tasche degli automobilisti lombardi. L’ aumento maggiore infatti interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) con un +6,5%. Seguono Strada dei Parchi che collega la Capitale all’ Abruzzo e che è usata come via d’ accesso anche da migliaia di pendolari verso Roma con +3,45%, e ancora Tangenziale Est Spa +2,10%. Più contenuto l’ aumento per Autostrade per l’ Italia con +1,09% che remunera, spiega una nota della società, gli investimenti effettuati. Infine Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. A pagare il pegno sono dunque soprattutto i lombardi: «Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia. – dice il Codacons -. Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». TRENI Nessun aumento di biglietto per chi viaggia sui treni ad Alta Velocità. Per questi infatti non sono previsti aumenti tariffari nel 2016. Ma per molti dei tre milioni di pendolari italiani il prezzo degli spostamenti è una voce che lieviterà. Una delle regioni colpite dai rincari è la Sicilia dove il comitato dei pendolari ha già fatto notare per il 2016 un incremento medio delle tariffe ferroviarie del 7,7%. E il regalo di inizio anno, a chi si muove su rotaia, è arrivato anche in Toscana. Nella regione rossa i biglietti aumenteranno del 3,46%, saliranno dell’ 1,89% gli abbonamenti in fascia agevolata per il reddito (già scontati del 20%) e dell’ 1,96% tutti gli altri abbonamenti mensili. AEREI Anche i biglietti aerei saranno più cari. Da inizio anno si pagano 2,5 euro in più sull’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco. Lo stabilisce un decreto interministeriale Lavoro-Economia-Trasporti datato 29 ottobre, pubblicato soltanto pochi giorni fa. L’ ha introdotto la legge 291/2004, che ha istituito il Fondo di solidarietà per il trasporto aereo, meglio conosciuto come Fondo «salva Alitalia» per finanziare l’ uscita dei lavoratori dalla vecchia compagnia di bandiera.
filippo caleri
 
 
Il Fatto Quotidiano, 02/01/2016 07:03
conti alla mano
Scuola, acqua, energia e trasporti: gli aumenti previsti per il 2016
nuovo anno, le stime delle associazioni dei consumatori voce per voce
Si sale e si scende: per ogni annuncio di riduzione di tasse e imposte, c’ è il contraltare di ciò che invece aumenta. A spiegare cos’ è che con il 2016 diventa più caro, pesando di più sul bilancio delle famiglie, non è però quasi mai la voce istituzionale di presidenti e capi di governo, bensì il cosiddetto “lato consumer”, fatto di associazioni o attenti contribuenti. Secondo la Codacons, le uscite del bilancio familiare degli italiani aumenteranno di circa 551 euro per ogni famiglia: una cifra che si traduce in circa 46 euro al mese in più. Al primo posto, l’ aumento per l’ istruzione: costerà 79 euro in più per ogni nucleo familiare, proprio mentre la “Buona scuola” riserva 66 milioni di euro per gli istituti paritari. Aumenta la spesa per l’ acqua: 137 euro in più per ogni nucleo familiare. È entrato infatti in vigore il “Metodo Tariffario Idrico 2016/2019”, un nuovo quadro di regole approvato dall’ Autorità per le tariffe idriche che, come annunciato qualche mese fa da un documento dell’ agenzia di rating Moody’ s, dovrebbe implicare, nei prossimi due anni, un aumento del 3-5 per cento sulle tariffe attuali. Ma poiché gli aumenti (per coprire investimenti nell’ efficienza del settore idrico) potranno essere definiti in autonomia a livello locale, ogni regione potrebbe prevedere una diversa percentuale di crescita. In Umbria, ad esempio, a novembre si stimava che Umbra Acque avesse stabilito un + 10,15 per cento all’ interno del piano finanziario dell’ azienda. Per i trasporti, rari, poco puntuali e sempre sovraffollati nelle grandi città come Roma e Napoli, secondo il Codacons ci sarà un aumento di 44 euro nel 2016. Nessun incremento tariffario per l’ alta velocità, ma in alcuni casi ci saranno forti impennate. In Sicilia, ad esempio, secondo il comitato dei pendolari, le tariffe aumenteranno del 7,7 per cento mentre in Toscana, i biglietti costeranno il 3,46 per cento in più. Aumentano i pedaggi autostradali, come potete leggere nel pezzo in apertura di questa pagina, i ristoranti (+ 26 euro), i servizi bancari (+ 18 euro) e le bollette della luce, che crescerà di circa 12 euro. Non una sorpresa, quest’ ultima. Come già spiegato dal Fatto, da ieri è cambiata la modalità del conteggio del consumo dell’ energia. In sostanza, entro il 2018 la tariffa che fino al 2015 era in parte progressiva, cresceva cioè con l’ aumentare della quantità di elettricità consumata, diventerà fissa. Il punto di partenza è rendere uguale per tutti, già da ora, le voci relative a servizi di rete e gli oneri di sistema (a cui finora andava quasi il 44 per cento della bolletta). Chi consumerà di meno, quindi, pagherà quanto chi consumerà di più. E così, i firmatari della petizione #labollettagiusta, hanno presentato un doppio esposto al Garante della concorrenza e del mercato e alla Commissione europea. Secondo le loro stime, le bollette per la maggior parte delle famiglie saranno maggiorate del 10-30 per cento su base annua. A chiudere in bellezza questa rassegna, i rincari sulle tariffe aeroportuali. Li aveva denunciati a metà dicembre Assoaeroporti (riferendosi a un decreto interministeriale Lavoro – Economia – Trasporti del 29 ottobre) e sono arrivati: da quest’ anno, su ogni biglietto da e per l’ Italia, si pagheranno 2,50 euro in più a tratta (esclusi solo i voli nazionali) per l’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco. Peccato che, in media, già il 70 per cento del costo dei biglietti sia destinato a coprire tasse di vario genere.
virginia della sala
 
 
Il Fatto Quotidiano, 02/01/2016 07:03
al via in 4 regioni
Per Confcommercio con i saldi 346 euro di spesa a famiglia
Da oggi partono i saldi in Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta, mentre nelle altre regioni cominciano dal 5 gennaio. Saldi che vedranno gli italiani spendere circa il 3 per cento in più dello scorso anno per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro, 346 euro a famiglia, stima l’ Ufficio Studi di Confcommercio. Secondo l’ organizzazione, la maggior parte dei commercianti è contraria alla liberalizzazione dei saldi e delle vendite promozionali: quasi il 73% delle imprese ritiene che le promozioni libere prima dei saldi danneggerebbero le vendite del mese di dicembre. Per il Codacons un negozio su tre avrebbe già cominciato le vendite promozionali per i clienti fidati. Contrari ai paletti Adusbef e Federconsumatori: “Non ci stanchiamo di ribadire che per un aiuto a risollevare i consumi serve anche una completa liberalizzazione dei saldi”, dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Tutte le associazioni di consumatori però mettono in allerta i clienti con dei decaloghi per difendersi da eventuali raggiri: tra i suggerimenti, ad esempio, quello di visitare i negozi prima dell’ inizio dei saldi per controllare i prezzi dei prodotti da comprare.
 
 
La Sicilia (ed. Caltanissetta), 02/01/2016 06:32
PARTE LA STAGIONE UFFICIALE DEI SALDI, UN TOUR DE FORCE PER I NEGOZIANTI
I negozi di abbigliamento e calzature si preparano a un vero e tour de force. Oggi comincia ufficialmente la stagione dei saldi invernali e secondo gli esperti la spesa pro capite rimarrà invariata rispetto allo scorso anno. I negozi in città rimarranno aperti sia domani, domenica, che mercoledì 6 gennaio, festa dell’ Epifania e lo stess avverrà domenica prossima, 10 gennaio. Le vendite promozionali in realtà cono cominciate già da tempo, anzi qualche attività commerciale la quasi «stagionaizzato» nel senso che si vende a prezzi ridotti ormai quasi tutto l’ anno. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons quest’ anno quasi il 40% approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, attorno ai 140 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. Come ogni anno il Codacons ha diffuso il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: tra i consigli conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. E ancora: le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.
 
 
La Sicilia, 02/01/2016 06:31
federconsumatori e codacons rimarcano la necessità di liberalizzarli e nel frattempo ricordano alcuni consigli utili
Saldi, oggi il via: occhio alle “bufale”
Scattano i saldi, che in Sicilia, ma anche in Valle D’ Aosta, Campania e Basilicata cominciano oggi. Secondo i dati elaborati dall’ Osservatorio di Federconsumatori, il 48 per cento delle famiglie dell’ isola approfitterà degli sconti per rifornirsi dei prodotti di prima necessità, soprattutto di capi d’ abbigliamento. Salvo Nicosia, vice presidente regionale di Federconsumatori e presidente provinciale a Catania dell’ associazione, ricorda anche alcuni dati dell’ Osservatorio nazionale di Federconsumatori. La spesa, per esempio, si aggirerà sui 180 euro a famiglia, esattamente come lo scorso anno. «La situazione – rimarca – è di “galleggiamento”, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo. Se ne prevedono circa settecentomila quelle siciliane che approfitteranno degli sconti con un volume di affari di circa un milione di euro». Federconsumatori sostiene inoltre che i commercianti dovrebbero avere la possibilità di vendere in saldo in tutti i periodi dell’ anno, senza vincoli di date ed evitando così eventuali truffe, raggiri o finti saldi. A tutela dei consumatori sono stati, ancora una volta, elaborati alcuni consigli che l’ associazione invita a seguire per evitare raggiri. Tra questi, rilevare il prezzo dei prodotti che si vogliono acquistare, prima dell’ avvio dei saldi, in modo da potere verificare la reale convenienza. Altro nodo importante è di confrontare i prezzi praticati in maniera da poterli verificare nei diversi punti vendita e diffidare dei quei negozi che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60 per cento (un buon prezzo a saldo dovrebbe aggirarsi attorno al 40% di sconto). Molto importante è controllare accuratamente il cartellino su cui devono essere, obbligatoriamente, riportati il vecchio e il nuovo prezzo. Accertar si di potere pagare l’ eventual acquisto con carte di credito, bancomat (tramite Pos) un diritto per cifre superiori a 30 euro da giugno 2014 e controllare che prodotti a saldo siano realmente di fine stagione dell’ anno in corso e non delle stagioni degli anni passati. Una buona norma è di conservare lo scontrino per potere rivendicare il cambio di merce nel risulti non conforme. Nicosia ricorda che per evitare le cosiddette bufale i consumatori hanno la possibilità di rivolgersi ai vigili urbani, agli uffici comunali per il commercio o a un’ associazione di consumatori. E sull’ argomento anche il Codacons, attraverso una nota, invita a sfruttare quella che risulta comunque un’ occasione di risparmio, richiamando però l’ attenzione dei consumatori invitati a tenere desta la loro attenzione. L’ associazione specifica che però non si prevede alcuna impennata delle vendite attraverso i saldi e, in base a un’ indagine interna, prevede che quest’ anno ad approfittarne non sarà più del 40% della gente. Gli acquisti saranno mirati e il budget resterà sostanzialmente stabi le rispetto all’ anno scorso con una previsione di spesa di circa 140 euro a famiglia. «I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il segretario nazionale Francesco Tanasi – e questo impedisce a una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione – sottolinea ancora – liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti». Anche Tanasi ricorda di fare attenzione alle cosiddette bufale, «sempre dietro l’ angolo», rimarca e di seguire alcuni consigli utili a evitare quelle “fregature” che proprio in questo periodo sono sempre possibili e in agguato. VIA RAIMONDO FRANCHETTI Evaso fermato con arnesi da scasso Agenti delle «volanti» dell’ Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico hanno arrestato il 37enne Maurizio Silvestro Cittadino (nella foto) per evasione dagli arresti domiciliari. L’ uomo è stato notato mentre si trovava alla guida di ciclomotore privo di targa, con a bordo un altro soggetto, e alla vista degli agenti ha tentato di nascondere il volto, girandosi dalla parte opposta. Fermato subito dopo, il sospetto è stato trovato in possesso di arnesi da scasso; inoltre si appurava che avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari, con permesso di assentarsi per svolgere attività lavorativa presso un esercizio commerciale dove avrebbe dovuto trovarsi proprio all’ ora del controllo. EMPORIO SOLIDALE Oggi alle 10 l’ inaugurazione Sarà inaugurato stamani alle ore 10 l’ emporio della solidarietà. Un supermercato dedicato ai più poveri e già aperto in realtà lo scorso 23 dicembre e la cui cerimonia ufficiale è stata fissata nella giornata di oggi. L’ emporio della solidarietà si trova in via Luigi Sturzo 91, ed è stato promosso da Spendiamoci bene con il sostegno e la collaborazione del comune di Catania e la rete di volontariato coordinata dall’ ente. Alla cerimonia inaugurale è prevista la presenza di Angelo Villari, assessore al Welfare dell’ amminisrrazione comunale. Nell’ emporio è stato attivato un servizio h24 di distribuzione di colazione, tavola calda, pane e bevande calde per alleviare il disagio di persone in grave difficoltà economiche e sociali. CINTURE DI SICUREZZA In auto per non dimenticare a. z.) L’ ultima campagna sulla sicurezza stradale “Tispol” riguardante l’ innesto della cintura in auto, si è conclusa con la fine di dicembre, spingendo tutti a riflettere specie quando si è ancora sotto il periodo delle festività. E nella Sicilia orientale, la Polizia stradale del compartimento di Catania, in soli tre giorni ha controllato 516 veicoli perseguendo, proprio per mancato innesto della cintura, ben 131 utenti non solo conducenti, ma anche passeggeri seduti sia davanti che sui sedili posteriori. Questa infrazione, è bene ricordarlo, crea spesso situazioni di pericolo ed in caso di incidente ci sono passeggeri che vanno a sbattere sul lunotto o catapultati fuori dal mezzo. La Polstrada, pertanto, raccomanda di non dimenticare questa precauzione che riguarda anche i sistemi di ritenuta in auto dei bambini. CONDOGLIANZE Si è spento l’ avv. Luigi La Via Nell’ ultimo giorno dell’ anno si è spento serenamente, a 97 anni, l’ avv. Luigi La Via di Sant’ Agrippina, padre dell’ eurodeputato Giovanni La Via. Per la grave perdita le nostre condoglianze al figlio e ai familiari tutti. CONDOGLIANZE La morte della dott. Emanuela Raso E’ morta ieri dopo una malattia la dott. Emanuela Raso, lasciando nel dolore i genitori, i fratelli, le adorate figlie. Per la grave perdita le nostre condoglianze al padre prof. Domenico Raso, al fratello Nando, entrambi otorinolaringoiatri assai conosciuti, alle figlie e ai familiari tutti,
 
 
Il Gazzettino, 02/01/2016 06:22
La denuncia: «I prezzi lievitano ben oltre l’ inflazione»
MILANO – «Una stangata sulle famiglie». Così il Codacons commenta gli incrementi dei pedaggi autostradali decisi dal governo nelle ultime ore dell’ anno scorso. «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiscono un aumento per il 2016 – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Gli incrementi decisi oggi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia». Le associazioni consumatori rilevano che gli aumenti sono di molto superiori all’ inflazione.
 
 
Gazzetta del Sud, 02/01/2016 06:03
gli adeguamenti delle tariffe decisi dal ministero
Autostrade, per sei tratte scattano i rincari… e le polemiche
l’ aumento maggiore interessa satap tronco a4 (torino -milano) +6,5%
Marco Neri ROMA Inizio d’ anno con 6 tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate ieri da Sinistra Italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano Economico Finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del Governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino -Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, sono scattati da ieri, dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi: «una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia. – dice il Codacons – Proprio i cittadini della Lombardia sono quelli maggiormen te interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri». «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Gli incrementi determineranno una mag giore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino -Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». «Siamo ben oltre l’ inflazione – protesta Sininstra italiana – E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. 3.
marco neri
 
 
Gazzetta del Sud, 02/01/2016 06:03
tre giorni d’ anticipo
Oggi primo giorno dei saldi in Sicilia
ma il salasso natalizio prefigura una partenza senza “impennate”
Al via oggi i saldi in Sicilia. Una moderata e cauta – secondo le associazioni di categoria e dei consumatori corsa all’ affare, che scatterà con tre giorni d’ anticipo per decisione della Regione siciliana. Ma non saranno affari d’ oro per gli operatori economici. Secondo Confesercenti la spesa media si attesterà attorno ai 150 euro, 140 secondo il Codacons. «Diamo il benvenuto ai saldi invernali. Il nostro augurio è che l’ avvio della stagione dei saldi possa portare importanti benefici alla nostra categoria che in questo momento sta ancora sofferendo», commenta il presidente di Confcommercio Messina, Carmelo Picciotto. «Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali 2016, ma spesa stabile rispetto al 2015», pre vede il Codacons. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Coda cons quest’ anno quasi il 40% approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, attorno ai 140 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. «I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega Francesco Tanasi, segretario nazionale Coda cons -. Questo impedisce a una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. È quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti».4.
 
 
ilgiornale.it, 02/01/2016 06:00
Autostrade, lombardi tartassati dai rincari
pedaggi in aumento in 6 tratte: +6,5% sulla torino-milano
Inizio d’ anno con 6 tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate ieri da Sinistra Italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero interessare, ma solo in una fase successa, anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano Economico Finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat che spiega: “Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27”. L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, sono scattati ieri, dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi: “Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia. – dice il Codacons – Proprio i cittadini della Lombardia sono quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri”. “Come avevamo previsto, i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi”. Adusbef e Federconsumatori rincarano: “Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino-Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato”. “Siamo ben oltre l’ inflazione – protesta Sininstra italiana – E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’ autostrada (dei Parchi) per lavorare”. Infine Grillo che augura “il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali”
 
 
Libertà, 02/01/2016 05:33
Autostrade, aumenti per sei tratte: pedaggi più cari fino a 6,5 per cento
ROMA -Inizio d’ anno con sei tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti è stata comunicata dal ministero dei trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate ieri da Sinistra italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano economico finanziario. E protesta pure l’ Aiscat che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino -Milano) con un +6,5%. Seguono Strada dei parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, sono scattati ieri, dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il ministro dell’ economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi: «Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia. – dice il Codacons – proprio i cittadini della Lombardia sono quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri». «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il presidente Carlo Rienzi – Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a 27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino -Milano che guida la classifica. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». «Siamo ben oltre l’ inflazione protesta Sininstra italiana- e così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’ autostrada (dei Parchi) per lavorare». Infine Grillo augura «il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali».
 
 
Il Quotidiano della Calabria, 02/01/2016 05:33
saldi in calabria la corsa agli acquisti parte il 5 gennaio anche se gli sconti nei negozi sono iniziati da alcuni giorni
Consumatori a caccia di affari
si calcola una spesa di 346 euro a famiglia per i capi di abbigliamento
Saldi si parte: in Calabria i cancelli delle vendite a prezzi scontati si priranno il 5 gennaio ma da oggi il via in 4 regioni (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta). Per Confcommercio il giro d’ af fari complessivo sarà di 5,4 miliardi. Molto più basso invece secondo i consumatori che vedono ancora una stagione di “galleggiamento” per i consumi. Secondo le stime dell’ Uffi cio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà 346 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature ed accessori (il 3% in più rispetto all’ anno scorso), per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Aumenterà anche la percentuale dei consumatori che acquisteranno prodotti in occasione: il 55% contro il 51% del gennaio 2015. Secondo il consueto sondaggio sui saldi realizzato da Confcommercio e Format Research, è in crescita la percentuale degli italiani che considera “importante” il periodo dei saldi. Le preferenze vanno come da tradizione ai capi di abbigliamen to (94,1), calzature (72,8), accessori (30,7) e biancheria intima (26,4). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7) e i prodotti di pelletteria (17,5). Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto soprattutto le donne, i consumatori in età superiore ai 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. Gli italiani, sottolinea l’ asso ciazione dei commercianti, stanno ricominciando a dare maggiore importanza alla qualità dei prodotti rispetto al prezzo. Aumenta significativamente la percentuale dei consumatori che si sentono tutelati acquistando a saldo (sale dal 62,1% dei saldi di gennaio 2015 al 65%). Meno ottimistiche le stime di Adusbef e Federconsumatori: «la situazione che abbiamo davanti è di “galleggia mento”, poiché non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (cioè il 38%) le famiglie che approfitte ranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro. Non ci stanchiamo di ribadire che per un aiuto a risollevare i consumi serve anche una completa liberalizzazione dei saldi.». Infine secondo il Codacons i saldi sono di fatto già iniziati in un negozio su tre: gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati.
 
 
Il Quotidiano della Calabria, 02/01/2016 05:33
la sorpresa autostrade per l’ italia aumenta le tariffe dell’ 1,09%
Brutto colpo per i pendolari autostradali Da ieri in sei tratte il pedaggio è più caro
ROMA – Inizio d’ anno con 6 tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate oggi da Sinistra Italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggior namento del Piano Economico Finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat che spiega: «ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del Governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino -Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, sono scattati ieri, dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi: «una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia. – dice il Codacons – Proprio i cittadini della Lombardia sono quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggra vio di spesa rispetto a tutti gli altri». «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». «Siamo ben oltre l’ inflazione – protesta Sininstra italiana – E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’ autostrada (dei Parchi) per lavorare». Infine Grillo che augura «il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali». (ANSA).
 
 
Il Messaggero, 02/01/2016 05:30
Autostrade, stangata sulla Torino-Milano
rincaro del 6,5% per gli automobilisti lombardi e per la strada dei parchi un incremento del 3,4% ma il governo ha congelato le richieste di aumento di molte concessionarie. dura protesta dell’ aiscat
LA DECISIONE ROMA Inizio d’ anno con il botto per gli automobilisti lombardi e per quelli abruzzesi e laziali. Con i pedaggi autostradali che schizzano del 6.5% sulla Torino-Milano, mentre per la Strada dei Parchi il rincaro è del 3,5%. Una vera stangata. Le novità, dopo il congelamento dello scorso anno delle tariffe, sono state comunicate ieri dal ministero dei Trasporti che ha sottolineato però come l’ incremento medio sulla rete nazionale sia sotto l’ 1% e che molte richieste di aumento sono state di fatto congelate. In attesa, spiega il ministero, dell’ approvazione dei piani industriali delle concessionarie. La partita non è però finita qui. Altri aumenti potrebbero scattare a marzo. Visto che i concessionari che sono rimasti a bocca asciutta, ben 21, non resteranno a guardare. Se da un lato protestano gli utenti e le associazioni dei consumatori, parlando di una stangata ingiustificata, dall’ altra anche l’ Aiscat, la “Confindustria” dei concessionari, è sul piede di guerra. «Ancora una volta – si legge in una nota ufficiale – al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è stato corrisposto analogo impegno da parte del governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». Da qui la possibilità concreta dell’ avvio di un contenzioso legale visto che si tratta del secondo anno consecutivo in cui l’ esecutivo “calmiera” alcune tariffe. I DETTAGLI Come detto, l’ aumento maggiore interessa la Satap, tronco A4 (Torino-Milano) con +6,5%. Seguono la Strada dei Parchi +3,45%, la Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi: «una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia – dice il Codacons – proprio i cittadini della Lombardia sono quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri». «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il presidente Carlo Rienzi – con gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua». «Siamo ben oltre l’ inflazione – protesta Sinistra italiana – e così succede da anni, si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’ autostrada per lavorare». Umberto Mancini © RIPRODUZIONE RISERVATA.
umberto mancini
 
 
Il Messaggero, 02/01/2016 05:30
Associazioni consumatori: ecco come evitare bufale
IL VADEMECUM Un negozio su tre ha già avviato sconti e promozioni, secondo il Codacons, che per aiutare i consumatori a difendersi da sorprese sgradite, in saldi e pre-saldi, firma un decalogo di accortezze. I capi scontati si possono cambiare, quindi è bene conservare lo scontrino. La merce in vendita deve essere di fine stagione, non può essere il cosiddetto fondo di magazzino. Meglio, quindi, stare alla larga dai negozi che apparivano poco forniti prima dell’ inizio delle promozioni. Chiariti i punti base, è bene studiare una strategia per lo shopping. Primo punto: avere le idee chiare, per non farsi tentare dalle proposte dei commercianti. Poi, vedere più negozi possibili, per confrontare qualità e prezzi dei capi. Diffidare degli sconti superiori al 50 per cento, che spesso, per l’ associazione, nascondono prezzi vecchi falsi o merce non nuova. Ancora, servirsi nei negozi di fiducia o acquistare merce di cui si conoscono prezzo e caratteristiche. Comprare solo nei posti che espongono i vecchi prezzi e la percentuale di sconto e controllare che tra gli articoli scontati non siano nascosti altri a prezzo pieno. Diffidare dei capi che non possono essere provati. Carte di credito e bancomat si possono usare durante i saldi senza oneri aggiuntivi. Infine, laddove si sospetti di essere stati vittima di una truffa, chiamare il Codacons o la polizia municipale. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Il Messaggero, 02/01/2016 05:30
Aspettando i saldi, nei negozi gli sconti sono già camuffati
ufficialmente le promozioni partono il 5 ma gli esercenti applicano riduzioni dei prezzi che arrivano al 40 per cento
IL CASO Vetrine addobbate a festa, non tanto per celebrare le giornate appena trascorse, quanto per attirare gli sguardi dei passanti. E, più ancora, meno evidenti ma non di minor fascino, sms inviati dai commercianti direttamente sui cellulari per invitare i clienti a giocare d’ anticipo sulle date ufficiali, sfruttando promozioni e sconti. Mancano pochi giorni all’ avvio dei saldi invernali ma ribassi e sconti si possono trovare già in numerosi negozi e boutique. E da tempo. Complici la crisi, le temperature più alte, che hanno penalizzato parte del settore abbigliamento, e perfino i limiti alla circolazione, sono stati in molti a prevedere sconti prima del Natale per assicurarsi qualche vendita in più con i regali da mettere sotto l’ albero. Bisognerà attendere ancora qualche giorno, fino a martedì, giorno fissato per l’ avvio dei saldi nel Lazio, per far i conti su un inverno decisamente magro in termini di incassi, ma tra pre-sconti e trend l’ andamento sembra chiaro. STAGIONE DIFFICILE I saldi faranno bene al commercio, compensando almeno parzialmente una stagione difficile e migliorando l’ andamento dell’ anno. Confesercenti stima un aumento di vendite, rispetto ai saldi invernali dello scorso anno, pari a circa il 3 per cento. Guarda più in alto Confcommercio Roma, che spera di eguagliare il rialzo del 2014 sul 2013, quando si registrò un aumento del 4,9 per cento. Se l’ orientamento sembra delineato, più difficile è prevedere la spesa. L’ Ufficio Studi di Confcommercio ipotizza una cifra media di 346 euro a famiglia per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature e accessori. I consumatori rivedono il dato al ribasso. Per il Codacons, la spesa media rimarrà immutata e sarà pari a 184 euro a famiglia. Niente paura. A far salire il bilancio, più dell’ investimento medio, sarà il numero di persone che, quest’ anno, si dedicheranno agli acquisti in saldo, che, secondo gli addetti ai lavori, sarà del 4 per cento superiore all’ anno passato, ossia il 55 per cento. Un dato confermato dal calo di acquisti nelle settimane precedenti. L’ apertura dei saldi pochi giorni dopo le feste, nonché prima dell’ Epifania, sembra aver spinto molti a cambiare il proprio calendario di acquisti, lasciando sotto l’ albero piccoli pensieri o “intenzioni” sotto forma di buoni da far valere a sconti avviati. Il risparmio non è l’ unico fattore a determinare il cambiamento. A influire sarebbe pure una maggiore fiducia nei saldi stessi: se a gennaio 2015 ad affermare di sentirsi tutelato da brutte sorprese all’ acquisto nel periodo di sconti era il 62,1 per cento, oggi la percentuale sale al 65. L’ INDAGINE Muta l’ agenda e mutano le rotte dello shopping. Il 41 per cento dei consumatori, secondo un’ indagine Confcommercio, non farà spese nei luoghi abituali, preferendo spostarsi tra zone e vetrine alla ricerca del prezzo migliore. Diminuisce pure il divario tra negozi reali e virtuali. Il  non è più ritenuto lo strumento più conveniente per fare spese. Rimane “classica”, invece, la graduatoria delle preferenze per lo shopping invernale. Il 94,1 per cento si concentrerà sull’ abbigliamento, il 72,8 per cento sulle calzature, il 30,7 per cento sugli accessori. E il 26,4 per cento sull’ intimo. Insomma, il guardaroba si ripensa in questi giorni. O meglio, in queste ore. Fare acquisti in saldi non è più un passatempo ma una necessità per molti che usano i giorni precedenti la data ufficiale per chiedere la presenza di eventuali sconti anticipati o quantomeno provare i capi, in modo da “risparmiare” tempo poi, nella corsa al prezzo – e pezzo – migliore. Valeria Arnaldi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
valeria arnaldi
 
 
Il Secolo XIX (ed. La Spezia), 02/01/2016 05:15
i rincari arriveranno, ma più tardi
Autostrade, niente stangata almeno per ora Salt e AutoCisa si avvalgono della “sospensione”
NIENTE aumenti – per ora sulle tratte autostradali più vicine alla Spezia, sia in direzione di Genova, che di Livorno e di Parma: ma l’ aumento arriverà, quando scatterà l’ aggiornamento del piano economico finanziario relativo alle società Salt e Autocisa, che sono al momento inserite nella lista delle società autostradali per le quali i ritocchi sono ancora sospesi. Non siamo interessati al classico au mento dei pedaggi d’ inizio anno, ma solo per questa ragione. I rincari hanno interessato infatti per ora le società Satap tronco A4, fra Torino e Milano, più 6.5%, la strada dei Parchi, più 3.45%, la tangenziale Est, più 2.10%, le Autostrade per l’ Italia, più 1.09%, la Pedemontana Lombarda, più 1%, e Ativa, più 0.03%. Il gennaio 2016 ha riservato la stangata alla Lombardia, come denuncia il Codacons: ma prima o poi arriveranno anche gli altri aumenti. In che misura, non si sa. L’ unica certezza è che per ora restano confermate le tariffe 2015, sulla tratta Salt, con Spezia Brugnato a 4.30 euro, Spezia Carrodano Levanto a 5.20 euro, Spezia Dei va a 7 euro, e così via, in direzione Genova, e con le tratte Spezia Sarzana a 2.30 euro, Spezia Carrara a 3.10 euro, Spezia Massa a3.60 euro, Spezia Versilia a 4.90 euro, Spezia Viareggio a 5.90, Spezia Pisa a 8.30, Spezia Livorno a 9.20, sin direzione Toscana. Sulla tratta dell’ Autocisa, il tragitto Spezia Aulla è confermato per ora a 2.70 euro, Spezia Pon tremoli 4.80 euro, Spezia Parma Ovest a 13.60 euro.
 
 
Corriere della Sera, 02/01/2016 05:01
Treni e autostrade I rincari al Nord
Chi ieri ha iniziato l’ anno comprando un biglietto dell’ alta velocità, si è accorto subito dell’ amara sorpresa: prezzi rialzati su tutti i Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca. Le tariffe della fascia base (quella che consente il cambio di prenotazione e itinerario) sono state incrementate a livello nazionale in media del 2,7% ma per alcune tratte i rincari arrivano al 3,5% come nel caso del Milano-Roma, il treno che è riuscito a battere la concorrenza degli aerei facendo muovere in ritirata persino le compagnie low cost. Ecco alcuni esempi: un Milano-Roma che con «tariffa base» fino a pochi giorni fa partiva da 86 euro, è passato ora a 89 euro. Il Napoli-Roma da 43 a 44 euro mentre il Napoli-Milano è aumentato di 4 euro da 95 a 99 euro. I ritocchi dei prezzi decisi da Ferrovie non riguardano gli abbonamenti nè le tariffe economy e super economy ma, tiene a precisare il gruppo, la «fascia di prezzi più alta e flessibile». Quella che, secondo Ferrovie, «costituisce solo il 10% dei ricavi». Era però dal 2011 che i prezzi dell’ alta velocità non venivano modificati, quando cioè si passò dalle due classi di servizio (prima e seconda) alle attuali quattro (Standard, Premium, Business ed Executive). Secondo Ferrovie i ritocchi di oggi continuano a essere inferiori a quelli di 5 anni fa ma «con servizi più moderni, capillari e veloci». Quel che è certo è che i nuovi prezzi dell’ alta velocità si aggiungono agli altri rincari partiti già il primo giorno dell’ anno nuovo. Come quelli delle autostrade: da ieri sei tratte autostradali, dopo il via libera del ministero dei Trasporti, hanno aumentato i pedaggi. Il rincaro maggiore riguarda Satap tronco A4 (la Torino-Milano) a cui è stato concesso un adeguamento record del 6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Le nuove tariffe sono scattate dopo la firma dei decreti interministeriali tra il ministro dei Trasporti e il ministro dell’ Economia. Ma gli aumenti potrebbero interessare successivamente anche altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del «Piano Economico Finanziario», senza il quale il ministero non dà il via libera agli adeguamenti richiesti. Quella delle autostrade è stata definita dalle associazioni dei consumatori una vera e propria stangata soprattutto per gli automobilisti della Lombardia che, secondo il Codacons, «subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri. Tra le tratte interessate dagli aumenti figurano infatti la Pedemontana Lombarda (+1%), la Satap tronco A4 (Torino-Milano +6,5%), la tangenziale esterna di Milano (+2,10%)». Ma anche per i possessori del Telepass sono previste novità non proprio felicissime: verranno unificati infatti i contratti Telepass Premium e Premium Extra con costi e servizi che passeranno alla fascia superiore da 0,78 a 1,5 euro al mese. Ed è tutto il settore dei trasporti, a ben vedere, quello che ha cominciato l’ anno con prezzi in su. Oltre al trasporto su gomma e rotaia, anche per gli aerei aumentano le tasse aeroportuali: 2,5 euro in più sull’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco. Per questa voce i viaggiatori italiani dovranno pagare nove euro in partenza dagli aeroporti nazionali ad eccezione dei due scali romani – Fiumicino e Ciampino – dove ne serviranno dieci per l’ applicazione (dal 2010) di un’ ulteriore «tassa commissariale». Qualche sollievo, da questo 2016, arriva dalle tariffe di elettricità e gas: grazie al ribasso degli oneri di sistema e al calo dei costi per l’ approvvigionamento, l’ importo delle bollette scenderà rispettivamente dell’ 1,4% e del 3,3%. Diverso invece il discorso per l’ acqua per cui è entrato in vigore un nuovo metodo tariffario che potrebbe comportare delle variazioni. In su o in giù non si sa, ma in sede europea non si perde mai occasione di ricordare che in Italia il costo dell’ acqua è tra i più bassi d’ Europa.
 
 
Corriere della Sera, 02/01/2016 05:01
Il maxi aumento al casello della Milano-Torino
ROMA È già un caso l’ aumento del 6,5% del pedaggio sull’ autostrada Torino-Milano (Satap tronco A4), una delle zone più industrializzate d’ Italia. Non solo si tratta di una autentica mazzata per i pendolari, ma la crescita della tariffa su questa arteria risulta enorme sia rispetto al resto della rete nazionale (dove l’ aumento medio è quasi dell’ 1%), che rispetto al tasso di inflazione attuale (0,1% secondo l’ Istat a novembre 2015). Ma come viene giustificato questo sostanzioso innalzamento del pedaggio? I provvedimenti di adeguamento delle tariffe sono contenuti nei decreti firmati dai ministri dei Trasporti, Graziano Delrio, e dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, in applicazione degli accordi sottoscritti con le società concessionarie delle autostrade: lo scorso anno, anche a causa della crisi, il governo aveva deciso di congelare gli aumenti. Quest’ anno, invece, i ministeri dopo avere verificato gli investimenti programmati dalle concessionarie, hanno dato semaforo verde ai rincari. Il meccanismo lo spiega l’ ingegner Gianni Luciani, amministratore delegato della Torino-Milano: «L’ incremento del pedaggio è calcolato in base agli investimenti fatti dalla società concessionaria dal 1° ottobre 2014 al 1° ottobre 2015. Abbiamo investito 121 milioni che fanno parte del miliardo e mezzo programmato per modernizzare e rifare completamente questa arteria entro l’ inizio del 2018. Sono già stati spesi 800 milioni negli ultimi anni e nei prossimi 2 ne investiremo altri 600». Le cattive notizie per gli automobilisti, però, non finiscono qui: i pedaggi infatti sono ancora congelati sul 50% circa della rete perché è in fase di aggiornamento il «Piano economico finanziario» di molte concessionarie. In altre parole quando dall’ esecutivo saranno approvati questi documenti, che certificano gli investimenti effettuati, come previsto nei contratti con il governo, potrà scattare l’ adeguamento delle tariffe anche su queste tratte. Dal canto suo l’ Aiscat, la società che raggruppa le concessionarie autostradali e dei trafori, lamenta che Palazzo Chigi abbia autorizzato aumenti delle tariffe «solo a 6 società su 27» nonostante i lavori eseguiti. A conti fatti, però, il ritocco delle tariffe abbraccia il 50% circa dei percorsi a pagamento su tutto il territorio nazionale. Intanto le associazioni dei consumatori protestano: «Questa è una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia – commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – che subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri. E ogni famiglia pagherà 27 euro in più l’ anno». Adusbef e Federconsumatori rincarano la dose: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti sulle autostrade e la Torino-Milano guida la classifica, ma per molte altre tratte i rincari sono solo rinviati».
francesco di frischia
 
 
Avvenire, 02/01/2016 05:01
saldi.
Confcommercio e consumatori «litigano» sulle previsioni
Roma. Partiti ieri i saldi in Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta. Mentre da martedì 5 gennaio inizieranno in tutte le altre regioni. Secondo le stime dell’ Ufficio Studi di Confcommercio il giro d’ affari complessivo sarà di 5,4 miliardi: ogni famiglia spenderà 346 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature e accessori (il 3% in più rispetto all’ anno scorso). Aumenterà anche la percentuale dei consumatori che acquisteranno prodotti in saldo: il 55% contro il 51% del gennaio 2015. Secondo il sondaggio realizzato da Confcommercio e Format Research, è in crescita la percentuale degli italiani che considera ‘importante’ il periodo dei saldi. Le preferenze vanno ai capi di abbigliamento (94,1), calzature (72,8), accessori (30,7) e biancheria intima (26,4). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7) e i prodotti di pelletteria (17,5). Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto soprattutto le donne, i consumatori in età superiore ai 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. Meno ottimistiche, invece, le previsioni di Adusbef e Federconsumatori: «La situazione che abbiamo davanti è di ‘galleggiamento’, poiché non si spenderà di più, ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9,1 milioni (cioè il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro. Non ci stanchiamo di ribadire che per un aiuto a risollevare i consumi serve anche una completa liberalizzazione dei saldi». Infine, secondo il Codacons i saldi sono di fatto già iniziati in un negozio su tre: gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Maurizio Carucci RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio carucci
 
 
Il Tempo, 02/01/2016 05:01
Il 2016 parte subito con la stangata
rincari su sei tratte autostradali. record sulla torino -milano e roma -pescara biglietti aerei più pesanti di 2,5 euro. e per i pendolari in treno tariffe in crescita
• Il 2016 inizia come al solito. Sei tratte autostradali sono più care per chi le percorre dalla mezzanotte del 31 dicembre scorso. A decider loe stato il ministero delle Infrastrutture che ha accontentato solo una parte minoritaria delle richieste dei gestori delle grandi arterie. Sì perché i rincari potrebbero arrivare anche successivamente per le altre 21 tratte per le quali si e in attesa dell’ aggiornamento del Piano Economico Finanziario. Dunque per ora e solo tregua. Non così per altri settori come quello delle tariffe dei treni per i pendolari fissate dalle Regioni. In Sicilia e in Toscana la batosta e già arrivata e in molte altre sarebbero allo studio gli adeguamenti. Non solo. Da ieri sono aumentati di 2,5 euro tutti i biglietti aerei, fatta eccezione per quelli con destinazioni nazionali. L’ unica consolazione arriva dalle bollette della luce e del gas. Il calo del petrolio le ha rese più leggere almeno nella prima parte dell’ anno. AUTOSTRADE Il salasso maggiore sarà nelle tasche degli automobilisti lombardi. L’ aumento maggiore infatti interessa Satap tronco A4 (Torino -Milano) con un +6,5%. Seguono Strada dei Parchi che collega la Capitale all’ Abruzzo e che e usata come via d’ accesso anche da migliaia di pendolari verso Roma con +3,45%, e ancora Tangenziale Est Spa +2,10%. Più contenuto l’ aumento per Autostrade per l’ Italia con +1,09% che remunera, spiega una nota della società, gli investimenti effettuati. Infine Pedemontana Lombarda +1% eAtiva +0,03%.Apagare il pegno sono dunque soprattutto i lombardi: «Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia. – dice il Codacons -.Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». TRENI Nessun aumento di biglietto per chi viaggia sui treni ad Alta Velocità. Per questi infatti non sono previsti aumenti tariffari nel 2016. Ma per molti dei tre milioni di pendolari italiani ilprezzo degli spostamenti e una voce che lieviterà. Una delle regioni colpite dai rincari e la Sicilia dove il comitato dei pendolari ha già fatto notare per il 2016 un incremento medio delle tariffe ferro viarie del 7,7%. E il regalo di inizio anno, a chi si muove su rotaia, e arrivato anche in Toscana. Nella regione rossa i biglietti aumenteranno del 3,46%, saliranno dell’ 1,89% gli abbonamenti in fascia agevolata per il reddito (già scontati del 20%) e dell’ 1,96% tutti gli altri abbonamenti mensili. AEREI Anche i biglietti aerei saranno più cari. Da inizio anno si pagano 2,5 euro in più sull’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco. Lo stabilisce un decreto interministeriale Lavoro -Economia -Trasporti datato 29 ottobre, pubblicato soltanto pochi giorni fa. L’ ha introdotto la legge 291/2004, che ha istituito il Fondo di solidarietà per il trasporto aereo, meglio conosciuto come Fondo «salva Alitalia» per finanziare l’ uscita dei lavoratori dalla vecchia compagnia di bandiera.
filippo caleri
 
 
La Gazzetta dello Sport, 02/01/2016 05:01
in un negozio su tre sono iniziati prima
Partono i saldi in quattro regioni Giro d’ affari previsto da 5,4 miliardi
Consumatori scaldatevi, cominciano i saldi! I maxisconti post-natalizi partono oggi in quattro regioni, Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta, e il 5 gennaio nel resto d’ Italia, anche se secondo il Codacons sono già iniziati in un negozio su tre che li propone direttamente ai consumatori in fase di acquisto. Per Confcommercio ogni famiglia spenderà 346 euro (il 3% in più sul 2015), per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Le preferenze vanno come da tradizione ai capi di abbigliamento (94,1%), calzature (72,8%), accessori (30,7%) e biancheria intima (26,4%). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7%) e i prodotti di pelletteria (17,5%). Nel complesso aumenta significativamente la percentuale di chi si sente tutelato acquistando in saldo: dal 62,1% di gennaio 2015 al 65%.
 
 
Il Resto del Carlino, 02/01/2016 04:22
Autostrade, arriva la stangata Nel mirino c’ è tutto il Nord
subito sei percorsi più cari. ma se ne aggiungeranno altri ventuno
ROMA INIZIO d’ anno con sei tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate da Sinistra Italiana e Beppe Grillo. GLI AUMENTI potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre ventuno tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano Economico Finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, scattano da oggi, dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi: «Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia – dice il Codacons -. Proprio i cittadini della Lombardia sono quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri». «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il presidente Carlo Rienzi – Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino-Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». «SIAMO ben oltre l’ inflazione – protesta Sinistra italiana -. E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’ autostrada (dei Parchi) per lavorare». Infine, Grillo che augura «il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali».
 
 
Il Resto del Carlino, 02/01/2016 04:22
Concordia e il flop nell’ emergenza La ditta: gli ascensori erano a norma
la schindler: «generatori incompatibili? non ce ne occupiamo»
GROSSETO HANNO fornito quanto è stato loro commissionato. È in sintesi quanto ci hanno risposto da Schindler Italia quando abbiamo chiesto come sia stato possibile che gli ascensori installati sulla Costa Concordia siano risultati incompatibili con il diesel generatore di emergenza (Dge), che avrebbe dovuto alimentarli in caso di black-out. Energia di emergenza, come ormai ampiamente noto, non fornita proprio nei momenti più drammatici del naufragio del 13 gennaio 2012, quando gli ascensori non sono scesi al ponte 4, come avrebbero dovuto in base al Piano di emergenza della nave. Hanno invece funzionato a singhiozzo, come se fossero impazziti. Fino a poco tempo fa si pensava fosse dipeso dal malfunzionamento del motore di emergenza, provocato dal naufragio. Non è andata così, come hanno vergato nero su bianco, spiegandolo dopo attente prove di laboratorio sul materiale recuperato dalla nave quasi due anni dopo il naufragio, i periti Enzo Dalle Mese e Alessandro Cantelli Forti, esperti del Laboratorio nazionale sul radar e sistemi di sorveglianza (Rass) di Pisa, di cui Dalle Mese è direttore, i quali hanno rilevato che «in fase di progettazione – scrivono Dalle Mese e Cantelli Forti – c’ è stato un errore di calcolo sulla potenza energetica che gli ascensori avrebbero richiesto contemporaneamente al motore di emergenza, creando così un sovraccarico tale da mandare in tilt alcune delle utenze collegate al motore». Sinteticamente ascensori e diesel generatore di emergenza non avrebbero mai potuto «lavorare» insieme, perché incompatibili. Incompatibilità non dovuta al lavoro di Schindler, almeno secondo quanto ci ha spiegato il direttore tecnico Italia, Fausto Renolfi. Che tipo di ascensori Schindler ha consegnato alla ditta che ha costruito la Concordia? «Sulla nave in questione la nostra azienda ha installato tutti gli ascensori in accordo alle specifiche tecniche ricevute, in conformità agli standard europei e nel rispetto di quanto prescritto dal Registro navale incaricato (Rina, Ndr)». Qual è stato il compito del Rina in questo caso? «Il Registro navale è l’ ente terzo che esegue le operazioni di collaudo degli ascensori, così come di tutti gli altri impianti di bordo, certificando infine l’ idoneità della nave nel suo insieme». Ma come è possibile si sia verificata l’ incompatibilità con il diesel generatore di emergenza? «Schindler produce, installa e fa manutenzione degli ascensori. Non fornisce generatori diesel di emergenza, né si occupa del calcolo del loro dimensionamento. I dati relativi all’ assorbimento elettrico degli ascensori, necessari al costruttore della nave per eseguire il corretto dimensionamento del generatore di emergenza, vengono forniti allo stesso in fase di progettazione esecutiva della nave». Vi siete occupati anche della formazione del personale al momento della consegna degli ascensori? «La formazione al personale tecnico di bordo è stata fatta al momento della consegna degli impianti». Qualche altra precisazione? «È utile ricordare come gli ascensori non vengano utilizzati come mezzo di evacuazione nelle situazioni di emergenza; l’ alimentazione del generatore di emergenza serve per liberare eventuali persone che possano trovarsi all’ interno delle cabine degli ascensori nel momento in cui viene a mancare l’ alimentazione principale». Schindler non si è quindi occupata del calcolo sull’ assorbimento elettrico degli ascensori, ma gli sarebbe stato comunicato dal costruttore della nave, che risponde al nome di Fincantieri, secondo quanto stabilito durante la fase di progettazione esecutiva. Resta un mistero: dove è il documento non consegnato a Codacons, nonostante un pronunciamento dei giudici, che è il collaudo di ripartenza della nave dopo un black-out?
 
 
La Nazione, 02/01/2016 04:21
Autostrade, arriva la stangata Nel mirino c’ è tutto il Nord
subito sei percorsi più cari. ma se ne aggiungeranno altri ventuno
ROMA INIZIO d’ anno con sei tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate da Sinistra Italiana e Beppe Grillo. GLI AUMENTI potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre ventuno tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano Economico Finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, scattano da oggi, dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi: «Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia – dice il Codacons -. Proprio i cittadini della Lombardia sono quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri». «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il presidente Carlo Rienzi – Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino-Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». «SIAMO ben oltre l’ inflazione – protesta Sinistra italiana -. E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’ autostrada (dei Parchi) per lavorare». Infine, Grillo che augura «il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali».
 
 
Il Giorno, 02/01/2016 04:21
Autostrade, arriva la stangata Nel mirino c’ è tutto il Nord
subito sei percorsi più cari. ma se ne aggiungeranno altri ventuno
ROMA INIZIO d’ anno con sei tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate da Sinistra Italiana e Beppe Grillo. GLI AUMENTI potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre ventuno tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano Economico Finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, scattano da oggi, dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi: «Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia – dice il Codacons -. Proprio i cittadini della Lombardia sono quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri». «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il presidente Carlo Rienzi – Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino-Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». «SIAMO ben oltre l’ inflazione – protesta Sinistra italiana -. E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’ autostrada (dei Parchi) per lavorare». Infine, Grillo che augura «il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali».
 
 
Il Giorno, 02/01/2016 04:21
Concordia e il flop nell’ emergenza La ditta: gli ascensori erano a norma
la schindler: «generatori incompatibili? non ce ne occupiamo»
GROSSETO HANNO fornito quanto è stato loro commissionato. È in sintesi quanto ci hanno risposto da Schindler Italia quando abbiamo chiesto come sia stato possibile che gli ascensori installati sulla Costa Concordia siano risultati incompatibili con il diesel generatore di emergenza (Dge), che avrebbe dovuto alimentarli in caso di black-out. Energia di emergenza, come ormai ampiamente noto, non fornita proprio nei momenti più drammatici del naufragio del 13 gennaio 2012, quando gli ascensori non sono scesi al ponte 4, come avrebbero dovuto in base al Piano di emergenza della nave. Hanno invece funzionato a singhiozzo, come se fossero impazziti. Fino a poco tempo fa si pensava fosse dipeso dal malfunzionamento del motore di emergenza, provocato dal naufragio. Non è andata così, come hanno vergato nero su bianco, spiegandolo dopo attente prove di laboratorio sul materiale recuperato dalla nave quasi due anni dopo il naufragio, i periti Enzo Dalle Mese e Alessandro Cantelli Forti, esperti del Laboratorio nazionale sul radar e sistemi di sorveglianza (Rass) di Pisa, di cui Dalle Mese è direttore, i quali hanno rilevato che «in fase di progettazione – scrivono Dalle Mese e Cantelli Forti – c’ è stato un errore di calcolo sulla potenza energetica che gli ascensori avrebbero richiesto contemporaneamente al motore di emergenza, creando così un sovraccarico tale da mandare in tilt alcune delle utenze collegate al motore». Sinteticamente ascensori e diesel generatore di emergenza non avrebbero mai potuto «lavorare» insieme, perché incompatibili. Incompatibilità non dovuta al lavoro di Schindler, almeno secondo quanto ci ha spiegato il direttore tecnico Italia, Fausto Renolfi. Che tipo di ascensori Schindler ha consegnato alla ditta che ha costruito la Concordia? «Sulla nave in questione la nostra azienda ha installato tutti gli ascensori in accordo alle specifiche tecniche ricevute, in conformità agli standard europei e nel rispetto di quanto prescritto dal Registro navale incaricato (Rina, Ndr)». Qual è stato il compito del Rina in questo caso? «Il Registro navale è l’ ente terzo che esegue le operazioni di collaudo degli ascensori, così come di tutti gli altri impianti di bordo, certificando infine l’ idoneità della nave nel suo insieme». Ma come è possibile si sia verificata l’ incompatibilità con il diesel generatore di emergenza? «Schindler produce, installa e fa manutenzione degli ascensori. Non fornisce generatori diesel di emergenza, né si occupa del calcolo del loro dimensionamento. I dati relativi all’ assorbimento elettrico degli ascensori, necessari al costruttore della nave per eseguire il corretto dimensionamento del generatore di emergenza, vengono forniti allo stesso in fase di progettazione esecutiva della nave». Vi siete occupati anche della formazione del personale al momento della consegna degli ascensori? «La formazione al personale tecnico di bordo è stata fatta al momento della consegna degli impianti». Qualche altra precisazione? «È utile ricordare come gli ascensori non vengano utilizzati come mezzo di evacuazione nelle situazioni di emergenza; l’ alimentazione del generatore di emergenza serve per liberare eventuali persone che possano trovarsi all’ interno delle cabine degli ascensori nel momento in cui viene a mancare l’ alimentazione principale». Schindler non si è quindi occupata del calcolo sull’ assorbimento elettrico degli ascensori, ma gli sarebbe stato comunicato dal costruttore della nave, che risponde al nome di Fincantieri, secondo quanto stabilito durante la fase di progettazione esecutiva. Resta un mistero: dove è il documento non consegnato a Codacons, nonostante un pronunciamento dei giudici, che è il collaudo di ripartenza della nave dopo un black-out?
 
 
La Nazione, 02/01/2016 04:21
Concordia e il flop nell’ emergenza La ditta: gli ascensori erano a norma
la schindler: «generatori incompatibili? non ce ne occupiamo»
GROSSETO HANNO fornito quanto è stato loro commissionato. È in sintesi quanto ci hanno risposto da Schindler Italia quando abbiamo chiesto come sia stato possibile che gli ascensori installati sulla Costa Concordia siano risultati incompatibili con il diesel generatore di emergenza (Dge), che avrebbe dovuto alimentarli in caso di black-out. Energia di emergenza, come ormai ampiamente noto, non fornita proprio nei momenti più drammatici del naufragio del 13 gennaio 2012, quando gli ascensori non sono scesi al ponte 4, come avrebbero dovuto in base al Piano di emergenza della nave. Hanno invece funzionato a singhiozzo, come se fossero impazziti. Fino a poco tempo fa si pensava fosse dipeso dal malfunzionamento del motore di emergenza, provocato dal naufragio. Non è andata così, come hanno vergato nero su bianco, spiegandolo dopo attente prove di laboratorio sul materiale recuperato dalla nave quasi due anni dopo il naufragio, i periti Enzo Dalle Mese e Alessandro Cantelli Forti, esperti del Laboratorio nazionale sul radar e sistemi di sorveglianza (Rass) di Pisa, di cui Dalle Mese è direttore, i quali hanno rilevato che «in fase di progettazione – scrivono Dalle Mese e Cantelli Forti – c’ è stato un errore di calcolo sulla potenza energetica che gli ascensori avrebbero richiesto contemporaneamente al motore di emergenza, creando così un sovraccarico tale da mandare in tilt alcune delle utenze collegate al motore». Sinteticamente ascensori e diesel generatore di emergenza non avrebbero mai potuto «lavorare» insieme, perché incompatibili. Incompatibilità non dovuta al lavoro di Schindler, almeno secondo quanto ci ha spiegato il direttore tecnico Italia, Fausto Renolfi. Che tipo di ascensori Schindler ha consegnato alla ditta che ha costruito la Concordia? «Sulla nave in questione la nostra azienda ha installato tutti gli ascensori in accordo alle specifiche tecniche ricevute, in conformità agli standard europei e nel rispetto di quanto prescritto dal Registro navale incaricato (Rina, Ndr)». Qual è stato il compito del Rina in questo caso? «Il Registro navale è l’ ente terzo che esegue le operazioni di collaudo degli ascensori, così come di tutti gli altri impianti di bordo, certificando infine l’ idoneità della nave nel suo insieme». Ma come è possibile si sia verificata l’ incompatibilità con il diesel generatore di emergenza? «Schindler produce, installa e fa manutenzione degli ascensori. Non fornisce generatori diesel di emergenza, né si occupa del calcolo del loro dimensionamento. I dati relativi all’ assorbimento elettrico degli ascensori, necessari al costruttore della nave per eseguire il corretto dimensionamento del generatore di emergenza, vengono forniti allo stesso in fase di progettazione esecutiva della nave». Vi siete occupati anche della formazione del personale al momento della consegna degli ascensori? «La formazione al personale tecnico di bordo è stata fatta al momento della consegna degli impianti». Qualche altra precisazione? «È utile ricordare come gli ascensori non vengano utilizzati come mezzo di evacuazione nelle situazioni di emergenza; l’ alimentazione del generatore di emergenza serve per liberare eventuali persone che possano trovarsi all’ interno delle cabine degli ascensori nel momento in cui viene a mancare l’ alimentazione principale». Schindler non si è quindi occupata del calcolo sull’ assorbimento elettrico degli ascensori, ma gli sarebbe stato comunicato dal costruttore della nave, che risponde al nome di Fincantieri, secondo quanto stabilito durante la fase di progettazione esecutiva. Resta un mistero: dove è il documento non consegnato a Codacons, nonostante un pronunciamento dei giudici, che è il collaudo di ripartenza della nave dopo un black-out?
 
 
La Repubblica, 02/01/2016 04:16
dal 5 gennaio
Saldi, è conto alla rovescia “Spenderà una famiglia su 2”
Inegozianti preparano le vetrine. E i cartellini: ” -30; -40; -50%”. Pochi giorni e via ai saldi. Sei settimane di svendite a cominciare da martedì 5 gennaio, il giorno prima della Befana. Saranno i saldi della ripresa? I commercianti incrociano le dita mentre le associazioni di categoria fanno i pronostici. «Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfitterà degli sconti dicono dal Codacons – ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia».
 
 
La Repubblica (ed. Palermo), 02/01/2016 04:16
gli sconti
Da oggi via ai saldi di fine stagione il budget medio di spesa è 150 euro
Ore 9, partono i saldi invernali. Con tre giorni di anticipo per la decisione della Regione da stamattina scatta la corsa all’ affare di fine stagione. Un rito che vale mediamente 150 euro di spesa a famiglia, ma che quest’ anno è di fatto già partito da inizio dicembre con la formula delle “promozioni”, un cavillo commerciale per aggirare le rigide finestre annuali per gli sconti. E per dare il benvenuto al periodo di ribassi e grandi offerte il centro commerciale Forum propone, solo per questa sera, una “notte bianca” con i negozi aperti fino a mezzanotte. Secondo le associazioni dei consumatori quella dei palermitani sarà una corsa “moderata e cauta” a caccia del miglior rapporto qualità-prezzo. Per Codacons quasi il 40 per cento delle famiglie sfrutterà la finestra dei saldi. «Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali 2016, ma spesa stabile rispetto al 2015 – prevede Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons – Saranno acquisti mirati con budget che risentono delle spese natalizie. Ciò impedisce di approfittare dei saldi». fr.pat. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Il Secolo XIX, 02/01/2016 04:16
le associazioni dei consumatori hanno calcolato l’ aumento medio in liguria
Autostrade, +27 euro all’ anno di spesa
le tariffe di aspi crescono dell’ 1,09%, stangata sui telepass. la mappa dei rincari
ANNO che comincia, stangata che trovi. Questa volta tocca ai pedaggi della rete Autostrade per l’ Italia. Colpiscono tutte le tratte che si dipanano da Genova: verso Levante, verso Ponente, verso Serra valle e verso Ovada. In media i biglietti costeranno più cari dell’ 1,9%, ma non tutti i caselli saranno toccati. La non piacevole novità è stata comunicata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e riguarda solo sei concessionari su 27, ovvero quelli percui i ministeri competenti hanno esaminato ed approvato i piani finanziari scaduti tra il 2012 e il 2013. In Liguria gli aumenti tariffari scattano ad esempio per Autostrade per l’ Italia, ma non scatteranno né per la Torino -Savona e neppure per l’ Autostrada dei Fiori. Una notizia buona solo a metà perché è lo stesso Ministero dei Trasporti ad avvertire che gli aumenti potrebbero arrivare in un secondo momento, una volta approvato l’ aggiornamento del piano economico finanziario delle società. L’ aumento maggiore, comunque, non picchia sulla Liguria, ma sulla Satap tronco A4 (Torino -Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, sono scattati da ieri ,dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’ Economia. Le auto e le moto che viaggeranno sulla tratta GenovaAlbisola Superiore paghe ranno un pedaggio di 10 centesimi in più, passando da 3,20 euro a 3,30. Esempio: un pendolare costretto a muoversi in auto tra Genova e Albisola in un anno sborserà in più tra i 50 e i 60 euro all’ anno. Stessa storia per il tratto autostradale compreso tra Genova Est e Sestri Levante (da 3,80 a 3,90); e tra Genova Ovest e Serravalle (da 4,10 a 4,20), o Vignole Borbera (da 3,70 a 3,80) e Isola del Cantone (da 2,80 a 2,90); e infine cresce di 10 centesimi per auto e moto anche la tratta tra Genova Ovest e Ovada (da 3,70 e 3,80). Aumenti proporzionati anche per il traffico pesante, per autocarri, camion Tir. Con lo sguardo a ciò che accade non solo in Liguria, ma su tutta la rete autostradale italiana sono le associazioni dei consumatori – Codacons, Adusbef e Federconsumatori – a parlare di «ennesima stangata per le famiglie italiane», calcolata su una media di 27 euro. La penalizzazione dei costi di trasporto sarà più forte per i possessori di Telepass, più del 50% degli automobilisti. La Società Autostrade ha annunciato la “riorganizzazione” di diversi pacchetti Tele pass per i quali da ieri sono scattati gli aumenti: il costo dell’ opzione Premium raddoppierà passando dagli 0,78 euro mensili a 1,50 euro, con l’ opzione trimestrale che passerà da 2,33 euro a 4,50 euro. Non si salvano i clienti Telepass Family che, al posto dei 2,33 euro pagati fino aie ri, ora dovranno sborsarne 4,50 euro a trimestre. Sale anche la tariffa per Telepass Twin, che dai 4,13 trimestrali passerà a 6,30 euro. I clienti avranno comunque 2 mesi per recedere dal contratto.
 
 
Giornale di Sicilia, 02/01/2016 04:03
ripresa lenta. secondo l’ ufficio studi di confcommercio si investiranno tra 180 e 346 euro. la presidente di dio: «neanche gli sconti evitano la chiusura dei negozi»
Via ai saldi, ogni famiglia spenderà 250 euro
0 la caccia agli affari da oggi, in anticipo rispetto ad altre regioni: gli acquirenti aumentano ma in 5 anni la spesa si è dimezzata i consigli gli esperti: attenti ai vecchi prezzi, occhio alla qualità
Il Codacons: quasi il 40 per cento dei consumatori approfitterà dei ribassi, ma la vicinanza tra le feste natalizie e l’ inizio delle occasioni non agevola nuovi consumi. Quasi 4 imprese su 5 vorrebbero posticipare tutto. Salvo Ricco …Al via la stagione dei saldi invernali. Oggi, con tre giorni di anticipo rispetto ad altre regioni, in Sicilia si apre la caccia all’ affare. Tra i prodotti più ricercati ci sono i capi d’ abbigliamento e le calzature. Le stime indicano la tendenza al rialzo per quanto riguarda il nume rodi famiglie che acquisterà prodotti in saldo: circa il 3% in più. Ma il tetto massimo di spesa per ogni famiglia non supererà l’ importo dello scorso anno. L’ ago oscillerà tra i 180 e i 346 euro per ogni nucleo familiare. In media circa 250 euro. Dati che fanno sperare comunque in una piccola ripresa dei consumi. Di certo c’ è che in appena cinque anni la spesa, in occasione dei saldi, si è ridotta del 50%. Secondo Federconsumatori si è infatti passati dai 62 milioni del 2010 ai 33 milioni del 2015. Un crollo che ha avuto come prima conseguenza la chiusura di migliaia di negozi. Nonostante questo quinquennio devastante per l’ imprenditoria palermitana, nel 2016 si registra la tenuta del numero delle famiglie, con la tendenza al miglioramento, che rivolgeranno lo sguardo versoi saldi. Un trend che è appena comin ciato. A livello nazionale, secondo l’ ufficio studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà 346 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature ed accessori e questo rappresenterà, come detto, il 3% in più rispetto al 2015. Valore complessivo, 5,4 miliardi di euro. Aumenterà anche la percentuale dei consumatori che acquisteranno prodotti di occasione: il 55 contro il 51%. Il dato nazionale considera l’ effetto traino delle regioni del Nord e del Centro Italia. Nelle grandi città siciliane la media potrebbe essere più bassa. «Dallo scorso dicembre – dice Patrizia Di Dio, presidente provinciale di Confcommercio – c’ è stata una piccola ripresa dei consumi. Bisognerà capire se ciò è dipeso dall’ effetto della liberalizzazione delle vendite promozionali, che di fatto ha rappresentato un anticipo dei saldi. La verifica la faremo a partire da questa stagione, in cui pensiamo che la spesa media possa arrivare anche a 250 euro a famiglia. Negli ultimi cinque anni – continua la Di Dio – l’ azione della crisi ha messo in ginocchio la piccola distribuzione. Ogni anno ci sono state perdite a doppia cifra nei fatturati e nemmeno i saldi sono riusciti ad evitare le chiusure dei negozi». Da sempre i saldi rappresentano un appuntamento irrinunciabile per i consumatori, anche se negli ultimi tre anni la tecnica dello sconto alla cassa e ai clienti fidelizzati, nei periodi prima dell’ inizio della stagione ufficiale, ha di fatto eroso gran parte dell’ interesse. Se …Vietato distrarsi in tempo di saldi. Ecco i consigli delle associazioni dei consumatori. Innanzitutto niente fretta: non fermarsi mai davanti alla prima vetrina ma confrontare i prezzi e in ogni caso orientarsi verso beni o prodotti che servono veramente. Diffidare delle vetrine tappezzate dai manifesti o che reclamizzano sconti eccessivi. Fare attenzione alle etichette: quella di origine permette di risalire al produttore, quella di contenuto garantisce la composizione del prodotto, quella di manutenzione informa sulle modalità di lavaggio per evitare rischi. Occhio al cartellino del prezzo. Su ogni prodotto deve essere indicato, obbligatoriamente e in modo chiaro e leggibile, il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto. Ancora, dal 2014 i commercianti hanno l’ obbligo di accettare il pagamento con carte di credito o bancomat per cifre superiori a 30 euro. Occorre poi conservare sempre lo scontrino quale prova di acquisto: sarà prezioso in caso di merce difettosa o «non conforme». Problemi o «bufale» devono essere subito denunciati ai vigili urbani, al Comune, alle associazioni dei consumatori. (*SARI*) condo il Codacons «non ci sarà l’ impennata delle vendite durante i saldi, ma la spesa resterà stabile rispetto al 2015». L’ associazione dei consumatori ritiene che «quest’ anno quasi il 40% approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, attorno ai 140 euro a famiglia». Il Codacons sostiene ancora che «alla base della mancata ripresa delle vendite c’ è l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi». «I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega Francesco Tanasi, segretario nazionale dell’ associazione – e questo impedisce a una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi. È quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti». La discussione sulla liberalizzazione dei saldi resta ancora un nervo scoperto. Dallo studio di Confcommercio emerge che la stragrande maggioranza delle imprese del commercio è contraria alla liberalizzazione dei saldi e delle vendite promozionali. Quasi il 73% delle imprese ritiene che le promozioni libere prima dei saldi danneggerebbero le vendite del mese di dicembre. Quasi quattro imprese del commercio al dettaglio su cinque si dichiarano d’ accordo con la proposta di posticipare la data di avvio dei saldi invernali alla fine di.
 
 
Messaggero Veneto, 02/01/2016 03:52
Saldi “sottobanco” in un negozio su tre
codacons
I saldi sono di fatto già partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons. Ufficialmente la partenza dei saldi è prevista per il prossimo 5 gennaio, ma gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40 per cento, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati.
 
 
La Provincia di Sondrio, 02/01/2016 03:33
Autostrade più care Il top degli aumenti per la Torino-Milano
Inizio d’ anno con sei tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate da Sinistra italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano economico finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat, che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo, che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, sono arrivati dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e il ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricorda il Codacons, i lombardi: «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il presidente, Carlo Rienzi -. Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». «Siamo ben oltre l’ inflazione – protesta Sinistra italiana -. E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali, che utilizzano l’ autostrada (dei Parchi) per lavorare». Infine Grillo, che augura «il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali».
 
 
La Provincia di Lecco, 02/01/2016 03:33
Autostrade più care Il top degli aumenti per la Torino-Milano
Inizio d’ anno con sei tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate da Sinistra italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano economico finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat, che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo, che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, sono arrivati dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e il ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricorda il Codacons, i lombardi: «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il presidente, Carlo Rienzi -. Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». «Siamo ben oltre l’ inflazione – protesta Sinistra italiana -. E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali, che utilizzano l’ autostrada (dei Parchi) per lavorare». Infine Grillo, che augura «il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali».
 
 
La Provincia di Como, 02/01/2016 03:33
Autostrade più care Il top degli aumenti per la Torino-Milano
Inizio d’ anno con sei tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate da Sinistra italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano economico finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat, che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo, che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, sono arrivati dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e il ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricorda il Codacons, i lombardi: «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il presidente, Carlo Rienzi -. Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». «Siamo ben oltre l’ inflazione – protesta Sinistra italiana -. E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali, che utilizzano l’ autostrada (dei Parchi) per lavorare». Infine Grillo, che augura «il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali».
 
 
La Gazzetta del Mezzogiorno, 02/01/2016 03:31
Da oggi saldi in 4 regioni (c’ è anche la Basilicata)
da martedì in tutt’ italia. la spesa familiare sarà di 346 euro
• ROMA. Saldi si parte: oggi inizieranno infatti in 4 regioni (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Ao sta) e dal 5 gennaio in tutte le altre Regioni italiane. Per Confcommercio il giro d’ affari complessivo sarà di 5,4 miliardi. Molto più basso invece secondo i consumatori che vedono ancora una stagione di «galleggiamento» per i consumi. Secondo le stime dell’ Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà 346 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature ed accessori (il 3% in più rispetto all’ anno scorso), per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Aumenterà anche la percentuale dei consumatori che acquisteranno prodotti in occasione: il 55% contro il 51% del gennaio 2015. Secondo il consueto sondaggio sui saldi realizzato da Confcommercio e Format Research, è in crescita la percentuale degli italiani che considera «importante» il periodo dei saldi. Le preferenze vanno come da tradizione ai capi di abbigliamento (94,1%), calzature (72,8%), accessori (30,7%) e biancheria intima (26,4%). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7%) e i prodotti di pelletteria (17,5%). Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto soprattutto le donne, i consumatori in età superiore ai 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. Gli italiani, sottolinea l’ associazione dei commer cianti, stanno ricominciando a dare maggiore importanza alla qualità dei prodotti rispetto al prezzo. Aumenta significativamente la percentuale dei consumatori che si sentono tutelati acquistando a saldo (sale dal 62,1% dei saldi di gennaio 2015 al 65%), mentre scende lievemente la percentuale dei consumatori che ritiene che acquistare presso i siti internet sia più conveniente piuttosto che non l’ acquisto nei punti di vendita tradizionali. Meno ottimistiche le stime di Adusbef e Federconsumatori: «La situazione che abbiamo davanti è di “g alle ggiamento”, poichè non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (cioè il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro. Non ci stanchiamo di ribadire – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – che per un aiuto a risollevare i consumi serve anche una completa liberalizzazione dei saldi. Dover aspettare i primi giorni di gennaio non ha alcun senso, visto che nessuno effettuerà acquisti proprio in attesa delle date in cui verranno avviati gli sconti». Infine secondo il Codacons i saldi sono di fatto già iniziati in un negozio su tre.
 
 
L’Eco di Bergamo, 02/01/2016 03:26
Autostrade più care Il top degli aumenti per la Torino-Milano
Inizio d’ anno con sei tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate da Sinistra italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano economico finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat, che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo, che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, sono arrivati dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e il ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricorda il Codacons, i lombardi: «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il presidente, Carlo Rienzi -. Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». «Siamo ben oltre l’ inflazione – protesta Sinistra italiana -. E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali, che utilizzano l’ autostrada (dei Parchi) per lavorare». Infine Grillo, che augura «il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali».
 
 
Il Sole 24 Ore (Plus), 02/01/2016 03:01
Con 150 mila copie da distribuire la comunicazione è ai primi passi
Tiratura 150mila copie, disponibilità negli sportelli e online in versione digitale. La produzione congiunta Abi-Associazioni dei consumatori-Febaf (Federazione assicurazioni e finanza) e Feduf (Fondazione per l’ educazione finanziaria) sarà solo il primo passaggio di una campagna di informazione che ogni banca potrà modellare con suoi criteri e far propria come momento importante di comunicazione con i propri clienti. Il periodo non è dei più facili perchè il rapporto di fiducia fra banche e risparmiatori ha subito i contraccolpi di quattro dissesti locali, diventati caso nazionale e con ripercussioni politiche e giudiziarie. Il testo della brochure è di 10 pagine con una grafica semplice e un linguaggio accessibile, niente di rivoluzionario se non la garanzia di un’ approvazione piena da parte di dodici associazioni di consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Unc) che non rappresentano la totalità delle sigle attive (non ci sono ad esempio Federconsumatori e Adusbef). Sono pur sempre garanti di un lavoro di corretta informazione al cliente. In alcuni passaggi l’ informazione è sufficientemente chiara per togliere di mezzo dubbi riaffiorato nei recenti casi di Etruria e delle altre tre banche. Ad esempio a pagina 10 la domanda è esplicita: «Il bail-in si può applicare a strumenti sottoscritti prima del 1 gennaio 2016?». Così come la risposta: «Sì in caso di crisi di una banca, il bail-in si può applicare anche agli strumenti finanziari già in possesso dei clienti prima di tale data». Quindi l’ eventuale coinvolgimento è su tutti i bond, compresi quelli per i quali la rischiosità è aumentata proprio a causa dell’ introduzione della Direttiva europea. L’ introduzione da ieri del nuovo meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie per il momento è poco presente sui siti degli istituti, probabilmente per il timore che comunicazioni vistose possano mettere agitazione in una clientela che sta seguendo le sorti degli azionisti e obbligazionisti delle quattro banche andate in “risoluzione”. È andato avanti il lavoro di formazione del personale a contatto con la clientela e in qualche caso dei call center di supporto informativo. Le strade praticabili sono molte altre: comunicazioni (meglio se in fogli separati) nell’ estratto conto, informazioni nei punti di prelievo automatico del denaro, incontri con la clientela e in tutte le occasioni di colloquio con depositanti e investitori privati. – P.Zu. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Il Sole 24 Ore, 02/01/2016 03:01
consumi. da oggi le vendite scontate in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta), dal 5 nel resto d’ italia
Ai saldi acquisti oltre i 5 miliardi
privilegiati abbigliamento e scarpe: la spesa media per famiglia sarà di 346 euro
Vestiti e scarpe, innanzitutto. Poi gli accessori, la biancheria intima, gli articoli sportivi. Durante i saldi, gli italiani che faranno acquisti nei negozi punteranno soprattutto su questi prodotti, con un budget familiare di 346 euro. La spesa spesa complessiva raggiungerà 5,4 miliardi di euro. Gli sconti cominciano oggi in quattro regioni, Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta, ma il grande avvio è previsto per il 5 gennaio quando in tutta Italia e in tutte le grandi città, i negozianti taglieranno in maniera consistente i prezzi della loro merce. Per il 2016 le stime dell’ ufficio studi di Confcommercio «prevedono una crescita media del 3%», dice Renato Borghi, presidente di Federazione moda Italia-Confcommercio, ma questo non risolleverà le finanze dei commercianti perché «i saldi sono occasioni importanti per i consumatori a caccia dell’ affare», ma per gli operatori servono «più per dare continuità a quei piccoli – quasi impercettibili – segnali di ripresa, che per le loro casse. Con questo tipo di vendita, aumentano i ricavi, ma diminuiscono i margini». A guardare la situazione dal punto di vista delle imprese del commercio, piccole o grandi che siano, questi saldi non sono solo l’ occasione per fare un po’ di finanza e svuotare i magazzini, ma anche per chiedere cambiamenti, in linea con i fatti. I fatti sono, per esempio, i siti di commercio on line, con promozioni in qualsiasi momento dell’ anno, che hanno cambiato le abitudini di acquisto. O il meteo, che non necessariamente fa coincidere il clima freddo con l’ autunno e l’ inizio dell’ inverno quando i prezzi sono pieni. Quest’ anno, l’ autunno e l’ inizio dell’ inverno sono stati particolarmente miti e i negozi sono pieni di capi pesanti. «Anche per questo siamo sempre più determinati a chiedere lo spostamento dei prossimi saldi ad effettiva fine stagione, almeno a fine gennaio, scelta confermata da circa l’ 80% delle aziende del settore», spiega Borghi. Su date e promozioni, però, le associazioni del commercio hanno posizioni diverse. Confcommercio dice che un’ indagine tra le imprese rivela che il 63,1% è contraria alla liberalizzazione dei saldi tutto l’ anno, così come alla liberalizzazione delle promozioni, anche prima dei saldi, da cui si sentirebbe danneggiata il 73%. Federdistribuzione (si veda l’ intervista accanto) ha un’ altra posizione, guarda ai siti di commercio on line dove le promozioni trovano spazio 365 giorni all’ anno e sostiene la necessità di liberalizzarle, così come la necessità di cavalcare l’ effetto marketing per il turismo che i saldi hanno all’ inizio di gennaio. Programmandoli a fine mese si lascerebbero tutti i turisti mondiali dei saldi a Londra, Parigi, Barcellona, Berlino. Perdendo una fetta importante dei budget delle famiglie straniere. Senza dire poi dei siti di commercio on line. Nel 2016 sono un po’ di più gli italiani che hanno detto di voler fare acquisti durante i saldi: il 55% contro il 51% del 2015. Si può parlare di grande attesa per il 42%, ma gli italiani che aspettano i ribassi per comprare sono in diminuzione, segno forse della crisi lasciata alle spalle, secondo la lettura di Confcommercio. O del fatto che, nonostante le regole siano ufficialmente diverse, le promozioni ci sono tutto l’ anno – una nota del Codacons sostiene che i saldi sono già partiti in un negozio su 3 – e quindi le persone non aspettano più i saldi per i grandi acquisti, come facevano un tempo, e non comprano esclusivamente nei negozi ma anche on line, secondo la lettura di Federdistribuzione. Chi aspetta i saldi, sono soprattutto le donne, gli over 45, i residenti nelle gradi città e al sud e le famiglie (per Adusbef il 38% delle famiglie aspetta i saldi). Gli sconti ci saranno, ma i prezzi non saranno stracciati. Ben oltre la metà dei negozi (il 56,8%) proporranno sconti al di sotto del 30%. Le aspettative delle imprese, secondo Confcommercio, son di un rialzo delle vendite scontate sul totale annuale. L’ auspicio, per tutti, è che nel 2016 ci si possa davvero lasciare alle spalle i sette anni di recessione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
cristina casadei
 
 
Il Giornale, 02/01/2016 03:00
Autostrade, lombardi tartassati dai rincari
pedaggi in aumento in 6 tratte: +6,5% sulla torino -milano
Inizio d’ anno con 6 tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate ieri da Sinistra Italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero interessare, ma solo in una fase successa, anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano Economico Finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, sono scattati ieri, dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi: «Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia. – dice il Codacons – Proprio i cittadini della Lombardia sono quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri». «Come avevamo previsto, i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino-Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». «Siamo ben oltre l’ inflazione – protesta Sininstra italiana – E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’ autostrada (dei Parchi) per lavorare». Infine Grillo che augura «il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali»
 
 
Corriere dell’Umbria, 02/01/2016 02:56
Il regalo di Capodanno delle autostrade: aumentati i pedaggi
AROMA Dal 1 gennaio 2016 sono entrati in vigore gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale. Sono stati firmati il 31 dicembre, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministro dell’ Econo mia e delle Finanze. A renderlo noto è stato il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Gli adeguamenti riguardanoinizialmente Ativa (0,03%), Autostrade per l’ Italia (1,09%), Satap Tronco A4 (6,50%), Strada dei Parchi (3,45%),Teem (2,10%) e Pedemontana Lombarda (1%). Secondo quanto comunicato dallo stesso ministero, l’ aumento medio attualmente riconosciuto, calcolato sui veicoli -km che si prevede saranno percorsi sull’ intera rete autostradale nel 2016, risulta pari allo 0,86%. Non è dello stesso parere il Codacons: «Gli incrementi decisi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, si tratta di «una vera e propria stangata per gli automobilisti» e soprattutto per quelli della Lombardia. B.
 
 
L’Unità, 02/01/2016 02:45
Pedaggi, in Lombardia è un salasso
● con il 2016 rincari in 6 tratte autostradali torino -milano +6,5%, in abruzzo +3,45% ● codacons: per i lombardi 27 euro in più all’ anno federconsumatori: aumenti più alti dell’ inflazione
Bianca Di Giovanni Il nuovo anno porta cattive notizie per gli automobilisti. Non solo è entrato in vigore il nuovo «Autovelox occhiuto» previsto dalla legge di Stabilità, che verificherà anche online l’ Rc auto. Ma per i pendolari lombardi e abruzzesi il 2016 peserà molto. Sei concessionari autostradali, infatti, hanno fatto scattare già da ieri gli aumenti dei pedaggi. Il rincaro medio è pari allo 0,86%, ma i «picchi» sono molto sostanziosi. A guidare la classifica è tronco della A4 Torino -Milano, gestito dalla Satap, con +6,5%. Segue l’ Autostrada dei Parchi, che collega Roma con l’ Aquila e Pescara, che ha deliberato un aumento del 3,45%. La milanese Tangenziale Est spa aumenta di poco più del 2%, in coda Autostrade per l’ Italia con +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Il ministero dell’ economia fa sapere che per tutte le società che stanno aggiornando il piano economico e finanziario gli aumenti tariffari sono stati congelati. Come dire: il salasso è stato contenuto. Le 21 società che hanno «sospeso» l’ adeguamento, faranno scattare i loro listini non appena i loro piani saranno approvati. Intanto, per le famiglie che utilizzano giornalmente i tratti già diventati più cari la «media del pollo» non funziona: sui loro bilanci il salasso si sente già in queste ore. A fare i conti sui bilanci familiari è stato il Codacons, che parla di «una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia, che subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri. Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino -Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». Il caro -tariffe riaccende la polemica sulle concessioni autostradali e sulla regolamentazione delle tariffe, che ha tenuto banco l’ estate scorsa a seguito delle proroghe concesse senza per periodi molto lunghi. All’ Aiscat che si lamenta per il congelamento degli aumenti, replicano da Sinistra italiana. «Siamo ben oltre l’ inflazione – si legge in un a nota – E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’ autostrada (dei Parchi) per lavorare». Mentre Beppe Grillo dals uo blog augura «buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali». La «questione» concessioni è aperta da anni nel nostro Paese. In opccasione dell’ indagine conoscitiva in materia di concessioni autostradali avviata dalla commissione Ambiente di Montecitorio, la Banca d’ Italia ha rivelato che i ricavi totali da pedaggi rapportati ai chilometri di autostrada su cui vengono incassati in Italia sono tra i più alti d’ Europa assieme a quelli francesi, con oltre 800mila euro per chilometro di autostrada incassati dai concessionari. In particolare, ogni anno un chilometro a pedaggio genera ricavi medi per oltre un milion e e 100mila euro, di cui 300 mila sono destinati allo Stato e 850mila alle concessionarie. Ma Bankitalia dice anche di più. «Negli ultimi venti anni – si legge nella relazione del capo servizio di struttura economica Paolo Sesti to – i riocavi delle concessionarie sono più che raddoppiati, passando da 2,5 miliardi di euro nel 1993 a oltre 6,5 miliardi nel 2012. Tale crescita è prevalentemente da attribuire alla dinamica delle tariffe unitarie, cresciute più della dinamica dei prezzi». Un altro elemento sottolineato da Bankitalia, e ripreso da uno stuidio dell’ autorità di vigilanza suio contratti pubblici su 8 concessioni, è «la sistematica sottovalutazione dei volumi di traffico e conseguente sovradimensionamento delle tariffe unitarie». Questo meccanismo di sottovalutazione del traffico aveva indotto le otto società esaminate a ridimensionare gli investimenti per la manutenzione. Insomma, un sistema perverso, tutto a scapito dei consumatori, che continuano a sborsare cifre onerose anche oggi che gli investimenti iniziali sono stati tutti ammortizzati da oltre un ventennio. Sono molti i nodi da sciogliere per uscire da questa trappola. «Si continua a non distinguere – scrive ancora Bankitalia – tra investimenti imposti dal regolatore e da remunerarsi in tariffa in quanto non redditizi, e investimenti decisi dai concessionari perché ritenuti convenienti, che dovrebbero aumentare il traffico e quindi i ricavi». Ma il vero punto da affrontare riguarda le regole. Gare trasparenti e una autorità di vigilanza che indichi direttive semplici: questo servirebbe a superare la giungla legislativa di oggi.
bianca di giovanni
 
 
L’Arena, 02/01/2016 02:34
consumi. un giro d’ affari per oltre 5,4 miliardi
Saldi già inaugurati in quattro regioni Negozianti ottimisti
ROMASaldi si parte: sono iniziati ieri in quattro regioni (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) e dal 5 gennaio in tutte le altre Regioni italiane. Per Confcommercio il giro d’ affari complessivo sarà di 5,4 miliardi. Molto più basso per i consumatori, che vedono una stagione di «galleggiamento» per i consumi. Secondo le stime dell’ Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà 346 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature e accessori (il 3% in più rispetto all’ anno scorso), per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Aumenterà anche la percentuale dei consumatori coinvolti: il 55% contro il 51% del gennaio 2015. Secondo il sondaggio realizzato da Confcommercio, è in crescita la percentuale degli italiani che considera «importante» il periodo dei saldi. Le preferenze vanno ai capi di abbigliamento (94,1), calzature (72,8), accessori (30,7) e biancheria intima (26,4). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7) e i prodotti di pelletteria (17,5). Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto le donne, i consumatori oltre i 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. Ma gli italiani, sottolinea Confcommercio, stanno ricominciando a dare maggiore importanza alla qualità che al prezzo. E scende un poco la percentuale di chi crede più conveniente acquistare su Internet. Adusbef e Federconsumatori calcolano in 9 milioni e 100 mila (cioè il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro. I due presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti tornano a chiedere una completa liberalizzazione dei saldi. Infine secondo il Codacons i saldi sono di fatto già iniziati in un negozio su tre: gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati.o.
 
 
Il Giornale Di Vicenza, 02/01/2016 02:34
pedaggi. la novità riguarda per ora sei tronchi, ma potrebbe allargarsi a tutti gli altri. lombardia la più penalizzata
Autostrade, rincarano le tariffe I consumatori: «Una stangata»
ROMAInizio d’ anno con sei tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti è stata comunicata dal ministero dei Trasporti e ha creato uno strascico di polemiche rinfocolate da Sinistra Italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre 21 tratte nazionali per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del piano economico e finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a sei società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono la Strada dei Parchi chhe collega Roma all’ Abruzzo +3,45%, la Tangenziale Est di Milano +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero sono scattati dal primo gennaio dopo che sono stati firmati i vari decreti interministeriali tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi. Attacca il Codacons: «Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia che saranno quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri». Sottolinea poi il presidente Codacons Carlo Rienzi: «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 e gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino-Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». Polemiche anche dal fronte politico. Protesta Sinistra Italiana: «Siamo ben oltre l’ inflazione e così succede da anni, con la complicità di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’ autostrada dei Parchi per lavorare». E anche Grillo commenta con sarcasmo: «Arriva il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali».o.
 
 
Il Giornale Di Vicenza, 02/01/2016 02:34
consumi. un giro d’ affari per oltre 5,4 miliardi
Saldi già inaugurati in quattro regioni Negozianti ottimisti
ROMASaldi si parte: sono iniziati ieri in quattro regioni (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) e dal 5 gennaio in tutte le altre Regioni italiane. Per Confcommercio il giro d’ affari complessivo sarà di 5,4 miliardi. Molto più basso per i consumatori, che vedono una stagione di «galleggiamento» per i consumi. Secondo le stime dell’ Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà 346 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature e accessori (il 3% in più rispetto all’ anno scorso), per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Aumenterà anche la percentuale dei consumatori coinvolti: il 55% contro il 51% del gennaio 2015. Secondo il sondaggio realizzato da Confcommercio, è in crescita la percentuale degli italiani che considera «importante» il periodo dei saldi. Le preferenze vanno ai capi di abbigliamento (94,1), calzature (72,8), accessori (30,7) e biancheria intima (26,4). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7) e i prodotti di pelletteria (17,5). Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto le donne, i consumatori oltre i 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. Ma gli italiani, sottolinea Confcommercio, stanno ricominciando a dare maggiore importanza alla qualità che al prezzo. E scende un poco la percentuale di chi crede più conveniente acquistare su Internet. Adusbef e Federconsumatori calcolano in 9 milioni e 100 mila (cioè il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro. I due presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti tornano a chiedere una completa liberalizzazione dei saldi. Infine secondo il Codacons i saldi sono di fatto già iniziati in un negozio su tre: gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati.o.
 
 
Brescia Oggi, 02/01/2016 02:33
pedaggi. la novità riguarda per ora sei tronchi, ma potrebbe allargarsi a tutti gli altri. lombardia la più penalizzata
Autostrade, rincarano le tariffe I consumatori: «Una stangata»
ROMAInizio d’ anno con sei tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti è stata comunicata dal ministero dei Trasporti e ha creato uno strascico di polemiche rinfocolate da Sinistra Italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre 21 tratte nazionali per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del piano economico e finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a sei società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono la Strada dei Parchi chhe collega Roma all’ Abruzzo +3,45%, la Tangenziale Est di Milano +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero sono scattati dal primo gennaio dopo che sono stati firmati i vari decreti interministeriali tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi. Attacca il Codacons: «Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia che saranno quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri». Sottolinea poi il presidente Codacons Carlo Rienzi: «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 e gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino-Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». Polemiche anche dal fronte politico. Protesta Sinistra Italiana: «Siamo ben oltre l’ inflazione e così succede da anni, con la complicità di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’ autostrada dei Parchi per lavorare». E anche Grillo commenta con sarcasmo: «Arriva il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali».o.
 
 
Brescia Oggi, 02/01/2016 02:33
consumi. un giro d’ affari per oltre 5,4 miliardi
Saldi già inaugurati in quattro regioni Negozianti ottimisti
ROMASaldi si parte: sono iniziati ieri in quattro regioni (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) e dal 5 gennaio in tutte le altre Regioni italiane. Per Confcommercio il giro d’ affari complessivo sarà di 5,4 miliardi. Molto più basso per i consumatori, che vedono una stagione di «galleggiamento» per i consumi. Secondo le stime dell’ Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà 346 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature e accessori (il 3% in più rispetto all’ anno scorso), per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Aumenterà anche la percentuale dei consumatori coinvolti: il 55% contro il 51% del gennaio 2015. Secondo il sondaggio realizzato da Confcommercio, è in crescita la percentuale degli italiani che considera «importante» il periodo dei saldi. Le preferenze vanno ai capi di abbigliamento (94,1), calzature (72,8), accessori (30,7) e biancheria intima (26,4). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7) e i prodotti di pelletteria (17,5). Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto le donne, i consumatori oltre i 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. Ma gli italiani, sottolinea Confcommercio, stanno ricominciando a dare maggiore importanza alla qualità che al prezzo. E scende un poco la percentuale di chi crede più conveniente acquistare su Internet. Adusbef e Federconsumatori calcolano in 9 milioni e 100 mila (cioè il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro. I due presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti tornano a chiedere una completa liberalizzazione dei saldi. Infine secondo il Codacons i saldi sono di fatto già iniziati in un negozio su tre: gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati.o.
 
 
L’Arena, 02/01/2016 02:33
pedaggi. la novità riguarda per ora sei tronchi, ma potrebbe allargarsi a tutti gli altri. lombardia la più penalizzata
Autostrade, rincarano le tariffe I consumatori: «Una stangata»
ROMAInizio d’ anno con sei tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti è stata comunicata dal ministero dei Trasporti e ha creato uno strascico di polemiche rinfocolate da Sinistra Italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre 21 tratte nazionali per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del piano economico e finanziario. Protesta intanto l’ Aiscat che spiega: «Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a sei società su 27». L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono la Strada dei Parchi chhe collega Roma all’ Abruzzo +3,45%, la Tangenziale Est di Milano +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero sono scattati dal primo gennaio dopo che sono stati firmati i vari decreti interministeriali tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi. Attacca il Codacons: «Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia che saranno quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri». Sottolinea poi il presidente Codacons Carlo Rienzi: «Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 e gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua». Adusbef e Federconsumatori rincarano: «Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino-Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato». Polemiche anche dal fronte politico. Protesta Sinistra Italiana: «Siamo ben oltre l’ inflazione e così succede da anni, con la complicità di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’ autostrada dei Parchi per lavorare». E anche Grillo commenta con sarcasmo: «Arriva il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali».o.
 
 
Libero, 02/01/2016 00:46
Luce, gas, auto, treni, aerei Tutti gli aumenti del 2016
ATTILIO BARBIERI In attesa di capire se e come le tasse caleranno davvero, a cominciare da quelle sulla casa, le famiglie italiane cominciano a fare i conti e scoprono che per ora più che risparmi soltanto teorici, possono contabilizzare diversi aggravi di spesa. La Tasi sparirà, ma soltanto sulle prime case che non vengano considerate «di lusso». Giudizio da sospendere, in attesa di capire fino in fondo come verrà declinata la classificazione degli immobili ai fini fiscali. Anche il risparmio sul canone Rai, limato da 113 a 100 euro e spalmato nella bolletta della luce, rischia di trasformarsi in un boomerang. Il rischio è che i gestori siano tentati di scaricare sulle utenze gli extracosti legati al loro nuovo ruolo di sostituti d’ imposta. Le bollette sono così poco trasparenti da facilitare il compito alle utility che volessero occultare il trasferimento degli oneri aggiuntivi in capo alla clientela. LA BEFFA DELLA LUCE La beffa sulle utenze si è già in parte verificata. Lunedì scorso l’ Autorità per l’ energia ha annunciato che a partire dal 1° gennaio 2016 scatterà un doppio calo: -1,2% sull’ elettricità e -3,3% sul gas. Ritocchi che comporteranno, scrive l’ Authority nel comunicato, «risparmi complessivi nei 12 mesi per quasi 60 euro». In realtà, secondo il Codacons, gli eventuali benefici innescati dall’ ultima decisione dell’ Authority saranno azzerati dal nuovo sistema di calcolo tariffario entrato in vigore proprio ieri. «Il nuovo sistema di fatturazione dell’ elettricità premierà chi consuma più energia, a discapito delle famiglie che finora avevano goduto di agevolazioni, e determinerà rincari in bolletta per il 75% dei nuclei familiari», spiega il presidente dell’ associazione consumeristica Carlo Rienzi, «e questo significa che se da un lato la riduzione delle tariffe comporterà un risparmio medio pari a 60 euro annui, dall’ altro la nuova fatturazione porterà un aggravio di spesa di circa 100 euro sempre su base annua per il 75% degli utenti italiani». Dunque, alla fine, l’ energia elettrica ci costerà più cara. Senza dimenticare che la vera mazzata è comunque attesa per il 2018, quando il 75% delle famiglie italiane dovrà abbandonare il servizio a maggior tutela con tariffe normate dall’ Authority per passare al libero mercato. E da quanto si è visto finora il rischio rincari sarà alto. Anzi: altissimo. PEDAGGI SALATI Quanti viaggiano in auto faranno bene a mettere in conto, poi, i rincari delle tariffe autostradali entrati in vigore il primo giorno dell’ anno. L’ aumento maggiore riguarda il tronco Torino-Milano della A4 dove i pedaggi sono cresciuti del 6,4%. Seguono l’ autostrada dei Parchi con un aumento del 3,45%, la tangenziale Est di Milano col +2,10%. Viaggiare sulla rete di Autostrade per l’ Italia, di gran lunga la più estesa della Penisola, costerà invece l’ 1,09% in più. Poco meno (+1%) l’ aumento applicato dalla Pedemontana Lombarda. E c’ è da scommettere che questa raffica di «adeguamenti tariffari», possa avere un impatto diretto sui costi delle merci, trasportate per oltre l’ 80% sui gomma. Costi che si scaricheranno sui committenti. Ma da qui a fine anno la lista delle tariffe più salate potrebbe allungarsi. Il ministero dei Trasporti, ha infatti «congelato» gli aumenti per le società con il piano finanziario in fase di aggiornamento. Qualora la procedura fosse completata arriverà il disco verde per altri ritocchi. Intanto a carico di quanti viaggiano in autostrada si è scaricato anche il ritocco del canone per il Telepass Premium, salito da 78 centesimi a 1,5 euro al mese. Brutte notizie anche per i pendolari che viaggiano in treno. In Sicilia ci sarà un incremento medio sul costo dei biglietti pari al 7,7%, in Toscana del 3,4%. AEREI PIÙ CARI Ma se chi viaggia in auto o in treno dovrà contabilizzare dei costi aggiuntivi, non andrà meglio a quanti scelgono il mezzi di trasporto più veloce. Mentre parecchi Paesi pensano di eliminare le tasse aeroportuali, da noi si verificherà l’ esatto contrario. In virtù di un ritocco all’ Addizionale comunale sui diritti d’ imbarco dei passeggeri, la tassa aeroportuale crescerà di 2,5 euro, salendo in tutto a 9. Ad eccezione degli scali romani di Fiumicino e Ciampino, dove ne serviranno addirittura 10. Così l’ Italia sarà uno dei pochi Paesi al mondo in cui i biglietti aerei anziché diminuire cresceranno. In barba alle rilevazioni della Iata, l’ organizzazione che riunisce la compagnie dei cinque continenti, secondo la quale dal 1995 il costo dei biglietti aerei è sceso costantemente, calando del 61% in vent’ anni. Difficile stimare con precisione quanto possano incidere questi extracosti sulla famiglia media. Come sempre, in questi casi, l’ effetto combinato di ritocchi che si stratificano uno sull’ altro produce però effetti non trascurabili sui conti correnti di milioni di italiani. Provare per credere.L’ Authority annuncia cali in bolletta, ma coi nuovi sistemi di calcolo il 75% delle famiglie pagherà 100 euro in più. Da Torino a Milano, pedaggi su del 6,4%. Più tasse per chi volaLuce, gas, auto, treni, aerei Tutti gli aumenti del 2016.
attilio barbieri
 
 
La Stampa, 02/01/2016 00:31
Autostrade, raffica di rincari Record per la Torino-Milano
i consumatori: andrà anche peggio, altre concessionarie chiedono aumenti l’ aiscat: siamo 27 operatori, solo 6 hanno visto premiati i loro investimenti
Il 2016 comincia con una raffica di rincari in autostrada, in media un +0,83% per i pedaggi e un picco del +6,50% sulla Torino-Milano, che sembra uno sproposito in questo periodo di inflazione zero. Secondo il governo gli aumenti sono il giusto compenso (anzi, il compenso automatico) dei capitali che le società concessionarie hanno investito nella rete, mentre le associazioni dei consumatori parlano di stangata sugli automobilisti e di regalo alle compagnie. Ma parecchie società si risentono per avere ottenuto poco o nulla e qualcuna preannuncia azioni di tutela presso il Tar (così la Ativa, che gestisce la A5 Torino-Ivrea-Valle d’ Aosta: a fronte di investimenti per 14 milioni di euro si è vista riconoscere un aumento dei pedaggi di appena lo 0,03%). Per adesso i rincari riguardano solo sei compagnie ma il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti potrà concedere altri aumenti dopo aver esaminato i piani di investimento di tutte le altre società. Protesta l’ Aiscat, l’ associazione degli operatori: «Ancora una volta all’ impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto un analogo impegno da parte del governo, che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27». Il rincaro maggiore interessa la Satap sul tronco della A4 Torino-Milano con il +6,5%. Attenzione: sull’ altra autostrada gestita dalla Satap, cioè la A21 Torino-Piacenza, per adesso le tariffe restano uguali. Nella classifica dei rincari seguono la Strada dei Parchi (cioè la A24 Roma-L’ Aquila-Teramo) con un +3,45%, la Tangenziale Est di Milano con un +2,10%, poi il gigante Autostrade per l’ Italia (a cui fa capo gran parte della rete nazionale) con il +1,09%, la nuova Pedemontana Lombarda (+1%) e infine la già citata Ativa con un +0,03%. Restano in sospeso gli adeguamenti dell’ anno scorso: nel passaggio fra il 2014 e il 2015 il governo aveva riconosciuto un +1,50% a una quindicina di compagnie (ridotto a +1,46% nel caso di Autostrade per l’ Italia), ma per alcune si trattava solo di una prima quota, in attesa di un conguaglio che finora non c’ è stato. E un piccolo lotto di compagnie non si è visto riconoscere niente né per il 2015 né per il 2016. Il governo fa notare che gli aumenti come si configurano al momento equivalgono a una frenata: nel 2015 il rincaro medio fu dell’ 1,32% mentre quest’ anno è dello 0,86%. Ma si tratta sempre di spese in più. Il Codacons calcola che «gli aumenti del 2016 determineranno una maggiore spesa di 27 euro annui a famiglia per la voce pedaggi». Attaccano Adusbef e Federconsumatori: «Questo è solo un assaggio, visto che per molte società i rincari sono solo rinviati». All’ aumento dei pedaggi va aggiunto il raddoppio del canone base del Telepass da 78 centesimi a 1,50 euro mensili (in cambio gli automobilisti riceveranno il soccorso non solo in autostrada, ma anche sulle strade ordinarie). E nel 2016 si prevede un’ inversione di tendenza per i prezzi della benzina e del gasolio auto, perché il petrolio è atteso a un rimbalzo e i carburanti si adegueranno. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
luigi grassia
 
 
Msn, 02/01/2016 21:32
Treni, raffica di rincari sull’alta velocità
Treni, raffica di rincari sull’alta velocità Morte in sala parto: la Lorenzin invia gli ispettori in tre ospedali © Fornito da La Stampa Calano le tasse sulla casa ma gli italiani dovranno comunque mettere mano pesantemente al portafogli per gli spostamenti. Tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. AUTO Una vera e propria «stangata», che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento 6 tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il “record” della Torino-Milano che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. TRENI Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle Frecce di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano «solo le Frecce» (rosse, argento e bianche), assicura l’azienda, e solo per il `biglietto base´, cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’Alta velocità . AEREI A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’aumento di due euro e mezzo dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. «L’odioso balzello», spiega il Codacons, sale così «a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Portando la “stangata” sui trasporti a oltre «1,4 miliardi di euro», che salgono a 2,4 considerando anche le ricadute indirette secondo Adusbef e Federconsumatori, che calcolano una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Per un totale a famiglia di 104 euro. ALTRO SU MSN:Â.
 
 
prealpina.it, 02/01/2016 20:59
Trasporti, aumenti e polemiche
tra capodanno e fine gennaio stangata su autostrade, treni e aerei: salva l’ autolaghi, rincara la pedemontana
Stangata trasporti d’ inizio anno, Autolaghi “salva”, beffa per Pedemontana. Aspettando gli aumenti dei biglietti ferroviari che scatteranno a fine mese. E senza dimenticare il “balzello” per i viaggiatori aerei (aumento sulla tassa comunale di sbarco che, ironia della sorta, non andrà però a beneficio dei Comuni) che colpisce pesantemente Malpensa. «Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie oltre 1,4 miliardi di euro in più». È la denuncia del Codacons . E, dato nazionale a parte, a fare specie, sul piano locale, è sicuramente il caso di Pedemontana , da mesi al centro delle polemiche per tariffe decisamente superiori alle medie e ora per di più colpita dalla “stangata di Capodanno” che, ad esempio, fa crescere di un centesimo il pedaggio della Tangenziale di Varese . «A tutti quelli che protestano (giustamente) contro l’ aumento del pedaggio – taglia corto però il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni – consiglio caldamente di rivolgersi al governo Renzi e al suo partito, che un mese fa hanno bocciato il nostro emendamento che rendeva gratuite le tangenziali e la Pedemontana». Quanto a Trenord , gli aumenti scatteranno a febbraio e interesseranno sia i biglietti singoli sia gli abbonamenti (per i mensili già dal 22 gennaio si pagherà con le nuove tariffe). Anche se, per effetto dell’ arrotondamento, molti pendolari si salveranno, come del resto avvenuto con l’ Autolaghi (immutati, ad esempio, i costi sulla tratta Milano-Varese di Trenord sia del biglietto singolo, 5,50 euro, che del “mensile” a 88). Ma è il caso Pedemontana a tenere banco.
 
 
ilsole24ore.com, 02/01/2016 20:44
Banche, Tesoro lavora a decreti: no a rimborsi anticipati
No a rimborsi anticipati e selettivi. L’ unica strada percorribile per il risarcimento dei risparmiatori truffati nel crac di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara è l’ arbitrato. La precisazione arriva da fonti del Mef, che definiscono infondata l’ ipotesi di rimborsi selettivi ad alcuni investitori e solo di alcune banche: nessun rimborso è possibile prima dei decreti attuativi delle norme varate dal Governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati. Il Tesoro, assicurano le stesse fonti, è già al lavoro sui decreti ed è già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per vararli nel più breve tempo possibile, entro il termine di 90 giorni dal 1 gennaio 2016. Ma prima del varo di questi decreti, si ribadisce, non può essere ipotizzato alcun intervento. La chiusura, netta, arriva dopo le indiscrezioni di stampa che accreditavano l’ ipotesi di un intervento mirato per i risparmiatori colpiti dal crac di Banca Etruria. A beneficiare dell’ intervento, sarebbe stato solo un circostanziato gruppo di investitori della vecchia Banca Etruria, con un rimborso parziale immediato, non dal fondo di solidarietà, almeno in questa fase, né dal governo, ma dalla nuova Banca Etruria, in attesa di superare poi l’ arbitrato e dunque recuperare l’ intera cifra. Se, da una parte, il rimborso anticipato avrebbe l’ effetto di tranquillizzare i risparmiatori e di evitare la fuga dei correntisti che ancora operano con le quattro banche `nuove’, dall’ altra un intervento che privilegiasse un gruppo o una categoria di risparmiatori si presterebbe alle proteste e ai potenziali ricorsi degli altri investitori truffati. Immediata è stata infatti la reazione del Codacons, che ha promosso l’ ipotesi un indennizzo anticipato ma ha anche aggiunto che “i risarcimenti devono essere integrali e devono valere per tutti”. L’ associazione dei consumatori ha quindi avvertito: “Non accetteremo la politica del `due pesi e due misure’, perché è evidente che tutti i risparmiatori hanno subito il medesimo danno, ossia l’ azzeramento del valore dei titoli, e tutti devono essere risarciti allo stesso modo. In caso contrario ci troveremmo di fronte ad un pericoloso precedente, dove un illecito viene punito in modo diverso a seconda della vittima”. Intanto, tornano a protestare i risparmiatori, obbligazionisti ed azionisti. Dopo il presidio del 28 dicembre scorso davanti alla sede di Banca Etruria, ad Arezzo, il prossimo appuntamento è per lunedì 4 gennaio, davanti alla sede principale di Banca Marche di Jesi (An). La protesta è stata organizzata congiuntamente dall’ Associazione Vittime del Salva-Banche e dall’ Associazione Azionisti Privati Banche Marche.
 
 
Tiscali, 02/01/2016 20:16
Banche, nessun rimborso prima dei decreti ‘salva-risparmiatori’
Banche, nessun rimborso prima dei decreti ‘salva-risparmiatori’ di Adnkronos Roma, 2 gen. (AdnKronos) – No a rimborsi anticipati e selettivi. L’ unica strada percorribile per il risarcimento dei risparmiatori truffati nel crac di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara è l’ arbitrato. La precisazione arriva da fonti del Mef, che definiscono infondata l’ ipotesi di rimborsi selettivi ad alcuni investitori e solo di alcune banche: nessun rimborso è possibile prima dei decreti attuativi delle norme varate dal Governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati. Il Tesoro, assicurano le stesse fonti, è già al lavoro sui decreti ed è già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per vararli nel più breve tempo possibile, entro il termine di 90 giorni dal 1 gennaio 2016. Ma prima del varo di questi decreti, si ribadisce, non può essere ipotizzato alcun intervento. La chiusura, netta, arriva dopo le indiscrezioni di stampa che accreditavano l’ ipotesi di un intervento mirato per i risparmiatori colpiti dal crac di Banca Etruria. A beneficiare dell’ intervento, sarebbe stato solo un circostanziato gruppo di investitori della vecchia Banca Etruria, con un rimborso parziale immediato, non dal fondo di solidarietà, almeno in questa fase, né dal governo, ma dalla nuova Banca Etruria, in attesa di superare poi l’ arbitrato e dunque recuperare l’ intera cifra. Se, da una parte, il rimborso anticipato avrebbe l’ effetto di tranquillizzare i risparmiatori e di evitare la fuga dei correntisti che ancora operano con le quattro banche ‘nuove’, dall’ altra un intervento che privilegiasse un gruppo o una categoria di risparmiatori si presterebbe alle proteste e ai potenziali ricorsi degli altri investitori truffati. Immediata è stata infatti la reazione del Codacons, che ha promosso l’ ipotesi un indennizzo anticipato ma ha anche aggiunto che “i risarcimenti devono essere integrali e devono valere per tutti”. L’ associazione dei consumatori ha quindi avvertito: “Non accetteremo la politica del ‘due pesi e due misure’, perché è evidente che tutti i risparmiatori hanno subito il medesimo danno, ossia l’ azzeramento del valore dei titoli, e tutti devono essere risarciti allo stesso modo. In caso contrario ci troveremmo di fronte ad un pericoloso precedente, dove un illecito viene punito in modo diverso a seconda della vittima”. Intanto, tornano a protestare i risparmiatori, obbligazionisti ed azionisti. Dopo il presidio del 28 dicembre scorso davanti alla sede di Banca Etruria, ad Arezzo, il prossimo appuntamento è per lunedì 4 gennaio, davanti alla sede principale di Banca Marche di Jesi (An). La protesta è stata organizzata congiuntamente dall’ Associazione Vittime del Salva-Banche e dall’ Associazione Azionisti Privati Banche Marche. 2 gennaio 2016.
 
 
libero.it, 02/01/2016 20:09
Banche, nessun rimborso prima dei decreti ‘salva-risparmiatori’
Roma, 2 gen. (AdnKronos) – No a rimborsi anticipati e selettivi. L’ unica strada percorribile per il risarcimento dei risparmiatori truffati nel crac di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara è l’ arbitrato. La precisazione arriva da fonti del Mef, che definiscono infondata l’ ipotesi di rimborsi selettivi ad alcuni investitori e solo di alcune banche: nessun rimborso è possibile prima dei decreti attuativi delle norme varate dal Governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati. Il Tesoro, assicurano le stesse fonti, è già al lavoro sui decreti ed è già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per vararli nel più breve tempo possibile, entro il termine di 90 giorni dal 1 gennaio 2016. Ma prima del varo di questi decreti, si ribadisce, non può essere ipotizzato alcun intervento. La chiusura, netta, arriva dopo le indiscrezioni di stampa che accreditavano l’ ipotesi di un intervento mirato per i risparmiatori colpiti dal crac di Banca Etruria. A beneficiare dell’ intervento, sarebbe stato solo un circostanziato gruppo di investitori della vecchia Banca Etruria, con un rimborso parziale immediato, non dal fondo di solidarietà, almeno in questa fase, né dal governo, ma dalla nuova Banca Etruria, in attesa di superare poi l’ arbitrato e dunque recuperare l’ intera cifra. Se, da una parte, il rimborso anticipato avrebbe l’ effetto di tranquillizzare i risparmiatori e di evitare la fuga dei correntisti che ancora operano con le quattro banche ‘nuove’, dall’ altra un intervento che privilegiasse un gruppo o una categoria di risparmiatori si presterebbe alle proteste e ai potenziali ricorsi degli altri investitori truffati. Immediata è stata infatti la reazione del Codacons, che ha promosso l’ ipotesi un indennizzo anticipato ma ha anche aggiunto che “i risarcimenti devono essere integrali e devono valere per tutti”. L’ associazione dei consumatori ha quindi avvertito: “Non accetteremo la politica del ‘due pesi e due misure’, perché è evidente che tutti i risparmiatori hanno subito il medesimo danno, ossia l’ azzeramento del valore dei titoli, e tutti devono essere risarciti allo stesso modo. In caso contrario ci troveremmo di fronte ad un pericoloso precedente, dove un illecito viene punito in modo diverso a seconda della vittima”. Intanto, tornano a protestare i risparmiatori, obbligazionisti ed azionisti. Dopo il presidio del 28 dicembre scorso davanti alla sede di Banca Etruria, ad Arezzo, il prossimo appuntamento è per lunedì 4 gennaio, davanti alla sede principale di Banca Marche di Jesi (An). La protesta è stata organizzata congiuntamente dall’ Associazione Vittime del Salva-Banche e dall’ Associazione Azionisti Privati Banche Marche.
 
 
ilmattino.it, 02/01/2016 19:15
Alta velocità Roma-Napoli, aumenta il costo del biglietto
Calano le tasse sulla casa ma gli italiani dovranno comunque mettere mano pesantemente al portafogli per gli spostamenti. Tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. Una vera e propria ‘stangata’, che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento 6 tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il ‘record’ della Torino-Milano che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle ‘Frecce’ di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano «solo le Frecce» (rosse, argento e bianche), assicura l’ azienda, e solo per il ‘biglietto base’, cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. «L’ odioso balzello», spiega il Codacons, sale così «a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Portando la ‘stangata’ sui trasporti a oltre «1,4 miliardi di euro», che salgono a 2,4 considerando anche le ricadute indirette secondo Adusbef e Federconsumatori, che calcolano una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Per un totale a famiglia di 104 euro.
 
 
ilsecoloxix.com, 02/01/2016 19:00
economia
Treni, raffica di rincari sull’ alta velocità
Leggi Abbonati Regala Articoli correlati Saldi al via in 4 regioni, primo test per il governo su consumi e fiducia Dall’ 1 gennaio l’ aumento dei pedaggi autostradali. Il record su un tratto della Torino-Milano: +6,5% Calano le tasse sulla casa ma gli italiani dovranno comunque mettere mano pesantemente al portafogli per gli spostamenti. Tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. AUTO Una vera e propria «stangata», che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento 6 tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il “record” della Torino-Milano che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. TRENI Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle Frecce di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano «solo le Frecce» (rosse, argento e bianche), assicura l’ azienda, e solo per il `biglietto base´, cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. AEREI A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. «L’ odioso balzello», spiega il Codacons, sale così «a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Portando la “stangata” sui trasporti a oltre «1,4 miliardi di euro», che salgono a 2,4 considerando anche le ricadute indirette secondo Adusbef e Federconsumatori, che calcolano una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Per un totale a famiglia di 104 euro.
 
 
Agi, 02/01/2016 18:53
Stangata trasporti, nel 2016 gli italiani spenderanno di più
“Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il Presidente Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocita’ sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 “aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi)”. “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti”. Adusbef-Federconsumatori – Gli aumenti dei pedaggi autostradali, del telepass, di treni e tasse aeroportuali avranno ricadute dirette ed indirette di 2,4 miliardi pari a un aggravio di 104 euro annui a famiglia. Queste le stime di Adusbef-Federconsumatori.”Avevamo già calcolato nel nostro preventivo di fine anno – dichiarano i presidenti delle due associazioni, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro all’ anno. Infatti vorremmo ricordare che soprattutto il settore dei trasporti è quello più decisivo per i costi indiretti che sono determinati da aumenti tariffari e di prezzi diretti che si espandono a cascata nell’ intera economia. Ciò non fa bene ovviamente alle nostre famiglie che già soffrono per il loro scarso potere di acquisto aggravato da figli e nipoti disoccupati e da sostenere, ma soprattutto sui costi turistici che dovrebbero maggiormente invogliare e non deprimere la domanda di mercato di un settore che dovrebbe essere fondamentale per la nostra Economia”. Ministero dei Trasporti – Gli aumenti dei pedaggi autostradali “riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%”. E’ quanto si legge in una nota del ministero dei Trasporti, secondo cui le variazioni “dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna Società”. Il ministero dei Trasporti inoltre, chiede alle concessionarie autostradali di prorogare le agevolazioni per i pendolari. Il Mit premette che “gli adeguamenti delle tariffe autostradali vengono determinati in attuazione alle pattuizioni stabilite dalle Convenzioni tra lo Stato e le concessionarie autostradali e dalla normativa vigente: gli incrementi sono parametrati al tasso di inflazione e alla remunerazione della spesa per investimenti eseguita e tengono conto del recupero di efficienza operativa, a vantaggio dell’ utenza. Gli aumenti del 2016 – continua il Mit – riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna Societa’”. In particolare, aggiunge il Mit, “per la societa’ Autostrade per l’ Italia, l’ incremento pari a 1,09% deriva dalla remunerazione di investimenti pregressi, in Convenzione unica del 2007 e nell’ Atto aggiuntivo sottoscritto nel 2013. La variazione della Societa’ Satap A4, pari a 6,5%, e’ connessa agli investimenti della terza e quarta corsia nella tratta Torino – Milano; mentre per la Societa’ Strada dei Parchi, l’ incremento deriva dalla necessita’ di riconoscimento della spesa per l’ adeguamento della tratta Roma – Lunghezza. Per la Satap A4 e per la Strada dei Parchi e’ previsto anche il recupero di compressioni tariffarie operate negli anni precedenti, necessarie ad escludere incrementi eccessivi futuri.Per le Societa’ interessate dall’ aggiornamento periodico dei Piani Economico – Finanziari, si è convenuto, nell’ ambito del tavolo tecnico con il Ministero dell’ Economia e delle Finanze, di posticipare ogni variazione alla data di approvazione dei suddetti atti, al fine di escludere ripetuti e molteplici incrementi in corso d’ anno”. Impegno a vantaggio dell’ utenza, continua il Mit, “e’ la richiesta da parte del Ministero, a tutte le societa’ concessionarie, di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50km, per raggiungere il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno”. (AGI)
 
 
lasicilia.it, 02/01/2016 18:50
Codacons, con rincari treni e aerei stangata da 1,4 miliardi
“Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Telestense, 02/01/2016 18:44
cronaca
Banche, Ministero Tesoro: “Niente rimborsi anticipati. Prima servono criteri”
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Mentre le associazioni dei consumatori incalzano: “si all’ ipotesi degli anticipi, ma integrali e per tutti”. Un anticipo dei rimborsi, come indicato in indiscrezioni di stampa, è “ipotesi infondata finché non sono chiari i criteri per i risarcimenti”. E’ netta la posizione del Ministero dell’ Economia e Finanza in merito alla notizia pubblicata da Repubblica secondo cui la nuova Banca Etruria avrebbe versato subito a coloro che hanno investito il 50% del proprio patrimonio in obbligazioni azzerate, una parte dei soldi andati in fumo Fino a quando non ci sarà la definizione dei criteri sui quali saranno poi assegnati gli indennizzi attraverso l’ arbitrato “non può essere ipotizzato alcun intervento” chiariscono al Tesoro, dove si ribadisce che le modalità per il ristoro dei risparmiatori delle 4 banche salvate dal governo “saranno decise con il decreto” cui sta lavorando e per cui serviranno 90 giorni (entro fine marzo quindi). Difficile pensare quindi che le stesse banche possano già anticipare i fondi ai propri risparmiatori. Un’ operazione che pur tuttavia avrebbe avuto il consenso delle associazioni dei consumatori sebbene con diverse riserve Per il Codacons -che sta ultimando il ricorso collettivo da presentare al Tar del Lazio per contrastare la legge sul bail in- l’ idea di un indennizzo anticipato per i risparmiatori di Banca Etruria è positivo ma i risarcimenti devono essere integrali e devono valere per tutti” spiega il Presidente Carlo Rienzi. In caso contrario ci troveremmo di fronte ad un pericoloso precedente, dove un illecito viene punito in modo diverso a seconda della vittima”. Anche Adusbef e Federconsumatori, che tornano a chiedere una revisione del decreto ‘salva banche’, apprezzano l’ apertura a parziali rimborsi anticipati prima dell’ entrata in vigore dei regolamenti attuativi. “Tuttavia si tratta di piccoli espedienti sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori, che il 4 gennaio 2016 saranno a Jesi, sotto la sede di Banca Marche, per evitare la fuga massiccia dei depositi”dicono Elio Lannutti e Rosario Trefiletti. Le proteste di piazza ed i ricorsi giudiziari, non si fermeranno fino a quando non ci saranno rimborsi integrali per tutti i derubati, da Bankitalia e dallo Stato” hanno i portavoce delle due associazioni dei consumatori.
 
 
Salerno Today, 02/01/2016 17:27
Al via i saldi a Salerno dal 30% al 50%, “Notte Bianca” a Pagani
secondo le stime di confcommercio ogni famiglia spenderà 346 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature ed accessori
Storie Correlate Al via i saldi in Campania, shopping al chiarore delle Luci a Salerno Boom di presenze, in questo sabato, a Salerno. Ad affollare le vie del centro, oltre ai visitatori di Luci d’ Artista , in questo week-end vi sono anche gli amanti dello shopping, con l’ inizio dei saldi in Campania . Per le stime di Confcommercio ogni famiglia spenderà 346 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature ed accessori (il 3% in più rispetto all’ anno scorso). Inoltre, secondo il sondaggio sui saldi della stessa Confcommercio e di Format Research, sarebbe in crescita la percentuale degli italiani che considera importante il periodo dei saldi: le preferenze vanno come da tradizione ai capi di abbigliamento (94,1), calzature (72,8), accessori (30,7) e biancheria intima (26,4). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7) e i prodotti di pelletteria (17,5). Sul Corso Vittorio Emanuele di Salerno, dunque, già numerosi gli esercizi commerciali che applicano il 50% senza aspettare: come percentuale di sconto più diffusa, ad ogni modo, c’ è il 30%. A fronte della calca in centro, qualche commerciante ha già osservato come, in realtà, ben poche persone siano a passeggio con la effettiva intenzione di far acquisti . Tuttavia, per far un attendibile bilancio sui reali guadagni degli esercenti, è necessario attendere almeno qualche giorno. Intanto, il Codacons consiglia agli acquirenti di conservare sempre lo scontrino in quanto il commerciante, in caso occorra, è tenuto a sostituire l’ articolo se quello comprato fosse difettoso. Ad accogliere chi è cerca di occasioni nel salernitano, poi, l a “Notte bianca”, stasera, a Pagani . I negozi saranno aperti fino a tardi e ci sarà animazione nel centro cittadino nella prima giornata dei saldi: prevista anche nell’ Agro, dunque, una notevole affluenza.
marilia parente
 
 
Milano Today, 02/01/2016 17:26
Treni, rincari sull’ alta velocità: +3,5% sulla tratta Milano-Roma
treni frecciarossa più cari dal 2016. l’ amara novità riguarda anche anche i frecciargento e frecciabianca. i rincari sulla milano-roma sono del 3.5 per cento. ma la stangata per i trasporti riguarda anche le autostrade
Treni Frecciarossa più cari dal 2016. L’ amara novità riguarda anche anche i Frecciargento e Frecciabianca. I rincari sulla Milano-Roma sono del 3.5 per cento. Ma la stangata per i trasporti riguarda anche le autostrade. Annuncio promozionale Lo denuncia il Codacons : “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei”. “Per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”.
 
 
iltirreno.it, 02/01/2016 17:11
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
corrierealpi.it, 02/01/2016 17:07
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
gazzettadimantova.it, 02/01/2016 17:05
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
ilpiccolo.it (Trieste), 02/01/2016 17:05
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
gazzettadireggio.it, 02/01/2016 17:05
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
lanuovaferrara.it, 02/01/2016 17:03
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
laprovinciapavese.it, 02/01/2016 17:03
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
mattinopadova.it, 02/01/2016 17:03
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
altoadige.it, 02/01/2016 17:00
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
lacittadisalerno.it, 02/01/2016 16:59
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
trentinocorrierealpi.it, 02/01/2016 16:56
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
ilcentro.it, 02/01/2016 16:53
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
lanuovasardegna.it, 02/01/2016 16:48
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
nuovavenezia.it, 02/01/2016 16:42
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
gazzettadimodena.it, 02/01/2016 16:38
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
tribunatreviso.it, 02/01/2016 16:38
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
messaggeroveneto.it, 02/01/2016 16:38
Saldi 2016, corsa agli sconti scaccia crisi
il 2 gennaio partono i ribassi in quattro regioni (basilicata, campania, sicilia e valle d’ aosta) per tutte le altre si inizia il 5 gennaio. secondo confesercenti il giro d’ affari dei saldi 2016 sarà di 5,4 miliardi, ma per le associazioni dei consumatori saranno solo 1,68 i miliardi spesi dagli italiani. i negozi cercano gli sconti anti-crisi ma il settore commercio continua ad avere un saldo negativo tra aperture e chiusure. a tutela dei consumatori il vademecum per evitare le fregature
ROMA. Dopo i regali di Natale la merce esposta nei negozi sente il peso del “guardare ma non comprare”. Almeno fino a quando non sarà scattato il via libera al ribasso autorizzato: i saldi. Quattro regioni sono partite in anticipo il 2 gennaio (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) per tutte le altre la data fissata è il 5 gennaio. Anche se tra vetrine e sms inviati ai clienti le date di inizio saldi anche quest’ anno sembrano più una formalità, come sottolineato anche da Codacons. La speranza dei commercianti è che gli sconti portino clienti e occasioni di ripresa, lasciando alle spalle un 2015 segnato da un saldo ancora negativo (meno 20.118) tra aperture e chiusure di negozi. Per Confcommercio il giro d’ affari dei saldi invernali sarà di 5,4 miliardi. La spesa pro capite sarà di 346 euro soprattutto per l’ abbigliamento. Per i consumatori le cifre saranno molto più basse. Le attese per i saldi invernali «Approfitterà dei saldi?» La risposta è sì per il 55 per cento degli italiani, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio. Una percentuale più alta rispetto al 2015 quando il 51% degli intervistati si era detto pronto a fare acquisti durante i saldi. Non stupisce il tipo di merce su cui si sarà disposti a spendere: abbigliamento per il 91,1% degli italiani, scarpe per il 72,8%, accessori per il 30,7% e biancheria intima per il 26,4%. La spesa media sarà – sempre secondo Confcommercio di 346 euro a testa per un giro d’ affari di 5,4 miliardi. Meno ottimistiche le stime per le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Per loro il giro d’ affari sarà di 1,68 miliardi di euro. «La situazione che abbiamo davanti è di galleggiamento, non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro», le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «I saldi rappresentano un’ occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, Federazione italiana settore moda – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni meteorologiche non hanno invogliato all’ acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato». Chi apre chi chiude: la salute del commercio Il segno meno davanti al saldo tra aperture e chiusure nelle attività commerciali non è ancora stato archiviato. Negli ultimi cinque anni (dal 2011 al 2015) sono state 346.197 le chiusure e 207.554 le aperture: un saldo negativo di 138.643 unità tra negozi, bar e ristoranti. Con 180 negozi chiusi al giorno il 2015 ha confermato il saldo negativo degli ultimi anni pur registrando un miglioramento: meno 29.067 rispetto al meno 34.444 del 2014 (fonte Osservatorio Imprese Confesercenti). Scorporando il dato sulle attività nell’ anno appena chiuso il saldo tra aperture e chiusure per i soli negozi è di meno 20.118 unità. Sicilia e Lombardia Negli ultimi cinque anni la regione che ha perso il maggior numero di attività commerciali è stata la Sicilia con un saldo di meno 16.432 imprese, seguita da Lombardia (- 14.347) e Campania (-13.922). Guardando ai capoluoghi di provincia Roma è in testa con un saldo negativo di 7.487 attività commerciali, seguita da Torino (- 3.091) e Napoli (- 2.327). I consigli per non restare fregati Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) hanno preparato un vademecum per evitare fregature durante il periodo dei saldi Scatta la foto del cartellino.
marianna bruschi
 
 
ilfattoquotidiano.it, 02/01/2016 16:36
Treni, costo dei biglietti dell’ Alta Velocità aumenta del 2,7%. Milano-Roma passa da 86 a 89 euro
il rialzo riguarda tutte le frecce, ma solo per la tariffa base, quella che consente il cambio di prenotazione e itinerario. il codacons: “nel 2016 le famiglie spenderanno 1,4 miliardi in più per i trasporti”
Il 2016 porta con sé l’ aumento del prezzo dei biglietti di Trenitalia . Gli adeguamenti delle tariffe, in vigore dal 1° gennaio, riguardano tutte le Frecce (rosso, argento e bianche) con un aumento medio del 2,7% ma solo per quanto riguarda i biglietti base , quelli che consentono il cambio di prenotazione e di itinerario. Rimangono, invece, invariati i prezzi dei viaggi economy, super economy, abbonamenti Av e le altre offerte. L’ aumento più consistente riguarda la tratta Roma-Milano che sale del 3,5%: la tariffa base è quindi passata da 86 a 89 euro; +2,3% per il Frecciarossa Napoli-Roma , passato dal 43 a 44 euro. L’ adeguamento più alto in termini assoluti è, invece, il Napoli-Milano aumentato di 4 euro (da 95 a 99 euro). “Nel 2015 – ricordano dal gruppo Fs guidato da Renato Mazzoncini – i biglietti base sono stati solo il 10% del totale di quelli venduti”. Inoltre, come ricorda il Corriere della Sera , era dal 2011 che i prezzi dell’ alta velocità non venivano modificati. Secondo Ferrovie, infine, gli aumenti del 2016 sono inferiori rispetto a quelli di 5 anni ma “con servizi più moderni, capillari e veloci”. L’ adeguamento dei prezzi dei biglietti ferroviari si aggiunge a quello delle tariffe autostradali ritoccate dello 0,86% , e al rialzo dell’ addizionale sui biglietti aerei di 2,50 euro. Il Codacons ha sottolineato quanto questi rincari peseranno sulle tasche degli italiani: “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma il presidente Carlo Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti”.
 
 
cronacaqui.it, 02/01/2016 16:21
Il Codacons: “Il 2016 si apre con una stangata sul fronte dei trasporti”
Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti . Agli incrementi dei pedaggi autostradali , infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni . Non solo. Costa di più anche partire in aereo , a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei. Lo afferma oggi il Codacons , che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano . Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi, ecc.). “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma Carlo Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti”.
 
 
quotidianodipuglia.it, 02/01/2016 16:04
Treni, il Frecciarossa Roma-Milano aumenta del 3,5%. Rincari anche per autostrade e aerei
Il 2016 si apre con vere e proprie stangate sui trasporti, come denunciato dal Codacons. “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei”. Lo afferma oggi il Codacons, “che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane”. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. “Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi)”. “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma Carlo Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti”.
 
 
Si24, 02/01/2016 15:57
Trasporti, nel 2016 stangata per le famiglie “Si spenderanno 1,4 miliardi in più”
Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti per le famiglie italiane. A riferirlo è l’ associazione dei consumatori Codacons. Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi, ecc.). “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma Carlo Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti”.”Agli incrementi dei pedaggi autostradali – denuncia l’ associazione – si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni”. Ma non finisce qui. Costa di più anche “partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei”. In particolare “è aumentata di 2,5 euro” che porta “l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”.In merito alle autostrade “si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il Presidente Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve . A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano”.(Immagine di repertorio)
 
 
ecodibergamo.it, 02/01/2016 15:54
Aumento dei pedaggi, monta la polemica Il Cocadons: tassa di Natale inaccettabile
monta la polemica sugli aumenti dei pedaggi autostradali, che fortunatamente non toccano la a4 nel tratto bergamo-milano. maroni accusa renzi, il codacons definisce i rincari “inaccettabili”.
Aumento dei pedaggi, monta la polemica Il Cocadons: tassa di Natale inaccettabile.
 
 
Blogo, 02/01/2016 15:26
Trasporti, partono i rincari. Codacons: “Stangata da 1,4 miliardi di euro”
shares Like Tweet +1 Mail I viaggiatori italiani, in questo 2016 appena iniziato, dovranno rassegnarsi a spendere un po’ di più rispetto all’ anno precedente , per una cifra che per le famiglie italiane potrebbe essere di 1,4 miliardi di euro in più rispetto al 2015. A denunciare la serie di rincari, già annunciati per treni e autostrade , è il Codacons : Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei. Viaggiare in autostrada, nel 2016, costerà mediamente lo 0,86% in più rispetto all’ anno precedente, mentre chi viaggia in treno dovrà affrontare una spesa del 2,7% in più nel caso dell’ alta velocità e del 3,5% in più per l’ utilizzatissima tratta Roma-Milano. Aumento addizionale biglietti aerei: 2,5 euro per passeggero L’ addizionale sui diritti d’ imbarco è in capo alle compagnie che si rivalgono sui passeggeri incorporandola nel biglietto. Carlo Rienzi , presidente di Codacons, spiega: Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino. E non finisce qui. Nel corso dei prossimi mesi, secondo il Codacons, è previsto un aumento per tutti gli altri mezzi di trasporto, dai traghetti agli autobus, passando per i taxi e per le navi: Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti.
daniele particelli
 
 
Reggio Sera, 02/01/2016 15:20
Banche, il Tesoro: “No ai rimborsi anticipati”
il tesoro nega l’ ipotesi di indennizzi anticipati e selettivi per chi ha perso tutto
REGGIO EMILIA – Il Tesoro è al lavoro per definire il decreto per il risarcimento dei rispamiatori colpiti dal crac di quattro banche e non ci saranno anticipi di indennizzi perchè vanno prima definiti i criteri dei rimborsi. Un anticipo dei rimborsi, come indicato in indiscrezioni di stampa, è “ipotesi infondata finché non sono chiari i criteri per i risarcimenti”, sottolineano fonti del Mef, ribadendo che le modalità per il ristoro dei risparmiatori delle 4 banche salvate dal governo “saranno decise con il decreto” cui sta lavorando il Tesoro insieme agli altri soggetti coinvolti. Intanto il Codacons annuncia un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro sul bail-in e promuove l’ anticipo di indennizzo ma solo se esteso a tutti. La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma, si assicura, il testo sarà definito prima. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, “è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati” ed è “già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile”. Fino a quando non ci sarà la definizione dei criteri sui quali saranno poi assegnati gli indennizzi attraverso l’ arbitrato “non può essere ipotizzato alcun intervento”, chiariscono al Tesoro. Appare quindi difficile che le stesse banche possano già anticipare i fondi ai propri risparmiatori. Nelle indiscrezioni riportate dal quotidiano La Repubblica, a valutare l’ ipotesi dell’ anticipo del rimborso sarebbe in particolare la nuova Banca Etruria, uno dei 4 istituti salvati dal decreto del governo. Oltre la metà degli obbligazionisti più esposti dopo il salvataggio è infatti cliente dell’ istituto toscano. Si tratta, come indicato dallo stesso presidente delle ‘good bank’ Andrea Nicastro, di 683 dei circa mille risparmiatori che hanno investito meno di 100mila euro puntando però sulle obbligazioni subordinate (il cui valore è stato azzerato dopo i salvataggi) oltre il 50% del patrimonio. L’ idea sarebbe stata quella di fornire a stretto giro a questi risparmiatori un ristoro almeno parziale, in attesa della definizione delle procedure dell’ arbitrato.
 
 

>>>ANSA/ Scatta anche aumento treni.Consumatori,stangata 1,4 mld
Frecce più care fino 3,5%.Con pedaggi e voli 104 euro a famiglia
ROMA
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – Calano le tasse sulla casa ma gli italiani dovranno comunque mettere mano pesantemente al portafogli per gli spostamenti. Tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. Una vera e propria ‘stangata’, che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento 6 tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il ‘record’ della Torino-Milano che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle ‘Frecce’ di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano “solo le Frecce” (rosse, argento e bianche), assicura l’azienda, e solo per il ‘biglietto base’, cioè quello “dal prezzo più alto e più flessibile”, che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’aumento di due euro e mezzo dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. “L’odioso balzello”, spiega il Codacons, sale così “a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Portando la ‘stangata’ sui trasporti a oltre “1,4 miliardi di euro”, che salgono a 2,4 considerando anche le ricadute indirette secondo Adusbef e Federconsumatori, che calcolano una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Per un totale a famiglia di 104 euro. (ANSA).

S: aumenti riguardano solo ‘biglietti base’ 10% totale
(V. ‘Autostrade:Codacons,con rincari treni-aerei..’ delle 10.28)
ROMA
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “I ritocchi del prezzo del biglietto riguardano solo le Frecce (rosse, argento e bianche) e solo per il cosiddetto ‘biglietto base’ cioè quello dal prezzo più elevato e più flessibile”. E’ quanto fa sapere Trenitalia. I ritocchi dunque, fa sapere Fs, non riguardano nè i biglietti economy, nè i super economi, nè le altre offerte. Gli abbonamenti Av restano gli stessi. “Nel 2015 – ricordano dal gruppo guidato da Renato Mazzoncini – i biglietti base sono stati solo il 10% del totale di quelli venduti”. “L’aumento medio del biglietto è stato del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) a +3,5% per il Roma-Milano che sale da 86 a 89 euro).(ANSA).

Trasporti: Ginefra, rincari inaccettabili,governo intervenga
ROMA
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “L’oramai abituale ‘tassa di Natale’ sui trasporti che costerà alle famiglie ‘oltre 1,4 miliardi di euro in più come denuncia il Codacons, è inaccettabile e il governo deve porvi rimedio”. Così il deputato Pd Dario Ginefra che aggiunge: “mi aspetto una repentina presa di posizione del Mit”. “Oggi – afferma il deputato Pd – agli incrementi dei pedaggi autostradali si aggiungerebbero, così come denunciato dalle organizzazioni dei consumatori, sensibili rincari per i treni, in media “ìdel 2,7%” che salgono a +3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano. Tutto ciò è inaccettabile e con un atto di sindacato ispettivo, che depositerò nelle prossime ore, chiederò spiegazione ed iniziative al sempre attento ministro Delrio”.(ANSA).

Banche: Codacons, bene anticipo indennizzi se per tutti
In arrivo ricorso collettivo a Tar Lazio contro bail in
ROMA
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – Il Codacons promuove l’idea di un indennizzo anticipato per i risparmiatori di Banca Etruria coinvolti nel salvataggio dell’istituto, “ma i risarcimenti devono essere integrali e devono valere per tutti”. Lo afferma l’associazione dei consumatori. Ma “non accetteremo la politica del ‘due pesi e due misure’ perché è evidente che tutti i risparmiatori hanno subito il medesimo danno, ossia l’azzeramento del valore dei titoli, e tutti devono essere risarciti allo stesso modo – spiega il Presidente Carlo Rienzi – In caso contrario ci troveremmo di fronte ad un pericoloso precedente, dove un illecito viene punito in modo diverso a seconda della vittima”. Il Codacons sta poi ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’attuazione della legge sulle banche. “Tutti i risparmiatori danneggiati dal salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife possono aderire entro il prossimo 11 gennaio al ricorso collettivo per contrastare la legge sul bail-in, attraverso la pagina pubblicata sul sito www.codacons.it – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Lo scopo è quella di portare l’assurda legge dinanzi la Consulta e ottenerne l’annullamento per manifesta incostituzionalità”. (ANSA).

Autostrade:Codacons,con rincari treni-aerei stangata 1,4 mld
Aumenti medi ferrovie 2,7%. Per voli balzello sale a 9-10 euro
ROMA
(ANSA) – ROMA, 2 GEN – “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata” sui trasporti che costeranno alle famiglie “oltre 1,4 miliardi di euro in più”. Lo denuncia il Codacons ricordando che “agli incrementi dei pedaggi autostradali” si aggiungono “sensibili rincari per i treni”, in media “del 2,7%” ma che salgono a “+3,5% su alcune tratte molto utilizzate come la Roma-Milano”. E costa di più anche l’aereo, con l’addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando “l’odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. (ANSA).

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