Rassegna stampa del 2 febbraio
giornaledisicilia.it, 02/02/2019 20:35
Caos neve in Alto Adige, valanga su Autobrennero chiusa
Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di ieri aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da stamani alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno a sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. E il premier Conte in serata ha annunciato che a febbraio “presenteremo un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali”. Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dalla trappola dei tir incolonnati oggi intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. “Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale”, ma anche di “identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento”. Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. “La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio” aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. “Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita”. Tir che a sera sono ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro- accoglienza. Nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare il tir in questione tra le centinaia in colonna. Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs Italiane ha attivato nella mattina in Trentino Alto Adige, lo stato di emergenza grave. Quanto a valanghe comunque, il pericolo era molto elevato, di grado 4 in una scala di 5. Tant’ è che altre due si sono verificate sempre nella mattina in Alto Adige, una in Val Sarentino e l’ altra a Valdurna. Un’ altra ha bloccato sia la strada a passo Sella in Trentino che quella per Madonna di Campiglio. Nessuna delle valanghe ha coinvolto persone, mentre una a passo Pordoi, nel Bellunese ai confini col Trentino, ha travolto uno sciatore; è stato estratto illeso dai suoi amici grazie all’ apparecchio per le segnalazioni sotto valanga. © Riproduzione riservata.
gazzettadelsud.it, 02/02/2019 20:35
Caos neve in Alto Adige, valanga su Autobrennero chiusa
Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di ieri aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da stamani alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno a sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. E il premier Conte in serata ha annunciato che a febbraio “presenteremo un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali”. Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dalla trappola dei tir incolonnati oggi intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. “Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale”, ma anche di “identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento”. Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. “La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio” aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. “Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita”. Tir che a sera sono ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro- accoglienza. Nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare il tir in questione tra le centinaia in colonna. Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs Italiane ha attivato nella mattina in Trentino Alto Adige, lo stato di emergenza grave. Quanto a valanghe comunque, il pericolo era molto elevato, di grado 4 in una scala di 5. Tant’ è che altre due si sono verificate sempre nella mattina in Alto Adige, una in Val Sarentino e l’ altra a Valdurna. Un’ altra ha bloccato sia la strada a passo Sella in Trentino che quella per Madonna di Campiglio. Nessuna delle valanghe ha coinvolto persone, mentre una a passo Pordoi, nel Bellunese ai confini col Trentino, ha travolto uno sciatore; è stato estratto illeso dai suoi amici grazie all’ apparecchio per le segnalazioni sotto valanga. © Riproduzione riservata.
Il Dispaccio, 02/02/2019 18:39
“Trenitalia in perenne ritardo, calabresi doppiamente penalizzati”, esposto del Codacons all’ antitrust
“Sono sempre maggiori le segnalazioni che riceviamo sui ritardi cronici delle “Frecce” che collegano la Calabria con il resto del paese. Ritardi che generano proteste – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – più che giustificate, visto che le “frecce” di Trenitalia costano un bel pó. Da Reggio Calabria per arrivare a Roma, in seconda classe, si spendono anche 92,90 euro, stando alle tariffe base”. “E, per una somma del genere – prosegue Di Lieto – il servizio che i passeggeri si attendono dev’ essere sicuramente superiore alla media. Di certo si può risparmiare sul prezzo del biglietto, acquistandolo con molto anticipo. Ma quello che preoccupa il Codacons sono i tempi di percorrenza. Ci viene rappresentato – si legge nel comunicato diffuso dall’ associazione- un “puntualissimo ritardo” sulla tratta Reggio Calabria – Roma Termini che, mediamente si aggira sui 27 minuti, rispetto ai tempi di percorrenza pomposamente pubblicizzati. Tanto – prosegue Di Lieto – costituisce non solo una forma di pubblicità ingannevole, tale da indurre i viaggiatori ad optare per il treno, confidando proprio nel rispetto dell’ orario di arrivo ma, soprattutto, una beffa perché non permette ai Consumatori di ottenere alcun rimborso, quale diretta conseguenza del ritardo. Trenitalia, infatti, prevede indennizzi a partire dai 30 minuti di ritardo, riconoscendo un bonus a partire dal 25% del prezzo del biglietto. Una situazione situazione inaccettabile proprio perché generalizzata e che ha spinto il Codacons a presentare un esposto all’ Antitrust chiedendo di aprire un procedimento nei confronti di Trenitalia per pubblicità ingannevole. Promettere di condurre i Calabresi, ad esempio, da Lamezia a Roma, in appena 3 ore e 39 minuti, nei fatti, continua a rimane un inganno”.
giornaledisicilia.it, 02/02/2019 17:29
Caos neve Alto Adige: esposto Codacons in procura
Dopo i gravi disagi che si stanno verificando sull’ Autobrennero il Codacons annuncia un esposto alla procura di Bolzano. Secondo il presidente dell’ associazione consumatori, Carlo Rienzi – si legge in una nota – “È semplicemente assurdo che una arteria così importante venga chiusa per neve, nonostante le condizioni meteo fossero ampiamente previste da giorni. Chiediamo alla magistratura di aprire una indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale, verificando se il gestore autostradale e gli enti locali abbiano adottato le misure necessarie per evitare la grave situazione determinatasi”. Il Codacons punta il dito in particolare su camionisti e automobilisti che hanno adottato comportamenti errati e pericolosi con ripercussioni sul traffico autostradale. “Chiediamo alla Procura di Bolzano di identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento e che con il loro comportamento hanno di fatto prodotto blocchi stradali a danno della collettività”, conclude Rienzi. (ANSA). © Riproduzione riservata.
gazzettadelsud.it, 02/02/2019 17:29
Caos neve Alto Adige: esposto Codacons in procura
Dopo i gravi disagi che si stanno verificando sull’ Autobrennero il Codacons annuncia un esposto alla procura di Bolzano. Secondo il presidente dell’ associazione consumatori, Carlo Rienzi – si legge in una nota – “È semplicemente assurdo che una arteria così importante venga chiusa per neve, nonostante le condizioni meteo fossero ampiamente previste da giorni. Chiediamo alla magistratura di aprire una indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale, verificando se il gestore autostradale e gli enti locali abbiano adottato le misure necessarie per evitare la grave situazione determinatasi”. Il Codacons punta il dito in particolare su camionisti e automobilisti che hanno adottato comportamenti errati e pericolosi con ripercussioni sul traffico autostradale. “Chiediamo alla Procura di Bolzano di identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento e che con il loro comportamento hanno di fatto prodotto blocchi stradali a danno della collettività”, conclude Rienzi. (ANSA). © Riproduzione riservata.
Studio Cataldi, 02/02/2019 16:57
Negozi aperti 26 domeniche all’ anno
di Gabriella Lax – Dopo tante polemiche c’ è l’ accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle riguardo alle aperture domenicali dei negozi che mette da parte la liberalizzazione totale stabilita dal governo Monti. Il testo base della proposta di legge è stato depositato dal relatore Andrea Dara (Lega) in commissione Attività produttive della Camera. Passato questo esame il ddl arriverà a Montecitorio. Negozi aperti solo 26 domeniche all’ anno Negozi aperti la domenica ecco le eccezioni Negozi aperti domenica, Codacons boccia la proposta Negozi aperti solo 26 domeniche all’ anno [ Torna su ] Questo accordo è una sorta di compromesso : basta alle aperture senza distinzioni di domeniche e festivi. La proposta è che siano concesse di base aperture per la metà delle domeniche, 26 su 52, e deroghe per altri giorni di serrande alzate nelle festività nazionali, quattro su 12 (laiche e religiose). In tutto quindi si arriva al massimo fino a 30 aperture “extra”. Le date delle aperture “standard” saranno scelte dalle Regioni, dopo aver sentito le associazioni di categoria e i sindacati: ugualmente, regione per regione, stabilirà le festività in cui gli esercizi potranno lavorare. Negozi aperti la domenica ecco le eccezioni [ Torna su ] Ci sono però delle eccezioni a queste regole , in primis, i centri storici, a partire dalle grandi città, che saranno esenti vincoli, così come i negozi di vicinato fuori dai centri storici: anche per loro le attività commerciali rimarranno aperte la domenica. Eccezioni a macchia di leopardo per le zone turistiche: le località di montagna potranno utilizzare le 26 aperture domenicali nei mesi invernali, quelle balneari, al contrario, nei mesi caldi. Nei comuni fino a 10 mila abitanti invece saranno aperti i negozi fino a 150 metri quadrati, in quelli con più di 10 mila abitanti potranno restare aperti i negozi fino a 250 metri quadrati. Sempre aperti rivendite di generi di monopolio, parchi di divertimento, cinema e centri sportivi. Infine, nessun vincolo per alberghi, giornalai, pasticcerie, rosticcerie, gelaterie, fiorai, librerie, negozi di mobili, dischi, antiquari e chi vende souvenir e prodotti di antiquariato. Insomma la domenica, prima di uscire per compere, meglio verificare. Multe per chi non si adegua Infine, per chi non rispetterà i nuovi obblighi, ci saranno multe salate: da 10mila a 60mila euro che raddoppiano in caso di recidiva. I proventi serviranno a combattere gli abusivi e contribuiranno al decoro urbano. Negozi aperti domenica, Codacons boccia la proposta [ Torna su ] La scelta del governo non è vista di buon occhio da Confimprese, Federdistribuzione, Centromarca , secondo le quali, in uno scenario che preannuncia la recessione, si tratta di una scelta che fa fare al commercio un passo indietro nel Paese. In particolare, si è espresso Codacons , al quale non piace affatto il ddl presentato dal M5S. Secondo il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi, l’ unico risultato che si otterrà sarà l’ aumento dell’ e-commerce, con «ricadute negative su occupazione e Pil e caos e pesanti discriminazioni tra Comuni». Rienzi parte dai seguenti dati: sono «tra i 12 e i 19 milioni gli italiani che fanno acquisti la domenica, e i giorni festivi rappresentano per loro l’ unica occasione per dedicarsi allo shopping e alle compere – dunque – privarli di tale possibilità – evidenzia – attraverso misure che limitano le aperture domenicali, equivale a dirottare gli acquisti dei consumatori verso l’ e-commerce che, a differenza dei negozi tradizionali, non subisce alcun vincolo o limitazione». Ed ancora sul disegno di legge «creerà il caos nel settore del commercio e creerà disparità di trattamento inaccettabili a danno dei consumatori a seconda del comune di residenza. Nelle zone turistiche, infatti, gli esercenti potranno scegliere il periodo dell’ anno in cui rimanere aperti (inverno in montagna, estate al mare), mentre i comuni con più di 10mila abitanti saranno avvantaggiati rispetto ai piccoli centri, potendo mantenere aperti la domenica i negozi fino a 250 mq». Ma non solo, le discriminazioni riguardano anche il settore delle merci: pasticcerie, rosticcerie, gelaterie, fiorai, librerie e negozi di souvenir «potranno rimanere aperti a danno di tutti gli altri esercizi che non godranno di analoghe deroghe». Leggi anche: – Amazon e Ebay chiusi la domenica? – Negozi chiusi la domenica: la proposta e le critiche.
Trento Today, 02/02/2019 16:21
La Protezione Civile: “Non entrate in A22, rimandate la partenza”
vigili del fuoco, stradale e mezzi di servizio dell’ autobrennero sono al lavoro da questa notte per “smontare” il lungo serpentone tra chiusa ed il passo, dove è anche caduta una valanga
E’ caso neve in Alto Adige, dove l’ autostrada è bloccata dalla serata di venerdì 1 febbraio e si registrano disagi anche sulle statali delle valli.La Protezione Civile, si legge sul sito della Provincia autonoma di Bolzano, consiglia ai turisti che si trovano in Pusteria e valli laterali di rimandare il più possibile la partenza. Per le informazioni in tempo reale consigliamo di consultare il sito dedicato traffico.provincia.bz.it(clicca qui) o contattare il numero telefonico 0471200198. Per quanto riguarda invece la A22 il consiglio è ancor più drastico: “non utilizzatela”. Sull’ Autobrennero infatti dalla serata di ieri, venerdì 1 febbraio, si è formata una coda di camion e auto lunga praticamente dal Chiusa fino al Brennero. “Il caos è stato provocato da una serie di camion non attrezzati per le condizioni invernali che di fatto hanno bloccato la carreggiata, rendendo estremamente difficoltoso l’ arrivo dei mezzi di soccorso” si legge sul sito provinciale. Il Codacons, sindacato dei consumatori, ha già annucniato un esposto alla Procura di Bolzano chiedendo di indagare tutti i camionisti che hanno imboccato l’ autostrada senza le dotazioni necessarie. I tir diretti a nord, attualmente, vengono bloccati a Bressanone e a Chiusa, e vengono deviati lungo la corsia sud in direzione di Bolzano, dove sono stati messi a disposizione una serie di parcheggi. Nel momento in cui scriviamo, (ore 15.00) la situazione non sembra affatto essersi risolta: un lettore ci scrive di essere da ormai sei ore in colonna a Chiusa, dove le persone sono in condizioni che si stanno facendo a tratti drammatiche, con uomini, donne e bambini costretti ad utilizzare i boschi innevati come toilette.
La Voce di Bolzano, 02/02/2019 15:51
Autobrennero: defluisce lento il traffico pesante. Ancora chiuso il tratto da Bolzano Sud al confine
la situazione della viabilità sulle strade statali della provincia e sull’ autostrada a22 è in leggero milgioramento ma persistono comunque alcune criticità. é aperta l’ autostrada del brennero in direzione nord tra lo svincolo di vipiteno e il passo brennero per tutti i mezzi. mentre é attivo il divieto di entrata per tutti mezzi a partire da []
In seguito ai gravi disagi alla viabilità di queste ore sull’ autostrada del Brennero il Codacons sta valutando di presentare un esposto alla procura di Bolzano per interruzione di pubblico servizio. Il presidente Carlo Rienzi parla di situazione assurda e di precise responsabilità anche da parte degli utenti irresponsabili che hanno effettuato l’ ingresso in autostrada senza le adeguate precauzioni. “È semplicemente assurdo – afferma Rienzi in una nota – che una arteria così importante venga chiusa per neve, nonostante le condizioni meteo fossero ampiamente previste da giorni. Chiediamo alla magistratura di aprire una indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale, verificando se il gestore autostradale e gli enti locali abbiano adottato le misure necessarie per evitare la grave situazione determinatasi”. Oltre al gestore dell’ autostrada, nel mirino di Codacons ci sarebbero dunque anche camionisti e automobilisti che hanno adottato comportamenti imprudenti e irresponsabili con ripercussioni gravi sul traffico autostradale. “Chiediamo alla Procura di Bolzano di identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento e che con il loro comportamento hanno di fatto prodotto blocchi stradali a danno della collettività”, conclude Rienzi.
La Voce di Bolzano, 02/02/2019 14:00
Dramma neve e chiusura A22: esposto Codacons. Rienzi: “Indagare anche camionisti irresponsabili”
in seguito ai gravi disagi alla viabilità di queste ore sull’ autostrada del brennero il codacons sta valutando di presentare un esposto alla procura di bolzano per interruzione di pubblico servizio. il presidente carlo rienzi parla di situazione assurda e di precise responsabilità anche da parte degli utenti irresponsabili che hanno effettuato l’ ingresso in autostrada senza []
In seguito ai gravi disagi alla viabilità di queste ore sull’ autostrada del Brennero il Codacons sta valutando di presentare un esposto alla procura di Bolzano per interruzione di pubblico servizio. Il presidente Carlo Rienzi parla di situazione assurda e di precise responsabilità anche da parte degli utenti irresponsabili che hanno effettuato l’ ingresso in autostrada senza le adeguate precauzioni. “È semplicemente assurdo – afferma Rienzi in una nota – che una arteria così importante venga chiusa per neve, nonostante le condizioni meteo fossero ampiamente previste da giorni. Chiediamo alla magistratura di aprire una indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale, verificando se il gestore autostradale e gli enti locali abbiano adottato le misure necessarie per evitare la grave situazione determinatasi”. Oltre al gestore dell’ autostrada, nel mirino di Codacons ci sarebbero dunque anche camionisti e automobilisti che hanno adottato comportamenti imprudenti e irresponsabili con ripercussioni gravi sul traffico autostradale. “Chiediamo alla Procura di Bolzano di identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento e che con il loro comportamento hanno di fatto prodotto blocchi stradali a danno della collettività”, conclude Rienzi.
iltempo.it, 02/02/2019 13:56
“Perché il Codacons ha ragione sullo Stadio della Roma”
l’ associazione denuncia la raggi e precisa il nostro fact-checking sull’ impianto giallorosso
Riceviamo e pubblichiamo dal presidente del Codacons, l’ avvocato Carlo Rienzi, la richiesta di precisazione in merito all’ articolo pubblicato in data 1.02.2019 intitolato “Stadio della Roma, il Codacons denuncia la Raggi. Ma prende una cantonata in cui punto per punto vengono affrontate le ragioni della denuncia dell’ associazione contro la sindaca di Roma sull’ impianto giallorosso a Tor di Valle Su tale articolo precisiamo quanto segue: 1) il Codacons ovviamente ha presentato istanza di accesso ma tale richiesta – che doveva essere soddisfatta nei 30 giorni già trascorsi – non ha avuto esito, e quindi si è realizzata l’ ipotesi della omissione di atti dovuti, fattispecie che si chiama così anche se al Tempo non piace, e che equivale proprio all’ omissione di atti di ufficio; 2) la denuncia deve essere fatta contro il responsabile della pubblica amministrazione ma naturalmente sarà estesa poi ai funzionari se la responsabilità è di un singolo funzionario; tuttavia nell’ ambito di un atto del Comune il responsabile da denunciare è sempre il Sindaco che rappresenta appunto l’ ente pubblico; 3) riguardo alle altre considerazioni ricordiamo che non è vero che è il privato che deve scegliere il luogo dove fare lo stadio, perché lo stadio nuovo è legato al consenso di tantissime autorità pubbliche (dalla Sovrintendenza al Comune alla Regione) e quindi sono costoro responsabili della tutela dell’ interesse pubblico che sta alla base di un’ opera che non crei danno né alle persone né all’ ambiente; 4) riguardo ai siti alternativi proposti dal Tavolo della libera urbanistica, se il giornalista autore dell’ articolo avesse acceso il proprio computer e si fosse collegato a internet avrebbe scoperto, con suo grande stupore, che già in passato erano stati specificati i siti alternativi a Tor di Valle che non comportano certo né lo smantellamento del Luneur come egli sostiene, né il cambio di destinazione della nuova Fiera di Roma (infatti abbiamo sempre parlato dell’ ex Fiera di Roma). 5) riguardo poi la possibilità per il Codacons di bloccare lo Stadio – cosa che si farà con molto dolore e nell’ interesse ripeto sempre degli stessi tifosi – questa è insita nel ricorso al TAR già pendente e proposto dal Codacons, ricorso al quale saranno aggiunti nuovi motivi dopo la lettura della consulenza tecnica in questione e che potrà e dovrà annullare tutte le autorizzazioni concesse per realizzare lo stadio in un posto improponibile, dannoso per l’ ambiente e per i cittadini, in un’ operazione che ha il sapore della speculazione e che non è certo a favore dei tifosi della Roma.
carlo rienzi
Borse, 02/02/2019 12:30
Rc auto: in cinque anni prezzi giù del del 23%, oggi si paga 96 euro in meno
Rc auto sempre meno cara tanto che in cinque anni il prezzo medio è calato del 23%, pari a 96 euro. Questo quanto emerge dal bollettino Iper dell’ Ivass, l’ Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, che monitora l’ andamento dei prezzi effettivi per la garanzia Rc auto nel terzo trimestre 2018. Ivass: in calo i prezzi Rc auto Dal documento emerge come prosegue, sia pure in netto rallentamento, il trend di riduzione dei prezzi di medio-lungo periodo con una variazione del prezzo medio dell’ Rc auto su base annua pari a -0,3 per cento e quella su base trimestrale a +1,9 per cento. In sostanza si è passati da 515 euro del terzo trimestre 2013 a 419 euro del terzo trimestre del 2018. In quest’ ultimo periodo di tempo in particolare il 50 per cento degli assicurati paga meno di 376 euro, il 90 per cento degli assicurati meno di 648 euro e solo il 10 per cento degli assicurati meno di 237 euro. I prezzi però sono ampiamente diversi nella penisola: basti pensare che in Campania il prezzo medio è pari a 539 euro mentre in Valle d’ Aosta è pari a 303 euro. Ma le differenze di prezzi ci sono anche per quanto riguarda le compagnie, con variazioni su base annua comprese tra il -9,4 per cento e il +7,4 per cento. Inoltre, scrive l’ Ivass nel suo Bollettino, il 20,6% dei contratti prevede clausole di riduzione del premio legate alla presenza della scatola nera anche se la penetrazione della scatola nera è tuttavia assai eterogenea. Maglia rosa a Caserta dove il 60,6 per cento dei contratti stipulati include la scatola nera mentre fanalino di cosa la provincia di Bolzano dove il tasso di penetrazione della scatola nera è pari al 3 per cento. Codacons: nel 2018 forte accelerazione tariffe Plaude alla riduzione dei prezzi il Codacons ma allo stesso tempo l’ associazione dei consumatori rileva come nel II trimestre le tariffe siano aumentate mediamente del +0,5% sul trimestre precedente, mentre nel III trimestre l’ incremento raggiunge quota +1,9%. “Ciò significa che il percorso virtuoso avviato negli ultimi anni sembra essersi interrotto, con le tariffe che tornano a registrare numeri in crescita. Le differenze a livello territoriale rimangono poi abnormi, e le riduzioni registrate negli ultimi anni risultano del tutto insufficienti: a Napoli per assicurare una autovettura si pagano in media 633,5 euro, più del doppio di Aosta (303 euro), con una differenza del 109% che non appare in nessun modo giustificata, considerato che a Napoli, secondo lo stesso Ivass, il 55% delle auto monta la scatola nera”.
Ansa, 02/02/2019 12:08
Caos neve Alto Adige: esposto Codacons in procura
Dopo i gravi disagi che si stanno verificando sull’ Autobrennero il Codacons annuncia un esposto alla procura di Bolzano. Secondo il presidente dell’ associazione consumatori, Carlo Rienzi – si legge in una nota – “È semplicemente assurdo che una arteria così importante venga chiusa per neve, nonostante le condizioni meteo fossero ampiamente previste da giorni. Chiediamo alla magistratura di aprire una indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale, verificando se il gestore autostradale e gli enti locali abbiano adottato le misure necessarie per evitare la grave situazione determinatasi”. Il Codacons punta il dito in particolare su camionisti e automobilisti che hanno adottato comportamenti errati e pericolosi con ripercussioni sul traffico autostradale. “Chiediamo alla Procura di Bolzano di identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento e che con il loro comportamento hanno di fatto prodotto blocchi stradali a danno della collettività”, conclude Rienzi. (ANSA).
ilmessaggero.it, 02/02/2019 10:26
Negozi chiusi la domenica, gongola l’ online
(Teleborsa) – Il Codacons boccia la proposta di legge M5S-Lega sulle chiusure domenicali dei negozi Una proposta che – sottolinea l’ associazione in una nota ufficiale- favorirà l’ e-commerce , avrà ricadute negative su occupazione e Pil e, infine, introdurrà il caos e pesanti discriminazioni tra Comuni: “Tra i 12 e i 19 milioni di italiani fanno acquisti la domenica , e i giorni festivi rappresentano per loro l’ unica occasione per dedicarsi allo shopping e alle compere”. GONGOLA L’ ONLINE – “Il settore delle vendite online, che nel 2017 ha registrato nel nostro paese un business pari a 23,6 miliardi di euro, sarà l’ unico a beneficiare delle chiusure domenicali dei negozi, con un incremento del giro d’ affari pari a +2,7 miliardi di euro solo nel primo anno e come effetto diretto di un eventuale divieto di apertura nei giorni festivi per gli esercizi tradizionali. Non solo. La proposta di legge M5S-Lega creerà il caos nel settore del commercio e creerà disparità di trattamento inaccettabili a danno dei consumatori a seconda del comune di residenza “, si legge ancora nella nota. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Helpconsumatori, 02/02/2019 08:29
TopNews. Rc auto, Ivass: prezzo medio 419 euro. Napoli vs Aosta, differenza di 246 euro
L’ assicurazione rc auto costa in media 419 euro nel terzo trimestre del 2018. La metà degli assicurati paga meno di 376 euro, mentre solo il 10% paga meno di 237 euro. L’ andamento dei prezzi segue una tendenza alla riduzione nel medio e lungo periodo. Su base annua, il premio medio rc auto è in flessione dello 0,3% mentre su base trimestrale si registra un più 1,9%. I dati dell’ Ivass, l’ Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, sono stati diffusi oggi col Bollettino Iper sull’ andamento dei prezzi effettivi per la garanzia rc auto nel terzo trimestre 2018 . L’ Ivass ricorda il peso dell’ rc auto nel paniere dei prezzi: è fra le prime venti voci, importante più della spesa per l’ acqua o per il dentista . Conta molto anche l’ età dell’ automobilista: il prezzo medio dei contratti stipulati dagli assicurati con età inferiore a 25 anni (l’ 1,4% del campione) è particolarmente elevato e raggiunge i 745 euro . “I prezzi sono ampiamente differenziati nella penisola: in Campania il prezzo medio è pari a 539 euro mentre in Valle d’ Aosta è pari a 303 euro – dice l’ Ivass – Il differenziale di premio tra Napoli ed Aosta ha subito importanti riduzioni nel triennio 2013-2016, passando da 380 euro a 246 euro e si è stabilizzato intorno a tale valore nel corso del terzo trimestre del 2018”. Il 20,6% dei contratti prevede clausole di riduzione del premio legate alla presenza della scatola nera. La penetrazione della scatola nera è tuttavia assai eterogenea: il 60,6% dei contratti stipulati nella provincia di Caserta include la scatola nera mentre il tasso di penetrazione nella provincia di Bolzano è pari al 3% . Il tasso di penetrazione della scatola nera, spiega l’ Istituto, è raddoppiato in cinque anni ed è stabile intorno al 20% ma con enormi differenze territoriali. C’ è in pratica un’ alta penetrazione della scatola nera dove i prezzi sono alti. C’ è anche molta differenza fra le compagnie: le variazioni annue dell’ rc auto vedono prezzi medi con variazioni comprese fra il meno 9,4% e il più 7,4% . Altro dato da considerare è il tasso di cambio fra le compagnie, che diminuisce, e nel terzo trimestre 2018 è pari al 9,38% con una dinamica che “non ha ostacolato il trend di riduzione dei prezzi. Su base territoriale – dice l’ Ivass – la mobilità degli assicurati rimane piuttosto eterogenea: ad esempio, il tasso di cambio compagnia a Verbano-Cusio-Ossola è pari al 4,9% contro Vibo Valentia con il 18,3%”. I prezzi sono scesi di quasi 100 euro in cinque anni ma le differenze su base territoriale sono ancora forti: così il Codacons accoglie i dati dell’ Ivass. Nel 2018 i prezzi tornano insomma a rialzare la testa e lo stesso Istituto, dice il Codacons, parla di un aumento dell’ 1,9% sul trimestre precedente. “Ciò significa che il percorso virtuoso avviato negli ultimi anni sembra essersi interrotto, con le tariffe che tornano a registrare numeri in crescita – commenta il Codacons – Le differenze a livello territoriale rimangono poi abnormi, e le riduzioni registrate negli ultimi anni risultano del tutto insufficienti: a Napoli per assicurare una autovettura si pagano in media 633,5 euro, più del doppio di Aosta (303 euro), con una differenza del 109% che non appare in nessun modo giustificata, considerato che a Napoli, secondo lo stesso Ivass, il 55% delle auto monta la scatola nera”. Notizia pubblicata il 01/02/2019 ore 17.32.
TeleBorsa, 02/02/2019 08:17
economia
Negozi chiusi la domenica, gongola l’ online
incremento del giro d’ affari pari a +2,7 miliardi di euro solo nel primo anno, dice il codacons che boccia la proposta
(Teleborsa) – Il Codacons boccia la proposta di legge M5S-Lega sulle chiusure domenicali dei negozi Una proposta che – sottolinea l’ associazione in una nota ufficiale- favorirà l’ e-commerce , avrà ricadute negative su occupazione e Pil e, infine, introdurrà il caos e pesanti discriminazioni tra Comuni: “Tra i 12 e i 19 milioni di italiani fanno acquisti la domenica , e i giorni festivi rappresentano per loro l’ unica occasione per dedicarsi allo shopping e alle compere”. GONGOLA L’ ONLINE – “Il settore delle vendite online, che nel 2017 ha registrato nel nostro paese un business pari a 23,6 miliardi di euro, sarà l’ unico a beneficiare delle chiusure domenicali dei negozi, con un incremento del giro d’ affari pari a +2,7 miliardi di euro solo nel primo anno e come effetto diretto di un eventuale divieto di apertura nei giorni festivi per gli esercizi tradizionali. Non solo. La proposta di legge M5S-Lega creerà il caos nel settore del commercio e creerà disparità di trattamento inaccettabili a danno dei consumatori a seconda del comune di residenza “, si legge ancora nella nota.
Il Gazzettino, 02/02/2019 06:21
Chiusure domenicali, consumatori e imprese bocciano la nuova legge
`codacons all’ attacco: «la proposta di lega e m5s favorirà l’ e-commerce e porterà caos sul territorio» `la grande distribuzione: «a rischio consumi per 4 miliardi e 30mila posti tra diretti e indiretti»
LA PROPOSTA VENEZIA Consumatori e grande distribuzione bocciano la nuova legge sulle chiusure domenicali presentata in Commissione alla Camera da Lega e 5stelle. Duro il Codacons: «Questa legge favorirà l’ e-commerce, avrà ricadute negative su occupazione e Pil. introdurrà il caos e pesanti discriminazioni tra Comuni». Per le grandi catene come Coop migliaia i posti a rischio. «Tra i 12 e i 19 milioni di italiani fanno acquisti la domenica, e i giorni festivi rappresentano per loro l’ unica occasione per dedicarsi allo shopping e alle compere – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi -. Privarli di tale possibilità attraverso misure che limitano le aperture domenicali, equivale a dirottare gli acquisti dei consumatori verso l’ e-commerce che, a differenza dei negozi tradizionali, non subisce alcun vincolo». In base alle proiezioni del Codacons il settore delle vendite online, che nel 2017 ha registrato in Italia un business di 23,6 miliardi, sarà l’ unico a beneficiare delle chiusure domenicali dei negozi, con un incremento del giro d’ affari pari a + 2,7 miliardi solo nel primo anno. DISPARITÁ «La proposta di legge M5S-Lega creerà il caos nel settore del commercio e disparità di trattamento inaccettabili a danno dei consumatori a seconda del comune di residenza – aggiunge Rienzi -. Nelle zone turistiche gli esercenti potranno scegliere il periodo dell’ anno in cui rimanere aperti (inverno in montagna, estate al mare), mentre i Comuni con più di 10mila abitanti saranno avvantaggiati rispetto ai piccoli centri, potendo mantenere aperti la domenica i negozi fino a 250 mq. Discriminazioni anche in base al settore merceologico, con pasticcerie, rosticcerie, gelaterie, fiorai, librerie e negozi di souvenir che potranno rimanere aperti a danno di tutti gli altri». La maggioranza gialloverde punta a concedere di base aperture per la metà delle domeniche, 26 su 52, e deroghe per altri giorni nelle festività nazionali, 4 su 12 (laiche e religiose). In tutto quindi si arriva fino a 30 aperture extra. Previste sanzioni pesanti per chi viola lo stop. «Un inconcepibile ritorno al Medioevo». Così Giorgio Santambrogio, Ad del Gruppo VéGé, commenta il disegno di legge presentato da Lega e M5s in commissione Attività produttive alla Camera sulle aperture domenicali: «La chiusura domenicale implicherebbe un calo dei consumi di oltre 4 miliardi. I posti di lavoro a rischio, per l’ intero settore, sarebbero intorno ai 30mila», non soltanto i lavoratori nel commercio ma anche nell’ indotto. In Piemonte si mobilita Nova Coop, cooperativa che conta 64 punti vendita e quasi 5.000 dipendenti per il 90% assunti fissi: «La grande distribuzione faccia fronte comune per interloquire con il Governo per una normativa capace di dare risposte alle giuste esigenze di salvaguardia dei tempi di vita e di lavoro», dice il presidente Ernesto Dalle Rive. Più favorevoli i piccoli commercianti. «Direi che la proposta di legge arrivata in commissione Attività Produttive della Camera è una buona base di partenza», afferma il presidente dell’ Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin, «anche se sarà necessario un confronto ad ampio raggio. La proposta che è più interessante è la possibilità per i negozi di vicinato e per quelli ubicati nei centri storici, di tenere sempre aperto. Ora servono regole più stringenti anche per l’ e-commerce». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Cittadino, 02/02/2019 05:40
comparto aereo Alitalia, Filt-Cgil: «Pronti a sciopero» «Attivate con Fit-Cisl, Uiltrasporti ed …
comparto aereo Alitalia, Filt-Cgil: «Pronti a sciopero» «Attivate con Fit-Cisl, Uiltrasporti ed Ugl trasporto aereo le procedure per preparare la mobilitazione di tutti i lavoratori del comparto aereo». Ne dà notizia la Filt-Cgil, spiegando che «se l’ assenza di risposte da parte del Governo, anche sulla vertenza Alitalia, dovesse proseguire sarà inevitabile mobilitarsi nel settore». «Abbiamo deciso unitariamente per una ferma presa di posizione – riferisce la Filt Cgil – a seguito del quadro di incertezza complessivo del settore e sul piano industriale della nuova Alitalia che avrebbe dovuto essere presentato entro il 31 gennaio 2019. dati ivass Rc auto in calo, media a 419 euro In calo nel terzo trimestre 2018 il premio medio della Rc auto che è sceso a 419 euro in calo dello 0,3% su anno, ma in crescita dell’ 1,9% su base trimestrale. Lo rende noto l’ Ivass, l’ istituto per la vigilanza sulle assicurazioni che osserva che il 50% degli assicurati paga meno di 376 euro. Dal quarto trimestre del 2013 i premi da quasi 520 euro sono scesi di quasi 100 euro. negozi Chiusure domenicali, Codacons dice no Codacons boccia la proposta di legge M5S-Lega sulle chiusure domenicali dei negozi, depositata alla Commissione attività produttive della Camera. Una proposta che, spiega l’ associazione, favorirà l’ e-commerce, avrà ricadute negative su occupazione e Pil e introdurrà il caos e discriminazioni tra Comuni.
Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 02/02/2019 05:39
Fondi al personale L’ Asp revoca la delibera
È stata revocata la delibera con cui l’ Asp assegnava il 98,5 % dei fondi al personale. Ne dà notizia l’ avvocato Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons. L’ associazione dei consumatori aveva avanzato dubbi su quello che riteneva «un impiego “disinvolto” da parte dell’ Asp dei circa sette milioni di euro destinati ad innalzare gli standard di qualità ed efficienza e superare le differenze con le altre aree del Paese». Il Codacons aveva chiesto un incontro con il commissario Cottarelli visto che, «sbirciando l’ allegato alla delibera si evince che l’ Azienda Sanitaria ha suddiviso, senza alcuna rendicontazione, l’ importo di 6.908.301,43 euro e di questa somma il costo del personale ammonta a 6.805.613,00 euro, ovvero il 98,5%. In quella delibera non vi era nulla che confermasse il raggiungimento degli obiettivi di piano finalizzati al miglioramento dell’ erogazione dei Lea». Dopo aver rimarcato i propri dubbi sui «reali benefici ricevuti dai malati” dall’ utilizzo di queste somme» oggi il Codacons apprende della revoca di quella delibera con atto numero 53 del 28 gennaio 2019, dove si legge che, riferisce l’ associazione, “la delibera 24/19 rappresentava un’ erronea tabella di rendicontazione e, che per mero refuso veniva adottata nella delibera”. «Una clamorosa marcia indietro», commenta l’ avvocato Di Lieto ricordando che «esattamente il giorno dopo la pubblicazione della nostra denuncia da parte della stampa il direttore amministrativo dell’ Asp ha proposto di revocare ciò che era stato deliberato appena nove giorni prima. E la motivazione della revoca – insiste il Codacons – lascia di sasso. Si revoca quella delibera perché conteneva una rendicontazione acquisita per errore. Ed allora o si è deliberato su dei dati che nulla avevano a che fare con gli obiettivi di piano oppure, e questo sarebbe davvero inquietante, quella rendicontazione doveva rimanere un segreto». Il Codacons sollecita il Commissario Cottarelli «a riceverci, perché abbiamo diritto a ricevere delle risposte, così come abbiamo diritto ad una gestione trasparente dei fondi pubblici – conclude Di Lieto – per rispetto ai tanti , troppi, calabresi costretti a fuggire per farsi curare». I sette milioni di euro destinati a innalzare gli standard di qualità.
Gazzetta del Sud, 02/02/2019 05:37
Incendio alla Ram: 9 a giudizio, ma solo per disastro colposo
Barcellona Sono stati tutti rinviati a giudizio vertici e quadri dirigenti della Raffineria di Milazzo, in tutto nove persone chiamate a rispondere del solo reato di disastro colposo, per il devastante incidente del 27 settembre 2014 occorso al serbatoio Tk 513, che conteneva uno dei più pericolosi prodotti petroliferi, il “virgin naphta”, sostanza liquida altamente infiammabile da cui è poi scaturito un devastante incendio. A decidere il rinvio a giudizio dei nove imputati, su richiesta del pm Alessandro Liprino, il gip Salvatore Pugliese, che nel dispositivo di rinvio a giudizio, così come avevano richiesto i difensori, ha “ritenuto di dover qualificare le condotte” contestate agli indagati “nell’ unico reato di disastro colposo” nel quale infatti è stata riassorbita l’ iniziale contestazione del reato di “incendio”. Ad essere processati il prossimo 12 aprile, davanti al monocratico Francesco Alligo, per il solo reato di disastro, il legale rappresentante della Raffineria di Milazzo, il direttore Pietro Maugeri, 56 anni di Messina; Ignazio Arces, 46 anni di Gela, direttore tecnico della Ram; Antonio Bucarelli, messinese di 63 anni, responsabile del servizio sicurezza, protezione e prevenzione; Vincenzo Gazzotti, 55enne di Riposto, responsabile di produzione reparto movimentazione; Natale Anastasi, messinese di 54 anni, responsabile reparto movimentazione; Andrea Venuto, milazzese di 42 anni, responsabile caporeparto movimentazione; Alberto Scaglione, messinese 48 anni, responsabile manutenzione; Francesco Saitta, messinese di 53 anni, responsabile dell’ unità “Man 2” del servizio di manutenzione operativa; e Salvatore Carmelo Agnello, 45 anni di Barcellona, coordinatore area manutenzione reparto movimentazione. La difesa degli imputati, con gli avvocati Carlo e Tommaso Autru Ryolo, Antoniele Imbesi, Fabrizio Ferraro, Angelo Colosi, ha infatti avanzato, durante la discussione, l’ eccezione sulla contestazione del reato di incendio scaturito dall’ incidente al serbatoio. Eccezione che ha poi comportato la riqualificazione delle condotte contestate nell’ unico reato di disastro colposo. Fatto questo che alleggerisce non poco la posizione degli imputati. Il giudice Pugliese ha ammesso come parti civili solo 5 enti territoriali e 5 associazioni tra le più rappresentative, escludendo invece oltre 150 richieste di costituzione presentate da privati cittadini. Da sottolineare come la stessa Procura aveva già chiesto lo scorso anno in un procedimento parallelo aperto a seguito dei numerosi esposti di cittadini che lamentavano danni e lesioni, l’ archiviazione per l’ incombente prescrizione dei reati. I Comune ammessi come parte civile sono Milazzo, San Pier Niceto, Merì, Pace del Mela e Monforte San Giorgio. Le quattro associazioni ambientaliste ammesse parte civile, sono state la Tsc presieduta dal parroco di Arci don Giuseppe Trifirò, l’ Adasc presideuta da Giuseppe Maimone, la Cta presieduta da Giuseppe Russo, il Codacons e l’ Udicon. «Prendiamo atto, con soddisfazione», commentato i legali Ram, «dell’ accoglimento delle tesi difensive in relazione all’ esclusione delle parti civili private ed alla impossibilità di contestare contemporaneamente il reato di incendio e di disastro colposo. Per quanto concerne quest’ ultima, residua, contestazione, siamo certi di poter dimostrare nel corso del dibattimento, e sulla base di dati oggettivi, l’ inesistenza degli effetti descritti nel capo di imputazione». l.o. Come parti civili ammessi5 Comuni e 5 associazioniProcesso il 12 aprile.
Cronache di Salerno, 02/02/2019 05:31
sanità / arriva la promozione a dea di primo livello e la perdita di svariati posti letto
L’ ospedale di Polla L’ illusione degli annunci cede il passo ai tagli
Annullata la visita del Governatore De Luca in programma oggi pomeriggio presso il centro sociale Don Bosco in Via Garibaldi a Polla con argomento unico la Sanità. E proprio su questo tema il Codacons Vallo di Diano tramite il referente Roberto De Luca ha fatto una riflessione sulla situazione attuale e su quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi. “Una lettura attenta del Piano Regionale di Programmazione della Rete Ospedaliera svela qualche sorpresa. Ragioniamone insieme: in una intervista ad una emittente televisiva locale il Presidente della Regione Campania ha affermato che il Ministero della Salute ha costretto la Regione Campania a diminuire di 60 unità il numero delle Strutture Complesse, dirette da primari, in tutta la Regione. Tale riduzione è effettivamente avvenuta. Nella stessa intervista si ribadisce che l’ Ospedale di Polla viene “promosso” Dea di I livello. Sembrerebbe, tutto sommato, una situazione vantaggiosa per la sanità e per il cittadino del Vallo di Diano. Tuttavia, bisogna fare alcune considerazioni. Alla pagina 290 (delle 304 pagine del Piano) si può tuttavia notare come a fronte dell’ upgrading del nosocomio si riscontra anche una notevole perdita di posti letto. Viene istituito il Reparto di Recupero e Riabilitazione funzionale con 25 posti letto ed 1 Struttura Semplice. Facciamo quindi le somme e vediamo che, a fronte di un incremento di 32 posti letto, vi è una riduzione di 48 posti letto con una perdita netta di 16 posti letto. Vengono poi eliminate le seguenti Strutture Complesse, rette da primari, trasformate in Strutture Semplici Dipartimentali: Nefrologia; Neurologia; Oculistica; Ostetricia e Ginecologia; Otorinolaringoiatria; Pediatria; Gastroenterologia; Pneumologia. Queste 8 strutture non verranno più dirette da primari, ossia, da medici scelti a seguito di una procedura selettiva concorsuale nazionale. Pertanto, l’ Ospedale di Polla contribuirà così al taglio regionale delle Strutture Complesse nella misura di oltre il 13% (8 su 60), pur avendo un bacino di utenza che rappresenta soltanto l’ 1% del totale della popolazione regionale. Vale a dire che agli abitanti del Vallo Diano è stato chiesto ancora una volta un grande sacrificio. Alcuni potranno dire che questi tagli possono essere considerati alla stessa stregua di una promozione. Ci verrebbe da esclamare, con le parole di Mogol, “lo scopriremo solo vivendo”… a patto che ci sia concesso di vivere abbastanza a lungo per vedere gli effetti di questo piano di programmazione delle rete ospedaliera. Vincenzo D’ Amico.
La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Brindisi), 02/02/2019 05:04
il settore, intanto, è in ginocchio e si spera che ha crisi possa essere quanto prima superata
Un secco «no» al taglio degli alberi Nuove polemiche sulla Xylella
le norme per scongiurare la diffusione vengono contestate
FASANO. Coro di no e di critiche all’ annuncio – dato il 31 gennaio scorso nel corso di una conferenza stampa tenutasi alla Camera dei Deputati alla quale hanno partecipato il consigliere comunale di Fa sano Raffaele Trisciuzzi del Movimento 5 Stelle e l’ imprenditore oleario fasanese Giuseppe Vinci che sostengono la battaglia contro l’ eradicazione degli ulivi infetti dalla Xylella – del ricorso al Tar Lazio per chiedere l’ annullamento, previa sospensiva della Delibera della Regione Puglia n. 1890 “Azioni di contrasto alla diffusione della Xylella Fastidiosa”. Un ricorso presentato dal Codacons e da alcune associazioni e movimenti politici del territorio e di Fasano che si dicono contrari alla eradicazione degli ulivi infetti dal batterio. Italia Olivicola, la più importante e rappresentativa organizzazione della produzione olivicola italiana (che rappresenta anche molti olivicoltori fasanesi) “dopo aver appreso – si legge in una nota della stessa Italia Olivicola – della conferenza stampa programmata alla Camera dei Deputati da alcuni parlamentari negazionisti del M5S, in seguito a questo incontro, presenterà la prossima settimana un esposto -denuncia alla Procura di Roma al fine di accertare eventuali responsabilità di tutti coloro che, continuando ad alimentare il sistema di fake news, contribuiscono all’ avanzata del batterio della Xylella in Italia. Due gli articoli del codice penale che saranno richiamati – si legge ancora nel comunicato -: l’ articolo 656, ri ferito alla pubblicazione e diffusione di notizie false e infondate tali da turbare l’ ordine e la sicurezza pubblica, e l’ articolo 500 relativo a comportamenti, anche colposi ed omissivi, diretti o causativi della diffusione di malattie (vedi epidemia Xylella) in danno delle piante di olivo con evidente pericolo di propagazione dell’ epidemia stessa con grave danno all’ economia rurale olivicola delle zone interessate, e grave rischio di diffusione ad altre Regioni ed aree olivicole mediterranee”. «Gli agricoltori sono stanchi e arrabbiati, non possiamo più tollerare iniziative basate su invenzioni, lontanissime da ciò che la scienza ci dice, che rischiano di compromettere l’ economia di interi territori – ha dichiarato il Presidente di Italia Olivicola Gennaro Sicolo -. Il Movimento 5 Stelle ha al suo interno alcuni parlamentari che purtroppo con queste azioni offuscano l’ impegno di diversi loro colleghi dello stesso Movimento, pugliesi e non, che insieme a noi lavorano ogni giorno per cercare soluzioni e per dare risposte concrete agli agricoltori. Questi pochi parlamentari irresponsabili – ha concluso Si colo – dovrebbero vergognarsi per queste iniziative e dovrebbero pagare di tasca propria i danni procurati, insieme alla rumorosa lobby di santoni e pseudoambientalisti, alle tasche e alle vite di centinaia di migliaia di famiglie che vivevano grazie ai milioni di ulivi colpiti dalla Xylella».
La Prealpina, 02/02/2019 05:01
«Chiusure festive, danno per tutti»
il codacons boccia il progetto di legge che rivoluzionerà i tempi del commercio
ROMA Il Codacons boccia senza appello la proposta di legge M5S-Lega sulle chiusure domenicali dei negozi, depositata alla Commissione attività produttive della Camera. Una proposta che – avvisa l’ associazione – favorirà l’ e-commerce, avrà ricadute negative su occupazione e Pil e introdurrà il caos e pesanti discriminazioni tra Comuni. «Tra i 12 e i 19 milioni di italiani fanno acquisti la domenica, e i giorni festivi rappresentano per loro l’ unica occasione per dedicarsi allo shopping e alle compere. – spiega il presidente Carlo Rienzi – Privarli di tale possibilità attraverso misure che limitano le aperture domenicali, equivale a dirottare gli acquisti dei consumatori verso l’ e-commerce che, a differenza dei negozi tradizionali, non subisce alcun vincolo o limitazione». In base alle proiezioni del Codacons il settore delle vendite online, che nel 2017 ha registrato nel nostro paese un business pari a 23,6 miliardi di euro, sarà l’ unico a beneficiare delle chiusure domenicali dei negozi, con un incremento del giro d’ affari pari a +2,7 miliardi di euro solo nel primo anno e come effetto diretto di un eventuale divieto di apertura nei giorni festivi per gli esercizi tradizionali. Non solo. «La proposta di legge M5S-Lega creerà il caos nel settore del commercio e creerà disparità di trattamento inaccettabili a danno dei consumatori a seconda del comune di residenza. – aggiunge Rienzi – Nelle zone turistiche, infatti, gli esercenti potranno scegliere il periodo dell’ anno in cui rimanere aperti (inverno in montagna, estate al mare), mentre i comuni con più di 10mila abitanti saranno avvantaggiati rispetto ai piccoli centri, potendo mantenere aperti la domenica i negozi fino a 250 metri quadri. Discriminazioni anche in base al settore merceologico, con pasticcerie, rosticcerie, gelaterie, fiorai, librerie e negozi di souvenir che potranno rimanere aperti a danno di tutti gli altri esercizi che non godranno di analoghe deroghe». Sulla stessa linea anche Federdistribuzione, secondo cui il testo di legge , per quanto noto al momento, produrrà un effetto molto negativo sul sistema Paese: diminuiranno i livelli occupazionali di 30.000 unità. Caleranno i consumi per oltre 4 miliardi di euro. Peggioreranno le aspettative delle imprese, con conseguente riduzione degli investimenti. Ci sarà meno servizio ai consumatori, costretti a modificare le proprie abitudini di acquisto ormai consolidate da oltre 7 anni di aperture domenicali. Si creeranno distorsioni nella concorrenza tra imprese e disparità di trattamento tra i cittadini per il potere dato agli enti territoriali.
Corriere della Sera (ed. Roma), 02/02/2019 04:59
slitta vertice m5s
Stadio Roma Politecnico, giallo sul parere
Summit rinviato, la relazione del Politecnico di Torino su Tor di Valle diventa un caso. Il vertice M5S in Campidoglio – convocato per ieri per discutere del nuovo parere dei tecnici torinesi dopo la bocciatura della bozza preliminare – è slittato a lunedì (con una commissione Trasparenza sullo stadio in calendario). E il documento è stato secretato, per questo il Codacons ha fatto un esposto anche se il plico è blindato dal vincolo di riservatezza contenuto nel contratto tra Mobilità e Politecnico. Il problema, stavolta, è che nemmeno i consiglieri, avvertiti del summit rinviato solo ieri mattina, hanno potuto leggere le carte che sono sulla scrivania di Raggi. Così tra gli scranni dei grillini aumentano le perplessità su Tor di Valle: per la natura di un’ opera che prevede un’ enorme colata di cemento, ma anche per l’ inchiesta che, con l’ arresto di Parnasi e Lanzalone, ha fatto sbandare l’ intero progetto.
a.arz.
Quotidiano di Puglia, 02/02/2019 03:45
il commercio il commercio
Chiusure domenicali monta la polemica dopo l’ intesa Cinquestelle-Lega
Aperture dei negozi, si cambia. Dopo mesi di confronto arriva l’ intesa tra Lega e Movimento 5 Stelle per innestare la retromarcia rispetto alle liberalizzazioni di Monti: basta esercizi sempre aperti, senza distinzioni di domeniche e festivi, con la grande distribuzione a fare la parte del leone e i piccoli negozi a reggere a stento la concorrenza. La maggioranza gialloverde punta a «rimediare al danno» concedendo di base aperture per la metà delle domeniche, 26 su 52, e deroghe per altri giorni di serrande alzate nelle festività nazionali, 4 su 12 (laiche e religiose). In tutto quindi si arriva fino a 30 aperture extra. Quali saranno le date delle aperture standard’ lo sceglieranno le Regioni, sentendo le associazioni di categoria e i sindacati: allo stesso modo, Regione per Regione, si decideranno le festività in cui gli esercizi potranno lavorare. Il testo base sulle aperture domenicali dei negozi, depositato in commissione alla Camera dal relatore Andrea Dara (Lega), arriva quindi a una mediazione tra le posizioni di partenza dei due alleati. Il Codacons boccia senza appello la proposta depositata alla commissione Attività produttive della Camera. «Una proposta che – avvisa l’ associazione – favorirà l’ e-commerce, avrà ricadute negative su occupazione e Pil e introdurrà il caos e pesanti discriminazioni tra Comuni».
La Nuova Ferrara, 02/02/2019 03:32
investimenti
Allarme Codacons «Diamanti, attenti alle transazioni»
Codacons lancia un allarme ai risparmiatori coinvolti nella vicenda dei diamanti da investimento, poi deprezzati, venduti anche da Caricento. «Attenzione a cosa firmate in sede di transazione» dice il vicepresidente nazionale Bruno Barbieri. Secondo l’ associazione di consumatori, infatti, ci sono «criticità intollerabili» nelle bozze transattive di alcune banche, a partire dall’ autenticità dei diamanti «sulla quale farà fede la valutazione della banca».
La Nuova di Venezia e Mestre, 02/02/2019 03:32
canoni prescritti, parte la diffida legale
Le cartelle idriche pazze per 10 mila pozzi veneti Il Codacons dà battaglia
VENEZIA. Canoni idrici ormai prescritti eppure reclamati dall’ amministrazione regionale attraverso cartelle di pagamento che raggiungono i 4 mila euro, inviate ai proprietari dei pozzi, ben diecimila in Veneto. A dare battaglia, dopo la denuncia pubblica del consigliere regionale Maurizio Conte, ora è il Codacons, che stima addirittura in 15 milioni i canoni non più esigibili. «La Regione si giustifica dicendo che la prescrizione va eccepita dal creditore e ciò è corretto», commenta a riguardo l’ avvocato Franco Conte, presidente del movimento di tutela dei consumatori «ma è di tutta evidenza l’ effetto ingannevole di una richiesta di canoni sotto l’ autorevole stemma della Regione Veneto e l’ altisonante Genio civile. Per evitare effetti ingannevoli basterebbe escludere i canoni prescritti e qualora la Regione si sentisse obbligata a indicare canoni dall’ iniziale anno 2001, basterebbe sottolineare in grassetto che i canoni richiesti oltre i 5 anni sono prescritti». Tant’ è. Il Codacons, a scanso di equivoci, ha proceduto a diffidare i sette uffici provinciali del Genio civile, il governatore Luca Zaia e l’ assessore all’ ambiente Giovanni Bottacin: «Questa iniziativa si è resa necessario per richiamare la responsabilità “a fare”, cioè a tutelare con atti concreti l’ utente e togliere l’ alibi delle procedure burocratiche. La stella polare del buon amministratore deve concepite la norma per il cittadino non il cittadino per la norma» . Certo, la questione si annuncia complicata: «La restituzione di canoni prescritti pagati, anche se ne abbiamo fatto richiesta, sarà problematica», afferma il legale «nell’ immediato il consiglio è di pagare solo i canoni indicati per gli ultimi 5 anni, dal 2014 se la richiesta dei canoni è stata ricevuta dal primo gennaio 2019. Opportuno ma non necessario riportare nella causale del versamento la frase “per i canoni precedenti il 2014 si ritiene intervenuta la prescrizione”» . Per ulteriori quesiti e chiarimenti rivolgersi a [email protected]. —
Il Mattino di Padova, 02/02/2019 03:31
canoni prescritti, parte la diffida legale
Le cartelle idriche pazze per 10 mila pozzi veneti Il Codacons dà battaglia
VENEZIA. Canoni idrici ormai prescritti eppure reclamati dall’ amministrazione regionale attraverso cartelle di pagamento che raggiungono i 4 mila euro, inviate ai proprietari dei pozzi, ben diecimila in Veneto. A dare battaglia, dopo la denuncia pubblica del consigliere regionale Maurizio Conte, ora è il Codacons, che stima addirittura in 15 milioni i canoni non più esigibili. «La Regione si giustifica dicendo che la prescrizione va eccepita dal creditore e ciò è corretto», commenta a riguardo l’ avvocato Franco Conte, presidente del movimento di tutela dei consumatori «ma è di tutta evidenza l’ effetto ingannevole di una richiesta di canoni sotto l’ autorevole stemma della Regione Veneto e l’ altisonante Genio civile. Per evitare effetti ingannevoli basterebbe escludere i canoni prescritti e qualora la Regione si sentisse obbligata a indicare canoni dall’ iniziale anno 2001, basterebbe sottolineare in grassetto che i canoni richiesti oltre i 5 anni sono prescritti». Tant’ è. Il Codacons, a scanso di equivoci, ha proceduto a diffidare i sette uffici provinciali del Genio civile, il governatore Luca Zaia e l’ assessore all’ ambiente Giovanni Bottacin: «Questa iniziativa si è resa necessario per richiamare la responsabilità “a fare”, cioè a tutelare con atti concreti l’ utente e togliere l’ alibi delle procedure burocratiche. La stella polare del buon amministratore deve concepite la norma per il cittadino non il cittadino per la norma» . Certo, la questione si annuncia complicata: «La restituzione di canoni prescritti pagati, anche se ne abbiamo fatto richiesta, sarà problematica», afferma il legale «nell’ immediato il consiglio è di pagare solo i canoni indicati per gli ultimi 5 anni, dal 2014 se la richiesta dei canoni è stata ricevuta dal primo gennaio 2019. Opportuno ma non necessario riportare nella causale del versamento la frase “per i canoni precedenti il 2014 si ritiene intervenuta la prescrizione”» . Per ulteriori quesiti e chiarimenti rivolgersi a [email protected]. —
La Nuova di Venezia e Mestre, 02/02/2019 03:31
L’ altolà della Ue ai ristori per tutti: ex azionisti divisi fra realisti e ultras
conte (codacons): «bastava rifinanziare la vecchia legge» arman (don torta): «l’ europa non fa paura, resisteremo»
Nicola BrilloVENEZIA. Da Bruxelles la Commissione europea ha fatto sapere che così com’ è scritta la normativa sui rimborsi ai risparmiatori vittime di crac bancari non va bene. Manca un vaglio con sentenza del giudice o lodo arbitrale per il riconoscimento del danno e l’ accesso agli indennizzi. «Sarà difficile far passare a Bruxelles il rimborso automatico di quanti hanno subìto un torto senza il vaglio di una commissione», attacca Franco Conte, presidente di Codacons Veneto, tra le associazioni che compongono la “cabina di regia” che sta lavorando ai decreti attuativi con il governo. «Lo è anche per il nostro ordinamento interno – prosegue -. Infatti i tecnici del ministero, ad una riunione con le associazioni nel dicembre scorso, avevano già sollevato la questione, la procedura era a rischio di osservazione della Commissione. E aveva fatto bene il sottosegretario Bitonci a proporre una modifica all’ articolo 38, che introducesse il vaglio di una qualche commissione. Poi però ha prevalso la linea Di Maio ed ora ci troviamo in questa situazione». La legge di Bilancio ha istituito un fondo con una dotazione di 525 milioni annui nel triennio 2019-2021 (complessivamente 1,5 miliardi) a favore dei risparmiatori che hanno subito un “pregiudizio ingiusto” da banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del primo gennaio 2018. L’ obiettivo del governo è liquidare fino al 30% del valore di acquisto delle azioni e fino al 95% del valore di acquisto delle obbligazioni subordinate, con un importo massimo di 100 mila euro. Il primo decreto attuativo sarà pronto entro l’ 8 febbraio, ha assicurato il sottosegretario all’ Economia Alessio Villarosa (5 Stelle), mentre quello che dà il via alla macchina organizzativa è atteso tra 45 giorni. «Intanto si continua a perdere tempo, con i risparmiatori che attendono i rimborsi – conclude Conte -. Non si può continuare a portare a pretesto l’ Europa per giustificare un approccio dilettantistico del governo sulla questione rimborsi. Io continuo a preferire la legge 205 votata dal precedente governo, che consentiva il rimborso totale dei truffati, bastava solo rifinanziarla a dovere».Il vicepremier Di Maio ha ribadito l’ opinione del governo di proseguire sulla strada tracciata dalla legge di Bilancio. A sostenere la proposta c’ è il Coordinamento Associazioni Soci Banche Popolari Venete “Don Enrico Torta”: «Dopo il bellissimo risultato raggiunto con il Fondo Indennizzo Risparmiatori, c’ è ancora chi inneggia all’ arbitrato Consob». «Forse non è ancora chiaro che, con l’ arbitrato Consob, la stragrande maggioranza dei risparmiatori verrà esclusa dal risarcimento, in particolar modo i vecchi soci – scrive in una nota l’ associazione presieduta dall’ avvocato Andrea Arman-. È ora di voltare pagina, l’ Europa non ci fa paura. Resisteremo». L’ associazione “Ezzelino III da Onara” chiede di partire quanto prima con gli indennizzi. «Il D-day del fondo è scaduto il 31 gennaio, chi ha fatto delle promesse elettorali che non sono state mantenute deve risponderne – spiega il presidente Patrizio Miatello -. L’ Europa ha chiesto solamente dei chiarimenti, non ha bloccato nulla, il problema non esiste. Vogliamo immediatezza: stiamo vivendo un’ emergenza sociale. Servono aiuti alle 25mila aziende che avevano i fidi garantiti dalle azioni e ora rischiano di fallire, e 12mila casi sociali». Federconsumatori ha chiesto al Governo di «esibire la lettera della Commissione europea per rilevare le incongruenze con la normativa attuale, anche al fine di proporre una soluzione alternativa».– BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
La Tribuna di Treviso, 02/02/2019 03:31
L’ altolà della Ue ai ristori per tutti: ex azionisti divisi fra realisti e ultras
conte (codacons): «bastava rifinanziare la vecchia legge» arman (don torta): «l’ europa non fa paura, resisteremo»
Nicola BrilloVENEZIA. Da Bruxelles la Commissione europea ha fatto sapere che così com’ è scritta la normativa sui rimborsi ai risparmiatori vittime di crac bancari non va bene. Manca un vaglio con sentenza del giudice o lodo arbitrale per il riconoscimento del danno e l’ accesso agli indennizzi. «Sarà difficile far passare a Bruxelles il rimborso automatico di quanti hanno subìto un torto senza il vaglio di una commissione», attacca Franco Conte, presidente di Codacons Veneto, tra le associazioni che compongono la “cabina di regia” che sta lavorando ai decreti attuativi con il governo. «Lo è anche per il nostro ordinamento interno – prosegue -. Infatti i tecnici del ministero, ad una riunione con le associazioni nel dicembre scorso, avevano già sollevato la questione, la procedura era a rischio di osservazione della Commissione. E aveva fatto bene il sottosegretario Bitonci a proporre una modifica all’ articolo 38, che introducesse il vaglio di una qualche commissione. Poi però ha prevalso la linea Di Maio ed ora ci troviamo in questa situazione». La legge di Bilancio ha istituito un fondo con una dotazione di 525 milioni annui nel triennio 2019-2021 (complessivamente 1,5 miliardi) a favore dei risparmiatori che hanno subito un “pregiudizio ingiusto” da banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del primo gennaio 2018. L’ obiettivo del governo è liquidare fino al 30% del valore di acquisto delle azioni e fino al 95% del valore di acquisto delle obbligazioni subordinate, con un importo massimo di 100 mila euro. Il primo decreto attuativo sarà pronto entro l’ 8 febbraio, ha assicurato il sottosegretario all’ Economia Alessio Villarosa (5 Stelle), mentre quello che dà il via alla macchina organizzativa è atteso tra 45 giorni. «Intanto si continua a perdere tempo, con i risparmiatori che attendono i rimborsi – conclude Conte -. Non si può continuare a portare a pretesto l’ Europa per giustificare un approccio dilettantistico del governo sulla questione rimborsi. Io continuo a preferire la legge 205 votata dal precedente governo, che consentiva il rimborso totale dei truffati, bastava solo rifinanziarla a dovere».Il vicepremier Di Maio ha ribadito l’ opinione del governo di proseguire sulla strada tracciata dalla legge di Bilancio. A sostenere la proposta c’ è il Coordinamento Associazioni Soci Banche Popolari Venete “Don Enrico Torta”: «Dopo il bellissimo risultato raggiunto con il Fondo Indennizzo Risparmiatori, c’ è ancora chi inneggia all’ arbitrato Consob». «Forse non è ancora chiaro che, con l’ arbitrato Consob, la stragrande maggioranza dei risparmiatori verrà esclusa dal risarcimento, in particolar modo i vecchi soci – scrive in una nota l’ associazione presieduta dall’ avvocato Andrea Arman-. È ora di voltare pagina, l’ Europa non ci fa paura. Resisteremo». L’ associazione “Ezzelino III da Onara” chiede di partire quanto prima con gli indennizzi. «Il D-day del fondo è scaduto il 31 gennaio, chi ha fatto delle promesse elettorali che non sono state mantenute deve risponderne – spiega il presidente Patrizio Miatello -. L’ Europa ha chiesto solamente dei chiarimenti, non ha bloccato nulla, il problema non esiste. Vogliamo immediatezza: stiamo vivendo un’ emergenza sociale. Servono aiuti alle 25mila aziende che avevano i fidi garantiti dalle azioni e ora rischiano di fallire, e 12mila casi sociali». Federconsumatori ha chiesto al Governo di «esibire la lettera della Commissione europea per rilevare le incongruenze con la normativa attuale, anche al fine di proporre una soluzione alternativa».– BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
La Tribuna di Treviso, 02/02/2019 03:31
canoni prescritti, parte la diffida legale
Le cartelle idriche pazze per 10 mila pozzi veneti Il Codacons dà battaglia
VENEZIA. Canoni idrici ormai prescritti eppure reclamati dall’ amministrazione regionale attraverso cartelle di pagamento che raggiungono i 4 mila euro, inviate ai proprietari dei pozzi, ben diecimila in Veneto. A dare battaglia, dopo la denuncia pubblica del consigliere regionale Maurizio Conte, ora è il Codacons, che stima addirittura in 15 milioni i canoni non più esigibili. «La Regione si giustifica dicendo che la prescrizione va eccepita dal creditore e ciò è corretto», commenta a riguardo l’ avvocato Franco Conte, presidente del movimento di tutela dei consumatori «ma è di tutta evidenza l’ effetto ingannevole di una richiesta di canoni sotto l’ autorevole stemma della Regione Veneto e l’ altisonante Genio civile. Per evitare effetti ingannevoli basterebbe escludere i canoni prescritti e qualora la Regione si sentisse obbligata a indicare canoni dall’ iniziale anno 2001, basterebbe sottolineare in grassetto che i canoni richiesti oltre i 5 anni sono prescritti». Tant’ è. Il Codacons, a scanso di equivoci, ha proceduto a diffidare i sette uffici provinciali del Genio civile, il governatore Luca Zaia e l’ assessore all’ ambiente Giovanni Bottacin: «Questa iniziativa si è resa necessario per richiamare la responsabilità “a fare”, cioè a tutelare con atti concreti l’ utente e togliere l’ alibi delle procedure burocratiche. La stella polare del buon amministratore deve concepite la norma per il cittadino non il cittadino per la norma» . Certo, la questione si annuncia complicata: «La restituzione di canoni prescritti pagati, anche se ne abbiamo fatto richiesta, sarà problematica», afferma il legale «nell’ immediato il consiglio è di pagare solo i canoni indicati per gli ultimi 5 anni, dal 2014 se la richiesta dei canoni è stata ricevuta dal primo gennaio 2019. Opportuno ma non necessario riportare nella causale del versamento la frase “per i canoni precedenti il 2014 si ritiene intervenuta la prescrizione”» . Per ulteriori quesiti e chiarimenti rivolgersi a [email protected]. —
Corriere delle Alpi, 02/02/2019 03:30
L’ altolà della Ue ai ristori per tutti: ex azionisti divisi fra realisti e ultras
conte (codacons): «bastava rifinanziare la vecchia legge» arman (don torta): «l’ europa non fa paura, resisteremo»
Nicola BrilloVENEZIA. Da Bruxelles la Commissione europea ha fatto sapere che così com’ è scritta la normativa sui rimborsi ai risparmiatori vittime di crac bancari non va bene. Manca un vaglio con sentenza del giudice o lodo arbitrale per il riconoscimento del danno e l’ accesso agli indennizzi. «Sarà difficile far passare a Bruxelles il rimborso automatico di quanti hanno subìto un torto senza il vaglio di una commissione», attacca Franco Conte, presidente di Codacons Veneto, tra le associazioni che compongono la “cabina di regia” che sta lavorando ai decreti attuativi con il governo. «Lo è anche per il nostro ordinamento interno – prosegue -. Infatti i tecnici del ministero, ad una riunione con le associazioni nel dicembre scorso, avevano già sollevato la questione, la procedura era a rischio di osservazione della Commissione. E aveva fatto bene il sottosegretario Bitonci a proporre una modifica all’ articolo 38, che introducesse il vaglio di una qualche commissione. Poi però ha prevalso la linea Di Maio ed ora ci troviamo in questa situazione». La legge di Bilancio ha istituito un fondo con una dotazione di 525 milioni annui nel triennio 2019-2021 (complessivamente 1,5 miliardi) a favore dei risparmiatori che hanno subito un “pregiudizio ingiusto” da banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del primo gennaio 2018. L’ obiettivo del governo è liquidare fino al 30% del valore di acquisto delle azioni e fino al 95% del valore di acquisto delle obbligazioni subordinate, con un importo massimo di 100 mila euro. Il primo decreto attuativo sarà pronto entro l’ 8 febbraio, ha assicurato il sottosegretario all’ Economia Alessio Villarosa (5 Stelle), mentre quello che dà il via alla macchina organizzativa è atteso tra 45 giorni. «Intanto si continua a perdere tempo, con i risparmiatori che attendono i rimborsi – conclude Conte -. Non si può continuare a portare a pretesto l’ Europa per giustificare un approccio dilettantistico del governo sulla questione rimborsi. Io continuo a preferire la legge 205 votata dal precedente governo, che consentiva il rimborso totale dei truffati, bastava solo rifinanziarla a dovere».Il vicepremier Di Maio ha ribadito l’ opinione del governo di proseguire sulla strada tracciata dalla legge di Bilancio. A sostenere la proposta c’ è il Coordinamento Associazioni Soci Banche Popolari Venete “Don Enrico Torta”: «Dopo il bellissimo risultato raggiunto con il Fondo Indennizzo Risparmiatori, c’ è ancora chi inneggia all’ arbitrato Consob». «Forse non è ancora chiaro che, con l’ arbitrato Consob, la stragrande maggioranza dei risparmiatori verrà esclusa dal risarcimento, in particolar modo i vecchi soci – scrive in una nota l’ associazione presieduta dall’ avvocato Andrea Arman-. È ora di voltare pagina, l’ Europa non ci fa paura. Resisteremo». L’ associazione “Ezzelino III da Onara” chiede di partire quanto prima con gli indennizzi. «Il D-day del fondo è scaduto il 31 gennaio, chi ha fatto delle promesse elettorali che non sono state mantenute deve risponderne – spiega il presidente Patrizio Miatello -. L’ Europa ha chiesto solamente dei chiarimenti, non ha bloccato nulla, il problema non esiste. Vogliamo immediatezza: stiamo vivendo un’ emergenza sociale. Servono aiuti alle 25mila aziende che avevano i fidi garantiti dalle azioni e ora rischiano di fallire, e 12mila casi sociali». Federconsumatori ha chiesto al Governo di «esibire la lettera della Commissione europea per rilevare le incongruenze con la normativa attuale, anche al fine di proporre una soluzione alternativa».– BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Corriere delle Alpi, 02/02/2019 03:30
canoni prescritti, parte la diffida legale
Le cartelle idriche pazze per 10 mila pozzi veneti Il Codacons dà battaglia
VENEZIA. Canoni idrici ormai prescritti eppure reclamati dall’ amministrazione regionale attraverso cartelle di pagamento che raggiungono i 4 mila euro, inviate ai proprietari dei pozzi, ben diecimila in Veneto. A dare battaglia, dopo la denuncia pubblica del consigliere regionale Maurizio Conte, ora è il Codacons, che stima addirittura in 15 milioni i canoni non più esigibili. «La Regione si giustifica dicendo che la prescrizione va eccepita dal creditore e ciò è corretto», commenta a riguardo l’ avvocato Franco Conte, presidente del movimento di tutela dei consumatori «ma è di tutta evidenza l’ effetto ingannevole di una richiesta di canoni sotto l’ autorevole stemma della Regione Veneto e l’ altisonante Genio civile. Per evitare effetti ingannevoli basterebbe escludere i canoni prescritti e qualora la Regione si sentisse obbligata a indicare canoni dall’ iniziale anno 2001, basterebbe sottolineare in grassetto che i canoni richiesti oltre i 5 anni sono prescritti». Tant’ è. Il Codacons, a scanso di equivoci, ha proceduto a diffidare i sette uffici provinciali del Genio civile, il governatore Luca Zaia e l’ assessore all’ ambiente Giovanni Bottacin: «Questa iniziativa si è resa necessario per richiamare la responsabilità “a fare”, cioè a tutelare con atti concreti l’ utente e togliere l’ alibi delle procedure burocratiche. La stella polare del buon amministratore deve concepite la norma per il cittadino non il cittadino per la norma» . Certo, la questione si annuncia complicata: «La restituzione di canoni prescritti pagati, anche se ne abbiamo fatto richiesta, sarà problematica», afferma il legale «nell’ immediato il consiglio è di pagare solo i canoni indicati per gli ultimi 5 anni, dal 2014 se la richiesta dei canoni è stata ricevuta dal primo gennaio 2019. Opportuno ma non necessario riportare nella causale del versamento la frase “per i canoni precedenti il 2014 si ritiene intervenuta la prescrizione”» . Per ulteriori quesiti e chiarimenti rivolgersi a [email protected]. —
Il Mattino di Padova, 02/02/2019 03:30
L’ altolà della Ue ai ristori per tutti: ex azionisti divisi fra realisti e ultras
conte (codacons): «bastava rifinanziare la vecchia legge» arman (don torta): «l’ europa non fa paura, resisteremo»
Nicola BrilloVENEZIA. Da Bruxelles la Commissione europea ha fatto sapere che così com’ è scritta la normativa sui rimborsi ai risparmiatori vittime di crac bancari non va bene. Manca un vaglio con sentenza del giudice o lodo arbitrale per il riconoscimento del danno e l’ accesso agli indennizzi. «Sarà difficile far passare a Bruxelles il rimborso automatico di quanti hanno subìto un torto senza il vaglio di una commissione», attacca Franco Conte, presidente di Codacons Veneto, tra le associazioni che compongono la “cabina di regia” che sta lavorando ai decreti attuativi con il governo. «Lo è anche per il nostro ordinamento interno – prosegue -. Infatti i tecnici del ministero, ad una riunione con le associazioni nel dicembre scorso, avevano già sollevato la questione, la procedura era a rischio di osservazione della Commissione. E aveva fatto bene il sottosegretario Bitonci a proporre una modifica all’ articolo 38, che introducesse il vaglio di una qualche commissione. Poi però ha prevalso la linea Di Maio ed ora ci troviamo in questa situazione». La legge di Bilancio ha istituito un fondo con una dotazione di 525 milioni annui nel triennio 2019-2021 (complessivamente 1,5 miliardi) a favore dei risparmiatori che hanno subito un “pregiudizio ingiusto” da banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del primo gennaio 2018. L’ obiettivo del governo è liquidare fino al 30% del valore di acquisto delle azioni e fino al 95% del valore di acquisto delle obbligazioni subordinate, con un importo massimo di 100 mila euro. Il primo decreto attuativo sarà pronto entro l’ 8 febbraio, ha assicurato il sottosegretario all’ Economia Alessio Villarosa (5 Stelle), mentre quello che dà il via alla macchina organizzativa è atteso tra 45 giorni. «Intanto si continua a perdere tempo, con i risparmiatori che attendono i rimborsi – conclude Conte -. Non si può continuare a portare a pretesto l’ Europa per giustificare un approccio dilettantistico del governo sulla questione rimborsi. Io continuo a preferire la legge 205 votata dal precedente governo, che consentiva il rimborso totale dei truffati, bastava solo rifinanziarla a dovere».Il vicepremier Di Maio ha ribadito l’ opinione del governo di proseguire sulla strada tracciata dalla legge di Bilancio. A sostenere la proposta c’ è il Coordinamento Associazioni Soci Banche Popolari Venete “Don Enrico Torta”: «Dopo il bellissimo risultato raggiunto con il Fondo Indennizzo Risparmiatori, c’ è ancora chi inneggia all’ arbitrato Consob». «Forse non è ancora chiaro che, con l’ arbitrato Consob, la stragrande maggioranza dei risparmiatori verrà esclusa dal risarcimento, in particolar modo i vecchi soci – scrive in una nota l’ associazione presieduta dall’ avvocato Andrea Arman-. È ora di voltare pagina, l’ Europa non ci fa paura. Resisteremo». L’ associazione “Ezzelino III da Onara” chiede di partire quanto prima con gli indennizzi. «Il D-day del fondo è scaduto il 31 gennaio, chi ha fatto delle promesse elettorali che non sono state mantenute deve risponderne – spiega il presidente Patrizio Miatello -. L’ Europa ha chiesto solamente dei chiarimenti, non ha bloccato nulla, il problema non esiste. Vogliamo immediatezza: stiamo vivendo un’ emergenza sociale. Servono aiuti alle 25mila aziende che avevano i fidi garantiti dalle azioni e ora rischiano di fallire, e 12mila casi sociali». Federconsumatori ha chiesto al Governo di «esibire la lettera della Commissione europea per rilevare le incongruenze con la normativa attuale, anche al fine di proporre una soluzione alternativa».– BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Il Giorno (ed. Brianza), 02/02/2019 03:13
del sorbo apparrecchi superati: entro un mese nuova progettazione per l’ area
«La risonanza è solo parcheggiata, non è nostra»
– VIMERCATE – DIVIETI DI ACCESSO, segnali di pericolo, sistemi di allarme. Ma la realtà è che nel vecchio ospedale abbandonato chiunque, se vuole, può entrare senza fare troppa fatica. A Nunzio Del Sorbo, da un mese alla guida dell’ Asst di Vimercate, non è sfuggito il video: «Ho chiesto un incontro con gli uffici». Dalle prime verifiche sembra però che tutte le cose ancora contenute siano inutilizzabili, perché non funzionanti o obsolete. «La risonanza magnetica non è nostra, deve portarla via la ditta che l’ aveva fornita all’ ospedale. Non è una nostra proprietà». Dall’ ospedale fanno sapere che è un macchinario tecnologicamente superato. Anche i letti e le altre apparecchiature sarebbero cose buone solo per la discarica. Mentre sui documenti sarà fatta una verifica: «Nel 2012 è stata fatta una prima asta per vendere le cose ancora funzionanti», racconta il direttore. Due anni fa è stata bandita una seconda gara pubblica per la vendita di attrezzature varie. Tra queste: frigoriferi biologici, microscopi da laboratorio, una apparecchiatura radiologica completa oltre a un banco bar con relativi mobiletti in acciaio per la preparazione di alimenti. I computer ancora in uso sono stati donati alle associazioni. La verità è che l’ ospedale è vuoto da troppo tempo. Una ferita aperta nel corpo della città: «Sono arrivato solo da un mese ma subito mi sono preoccupato di ridare vita all’ accordo di programma per il recupero dell’ area ospedaliera. Ho incontrato anche il sindaco e i tecnici. Entro un mese contiamo di avere la nuova progettazione». Anche le vecchie medicine saranno rimesse a nuovo: «Vogliamo portare nuove attività sanitarie e sociali per ridare al centro cittadino». Intanto Codacons presenta un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Monza. Ant.Ca.
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