Rassegna stampa del 18/8/2018
gazzettadimantova.it, 18/08/2018 22:04
Appello per Viadana-Boretto: «Monitorate quel viadotto»
interrogazione del consigliere provinciale sarasini e intervento dei cinque stelle in primavera i lavori al dosolo-guastalla
VIADANA – DOSOLO. La sicurezza del ponte sul Po Viadana-Boretto continua a far discutere. Il consigliere provinciale Alessandro Sarasini preannuncia un’ interrogazione alla Provincia: «Mi è stato segnalato il passaggio frequente di carichi eccezionali o mezzi da 6-700 quintali: chiederò di sapere quale sia lo stato di monitoraggio dell’ infrastruttura». Sarasini rileva che, sul ponte gemello di Casalmaggiore, prima della chiusura vigeva il divieto di transito per i carichi eccezionali, «mentre i mezzi ordinari dovevano transitare a intervalli e distanze specifiche». Dopo il crollo del ponte di Genova, il Codacons ha chiesto, intanto, il blocco dei mezzi pesanti su molti ponti italiani per almeno trenta giorni. Una diffida è stata inviata anche al prefetto di Reggio Emilia, affinché disponga l’ alleggerimento del traffico sul viadotto Viadana-Boretto, considerato tra quelli a rischio. Secondo l’ associazione, questo mese di respiro consentirebbe «le necessarie verifiche strutturali». Codacons chiede però l’ impiego del Genio militare, e «non di privati». Da parte sua, M5S Viadana auspica che le istituzioni mettano a fuoco azioni urgenti: «Controllare lo stato di salute del ponte di Viadana; attivare un monitoraggio sullo stato di stress delle strutture; valutare percorsi alternativi, con divieto di attraversamento per i carichi eccezionali; attivare a livello nazionale un piano ponti». Un comitato di cittadini della zona sta, inoltre, lavorando all’ organizzazione di un “Aperiponte”. L’ appuntamento è alle 19 del 7 settembre sul Casalmaggiore-Colorno. Obiettivo della manifestazione è «far almeno scomodare le forze dell’ ordine, fare rumore». Altro ponte altra emergenza. Scatteranno nella primavera 2019 i lavori di manutenzione straordinaria del ponte Dosolo-Guastalla. Il Governo ha messo a disposizione 3,8 milioni di euro per il ripristino del cemento armato deteriorato e la messa in sicurezza. Qualora i costi dovessero lievitare, sino a 5 milioni, la Province si accolleranno la differenza (Mantova nella misura del 40 per cento ).
Ansa, 18/08/2018 20:22
Pietrucci, servono infrastrutture sicure
(ANSA) – L’ AQUILA, 18 AGO – Il consigliere regionale Pd e presidente della seconda Commissione in Consiglio regionale d’ Abruzzo, Pierpaolo Pietrucci, convocherà “a breve, d’ intesa con il collega Riccardo Mercante del Movimento Cinque Stelle una seduta della Commissione Infrastrutture del Consiglio regionale, di cui sono presidente, per arrivare a tracciare un quadro definito e circostanziato degli interventi di cui necessita il nostro sistema infrastrutturale, a cominciare dai ponti, dai viadotti, dagli assi strategici”. “E’ la conoscenza il presupposto di ogni scelta libera. Al di fuori delle aggressioni e delle polemiche, sono convinto che oggi il compito delle istituzioni sia farsi carico dell’ impegno che eventi come quello di Genova non si verifichino più – dichiara in una nota l’ esponente Dem – Convocheremo i rappresentanti dei sindacati e il Codacons (da cui sono arrivate precisazioni e denunce), la concessionaria delle A24 e A25, Strada dei Parchi, e Anas, i Comuni e le Province, enti e strutture a cui fanno capo le competenze sulle infrastrutture: strutture che in molti casi sono stati sottoposte negli ultimi anni a tagli e compressioni di spesa, o sono intrappolate in infernali meccanismi burocratici, che hanno finito con il rendere più difficoltosi i necessari interventi di manutenzione sul sistema viario e infrastrutturale. Dovrà essere chiaro, a partire dal criterio della sicurezza degli utenti e quindi dei cittadini, dove è più urgente intervenire e, se chi deve farlo si trova impossibilitato, dovrà essere la Regione a farsene carico, direttamente o facendosi portavoce delle istanze nei confronti del governo, per fare in modo che gli interventi si facciano, e in tempi rapidissimi”. Pietrucci richiama l’ attenzione sul monitoraggio e la manutenzione delle nostre infrastrutture, “un’ esigenza che è ancora più urgente in una regione come l’ Abruzzo, sottoposta a svariati rischi e sollecitazioni, a cominciare da quelli sismici. Le recenti scosse nel vicino Molise non fanno che ricordarcelo”.
quotidianodisicilia.it, 18/08/2018 18:10
Crollo ponte: Musumeci, vertice con Anas, Cas e Regione
fissata per venerdì la riunione per fare il punto del monitoraggio sulla situazione siciliana. il governatore annuncia la chiusura del consorzio autostrade siciliane. il codacons chiede di non aprire le scuole della regione fino a quando non saranno state effettuate verifiche tecniche di stabilità
“Ho convocato per venerdì prossimo i vertici di Anas, Cas, della protezione Civile e i dirigenti dell’ assessorato regionale alle Infrastrutture per una riunione operativa sullo stato di salute dei ponti, delle autostrade e della viabilità secondaria nell’ isola”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a Catania. “I fatti di Genova – ha aggiunto – ci impongono di effettuare un monitoraggio per avere ben chiaro la situazione in Sicilia. Già a febbraio avevo pensato di avviare questa campagna per la sicurezza dei trasporti nell’ isola”. “Il Consorzio autostrade siciliane chiuderà entro l’ anno. Questa esperienza sembra essere conclusa e c’ è l’ intesa con l’ assessore alle Infrastrutture e l’ intero Governo affinché si definisca la questione in questo senso. C’ è l’ Anas interessata alla successione”. “Non riaprire le scuole in Sicilia, rinviando l’ inizio delle lezioni, fino a quando non saranno effettuate tutte le verifiche tecniche atte a certificare la possibilità o meno che l’ immobile possa essere utilizzabile sul fronte della vulnerabilità sismica”. Lo chiede ai prefetti dell’ Isola il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi. L’ associazione di consumatore chiede anche “alle istituzioni competenti di rendere pubblici gli obbligatori certificati di rispondenza alla normativa antisismica”. “Ogni anno la cronaca riporta fatti spiacevoli all’ interno delle scuole – afferma Tanasi – e la sicurezza dei ragazzi non può interessare a giorni alterni”.
AgenPress, 18/08/2018 17:39
Il Codacons pubblica la lista dei medici italiani, fondazioni e università finanziati dalla Glaxo-Smith-Kline nel 2015 – 2016 e 2017
Agenpress. Il Codacons ha deciso di pubblicare sul proprio sito, per ovvie ragioni di trasparenza di corretta informazione ai cittadini, la lista dei medici italiani e delle Fondazioni/Università/Istituti finanziati dalla casa farmaceutica Glaxo-Smith-Kline, così come diffuso dalla EFPIA. Inoltre il Codacons inoltrerà questo elenco all’ Anac, a seguito dell’ esposto già presentato per conflitto di interessi nei confronti del presidente dell’ Istituto Superiore di Sanità Gualtiero Ricciardi. La EFPIA (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations) è infatti un’ associazione delle industrie farmaceutiche, con una rappresentanza diretta di 33 associazioni nazionali e 40 case farmaceutiche leader, caratterizzata da forte accento sulla trasparenza che richiede ai propri affiliati. È proprio per rispondere a questa richiesta che la Glaxo-Smith-Kline ha reso pubblici, fra le altre cose, anche gli elenchi dei medici italiani che nel 2015/2016/2017 hanno ricevuto finanziamenti (a titolo di servizi, consulenze, eventi vari). Nonostante manchino riferimenti nel dettaglio rispetto a questi finanziamenti, e per lo più ci si limiti a riferimenti generici, il totale elargito dalla Glaxo-Smith-Kline appare in crescita: più di 11 milioni nel 2015, più di 13 milioni nel 2016, quasi 15 milioni nel 2017. Ora, la domanda è lecita: a cosa servono questi soldi? Tra Università, Fondazioni e Aziende Ospedaliere stupisce, in particolare, leggere il nome dell’ Istituto Superiore di Sanità (125.660,00 nel 2016, 93.940,00 euro nel 2017 per “servizi e consulenze”): appare quanto meno inopportuno, infatti, che l’ organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale rientri nella lista, e sarebbe davvero il caso di spiegare le ragioni di questi trasferimenti – diffondendone i dettagli – così da accrescere la trasparenza e la conoscenza sul punto. Il che, è ovvio, non potrebbe che contribuire alla credibilità complessiva del Sistema Sanitario Nazionale.
Orizzonte Scuola, 18/08/2018 17:10
Codacons: le scuole riaprano solo dopo aver verificato la vulnerabilità sismica
“Non riaprire le scuole in Sicilia, rinviando l’ inizio delle lezioni, fino a quando non saranno effettuate tutte le verifiche tecniche atte a certificare la possibilita’ o meno che l’ immobile possa essere utilizzabile sul fronte della vulnerabilita’ sismica”. Lo chiede ai prefetti dell’ Isola il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi. L’ associazione di consumatore chiede anche “alle istituzioni competenti di rendere pubblici gli obbligatori certificati di rispondenza alla normativa antisismica. Ogni anno la cronaca riporta fatti spiacevoli all’ interno delle scuole – afferma Tanasi – e la sicurezza dei ragazzi non puo’ interessare a giorni alterni”.
Il Pescara, 18/08/2018 13:35
Ponti e viadotti sicuri, Codacons: “Le verifiche non si possono più rimandare”
diffidati i prefetti di pescara e l’ aquila: “sono loro i responsabili della sicurezza pubblica”. chiesto inoltre il blocco dei mezzi pesanti per 30 giorni al fine di provvedere alle verifiche congiunte genio militare/gestori delle strade
All’ indomani della tragedia accaduta a Genova, il Codacons concentra la sua attenzione sullo stato delle infrastrutture sul territorio, e con riferimento alla Regione Abruzzo indica una seria di manufatti che necessiterebbero di verifiche e indagine per accertarne il livello di sicurezza; Viadotti A24-A25 di Popoli, Svincolo Bussi, Tornimparte A25 nel tratto che collega Pratola Peligna a Cocullo Tutti i viadotti autostradali A24 e A25 L’ associazione chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia/viadotti per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura. E impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico. In questo senso il Codacons ha deciso di diffidare i prefetti di Pescara L’ Aquila. A loro, chiamati in causa quali responsabili diretti della sicurezza pubblica, si chiede di disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’ impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’ attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’ economia e il commercio (vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei TIR nel loro Comune). Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei cittadini abruzzesi che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio. Per contattare l’ associazione basta scrivere a [email protected], o – dal 20 agosto – contattare il numero verde 800.582493.
Il Dispaccio, 18/08/2018 13:02
Aggressione razzista a Falerna, il Codacons pronto a costituirsi parte civile
La Calabria non è questa. Il Codacons si ribella e preannuncia azione per danni nei confronti di tutti i responsabili dello squallido episodio razzista avvenuto qualche giorno addietro a Falerna. Secondo la ricostruzione sottoposta al vaglio della magistratura, un uomo, in compagnia della moglie incinta, e della suocera, sarebbe stato prima insultato e poi bastonato mentre per l’ anziana donna è stata ricoverata, per la frattura dell’ omero. Il razzismo è una gravissima malattia – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – che si nutre della peggiore stupidità umana. La Calabria non è, e non potrà mai essere, razzista – continua Di Lieto – anche perché i Calabresi hanno vissuto sulla loro pelle le vergogne del razzismo. La Calabria è ben altro, è Mimmo Lucano che ha fatto di Riace un luogo di cultura ed integrazione, che costituisce un patrimonio mondiale di cui dobbiamo andar fieri. Proprio per questo siamo pronti a costituirci parte civile contro i responsabili di quei crimini che umiliano la Calabria ed i Calabresi. Se il Comune di Falerna e la Regione non si costituiranno parte civile – conclude la nota del Codacons – siamo pronti a chiedere i danni morali e patrimoniali subiti da tutta la popolazione Calabrese.
Sesto Potere, 18/08/2018 13:00
Dopo Genova il Codacons diffida i prefetti di Reggio e Parma: “Chiudere i ponti sul Po”
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Catanzaro Informa, 18/08/2018 12:06
Razzismo a Falerna, Codacons pronto a costituirsi parte civile
La Calabria non è questa. Il Codacons si ribella e preannuncia azione per danni nei confronti di tutti i responsabili dello squallido episodio razzista avvenuto qualche giorno addietro a Falerna. Secondo la ricostruzione sottoposta al vaglio della magistratura, un uomo, in compagnia della moglie incinta, e della suocera, sarebbe stato prima insultato e poi bastonato mentre per l’ anziana donna è stata ricoverata, per la frattura dell’ omero. Il razzismo è una gravissima malattia – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – che si nutre della peggiore stupidità umana. La Calabria non è, e non potrà mai essere, razzista – continua Di Lieto – anche perché i Calabresi hanno vissuto sulla loro pelle le vergogne del razzismo. La Calabria è ben altro, è Mimmo Lucano che ha fatto di Riace un luogo di cultura ed integrazione, che costituisce un patrimonio mondiale di cui dobbiamo andar fieri. Proprio per questo siamo pronti a costituirci parte civile contro i responsabili di quei crimini che umiliano la Calabria ed i Calabresi. Se il Comune di Falerna e la Regione non si costituiranno parte civile – conclude la nota del Codacons – siamo pronti a chiedere i danni morali e patrimoniali subiti da tutta la popolazione Calabrese.
AgenPress, 18/08/2018 11:45
Non solo ponti, Codacons: verificare altre opere di Morandi a Roma e nel Lazio
Agenpress. Non ci sono solo i ponti. L’ ingegnere Riccardo Morandi curò la realizzazione di altre opere, specialmente a Roma e nel Lazio, e queste vanno monitorate e controllate per accertarne la sicurezza. Dopo aver richiesto lo stop del traffico pesante sui ponti a rischio l’ Associazione dei consumatori concentra l’ attenzione sull’ Auditorium dell’ Accademia Musicale di Santa Cecilia, Via Flaminia, Roma e la Centrale termoelettrica a Civitavecchia: due opere a firma Morandi (della prima curò il progetto con C. Carrara e P. Baruffi, della seconda si occupò insieme all’ Ufficio Tecnico dell’ Impresa Mantelli di Genova) su cui ora conviene svolgere un’ attenta opera di vigilanza, visto anche che un eventuale incidente in una delle due strutture avrebbe esiti tragici. Per il Codacons questa attività di controllo è ineludibile, visto anche il numero elevatissimo di manufatti a firma Morandi nella Capitale o nell’ hinterland: dal cementificio di Colleferro alla centrale termoelettrica a SanPaolo, dalla chiesa di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca al mercato coperto Metronio. Tutte infrastrutture centrali e densamente frequentate, di cui occorre ora accertare sicurezza e rischi anche solo potenziali a maggior tutela della sicurezza pubblica.
Today, 18/08/2018 06:39
Genova, la rabbia dei parenti delle vittime: “Omicidio di Stato, cittadini non tutelati”
oggi dalle 11 i funerali di stato per le vittime del crollo del ponte morandi alla vigilia di ferragosto, ma sono tante le famiglie che hanno scelto le esequie in forma privata
“Ho parlato di omicidio di Stato perché mio figlio non è morto, è stato ucciso” Queste le parole di Roberto Battiloro, padre di Giovanni, uno dei quattro giovani di Torre del Greco (Napoli) morti nel crollo di Ponte Morandi a Genova. “Lo Stato non ha tutelato i suoi cittadini”. Il padre di Giovanni promette di dare battaglia perché sia fatta giustizia per le vittime del crollo: “Oggi piangiamo i nostri cari – ha detto durante i funerali – ma da domani dobbiamo trovare la forza tutti insieme, con tutti quelli che mi aiuteranno, per cercare di far sì che queste tragedie non accadano più”. Genova, i funerali di Stato alle 11 Sono soltanto 18 le vittime su 38 finora accertate della tragedia del ponte Morandi per le quali si celebreranno domani i funerali di Stato nel padiglione Blu della Fiera di Genova. Delle 18 vittime 7 sono di nazionalità straniera (3 francesi, 2 cileni e 2 albanesi) e alcune di religione mussulmana per cui oltre al Cardinale Bagnasco che officerà la messa, sarà presente anche un Imam. I familiari delle altre 20 vittime, fra cui i quattro ragazzi di Torre del Greco, hanno deciso di celebrare i funerali nei rispettivi paesi di origine. “Sono pochi quelli che aderiscono ai funerali di Stato : tanti non vogliono fare la passerella e li capisco”. Così il cappellano dell’ ospedale San Martino di Genova, il padre cappuccino Mauro Brezzo, presente nel nosocomio per dare assistenza spirituale ai feriti nel crollo del ponte Morandi . “Molti hanno preferito riportare i propri familiari a casa e celebrare le esequie in forma privata”, riferisce il cappellano al servizio informazione religiosa della Cei. I funerali di Stato si terranno alle 11 alla Fiera di Genova . Il rito funebre celebrato del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali europee. Le esequie inizieranno alle 11.30 alla presenza delle più alte cariche dello Stato: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i presidenti del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, della Camera, Roberto Fico e della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi. I funerali saranno trasmessi in diretta su Canale 5 a partire dalle 11.30, per l’ intera giornata le reti Mediaset non trasmetteranno spot pubblicitari sostituiti da un cartello di cordoglio per le vittime del crollo. Crollo Genova, i nomi delle vittime Crollo ponte Genova, le vittime Intanto proseguono le indagini per capire le origini del crollo . “La rottura di uno strallo è un’ ipotesi di lavoro seria ma dopo tre giorni è solo un’ ipotesi” ha detto Antonio Brencich , docente presso l’ Università di Genova e membro della Commissione Trasporti e Infrastrutture che si occuperà di chiarire le cause del crollo del ponte Morandi. Senza entrare nel merito del lavoro della Commissione intanto Brencich ha aggiunto che quelle legate alla “pioggia e tuoni ed eccesso di carico sono ipotesi fantasiose, che non vanno neanche prese in considerazione”. I ponti a rischio crollo: un brivido scuote tutta Italia Mentre il Codacons ha stilato una lista delle infrastrutture che avrebbero bisogno di interventi di manutenzione straordinaria , il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha dato indicazione di chiudere il Ponte San Nicola, opera di Riccardo Morandi realizzata a Benevento nel 1955 e che prende il nome dal torrente sottostante. La decisione, spiega Mastella, è stata presa “per motivi precauzionali a seguito della relazione del capo dell’ ufficio tecnico, ingegner Perlingieri” e “in attesa che la commissione di esperti delle Università di Benevento e Napoli e l’ Anas, che collaborerà con i suoi tecnici per un’ intesa con il presidente Armani, ci darà il responso definitivo”. Mastella si dice consapevole che “ci saranno dei problemi di traffico e dei sacrifici, e me ne dispiace. Ma – conclude – la sicurezza dei cittadini, di Benevento e non, è per me e la mia amministrazione un bene primario e intangibile con qualsiasi altra ragione”. La lunga serie di ponti crollati in Italia: 5 in 5 anni Attendere un istante: stiamo caricando il video… Scuole in edifici con più di 50 anni, una su due è chiusa: “Fondi mai usati”
iltempo.it, 18/08/2018 06:32
Ecco i dati choc: in Italia 11 mila ponti non più sicuri
da aosta a catania gli studi sulle strutture più vecchie e malridotte
Mettendo insieme gli studi, i dossier, le analisi di architetti, ingegneri, ricercatori universitari, le mappature e gli esposti alle prefetture e alle procure di mezza Italia, oltre alle osservazioni delle associazioni dei consumatori (su tutte il Codacons) vien fuori un dato choc: in Italia – come peraltro confermato anche da una nota del Cnr – dai 10 ai 12mila ponti andrebbero subito controllati e revisionati. I parametri per un intervento rapido si basano essenzialmente sull’ età delle strutture e sui lavori richiesti o annunciati. Incrociando tutti questi dati, Il Tempo è riuscito a fare una mappatura (parziale) di cavalcavia e viadotti segnalati nei vari rapporti, mappatura che è andata via via aggiornandosi nel tempo. Andiamo, dunque, nel dettaglio. Nord Italia: sull’ autostrada Torino-Savona, la A6 «verdemare», sono in corso da parte della società concessionaria – Autostrada dei Fiori, società del Gruppo Gavio – lavori su 8 ponti: Stura di Demonte, Ferrania, Chiaggi, Prione, Rio Valletta, Lazzaro e Case Svizzere. Nel Veneto un monitoraggio costante ha preso di mira 80 ponti su 77 chilometri di tatte autostradali. In Lombardia la situazione vede tre ponti, 10, 12 e 14, sullo svincolo 26 della superstrada Milano Meda che secondo una perizia andavano già chiusi ma che la Provincia assicura monitorati e in attesa dell’ avvio dei lavori, prossimo anno, finanziati dalla Regione. Altro giro e sulle strade lombarde ci sono il viadotto dei Lavatoi a Como, il cavalcavia Isella a Lecco, il ponte sulla statale 42 del Tonale vicino Brescia dove, però, i lavori sono partiti. A cavallo del Fiume Po sono 4 i ponti «sotto scorta»: quello di Colorno a Parma, chiuso da settembre 2017 e sotto manutenzione fino alla prima metà del 2019; il Ponte Giuseppe Verdi sulla provinciale 10 fra Zibello (Parma) e San Daniele Po (Cremona) chiusura per lavori prevista per un semestre da fine 2018; poi quello fra Viadana (Mantova) e Boretto (Ferrara) zona di Don Camillo e Peppone con lavori già in corso; e, infine, quello a Occhiobello (Rovigo) con riapertura prevista a ottobre. Scendendo verso il Centro Italia arriviamo in Toscana. Qui la lente d’ ingrandimento è sopra i ponti fiorentini di San Niccolò e Vespucci (progettati dall’ ingener Riccardo Morandi, quello di Genova) e sul ponte della superstrada che collega via dei Panieracci con via del Podere a Pontedera. Il ponte Vespucci viene controllato perché dal 2015 i tecnici del Comune e dell’ Università hanno rilevato una insidiosa erosione dell’ alveo del fiume Arno. Per quanto riguarda il Ponte San Niccolo, invece, si è arivati alla consapevolezza di una importante e rapida manutenzione dei giunti. A Roma c’ è il caso – sollevato proprio dal Tempo con la pubblicazione di carteggi inediti – del Ponte della Magliana, lungo l’ autostrada Roma-Fiumicino, che ha superato i 70 anni di età e che è oggetto di una querelle scientifica fra i grandi nomi dell’ ingegneria dell’ Università La Sapienza: Remo Calzona che ritiene sia a rischio, Franco Braga e Antonio D’ Andrea che invece stimano non sia in pericolo ma che vada ben manutenuto. Sempre nel Lazio ma a Civitavecchia sorvegliato speciale è il ponte sulla Braccianese-Claudia. In Abruzzo è stato chiuso il ponte della provinciale 17 «Parco nazionale d’ Abruzzo» sul fiume Giovenco, fra Bisegna e Pescina, isolando, di fatto tre comuni (Bisegna, San Sebastiano e Ortona) proprio nel pieno della stagione turistica estiva. A San Salvo, provincia di Chieti, due ponti sono sotto osservazione lungo la stradale che dalla A14 conduce al cento della città. Le lettere del sindaco Magnacca al ministro Toninelli testimoniano la preoccupazione. Legambiente segnala poi le emergenze sullo stato dei viadotti autostradali Teramo-Roma (autostrada a24 e A25) e ricorda il «crollo del ponte sulla statale 16 alla’ altezza della foce del Sangro, collassato all’ improvviso», due ponti nel tratto Atessa Lanciano, per tenuta dei pilastri, e i ponti chiusi che collegano l’ area industriale di castel di Sangro con la Campania per problemi di stabilità. Per il Sud: in Campania, sono stati chiusi il ponte di Carmiano a Napoli; il viadotto Gatto a Salerno; il viadotto Manna ad Ariano Irpino. Segnalazioni dei cittadini alle autorità per il ponte che unisce il comune di Castellamare di Stabia con la statale Sorrentina. In Basilicata, incontriamo di nuovo Morandi, per il viadotto Carpineto I sul raccordo autostradale Potenza/Sicignano, gestione Anas, con una perizia che 4 anni fa ne segnalava il degrado. In Calabria si registra il caso del ponte Cannavino/Celico sulla statale 107 fra Paola e Crotone, gestione Anas, con un avvallamento al centro ma dichiarato sicuro da Anas stessa. Il Codacons elenca interventi di controllo urgenti per vaie strutture: 4 viadotti Fiume Mesima a2 tra Rosarno e Mileto pericolanti e sotto sequestro, Variante 106 tratto A, Ponte Morandi a Catanzaro. Arriviamo alle isole. Sicilia, a parte il viadotto Morandi alle porte di Agrigento chiuso dall’ anno scorso e di cui si discute l’ abbattimento più che la ristrutturazione; è chiuso il ponte sul fiume Gornalunga, lungo la strada provinciale 74/II, in prossimità dei territori comunali di Belpasso, Motta S. Anastasia, Paternò, Palagonia e Ramacca, in provincia di Catania,. Un ponte sulla statale 107, ponte Spiona a Poto Empedocle, situazioni sulla Statale 626 da Caltanissetta a Gela. In Sardegna, Anas ha previsto per il 2018 e 2019 interventi per 435 milioni di euro. Si parte con il comune di Ploaghe, Sassari, con due ponti lungo la statale 131 da rimettere in sesto. Stessa provincia, comune di Sìligo iniziati da poco i lavori sul ponte di Mesumundu. Cambio provincia, a Nuoro, sotto osservazione c’ è il ponte Cheia i cui piloni con gli scheletri di ferro arrugginito sporgono dal cemento di uno dei viadotti sulla strada statale 389. Ancora: a Ula Tirso sotto monitoraggio è il viadotto di Santa Chiara, che collega le sponde del lago Omodeo, che presenta una campata abbassata che non ne minerebbe la stabilità ma che abbisogna di un intervento strutturale. Ancora a Nuoro: da segnalare il caso assurdo del ponte di Oloè che connette Dorgali e Oliena. Il ponte era venuto giù con l’ alluvione del 2013 uccidendo un poliziotto, Luca Tanzi, deceduto mentre prestava soccorso alle popolazioni colpite dal maltempo. Dopo il crollo l’ Anas lo aveva ricostruito parzialmente, poi era stato nuovamente chiuso per il maltempo, poi era stata istituita una regolamentazione speciale per i mezzi pesanti, poi ancora, 2017, nuovamente chiuso per il maltempo. Quindi nuovo cedimento di una campata e sequestro del manufatto – «opera d’ arte» sembra davvero troppo – quindi il Tribunale autorizza la Provincia a nuovi lavori per la messa in sicurezza. Queste sono solo alcune delle strutture che preoccupano gli addetti ai lavori. Fra questi c’ è l’ ingegnere Andrea Occhiuti che dirige il Dipartimento di Tecnica delle Costruzioni del Consiglio nazionale delle Ricerce. Le sue conclusioni sono devastanti: «Ci sono non meno di 10mila fra ponti e viadotti di cui ignoriamo la tenuta e che, per età e traffico sostenuto, potrebbero essere a rischio crollo». E per essere ancora più espliciti, Occhiuti la mette giù così: «In Italia abbiamo un centinaio di gestori delle “opere d’ arte”, cioè i ponti, i viadotti e le gallerie, e circa 50mila di queste opere. Non esiste un elenco unico di ponti e viadotti (più ponti insieme creano un viadotto, ndr) e non esiste una tecnica costruttiva che garantisca più durata rispetto a un’ altra. L’ Amministrazione centrale dello Stato deve avviare immediatamente analisi su questi strutture». Dopo il crollo di Genova del Viadotto sul Polcevera è scattata una psicosi sulle opere progettate da Morandi: «È stato uno dei massimi ingegneri in tema di ponti». La corsa a riepilogare tutti i crolli avvenuti negli ultimi in Italia di ponti e viadotti è da bivido: dal 2014 in poi, in mezza Italia, è venuto giù di tutto: «Per capire se un ponte è stabile occorre compiere un’ operazione lunga, complessa e costosa – spiega Occhiuti – si tratta di dividere la “capacità di resistere” del ponte per la “domanda di resistenza”. Questa divisione darà un risultato che oscilla fra 0, ponte da chiudere, a 1, ponte perfetto. Tutti i valori compresi fra 0 e 1 indicheranno lo stato di salute del ponte. Il valore si ottiene con una serie di parametri: l’ età del ponte che più supera i 50 anni più è a rischio; il volume del traffico che deve sostenere; il progetto originario visto che non sappiamo dall’ esterno quale tipo di tondini di ferro sia stato utilizzato nella costruzione, di che qualità, spessore, dislocazione; saggi a campione delle strutture e, infine, un’ analisi di laboratorio di tutti questi elementi. Tutte queste operazioni insieme possono dire qual è lo stato di salute di un ponte».
Il Gazzettino (ed. Treviso), 18/08/2018 06:24
Veneto Banca: «Pubblicate il decreto»
L’ INIZIATIVA TREVISO Nuovo capitolo nella vicenda dei risarcimenti ai molti risparmiatori rimasti vittime del crac di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza: tredici associazioni di risparmiatori delle ex banche popolari venete e di consumatori, fra cui Adiconsum, Adusbef, Codacons ed Ezzelino Terzo da Onara, hanno chiesto formalmente ieri al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, «l’ immediata pubblicazione del decreto attuativo della legge vigente (il cosiddetto fondo di ristoro approvato con la legge di bilancio del 27 dicembre 2017) e come da contratto di Governo, garantendo le risorse necessarie per il rimborso integrale». LA SOLLECITAZIONE La richiesta punta alla promulgazione al più presto (entro il 30 settembre) del regolamento già definito, di cui sono stati resi noti ieri i dettagli ad opera delle stesse organizzazioni, in modo da accelerare la messa a disposizione dei risparmiatori traditi dei primi 25 milioni di euro previsti per il 2018. I contenuti della bozza di regolamento saranno descritti in un incontro con gli interessati fissato per lunedì prossimo a Vicenza. LE CONDIZIONI Nel documento, è stato evidenziato, sono previsti, in particolare, l’ assenza di limiti per l’ ammontare del danno subito e di condizionamenti di «reddito e stato patrimoniale» dei soggetti danneggiati dal default di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Sono inoltre indicati la semplificazione della procedura per la richiesta del danno a carico dell’ interessato e l’ immediato pagamento di chi abbia ottenuto a proprio favore un pronunciamento «di una sentenza, anche di primo grado, o di un lodo divenuto esecutivo» da parte, ad esempio, dell’ Arbitro per le controversie finanziarie (Acf). I LIMITI Il regolamento di cui si chiede l’ attuazione, inoltre, non pone limitazioni di data e o di modalità di come si sia entrati in possesso delle azioni e l’ accesso al fondo è aperto anche ai risparmiatori che, nella primavera del 2017, abbiano accettato l’ Offerta pubblica di Transazione (Opt) avanzata dai due istituti e riscuotendo in questo modo una somma pari a circa il 15% del danno subito. In questo caso, ovviamente, la rifusione avverrebbe per la quota residua. Tutto questo avvicinerebbe i risparmiatori veneti a una conclusione quantomeno parzialmente favorevole della loro vicenda, ma, affinché questo avvenga, è necessaria la pubblicazione del decreto attuativo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Gazzettino (ed. Udine), 18/08/2018 06:24
`savino (fi): «è la lega a non voler liberare quei finanziamenti» serracchiani (pd): «proporremo la cancellazione del blocco»
Il ponte di Latisana osservato speciale
INFRASTRUTTURE TRIESTE C’ è solo un osservato speciale tra i manufatti della rete autostradale di 243 chilometri gestita da Autovie Venete tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. È il ponte sul fiume Tagliamento, lungo 1,5 chilometri, che unisce Latisana a Fossalta di Portogruaro lungo l’ A4 Trieste-Venezia. «Entro fine anno», spiegano dalla concessionaria, sarà però sostituito da una nuova costruzione, anche se al momento la struttura «non desta particolare preoccupazione». Ogni ora sul ponte transitano una media di 1.500-1.800 veicoli. La sua costruzione risale al 1964, è privo della corsia di emergenza e a oggi vi possono transitare carichi non superiori a 56 tonnellate. A breve sarà sostituto da due viadotti, nell’ ambito dei lavori per la realizzazione della terza corsia dell’ A4. «Entro fine anno o al massimo a inizio 2019 – spiega il direttore operativo di Autovie Venete, Enrico Razzini – il traffico verrà deviato totalmente su uno dei due viadotti, quello in direzione Venezia, in attesa che anche il secondo viadotto venga completato». In tutto sono 338 i manufatti – tra ponti, viadotti, sottopassi e sovrappassi – distribuiti sulla rete autostradale di Autovie Venete. «Opere che vengono monitorate costantemente – aggiunge Razzini – il ponte sul Tagliamento non desta preoccupazione, ma essendo un manufatto datato, come tale va trattato: con un’ attenzione in più». Autovie informa che su un totale di circa 14 milioni di investiti ogni anno per la manutenzione della rete autostradale, 800 mila euro vengono impiegati per la sola manutenzione dei manufatti. Intanto il Codacons concentra la sua attenzione sullo stato delle infrastrutture sul territorio indica nel ponte sul Degano a Prato Carnico un manufatto che necessiterebbe di verifiche e indagine per accertarne il livello di sicurezza. L’ Associazione chiede il blocco dei mezzi pesanti per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche.
Il Gazzettino, 18/08/2018 06:21
Banche, i risparmiatori scrivono a Conte «Fondo di ristoro, subito il regolamento»
EX POPOLARI VENETE PADOVA Tredici associazioni di risparmiatori delle ex banche popolari venete e di consumatori chiedono al Governo di procedere con il fondo di ristoro. Adiconsum, Adusbef, Codacons, Ezzelino III da Onara e le altre sollecitano il premier Giuseppe Conte ad adoperarsi per «l’ immediata pubblicazione del decreto attuativo della legge vigente» e a garantire «le risorse necessarie per il rimborso integrale». La richiesta punta alla promulgazione entro il 30 settembre del regolamento già definito, in modo da accelerare i tempi affinché i soci traditi entrino a disposizione dei primi 25 milioni previsti per il 2018. IL DOCUMENTO I contenuti della bozza di regolamento saranno descritti in un incontro con gli interessati fissato per lunedì 20 agosto a Vicenza. Nel documento, è stato evidenziato, sono previsti in particolare l’ assenza di limiti per l’ ammontare del danno subito e di condizionamenti di «reddito e stato patrimoniale» dei soggetti danneggiati dal default di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Sono inoltre indicati la semplificazione della procedura per la richiesta del danno a carico dell’ interessato e l’ immediato pagamento di chi abbia ottenuto a proprio favore «una sentenza, anche di primo grado, o un lodo divenuto esecutivo» da parte, ad esempio, dell’ Arbitro per le controversie finanziarie (Acf). Il regolamento di cui si chiede l’ attuazione, inoltre, non pone limitazioni di data e di modalità di come si sia entrati in possesso delle azioni e l’ accesso al fondo è aperto anche ai risparmiatori che, nella primavera del 2017, abbiano accettato l’ Offerta pubblica di transazione (Opt) avanzata dai due istituti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Voce di Mantova, 18/08/2018 06:14
Ponte Viadana, il M5S chiede controli
“molte le azioni da intraprendere per rendere sicura l’ infrastruttura”
VIADANA Dopo la tragedia di Genova il M5S di Viadana ha espresso “un sincero cordoglio per vittime, feriti e sfollati e un plauso a tutto il personale impegnato ancora oggi nelle operazioni di soccorso.” Per i pentastellati sono diverse le azioni necessarie – dopo l’ inserimento da parte del CNR del ponte Viadana-Boretto, oltre ad altri attraversamenti sul Po, tra quelli a rischio e la diffida del Codacons ai Prefetti di Parma e Reggio in cui si richiede la chiusura al traffico pesante del manufatto al fine di consentire le opportune ispezioni – da intraprendere nell’ immediato. Una “matassa” di criticità che verranno nuovamente affrontate al Pirellone durante l’ audizione, calendarizzata per il 15 settembre del Comitato “Tre no Ponte Tangenziale”. «Biso gna riportare il focus sulle azioni da intraprendere con urgenza, azioni da noi sostenute già dalla chiusura del ponte di Casalmaggiore. Nonostante i recenti lavori di manutenzione, l’ aumento del traffico, specialmente pesante, deve richiedere interventi rapidi per assicurare la sicurezza dei cittadini e la continuità dei col legamenti tra Lombardia ed Emilia». Un elenco, quello stilato dal M5S, che annovera diversi punti: oltre al controllo e alla valutazione dell’ attuale stato di salute del ponte di Viadana, i 5 Stelle hanno chiesto di «attivare un monitoraggio, anche continuo, tramite tecnologie atte a verificare lo stress delle strutture». Sul traffico pesante: «Occorre valutare percorsi alternativi, contemplando il divieto di attraversamento di mezzi pesanti che trasportano carichi eccezionali». La forza d’ opposizione, in linea con quanto dichiarato dal sindaco Cavatorta in merito alla necessità di un piano che preveda la messa in sicurezza di tutti gli attraversamenti sul Po, ha auspicato un seguito concreto e rapido alla mozione presentata dai consiglieri Teveri e Foti . (l.c.)
Gazzetta di Parma, 18/08/2018 06:01
I «nostri» ponti sul Po La situazione è critica: sono vecchi e ammalati
quello di colorno, chiuso, attende lavori che gli prolungheranno la vita di 10 anni. ragazzola è in attesa di tornare a doppio senso di marcia
MICHELE DEROMA Qual è lo stato di sicurezza dei ponti del Paese? Sono tanti i cittadini che si stanno ponendo questo inquietante interrogativo, dopo lo spaventoso crollo del viadotto Morandi a Genova. Il quotidiano torinese La Stampa, in un’ inchiesta pubblicata nei giorni scorsi, si è così chiesto quanti sono i ponti italiani attualmente a rischio: Parma è purtroppo seriamente coinvolta in questa mappatura, dal momento che due dei diciotto viadotti presenti nella classifica si trovano tra i confini della provincia ducale. Si tratta del ponte Verdi, che unisce Ragazzola a San Daniele Po, e del ponte che collega Colorno a Casalmaggiore: non sarebbero più rassicuranti neppure le condizioni del viadotto tra Viadana e Bo retto, distante soltanto una decina di chilometri dal confine tra le province di Parma e Reggio Emilia. La situazione più critica è quella relativa al ponte tra Colorno e Casalmaggiore, chiuso dallo scorso 7 settembre dopo un sopralluogo effettuato dai tecnici delle province di Parma e Cremona, durante il quale si erano evidenziate gravi lesioni alla campata numero 15. A far scattare l’ allarme su alcune crepe erano stati, una decina di giorni prima, due agricoltori della zona: erano così scattate le prime verifiche, da parte dell’ ufficio tecnico del comune di Color no, ed erano successivamente state coinvolte le due province di competenza. Il progetto dei lavori di risanamento conservativo a cui verrà sottoposto il viadotto è stato approvato il 10 luglio, mentre il bando di affidamento dei lavori è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale due settimane più tardi: l’ intervento garantirà una decina d’ anni di vita per il ponte ristrutturato, che dovrebbe essere tenuto a battesimo a settembre 2019. Dovrebbe invece avvenire entro giugno del prossimo anno la riapertura a doppio senso – e con portata massima di 44 tonnellate – per il ponte Verdi, tra i comuni di Roccabianca e San Daniele Po. Anche in questo caso, problemi ad una campata del viadotto avevano causato, nel 2016, l’ apertura del viadotto a doppio senso alternato: il 3 maggio 2017 era stata decisa la chiusura totale del ponte, riaperto dopo due mesi con un doppio senso alternato tuttora in vigore. Due mesi fa, la Conferenza dei servizi ha dato il via libera per il progetto definitivo ed esecutivo dell’ opera di messa in sicurezza del ponte. Ai lavori sulle infrastrutture di Color no e Ragazzola sono stati rispettivamente destinati nei mesi scorsi sei milioni di euro, nell’ ambito di un più ampio decreto del governo che ha stanziato complessivamente 35 milioni per i ponti sul Po. Sono stati invece effettuati a settembre 2017 lavori di ristrutturazione del viadotto tra Viadana e Boretto, la cui tenuta è giornalmente messa a dura prova dalle migliaia di veicoli che ogni giorno circolano sul ponte. Che la situazione sia delicata, lo dimostra l’ iniziativa attuata ieri dal Codacons, che ha chiesto il blocco dei mezzi pesanti per 30 giorni su molti ponti in Italia, compresi quelli di Ragazzola e Boretto -quello di Colorno è già chiuso al traffico – per «sottoporli alle necessarie verifiche e indagini per accertarne il livello di sicurezza».
Gazzetta di Parma, 18/08/2018 06:00
Interventi Codacons: «Servono verifiche. Stop temporaneo ai tir»
zanichelli (m5s): «no grandi opere» interpellanza in regione di facci (misto)
Dopo il crollo del viadotto Morandi a Genova, il Coda cons ha chiesto il blocco dei mezzi pesanti per 30 giorni su molti ponti in Italia, anche per tre ponti sul Po nel Parmense e nel Reggiano, sostenendo che «necessiterebbero di verifiche e indagine per accertarne il livello di sicurezza». Si tratta dei ponti Viada na-Boretto, Colorno-Calsalmaggiore e Ragazzola-San Daniele. «In questo senso il Codacons che ha diffuso una nota – ha deciso di diffidare i prefetti di Reggio Emilia e Parma», chiedendo loro di «disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio». Il blocco dei tir per 30 giorni secondo l’ associazione darebbe «modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche», che il Coda cons chiede con «impiego del genio militare e non di privati per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’ impatto sul traffico». MOVIMENTO 5 STELLE «Lavoriamo insieme per investire sulla riqualificazione e il funzionamento in sicurezza delle infrastrutture esistenti e sulla loro manutenzione piuttosto che spendere soldi pubblici per creare nuove grandi opere di dubbia utilità» ha dichiarato il deputato del M5S Davide Zanichelli. «L’ episodio di Genova, inevitabilmente continua il deputato -, ha portato l’ attenzione della cittadinanza alle infrastrutture delle nostre zone, specialmente ai ponti sul Po. Una previsione sulla situazione in Emilia Romagna andava fatta già da tempo monitorando e intervenendo per risolvere le criticità tecnico -strutturali dei diversi ponti della nostra Regione». INTERROGAZIONE La manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza dei ponti e dei viadotti sul fiume Po e sulle vie fluviali dell’ Emilia-Romagna è al centro di un’ interrogazione presentata in Regione dal consigliere Michele Facci (Misto-Mns), che rivolge la propria attenzione in particolare sulla situazione dei ponti Vecchio e Nuovo sul fiume Reno nel territorio di Cento, in provincia di Ferrara, e di Pieve di Cento, nel bolognese, e chiede alla Regione di avviare «un piano straordinario di controllo e verifica dello stato di conservazione di tutti i ponti e viadotti del territorio regionale». «Nel gennaio 2018 – sostiene il consigliere – il ministero delle Infrastrutture, tramite la Conferenza delle Regioni, ha assegnato 35 milioni di euro per la ristrutturazione e la messa in sicurezza di numerosi ponti sul fiume Po, di cui 23,2 milioni per quattro ponti che si trovano in Emilia-Romagna». «Nonostante questi importanti stanziamenti – riprende Facci – a parte i quattro interventi sul fiume Po non risultano previsti interventi strutturali di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza dei ponti e viadotti sulle vie fluviali interne». r.c.
Gazzetta di Parma, 18/08/2018 06:00
La Provincia Serpagli: «Primi lavori urgenti, trovati i finanziamenti»
il delegato alla viabilità: «per ragazzola a settembre partirà la prima gara per lavori da 2 milioni di euro»
«La salvezza delle vite delle persone che passano sui nostri manufatti viene prima di qualsiasi esigenza o necessità». Sono le parole di Gianpaolo Serpagli, delegato alla viabilità della Provincia di Parma, in riferimento alla gestione dei lavori per la messa in sicurezza dei due ponti sul Po di Colorno e Ragazzola, considerati a rischio dall’ inchiesta pubblicata nei giorni scorsi dalla Stampa. «Come abbiamo dimostrato in passato su Casalmaggiore, se i tecnici ci consigliassero di chiudere un ponte, pur con molta sofferenza, un minuto dopo lo chiuderemmo», ha dichiarato Serpagli in riferimento alla chiusura del viadotto che unisce la cittadina cremonese a Colorno. «Dal settembre 2017 siamo riusciti, grazie ai parlamentari del territorio di Parma e di Cremona, a reperire sei milioni di euro, con un decreto PROVINCIA Serpagli. predisposto dal ministro Graziano Delrio appositamente per i ponti sul Po: abbiamo quindi approntato la fase progettuale e di conferenza dei servizi senza un commissariamento, quindi nei tempi previsti con il nuovo codice degli appalti. È ora in corso la fase finale del bando di gara per i lavori, da cui si partirà con la valutazione delle offerte e poi con la realizzazione dell’ opera». Parlando invece del ponte Verdi, tra Ragazzola e San Daniele Po, Serpagli ha definito tale viadotto «uno dei ponti più “attenzionati” dalla Provincia: anch’ esso è stato oggetto del decreto Delrio sui ponti del Po. A settembre – come ribadito dal consigliere della Provincia – partirà la prima gara per lavori da 2 milioni di euro, uno proveniente dalla Provincia e uno dalla Regione, che al loro termine permetteranno la riapertura del viadotto a doppio senso di marcia. Entro fine anno partirà la seconda gara per i sei milioni provenienti dal decreto Delrio: pertanto tra il 2018 e il 2019 il ponte subirà interventi per otto milioni di euro. Alla luce di questi fatti appare ancora più insensata e non necessaria la chiusura di trenta giorni auspicata da Codacons, che credo si sia espresso con troppa fretta e con una verifica poco attenta all’ effettiva situazione». M.D.
Il Quotidiano della Calabria (ed. Cosenza), 18/08/2018 05:41
m s. nicola arcella la manutenzione annunciata
Mele attende i lavori ordinari
SAN NICOLA ARCELLA – Il sindaco Barbara Mele ha raccolto le sollecitazioni dei cittadini: «Nonostante, già negli anni scorsi abbia ricevuto rassicurazioni per iscritto dall’ Anas sullo stato del viadotto – ha dichiarato Barbara Mele – ho ritenuto di sollecitare ulteriori verifiche su tutti i viadotti che attraversano il territorio del mio comune. Un modo per essere moralmente a posto e per evitare ulteriori allarmismi. La struttura del viadotto è stata sempre nei nostri pensieri e già negli anni scorsi abbiamo sollecitato verifiche sul posto a chi è tecnicamente preparato a farle. Sui controlli promessi e sulla manutenzione ordinaria, a dire il vero, non abbiamo avuto riscontri. Ho letto – fa sapere ancora Barbara Mele – la lettera del Codacons che individua alcune strutture bisognose di verifiche. Fra quelle elencate dall’ associazione dei consumatori non ci sono i viadotti della Statale che attraversai nostri territori e questo, unito alla comunicazione dell’ Anas dei giorni scorsi, in un certo senso ci rassicura». m.c.
Corriere del Veneto, 18/08/2018 05:05
VENEZIA «Ci sono almeno 1.
VENEZIA «Ci sono almeno 1.500 persone, con un titolo esecutivo in mano, che potrebbero in Veneto aver recuperato tutto il denaro perso nell’ azzeramento dei titoli delle ex banche popolari che avevano in portafoglio». A sostenerlo è Franco Conte, presidente regionale di Codacons, associazione che ieri, assieme ad altre dodici sigle di consumatori e di risparmiatori, in un vertice a Padova ha inviato un appello al Presidente del consiglio, Giuseppe Conte, perché sia firmato entro settembre il decreto attuativo del fondo di ristoro istituito con l’ ultima Legge finanziaria, di cui hanno diffuso per la prima volta la bozza. Quello elaborato nella precedente legislatura e fortemente promosso dal senatore Giorgio Santini e dal sottosegretario all’ economia, Pier Paolo Baretta, entrambi del Pd, e che aveva individuato una dotazione di cento milioni di euro da ripartire in quattro anni. Pochi, si è sempre riconosciuto. Ma sufficienti a partire già nel 2018 con i primi 25 milioni e, soprattutto, con la possibilità di abbondanti rifinanziamenti attingendo dai 1.600 milioni congelati nei «conti dormienti». Il decreto attuativo, quello che dovrebbe dare lo start ai rimborsi, con il recente «Milleproroghe» è stato fatto slittare a fine ottobre. Ma le associazioni temono che intanto possano intervenire variazioni, magari nelle intenzioni migliorative, ma tali da ritardare ancora la messa a terra del provvedimento. Il cui testo, finalmente, è entrato in possesso dei comitati e sarà descritto lunedì a mezzogiorno, nel municipio di Vicenza. Il documento contiene alcuni tratti fondamentali che, a detta delle associazioni favorevoli, «risolvono da subito il 90% dei problemi». Sono previsti, ad esempio, l’ assenza di limiti per l’ ammontare del danno subito e di condizionamenti di «reddito e stato patrimoniale» dei soggetti danneggiati dal default di Veneto Banca e Bpvi. La procedura per presentare l’ istanza, inoltre, è piuttosto semplificata e non vi sarebbero ostacoli per pagare immediatamente chi abbia ottenuto a proprio favore un pronunciamento «di una sentenza, anche di primo grado, o di un lodo divenuto esecutivo» da parte, ad esempio, dell’ Arbitro per le controversie finanziarie (Acf). Il regolamento non pone «limitazioni di data e o di modalità di come si sia entrati in possesso delle azioni» e l’ accesso al fondo è aperto anche ai risparmiatori che, nella primavera del 2017, abbiano accettato l’ Offerta pubblica di Transazione (Opt) avanzata dai due istituti riscuotendo in questo modo una somma pari a circa il 15% del danno subito. In questo caso la rifusione avverrebbe per la quota residua. Il criterio di assegnazione delle quote di ristoro, come detto, avverrebbe secondo il momento di presentazione delle domande e per il 100% della somma richiesta fino ad esaurimento della dotazione. La «scaletta» riprenderebbe l’ anno successivo, con al primo rifinanziamento del Fondo, da dove si è interrotta. Nel caso di gruppi collettivi, ad esempio una famiglia, e se alla fine di ogni tranche rimanesse un importo non sufficiente a coprire il credito di ciascun componente, avverrebbe una ripartizione proporzionale del residuo. Le quote mancanti, anche in questo caso, verrebbero saldate in automatico (cioè senza bisogno di presentare nuove istanze) con il rimpinguamento del serbatoio dell’ anno dopo. «Per avere tutto questo basta una sola firma del governo», insiste Conte. Puntuali le contestazioni dell’ associazione «Noi che credevamo nella Bpvi»: «Quello di Baretta è un fondo finto – scrivono – e al sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, abbiamo chiesto noi da mesi, inutilmente, un incontro».
gianni favero
La Sicilia (ed. Caltanissetta), 18/08/2018 04:49
provvedimento del libero consorzio comunale per le precarie condizioni della xirbi-s. caterina
Cavalcavia pericoloso, chiusa Sp 131
L’ allarme creato dalla tragedia di Genova con il crollo del ponte Morandi continua a destare preoccupazioni e timori anche per le strutture del Nisseno. E così, dopo che il Codacons ha diramato un elenco delle strutture a rischio sul nostro territorio, tra cui il ponte sulla statale 626 Caltanissetta – Gela (a 100 metri dal ponte Capodarso) di cui abbiamo riferito nell’ edizione di ieri del nostro giornale, anche il Comune di Santa Caterina Villarmosa si è allertato inviando una nota al Libero Consorzio comunale di Caltanissetta (ex Provincia regionale) con la quale ha chiesto di procedere ad effettuare delle verifiche sulle condizioni di sicurezza del viadotto sito lungo la strada provinciale 131 tra il km 0,000 ed il km 1,908 in considerazione che i giunti tra le piattaforme sono quasi impraticabili ed i guardrail posti a protezione degli autoveicoli che transitano sul viadotto sono in precarie condizioni, costituendo un pericolo per la pubblica e privata incolumità.La Sp. 131 collega Santa Caterina con Xirbi e lungo di essa si trova un cavalcavia della lunghezza di circa 200 metri, che presenta appunto le carenze lamentate dal comune caterinese e che pregiudica la sicurezza della viabilità sulla struttura, anche se, di fatto, da tempo per il transito viene utilizzato un percorso alternativo più sicuro, che aggira il viadotto.Il Libero Consorzio ha recepito l’ appello e si è subito mobilitato disponendo la chiusura al transito veicolare della provinciale 131 nel tratto compreso tra il km. 0,850 e il km. 1,090, provvedimento preso con determinazione del dirigente del settore viabilità dell’ ente. Nell’ atto di legge, appunto, che occorre effettuare specifiche verifiche di stabilità strutturali, ribadendo che le barriere di sicurezza sul viadotto si presentano in precarie condizioni e non sono a norma, e che gli inconvenienti descritti, determinati anche da carenze strutturali, potranno essere eliminati con uno specifico progetto di manutenzione straordinaria. Ma, considerato che le attuali disponibilità finanziarie dell’ ente sono più che limitate, s’ è decisa al momento la chiusura della strada e già ieri personale dell’ ufficio tecnico era sul posto per disporre le barriere e la relativa segnaletica. Inutile aggiungere che sono tante altre le arterie provinciali che necessitano di interventi di manutenzione, in quasi tutte le zone del Nisseno, da nord a sud. Qualche intervento è stato già programmato, ma si tratta di piccole cose rispetto a quelle che sono le esigenze di un territorio che sotto l’ aspetto della mobilità, continua ad essere pesantemente penalizzato, pagando un prezzo altissimo sotto l’ aspetto economico e per le sue prospettive di sviluppo.W. G.
La Sicilia (ed. Caltanissetta), 18/08/2018 04:49
dopo il m5s, c’ è il codacons
Incentivi Sanità esposti e denunce «Quella delibera è da ritirare» X X
Sui 56mila euro di incentivi ai dirigenti dell’ Asp di Caltanissetta, ieri è intervenuto il Codacons che, attraverso l’ avv. Carmelo Sardella, ha annunciato un esposto denuncia alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti e all’ Autorità nazionale anticorruzione «affinché vengano accertate eventuali abusi e responsabilità penali, nonché ogni ulteriore profilo di danno erariale». Giovanni Petrone, presidente regionale Codacons, sugli oltre 31mila euro riconosciuti al direttore sanitario Marcella Santino e su più di 25mila euro al direttore amministrativo Alessandro Mazzara, ha chiesto l’ intervento dell’ assessore regionale Ruggero Razza e del ministro della Salute Giulia Grillo e ha aggiunto: «Il direttore dell’ Asp ci dica a che punto sono le liste di attesa dei pazienti» e poi «è l’ ennesimo schiaffo a medici, infermiere e cittadini».Più trasparenza nella sanità pubblica in particolare per gli indennizzi economici da elargire ai manager, è stata chiesta anche dai parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, Francesco Cappello e Giancarlo Cancilleri dopo che l’ Asp nissena ha deliberato gli incentivi economici oltre 56 mila euro per l’ attuale direttore sanitario Marcella Santino e per l’ ex direttore amministrativo Alessandro Mazzara.Gli obiettivi che i due amministratori della sanità nissena dovevano raggiungere non sono noti «ma i cittadini li vogliono conoscere – dice l’ on. Francesco Cappello – chi vive nella nostra splendida isola deve conoscere la programmazione che c’ è nelle aziende sanitarie, strettamente collegate alla Regione. Non è possibile che ancora oggi il management di un’ azienda sanitaria si pone degli obiettivi che nessuno conosce ed il loro operato viene giudicato da loro stessi».Da qui la richiesta di una “pagella” per i direttori generali, sanitari e amministrativi della sanità pubblica da far stilare direttamente al personale degli ospedali (che spesso vivono il disagio della carenza di unità), ai medici che in alcuni casi si sono ritrovati a lavorare senza un’ adeguata strumentazione. «Chiederemo all’ assessore alla sanità in commissione conto e ragione di questo atto assolutamente inopportuno che a nostro parere merita la condanna di tutto il mondo politico», dice il componente della commissione Sanità all’ Ars, Francesco Cappello. «Abbiamo già inoltrato – aggiunge il deputato Nuccio Di Paola – un atto ispettivo per avere contezza della relazione di accompagnamento alle delibere a firma dei rispettivi manager (peraltro non pubblicate nel sito istituzionale dell’ Asp) affinché possiamo prendere visione dei famigerati obiettivi raggiunti dai rispettivi direttori tali da giustificare la corresponsione in loro favore di questo esoso trattamento integrativo economico. Come cittadino di Gela e residente nel territorio nisseno, non posso che lamentare di enormi disfunzioni della nostra sanità». I due parlamentari, a cui si aggiunge anche Giancarlo Cancelleri, evidenziano che «in un momento così drammatico per le condizioni in cui versa la sanità in Sicilia la corresponsione di ingenti somme di danaro a titolo di incentivazione rappresenta uno schiaffo morale assolutamente inaccettabile per cittadini, medici ed infermieri abbandonati al loro destino soprattutto nei cosiddetti ‘ospedali di frontiera’ in cui scarseggiano oltre che il personale persino gli arredi o che come nel caso di Mussomeli versano in condizioni davvero pietose». L. M.
Il Giornale, 18/08/2018 04:45
La Torino-Savona fa paura I viadotti cadono a pezzi
da anni gli automobilisti lanciano l’ allarme a preoccupare è soprattutto il «lodo» di cadibona
Q uello che Genova ci lascia è il diritto al dolore. Il diritto alla polemica. E il diritto alla paura. Ognuno di noi dallo scorso martedì ogni volta che passa su un ponte stradale con la sua abbassa il volume dell’ autoradio e rallenta il suo respiro, magari in modo impercettibile. Abbiamo paura, in modo irrazionale, d’ accordo. Ma in qualche caso questa ansia ha qualche ragione che la ragione non conosce. Lo sanno bene gli automobilisti che percorrono l’ autostrada A6 Torino-Savona, che sbirciano i piloni di alcuni dei viadotti di quest’ opera più o meno coeva del ponte Morandi di Genova e si chiedono quando anche quegli arcobaleni di cemento e arditezza verranno giù. Sono giganti malmessi, scrostati, affaticati, che la gente fotografa e posta angosciata. E a guardarle, quelle immagini, non si può dar torto agli utenti di quell’ autostrada. Autostrada che – per chi non la frequenta – ha il bucolico nomignolo di «Verdemare», è entrata in servizio nel 1960, ha subito vari lavori di raddoppio e adeguamento nel corso dei decenni successivi (annettendosi anche la celebre pista di prova della Fiat dove il collaudatore Claudio Maglioli superò i 387 chilometri orari con una Lancia LC2) è gestita dalla società Autostrada dei Fiori controllata dalla Sias del gruppo Gavio, quarto operatore autostradale al mondo con oltre 4mila chilometri in concessione in Italia ma soprattutto in Brasile. I viadotti della paura sono per lo più nel tratto ligure dell’ opera, quello più accidentato da un punto di vista orografico e che è un ottovolante da vertigine. Il ponte che più preoccupa è quello di Lodo nel comune di Cadibona, verso la fine dell’ autostrada, al chilometro 115, quasi a Savona. I piloni sono senza pelle, scrostati, per larga parte privi del calcestruzzo che ricopre l’ armatura, che a sua volte si mostra arrugginita e non proprio in piena forma. Le foto postate sui social dagli utenti hanno spinto la società di gestione a emanare un «tranquillizzante» comunicato: «Tale opera d’ arte – si legge – al pari di tutte le restanti presenti sulla tratta autostradale in gestione, viene sottoposta con cadenza trimestrale a verifiche e controlli. Le risultanze di tali ispezioni non hanno evidenziato alcuna criticità di carattere statico. La mancanza dei copriferri è accentuata dagli interventi posti in essere dalla Società per il disgaggio dei calcestruzzi superficiali che, in caso di caduta, avrebbero potuto costituire potenziale pericolo per coloro che transitano sulla sottostante strada vicinale in località Pian dei Carpi». I termini tecnici intimoriscono e confondono. Ma la verità è che dopo il crollo del ponte Morandi, su cui da decenni la società di gestione garantiva che fosse tutto a posto, queste parole equivalgono a curare un tumore con l’ aspirina. Ma ci sono anche altri ponti che tolgono il sonno agli automobilisti dell’ A6. Preoccupano le condizioni del Castellaro situato nel tratto compreso tra Altare e Savona in direzione del capoluogo, che fa parte della carreggiata storica Ceva -Savona costruita alla fine degli anni Cinquanta, su cui la società sta provvedendo a lavori di miglioramento sismico. Secondo il Codacons, da tenere d’ occhio ci sono anche il viadotto Chiaggi a Priero e quello Stura di Demonte a Fossano.
La Repubblica, 18/08/2018 04:43
risparmiatori
Banche venete associazioni a Conte “Subito i rimborsi”
MILANO Tredici associazioni di risparmiatori delle ex banche popolari venete e di consumatori, fra cui Adiconsum, Adusbef e Codacons, hanno chiesto formalmente al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, «l’ immediata pubblicazione del decreto attuativo della legge vigente sul “fondo di ristoro” garantendo le risorse necessarie per il rimborso integrale». La richiesta punta alla promulgazione al più presto del regolamento. Ieri intanto nel corso di una conferenza stampa sono stati illustrati i punti-chiave della bozza di decreto che era stato definito dal precedente governo. Nel documento, tra l’ altro, non ci sono limiti per l’ ammontare del danno subito e vincoli di “reddito e stato patrimoniale” dei soggetti danneggiati dalle due banche venete.
Il Tirreno (ed. Pisa), 18/08/2018 04:05
bellezze in passerellabellezze in passerella
Da Marina allo scettro di Miss Cinema la studentessa Martina vola a Jesolo
iacomelli, 21 anni, trionfa nella finale regionale di marina di bibbona di fronte a lavinia mannucci, miss toscana 2017iacomelli, 21 anni, trionfa nella finale regionale di marina di bibbona di fronte a lavinia mannucci, miss toscana 2017
marina di pisa Marina di Bibbona ha eletto l’ altra sera Miss Cinema Toscana 2018. Si tratta di una ragazza di Marina di Pisa, Martina Iacomelli, studentessa ventunenne, che ha prevalso sul gruppo delle altre 19 finaliste regionali e può così volare alla pre-finali di Jesolo. La manifestazione, divenuta da diversi anni un appuntamento fisso nel cartellone degli eventi estivi bibbonesi, anche in questa edizione ha riscontrato un enorme successo. Era stata organizzata dall’ amministrazione comunale con la collaborazione dell’ Asb, della Pubblica Assistenza e degli operatori turistici di Bibbona. Non semplice il lavoro della giuria della serata, presieduta da Massimo Fedeli, sindaco di Bibbona, affiancato nel ruolo di segretario dal vice sindaco Simone Rossi, nel dover scegliere tra il gruppo delle concorrenti in gara la miss più rappresentativa per il titolo storico di Miss Cinema.Alla fine il verdetto è stato il seguente: prima classificata – Miss Cinema Toscana 2018 – Martina Iacomelli, di Marina di Pisa, 21 anni, studentessa, 1,74 metri, capelli castani, occhi azzurri, del segno del Leone; seconda classificata Simona Cancelliere, di Montemurlo, 25 anni, estetista, 1,70 metri, capelli castani, occhi marroni, del segno della Vergine; terza classificata Simona Rosati, di Empoli, 26 anni, studentessa universitaria, 1,77 metri, capelli castano-scuro, occhi celesti, del segno del Cancro; Giorgia Giangrasso, di Signa, 20 anni, studentessa universitaria, 1,70 metri, capelli castani, occhi castani, del segno dello Scorpione; quinta classificata Maira Spinelli, di Empoli, 19 anni, studentessa, 1,73 metri, capelli castani, occhi marroni, del segno della Bilancia; sesta classificata Martina Bonacchi, di Buti, 25 anni, receptionista d’ albergo, 1,77 metri, capelli castani, occhi castani, del segno del Sagittario.Miss Cinema Toscana è stata premiata da Massimo Fedeli, sindaco di Bibbona, e ha ricevuto dalla signora Valentina Morelli della gioielleria Giorgi Simone di Marina di Cecina il gioiello messo a disposizione dallo sponsor nazionale Miluna.Ospiti della serata Sofia Penco di Bibbona, Miss Miluna 2018, e Lavinia Mannucci, di Firenze, Miss Toscana 2017. Gradito dal pubblico anche l’ intervento dell’ avvocato Silvia Bartolini, presidente del Codacons Toscana, nel promuovere lo sportello anti-stalking per tutte le persone che subiscono o hanno subìto atti persecutori. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Il Resto del Carlino, 18/08/2018 04:02
ITALO Esposto Codacons all’ Agcm [QN11EVIBLU]Il Codacons depositerà un esposto all’ Agcm nei …
ITALO Esposto Codacons all’ Agcm [QN11EVIBLU]Il Codacons depositerà un esposto all’ Agcm nei confronti di Italo (in foto l’ ad Cattaneo) per pratica commerciale scorretta e pubblicità ingannevole riguardo alle promozioni.
Il Giorno, 18/08/2018 03:51
ITALO Esposto Codacons all’ Agcm [QN11EVIBLU]Il Codacons depositerà un esposto all’ Agcm nei …
ITALO Esposto Codacons all’ Agcm [QN11EVIBLU]Il Codacons depositerà un esposto all’ Agcm nei confronti di Italo (in foto l’ ad Cattaneo) per pratica commerciale scorretta e pubblicità ingannevole riguardo alle promozioni.
Quotidiano di Puglia, 18/08/2018 03:46
il focus i controlli la spesa
Dal ponte girevole di Taranto alle tangenziali: tutte le criticità
sollecitata dai tecnici l’ attività di monitoraggio sui viadotti regionali ritardi nelle opere in cantiere la giunta emiliano intervenuta per salvare 20 milioni l’ ordine degli ingegneri di lecce: «occorre un piano condiviso per la sicurezza»
«Un piano per la sicurezza di strade, ponti ed edifici», è quello che chiede il presidente dell’ Ordine degli ingegneri di Lecce, Raffaele Dell’ Anna, per impedire che tragedie come quella di Genova possano ripetersi. Nel capoluogo ligure i vigili del fuoco stanno ancora scavando tra le macerie del ponte Morandi, crollato improvvisamente mercoledì scorso. Almeno una trentina di auto e tre tir sono precipitati nel vuoto, 38 le persone morte: l’ ipotesi, al momento, è che il cedimento strutturale sia stato causato dalla rottura di uno dei tiranti. Il crollo del ponte Morandi ha aperto il dibattito sulla sicurezza delle strade italiane, non esiste un elenco di strutture che necessiterebbero di interventi e il nodo è proprio questo: manca un monitoraggio costante. A chiederlo è il presidente dell’ Ordine degli ingegneri di Lecce: «Occorre un piano condiviso per la sicurezza del costruito. Gli ingegneri sono pronti a fare la loro parte», annuncia. Anche la deputata di Forza Italia, Vincenza Labriola, incalza il governo: «La tragedia di Genova commenta – sia da monito e non un pretesto per spot politici. Il governo si dia una mossa e cominci ad attenzionare le numerose strutture che mostrano criticità e debolezze, come ad esempio il Ponte Punta Penna Pizzone e il Ponte Girevole di Taranto, due opere infrastrutturali importanti per la città di Taranto che in questi anni hanno subito interventi tampone e scarsa manutenzione. L’ esecutivo faccia chiarezza sullo stato di salute questi ponti». Non ci solamente i due ponti di Taranto, il Codacons ha chiesto di intervenire su un cavalcavia nella Bat, un altro da Modugno e Bari è sotto osservazione da oltre un anno. Così pure i cavalcavia della tangenziale Bari-Brindisi-Lecce. Il ministero dei Trasporti ha annunciato di aver già avviato un monitoraggio sullo stato di conservazione e manutenzione delle opere. «La politica attacca però l’ ingegnere salentino, Dell’ Anna – si esercita tra rimpalli di responsabilità, dietrologie e inevitabili strumentalizzazioni. Le immagini del crollo e la devastazione che ne è seguita ripropongono il tema antico della sicurezza del costruito, ovvero dell’ invecchiamento delle costruzioni. Eppure critica – in più occasioni il Cni e la rete delle Professioni tecniche hanno prodotto documenti e proposto soluzioni, nella convinzione che la cura, la sicurezza, la manutenzione e la prevenzione debbano essere un abito da indossare in modo permanente e non nelle occasioni del lutto e del dolore». Il presidente dell’ Ordine degli ingegneri ricorda che il ponte Morandi ha oltre 50 anni: «Da allora molte cose sono cambiate: carichi sui ponti, normative tecniche ed amministrative, volumi di traffico, conoscenze sul degrado dei materiali e, in particolare, del cemento armato». In Italia sono circa 61 mila i ponti e viadotti lungo i 255mila chilometri che compongono la rete stradale italiana. «Dati rilevanti commenta Dell’ Anna – che uniti alla complessità dell’ orografia del nostro Paese, richiedono di aggiornare e dare organicità e sistematicità alle proposte già avanzate sul tema della manutenzione». La proposta dell’ Ordine salentino, quindi, è di creare un’ anagrafe delle opere. La domanda che anche i pugliesi si pongono è: in che condizioni sono le nostre strade, i ponti e viadotti? In Puglia le arterie principali sono di competenza dell’ Anas o di Autostrade e non vengono segnalate criticità. C’ è, però, un problema di fondo che riguarda soprattutto le strade gestite da Province e Comuni: la scarsa manutenzione. Gli Enti locali spesso lamentano di non avere risorse, vero solo in parte: anche quando i soldi ci sono le opere non vengono realizzate. Un caso su tutti: il 27 aprile del 2007, il governo pugliese mise a disposizione quasi 95 milioni di euro per lavori di manutenzione su tutte le strade non controllate da Anas e Autostrade, tre anni dopo il 28 settembre del 2010 sempre il governo Vendola investì altri 100 milioni. Lo scorso 4 maggio, la giunta Emiliano è stata costretta ad intervenire con una nuova delibera, la numero 575, per evitare che 20 milioni andassero persi per la mancata realizzazione degli interventi.
vincenzo damiani
La Nazione (ed. Pisa), 18/08/2018 03:45
bellezza fascia prestigiosa per la 21enne di marina di pisa
Martina vola alle prefinali di Jesolo E’ la nuova Miss Cinema Toscana
CONTINUA la corsa di Martina Iacomelli verso la passerella di Miss Italia 2018. La giovane marinese è stata infatti eletta Miss Cinema Toscana 2018. La bella concorrente del litorale pisano ha avuto la meglio, nelal serata di Bibboba, sul gruppo delle 19 finaliste regionali e vola così alle prefinali di Jesolo. La ventunenne studentessa di Giurisprudenza con la passione per la recitazione – ‘erede’ del tempio del pesce «da Gino» a Boccadarno – si è portata a casa un titolo storico incantando la giuria con il fisico statuario e i bellissimi occhi azzurri. Dopo di lei sono arrivate Simona Cancelliere e Simona Rosati di Empoli. Sesta classificata un’ altra concorrente pisana: Martina Bonacchi, 25 anni, di Buti. Martina – neo eletta Miss Cinema Toscana al suo debutto in un concorso di bellezza – è stata premiata da Massimo Fedeli sindaco di Bibbona ed ha ricevuto da Valentina Morelli della gioielleria «Giorgi Simone» di Marina di Cecina il gioiello messo a disposizione dallo sponsor nazionale «Miluna». Ospiti della serata Sofia Penco di Bibbona Miss Miluna 2018 e Lavinia Mannucci di Firenze Miss Toscana 2017, gradito inoltre dal pubblico presente l’ intervento dell’ avvocato Silvia Bartolini – presidente del Codacons Toscana – che ha promosso lo sportello anti-stalking per tutte le persone che subiscono o hanno subito atti persecutori . La serata è stata brillantemente presentata da Raffaello Zanieri e le acconciature di tutte le concorrenti sono state curate dal gruppo parrucchieri Cabeza Loca di Arias Yanira con salone a Filare di Bagno di Gavorrano. L’ organizzazione della serata à stata firmata dall’ agenzia Syriostar di Gerry Stefanelli, responsabile del concorso per la Toscana e la Liguria, con la collaborazione di Alessandro Ferrari e di Giovanni Rastrelli.
Il Tempo, 18/08/2018 03:45
Paradossi A Nuoro un viadotto è crollato, riaperto e cascato di nuovo Un cavalcavia sulla Milano Meda andava chiuso . La Provincia si è opposta
A San Salvo, provincia di Chieti, due ponti sono sotto osservazione lungo la stradale che dalla A14 conduce al cento della città. Le lettere del sindaco Magnacca al ministro Toninelli testimoniano la preoccupazione. Legambiente segnala poi le emergenze sullo stato dei viadotti autostradali Teramo -Roma (autostrada a24 e A25) e ricorda il «crollo del ponte sulla statale 16 alla’ altezza della foce del Sangro, collassato all’ improvviso», due ponti nel tratto Atessa Lanciano, per tenuta dei pilastri, e i ponti chiusi che col legano l’ area industriale di castel di Sangro con la Campania per problemi di stabilità. Per il Sud: in Campania, sono stati chiusi il ponte di Carmiano a Napoli; il viadotto Gatto a Salerno; il viadotto Manna ad Ariano Irpino. Segnalazioni dei cittadini alle autorità per il ponte che unisce il comune di Castellamare di Stabia con la statale Sorrentina. In Basilicata, incontriamo di nuovo Morandi, per il viadotto Carpi neto I sul raccordo autostradale Potenza/Sicignano, gestione Anas, con una perizia che 4 anni fa ne segnalava il degrado. In Calabria si registra il caso del ponte Cannavino/Celico sulla statale 107 fra Paola e Crotone, gestione Anas, con un avvallamento al centro ma dichiarato sicuro da Anas stessa. Il Codacons elenca interventi di controllo urgenti per vaie strutture: 4 viadotti Fiume Mesima a2 tra Rosarno e Mile to pericolanti e sotto sequestro, Variante 106 tratto A, Ponte Morandi a Catanzaro. Arriviamo alle isole. Sicilia, aparte il viadotto Morandi alle porte di Agrigento chiuso dall’ anno scorso e di cui si discute l’ abbattimento più che la ristrutturazione; è chiuso il ponte sul fiume Gornalunga, lungo la strada provinciale 74/II, in prossimità dei territori comunali di Belpasso, Motta S. Anastasia, Paternò, Palagonia e Ramacca, in provincia di Catania,. Un ponte sulla statale 107, ponte Spiona a Poto Empedocle, situazioni sulla Statale 626 da Caltanissetta a Gela. In Sardegna, Anas ha previsto per il 2018 e 2019 interventi per 435 milioni di euro. Si parte con il comune di Ploaghe, Sassari, con due ponti lungo la statale 131 da rimettere in sesto. Stessa provincia, comune di Sìligo iniziati da poco i lavori sul ponte di Mesumundu. Cambio provincia, a Nuoro, sotto osservazione c’ è il ponte Cheia i cui piloni con gli schele tri di ferro arrugginito sporgono dal cemento di uno dei viadotti sulla strada statale 389. Ancora: a Ula Tirso sotto monitoraggio è il viadotto di Santa Chiara, che collega le sponde del lago Omodeo, che presenta una campata abbassata che non ne minerebbe la stabilità ma che abbisogna di un intervento strutturale. Ancora a Nuoro: da segnalare il caso assurdo del ponte di Oloè che connette Dorgali e Oliena. Il ponte era venuto giù con l’ alluvione del 2013 uccidendo un poliziotto, Luca Tanzi, deceduto mentre prestava soccorso alle popolazioni colpite dal maltempo. Dopo il crollo l’ Anas lo aveva ricostruito parzialmente, poi era stato nuovamente chiuso per il maltempo, poi era stata istituita una regolamentazione speciale per i mezzi pesanti, poi ancora, 2017, nuovamente chiuso per il maltempo. Quin di nuovo cedimento di una campata e sequestro del manufatto – «opera d’ arte» sembra davvero troppo – quindi il Tribunale autorizza la Provincia a nuovi lavori per la messa in sicurezza. Queste sono solo alcune delle strutture che preoccupano gli addetti ai lavori. Fra questi c’ è l’ ingegnere Andrea Occhiuti che dirige il Dipartimento di Tecnica delle Costruzioni del Consiglio nazionale delle Ri cerce. Le sue conclusioni sono devastanti: «Ci sono non meno di 10mila fra ponti eviadotti di cui ignoriamo la tenuta e che, per età e traffico sostenuto, potrebbero essere a rischio crollo». E per essere ancora più espliciti, Occhiuti la mette giù così: «In Italia abbiamo uncen tinaio di gestori delle “opere d’ arte”, cioé i ponti, i viadotti e le gallerie, e circa 50mila di queste opere. Non esiste un elenco unico di ponti e viadotti (più ponti insieme creano un viadotto, ndr) e non esiste una tecnica costruttiva che garantisca più durata rispetto a un’ altra. L’ Amministrazione centrale dello Stato deve avviare immediatamente analisi su questi strutture». Dopo il crollo di Genova del Viadotto sul Polcevera è scattata una psicosi sulle opere progettate da Morandi: «È stato uno dei massimi ingegneri in tema di ponti». La corsa a riepilogare tutti i crolli avvenuti negli ultimi in Italia di ponti e viadotti è da bivido: dal 2014 in poi, in mezza Italia, è venuto giù di tutto: «Per capire se un ponte è stabile occorre compiere un’ operazione lunga, complessa e costosa – spiega Occhiuti si tratta di dividere la “capacità di resistere” del ponte per la “domanda di resistenza”. Questa divisione darà un risultato che oscilla fra 0, ponte da chiudere, a 1, ponte perfetto. Tutti i valori compresi fra 0 e 1 indicheranno lo stato di salute del ponte. Il valore si ottiene con una serie di parametri: l’ età del ponte che più supera i 50 anni più è a rischio; il volume del traffico che deve sostenere; il progetto originario visto che non sappiamo dall’ esterno quale tipo di tondini di ferro sia stato utilizzato nella costruzione, di che qualità, spessore, dislocazione; saggi a campione delle strutture e, infine, un’ analisi di laboratorio di tutti questi elementi. Tutte queste operazioni insieme possono dire qual è lo stato di salute di un ponte»
Messaggero Veneto (ed. Pordenone), 18/08/2018 03:33
la denuncia
Lezioni private, a Pordenone la spesa supera i 250 euro
nel mirino del codacons le ripetizioni “in nero” per gli esami di riparazione la mappa del “sommerso” sfiora il miliardo di euro
Ripetizioni private di matematica a 20-25 euro all’ ora, con latino e tedesco il tariffario può salire a 30 euro e greco si impenna a 33-35 euro: incassi non dichiarati al fisco da nove professori su dieci. Danno l’ impennata delle lezioni private gli esami di fine agosto nelle superiori per saldare i debiti in pagella degli studenti con debito nella pagella di giugno 2018. I corsi di recupero offerti dalle scuole sono pochi, concentrati in alcune materie e tenuti in giugno e luglio. I professori che arrotondano il salario statale sono una pattuglia mista agli studenti universitari in cerca di risorse: tutti nel mirino del Codacons. Il dossier dell’ associazione dei consumatori ha misurato il fenomeno dagli annunci sul con l’ incrocio di domanda e offerta: su Facebook ci sono anche gli appelli di alcuni genitori che cercano professori per i figli. «Uno studente su 4 – è questo il risultato segnalato dal Codacons – alimenta in agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora il miliardo di euro». A Pordenone la spesa media concentrata in quattro settimane estive supera 250 euro a famiglia per una o due discipline: spesso le ripetizioni continuano anche durante l’ anno scolastico. Il risultato è un salasso per tante famiglie. L’ indagine Codacons offre la mappa di un mercato sommerso che non esclude le ripetizioni a studenti universitari: in fisica, meccanica, costruzioni sono le più costose. Un mercato variabile, animato anche da tanti professori in pensione che, magari, si accontentano. Le materie meno costose a Pordenone sono inglese a 15-18 euro orari, italiano a 17 euro, come l’ elettronica. -C.B. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Gazzetta di Reggio, 18/08/2018 03:31
boretto-viadana
Il ponte è stato curato La vera incognita? Quanti camion sopporta
i sindaci chiedono una verifica sul traffico che attraversa il fiume po
L’ allarme lanciato dal Codacons, che ha chiesto il blocco per 30 giorni del traffico pesante su alcuni ponti italiani, ha ulteriormente puntato i riflettori sul tratto Boretto-Viadana, da mesi congestionato dal traffico a causa della chiusura del ponte tra Casalmaggiore e Colorno. «Il ponte Boretto-Viadana, al compimento del 50esimo anno, è stato oggetto di una verifica generale e di manutenzione, per un totale di oltre 2 milioni – spiega il sindaco Massimo Gazza – È fondamentale individuare la capacità del carico del ponte, dato essenziale per la gestione e il monitoraggio del traffico e dei passaggi dei mezzi pesanti. Sono allo studio alcune misure per distanziare i mezzi con carichi pesanti, in modo da alleggerire lo stress del ponte, e il posizionamento di sensori per misurare le eventuali deformazioni e monitorare le pile in fase di piena». VACCARI / PAGINE 2 E 3.
Gazzetta di Reggio, 18/08/2018 03:31
il sindaco verona
«Nessuna criticità per il Guastalla-Dosolo» Pronti 3,8 milioni
Guastalla Se il ponte che collega Boretto e Viadana è finito al centro delle polemiche a seguito della richiesta del Codacons di chiuderlo per 30 giorni ai mezzi pesanti, anche quello tra Guastalla e Dosolo è ora sotto osservazione da parte di tanti cittadini preoccupati. Al momento, però, spiega il sindaco di Guastalla, Camilla Verona, non si segnalano situazioni di criticità: «Nei prossimi mesi – afferma – verrà eseguita una manutenzione seria, che permetterà di conferire ulteriore sicurezza al ponte. In questi anni non sono mai arrivate segnalazioni relative a cedimenti strutturali e non vi sono segnali di pericolo. Non è possibile intervenire nell’ immediato perché ci sono tempi tecnici da rispettare, ma l’ ufficio tecnico della Provincia mi ha confermato che a settembre vi sarà il bando per i lavori».Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per il ponte Guastalla-Dosolo, ha stanziato nei mesi scorsi 3,8 milioni attraverso l’ ultima legge di bilancio del governo Gentiloni. Risorse che permetteranno un importante intervento di manutenzione straordinaria, a partire dal ripristino del cemento armato. C’ è anche uno studio di cinque anni fa – commissionato dalla Regione Lombardia a Eupolis – che illustra come il ponte tra Guastalla e Dosolo versi in condizioni migliori rispetto ad altre infrastrutture simili. Una delle classificazioni più significative è quella realizzata in base alla vulnerabilità strutturale, in cui il gruppo A è il migliore e il gruppo D il peggiore. Il ponte di Casalmaggiore e Colorno – oggi chiuso – è stato inserito nel gruppo B, mentre il Boretto-Viadana e Guastalla-Dosolo fanno parte del C (“nei quali si riscontrano evidenti segni di corrosione, con riduzione della sezione resistente dei ferri di armatura e dei cavi più esposti”). In base a ulteriori parametri, le infrastrutture sul Po sono state divise in tre macroaree: dall’ analisi dei dati emerge che “per quanto riguarda i ponti sulla viabilità ordinaria, si evidenzia la conferma di prioritizzazione sui ponti di Casalmaggiore e Viadana». –A.V. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
La Tribuna di Treviso, 18/08/2018 03:31
Tredici associazioni di risparmiatori delle ex banche popolari venete e di consumatori, fra cui …
Tredici associazioni di risparmiatori delle ex banche popolari venete e di consumatori, fra cui Adiconsum, Adusbef, Codacons ed Ezzelino Terzo da Onara, hanno chiesto formalmente ieri al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, «l’ immediata pubblicazione del decreto attuativo della legge vigente (il ‘fondo di ristoro approvato con la legge di bilancio del 27 dicembre 2017 numero 206) e come da contratto di governo, garantendo le risorse necessarie per il rimborso integrale».La richiesta delle associazioni di risparmiatori punta alla promulgazione al più presto, ossia entro il 30 settembre, del regolamento già definito, di cui sono stati resi noti nella giornata di ieri i dettagli ad opera delle stesse organizzazioni, in modo da accelerare la messa a disposizione dei risparmiatori “traditi” dei primi 25 milioni di euro previsti per il 2018. I contenuti della bozza di regolamento saranno descritti in un incontro con gli interessati fissato per lunedì prossimo, 20 agosto, a Vicenza, dove è in corso il processo ai vertici della Banca Popolare di Vicenza.Nel documento, è stato evidenziato, sono previsti, in particolare, l’ assenza di limiti per l’ ammontare del danno subito e di condizionamenti di «reddito e stato patrimoniale» dei soggetti danneggiati dal default di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.Sono inoltre indicati la semplificazione della procedura per la richiesta del danno a carico dell’ interessato e l’ immediato pagamento di chi abbia ottenuto a proprio favore un pronunciamento «di una sentenza, anche di primo grado, o di un lodo divenuto esecutivo» da parte, ad esempio, dell’ Arbitro per le controversie finanziarie (Acf).Il regolamento di cui si chiede l’ attuazione, inoltre, non pone limitazioni di data e o di modalità di come si sia entrati in possesso delle azioni e l’ accesso al fondo è aperto anche ai risparmiatori che, nella primavera del 2017, abbiano accettato l’ Offerta pubblica di Transazione (Opt) avanzata dai due istituti e riscuotendo in questo modo una somma pari a circa il 15 per cento del danno subito. In questo caso, ovviamente, la rifusione dei risarcimenti avverrebbe per la quota residua. Naturalmente c’ è molta attesa per i risparmiatori. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Gazzetta di Reggio, 18/08/2018 03:31
«Boretto-Viadana Importante capire la capacità di carico del nostro ponte»
il sindaco massimo gazza segue con attenzione i lavori «dovremo monitorare e gestire il traffico dei mezzi pesanti»
BORETTO«Avverto su di me una grande responsabilità, il Comune non ha responsabilità diretta nella gestione e manutenzione del ponte, tuttavia è una struttura talmente strategica e fondamentale per il territorio che sarebbe da incoscienti non occuparsene». Così il sindaco di Boretto Massimo Gazza si approccia a un tema più che mai caldo. L’ allarme lanciato dal Codacons, che ha chiesto il blocco per 30 giorni del traffico pesante su alcuni ponti italiani, ha infatti ulteriormente puntato i riflettori sul tratto Boretto-Viadana, da mesi congestionato dal traffico a causa della chiusura del ponte tra Casalmaggiore e Colorno.«Sono sempre stato presente ai tavoli tecnici – prosegue il sindaco – alcuni approfondimenti li ho promossi io stesso. Ritengo fondamentale essere a conoscenza delle osservazioni tecniche, perché chi porta le massime responsabilità di un territorio non può liquidare la questione relegando tutte le responsabilità alla parte tecnico-ingegneristica. Il ponte Boretto-Viadana, al compimento del 50esimo anno, è stato oggetto di una verifica generale e di manutenzione, per un totale di oltre 2 milioni. Gli interventi sono stati elaborati dai gestori del ponte, ossia le Province di Reggio e Mantova, con risorse regionali e hanno riguardato prevalentemente le pile in alveo e i giunti».Interventi sono previsti anche nelle prossime settimane.«A settembre – aggiunge – terminerà l’ incamiciatura in acciaio dei pali di fondazione, e successivamente si procederà alle fasi di collaudo. Aspetto rilevante sarà l’ individuazione della capacità del carico del ponte, dato essenziale per la gestione e il monitoraggio del traffico e dei passaggi dei mezzi pesanti. Necessità che si è acuita con la chiusura del ponte di Colorno-Casalmaggiore, che ha incrementato considerevolmente il traffico. Sono allo studio alcune misure per distanziare i mezzi con carichi pesanti, in modo da alleggerire lo stress del ponte e il posizionamento di sensori per misurare le eventuali deformazioni e per monitorare le pile in fase di piena».«Noto con piacere – conclude Gazza non senza polemica – che del ponte nelle ultime ore se ne stiano occupando in tanti, a partire dal Codacons. Le istituzioni, così, si sentono meno sole e il contributo di tanti è una ricchezza: l’ importante è che i contributi abbiano basi tecnico-scientifiche e non emotive, altrimenti non sono contributi, ma altro». –A.V. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
La Nazione, 18/08/2018 03:19
ITALO Esposto Codacons all’ Agcm [QN11EVIBLU]Il Codacons depositerà un esposto all’ Agcm nei …
ITALO Esposto Codacons all’ Agcm [QN11EVIBLU]Il Codacons depositerà un esposto all’ Agcm nei confronti di Italo (in foto l’ ad Cattaneo) per pratica commerciale scorretta e pubblicità ingannevole riguardo alle promozioni.
L’Eco di Bergamo, 18/08/2018 03:15
«Banche Venete, sbloccare 25 milioni del fondo ristoro»
Tredici associazioni di risparmiatori delle ex Banche Venete e di consumatori, fra cui Adiconsum, Adusbef e Codacons, hanno chiesto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, «l’ immediata pubblicazione del decreto attuativo della legge vigente (il «fondo di ristoro» approvato con la legge di bilancio del 27 dicembre 2017) e come da contratto di Governo, garantendo le risorse necessarie per il rimborso integrale». La richiesta punta alla promulgazione al più presto (entro il 30 settembre) del regolamento già definito, di cui sono stati resi noti ieri i dettagli, in modo da accelerare la messa a disposizione dei risparmiatori «traditi» dei primi 25 milioni di euro previsti per il 2018. I contenuti della bozza di regolamento saranno descritti in un incontro con gli interessati fissato per lunedì a Vicenza. Nel documento, è stato evidenziato, sono previsti l’ assenza di limiti per l’ ammontare del danno subito e di condizionamenti di «reddito e stato patrimoniale» dei soggetti danneggiati dal default di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Sono inoltre indicati la semplificazione della procedura per la richiesta del danno e l’ immediato pagamento di chi abbia ottenuto a proprio favore un pronunciamento «di una sentenza, anche di primo grado» da parte, ad esempio, dell’ Arbitro per le controversie finanziarie (Acf). Da fonti delle associazioni consumatori sono qualche centinaio i risparmiatori bergamaschi che avevano investito in azioni delle banche venete: il legame col territorio si deve soprattutto alla Banca di Bergamo che dal 2001 era entrata nell’ orbita di Veneto Banca.
La Nazione (ed. Pontedera), 18/08/2018 02:47
bellezza fascia prestigiosa per la 21enne di marina di pisa
Martina vola alle prefinali di Jesolo E’ la nuova Miss Cinema Toscana
CONTINUA la corsa di Martina Iacomelli verso la passerella di Miss Italia 2018. La giovane marinese è stata infatti eletta Miss Cinema Toscana 2018. La bella concorrente del litorale pisano ha avuto la meglio, nelal serata di Bibboba, sul gruppo delle 19 finaliste regionali e vola così alle prefinali di Jesolo. La ventunenne studentessa di Giurisprudenza con la passione per la recitazione – ‘erede’ del tempio del pesce «da Gino» a Boccadarno – si è portata a casa un titolo storico incantando la giuria con il fisico statuario e i bellissimi occhi azzurri. Dopo di lei sono arrivate Simona Cancelliere e Simona Rosati di Empoli. Sesta classificata un’ altra concorrente pisana: Martina Bonacchi, 25 anni, di Buti. Martina – neo eletta Miss Cinema Toscana al suo debutto in un concorso di bellezza – è stata premiata da Massimo Fedeli sindaco di Bibbona ed ha ricevuto da Valentina Morelli della gioielleria «Giorgi Simone» di Marina di Cecina il gioiello messo a disposizione dallo sponsor nazionale «Miluna». Ospiti della serata Sofia Penco di Bibbona Miss Miluna 2018 e Lavinia Mannucci di Firenze Miss Toscana 2017, gradito inoltre dal pubblico presente l’ intervento dell’ avvocato Silvia Bartolini – presidente del Codacons Toscana – che ha promosso lo sportello anti-stalking per tutte le persone che subiscono o hanno subito atti persecutori . La serata è stata brillantemente presentata da Raffaello Zanieri e le acconciature di tutte le concorrenti sono state curate dal gruppo parrucchieri Cabeza Loca di Arias Yanira con salone a Filare di Bagno di Gavorrano. L’ organizzazione della serata à stata firmata dall’ agenzia Syriostar di Gerry Stefanelli, responsabile del concorso per la Toscana e la Liguria, con la collaborazione di Alessandro Ferrari e di Giovanni Rastrelli.
Libero, 18/08/2018 02:45
«pubblicità ingannevole»
Il Codacons annuncia un esposto all’ Antitrust per gli sconti al 50% dei biglietti di Italo
Il Codacons depositerà un esposto all’ Autorità garante della concorrenza e del mercato nei confronti di Italo «per pratica commerciale scorretta e pubblicità ingannevole» in relazione alle promozioni e agli sconti del 50% annunciati e pubblicizzati dalla compagnia, ma che risultano spesso esauriti. Lo rende noto la stessa associazione dei consumatori in un comunicato. «Abbiamo deciso di rivolgerci all’ Antitrust per vederci chiaro sulle offerte di Italo», dichiara il Codacons, «i consumatori hanno il diritto di scegliere offerte chiare e facilmente individuabili: non è possibile attirare utenti con le promozioni per poi fargli scoprire che i posti scontati sono esauriti. Il rischio è quello di falsare in misura apprezzabile il comportamento economico dei cittadini, che magari sceglierebbero altre compagnie o altre offerte».
Il Mattino (ed. Avellino), 18/08/2018 02:36
la sicurezza dopo la tragedia
Ariano travolta dalla psicosi Genova «La Manna fa paura»
IL FOCUS Vincenzo Grasso Preoccupati già da un mese, dopo le prime avvisaglie e i restringimenti di corsia. Ma ora ancora di più. Da quando si è scoperto, dopo i fatti di Genova, che nella mappa dei ponti a rischio in Italia è inserito anche il viadotto «La Manna», situato in corrispondenza del chilometro 4,700 della strada statale 90 delle Puglie, e attualmente transitabile a senso unico alternato, dopo un periodo di chiusura al traffico e di verifiche tecniche, si fanno più insistenti ad Ariano le sollecitazioni all’ Anas e alle autorità per un intervento immediato che scongiuri qualsiasi pericolo potenziale. Il viadotto, concepito per alleggerire il traffico sulla vecchia statale 90 delle Puglie, sebbene completato poco più di trenta anni fa, sembra già gravemente «malato». Crea sconcerto, infatti, vedere sui pilastri ferri arrugginiti fuori dal cemento, un pilone con una fessura al centro, canali di scolo danneggiati e un deterioramento generale degli altri elementi strutturali. A memoria degli abitanti del posto, non sarebbero state fatte mai manutenzioni straordinarie. Secondo l’ Anas, invece, che ha precisato di monitorare da due anni la struttura e che ha apposto dei sensori su alcuni piloni proprio per accertare se ci sono rischi di cedimenti, la problematica riscontrata, come evidenziato sin dalle prime valutazioni, atterrebbe essenzialmente al deterioramento di alcuni pulvini, elementi di collegamento tra le pile e l’ impalcato. Insomma, la struttura andrà sicuramente rafforzata, ma non sarebbe tale da far temere un suo cedimento strutturale. LA DIRETTA TELEVISIVA Sta di fatto, però, che automobilisti e residenti non si sentono del tutto tranquilli. Insistendo con forza, i residenti di contrada Torreamando e Orneta hanno affidato ieri pomeriggio ad una troupe della «Vita in diretta» di Rai 1 un messaggio chiaro all’ Anas: il viadotto va messo in sicurezza subito. Il territorio non può rimanere privo di un’ arteria fondamentale per i collegamenti tra l’ Arianese e la Valle dell’ Ufita. Anche perché se si chiude questa arteria, bisogna chiudere anche le altre strade limitrofe. I disagi di una sua eventuale prolungata chiusura si sono già visti un mese fa. La strada è importante anche ai fini dello sviluppo futuro. Ad essa si collegherà, infatti, la prevista stazione ferroviaria Hirpinia della tratta Napoli-Bari dell’ Alta Capacità. LA MISSIVA Intanto, il Codacons ha inviato una diffida al Prefetto di Avellino, chiedendo la chiusura del viadotto ai mezzi pesanti per almeno 30 giorni in attesa di ulteriori verifiche. Per il presidente dell’ Ordine dei Geologi della Campania, Egidio Grasso, «tutto dipende dalle indagini di laboratorio avviate dall’ Anas». «Nel frattempo il cavalcavia – precisa – per fortuna è sottoposto a minori sollecitazioni perché transitabile solo a senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico». I LAVORI In realtà il Comune di Ariano Irpino si sta confrontando da tempo con l’ Anas per una soluzione definitiva. C’ è un carteggio aperto da anni. «Proprio nella giornata di ieri – spiega il sindaco, Domenico Gambacorta – ho ricevuto dai vertici tecnici dell’ Anas rassicurazioni sull’ imminenza dei lavori al viadotto Manna». Di cosa si tratta? L’ Anas ha già predisposto un progetto di lavori urgenti di rinforzo alla struttura per consentire di riaprire al traffico regolare le due carreggiate entro la fine dell’ anno. In pratica nel mese di settembre partirà la gara di appalto; nel mese di novembre si avvieranno i lavori da concludere entro poco più di un mese. Le risorse messe a disposizione ammontano a 800mila euro. Basterà tutto questo ? «Questa volta l’ Anas – sostiene l’ ambientalista Felice Vitillo – sa di non poter deludere le attese degli automobilisti,della popolazione e delle autorità locali». Intanto , sempre dall’ Anas arriva un’ altra importante notizia: il viadotto Castello, situato sempre sulla strada statale 90 delle Puglie, sarà sottoposto a lavori di manutenzione straordinaria all’ inizio di ottobre prossimo. Si tratta di recuperare e rafforzare la struttura in cemento armato. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
vincenzo grasso
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