17 Luglio 2020

Rassegna stampa del 17 luglio 2020

ilgiorno.com (Milano), 17/07/2020 22:29
Col monopattino contro il furgone: paura e polemiche
di Nicola Palma MILANO «È andata dritta contro il furgone, come se non l’ avesse visto arrivare”. La botta è stata terribile: la donna in monopattino, che abita vicino al luogo dell’ incidente e che probabilmente era appena uscita di casa, ha sbattuto contro la fiancata destra dell’ Iveco, per poi essere risucchiata sotto le ruote. Drammatico incidente ieri mattina in zona Gioia a Milano, il più grave registrato finora in città dopo il boom delle tavolette elettriche, alimentato negli ultimi mesi anche dagli incentivi all’ acquisto di mezzi ecologici (bonus del 60% del valore d’ acquisto fino a un massimo di 500 euro) varati dal Governo col decreto Rilancio. La trentunenne , che stava viaggiando su un monopattino di sua proprietà (e non preso in sharing), è stata portata al Niguarda ed è finita subito in sala operatoria per un delicato intervento chirurgico: le sue condizioni restano critiche e la prognosi riservata, soprattutto per i traumi alla testa riportati prima nell’ impatto con la parte anteriore dell’ autocarro e poi con l’ asfalto. Il conducente dell’ Iveco, un quarantaquattrenne italiano, si è subito fermato per soccorrerla e chiamare il 112. L’ incidente è avvenuto all’ angolo tra via Braga e via Edolo, e la dinamica ricostruita nei primi minuti dagli agenti della polizia locale sembra abbastanza chiara: il furgone arrivava da destra e aveva la precedenza all’ incrocio (senza semaforo), quindi il monopattino avrebbe dovuto fermarsi e lasciare strada. L’ incidente ha subito riacceso il dibattito su questo nuovo mezzo di spostamento che si sta diffondendo sempre di più in Italia, e in particolare a Milano, dove l’ amministrazione comunale ha avviato già a fine 2019 la sperimentazione del servizio a noleggio (dopo una falsa partenza bocciata dal Tar in estate), potenziando di recente la flotta con l’ arrivo di altri 750 mezzi dell’ operatore Dott: “Stiamo puntando ad avere a luglio 6mila monopattini in sharing in città – ha detto l’ assessore alla Mobilità Marco Granelli lo scorso 26 giugno -. In queste settimane, l’ utilizzo dei monopattini è aumentato del 18-20% rispetto alla fase pre Covid”. L’ esponente della Giunta Sala ha poi aggiunto: “Chiediamo ai cittadini attenzione e di seguire bene le regole della strada, non bisogna scherzare, per la sicurezza di tutti. Non si deve andare in due”. Un invito alla prudenza condiviso anche dagli agenti della polizia locale, che ogni giorno sanzionano decine di violazioni da parte dei conducenti di monopattini, segway e hoverboard: in due su un mezzo (“Soprattutto i più giovani”, fa notare il segretario regionale del sindacato Sulpl Daniele Vincini), genitori che trasportano i figli senza alcuna protezione e pericolose manovre contromano. Dal primo marzo 2020, i monopattini sono stati equiparati nel Codice della Strada alle biciclette, quindi gli amanti della tavoletta elettrica devono rispettare le stesse regole dei ciclisti: non si può andare sul marciapiedi e non si può procedere nel senso opposto a quello di marcia degli altri veicoli; tra i 14 e i 18 anni d’ età, inoltre, è obbligatorio l’ utilizzo del casco. Già, il casco: la trentunenne finita ieri mattina in ospedale non lo indossava. «Sino a quando la circolazione dei monopattini elettrici non sarà regolamentata con norme che prevedano anche l’ obbligo per tutti di utilizzare protezioni, come il casco, non inserirò la possibilità di acquistare questi dispositivi nei prossimi bandi regionali”, ha chiarito l’ assessore lombardo alla Sicurezza Riccardo De Corato. “Se il Governo non interverrà per introdurre regole precise a tutela della salute degli utilizzatori e della sicurezza stradale, avvieremo un’ azione per chiedere il sequestro cautelare di tutti i monopattini elettrici circolanti in Italia”, l’ ultimatum del Codacons. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
nicola palma

Citta della Spezia, 17/07/2020 20:40
Liguria – Parte anche in Liguria l’ azione legale del Codacons a tutela degli insegnanti di …
Liguria – Parte anche in Liguria l’ azione legale del Codacons a tutela degli insegnanti di religione, dimenticati dalla ministra dell’ Istruzione Azzolina e ingiustamente esclusi dal concorso ordinario nella scuola secondaria. Come noto, lo scorso 28 aprile è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Bando di indizione del Concorso ordinario, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Tale bando ha espressamente consentito la partecipazione anche ai docenti già assunti a tempo indeterminato non in possesso del requisito dei 24 CFU in discipline psicopedagogiche e metodologie didattiche di cui al DM 616/2017. Al momento di completare la domanda, tuttavia, i docenti di religione cattolica, passati di ruolo in forza del superamento del concorso ordinario del 2004, hanno scoperto che il menu a tendina presente nel sistema di “Istanze on line” non permette di inserire il suddetto titolo, riguardante appunto la procedura concorsuale per l’ immissione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica. Una discriminazione intollerabile e contraria alle leggi vigenti che porterà ora anche in Liguria ad un ricorso collettivo dinanzi al Tar del Lazio finalizzato ad estendere la partecipazione al concorso anche ai docenti della regione in possesso di abilitazione all’ insegnamento della religione cattolica ingiustamente esclusi, in ossequio ai principi di uguaglianza e di buon andamento della pubblica amministrazione, di cui agli artt. 3 e 97 Cost. Tutti gli insegnanti di religione della Liguria devono intanto presentare la domanda di partecipazione al concorso con raccomandata a/r o pec entro il 31 luglio 2020: in loro favore il Codacons ha pubblicato il modulo di domanda che può essere scaricato alla pagina https://codacons.it/insegnanti-religione/ I docenti che volessero ottenere assistenza e informazioni possono contattare il numero 89349955 Venerdì 17 luglio 2020 alle 19:44:51 Redazione.

ilmessaggero.it, 17/07/2020 18:06
PERUGIA – «Parte anche inUmbrial’ azione legale del Codacons a tutela degli insegnanti di …
PERUGIA – «Parte anche inUmbrial’ azione legale del Codacons a tutela degli insegnanti di religione, dimenticati dalla Ministra dell’ istruzione Azzolina e ingiustamente esclusi dal concorso ordinario nella scuola secondaria». Lo rende noto l’ associazione a tutela dei consumatori. Lo scorso 28 aprile è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Bando di indizione del Concorso ordinario, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado. «Tale bando ha espressamente consentito la partecipazione anche ai docenti già assunti a tempo indeterminato non in possesso del requisito dei 24 CFU in discipline psicopedagogiche e metodologie didattiche di cui al DM 616/2017 – continua la nota Codacons -.Al momento di completare la domanda, tuttavia, i docenti di religione cattolica, passati di ruolo in forza del superamento del concorso ordinario del 2004, hanno scoperto che il menu a tendina presente nel sistema di “Istanze on line” non permette di inserire il suddetto titolo, riguardante appunto la procedura concorsuale per l’ immissione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica». «Una discriminazione intollerabile e contraria alle leggi vigenti che porterà ora anche inUmbriaad un ricorso collettivo dinanzi al Tar del Lazio finalizzato ad estendere la partecipazione al concorso anche ai docenti della regione in possesso di abilitazione all’ insegnamento della religione cattolica ingiustamente esclusi, in ossequio ai principi di uguaglianza e di buon andamento della pubblica amministrazione, di cui agli artt. 3 e 97 Cost – continuano dal Codacons -. Tutti gli insegnanti di religione dell’ Umbriadevono intanto presentare la domanda di partecipazione al concorso con raccomandata a/r o pec entro il31 luglio 2020: in loro favore il Codacons ha pubblicato il modulo di domanda che può essere scaricato alla paginahttps://codacons.it/insegnanti-religione/ I docenti che volessero ottenere assistenza e informazioni possono contattare il numero 89349955». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

larepubblica.it, 17/07/2020 16:49
Fase 3, Codacons: un’ ecatombe dei consumi
17 luglio 2020 – 15.47 (Teleborsa) – Una vera e propria “ecatombe” per i consumi . Lo afferma il Codacons , commentando lo studio di Confcommercio che vede un calo del -15,2% a giugno rispetto allo scorso anno. “Nonostante le riaperture e la ripresa delle attività commerciali i consumatori non comprano, a dimostrazione delle difficoltà economiche che investono milioni di famiglie – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi – La crisi legata al lockdown ha prodotto un depauperamento dei redditi che si traduce in una forte contrazione dei consumi presistente anche nella Fase 3”. “Una situazione che mette a rischio migliaia di negozi e di posti di lavoro e che deve essere affrontata dal Governo attraverso misure specifiche per incrementare il potere d’ acquisto delle famiglie, a partire dal taglio dell’ Iva e da una riduzione della pressione fiscale’, ha concluso Rienzi. (Foto: Dimitris Vetsikas / Pixabay)

lastampa.it, 17/07/2020 16:12
Fase 3, Codacons: un’ ecatombe dei consumi
Una vera e propria “ecatombe” per i consumi . Lo afferma il Codacons , commentando lo studio di Confcommercio che vede un calo del -15,2% a giugno rispetto allo scorso anno. “Nonostante le riaperture e la ripresa delle attività commerciali i consumatori non comprano, a dimostrazione delle difficoltà economiche che investono milioni di famiglie – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi – La crisi legata al lockdown ha prodotto un depauperamento dei redditi che si traduce in una forte contrazione dei consumi presistente anche nella Fase 3”. “Una situazione che mette a rischio migliaia di negozi e di posti di lavoro e che deve essere affrontata dal Governo attraverso misure specifiche per incrementare il potere d’ acquisto delle famiglie, a partire dal taglio dell’ Iva e da una riduzione della pressione fiscale’, ha concluso Rienzi. (Foto: Dimitris Vetsikas / Pixabay)

TeleBorsa, 17/07/2020 15:59
economia
Fase 3, Codacons: un’ ecatombe dei consumi
(Teleborsa) – Una vera e propria “ecatombe” per i consumi . Lo afferma il Codacons , commentando lo studio di Confcommercio che vede un calo del -15,2% a giugno rispetto allo scorso anno. “Nonostante le riaperture e la ripresa delle attività commerciali i consumatori non comprano, a dimostrazione delle difficoltà economiche che investono milioni di famiglie – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi – La crisi legata al lockdown ha prodotto un depauperamento dei redditi che si traduce in una forte contrazione dei consumi presistente anche nella Fase 3”. “Una situazione che mette a rischio migliaia di negozi e di posti di lavoro e che deve essere affrontata dal Governo attraverso misure specifiche per incrementare il potere d’ acquisto delle famiglie, a partire dal taglio dell’ Iva e da una riduzione della pressione fiscale”, ha concluso Rienzi. (Foto: Dimitris Vetsikas / Pixabay)

Agenzia Giornalistica Opinione, 17/07/2020 15:19
Codacons * concorso scuola – TRENTINO ALTO ADIGE: « PRESENTAto RICORSO COLLETTIVO AL TAR A TUTELA DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE »
parte anche in trentino alto adige l’ azione legale del codacons a tutela degli insegnanti di religione, dimenticati dalla ministra dell’ istruzione azzolina e ingiustamente esclusi dal concorso ordinario nella scuola secondaria come noto, lo scorso 28 aprile è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il bando di indizione del concorso ordinario, per titoli ed esami, finalizzato al []
Parte anche in Trentino Alto Adige l’ azione legale del Codacons a tutela degli insegnanti di religione, dimenticati dalla Ministra dell’ istruzione Azzolina e ingiustamente esclusi dal concorso ordinario nella scuola secondaria Come noto, lo scorso 28 aprile è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Bando di indizione del Concorso ordinario, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Tale bando ha espressamente consentito la partecipazione anche ai docenti già assunti a tempo indeterminato non in possesso del requisito dei 24 CFU in discipline psicopedagogiche e metodologie didattiche di cui al DM 616/2017. Al momento di completare la domanda, tuttavia, i docenti di religione cattolica, passati di ruolo in forza del superamento del concorso ordinario del 2004, hanno scoperto che il menu a tendina presente nel sistema di ‘Istanze on line’ non permette di inserire il suddetto titolo, riguardante appunto la procedura concorsuale per l’ immissione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica. Una discriminazione intollerabile e contraria alle leggi vigenti che porterà ora anche in Trentino Alto Adige ad un ricorso collettivo dinanzi al Tar del Lazio finalizzato ad estendere la partecipazione al concorso anche ai docenti della regione in possesso di abilitazione all’ insegnamento della religione cattolica ingiustamente esclusi, in ossequio ai principi di uguaglianza e di buon andamento della pubblica amministrazione, di cui agli artt. 3 e 97 Cost. Tutti gli insegnanti di religione del Trentino Alto Adige devono intanto presentare la domanda di partecipazione al concorso con raccomandata a/r o pec entro il 31 luglio 2020: in loro favore il Codacons ha pubblicato il modulo di domanda che può essere scaricato alla pagina https://codacons.it/insegnanti-religione/ I docenti che volessero ottenere assistenza e informazioni possono contattare il numero 89349955.

lastampa.it, 17/07/2020 15:10
Industria, Codacons: “Perso un quarto del fatturato rispetto a 2019”
per l’ associazione i dati diffusi oggi dall’ istat rappresentano esempio di rimbalzo tecnico e “non possono rassicurare sull’ andamento dell’ economia italiana”
I dati sull’ industria diffusi oggi dall’ Istat rappresentano il classico esempio di “rimbalzo tecnico” , con numeri in grande crescita su base mensile che tuttavia “non possono rassicurare sull’ andamento dell’ economia italiana”. Questo il commento del Codacons ai dati forniti dall’ Istat. “Il fatturato sale a maggio del +41,9% mentre gli ordinativi segnano +42,2% rispetto ad aprile: una crescita fisiologica se si considera che ad aprile l’ industria era ferma a causa del lockdown – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – . Se si confronta l’ andamento dell’ industria con i dati del 2019, emerge che il fatturato a maggio ha perso oltre un quarto del proprio valore (-25,9%) mentre gli ordinativ i segnano una flessione annua addirittura del -34,7%. Numeri che – conclude Rienzi – non possono far cantare vittoria ma che al contrario sono estremamente preoccupanti perché, considerato l’ andamento deludente dei consumi anche nella fase post-lockdown, per l’ industria ci vorranno anni per tornare ai livelli pre-Covid”.

Zoom 24, 17/07/2020 15:02
Insegnanti di religione, il Codacons presenta ricorso al Tar
Parte anche in Calabria l’ azione legale del Codacons a tutela degli insegnanti di religione, dimenticati dalla Ministra dell’ istruzione Azzolina e ingiustamente esclusi dal concorso ordinario nella scuola secondaria. Come noto, lo scorso 28 aprile è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Bando di indizione del Concorso ordinario, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Tale bando ha espressamente consentito la partecipazione anche ai docenti già assunti a tempo indeterminato non in possesso del requisito dei 24 Cfu in discipline psicopedagogiche e metodologie didattiche di cui al Dm 616/2017. Al momento di completare la domanda, tuttavia, i docenti di religione cattolica, passati di ruolo in forza del superamento del concorso ordinario del 2004, hanno scoperto che il menu a tendina presente nel sistema di ‘Istanze on line’ non permette di inserire il suddetto titolo, riguardante appunto la procedura concorsuale per l’ immissione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica. “Una discriminazione intollerabile e contraria alle leggi vigenti – si legge in un comunicato del Codacons – che porterà ora anche in Calabria ad un ricorso collettivo dinanzi al Tar del Lazio finalizzato ad estendere la partecipazione al concorso anche ai docenti della regione in possesso di abilitazione all’ insegnamento della religione cattolica ingiustamente esclusi, in ossequio ai principi di uguaglianza e di buon andamento della pubblica amministrazione, di cui agli artt. 3 e 97 della Costituzione”. “Tutti gli insegnanti di religione della Calabria devono intanto presentare la domanda di partecipazione al concorso con raccomandata a/r o pec entro il 31 luglio 2020”: in loro favore il Codacons ha pubblicato il modulo di domanda che può essere scaricato alla pagina https://codacons.it/insegnanti-religione/ I docenti che volessero ottenere assistenza e informazioni possono contattare il numero 89349955.

ilmessaggero.it, 17/07/2020 14:58
(Teleborsa) – I dati sull’ industria diffusi oggi dall’ Istat rappresentano il classico esempio di …
(Teleborsa) – I dati sull’ industria diffusi oggi dall’ Istat rappresentano il classico esempio di “rimbalzo tecnico” , con numeri in grande crescita su base mensile che tuttavia “non possono rassicurare sull’ andamento dell’ economia italiana”. Questo il commento del Codacons ai dati forniti dall’ Istat. “Il fatturato sale a maggio del +41,9% mentre gli ordinativi segnano +42,2% rispetto ad aprile: una crescita fisiologica se si considera che ad aprile l’ industria era ferma a causa del lockdown – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – . Se si confronta l’ andamento dell’ industria con i dati del 2019, emerge che il fatturato a maggio ha perso oltre un quarto del proprio valore (-25,9%) mentre gli ordinativ i segnano una flessione annua addirittura del -34,7%. Numeri che – conclude Rienzi – non possono far cantare vittoria ma che al contrario sono estremamente preoccupanti perché, considerato l’ andamento deludente dei consumi anche nella fase post-lockdown, per l’ industria ci vorranno anni per tornare ai livelli pre-Covid”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Agenzia Giornalistica Opinione, 17/07/2020 14:54
de Bertoldi (FdI) * Coronavirus: ” Codacons annuncia querela? Bene anche LA magistratura dopo Mise indagherà su raccolte fondi ”
coronavirus. de bertoldi (fdi): codacons annuncia querela? bene, anche magistratura dopo mise indagherà su raccolte fondi. ‘il codacons annuncia una querela nei miei confronti? bene, così non soltanto il ministero dello sviluppo economico monitorerà, facendo chiarezza, la loro raccolte fondi in tema di coronavirus ma anche la magistratura potrà appurare la correttezza di quanto accaduto []
Coronavirus. de Bertoldi (FdI): Codacons annuncia querela? Bene, anche magistratura dopo Mise indagherà su raccolte fondi. ‘Il Codacons annuncia una querela nei miei confronti? Bene, così non soltanto il ministero dello Sviluppo economico monitorerà, facendo chiarezza, la loro raccolte fondi in tema di coronavirus ma anche la magistratura potrà appurare la correttezza di quanto accaduto durante il lockdown. Piuttosto che annunciare querele il Codacons avrebbe dovuto leggere con attenzione quanto sollevato dal Ministero dello Sviluppo economico che, infatti, ha condiviso le mie preoccupazioni sollecitando un monitoraggio. Inoltre ha constatato come il Codacons abbia cambiato le modalità di raccolta fondi tanto da poterle dividere in due fasi: una prima con le donazioni che avvenivano attraverso un banner che rimandava a una pagina interna del sito internet dove si potevano effettuare le donazioni direttamente al Codacons; una seconda fase in cui la schermata è stata cambiata e questo, come spiega il ministero, per le numerose segnalazioni giunte. Ecco il Codacons querelerà anche questi? Perciò il Codacons farebbe bene a chiarire questa spiacevole vicenda ma soprattutto a chiarirsi le idee tenendo conto di quanto ha scritto il ministro Patuanelli nella sua risposta: ‘Si condivide la preoccupazione del senatore interrogante, destata dal comportamento dell’ Associazione sopra descritto. Il Ministero dello sviluppo economico nell’ ambito delle proprie competenze, continuerà a monitorare affinchè condotte siffatte non si ripetano, con il rischio di provocare un danno a quegli stessi utenti che Associazioni di rilievo nazionale, come il Codacons, hanno il compito di tutelare”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’ Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

TeleBorsa, 17/07/2020 14:52
economia
Industria, Codacons: “Perso un quarto del fatturato rispetto a 2019”
per l’ associazione i dati diffusi oggi dall’ istat rappresentano esempio di rimbalzo tecnico e “non possono rassicurare sull’ andamento dell’ economia italiana”
(Teleborsa) – I dati sull’ industria diffusi oggi dall’ Istat rappresentano il classico esempio di “rimbalzo tecnico” , con numeri in grande crescita su base mensile che tuttavia “non possono rassicurare sull’ andamento dell’ economia italiana”. Questo il commento del Codacons ai dati forniti dall’ Istat. “Il fatturato sale a maggio del +41,9% mentre gli ordinativi segnano +42,2% rispetto ad aprile: una crescita fisiologica se si considera che ad aprile l’ industria era ferma a causa del lockdown – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – . Se si confronta l’ andamento dell’ industria con i dati del 2019, emerge che il fatturato a maggio ha perso oltre un quarto del proprio valore (-25,9%) mentre gli ordinativ i segnano una flessione annua addirittura del -34,7%. Numeri che – conclude Rienzi – non possono far cantare vittoria ma che al contrario sono estremamente preoccupanti perché, considerato l’ andamento deludente dei consumi anche nella fase post-lockdown, per l’ industria ci vorranno anni per tornare ai livelli pre-Covid”.

larepubblica.it, 17/07/2020 14:31
Industria, Codacons: “Perso un quarto del fatturato rispetto a 2019”
(Teleborsa) – I dati sull’ industria diffusi oggi dall’ Istat rappresentano il classico esempio di “rimbalzo tecnico” , con numeri in grande crescita su base mensile che tuttavia “non possono rassicurare sull’ andamento dell’ economia italiana”. Questo il commento del Codacons ai dati forniti dall’ Istat. “Il fatturato sale a maggio del +41,9% mentre gli ordinativi segnano +42,2% rispetto ad aprile: una crescita fisiologica se si considera che ad aprile l’ industria era ferma a causa del lockdown – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – . Se si confronta l’ andamento dell’ industria con i dati del 2019, emerge che il fatturato a maggio ha perso oltre un quarto del proprio valore (-25,9%) mentre gli ordinativ i segnano una flessione annua addirittura del -34,7%. Numeri che – conclude Rienzi – non possono far cantare vittoria ma che al contrario sono estremamente preoccupanti perché, considerato l’ andamento deludente dei consumi anche nella fase post-lockdown, per l’ industria ci vorranno anni per tornare ai livelli pre-Covid”.

Il Vostro Giornale, 17/07/2020 14:31
Docenti di religione esclusi dal concorso, anche in Liguria il Codacons presenta ricorso collettivo al Tar
ecco come partecipare
Liguria . Parte anche nella nostra regione l’ azione legale del Codacons a tutela degli insegnanti di religione, “dimenticati dalla ministra dell’ istruzione Azzolina e ingiustamente esclusi dal concorso ordinario nella scuola secondaria”. “Come noto, lo scorso 28 aprile è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando di indizione del concorso ordinario, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado – fa sapere il Codacons – Tale bando ha espressamente consentito la partecipazione anche ai docenti già assunti a tempo indeterminato non in possesso del requisito dei 24 CFU in discipline psicopedagogiche e metodologie didattiche di cui al DM 616/2017”. “Al momento di completare la domanda, tuttavia, i docenti di religione cattolica , passati di ruolo in forza del superamento del concorso ordinario del 2004, hanno scoperto che il menu a tendina presente nel sistema di ‘Istanze on line’ non permette di inserire il suddetto titolo , riguardante appunto la procedura concorsuale per l’ immissione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica” spiegano dal Codacons. Poi continuano: “Una discriminazione intollerabile e contraria alle leggi vigenti che porterà ora anche in Liguria ad un ricorso collettivo dinanzi al Tar del Lazio finalizzato ad estendere la partecipazione al concorso anche ai docenti della regione in possesso di abilitazione all’ insegnamento della religione cattolica ingiustamente esclusi, in ossequio ai principi di uguaglianza e di buon andamento della pubblica amministrazione, di cui agli artt. 3 e 97 Cost”. “Tutti gli insegnanti di religione della Liguria devono intanto presentare la domanda di partecipazione al concorso con raccomandata a/r o pec entro il 31 luglio 2020”: in loro favore il Codacons ha pubblicato il modulo di domanda che può essere scaricato alla pagina https://codacons.it/insegnanti-religione/ . I docenti che volessero ottenere assistenza e informazioni possono contattare il numero 89349955. Dalla Home Senza sosta Asl2, quest’ anno le sale operatorie non chiudono per ferie: “Dobbiamo smaltire il blocco causato dal lockdown” Indagini Commerciante preso a martellate, i due arrestati per estorsione sono i responsabili della violenta aggressione iniziativa IVG dice grazie alle pubbliche assistenze: ai volontari 100 biglietti omaggio per Le Caravelle presa! Raffica di furti sulle spiagge di Borghetto: 23enne piemontese arrestata dai carabinieri.

Agenzia Giornalistica Opinione, 17/07/2020 14:19
CODACONS * COVID: « QUERELEREMO IL SENATORE DE BERTOLDI (FdI), HA DIFFUSO INFORMAZIONI FALSE SULL’ ASSOCIAZIONE SMENTITE DAI DOCUMENTI PUBBLICATI SUL »
il senatore di fratelli d’ italia, andrea de bertoldi, verrà querelato dal codacons per aver diffuso informazioni false e diffamatorie sull’ associazione. il parlamentare infatti ha affermato oggi che il codacons avrebbe avviato una raccolta fondi durante l’ emergenza coronavirus per sostenere la sanità italiana, dirottando poi i soldi per finanziare se stessa, e accusa l’ associazione di aver []
Il senatore di Fratelli d’ Italia, Andrea De Bertoldi, verrà querelato dal Codacons per aver diffuso informazioni false e diffamatorie sull’ associazione. Il parlamentare infatti ha affermato oggi che il Codacons avrebbe avviato una raccolta fondi durante l’ emergenza coronavirus per sostenere la sanità italiana, dirottando poi i soldi per finanziare se stessa, e accusa l’ associazione di aver ingannato gli utenti e diffuso messaggi suscettibili di generare confusione ed errore nei cittadini, sostenendo inoltre che il ministero dello Sviluppo economico Patuanelli monitorerà le raccolte fondi avviate per il coronavirus. Peccato che le accuse di De Bertoldi siano state già ampiamente smentite, documenti alla mano, da quanto pubblicato sul sito Codacons, in cui si spiegava in modo chiaro, trasparente ed esaustivo che la raccolta fondi in tema di coronavirus era finalizzata a sostenere le azioni legali dell’ associazione durante l’ emergenza sanitaria, azioni che hanno portato a centinaia di denunce, esposti, diffide a tutela degli utenti e che hanno permesso l’ apertura di inchieste penali e delle autorità indipendenti come l’ Antitrust. Non solo. Il Codacons ha pubblicato sul proprio sito l’ elenco delle attività legali intraprese durante l’ emergenza, che il senatore De Bertoldi avrebbe potuto leggere ed evitarsi la querela che ora lo investirà come un macigno se non rettificherà entro oggi le sue dichiarazioni. Esprimiamo in ogni caso soddisfazione per la decisione del Ministro Patuanelli di avviare un monitoraggio sulle raccolte fondi in tema di coronavirus – afferma ancora il Codacons – Sarà così possibile verificare la correttezza di quei siti come Gofundme che applicavano commissioni del 10% sulle donazioni sanzionate dall’ Antitrust proprio grazie all’ esposto del Codacons, e di altre piattaforme che invitavano gli utenti a donare senza alcuna garanzia sulla reale destinazione dei fondi, questioni molto gravi su cui il senatore Andrea De Bertoldi, per motivi che dovrà ora dettagliatamente spiegare, non ha mai presentato alcuna interrogazione.

Agenzia Giornalistica Opinione, 17/07/2020 14:19
Codacons * COVID: « assieme alla Regione Lazio vinta la battaglia contro i centri ed i laboratori privati, volevano vendere al pubblico tamponi per diagnosticare il Coronavirus »
codacons e regione lazio vincono la loro battaglia contro centri e laboratori privati che volevano vendere al pubblico tamponi per diagnosticare il covid. ieri infatti la terza sezione del consiglio di stato (pres. roberto garofoli, rel. giovanni pescatore) ha emesso una nuova ordinanza in sede collegiale in cui accoglie l’ appello proposto dall’ amministrazione regionale e dal []
Codacons e Regione Lazio vincono la loro battaglia contro centri e laboratori privati che volevano vendere al pubblico tamponi per diagnosticare il Covid. Ieri infatti la terza sezione del Consiglio di Stato (Pres. Roberto Garofoli, Rel. Giovanni Pescatore) ha emesso una nuova ordinanza in sede collegiale in cui accoglie l’ appello proposto dall’ amministrazione regionale e dal Codacons e conferma il divieto di eseguire tamponi per le società private, ravvedendo la ‘non manifesta irragionevolezza della scelta regionale di apprestare un sistema diagnostico specialistico a carattere prettamente pubblico in quanto ritenuto, sulla base di plausibili argomenti, maggiormente idoneo a garantire il più tempestivo coordinamento del servizio di analisi e dei relativi flussi informativi; l’ ottimale gestione di ogni possibile variabile o contingenza, anche a carattere emergenziale; l’ omogeneità delle tecniche diagnostiche e, quindi, dei parametri di riferimento e di ‘affinamento dei risultati’; dunque, la migliore pianificazione e allocazione delle risorse e, in definitiva, la piena e più sollecita soddisfazione, nella situazione data, dell’ interesse primario tutelato (diritto alla salute art. 32 Cost.), quale istanza prevalente su quelle antagoniste evocate dalla parte appellata (art. 41 Cost.); Considerato che l’ esperienza sin qui maturata fornisce elementi di conferma circa l’ efficienza del sistema CORONET Lazio e la sua idoneità al conseguimento degli obiettivi generali stabiliti, stante il buon andamento dei dati statistici riguardanti il numero dei test effettuati ed i tempi occorrenti alla loro esecuzione’. Per tale motivo il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), accoglie l’ appello e, per l’ effetto, in riforma dell’ ordinanza gravata, respinge l’ istanza di sospensione degli atti impugnati in primo grado.

Helpconsumatori, 17/07/2020 13:46
Il difficile recupero dei consumi, a giugno -15,2% su base annua
secondo ultima analisi congiuntura di confcommercio, nel complesso del secondo trimestre la riduzione dei consumi è stata, nel confronto con lo stesso periodo del 2019, del 29,7%
L’ effetto del lockdown pesa ancora molto sui consumi che stentano a riprendersi anche nel mese di giugno continuando a mantenere un calo del 15,2% rispetto allo stesso mese dell’ anno precedente. È quanto emerge dall’ ultima analisi congiuntura realizzata da Confcommercio. Nel complesso del secondo trimestre la riduzione dei consumi è stata, nel confronto con lo stesso periodo del 2019, del 29,7%, valore negativo che si attesta al 54,5% per la domanda di servizi. Se per l’ alimentare, dopo il moderato aumento registrato nei mesi di lockdown, si conferma una stabilizzazione, per altri segmenti il rimbalzo di aprile e maggio ha solo attenuato i contorni di una situazione estremamente grave . Per la filiera turistica, che nei mesi estivi concentra gran parte del fatturato annuo, la distanza tra una situazione normale e quella attuale è abissale, così come per l’ abbigliamento e per il segmento delle auto, settori vitali per la ripresa del Paese. I commenti “C’ è volontà di ripartire grazie al coraggio degli imprenditori che si mettono in gioco anche in condizioni di grande incertezza. Ma le perdite di fatturato e reddito sono ingenti , soprattutto per la filiera turistica, i trasporti e l’ intrattenimento. E’ necessario incentivare la ripresa dei consumi attraverso una politica fiscale più coraggiosa, strada obbligata per ridare ossigeno alle imprese e salvare l’ occupazione”, commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Per il Codacons si tratta di “una vera e propria “ecatombe” per i consumi “. “Nonostante le riaperture e la ripresa delle attività commerciali i consumatori non comprano, a dimostrazione delle difficoltà economiche che investono milioni di famiglie – spiega il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. La crisi legata al lockdown ha prodotto un depauperamento dei redditi che si traduce in una forte contrazione dei consumi preesistente anche nella Fase 3. “Una situazione che mette a rischio migliaia di negozi e di posti di lavoro e che deve essere affrontata dal Governo attraverso misure specifiche per incrementare il potere d’ acquisto delle famiglie, a partire dal taglio dell’ Iva e da una riduzione della pressione fiscale”, conclude Rienzi.

Umbria Journal, 17/07/2020 13:36
Azione legale Codacons tutela insegnati religione dimenticati da Azzolina
Azione legale Codacons tutela insegnati di religione dimenticati da Azzolina P arte anche in Umbria l’ azione legale del Codacons a tutela degli insegnanti di religione, dimenticati dalla Ministra dell’ istruzione Azzolina e ingiustamente esclusi dal concorso ordinario nella scuola secondaria Come noto, lo scorso 28 aprile è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Bando di indizione del Concorso ordinario, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Tale bando ha espressamente consentito la partecipazione anche ai docenti già assunti a tempo indeterminato non in possesso del requisito dei 24 CFU in discipline psicopedagogiche e metodologie didattiche di cui al DM 616/2017. Al momento di c ompletare la domanda, tuttavia, i docenti di religione cattolica , passati di ruolo in forza del superamento del concorso ordinario del 2004, hanno scoperto che il menu a tendina presente nel sistema di ‘Istanze on line’ non permette di inserire il suddetto titolo, riguardante appunto la procedura concorsuale per l’ immissione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica. Una discriminazione intollerabile e contraria alle leggi vigenti che porterà ora anche in Umbria ad un ricorso collettivo dinanzi al Tar del Lazio finalizzato ad estendere la partecipazione al concorso anche ai docenti della regione in possesso di abilitazione all’ insegnamento della religione cattolica ingiustamente esclusi, in ossequio ai principi di uguaglianza e di buon andamento della pubblica amministrazione, di cui agli artt. 3 e 97 Cost. Tutti gli insegnanti di religione dell’ Umbria devono intanto presentare la domanda di partecipazione al concorso con raccomandata a/r o pec entro il 31 luglio 2020: in loro favore il Codacons ha pubblicato il modulo di domanda che può essere scaricato alla pagina https://codacons.it/insegnanti-religione/ I docenti che volessero ottenere assistenza e informazioni possono contattare il numero 89349955 Mi piace: Mi piace Caricamento…

(Sito) Adnkronos, 17/07/2020 13:25
Tamponi Covid in centri privati, Consiglio di Stato conferma divieto
Codacons e Regione Lazio vincono la loro battaglia contro centri e laboratori privati che volevano vendere al pubblico tamponi per diagnosticare il Covid. Ieri infatti la terza sezione del Consiglio di Stato , presieduta da Roberto Garofoli, relatore Giovanni Pescatore, ha emesso una nuova ordinanza in sede collegiale in cui accoglie l’ appello proposto dall’ amministrazione regionale e dal Codacons e conferma il divieto di eseguire tamponi per le società private . L’ ordinanza ravvede infatti la “non manifesta irragionevolezza della scelta regionale di apprestare un sistema diagnostico specialistico a carattere prettamente pubblico in quanto ritenuto, sulla base di plausibili argomenti, maggiormente idoneo a garantire il più tempestivo coordinamento del servizio di analisi e dei relativi flussi informativi; l’ ottimale gestione di ogni possibile variabile o contingenza, anche a carattere emergenziale; l’ omogeneità delle tecniche diagnostiche e, quindi, dei parametri di riferimento e di “affinamento dei risultati”. Dunque, prosegue l’ ordinanza, “la migliore pianificazione e allocazione delle risorse e, in definitiva, la piena e più sollecita soddisfazione, nella situazione data, dell’ interesse primario tutelato (diritto alla salute art. 32 Cost.), quale istanza prevalente su quelle antagoniste evocate dalla parte appellata (art. 41 Cost.); Considerato che l’ esperienza sin qui maturata fornisce elementi di conferma circa l’ efficienza del sistema Coronet Lazio e la sua idoneità al conseguimento degli obiettivi generali stabiliti, stante il buon andamento dei dati statistici riguardanti il numero dei test effettuati ed i tempi occorrenti alla loro esecuzione”. Per tale motivo il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), “accoglie l’ appello e, per l’ effetto, in riforma dell’ ordinanza gravata, respinge l’ istanza di sospensione degli atti impugnati in primo grado”. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

milanofinanza.it, 17/07/2020 12:24
Eurozona, l’ inflazione accelera al +0,3% a giugno. Piazza Affari prosegue cauta
L’ azionario europeo prosegue la seduta intorno alla parità: Milano -0,02%, Parigi -0,53%, Francoforte +0,1%, Londra -0,19%. I future di Wall Street trattano in rialzo (S&P 500 +0,24%, Nasdaq +0,92) dopo che ieri la borsa statunitense ha chiuso in ribasso, mentre gli investitori hanno analizzato i rapporti trimestrali societari, i dati macro contrastanti e le tensioni tra Stati Uniti e Cina. Esty Dwek, stratega di Natixis Investment Managers, ha commentato a questo proposito: “È solo un tiro alla fune. Nessuno di questi rischi sembra far deragliare del tutto il recupero o il rally, ma dovremo superare questi ostacoli per avanzare”. Secondo Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades, la propensione al rischio sta diminuendo, puntualizzando che forse “gli investitori avevano forse puntato un po’ troppo su una ripresa rapida e netta, soprattutto nel settore tecnologico, che ora sembra sempre meno probabile”. Restano le preoccupazioni relative all’ aumento dei contagi da coronavirus e alla velocità del ritmo di ripresa delle attività economiche. L’ attenzione è rivolta sul Consiglio Europeo che si tiene oggi e domani a Bruxelles per discutere dell’ accordo sul Recovery Fund da 750 miliardi di euro. Secondo Michael Hewson, chief market analyst di Cmc Markets, le speranze “sono temperate dal fatto che restano ostacoli a un accordo, con 4-5 Paesi” che evidenziano la necessità di porre delle condizionalità sulla modalità di gestione dei fondi. Stephen Innes, chief global market strategist di AxiCorp, evidenzia che “un esito positivo dal summit Ue incorporerebbe la conferma della dimensione da 750 miliardi di euro del Recovery Fund. Passi verso un accordo sulla condizionalità e sulla mutualizzazione del debito potrebbero essere raggiunti in un altro meeting più avanti. Fintanto che si riuscirà a mantenere quel numero significativo sul tavolo, i mercati dovrebbero essere contenti”. Sempre a livello macro, nel mese di maggio, l’ Istat ha stimato che il fatturato dell’ industria in Italia, al netto dei fattori stagionali, sia aumentato del 41,9%, in deciso rialzo rispetto al mese precedente grazie alla fine del lockdown; nella media del trimestre marzo-maggio l’ indice complessivo è però diminuito del 33% rispetto alla media del trimestre precedente. Anche gli ordinativi destagionalizzati hanno registrato a maggio un balzo congiunturale del 42,2%, che ha seguito la caduta del 31,6% rilevata in corrispondenza del mese precedente, mentre su base trimestrale si rileva un calo del 36,3%. La dinamica congiunturale del fatturato è stata il risultato di aumenti su entrambi i mercati: +45,7% sul mercato interno e +35,2% su quello estero. Allo stesso modo, l’ incremento congiunturale degli ordinativi ha risentito in misura maggiore dell’ aumento delle commesse provenienti dal mercato interno (+55,9%) rispetto a quelle provenienti dall’ estero (+26,2%). Gli indici destagionalizzati del fatturato hanno mostrato incrementi congiunturali diffusi in tutti i raggruppamenti principali di industrie: i beni strumentali +61,1%, i beni intermedi +42,1%, l’ energia +34,1% e, infine, i beni di consumo +30,0%. In termini tendenziali e corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 22 di maggio 2019), il fatturato totale si è ridotto del 25,9%, (-25,8% il mercato interno e -26,2% quello estero). Ponendo il focus sul comparto manifatturiero, tutti i settori hanno registrato variazioni negative: farmaceutico (-5,1%), alimentare (-5,8%), industria della gomma (-19,9%), mezzi di trasporto (-43,7%) e raffinerie di petrolio (-53,0%). Commentando tali dati forniti dall’ Istat, il Codacons ha affermato che “rappresentano il classico esempio di rimbalzo tecnico, con numeri in grande crescita su base mensile che tuttavia non possono rassicurare sull’ andamento dell’ economia italiana”. Il presidente Carlo Rienzi ha precisato che questi numeri “non possono far cantare vittoria ma al contrario sono estremamente preoccupanti perché, considerato l’ andamento deludente dei consumi anche nella fase post lockdown, per l’ industria ci vorranno anni per tornare ai livelli pre-covid”. Sempre a livello macro, l’ inflazione a giugno nell’ Eurozona è salita allo 0,3% sia su base mensile sia su base annuale, rispetto allo 0,1% del mese precedente. Mentre nell’ intera Unione europea, l’ inflazione si è attestata allo 0,8%, dopo lo 0,6% del mese precedente. Nel caso specifico dell’ Italia, c’ è stato un calo dello 0,4%. L’ indice dei prezzi core, senza le componenti dell’ energia, degli alimenti e dell’ alcool, è cresciuta dello 0,3% a livello mensile e dello 0,8% su base annuale (+1,1% su base annuale il consenso). A livello valutario, il cambio euro/dollaro al momento è pari all’ 1,1416 (+0,30%). Nella giornata di ieri, la moneta unica ha perso terreno dopo che il presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha dichiarato che l’ istituto intende utilizzare l’ intero importo di 1.350 miliardi di euro del Pepp. Il prezzo spot dell’ oro tratta sui1.801,5 dollari l’ oncia (+0,07%). Secondo Carlo Alberto De Casa, capo analista di ActivTrades, esso “sta continuando la sua lenta danza intorno ai 1.800 dollari, in attesa di nuovi movimenti del mercato”, precisando che almeno in questa fase, la volatilità rimane bassa. I prezzi del petrolio trattano in ribasso: il Brent è sui 43 dollari al barile (-0,65%), mentre il Wti sui 40 (-0,54%). A piazza Affari, in evidenza Stm (+2,58%), che ieri ha siglato due accordi di m&a, uno riguardante l’ acquisizione dell’ intero capitale azionario di BeSpoon, e l’ altro relativo all’ acquisizione delle attività di Riot Micro. In progresso le utility, tra cui Enel (+1,89%), Italgas (+1,17%), Hera (+0,61%), Terna (+0,38%), Snam (+0,26%). Deutsche Bank ha aggiornato i target price di Enel (buy, a 8,7 euro da 7,2), Italgas (sell, a 4,8 euro da 4,1), Snam (buy, a 4,9 euro da 4,5) e Terna (hold, a 6,2 euro da 5,7). Contrastate le banche con lo spread a quota 165 punti base: Ubi Banca +1,98%, Bper +0,4%, Mediobanca -0,71%, Intesa Sanpaolo -0,7%, Banco Bpm -1,21%, Unicredit -1,28%, Banca Popolare di Sondrio -3,49%. Tra le mid cap, bene Fila (+1,92%), Sicit (+1,35%) e Acea (+1,85%), mentre perdono terreno Astm (-3,19%) e Cementir (-2,09%). (riproduzione riservata)

larepubblica.it, 17/07/2020 10:53
Dal matrimonio a prova di Covid fino alle tecnologie per mantenere le distanze. Tanti gli incontri in programma alla fiera del turismo: da quelli sull’ era post lockdown fino a quelli sulle sfide da vincere di STEFANIA AOI 17 Luglio 2020 Riapre a …
dal matrimonio a prova di covid fino alle tecnologie per mantenere le distanze. tanti gli incontri in programma alla fiera del turismo: da quelli sull’ era post lockdown fino a quelli sulle sfide da vincere
Riapre a febbraio del 2021 la Borsa internazionale del turismo di Milano. L’ appuntamento è dal 7 al 9 febbraio a Fieramilanocity . A quasi un anno dall’ arrivo di Covid in Italia. Con spazi reinventati nel segno di quella pandemia che ha così duramente colpito il settore turistico. Proprio l’ emergenza sanitaria caratterizzerà la nuova edizione con spazi come quello dedicato ai matrimoni, in cui si mostreranno le soluzioni degli organizzatori dei ricevimenti per rispettare anche nel giorno più bello tutte le prescrizioni anti-contagio. O come le aree Btech e Start up dove si potrà osservare come le tecnologie per lavoro ed esperienze sociali a distanza possano tornare utili agli operatori turistici in modo che il settore possa riprendersi. E già per questo periodo estivo, per l’ Italia le previsioni sono incoraggianti e gli addetti ai lavori stanno assistendo a una generale volontà dei turisti di rimettersi in viaggio. Nel periodo giugno-settembre, secondo una recente indagine del Codacons, a concedersi una vacanza sarà il 51% degli italiani, circa 30 milioni di persone, anche se si stima comunque una riduzione di un 23% rispetto al 2019. Circa l’ 80% delle prenotazioni secondo Codacons saranno di connazionali, ma ci sono anche opzioni per viaggi a lungo raggio, pianificati nella prossima stagione invernale. Penalizzate più di altri luoghi le città d’ arte. Secondo gli ultimi rilevamenti di Enit, sembrano risentire ancora della mancanza di turisti stranieri, in particolare da Cina e Stati Uniti. Sono 4 su 10 le camere delle strutture ricettive prenotate online. Proprio il rilancio delle città italiane sarà al centro degli incontri della Bit. Come sempre, si guarderà alle destinazioni internazionali, con analisi sulle migliori pratiche, sulle relazioni tra destinazioni e operatori del territorio e sull’ evoluzione dell’ offerta internazionale dei tour operator. Ma quest’ anno più che mai si tratterà di come rilanciare il nostro Paese e sulla promozione delle regioni italiane nel mondo. Tra i comparti del turismo, spazio troverà, poi, il turismo congressuale e d’ affari. “Ci saranno specifici incontri sul tema dei trasporti e una overview sulle nuove tendenze e le proposte nel mondo delle crociere. – spiegano da Fieramilano in una nota – Non mancherà il focus sul mondo dell’ ospitalità, tra disintermediazione e relazioni con le agenzie di viaggi online, per comprendere come sta cambiando la gestione del cliente e quali sono i modelli emergenti in questo comparto”. L’ innovazione tecnologica sarà analizzata attraverso uno sguardo sul futuro dei canali online, sull’ evoluzione degli scenari con l’ introduzione di Intelligenza Artificiale e Internet of Things . Accanto agli eventi dedicati ai professionisti, non mancheranno, poi, esperienze e proposte pensate per i viaggiatori, tra scoperta, ispirazione, sostenibilità e sicurezza, per coinvolgere il pubblico e informarlo su opportunità e soluzioni per ogni esigenza .
stefania aoi

Yahoo Notizie, 17/07/2020 09:03
Industria, Codacons: su fatturato classico rimbalzo tecnico
Roma, 17 lug. (askanews) – “I dati sull’ industria diffusi oggi dall’ Istat rappresentano il classico esempio di rimbalzo tecnico, con numeri in grande crescita su base mensile che tuttavia non possono rassicurare sull’ andamento dell’ economia italiana”. Lo afferma il Codacons, commentando i dati forniti dall’ Istat.”Il fatturato sale a maggio del +41,9% mentre gli ordinativi segnano +42,2% rispetto ad aprile: una crescita fisiologica se si considera che ad aprile l’ industria era ferma a causa del lockdown – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Se si confronta l’ andamento dell’ industria con i dati del 2019, emerge che il fatturato a maggio ha perso oltre un quarto del proprio valore (-25,9%) mentre gli ordinativi segnano una flessione annua addirittura del -34,7%”.”Numeri che non possono far cantare vittoria ma che al contrario sono estremamente preoccupanti perch, considerato l’ andamento deludente dei consumi anche nella fase post-lockdown, per l’ industria ci vorranno anni per tornare ai livelli pre-Covid”, conclude Rienzi.

Quotidiano di Bari, 17/07/2020 06:16
{ popolare di bari } la protesta davanti al tribunale
Quasi mille azionisti chiederanno i danni a Jacobini
Circa novecento o poche di più, le costituzioni a parte civile nel processo penale (falso in bilancio il reato contestato) a carico degli ex vertici della Banca Popolare di Bari, nella seconda udienza ( la prima non si era tenuta per emergenza Covid), davanti alla seconda sezione del Tribunale Penale di Bari, Presidente dottor Marco Guida, giudici Di Miccoli e Moretti. Una scelta discutibile quella di destinare l’ ex palazzo Telecom, vista la prevedibile affluenza di avvocati e stampa. Probabilmente sarebbe stato preferibile destinare l’ aula bunker. In una breve conferenza stampa davanti ai cancelli, l’ avvocato Corrado Canafoglia, per conto di Uni one Nazionale Consumatori ha voluto precisare: “Ci costituiamo per 160 azionisti, valore complessivo della richiesta 25 milioni di euro. Questo è un primo filone contro i due signori Jacobini per il reato di falso in bilancio, ma successivamente ti”. In effetti il legale molfettese ha ragione, è giunto il momento che vengano al pettine tanti nodi e chi ha sbagliato, sempre seguendo le regole del processo e non invocando la piazza, risponda. Fuori ai cancelli in buon numero una rappresentanza di azionisti danneggiati. In particolare campeggiava uno striscione inneggiante al PM dottor Rossi (arrivato in motorino): “Grazie al dottor Rossi e al suo pool”. Silvia Lopane molto attiva nel Comitato Indipendente Soci Banca Popolare di Bari: “Siamo convinti della bontà del lavoro del dottor Rossi, lo apprezziamo”. Bruno Barbieri, avvocato del Codacons, in rappresentanza di 109 azionisti, ha mugugnato sulla scelta del luogo: “Ho dubbi che siano rispettate le norme anti Covid, io avrei fatto svolgere l’ udienza da altra parte. Se ne assume le responsabilità il Presidente”. Effettivamente un certo assembramento ci stava. Nel campo difensivo, l’ avvocato Francesco Paolo Sisto, per i due Jacobini ha puntualizzato. “Giusto che si faccia giustizia a 360 gradi e che si indaghi. Che però a dover pagare siano solo i due Jacobini mi pare singolare”. Il noto avvocato Francesco Marinaro di Cerignola, costituitosi per due azionisti ha tenuto a precisare: “Non è solo il valore economico che si rivendica. In molti casi qui sono stati mandati all’ aria i progetti di famiglie, i sogni di padri che avevano messo su un risparmio per i figli. Progetti distrutti, ecco la gravità”. Insomma, la battaglia giudiziaria è appena cominciata e ci auguriamo che abbia anche la dovuta copertura mediatica che sin qui non sempre è stata assicurata. Con buona pace di chi ha perduto tutto e pretende giustizia in tempi rapidi. Il processo è stato aggiornato al 24 Settembre. Bruno Volpe.

Corriere del Mezzogiorno (ed. Bari), 17/07/2020 05:07
Bari Nei giorni scorsi le associazioni dei consumatori avevano in diverse occasioni sollecitato …
Bari Nei giorni scorsi le associazioni dei consumatori avevano in diverse occasioni sollecitato gli azionisti di Banca Popolare di Bari a costituirsi parte civile nel processo contro gli ex manager Marco e Gianluca Jacobini. E ieri mattina, nel tribunale di via Dioguardi in occasione della prima udienza, si sono presentati gli avvocati in rappresentanza di mille azionisti per costituirsi in giudizio. E in poche ore è stato il caos perché l’ aula era troppo piccola e, soprattutto all’ esterno, si è verificato un assembramento di avvocati e azionisti, anche perché i consumatori avevano organizzato una manifestazione. Così il presidente del collegio, il giudice Marco Guida, ha deciso di sospendere l’ udienza «per motivi di sicurezza», rinviandola al 24 settembre nell’ aula bunker di Bitonto. Troppi avvocati, assembrati all’ esterno senza possibilità di mantenere il distanziamento sociale. Inizialmente il presidente Marco Guida aveva organizzato il deposito degli atti facendo entrare in aula cinque avvocati per volta. All’ esterno dell’ aula, però, nei corridoi e nelle sale di attesa, il numero di persone assembrate, pur tutti indossando le mascherine, era eccessivo e inidoneo a garantire le misure di sicurezza anti-Covid. «Né era possibile farci aspettare per ore fuori sotto il sole», hanno detto dicono gli avvocati lasciando il Palazzo di giustizia e parlando di situazione «insostenibile e inaccettabile». I mille azionisti erano rappresentati dall’ Unione Consumatori (160), Avvocati dei Consumatori (369), Adusbef (300), Codacons (109) e un’ altra cinquantina di azionisti da singoli studi legali. Nel processo sono imputati Marco e Gianluca Jacobini, rispettivamente ex presidente ed ex condirettore dell’ istituto di credito, accusati di diverse condotte di falso in bilancio, falso in prospetto, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. «Siamo qui per fare l’ udienza e per chiarire che è giusto indagare su quello che è stato effettuato in banca ma bisogna indagare su tutte le posizioni. Convogliare tutto sui due Jacobini mi sembra una scelta singolare», ha detto l’ avvocato Francesco Paolo Sisto, nel collegio difensivo degli ex vertici di Pop Bari.
salvatore avitabile

Il Messaggero, 17/07/2020 04:36
Popolare di Bari
mille azionisti chiedono risarcimenti all’ istituto
Oltre mille azionisti chiedono di costituirsi parte civile nel processo sul crac della Banca opolare di Bari inizito ieri. «Chiederemo di citare l’ istituto quale responsabile civile» dice l’ avvocato Corrado Canafoglia dell’ Unione Consumatori che rappresenta 160 azionisti. Altri 369 sono difesi dall’ associazione Avvocati dei Consumatori, 300 dall’ Adusbef, 109 dal Codacons e un’ altra cinquantina da singoli studi legali. Davanti alla sede di via Dioguardi, ieri un centinaio di avvocati si sono messi in coda per accedere al Tribunale, nel rispetto delle norme anti Covid, con mascherina e sottoponendosi a misurazione della temperatura. Nel processo sono imputati Marco e Gianluca Jacobini, rispettivamente ex presidente ed ex condirettore dell’ istituto di credito, accusati di diverse condotte di falso in bilancio, falso in prospetto, false comunicazioni e ostacolo alla vigilanza. Per loro la procura ha chiesto giudizio immediato.

Il Messaggero, 17/07/2020 04:36
CAOS ABBONATI È SCONTRO SUI RIMBORSI
le associazione dei consumatori all’ antitrust: «i voucher proposti dalle società sono fuorilegge»
IL CASO ROMA Il campionato di serie A si avvia alla conclusione ma il caos sui rimborsi di abbonamenti e biglietti resta. Di fatto ogni società procede secondo regole proprie. La Lega non ha dato un indirizzo in quanto non competente e poi ogni tifoso che acquista un tagliando o una tessera annuale accetta le cosiddette «condizioni di vendita generali». Ossia s’ impegna ad accettare le regole stabilite dal club in questione. Ogni squadra ha le sue. Ma c’ è un principio su cui sono tutti d’ accordo: niente soldi ma voucher. Nessun rimborso monetario per gli abbonamenti (la quota parte delle gare di cui non si è non fruito) ma un credito virtuale della validità 18 mesi dalla data di emissione che consentirà, a seconda delle decisioni dei vari club, di acquistare tagliandi per la prossima stagione, nel caso in cui gli stadi venissero riaperti, avere sconti sulla sottoscrizione del nuovo abbonamento o comprare prodotti del merchandising del club. Il problema degli abbonamenti è legato all’ apertura degli stadi. Ieri il ministro dello Sport Spadafora ha annunciato: «Stiamo lavorando Figc e Lega perché a settembre, alla partenza del nuovo campionato, ci sia modo di riaprire gli impianti al pubblico». ESPOSTI Quella del voucher è una decisione che chiaramente non è piaciuta ai tifosi che in molti casi si sono rivolti all’ Unione Nazionale Consumatori. Che ha deciso di fare un esposto all’ Antitrust contro la Juventus. «E’ vergognoso. Almeno per gli spettacoli gli organizzatori sfruttavano l’ art. 88 del Cura Italia, per quanto la normativa d’ emergenza sui voucher sia già stata ritenuta illegittima da Commissione Ue e Antitrust. Nel caso del calcio, invece, non c’ è nemmeno un appiglio legale a supporto. Nulla giustifica un tale atto arbitrario ed unilaterale» si legge nel comunicato. Discorso diverso per quanto riguarda i biglietti delle singole partite. La procedura per il rimborso in molti casi è già partita, ad esempio per Juve-Inter, Inter-Ludogorets o Milan-Genoa. Per quelli comprati online il riaccredito della cifre avverrà sulla carta di debito utilizzata, mentre per quelli cartacei bisognerà avviare una procedura diversa. CASO DI PRESUPPOSIZIONE L’ Antitrust nei mesi scorsi aveva già contestato a 9 squadre di Serie A le condizioni di vendita di abbonamenti e biglietti che non prevedevano rimborsi. Un tema molto dibattuto che, nel caso specifico, non trova appiglio nemmeno nell’ emendamento Mc Cartney inserito nel Dl Cura Italia. Nel nuovo testo si legge che gli organizzatori potranno emettere un voucher della validità di 18 mesi nel caso l’ evento sia solo rimandato e non cancellato, ma al termine del periodo, se non si sarà svolto, dovranno rimborsare tutti i ticket emessi. Essendo il campionato di calcio ripartito, seppur a porte chiuse, non sussistono i presupposti dichiarano le società. Il Codacons non è d’ accordo, così come non lo è l’ Antitrust e la Commissione Europea, in quanto i voucher danneggiano i diritti dei consumatori. «Questo è il classico caso di risoluzione per presupposizione» sottolinea l’ avvocato Flavia Tortorella esperta di diritto sportivo. «Il presupposto del contratto è lo svolgimento della manifestazione. Chiaro che in questo caso esiste una causa di forza maggiore che rende tutto sindacabile. Io ritengo che ci siano i presupposti per un class action dei tifosi. Ma sono anche convinta che, proprio per la straordinarietà del momento, il tifoso debba venire incontro ai club». Emiliano Bernardini © RIPRODUZIONE RISERVATAi.

La Repubblica (ed. Bari), 17/07/2020 04:30
i l caso
Il processo Pop Bari non può iniziare: nell’ aula da 24 posti erano più di 100
” parlare di assembramento è riduttivo”, attacca sisto ( difensore dell’ ex patron): ” da noi il problema vero è l’ edilizia giudiziaria”. si ripartirà il 24 settembre nel bunker a bitonto. gli avvocati: ” questa situazione è ormai insostenibile”
di Isabella Maselli Più di cento avvocati, oltre a magistrati e cancellieri, pronti a entrare in un’ aula che per le norme anti- Covid, può contenerne al massimo 24. « Parlare di assembramenti è riduttivo, ma se si fosse risolto il problema dell’ edilizia giudiziaria oggi non ci troveremmo in questa situazione», ha commentato l’ avvocato Francesco Paolo Sisto uscendo dal Palazzo di giustizia, dove ieri sarebbe dovuto iniziare il processo sul crac della Banca Popolare di Bari. Un’ aula troppo piccola, pur essendo la più grande del nuovo provvisorio tribunale penale di via Dioguardi, ha costretto i giudici a sospendere l’ udienza. Ma l’ emergenza sanitaria, commentano gli avvocati, ha soltanto esasperato e reso più evidente la situazione di inadeguatezza del palazzo: sviluppato su dieci piani in altezza, con aule insufficienti ad accogliere tutte le parti, a maggior ragione in periodo di distanziamento sociale obbligatorio, e corridoi stretti. E così l’ udienza che migliaia di azionisti dell’ istituto di credito barese aspettavano per cominciare la loro battaglia per ottenere giustizia è saltata. Rinviata al 24 settembre, alle 14,30, nell’ aula bunker di Bitonto, la più grande di cui dispone il tribunale di Bari. Sperando che almeno lì ci sia posto per tutti. La situazione si era fatta tesa prima ancora di entrare in tribunale. Gli avvocati, un centinaio, molti dei quali provenienti da fuori regione e carichi di trolley e valigette, hanno riempito il cortile di ingresso del palazzo fin dalle 8,30 del mattino (per l’ udienza fissata alle 10). Tutti con mascherina e in attesa, sotto il sole, di sottoporsi a misurazione della temperatura. Erano lì in rappresentanza di più di mille azionisti che intendono costituirsi parte civile contro gli ex vertici della banca, commissariata a dicembre. Nel processo sono imputati Marco e Gianluca Jacobini, rispettivamente ex presidente ed ex condirettore dell’ istituto di credito, accusati di diverse condotte di falso in bilancio, falso in prospetto, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. Per loro il procuratore aggiunto Roberto Rossi con i sostituti Savina Toscani e Federico Perrone Capano hanno chiesto il giudizio immediato, stralciando le posizioni dal procedimento principale a carico di altri otto ex dirigenti della banca ancora in fase di indagini. Nell’ ambito di questo procedimento i due Jacobini sono stati arrestati a gennaio con concessione degli arresti domiciliari e alcuni giorni fa sono tornati liberi. Sono tuttora sottoposti entrambi alla misura interdittiva e inoltre Marco al divieto di dimora a Bari e il figlio Gianluca all’ obbligo di dimora a Polignano a Mare. « È giusto indagare su quello che è stato effettuato in banca, ma bisogna indagare su tutte le posizioni. Convogliare tutto sui due Jacobini mi sembra una scelta singolare » , ha detto l’ avvocato Sisto, co-difensore di Marco Jacobini con il collega Giorgio Antoci. Gianluca è invece difeso da Guido Carlo Alleva e Giorgio Perroni. In aula oltre ai pm, ai giudici e ai difensori degli imputati sono entrati inizialmente cinque per volta gli avvocati degli azionisti per le costituzioni di parte civile e per depositare gli atti di citazione della banca come responsabile civile. C’ erano il Codacons per 109 azionisti, Adusbef per circa 400, le associazioni Unione dei consumatori per 160 e Avvocati di consumatori per altri 369, oltre a decine di studi legali in rappresentanza di singoli o piccoli gruppi di azionisti. Meno di un terzo di loro è riuscito materialmente a entrare in aula, fino a quando corridoi e sale d’ attesa si sono talmente riempiti che, constatando l’ assenza delle misure minime di sicurezza, il presidente del collegio Marco Guida ha sospeso l’ udienza e rinviato. « Né era possibile farci aspettare per ore sotto il sole», dicevano gli avvocati lasciando il Palazzo di giustizia e parlando di « situazione insostenibile e inaccettabile». © RIPRODUZIONE RISERVATA Gianluca Jacobini Ha 42 anni l’ ex condirettore della banca. Con il padre è accusato di falso in bilancio, false comunicazioni, falso in prospetto Marco Jacobini Ex presidente e amministratore delegato della Banca Popolare di Bari, ha 74 anni. Dopo cinque mesi e mezzo agli arresti domiciliari è tornato libero l La protesta Gli striscioni dei risparmiatori ieri davanti al Palagiustizia nell’ ex Telecom a Poggiofranco in vista del via al processo.

Giornale di Brescia, 17/07/2020 04:27
Autostrada di Valle: nuovo stop, ora indaga l’ Anticorruzione
aperte due procedure per verificare i «principi di efficacia, economicità e correttezza»
Silvia Ghilardi L’ autostrada della Valtrompia è sotto la lente dell’ Anac. L’ Autorità nazionale anticorruzione ha aperto due procedimenti di vigilanza sul progetto del raccordo che collegherà Concesio a Sarezzo. Il responsabile dei procedimenti, Filippo Romano, così scrive nella sua istruttoria preliminare: «Pur nella complessità della vicenda la procedura è comunque apparsa incontra sto con i fondamentali principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza». Una decisione, quella di verificare le procedure in materia di appalti pubblici, scaturita da alcune segnalazioni fatte dal comitato No Autostrada Valtrompia Si Metrobus. Il primo procedimento riguardala valutazione dell’ attività tecnico -amministrativa oggetto della sottoscrizione del contratto d’ appalto firmato a luglio 2018, delle modalità di redazione del nuovo progetto esecutivo, della compatibilità tecnica ed economica in materia di varianti e delle valutazioni di tutti gli ulteriori fattori di rischio in tema di oneri aggiuntivi e riserve. Il secondo vuole indagare sul contributo della società Autostrade Brescia -Padova nell’ ambito della concessione autostradale della A4, sulle sue modalità di erogazione ad Anas, nonché sul riconoscimento dell’ importo di oltre 12 milioni di euro alla medesima società Autostrada Brescia -Padova a titolo di spese sostenute fino alla revoca dell’ affidamento illegittimo della realizzazione del raccordo autostradale tra l’ autostrada A4 e la Valtrompia. «Non era scontato che l’ Anac prendesse in considerazione queste nostre segnalazioni: ora stiamo a vedere quali saranno le conclusioni dell’ istruttoria» commenta Sergio Aurora del comitato No Autostrada Valtrompia Si Metrobus. «Ora vogliamo capire perché con gli stessi soldi si va a costruire quello che ormai non è più nemmeno un raccordo autostradale tanto il progetto iniziale è stato ridimensionato». Numerose le reazioni alla notizia. Per Dino Alberti, consigliere regionale bresciano del M5S, «quest’ opera del tutto inutile, impattante e anacronistica rispetto ai reali bisogni del territorio va sospesa in attesa dell’ esito dell’ istruttoria avviata dall’ Anticorruzione nazionale. Questa è la richiesta che ho fatto pervenire al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti». Di parere opposto il senatore leghista Stefano Borghesi: «Stiamo parlando di un’ opera fondamentale per il nostro territorio, voluta da sindaci, forze politiche e associazioni imprenditoriali, che ha già stanziati i fondi sufficienti alla costruzione, con un contratto siglato e un progetto già approvato dal CIPE». Intanto il Codacons ha annunciato l’ intenzione di prestare un esposto alla Corte dei Conti. //

Corriere Adriatico (ed. Ascoli), 17/07/2020 04:05
Spiaggia e pineta guai ai chi fuma
il sindaco casciotti ha rinnovato l’ ordinanza, multe salate
IL DIVIETO ALBA ADRIATICA Ad Alba Adriatica torna in vigore il divieto di fumo in spiaggia e nella pineta litoranea. Così come era accaduto nella scorsa stagione estiva, quando Alba risultò la prima spiaggia abruzzese ad applicare il divieto, anche quest’ anno il sindaco Antonietta Casciotti ha licenziato la nuova ordinanza. Aree dedicati e multe Ordinanza con la quale vengono fissate delle limitazioni per quanto riguarda il fumo nelle spiagge (libere e in concessione), in acqua e al di sotto della pineta, uno dei luoghi maggiormente frequentati durante il periodo estivo. Anche in questa stagione i concessionari avranno la possibilità di attrezzare aree dedicate (non in spiaggia), così come all’ ingresso delle spiagge libere sono già stati collocati dei posacenere per evitare che cicche di sigarette finiscano sulla sabbia e in acqua. Il mancato rispetto dell’ ordinanza prevede sanzioni da 25 a 500 euro. Tutti d’ accordo Ma il divieto di fumo lungo l’ intero arenile albense sembra davvero aver messo tutti d’ accordo. Perfino i fumatori più incalliti lo scorso anno metabolizzarono il provvedimento, decidendo di usufruire dei posacenere installati dal Comune all’ ingresso delle spiagge libere e delle aree riservate presenti all’ interno degli stabilimenti balneari. L’ informazione Anche quest’ anno il divieto verrà ricordato dal pubblifono, che lo diffonderà in tre lingue: italiano, inglese e tedesco. In tanti pure tra gli operatori turistici hanno sposato in pieno le ragioni alla base dell’ ordinanza: quelle legate alla salute, per limitare il fumo passivo sotto gli ombrelloni, ambientale, per ridurre l’ abbandono dei rifiuti, turistica, con l’ obiettivo di migliorare il decoro e l’ immagine della località. Tra i favorevoli al provvedimento c’ è il Codacons, che ha già avviato una battaglia legale per far firmare ai sindaci ordinanze come quella di Alba. L’ associazione dei consumatori ha anche presentato una diffida ai prefetti perché il divieto di fumo in spiaggia diventi una regola in tutta Italia. Va ricordato che le sanzioni sono salatissime e vanno dai 25 ai 500 euro per chi fuma o per chi getta mozziconi in spiaggia, ma anche sotto le pinete di Villa Fiore e in altri punti del territorio cittadino. Ci sono poi anche le possibili conseguenze penali. Spiagge libere dimenticate Qualche critica, invece, è arrivata soltanto da parte di chi frequenta le spiagge libere che fa notare la mancata installazione di vere e proprie aree fumatori fruibili all’ ingresso della spiaggia, così come accade invece per gli stabilimenti balneari. In molti chiedono delle coperture per ripararsi dal sole. Sui posacenere presenti sulla passeggiata invece continuano ad arrivare segnalazioni sul fatto che non vengono svuotati con regolarità e spesso presentano anche altre tipologie di rifiuti. Davide Crisci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Città di Salerno, 17/07/2020 04:02
casal velino
Incontri d’ autore con Bonaccorti Enrica così apre “Il condominio”
Sarà Enrica Bonaccorti a inaugurare il ciclo di incontri della rassegna “Incontri d’ Autore 2020. Vacanze e Letture” che si terrà a Casal Velino. La conduttrice, paroliera e attrice sarà nel centro balneare stasera, alle ore 21, presso il Teatro del Porto (Canale Tufolo) per presentare il suo romanzo “Il condominio”, edito da Baldini e Castoldi. All’ incontro sarà presente il sindaco di Casal Velino, Silvia Pisapia, e Bartolomeo Lanzara, presidente Codacons Cilento. Il protagonista, Francesco Maria Von Altemberger detto Cico, vive di rendita in un minuscolo loft sul terrazzo di un’ anonima palazzina, e lo divide con Ada, la sua tartaruga. Nessun impegno e lavoro. Quello che desidera è soltanto essere lasciato in pace, per questo ha abbandonato il Palazzo di famiglia per trasferirsi dove nessuno lo conosce. In questo condominio la sua formalità crea equivoci, e i suoi vicini scambiano la sua educazione per disponibilità. Così si trova impantanato nelle vite degli altri, tra sospette relazioni extraconiugali, diamanti spariti e cani invadenti. Il libro diverte e conquista. Marianna Vallone ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 17/07/2020 03:50
PopBari, troppa gente in aula l’ udienza slitta a settembre
assembramenti anche nei corridoi. i giudici: così non c’ è sicurezza
BARI. Spazi di per sé ristretti per un Palagiustizia che Palagiustizia non è. Limitazioni previste dalle misure anti assembramento, perché ci mancava pure la pandemia. Un processo delicatissimo, sul crac del più grande istituto di credito del Mezzogiorno, in cui oltre mille azionisti (per ora) chiedono di costituirsi parte civile contro la gestione della Banca Popolare di Bari targata Jacobini. Fuori chi manifestava, nell’ atrio gli avvocati che provavano ad entrare tra controlli, ingressi contingentati e misurazione della temperatura. Una miscela che si è rivelata esplosiva al punto che il presidente del collegio giudicante, Marco Guida, dopo vari tentativi di ricomporre la situazione davvero molto complicata, non ha potuto fare altro che rinviare l’ udienza «per ragioni di sicurezza». Se ne riparlerà il 24 settembre, nella molto più grande aula bunker di Bitonto. Salvo complicazioni. Falsa partenza per l’ inizio del processo a carico di Marco e Gianluca Jacobini, rispettivamente ex presidente ed ex condirettore della Banca Popolare di Bari, accusati di falso in bilancio, falso in prospetto, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. Nei loro confronti il procuratore aggiunto Roberto Rossi, i sostituti Savina Toscani e Federico Perrone Capano che hanno coordinato le indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia economico -finanziaria del Comando provinciale di Bari, hanno chiesto il giudizio immediato stralciando le due po sizioni dal procedimento principale a carico di altri otto ex dirigenti della banca, commissariata da Bankitalia a dicembre. Gli Jacobini (ieri non presenti in aula) sono finiti ai domiciliari, e alcuni giorni fa sono tornati liberi ma sottoposti alla misura interdittiva. Inoltre, per Marco vige il divieto di dimora a Bari, a carico del figlio Gianluca pende l’ obbligo di dimora a Polignano a Mare. Ma torniamo all’ udienza di ieri sospesa per ragioni di sicurezza. Davvero troppi gli avvocati assembrati all’ esterno dell’ aula di udienza al primo piano del palazzo di via Dioguardi. Impossibile in quelle condizioni mantenere il distanziamento sociale. Inizialmente il presidente del collegio, il giudice Guida, aveva individuato una soluzione ragionevole, disponendo che il deposito degli atti di costituzione avvenisse facendo entrare in aula cinque avvocati per volta. All’ esterno dell’ aula, però, nei corridoi e nelle sale di attesa, già in «tempi di pace» piuttosto ristretti, è stato impossibile per carabinieri e vigilanti fare rispettare le misure di sicurezza anti coronavirus, a partire dal distanziamento. Fuori l’ attesa sotto il sole, dentro una situazione «insostenibile e inaccettabile», hanno lamentato molti avvocati. Del resto, i numeri sono importanti: oltre mille azionisti chiederanno di costituirsi parte civile, 160 rappresentati dall’ Unione Consumatori; 369 difesi dall’ as sociazione Avvocati dei Consumatori; 300 dall’ Adusbef; 109 dal Codacons e un’ altra cinquantina da singoli studi legali. All’ ester no dell’ edificio, infine, alcune decine di azionisti della BPB provenienti da diverse città pugliesi e lucane hanno manifestato chiedendo «giustizia», al grido «ci restituiscano i nostri risparmi». Sul cancello qualcuno ha anche esposto uno striscione emblematico: «grazie al dottor Rossi e al suo pool». Sul fronte opposto, l’ avvocato Francesco Paolo Sisto che, con i colleghi Giorgio Antoci, Guido Carlo Alleva e Giorgio Perroni, compone il collegio difensivo degli ex vertici della Banca Marco e Gianluca Jacobini spiega: «Siamo qui per fare l’ udienza e per chiarire che è giusto indagare su quello che è stato effettuato in banca ma bisogna indagare su tutte le posizioni. Convogliare tutto sui due Jacobini mi sembra una scelta singolare». [g. l.]

Il Resto del Carlino (ed. Macerata), 17/07/2020 03:42
«Problema fogne all’ Hotel House Ho diffidato l’ amministratore»
ordinanza del sindaco: «va fatta subito una verifica complessiva, se necessario si provveda alla manutenzione»
PORTO RECANATI Dopo l’ annuncio di voler segnalare l’ inquinamento del fosso della vena a carabinieri forestali, Codacons e procura da parte di Riccardo Agostinelli, portavoce dei 15 cittadini che a inizio giugno avevano ipotizzato che ciò fosse stato causato da uno sversamento degli scarichi dell’ Hotel House, ora il sindaco Roberto Mozzicafreddo dice la sua. Il primo cittadino di Porto Recanati, tramite un’ ordinanza, ha diffidato l’ amministratore del maxi condominio, Ilaria Soricetti, a eseguire una verifica complessiva della rete fognaria dello stabile e di provvedere, se necessario alla manutenzione, entro 12 giorni. «In merito alla vicenda – afferma il sindaco Mozzicafreddo -, avevo ritenuto opportuno, lo scorso 5 giugno, diffidare l’ amministratore del condominio a trasmettere entro e non oltre 10 giorni una relazione, a firma di un tecnico abilitato, sullo stato attuale di conservazione e funzionamento delle condotte fognarie dell’ Hotel House. L’ amministratore ha subito avviato le verifiche con ditte specializzate e poi affidato la realizzazione degli interventi necessari per il completamento della verifica e delle successive riparazioni, chiedendo però un tempo ‘ragionevolmente maggiore’ per ottemperare a quanto richiesto. Ma, considerando il protrarsi della situazione, ho chiesto agli uffici una verifica sull’ impianto di allaccio della condotta acque chiare con le acque scure, in attesa dei lavori di ripristino della rete fognaria, che ha accertato il regolare funzionamento dell’ impianto. E visto che si rende necessario e improcrastinabile un intervento adeguato e definitivo alla risoluzione delle problematiche sugli scarichi delle acque reflue, perché tale situazione crea gravi disagi per l’ igiene, la salute pubblica e ambientale, mercoledì ho emesso un’ ordinanza per procedere entro 12 giorni a quanto già chiesto il 5 giugno: cioè eseguire una verifica complessiva della rete fognaria dello stabile e di provvedere, se necessario, alla manutenzione. L’ attenzione del sindaco sulla vicenda è massima e costante. Numerosi sono stati i sopralluoghi che ha effettuato nell’ area». g. g.

Il Giorno, 17/07/2020 03:11
prospettive in valigia digitale e aria aperta, il nuovo modo di essere turisti la bit prepara la fiera di febbraio cogliendo stili di vita e aspettative delle vacanze ai tempi del covid
Digitale e aria aperta, il nuovo modo di essere turisti
MILANO Mai stato facile cogliere in anticipo l’ umore e le aspettative dei viaggiatori. Del resto, non è innestando il pilota automatico che si coglie il nuovo modo di essere turisti. Ancora più complicato farlo ora, tra distanziamento e obbligo delle mascherine. Ma partire per una vacanza resta una prospettiva per tutti. E la Bit, acronimo del moto a luogo, sta già preparando il terreno di quello che si preannuncia – il prossimo 7-9 febbraio 2021 a Fieramilanocity – come il grande appuntamento internazionale del turismo dopo un 2020 segnato dal Covid. Anche perché il mercato (dati Codacons) sembra dare segnali di una lenta ma lusinghiera ripresa, seppure in un’ estate che alla fine farà segnare perdite consistenti: in vacanza ci andrà il 51% degli italiani, per l’ 80% stando entro i confini nazionali, percentuale che fa ben sperare per la ripresa nel 2021. Quella su cui scommette la Borsa internazionale del turismo, che per febbraio punta su alcune aree tematiche: tra le altre, Bit Experience per le vacanze open air, il settore Wedding, ma anche i comparti Btech, Start Up e 4 Job, capaci d’ intercettare i mutamenti del mercato grazie alla tecnologia e al digitale. Paolo Galliani.

Il Foglio, 17/07/2020 01:06
L’ ex ad di Telecom ci spiega le pazzie di un progetto: la rete unica
le parole della mente economica del pd e il futuro di tim: il debito, gli errori storici, i problemi di governance. parla bernabè
From page 1 Per Bernabè, il primo aspetto riguarda proprio la compagnia telefonica. “Ben venga l’ unificazione della rete se è all’ interno di Tim, naturalmente a patto di superare le obiezioni dell’ Antitrust, della Ue, dell’ Agenzia delle comunicazioni, insomma tutti i problemi regolatori e le prevedibili reazioni delle aziende concorrenti che si sentono discriminate. Senza dimenticare gli aspetti finanziari, come l’ elevato indebitamento che Tim si porta dietro fin dall’ opa di Roberto Colaninno nel 1999, pagata con prestiti non con denaro fresco”. E se si scorpora la rete creando una società unica, come propone anche il Pd? “Allora il quesito principale diventa la sorte di Tim. Quanto vale senza la rete? Davvero si pensa che possa sopravvivere? Si mette in pericolo, insomma, la principale azienda italiana nel settore delle telecomunicazioni”. Ma Bernabè sottolinea una contraddizione che sta a monte di tutto: “Adesso il governo vuole una rete unica, allora perché ha creato dal nulla una seconda rete?”. Sono governi diversi. “Per me come cittadino e come utente è sempre il governo italiano, a prescindere da chi lo guida dovrebbe fare gli interessi degli italiani. Se è così strategico avere una sola rete, allora Open Fiber che senso ha? In realtà, si è rivelata una impresa ben più difficile di quanto avessero previsto gli ideatori. Sono state investite ingenti somme e ancora non si vedono i ricavi”. E questo mette nei guai sia l’ Enel sia la Cdp. “Una soluzione c’ è: venderla. Sono sicuro che sarebbe appetibile per fondi o società specializzate in infrastrutture”. L’ Enel del resto ha confermato una offerta dall’ australiana Macquerie. A questo punto la Cdp con il ricavato potrebbe rientrare dalla sua esposizione e magari aumentare la propria quota in Tim. E qui veniamo all’ altro ostacolo concreto: la governance di Tim. “Da vent’ anni a questa parte c’ è stata una catena di errori”, sottolinea Bernabè che ha guidato Telecom Italia dal 1998 al 1999 ed è tornato al timone dal 2007 al 2013. “Oggi abbiamo la paradossale situazione che l’ azionista di maggioranza relativa, Vivendi, si trova in minoranza nel consiglio di amministrazione, l’ azionista che ha una quota rilevante, cioè la Cdp, non è rappresentato in cda, mentre la governance è in mano al fondo Elliott che ha un piccolo pacchetto azionario” (sceso al 5 per cento dopo due anni, ndr). La debolezza azionaria è sempre stata il punto debole di Telecom, a cominciare dalla privatizzazione con il nocciolino duro fino a tutte le soluzioni escogitate dopo. “Riportare la governance all’ interno di un assetto razionale è essenziale, prima di prendere ogni decisione”, secondo Bernabè. La soluzione proposta da Grillo, e a quanto pare appoggiata ormai dal Pd, è usare la Cdp come braccio armato del governo per estromettere Vivendi, modello Benetton e Autostrade. Un progetto politico che piace in tempi di statalismo e sovranismo rampante. “Lasci stare il sovranismo. Sono stati i soci italiani a liquidare l’ esperienza di Telco consentendo a Telefónica di gestire la sua partecipazione in Telecom come meglio credeva”, obietta Bernabè. Adesso c’ è il Codacons che lancia l’ allarme contro la penetrazione straniera. In realtà, gli italiani debbono rimproverare loro stessi: “Bisogna sempre ricordare che solo grazie all’ antitrust brasiliano è fallito il disegno degli spagnoli, cioè vendere Tim Brasil a Vivo, la società della quale avevano nel frattempo preso il controllo”. Saltata questa operazione, Telefónica si è solo preparata a mollare la sua quota in Telecom al miglior offerente, cioè la Vivendi di Vincent Bolloré. Ma i governi di allora lasciarono fare. L’ ex amministratore delegato di Telecom ricorda di avere sempre chiesto l’ apertura a un nuovo socio “con un aumento di capitale che risolvesse il problema della sottocapitalizzazione e della presenza di un azionista privo di strategia industriale”. Nel 1999 trattò un accordo con Deutsche Telekom, ma fu bloccato da Massimo D’ Alema che sosteneva Colaninno. Oggi si continua a lanciare slogan, ma “non si possono risolvere problemi complessi con gli slogan”, sottolinea Bernabè che invita al “pensiero laterale”. Il manager ha cominciato a cercare una soluzione per la rete poco dopo il suo ritorno al vertice dell’ allora Telecom Italia, ma ogni proposta ha trovato un inciampo. Intanto, le telecomunicazioni sono cambiate in modo radicale. Siamo sicuri, oggi, che una rete unica sia più efficiente e meno costosa? In fondo, il protocollo Internet nasce per assicurare l’ accesso a reti eterogenee. Non solo: siamo certi che la rete fissa sia una priorità strategica nel momento in cui arrivano le tecnologie 5G che consentono di collegarsi senza fili a velocità superiori a un giga al secondo? Non rischiamo di mettere in piedi una infrastruttura rigida che diventa presto obsoleta con enorme spreco di denaro? “Si parla di rete a prova di futuro, ma nella tecnologia è una idea insensata. Nulla è a prova di futuro, i cambiamenti sono rapidi, continui, imprevedibili. E la flessibilità è una dote necessaria. Più si è in grado di adattarsi, maggiore è la capacità di reagire e mettere a frutto le novità”, insiste Bernabè. Insomma, il dibattito che da anni ci tormenta, che divide e fa rischiare tanti quattrini dei contribuenti, è già superato. Non è la prima volta che l’ Italia, assordata dalle sue baruffe domestiche, non sente il fischio del treno.
stefano cingolani

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this