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17 Agosto 2019

Rassegna stampa del 17 agosto 2019

Salerno Today, 17/08/2019 20:05
Sicurezza sulle strade: riattivati i tutor in Campania
il codacons esulta per la pronuncia della corte di cassazione, che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media tutor
Si è pronunciata la Corte di Cassazione, sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor, confermando la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia. La Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete. Il commento Esulta, dunque , il Codacons: “In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori”, si legge in una nota. L’ appello del Codacons Chediamo di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale.

Genova Post, 17/08/2019 19:17
Tutor, la Cassazione ha deciso: via libera alla riattivazione su tutta la rete autostradale
Liguria – Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione, che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor confermando la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia: la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete. In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori. Proprio alla luce di questa funzione di evidente, pubblica utilità, l’ Associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale.

Stabia Channel, 17/08/2019 19:01
Dopo le ferie si pensa alla scuola. Sempre più caro l’ acquisto del materiale scolastico
con l’ inizio della scuola, le famiglie italiane dovranno far fronte alla grana libri e quaderni, con prezzi superiori agli anni precedenti.
L’ estate sta giungendo al termine ed è tempo di tirare le prime somme. Molte famiglie si stanno godendo gli ultimi giorni di vacanza lontano dal proprio paese per trovare refrigerio e tranquillità. Altre, invece, sono ritornate nelle proprie abitazioni per riprendere la vita di tutti i giorni. Passato anche il ferragosto, l’ inizio del nuovo anno scolastico si sta avvicinando. In molti sono già alla ricerca dei primi materiali per la scuola, dai libri fino ai quaderni passando per zaini e penne. Come ogni anno, in molti devono affrontare questa grana, con sempre più difficoltà nelle compere scolastiche. Secondo il Codacons, la spesa potrebbe arrivare agli oltre mille euro a famiglia, con un incremento dei prezzi del 2.5%. La spesa del singolo materiale oscilla tra i 40 e i 140 euro, senza contare i prezzi elevati dei libri da acquistare nel corso dell’ anno. L’ obiettivo dele famiglie è quello di evitare spese superflue, acquistando in modo ragionevole e negli specifici negozi. Così si potrebbe diminuire la spesa del 30/40%, ricorrendo a prezzi promozionali ed offerte.

Agenzia Giornalistica Opinione, 17/08/2019 17:42
CODACONS * GRETA: « REALTÀ O PROPAGANDA? TROPPE LE INCONGRUENZE SULLA TRAVERSATA ATLANTICA DELLA GIOVANE ATTIVISTA »
il viaggio dell’ attivista svedese greta thunberg per il summit sul clima di new york è stato presentato come ‘100% ecosostenibile, a zero emissioni di carbonio’. eppure, l’ imbarcazione malizia ii, precedentemente utilizzata per regate, tra costruzione precedente e modifiche successive ha raggiunto un costo di produzione di 3.7 milioni di sterline, ovvero 4 milioni di euro.
Il viaggio dell’ attivista svedese Greta Thunberg per il summit sul Clima di New York è stato presentato come ‘100% ecosostenibile, a zero emissioni di carbonio’. Eppure, l’ imbarcazione Malizia II, precedentemente utilizzata per regate, tra costruzione precedente e modifiche successive ha raggiunto un costo di produzione di 3.7 milioni di sterline, ovvero 4 milioni di euro. Un costo che non certo un cittadino comune, ma solo una danarosa élite come quella di Pierre Casiraghi, sponsor e membro dell’ impresa, potrebbe permettersi. Eppure, il rampollo del principato potrebbe rappresentare uno degli esponenti che Greta Thunberg accusava il 14 dicembre 2018 – parlando ai leader mondiali: «La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi».Non solo: i Casiraghi, che sostengono Greta nella scelta di evitare l’ aereo, figurano tra i proprietari della compagnia Moncair – Monaco Helicopter Charter Company. Da una parte difendono l’ ambiente dal volo, dall’ altra – insomma – fanno l’ esatto opposto. Senza contare il pieno sostegno all’ impresa arrivato dallo Yacht Club di Montecarlo, situato in uno dei principali paradisi fiscali – notoriamente cassaforte di ecomafie e multinazionali dell’ inquinamento.Un altro tema riguarda le dichiarazioni di principio, apparentemente categoriche ma molto meno solide alla prova dei fatti. Come la dicitura ‘carbon-free’, rivendicata ai quattro venti ma valida solo in navigazione: «Malizia afferma che la costruzione di questo tipo di barca da regata necessita di tre tonnellate di fibra di carbonio, stampi per scafo e coperta, una serie di materiali da costruzione e varie resine». Per valutare l’ impatto ecologico di un prodotto, ovviamente, occorre valutare anche costi e materiali di costruzione – e non limitarsi solo a considerarne l’ esercizio.Infine, i dubbi maggiori riguardano la stessa ragione della traversata: evitare il volo per ridurre l’ impronta ecologica. Un obiettivo solo parzialmente raggiunto: l’ aereo è stato sostituito sì con il vascello monegasco, ma per la sola andata (dell’ equipaggio). Due dei marinai che accompagnano Greta potranno infatti tornare a casa in aereo. Allo stesso modo, è stato annunciato che due membri del Team Malizia II potranno raggiungere New York – sempre per via aerea – con lo scopo di riportare indietro la barca a vela utilizzata per raggiungere il summit newyorchese.Insomma, altro che ‘aerei zero’: di voli intercontinentali ce ne sono, eccome. Ma fanno da contorno e non li nota quasi nessuno.Carlo Rienzi, presidente del Codacons, paragona l’ iniziativa “green” a quella dell’ ex premier Romano Prodi «quando nel 2006 utilizzava la Croma di famiglia per le vacanze estive per dimostrare quanto non intendesse pesare sull’ economia dello Stato. La lotta all’ inquinamento e alle mutazioni climatiche» continua il presidente dell’ Associazione «si attua giorno per giorno con piccole azioni quotidiane come la raccolta differenziata e rinnovando le proprie abitudini giornaliere in un modo diverso da quello al quale i consumatori sono abituati. In questo modo possiamo evitare di affidarci agli improbabili messaggi ecologici partoriti da uno dei tanti magnati dell’ industria – in questo caso patron pure di una compagnia di elicotteri. Soffermandosi sul messaggio e il personaggio dal quale proviene, non emerge un tenue sapore di presa in giro?».

giornaledicalabria.it, 17/08/2019 17:38
Rifiuti per strada a Cariati, denuncia del Codacons
“Oramai i rifiuti lasciati per strada ed i sacchi indifferenziati abbandonati non risparmiano neanche le vie del centro. Uno spettacolo vergognoso proprio in quella che è conosciuta come una delle perle dello jonio calabrese”. Il riferimento è alla cittadina di Cariati (CS) e la denuncia è del Codacons. “Una situazione che umilia i Cittadini e che lascia sgomenti i turisti. Il Codacons – si legge in una nota – ha provveduto a diffidare l’ amministrazione comunale «richiedendo la pulizia immediata delle strade». Se lunedì la situazione rimarrà inalterata, provvederemo a formalizzare una denuncia per interruzione di pubblico servizio”. “C’ è il rischio di allarme sanitario per colpa dei rifiuti abbandonati sotto il sole. Infatti l’ immondizia nelle strade – scrive ancora il Codacons – determina scarsa igiene che può portare a malattie infettive”. “Ci vengono segnalate – continua il Codacons – squadre di topi che assaltano i sacchi di rifiuti e questo lascia ipotizzare un problema importante per la diffusione di malattie”. “Per questo l’ emergenza deve essere risolta immediatamente – conclude Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – caso contrario saremo costretti a presentare una denuncia in Procura”. redazione@giornaledicalabria.it.

ilmattino.it, 17/08/2019 17:29
Scuola, a settembre stangate in arrivo: spesa per studente sale a oltre mille euro
Tra qualche settimana ricomincia la scuola e sarà ancora ‘stangata’ per le famiglie italiane: con il caro libri e materiale scolastico infatti la spesa per studente potrebbe salire fino a 1.130 euro , secondo le prime stime del Codacons. In base ai calcoli dell’ associazione dei consumatori, per il corredo scolastico ‘griffato’ (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) i prezzi al dettaglio, rispetto al 2018, registrano quest’ anno un incremento medio del +2,5%, con le marche più richieste dai giovani – legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi – che hanno ritoccato al rialzo i listini. Allerta scuola, pochi presidi per inizio anno Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge facilmente i 140 euro , mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva a 40 euro – analizza il Codacons – Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che supera i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2019-2020 quota 533 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. In particolare per dizionari e testi scolastici vari il Codacons prevede un ulteriore ritocco al rialzo dei listini rispetto al 2018, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente . Tuttavia, osserva l’ associazione, anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli: non inseguite le mode; acquisto dei prodotti di cartoleria nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria; approfittare delle offerte promozionali e kit a prezzo fisso.

corriereadriatico.it, 17/08/2019 17:22
Scuola, a settembre stangate in arrivo Spesa per studente sale a oltre mille euro
Tra qualche settimana ricomincia la scuola e sarà ancora ‘stangata’ per le famiglie italiane: con il caro libri e materiale scolastico infatti la spesa per studente potrebbe salire fino a 1.130 euro , secondo le prime stime del Codacons. In base ai calcoli dell’ associazione dei consumatori, per il corredo scolastico ‘griffato’ (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) i prezzi al dettaglio, rispetto al 2018, registrano quest’ anno un incremento medio del +2,5%, con le marche più richieste dai giovani – legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi – che hanno ritoccato al rialzo i listini. Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge facilmente i 140 euro , mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva a 40 euro – analizza il Codacons – Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che supera i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2019-2020 quota 533 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. In particolare per dizionari e testi scolastici vari il Codacons prevede un ulteriore ritocco al rialzo dei listini rispetto al 2018, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente . Tuttavia, osserva l’ associazione, anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli: non inseguite le mode; acquisto dei prodotti di cartoleria nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria; approfittare delle offerte promozionali e kit a prezzo fisso. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Redattore Sociale, 17/08/2019 17:06
Scuola, Codacons: “Per libri e corredo in arrivo stangata per famiglie”
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unionesarda.it, 17/08/2019 16:23
Caro-scuola, “per ogni studente le famiglie spenderanno fino a 1130 euro”
Per le famiglie italiane è pronta la “stangata” di settembre legata all’ acquisto del corredo scolastico di bambini e ragazzi. Secondo i dati di Codacons, le famiglie sborseranno intorno ai 533 euro a studente, 1.130 se si considera anche la spesa per vocabolari e libri di testo per il nuovo anno scolastico. Nelle sue prime stime sui prezzi di diari, astucci e zaini l’ associazione parla un incremento medio del +2,5% rispetto all’ anno scorso. Il prezzo di uno zaino di marca può raggiungere anche i 140 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva a 40 euro. Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che supera i 20 euro per le marche più note. Anche per dizionari e testi scolastici vari il Codacons prevede un ulteriore ritocco al rialzo dei listini rispetto al 2018. (Unioneonline/F)

Pisa Today, 17/08/2019 16:19
Miss Cinema Toscana: vince la pisana Chiara Gorgeri
la bella concorrente di santa croce sull’ arno sale sul gradino più alto del podio e si aggiudica il lasciapassare per le prefinali nazionali di miss italia
A Marina di Bibbona Chiara Gorgeri è stata eletta Miss Cinema Toscana 2019. La bella concorrente di Santa Croce sull’ Arno sale sul gradino più alto del podio e si aggiudica il lasciapassare per le prefinali nazionali di Miss Italia. Non facile il lavoro della giuria della serata che era presieduta da Massimo Fedeli sindaco di Bibbona e da Simone Rossi vice sindaco, nel dover scegliere la vincitrice tra il nutrito gruppo delle finaliste regionali in gara. Questa la classifica finale : 1ª classificata – Miss Cinema Toscana 2019 – Chiara Gorgeri di S.Croce sull’ Arno, 19 anni, studentessa 2ª classificata Clarissa Di Renzone di Sinalunga (SI), 21 anni, studentessa 3ª classificata Serena Sestini di Massa, 17 anni, studentessa 4ª classificata Giulia Dal Canto , di Ponsacco, 21 anni, studentessa 5ª classificata Matilde Cecchi di Signa (FI), 18 anni, studentessa 6ª classificata Sara Pinotti di Carrara, 19 anni, studentessa Molto apprezzate dal nutrito pubblico presente le esibizioni delle piccole ballerine della scuola di ballo Starlight Dance Studio di Bibbona, come pure l’ intervento dell’ avvocato Silvia Bartolini presidente del Codacons Toscana che ha promosso lo sportello anti stalking per tutte le persone che subiscono atti persecutori. L’ organizzazione della serata è stata curata dall’ agenzia Syriostar di Gerry Stefanelli responsabile del concorso per la Toscana e la Liguria con la collaborazione di Alessandro Ferrari e di Giovanni Rastrelli per l’ agenzia Vega Star. La serata è stata condotta da Raffaello Zanieri. La manifestazione è stata resa possibile dall’ Amministrazione Comunale con la collaborazione dell’ Azienda Speciale, della Proloco, della Pubblica Assistenza e degli Operatori Turistici di Marina di Bibbona.

ilgiornale.it, 17/08/2019 16:14
Ama dice no al rimborso Tari: “La città è sporca colpa dei romani”
roma vive una nuova emergenza rifiuti ma l’ ama ha inviato una lettera ai residenti che hanno indetto una class action spiegando che non intende pagare alcun rimborso
Roma vive una nuova emergenza rifiuti e l’ Ama non intende pagare alcun rimborso ai residenti. Il motivo? Se la Capitale è sporca è colpa anche dei romani. L’ azienda partecipata del Comune di Roma , stando a quanto riporta il Messaggero , sta inviando la risposta in carta bollata a quanti hanno protestato per un servizio che, come pare abbastanza evidente girando per la città, non c’ è stato. Secondo l’ Ama, però, “non risultano sussistenti i presupposti per l’ applicazione della richiesta di riduzione tariffaria”. Questo è quanto si legge nella missiva dove si parla solo di “eventuali e occasionali criticità” dovute “non alle attività svolte dall’ Ama quanto, piuttosto, a contingenti problematiche connesse all’ intero ciclo di gestione dei rifiuti, nonché, in alcuni casi, al non corretto conferimento dei rifiuti medesimi da parte dell’ utenza”. In pratica, è tutta colpa dell’ utenza, ossia dei romani che continuano a sbagliare dove buttare le cartacce, l’ umido e il vetro. A smentire queste parole, però, ci sono i dati dei reclami (100mila solo nelle settimane dell’ emergenza) e di chi sta aderendo alla class action indetta dal Codacons e dai vari comitati di quartiere. In totale circa 2mila cittadini. “Comprendiamo i disagi, ma non è accettabile che qualche associazione minacci una class action” , ha detto la presidente di Ama, Luisa Melara, mentre per l’ ad Paolo Longoni pagare metterebbe a rischio “la sostenibilità economica della gestione dei servizi”.
francesco curridori

Roma Today, 17/08/2019 16:09
Tornano i tutor in autostrada: saranno riattivati per il controesodo estivo
via libera della cassazione, che ha cancellato la sentenza d’ appello sulla violazione del brevetto della craft da parte di autostrade per l’ italia ritenendo i motivi “infondati”. le squadre sono già al lavoro per reinstallare il sistema
I tutor tornano in autostrada. Aspi informa con una nota che la Cassazione ha ritenuto “del tutto infondati i motivi” avanzati dalla Corte di Appello il 10 aprile 2018, con i quali “aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media, cosiddetto Tutor , violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft e dovesse essere rimosso” e “ha cancellato la sentenza di appello che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione del brevetto di Craft”. Pertanto l’ azienda fa sapere di aver “in queste ore già riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema “. Riattivati i tutor sulle autostrade per il controesodo Secondo quanto scrive Aspi, “la sentenza di appello fa seguito a ben 4 sentenze a favore di Autostrade per l’ Italia e che il sistema Tutor era stato sviluppato e finanziato per decine di milioni di euro dalla società e affidato in comodato gratuito alla Polizia Stradale”. La riattivazione consente quindi “la messa a disposizione” del sistema “in tempi brevi alla Polizia Stradale al fine di potenziare i controlli già in essere sulla rete tramite l’ attuale sistema SICVe-PM”, spiega la nota. Tutor in autostrada, a breve il ripristino del sistema Autostrade per l’ Italia comunica che, in coordinamento con la stessa Polstrada, conta di “poter attivare controlli della velocità media su circa 1000 km di tratte entro i giorni del controesodo”. “La sentenza della Cassazione – scrive ancora Aspi – dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive”. “La sentenza dimostra inoltre la determinazione di Aspi ad operare nel rispetto delle regole e a tutela della sicurezza stradale. Autostrade per l’ Italia ricorda infine che la sua rete è l’ unica al mondo con un sistema di controllo della velocità media diffuso e sviluppato dal gestore stesso” Codacons: “I tutor tornino subito su tutta la rete autostradale” Tra i primi a commentare la notizia c’ è il Codacons , che plaude alla pronuncia della Cassazione. “In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta u n’ ottima notizia : questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori”, fa sapere in una nota l’ associazione dei consumatori. Proprio alla luce di questa funzione di evidente, pubblica utilità, l’ Associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale. La denuncia dell’ imprenditore: “Così Autostrade mi ha copiato il Tutor”

Studio Cataldi, 17/08/2019 15:55
Tutor autostrade riattivati dopo via libera Cassazione
di Redazione – Dopo il via libera della Cassazione alla fine è Autostrade per l’ Italia a vincere la battaglia sui Tutor. La Suprema Corte infatti ha cancellato la sentenza di appello che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione del brevetto di Craft”, ritenendo “del tutto infondati i motivi” avanzati dalla Corte di Appello il 10 aprile 2018, con i quali “aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media, cosiddetto Tutor, violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft e dovesse essere rimosso”. A darne comunicazione l’ Aspi in una nota, riferendo che l’ azienda in queste ore ha già provveduto a riattivare le squadre per la reinstallazione del sistema. Tutor riattivati La sentenza della Cassazione Codacons: estendere il sistema a tutte le tratte Tutor riattivati [ Torna su ] La sentenza di appello, si legge nella nota, “fa seguito a ben 4 sentenze a favore di Autostrade per l’ Italia e – si ricorda – che il sistema Tutor era stato sviluppato e finanziato per decine di milioni di euro dalla società e affidato in comodato gratuito alla Polizia Stradale”. Con la riattivazione, spiega Aspi, viene consentita “la messa a disposizione” del sistema “in tempi brevi alla Polizia Stradale al fine di potenziare i controlli già in essere sulla rete tramite l’ attuale sistema SICVe-PM. Si conta infatti, in coordinamento con la Polizia Stradale stessa, di poter attivare controlli della velocità media su circa 1000 km di tratte entro i giorni del controesodo”. La sentenza della Cassazione [ Torna su ] La sentenza della Cassazione, precisa la nota Aspi, “dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive. La sentenza dimostra inoltre la determinazione di Aspi ad operare nel rispetto delle regole e a tutela della sicurezza stradale. Autostrade per l’ Italia ricorda infine che la sua rete è l’ unica al mondo con un sistema di controllo della velocità media diffuso e sviluppato dal gestore stesso”. Codacons: estendere il sistema a tutte le tratte [ Torna su ] Il Codacons esulta per la pronuncia degli Ermellini che “ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor: la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete” scrive in una nota l’ associazione. “In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità – prosegue la nota – e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori”. Da qui la richiesta di “estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale”.

Vicenza Today, 17/08/2019 15:48
Reddito di cittadinanza, come funziona davvero la “macchina dei controlli”
a contribuire all’ efficacia dei controlli contro i “furbetti del reddito” sono tre attori: l’ agenzia delle entrate, l’ ispettorato nazionale del lavoro e le fiamme gialle. come funziona la macchina dei controlli, sia pre che post erogazione del sussidio”
Come stanno davvero le cose per quel che riguarda i controlli sul reddito di cittadinanza: quanto sono accurati? E come sono organizzati? Le notizie sui casi di “furbetti del reddito” giungono a cadenza regolare, ma il tema è tornato di stretta attualità dopo che Tridico (Inps) ha spiegato: “La Guardia di Finanza ha a disposizione 600mila beneficiari da noi forniti, di questi esaminerà i profili di rischio, cioè ne individuerà una piccola parte” che potrebbe essere oggetto di controlli. Il controllo contro i furbetti del reddito di cittadinanza, almeno in linea teorica, è addirittura “triplo”: ecco perché. Ma Tridico ha anche specificato che i controlli fatti alla radice, dall’ Inps stesso, sono stati “massivi e preventivi” e “la loro efficacia è dimostrata dal fatto che più di un quarto delle domande è stato respinto”. Su 1.491.935 domande di Reddito di cittadinanza presentate al 31 luglio 922.487 sono state accolte e quasi 400mila respinte e circa 170mila in evidenza per ulteriore attività istruttoria. La percentuale di domande respinte è attualmente al 26,8%. Ma chi ha effettuato i controlli? Il sistema opera in maniera molto articolata. A contribuire all’ efficacia dei controlli sono più attori: l’ agenzia delle Entrate, l’ Ispettorato nazionale del lavoro, la guardia di Finanza più altre autorità di controllo. Possiamo suddividere il discorso “controlli reddito di cittadinanza” in tre differenti capitoli. Da una parte ci sono 600mila i nominativi ora in mano alle Fiamme Gialle (che potrebbe, risorse permettendo, fare controlli a tappeto a questo punto). La Guardia di Finanza esaminerà i profili di rischio. L’ Inps invece si occupa delle verifiche preventive, in altre parole deve valutare se il nucleo familiare abbia i requisiti necessari per poter presentare domanda di accesso al Rdc, come specificato anche poco tempo fa da una circolare dell’ Ispettorato nazionale del lavoro. Infine i controlli “post-erogazione” del sussidio toccano al’ Ispettorato nazionale del lavoro. Una volta che il reddito di cittadinanza è stato assegnato e la card è stata ricaricata, l’ Ispettorato nazionale del lavoro deve accertarsi, ad esempio, che non ci sia svolgimento di prestazioni di lavoro “in nero” da parte dei soggetti appartenenti ad un nucleo familiare beneficiario del sussidio. La circolare dell’ Ispettorato nazionale del lavoro ha anche chiarito il caso della omessa comunicazione delle variazioni di reddito e patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari. Per questa fattispecie, che si verifica dopo la concessione del beneficio, la legge prevede la reclusione da uno a tre anni. Affinché si configuri questo reato, precisa l’ Inl, “non rileva lo svolgimento in sé di un’ attività lavorativa che risulta compatibile, in termini generali, con la fruizione del Rdc quanto, piuttosto, l’ omessa comunicazione del reddito percepito che avrebbe potuto comportare, ove correttamente comunicato, la riduzione o addirittura il venir meno del beneficio. Nell’ ambito delle verifiche di competenza dell’ Inl, il personale ispettivo potrà pertanto rilevare la commissione del reato con riguardo alla sola ipotesi dell’ omessa comunicazione delle ‘variazioni del reddito ()’ che, verosimilmente, può realizzarsi con maggior frequenza nei casi di prestazioni di lavoro ‘nero’ o ‘grigio'”. “Il reddito di cittadinanza è, almeno stando ai numeri, un ‘flop'”. Lo afferma il Codacons, alla luce dei dati diffusi dall’ Inps. Al momento, rileva l’ associazione dei consumatori, “sono state presentate solo 1,4 milioni di domande, e i beneficiari la cui richiesta è stata accolta sono circa 900mila: numeri lontanissimi dalle previsioni iniziali del governo Lega-M5S, secondo cui gli italiani destinatari del reddito di cittadinanza sarebbero stati 2,7 milioni”. In pratica, rileva il Codacons, “stando ai numeri, al momento solo 1 cittadino su 3 avente diritto al reddito beneficerà realmente della misura”. “Poco, troppo poco: il dato attesta come il sussidio sia un flop e non abbia fatto breccia tra gli italiani, nemmeno tra coloro che hanno i requisiti per richiederlo”, avverte. Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “farebbe bene il prossimo governo e studiare con maggiore attenzione le misure economiche a sostegno delle famiglie, ma soprattutto a mettere al primo posto l’ esigenza di evitare l’ incremento Iva del 2020, sciagura che danneggerebbe una platea enorme di italiani e produrrebbe effetti catastrofici sui consumi, sul commercio, sull’ occupazione e sull’ economia nazionale. (da Today.it ) ” Potrebbe interessarti: http://www.today.it/economia/reddito-cittadinanza-controlli-verita.html Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Todayit/335145169857930.

Roma Today, 17/08/2019 14:51
Scuola, per libri e corredo rischio stangata per le famiglie: i costi e i consigli per risparmiare
sta per abbattersi sulle tasche delle famiglie italiane la consueta “stangata” di settembre legata all’ acquisto di libri e corredo scolastico
. Lo afferma il Codacons , che fornisce come ogni anno i dati ufficiali sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico.”Nei negozi e nei supermercati di tutta Italia già da giorni è comparso tutto l’ occorrente per la scuola” – spiega l’ associazione – “Si va da diari e quaderni “low cost” a zaini e astucci griffatissimi con le marche del momento, sempre più richieste dai giovanissimi. In base alle prime stime del Codacons per il corredo scolastico griffato (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) i prezzi al dettaglio, rispetto al 2018, registrano quest’ anno un incremento medio del +2,5%, con le marche più richieste dai giovani – legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi – che hanno ritoccato al rialzo i listini. Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge facilmente i 140 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva a 40 euro” – analizza il Codacons.Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario,”che supera i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2019/2020 quota 533 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. In particolare per dizionari e testi scolastici vari il Codacons prevede un ulteriore ritocco al rialzo dei listini rispetto al 2018, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente”.Tuttavia- spiega l’ associazione- anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli utili diffusi dal Codacons. Non inseguite le mode. In questi giorni tutte le televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola. Allontanateli dalla TV e non fatevi condizionare dal mercato pubblicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. Supermercato? Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti “civetta”. Vengono venduti beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene, acquistando solo i prodotti civetta! Poi cambiate supermercato! Rinviate gli acquisti. Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. Aspettate i professori. Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. Offerte promozionali e kit a prezzo fisso. Ben vengano! Possono essere convenienti. Se non sono frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni caso l’ acquisto, dando la preferenza al trolley).

Vicenza Today, 17/08/2019 14:47
Tutor, via libera della Cassazione alla riattivazione: “Torna maggiore sicurezza”
cancellata la sentenza d’ appello sulla violazione del brevetto della craft da parte di autostrade per l’ italia ritenendo i motivi “infondati”. soddisfatto il codacons. le squadre sono già al lavoro per reinstallare il sistema.
Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione, che ha fatto chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor confermando la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia: la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete. “In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità – sottolinea il Codacons – la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori”. “Proprio alla luce di questa funzione di evidente, pubblica utilità – conclude il Codacons – l’ associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale”.

Riviera 24, 17/08/2019 14:29
“Tutor” sulle tratte autostradali, il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione
«si è rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità»
Genova. Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione , che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor confermando la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia: la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete. «In un paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori. Proprio alla luce di questa funzione di evidente, pubblica utilità, l’ Associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale» – dichiara il Codacons.

Report Tv, 17/08/2019 13:50
Codacons su Tutor e sicurezza stradale
tutor, torna maggiore sicurezza anche sulle strade della campania: dopo la sentenza della cassazione riattivare i tutor subito su tutta
LA RETE ED ESTENDERE IL SISTEMA A TUTTE LE TRATTE ANCORA TROPPI I MORTI PER ECCESSO DI VELOCITÁ: IL TUTOR GRANDE RISULTATO DELLA CONSULTA PER LA SICUREZZA ASPI Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione, che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor confermando la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia: la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete. In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori. Proprio alla luce di questa funzione di evidente, pubblica utilità, l’ Associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale.Ti è piaciuto l’ articolo? Vuoi scriverne uno anche tu? Inizia da qui!

giornaledisicilia.it, 17/08/2019 13:42
Scuola, è in arrivo la classica stangata per libri e corredo
sta per abbattersi sulle tasche delle famiglie italiane la consueta
“stangata” di settembre legata all’ acquisto di libri e corredo scolastico . Lo afferma il Codacons, che fornisce come ogni anno i dati ufficiali sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico.”Nei negozi e nei supermercati di tutta Italia già da giorni è comparso tutto l’ occorrente per la scuola – spiega l’ associazione – Si va da diari e quaderni ‘low cost’ a zaini e astucci griffatissimi con le marche del momento, sempre più richieste dai giovanissimi. In base alle prime stime del Codacons per il corredo scolastico griffato (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) i prezzi al dettaglio, rispetto al 2018, registrano quest’ anno un incremento medio del +2,5%, con le marche più richieste dai giovani – legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi – che hanno ritoccato al rialzo i listini. Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge facilmente i 140 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva a 40 euro – analizza il Codacons – Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che supera i 20 euro per le marche più note”.L’ esborso per il materiale scolastico completo “raggiungerà durante l’ anno scolastico 2019/2020 quota 533 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola”.In particolare per dizionari e testi scolastici vari il Codacons prevede un ulteriore ritocco al rialzo dei listini rispetto al 2018, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente. AGI© Riproduzione riservata.

Il Vostro Giornale, 17/08/2019 13:36
Riattivazione tutor, il Codacons esulta: “Torna maggiore sicurezza sulle strade della Liguria”
“ancora troppi i morti per eccesso di velocità: il sistema di controllo elettronico è un grande risultato della consulta per la sicurezza aspi”
Liguria . Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione, che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor confermando la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia: la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete. “In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori” dicono dal Codacons Liguria. “Proprio alla luce di questa funzione di evidente, pubblica utilità, l’ Associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale” concludono dal Codacons. Altre notizie di Savona massima attenzione Comitato per la Sicurezza, l’ assessore Levrero: “Proseguiamo il controllo a tappeto su tutto il territorio” abbandono di minore Savona, bimba di 7 anni lasciata chiusa in auto: interviene la polizia, denunciata la madre stimata e conosciuta Lutto per la scomparsa dell’ ex insegnante Giovanna “Pupi” Rolandi sos animali Raro esemplare di piro piro boschereccio soccorso a Savona dall’ Enpa Dalla Home abbandono di minore Savona, bimba di 7 anni lasciata chiusa in auto: interviene la polizia, denunciata la madre Voglia di tempo libero Sport, enogastronomia, mercatini e spettacoli: un emozionante fine settimana di eventi in provincia stimata e conosciuta Lutto per la scomparsa dell’ ex insegnante Giovanna “Pupi” Rolandi Strazio Da Cosseria a Plodio una fiaccolata di luci e lacrime in ricordo di Alessandro.

Genova24, 17/08/2019 13:13
Tutor sulle strade della Liguria, la soddisfazione del Codacons: ‘Torna maggiore sicurezza’
genova.il codacons esulta per la pronuncia della corte di cassazione, che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della
Genova. Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione, che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor confermando la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia: la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete.In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori.Proprio alla luce di questa funzione di evidente, pubblica utilità, l’ Associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale.

Agenzia Giornalistica Opinione, 17/08/2019 13:10
codacons * TUTOR: « ANCHE SULLE STRADE DEL TRENTINO DOPO LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE ESTENDERE IL SISTEMA A TUTTE LE TRATTE, TROPPI I MORTI PER ECCESSO DI VELOCITÁ »
il codacons esulta per la pronuncia della corte di cassazione, che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media tutor confermando la correttezza del comportamento di autostrade per l’ italia: la suprema corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad autostrade per l’ italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo
Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione, che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor confermando la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia: la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete.In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori.Proprio alla luce di questa funzione di evidente, pubblica utilità, l’ Associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale.

Meteo , 17/08/2019 12:55
Clima, il Codacons: “Il viaggio di Greta ha troppe incongruenze”
il codacons esprime le proprie perplessità in merito al viaggio di greta, “ha troppe incongruenze” da antonella petris 17 agosto 2019 14:54 a cura di antonella petris 17 agosto 2019 14:54
“Il viaggio dell’ attivista svedese Greta Thunberg per il summit sul Clima di New York è stato presentato come ‘100% ecosostenibile, a zero emissioni di carbonio’. Eppure, l’ imbarcazione Malizia II, precedentemente utilizzata per regate, tra costruzione precedente e modifiche successive ha raggiunto un costo di produzione di 3,7 milioni di sterline, ovvero 4 milioni di euro. Un costo che non certo un cittadino comune, ma solo una danarosa élite come quella di Pierre Casiraghi, sponsor e membro dell’ impresa, potrebbe permettersi. Eppure, il rampollo del principato potrebbe rappresentare uno degli esponenti che Greta Thunberg accusava il 14 dicembre 2018 – parlando ai leader mondiali: ‘La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi'”. Così il Codacons, in una nota, attacca l’ attivista svedese.”Non solo – aggiunge il Codacons – , i Casiraghi, che sostengono Greta nella scelta di evitare l’ aereo, figurano tra i proprietari della compagnia Moncair – Monaco Helicopter Charter Company. Da una parte difendono l’ ambiente dal volo, dall’ altra – insomma – fanno l’ esatto opposto. Senza contare il pieno sostegno all’ impresa arrivato dallo Yacht Club di Montecarlo, situato in uno dei principali paradisi fiscali – notoriamente cassaforte di ecomafie e multinazionali dell’ inquinamento”.”Un altro tema – prosegue l’ associazione dei consumatori – riguarda le dichiarazioni di principio, apparentemente categoriche ma molto meno solide alla prova dei fatti. Come la dicitura ‘carbon-free’, rivendicata ai quattro venti ma valida solo in navigazione: Malizia afferma che la costruzione di questo tipo di barca da regata necessita di tre tonnellate di fibra di carbonio, stampi per scafo e coperta, una serie di materiali da costruzione e varie resine. Per valutare l’ impatto ecologico di un prodotto, ovviamente, occorre valutare anche costi e materiali di costruzione – e non limitarsi solo a considerarne l’ esercizio”.”Infine – continua il Codacons – i dubbi maggiori riguardano la stessa ragione della traversata: evitare il volo per ridurre l’ impronta ecologica. Un obiettivo solo parzialmente raggiunto: l’ aereo è stato sostituito sì con il vascello monegasco, ma per la sola andata (dell’ equipaggio). Due dei marinai che accompagnano Greta potranno infatti tornare a casa in aereo. Allo stesso modo, è stato annunciato che due membri del Team Malizia II potranno raggiungere New York – sempre per via aerea – con lo scopo di riportare indietro la barca a vela utilizzata per raggiungere il summit newyorchese. Insomma, altro che ‘aerei zero’: di voli intercontinentali ce ne sono, eccome. Ma fanno da contorno e non li nota quasi nessuno”.Carlo Rienzi, presidente del Codacons, paragona l’ iniziativa ‘green’ a quella dell’ ex premier Romano Prodi ” quando nel 2006 utilizzava la Croma di famiglia per le vacanze estive per dimostrare quanto non intendesse pesare sull’ economia dello Stato. La lotta all’ inquinamento e alle mutazioni climatiche “, continua il presidente dell’ associazione, ” si attua giorno per giorno con piccole azioni quotidiane come la raccolta differenziata e rinnovando le proprie abitudini giornaliere in un modo diverso da quello al quale i consumatori sono abituati. In questo modo possiamo evitare di affidarci agli improbabili messaggi ecologici partoriti da uno dei tanti magnati dell’ industria – in questo caso patron pure di una compagnia di elicotteri. Soffermandosi sul messaggio e il personaggio dal quale proviene, non emerge un tenue sapore di presa in giro?”.
da antonella petris

Il Dispaccio, 17/08/2019 12:53
Cariati, cumuli di rifiuti in strada. Il Codacons: “Con il caldo salute in pericolo”
Oramai i rifiuti lasciati per strada ed i sacchi indifferenziati abbandonati non risparmiano neanche le vie del centro. Uno spettacolo vergognoso proprio in quella che è conosciuta come una delle perle dello jonio calabrese. Durissimo il Codacons nel denunciare l’ incuria ed il degrado a Cariati. Una situazione che umilia i Cittadini e che lascia sgomenti i turisti. Il Codacons ha provveduto a diffidare l’ amministrazione comunale «richiedendo la pulizia immediata delle strade». Se lunedì la situazione rimarrà inalterata, provvederemo a formalizzare una denuncia per interruzione di pubblico servizio. C’ è il rischio di allarme sanitario per colpa dei rifiuti abbandonati sotto il sole. Infatti l’ immondizia nelle strade determina scarsa igiene che può portare a malattie infettive. Una vera e propria emergenza della spazzatura, che evidentemente è stata sottovalutata dall’ amministrazione comunale. Ci vengono segnalate – continua il Codacons – squadre di topi che assaltano i sacchi di rifiuti e questo lascia ipotizzare un problema importante per la diffusione di malattie. Intanto la situazione è destinata a peggiorare, senza un immediato intervento di bonifica. Per questo l’ emergenza deve essere risolta immediatamente- conclude la nota del Codacons – caso contrario saremo costretti a presentare una denuncia in Procura.

Citta della Spezia, 17/08/2019 12:38
Liguria – Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione sulla questione del …
Liguria – Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor. Per l’ associazione: “Si conferma la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia: la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete. In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori”. “Proprio alla luce di questa funzione – si legge in una nota -di evidente, pubblica utilità, l’ Associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare con l’ ausilio della tecnologia il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale”. Sabato 17 agosto 2019 alle 12:29:10 Redazione.

giornaledimonza.it, 17/08/2019 12:32
Autostrade: via libera ai tutor, sistema riattivato per il controesodo VIDEO
il sistema finora ha permesso di ridurre del 70% il numero dei morti sulla rete stradale.
(ACCENDI L’ AUDIO E GUARDA IL VIDEOSERVIZIO DI SKY) A volte ritornano: è il caso dei tutor che verranno riattivati sulle autostrade, conseguenza questa della decisione della Cassazione che ha ritenuto del tutto infondati i motivi che avevano portato alla loro rimozione. Via libera ai tutor Una sentenza della Corte di Appello di Roma nell’ aprile dello scorso anno aveva infatti imposto lo spegnimento del sistema di rilevamento della velocità media per violazione delle norme relative alla proprietà intellettuale. Per i giudici di secondo grado Autostrade per l’ Italia aveva copiato il brevetto di una ditta Toscana (la Craft). Sistema riattivato A distanza di poco più di un anno invece a spuntarla è proprio Autostrade. La Cassazione ha così messo fine a una battaglia legale iniziata nel 2006 e anche il Codacons esulta per la pronuncia e chiede di estendere immediatamente il sistema a tutte le tratte autostradali, perché per l’ Associazione dei Consumatori questo strumento si è rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti. Leggi anche: Risveglio con le fiamme per i residenti della Cascina ai Prati I dati non mentono: funziona I dati forniti da Autostrade sembrano confermarlo: il sistema installato a partire dal 2004 lungo le tratte a maggior rischio di eccesso di velocità su 2500 chilometri di autostrade ha permesso – si legge in una nota – di ridurre del 70% il numero dei morti sulla rete autostradale. Controesodo sulle autostrade Squadre di addetti sono già al lavoro in coordinamento con la Polizia stradale, Autostrade conta di riuscire a riattivare tutor e controlli della velocità media per circa 1000 chilometri di tratte entro i giorni del previsto controesodo.

Foggia Today, 17/08/2019 12:07
Riecco i tutor in autostrada: la Cassazione ribalta la sentenza. Il Codacons: “Grande risultato per la sicurezza”
cancellata la sentenza d’ appello sulla violazione del brevetto della craft da parte di autostrade per l’ italia. l’ associazione chiede di estendere immediatamente il sistema tutor a tutte le tratte autostradali
Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione , che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor confermando la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia: la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete. “In un Paese come il nostro – dichiarano i vertici dell’ associazione – che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori”. Proprio alla luce di questa funzione di evidente, pubblica utilità, l’ Associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale.

Tutt’Oggi, 17/08/2019 11:35
Tutor “riaccesi”, il Codacons: subito anche in Umbria
dopo la sentenza della cassazione che legittima l’ utilizzo dei rilevatori della velocità media
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ilmattino.it, 17/08/2019 11:00
Rifiuti, no di Ama ai ricorsi anti-Tari: «Colpa dei romani»
I sacchetti della spazzatura che tracimano dai cassonetti? Lo slalom sui marciapiedi tra il pattume fetido? Colpa (anche) dei romani. E dunque, niente rimborso della Tari. È questa in sostanza la linea di difesa dell’ Ama, la partecipata del Campidoglio che in queste settimane di crisi dei rifiuti si prepara a fronteggiare le lettere di protesta dei cittadini che vogliono riavere indietro i soldi delle bollette. Soldi sborsati per un servizio che, nei fatti, non c’ è o non c’ è stato. A qualcuno è già arrivata una risposta in carta bollata dalla società comunale. Una chiusura netta all’ ipotesi del rimborso, che traspare fin dalle prime righe: «Non risultano sussistenti i presupposti per l’ applicazione della richiesta di riduzione tariffaria». Motivo? «Eventuali e occasionali criticità», scrive la municipalizzata, «sono da ricollegare non alle attività svolte dall’ Ama quanto, piuttosto, a contingenti problematiche connesse all’ intero ciclo di gestione dei rifiuti, nonché, in alcuni casi, al non corretto conferimento dei rifiuti medesimi da parte dell’ utenza». Insomma, sarebbero i romani a sbagliare quando gettano l’ immondizia, perché l’ Ama è convinta di aver fatto tutto a regola d’ arte. Senza colpe. C’ è scritto ancora nelle lettere spedite a luglio: «Ama è costantemente impegnata a garantire il continuo e regolare svolgimento del servizio di raccolta». Le «criticità», invece, sono responsabilità di altri. A partire «dall’ utenza». I RECLAMI Utenza che però si lamenta, eccome. E a ragione. L’ anno scorso, prima ancora che la crisi si acutizzasse con i disservizi record di giugno e luglio, ai centralini della partecipata erano arrivate 550.666 chiamate di protesta. Il 45% in più dell’ anno prima. Solo nelle settimane dell’ emergenza, si è arrivati a sfiorare i 100mila reclami. Che in parte si stanno tramutando in richieste di rimborso. Quasi 2mila i cittadini che stanno aderendo, tra il Codacons (da solo conta 500 richieste) e i vari comitati civici e di quartiere. «In 400 ci hanno contattato per i ricorsi, i nostri legali sono al lavoro», spiega Emma Amiconi, della rete Tutti per Roma. All’ Ama è già arrivato un antipasto con oltre 200 richieste di indennizzo notificate. La linea della società, però, è quella del niet. «Abbiamo ricevuto tutti una risposta uguale alla nostra class action, ma andiamo avanti», spiega Maria Teresa De Bellis, sul gruppo Prati in azione. Ama sa che servirà altro per smorzare le proteste. Un mese fa è stato allestito un pool speciale per provare a domare l’ onda delle cause, per guidarlo è stato assoldato Mario Cicala, ex presidente della Sezione tributaria della Cassazione. «Comprendiamo i disagi, ma non è accettabile che qualche associazione minacci una class action», ha spiegato la presidente di Ama, Luisa Melara. Sarebbe a rischio «la sostenibilità economica della gestione dei servizi», ha fatto sapere l’ ad Paolo Longoni. L’ APERTURA Pensare che il Campidoglio, invece, ha aperto alla possibilità dei rimborsi. Il presidente della Commissione Bilancio, il grillino Marco Terranova, su queste colonne il 17 luglio aveva dichiarato: «Quando c’ è un diritto, il diritto si rispetta, è un segnale di sensibilità istituzionale. Sui rifiuti dobbiamo recuperare la situazione d’ emergenza e tenere la città pulita, in asse con le altre istituzioni. Ma credo siano necessari anche segnali istituzionali». Come il rimborso? «Sì, assolutamente», diceva l’ esponente 5 Stelle che guida la Commissione Finanze. Ma all’ Ama, evidentemente, sono di diverso avviso.

Today, 17/08/2019 10:39
Reddito di cittadinanza, come funziona davvero la “macchina dei controlli”
a contribuire all’ efficacia dei controlli contro i “furbetti del reddito” sono tre attori: l’ agenzia delle entrate, l’ ispettorato nazionale del lavoro e le fiamme gialle. come funziona la macchina dei controlli, sia pre che post erogazione del sussidio
Reddito di cittadinanza e controlli : come stanno davvero le cose. Le notizie sui casi di ” furbetti del reddito ” giungono a cadenza regolare, ma il tema è tornato di stretta attualità dopo che Tridico (Inps) ha spiegato: “La Guardia di Finanza ha a disposizione 600mila beneficiari da noi forniti, di questi esaminerà i profili di rischio, cioè ne individuerà una piccola parte” che potrebbe essere oggetto di controlli. Il controllo contro i furbetti del reddito di cittadinanza , almeno in linea teorica, è addirittura “triplo”: ecco perché. Reddito di cittadinanza: come funzionano i controlli Ma Tridico ha anche specificato che i controlli fatti alla radice , dall’ Inps stesso, sono stati “massivi e preventivi” e “la loro efficacia è dimostrata dal fatto che più di un quarto delle domande è stato respinto”. Su 1.491.935 domande di Reddito di cittadinanza presentate al 31 luglio 922.487 sono state accolte e quasi 400mila respinte e circa 170mila in evidenza per ulteriore attività istruttoria. La percentuale di domande respinte è attualmente al 26,8%. Ma chi ha effettuato i controlli ? Il sistema opera in maniera molto articolata. Reddito di cittadinanza, il controllo è triplo A contribuire all’ efficacia dei controlli sono più attori: l’ agenzia delle Entrate, l’ Ispettorato nazionale del lavoro, la guardia di Finanza più altre autorità di controllo . Possiamo suddividere il discorso “controlli reddito di cittadinanza” in tre differenti capitoli. Da una parte ci sono 600mila i nominativi ora in mano alle Fiamme Gialle (che potrebbe, risorse permettendo, fare controlli a tappeto a questo punto). La Guardia di Finanza esaminerà i profili di rischio. L’ Inps invece si occupa delle verifiche preventive, in altre parole deve valutare se il nucleo familiare abbia i requisiti necessari per poter presentare domanda di accesso al Rdc, come specificato anche poco tempo fa da una circolare dell’ Ispettorato nazionale del lavoro. Infine i controlli “post-erogazione” del sussidio toccano al’ Ispettorato nazionale del lavoro . Una volta che il reddito di cittadinanza è stato assegnato e la card è stata ricaricata, l’ Ispettorato nazionale del lavoro deve accertarsi, ad esempio, che non ci sia svolgimento di prestazioni di lavoro “in nero” da parte dei soggetti appartenenti ad un nucleo familiare beneficiario del sussidio. La circolare dell’ Ispettorato nazionale del lavoro ha anche chiarito il caso della omessa comunicazione delle variazioni di reddito e patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari. Per questa fattispecie, che si verifica dopo la concessione del beneficio, la legge prevede la reclusione da uno a tre anni. Affinché si configuri questo reato, precisa l’ Inl, “non rileva lo svolgimento in sé di un’ attività lavorativa che risulta compatibile, in termini generali, con la fruizione del Rdc quanto, piuttosto, l’ omessa comunicazione del reddito percepito che avrebbe potuto comportare, ove correttamente comunicato, la riduzione o addirittura il venir meno del beneficio. Nell’ ambito delle verifiche di competenza dell’ Inl, il personale ispettivo potrà pertanto rilevare la commissione del reato con riguardo alla sola ipotesi dell’ omessa comunicazione delle ‘variazioni del reddito ()’ che, verosimilmente, può realizzarsi con maggior frequenza nei casi di prestazioni di lavoro ‘nero’ o ‘grigio'”. Codacons: “Il reddito di cittadinanza è un flop” “Il reddito di cittadinanza è, almeno stando ai numeri, un ‘flop'”. Lo afferma il Codacons, alla luce dei dati diffusi dall’ Inps. Al momento, rileva l’ associazione dei consumatori, “sono state presentate solo 1,4 milioni di domande, e i beneficiari la cui richiesta è stata accolta sono circa 900mila: numeri lontanissimi dalle previsioni iniziali del governo Lega-M5S, secondo cui gli italiani destinatari del reddito di cittadinanza sarebbero stati 2,7 milioni”. In pratica, rileva il Codacons, “stando ai numeri, al momento solo 1 cittadino su 3 avente diritto al reddito beneficerà realmente della misura “. “Poco, troppo poco: il dato attesta come il sussidio sia un flop e non abbia fatto breccia tra gli italiani, nemmeno tra coloro che hanno i requisiti per richiederlo”, avverte. Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “farebbe bene il prossimo governo e studiare con maggiore attenzione le misure economiche a sostegno delle famiglie, ma soprattutto a mettere al primo posto l’ esigenza di evitare l’ incremento Iva del 2020, sciagura che danneggerebbe una platea enorme di italiani e produrrebbe effetti catastrofici sui consumi, sul commercio, sull’ occupazione e sull’ economia nazionale”. Reddito di cittadinanza, chi “rischia” il controllo della Guardia di Finanza.

Stylo 24, 17/08/2019 10:27
Da oggi meglio alleggerire il piede sull’ acceleratore
ecco che cosa cambia dopo la sentenza della corte di cassazione che potrebbe ripristinare l’ uso dei tutor sulle autostrade
Tempi duri in vista per gli automobilisti che in autostrada amano pigiare sull’ acceleratore: per i giorni clou del controesodo estivo potrebbero infatti essere riattivati i Tutor su mille chilometri di rete autostradale. La Corte di Cassazione ha cancellato la sentenza di appello che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione del brevetto di Craft. Dando di fatto ragione ad Aspi che ora potrà tornare a utilizzare liberamente la tecnologia che fa funzionare gli apparecchi che rilevano la velocità media, oltre a quella istantanea. La Cassazione, sottolinea Aspi in una nota “ha ritenuto del tutto infondati i motivi per i quali la corte di appello di Roma in data 10 aprile 2018 aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media, cosiddetto Tutor, violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft e dovesse essere rimosso”. Una sentenza che faceva seguito, sottolinea Autostrade, “a ben 4 sentenze a favore di Autostrade per l’ Italia: il sistema Tutor era stato sviluppato e finanziato per decine di milioni di euro dalla società e affidato in comodato gratuito alla polizia stradale”. Il sistema, installato nelle tratte a maggior rischio di eccesso di velocità e che copriva 2500 chilometri di autostrade, aveva permesso, sottolinea Aspi, “di ridurre l’ incidentalità mortale sulle stesse tratte del 50% e con altri interventi realizzati dalla società aveva contribuito, dalla privatizzazione, a ridurre a meno di un quarto l’ incidentalità mortale sulla rete”. La Società Autostrade in queste ore ha già riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema. “Così – spiega – da consentirne la messa a disposizione in tempi brevi alla polizia stradale al fine di potenziare i controlli già in essere sulla rete tramite l’ attuale sistema SICVe-PM. Si conta infatti, in coordinamento con la polizia stradale stessa, di poter attivare controlli della velocità media su circa mille chilometri di tratte entro i giorni del controesodo”. Secondo Autostrade, la sentenza dimostra “la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive”. “La sentenza dimostra inoltre la determinazione di Aspi a operare nel rispetto delle regole e a tutela della sicurezza stradale”. Ora dunque, proprio nei giorni più critici dell’ anno per il traffico sulle autostrade, potrebbe essere riattivata la gran parte del sistema, l’ unico al mondo “diffuso e sviluppato dal gestore stesso”, conclude l’ Aspi, mentre il Codacons esulta: “Finalmente, ora riattivarli subito. Sulle autostrade italiane ci sono ancora troppe vittime”.

Arezzo , 17/08/2019 10:07
Riattivazione del Tutor: la Suprema Corte di Cassazione ha ribaltato la sentenza di appello
il codacons esulta per la pronuncia della corte di cassazione, che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media tutor confermando la correttezza de
La Cassazione ribalta la sentenza-riattivare il Tutor in autostrada Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione , che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor confermando la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia : la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete. In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori. Proprio alla luce di questa funzione di evidente, pubblica utilità, l’ Associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale.

Investire Oggi, 17/08/2019 09:50
Reddito cittadinanza: Inps accolto il 62% delle domande
le domande di reddito di cittadinanza sono state quasi 1,5 milioni al 31 luglio 2019, ma ne sono state respinte circa 400 mila. per il codacons è un flop.
Il reddito di cittadinanza è stato un flop. A sostenerlo è il Codacons di fronte ai dati snocciolati dall’ Inps che evidenziano come il beneficio raggiunge una fascia molto ristretta di popolazione a causa di numerosi paletti e grovigli burocratici che ne impediscono la fruizione, come evidenziato dal numero delle rinunce e dalle domande respinte dall’ Inps. Stando ai dati ufficiali, sono 1.491. 935 le domande di reddito di cittadinanza presentate al 31 luglio: 922.487 sono state accolte, quasi 400.000 respinte e circa 170.000 in evidenza per ulteriore attività istruttoria. E’ quanto comunica l’ Inps, precisando che la percentuale di domande respinte è attualmente al 26,8%. Ad oggi vi sono state 1.025 rinunce, mentre circa 32.000 nuclei sono decaduti dal beneficio. Accolto il 62% delle domande di reddito di cittadinanza Soddisfazione da parte del presidente dell’ Inps Pasquale Tridico : ” Abbiamo ricevuto quasi 1,5 milioni di domande di Reddito di cittadinanza e ne sono state accolte più di 922.000. Ricordo che nella relazione tecnica bollinata dalla Ragioneria Generale dello Stato i nuclei interessati dalla misura sono 1,2 milioni, quindi molto probabilmente il numero dei percettori dovrebbe ancora crescere. I controlli incrociati dell’ Inps con le banche dati collegate sono stati massivi e preventivi rispetto all’ accoglimento delle domande e la loro efficacia è dimostrata dal fatto che più di un quarto delle domande è stato respinto “. I controlli dell’ Inps sulle richieste ” Abbiamo continui contatti con l’ Agenzia delle Entrate, l’ Ispettorato Nazionale del Lavoro, la Guardia di Finanza e le altre Autorità di controllo e l’ azione sinergica delle Amministrazioni dello Stato sta facendo emergere il lavoro nero di chi ha provato comunque a chiedere il reddito di cittadinanza, anche se la maggior parte di chi lavora a nero non fa domanda di Reddito di cittadinanza. In particolare, la Guardia di Finanza ha a disposizione 600.000 beneficiari da noi forniti; di questi esaminerà i profili di rischio, cioè individuerà una piccola parte che, per come selezionata, è anche possibile raggiunga elevate percentuali di irregolarità, ma questo dimostrerà la bontà dei sistemi di individuazione del rischio e di controllo adottati, restando poco rilevante rispetto al totale dei beneficiari. Al momento comunque non ci sono dati. Inoltre – conclude il presidente dell’ Inps – se ci sono state truffe come accade a volte con altre prestazioni, saranno severamente perseguite ai sensi di legge “. Per il Codacons è un flop Il r eddito di cittadinanza è un “flop” , almeno stando ai numeri. Lo afferma il Codacons , alla luce dei dati diffusi dall’ Inps. In pratica – sottolinea il Codacons – al momento solo 1 cittadino su 3 avente diritto al reddito beneficia realmente della misura. Poco, troppo poco: il dato attesta come il sussidio sia un flop e non abbia fatto breccia tra gli italiani, nemmeno tra coloro che hanno i requisiti per richiederlo. ” Farebbe bene il prossimo governo e studiare con maggiore attenzione le misure economiche a sostegno delle famiglie, ma soprattutto a mettere al primo posto l’ esigenza di evitare l’ incremento Iva del 2020, sciagura che danneggerebbe una platea enorme di italiani e produrrebbe effetti catastrofici sui consumi, sul commercio, sull’ occupazione e sull’ economia nazionale “, dichiara il presidente di Codacons, Carlo Rienzi.
carlo rienzi

ilmessaggero.it, 17/08/2019 09:40
Rifiuti, no di Ama ai ricorsi anti-Tari: «Colpa dei romani»
I sacchetti della spazzatura che tracimano dai cassonetti? Lo slalom sui marciapiedi tra il pattume fetido? Colpa (anche) dei romani. E dunque, niente rimborso della Tari. È questa in sostanza la linea di difesa dell’ Ama, la partecipata del Campidoglio che in queste settimane di crisi dei rifiuti si prepara a fronteggiare le lettere di protesta dei cittadini che vogliono riavere indietro i soldi delle bollette. Soldi sborsati per un servizio che, nei fatti, non c’ è o non c’ è stato. A qualcuno è già arrivata una risposta in carta bollata dalla società comunale. Una chiusura netta all’ ipotesi del rimborso, che traspare fin dalle prime righe: «Non risultano sussistenti i presupposti per l’ applicazione della richiesta di riduzione tariffaria». Motivo? «Eventuali e occasionali criticità», scrive la municipalizzata, «sono da ricollegare non alle attività svolte dall’ Ama quanto, piuttosto, a contingenti problematiche connesse all’ intero ciclo di gestione dei rifiuti, nonché, in alcuni casi, al non corretto conferimento dei rifiuti medesimi da parte dell’ utenza». Insomma, sarebbero i romani a sbagliare quando gettano l’ immondizia, perché l’ Ama è convinta di aver fatto tutto a regola d’ arte. Senza colpe. C’ è scritto ancora nelle lettere spedite a luglio: «Ama è costantemente impegnata a garantire il continuo e regolare svolgimento del servizio di raccolta». Le «criticità», invece, sono responsabilità di altri. A partire «dall’ utenza». I RECLAMI Utenza che però si lamenta, eccome. E a ragione. L’ anno scorso, prima ancora che la crisi si acutizzasse con i disservizi record di giugno e luglio, ai centralini della partecipata erano arrivate 550.666 chiamate di protesta. Il 45% in più dell’ anno prima. Solo nelle settimane dell’ emergenza, si è arrivati a sfiorare i 100mila reclami. Che in parte si stanno tramutando in richieste di rimborso. Quasi 2mila i cittadini che stanno aderendo, tra il Codacons (da solo conta 500 richieste) e i vari comitati civici e di quartiere. «In 400 ci hanno contattato per i ricorsi, i nostri legali sono al lavoro», spiega Emma Amiconi, della rete Tutti per Roma. All’ Ama è già arrivato un antipasto con oltre 200 richieste di indennizzo notificate. La linea della società, però, è quella del niet. «Abbiamo ricevuto tutti una risposta uguale alla nostra class action, ma andiamo avanti», spiega Maria Teresa De Bellis, sul gruppo Prati in azione. Ama sa che servirà altro per smorzare le proteste. Un mese fa è stato allestito un pool speciale per provare a domare l’ onda delle cause, per guidarlo è stato assoldato Mario Cicala, ex presidente della Sezione tributaria della Cassazione. «Comprendiamo i disagi, ma non è accettabile che qualche associazione minacci una class action», ha spiegato la presidente di Ama, Luisa Melara. Sarebbe a rischio «la sostenibilità economica della gestione dei servizi», ha fatto sapere l’ ad Paolo Longoni. L’ APERTURA Pensare che il Campidoglio, invece, ha aperto alla possibilità dei rimborsi. Il presidente della Commissione Bilancio, il grillino Marco Terranova, su queste colonne il 17 luglio aveva dichiarato: «Quando c’ è un diritto, il diritto si rispetta, è un segnale di sensibilità istituzionale. Sui rifiuti dobbiamo recuperare la situazione d’ emergenza e tenere la città pulita, in asse con le altre istituzioni. Ma credo siano necessari anche segnali istituzionali». Come il rimborso? «Sì, assolutamente», diceva l’ esponente 5 Stelle che guida la Commissione Finanze. Ma all’ Ama, evidentemente, sono di diverso avviso. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

lastampa.it, 17/08/2019 07:56
Tornano i Tutor, Autostrade vince in Cassazione
i giudici danno ragione al concessionario nella disputa con craft: ‘nessuna contraffazione, le due società usano sistemi diversi’
MILANO. Alzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute di questa vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, l’ attuale Premier. Nella sentenza dello scorso 14 agosto la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello adottato da Autostrade per l’ Italia (Aspi) «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfazione da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In una nota degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1.000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2.500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio».
fabio poletti

lanuovaferrara.it, 17/08/2019 07:24
Tornano i Tutor, Autostrade vince in Cassazione
I giudici danno ragione al concessionario nella disputa con Craft:’Nessuna contraffazione, le due società usano sistemi diversi’ fabio poletti 16 Agosto 2019 MILANO. Alzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute di questa vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, l’ attuale Premier. Nella sentenza dello scorso 14 agosto la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello adottato da Autostrade per l’ Italia (Aspi) «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfazione da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In una nota degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1.000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2.500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio».
fabio poletti

Il Gazzettino, 17/08/2019 06:21
`La Cassazione ribalta il verdetto: su mille chilometri di rete tornano le telecamere per controllare la velocità
il ripristino dell’ occhio elettronico previsto intorno al 20 agosto prima del rientro cancellata la sentenza della corte di appello di roma aspi non ha violato le norme sulle proprietà intellettuale la cassazione ribalta il verdetto: su mille chilometri di rete tornano le telecamere per controllare la velocità
IL CASO ROMA La Cassazione mette fine alla guerra dei Tutor dando ragione ad Autostrade per l’ Italia. Si chiude così un lungo contenzioso giudiziario, iniziato più di un decennnio fa e sulle tratte stradali gestiti dal gruppo che fa capo alla famiglia Benetton tornano, giusto in tempo per il controesodo estivo, i controlli della velocità. Ambienti vicino alla società fanno sapere che la riattivazione è prevista intorno al 20 agosto, poco prima dei giorni da bollino osso per il rientro dalle vacanze. Il sistema di telecamere che monitora il rispetto dei limiti era stato spento lo scorso aprile da una sentenza della Corte di appello di Roma. I giudici avevano ritenuto infattiche il sistema di controllo della velocità media, ribattezzato Tutor, violasse un brevetto di proprietà della società toscana Craft e dovesse quindi essere rimosso. IL VERDETTO Ieri invece Autostrade per l’ Italia ha anunciato che la Cassazione ha ribaltato il giudizio e ritenuto «del tutto infondati» i motivi per i quali il tribunale aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della Craft e dovesse quindi essere rimosso. Il gestore delle rete autostradale ha ricordato che il verdetto di appello «faceva seguito a ben 4 sentenze a favore di Autostrade per l’ Italia e che il sistema Tutor era stato sviluppato e finanziato per decine di milioni di euro dalla società e affidato in comodato gratuito alla Polizia Stradale». Il sofisticato meccanismo di telecamere, in grado di verificare la velocità media e quindi il rispetto dei limiti imposti dal codice, dei veicoli che transitano su un certo tratto di autostrada, era stato installato nelle tratte a maggior rischio di eccesso di velocità, quindi su tutte le direttrici più trafficate, e copriva circa 2500 km. Il sistema, ha sottolineato ancora ieri Autostrade, «aveva permesso di ridurre l’ incidentalità mortale sulle stesse tratte del 50% e unitamente ad altri interventi realizzati dalla società, aveva contribuito, dalla privatizzazione, a ridurre di un quarto l’ incidentalità mortale sulla rete». SQUADRE AL LAVORO La società che in Italia gestisce circa 3mila chiloemtri di tratte a pdaggio ha fatto quindi saper di aver «già riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema, così da consentirne la messa a disposizione in tempi brevi alla Polizia Stradale al fine di potenziare i controlli già in essere sulla rete». Autostrade conta infatti, in coordinamento con la Polizia Stradale, di poter attivare controlli della velocità media su circa 1000 km di tratte entro i giorni del controesodo, per poi estenderli anche alle altre tratte dove erano già attivi prima del blocco. LE ACCUSE «La sentenza della Cassazione – afferma ancora il gestore – dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive. La sentenza dimostra inoltre la determinazione di Aspi ad operare nel rispetto delle regole e a tutela della sicurezza stradale. Autostrade per l’ Italia ricorda infine che la sua rete è l’ unica al mondo con un sistema di controllo della velocità media diffuso e sviluppato dal gestore stesso». LE TRATTE Il Codacons esulta per la pronuncia della Cassazione e chiede di «estendere immediatamente il sistema a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare il controesodo». «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori», afferma l’ associazione dei consumatori. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
jacopo orsini

Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 17/08/2019 05:39
Discarica a ridosso del depuratore
Santa Caterina Una discarica a cielo aperto a ridosso dell’ impianto di depurazione, ubicato in contrada Miloti. A lanciare l’ allarme è il Codacons che ha depositato una denuncia alla Procura della Repubblica di Catanzaro, chiedendone l’ intervento. Materassi abbandonati, televisori, lavatrici, frigoriferi ma anche fusti in metallo, pneumatici, oggetti d’ arredo e una vera e propria montagna di sacchetti di plastica colmi di immondizia che fanno bella mostra di sé in quel sito, già oggetto di sequestro. «Questo è lo spettacolo che i turisti e la cittadinanza intera possono “ammirare” – afferma Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale dell’ associazione, che ha sottoscritto la denuncia – grazie alla mancanza di rispetto delle più elementari norme civili da parte di alcuni e al disinteresse di molti. È inaccettabile che tanto degrado non abbia imposto immediati interventi di bonifica – dichiara Di Lieto – e lo è ancor di più che si riduca una zona del paese in una gigantesca pattumiera». Immediatamente dopo l’ uscita della notizia della denuncia del Codacons, l’ amministrazione comunale è intervenuta per correggere lo stato di degrado dei luoghi attraverso un importante lavoro di bonifica, rimuovendo la discarica abusiva. «Vorremmo ricordare, però – ha dichiarato il sindaco Francesco Severino – che l’ amministrazione da me guidata, sin dal primo giorno, si è dimostrata sensibile a valori quali la salubrità dell’ ambiente e il rispetto del territorio e lo testimoniano le partecipate giornate ecologiche di volontariato promosse nel corso di questi mesi». le.va. Il Comune corre ai ripariper eliminare il degradocon un’ opera di bonifica.

Corriere della Sera, 17/08/2019 05:06
il caso
La Cassazione fa ritornare i Tutor sulle autostrade
la corte: sui sistemi di controllo non ci fu nessuna violazione del brevetto
A sospendere il servizio Tutor sulle autostrade italiane un anno fa era stata la sentenza di un tribunale. Ora un’ altra sentenza, questa volta della Corte di Cassazione, lo ha ripristinato. Così nella guerra dei sistemi informatici, che consentono di punire gli automobilisti che superano i limiti di velocità, a spuntarla è stata Autostrade per l’ Italia. Al termine di una lunghissima querelle giuridica, iniziata nel 2006. La Corte di Cassazione ha infatti ritenuto del tutto infondati i motivi per i quali la Corte d’ Appello di Roma, il 10 aprile 2018, aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media, cosiddetto Tutor, violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft e dovesse essere rimosso. In sostanza, la suprema corte ha ritenuto che non si possano «brevettare» le formule matematiche e che il sistema utilizzato da Autostrade per l’ Italia fosse diverso da quello della società Craft. Aspi (la concessionaria del gruppo Atlantia, in mano ai Benetton) ha già riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema, per consentirne la messa a disposizione in tempi brevi. «Per riattivarlo c’ è bisogno dei normali tempi tecnici. Come il controllo informatico, che va fatto assieme alla polizia stradale. Dobbiamo assicurarci che tutto funzioni. È questione di giorni» fanno sapere da Autostrade. Il sistema dovrebbe tornare a essere operativo per il controesodo, nel periodo compreso tra l’ ultima settimana di agosto e la prima di settembre. Saranno «coperti» circa 1.000 chilometri di tratte. Senza entrare in complesse questioni tecnico-giuridiche, occorre però precisare che la riattivazione riguarda il sistema denominato SICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità), detto anche semplicemente Tutor, che era stato introdotto in Italia nel 2004. Dal 2018, cioè da quando la Corte d’ Appello di Roma ne aveva decretato lo spegnimento, era comunque attivo un altro sistema, chiamato SICVE-PM. Con il funzionamento di entrambi aumenteranno i chilometri delle tratte controllate: circa 2.500. Società Autostrade mette a disposizione il sistema informatico che permette di leggere la targa e registrare i tempi di percorrenza. Ma è la Polstrada a decidere come e quando effettuare i controlli. Il gruppo Autostrade per l’ Italia ricorda che la sentenza di Appello faceva seguito a 4 sentenze a loro favore e che il sistema Tutor era stato sviluppato e finanziato con decine di milioni di euro dalla società e affidato in comodato gratuito alla Polizia stradale. Sempre secondo i dati di Aspi, «l’ impiego dei tutor ha ridotto del 70 per cento il numero dei morti sulla rete autostradale, grazie a una diminuzione del 25 per cento della velocità di picco e del 15 per cento di quella media». Soddisfatto per la pronuncia della Cassazione il Codacons: «In un Paese come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incident, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia».
agostino gramigna

Il Secolo XIX, 17/08/2019 05:01
La Cassazione riaccende i tutor I giudici danno ragione a Autostrade
Fabio Poletti / MILANO Alzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli auto mobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del siste ma Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute di questa vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, l’ attuale Premier. Nella sentenza dello scorso 14 agosto la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello adottato da Auto strade per l’ Italia «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione. Soddisfatti da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In una nota degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporanea mente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. LA RIATTIVAZIONE La Polizia della Strada che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto nu mero di incidenti. Fino al completamento dei 2500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene controllo elettronico delta vetocita” con sistema Safety Tutor inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio». –

Avvenire, 17/08/2019 04:53
Autostrada, tornano i Tutor (attivi già nel controesodo)
Il sistema Tutor torna attivo in autostrada giusto in tempo per il controesodo. Lo comunica la stessa società Autostrade per l’ Italia, annunciando di aver vinto il ricorso in Cassazione, contro la sentenza di appello che imputava ad Aspi la violazione del brevetto di Craft, piccola azienda di Greve in Chianti, in provincia di Firenze. La causa è iniziata nel lontano 2006, per la presunta violazione della proprietà intellettuale di Craft da parte di Aspi e ha avuto un punto di svolta il 10 aprile 2018, quando la Corte di Appello di Roma, accogliendo il ricorso di Craft, aveva ordinato ad Autostrade di rimuovere il sistema Tutor per il controllo della velocità media. Ora la Cassazione ha ribaltato il giudizio, dando semaforo verde alla riattivazione delle telecamere. «La sentenza della Corte d’ Appello faceva seguito a ben quattro sentenze a favore di Autostrade per l’ Italia », si legge in una nota di Aspi, in cui si sottolinea che «il sistema Tutor era stato sviluppato e finanziato per decine di milioni di euro dalla società e affidato in comodato gratuito alla Polizia stradale». Istallato su 2.500 chilometri di autostrade, ricorda ancora la nota, dal 2005 «ha ridotto del 70% il numero dei morti sulla rete autostradale, grazie a una diminuzione del 25% della velocità di picco e del 15% di quella media». Dopo la sentenza dell’ anno scorso, Autostrade aveva attivato il sistema di controllo Sicve- Pm, presente su 46 tratte per complessivi 420 chilometri circa di autostrada. «In queste ore – prosegue il comunicato – Aspi ha già riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema e conta, in coordinamento con la Polizia stradale, di poter attivare controlli su circa mille chilometri di tratte nei giorni del controesodo. La sentenza della Cassazione – conclude la nota – dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive». Per il fondatore di Craft, Romolo Donnini, il caso non è, invece, ancora chiuso. «Aspi – dichiara l’ imprenditore, che rivendica la paternità del brevetto del sistema Tutor – ha vinto una battaglia ma non ha vinto la guerra. La Corte d’ Appello di Roma, per la seconda volta, dovrà giudicare se il Tutor costituisca contraffazione del nostro brevetto. Dunque – conclude Donnini – la fine è ancora lontana e i giochi sono ancora aperti». Secondo Autostrade, in ogni caso, la nuova sentenza della Corte d’ Appello, non potrà più comportare lo spegnimento del sistema Tutor, che, annuncia Aspi, sarà completamente ripristinato dopo l’ 8 settembre. In attesa di nuovi sviluppi giudiziari, la notizia della riattivazione del sistema Tutor è stata accolta con favore dall’ Asaps, l’ Associazione amici della Polizia stradale, che lo ritiene «lo strumento più efficace per ridurre l’ incidentalità». «Da quando è stato fermato, il numero di incidenti è salito di molto», sottolinea il presidente Giordano Biserni. «Ci auguriamo un rapido ripristino sulla rete», aggiunge, sottolineando che il rispetto dei limiti di velocità «è importantissimo anche considerando la distrazione che esercita sul conducente l’ uso improprio del telefonino. Se a questo infatti si aggiunge l’ elevata velocità di marcia ci rendiamo subito conto di quali possano essere le conseguenze». Soddisfazione per la sentenza della Cassazione è espressa anche dal Codacons, che parla di «ottima notizia » e, in una nota, chiede di «estendere immediatamente il sistema a tutte le tratte autostradali». Questo strumento, ricorda l’ associazione dei consumatori, «migliora gli standard di servizio e accresce la serenità e la sicurezza degli automobilisti ». RIPRODUZIONE RISERVATA SICUREZZA La Cassazione ha accolto il ricorso di Aspi, dando il via libera alle telecamere, che saranno attivate su circa mille chilometri della rete. Ma per la Craft, azienda toscana che rivendica la proprietà del brevetto, il caso non è chiuso.
paolo ferrario

La Repubblica (ed. Firenze), 17/08/2019 04:41
Il Bruco beffato al fotofinish vince la Selva col cavallo scosso
remorex bissa l’ impresa dell’ anno scorso, quando si era aggiudicato il palio straordinario di ottobre dopo la caduta del suo fantino. partenza difficile per le mosse dell’ oca contro la torre
di Maurizio Bologni I l palio di Siena Impertinenze e killeraggi tra i canapi alla partenza, rincorse e sorpassi, e poi la magia di Remorex, il cavallino della Selva, che a metà corsa scaraventa sul tufo il proprio fantino, il quotato Tittia, e decide di fare tutto da solo. Rimonta una decina di metri e tre cavalli, insidia il Bruco in testa, regala brividi e un finale al cardiopalmo che si allunga oltre la conclusione della sua magica corsa. I contradaioli del Bruco sono convinti di aver vinto, reclamano che il palco dei capitani cali a loro il drappellone dipinto da Milo Manara. Infiniti secondi. Poi la sorpresa. I giudici della corsa assegnano la vittoria alla Selva, l’ istantanea dice che Remorex in sorpasso esterno ha messo un frammento di muso davanti a quello della rivale cavalla Schietta condotta da Andrea Mari detto Brio. Al Palio di Siena è il trionfo della contrada arancio, verde e bianca. Ma soprattutto del castrone sauro di 9 anni Remorex, lo ” specialista”, quello che vola se è scosso, ovvero senza fantino, capace di vincere così anche nell’ ottobre del 2018 nello “straordinario” andato alla Tartuca. Palii belli capita di vederne, uno così ricco di colpi di scena non emozionava da decenni. E pensare che le premesse non facevano presagire nulla di buono. Ribelle alle regole più elementari del regolamento, impavido di fronte a richiami e minacce di squalifiche del mossiere ( lo starter), il fantino dell’ Oca, Antonio Siri detto Amsicora, ha perseverato per decine di minuti nella missione assegnata dalla contrada: fare azione di killeraggio paliesco per fermare la quotata rivale Torre, con il fantino Jonatan Bartoletti detto Scompiglio e il cavallo Violenta Da Clodia. La sorte aveva assegnato all’ Oca la nona posizione. Ma per decine di minuti Amsicora ripete il solito schema di sabotaggio: ostacola l’ ingresso della Pantera di rincorsa e poi si fionda fuori posizione contro la Torre alla terza postazione. Sgomitate, calci, il rodeo rischia di trasformarsi in rissa. Dopo le uscite dai canapi e un loro abbassamento precauzionale, quando non si vede via d’ uscita alle manovre dell’ Oca, la corsa parte d’ incanto. E l’ incanto prosegue grazie a Remorex, che intesta la vittoria anche al fantino Giovanni Atzeni, al settimo trionfo, caduto per aver stretto una curva e impattato il colonnino di pietra che chiude la piazza. La Selva si porta in contrada un pezzo d’ arte. È il drappellone dipinto da Manara, nel quale campeggiano un cavallo bianco e la Madonna che è avvolta in un mantello blu e il cui volto ricorda le donne sensuali dell’ artista. Alla presentazione del 10 agosto l’ opera è stata accolta dai senesi con un’ ovazione entusiastica che non si sentiva da tempo. Tra gli ospiti, invitati dal Comune di Siena ad assistere al Palio dalle trifore di Palazzo Pubblico, fortemente criticata prima della corsa dall’ associazione dei consumatori Codacons l’ annunciata presenza dei ministri Alberto Bonisoli (Beni culturali) e soprattutto Gian Marco Centinaio, a capo del dicastero delle politiche agricole, alimentari e forestali. La presenza di quest’ ultimo al Palio, che il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi ha bollato come «manifestazione obsoleta e immotivatamente cruenta » , è stata definita dal Codacons « incredibile per il fatto che l’ evento mette a rischio la vita dei cavalli partecipanti». Da decenni i senesi rispondono alle critiche mostrando misure di prevenzione degli incidenti e di tutela, rare negli ippodromi, e con un sentimento di amore simbiotico verso i cavalli che dura tutto l’ anno e che, anche ieri, come ad ogni Palio, ha mostrato il suo apice: lacrime, baci, carezze infiniti ai barberi – così si chiamano i cavalli della corsa – ma soprattutto a lui, Remorex, lo ” specialista”, il cavallino che vola da scosso. © RIPRODUZIONE RISERVATA Il sorpasso Remorex, il cavallo scosso della Selva, supera all’ ultimo tuffo cavallo e fantino del Bruco.

Il Messaggero, 17/08/2019 04:39
Controesodo, torna il Tutor in autostrada
la cassazione dà ragione ad aspi: brevetto non violato i controlli di velocità riattivati su mille chilometri di rete il ripristino dell’ occhio elettronico intorno al 20 di agosto quando la maggior parte degli italiani rientrerà dalle vacanze
IL CASO ROMA La Cassazione mette fine alla guerra dei Tutor dando ragione ad Autostrade per l’ Italia. Si chiude così un lungo contenzioso giudiziario, iniziato più di un decennnio fa, e sulle tratte stradali gestite dal gruppo che fa capo alla famiglia Benetton tornano, giusto in tempo per il controesodo estivo, i controlli della velocità. Ambienti vicino alla società fanno sapere che la riattivazione è prevista intorno al 20 agosto, poco prima dei giorni da bollino rosso per il rientro dalle vacanze. Il sistema di telecamere che monitora il rispetto dei limiti era stato spento lo scorso aprile da una sentenza della Corte di appello di Roma. I giudici avevano stabilito infatti che le apparecchiature di monitoraggio della velocità media, ribattezzato Tutor, violasse un brevetto della società toscana Craft. IL VERDETTO Ieri invece Autostrade per l’ Italia ha anunciato che la Cassazione ha ribaltato il giudizio e ritenuto «del tutto infondati» i motivi per i quali il tribunale aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media infrangesse le norme relative alla proprietà intellettuale della Craft e dovesse quindi essere rimosso. Il gestore delle rete autostradale ha ricordato che il verdetto di appello «faceva seguito a ben 4 sentenze a favore di Autostrade per l’ Italia e che il sistema Tutor era stato sviluppato e finanziato per decine di milioni di euro dalla società e affidato in comodato gratuito alla Polizia Stradale». Il sofisticato meccanismo di telecamere, in grado di verificare la velocità media e quindi il rispetto dei limiti imposti dal codice, dei veicoli che transitano sull’ autostrada era stato installato nelle tratte a maggior rischio di eccesso di velocità, quindi su tutte le direttrici più trafficate d’ Italia, e copriva circa 2500 km. Il sistema, ha sottolineato ancora ieri Autostrade, aveva permesso di ridurre gli incidenti mortali del 50%. LE TRATTE La società che in Italia gestisce circa 3mila chilometri di strade a pedaggio ha fatto quindi saper di aver «già riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema, così da consentirne la messa a disposizione in tempi brevi alla Polizia Stradale al fine di potenziare i controlli già in essere sulla rete». Autostrade conta infatti, in coordinamento con le forze dell’ ordine, di poter riattivare le verifiche della velocità media su circa 1000 km di tratte entro i giorni caldi del controesodo. Sicuramente le telecamere verranno riaccese su pezzi dell’ A1 Milano-Napoli, sulla Serenissima che collega Torino a Venezia, sull’ autostrada Adriatica, sulla Genova-Ventimiglia, e sull’ A16 che unisce il mar Tirreno all’ Adriatico tra Campania e Puglia. Poi nei prossimi mesi i controlli verranno riavviati su tutti gli altri punti dove erano già attivi prima del blocco imposto dai giudici. LE ACCUSE «La sentenza della Cassazione – afferma ancora il gestore – dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive. La sentenza dimostra inoltre la determinazione di Aspi ad operare nel rispetto delle regole e a tutela della sicurezza stradale». Autostrade per l’ Italia ricorda infine «che la sua rete è l’ unica al mondo con un sistema di controllo della velocità media diffuso e sviluppato dal gestore stesso». I CONSUMATORI Il Codacons esulta per la pronuncia della Cassazione e chiede di «estendere immediatamente il sistema a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare il controesodo». «In un Paese come il nostro che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia – afferma l’ associazione dei consumatori -. Questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità». Jacopo Orsini © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Messaggero, 17/08/2019 04:39
Rifiuti, no dell’ Ama ai ricorsi anti -Tari: «Colpa dei romani»
boom di richieste per ottenere il rimborso della tariffa l’ azienda: «i disagi? la responsabilità è anche dell’ utenza»
IL CASO I sacchetti della spazzatura che tracimano dai cassonetti? Lo slalom sui marciapiedi tra il pattume fetido? Colpa (anche) dei romani. E dunque, niente rimborso della Tari. È questa in sostanza la linea di difesa dell’ Ama, la partecipata del Campidoglio che in queste settimane di crisi dei rifiuti si prepara a fronteggiare le lettere di protesta dei cittadini che vogliono riavere indietro i soldi delle bollette. Soldi sborsati per un servizio che, nei fatti, non c’ è o non c’ è stato. A qualcuno è già arrivata una risposta in carta bollata dalla società comunale. Una chiusura netta all’ ipotesi del rimborso, che traspare fin dalle prime righe: «Non risultano sussistenti i presupposti per l’ applicazione della richiesta di riduzione tariffaria». Motivo? «Eventuali e occasionali criticità», scrive la municipalizzata, «sono da ricollegare non alle attività svolte dall’ Ama quanto, piuttosto, a contingenti problematiche connesse all’ intero ciclo di gestione dei rifiuti, nonché, in alcuni casi, al non corretto conferimento dei rifiuti medesimi da parte dell’ utenza». Insomma, sarebbero i romani a sbagliare quando gettano l’ immondizia, perché l’ Ama è convinta di aver fatto tutto a regola d’ arte. Senza colpe. C’ è scritto ancora nelle lettere spedite a luglio: «Ama è costantemente impegnata a garantire il continuo e regolare svolgimento del servizio di raccolta». Le «criticità», invece, sono responsabilità di altri. A partire «dall’ utenza». I RECLAMI Utenza che però si lamenta, eccome. E a ragione. L’ anno scorso, prima ancora che la crisi si acutizzasse con i disservizi record di giugno e luglio, ai centralini della partecipata erano arrivate 550.666 chiamate di protesta. Il 45% in più dell’ anno prima. Solo nelle settimane dell’ emergenza, si è arrivati a sfiorare i 100mila reclami. Che in parte si stanno tramutando in richieste di rimborso. Quasi 2mila i cittadini che stanno aderendo, tra il Codacons (da solo conta 500 richieste) e i vari comitati civici e di quartiere. «In 400 ci hanno contattato per i ricorsi, i nostri legali sono al lavoro», spiega Emma Amiconi, della rete Tutti per Roma. All’ Ama è già arrivato un antipasto con oltre 200 richieste di indennizzo notificate. La linea della società, però, è quella del niet. «Abbiamo ricevuto tutti una risposta uguale alla nostra class action, ma andiamo avanti», spiega Maria Teresa De Bellis, sul gruppo Prati in azione. Ama sa che servirà altro per smorzare le proteste. Un mese fa è stato allestito un pool speciale per provare a domare l’ onda delle cause, per guidarlo è stato assoldato Mario Cicala, ex presidente della Sezione tributaria della Cassazione. «Comprendiamo i disagi, ma non è accettabile che qualche associazione minacci una class action», ha spiegato la presidente di Ama, Luisa Melara. Sarebbe a rischio «la sostenibilità economica della gestione dei servizi», ha fatto sapere l’ ad Paolo Longoni. L’ APERTURA Pensare che il Campidoglio, invece, ha aperto alla possibilità dei rimborsi. Il presidente della Commissione Bilancio, il grillino Marco Terranova, su queste colonne il 17 luglio aveva dichiarato: «Quando c’ è un diritto, il diritto si rispetta, è un segnale di sensibilità istituzionale. Sui rifiuti dobbiamo recuperare la situazione d’ emergenza e tenere la città pulita, in asse con le altre istituzioni. Ma credo siano necessari anche segnali istituzionali». Come il rimborso? «Sì, assolutamente», diceva l’ esponente 5 Stelle che guida la Commissione Finanze. Ma all’ Ama, evidentemente, sono di diverso avviso. Lorenzo De Cicco Pier Paolo Filippi © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Giornale di Brescia, 17/08/2019 04:27
La Cassazione dà ragione ad Aspi: i tutor tornano in strada
finisce la battaglia legale della craft dal 2006 i dispositivi sono stati riattivati dopo 4 mesi
ROMA. Nella guerra dei tutor alla fine la spunta Autostrade per l’ Italia. Il 10 aprile dell’ anno scorso una sentenza della Corte d’ Appello aveva imposto lo spegnimento dei tutor per la violazione di un brevetto depositato dall’ azienda Craft di Greve in Chianti. La sentenza. La Cassazione ha invece dato ragione ad Aspi ritenendo «del tutto infondati i motivi per i quali la Corte di Appello di Roma aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft e dovesse essere rimosso», spiega la stessa Aspi in una nota, annunciando di aver già riattivatole squadre per la reinstallazione del sistema, «così da consentirne la messa a disposizione in tempi brevi alla Polizia Stradale al fine di potenziare i controlli già in essere sulla rete tramite l’ attuale sistema SICVe-PM». Il gruppo punta a far tornare operativo il sistema entro i giorni del controesodo. Ai vacanzieri di ritorno dalle ferie, quindi, occhio alla velocità. I numeri. Secondo i dati diffusi sempre da Aspi, l’ impiego dei tutor, installati nel 2004 in collaborazione con la Polizia stradale, il ministero dei Trasporti e le associazioni dei consumatori, ha ridotto del 70% il numero dei morti sulla rete autostradale, grazie a una diminuzione del 25% della velocità di picco e del 15% di quella media. Con la sentenza della Suprema Corte viene messa la parola fine ad una battaglia legale che dal 2006 opponeva il gruppo autostradale alla Craft. «La sentenza della Cassazione dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive», afferma Aspi. Le reazioni. Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione sulla vicenda dei Tutor e chiede di «estendere immediatamente il sistema a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare il controesodo». «In un Paese che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Coda cons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori», afferma l’ associazione dei consumatori. //

L’Unione Sarda, 17/08/2019 04:25
la sentenza. i rilevatori di velocità saranno reinstallati subito, per il controesodo
Autostrade, tornano in funzione i Tutor
la cassazione: nessuna violazione del brevetto depositato dalla craft
Nella guerra dei Tutor alla fine la spunta Autostrade per l’ Italia. Il 10 aprile dell’ anno scorso una sentenza della Corte d’ Appello aveva imposto lo spegnimento dei Tutor per la violazione di un brevetto depositato dall’ azienda Craft di Greve in Chianti. La sentenza La Cassazione ha invece dato ragione ad Autostrade per l’ Italia, ritenendo «del tutto infondati i motivi per i quali la Corte di Appello di Roma aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft e dovesse essere rimosso», spiega la stessa società in una nota, annunciando di aver già riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema, «così da consentirne la messa a disposizione in tempi brevi alla Polizia stradale al fine di potenziare i controlli già in essere sulla rete tramite l’ attuale sistema SICVe-PM». Il rientro dalle ferie Il gruppo punta a far tornare operativo il sistema entro i giorni del controesodo. Ai vacanzieri di ritorno dalle ferie, quindi, occhio alla velocità. Secondo i dati diffusi sempre da Aspi, l’ impiego dei Tutor, installati nel 2004 in collaborazione con la Polizia stradale, il ministero dei Trasporti e le associazioni dei consumatori, ha ridotto del 70% il numero dei morti sulla rete autostradale, grazie a una diminuzione del 25% della velocità di picco e del 15% di quella media. Con la sentenza della Suprema Corte viene messa la parola fine a una battaglia legale che dal 2006 opponeva il gruppo autostradale alla Craft. «La sentenza della Cassazione dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive», afferma Aspi. I consumatori Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione: «In un Paese come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio. Chiediamo – sottolinea l’ associazione – di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali».

La Nazione, 17/08/2019 04:05
Riacceso il Tutor, multe sul controesodo
guerra dei brevetti, la cassazione ribalta il verdetto. e il sistema torna operativo
ROMA ANDATE piano, si riaccendono in grande stile gli occhi dei Tutor. Sdoganati dalla Cassazione. «La Suprema Corte ha cancellato la sentenza di appello che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione del brevetto di Craft», annuncia Aspi in un comunicato alle 15.35 di ieri. Ribaltato, dunque, il verdetto che il 10 aprile 2018 aveva dato ragione alla piccola azienda di Romolo Donnini a Greve in Chianti (Firenze). Scrive il gestore che quei motivi sono stati ritenuti «del tutto infondati». Aggiunge di aver già messo in campo «le squadre per la reinstallazione del sistema» con l’ obiettivo di «attivare controlli della velocità media su circa mille chilometri di tratte entro i giorni del controesodo». Gli ermellini, informa Autostrade, hanno considerato «del tutto infondati i motivi per i quali la Corte di Appello di Roma aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media violasse le norme» sulla «proprietà intellettuale» e «dovesse essere rimosso». Prosegue la nota: «La sentenza della Cassazione dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». IL TUTOR, ricorda Aspi, «installato nelle tratte a maggior rischio di eccesso di velocità» su «2500 chilometri di autostrade», «aveva permesso di ridurre l’ incidentalità mortale del 50%», e di arrivare anzi «a meno di un quarto» con altri interventi. A luglio 2018, dopo il verdetto d’ appello, erano stati spenti gli occhi dei vecchi impianti ed erano stati accesi quelli di nuova generazione, regolati dalla tecnologia PlateMatching, che riconosce un veicolo non dalla lettura automatica della targa ma fotografandone l’ immagine completa. La nuova modalità, che in teoria non lascia scampo, è però molto più complessa da gestire, per la mole di dati che genera. Si potrebbe spiegare anche così la cautela dell’ ultimo anno. Il nuovo sistema era partito in via sperimentale su 22 tratte, che oggi sono diventate 46. Sempre pochissime, comunque, rispetto alle trecento originarie. Ma l’ azienda di Greve non si arrende. «Autostrade – ribatte – ha vinto una battaglia ma non ha vinto la guerra. La sentenza della Cassazione ha rinviato, per la seconda volta, alla Corte d’ appello di Roma che dovrà giudicare se il Tutor costituisca contraffazione del brevetto Craft. Dunque la fine è ancora lontana e i giochi sono ancora aperti». NEI PROSSIMI giorni, da quel che annuncia Aspi, vecchio e nuovo sistema potrebbero dunque convivere. Domanda: gli impianti appena sdoganati dovranno essere sottoposti a taratura? Perché le multe siano valide, la verifica dev’ essere almeno annuale, e quel periodo è trascorso. L’ operazione, però, richiede tempo. Si vedrà. Intanto tira un sospiro di sollievo Giordano Biserni dell’ Asaps. «Che sia nero o che sia bianco o comunque si chiami, a noi interessa che serva, e il Tutor in autostrada serve perché riduce fortemente l’ incidentalità», commenta. Mentre il Codacons chiede di estendere il sistema a tutte le reti autostradali. Entro il 2025 potrebbe essere accontentato dal decreto smart road (quello sulla guida autonoma). Che va molto oltre: perché il controllo della velocità media dovrà essere garantito anche su migliaia di chilometri di strade statali. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
rita bartolomei

Il Tempo, 17/08/2019 03:46
Torna 11 Tutor, controesodo da salasso
autostrade e sicurezza per la cassazione aspi non ha violato alcun brevetto il rivelatore di velocità era stato sospeso su 1.000 dei 2.500 chilometri di rete
La Suprema Corte ha cancellato la sentenza di appello che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione del brevetto di Craft, circa l’ utilizzo dei rivelatoori della velocità media sulla rete autostrdale. A comunicarlo è la stessa società del gruppo Atlantia, segnalando che la Corte di Cassazione «ha ritenuto del tutto infondati i motivi per i quali la Corte di Appello di Roma, in data 10 aprile 2018, aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media, cosiddetto Tutor, violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft e dovesse essere rimosso». Aspi, si legge in un comunicato, già da ieri ha riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema, così da consentirne la messa a disposizione in tempi brevi alla Polizia Stradale al fine di potenziare i controlli già in essere sulla rete tramite l’ attuale sistema SICVe-PM. Si conta infatti, in coordinamento con la Polizia Stradale stessa, di poter attivare controlli della velocità media su circa 1000 km di tratte entro i giorni del controesodo. La sentenza di appello, ricorda ancora la società, faceva seguito a 4 sentenze a favore di Autostrade per l’ Italia, che aveva sviluppato e finanziato per decine di milioni di euro il sistema, affidato in comodato gratuito alla Polizia Stradale. Il tutor, installato nelle tratte a maggior rischio di eccesso di velocità e che copriva 2500 chilometri di autostrade, aveva permesso di ridurre l’ incidentalità mortale sulle stesse tratte del 50 per cento e unitamente ad altri interventi realizzati dalla Società aveva contribuito, dalla privatizzazione, a ridurre a meno di un quarto l’ incidentalità mortale sulla rete. Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione, che ha fatto «finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor: la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete. In un Paese come il nostro – sottolinea il Codacons -, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori. Proprio alla luce di questa funzione – conclude l’ associazione dei consumatori – di evidente, pubblica utilità, l’ associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale». Pin. Ser.

Il Tirreno, 17/08/2019 03:37
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri.

La Nuova di Venezia e Mestre, 17/08/2019 03:33
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
il caso Fabio PolettiAlzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute della vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, oggi premier. Nella sentenza di martedì scorso, la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello messo in campo da Autostrade per l’ Italia «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfatti da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In un comunicato degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

La Nuova Ferrara, 17/08/2019 03:32
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
il caso Fabio PolettiAlzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute della vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, oggi premier. Nella sentenza di martedì scorso, la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello messo in campo da Autostrade per l’ Italia «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfatti da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In un comunicato degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

La Nuova Ferrara, 17/08/2019 03:32
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri.

Il Piccolo, 17/08/2019 03:32
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
il caso Fabio PolettiAlzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute della vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, oggi premier. Nella sentenza di martedì scorso, la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello messo in campo da Autostrade per l’ Italia «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfatti da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In un comunicato degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

La Provincia Pavese, 17/08/2019 03:32
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
il caso Fabio PolettiAlzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute della vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, oggi premier. Nella sentenza di martedì scorso, la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello messo in campo da Autostrade per l’ Italia «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfatti da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In un comunicato degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Gazzetta di Mantova, 17/08/2019 03:32
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
il caso Fabio PolettiAlzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute della vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, oggi premier. Nella sentenza di martedì scorso, la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello messo in campo da Autostrade per l’ Italia «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfatti da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In un comunicato degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Gazzetta di Mantova, 17/08/2019 03:32
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri.

La Provincia Pavese, 17/08/2019 03:32
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri.

Messaggero Veneto, 17/08/2019 03:32
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
il caso Fabio PolettiAlzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute della vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, oggi premier. Nella sentenza di martedì scorso, la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello messo in campo da Autostrade per l’ Italia «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfatti da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In un comunicato degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Il Mattino di Padova, 17/08/2019 03:31
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
il caso Fabio PolettiAlzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute della vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, oggi premier. Nella sentenza di martedì scorso, la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello messo in campo da Autostrade per l’ Italia «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfatti da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In un comunicato degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Il Mattino di Padova, 17/08/2019 03:31
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri.

Corriere delle Alpi, 17/08/2019 03:31
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri.

Corriere delle Alpi, 17/08/2019 03:31
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
il caso Fabio PolettiAlzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute della vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, oggi premier. Nella sentenza di martedì scorso, la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello messo in campo da Autostrade per l’ Italia «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfatti da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In un comunicato degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

La Tribuna di Treviso, 17/08/2019 03:31
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
il caso Fabio PolettiAlzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute della vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, oggi premier. Nella sentenza di martedì scorso, la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello messo in campo da Autostrade per l’ Italia «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfatti da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In un comunicato degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

La Tribuna di Treviso, 17/08/2019 03:31
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri.

Gazzetta di Reggio, 17/08/2019 03:31
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
il caso Fabio PolettiAlzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute della vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, oggi premier. Nella sentenza di martedì scorso, la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello messo in campo da Autostrade per l’ Italia «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfatti da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In un comunicato degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Gazzetta di Reggio, 17/08/2019 03:31
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri.

La Nuova di Venezia e Mestre, 17/08/2019 03:31
la cassazione boccia il brevetto rivendicato dalla società craft. reintroduzione immediata esulta anche il codacons: «strumento decisivo per ridurre il numero degli incidenti in italia»
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri
Ok dei giudici ad Autostrade Velox lungo 2.500 chilometri.

Il Resto del Carlino, 17/08/2019 03:21
Riacceso il Tutor, multe sul controesodo
guerra dei brevetti, la cassazione ribalta il verdetto. e il sistema torna operativo
ROMA ANDATE piano, si riaccendono in grande stile gli occhi dei Tutor. Sdoganati dalla Cassazione. «La Suprema Corte ha cancellato la sentenza di appello che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione del brevetto di Craft», annuncia Aspi in un comunicato alle 15.35 di ieri. Ribaltato, dunque, il verdetto che il 10 aprile 2018 aveva dato ragione alla piccola azienda di Romolo Donnini a Greve in Chianti (Firenze). Scrive il gestore che quei motivi sono stati ritenuti «del tutto infondati». Aggiunge di aver già messo in campo «le squadre per la reinstallazione del sistema» con l’ obiettivo di «attivare controlli della velocità media su circa mille chilometri di tratte entro i giorni del controesodo». Gli ermellini, informa Autostrade, hanno considerato «del tutto infondati i motivi per i quali la Corte di Appello di Roma aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media violasse le norme» sulla «proprietà intellettuale» e «dovesse essere rimosso». Prosegue la nota: «La sentenza della Cassazione dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». IL TUTOR, ricorda Aspi, «installato nelle tratte a maggior rischio di eccesso di velocità» su «2500 chilometri di autostrade», «aveva permesso di ridurre l’ incidentalità mortale del 50%», e di arrivare anzi «a meno di un quarto» con altri interventi. A luglio 2018, dopo il verdetto d’ appello, erano stati spenti gli occhi dei vecchi impianti ed erano stati accesi quelli di nuova generazione, regolati dalla tecnologia PlateMatching, che riconosce un veicolo non dalla lettura automatica della targa ma fotografandone l’ immagine completa. La nuova modalità, che in teoria non lascia scampo, è però molto più complessa da gestire, per la mole di dati che genera. Si potrebbe spiegare anche così la cautela dell’ ultimo anno. Il nuovo sistema era partito in via sperimentale su 22 tratte, che oggi sono diventate 46. Sempre pochissime, comunque, rispetto alle trecento originarie. Ma l’ azienda di Greve non si arrende. «Autostrade – ribatte – ha vinto una battaglia ma non ha vinto la guerra. La sentenza della Cassazione ha rinviato, per la seconda volta, alla Corte d’ appello di Roma che dovrà giudicare se il Tutor costituisca contraffazione del brevetto Craft. Dunque la fine è ancora lontana e i giochi sono ancora aperti». NEI PROSSIMI giorni, da quel che annuncia Aspi, vecchio e nuovo sistema potrebbero dunque convivere. Domanda: gli impianti appena sdoganati dovranno essere sottoposti a taratura? Perché le multe siano valide, la verifica dev’ essere almeno annuale, e quel periodo è trascorso. L’ operazione, però, richiede tempo. Si vedrà. Intanto tira un sospiro di sollievo Giordano Biserni dell’ Asaps. «Che sia nero o che sia bianco o comunque si chiami, a noi interessa che serva, e il Tutor in autostrada serve perché riduce fortemente l’ incidentalità», commenta. Mentre il Codacons chiede di estendere il sistema a tutte le reti autostradali. Entro il 2025 potrebbe essere accontentato dal decreto smart road (quello sulla guida autonoma). Che va molto oltre: perché il controllo della velocità media dovrà essere garantito anche su migliaia di chilometri di strade statali. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
rita bartolomei

La Stampa, 17/08/2019 03:17
Tornano i Tutor Autostrade vince in Cassazione
i giudici danno ragione al concessionario nella disputa con craft “nessuna contraffazione, le due società usano sistemi diversi”
fabio poletti MILANO Alzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute di questa vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, l’ attuale Premier. Nella sentenza dello scorso 14 agosto la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello adottato da Autostrade per l’ Italia (Aspi) «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfazione da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In una nota degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1.000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2.500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio». – c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI trasporti.
fabio poletti

Il Giorno, 17/08/2019 03:11
Riacceso il Tutor, multe sul controesodo
guerra dei brevetti, la cassazione ribalta il verdetto. e il sistema torna operativo
ROMA ANDATE piano, si riaccendono in grande stile gli occhi dei Tutor. Sdoganati dalla Cassazione. «La Suprema Corte ha cancellato la sentenza di appello che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione del brevetto di Craft», annuncia Aspi in un comunicato alle 15.35 di ieri. Ribaltato, dunque, il verdetto che il 10 aprile 2018 aveva dato ragione alla piccola azienda di Romolo Donnini a Greve in Chianti (Firenze). Scrive il gestore che quei motivi sono stati ritenuti «del tutto infondati». Aggiunge di aver già messo in campo «le squadre per la reinstallazione del sistema» con l’ obiettivo di «attivare controlli della velocità media su circa mille chilometri di tratte entro i giorni del controesodo». Gli ermellini, informa Autostrade, hanno considerato «del tutto infondati i motivi per i quali la Corte di Appello di Roma aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media violasse le norme» sulla «proprietà intellettuale» e «dovesse essere rimosso». Prosegue la nota: «La sentenza della Cassazione dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». IL TUTOR, ricorda Aspi, «installato nelle tratte a maggior rischio di eccesso di velocità» su «2500 chilometri di autostrade», «aveva permesso di ridurre l’ incidentalità mortale del 50%», e di arrivare anzi «a meno di un quarto» con altri interventi. A luglio 2018, dopo il verdetto d’ appello, erano stati spenti gli occhi dei vecchi impianti ed erano stati accesi quelli di nuova generazione, regolati dalla tecnologia PlateMatching, che riconosce un veicolo non dalla lettura automatica della targa ma fotografandone l’ immagine completa. La nuova modalità, che in teoria non lascia scampo, è però molto più complessa da gestire, per la mole di dati che genera. Si potrebbe spiegare anche così la cautela dell’ ultimo anno. Il nuovo sistema era partito in via sperimentale su 22 tratte, che oggi sono diventate 46. Sempre pochissime, comunque, rispetto alle trecento originarie. Ma l’ azienda di Greve non si arrende. «Autostrade – ribatte – ha vinto una battaglia ma non ha vinto la guerra. La sentenza della Cassazione ha rinviato, per la seconda volta, alla Corte d’ appello di Roma che dovrà giudicare se il Tutor costituisca contraffazione del brevetto Craft. Dunque la fine è ancora lontana e i giochi sono ancora aperti». NEI PROSSIMI giorni, da quel che annuncia Aspi, vecchio e nuovo sistema potrebbero dunque convivere. Domanda: gli impianti appena sdoganati dovranno essere sottoposti a taratura? Perché le multe siano valide, la verifica dev’ essere almeno annuale, e quel periodo è trascorso. L’ operazione, però, richiede tempo. Si vedrà. Intanto tira un sospiro di sollievo Giordano Biserni dell’ Asaps. «Che sia nero o che sia bianco o comunque si chiami, a noi interessa che serva, e il Tutor in autostrada serve perché riduce fortemente l’ incidentalità», commenta. Mentre il Codacons chiede di estendere il sistema a tutte le reti autostradali. Entro il 2025 potrebbe essere accontentato dal decreto smart road (quello sulla guida autonoma). Che va molto oltre: perché il controllo della velocità media dovrà essere garantito anche su migliaia di chilometri di strade statali. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
rita bartolomei

Il Mattino, 17/08/2019 02:35
Controesodo, torna il Tutor in autostrada
IL CASO ROMA La Cassazione mette fine alla guerra dei Tutor dando ragione ad Autostrade per l’ Italia. Si chiude così un lungo contenzioso giudiziario, iniziato più di un decennnio fa, e sulle tratte stradali gestite dal gruppo che fa capo alla famiglia Benetton tornano, giusto in tempo per il controesodo estivo, i controlli della velocità. Ambienti vicino alla società fanno sapere che la riattivazione è prevista intorno al 20 agosto, poco prima dei giorni da bollino rosso per il rientro dalle vacanze. Il sistema di telecamere che monitora il rispetto dei limiti era stato spento lo scorso aprile da una sentenza della Corte di appello di Roma. I giudici avevano stabilito infatti che le apparecchiature di monitoraggio della velocità media, ribattezzato Tutor, violasse un brevetto della società toscana Craft. IL VERDETTO Ieri invece Autostrade per l’ Italia ha anunciato che la Cassazione ha ribaltato il giudizio e ritenuto «del tutto infondati» i motivi per i quali il tribunale aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media infrangesse le norme relative alla proprietà intellettuale della Craft e dovesse quindi essere rimosso. Il gestore delle rete autostradale ha ricordato che il verdetto di appello «faceva seguito a ben 4 sentenze a favore di Autostrade per l’ Italia e che il sistema Tutor era stato sviluppato e finanziato per decine di milioni di euro dalla società e affidato in comodato gratuito alla Polizia Stradale». Il sofisticato meccanismo di telecamere, in grado di verificare la velocità media e quindi il rispetto dei limiti imposti dal codice, dei veicoli che transitano sull’ autostrada era stato installato nelle tratte a maggior rischio di eccesso di velocità, quindi su tutte le direttrici più trafficate d’ Italia, e copriva circa 2500 km. Il sistema, ha sottolineato ancora ieri Autostrade, aveva permesso di ridurre gli incidenti mortali del 50%. LE TRATTE La società che in Italia gestisce circa 3mila chilometri di strade a pedaggio ha fatto quindi saper di aver «già riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema, così da consentirne la messa a disposizione in tempi brevi alla Polizia Stradale al fine di potenziare i controlli già in essere sulla rete». Autostrade conta infatti, in coordinamento con le forze dell’ ordine, di poter riattivare le verifiche della velocità media su circa 1000 km di tratte entro i giorni caldi del controesodo. Sicuramente le telecamere verranno riaccese su pezzi dell’ A1 Milano-Napoli, sulla Serenissima che collega Torino a Venezia, sull’ autostrada Adriatica, sulla Genova-Ventimiglia, e sull’ A16 che unisce il mar Tirreno all’ Adriatico tra Campania e Puglia. Poi nei prossimi mesi i controlli verranno riavviati su tutti gli altri punti dove erano già attivi prima del blocco imposto dai giudici. LE ACCUSE «La sentenza della Cassazione – afferma ancora il gestore – dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive. La sentenza dimostra inoltre la determinazione di Aspi ad operare nel rispetto delle regole e a tutela della sicurezza stradale». Autostrade per l’ Italia ricorda infine «che la sua rete è l’ unica al mondo con un sistema di controllo della velocità media diffuso e sviluppato dal gestore stesso». I CONSUMATORI Il Codacons esulta per la pronuncia della Cassazione e chiede di «estendere immediatamente il sistema a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare il controesodo». «In un Paese come il nostro che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia – afferma l’ associazione dei consumatori -. Questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità». Jacopo Orsini © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Fatto Quotidiano, 17/08/2019 02:06
la sentenza
Tutor, la Cassazione: “Nessuna violazione, attivi in autostrade”
Sarannopresto riattivati su tutta la rete autostradale i sistemi “Tutor” per il monitoraggio della velocità. La Corte di Cassazione ha infatti chiuso il procedimento sulla proprietà intellettuale del sistema e, ribaltando la sentenza di Appello, ha definitivamente chiarito che Autostrade per l’ Italia non ha commesso alcuna violazione nei confronti della società Craft. Era stata la Corte d’ appello di Roma, il 10 aprile 2018, a sancire che Aspi avesse violato le norme sui brevetti: da allora la Polizia stradale, che aveva in comodato d’ uso il sistema, ha fatto ricorso a una tecnologia alternativa per controllare una parte dei 2500 km coperti dal sistema. La decisione della Suprema Corte, quindi, consente ora la riattivazione dei Tutor su tutta la rete, proprio nei giorni in cui si avvicina il contro esodo dalle vacanze estive. Esulta il Codacons che in una nota ha ricordato il contributo importante offerto dal Tutor per la riduzione del 50% gli incidenti mortali e ha chiesto “di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali” per regolare i massicci spostamenti previsti sulle autostrade nei prossimi giorni.

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