Rassegna stampa del 17 agosto
Passerella Christo: Codacons, Corte Conti apre inchiesta
Esposto associazione su costi opera a carico collettività
MILANO
(ANSA) – MILANO, 17 AGO – A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’indagine sulla passerella dell’artista bulgaro Christo installata sul Lago d’Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’opera a carico della collettività. L’associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’organizzazione dell’installazione artistica sul Lago d’Iseo, poiché a partire dall’inaugurazione dell’opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’isola di San Paolo. (ANSA).
Passerella Christo: Codacons, Corte Conti apre inchiesta (2)
MILANO
(ANSA) – MILANO, 17 AGO – Dopo l’apertura dell’indagine, scattata a seguito dell’esposto presentato dall’associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico.(ANSA).
Passerella Christo:Legambiente,da Corte Conti luce su costi
(v.’Passerella Christo: Codacons, Corte …’ delle 11.16 circa)
MILANO
(ANSA) – MILANO, 17 AGO – L’inchiesta aperta dalla Corte dei Conti dopo un esposto del Codacons sulla Passerella di Christo sul Lago di Iseo deve consentire di compiere una “valutazione dei costi, tutti sostenuti dai vari enti pubblici, Comuni, Regione e Stato” in rapporto al “disagio sostenuto dalla popolazione locale, in particolare i costi della congestione da traffico, dell’inquinamento atmosferico, delle acque del lago e del rumore”. Lo si legge in una nota di Legambiente Basso Sebino, l’area più coinvolta dall’evento dello scorso giugno. L’associazione ambientalista sostiene che “i costi che ha generato l’evento, due settimane di caos, ritardi e rincari, con una serie di conseguenze negative, superano i vantaggi per l’indotto e per la promozione turistica”.(ANSA).
Passerella Christo: Codacons, Corte Conti apre indagine sui costi
(AGI) – Roma, 17 ago. – “A seguito di esposto Codacons la Corte dei Conti indaga sulla passerella dell’artista bulgaro Christo installata sul Lago d’Iseo”. Cosi’ si legge in un comunicato della stessa associazione dei consumatori, che nelle settimane scorse ha depositato una formale denuncia alla Procura contabile relativamente ai costi dell’opera a carico della collettivita’. “In base a quanto appreso dal Codacons – riferisce il comunicato – la Guardia di finanza avrebbe eseguito nei giorni scorsi un sopralluogo negli uffici della Comunita’ Montana del Sebino bresciano, acquisendo tutta la documentazione relativa a ‘The Floating Piers’. Esattamente quanto chiesto dall’associazione alla Corte dei Conti, con un esposto in cui si chiedeva di utilizzare le fiamme gialle per gli accertamenti del caso e per l’acquisizione degli atti relativi all’opera”. L’associazione dei consumatori aveva sollecitato “un’indagine sui costi sostenuti dagli enti locali per l’organizzazione dell’installazione artistica sul Lago d’Iseo, poiche’ a partire dall’inaugurazione dell’opera si registrarono disagi su piu’ fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettivita’: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che – secondo il Codacons – potrebbero rappresentare uno spreco di pubbliche risorse”. (AGI) Red/Rap
ecodibergamo.it, 17/08/2016 14:10
«Passerella, costi per la collettività?» La Corte dei Conti apre un’ inchiestaWeb Web
a seguito di un esposto del codacons la corte dei conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro christo installata sul lago d’ iseo. ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività.
L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo , poiché a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – «si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico». Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse . The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Christo a suo tempo aveva spiegato che le spese erano tutte a suo carico . © RIPRODUZIONE RISERVATA.
corriere.it, 17/08/2016 13:24
sul lago d’ iseo
The Floating Piers, la Finanza negli uffici della Comunità MontanaWeb Web
qualche giorno fa, la guardia di finanza è entrata negli uffici della comunità montana del sebino per spulciare carte, conti e documenti. l’ associazione dei consumatori aveva chiesto di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione
Il bacio di Giuda gliel’ ha dato la Corte dei Conti: dopo l’ esposto firmato e protocollato dal Codacons, ha iniziato a indagare su The Floating Piers, la passerella di Christo. I «blasfemi» dell’ associazione consumatori hanno chiesto la fattura, precisa al centesimo, della passerella giallo dalia fatta dall’ impacchettatore bulgaro (è costata 15 milioni di euro): vogliono capire quanto abbiano pagato i contribuenti. Qualche giorno fa, la Guardia di finanza è entrata negli uffici della Comunità Montana del Sebino per spulciare carte, conti e documenti. Il Codacons aveva chiesto di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione: servizi di soccorso, evacuazioni, blocco dei treni, sicurezza e ordine pubblico.
Brescia Today, 17/08/2016 13:17
Floating Piers: la corte dei conti apre un’ indagine sui costiWeb Web
Follia in un condominio: impugna una machete e colpisce un 14enne Sui social impazzano ancora i selfie scattati sulla passerella più calcata d’ Italia, quella realizzata dall’ artista bulgaro Christo sul lago D’ Iseo (1,3 milioni di visitatori in 16 giorni) Tra i membri dell’ associazione dei consumatori non c’ è però traccia della romantica nostalgia che affligge i Floating Piers dipendenti. Smaltita l’ euforia, fa capolino la razionalità: quanto ci è costata la passerella galleggiante che per due settimane ha collegato Sulzano con Monte Isola? Alla domanda, sollevata dall’ associazione dei consumatori, risponderà la procura contabile. L’ esposto, presentato dal Codacons qualche settimana fa, è mirato a capire quali siano stati i costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, perchè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge in una nota – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che – per il Codacons – potrebbero rappresentare uno spreco di pubbliche risorse.
lastampa.it, 17/08/2016 13:04
Il Codacons contro i costi di The Floating Piers di Christo, la Corte dei Conti apre un’ inchiestaWeb Web
l’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul lago d’ iseo
A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. LEGGI ANCHE Cinque cose da sapere sulla passerella di Christo L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poiché a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. LEGGI ANCHE In cammino sull’ acqua: “L’ arte siamo noi”. Christo chiude col botto La Guardia di finanza avrebbe eseguito nei giorni scorsi un sopralluogo negli uffici della Comunità Montana del Sebino bresciano, acquisendo tutta la documentazione. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Alcuni diritti riservati. Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alle newsletter LaStampa.
Affari Italiani, 17/08/2016 12:49
“The floating piers”, la Corte dei conti apre una indagine sui costiWeb Web
“the floating piers”: su esposto del codacons, la corte dei conti apre una indagine sui costi per la collettività della passerella sul lago di iseo di christo
La Corte dei conti ha aperto una indagine su “The Floating Piers”, la passerella sul lago di Iseo allestita dall’ artista Christo. Tutto nasce da un esposto di Codacons, che ha depositato una formale denuncia alla Procura contabile. Al centro della indagine, i costi dell’ opera a carico della collettività. Legati in particolar modo a servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, alla gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
ilsussidiario.net, 17/08/2016 12:27
DOGO ARGENTINO / Bimbo sbranato dai cani di famiglia: parla la madre, “aggrediti senza motivo” (oggi, 17 agosto 2016)Web Web
DOGO ARGENTINO, I DUE CANI DI FAMIGLIA SBRANANO UN BAMBINO, INDAGATA LA MADRE (ULTIME NOTIZIE OGGI, 17 AGOSTO 2016). PARLA LA DONNA, “LO TENEVO IN BRACCIO” – Il caso di Catania che coinvolge i cani di razza dogo argentino stanno tenendo ancor banco dopo l’ orribile tragedia avvenuta ieri a Mascalucia, alle porte della città siciliana. Due cani di famiglia aggrediscono un bambino di 1 anno e mezzo lo azzannano e sbranano mentre la madre tenta di salvarlo inutilmente, ferendosi anch’ essa. Dopo essere stata indagata e dopo che il polverone si è alzato ieri con la solita disfida tra animalisti e anti-animalisti, ha parlato questa mattina la donna shoccata dopo la morte del figlio: « Avevo il bambino in mano quando uno dei cani, l’ unico libero in giardino, all’ improvviso, senza motivo apparente, ha aggredito il piccolo cercando di portarmelo via. L’ ho difeso, ho combattuto, ma mi ha trascinata sul giardino. Poi sono riuscita a chiudere il cane e sono fuggita fuori casa urlando, chiedendo aiuto con mio figlio tra le braccia, ma è stato tutto inutile », riporta l’ Ansa la ricostruzione dell’ avvocato Fabio Cantarella che verrà presentata davanti al Pm oggi. La madre del piccolo sbranato dai due cani di razza dogo argentino è indagata per omicidio colposo come atto dovuto dalla Procura di Catania in attesa dell’ autopsia. Ieri sera la donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti ai carabinieri in attesa di avere una difesa costruita con il proprio legale. DOGO ARGENTINO, I DUE CANI DI FAMIGLIA SBRANANO UN BAMBINO: MADRE INDAGATA PER OMICIDIO COLPOSO (ULTIME NOTIZIE OGGI, 16 AGOSTO 2016) – Ancora sconosciuta la causa che ha scatenato la furia dei due Dogo Argentino , portandoli ad uccidere il bambino di 18 mesi di Mascalucia, nel catanese. Intanto, le autorità hanno aperto un fascicolo sulla madre 34enne della povera vittima, rimasta ferita ad un polpaccio nel tentativo di salvarlo ed ora indagata per omicidio colposo. A lanciare l’ allarme è stata una vicina di casa della donna che ha iniziato ad urlare non appena i cani hanno fatto partire l’ attacco verso Giorgio. Il magistrato, riporta il Corriere del Mezzogiorno, ha dovuto procedere con le accuse verso Maria Crisafulli, la madre del piccolo, per poter escludere o confermare eventuali sue negligenze. Secondo le prime ricostruzioni, la donna infatti non si sarebbe trovata al fianco del figlio mentre giocava con i due cani. L’ inchiesta, guidata dal pm Fabio Alliotta, dovrà procedere ora con l’ autopsia del bambino, per la quale sarà necessario nominare un consulente di parte. Intanto, sotto sequestro i due Dogo Argentino , di 3 ed 8 anni, ed affidati all’ Asp, così come la villetta di via Del Bosco in cui si è consumata la tragedia per effettuare i rilievi necessari per le indagini. DOGO ARGENTINO, I DUE CANI DI FAMIGLIA SBRANANO UN BAMBINO: LA RAZZA È PERICOLOSA? (ULTIME NOTIZIE OGGI, 16 AGOSTO 2016) – Quella avvenuta a Mascalucia, in provincia di Catania, dove un bambino di un anno e mezzo è stato sbranato dai due cani di famiglia appartenenti alla razza del Dogo Argentino , è una tragedia immane. Sebbene parlare con il senno del poi non serva a nulla, adesso c’ è da chiedersi: poteva essere evitata? E soprattutto: il Dogo Argentino è una razza pericolosa? La risposta, come riportato da Corriere.it, a detta del Codacons è scontata:”La questione dei cani aggressivi e potenzialmente pericolosi per la salute dell’ uomo deve essere affrontata una volta per tutte.Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo – afferma il segretario nazionale Francesco Tanasi – indipendentemente dall’ educazione che si dà al proprio animale. Per tale motivo da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i proprietari, con conseguenze negative. Ci chiediamo quanti altri bambini debbano morire prima che le istituzioni diano ascolto”. Come sottolineato da Quotidiano.net, il selezionatore della razza, nei primi decenni del ventesimo secolo, volle creare un cane adatto alla “caza mayor”, ovvero alla caccia alla grossa selvaggina delle pampas argentine che si compone di puma e cinghiali. Il Ministero della Salute, non a caso, lo ha inserito nella lista delle razze canine più pericolose. BIMBO SBRANATO DAI CANI, DUE DOGHI ARGENTINI ATTACCANO IN CASA IL PICCOLO E LA MADRE (ULTIME NOTIZIE OGGI, 16 AGOSTO 2016) – Orrore a Catania dove un bimbo di un anno e mezzo è stato sbranato dai cani di famiglia nella villetta a Mascalucia, in provincia della città siciliana. Una tragedia che ha visto colpita una famiglia come tante che questa mattina vedeva il padre al lavoro, la madre e il piccolo bambino in casa a godersi l’ estate con la piscina gonfiabile dove il bimbo soleva divertirsi durante la calda estate siciliana. Il bambino è morto, la madre invece è ferita gravemente dopo aver cercato di far scudo con il proprio corpo alla furia delle due bestie, due doghi argentini di razza, che all’ improvviso si sono scatenati. Come racconta l’ agenzia Ansa, la polizia municipale ha fatto una prima ricostruzione die fatti provvisoria, in attesa di saperne di più e di poter interrogare la madre che al momento però è in gravi condizioni all’ ospedale di Catania. Pare che verso mezzogiorno il piccolo era nella piscinetta gonfiabile, i due cani si sono avvicinati e all’ improvviso avrebbero attaccati il bambino azzannandolo alla testa prima e poi al collo senza lasciare alcuno scampo per una piccola vita che si è spenta in maniera così assurda e orribile. I cani erano di famiglia e per questo che la madre non si è preoccupata ovviamente di tenerli lontano dal bambino, ma qualcosa è successo: azzannato alla giugulare il figlio è morto, la madre invece si è gettata per difenderlo ma ormai era troppo tardi e la furia omicida dei cani ha rischiato anche di ucciderla. L’ ennesimo caso di cani che azzannano bambini purtroppo avviene ancora in Italia dove non sempre il connubio cani-figli è tranquillo e sereno come di norma: una tragedia in una villetta familiare che la cittadina fatica a comprendere. Particolare il commento del vicesindaco Fabio Cantarella su Facebook: «E’ un giorno tragico oggi per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo di poco più di un anno che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani inferociti. Lasciate che vi confidi solo una cosa – aggiunge il vicesindaco – con tutta la fede che posso immaginare non riesco ad accettare che un bambino indifeso muoia così. O forse è la mia fede che non è abbastanza forte per comprendere». Un mistero insondabile per l’ umana comprensione, un orrore di due cani e di una famiglia come tante: il dolore non va taciuto e andrà accompagnato dall’ affetto di amici e parenti. Non si potrà tornare indietro ma si dovrà certamente ricominciare, senza dimenticare. Anche perché è impossibile.
Studio Cataldi, 17/08/2016 12:21
Passerella sul Lago d’ Iseo, Corte dei Conti apre indagine sull’ opera di ChristoWeb Web
Passerella sul Lago d’ Iseo, Corte dei Conti apre indagine sull’ opera di Christo Tweet Seguici: Roma, 17 ago. (AdnKronos) – A seguito di esposto Codacons la Corte dei Conti indaga sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che le settimane scorse ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività . In base a quanto appreso dal Codacons, la Guardia di finanza avrebbe eseguito nei giorni scorsi un sopralluogo negli uffici della Comunità Montana del Sebino bresciano, acquisendo tutta la documentazione relativa a ‘The Floating Piers’. Esattamente quanto chiesto dall’ associazione alla Corte dei Conti, con un esposto in cui si chiedeva di utilizzare le fiamme gialle per gli accertamenti del caso e per l’ acquisizione degli atti relativi all’ opera. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poiché a partire dall’ inaugurazione dell’ opera si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività : dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare uno spreco di pubbliche risorse.
giornaledibrescia.it, 17/08/2016 12:15
The Floating Piers, quanto mi costi? Indaga la Corte dei ContiWeb Web
A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo . Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività . L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poiché a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo.
la redazione web
ilgiorno.com, 17/08/2016 12:13
The Floating Piers di Christo, Codacons: “Corte dei Conti apre inchiesta” – Cronaca – ilgiorno.itWeb Web
The Floating Piers di Christo, Codacons: “Corte dei Conti apre inchiesta” Cronaca The Floating Piers di Christo, Codacons: “Corte dei Conti apre inchiesta” L’ associazione dei consumatori ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività Ultimo aggiornamento: The Floating Piers, i timelapse di una emozione artistica unica Brescia, 17 agosto 2016 – The Floating Piers, la passerella galleggiante sul lago d’ Iseo, opera dell’ artista bulgaro Christo, finisce nel mirino della Corte dei Conti. A seguito di un esposto del Codacons, è stata infatti aperta un’ indagine. A darne notizia è la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poiché a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. The Floating Piers (Fotolive)
gazzettadiparma.it, 17/08/2016 12:11
Passerella di Christo: inchiesta della Corte dei ContiWeb Web
esposto del codacons sui costi dell’ opera a carico della collettività
Passerella di Christo: inchiesta della Corte dei Conti Esposto del Codacons sui costi dell’ opera a carico della collettività 0 17 Agosto 2016 – 11:43 A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo.
larepubblica.it (Milano), 17/08/2016 12:09
Lago d’ Iseo, la Corte dei Conti apre un dossier sulla passerella di Christo: indagine sui costiWeb Web
l’ esposto del codacons sulle spese sostenute dagli enti locali per gestire il milione e 300mila visitatori dei floating piers
A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla Procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. The Floating Piers: i numeri su volontari, treni, visitatori I sedici giorni di ‘The Floating Piers’: best moments.
larena.it, 17/08/2016 12:07
Inchiesta Corte Conti su passerella IseoWeb Web
(ANSA) – MILANO, 17 AGO – A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. GGD.
libero.it, 17/08/2016 11:58
Passerella sul Lago d’ Iseo, Corte dei Conti apre indagine sull’ opera di ChristoWeb Web
Roma, 17 ago. (AdnKronos) – A seguito di esposto Codacons la Corte dei Conti indaga sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che le settimane scorse ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. In base a quanto appreso dal Codacons, la Guardia di finanza avrebbe eseguito nei giorni scorsi un sopralluogo negli uffici della Comunità Montana del Sebino bresciano, acquisendo tutta la documentazione relativa a ‘The Floating Piers’. Esattamente quanto chiesto dall’ associazione alla Corte dei Conti, con un esposto in cui si chiedeva di utilizzare le fiamme gialle per gli accertamenti del caso e per l’ acquisizione degli atti relativi all’ opera. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poiché a partire dall’ inaugurazione dell’ opera si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare uno spreco di pubbliche risorse.
bresciaoggi.it, 17/08/2016 11:55
Inchiesta Corte Conti su passerella IseoWeb Web
(ANSA) – MILANO, 17 AGO – A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo.
unionesarda.com, 17/08/2016 11:49
Indagine della Corte dei Conti sui costi della passerella di Christo sul lago d’ Iseo – Cronaca – L’ Unione Sarda.itWeb Web
A seguito di un esposto Codacons la Corte dei Conti indaga sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che le settimane scorse ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. In base a quanto appreso dal Codacons, la Guardia di finanza avrebbe eseguito nei giorni scorsi un sopralluogo negli uffici della Comunità Montana del Sebino bresciano, acquisendo tutta la documentazione relativa a “The Floating Piers”. Esattamente quanto chiesto dall’ associazione alla Corte dei Conti, con un esposto in cui si chiedeva di utilizzare le fiamme gialle per gli accertamenti del caso e per l’ acquisizione degli atti relativi all’ opera. – L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poiché a partire dall’ inaugurazione dell’ opera si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare uno spreco di pubbliche risorse.
unionesarda.com, 17/08/2016 11:49
Bimbo sbranato dai cani: si riaccende la polemica sulle razze considerate pericolose – Cronaca – L’ Unione Sarda.itWeb Web
La tragedia del piccolo Giorgio , ucciso da due cani che sono stati considerati due dogo argentini ma in realtà si tratterebbe più di due meticci, riaccende il problema della gestione dei cani che sono considerati dall’ opinione pubblica un pericolo per l’ uomo. Nonostante la lista delle razze canine pericolose introdotta dall’ ex ministro Sirchia non sia più in vigore, il Codacons denuncia i numerosi attacchi che si sono susseguiti negli anni da parte di alcune particolari razze ai danni di adulti e bambini. Ma gli animalisti sottolineano che gli attacchi potrebbero essere evitati con degli accorgimenti adeguati e che la pericolosità è data solo dalla forza dell’ animale e di come qualsiasi cane se innervosito potrebbe reagire morsicando. Anche alcuni veterinari sottolineano come non esistano razze pericolose. Dal 2009 infatti, con l’ entrata in vigore dell’ ordinanza firmata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, la lista delle cosidette razze pericolose è stata eliminata. L’ eliminazione è sostenuta dalla motivazione che non si può determinare la maggiore aggressività di un cane in base a una particolare razza. Gli attacchi molto spesso sono dovuti a una mancata educazione del cane alla vita in famiglia e alla mancata educazione cinofila di chi adotta un animale. I veterinari infatti sconsigliano di acquistare o adottare cani come i dogo o simili a chi non ha un’ educazione cinofila adeguata.
Tiscali, 17/08/2016 11:39
Passerella sul Lago d’ Iseo, Corte dei Conti apre indagine sull’ opera di ChristoWeb Web
Passerella sul Lago d’ Iseo, Corte dei Conti apre indagine sull’ opera di Christo Tweet di Adnkronos Roma, 17 ago. (AdnKronos) – A seguito di esposto Codacons la Corte dei Conti indaga sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che le settimane scorse ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. In base a quanto appreso dal Codacons, la Guardia di finanza avrebbe eseguito nei giorni scorsi un sopralluogo negli uffici della Comunità Montana del Sebino bresciano, acquisendo tutta la documentazione relativa a ‘The Floating Piers’. Esattamente quanto chiesto dall’ associazione alla Corte dei Conti, con un esposto in cui si chiedeva di utilizzare le fiamme gialle per gli accertamenti del caso e per l’ acquisizione degli atti relativi all’ opera. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poiché a partire dall’ inaugurazione dell’ opera si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare uno spreco di pubbliche risorse. 17 agosto 2016.
ilgiornaledivicenza.it, 17/08/2016 11:34
SpettacoliWeb Web
(ANSA) – MILANO, 17 AGO – A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo.
Agi, 17/08/2016 11:14
Passerella sul Lago di Iseo: Corte dei Conti apre indagine sopo deuncia CodaconsWeb Web
Guardia di Finanza acquisisce documentazione su opera di Christo.
Adnkronos, 17/08/2016 11:10
Passerella sul Lago d’ Iseo, Corte dei Conti apre indagine sull’ opera di ChristoWeb Web
A seguito di esposto Codacons la Corte dei Conti indaga sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che le settimane scorse ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. In base a quanto appreso dal Codacons, la Guardia di finanza avrebbe eseguito nei giorni scorsi un sopralluogo negli uffici della Comunità Montana del Sebino bresciano, acquisendo tutta la documentazione relativa a ‘The Floating Piers’ . Esattamente quanto chiesto dall’ associazione alla Corte dei Conti, con un esposto in cui si chiedeva di utilizzare le fiamme gialle per gli accertamenti del caso e per l’ acquisizione degli atti relativi all’ opera. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poiché a partire dall’ inaugurazione dell’ opera si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività : dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare uno spreco di pubbliche risorse.
Rai News, 17/08/2016 11:08
tragedia nel catanese
Il bambino di un anno e mezzo sbranato dai suoi cani: la madre indagata non risponde al pmWeb Web
il segretario del codacons chiede un patentino per i proprietari di cani particolarmente forti e potenzialmente pericolosi
Quando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si e’ consumata in una villetta a Mascalucia, alle falde dell’ Etna. Non e’ chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi e’ intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora e’ indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di “un atto dovuto” per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati e’ legata alla necessita’ di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. Per eseguire l’ autopsia e’ pertanto necessaria la nomina di un consulente di parte della donna. L’ inchiesta e’ coordinata dal pm Fabio Aliotta. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso e’ stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini rimanendo ferita a un braccio. Quando e’ riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118 che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ e’ stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La madre sotto shock non risponde al pm La donna e’ stata sentita in una caserma dei carabinieri che le hanno notificato l’ avviso di garanzia che ipotizza il reato di omicidio colposo emesso dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, e dal sostituto Fabrizio Aliotta. Sotto shock non avrebbe avuto la forza di parlare. Il vicesindaco: “Giorno tragico per Mascalucia” La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa che si trova quasi al confine con il vicino comune di Nicolosi, insieme al figlio di un anno e mezzo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare prima di affidarli all’ Asp. “E’ un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo di poco piu’ di un anno che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani inferociti”, ha scritto su Facebook il vicesindaco Fabio Cantarella. Il Codacons: “Un patentino per i possessori di cani pericolosi” Pone “la questione dei cani aggressivi” il Codacons. “Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perche’ e’ indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo”, dice il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori Francesco Tanasi”. “Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi – aggiunge – Il morso di un volpino non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza”.
avvenire.it, 17/08/2016 10:42
rinnovo
Dipendenti pubblici, battaglia per il contrattoWeb Web
In vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici , bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della “non crescita”, per un rinnovo triennale servono a regime 7 miliardi di euro : “questa è la cifra che il Governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla” avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, “pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno , pari a 150 euro netti al mese , circa 220-230 euro lordi. “Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero – prosegue Turco – lo ribadiamo: agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella P.A., sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale”. E le notizie sulla frenata del Pil non “possono fare da apripista – sottolinea Uilpa – a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti, a iniziare dalla funzionalità del servizio pubblico e dalle esigenze della collettività”. “Il pubblico impiego è l’ unico settore che ha subito dal 2008 un arretramento salariale, pari a una media del 13-15% in busta paga. È la prima volta che accade” afferma Bernava, responsabile Cisl del pubblico impiego, convinto che “sarebbe un grave errore bloccare i contratti a vita. Al contrario, il governo deve fare uno sforzo sulle risorse, i 300 milioni messi sul piatto sono pochissimi, a fronte dell’ introduzione di tutti gli elementi di innovazione contrattuale. Nessuno qui vuole aumenti a pioggia”. In vista della ripresa del confronto con l’ Aran, previsto per la prima decade di settembre, dopo le ‘aperturè da parte del governo, “un segnale diverso sarebbe importantissimo – conclude Bernava – anche sul piano della spinta ai consumi”. Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici: 10.400 euro a testa, per il periodo tra il 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, “oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori” dice annunciando il ricorso collettivo al Tar del Lazio, e ricordando la sentenza n. 178 del 24 giugno 2015 della Corte Costituzionale sull’ illegittimità del regime di blocco del rinnovo della contrattazione collettiva per il personale pubblico dipendente (Legge n. 122/2010). Illegittimità limitata però al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza stessa, ossia dal 30 luglio 2015. “A distanza di oltre un anno dall’ esecutività della sentenza, nulla è stato fatto – dice il Codacons – e milioni di pubblici dipendenti attendono ancora il rinnovo del contratto”.
Catania Today, 17/08/2016 10:17
Bimbo sbranato dai suoi cani, la madre indagata per omicidio colposo è stata dimessa dall’ ospedaleWeb Web
Incidente e code in autostrada, camper si ribalta sulla A18 Maria Crisafulli, 31 anni, madre del piccolo Giorgio ucciso dai suoi stessi cani nel giardino di casa, ha riportato solo lievi ferite ed è già stata dimessa dall’ ospedale Cannizzaro. La donna, accortasi dell’ aggressione al figlio di un anno e mezzo grazie alle urla della vicina, aveva tentato di fare scudo con il suo corpo, provando a strappare il figlio dalle fauci dei due dogo argentini di proprietà della famiglia, uno di tre e uno di otto anni. Non è ancora chiaro cosa sia accaduto realmente, ma pare che il bimbo fosse stato lasciato solo con i due molossi che lo hanno improvvisamente aggredito, ferendolo al volto, alla gola e all’ addome. A nulla sono valsi i soccorsi arrivati rapidamente, che hanno solo potuto costatare il decesso del bambino. Il padre, un operaio di 32 anni, al momento dell’ aggressione era fuori per lavoro. Sulla pericolosità di alcune razze canine, il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi ha detto: “Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione perché è indubbio che esistano razze di cani che per le loro caratteristiche (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicatura . Per tale motivo da anni – ha aggiunto Tanasi – chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza. Ci chiediamo quanti altri bambini debbano morire prima che le istituzioni ci diano finalmente ascolto”. La donna è stata iscritta nel registro degli indagati per omicidio colposo e gli inquirenti hanno disposto l’ autopsia sul corpo del bimbo.
Giornale di Carate, 17/08/2016 09:44
«rallentate sul seveso»
L’ incrocio pericoloso sarà messo in sicurezzaPDF PDF
LENTATE SUL SEVESO (peo) La messa in sicurezza dell’ intersezione dove è avvenuto il terribile schianto mortale, è nel programma degli interventi previsti dal progetto «Rallentate sul Seveso». A ricordarlo è l’ assessore Marco Cappelletti annunciando la partenza dei lavori tra poche settimane. «Sarà creato un salvagente centrale che prevede anche un punto luminoso – ha spiegato – con i cordoli i veicoli in transito saranno costretti a rallentare, quindi l’ intersezione non sarà più pericolosa». Dopo il tragico incidente sulla Nazionale dei Giovi, incrocio con via Aureggi, il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli ha esortato il Comune ad abbassare il limite di velocità in città ad almeno 30 Km/h per azzerare i rischi di incidente. Ma cosa ne pensa l’ Amministrazione comunale? «Il tema è stato analizzato in sede di redazione del Piano particolareggiato del traffico – ha premesso Cappelletti – e su una ventina di strade è plausibile istituire “zona 30 km/h “zone 30” come il centro storico e in prossimità delle scuole, ma ampliarlo a tutto il centro urbano proprio no. Comunque sono favorevole all’ abolizione delle minicar, chi non ha la patente non dovrebbe guidare».
Giornale di Desio, 17/08/2016 09:42
«rallentate sul seveso»
L’ incrocio pericoloso sarà messo in sicurezzaPDF PDF
LENTATE SUL SEVESO (peo) La messa in sicurezza dell’ intersezione dove è avvenuto il terribile schianto mortale, è nel programma degli interventi previsti dal progetto «Rallentate sul Seveso». A ricordarlo è l’ assessore Marco Cappelletti annunciando la partenza dei lavori tra poche settimane. «Sarà creato un salvagente centrale che prevede anche un punto luminoso – ha spiegato – con i cordoli i veicoli in transito saranno costretti a rallentare, quindi l’ intersezione non sarà più pericolosa». Dopo il tragico incidente sulla Nazionale dei Giovi, incrocio con via Aureggi, il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli ha esortato il Comune ad abbassare il limite di velocità in città ad almeno 30 Km/h per azzerare i rischi di incidente. Ma cosa ne pensa l’ Amministrazione comunale? «Il tema è stato analizzato in sede di redazione del Piano particolareggiato del traffico – ha premesso Cappelletti – e su una ventina di strade è plausibile istituire “zona 30 km/h “zone 30” come il centro storico e in prossimità delle scuole, ma ampliarlo a tutto il centro urbano proprio no. Comunque sono favorevole all’ abolizione delle minicar, chi non ha la patente non dovrebbe guidare».
bresciaoggi.it, 17/08/2016 07:52
The Floating Piers sotto la lente delle Fiamme gialleWeb Web
Cinzia Reboni The Floating Piers uno spreco di risorse pubbliche? Sarà la Guardia di Finanza – che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo negli uffici della Comunità Montana del Sebino bresciano – a far luce sui costi sostenuti in occasione della passerella galleggiante di Christo che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano a Montisola, richiamando sul lago d’ Iseo più di un milione e 200 mila visitatori. Gli accertamenti sono legati ad un esposto: presumibilmente quello presentato dal Codacons alla Corte dei Conti della Lombardia. Si tratta del resto dell’ unica iniziativa legale ufficiale inoltrata ai magistrati contabili. L’ associazione dei consumatori chiedeva di «indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione dell’ artista bulgaro, per quanto riguarda sicurezza e mobilità in primis. (…) Leggi l’ articolo integrale sul giornale in edicola.
cinzia reboni
La Sicilia, 17/08/2016 07:31
Patentino obbligatorio per i cani pericolosiPDF PDF
PALERMO. “Un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi” per l’ uomo. Ad avanzare nuovamente la richiesta è il Codacons. “La questione dei cani aggressivi e potenzialmente pericolosi per la salute dell’ uomo deve essere affrontata una volta per tutte”, afferma il segretario nazionale Francesco Tanasi. “Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione perché è indubbio che esistano razze di cani che per le loro caratteristiche (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicatura – aggiunge – Per tale motivo da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza”.
La Sicilia, 17/08/2016 07:31
Statali, si scalda la partita dei rinnoviPDF PDF
“avviso” al governo. la cisl: dal 2008 ogni lavoratore pubblico ha perso 230 euro al mese
ROMA. In vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della “non crescita”, per un rinnovo triennale dei contratti della P.a. (nella foto, il ministro Marianna Madia) servono a regime 7 miliardi di euro. «Questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla» avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero prosegue Turco – lo ribadiamo: agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». E le notizie sulla frenata del Pil non «possono fare da apripista sottolinea Uilpa – a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevi tabile l’ apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti, a iniziare dalla funzionalità del servizio pubblico e dalle esigenze della collettività». «Il pubblico impiego è l’ unico settore che ha subito dal 2008 un arretramento salariale, pari a una media del 13-15% in busta paga. E’ la prima volta che accade» afferma Bernava, responsabile Cisl del pubblico impiego, convinto che «sarebbe un grave errore bloccare i contratti a vita. Al contrario, il governo deve fare uno sforzo sulle risorse, i 300 milioni messi sul piatto sono pochissimi, a fronte dell’ introduzione di tutti gli elementi di innovazione contrattuale. Nessuno qui vuole aumenti a pioggia». In vista della ripresa del confronto con l’ Aran, previsto per la prima decade di settembre, dopo le “aperture” da parte del governo, «un segnale diverso sarebbe importantissimo – conclude Bernava – anche sul piano della spinta ai consumi». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici: 10.400 euro a testa, per il periodo tra il 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, «oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori» dice annunciando il ricorso collettivo al Tar del Lazio, e ricordando la sentenza n. 178 del 24 giugno 2015 della Corte Costituzionale sull’ illegittimità del regime di blocco del rinnovo della contrattazione collettiva per il personale pubblico dipendente (Legge n. 122/2010). Illegittimità limitata però al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza stessa, ossia dal 30 luglio 2015. «A distanza di oltre un anno dall’ esecutività della sentenza, nulla è stato fatto – dice il Codacons – e milioni di pubblici dipendenti attendono ancora il rinnovo del contratto».
La Sicilia, 17/08/2016 07:31
«Osteoporosi, auspicabile collaborazione con l’ Asp»PDF PDF
VITTORIO ROMANO «Non può né deve suscitare meraviglia, in quanto ampiamente prevedibile, che la Corte dei Conti decida oggi di verificare, direttamente, la sussistenza dei presupposti per l’ esercizio di eventuali azioni di responsabilità amministrativa e contabile nei confronti dei medici (maggiori prescrit tori di farmaci per l’ osteoporosi, ndr.) che liberamente non hanno voluto aderire alla prima verifica, disposta e indicata dalla stessa Corte all’ Asp. Gli oltre 500 medici che hanno aderito alla verifica, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno potuto dimostrare correttezza nella prescrizione, dimostrando altresì professionalità in sede di confronto con l’ azienda. Risulta evidente come i colleghi che non hanno ritenuto di aderire al percorso condiviso dovranno farlo con le procedure previste dalla Corte, a cominciare dai primi 30 iperprescrittori, che avranno comunque la possibilità di dimostrare il contrario con un iter procedurale evidentemente più articolato. Mi sembra ovvio che nelle more i medici possano ancora avviare una procedura di confronto e collaborazione con l’ Asp, dimostrando la legittimità delle loro prescrizioni ed evitando, se lo ritengono, di doverlo comunque fare con la Corte dei Conti. La collaborazione con le istituzioni e con l’ Asp rappresenta una buona occasione non solo per dimostrare la legittimità del nostro operato, ma anche per affermare la nostra professionalità». Il caso osteoporosi continua a suscitare reazioni nell’ ambiente sanitario dopo che il nostro giornale ha pubblicato la notizia che la Corte dei Conti ha chiesto all’ Asp i nomi dei 30 medici di famiglia maggiori prescrittori (l’ elenco è pronto, tra oggi e domani sarà firmato dal direttore generale Giuseppe Giammanco e inviato ai giudici contabili). E dopo le prese di posizione dello Snami e del Codacons, assai critici nei confronti dell’ Asp, ora interviene il dott. Domenico Grimaldi, segretario provinciale della Fimmg. «Ricordo sommariamente come la questione osteoporosi nasce da verifiche disposte dall’ autorità giudiziaria, con conseguenti rapporti inviati anche alla Procura generale della Corte dei Conti di Palermo – continua Grimaldi -. In seno all’ Asp viene costituita una commissione, con la presenza anche dell’ Ordine dei medici di Catania, per stabilire procedure da condividere in merito. Un numero importante di medici di famiglia, oltre 500, compresi i medici iscritti alla mia associazione, decide liberamente di collaborare, ottemperando a quanto richiesto dalla Procura contabile per mezzo dell’ Asp, attraverso un percorso condiviso, istituzionale, che ha portato alla definizione di ogni singolo caso originariamente contestato. Altre associazioni e altri medici, sup portati dall’ Ordine – che in verità aveva inizialmente condiviso – hanno deciso un percorso differente, definendo procedure e attività di negata collaborazione con l’ Asp e, di riflesso, di contrasto con la stessa e con quanto stabilito con la Corte, riguardo una prima verifica da parte dell’ azienda, considerato l’ elevato numero di medici interessato».
vittorio romano
Quotidiano del Sud, 17/08/2016 06:37
catania ferita la madre nel tentativo di strapparlo alla furia animale
Bebè ucciso in casa da 2 caniPDF PDF
stava giocando quando 2 dogo argentini lo hanno aggredito
CATANIA – Quando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata in una villetta a Mascalucia, alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. Per eseguire l’ autopsia è pertanto necessaria la nomina di un consulente di parte della donna. L’ inchiesta è coordinata dal pm Fabio Aliotta. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in I 2 dogo argentini dopo l’ a g g re s s i o n e casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118 che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa che si trova quasi al confine con il vicino comune di Nicolosi, insieme al figlio di un anno e mezzo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare prima di affidarli all’ Asp. «E’ un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo di poco più di un anno che non ce l’ hafatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani inferociti», ha scritto su Facebook il vicesindaco Fabio Cantarella. Pone «la questione dei cani aggressivi» il Codacons. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è in dubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo», dice il segretario nazionale dell’ asso ciazione dei consumatori Francesco Tanasi». «Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi – aggiunge Il morso di un volpino non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari». Nando Petti.
iltempo.com, 17/08/2016 06:30
Bimbo sbranato in giardino dai suoi caniWeb Web
Un bimbo di un anno e mezzo viene sbranato da due suoi cani. La madre, nella totale disperazione, è riuscita a strappare dalla bocca dei due dogo argentini, il figlio segnato da lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Maria Crisafulli, 31 anni, è rimasta gravemente ferita al polpaccio, mentre i morsi non hanno lasciato scampo al piccolo Giorgio. La tragedia si è consumata alle 12.30 circa a Mascalucia, provincia di Catania. Il bambino e la madre sono stati trasportati in elisoccorso all’ ospedale Cannizzaro di Catania. A nulla sono serviti i soccorsi: erano troppo gravi infatti le lesioni riportate dal bambino. Già quando l’ elicottero si è posato a terra, «il cuore del bambino aveva già smesso di battere e il suo corpo era devastato», riferiscono i soccorritori. Secondo una prima ricostruzione, Giorgio e la mamma stavano giocando nel giardino della villetta in una piccola piscina gonfiabile, quando all’ improvviso i due animali hanno azzannato alla testa e al collo il piccolo. La madre, sarebbe riuscita a togliere suo figlio dalla bocca dei due cani che subito li ha chiusi dentro l’ abitazione, scappando in strada con in braccio Giorgio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa alle falde dell’ Etna insieme al piccolo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. I due animali sono stati posti sotto sequestro e affidati al servizio veterinario dell’ Azienda sanitaria provinciale. Va ricordato che il Dogo argentino è nella lista tra le razze canine più pericolose in Italia secondo il ministero della Salute. Intanto, la madre del bimbo è indagata per omicidio colposo. La Procura intende chiarire le esatte circostanze della tragedia e per questo, come atto dovuto, ha iscritto Maria Crisafulli nel registro degli indagati. Pare che la signora, si fosse allontanata per qualche istante lasciando il figlio da solo nella piccola piscina e che sia accorsa poi per sottrarlo all’ attacco dei cani, senza riuscirvi. Fatti che dovranno essere accertati nei giorni prossimi giorni. La donna sarà interrogata dal sostituto procuratore Fabrizio Aliotta quando le condizioni di salute lo permetteranno. «È un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo di poco piu’ di un anno che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani inferociti», scrive su Facebook il vicesindaco di Mascalucia, Fabio Cantarella che ha firmato l’ ordinanza di sequestro della villa. Infine, l’ attacco del Codacons: «Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi».
gaetano mineo
Gazzetta del Sud, 17/08/2016 06:01
pubblico impiego
Contratti da rinnovare, occorrono sette miliardiPDF PDF
Torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da 7 anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della «non crescita», per un rinnovo triennale servono a regime 7 miliardi di euro. «Questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla», avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici fanno presente alla titolare Marianna Madia un arretramento salariale che non ha uguali. Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, osserva: «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 lordi». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico dei dipendenti pubblici: 10.400 euro a testa, per il periodo tra l’ 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, «oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori» dice annunciando il ricorso collettivo al Tar del Lazio, e ricordando la sentenza n. 178 del 24 giugno 2015 della Consulta sull’ illegittimità del regime di blocco del rinnovo della contrattazione collettiva per il personale pubblico dipendente (Legge n. 122/2010). Illegittimità limitata però al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza, ossia dal.
Gazzetta del Sud, 17/08/2016 06:01
per il blocco
Class action del Codacons: si compensino i dipendenti penalizzatiPDF PDF
Il Codacons presenta il conto allo Stato, chiedendo una compensazione del mancato adeguamento del trattamento economico per il periodo compreso tra il primo gennaio 2010 e il 30 luglio 2015. Nel dettaglio, si tratterebbe di corrispondere 10.400 euro a lavoratore. L’ associazione dei consumatori annuncia di aver presentato una class action davanti al Tar del Lazio, contro il blocco degli stipendi nel pubblico impiego, ricordando una sentenza (la n. 178 del 24 giugno 2015) della Corte Costituzionale sull’ illegittimità del regime di blocco del rinnovo della contrattazione collettiva per il personale pubblico dipendente attuato con il decreto legislativo n. 78/2010, convertito, successivamente, nella legge n. 122/2010. Una class action da «oltre 33 miliardi di euro da restituire a3,2 milioni di lavoratori» dice il Codacons. «A distanza di oltre un anno dall’ esecutività della sentenza della Corte Costituzionale – annota il Codacons – nulla è stato fatto e milioni di pubblici dipendenti attendono ancora il rinnovo del contratto». L’ associazione sottolinea che il ricorso collettivo è «finalizzato a ottenere la condanna al risarcimento del danno subito da ciascun ricorrente per il periodo compreso tra il 30 luglio 2015 a tutt’ oggi, e alla corresponsione di un equo indennizzo, a compensazione del sacrificio imposto ai ricorrenti per effetto del mancato adeguamento del trattamento economico -stipendiale, per il periodo compreso tra il 1 gennaio 2010e il30 luglio 2015, anche a titolo di arricchimento senza causa dell’ amministrazione, per un totale complessivo di 10.400 euro a lavoratore». Sono circa 2000 i dipendenti pubblici che hanno aderito all’ azione collettiva. Il Codacons ha diffidato Asl, Ministeri, Regioni, Province, Comuni, ospedali a dare immediata esecuzione alla sentenza della Consulta, provvedendo a dare corso alle procedure contrattuali e negoziali relative al nuovo triennio 2016-2018 per il personale e ad adottare tutti gli atti dovuti.3.
Libertà, 17/08/2016 05:57
Contratti statali, alta tensione «Servono 7 miliardi in 3 anni»PDF PDF
si scalda la partita dei rinnovi per i vari accordi della pubblica amministrazione quanti dubbi sotto la scure della “non crescita”. la cisl: persi 230 euro al mese
ROMA – In vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della “non crescita”, per un rinnovo triennale servono a regime 7 miliardi di euro: «Questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla» avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero – prosegue Turco – lo ribadiamo: agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella P.A., sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». E le notizie sulla frenata del Pil non «possono fare da apripista – sottolinea Uilpa – a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti, a iniziare dalla funzionalità del servizio pubblico e dalle esigenze della collettività». «Il pubblico impiego è l’ unico settore che ha subito dal 2008 un arretramento salariale, pari a una media del 13-15% in busta paga. È la prima volta che accade» afferma Bernava, responsabile Cisl del pubblico impiego, convinto che «sarebbe un grave errore bloccare i contratti a vita. Al contrario, il governo deve fare uno sforzo sulle risorse, i 300 milioni messi sul piatto sono pochissimi, a fronte dell’ introduzione di tutti gli elementi di innovazione contrattuale. Nessuno qui vuole aumenti a pioggia». In vista della ripresa del confronto con l’ Aran, previsto per la prima decade di settembre, dopo le aperture da parte del governo, «un segnale diverso sarebbe importantissimo – conclude Bernava – anche sul piano della spinta ai consumi». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici: 10.400 euro a testa, per il periodo tra il 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, «oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori» dice annunciando il ricorso collettivo al Tar del Lazio, e ricordando la sentenza n. 178 del 24 giugno 2015 della Corte Costituzionale sull’ illegittimità del regime di blocco del rinnovo della contrattazione collettiva per il personale pubblico dipendente. Illegittimità limitata però al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza stessa, ossia dal 30 luglio 2015. «A distanza di oltre un anno dall’ esecutività della sentenza, nulla è stato fatto – dice il Coda cons – e milioni di pubblici dipendenti attendono ancora il rinnovo del contratto».
La Prealpina, 17/08/2016 05:33
E le famiglie adesso tornano a spenderePDF PDF
codacons le vacanze estive fanno salire la spesa complessiva a 16 miliardi
ROMA – In questa estate gli italiani tornano a spendere. Lo afferma il Codacons, che registra una maggiore propensione alla spesa da parte delle famiglie durante le vacanze di agosto. «Finalmente si registra una moderata crescita dei consumi e degli acquisti da parte dei cittadini in villeggiatura – spiega il presidente Carlo Rienzi -. La spesa complessiva degli italiani per alloggi, servizi, cibo e svaghi risulta in crescita del +2,5% rispetto alle vacanze estive dello scorso anno e vola complessivamente a quota 16,4 miliardi di euro. Un budget superiore a quello del 2015, che dimostra che le famiglie, se negli ultimi mesi hanno ridotto o mantenuto stabili i consumi generali, hanno scelto di non tagliare la spesa per le vacanze estive». Il turismo italiano «torna a segnare numeri positivi sia sul fronte delle presenze che della spesa complessiva – prosegue Rienzi -. Due i fattori principali di cui stanno beneficiando le imprese turistiche italiane: prezzi al dettaglio sostanzialmente stabili o in discesa e l’ effetto terrorismo, che ha portato non solo ad una crescita del numero di italiani che hanno deciso di trascorrere le vacanze entro i confini nazionali (circa il 75%), ma anche a maggiori presenze da parte di turisti stranieri, che ritengono il nostro Paese più sicuro rispetto ad altre località di vacanza estere». Intanto i primi bilanci del ferragosto a livello italiano fanno capire che la strada imboccata è quella giusta. Il sistema culturale si conferma poi uno dei motori dell’ economia nazionale. «Il successo dell’ apertura dei musei e delle aree archeologiche a Ferragosto è un segnale che dimostra quanto sia importante l’ intera filiera e quanto essa stimoli il turismo. All’ insieme di attività non solo strettamente culturali, come i musei, le aree archeologiche, i beni culturali in genere, vanno considerate anche letteratura, cinema, performing arts, industrie creative e made in Italy: cioè tutte quelle realtà produttive che non rappresentano in sé un bene culturale, ma che dalla cultura traggono linfa creativa e competitività; come il design, l’ architettura e la comunicazione». Lo dice in una nota Ermete Realacci (Pd). Queste attività a loro volta spingono la filiera del turismo: «Più di un terzo della spesa turistica nazionale (il 37,5%) è generato proprio dal sistema culturale», conclude.
Libertà, 17/08/2016 05:32
Bimbo di un anno e mezzo muore sbranato dai caniPDF PDF
tragedia nel catanese: attaccato dai due dogo argentini di famiglia la madre ferita a un braccio. ma ora è indagata per omicidio colposo
CATANIA – Quando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata in una villetta a Mascalucia, alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. Per eseguire l’ autopsia è pertanto necessaria la nomina di un consulente di parte della donna. L’ inchiesta è coordinata dal pm Fabio Aliotta. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono in tervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118 che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa che si trova quasi al confine con il vicino comune di Nicolosi, insieme al figlio di un anno e mezzo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare prima di affidarli all’ Asp. Pone «la questione dei cani aggressivi» il Codacons. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo», dice il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori Francesco Tanasi. «Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi – aggiunge -. Il morso di un volpino non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza».
Il Quotidiano della Calabria, 17/08/2016 05:30
catania ferita la madre nel tentativo di strapparlo alla furia animale
Bebè ucciso in casa da 2 caniPDF PDF
stava giocando quando 2 dogo argentini lo hanno aggredito
CATANIA – Quando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata in una villetta a Mascalucia, alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. Per eseguire l’ autopsia è pertanto necessaria la nomina di un consulente di parte della donna. L’ inchiesta è coordinata dal pm Fabio Aliotta. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in I 2 dogo argentini dopo l’ a g g re s s i o n e casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118 che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa che si trova quasi al confine con il vicino comune di Nicolosi, insieme al figlio di un anno e mezzo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare prima di affidarli all’ Asp. «E’ un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo di poco più di un anno che non ce l’ hafatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani inferociti», ha scritto su Facebook il vicesindaco Fabio Cantarella. Pone «la questione dei cani aggressivi» il Codacons. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è in dubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo», dice il segretario nazionale dell’ asso ciazione dei consumatori Francesco Tanasi». «Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi – aggiunge Il morso di un volpino non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari». Nando Petti.
La Stampa, 17/08/2016 05:06
Statali, si apre la partita del rinnovoPDF PDF
l’ intervento annunciato per settembre. il blocco dei contratti era stato dichiarato illegittimo i sindacati: servono almeno sette miliardi. la cgil: in cinque anni persi 212 euro in busta paga
La brutta notizia di ferragosto, ovvero la gelata del Pil nel secondo trimestre, fa temere ai sindacati l’ ennesima stretta sui conti pubblici. E comincia un’ offensiva preventiva in vista del rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, promesso per settembre dal ministro Marianna Madia. «Dopo sette lunghi anni di penalizzazione retributiva – sostiene Nicola Turco, segretario generale della Uil-pubblico impiego – la riapertura della contrattazione presuppone la disponibilità di nuove risorse». Fatti i calcoli, la Uil si aspetta che il governo stanzi almeno 7 miliardi di euro. «Il minimo per restituire dignità e professionalità ai lavoratori». Potrebbe sembrare una cifra enorme; per il sindacato invece è proprio il minimo, tanto più che l’ Avvocatura dello Stato argomentò davanti alla Corte Costituzionale che nei cinque anni tra 2010 e 2015 lo Stato aveva risparmiato 35 miliardi di euro in mancati rinnovi contrattuali. Il blocco dei contratti nel frattempo è stato dichiarato illegittimo dalla Corte. E però il segretario della Uil non vorrebbe che «le notizie allarmistiche sulla frenata del Pil diventassero l’ apripista a nuove fumate nere sulla disponibilità» perché altrimenti si «genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti». Il tema è indubbiamente incandescente. Anche la Cgil prende in esame i 35 miliardi risparmiati dallo Stato, che da altro punto di vista sono soldi perduti dai lavoratori del pubblico impiego. Michele Gentile, coordinatore del Dipartimento del pubblico impiego della Cgil, ha quantificato così l’ effetto per i 3,3 milioni di dipendenti pubblici che attendono il rinnovo: «I 35 miliardi considerati dall’ Avvocatura, 7 l’ anno, al lordo delle tasse, significano 212 euro persi da ogni singolo lavoratore al mese e per ogni anno». Secondo la Cisl-Funzione pubblica, infine, gli stipendi sono tornati ai livelli del 2001: nel 2009 un dipendente pubblico percepiva in termini nominali circa 4300 euro in più rispetto ad un lavoratore del settore manifatturiero. Oggi ne percepisce 1300 euro in meno. Perciò Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl-Fp, chiede «un aumento di 150 euro» in busta paga, pari a maggiori spese per 11 miliardi nel triennio. L’ associazione Codacons, intanto, ha presentato un primo ricorso collettivo al Tar del Lazio contro il blocco degli stipendi, chiedendo 10.400 euro per ciascuno dei duemila lavoratori che partecipano al ricorso, «a compensazione del sacrificio imposto». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
francesco grignetti
Avvenire, 17/08/2016 05:00
Renzi si fida della Ue: avrò risorse verePDF PDF
Canali aperti con Hollande e Merkel che vedrà lunedì a Ventotene Statali, sindacati all’ assalto: 7 miliardi per il rinnovo del contratto ROMA L’ algoritmo è già impostato. Se la manovra sarà espansiva, allora il referendum si terrà il 20 o il 27 novembre, per sfruttare la scia delle nuove misure economiche. Se la manovra invece sarà conservativa, minimal, faticata, allora la consultazione popolare sulle riforme potrebbe essere anticipata a ottobre e essere ‘dissociata’ dalle inevitabili polemiche sul Paese che non riparte e sulle risorse per la crescita che latitano. Il bivio è vicino, la scelta anche. La settimana prossima sarà già decisiva, con l’ incontro a tre a Ventotene – lunedì prossimo – con Merkel e Hollande e poi con il Consiglio dei ministri di ripresa delle attività, in cui si darà il via libera agli ultimi decreti attuativi della delega PA e si programmerà la prossima fase politica. Al momento, allo stato dei fatti, Renzi è ottimista. «Quanto accaduto in Portogallo e Spagna dimostra che ora in Europa si parla la lingua della politica e non quella dei tecnocrati», dicono i consiglieri economici del premier all’ unisono. «Il nostro referendum è ormai l’ ancora di salvezza dell’ Unione», ha detto più volte nelle segrete stanze Renzi ai suoi collaboratori. Ergo: le richieste dell’ Italia saranno vagliate con molta disponibilità, senza sollevare le tradizionali questioni da ‘zero virgola’. L’ approccio di Roma con l’ Ue potrebbe radicalmente cambiare rispetto agli ultimi anni: non ci si limiterebbe a trattare per strappare margini di flessibilità, ma si presenterebbe un vero e proprio piano per la crescita fondato su investimenti pubblici da scorporare dai conti dello Stato e allentamento della regole del deficit (senza però sforare il 3 per cento). Una boccata d’ ossigeno tra i 20 e i 30 miliardi, una deroga straordinaria che potrebbe essere presa a modello anche da altri Stati membri. Se Bruxelles desse una risposta positiva a stretto giro, entro settembre, Renzi potrebbe anche decidere di far svolgere il referendum nell’ ultima quindicina di ottobre, dopo la presentazione della legge di stabilità al Parlamento. Se così non sarà, se l’ Ue si tapperà le orecchie dinanzi alle richieste di Renzi, allora lo scenario diventerebbe complicato. La manovra potrebbe limitarsi a sterilizzare le clausole di salvaguardia (in particolare l’ aumento Iva) e a conservare la prevista riduzione dell’ Ires, senza altri sussulti. In tal caso varrebbe la pena, è il ragionamento di Palazzo Chigi, distinguere nettamente la partita referendaria dalla partita che tocca le tasche dei cittadini. Tanto più che, sulla prossima legge di stabilità, pendono numerose e gravose richieste di categorie tartassate dagli ultimi anni di austerity, pensionati e statali in primis. Se i margini saranno ristretti, si assisterà al solito ‘derby’ tra misure che vanno in competizione tra loro. Un assaggio l’ ha dato già ieri il viceministro all’ Economia Enrico Zanetti: «Vengono prima i dipendenti pubblici e poi i pensionati». Ieri intanto hanno girato le carte i sindacati della funzione pubblica. Un vero e proprio attacco coordinato portato in contemporanea da Cgil, Cisl e Uil. Il contratto è scaduto da sette anni, e le sigle dei lavoratori fanno di conto. La Cgil calcola un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno. La Uil-Pa chiede che il governo metta sul tavolo «risorse certe », almeno 7 miliardi in 3 anni, «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori». E Cisl-Fp sottolinea che gli stipendi sono tornati ai livelli del 2001. Lo scorso anno una sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco della contrattazione da agosto del 2015, escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato. L’ Avvocatura generale quantificò poi il costo dei mancati rinnovi 2010-2015 in 35 miliardi. I 7 miliardi chiesti da Uil sarebbero dunque solo «risarcitori» e potrebbero venire dalla riforma dei bonus, dalla riduzione delle consulenze esterne, dalla internalizzazione dei servizi, da una redistribuzione dei soldi sottratti all’ evasione fiscale. Dal governo nessuna risposta ufficiale. Il 24 o 25 agosto ci sarà un Cdm con a tema la PA e a settembre ripartirà il tavolo con i sindacati. Certamente l’ esecutivo non è disposta a mettere in gioco 7 miliardi alla luce degli impegni già presi su pensioni e flessibilità in uscita, ma c’ è consapevolezza che non si può rispondere alla sentenza della Consulta con un aumento da poche decine di milioni. Anche perché a muoversi contro il governo è anche Codacons con una class action presso il Tar del Lazio in cui si chiedono 10.400 euro per 3,2 milioni di dipendenti non beneficiati da aumenti contrattuali dal 2010 al 2015. RIPRODUZIONE RISERVATA Renzi con Merkel e Hollande al Parlamento europeo.
Tempo, 17/08/2016 05:00
Bimbo sbranato in giardino dai suoi caniPDF PDF
aveva un anno e mezzo, la mamma ha tentato invano di salvarlo la donna, ricoverata, è indagata. sequestrati i due dogo argentini
• Un bimbo di un anno e mezzo viene sbranato da due suoi cani. La madre, nella totale disperazione, è riuscita a strappare dalla bocca dei due dogo argentini, il figlio segnato da lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Maria Crisafulli, 31 anni, è rimasta gravemente ferita al polpaccio, mentre i morsi non hanno lasciato scampo al piccolo Giorgio. La tragedia si è consumata alle 12.30 circa a Mascalucia, provincia di Catania. Il bambino e la madre sono stati trasportati in elisoccorso all’ ospedale Cannizzaro di Catania. A nulla sono serviti i soccorsi: erano troppo gravi infatti le lesioni riportate dal bambino. Già quando l’ elicottero si è posato a terra, «il cuore del bambino aveva già smesso di battere e il suo corpo era devastato», riferiscono i soccorritori. Secondo una prima ricostruzione, Giorgio e la mamma stavano giocando nel giardino della villetta in una piccola piscina gonfiabile, quando all’ improvviso i due animali hanno azzannato alla testa e al collo il piccolo. La madre, sarebbe riuscita a togliere suo figlio dalla bocca dei due cani che subito li ha chiusi dentro l’ abitazione, scappando in strada con in braccio Giorgio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa alle falde dell’ Etna insieme al piccolo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. I due animali sono stati posti sotto sequestro e affidati al servizio veterinario dell’ Azienda sanitaria provinciale. Va ricordato che il Dogo argentino è nella lista tra le razze canine più pericolose in Italia secondo il ministero della Salute. Intanto, la madre del bimbo è indagata per omicidio colposo. La Procura intende chiarire le esatte circostanze della tragedia e per questo, come atto dovuto, ha iscritto Maria Crisafulli nel registro degli indagati. Pare che la signora, si fosse allontanata per qualche istante lasciando il figlio da solo nella piccola piscina e che sia accorsa poi per sottrarlo all’ attacco dei cani, senza riuscirvi. Fatti che dovranno essere accertati nei giorni prossimi giorni. La donna sarà interrogata dal sostituto procuratore Fabrizio Aliotta quando le condizioni di salute lo permetteranno. «È un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo di poco piu’ di un anno che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani inferociti», scrive su Facebook il vicesindaco di Masca lucia, Fabio Cantarella che ha firmato l’ ordinanza di sequestro della villa. Infine, l’ attacco del Codacons: «Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi».
gaetano mineo
Il Gazzettino, 17/08/2016 04:41
catania stava giocando da solo con i dogo argentini
Bimbo di un anno e mezzo muore sbranato da due caniPDF PDF
la tragedia nel giardino di casa. ferita la madre che ha tentato di fare da scudo con il proprio corpo per salvare il figlio, è indagata
CATANIA – Quando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata in una villetta a Mascalucia, alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. Per eseguire l’ autopsia è pertanto necessaria la nomina di un consulente di parte della donna. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118 che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. I due cani erano regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Pone «la questione dei cani aggressivi» il Codacons. Dice il segretario nazionale Francesco Tanasi”. «Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi».
La Repubblica, 17/08/2016 04:17
“Sette miliardi per i contratti pubblici”PDF PDF
i sindacati vanno all’ attacco in vista dei prossimi rinnovi: dal 2008 ogni dipendente ha perso 132 euro al mese il governo per ora ha stanziato solo 300 milioni. all’ inizio di settembre vertice tra la ministra madia e cgil, cisl, uil
ROMA. I sindacati lanciano il primo assalto al rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. E lo fanno cifre alla mano, provando a mettere con le spalle al muro il governo: «Il blocco della contrattazione dal 2010 al 2015 – dicono in coro – ci è costato 35 miliardi come certificato dalla Avvocatura dello Stato». Quindi il passo successivo è stabilire quale sia il punto di partenza di una trattativa tutta in salita, tra fondamentali dell’ economia che boccheggiano e una legge di stabilità che già si annuncia irta di ostacoli. E quel punto di partenza lo hanno fissato ieri, per la prima volta, Cgil, Cisl e Uil, che hanno “inviato” a Palazzo Chigi una cifra di quelle che fanno tremare i polsi. Tanto per saggiare il campo e vedere l’ effetto che fa. I tempi sono stretti: la ministra Marianna Madia ha incontrato il 26 luglio i sindacati e per il 10 settembre aspetta delle proposte dal tavolo sindacati-Aran. Lo scorso anno la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittimo da agosto del 2015 il blocco della contrattazione, escludendone la retroattività che avrebbe portato disastri e aperto una voragine nel bilancio dello Stato. L’ Avvocatura generale, poi, ha quantificato il costo dei mancati rinnovi 2010-2015 in 35 miliardi. Da qui alcune valutazioni dei sindacati. La Cgil, ad esempio, ha calcolato che i mancati aumenti in busta paga sarebbero di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno: basta dividere quei 7 miliardi per la platea di circa 3 milioni di dipendenti della Pa e il gioco è fatto. Anche la Uil chiede risorse «per 7 miliardi ». Soldi che serviranno a «restituire dignità e professionalità ai lavoratori». La Cisl punta l’ indice sul passo indietro degli stipendi, che invece di progredire sono tornati addirittura ai livelli del 2001. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte Costituzionale – spiega Michele Gentile, coordinatore del dipartimento Pa della Cgil – fanno 7 miliardi. Al lordo delle tasse, per 3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi ogni mese e per ognuno dei sei anni». Ma al netto delle imposte la cifra si abbassa a quota 132 euro netti, visto che dei 7 miliardi nelle casse statali ne rientrano 2,3. «La riapertura della contrattazione presuppone la disponibilità di nuove risorse sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ribatte il segretario generale della Uilpa Nicola Turco mentre per il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin, «serve un aumento di 150 euro lordi» visto che gli stipendi sarebbero tornati ai livelli del 2001: nel 2009 un dipendente pubblico percepiva circa 4.300 euro in più rispetto ad un lavoratore del settore manifatturiero ed oggi incassa 1.300 euro in meno. Contro il blocco degli stipendi è intervenuto anche il Codacons che ha presentato un ricorso collettivo al Tar del Lazio a nome dei primi 2 mila dipendenti pubblici che chiedono risarcimento danni e indennizzo da 10.400 euro per ogni ricorrente. ( lu. ci.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA Il Codacons ha promosso una class action contro il blocco degli aumenti retributivi L’ INCONTRO L’ ultimo confronto tra la ministra Madia e i sindacati lo scorso 26 luglio ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Giornale di Brescia, 17/08/2016 04:17
la trattativa sono circa 3,2 milioni i lavoratori coinvolti
Pubblico, «per il nuovo contratto servono sette miliardi in tre anni»PDF PDF
apripista – sottolinea Uilpa – a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione». «Il pubblico impiego è l’ unico settore che ha subito dal 2008 un arretramento salariale, pari a una media del 13-15% in busta paga» afferma Bernava, responsabile Cisl, convinto che «sarebbe un grave errore bloccare i contratti a vita. Al contrario, il governo deve fare uno sforzo sulle risorse, i 300 milioni messi sul piatto sono pochissimi. Nessuno qui vuole aumenti a pioggia». In vista della ripresa del confronto con l’ Aran, previsto per la prima decade di settembre, «un segnale diverso sarebbe importantissimo – conclude Ber nava – anche sul piano della spinta ai consumi». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici: 10.400 euro atesta, per il periodo tra il 1° gennaio 2010 e il 30 luglio 2015. //
Il Secolo XIX, 17/08/2016 04:16
Bambino di un anno e mezzo sbranato dai cani di famigliaPDF PDF
ucciso da due dogo argentini, considerati tra i più pericolosi
QUANDO LA MADRE lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il bambino dalle fauci degli animali. La tragedia si è consumata in una villetta a Mascalucia, alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. Per eseguire l’ autopsia è pertanto necessaria la nomina di un consulente di parte della donna. Sembra che il bambino stes se giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118 che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa che si trova quasi al confine con il vicino comune di Nicolosi, insieme al figlio di un anno e mezzo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia li ha fatti catturare prima di affidarli all’ Asp. Aporre «la questione dei cani aggressivi» è il Codacons. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo», dice il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori Francesco Tanasi. «Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi aggiunge – Il morso di un volpino non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsias obbligo per i loro proprietar con conseguenze negative su fronte della sicurezza».
Giornale di Sicilia, 17/08/2016 04:02
animali aggressivi. il segretario nazionale francesco tanasi: «un patentino obbligatorio per chi li possiede»
Il Codacons chiede maggiori controlli: «Ci sono razze pericolose, spesso letali»PDF PDF
OOO «La questione dei cani aggressivi e potenzialmente pericolosi per la salute dell’ uomo deve essere affrontata una volta per tutte». Lo afferma il Codacons, dopo l’ ultima tragedia registrata a Mascalucia, dove un bimbo di un anno è morto sbranato da due doghi argentini. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo – afferma il se gretario nazionale Francesco Tanasi Indipendentemente dall’ educazione che si dà al proprio animale, è universalmente riconosciuto che esistono razze, come i pitbull o i rottweiler, che perle loro caratteristiche (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicatura». «Per tale motivo – prosegue Tanasi da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. Il morso di un volpino, in fatti, non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza. Ci chiediamo quanti altri bambini debbano morire prima che le istituzioni ci diano finalmente ascolto». Non hanno capacità di dialogo, sottovalutata pericolosità. «I bambini non vanno mai lasciati da soli con cani di grossa taglia, so prattutto come quelli di questa razza, di 40-50 chili di peso, e selezionati per la caccia grossa, che hanno un forte istinto predatorio». A sottolinearlo il presidente dell’ Osservatorio italiano cani mordaci, Salvatore Montemurro che – interpellato dall’ ANSA – rileva come «un bambino piccolo deve imparare a comunicare con un cane e viceversa, in modo che il linguaggio sia compreso a vicenda». L’ esperto spiega che «non bisogna mai sottovalutare la potenziale pericolosità di un cane e che chi acquista un cane di una razza potente, prestante, ha necessità di essere seguito da addestratori professionisti per imparare a dialogare» con l’ animale mentre «in Italia il padrone medio non è addestrato, e si verificano fraintendimenti».
Giornale di Sicilia, 17/08/2016 04:02
contrattazione. servono sette miliardi per i rinnovi. ai primi di settembre le prime trattative. i sindacati: «sarebbe una spinta ai consumi per milioni di famiglie»
PUBBLICO IMPIEGO AUTUNNO ROVENTEPDF PDF
Il Codacons avvia una class action per compensare il mancato adeguamento economico negli anni: «I dipendenti pubblici hanno perso 10.400 euro a testa, trail 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015». OOO In vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della «non crescita», per un rinnovo triennale servono a regime 7 miliardi di euro: «Questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla», avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero -prosegue Turco – lo ribadiamo: agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». E le notizie sulla frenata del Pil non «possono fare da apripista – sottolinea Uilpa – a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un ITALIA BURGARELLA Palermo, 17 agosto 2016 Palermo, 17 agosto 2016 Si è spenta serenamente MARIA ADELE PRIVITERA VEDOVA PERES Il rinnovo del contratto collettivo per la Funzione pubblica è «congelato» da sette anni: si punta a un nuovo accordo triennale ITALIA BURGARELLA MARIA TERESA CUSIMANO PUGLISI Palermo, 17 agosto 2016 Palermo, 17 agosto 2016 MARIA TERESA Palermo, 17 agosto 2016 Palermo, 17 agosto 2016 MARIA TERESA CUSIMANO MARIA TERESA CUSIMANO MARIA TERESA PUGLISI Palermo, 17 agosto 2016 Palermo, 17 agosto 2016 Palermo, 17 agosto 2016 MARIA TERESA CUSIMANO Palermo, 17 agosto 2016 grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti, a iniziare dalla funzionalità del servizio pubblico e dalle esigenze della collettività». «Il pubblico impiego è l’ unico settore che ha subito dal 2008 un arretramento salariale, pari a una media del 13-15% in busta paga. È la prima volta che accade», afferma Bernava, responsabile Cisl del pubblico impiego, convinto che «sarebbe un grave errore bloccare i contratti a vita. Al contrario, il governo deve fare uno sforzo sulle risorse, i 300 milioni messi sul piatto sono pochissimi, a fronte dell’ introduzione di tutti gli elementi di innovazione contrattuale. Nessuno qui vuole aumenti a pioggia». In vista della ripresa del confronto con l’ Aran, previsto per la prima decade di settembre, dopo le «aperture» da parte del governo, «un segnale diverso sarebbe importantissimo – conclude Bernava – anche sul piano della spinta ai consumi». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annunciauna class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici: 10.400 euro a testa, per il periodo tra il 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, «oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori» dice annunciando il ricorso collettivo al Tar del Lazio, e ricordando la sentenza n. 178 del 24 giugno 2015 della Corte Costituzionale sull’ illegittimità del regime di blocco del rinnovo della contrattazione collettiva per il personale pubblico dipendente (legge n. 122/2010). Illegittimità limitata però al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza stessa, ossia dal 30 luglio 2015. «A oltre un anno dall’ esecutività della sentenza, nulla è stato fatto -dice il Codacons-e milioni di pubblici dipendenti attendono ancora il rinnovo del contratto». 14 aprile 1962.
Il Piccolo, 17/08/2016 03:58
Contratti, autunno caldo Si inizia dal nodo stataliPDF PDF
cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
La Tribuna di Treviso, 17/08/2016 03:58
Contratti, autunno caldo Si inizia dal nodo stataliPDF PDF
cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
La Nuova Sardegna, 17/08/2016 03:55
Contratti, autunno caldo Si inizia dal nodo stataliPDF PDF
cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
Il Tirreno, 17/08/2016 03:55
Contratti, autunno caldo Si inizia dal nodo stataliPDF PDF
cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
Il Mattino di Padova, 17/08/2016 03:54
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cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
La Nuova Ferrara, 17/08/2016 03:54
Contratti, autunno caldo Si inizia dal nodo stataliPDF PDF
cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
Gazzetta di Reggio, 17/08/2016 03:53
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cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
Messaggero Veneto, 17/08/2016 03:53
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cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Gazzetta di Mantova, 17/08/2016 03:52
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di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Corriere delle Alpi, 17/08/2016 03:52
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cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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La Città di Salerno, 17/08/2016 03:51
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di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Alto Adige, 17/08/2016 03:51
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cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Il Centro, 17/08/2016 03:50
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cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Gazzetta di Parma, 17/08/2016 03:46
pubblica amministrazione la ripresa del confronto e’ prevista per i primi di settembre
Rinnovi contrattuali, i sindacati chiedono sette miliardi di euroPDF PDF
gli stipendi sono fermi dal 2008. il governo ha messo sul piatto 300 milioni
ROMA II In vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della «non crescita», per un rinnovo triennale servono a regime 7 miliardi di euro: «questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla» avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero prosegue Turco – lo ribadiamo: agire sullapolitica dei bonus, sulle consulenze esterne nella Pa, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratoriil frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». E le notizie sulla frenata del Pil non «possono fare da apripista – sottolinea Uilpa – a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti, a iniziare dalla funzionalità del servizio pubblico e dalle esigenze della collettività». «Il pubblico impiego è l’ unico settore che ha subito dal 2008 un arretramento salariale, pari a una media del 13-15% in busta paga. E’ la prima volta che accade» afferma Bernava, responsabile Cisl del pubblico impiego, convinto che «sarebbe un grave errore bloccare i contratti a vita. Al contrario, il governo deve fare uno sforzo sulle risorse, i 300 milioni messi sul piatto sono pochissimi, a fronte dell’ introduzione di tutti gli elementi di innovazione contrattua le. Nessuno qui vuole aumenti a pioggia». In vista della ripresa del confronto con l’ Aran, previsto per la prima decade di settembre, dopo le «aperture» da parte del governo, «un segnale diverso sarebbe importantissimo – conclude Ber nava -anche sul piano della spinta ai consumi». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendentipubblici: 10.400 euro a testa, per il periodo tra il 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, «oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori» dice annunciando il ricorso collettivo al Tar del Lazio, e ricordando la sentenza n. 178 del 24 giugno 2015 della Corte Costituzionale sull’ illegittimità del regime di blocco del rinnovo della contrattazione collettiva per il personale pubblico dipendente (Legge n. 122/2010). Illegittimità limitata però al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza stessa, ossia dal 30 luglio 2015. «A distanza di oltre un anno dall’ esecutività della sentenza, nulla è stato fatto – dice il Codacons – e milioni di pubblici dipendenti attendono ancora il rinnovo del contratto».•
La Sentinella del Canavese, 17/08/2016 03:32
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cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
La Gazzetta del Mezzogiorno, 17/08/2016 03:31
l’ allarme lo afferma la uilpa assicurando che ci sono le risorse. i consumatori annunciano un’ azione legale collettiva
Rinnovo dei contratti pubblici servono sette miliardi per tre anniPDF PDF
• ROMA. In vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equi librio dei conti pubblici e la scure della mancata crescita, per un rinnovo triennale servono a regime 7 miliardi di euro: «Questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla» avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ al tra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero – prosegue Turco – lo ribadiamo: agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». E le notizie sulla frenata del Pil non «possono fare da apripista – sottolinea Uilpa – a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti, a iniziare dalla funzionalità del servizio pubblico e dalle esigenze della collettività». «Il pubblico impiego è l’ unico settore che ha subito dal 2008 un arretramento salariale, pari a una media del 13-15% in busta paga. E’ la prima volta che accade» afferma Bernava, responsabile Cisl del pubblico impiego, convinto che «sarebbe un grave errore bloccare i contratti a vita. Al contrario, il governo deve fare uno sforzo sulle risorse, i 300 mi lioni messi sul piatto sono pochissimi, a fronte dell’ introduzio ne di tutti gli elementi di innovazione contrattuale. Nessuno qui vuole aumenti a pioggia». In vista della ripresa del confronto con l’ Aran, previsto per la prima decade di settembre, dopo le «aperture» da parte del governo, «un segnale diverso sarebbe importantissimo – conclude Ber nava – anche sul piano della spinta ai consumi». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici: 10.400 euro a testa, per il periodo tra il 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, «oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori», dice annunciando il ricorso collettivo al Tar del Lazio, e ricordando la sentenza n. 178 del 24 giugno 2015 della Corte Costituzionale sull’ il legittimità del regime di blocco del rinnovo della contrattazione collettiva per il personale pubblico dipendente (legge 122 del 2010). Illegittimità limitata però al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza stessa, ossia dal 30 luglio 2015. «A distanza di oltre un anno dall’ esecutività della sentenza, nulla è stato fatto – dice il Codacons – e milioni di pubblici dipendenti attendono ancora il rinnovo del contratto».
La Gazzetta del Mezzogiorno, 17/08/2016 03:30
indagata la donna: omicidio colposo
Catania, bimbo sbranato dai cani di famigliaPDF PDF
vano il tentativo della madre di salvarlo
•CATANIA. Quando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, per la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata in una villetta a Mascalucia, alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. Per eseguire l’ autopsia è pertanto necessaria la nomina di un consulente di parte della donna. L’ inchiesta è coordinata dal pm Fabio Aliotta. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118 che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa che si trova quasi al confine con il vicino comune di Nicolosi, insieme al figlio di un anno e mezzo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare prima di affidarli all’ Asp. «È un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo di poco più di un anno che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani inferociti», ha scritto su Facebook il vicesindaco Fabio Cantarella. Pone «la questione dei cani aggressivi» il Codacons. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo», dice il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori Francesco Tanasi. «Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi».
La Provincia Pavese, 17/08/2016 03:27
Contratti, autunno caldo Si inizia dal nodo stataliPDF PDF
cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
Trentino, 17/08/2016 03:27
Contratti, autunno caldo Si inizia dal nodo stataliPDF PDF
cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
Gazzetta di Modena, 17/08/2016 03:26
Contratti, autunno caldo Si inizia dal nodo stataliPDF PDF
cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
La Nuova di Venezia e Mestre, 17/08/2016 03:26
Contratti, autunno caldo Si inizia dal nodo stataliPDF PDF
cinquanta accordi da rinnovare, oltre otto milioni di lavoratori interessati i sindacati: servono sette miliardi per sbloccare i salari del pubblico impiego
di Michele Di Branco wROMA Cinquanta contratti da rinnovare, 8,2 milioni di lavoratori (tra i quali i metalmeccanici) in attesa che presto potrebbero diventare 12. La battaglia dei salari promette di infiammare l’ autunno. A cominciare dal nodo statali. In 3,3 milioni reclamano lo sblocco delle retribuzioni ferme dal 2009 e poi scongelate da una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo (escludendone la retroattività per evitare voragini nel bilancio dello Stato) lo stop imposto dal governo Berlusconi per contenere la spesa pubblica. Il governo ha messo sul piatto 300 milioni per adeguare gli stipendi, anche se il premier Renzi si è riservato di irrobustire il finanziamento a patto che gli statali accettino una sorta di “patto d’ onore”. Vale a dire più soldi ai più meritevoli. Ma i sindacati non ci stanno e in queste ore reclamano molti più fondi. «La riapertura della contrattazione nella Pa presuppone la disponibilità di nuove risorse, che siano sufficienti a garantire un recupero adeguato del potere di acquisto da parte dei dipendenti pubblici», ha avvertito il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco. Il sindacato ha così reclamato risorse certe, almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori. Bisogna agire sulla politica dei bonus – ha aggiunto Turco – sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». I numeri, in effetti, descrivono una vera e propria emorragia dal punto di vista della perdita del potere d’ acquisto per i travet. La Cgil calcola infatti un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno di stop. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte costituzionale – ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, destinate a crescere. Questa sarebbe la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin «i salari dei lavoratori della Pa hanno perso 10,4 punti di potere d’ acquisto». Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
La Provincia di Varese, 17/08/2016 03:17
Class action del Codacons «10.400 euro a ogni ricorrente»PDF PDF
Contro il blocco degli stipendi è intervenuto il Codacons che ha presentato un ricorso collettivo al Tar del Lazio a nome dei primi 2mila dipendenti pubblici che chiedono risarcimento danni e indennizzo per perdita di potere d’ acquisto; la richiesta è condannare lo Stato a pagare 10.400 euro ad ogni ricorrente, «oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori». tramite una nota, l’ associazione ricorda che «con sentenza n. 178 del 24 giugno 2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’ illegittimità del regime di blocco del rinnovo della contrattazione collettiva per il personale pubblico dipendente. Con raccomandata del 26 gennaio 2016, il Codacons, per conto dei primi duemila dipendenti pubblici che hanno aderito all’ azione collettiva dell’ associazione, ha diffidato una serie di Amministrazioni pubbliche (Asl, Ministeri, Regioni, Province, Comuni, ospedali) a dare immediata esecuzione alla sentenza della Consulta, provvedendo, ognuna secondo le proprie competenze, a dare corso alle procedure contrattuali e negoziali relative al nuovo triennio 2016-2018 per il personale e ad adottare tutti gli atti dovuti». A distanza di oltre un anno dall’ esecutività della sentenza della Corte, sottolinea l’ associazione dei consumatori «nulla è stato fatto e milioni di pubblici dipendenti attendono ancora il rinnovo del contratto. Per tale motivo il Codacons ha presentato un ricorso collettivo al Tar del Lazio, finalizzato ad ottenere la condanna al risarcimento del danno subito da ciascun ricorrente per il periodo compreso tra il 30 luglio 2015 e tutt’ oggi, e alla corresponsione di un equo indennizzo, a compensazione del sacrificio imposto ai ricorrenti per effetto del mancato adeguamento del trattamento economico-stipendiale, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, anche a titolo di arricchimento senza causa dell’ amministrazione». •
La Provincia di Lecco, 17/08/2016 03:16
Azzannato dai cani di casa, bimbo muorePDF PDF
genitori disperati la tragedia nel catanese: il piccolo, un anno e mezzo, stava giocando con due dogo argentini invano la mamma ha cercato di strapparlo alla furia degli animali. ferita a un braccio, è in stato di grave choc
Quando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata in una villetta a Mascalucia (Catania), alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. Per eseguire l’ autopsia è pertanto necessaria la nomina di un consulente di parte della donna. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini, rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini, il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118, che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio all’ ospedale «Cannizzaro» di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa che si trova quasi al confine con il vicino comune di Nicolosi, insieme al figlio di un anno e mezzo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare prima di affidarli all’ Asp. «È un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo di poco più di un anno che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani inferociti», ha scritto su Facebook il vice sindaco Fabio Cantarella. Pone «la questione dei cani aggressivi» il Codacons. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo», dice il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori, Francesco Tanasi. «Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi – aggiunge -. Il morso di un volpino non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza»
La Provincia di Sondrio, 17/08/2016 03:16
Azzannato dai cani di casa, bimbo muorePDF PDF
genitori disperati la tragedia nel catanese: il piccolo, un anno e mezzo, stava giocando con due dogo argentini invano la mamma ha cercato di strapparlo alla furia degli animali. ferita a un braccio, è in stato di grave choc
Quando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata in una villetta a Mascalucia (Catania), alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. Per eseguire l’ autopsia è pertanto necessaria la nomina di un consulente di parte della donna. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini, rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini, il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118, che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio all’ ospedale «Cannizzaro» di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa che si trova quasi al confine con il vicino comune di Nicolosi, insieme al figlio di un anno e mezzo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare prima di affidarli all’ Asp. «È un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo di poco più di un anno che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani inferociti», ha scritto su Facebook il vice sindaco Fabio Cantarella. Pone «la questione dei cani aggressivi» il Codacons. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo», dice il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori, Francesco Tanasi. «Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi – aggiunge -. Il morso di un volpino non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza»
La Provincia di Lecco, 17/08/2016 03:16
Rinnovo contratti pubblico impiego «Servono sette miliardi per tre anni»PDF PDF
In vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della «non crescita», per un rinnovo triennale servono a regime sette miliardi di euro: «questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla» avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero – prosegue Turco – lo ribadiamo: agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». E le notizie sulla frenata del Pil non «possono fare da apripista – sottolinea Uilpa – a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti, a iniziare dalla funzionalità del servizio pubblico e dalle esigenze della collettività». «Il pubblico impiego è l’ unico settore che ha subito dal 2008 un arretramento salariale, pari a una media del 13-15% in busta paga. È la prima volta che accade», afferma Bernava, responsabile Cisl del pubblico impiego. Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico per 3,2 milioni di dipendenti pubblici.
La Provincia di Sondrio, 17/08/2016 03:16
Rinnovo contratti pubblico impiego «Servono sette miliardi per tre anni»PDF PDF
In vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della «non crescita», per un rinnovo triennale servono a regime sette miliardi di euro: «questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla» avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero – prosegue Turco – lo ribadiamo: agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». E le notizie sulla frenata del Pil non «possono fare da apripista – sottolinea Uilpa – a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti, a iniziare dalla funzionalità del servizio pubblico e dalle esigenze della collettività». «Il pubblico impiego è l’ unico settore che ha subito dal 2008 un arretramento salariale, pari a una media del 13-15% in busta paga. È la prima volta che accade», afferma Bernava, responsabile Cisl del pubblico impiego. Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico per 3,2 milioni di dipendenti pubblici.
L’Eco di Bergamo, 17/08/2016 03:15
Rinnovo contratti pubblico impiego «Servono sette miliardi per tre anni»PDF PDF
In vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della «non crescita», per un rinnovo triennale servono a regime sette miliardi di euro: «questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla» avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero – prosegue Turco – lo ribadiamo: agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». E le notizie sulla frenata del Pil non «possono fare da apripista – sottolinea Uilpa – a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti, a iniziare dalla funzionalità del servizio pubblico e dalle esigenze della collettività». «Il pubblico impiego è l’ unico settore che ha subito dal 2008 un arretramento salariale, pari a una media del 13-15% in busta paga. È la prima volta che accade», afferma Bernava, responsabile Cisl del pubblico impiego. Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico per 3,2 milioni di dipendenti pubblici.
L’Eco di Bergamo, 17/08/2016 03:15
Azzannato dai cani di casa, bimbo muorePDF PDF
genitori disperati la tragedia nel catanese: il piccolo, un anno e mezzo, stava giocando con due dogo argentini invano la mamma ha cercato di strapparlo alla furia degli animali. ferita a un braccio, è in stato di grave choc
Quando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata in una villetta a Mascalucia (Catania), alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. Per eseguire l’ autopsia è pertanto necessaria la nomina di un consulente di parte della donna. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini, rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini, il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118, che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio all’ ospedale «Cannizzaro» di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa che si trova quasi al confine con il vicino comune di Nicolosi, insieme al figlio di un anno e mezzo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare prima di affidarli all’ Asp. «È un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo di poco più di un anno che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani inferociti», ha scritto su Facebook il vice sindaco Fabio Cantarella. Pone «la questione dei cani aggressivi» il Codacons. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo», dice il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori, Francesco Tanasi. «Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi – aggiunge -. Il morso di un volpino non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza»
La Provincia di Como, 17/08/2016 03:15
Azzannato dai cani di casa, bimbo muorePDF PDF
genitori disperati la tragedia nel catanese: il piccolo, un anno e mezzo, stava giocando con due dogo argentini invano la mamma ha cercato di strapparlo alla furia degli animali. ferita a un braccio, è in stato di grave choc
Quando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata in una villetta a Mascalucia (Catania), alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. Per eseguire l’ autopsia è pertanto necessaria la nomina di un consulente di parte della donna. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini, rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini, il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118, che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio all’ ospedale «Cannizzaro» di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa che si trova quasi al confine con il vicino comune di Nicolosi, insieme al figlio di un anno e mezzo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare prima di affidarli all’ Asp. «È un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo di poco più di un anno che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani inferociti», ha scritto su Facebook il vice sindaco Fabio Cantarella. Pone «la questione dei cani aggressivi» il Codacons. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo», dice il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori, Francesco Tanasi. «Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi – aggiunge -. Il morso di un volpino non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza»
La Provincia di Como, 17/08/2016 03:15
Rinnovo contratti pubblico impiego «Servono sette miliardi per tre anni»PDF PDF
In vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della «non crescita», per un rinnovo triennale servono a regime sette miliardi di euro: «questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla» avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero – prosegue Turco – lo ribadiamo: agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella Pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». E le notizie sulla frenata del Pil non «possono fare da apripista – sottolinea Uilpa – a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti, a iniziare dalla funzionalità del servizio pubblico e dalle esigenze della collettività». «Il pubblico impiego è l’ unico settore che ha subito dal 2008 un arretramento salariale, pari a una media del 13-15% in busta paga. È la prima volta che accade», afferma Bernava, responsabile Cisl del pubblico impiego. Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico per 3,2 milioni di dipendenti pubblici.
La Gazzetta dello Sport, 17/08/2016 03:07
la sfida al governo
Contratti P.A. I sindacati: «Sette miliardi per rinnovarli»PDF PDF
Il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione – che interessa 3,2 milioni di dipendenti – si annuncia uno dei temi caldi dell’ autunno. Gli accordi sono bloccati da 7 anni: e così, la Cgil calcola un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno, mentre la Cisl Fp sottolinea che gli stipendi sono tornati ai livelli del 2001 («ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno», sostiene il segretario confederale Maurizio Nernava). Ma quanto denaro occorre? Un’ altra sigla, la Uilpa, chiede risorse «certe», almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori». Non facili da trovare fra obbligo di conservare l’ equilibrio nei conti pubblici e il Pil fermo. Voragini Qualche idea da Nicola Turco, segretario generale Uilpa. «Le risorse? Bisogna agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti». Ma una sentenza 2015 della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco della contrattazione da agosto del 2015, escludendone la retroattività per non zavorrare il bilancio dello Stato. «E, a distanza di oltre un anno dall’ esecutività della sentenza, nulla è stato fatto», denuncia il Codacons. Il ministro Marianna Madia ha dato tempo fino al 10 settembre per avanzare proposte sul tema all’ Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni.
Corriere della Sera, 17/08/2016 03:06
Bimbo sbranato dai cani di famigliaPDF PDF
catania, il piccolo aveva un anno e mezzo. la madre ferita nel tentativo di salvarlo, è indagata
MASCALUCIA (Catania) Avevano allevato in casa due dogo argentini – un incrocio di bulldog, bull terrier e mastini, una delle razze che vengono utilizzate per i combattimenti – convinti che potessero convivere in famiglia. Anche con il piccolo di appena un anno e mezzo. Aggredito ieri a mezzogiorno mentre giocava in giardino, accanto alla piscina. Letteralmente sbranato con morsi alla testolina, alla carotide, all’ addome, sul corpo che la madre ha invano tentato di difendere dall’ assalto, ferita pure lei. Ma la vera ferita questa donna disperata, Rosaria Crisafulli, 34 anni, se la porterà addosso per sempre, con il marito che in questa villetta alle pendici dell’ Etna aveva installato pannelli neri alti due metri tutt’ intorno, per evitare contatti fra i cani da guardia e gli estranei. Una precauzione inutile per chi stava in casa, compreso il bimbo che secondo questi due genitori adesso in lacrime avrebbe dovuto familiarizzare con le due bestie di tre e otto anni. Era al lavoro al momento della tragedia il papà del piccolo, lontano dalla dimora di via del Bosco dove l’ allarme è stato lanciato dall’ urlo di una vicina di casa. La prima ad accorgersi dell’ aggressione. Un urlo udito dalla madre che, allontanatasi per prendere qualcosa in soggiorno, aveva sventuratamente lasciato solo il piccolo sul prato, a due passi dalla piscina e da due moto di grossa cilindrata parcheggiate sul vialetto. Area ritenuta sicura perché i cancelli erano sprangati. E invece diventata in un istante un’ arena dell’ orrore. I cani, infatti, visto il bambino da solo con i suoi giochini, si sono lanciati verso la preda senza lasciare scampo all’ esistenza di una creatura che mamma Rosaria ha provato a separare dai mastini. Beccandosi morsi ai polpacci, ai polsi, al viso, riuscendo a cacciarli via in un lago di sangue quando il sacrificio era ormai compiuto. Li ha rinchiusi a fatica, dando l’ allarme rimbalzato in pochi minuti ai centralini del 118, dei carabinieri, del Comune, della Procura della Repubblica di Catania. Ma è stato inutile provare a salvare il piccolo facendo atterrare su questo centro all’ ombra del vulcano, con le villette in ordine e le stradine di lava nera, un elicottero attrezzato con medici e infermieri decisi a tentare l’ impossibile. Un volo verso Catania, per madre e figlio. Verso l’ ospedale Cannizzaro dove, appena atterrati, hanno poi dovuto ripiegare per il bimbo sulla marmorea sala dell’ obitorio. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, appena arrivato in via Del Bosco, ha fatto catturare i due nervosi molossi regolarmente denunciati all’ anagrafe canina, affidandoli ai tecnici dell’ Azienda sanitaria. Sul posto il vice sindaco del paese, Fabio Cantarella, un giovane impressionato dalla scena: «Non si può morire così, non può morire così un bambino. Prego per lui e prego per la madre…». Una storiaccia che, appena approdata in Procura, ha determinato la necessità di «un atto dovuto», come definisce il procuratore Carmelo Zuccaro l’ incriminazione della madre per omicidio colposo. Un’ inchiesta affidata al sostituto Fabio Aliotta per gli accertamenti finalizzati a escludere o confermare eventuali comportamenti negligenti della madre e per l’ autopsia del bimbo, forse questa mattina. Dal Codacons il segretario nazionale Francesco Tanasi grida allo scandalo di non avere affrontato con una chiara norma di legge «la questione dei cani aggressivi e potenzialmente pericolosi per la salute dell’ uomo». Chiede «un patentino obbligatorio per chi possiede cani potenzialmente pericolosi». E protesta: «L’ aver eliminato la lista delle diciassette razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Turco ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari». Divampano le polemiche, anche se stavolta la tragedia non è provocata da cani randagi, ma da bestie allevate in casa.
Corriere della Sera, 17/08/2016 03:06
pubblico impiego
Sindacati all’ attacco sui contratti: ridateci dignitàPDF PDF
ROMA Su un punto i sindacati sono concordi: per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici il nodo fondamentale è capire quante risorse il governo stanzierà nella prossima manovra. I sindacati hanno fatto i conti: servono 7 miliardi per tre anni, «il minimo per restituire dignità e professionalità ai lavoratori e recuperare potere di acquisto – taglia corto Nicola Turco della Uilpa -. Altrimenti si ragiona sul nulla». Di certo non sono una risposta adeguata i 300 milioni messi sul piatto dall’ esecutivo dopo la sentenza della Corte Costituzionale del giugno 2015 che dichiarava illegittimo il blocco del rinnovo che dura da 7 anni. Di fatto, però, ci sono oltre 3 milioni di lavoratori nel pubblico, più altri 5 nel privato, a cominciare dai metalmeccanici, che attendono. E il totale arriva a 12 milioni se si sommano anche le prossime scadenze contrattuali del 2016. Nell’ acceso confronto si inserisce il Codacons che promuove una class action al Tar del Lazio calcolando che un equo indennizzo per ogni lavoratore pubblico «ammonterebbe a 10.400 euro dopo il mancato adeguamento salariale dal 2010 al 2015». Secondo uno studio della Cisl Fp, sono tornati ai livelli del 2001 gli stipendi di ministeriali, personale di enti locali e agenzie statali. Con il blocco contrattuale «lo Stato ha risparmiato circa 11 miliardi – ricorda Giovanni Faverin della Cisl-Fp – ma i dipendenti pubblici hanno perso in media da 3 a 5 mila euro, più i contributi previdenziali». E Michele Gentile della Cgil- Pubblico impiego, precisa che «in busta paga a ogni dipendente pubblico mancano 212 euro al mese, 132 euro netti, per ogni anno di blocco contrattuale». Il confronto governo-sindacati in autunno è chiamato a stabilire «le priorità», reclutamento, mobilità, valutazione e rinnovo del contratto. Questi contenuti verranno inseriti nell’ atto di indirizzo che il ministro della Pa, Marianna Madia, trasmetterà all’ Aran a metà settembre, in concomitanza con la preparazione della legge di Stabilità. Lì si dovrà trovare una strada percorribile tra l’ equilibrio dei conti pubblici e la necessità di fare crescere l’ economia.
Italia Oggi, 17/08/2016 02:55
breviPDF PDF
Il Codacons ha presentato il primo ricorso collettivo al Tar del Lazio contro il blocco degli stipendi nel pubblico impiego. L’ iniziativa in difesa dei primi «2.000 dipendenti pubblici chiedono risarcimento danni e indennizzo per perdita di potere d’ acquisto» avanza la richiesta di «condannare lo stato a pagare 10.400 euro a ogni ricorrente, oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori». Il ministro dell’ economia ha stabilito la misura del contributo di vigilanza dovuto per il 2016 all’ Ivass, dagli intermediari assicurativi e riassicurativi iscritti nelle sezioni A, B, C e D del Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi. Tenuto conto che è in fase di attribuzione il servizio di riscossione volontaria del contributo di vigilanza per il triennio 2016-2018, si legge in una nota dell’ istituto di vigilanza sulle compagnie assicurative, il pagamento relativo all’ annualità corrente è sospeso fino all’ emanazione del provvedimento Ivass che ne fissa le modalità e i termini di riscossione. L’ ex presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, è la nuova presidente dell’ Accademia di belle arti di Brera. Salvatore Nastasi, già direttore generale per lo Spettacolo dal vivo del ministero dei beni culturali, è il nuovo presidente dell’ Accademia nazionale d’ arte drammatica «Silvio D’ Amico», mentre il professor Giulio Vesperini è stato nominato commissario straordinario dell’ Accademia nazionale di danza. Lo prevedono i decreti firmati dal ministro dell’ istruzione, Stefania Giannini. Oltre 2.500 imprese artigiane in più in Italia nel secondo trimestre dell’ anno. Tra aprile e giugno lo stock delle imprese è aumentato di 2.520 unità, pari a un tasso di crescita dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e in miglioramento rispetto al corrispondente periodo degli ultimi tre anni. A fronte di questo risultato, il secondo trimestre del 2016 si segnala, però, come quello meno brillante in assoluto per numero di imprese nate (22.677) negli ultimi dieci anni. Solo il concomitante «record» delle minori cancellazioni del decennio (20.157) ha reso possibile il saldo positivo, un dato che fa sperare nel proseguimento della ricostruzione del tessuto imprenditoriale artigiano. Questi i dati salienti dell’ analisi di Unioncamere e InfoCamere condotta sulla base dei dati del registro delle imprese delle camere di commercio, relativamente alle impresa artigiane nel secondo trimestre del 2016. Più trasparenza e semplicità nelle comunicazioni tra banche e clienti e nei fogli informativi che riguardano le carte di credito e di debito, riducendo il numero di pagine dei documenti e utilizzando un linguaggio ancora più facile e comprensibile. Per favorire una maggiore comparabilità e facilitare i clienti nella scelta degli strumenti di pagamento più adatti alle loro esigenze. Con questo obiettivo, è stata appena raggiunta l’ intesa sulla seconda fase del progetto messo a punto da Abi e consumatori, che riguarda in particolare le carte di debito. Chi non sogna un massaggio tonificante accarezzato dalla brezza marina? Ma attenzione: al ritorno a casa dalle vacanze o dalla giornata in libertà (se non prima) questi pochi minuti di ristoro potrebbero lasciare un gran brutto ricordo. Perché se non si è sicuri della massaggiatrice o del massaggiatore che, lettino sotto braccio e sorriso stampato sul volto, vi ha offerto questo assaggio di paradiso, meglio lasciar stare. A lanciare l’ allarme è la Cna benessere e sanità, cui giungono ogni giorno proteste da tutta Italia contro le conseguenze dell’ abusivismo che imperversa sulle spiagge.
Il Giornale Di Vicenza, 17/08/2016 02:45
catania. il piccolo lasciato solo a giocare in giardino con i due animali. il codacons: vigilare
Bimbo sbranato dai cani muore a un anno e mezzoPDF PDF
i due dogo argentini lo hanno attaccato all’ improvviso: la madre è rimasta ferita a un braccio nel tentativo di salvarlo ed è indagata
CATANIAQuando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata ieri in una villetta a Mascalucia, alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. L’ inchiesta è coordinata dal pm Fabio Aliotta. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118 che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa insieme con il figlio e i due cani, denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare per poi affidarli all’ Azienda sanitaria provinciale. «È un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo e per la madre», ha scritto su Facebook il vicesindaco Fabio Cantarella. Pone «la questione dei cani aggressivi» il Codacons. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo», dice il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori Francesco Tanasi.o.
Il Giornale Di Vicenza, 17/08/2016 02:45
pubblico impiego. cisl e uil rilanciano in vista della trattativa
«Servono sette miliardi per i rinnovi contrattuali»PDF PDF
«stipendi bloccati dal 2008 persi 2.500 euro all’ anno» e il codacons annuncia un ricorso al tar del lazio
ROMAIn vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della mancata crescita, per un rinnovo triennale a giudizio dei sindacati servirebbero a regime sette miliardi: «Questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto, diversamente sarebbe ragionare sul nulla» avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl secondo cui pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi.Aggiunge invece Turco: «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero. Per questo chiediamo di agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne, sul sistema degli appalti e degli acquisti e per restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale. E le notizie sulla frenata del Pil non possono fare da apripista a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto». Intanto, i consumatori del Codacons annunciano una «class action» per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici: 10.400 euro a testa, per il periodo tra il 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, «oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori» dice l’ associazione dei consumatori annunciando il ricorso al Tar del Lazio. o.
Brescia Oggi, 17/08/2016 02:42
pubblico impiego. cisl e uil rilanciano in vista della trattativa
«Servono sette miliardi per i rinnovi contrattuali»PDF PDF
«stipendi bloccati dal 2008 persi 2.500 euro all’ anno» e il codacons annuncia un ricorso al tar del lazio
ROMAIn vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della mancata crescita, per un rinnovo triennale a giudizio dei sindacati servirebbero a regime sette miliardi: «Questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto, diversamente sarebbe ragionare sul nulla» avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl secondo cui pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi.Aggiunge invece Turco: «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero. Per questo chiediamo di agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne, sul sistema degli appalti e degli acquisti e per restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale. E le notizie sulla frenata del Pil non possono fare da apripista a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto». Intanto, i consumatori del Codacons annunciano una «class action» per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici: 10.400 euro a testa, per il periodo tra il 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, «oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori» dice l’ associazione dei consumatori annunciando il ricorso al Tar del Lazio. o.
Brescia Oggi, 17/08/2016 02:42
catania. il piccolo lasciato solo a giocare in giardino con i due animali. il codacons: vigilare
Bimbo sbranato dai cani muore a un anno e mezzoPDF PDF
i due dogo argentini lo hanno attaccato all’ improvviso: la madre è rimasta ferita a un braccio nel tentativo di salvarlo ed è indagata
CATANIAQuando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata ieri in una villetta a Mascalucia, alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. L’ inchiesta è coordinata dal pm Fabio Aliotta. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118 che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa insieme con il figlio e i due cani, denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare per poi affidarli all’ Azienda sanitaria provinciale. «È un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo e per la madre», ha scritto su Facebook il vicesindaco Fabio Cantarella. Pone «la questione dei cani aggressivi» il Codacons. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo», dice il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori Francesco Tanasi.o.
Nuovo Corriere Nazionale, 17/08/2016 02:40
Bimbo sbranato da due dogo argentiniPDF PDF
catania: il piccolo di un anno e mezzo era in giardino con la madre, indagata
Catania Un bimbo di un anno e mezzo è morto sbranato da due cani a Mascalucia, in provincia di Catania. Una tragedia incredibile e assurda che porta con sé anche uno strascico penale: la madre del bambino è stata infatti indagata dalla procura della Repubblica di Catania per verificare se vi siano stati comportamenti negligenti della donna. Secondo quanto è emerso, infatti, la donna era in giardino col piccolo insieme ai loro due dogo argentini che, ad un certo punto, lo hanno aggredito mordendolo alla gola e al collo. La madre ha cercato di mettersi tra loro e il suo piccolo ed è rimasta ferita anche lei. Con moltissima fatica, è riuscita a chiudere i molossi all’ interno di casa e ha urlato in direzione dei vicini per chiedere aiuto. Ma forse era già troppo tardi: il bambino era una maschera di sangue. I sanitari del 118 hanno comunque tentato il tutto per tutto: il piccolo è stato trasportato con l’ elisoccorso in ospedale ma per lui non c’ è stato nulla da fare. La madre invece è stata ricoverata in ospedale per le ferite riportate. “Giorno tragico oggi per Mascalucia – scrive su Facebook il vicesindaco del paese, Fabio Cantarella – vi invito a pregare per il piccolo di poco più di un anno che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani infe rociti. Pare si tratti di una coppia di doghi argentini si legge nel post – microchippati peraltro. La tragedia è avvenuta all’ interno della loro villetta, lungo la via Del Bosco. Lasciate che vi confidi solo una cosa: con tutta la fede che posso immaginare non riesco ad accettare che un bambino indifeso muoia così. O forse è la mia fede che non è abbastanza forte per comprendere”. Intanto, il Codacons interviene con una proposta da mettere in atto se si possiede un cane simile: “Servirebbe un patentino obbli gatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi” per l’ uomo. “La questione dei cani aggressivi e potenzialmente pericolosi per la salute dell’ uomo deve essere affrontata una volta per tutte”, afferma il segretario nazionale Francesco Tana si. “Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione perché è indubbio che esistano razze di cani che per le loro caratteristiche (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicatura – aggiunge – Per tale motivo da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza. Ci chiediamo – conclude Ta nasi – quanti altri bambini debbano morire prima che le istituzioni ci diano finalmente ascolto”.
Il Resto del Carlino, 17/08/2016 02:40
Statali, sette miliardi per il contratto Ma il governo ha solo 300 milioniPDF PDF
da otto anni senza rinnovo, i ‘pubblici’ perdono 130 euro al mese
Claudia Marin ROMA IL BLOCCO dei contratti pubblici negli ultimi otto anni è costato, secondo i calcoli della Cisl, in media a ciascun dipendente circa 230 euro mensili lordi, 150 netti. Un po’ meno per la Cgil, però per cinque anni: 212 euro lordi, 130 netti. Per recuperare il reddito perso ci sarà poco o niente da fare, benché il Codacons si dichiari pronto ad avviare una class action specifica. La vera battaglia d’ autunno sarà, invece, sul rinnovo. E su questa partita è la Uil a tirare le somme: servono a regime almeno 7 miliardi di euro. Una cifra da capogiro, se si guarda ai margini sempre più ristretti della prossima legge di Bilancio. DOPO anni di stop della contrattazione (bollati come costituzionalmente illegittimi dalla Consulta), torna a farsi caldo il fronte del pubblico impiego per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici. «Non ci accontenteremo di un caffè», ha fatto sapere qualche giorno fa Susanna Camusso, alludendo non a caso all’ aumento possibile con le risorse annunciate, intorno ai 300 milioni di euro. E invece per un rinnovo triennale ci vogliono a regime 7 miliardi di euro: «Questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla», avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. E insiste: «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano, non è un mistero. Basta agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella P.A., sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». La richiesta dei sindacati, come insiste Giovanni Faverin, numero uno del pubblico impiego della Cisl, è di un aumento di 150 euro e «il minimo che serve per rinnovare i contratti è tra i 7 e gli 11 miliardi nel triennio». I sindacati dei dipendenti pubblici mettono sul tavolo i «sacrifici salariali» di otto anni. Osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». Analoghi i conteggi della Cgil, ma su 5 anni di mancati aumenti. I dipendenti pubblici – assicura a sua volta Faverin – hanno perso da 3 a 5 mila euro medi, a cui andrebbero aggiunti i relativi contributi previdenziali. Contro il mancato incremento si muove il Codacons, che ha presentato un ricorso collettivo al Tar del Lazio per 2.000 dipendenti pubblici. Chiesti risarcimento danni e indennizzo per perdita di potere d’ acquisto. La richiesta: 10.400 euro pro capite. Una botta da 33 miliardi. Ma su questo potrebbe aver messo una pietra tombale la Corte costituzionale, quando ha negato gli arretrati maturati.
claudia marin
Brescia Oggi, 17/08/2016 02:40
il caso. dopo un esposto alla corte dei conti sul ponte di christo la guardia di finanza acquisisce dei documenti negli uffici della comunità montana
The Floating Piers sotto la lente delle Fiamme giallePDF PDF
paola pezzotti: «atto dovuto saremo felici di dimostrare che i costi dell’ installazione non sono ricaduti sui cittadini»
© RIPRODUZIONE RISERVATACinzia ReboniThe Floating Piers uno spreco di risorse pubbliche? Sarà la Guardia di Finanza – che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo negli uffici della Comunità Montana del Sebino bresciano – a far luce sui costi sostenuti in occasione della passerella galleggiante di Christo che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano a Montisola, richiamando sul lago d’ Iseo più di un milione e 200 mila visitatori.Gli accertamenti sono legati ad un esposto: presumibilmente quello presentato dal Codacons alla Corte dei Conti della Lombardia. Si tratta del resto dell’ unica iniziativa legale ufficiale inoltrata ai magistrati contabili. L’ associazione dei consumatori chiedeva di «indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione dell’ artista bulgaro, per quanto riguarda sicurezza e mobilità in primis. Dall’ inaugurazione dell’ opera – si leggeva nella denuncia del Codacons – si sono registrati disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico». Costi che, sempre secondo il Codacons, rappresenterebbero uno «spreco di risorse pubbliche».«Con The Floating Piers è stato siglato un accordo che stabiliva in modo chiaro come le spese dell’ installazione sarebbero state a carico della società, e così è stato – spiega Paola Pezzotti, nella duplice veste di sindaco di Sulzano e presidente della Comunità Montana del Sebino bresciano -. La Guardia di finanza ha chiesto di visionare la documentazione, ma riteniamo che si tratti di una procedura normale in presenza di un esposto. Un atto dovuto, insomma. Saremo felici di dimostrare che i costi per la passerella non hanno gravato sugli enti. In occasione del grande evento nulla è stato lasciato al caso e tutte le spese, come previsto inizialmente, sono state a carico della società The Floating Piers». NELLA SEDE della Comunità Montana di Sale Marasino le Fiamme gialle hanno acquisito alcuni fascicoli, chiedendo un’ ulteriore documentazione. «Su questo fronte siamo più che tranquilli – conclude Paola Pezzotti -: non ci sono state anomalie e siamo certi e consapevoli che Floating Piers abbia portato al territorio sebino soltanto grandi benefici».o © RIPRODUZIONE RISERVATA.
cinzia reboni
Il Messaggero, 17/08/2016 02:36
Bambino sbranato dai cani in giardinoPDF PDF
la polemica sulla legge che ha cancellato la lista delle razze più pericolose la madre accorre quando è già tardi e viene ferita anche lei ora è indagata per omicidio colposo. il pm: «atto dovuto» catania, il piccolo di soli 18 mesi stava giocando ed era rimasto solo con i due doghi argentini della famiglia
LA TRAGEDIA CATANIA Stava giocando nella sua piscina gonfiabile, quando i cani dei suoi genitori si sono avvicinati e lo hanno azzannato senza motivo, uccidendolo con estrema ferocia. È morto così ieri a Mascalucia, in provincia di Catania, un bimbo di un anno e sei mesi. Due doghi argentini lo hanno morso al volto, al torace e al collo, nella villetta di famiglia in via Del Bosco. Il piccolo si trovava solo al momento dell’ aggressione e la madre, sentendolo gridare, ha cercato di strapparlo ai due cani facendo scudo con il proprio corpo, ma non è riuscita a fermarli. È rimasta ferita e ha assistito inerme all morte del bimbo, sbranato dai due animali. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto disperata ai vicini, il piccolo era ridotto a una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente, sul posto sono giunti un’ ambulanza e un elicottero del 118, che ha trasportato d’ urgenza mamma e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del bambino, che è stato trasferito all’ obitorio. La donna è stata medicata al braccio; le sue condizioni fortunatamente non sono gravi. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. I due cani, che hanno tre e otto anni e sono regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip, sono stati catturati su ordine del comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, che li ha affidati all’ Asp. L’ inchiesta sulla tragedia è coordinata dal Pm della procura di Catania Fabio Aliotta che ha ordinato il sequestro della villa e l’ autopsia sul corpo del bimbo. La mamma del piccolo risulta indagata per omicidio colposo. Il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro ha detto che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia. IL PATENTINO Tutti i cittadini di Mascalucia sono sconvolti e il vice sindaco Fabio Cantarella ha espresso il suo rammarico su Facebook scrivendo: «È un giorno tragico per Mascalucia. Vi invito a pregare per il piccolo che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di salvarlo dai cani inferociti. Lasciate che vi confidi solo una cosa: con tutta la fede che posso immaginare, non riesco ad accettare che un bambino indifeso muoia così. O forse è la mia fede che non è abbastanza forte per comprendere». Dopo il grave episodio, il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi ha avanzato la richiesta di un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi per l’ uomo. «La questione dei cani aggressivi – ha detto Tanasi – deve essere affrontata una volta per tutte. Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani che per le loro caratteristiche (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicature. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza». LA NUOVA ORDINANZA «Ci chiediamo – conclude Tanasi – quanti altri bambini debbano morire prima che le istituzioni ci diano finalmente ascolto». In effetti, in precedenza esisteva una lista delle razze pericolose redatto come allegato dell’ rdinanza del 12 dicembre 2006, ma dal 23 marzo 2009 ne è entrata in vigore un’ altra, firmata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini. A differenza della precedente, però non contiene alcuna lista di razze, specificando anzi che «non è possibile stabilire il rischio di una maggiore aggressività di un cane sulla base dell’ appartenenza a una razza o ai suoi incroci». Questi contenuti sono stati confermati poi nell’«ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’ incolumità pubblica dall’ aggressione dei cani del 6 agosto 2013». Gianluca Rossellini © RIPRODUZIONE RISERVATA©
gianluca rossellini
La Nazione, 17/08/2016 02:36
Statali, sette miliardi per il contratto Ma il governo ha solo 300 milioniPDF PDF
da otto anni senza rinnovo, i ‘pubblici’ perdono 130 euro al mese
Claudia Marin ROMA IL BLOCCO dei contratti pubblici negli ultimi otto anni è costato, secondo i calcoli della Cisl, in media a ciascun dipendente circa 230 euro mensili lordi, 150 netti. Un po’ meno per la Cgil, però per cinque anni: 212 euro lordi, 130 netti. Per recuperare il reddito perso ci sarà poco o niente da fare, benché il Codacons si dichiari pronto ad avviare una class action specifica. La vera battaglia d’ autunno sarà, invece, sul rinnovo. E su questa partita è la Uil a tirare le somme: servono a regime almeno 7 miliardi di euro. Una cifra da capogiro, se si guarda ai margini sempre più ristretti della prossima legge di Bilancio. DOPO anni di stop della contrattazione (bollati come costituzionalmente illegittimi dalla Consulta), torna a farsi caldo il fronte del pubblico impiego per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici. «Non ci accontenteremo di un caffè», ha fatto sapere qualche giorno fa Susanna Camusso, alludendo non a caso all’ aumento possibile con le risorse annunciate, intorno ai 300 milioni di euro. E invece per un rinnovo triennale ci vogliono a regime 7 miliardi di euro: «Questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla», avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. E insiste: «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano, non è un mistero. Basta agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella P.A., sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». La richiesta dei sindacati, come insiste Giovanni Faverin, numero uno del pubblico impiego della Cisl, è di un aumento di 150 euro e «il minimo che serve per rinnovare i contratti è tra i 7 e gli 11 miliardi nel triennio». I sindacati dei dipendenti pubblici mettono sul tavolo i «sacrifici salariali» di otto anni. Osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». Analoghi i conteggi della Cgil, ma su 5 anni di mancati aumenti. I dipendenti pubblici – assicura a sua volta Faverin – hanno perso da 3 a 5 mila euro medi, a cui andrebbero aggiunti i relativi contributi previdenziali. Contro il mancato incremento si muove il Codacons, che ha presentato un ricorso collettivo al Tar del Lazio per 2.000 dipendenti pubblici. Chiesti risarcimento danni e indennizzo per perdita di potere d’ acquisto. La richiesta: 10.400 euro pro capite. Una botta da 33 miliardi. Ma su questo potrebbe aver messo una pietra tombale la Corte costituzionale, quando ha negato gli arretrati maturati.
claudia marin
Il Dubbio, 17/08/2016 02:36
/la tragedia a catania sequestrati i due dogo argentini
Bimbo sbranato dai suoi due cani, ferita la madrePDF PDF
Un bimbo di un anno e mezzo è morto sbranato da due cani a Mascalucia, nel catanese. Inutile il tentativo della madre di frapporsi fra gli animali e il piccolo, subito trasportato con l’ elisoccorso in ospedale: per lui non c’ è stato comunque nulla da fare. La tragedia è avvenuta in una villetta di via Del Bosco. I cani, due dogo argentini di 8 e 3 anni di proprietà della famiglia, hanno azzannato il bimbo al volto, al torace e al collo, uccidendolo praticamente sul colpo. Secondo la ricostruzione della polizia municipale, che ha sequestrato la villa e affidato i cani ai veterinari dell’ Asp, il piccolo Giorgio stava giocando intorno a mezzogiorno in una piccola piscina gonfiabile sul prato della villetta. Improvvisamente i cani si sono avventati su di lui, azzannandolo: gli hanno recito la giugulare, non dandogli scampo. La madre, la 31enne Maria Crisafulli, è ricoverata adesso all’ ospedale Cannizzaro: ha provato disperatamente a recuperare il bimbo ma è stata ferita gravemente. La Procura ha aperto un’ inchiesta affidata al sostituto procuratore Fabrizio Aliotta. La donna è indagata per omicidio colposo: un atto dovuto, perchè al momento dell’ attacco non sarebbe stata sufficientemente vicina al bambino. Anche il padre non era in casa al momento dell’ attacco fatale. Il magistrato attende di poter interrogare la madre, oltre al responso dell’ autopsia. «Oggi è un giorno tragico, vi invito a pregare – sottolinea il vicesindaco di Mascalucia Fabio Cantarella – Lasciate che vi confidi solo una cosa: non riesco ad accettare che un bambino indifeso muoia così. O forse la mia fede non è abbastanza forte per comprendere». Il Dogo argentino è tra le razze canine più pericolose, secondo il ministero della Salute. Il Codacons torna a chiedere l’ introduzione di un patentino obbligatorio per chi possiede simili cani.
L’Arena, 17/08/2016 02:36
pubblico impiego. cisl e uil rilanciano in vista della trattativa
«Servono sette miliardi per i rinnovi contrattuali»PDF PDF
«stipendi bloccati dal 2008 persi 2.500 euro all’ anno» e il codacons annuncia un ricorso al tar del lazio
ROMAIn vista della stagione autunnale, torna a scaldarsi la partita del rinnovo contrattuale per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e la scure della mancata crescita, per un rinnovo triennale a giudizio dei sindacati servirebbero a regime sette miliardi: «Questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto, diversamente sarebbe ragionare sul nulla» avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl secondo cui pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi.Aggiunge invece Turco: «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero. Per questo chiediamo di agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne, sul sistema degli appalti e degli acquisti e per restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale. E le notizie sulla frenata del Pil non possono fare da apripista a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto». Intanto, i consumatori del Codacons annunciano una «class action» per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici: 10.400 euro a testa, per il periodo tra il 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, «oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori» dice l’ associazione dei consumatori annunciando il ricorso al Tar del Lazio. o.
L’Arena, 17/08/2016 02:35
catania. il piccolo lasciato solo a giocare in giardino con i due animali. il codacons: vigilare
Bimbo sbranato dai cani muore a un anno e mezzoPDF PDF
i due dogo argentini lo hanno attaccato all’ improvviso: la madre è rimasta ferita a un braccio nel tentativo di salvarlo ed è indagata
CATANIAQuando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata ieri in una villetta a Mascalucia, alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. Sono state le urla di una vicina ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. L’ inchiesta è coordinata dal pm Fabio Aliotta. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. La madre, accorsa, avrebbe cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini rimanendo ferita a un braccio. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118 che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa insieme con il figlio e i due cani, denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare per poi affidarli all’ Azienda sanitaria provinciale. «È un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo e per la madre», ha scritto su Facebook il vicesindaco Fabio Cantarella. Pone «la questione dei cani aggressivi» il Codacons. «Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo», dice il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori Francesco Tanasi.o.
Il Giorno, 17/08/2016 02:30
Statali, sette miliardi per il contratto Ma il governo ha solo 300 milioniPDF PDF
da otto anni senza rinnovo, i ‘pubblici’ perdono 130 euro al mese
Claudia Marin ROMA IL BLOCCO dei contratti pubblici negli ultimi otto anni è costato, secondo i calcoli della Cisl, in media a ciascun dipendente circa 230 euro mensili lordi, 150 netti. Un po’ meno per la Cgil, però per cinque anni: 212 euro lordi, 130 netti. Per recuperare il reddito perso ci sarà poco o niente da fare, benché il Codacons si dichiari pronto ad avviare una class action specifica. La vera battaglia d’ autunno sarà, invece, sul rinnovo. E su questa partita è la Uil a tirare le somme: servono a regime almeno 7 miliardi di euro. Una cifra da capogiro, se si guarda ai margini sempre più ristretti della prossima legge di Bilancio. DOPO anni di stop della contrattazione (bollati come costituzionalmente illegittimi dalla Consulta), torna a farsi caldo il fronte del pubblico impiego per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici. «Non ci accontenteremo di un caffè», ha fatto sapere qualche giorno fa Susanna Camusso, alludendo non a caso all’ aumento possibile con le risorse annunciate, intorno ai 300 milioni di euro. E invece per un rinnovo triennale ci vogliono a regime 7 miliardi di euro: «Questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla», avverte Nicola Turco, segretario generale Uilpa. E insiste: «Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano, non è un mistero. Basta agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella P.A., sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». La richiesta dei sindacati, come insiste Giovanni Faverin, numero uno del pubblico impiego della Cisl, è di un aumento di 150 euro e «il minimo che serve per rinnovare i contratti è tra i 7 e gli 11 miliardi nel triennio». I sindacati dei dipendenti pubblici mettono sul tavolo i «sacrifici salariali» di otto anni. Osserva Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». Analoghi i conteggi della Cgil, ma su 5 anni di mancati aumenti. I dipendenti pubblici – assicura a sua volta Faverin – hanno perso da 3 a 5 mila euro medi, a cui andrebbero aggiunti i relativi contributi previdenziali. Contro il mancato incremento si muove il Codacons, che ha presentato un ricorso collettivo al Tar del Lazio per 2.000 dipendenti pubblici. Chiesti risarcimento danni e indennizzo per perdita di potere d’ acquisto. La richiesta: 10.400 euro pro capite. Una botta da 33 miliardi. Ma su questo potrebbe aver messo una pietra tombale la Corte costituzionale, quando ha negato gli arretrati maturati.
L’Unità, 17/08/2016 02:15
Contratti Pa, contro il blocco anche una class actionPDF PDF
L’ ha presentata il Codacons per conto di duemila lavoratori Bianca Di Giovanni Nellapartita sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego arriva anche una class action, ovvero il ricorso al Tar contro il blocco delle retribuzioni. Apresentarlaè stato il Codacons, che agisce per conto di 2.000 dipendenti per cui chiede un «risarcimento» pari a 10.400 euro per ciascuno. La partita si sta surriscaldando. Il viceministro Enrico Zanetti ha dichiarato che quella dei contratti pubblici è una priorità rispetto alle pensioni. Un siluro per i sindacati, che chiedono interventi sui due fronti. Sul tavolo aperto all’ Aran compaiono cifre molto lontane dai 300 milioni stanziati in legge di Stabilità. Le retribuzioni dei 3,3 milioni di lavoratori della pa sono ferme da 7 anni, e il loro livello equivale oggi a quello del 2001. I travet hanno contribuito al risanamento dei contipercirca10miliardinegliultimi 7 anni, sia in termini di mancati rinnovi, sia per il blocco del turn over. A settembre si dovràindicare come si vorrà procedere allo sblocco, tenendo presente che la stessa Corte costituzionale ha definito illegittimo il congelamento. La Cgil calcola un mancato incremento in busta paga di almeno 212 euro lordi al mese per ogni anno. La Uilpa chiede risorse «certe», almeno 7 miliardi «per restituire dignità e professionalità ai lavoratori». E la Cisl Fp sottolinea che gli stipendi sono tornati ai livelli del 2001. Questo il pressing delle organizzazioni sindacali sul governo. «Trentacinque miliardi per cinque anni come certificato dall’ Avvocatura dello Stato nella memoria presentata alla Corte Costituzionale – afferma Michele Gentile, della Cgil – equivarrebbero a 7 miliardi per ogni anno. Al lordo delle tasse, per 3,3 milioni di dipendenti pubblici significherebbe almeno 212 euro perse al mese per ogni anno». Al netto la cifra si traduce in 132 euro: dei 7 miliardi tornano nelle casse statali 2,3 miliardi. «La riapertura della contrattazione nel pubblico impiego presuppone la disponibilità di nuove risorse – dice il segretario generale della Uilpa Nicola Turco – Bisogna agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquistie restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione fiscale». Secondo il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin, «i salari nella pa hanno perso 10,4 punti di Ipca (i prezzi al consumo). La richiesta dei sindacati è di un aumento di150 euro e il minimo che serve è tra i 7 e gli 11 miliardi nel triennio». La ministra Marianna Madia ha dato tempo fino al 10 settembre per avanzare le proposte in sede Aran.
Il Fatto Quotidiano, 17/08/2016 02:05
contratto
Gli Statali vogliono un rinnovo da 7 miliardiPDF PDF
Imomento non è dei più felici per chiedere soldi alle casse dello Stato, ma con il contratto del Pubblico impiego bloccato da sette anni, in vista della manovra di bilancio autunnale, i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici ricominciano a farsi sentire. Per un rinnovo triennale accettabile, secondo i sindacati, servono a regime 7 miliardi: “È la cifra che il Governo deve mettere sul piatto della bilancia”, ha detto ieri all’ Ansa il segretario generale Uilpa, Nicola Turco. I dipendenti pubblici italiani scontano un arretramento salariale pesante, secondo Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl: “Ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno”. Dall’ altra parte, c’ è una riforma del settore, avviata dal ministro Marianna Madia (foto), che necessita della loro collaborazione e dopo la batosta delle amministrative, col referendum in arrivo, il governo non può permettersi di inimicarsi troppo quel serbatoio di voti. Secondo l’ Uilpa, nuove fumate nere del governo genererebbero “una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti, a iniziare dalla funzionalità del servizio pubblico e dalle esigenze della collettività”. A dar man forte alle richieste dei dipendenti pubblici ieri è sceso in campo anche il Codacons, annunciando una class action. Per il periodo tra il 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, ci sarebbero “oltre 33 miliardi da restituire a 3,2 milioni di lavoratori” ha detto l’ associazione dei consumatori annunciando un ricorso collettivo al Tar del Lazio. Il ricorso si basa sulla sentenza del 24 giugno 2015 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il regime di blocco del rinnovo della contrattazione collettiva per il personale pubblico dipendente. L’ illegittimità è limitata però al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza, ossia dal 30 luglio 2015.
marco maroni
Il Mattino, 17/08/2016 02:05
la tragedia
Il dramma Giorgio giocava da solo nella piscina gonfiabile Sequestrati gli animaliPDF PDF
18 mesi, azzannato da 2 dogo argentini inutile l’ intervento della madre: indagata
Gianluca Rossellini CATANIA Stava giocando nella sua piscina gonfiabile, quando i cani dei suoi genitori si sono avvicinati e lo hanno azzannato senza motivo, uccidendolo con estrema ferocia. E’ morto così ieri a Mascalucia, in provincia di Catania, un bimbo di un anno e sei mesi. Si chiamava Giorgio. Due doghi argentini lo hanno morso al volto, al torace e al collo, nella villetta di famiglia in via Del Bosco. Il piccolo si trovava solo al momento dell’ aggressione e la madre, sentendolo gridare, ha cercato di strapparlo ai due cani facendo scudo con il proprio corpo, ma non è riuscita a fermarli. E’ rimasta ferita e ha assistito inerme al decesso del bimbo, sbranato dai due animali. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto disperata ai vicini, il piccolo era ridotto a una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente, sul posto sono giunti un’ ambulanza e un elicottero del 118, che ha trasportato d’ urgenza mamma e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del bambino, che è stato trasferito all’ obitorio. La donna è stata medicata al braccio; le sue condizioni fortunatamente non sono gravi. Il papà, Giuseppe Andrea Bonarrigo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. I due cani, che hanno tre e otto anni e sono regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip, sono stati catturati su ordine del comandante dei vigili urbani di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, che li ha affidati all’ Asp. L’ inchiesta sulla tragedia è coordinata dal Pm della procura di Catania Fabio Aliotta che ha ordinato il sequestro della villa e l’ autopsia sul corpo del bimbo. La mamma del piccolo, Stefania Crisafulli 31 anni, risulta indagata per omicidio colposo. Il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro ha detto che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia. Tutti cittadini di Mascalucia sono sconvolti e il vice sindaco Fabio Cantarella ha espresso il suo rammarico su Facebook scrivendo: «È un giorno tragico per Mascalucia vi invito a pregare per il piccolo che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di salvarlo dai cani inferociti. Lasciate che vi confidi solo una cosa: con tutta la fede che posso immaginare, non riesco ad accettare che un bambino indifeso muoia così. O forse è la mia fede che non è abbastanza forte per comprendere». Dopo il grave episodio, il segretario nazione del Codacons Francesco Tanasi ha avanzato la richiesta di un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi per l’ uomo. «La questione dei cani aggressivi – ha detto Tanasi – deve essere affrontata una volta per tutte. Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani che per le loro caratteristiche (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicature. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza». «Ci chiediamo – conclude Tanasi – quanti altri bambini debbano morire prima che le istituzioni ci diano finalmente ascolto». In effetti, in precedenza esisteva una lista delle razze pericolose redatto come allegato dell’ Ordinanza del 12 dicembre 2006, ma dal 23 marzo 2009, ne è entrata in vigore un’ altra, firmata dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini. A differenza della precedente, però non contiene alcuna lista di razze, specificando anzi che non è possibile stabilire il rischio di una maggiore aggressività di un cane sulla base dell’ appartenenza a una razza o ai suoi incroci. Questi contenuti sono stati confermati poi nell’ ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’ incolumità pubblica dall’ aggressione dei cani del 6 agosto 2013. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
gianluca rossellini
Il Mattino, 17/08/2016 02:05
Il CodaconsPDF PDF
«patentino obbligatorio per le razze»
«La questione dei cani aggressivi e potenzialmente pericolosi per la salute dell’ uomo deve essere affrontata una volta per tutte». Lo afferma il Codacons, dopo l’ ultima tragedia registrata a Mascalucia. Il segretario nazionale Francesco Tanasi torna a chiedere un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi.
Il Mattino, 17/08/2016 02:05
Denuncia FdIPDF PDF
«compensi non in linea con il tuel»
«Mentre il Codacons è costretto a depositare un ricorso collettivo contro il blocco degli stipendi del pubblico impiego, in Campidoglio i compensi dei dipendenti pubblici chiamati nello staff della sindaca Raggi e dei suoi assessori raddoppiano o addirittura triplicano grazie all’ applicazione distorta degli articoli 90 e 110 del Tuel, il testo unico degli enti locali. Presenteremo un esposto alla Corte dei conti anche per evitare che vengano sfornate nuove nomine con stipendi a 5 stelle». Lo affermano Fabrizio Santori e Francesco Figliomeni, rispettivamente consigliere regionale e consigliere capitolino di Fratelli d’ Italia. «Nei giorni scorsi il capogruppo alla Pisana del Movimento 5 Stelle Devid Porrello aveva pubblicamente espresso i suoi dubbi e ora finalmente anche dai consiglieri capitolini pentastellati emergono dei forti malumori che speriamo servano a bloccare questo scempio – continuano -. Sia chiaro: è giusto avere dei collaboratori e pagarli in maniera proporzionata alle loro competenze ma il tutto deve avvenire nel rispetto della legge».
Il Roma, 17/08/2016 01:15
leadership centrodestra convention lombardia,”modello milano” contro alberto da giussano
Parisi-Salvini, a settembre sarà un duello a distanzaPDF PDF
il manager: “american party style” per centrodestra a trazione moderata 2.0
ROMA. Pontida o Milano. È sfida a distanza tra Matteo Salvini e Stefano Parisi. Il primo già da qualche mese ha dato appuntamento per il 16, 17 e 18 settembre in provincia di Bergamo per il tradizionale raduno della Lega Nord. L’ ex ad di Fastweb ha annunciato proprio per quei giorni una “Leopolda della destra moderata” nel capoluogo lombardo. Due appuntamenti politici nello stesso momento. Ma soprattutto una richiesta di scelta di campo netta: o vieni da noi o vai da loro… LA DISTANZA DI 50 KM che separa Milano da Pontida rappresenta metaforicamente anche la differenza abissale tra i modelli di centrodestra che i due leader hanno in mente: la Pontida di lotta e protesta contro il governo Renzi; e la Milano della alta finanza che guarda più al centro che alla destra. E che, sotto sotto, ammicca al governatore della Lombardia Roberto Maroni. Chiamato da Silvio Berlusconi per ricompattare il centrodestra a livello nazionale, Parisi rischia di spaccare la Lega al suo interno. Il modello “Milano” che l’ ha portato ad un passo dalla vittoria alle Amministrative meneghine coinvolge tutte le forze di centrodestra. Anche il centro di Angelino Alfano e Maurizio Lupi con i quali Salvini non intende discutere (concetto ribadito anche lunedì sera da Ponte di Legno), ma nei confronti dei quali Maroni lancia segnali d’ apertura visto che fanno parte della sua giunta. AL DI LÀ DELLA SCELTA DELLA DATA da parte di Parisi, proprio in contemporanea con la festa del Carroccio, è significativo anche il tono che Parisi vuole dare all’ incontro: una convention, raccontano fonti interne a Forza Italia, che vuole essere «molto “American party style” per definire programma e procedure di un nuovo centrodestra a trazione moderata 2.0. E che richiama l’ idea del partito repubblicano italiano sul modello dell’ elefante Usa». Insomma, anni luce lontano dai militanti leghisti che indossano il cappello con le corna di bue e sventolano la bandiera con l’ effigie di Alberto da Giussano. E magari un modello del genere premia anche con Forza Italia che punta a riappropriarsi del voto dei moderati mentre la Lega sposta il suo baricentro più a destra. Di certo, distinti sono anche gli interlocutori dei due esponenti politici: Parisi flirta con l’ alta finanza, ambiente dal quale proviene; mentre Salvini si rivolge ai piccoli e medi imprenditori che da sempre rappresentano uno dei bacini di voti della Lega. IN PALIO C’ È LA CONQUISTA della leadership di centro destra mentre sullo sfondo resta il referendum sulle riforme che potrebbe cambiare il volto alla legislatura. Ma ecco l’ ultimo affondo di Salvini in un video su Fb a Parisi : «Veramente non ho capito. Mi chiedono e citano questo nome. In un primo momento pensavo fosse un giocatore del Milan. Poi ho capito. Cosa vuole fare però non lo ho ancora capito. Non è che non ci dorma la notte. Sono tranquillo». CATANIA. Quando la madre lo ha raccolto aveva lesioni profonde al volto, alla gola, all’ addome. Sbranato dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni. I morsi non hanno lasciato scampo al piccolo di appena un anno e mezzo, tra la disperazione della donna, 34 anni, anche lei rimasta ferita nel tentativo di strappare il suo bambino dalle fauci dei due animali. La tragedia si è consumata in una villetta a Mascalucia, alle falde dell’ Etna. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei minuti di terrore. Il bimbo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto da solo con i due cani, mentre la madre era in casa. SONO STATE LE URLA DI UNA VICINA ad attirare la sua attenzione: quando ha visto il bimbo azzannato dai molossi è intervenuta, ma era troppo tardi. La madre ora è indagata per omicidio colposo. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, riferisce che si tratta di «un atto dovuto» per procedere all’ autopsia del piccolo, spiegando che l’ iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna. Per eseguire l’ autopsia è pertanto necessaria la nomina di un consulente di parte della donna. L’ inchiesta è coordinata dal pm Fabio Aliotta. Sembra che il bambino stesse giocando con i cani nella piscina di plastica del giardino di casa, quando all’ improvviso è stato aggredito. LA MADRE, ACCORSA, AVREBBE cercato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini rimanendo ferita a un braccio. Quando è riu scita finalmente a rinchiuderli in casa e ha chiesto aiuto, disperata, ai vicini il bimbo era una maschera di sangue. I soccorsi sono scattati immediatamente: sono intervenuti un’ ambulanza e un elicottero del 118 che ha trasportato d’ urgenza madre e figlio nell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Ma non c’ è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. La donna, in stato di choc, è stata medicata al braccio. Il papà del bimbo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro. La coppia si era trasferita da qualche tempo nella villa che si trova quasi al confine con il vicino Comune di Nicolosi, insieme al figlio di un anno e mezzo e ai due cani, regolarmente denunciati all’ anagrafe canina e dotati di microchip. IL COMANDANTE DEI VI GILI URBANI di Mascalucia, Carmelo Zuccarello, li ha fatti catturare prima di affidarli all’ Asp. «È un giorno tragico per Mascalucia, vi invito a pregare per il piccolo di poco più di un anno che non ce l’ ha fatta e per la madre ferita nel tentativo di strapparlo ai loro cani inferociti», ha scritto su Facebook il vicesindaco Fabio Cantarella. «So no assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo – dice il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi – Da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi».
Il Manifesto, 17/08/2016 01:00
i sindacati incalzano il governo sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego. e indicano quanti soldi serviranno «per ridare dignità ai lavoratori. diversamente sarebbe ragionare sul nulla»
Un piattoPDF PDF
da7 miliardi
Gli ultimi dati dell’ Istat, su quella che gli ottimisti definiscono «non crescita», allarmano i sindacati del pubblico impiego. Così Cgil, Cisl e Uil di categoria tornano a farsi sentire, dopo l’ incontro avuto con Marianna Madia il 26 luglio scorso, e l’ assicurazione ministeriale che a settembre andrà avanti la trattativa per il rinnovo del contratto di categoria. Una vertenza ancora al palo, visto che il governo vorrebbe assicurare (piccoli) aumenti retributivi solo agli addetti della pubblica amministrazione con i redditi più bassi, indicativamente sotto la soglia dei 26mila euro lordi annui. I sindacati avvertono: «E’ di sette miliardi il costo di un rinnovo triennale dei contratti segnala Nicola Turco che guida la Uilpa – questa è la cifra che il governo deve mettere sul piatto, diversamente sarebbe ragionare sul nulla». Mentre il Codacons annuncia una class action al Tar del Lazio, con l’ adesione ad oggi di duemila lavoratori, chiedendo un totale di 10.400 euro per ciascun ricorrente: «A compensazione del sacrificio imposto per effetto del mancato adeguamento del trattamento economico -stipendiale». I calcoli dell’ associazione dei consumatori si basano sul periodo compreso fra il primo gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, giorno in cui la Corte Costituzionale sancì l’ illegittimità del blocco della contrattazione. Ma solo a partire dall’ agosto seguente, stabilì la Consulta, escludendo quindi la retroattività per evitare il collasso del bilancio statale. Peraltro in quella occasione la stessa Avvocatura generale dello Stato quantificò in 35 miliardi il risparmio grazie ai mancati rinnovi contrattuali in quei cinque anni e mezzo. Di qui parte la Uilpa per calcolare in sette miliardi la dotazione che il governo dovrebbe mettere a disposizione per il rinnovo: «E che le risorse a legislazione vigente ci siano, non è un mistero – avverte Turco quindi occorre, lo ribadiamo, agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella pubblica amministrazione, sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti, e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’ evasione». Lo stallo nel prodotto interno lordo non deve essere un alibi per il governo: «Queste notizie non possono fare da apripista a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché questo genererebbe una frattura insanabile». Sul tema, Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, fa sapere: «Pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi». Ber nava tira le somme: «Il governo deve fare uno sforzo, i 300 milioni messi sul piatto sono pochissimi, a fronte dell’ introduzione di tutti gli elementi di innovazione contrattuale». Di qui i cislini indicano nei sette miliardi della Uilpa solo la base da cui partire: «E’ il minimo – sentenzia il segretario generale Giovanni Faverin – che serve per rinnovare i contratti». Calcoli quasi identici arrivano dalla Fp Cgil. Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego del sindacato di Corso d’ Italia, quantifica in 212 euro lordi al mese l’ effetto del mancato rinnovo per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici. «I sette miliardi annui considerati dall’ Avvocatura, al lordo delle tasse, significherebbero almeno 212 euro persi al mese per ogni anno, e destinati a crescere. Questa sarebbe, con questi numeri, la perdita retributiva dovuta al blocco dei contratti». Al netto gli stipendi dei dipendenti pubblici dovrebbero quindi aumentare di 132 euro, visto che con le tasse dei sette miliardi spesi tornerebbero nelle casse dello Stato circa 2,3 miliardi.
riccardo chiari
Messina Ora, 17/08/2016 18:22
Pas De Trai – Pure Music Festival: a San Fratello la rassegna che unisce musica e natura – MessinaOra.itWeb Web
Pas De Trai – Pure Music Festival: a San Fratello la rassegna che unisce musica e natura 17 agosto 2016 7 Prosegue con successo a San Fratello (Messina) presso la Contrada Passo dei Tre (SS 289 – Km 18.4) la seconda edizione del PAS DE TRAI – PURE MUSIC FESTIVAL, la rassegna che unisce musica e natura sui Nebrodi. Dopo le prime tre giornate dedicate alla bellezza degli spazi naturali – che si concluderanno stasera con le conferenze su temi astronomici tenute da Antonio Maggio e Mario Guarcello, con l’ incontro “Inhabiting the Territory 2.0” a cura di Andrea Vezzi e con l’ osservazione del cielo notturno guidata dall’ Osservatorio Astronomico G. S. Vaiana di Palermo e dalla startup Science & Joy – partiranno domani, giovedì 18 agosto, le tre serate riservate ai concerti, con una ricchissima proposta musicale (che spazia dal soul al rock, dalla musica psichedelica a quella elettronica, passando per R&B, jazz, funk e hip-hop) e una line up che comprende alcune tra le più interessanti realtà musicali italiane, di cui tante siciliane, e inglesi. A esibirsi sul palco del Pas De Trai saranno i livornesi APPALOOSA, il duo inglese Soccer96, il Gianni Gebbia Elettromagnetico Trio, capitanato dal noto sassofonista e compositore siciliano, i londinesi Itchy Teeth, i producerBienoise e HLMNSRA, il cantante e musicista palermitano Angelo Sicurella, e ancora i Goød Falafel, Sergio Beercock, HalfChicken, Basse Frequenze, Swedish Death Candy, GaBa, Furious Georgie, Loozoo, Kalm Daan, Veda Black, Gaetano Cappella, 12 Bars Blues Revolution, Il Suono di Bill, per arrivare ai Retrospective for Love, che con il loro frontman Davide Shorty, reduce dalla partecipazione a X Factor Italia, presenteranno il loro nuovo album in uscita nei prossimi mesi. Gli inglesi AOSOON, che avrebbero dovuto esibirsi domani, giovedì 18 agosto, non potranno prendere parte al festival per sopraggiunti impegni personali. “Il Pas De Trai nasce come ponte ideale tra le sonorità musicali locali e internazionali, valorizzando al contempo un territorio splendido ma poco conosciuto – spiega l’ organizzazione – Con una line up che rispecchia al meglio il fermento della scena contemporanea, numerosi workshop e attività ricreative all’ aria aperta proponiamo un vero e proprio percorso attraverso la musica e la natura più pura, per un’ esperienza di autentica condivisione al riparo dal caos dei centri urbani.” Organizzato dall’ associazione culturale Pas De Trai con il patrocinio del Comune di San Fratello e la collaborazione scientifica dell’ Osservatorio Astronomico G. S. Vaiana di Palermo, il festival è realizzato in partnership con l’ associazione culturale palermitana ZisaLab e il collettivo milanese Recipient, che curano gli allestimenti, la società di produzione Daitona, la startup Science & Joy e varie imprese locali: il ristorante tipico Il Cerro (principale food partner dell’ evento e situato all’ interno dell’ area del festival), l’ agriturismo Masseria Santa Mamma e l’ azienda biologica ‘U Furiano. Charity partner della manifestazione sarà anche quest’ anno l’ associazione Fantabreeze, che attraverso raccolte fondi si occupa di favorire, realizzare e finanziare progetti di ricerca oncologica. Gli abbonamenti all’ intero festival (38 euro compresi i diritti di prevendita) e i biglietti per le singole serate del 18, 19 e 20 agosto (12,50 euro + 1,50 euro di prevendita) sono disponibili nei punti vendita autorizzati Ciaotickets e online su www.ciaotickets.com . Abbonamenti e biglietti includono, oltre all’ ingresso ai concerti, la possibilità di sostare in tenda nell’ area del festival e di partecipare a tutte le attività e i workshop organizzati. Il Pas De Trai – Pure Music Festival è stato censito nel portale Italive.it e ammesso alle votazioni per il “Premio Italive 2016” (link per la votazione: http://www.italive.it/evento/18710/pas-de-trai ). Italive.it, un’ iniziativa promossa dal Codacons con la partecipazione di Autostrade per l’ Italia e la collaborazione di Coldiretti, informa gli automobilisti su quello che accade nel territorio che attraversano e presenta un calendario aggiornato dei migliori eventi. Line up Pas de Trai – Pure Music Festival 2016:
ilgiornale.it, 17/08/2016 18:17
La Corte dei Conti adesso indaga sulla passerella di Christo sul lagoWeb Web
“a seguito di esposto codacons la corte dei conti indaga sulla passerella dell’ artista bulgaro christo installata sul lago d’ iseo”
“A seguito di esposto Codacons la Corte dei Conti indaga sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo”. Così si legge in un comunicato della stessa associazione dei consumatori, che nelle settimane scorse ha depositato una formale denuncia alla Procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. “In base a quanto appreso dal Codacons – riferisce il comunicato – la Guardia di finanza avrebbe eseguito nei giorni scorsi un sopralluogo negli uffici della Comunità Montana del Sebino bresciano, acquisendo tutta la documentazione relativa a ‘The Floating Piers’. Esattamente quanto chiesto dall’ associazione alla Corte dei Conti, con un esposto in cui si chiedeva di utilizzare le fiamme gialle per gli accertamenti del caso e per l’ acquisizione degli atti relativi all’ opera”. L’ associazione dei consumatori aveva sollecitato “un’ indagine sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che – secondo il Codacons – potrebbero rappresentare uno spreco di pubbliche risorse”.
franco grilli
lanuovaferrara.it, 17/08/2016 18:15
Lago d’ Iseo, la Corte dei Conti apre inchiesta sulla passerella di ChristoWeb Web
l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. nell’ esposto, il codacons ha evidenziato una serie di costi sostenuti dagli enti locali: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
gazzettadimantova.it, 17/08/2016 18:15
Lago d’ Iseo, la Corte dei Conti apre inchiesta sulla passerella di ChristoWeb Web
l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. nell’ esposto, il codacons ha evidenziato una serie di costi sostenuti dagli enti locali: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
gazzettadimodena.it, 17/08/2016 18:13
Lago d’ Iseo, la Corte dei Conti apre inchiesta sulla passerella di ChristoWeb Web
l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. nell’ esposto, il codacons ha evidenziato una serie di costi sostenuti dagli enti locali: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
altoadige.it, 17/08/2016 18:12
Lago d’ Iseo, la Corte dei Conti apre inchiesta sulla passerella di ChristoWeb Web
l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. nell’ esposto, il codacons ha evidenziato una serie di costi sostenuti dagli enti locali: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
trentinocorrierealpi.it, 17/08/2016 18:06
Lago d’ Iseo, la Corte dei Conti apre inchiesta sulla passerella di ChristoWeb Web
l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. nell’ esposto, il codacons ha evidenziato una serie di costi sostenuti dagli enti locali: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
nuovavenezia.it, 17/08/2016 18:04
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l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. nell’ esposto, il codacons ha evidenziato una serie di costi sostenuti dagli enti locali: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
ilcentro.it, 17/08/2016 18:02
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MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
laprovinciapavese.it, 17/08/2016 18:02
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MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
mattinopadova.it, 17/08/2016 18:00
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l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. nell’ esposto, il codacons ha evidenziato una serie di costi sostenuti dagli enti locali: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
Askanews, 17/08/2016 17:59
Legambiente:bene indagine Corte dei Conti su costi Floating PiersWeb Web
l’ opera di christo realizzata sul lago d’ iseo
Milano, 17 ago. (askanews) – Legambiente plaude all’ indagine della Corte dei Conti sui costi dell’ opera di Christo, The Floating Piers, la passarella su Lago d’ Iseo, avviata in seguito a un esposto del Codacons. Secondo Legambiente infatti i dati economici diffusi dalla società di consulenza Marketing Comunication JFC che ha gestito l’ evento, sono parziali perchè danno conto solo dei benefici senza quantificare i costi sostenuti dai committenti pubblici dell’ opera, cioè dal Governo, dalla Regione, dalle ex Provincie di Brescia e di Bergamo e dalla Comunità Montana del Sebino Bresciano, con sede a Sale Marasino, che lo scorso 11 agosto ha anche ricevuto una visita da parte della Guardia di Finanza. Il lago d’ Iseo, prosegue la nota di Legambiente, è più conosciuto nel mondo ma a quale prezzo non si sa ancora, o, forse lo si saprà grazie alla Corte dei Conti.
corrierealpi.it, 17/08/2016 17:55
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l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. nell’ esposto, il codacons ha evidenziato una serie di costi sostenuti dagli enti locali: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
tribunatreviso.it, 17/08/2016 17:54
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l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. nell’ esposto, il codacons ha evidenziato una serie di costi sostenuti dagli enti locali: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
messaggeroveneto.it, 17/08/2016 17:54
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l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. nell’ esposto, il codacons ha evidenziato una serie di costi sostenuti dagli enti locali: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
lacittadisalerno.it, 17/08/2016 17:53
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l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. nell’ esposto, il codacons ha evidenziato una serie di costi sostenuti dagli enti locali: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
iltirreno.it, 17/08/2016 17:52
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MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
ilpiccolo.it (Trieste), 17/08/2016 17:50
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lanuovasardegna.it, 17/08/2016 17:47
Lago d’ Iseo, la Corte dei Conti apre inchiesta sulla passerella di ChristoWeb Web
l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
gazzettadireggio.it, 17/08/2016 17:46
Lago d’ Iseo, la Corte dei Conti apre inchiesta sulla passerella di ChristoWeb Web
l’ associazione dei consumatori nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività
MILANO . A seguito di un esposto del Codacons la Corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poichè a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone, con una media di 70 mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo. Dopo l’ apertura dell’ indagine, scattata a seguito dell’ esposto presentato dall’ associazione dei consumatori, la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, da quanto si è saputo, dovrà valutare nelle prossime settimane, anche sulla base delle carte acquisite, se sussistano o meno eventuali profili di danno erariale. Nell’ esposto, infatti, il Codacons ha evidenziato una serie di costi a carico della collettività e legati alla passerella di Christo: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
Giornale L’Ora, 17/08/2016 17:29
Pas De Trai – Pure Music Festival II Edizione: Al via le tre serate dedicate ai concertiWeb Web
289 – Km 18.4) la seconda edizione del PAS DE TRAI – PURE MUSIC FESTIVAL, la rassegna che unisce musica e natura sui Nebrodi. Dopo le prime tre giornate dedicate alla bellezza degli spazi naturali – che si concluderanno stasera con le conferenze su temi astronomici tenute da Antonio Maggio e Mario Guarcello, con l’ incontro “Inhabiting the Territory 2.0” a cura di Andrea Vezzi e con l’ osservazione del cielo notturno guidata dall’ Osservatorio Astronomico G. S. Vaiana di Palermo e dalla startup Science & Joy – partiranno domani , giovedì 18 agosto, le tre serate riservate ai concerti, con una ricchissima proposta musicale (che spazia dal soul al rock, dalla musica psichedelica a quella elettronica, passando per R&B, jazz, funk e hip-hop) e una line up che comprende alcune tra le più interessanti realtà musicali italiane, di cui tante siciliane, e inglesi. A esibirsi sul palco del Pas De Trai saranno i livornesi APPALOOSA , il duo inglese Soccer96 , il Gianni Gebbia Elettromagnetico Trio , capitanato dal noto sassofonista e compositore siciliano, i londinesi Itchy Teeth , i producer Bienoise e HLMNSRA , il cantante e musicista palermitano Angelo Sicurella , e ancora i Goød Falafel , Sergio Beercock , HalfChicken , Basse Frequenze , Swedish Death Candy , GaBa , Furious Georgie , Loozoo , Kalm Daan , Veda Black , Gaetano Cappella , 12 Bars Blues Revolution , Il Suono di Bill , per arrivare ai Retrospective for Love , che con il loro frontman Davide Shorty , reduce dalla partecipazione a X Factor Italia, presenteranno il loro nuovo album in uscita nei prossimi mesi. Gli inglesi AOSOON, che avrebbero dovuto esibirsi domani , giovedì 18 agosto, non potranno prendere parte al festival per sopraggiunti impegni personali. “Il Pas De Trai nasce come ponte ideale tra le sonorità musicali locali e internazionali, valorizzando al contempo un territorio splendido ma poco conosciuto – spiega l’ organizzazione – Con una line up che rispecchia al meglio il fermento della scena contemporanea, numerosi workshop e attività ricreative all’ aria aperta proponiamo un vero e proprio percorso attraverso la musica e la natura più pura, per un’ esperienza di autentica condivisione al riparo dal caos dei centri urbani.” Organizzato dall’ associazione culturale Pas De Trai con il patrocinio del Comune di San Fratello e la collaborazione scientifica dell’ Osservatorio Astronomico G. S. Vaiana di Palermo , il festival è realizzato in partnership con l’ associazione culturale palermitana ZisaLab e il collettivo milanese Recipient , che curano gli allestimenti, la società di produzione Daitona , la startup Science & Joy e varie imprese locali: il ristorante tipico Il Cerro (principale food partner dell’ evento e situato all’ interno dell’ area del festival), l’ agriturismo Masseria Santa Mamma e l’ azienda biologica ‘U Furiano . Charity partner della manifestazione sarà anche quest’ anno l’ associazione Fantabreeze , che attraverso raccolte fondi si occupa di favorire, realizzare e finanziare progetti di ricerca oncologica. Gli abbonamenti all’ intero festival (38 euro compresi i diritti di prevendita) e i biglietti per le singole serate del 18, 19 e 20 agosto (12,50 euro + 1,50 euro di prevendita) sono disponibili nei punti vendita autorizzati Ciaotickets e online su www.ciaotickets.com . Abbonamenti e biglietti includono, oltre all’ ingresso ai concerti, la possibilità di sostare in tenda nell’ area del festival e di partecipare a tutte le attività e i workshop organizzati. Il Pas De Trai – Pure Music Festival è stato censito nel portale Italive.it e ammesso alle votazioni per il “Premio Italive 2016” (link per la votazione: http://www.italive.it/evento/18710/pas-de-trai ). Italive.it, un’ iniziativa promossa dal Codacons con la partecipazione di Autostrade per l’ Italia e la collaborazione di Coldiretti, informa gli automobilisti su quello che accade nel territorio che attraversano e presenta un calendario aggiornato dei migliori eventi. Line up Pas de Trai – Pure Music Festival 2016: 18 agosto 2016 19 agosto 2016 20 agosto 2016 Kalm Daan Sound Il Suono Di Bill HalfChicken Basse Frequenze Swedish Death Candy Bienoise Dj set a cura di Sound Butik Veda Black Loozoo Gaetano Cappella Sergio Beercock Goød Falafel Angelo Sicurella APPALOOSA Dj set a cura di Sound Butik 12 Bars Blues Revolution Furious Georgie Gianni Gebbia Elettromagnetico Trio Itchy Teeth HLMNSRA Retrospective For Love Soccer96 GaBa Com. Stam. APPALOOSA Retrospective for Love Soccer96.
Stretto Web, 17/08/2016 16:45
Messina, successo per il Pas De Trai – Pure Music Festival: da domani il via ai concertiWeb Web
prosegue la seconda edizione del pas de trai – pure music festival a san fratello (messina): al via domani le tre serate dedicate ai concerti
Prosegue con successo a San Fratello (Messina) presso la Contrada Passo dei Tre (SS 289 – Km 18.4) la seconda edizione del PAS DE TRAI – PURE MUSIC FESTIVAL, la rassegna che unisce musica e natura sui Nebrodi. Dopo le prime tre giornate dedicate alla bellezza degli spazi naturali – che si concluderanno stasera con le conferenze su temi astronomici tenute da Antonio Maggio e Mario Guarcello, con l’ incontro “Inhabiting the Territory 2.0” a cura di Andrea Vezzi e con l’ osservazione del cielo notturno guidata dall’ Osservatorio Astronomico G. S. Vaiana di Palermo e dalla startup Science & Joy – partiranno domani, giovedì 18 agosto, le tre serate riservate ai concerti, con una ricchissima proposta musicale (che spazia dal soul al rock, dalla musica psichedelica a quella elettronica, passando per R&B, jazz, funk e hip-hop) e una line up che comprende alcune tra le più interessanti realtà musicali italiane, di cui tante siciliane, e inglesi. A esibirsi sul palco del Pas De Trai saranno i livornesi APPALOOSA , il duo inglese Soccer96 , il Gianni Gebbia Elettromagnetico Trio , capitanato dal noto sassofonista e compositore siciliano, i londinesi Itchy Teeth , i producer Bienoise e HLMNSRA , il cantante e musicista palermitano Angelo Sicurella , e ancora i Goød Falafel , Sergio Beercock , HalfChicken , Basse Frequenze , Swedish Death Candy , GaBa , Furious Georgie , Loozoo , Kalm Daan , Veda Black , Gaetano Cappella , 12 Bars Blues Revolution , Il Suono di Bill , per arrivare ai Retrospective for Love , che con il loro frontman Davide Shorty , reduce dalla partecipazione a X Factor Italia, presenteranno il loro nuovo album in uscita nei prossimi mesi. Gli inglesi AOSOON, che avrebbero dovuto esibirsi domani, giovedì 18 agosto, non potranno prendere parte al festival per sopraggiunti impegni personali. “Il Pas De Trai nasce come ponte ideale tra le sonorità musicali locali e internazionali, valorizzando al contempo un territorio splendido ma poco conosciuto – spiega l’ organizzazione – Con una line up che rispecchia al meglio il fermento della scena contemporanea, numerosi workshop e attività ricreative all’ aria aperta proponiamo un vero e proprio percorso attraverso la musica e la natura più pura, per un’ esperienza di autentica condivisione al riparo dal caos dei centri urbani.” Organizzato dall’ associazione culturale Pas De Trai con il patrocinio del Comune di San Fratello e la collaborazione scientifica dell’ Osservatorio Astronomico G. S. Vaiana di Palermo , il festival è realizzato in partnership con l’ associazione culturale palermitana ZisaLab e il collettivo milanese Recipient , che curano gli allestimenti, la società di produzione Daitona , la startup Science & Joy e varie imprese locali: il ristorante tipico Il Cerro (principale food partner dell’ evento e situato all’ interno dell’ area del festival), l’ agriturismo Masseria Santa Mamma e l’ azienda biologica ‘U Furiano . Charity partner della manifestazione sarà anche quest’ anno l’ associazione Fantabreeze , che attraverso raccolte fondi si occupa di favorire, realizzare e finanziare progetti di ricerca oncologica. Gli abbonamenti all’ intero festival (38 euro compresi i diritti di prevendita) e i biglietti per le singole serate del 18, 19 e 20 agosto (12,50 euro + 1,50 euro di prevendita) sono disponibili nei punti vendita autorizzati Ciaotickets e online su www.ciaotickets.com . Abbonamenti e biglietti includono, oltre all’ ingresso ai concerti, la possibilità di sostare in tenda nell’ area del festival e di partecipare a tutte le attività e i workshop organizzati. Il Pas De Trai – Pure Music Festival è stato censito nel portale Italive.it e ammesso alle votazioni per il “Premio Italive 2016” (link per la votazione: http://www.italive.it/evento/18710/pas-de-trai ). Italive.it, un’ iniziativa promossa dal Codacons con la partecipazione di Autostrade per l’ Italia e la collaborazione di Coldiretti, informa gli automobilisti su quello che accade nel territorio che attraversano e presenta un calendario aggiornato dei migliori eventi.
Strill, 17/08/2016 16:19
San Fratello (ME) – Pas de Trai – Pure music festival: al via le tre serate dedicate ai concertiWeb Web
Prosegue con successo a San Fratello (Messina) presso la Contrada Passo dei Tre (SS 289 – Km 18.4) la seconda edizione del PAS DE TRAI – PURE MUSIC FESTIVAL, la rassegna che unisce musica e natura sui Nebrodi. Dopo le prime tre giornate dedicate alla bellezza degli spazi naturali – che si concluderanno stasera con le conferenze su temi astronomici tenute da Antonio Maggio e Mario Guarcello, con l’ incontro “Inhabiting the Territory 2.0” a cura di Andrea Vezzi e con l’ osservazione del cielo notturno guidata dall’ Osservatorio Astronomico G. S. Vaiana di Palermo e dalla startup Science & Joy – partiranno domani, giovedì 18 agosto, le tre serate riservate ai concerti, con una ricchissima proposta musicale (che spazia dal soul al rock, dalla musica psichedelica a quella elettronica, passando per R&B, jazz, funk e hip-hop) e una line up che comprende alcune tra le più interessanti realtà musicali italiane, di cui tante siciliane, e inglesi. A esibirsi sul palco del Pas De Trai saranno i livornesi APPALOOSA, il duo inglese Soccer96, il Gianni Gebbia Elettromagnetico Trio, capitanato dal noto sassofonista e compositore siciliano, i londinesi Itchy Teeth, i producer Bienoise e HLMNSRA, il cantante e musicista palermitano Angelo Sicurella, e ancora i Goød Falafel, Sergio Beercock, HalfChicken, Basse Frequenze, Swedish Death Candy, GaBa, Furious Georgie, Loozoo, Kalm Daan, Veda Black, Gaetano Cappella, 12 Bars Blues Revolution, Il Suono di Bill, per arrivare ai Retrospective for Love, che con il loro frontman Davide Shorty, reduce dalla partecipazione a X Factor Italia, presenteranno il loro nuovo album in uscita nei prossimi mesi. Gli inglesi AOSOON, che avrebbero dovuto esibirsi domani, giovedì 18 agosto, non potranno prendere parte al festival per sopraggiunti impegni personali. “Il Pas De Trai nasce come ponte ideale tra le sonorità musicali locali e internazionali, valorizzando al contempo un territorio splendido ma poco conosciuto – spiega l’ organizzazione – Con una line up che rispecchia al meglio il fermento della scena contemporanea, numerosi workshop e attività ricreative all’ aria aperta proponiamo un vero e proprio percorso attraverso la musica e la natura più pura, per un’ esperienza di autentica condivisione al riparo dal caos dei centri urbani.” Organizzato dall’ associazione culturale Pas De Trai con il patrocinio del Comune di San Fratello e la collaborazione scientifica dell’ Osservatorio Astronomico G. S. Vaiana di Palermo, il festival è realizzato in partnership con l’ associazione culturale palermitana ZisaLab e il collettivo milanese Recipient, che curano gli allestimenti, la società di produzione Daitona, la startup Science & Joy e varie imprese locali: il ristorante tipico Il Cerro (principale food partner dell’ evento e situato all’ interno dell’ area del festival), l’ agriturismo Masseria Santa Mamma e l’ azienda biologica ‘U Furiano. Charity partner della manifestazione sarà anche quest’ anno l’ associazione Fantabreeze, che attraverso raccolte fondi si occupa di favorire, realizzare e finanziare progetti di ricerca oncologica. Gli abbonamenti all’ intero festival (38 euro compresi i diritti di prevendita) e i biglietti per le singole serate del 18, 19 e 20 agosto (12,50 euro + 1,50 euro di prevendita) sono disponibili nei punti vendita autorizzati Ciaotickets e online su www.ciaotickets.com. Abbonamenti e biglietti includono, oltre all’ ingresso ai concerti, la possibilità di sostare in tenda nell’ area del festival e di partecipare a tutte le attività e i workshop organizzati. Il Pas De Trai – Pure Music Festival è stato censito nel portale Italive.it e ammesso alle votazioni per il “Premio Italive 2016” (link per la votazione: http://www.italive.it/evento/18710/pas-de-trai). Italive.it, un’ iniziativa promossa dal Codacons con la partecipazione di Autostrade per l’ Italia e la collaborazione di Coldiretti, informa gli automobilisti su quello che accade nel territorio che attraversano e presenta un calendario aggiornato dei migliori eventi.
Libero Reporter, 17/08/2016 15:51
Lago ‘d’ Iseo: passerella Christo, su esposto Codacons Corte dei Conti indagaWeb Web
A seguito di esposto Codacons la Corte dei Conti indaga sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul Lago d’ Iseo. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che le settimane scorse ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. In base a quanto appreso dal Codacons, la Guardia di finanza avrebbe eseguito nei giorni scorsi un sopralluogo negli uffici della Comunità Montana del Sebino bresciano, acquisendo tutta la documentazione relativa a ‘The Floating Piers’. Esattamente quanto chiesto dall’ associazione alla Corte dei Conti, con un esposto in cui si chiedeva di utilizzare le fiamme gialle per gli accertamenti del caso e per l’ acquisizione degli atti relativi all’ opera. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poiché a partire dall’ inaugurazione dell’ opera si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare uno spreco di pubbliche risorse. Questo sito/giornale utilizza cookies anche di terze parti per facilitare la navigazione e per mostrarti pubblicità e servizi in linea per migliorare la tua esperienza e con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque elemento sottostante oppure continuando la navigazione (page scroll), acconsenti all’ uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookies leggi l’ informativa estesa. CHIUDI Questo sito/giornale utilizza cookies anche di terze parti per facilitare la navigazione e per mostrarti pubblicità e servizi in linea per migliorare la tua esperienza e con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque elemento sottostante oppure continuando la navigazione (page scroll), acconsenti all’ uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookies leggi l’ informativa estesa. CHIUDI Questo sito/giornale utilizza cookies anche di terze parti per facilitare la navigazione e per mostrarti pubblicità e servizi in linea per migliorare la tua esperienza e con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque elemento sottostante oppure continuando la navigazione (page scroll), acconsenti all’ uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookies leggi l’ informativa estesa. CHIUDI.
Blogo, 17/08/2016 15:47
Codacons: introdurre patentino per razze di cani pericoloseWeb Web
Dopo la tragedia occorsa ieri nel catanese, un bambino di 18 mesi sbranato da due cani, razza dogo argentini, la questione dei cani potenzialmente aggressivi e pericolosi per l’ uomo torna prepotentemente alla ribalta. Un problema che va affrontato una volta per tutte, secondo l’ associazione dei consumatori Codacons affinché non si ripeta più quanto accaduto a Mascalucia. “Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’ aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’ uomo Indipendentemente dall’ educazione che si dà al proprio animale, è universalmente riconosciuto che esistono razze, come i pitbull o i rottweiler, che per le loro caratteristiche (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicatura” dice il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi. “Per tale motivo da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi . Il morso di un volpino, infatti, non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza. Ci chiediamo quanti altri bambini debbano morire prima che le istituzioni ci diano finalmente ascolto” conclude Tanasi. La madre del bambino è stata iscritta nel registro degli indagati per omicidio colposo, un atto dovuto dicono gli inquirenti che devono ricostruire l’ esatto accaduto e procedere con l’ autopsia sul piccolo. Intanto la donna stamattina si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Messina: anziana azzannata e uccisa dal cane di famiglia Tragedia a Venetico, morta 88enne.
renato marino
ilsole24ore.com, 17/08/2016 15:39
Zanetti: priorità taglio tasse e rinnovo contratti stataliWeb Web
Le priorità del governo sono evitare l’ aumento dell’ Iva, ridurre le tasse sul lavoro e rinnovare i contratti degli statali, poi, «ma soltanto poi» si può pensare a interventi redistributivi sulle pensioni. Lo ha affermato il viceministro dell’ economia, Enrico Zanetti, in un’ intervista a La Stampa rinnovando la richiesta a Bruxelles di nuova flessibilità per poter anadare avanti col processo di riforme. «Prima di tutto, vengono le norme per aiutare il Paese a crescere – ha sottolineato Zanetti – e quindi bisogna evitare l’ aumento dell’ Iva e ridurre la pressione fiscale sul lavoro. Poi bisogna implementare misure di protezione sociale per chi non ha né lavoro né pensione. E, dopo anni di blocco, bisogna rinnovare i contratti del pubblico impiego. Poi, e sottolineo tre volte mi spiace, ma soltanto poi, si può pensare a misure redistributive per rendere più generoso il sistema previdenziale». incontro governo-sindacati sui rinnovi 26 luglio 2016 Contratti Pa, Madia: ora confronto, a settembre l’ atto di indirizzo Zanetti: priorità rinnovo contratti e taglio tasse Le risorse per le misure di pensionionamento anticipato «ci saranno, ma difficilmente potranno coprire per intero le aspettative di chi, in modo secondo me discutibile, pone le pensioni al primo posto nella classifica delle priorità» ha proseguito il viceministro che ha avvertito: «Una cifra esatta oggi è difficile da quantificare, ma bisogna avere chiaro un ordine di priorità». Non solo. Il rallentamento della crescita del Pil, «che speriamo venga compensato nel secondo semestre, è un elemento di difficoltà – ha ammesso Zanetti – in un’ ottica di manovra espansiva». Per questo, ha aggiunto il viceministro, «serve ancora più determinazione con l’ Europa per ottenere tutta la flessibilità possibile». E ha concluso: «Dove sta scritto che la flessibilità debba essere concessa una tantum, visto che il processo di riforma non si ferma?». L’ Analisi Pa, da superare l’«uguaglianza» in versione burocratica Scopri di più Usb: contratto statali e pensioni entrambe priorità Contro Zannetti si sono schierati, però, senza mezzi termini, i sindacati di base. «Rigettiamo con grande determinazione la contrapposizione artificiosa creata dal sottosegretario Zanetti tra il recupero delle pensioni e il rinnovo dei contratti del pubblico impiego» si legge in una nota dell’ esecutivo nazionale Usb pubblico impiego, che parla di «tentativo di scatenare una guerra tra poveri che conferma l’ impianto antipopolare di questo Governo». Lavoro 17 agosto 2016 Rinnovi Pa, sentiero stretto nella manovra Si scalda partita rinnovi Pa, sindacati: servono 7 mld In vista della stagione autunnale, la partita del rinnovo contrattuale (il governo ha messo per ora sul piatto 300 milioni), per i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, bloccato da sette anni, è tornata insomma a scaldarsi. Pur tra la tagliola dell’ equilibrio dei conti pubblici e lo spettro della “non crescita”, per un rinnovo triennale servono a regime, secondo i sindacati 7 miliardi di euro. «Questa è la cifra che il Governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla» ha avvertito ieri Nicola Turco, segretario generale Uilpa. D’ altra parte i dipendenti pubblici scontano un arretramento salariale che non ha uguali, ha osservato Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, per il quale «pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’ anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi. Pari a una media del 13-15% in busta paga. E le notizie sulla frenata del Pil non «possono fare da apripista – sottolinea la Uilpa – a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l’ apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti». CORRELATI corte costituzionale 24 giugno 2015 Statali, Consulta: blocco dei contratti illegittimo, ma non per il passato In vista della ripresa del confronto con l’ Aran, previsto per la prima decade di settembre, dopo le ‘aperture’ da parte del governo, i sindacati si aspettano insomma un segnale diverso sul fronte delle risorse sul piatto«. Intanto, l’ associazione dei consumatori Codacons annuncia una class action per compensare il mancato adeguamento economico subito dai 3,2 milioni di dipendenti pubblici: 10.400 euro a testa, per il periodo tra il 1 gennaio 2010 e il 30 luglio 2015. Ma in tutto questo va ricordato che la Consulta, nella sentenza 178/2015 che ha imposto il riavvio dei contratti , non ha dichiarato l’ illegittimità dei vecchi blocchi e quindi l’ obbligo di recuperare l’ arretrato. L’ illegittimità è limitata infatti al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza stessa, ossia dal 30 luglio 2015. © Riproduzione riservata.
ilsecoloxix.com, 17/08/2016 14:45
the floating piers
Il Codacons contro l’ opera di Christo: «Quant’ è costata alla collettività?»Web Web
Newsletter Il Secolo XIX Leggi Abbonati Regala Approfondimenti Chiude la passerella sull’ acqua di Christo, successo inatteso Christo, un’ opera d’ arte per “galleggiare” sul lago Articoli correlati Chiude la passerella di Christo, enorme successo di pubblico Christo, l’ uomo che fa camminare sulle acque Roma – A seguito di un esposto del Codacons la corte dei Conti ha aperto un’ indagine sulla passerella dell’ artista bulgaro Christo installata sul lago d’ Iseo: ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che nelle scorse settimane ha depositato una formale denuncia alla procura contabile relativamente ai costi dell’ opera a carico della collettività. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto nello specifico di indagare sui costi sostenuti dagli enti locali per l’ organizzazione dell’ installazione artistica sul Lago d’ Iseo, poiché a partire dall’ inaugurazione dell’ opera – si legge nella nota del Codacons – si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività : dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell’ ordine pubblico. Costi che potrebbero rappresentare – per il Codacons – uno spreco di pubbliche risorse. La guardia di Finanza avrebbe eseguito nei giorni scorsi un sopralluogo negli uffici della Comunità Montana del Sebino bresciano, acquisendo tutta la documentazione. The Floating Piers è stata visitata da oltre 1,3 milioni di persone , con una media di 70mila arrivi al giorno sulla passerella che dal 18 giugno al 3 luglio ha collegato Sulzano con Monte Isola passando per l’ isola di San Paolo.