16 Luglio 2020

Rassegna stampa del 16 luglio 2020

corriere.it, 16/07/2020 18:40
abbonati a abbonati a 1 al mese abbonati ora login il mio corriere newsletter gestisci profilo logout l’ economia corriere della sera x finanza borsa e fondi risparmio tasse consumi casa lavoro pensioni imprese moda opinioni eventi professionisti in europa decreto rilancio casa, mutui e affitti credito e giustizia
Crac PopBari, troppi avvocati in aula: udienza rinviata per assembramento
salvataggio popolare di bari, i soci dicono sì alla spa. entra lo stato con mcc
Troppi avvocati. In rappresentanza di ancor più azionisti. Così tanti che la prima udienza del processo a Marco e Gianluca Jacobini – ex presidente ed ex condirettore della Banca popolare di Bari, accusati di falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza – è stata rinviata, per motivi di sicurezza, al 24 settembre prossimo. Fra più di due mesi, in un luogo differente e, si spera, più idoneo ad accogliere così tanti avvocati in un periodo di assembramenti vietati. È accaduto a Bari, nel palazzo di via Dioguardi – che non è stato progettato come tribunale, ma è stato riadattato a Palazzo di giustizia dopo lo sgombero per inagibilità dell’ ex tribunale – dove si erano radunati gli avvocati per depositare gli atti di costituzione di parte civile di oltre mille azionisti (369 difesi dall’ associazione Avvocati dei Consumatori, 300 dall’ Adusbef, 160 dall’ Unione Consumatori, 109 dal Codacons e un’ altra cinquantina di azionisti da singoli studi legali). Impossibilitati, però, visti gli spazi, a mantenere il distanziamento sociale. Banche Salvataggio Popolare di Bari, i soci dicono sì alla spa. Entra lo Stato con Mcc di Redazione Economia Inizialmente il presidente del collegio, il giudice Marco Guida, aveva organizzato il deposito degli atti di costituzione facendo entrare in aula cinque avvocati per volta . All’ esterno dell’ aula, però, nei corridoi e nelle sale di attesa, il numero di persone assembrate, sebbene tutte con le mascherine, è risultato eccessivo e inidoneo a garantire le misure di sicurezza anti-Covid: gli assembramenti si sono creati proprio a causa degli spazi ristretti dell’ edificio che ospita il palagiustizia. «Né era possibile farci aspettare per ore fuori sotto il sole», hanno sottolineato gli avvocati lasciando il Palazzo di giustizia, evidenziando la situazione «insostenibile e inaccettabile».

Guida Viaggi Portale, 16/07/2020 17:37
Bit 2021: “Il turismo è pronto a ripartire”
la borsa internazionale del turismo evidenzia segnali di ripresa e amplia l’ offerta di contenuti e servizi per sostenere le aziende del settore verso la meta della “nuova normalità”
Dopo l’ emergenza sanitaria, il settore turistico comincia a ripartire: alcuni provvedimenti stanno gradualmente consentendo al settore dei viaggi di prepararsi ad un parziale recupero dopo lo stop dei mesi scorsi e gli incentivi ai consumatori offrono nuove opportunità. Il settore, per consolidare la ripresa, deve avere una nuova consapevolezza ed elaborare nuove soluzioni. Proprio per questo la Borsa Internazionale del Turismo , in programma dal 7 al 9 febbraio 2021 a Fieramilanocity, vuole proporsi come piattaforma di confronto per il settore in questa fase delicata . La prossima edizione della manifestazione sarà un veicolo per raccontare e promuovere il turismo nel dopo Covid rispetto ai valori che caratterizzano la sua offerta, mentre il mondo ancora in parte sta cercando la sua “nuova normalità”: responsabilità, chiarezza, trasparenza, sensibilità alle varie esigenze costituiscono, infatti, le priorità per gli operatori, impegnati nel rieducare gli utenti alla fiducia verso i professionisti dei viaggi e delle vacanze. Gli operatori del turismo, intanto, sono testimoni di una graduale, ma decisa ripresa . Per l’ Italia le previsioni legate al periodo estivo sono incoraggianti e gli addetti ai lavori stanno assistendo a una generale volontà, da parte dei turisti, di rimettersi in viaggio. Da una recente indagine del Codacons, nel periodo giugno-settembre a concedersi una vacanza sarà il 51% dei cittadini italiani, circa 30 milioni di italiani , anche se si stima comunque una riduzione di circa il -23% rispetto al 2019. Nelle prenotazioni post emergenza sanitaria c’ è molta Italia (circa l’ 80% delle prenotazioni secondo Codacons), ma ci sono anche opzioni per viaggi a lungo raggio, pianificati nella prossima stagione invernale.

ilgiornale.it, 16/07/2020 17:00
Per le azioni della holding due anni sull’ ottovolante
dalle perdite dei giorni della minaccia di ritiro della concessione (ultima della serie il -15% di lunedì scorso) al boom di ieri
Dalle perdite dei giorni della minaccia di ritiro della concessione (ultima della serie il -15% di lunedì scorso) al boom di ieri. In una seduta positiva per Piazza Affari, sui massimi post Covid, Atlantia, la società del gruppo Benetton che controlla Autostrade per l’ Italia, ha segnato un clamoroso +26,65% a 14,49 euro. Chiaro segno che agli investitori piace la soluzione del nodo Aspi, con l’ ingresso della Cassa depositi & prestiti. Mancano i dettagli, ma si sa che Cdp entrerà grazie a un aumento di capitale riservato, insieme a alcuni investitori istituzionali. Ma l’ exploit in Borsa è soprattutto una reazione allo scampato pericolo, cioè l’ esclusione di una revoca della concessione sul più importante tratto autostradale del Paese. Un recupero, parziale, di quanto perso in questi mesi da quando, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, le azioni di Atlantia sono finite sull’ ottovolante della politica. Alla mercé delle dichiarazioni del giorno di esponenti del governo e della maggioranza. Le azioni di Atlantia alla vigilia del collo del ponte di Genova valevano circa 25 euro. Subito dopo il crollo sotto i 20 euro. Ma il livello minimo lo hanno registrato a marzo, sfiorando i 10 euro, su una possibile accelerazione della revoca della concessione. Nei giorni scorsi c’ è chi, come il Codacons, ha chiesto alla Consob di indagare sulle operazioni di acquisto e vendita dei titoli nel periodo antecedente e successivo alle dichiarazioni del premier Giuseppe Conte. Possibile una turbativa di mercato. L’ Autorità guidata da Paolo Savona, per i consumeristi, deve tutelare i piccoli risparmiatori.
paolo savona

Travelnostop, 16/07/2020 13:42
Fiducia dall’ Osservatorio Bit: la ripresa sta già iniziando
Gli operatori del turismo “sono testimoni di una graduale, ma decisa ripresa per l’ Italia in particolare le previsioni legate al periodo estivo sono incoraggianti e gli addetti ai lavori stanno assistendo a una generale volontà, da parte dei turisti, di rimettersi in viaggio”. Lo rileva l’ Osservatorio della Borsa Internazionale del Turismo che si prepara già alla prossima edizione della rassegna, dal 7 al 9 febbraio 2021. “Come rileva anche una recente indagine del Codacons, nel periodo giugno-settembre a concedersi una vacanza sarà il 51% dei cittadini italiani, circa 30 milioni di italiani, anche se si stima comunque una riduzione di circa il -23% rispetto al 2019 – afferma l’ Osservatorio – Nelle prenotazioni post crisi Covid c’ è molta Italia (circa l’ 80% delle prenotazioni secondo Codacons), ma ci sono anche opzioni per viaggi a lungo raggio, pianificati nella prossima stagione invernale”. Il mercato del turismo guarda quindi alla ripartenza: “alcuni provvedimenti stanno gradualmente consentendo al settore dei viaggi di prepararsi ad un parziale recupero dopo lo stop dei mesi scorsi e gli incentivi ai consumatori offrono nuove opportunità. Tuttavia, per consolidare la ripresa, occorre una nuova consapevolezza per il settore, un contesto per elaborare nuove soluzioni”. La Bit in programma il prossimo anno sarà quindi ancora di più “una piattaforma di confronto per il settore in questa fase delicata e un veicolo per raccontare e promuovere il turismo nel dopo Covid”.

Bari Today, 16/07/2020 13:07
Assembramenti in tribunale, rinviata l’ udienza del processo sulla Popolare di Bari: oltre mille azionisti pronti a costituirsi parte civile
secondo rinvio dopo quello del 4 giugno scorso: è stato deciso a causa degli assembramenti che si sono creati fuori dall’ aula, con la presenza di numerosi avvocati in attesa di depositare gli atti di costituzione di parte civile. udienza fissata al 24 settembre nell’ aula bunker di bitonto
Slitta al prossimo 24 settembre, nell’ aula bunker di Bitonto, la prima udienza del processo sul crac della Popolare di Bari. La decisione di sospendere e rinviare la seduta, in programma questa mattina nel tribunale di Bari, è stata assunta – come riporta l’ Ansa – per “motivi di sicurezza” (si tratta del secondo rinvio dopo quello disposto lo scorso 4 giugno), per la presenza di numerosi avvocati che si sono ritrovato all’ esterno dell’ aula nell’ impossibilità di mantenere il distanziamento sociale, in attesa di depositare gli atti di costituzione di parte civile dei propri assistiti.Sono oltre mille, infatti, gli azionisti della Banca Popolare di Bari pronti a chiedere i danni a Jacobini, costituendosi parte civile nel processo sul crac dell’ istituto di credito. Il procedimento vede imputati Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio, rispettivamente ex presidente ed ex condirettore della Popolare, accusati di diverse condotte di falso in bilancio, falso in prospetto, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. Circa 160 azionisti – come riporta l’ Ansa – sono rappresentati dall’ Unione Consumatori, altri 369 dall’ associazione Avvocati dei Consumatori, 300 dall’ Adusbef, 109 dal Codacons e un’ altra cinquantina di azionisti da singoli studi legali. “L’ ennesimo rinvio può pregiudicare il diritto di tanti soci di veder riconosciute le loro ragioni, in sede penale, a causa del decorso della prescrizione. Chiediamo quindi che (lo Stato) a settembre si attrezzi per evitare le scene di avvocati ammassati in spazi angusti e per consentire, al processo penale nei confronti degli Jacobini, di poter cominciare”, commenta Giuseppe Carrieri, presidente AssoAzionistiBPB Bari. (Foto: gli assembramenti fuori dall’ aula di udienza)

ilgiornale.it, 16/07/2020 12:55
Il turismo riparte dalla Bit Milano
novità, tendenze, cambiamenti per la ripartenza alla borsa internazionale del turismo che si terrà dal 7 al 9 febbraio 2021 a fieramilanocity. dalle aree a tema ai convegni professionali e di business, agli eventi nella giornata di visita per il pubblico
Il turismo riparte dalla Bit, la Borsa Borsa Internazionale del Turismo organizzata da Fiera Milano , che si terrà dal 7 al 9 febbraio 2021 a fieramilanocity e sarà un appuntamento decisivo per il rilancio del settore dell’ ospitalità e dei viaggi duramente colpito dall’ emergenza sanitaria globale ed è uno dei pilastri dell’ economia italiana. Appuntamento atteso dagli operatori perché se alcuni provvedimenti stanno gradualmente consentendo al settore dei viaggi di prepararsi a un parziale recupero e gli incentivi ai consumatori offrono nuove opportunità, per dare slancio e consolidare la ripresa, occorre una nuova consapevolezza e un contesto, come quello offerto da Bit, per elaborare nuove soluzioni e cogliere nuove opportunità . Così Bit apre il dialogo con gli operatori pronti a innovare, raccogliendo la sfida di una stagione che sembrava finita ancora prima di iniziare e che invece può segnare, anche per il turismo, il vero momento della ripartenza. Bit è infatti una piattaforma di confront o in questa fase così delicata,un veicolo per raccontare e promuovere il turismo nel dopo Covid rispetto ai valori che caratterizzano la sua offerta, mentre il mondo ancora in parte sta cercando la sua “nuova normalità”: responsabilità, chiarezza, trasparenza, sensibilità alle varie esigenze sono le priorità per gli operatori, impegnati nel rieducare gli utenti alla fiducia verso i professionisti dei viaggi e delle vacanze. Evento di riferimento in Italia per i mercati internazionali, l’ unica fiera che in modo innovativo permette di sviluppare relazioni e business, condividere nuovi saperi, ispirare il cambiamento attraverso una doppia focalizzazione: il b2b e il b2c che permette agli operatori turistici non solo di confrontarsi e sviluppare nuove opportunità in un ambiente ideale alla contrattazione e al business , ma di dialogare in spazi e giorni ben definiti, direttamente con il viaggiatore finale , per cogliere in anticipo trend di consumo, sviluppare relazioni e prodotti in linea con l’ esigenza del turista creando nuove alleanze tra chi organizza il viaggio e chi è pronto a partire. TRA PRUDENZA E VOGLIA DI RIPARTIRE La centralità del nostro Paese nel sistema turistico internazionale è testimoniata anche dagli positivi endorsement della Unwto e del suo segretario generale Zurab Pololikashvili , che ha recentemente incontrato rappresentanti delle nostre istituzioni: l’ Italia viene indicata come un pilastro per la salvaguardia dei valori del turismo sostenibile e dell’ innovazione, criteri guida per il progresso del turismo mondiale della World Tourism Organisation . Gli operatori del turismo, intanto, sono testimoni di una graduale, ma decisa ripresa. Per l’ Italia le previsioni legate al periodo estivo sono incoraggianti. Come rileva anche un’ indagine del Codacons, nel periodo giugno-settembre a concedersi una vacanza sarà il 51% dei cittadini italiani, circa 30 milioni, anche se si stima comunque una riduzione di circa il 23% rispetto al 2019. Nelle prenotazioni post crisi Covid primeggia l’ Italia (circa l’ 80% delle prenotazioni secondo Codacons), ma ci sono anche opzioni per viaggi a lungo raggio, pianificati nella prossima stagione invernale. In particolare, mentre in questo inizio d’ estate le città d’ arte, secondo gli ultimi rilevamenti di Enit, risentono in parte della mancanza di turisti stranieri (soprattutto da Cina e Usa) sono 4 su 10 le camere delle strutture ricettive prenotate online – da turisti italiani e stranieri – che risultano ancora prenotabili nel 62% dei casi. L’ Italia è al centro dell’ attenzione anche nel mondo social : dal 18 marzo al 28 giugno, sempre secondo le rilevazioni di Enit, si contano un totale di 837,2 mila mention – di cui 68,3 mila comparse sul e 768,9 mila dai social – che hanno prodotto 227,1 milioni di interazioni per un valore totale di investimento pari a 661,8 milioni di euro. ALLA SCOPERTA DELLE AREE SPECIALISTICHE Sensibile alle evoluzioni in atto, Bit sta modellando le aree che caratterizzano l’ offerta della manifestazione in base alle nuove esigenze. Bit Experience , area tematica dedicata alle nuove proposte di vacanza legate alla natura, allo slow tourism, al turismo enogastronomico ed a tutte le forme di turismo che prenderanno il via nel 2021, sarà un’ occasione di rilancio per le strutture ricettive, i territori e gli operatori, nazionali e internazionali, che hanno maggiormente subito contraccolpi dalla crisi Covid. Wedding area , dedicata alle migliori soluzioni per la location dove sposarsi e le proposte di viaggi più intriganti per celebrare le nozze, darà visibilità alla nuova cultura dei ricevimenti, alle attenzioni e alla competenza con cui si organizzano nel rispetto delle prescrizioni anti-contagio, puntando al rilancio di questo settore, molto interessante e ricco di opportunità. Mice village , luogo d’ incontrare la domanda e l’ offerta del mondo degli eventi – dai congressi ai meeting fino agli incentive – nell’ edizione 2021 porrà maggior enfasi per il rilancio di questo settore particolarmente colpito dalla situazione mondiale. Cresce il ricorso alle tecnologie abilitanti il lavoro e le esperienze sociali a distanza, le Aree Btech e Start up permetteranno di confrontarsi con le nuove risorse tecnologiche a supporto dell’ industry e con aziende giovani e dinamiche che ogni anno si presentano con prodotti innovativi. Nell’ Area Bit 4 job si darà vita ad un hub dedicato alle opportunità di lavoro offerte da aziende leader per la ricerca di figure professionali, tra rilancio di competenze sempre indispensabili e la scoperta di nuove professioni, come il project manager, l’ analista dei costi e il performance manager, profili oggi sempre più strategici. APPROFONDIMENTI PROFESSIONALI E IDEE PER IL VIAGGIATORE Fondamentale anche il programma di convegni e incontri dedicati agli operatori legati alle tematiche più significative per il mondo del turismo, un “must” e un valore aggiunto legato a conoscenza, formazione e trend. I f ocus saranno sul viaggio come esperienza dal punto di vista delle abitudini del viaggiatore e da quello dell’ offerta: dal urismo attivo a quello enogastronomico, allo slow tourism e ad altre tendenze emergenti. Attenzione alle destinazioni internazionali , con analisi sulle best practice, sulle relazioni tra destinazioni e operatori del territorio e sull’ evoluzione dell’ offerta estera dei tour operator, ma anche alla destinazione Italia , concentrando l’ attenzione sul rilancio del nostro Paese e sulla promozione delle regioni italiane nel mondo, ma anche su come stanno cambiando le esigenze dei turisti internazionali e come cambia la nostra offerta. Spazio anche al turismo congressuale e d’ affari , tra opportunità e criticità, nuovi modelli e trend da conoscere. Centrale il ruolo dei trasporti , con analisi della domanda e dell’ offerta del trasporto aereo fra presente e futuro, relazione tra aeroporti e sviluppo del territorio, saranno dedicati incontri specifici completati con una overview sulle nuove tendenze e le proposte nel mondo delle crociere . Focus anche sul mondo dell’ ospitalità, tra disintermediazione e relazioni con le agenzie di viaggi online, per comprendere come sta cambiando la gestione del cliente e quali sono i modelli emergenti. Sostenibilità, multicanalità e tecnologia sono alcune tra le sfide con cui il settore si sta misurando in questi anni, che troveranno nteressanti approfondimenti. A partire da sostenibilità ed economia circolare : riflessione sui modelli di sviluppo delle destinazioni e sulla relazione del cittadino con il territorio, per comprendere come questo valore sta modificando la sensibilità del turista e l’ offerta di vacanza. L’ innovazione tecnologica guarda invece al futuro dei canali online in relazione con il mondo fisico, all’ evoluzione degli scenari con l’ introduzione di Intelligenza Artificiale e Internet of Things, che rendono possibile un incontro sempre più globalizzato tra domanda e offerta, customizzando l’ esperienza di viaggio. Tra le proposte di approfondimento c’ è il tema della multicanalità della distribuzione del prodotto turistico online, i modelli e le relazioni emergenti e le prospettive per approccio sempre più sostenibile alla vendita. Accanto agli eventi dedicati ai professionisti, ci saranno esperienze e proposte per i viaggiatori , tra scoperta, ispirazione, sostenibilità e sicurezza, per coinvolgere il pubblico e informarlo su opportunità e soluzioni per ogni esigenza. Grandi viaggiatori, enti del turismo internazionali, territori, tour operator, agenzie di viaggi, compagnie aeree e di crociera entreranno direttamente in contatto con il cliente finale per narrare nuovi luoghi e nuove esperienze domenica 9 febbraio, giorno che Bit dedicherà al pubblico non specializzato. OLTRE LA FIERA: LA DIMENSIONE PHIGYTAL DI BIT In questi mesi di forte discontinutà con il passato, Bit proporrà novità in ambito tecnologico e nuove modalità di approccio al turismo sia organizzato che disintermediato. Cambierà anche la fruizione di molti contenuti della manifestazione, creando un’ innovativa esperienza insieme fisica e digitale, che ottimizzerà tutti i vantaggi del phygital sia per offrire opportunità di business ancora più ampie, sia per valorizzare al massimo i contenuti formativi e promozionali. Per alcuni convegni , la diretta streaming potrà ampliare in modo significativo il coinvolgimento degli utenti. La grande novità è Fiera Milano Platform , la nuova piattaforma per la gestione dei clienti, degli espositori, dei visitatori, dei giornalisti, dei blogger e degli opinion leader, che consentirà di poter accedere ai servizi messi a disposizione dalla manifestazione in modo facilitato ed immediato, agevolando l’ interazione sia fisica sia digitale tra gli attori della filiera. Fiera Milano si sta muovendo anche per garantire un concreto supporto agli espositori degli appuntamenti che organizza, offrendo alle aziende la possibilità di ricevere finanziamenti per la partecipazione alla manifestazione, grazie ad un importante accordo sottoscritto con cinque gruppi bancari. Tutte le informazioni su bit.fieramilano.it.
alberto taliani

corriere.it, 16/07/2020 12:35
il caso
Crac Banca Pop0lare: troppi avvocati in Tribunale, udienza rinviata
gli avvocati assembrati all’ esterno dell’ aula erano lì per depositare gli atti di costituzione di parte civile di oltre mille azionisti. nuovo appuntamento il 24 settembre nell’ aula bunker di bitonto, più capiente
È stata sospesa «per motivi di sicurezza» e rinviata al 24 settembre nell’ aula bunker di Bitonto la prima udienza del processo sul crac della Banca Popolare di Bari, nel quale sono imputati Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio rispettivamente ex presidente ed ex condirettore della banca, accusati di diverse condotte di falso in bilancio, falso in prospetto, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. Per loro il procuratore aggiunto Roberto Rossi, con i sostituti Savina Toscani e Federico Perrone Capano, ha chiesto il giudizio immediato stralciando le due posizioni dal procedimento principale a carico di altri otto ex dirigenti della banca, commissariata da Bankitalia a dicembre, ancora in fase di indagini.Nell’ ambito di questo procedimento gli Jacobini sono stati arrestati a gennaio con concessione degli arresti domiciliari. «Siamo qui per fare l’ udienza e per chiarire che è giusto indagare su quello che è stato effettuato in banca ma bisogna indagare su tutte le posizioni. Convogliare tutto sui due Jacobini mi sembra una scelta singolare». Lo ha detto l’ avvocato Francesco Paolo Sisto, nel collegio difensivo degli ex vertici della Banca popolare di Bari. Con Sisto nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Giorgio Antoci, Guido Carlo Alleva e Giorgio Perroni. Ma l’ udienza è durata poco ed è stata aggiornata, a causa di un centinaio di avvocati che, assembrati all’ esterno dell’ aula di udienza nel palazzo di via Dioguardi a Bari, erano lì per depositare gli atti di costituzione di parte civile di oltre mille azionisti. Così il Tribunale ha deciso di aggiornare la seduta in un’ aula più grande. Inizialmente il presidente del collegio, il giudice Marco Guida, aveva organizzato il deposito degli atti di costituzione facendo entrare in aula cinque avvocati per volta. All’ esterno dell’ aula, però, nei corridoi e nelle sale di attesa, il numero di persone assembrate era eccessivo e inidoneo a garantire le misure di sicurezza anti-Covid. «Né era possibile farci aspettare per ore fuori sotto il sole», hanno detto gli avvocati lasciando il Palazzo di giustizia e parlando di situazione «insostenibile e inaccettabile».«Chiederemo la citazione della banca come responsabile civile», dice l’ avvocato Corrado Canafoglia dell’ Unione Consumatori che rappresenta 160 azionisti. Altri 369 sono difesi dall’ associazione Avvocati dei Consumatori, 300 dall’ Adusbef, 109 dal Codacons e un’ altra cinquantina di azionisti da singoli studi legali. Ad aumentare la confusione, la presenza all’ esterno del Palazzo di giustizia di via Dioguardi di alcune decine di azionisti della Popolare, provenienti da diverse città della Puglia e della Basilicata, impegnati a manifestare: alcuni di loro, riuniti nel Comitato indipendente azionisti della Banca popolare di Bari, chiederanno tramite i loro difensori di costituirsi parte civile e continuano a chiedere «giustizia» e che «ci restituiscano i nostri risparmi». Hanno esposto sul cancello uno striscione con la scritta «grazie al dottor Rossi e al suo pool». «Siamo qui – dicono – per sostenere la Procura e in particolare il dottor Rossi», che coordina le indagini sulla Popolare di Bari. «Seguiremo il processo passo dopo passo e ci piacerebbe, se venisse individuato un luogo abbastanza grande, assistere direttamente alle udienze».
redazione online

larepubblica.it (Bari), 16/07/2020 11:58
Banca popolare di Bari, processo al via: oltre mille risparmiatori chiedono costituzione parte civile
nel processo sono imputati gianluca e marco jacobini, padre e figlio. davanti alla sede di via dioguardi un centinaio di avvocati in coda per accedere, nel rispetto delle norme anti-covid
Oltre mille azionisti chiederanno di costituirsi parte civile nel processo sul crac della Banca popolare di Bari che inizia oggi dinanzi al Tribunale del capoluogo pugliese. “Chiederemo la citazione della banca come responsabile civile” dice l’ avvocato Corrado Canafoglia dell’ Unione Consumatori che rappresenta 160 azionisti.Altri 369 sono difesi dall’ associazione Avvocati dei Consumatori, 300 dall’ Adusbef, 109 dal Codacons e un’ altra cinquantina di azionisti da singoli studi legali. Davanti alla sede di via Dioguardi, stamani, un centinaio di avvocati si sono messi in coda per accedere, nel rispetto delle norme anti-Covid, quindi con mascherina e sottoponendosi a misurazione della temperatura all’ ingresso. Nel processo sono imputati Marco e Gianluca Jacobini, rispettivamente ex presidente ed ex condirettore dell’ istituto di credito, accusati di diverse condotte di falso in bilancio, falso in prospetto, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. “Siamo qui per fare l’ udienza e per chiarire che è giusto indagare su quello che è stato effettuato in banca ma bisogna indagare su tutte le posizioni. Convogliare tutto sui due Jacobini mi sembra una scelta singolare”. Lo ha detto l’ avvocato Francesco Paolo Sisto, nel collegio difensivo degli ex vertici, entrando nel palazzo di giustizia per la prima udienza del processo. Con Sisto nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Giorgio Antoci, Guido Carlo Alleva e Giorgio Perroni.

Affari Italiani, 16/07/2020 11:56
BIT 2021: il settore del turismo è pronto a rimettersi in viaggio
la borsa internazionale del turismo amplia l’ offerta di contenuti e servizi per sostenere le aziende del settore verso la meta della “nuova normalità”
BIT 2021: il settore del turismo è pronto a rimettersi in viaggio Il mercato del turismo guarda alla ripartenza: alcuni provvedimenti stanno gradualmente consentendo al settore dei viaggi di prepararsi ad un parziale recupero dopo lo stop dei mesi scorsi e gli incentivi ai consumatori offrono nuove opportunità. Tuttavia, per consolidare la ripresa, occorre una nuova consapevolezza per il settore, un contesto per elaborare nuove soluzioni. BIT, la Borsa Internazionale del Turismo organizzata da Fiera Milano, in programma dal 7 al 9 febbraio 2021 a Fieramilanocity , comincia, così, il suo cammino verso la prossima edizione proponendosi come piattaforma di confronto per il settore in questa fase delicata. La manifestazione sarà un veicolo per raccontare e promuovere il turismo nel dopo Covid rispetto ai valori che caratterizzano la sua offerta, mentre il mondo ancora in parte sta cercando la sua “nuova normalità”: responsabilità, chiarezza, trasparenza, sensibilità alle varie esigenze costituiscono, infatti, le priorità per gli operatori, impegnati nel rieducare gli utenti alla fiducia verso i professionisti dei viaggi e delle vacanze. BIT è l’ evento in Italia di riferimento per i mercati internazionali, l’ unica fiera che in modo innovativo permette di sviluppare relazioni e business, condividere nuovi saperi, ispirare il cambiamento attraverso una doppia focalizzazione: il b2b e il b2c, permettendo agli operatori del settore turistico non soltanto di confrontarsi e sviluppare nuove opportunità in un ambiente totalmente favorevole alla contrattazione e al business, ma di dialogare in spazi e giorni ben definiti, direttamente con il viaggiatore finale, per cogliere in anticipo trend di consumo, sviluppare relazioni e prodotti in linea con l’ esigenza del consumatore, creare nuove alleanze tra chi organizza il viaggio e chi ne usufruisce. LA SITUAZIONE DEL MERCATO: TRA PRUDENZA E VOGLIA DI RIPARTIRE La centralità del nostro Paese nel sistema turistico internazionale è testimoniata anche dai positivi endorsement della UNWTO e del suo Segretario Generale Zurab Pololikashvili, che ha recentemente incontrato in Italia alcuni rappresentanti delle nostre istituzioni: l’ Italia viene indicata come un pilastro per la salvaguardia dei valori del turismo sostenibile e dell’ innovazione, criteri guida per il progresso del turismo mondiale secondo la World Tourism Organisation. Gli operatori del turismo, intanto, sono testimoni di una graduale, ma decisa ripresa. Per l’ Italia le previsioni legate al periodo estivo sono incoraggianti e gli addetti ai lavori stanno assistendo a una generale volontà, da parte dei turisti, di rimettersi in viaggio. Come rileva anche una recente indagine del Codacons, nel periodo giugno-settembre a concedersi una vacanza sarà il 51% dei cittadini italiani, circa 30 milioni di italiani, anche se si stima comunque una riduzione di circa il -23% rispetto al 2019. Nelle prenotazioni post crisi Covid c’ è molta Italia (circa l’ 80% delle prenotazioni secondo Codacons), ma ci sono anche opzioni per viaggi a lungo raggio, pianificati nella prossima stagione invernale. In particolare, mentre in questo inizio d’ estate le città d’ arte, secondo gli ultimi rilevamenti di ENIT, sembrano ancora in parte risentire della mancanza di turisti stranieri (in particolare da Cina e USA) sono 4 su 10 le camere delle strutture ricettive prenotate online – dai turisti italiani e stranieri – che risultano ancora prenotabili nel 62% dei casi. L’ Italia è al centro dell’ attenzione anche nel mondo social: dal 18 marzo al 28 giugno, sempre secondo le rilevazioni di ENIT, si contano un totale di 837,2 mila mention – di cui 68,3 mila comparse sul e 768,9 mila dai social – che hanno prodotto 227,1 milioni di interazioni per un valore totale di investimento (ave) pari a 661,8 milioni di euro. LE AREE DI BIT: ALLA SCOPERTA DEL SETTORE Sensibile alle evoluzioni in atto, Bit sta così modellando le aree che caratterizzano l’ offerta della manifestazione in base alle esigenze di oggi. In particolare, BIT Experience , area tematica dedicata alle nuove proposte di vacanza legate alla natura, allo slow tourism , al turismo enogastronomico ed a tutte le forme di turismo che prenderanno il via nel 2021, potrà essere un’ occasione di rilancio per le strutture ricettive, i territori e gli operatori, nazionali ed internazionali, che hanno maggiormente subito contraccolpi dalla crisi Covid. Wedding area , lo spazio dedicato alle migliori soluzioni per la location dove sposarsi e le proposte di viaggi più intriganti per celebrare le nozze, darà visibilità alla nuova cultura dei ricevimenti, alle attenzioni e alla competenza con cui oggi si organizzano nel rispetto delle prescrizioni anti-contagio, puntando al rilancio di questo settore, molto interessante e ricco di opportunità per gli operatori. Anche in MICE village , spazio nato dall’ esigenza di poter far incontrare la domanda e l’ offerta del mondo degli eventi, nell’ edizione 2021 si porrà maggior enfasi per il rilancio di questo settore particolarmente colpito dalla situazione mondiale. In un momento di fortissima enfasi sulle tecnologie abilitanti il lavoro e le esperienze sociali a distanza, le Aree Btech e Start up permetteranno, inoltre, di confrontarsi con le nuove risorse tecnologiche a supporto dell’ industry e con aziende giovani e dinamiche che ogni anno si presentano con i propri prodotti innovativi. Il cambiamento in atto richiede strumenti utili a dare nuova spinta al mercato del lavoro nel settore turistico: per questo, nell’ Area Bit 4 job , si darà vita ad un hub dedicato alle opportunità offerte da aziende leader del settore per la ricerca di figure professionali, tra rilancio di competenze sempre indispensabili e la scoperta di nuove professioni, come il project manager, l’ analista dei costi e il performance manager, profili oggi sempre più strategici. I CONVEGNI: UN VIAGGIO TRA APPROFONDIMENTI PROFESSIONALE E PROPOSTE PER IL VIAGGIATORE Si confermerà fondamentale per comprendere il settore anche il programma di convegni e incontri dedicati agli operatori che si terranno in manifestazione, legati alle tematiche più significative per il mondo del turismo. In particolare, i focus saranno sul viaggio come esperienza , sia dal punto di vista delle abitudini del viaggiatore, sia da quello dell’ offerta, con le proposte legate al turismo attivo, a quello enogastronomico, allo slow tourism e ad altre tendenze emergenti. Come sempre, inoltre si guarderà alle destinazioni internazionali , con analisi sulle best practice, sulle relazioni tra destinazioni e operatori del territorio e sull’ evoluzione dell’ offerta internazionale dei tour operator, ma anche alla destinazione Italia , concentrando l’ attenzione sul rilancio del nostro Paese e sulla promozione delle regioni italiane nel mondo, ma anche su come stanno cambiando le esigenze dei turisti internazionali e come cambia la nostra offerta turistica. Tra i comparti del turismo, spazio troverà, poi, il Turismo congressuale e d’ Affari , tra opportunità e criticità, nuovi modelli e trend da conoscere. Al tema dei trasporti , tra analisi della domanda e dell’ offerta del trasporto aereo tra presente e futuro, relazione tra aeroporti e sviluppo del territorio, saranno dedicati incontri specifici, che si completeranno con una overview sulle nuove tendenze e le proposte nel mondo delle crociere . Non mancherà il focus sul mondo dell’ ospitalità, tra disintermediazione e relazioni con le agenzie di viaggi online, per comprendere come sta cambiando la gestione del cliente e quali sono i modelli emergenti in questo comparto. Sostenibilità , multicanalità e tecnologia sono alcune tra le sfide con cui il settore si sta misurando in questi anni, che troveranno in BIT interessanti approfondimenti. Così, sostenibilità ed economia circolare saranno al centro di una riflessione sui modelli di sviluppo delle destinazioni e sulla relazione del cittadino di oggi con il territorio, per comprendere come questo valore sta modificando la sensibilità del turista e l’ offerta a lui dedicata. L’ innovazione tecnologica sarà analizzata attraverso uno sguardo sul futuro dei canali online in relazione con il mondo fisico, guardando, in particolare, all’ evoluzione degli scenari con l’ introduzione di Intelligenza Artificiale e Internet of Things, che rendono possibile un incontro sempre più globalizzato tra domanda e offerta, all’ insegna della customizzazione dell’ esperienza di viaggio. Tra sostenibilità e tecnologia sarà, poi, dato spazio al tema della multicanalità della distribuzione del prodotto turistico , tra prospettive di sviluppo dei canali Online, i modelli e le relazioni emergenti e le prospettive su un approccio sempre più sostenibile alla distribuzione turistica. Accanto agli eventi dedicati ai professionisti, non mancheranno, poi , esperienze e proposte pensate per i viaggiatori , tra scoperta, ispirazione, sostenibilità e sicurezza, per coinvolgere il pubblico e informarlo su opportunità e soluzioni per ogni esigenza. Grandi viaggiatori, Enti del turismo internazionali, territori, Tour Operator, agenzie di viaggi, compagnie aeree e di crociera entreranno direttamente in contatto con il cliente finale per narrare nuovi luoghi e nuove esperienze domenica 9 febbraio , giorno che BIT dedicherà al pubblico non specializzato. OLTRE LA FIERA: LA DIMENSIONE PHIGYTAL DI BIT In questi mesi di forte discontinutà con il passato, si sta, poi, lavorando ad approfondimenti legati alle novità in ambito tecnologico e alle nuove modalità di approccio al turismo sia organizzato che disintermediato. La tecnologia sarà protagonista e cambierà anche la fruizione di molti contenuti di Bit 2021 , creando una innovativa esperienza insieme fisica e digitale, che ottimizzerà tutti i vantaggi del phygital sia per offrire opportunità di business ancora più ampie e customizzate, sia per valorizzare al massimo i contenuti formativi e promozionali presentati in manifestazione. Per alcuni convegni, così, la diretta streaming potrà ampliare in modo significativo il coinvolgimento degli utenti. La grande novità sarà, in questo senso, Fiera Milano Platform , la nuova piattaforma per la gestione dei clienti, degli espositori, dei visitatori, dei giornalisti, dei blogger e degli opinion leader, che consentirà di poter accedere ai servizi messi a disposizione dalla manifestazione in modo facilitato ed immediato, agevolando l’ interazione sia fisica sia digitale tra gli attori della filiera. Inoltre, come gli operatori del turismo in questo periodo si stanno attivando per far fronte alle esigenze di utenti talvolta scoraggiati, così Fiera Milano si sta muovendo per garantire un concreto supporto agli espositori degli appuntamenti che organizza, offrendo alle aziende la possibilità di ricevere finanziamenti per la partecipazione alla manifestazione , grazie ad un importante accordo che il Gruppo ha sottoscritto con cinque primari gruppi bancari. Il Covid ci ha chiusi in casa, la competenza degli operatori del turismo – in un quadro che garantisca maggiori certezze sui rischi negli spostamenti in tutto il mondo – sarà in grado di rimetterci di nuovo in viaggio. Il valore fondante il settore del turismo diventa, oggi, la capacità di pianificare ogni fase della vacanza in piena sicurezza, senza far rinunciare gli utenti al bello della scoperta che ogni viaggio deve portare con sé. Guardando alle prospettive di un viaggio che riprende, Bit apre da oggi il dialogo con gli operatori pronti a innovare, raccogliendo la sfida di una stagione che sembrava finita ancora prima di iniziare e che invece può segnare, anche per il turismo, il vero momento della ripartenza. Un confronto su temi attuali e necessari, che accompagnerà il settore fino alla prossima edizione della Borsa Internazionale del Turismo, a fieramilanocity dal 7 al 9 febbraio 2021 . Loading… Commenti Ci sono altri 0 commenti. Clicca per leggerli.

AgenPress, 16/07/2020 10:47
Codacons contro articolo Tgcom 24 che ridicolizza lo “Smart Working”
agenpress. il codacons intende chiedere a tgcom 24 la pubblicazione di un articolo che spieghi i reali risultati ed i reali benefici del cd. “smart working” dopo che, nella giornata di ieri, al link https://www.tgcom24.mediaset.it/magazine/foto/ti-piace-lo-smart-working-ecco-come-diventerai_20688432-2020.shtml compariva un articolo con il quale veniva ridicolizzata tale modalità di lavoro, dando per intendere che i lavoratori in smart []
AgenPress. Il Codacons intende chiedere a TGCom 24 la pubblicazione di un articolo che spieghi i reali risultati ed i reali benefici del cd. “smart working” dopo che, nella giornata di ieri, al link https://www.tgcom24.mediaset.it/magazine/foto/ti-piace-lo-smart-working-ecco-come-diventerai_20688432-2020.shtml compariva un articolo con il quale veniva ridicolizzata tale modalità di lavoro, dando per intendere che i lavoratori in smart working avrebbero avuto ” occhi arrossati, infiammati e asciutti, problemi di obesità, problemi di calvizie, ferite recidive dovute alla continua azione del digitare sui tasti, spalle arrotondate e gobbe “. Una visione arcaica, ampiamente superata e lontanissima dalla realtà, che si ostina a vedere come unica modalità di lavoro quella che prevede la presenza fisica del lavoratore in ufficio, o in azienda. ” Una distorsione della realtà . – afferma il Presidente del Codacons, Marco Donzelli – tutti i Paesi d’ Europa e del Mondo, così come tutte le imprese più produttive hanno ormai implementato tale modalità di lavoro, i cui benefici sono ormai innegabili: l’ adozione di un modello ‘maturo’ di Smart Working può produrre un incremento di produttività pari a circa il 15% per lavoratore , secondo le più recenti rilevazioni dell’ Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano. Se si guarda l’ impatto a livello di Sistema Paese, considerando che il lavoratori che potrebbero fare Smart Working sono almeno 5 milioni (circa il 22% del totale degli occupati) e che gli Smart Worker ad oggi sono 305 mila, l’ effetto dell’ incremento della produttività media in Italia si può stimare intorno ai 13,7 miliardi di euro. Ma non solo. Per il lavoratore, anche una sola giornata a settimana di “remote working” può far risparmiare in media 40 ore all’ anno di spostamenti e per l’ ambiente, invece, determina una riduzione di emissioni pari a 135 kg di CO2 all’ anno , considerando che in media le persone percorrono circa 40 chilometri per recarsi al lavoro e ipotizzando che facciano un giorno a casa di lavoro da remoto. Tutti i dati parlano in modo positivo: aumento della produttività per il lavoratore e per l’ azienda, diminuzione degli infortuni, risparmio per entrambi, diminuzione degli spostamenti, riduzione dell’ inquinamento e del traffico ecc. ecc. solamente in Italia continuiamo ad opporci a questa nuova realtà. Chiediamo a TGcom 24 la pubblicazione di un articolo in cui vengano spiegati i reali benefici di questa modalità di lavoro.”

larepubblica.it, 16/07/2020 09:51
Secondo un’ indagine di Federconsumatori solo il 46% delle strutture è disposta ad accettare il bonus. Alla base dell’ esitazione da parte degli esercenti i tempi di rimborso incerti e la necessità di formare il personale. In ogni caso anche se …
secondo un’ indagine di federconsumatori solo il 46% delle strutture è disposta ad accettare il bonus. alla base dell’ esitazione da parte degli esercenti i tempi di rimborso incerti e la necessità di formare il personale. in ogni caso anche se l’ hotel non accetta il bonus, al cliente spetta comunque il credito d’ imposta del 20%, precisa l’ agenzia delle entrate
Il bonus vacanze stenta a decollare. Secondo un’ indagine di Federconsumatori meno della metà delle strutture (46%) riconosce ai propri clienti l’ agevolazione. Ma a parere di Federalberghi è solo questione di tempo: il personale degli hotel non è ancora preparato a gestire la procedura, inoltre le strutture ricettive, in difficoltà per la mancanza di liquidità, devono fare i conti con tempi incerti di incasso. Abbiamo cercato di fare chiarezza. Bonus Vacanze, la guida passo per passo. E i primi guai sui social di SIMONE COSIMI Agriturismi più propensi al bonus La scelta di accogliere prenotazioni con il bonus, è bene precisare, spetta all’ esercente. Anche se, a giudicare dai dati dell’ ultimo Osservatorio nazionale Federconsumatori , in pochi a oggi optano per il sì. Lo studio rivela infatti che solo il 46% del campione esaminato accetta il bonus vacanze, il 19% sta ancora valutando il da farsi, mentre il restante 35% ha scelto di non permettere alle famiglie di avvalersene. Il sondaggio, riferisce l’ associazione dei consumatori, è stato condotto su 370 strutture in tutta Italia, tra località di mare, di montagna e città d’ arte su una maggioranza di alberghi (210), ma coinvolgendo anche bed and breakfast (110) e agriturismi (50). E sono proprio questi ultimi a mostrarsi più disponibili ad accogliere le prenotazioni con bonus (60%). L’ inchiesta di Federconsumatori è partita in seguito alle tante segnalazioni di cittadini ‘rimbalzatì dagli hotel. “La mancata applicazione dell’ agevolazione da parte di così tante strutture rischia di rendere vani gli sforzi che il Governo ha messo in campo” ammonisce Federconsumatori . “Le famiglie a causa della crisi post Covid saranno costrette a rinunciare alle vacanze. E ciò creerà enormi danni all’ intero comparto del turismo”. Per scongiurare il pericolo, l’ associazione dei consumatori invoca la collaborazione tra Governo e organismi di categoria degli hotel, e propone che la fruizione del bonus venga estesa anche ai portali di prenotazione viaggi online. Il Codacons si unisce alla denuncia: “Molti consumatori fanno presente come le strutture non accettino l’ incentivo in caso di soggiorni brevi o impongano soglie minime di spesa ai clienti” costringendoli in sostanza a spendere più del valore del sussidio per poter prenotare. Rep Flop bonus vacanze, lo accetta 1 hotel su 5: “Ci serve liquidità” di MARIA CRISTINA CARRATU’ Le ragioni degli albergatori Ma perché le strutture ricettive rifiutano il bonus? Gli albergatori che hanno risposto al sondaggio Federconsumatori lamentano tempi molto ristretti per valutare se aderire all’ iniziativa o meno. Ma anche una generale mancanza di risorse immediate in seguito al lungo periodo di chiusura dovuto alla pandemia. A gettare acqua sul fuoco è Alessandro Nucara , direttore generale di Federalberghi , secondo il quale la situazione non è poi così allarmante. “Nella prima settimana circa 400.000 famiglie hanno richiesto il bonus. Dopo un primo momento di esitazione, le adesioni degli hotel crescono a vista d’ occhio, senza contare che molti sono ancora chiusi (a giugno si è registrato un calo delle presenze dell’ 80,6% rispetto a giugno 2019). Con il tempo lo accetteranno tutti” chiarisce a Repubblica.it . L’ organismo di categoria degli albergatori, dal canto suo ha anche istituito, sul portale , un elenco, non esaustivo, di strutture ricettive favorevoli ad accogliere prenotazioni con il bonus, che al momento in cui scriviamo conta circa 2000 adesioni. Personale da formare e tempi di incasso incerti “Un hotel può essere indotto a non accettare il bonus per diverse ragioni” prosegue Nucara. “Anzitutto la procedura da seguire per gli albergatori implica l’ accesso al cassetto fiscale del contribuente. È un’ operazione che di solito non svolge il personale di reception ma viene affidata all’ ufficio amministrativo o a un commercialista esterno. Pertanto bisogna formare il personale. C’ è bisogno di tempo, le regole sono state rese note molto a ridosso della partenza del bonus. Tuttavia l’ Agenzia delle Entrate in questi giorni ha fatto sapere che, in caso di prepagamento dei servizi prenotati, l’ albergo può verificare la validità del bonus e confermarne l’ utilizzo prima dell’ arrivo del cliente. Non ci sono vincoli tra il momento di emissione della fattura e quello di verifica e conferma del bonus. Perciò le strutture potranno muoversi in anticipo, anche prima dell’ arrivo del cliente (anche delegando il commercialista) e questo di certo sveltirà di molto l’ approccio degli esercenti oltre a rappresentare un incentivo ad accogliere l’ agevolazione”. Altro nodo da sciogliere è poi la mancanza di liquidità. “Il problema principale è che rimborsi a favore degli hotel ci mettono del tempo ad arrivare. Dal momento di conferma della procedura all’ incasso del denaro si possono attendere tra i 15 e i 45 giorni. Gli alberghi sono in sofferenza in questo momento e le previsioni per il mese di luglio non sono incoraggianti. Perciò le strutture potrebbero scegliere di accettare i bonus con limitazioni (es. solo per soggiorni di una settimana) vista l’ incertezza sui tempi di arrivo del denaro. L’ albergatore, una volta dato il via libera al bonus, può scegliere di compensare il suo ammontare con imposte locali e contributi, pagare i fornitori o in alternativa cederlo a terzi come banche e finanziarie”. A questo proposito Federalberghi ha stipulato un protocollo con l’ Abi per agevolare la conoscenza del nuovo istituto e delle procedure che gli albergatori devono seguire per ottenere il rimborso dei buoni da parte del sistema bancario. Credito d’ imposta anche se l’ hotel non fa lo sconto Il “bonus vacanze” è un contributo destinato alle famiglie (con ISEE non superiore a 40.000 euro) che effettuano un soggiorno presso una struttura ricettiva italiana dal primo luglio al 31 dicembre 2020. Si può godere del bonus per l’ 80% sotto forma di sconto immediato e per il restante 20 come detrazione di imposta, in sede di dichiarazione dei redditi. Il bonus si richiede in forma digitale, tramite l’ app IO, l’ applicazione dei servizi pubblici. Il suo ammontare è di 500 euro per i nuclei familiari di tre persone, 300 per 2 persone e 150 per i single. Si può richiedere anche se si prenota tramite agenzia di viaggi. Intanto, nei giorni scorsi l’ Agenzia delle Entrate (con la circolare 18) ha chiarito che se l’ albergo non accetta il bonus, al cliente andrà comunque il credito d’ imposta del 20% del totale, che potrà essere scaricato come detrazione in sede di dichiarazione dei redditi, da parte del componente del nucleo a cui viene fatturato il soggiorno, purché la ricevuta o lo scontrino siano a lui intestati. Inoltre il bonus non può superare la cifra da pagare all’ hotel, anche se quest’ ultima è più bassa rispetto all’ agevolazione che spetterebbe in astratto al nucleo familiare. Ad esempio: se una famiglia di tre persone, per un soggiorno di due notti, spende 400 euro, il credito a cui ha diritto è pari a 400 euro (320 di sconto e 80 euro da portare in detrazione) e non all’ importo massimo previsto per tre componenti, cioè 500 euro.
erika tomasicchio

lagazzettadelmezzogiorno.it, 16/07/2020 09:42
Crac Pop-Bari, troppi avvocati in Tribunale: udienza rinviata
E’ stata sospesa «per motivi di sicurezza» e rinviata al 24 settembre nell’ aula bunker di Bitonto l’ udienza sul crac della Banca popolare di Bari. Il Tribunale, per la presenza di troppi avvocati che, assembrati all’ esterno dell’ aula di udienza nel palazzo di via Dioguardi a Bari senza possibilità di mantenere il distanziamento sociale, erano lì per depositare gli atti di costituzione di parte civile di oltre mille azionisti, ha deciso di rinviare individuando un luogo più grande. Inizialmente il presidente del collegio, il giudice Marco Guida, aveva organizzato il deposito degli atti di costituzione facendo entrare in aula cinque avvocati per volta. All’ esterno dell’ aula, però, nei corridoi e nelle sale di attesa, il numero di persone assembrate, pur tutti indossando le mascherine, era eccessivo e inidoneo a garantire le misure di sicurezza anti-Covid. «Né era possibile farci aspettare per ore fuori sotto il sole», hanno detto dicono gli avvocati lasciando il Palazzo di giustizia e parlando di situazione «insostenibile e inaccettabile». MILLE AZIONISTI CHIEDERANNO DI COSTITUIRSI PARTE CIVILE – Oltre mille azionisti chiederanno di costituirsi parte civile nel processo sul crac della Banca popolare di Bari che inizia oggi dinanzi al Tribunale di Bari. “Chiederemo la citazione della banca come responsabile civile” dice l’ avvocato Corrado Canafoglia dell’ Unione Consumatori che rappresenta 160 azionisti. Altri 369 sono difesi dall’ associazione Avvocati dei Consumatori, 300 dall’ Adusbef, 109 dal Codacons e un’ altra cinquantina di azionisti da singoli studi legali. Davanti alla sede di via Dioguardi, stamani, un centinaio di avvocati si sono messi in coda per accedere, nel rispetto delle norme anti-Covid, quindi con mascherina e sottoponendosi a misurazione della temperatura all’ ingresso. Nel processo sono imputati Marco e Gianluca Jacobini, rispettivamente ex presidente ed ex condirettore dell’ istituto di credito, accusati di diverse condotte di falso in bilancio, falso in prospetto, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. Per loro il procuratore aggiunto Roberto Rossi, con i sostituti Savina Toscani e Federico Perrone Capano, ha chiesto il giudizio immediato stralciando le due posizioni dal procedimento principale a carico di altri otto ex dirigenti della banca, commissariata da Bankitalia a dicembre, ancora in fase di indagini. Nell’ ambito di questo procedimento gli Jacobini sono stati arrestati a gennaio con concessione degli arresti domiciliari e alcuni giorni fa sono tornati liberi. Sono tuttora sottoposti entrambi alla misura interdittiva e inoltre Marco al divieto di dimora a Bari, il figlio Gianluca all’ obbligo di dimora a Polignano a Mare. SISTO: CONVOGLIARE TUTTO SUI DUE JACOBINI È UNA SCELTA SINGOLARE – «Siamo qui per fare l’ udienza e per chiarire che è giusto indagare su quello che è stato effettuato in banca ma bisogna indagare su tutte le posizioni. Convogliare tutto sui due Jacobini mi sembra una scelta singolare». Lo ha detto l’ avvocato Francesco Paolo Sisto, nel collegio difensivo degli ex vertici della Banca popolare di Bari, Marco Jacobini e suo figlio Gianluca, rispettivamente ex presidente ed ex condirettore dell’ istituto di credito barese, entrando nel palazzo di giustizia per la prima udienza del processo. Marco e Gianluca Jacobini rispondono di diverse condotte di falso in bilancio, falso in prospetto, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. Con Sisto nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Giorgio Antoci, Guido Carlo Alleva e Giorgio Perroni. IL SIT-IN – Alcune decine di azionisti della Banca popolare di Bari provenienti da diverse città della Puglia e della Basilicata stanno manifestando all’ esterno del palazzo di giustizia di via Dioguardi a Bari dove si sta celebrando la prima udienza del processo sul crac dell’ istituto di credito barese, commissariato a dicembre da Bankitalia, nel quale sono imputati Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio rispettivamente ex presidente ed ex condirettore della banca. Alcuni dei risparmiatori, riuniti nel Comitato indipendente azionisti della Banca popolare di Bari, chiederanno tramite loro difensori di costituirsi parte civile e continuano a chiedere “giustizia» e che «ci restituiscano i nostri risparmi». Hanno esposto sul cancello uno striscione con la scritta «grazie al dottor Rossi e al suo pool». «Siamo qui – dicono – per sostenere la Procura e in particolare il dotto Rossi», che coordina le indagini sulla Popolare di Bari. «Seguiremo il processo passo dopo passo e ci piacerebbe, se venisse individuato un luogo abbastanza grande, assistere direttamente alle udienze».

FanPage, 16/07/2020 08:00
Oscuro Desiderio, dopo 365 giorni arriva anche la serie tv vietata ai minori
oscuro desiderio, la nuova serie televisiva messicana in 18 episodi, è disponibile sulla piattaforma dal 15 luglio 2020 ed è già sulla bocca di tutti
È solo sesso, ma ci piace. Netflix alza l’ asticella e la temperatura e si spinge ancora un po’ più in là per testare la pruriginosa curiosità dei suoi abbonati. Oscuro Desiderio , la nuova serie televisiva messicana in 18 episodi, è disponibile sulla piattaforma dal 15 luglio 2020 ed è già sulla bocca di tutti, candidata a serie tv più vista del weekend. Una trama semplice che mischia una storia d’ amore a un thriller psicologico, spiazzante e a tinte hot. È vietata ai minori di 14 anni. Non siamo agli infimi livelli di 365 giorni, il contestato film di Michele Morrone , perché sulla scala della qualità siamo a un gradino più alto. Ma le scene di sesso non mancano. Il Codacons è avvisato. La trama di Oscuro Desiderio Alma Solares (Maite Perroni) è una nota avvocatessa che insegna legge all’ università. Sposata con il potente giudice Leonardo Solares (Jorge Poza), Alma è una donna annoiata e delusa dalla vita coniugale. In venti anni di matrimonio, non ha mai avuto uno scossone. Dulcis in fundo, Alma sospetta che suo marito abbia una relazione con la suadente assistente Edith (Paulina Matos). Perennemente insoddisfatta, soprattutto sessualmente (tra le prime scene assistiamo al dilemma di Alma: «lo porto o non lo porto il mio vibratore da viaggio?», beate le femmine moderne ), a spezzare la monotonia e la routine quotidiana ci penserà Dario Guerra, il cui nome è tutto un programma. Dario Guerra è un giovane studente di 23 anni, interpretato da Alejandro Speitzer, che ha il fuoco in corpo. Da quell’ incontro, una serie di eventi a catena cambieranno per sempre la vita della borghese avvocatessa annoiata. Il problema di Oscuro Desiderio “Oscuro Desiderio” oscilla tra il gradevole e lo stucchevole, con una nota di sapore in più per chi prediligerà di guardarlo in lingua originale (pensate pure quello che volete, ma è un delitto guardare le serie in lingua spagnola con il doppiaggio italiano). Il problema che ha Oscuro Desiderio è il solito quando si finisce per scivolare in un thriller dalle tinte erotiche: diventa lo stereotipo delle fantasie declinate tutte al maschile . Sarebbe bello, un giorno, guardare qualcosa che rovesci questo paradigma sempre uguale: la donna è l’ oggetto, l’ uomo la scatena. Riusciremo mai a vedere qualcosa che, quanto meno, provi a invertire questo assioma semplice semplice? Dai, ce la possiamo fare.

Gazzetta del Sud, 16/07/2020 05:37
Ripresa in affanno, il debito pubblico segna un nuovo record
ROMA Il debito pubblico segna l’ ennesimo record, e sfora la soglia psicologica dei 2.500 miliardi a fronte di un fabbisogno che lo shock economico della pandemia ha fatto raddoppiare, fra gennaio e maggio, rispetto a un anno prima. Una situazione esplosiva se non fosse per l’ intervento della Bce. Con le stime sul Pil italiano ormai convergenti verso un -10% circa quest’ anno, il rapporto debito/Pil, senza contare le misure di sostegno economico messe in campo dopo maggio, è già al 156%. Francoforte oggi dovrebbe tirare il fiato dopo aver incrementato a giugno di 600 miliardi di euro il suo Pepp, il nuovo programma di acquisto di debito per l’ emergenza pandemica, portandolo a 1.350 miliardi complessivi. In Italia l’ Istat ha certificato anche a giugno inflazione negativa, a -0,2%, come a maggio. Ci vuole almeno un trimestre sotto zero per parlare di deflazione. A pesare è il calo del petrolio mentre segnano un deciso rialzo i prezzi alimentari. Il “carrello della spesa” dell’ Istat segna un +2,1%, il Codacons parla di una «illusione ottica» di deflazione e segnala anzi una stangata da 189 euro a famiglia per i rincari. C’ è, invece, l’ effetto perverso di un indice dei prezzi negativo che concorre ad allontanare la riduzione del debito pubblico che solo a maggio è volato di 40 miliardi raggiungendo i 2.507,6, cifra mai toccata prima, a fronte di un fabbisogno più che raddoppiato nei primi cinque mesi dell’ anno rispetto allo stesso periodo del 2019, 66,4 miliardi contro 29,6 miliardi di allora. Aiuti al lavoro E intanto sono 89 mila i lavoratori che ancora aspettano di ricevere il primo pagamento di cassa integrazione. In tutto le mensilità, gli assegni, ancora da pagare sono 370 mila. Mentre sfiora quota 110 mila il numero delle domande di integrazione salariali tenute in stand-by, nel cassetto dell’ Inps. A fare il punto è la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. In Aula alla Camera, rispondendo a un’ interrogazione di Iv, chiarisce le dimensioni dell’ arretrato, stando ai dati dell’ Inps. Ma rimarca anche le coperture finora assicurate, con oltre 3 milioni e 31 mila persone raggiunte dalla cassa Covid. Il 97% del totale. Il Reddito di emergenza, concepito per aiutare le famiglie in difficoltà, ha raggiunto 209 mila nuclei, a fronte però di un numero di richieste più che doppio. Circa mezzo milione le persone interessate dalla misura, che in media vale 572 euro al mese. Il sostegno strutturale che invece arriva con il Reddito di cittadinanza vede la platea estendersi a 2,9 milioni (1,9 al Sud). Sulla Cig, la Catalfo insiste sullo sforzo compiuto e riconosce il «sovraccarico di domande e pratiche senza precedenti». Il «ritardo», appunto, è il vero problema. Al momento, dati aggiornati ai primi di luglio, non hanno ricevuto neppure la Cig di marzo un numero di lavoratori che eguaglia gli abitanti di una città come Catanzaro. Confcommercio, per Sangalliquarto mandato consecutivo Quarto mandato consecutivo per Carlo Sangalli alla guida di Confcommercio. All’ unanimità l’ assemblea, in rappresentanza delle oltre 700 mila imprese associate, lo ha riconfermato alla presidenza anche per il quinquennio 2020-2025 . Un incarico assunto per la prima volta nel 2006 e una continuità lunga ormai 20 anni. E l’ Istat ha certificato anche a giugno inflazione negativa (-0,2%)

Il Giornale, 16/07/2020 04:45
richiesto l’ intervento della consob
Per le azioni della holding due anni sull’ ottovolante
Dalle perdite dei giorni della minaccia di ritiro della concessione (ultima della serie il -15% di lunedì scorso) al boom di ieri. In una seduta positiva per Piazza Affari, sui massimi post Covid, Atlantia, la società del gruppo Benetton che controlla Autostrade per l’ Italia, ha segnato un clamoroso +26,65% a 14,49 euro. Chiaro segno che agli investitori piace la soluzione del nodo Aspi, con l’ ingresso della Cassa depositi & prestiti. Mancano i dettagli, ma si sa che Cdp entrerà grazie a un aumento di capitale riservato, insieme a alcuni investitori istituzionali. Ma l’ exploit in Borsa è soprattutto una reazione allo scampato pericolo, cioè l’ esclusione di una revoca della concessione sul più importante tratto autostradale del Paese. Un recupero, parziale, di quanto perso in questi mesi da quando, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, le azioni di Atlantia sono finite sull’ ottovolante della politica. Alla mercé delle dichiarazioni del giorno di esponenti del governo e della maggioranza. Le azioni di Atlantia alla vigilia del collo del ponte di Genova valevano circa 25 euro. Subito dopo il crollo sotto i 20 euro. Ma il livello minimo lo hanno registrato a marzo, sfiorando i 10 euro, su una possibile accelerazione della revoca della concessione. Nei giorni scorsi c’ è chi, come il Codacons, ha chiesto alla Consob di indagare sulle operazioni di acquisto e vendita dei titoli nel periodo antecedente e successivo alle dichiarazioni del premier Giuseppe Conte. Possibile una turbativa di mercato. L’ Autorità guidata da Paolo Savona, per i consumeristi, deve tutelare i piccoli risparmiatori.

Alto Adige, 16/07/2020 04:34
La ripresa in affanno a giugno Debito e fabbisogno ai massimi
situazione esplosiva. la bce si riunisce oggi per fare il punto sugli interventi anti-covid mentre l’ istat certifica un andamento negativo dei prezzi (-0,2%) a causa del calo del petrolio
TORINO. Nell’ industria automobilistica mondiale ci sarà il prossimo anno il gruppo Stellantis. Significa essere illuminato di stelle. È il nome di origine latina che Fca e Psa hanno deciso di dare al nuovo gruppo che nascerà dalla fusione paritetica, prevista entro la fine del primo trimestre del prossimo anno, dopo l’ approvazione da parte degli azionisti nelle rispettive assemblee straordinarie. Rimarranno invariati i nomi e i loghi preesistenti dei singoli marchi. «La scelta del nome del nuovo gruppo segna un passo importante verso il completamento della fusione paritetica, come definita nel Combination Agreement del 18 dicembre 2019», sottolineano le due società. Il prossimo passo sarà la presentazione del logo che, con il nome, definirà l’ identità del nuovo gruppo. Il nome Stellantis – spiegano Fca e Psa – trae ispirazione da questo nuovo e ambizioso allineamento di marchi automobilistici leggendari e forti culture aziendali che, unendosi, sono in procinto di creare uno dei nuovi leader nella prossima era della mobilità, preservando al contempo sia il valore eccezionale dell’ insieme sia i valori delle singole parti costituenti. Unirà la dimensione di un gruppo veramente globale con una straordinaria ampiezza e profondità di talento, know-how e risorse per fornire le soluzioni di mobilità sostenibile dei prossimi decenni. Le origini latine del nome rendono omaggio alla lunga e importante storia delle due società fondatrici, mentre l’ evocazione dell’ astronomia richiama lo spirito di ottimismo, energia e rinnovamento alla base di questa unione che cambierà il settore dell’ automotive. DOMENICO CONTI ROMA. Il debito pubblico segna l’ ennesimo record, e sfora la soglia psicologica dei 2.500 miliardi a fronte di un fabbisogno che lo shock economico della pandemia ha fatto raddoppiare, fra gennaio e maggio, rispetto a un anno prima. Una situazione esplosiva se non fosse per l’ intervento della Bce, che proprio oggi torna a riunirsi e fare il punto sugli interventi d’ emergenza anti-pandemia: con le stime sul Pil italiano ormai convergenti verso un -10% circa quest’ anno, il rapporto debito/Pil, senza contare le misure di sostegno economico messe in campo dopo maggio, è già al 156%: secondo la Commissione europea o l’ agenzia di rating Fitch, si raggiungerà il 160% a fine anno. Francoforte,oggi, dovrebbe tirare il fiato dopo aver incrementato a giugno di 600 miliardi di euro il suo Pepp, il nuovo programma di acquisto di debito per l’ emergenza pandemica, portandolo a 1.350 miliardi complessivi. Anche le maxi-operazioni di liquidità per stimolare il credito delle banche a imprese e famiglie vanno al galoppo. E non c’ è motivo per nuove misure che toglierebbero castagne dal fuoco ai leader del Consiglio europeo, che da domani cercherà di trovare la quadra sul pacchetto di aiuti nel Next Generation Eu. Sembra questa ora la priorità numero uno per la presidente Christine Lagarde: un recovery fund massiccio e che trasferisca il più possibile risorse a fondo perduto a quei Paesi, Italia in primis, che , rischiano di rimanere ancora più indietro rispetto alle economie più solide. Non dovrebbero suscitare troppo allarme neanche le pressioni deflazionistiche in alcuni Paesi. Nemmeno in Italia, dove l’ Istat ha certificato anche a giugno un’ inflazione negativa, a -0,2%, come a maggio. Ci vuole almeno un trimestre sotto zero per parlare di deflazione, e, soprattutto, ci vuole un declino generalizzato dei prezzi che si rifletta nelle aspettative future degli operatori economici che ad oggi non c’ è: a pesare è il calo del petrolio mentre segnano un deciso rialzo i prezzi alimentari. Il «carrello della spesa» segna un +2,1%, il Codacons parla di una «illusione ottica» di deflazione e segnala una stangata da 189 euro a famiglia per i rincari. C’ è, invece, l’ effetto perverso di un indice dei prezzi negativo che concorre ad allontanare la riduzione del debito pubblico. Il debito, solo a maggio, è volato di 40 miliardi a quota 2.507,6, cifra mai toccata prima, a fronte di un fabbisogno più che raddoppiato nei primi 5 mesi dell’ anno rispetto allo stesso periodo del 2019, 66,4 miliardi. È un assaggio dell’ impatto della crisi del Covid sui conti pubblici: solo a maggio, le entrate tributarie si sono fermate a 24,6 miliardi, in diminuzione su anno di un terzo (-9,5 miliardi) per la sospensione di diversi versamenti fiscali e per il minor gettito dovuto alla recessione.

Corriere Adriatico (ed. Ascoli), 16/07/2020 04:05
una donna di 70 anni è stata soccorsa e portata in ospedale dopo che il suo scoter si è scontrato con un’ auto
«A14, disservizio a pagamento»
emergenza quotidiana sull’ autostrada che si riversa anche sulle strade urbane fino al vicino abruzzo ieri nuove file e blocchi. alza la voce il sindaco, inascoltate le richieste di annullamento del pedaggio
L’ EMERGENZA SAN BENEDETTO «Il caos A14 è un disservizio a pagamento» Torna ad alzare la voce il sindaco Pasqualino Piunti che ha già chiesto la sospensione del pagamento del pedaggio autostradale ma senza alcun riscontro. Nuova giornata segnata dai disagi ieri tra Marche ed Abruzzo. Si sono registrate code tra San Benedetto e Roseto come pure a Porto Sant’ Elpidio, sempre in direzione sud, sempre per lavori. Il Codacons Marche ha chiesto la sospensione del pagamento del pedaggio a Civitanova a San Benedetto. Ma tutto tace anche sul fronte giudiziario. Caos e disagi «Benvenuti all’ Inferno» potrebbe essere il titolo di un film riferito alla viabilità in A14 tra Piceno e Fermano come pure nella Val Vibrata. Peccato non si tratti di una pellicola cinematografica ma della cruda realtà vissuta per l’ ennesima volta, anche ieri, da automobilisti ed autotrasportatori che hanno utilizzato l’ autostrada per trasportare merci, recarsi a lavoro o in luoghi di vacanza come la Riviera delle palme. Code, rallentamenti, scambi di corsie ed ecco che arrivare a destinazione diventa un miraggio. Se si è fortunati si accumulano diversi minuti di ritardo, nei casi peggiori (incidente o in mezzi fermi per guasti) si può impiegare anche molto di più, sebbene il costo del pedaggio resti sempre lo stesso. Riviera da dimenticare Percorrendo il tratto Civitanova – San Benedetto questa la situazione nella giornata di ieri: Verso nord i primi lavori si registrano al chilometro 280. A Porto San Giorgio la velocità massima consentita è di 60 chilometri orari, vietato il sorpasso tra auto. Si procede su una sola corsia fino ad imbattersi nel doppio senso di marcia che attraversa le gallerie. La vera criticità la si osserva in direzione opposta verso sud al chilometro 275 dove iniziano le code. Tir e mezzi leggeri incolonnati. Nel pomeriggio la situazione si complica. Se verso nord la circolazione, seppur piena di insidie, è scorrevole in direzione sud da Porto Sant’ Elpidio si registrano ancora code causa restringimento corsie. A queste si aggiungono i rallentamenti a singhiozzo. Poi si arriva a Cupra fino a San Benedetto dove inizia un nuovo calvario con code fino a Roseto, sotto il sole cocente o la pioggia oppure a corsia unica sotto le gallerie insieme ai tir… non è assolutamente piacevole. Come giocare alla roulette russa: può andare bene come potrebbe andare male. Il nodo pedaggio Codacons Marche ha chiesto la sospensione del pagamento del pedaggio da San Benedetto a Civitanova: «I cittadini non possono pagare – dice il Codacons – per un servizio inaccettabile e subire così, oltre al danno, anche la beffa di doverne sostenere il costo».Richiesta che si aggiunge a quella già avanzata dal sindaco Pasqualino Piunti: «Autostrade si era detta possibilista ma alla fine nulla di fatto. Vorrei ricordare semmai ce ne fosse bisogno, che sono tre anni che ci troviamo in questa situazione, prima per l’ incendio nella galleria Castello poi per il sequestro». La pensione I progetti presentati dalla Direzione settimo tronco di Autostrade sono state esitati dal Mit il 3 luglio scorso. La Società dovrebbe averli inviati alla Procura di Avellino. Il procuratore titolare del fascicolo è andato in pensione quindi è subentrato un nuovo magistrato. «Sembra che per il 21 luglio – spiega Piunti – si potrà garantire la circolazione sulle due corsie restringendole, in tal modo si evita il transito su una sola corsia. Certo, ciò che ci si aspetta è il dissequestro dei guard rail e che tutto torni presto alla normalità e in sicurezza, anche perché dopo il Covid se perdura il caos in A14 vuol dire che oltre al danno dobbiamo subire anche la beffa e questo è inaccettabile». Stefania Serino © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 16/07/2020 03:50
La ripresa è in affanno il debito segna il record
vola ormai a 2.500 miliardi. raddoppia il fabbisogno
ROMA. Il debito pubblico segna l’ en nesimo record, e sfora la soglia psicologica dei 2.500 miliardi a fronte di un fabbisogno che lo choc economico della pandemia ha fatto raddoppiare, fra gennaio e maggio, rispetto a un anno prima. Una situazione esplosiva se non fosse per l’ intervento della Bce, che proprio oggi torna a riunirsi e fare il punto sugli interventi d’ emergenza anti -pandemia: con le stime sul Pil italiano ormai convergenti verso un -10% circa quest’ anno, il rapporto debito/Pil, senza contare le misure di sostegno economico messe in campo dopo maggio, è già al 156%: secondo la Commissione europea o l’ agenzia di rating Fitch, si raggiungerà il 160% a fine anno. Francoforte, oggi, dovrebbe tirare il fiato dopo aver incrementato a giugno di 600 miliardi di euro il suo Pepp, il nuovo programma di acquisto di debito per l’ emergenza pandemica, portandolo a 1.350 miliardi complessivi. Anche le maxi -operazioni di liquidità per stimolare il credito delle banche a imprese e famiglie vanno al galoppo. E non c’ è motivo per nuove misure che toglierebbero castagne dal fuoco ai leader del Consiglio europeo, che da domani cercherà di trovare la quadra sul pacchetto di aiuti nel Next Generation Eu. Sembra questa ora la priorità numero uno per la presidente Christine Lagarde: un recovery fund massiccio e che trasferisca il più possibile risorse a fondo perduto a quei Paesi, Italia in primis, che con un debito già molto alto prima del Covid, rischiano di rimanere ancora più indietro rispetto alle economie più solide non avendo risorse da spendere tempestivamente. Non dovrebbero suscitare troppo allarme neanche le pressioni deflazionistiche in alcuni Paesi: la Bce al momento non vede nessuna deflazione. Nemmeno in Italia, dove l’ Istat ieri ha certificato anche a giugno inflazione negativa, a -0,2%, come a maggio. Ci vuole almeno un trimestre sotto zero per parlare di deflazione, e, soprattutto, ci vuole un declino generalizzato dei prezzi che si rifletta nelle aspettative future degli operatori economici che ad oggi non c’ è: a pesare è il calo del petrolio mentre segnano un deciso rialzo i prezzi alimentari. Il «carrello della spesa» dell’ Istat segna un +2,1%, il Codacons parla di una «illusione ottica» di deflazione e segnala anzi una stangata da 189 euro a famiglia per i rincari. C’ è, invece, l’ effetto perverso di un indice dei prezzi negativo che concorre ad allontanare la riduzione del debito pubblico. Il debito, solo a maggio, è volato di 40 miliardi raggiungendo i 2.507,6 miliardi, cifra mai toccata prima, a fronte di un fabbisogno più che raddoppiato nei primi cinque mesi dell’ anno rispetto allo stesso periodo del 2019, 66,4 miliardi contro 29,6 miliardi di allora. E’ un assaggio dell’ im patto della crisi del Covid sui conti pubblici: solo a maggio, le entrate tributarie si sono fermate a 24,6 miliardi, in diminuzione su anno di un terzo (-9,5 miliardi) per la sospensione di diversi versamenti fiscali e per il minor gettito dovuto alla recessione. La spesa corrente nei cinque mesi supera di oltre 22 miliardi quella di un anno prima. Ed a maggio diverse delle misure anti -pandemia ancora non erano pienamente in vigore, con un «tiraggio» ancora limitato delle garanzie sui prestiti e del «fondo perduto» alle imprese, cassa integrazione lontana dai livelli prevedibili per fine anno. Così come mancavano, a maggio, i provvedimenti attuativi del Dl Rilancio, tutte voci di spesa il cui conto arriverà progressivamente col passare dei mesi. Il 160%, insomma, è quasi acquisito. Comporta una dipendenza vitale dagli acquisti della Bce che raffreddano lo spread e dagli aiuti europei, che nella quota in cui non saranno a fondo perduto faranno lievitare ulteriormente il debito. E un percorso di aggiustamento delle finanze pubbliche che, in assenza di una crescita da anni 60, nell’ ordine almeno del 3% l’ anno, richiederebbe correzioni drastiche in grado di far impallidire il patto di stabilità. Domenico Conti.

La Nuova di Venezia e Mestre, 16/07/2020 03:32
complicato avere i rimborsi
Voli fantasma, biglietti venduti ma molte rotte poi spariscono
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi».La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio “Sos del turista” della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei “voli fantasma”, offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti». Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subìto cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Piccolo, 16/07/2020 03:32
complicato avere i rimborsi
Voli fantasma, biglietti venduti ma molte rotte poi spariscono
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi».La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio “Sos del turista” della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei “voli fantasma”, offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti». Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subìto cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole» . –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Mattino di Padova, 16/07/2020 03:32
complicato avere i rimborsi
Voli fantasma, biglietti venduti ma molte rotte poi spariscono
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi».La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio “Sos del turista” della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei “voli fantasma”, offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti». Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subìto cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Tirreno, 16/07/2020 03:31
complicato avere i rimborsi
Voli fantasma, biglietti venduti ma molte rotte poi spariscono
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi».La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio “Sos del turista” della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei “voli fantasma”, offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti». Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subìto cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Messaggero Veneto, 16/07/2020 03:31
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un …
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi».La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio “Sos del turista” della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei “voli fantasma”, offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti». Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subìto cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole» . –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Provincia Pavese, 16/07/2020 03:31
complicato avere i rimborsi
Voli fantasma, biglietti venduti ma molte rotte poi spariscono
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi».La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio “Sos del turista” della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei “voli fantasma”, offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti». Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subìto cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Tribuna di Treviso, 16/07/2020 03:31
complicato avere i rimborsi
Voli fantasma, biglietti venduti ma molte rotte poi spariscono
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi».La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio “Sos del turista” della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei “voli fantasma”, offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti». Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subìto cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Gazzetta di Mantova, 16/07/2020 03:31
complicato avere i rimborsi
Voli fantasma, biglietti venduti ma molte rotte poi spariscono
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi».La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio “Sos del turista” della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei “voli fantasma”, offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti». Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subìto cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Gazzetta di Reggio, 16/07/2020 03:30
complicato avere i rimborsi
Voli fantasma, biglietti venduti ma molte rotte poi spariscono
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi».La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio “Sos del turista” della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei “voli fantasma”, offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti». Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subìto cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Corriere delle Alpi, 16/07/2020 03:30
complicato avere i rimborsi
Voli fantasma, biglietti venduti ma molte rotte poi spariscono
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi».La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio “Sos del turista” della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei “voli fantasma”, offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti». Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subìto cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Nuova Ferrara, 16/07/2020 03:30
complicato avere i rimborsi
Voli fantasma, biglietti venduti ma molte rotte poi spariscono
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi».La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio “Sos del turista” della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei “voli fantasma”, offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti». Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subìto cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Nuova Ferrara, 16/07/2020 03:30
Sanitari contagiati dal Covid Indagini anche su omissioni
si allarga l’ inchiesta sulle case di riposo argentane, nel fascicolo nuovi esposti verranno sentiti tutti gli operatori che lavorano a fiorana, manica, villa aurora
Anche gli “angeli” in corsia, che hanno fatto barriera contro il contagio del coronavirus nei mesi passati, denunciano. Presentano esposti. Gli ultimi alla procura di Ferrara da parte di alcuni sanitari interni di una delle case di riposto argentane, Manica, Fiorana e Villa Aurora, coinvolte nell’ inchiesta già aperta e che deve fare chiarezza sui tanti, troppi anziani deceduti per Covid. Dentro il Maxi fascicoloGli esposti verranno accorpati nel maxifascicolo aperto dalla procura e portato avanti dal pm Ciro Alberto Savino e dagli ispettori della Polizia giudiziaria della procura che stanno lavorando a stretto contatto con il magistrato. Dunque non solo sui decessi all’ interno della residenza Manica, Casa di riabilitazione Fiorana e della residenza Villa Aurora si concentrano le attenzioni degli inquirenti. Anche e soprattutto dei rilievi mossi da chi, in corsie o nei reparti delle case di riposo o delle residenze, è rimasto contagiato per carenza di protezioni, sottovalutazioni e possibili negligenze: presunte, ma indicate negli esposti. Finora, ricordiamo, l’ indagine penale è rubricata per omicidio colposo, sulla base di diversi esposti presentati da familiari degli anziani ospiti deceduti e uno più generico dell’ associazione Codacons. Sulla base dei nuovi esposti, l’ ipotesi di reato potrà allargarsi alle lesioni gravi, visto il contagio dei sanitari che hanno subito quarantene o si sono ammalati e hanno dovuto lottare contro il virus. Ora, secondo la tabella di marcia degli inquirenti, inizia la fase dello studio: dopo l’ apertura dell’ inchiesta erano stati acquisiti atti e documenti nelle tre strutture, Manica, Fiorana e Villa Aurora: acquisiti e non sequestrati, sottolineatura importante poiché al momento questo atto, il sequestro, se eseguito lo si fa a carico di indagati e al momento non ne compaiono negli atti finora svolti. Elenchi del personaleLe centinaia di pagine raccolte negli uffici della procura riguardano il numero dei decessi, la loro successione, tutti i documenti sulla organizzazione del lavoro, le disposizioni date al personale nei mesi di emergenza Covid e soprattutto gli elenchi dei sanitari. Verranno ascoltati tutti, uno dopo l’ altro, centinaia di addetti (medici, infermieri, Oss e personale vario) ma il tutto partirà non a breve. Intanto, parte la fase dello studio: atti che ora debbono essere visionati e studiati attentamente dal super esperto individuato dalla procura, Saverio Parisi, braccio destro del virologo Andrea Crisanti di Padova, che dovrà tradurre ai pm i risultati acquisiti. Comitati vittime in RegioneLe indagini sono in corso, dunque, non solo nel Ferrarese da parte della nostra procura, ma in tutta la regione: per valutare eventuali reati che hanno portato a tanti decessi nelle residenze per anziani e al contagio di centinaia di operatori della sanità. Parallele alle inchieste penali, le attività dei Comitati dei familiari vittime Covid che con il Codacons (associazione cui si sono rivolti tanti familiari, e una decina di queste famiglie anche nell’ Argentano per la tutela giudiziaria, presentando esposti alla procura di Ferrara) stanno sollecitando la Regione Emilia Romagna. Non a caso comitati e Codacons sono stati ricevuti in Regione. E loro stessi pur spiegando «di non voler sottrarsi a tavoli di discussione per eliminare le gravi criticità rilevate nella emergenza», chiedono venga istituita una commissione di inchiesta regionale: sarebbe una attività parallela alle indagini penali in corso nelle singole Procure della regione. -Daniele Predieri© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Gazzetta di Modena, 16/07/2020 03:30
complicato avere i rimborsi
Voli fantasma, biglietti venduti ma molte rotte poi spariscono
Luigi Grassia Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata al nostro giornale, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi».La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio “Sos del turista” della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei “voli fantasma”, offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti». Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subìto cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Giorno (ed. Milano), 16/07/2020 03:11
il caso “mary poppins” in tribunale
Musical senza rimborso Chiesta l’ archiviazione
per il pm pavone non ci sono gli estremi per discutere in sede penale, ma attiene al campo civile
MILANO La Procura ha chiesto l’ archiviazione dell’ indagine sullo spettacolo «Mary Poppins», un musical che era previsto al Teatro Nazionale dal 30 gennaio al 15 marzo scorso e che poi era stato cancellato senza riconoscere agli spettatori alcun rimborso sui biglietti acquistati. Il Codacons, come annuncia la stessa associazione in una nota, ha deciso, però, di opporsi davanti al gip all’ istanza di archiviazione. Si tratta, spiega il Codacons, di «una vicenda che coinvolge 20mila consumatori e che si è complicata con la dichiarazione di fallimento della società di produzione del musical, la World Entertainment Company». Nella richiesta di archiviazione del fascicolo per truffa, che era stato aperto su esposto del Codacons, il pm Enrico Pavone scrive che «il rimborso dei biglietti acquistati per uno spettacolo annullato attiene alla configurabilità o meno di un inadempimento contrattuale, per il quale è necessario agire in sede civile». «Quanto accaduto – sostiene, invece, il presidente del Codacons Carlo Rienzi – ha rilievi dal punto di vista penale, poiché a fronte della cancellazione dello spettacolo gli utenti hanno richiesto formalmente a venditore e organizzatore la restituzione di quanto pagato, senza ottenere alcuna risposta». Il Codacons fa sapere anche: «Come sempre avviene in questi casi, si assiste è assistito ad un intollerabile rimpallo di responsabilità tra venditori di biglietti e organizzatori dello spettacolo, di cui fanno le spese i consumatori che vedono allontanarsi la possibilità di ottenere il rimborso di quanto pagato».

Libero, 16/07/2020 02:45
NINO SUNSERI Nel campo della finanza c’ è almeno un record che l’ Italia ha raggiunto.
NINO SUNSERI Nel campo della finanza c’ è almeno un record che l’ Italia ha raggiunto. Quello del debito pubblico che ha toccato la soglia psicologica dei 2.500 miliardi. Una situazione esplosiva se non fosse per l’ intervento della Bce, che farà il punto proprio sugli interventi d’ emergenza anti-pandemia: con le stime sul Pil italiano ormai convergenti verso un -10% circa quest’ anno, il rapporto Debito/Pil, senza contare le misure di sostegno economico messe in campo dopo maggio, è già al 156%: secondo la Commissione europea o l’ agenzie Fitch, si raggiungerà il 160% a fine anno. Francoforte, oggi, dovrebbe tirare il fiato dopo aver portato a giugno a 1.350 miliardi la potenza di fuoco del bazooka monetario. CONSIGLIO EUROPEO E non c’ è motivo per nuove misure che toglierebbero castagne dal fuoco ai leader del Consiglio europeo, che da domani cercheranno la quadra sul recovery fund. Sembra questa ora la priorità di Christine Lagarde: un programma massiccio che trasferisca risorse a fondo perduto ai Paesi, come l’ Italia, che con un debito già alto prima del Covid, rischiano di rimanere indietro. Non dovrebbero suscitare troppo allarme neanche le pressioni deflazionistiche. L’ Istat ha certificato anche a giugno inflazione a -0,2%, come a maggio. A pesare è il calo del petrolio mentre segnano un deciso rialzo i prezzi alimentari. Il “carrello della spesa” dell’ Istat segna un +2,1%, il Codacons parla di una “illusione ottica” di deflazione e segnala anzi una stangata da 189 euro a famiglia per i rincari. C’ è, invece, l’ effetto perverso di un indice dei prezzi negativo che concorre ad allontanare la riduzione del debito pubblico. Solo a maggio, è volato di 40 miliardi raggiungendo i 2.507,6 miliardi, cifra mai toccata prima, a fronte di un fabbisogno più che raddoppiato nei primi cinque mesi dell’ anno rispetto allo stesso periodo del 2019, 66,4 miliardi contro 29,6 miliardi di allora. È un assaggio dell’ impatto della crisi del Covid sui conti pubblici: solo a maggio, le entrate tributarie si sono fermate a 24,6 miliardi, in diminuzione su anno di un terzo (-9,5 miliardi) per la sospensione di diversi versamenti fiscali e per il minor gettito dovuto alla recessione. La spesa corrente nei cinque mesi supera di oltre 22 miliardi quella di un anno prima. Ed a maggio diverse delle misure anti-pandemia ancora non erano in vigore, con un “tiraggio” ancora limitato delle garanzie sui prestiti e del “fondo perduto” alle imprese, cassa integrazione lontana dai livelli prevedibili per fine anno. SPESE PAZZE Così come mancavano, a maggio, i provvedimenti attuativi del Dl Rilancio, tutte voci di spesa il cui conto arriverà col passare dei mesi. Il 160%, insomma, è quasi acquisito. Comporta una dipendenza vitale dagli acquisti della Bce che raffreddano lo spread e dagli aiuti europei, che nella quota in cui non saranno a fondo perduto faranno lievitare ulteriormente il debito. E un percorso di aggiustamento delle finanze pubbliche che, in assenza di una crescita da “anni 60”, nell’ ordine almeno del 3% l’ anno, richiederebbe correzioni da far impallidire il patto di stabilità. riproduzione riservata.

Brescia Oggi, 16/07/2020 02:40
conti pubblici. continuano a farsi sentire con forza gli effetti della pandemia da coronavirus
La ripresa è in affanno Il debito va ai massimi
sforata la soglia psicologica dei 2.500 miliardi mentre il fabbisogno raddoppia e l’ indice dei prezzi resta in negativo
Domenico Conti ROMA Il debito pubblico segna l’ ennesimo record, e sfora la soglia psicologica dei 2.500 miliardi a fronte di un fabbisogno che lo shock economico della pandemia ha fatto raddoppiare, fra gennaio e maggio, rispetto a un anno prima. Una situazione esplosiva se non fosse per l’ intervento della Bce, che proprio oggi torna a riunirsi e fare il punto sugli interventi d’ emergenza anti-pandemia: con le stime sul Pil italiano ormai convergenti verso un -10% circa quest’ anno, il rapporto debito/Pil, senza contare le misure di sostegno economico messe in campo dopo maggio, è già al 156%: secondo la Commissione europea o l’ agenzia di rating Fitch, si raggiungerà il 160% a fine anno. Francoforte,oggi, dovrebbe tirare il fiato dopo aver incrementato a giugno di 600 miliardi di euro il suo Pepp, il nuovo programma di acquisto di debito per l’ emergenza pandemica, portandolo a 1.350 miliardi complessivi. Anche le maxi-operazioni di liquidità per stimolare il credito delle banche a imprese e famiglie vanno al galoppo. E non c’ è motivo per nuove misure che toglierebbero castagne dal fuoco ai leader del Consiglio europeo, che da domani cercherà di trovare la quadra sul pacchetto di aiuti nel Next Generation Eu. Sembra questa ora la priorità numero uno per la presidente Christine Lagarde: un recovery fund massiccio e che trasferisca il più possibile risorse a fondo perduto a quei Paesi, Italia in primis, che con un debito già molto alto prima del Covid, rischiano di rimanere ancora più indietro rispetto alle economie più solide non avendo risorse da spendere tempestivamente. Non dovrebbero suscitare troppo allarme neanche le pressioni deflazionistiche in alcuni Paesi: la Bce al momento non vede nessuna deflazione. Nemmeno in Italia, dove l’ Istat ha certificato anche a giugno un’ inflazione negativa, a -0,2%, come a maggio. Ci vuole almeno un trimestre sotto zero per parlare di deflazione, e, soprattutto, ci vuole un declino generalizzato dei prezzi che si rifletta nelle aspettative future degli operatori economici che ad oggi non c’ è: a pesare è il calo del petrolio mentre segnano un deciso rialzo i prezzi alimentari. Il «carrello della spesa» delsegna un +2,1%, il Codacons parla di una «illusione ottica» di deflazione e segnala una stangata da 189 euro a famiglia per i rincari. C’ è, invece, l’ effetto perverso di un indice dei prezzi negativo che concorre ad allontanare la riduzione del debito pubblico. Che, solo a maggio, è volato di 40 miliardi a quota 2.507,6, cifra mai toccata prima, a fronte di un fabbisogno più che raddoppiato nei primi 5 mesi dell’ anno rispetto allo stesso periodo del 2019, 66,4 miliardi contro 29,6 miliardi di allora. È un assaggio dell’ impatto della crisi del Covid sui conti pubblici: solo a maggio, le entrate tributarie si sono fermate a 24,6 miliardi, in diminuzione su anno di un terzo (-9,5 miliardi) per la sospensione di diversi versamenti fiscali e il minor gettito dovuto alla recessione. La spesa corrente nei 5 mesi supera di oltre 22 miliardi quella di un anno prima.

L’Arena, 16/07/2020 02:35
conti pubblici. continuano a farsi sentire con forza gli effetti della pandemia da coronavirus
La ripresa è in affanno Il debito va ai massimi
sforata la soglia psicologica dei 2.500 miliardi mentre il fabbisogno raddoppia e l’ indice dei prezzi resta in negativo
Domenico Conti ROMA Il debito pubblico segna l’ ennesimo record, e sfora la soglia psicologica dei 2.500 miliardi a fronte di un fabbisogno che lo shock economico della pandemia ha fatto raddoppiare, fra gennaio e maggio, rispetto a un anno prima. Una situazione esplosiva se non fosse per l’ intervento della Bce, che proprio oggi torna a riunirsi e fare il punto sugli interventi d’ emergenza anti-pandemia: con le stime sul Pil italiano ormai convergenti verso un -10% circa quest’ anno, il rapporto debito/Pil, senza contare le misure di sostegno economico messe in campo dopo maggio, è già al 156%: secondo la Commissione europea o l’ agenzia di rating Fitch, si raggiungerà il 160% a fine anno. Francoforte,oggi, dovrebbe tirare il fiato dopo aver incrementato a giugno di 600 miliardi di euro il suo Pepp, il nuovo programma di acquisto di debito per l’ emergenza pandemica, portandolo a 1.350 miliardi complessivi. Anche le maxi-operazioni di liquidità per stimolare il credito delle banche a imprese e famiglie vanno al galoppo. E non c’ è motivo per nuove misure che toglierebbero castagne dal fuoco ai leader del Consiglio europeo, che da domani cercherà di trovare la quadra sul pacchetto di aiuti nel Next Generation Eu. Sembra questa ora la priorità numero uno per la presidente Christine Lagarde: un recovery fund massiccio e che trasferisca il più possibile risorse a fondo perduto a quei Paesi, Italia in primis, che con un debito già molto alto prima del Covid, rischiano di rimanere ancora più indietro rispetto alle economie più solide non avendo risorse da spendere tempestivamente. Non dovrebbero suscitare troppo allarme neanche le pressioni deflazionistiche in alcuni Paesi: la Bce al momento non vede nessuna deflazione. Nemmeno in Italia, dove l’ Istat ha certificato anche a giugno un’ inflazione negativa, a -0,2%, come a maggio. Ci vuole almeno un trimestre sotto zero per parlare di deflazione, e, soprattutto, ci vuole un declino generalizzato dei prezzi che si rifletta nelle aspettative future degli operatori economici che ad oggi non c’ è: a pesare è il calo del petrolio mentre segnano un deciso rialzo i prezzi alimentari. Il «carrello della spesa» delsegna un +2,1%, il Codacons parla di una «illusione ottica» di deflazione e segnala una stangata da 189 euro a famiglia per i rincari. C’ è, invece, l’ effetto perverso di un indice dei prezzi negativo che concorre ad allontanare la riduzione del debito pubblico. Che, solo a maggio, è volato di 40 miliardi a quota 2.507,6, cifra mai toccata prima, a fronte di un fabbisogno più che raddoppiato nei primi 5 mesi dell’ anno rispetto allo stesso periodo del 2019, 66,4 miliardi contro 29,6 miliardi di allora. È un assaggio dell’ impatto della crisi del Covid sui conti pubblici: solo a maggio, le entrate tributarie si sono fermate a 24,6 miliardi, in diminuzione su anno di un terzo (-9,5 miliardi) per la sospensione di diversi versamenti fiscali e il minor gettito dovuto alla recessione. La spesa corrente nei 5 mesi supera di oltre 22 miliardi quella di un anno prima.

La Stampa, 16/07/2020 02:23
in offerta persino tratte già ufficialmente annullate. difficile avere i rimborsi
Le compagnie approfittano del caos Si acquista il biglietto e il volo sparisce
LUIGI GRASSIA Lo spunto è una e-mail furiosa arrivata a La Stampa, che scoperchia un problema creduto risolto e invece ancora attuale: «Tre settimane fa ho comprato due biglietti aerei Roma-Lampedusa andata e ritorno, costo 600 euro e partenza il 28 agosto. Quattro giorni fa mi è arrivata una e-mail con annuncio di cancellazione e nuovo biglietto per il giorno successivo. Peccato che ciò per me significherà rinunciare, perché a causa dell’ assenza di traghetti per Linosa dovrei restare due notti a Lampedusa, e questo punto non avrei nemmeno la certezza del ritorno. Per di più non ho avuto risposte dal call center, non sono riuscita a cambiare niente, e fino a questo momento non ho né voucher né soldi». La compagnia aerea in questione è l’ Alitalia, ma il servizio «Sos del turista» della Federconsumatori e il Codacons ci segnalano casi di altri vettori, meno rappresentati solo perché meno presenti nel mercato italiano. Il fenomeno è quello dei «voli fantasma», offerti in vendita ma poi cancellati con motivazioni vagamente legate all’ emergenza Covid, che invece secondo l’ Antitrust e l’ Enac (ente dell’ aeronautica civile) non può essere più citata per depennare le tratte. Ma il doppio intervento non è bastato. Andrea Giannetti, vicepresidente di Aidit Federturismo Confindustria, conferma la persistenza del fenomeno e segnala che anche all’ estero tutte le compagnie aeree sono alla canna del gas: «Se non sono finanziate dagli Stati di appartenenza non hanno più soldi neanche per gli stipendi e per il carburante»; Giannetti ipotizza che le compagnie raccolgano liquidità vendendo voli che (già lo sanno) non faranno, per incassare comunque. Da segnalare che l’ Enac ci precisa un’ altra possibile scorrettezza: «Se una compagnia prova a vendere due voli per una destinazione, poi non riesce a riempirli e li accorpa in una data unica per risparmiare, compie un’ operazione illecita. Non è caso di forza maggiore, è una scelta commerciale di cui si scaricano abusivamente il costo e il disagio sui clienti. Abbiamo personalmente verificato in Internet che un volo aereo ieri pomeriggio era ancora venduto sul sito di una compagnia pur essendo stato ufficialmente cancellato e posticipato. Alitalia, tirata in ballo più delle altre compagnie forse per mera combinazione statistica, fa sapere di aver «cominciato a modificare gli operativi dei voli di agosto la settimana scorsa», quindi ammette possibili problemi come quello citato all’ inizio; ma la compagnia garantisce che «tutti i viaggiatori che hanno subito cancellazioni otterranno un voucher di valore superiore a quello del biglietto, o il rimborso integrale quando così è stabilito dalle regole». – © RIPRODUZIONE RISERVATA.
luigi grassia

Il Giornale Di Vicenza, 16/07/2020 02:15
conti pubblici. continuano a farsi sentire con forza gli effetti della pandemia da coronavirus
La ripresa è in affanno Il debito va ai massimi
sforata la soglia psicologica dei 2.500 miliardi mentre il fabbisogno raddoppia e l’ indice dei prezzi resta in negativo
Domenico Conti ROMA Il debito pubblico segna l’ ennesimo record, e sfora la soglia psicologica dei 2.500 miliardi a fronte di un fabbisogno che lo shock economico della pandemia ha fatto raddoppiare, fra gennaio e maggio, rispetto a un anno prima. Una situazione esplosiva se non fosse per l’ intervento della Bce, che proprio oggi torna a riunirsi e fare il punto sugli interventi d’ emergenza anti-pandemia: con le stime sul Pil italiano ormai convergenti verso un -10% circa quest’ anno, il rapporto debito/Pil, senza contare le misure di sostegno economico messe in campo dopo maggio, è già al 156%: secondo la Commissione europea o l’ agenzia di rating Fitch, si raggiungerà il 160% a fine anno. Francoforte,oggi, dovrebbe tirare il fiato dopo aver incrementato a giugno di 600 miliardi di euro il suo Pepp, il nuovo programma di acquisto di debito per l’ emergenza pandemica, portandolo a 1.350 miliardi complessivi. Anche le maxi-operazioni di liquidità per stimolare il credito delle banche a imprese e famiglie vanno al galoppo. E non c’ è motivo per nuove misure che toglierebbero castagne dal fuoco ai leader del Consiglio europeo, che da domani cercherà di trovare la quadra sul pacchetto di aiuti nel Next Generation Eu. Sembra questa ora la priorità numero uno per la presidente Christine Lagarde: un recovery fund massiccio e che trasferisca il più possibile risorse a fondo perduto a quei Paesi, Italia in primis, che con un debito già molto alto prima del Covid, rischiano di rimanere ancora più indietro rispetto alle economie più solide non avendo risorse da spendere tempestivamente. Non dovrebbero suscitare troppo allarme neanche le pressioni deflazionistiche in alcuni Paesi: la Bce al momento non vede nessuna deflazione. Nemmeno in Italia, dove l’ Istat ha certificato anche a giugno un’ inflazione negativa, a -0,2%, come a maggio. Ci vuole almeno un trimestre sotto zero per parlare di deflazione, e, soprattutto, ci vuole un declino generalizzato dei prezzi che si rifletta nelle aspettative future degli operatori economici che ad oggi non c’ è: a pesare è il calo del petrolio mentre segnano un deciso rialzo i prezzi alimentari. Il «carrello della spesa» delsegna un +2,1%, il Codacons parla di una «illusione ottica» di deflazione e segnala una stangata da 189 euro a famiglia per i rincari. C’ è, invece, l’ effetto perverso di un indice dei prezzi negativo che concorre ad allontanare la riduzione del debito pubblico. Che, solo a maggio, è volato di 40 miliardi a quota 2.507,6, cifra mai toccata prima, a fronte di un fabbisogno più che raddoppiato nei primi 5 mesi dell’ anno rispetto allo stesso periodo del 2019, 66,4 miliardi contro 29,6 miliardi di allora. È un assaggio dell’ impatto della crisi del Covid sui conti pubblici: solo a maggio, le entrate tributarie si sono fermate a 24,6 miliardi, in diminuzione su anno di un terzo (-9,5 miliardi) per la sospensione di diversi versamenti fiscali e il minor gettito dovuto alla recessione. La spesa corrente nei 5 mesi supera di oltre 22 miliardi quella di un anno prima.

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