16 Giugno 2020

Rassegna stampa del 16 giugno 2020

    TeleBorsa, 16/06/2020 20:16
    economia
    Codacons: domani Tar del Lazio decide su ricorso prestito a FCA
    (Teleborsa) – La seconda sezione del Tar del Lazio deciderà in sede collegiale domani 17 giugno sul ricorso promosso dal Codacons contro il prestito da 6,3 miliardi di euro chiesto da Italy. I giudici amministrativi saranno chiamati a pronunciarsi sul maxi-finanziamento garantito dallo Stato richiesto dall’ azienda, decidendo sull’ istanza promossa dal Codacons secondo cui l’ art. 1 del Decreto Legge 8 aprile 2020 n. 23 appare illegittimo nella parte in cui non esclude dall’ accesso al credito quelle aziende che hanno sede in Italia ma sono controllate da gruppi esteri , e che sempre all’ estero distribuiscono dividendi ai soci. “Concedere 6,3 miliardi di euro a Fca equivarrebbe a cagionare un danno alle casse pubbliche, sottraendo risorse alla collettività che potrebbero essere destinate a ben altre finalità – conclude il Codacons .

    Ildenaro.it, 16/06/2020 14:27
    Musica, concerto di McCartney: parte l’ azione collettiva di Codacons Napoli contro i voucher
    Un’ azione collettiva presso il Tribunale di Napoli contro gli organizzatori del mega concerto di Paul McCartney, annullato causa Covid, per il rimborso dei biglietti acquistati da chi, anche spendendo cifre considerevoli, sognava di vivere un evento unico, storico per l’ Italia, e si è dovuto all’ improvviso svegliare trovandosi nello stesso tempo “cornuto e mazziato”: a promuoverla è il Codacons di Napoli che, attraverso gli avvocati Giuseppe Ursini e Domenico Terracino, sta predisponendo in questi giorni le carte per la citazione in giudizio. Sono proprio loro a spiegare a ildenaro.it i termini della questione. Da cosa nasce la battaglia legale? “La Di and G. srl ha annullato, per motivi Covid, il concerto di Paul McCartney, previsto per il 10.06.2020 a Napoli in Piazza Del Plebiscito e quello del 13.06.2020 a Lucca per il Summer Festival. La D’ Alessandro e Galli, organizzatrice dell’ evento, invece del rimborso totale del biglietto, impone un voucher che potrebbe essere utilizzato per altri eventi organizzati dalla stessa entro 18 mesi dalla sua emissione. In sostanza, il consumatore, invece del desiderato concerto dell’ ex Beatles, si troverebbe costretto ad accettare il concerto di un pinco pallino qualsiasi. E questo è inaccettabile”. Gli organizzatori si fanno forti del fatto che alla soluzione voucher si è arrivati attraverso il decreto Cura Italia del governo. Su quali basi si fondano le ragioni di chi giustamente richiede i soldi indietro? “Sulla legge, che disciplina il contratto con prestazioni corrispettive. In questo caso, è di tutta evidenza che, se un evento viene annullato e non sarà più realizzato, il consumatore ha diritto alla restituzione della somma pagata e non certo ad un voucher, anch’ esso subordinato ad eventuali sopravvenienze negative future. Infatti, Ai sensi dell’ art. 1463 c.c., nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta, non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell’ indebito. Su questo anche la Cassazione fa precisazioni a riguardo”. Tipo? “La Cassazione afferma che ‘l’ impossibilità sopravvenuta della prestazione si ha nel caso in cui sia divenuta impossibile l’ esecuzione della prestazione del debitore, ma anche nel caso in cui sia divenuta impossibile l’ utilizzazione della prestazione della controparte, quando tale impossibilità sia comunque non imputabile al creditore e il suo interesse a riceverla sia venuto meno, verificandosi in tal caso la sopravvenuta inutilizzabilità della finalità essenziale in cui consiste la causa concreta del contratto e la conseguente estinzione dell’ obbligazione (Cassazione civile, sez. III, 20/12/2007, n. 26959)'”. In questo caso, la causa concreta del contratto è il concerto di Paul McCartney e non altri. “Esatto. La conseguenza è che, nell’ economia funzionale complessiva del contratto l’ impossibilità di utilizzazione della prestazione da parte del creditore per causa a lui non imputabile, pur se normativamente non specificamente prevista, è da considerarsi causa di estinzione dell’ obbligazione, autonoma e distinta dalla sopravvenuta totale (ex art. 1463 c.c.) o parziale (ex art. 1464 c.c.) impossibilità di esecuzione della medesima (Cass., 24/7/2007, n. 16315). Aderendo ai suddetti principi, appare evidente che l’ acquirente in caso di richiesta di rimborso per eventi-concerti-spettacoli annullati per l’ emergenza Covid abbia diritto a ricevere l’ equivalente della prestazione corrisposta per l’ evento annullato”. Come si sta muovendo il Codacons? “Per opporsi a quello che appare come un vero e proprio sopruso, il Codacons ha deciso di lanciare una doppia iniziativa legale: un esposto alla Commissione Europea affinché apra una procedura di infrazione contro l’ Italia per aver introdotto l’ illegale strumento del voucher come unica forma di rimborso, ma soprattutto, un’ azione collettiva contro gli organizzatori di eventi da parte degli spettatori che hanno acquistato i biglietti per lo spettacolo annullato”.

    Fortune Ita, 16/06/2020 13:51
    Coldiretti: con il Coronavirus un milione di nuovi poveri
    Prima i dati diffusi dall’ Istat : in Italia nel 2019 si sono registrati 1,7 milioni di famiglie in condizioni di povertà assoluta, ovvero 4,6 milioni di persone in tutto. A quest’ ultimo numero, ora, vanno aggiunti i nuovi poveri, quelli creati dai primi mesi del 2020, funestati dall’ arrivo del Coronavirus, dal lockdown mondiale e dalla crisi economica che ha provocato. Secondo Coldiretti, parliamo di un altro milione di persone in condizioni di povertà. Il dato di partenza dell’ Istat è quello di quasi 1,7 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta con una incidenza pari al 6,4% (7,0% nel 2018), per un numero complessivo di quasi 4,6 milioni di individui (7,7% del totale, 8,4% nel 2018). Ora, la pandemia di coronavirus ‘negli ultimi mesi ha fatto salire di oltre un milione i nuovi poveri che nel 2020 hanno bisogno di aiuto anche per mangiare per effetto della crisi economica e sociale provocata all’ emergenza e dalla conseguente perdita di opportunità di lavoro”, dice la Coldiretti, che basa la sua stima sul numero di persone che hanno beneficiato di aiuti alimentari con i fondi Fead distribuiti da associazioni caritatevoli. Dati che, stando alla Coldiretti, “registrano un aumento anche del 40% delle richieste di aiuto. Fra i nuovi poveri nel 2020 ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie”. Persone e famiglie che, precisa la Coldiretti “mai prima d’ ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche. Le situazioni di difficoltà sono diffuse lungo tutta la Penisola ma le maggiori criticità si registrano nel Mezzogiorno con il 20% degli indigenti che si trova in Campania, il 14% in Calabria e l’ 11% in Sicilia ma situazione diffuse di bisogno alimentare si rilevano anche nel Lazio (10%) e nella Lombardia (9%) dove più duramente ha colpito l’ emergenza sanitaria, secondo gli ultimi dati Fead’. Per la Coldiretti, si tratta di “un’ emergenza sociale senza precedenti dal dopoguerra contro la quale si è attivata la solidarietà per rafforzare gli interventi sul piano alimentare a chi si trova in difficoltà. Quasi 4 italiani su 10 (39%) dall’ inizio dell’ emergenza hanno dichiarato di partecipare a iniziative di solidarietà per aiutare chi ha più bisogno attraverso donazioni o pacchi alimentari, anche utilizzando le operazioni di aiuto messe in campo dagli agricoltori con la spesa sospesa, secondo l’ indagine Coldiretti/Ixè. Un milione di chili in frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualità e a chilometri zero in dono dagli agricoltori di Campagna Amica ai piu’ bisognosi nell’ ambito dell’ iniziativa la ‘spesa sospesa’ operativa lungo tutta la Penisola”. Si tratta, spiega la Coldiretti, “della più grande offerta gratuita di cibo mai realizzata dagli agricoltori italiani per aiutare a superare l’ emergenza economica e sociale provocata dalla diffusione del coronavirus e dalle necessarie misure di contenimento. Tra i tanti dati offerti dall’ Istat sulla situazione aggiornata al 2019, intanto, ne emergono alcuni particolarmente interessanti. Ad esempio: la povertà riguarda più i giovani che gli anziani. Le famiglie di giovani hanno più frequentemente minori capacità di spesa poiché dispongono di redditi mediamente più bassi e hanno minori risparmi accumulati nel corso della vita o beni ereditati. La povertà assoluta riguarda l’ 8,9% delle famiglie in cui la persona di riferimento ha tra i 18 e i 34 anni e il 5,1% di quelle con persona di riferimento oltre i 64 anni. Rispetto al 2018 l’ incidenza di povertà scende dall’ 8,3% al 6,9% per le famiglie con persona di riferimento fra i 45 e 54 anni, aggiunge ancora l’ Istat. In generale, dopo quattro anni di aumenti, nel 2019 si riducono per la prima volta il numero e la quota di famiglie in povertà assoluta pur rimanendo su livelli molto superiori a quelli precedenti la crisi del 2008-2009. Il Codacons, commentando i dati Istat, ha fatto notare che nel 2008 il numero di individui in condizione di povertà assoluta era fermo a 2,8 milioni, ‘ciò significa nel periodo 2008-2019 i poveri in Italia sono aumentati del +64% . Tuttavia i numeri odierni dell’ Istat sono destinati ad essere spazzati via e appaiono già superati: l’ emergenza coronavirus determinerà una impennata della povertà nel nostro paese, con numeri che purtroppo risulteranno in forte crescita nel 2020”.

    Helpconsumatori, 16/06/2020 13:00
    Povertà famiglie, dati ancora allarmanti nonostante il calo
    sono quasi 1,7 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta con una incidenza pari al 6,4% per un totale di 4,6 milioni di individui
    Dopo quattro anni di aumento, si riducono per la prima volta il numero e la quota di famiglie in povertà assoluta pur rimanendo su livelli molto superiori a quelli precedenti la crisi del 2008-2009. In base ai dati pubblicati oggi dall’ Istat, sono quasi 1,7 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta con una incidenza pari al 6,4% (7,0% nel 2018), per un numero complessivo di quasi 4,6 milioni di individui (7,7% del totale, 8,4% nel 2018). Resta stabile il numero di famiglie in condizioni di povertà relativa: nel 2019 sono poco meno di 3 milioni (11,4%) cui corrispondono 8,8 milioni di persone (14,7% del totale). Reddito di cittadinanza abbassa la povertà Nel Mezzogiorno la povertà familiare scende dal 10,0% all’ 8,6% e quella individuale dall’ 11,4% al 10,1%. Anche nel Centro la povertà degli individui residenti registra una riduzione significativa, dal 6,6% del 2018 al 5,6%. La diminuzione della povertà assoluta si deve in gran parte al miglioramento, nel 2019, dei livelli di spesa delle famiglie meno abbienti (in una situazione di stasi dei consumi a livello nazionale). L’ andamento positivo si è verificato in concomitanza dell’ introduzione del Reddito di cittadinanza (che ha sostituito il Reddito di inclusione) e ha interessato, nella seconda parte del 2019, oltre un milione di famiglie in difficoltà. Povertà assoluta, le più colpite sono le famiglie numerose Nel 2019 si conferma un’ incidenza di povertà assoluta più elevata tra le famiglie con un maggior numero di componenti : 9,6% tra quelle con quattro componenti e 16,2% tra quelle con cinque e più. Si attesta invece attorno al 6% tra le famiglie di tre componenti, sostanzialmente in linea con il dato medio. La povertà, inoltre, aumenta in presenza di figli conviventi, soprattutto se minori, passando dal 6,5% delle famiglie con un figlio minore al 20,2% di quelle con tre o più figli minori. Anche tra le famiglie monogenitore la povertà è più diffusa rispetto alla media, con un’ incidenza dell’ 8,9%, ma in attenuazione rispetto all’ anno precedente, quando era pari a 11,4%. In generale, la povertà familiare presenta un andamento decrescente all’ aumentare dell’ età della persona di riferimento : le famiglie di giovani hanno più frequentemente minori capacità di spesa poiché dispongono di redditi mediamente più bassi e hanno minori risparmi accumulati nel corso della vita o beni ereditati. Minori, ancora troppi in povertà assoluta Nel 2019, la povertà assoluta in Italia colpisce 1 milione 137mila minori (11,4% rispetto al 7,7% degli individui a livello nazionale; 12,6% nel 2018). L’ incidenza varia dal 7,2% del Centro al 14,8% del Mezzogiorno. Rispetto al 2018 le condizioni dei minori migliorano sia a livello nazionale sia al Centro (da 10,1% a 7,2%). Disaggregando per età, l’ incidenza si conferma più elevata nelle classi 7-13 anni (12,9%) e 4-6 anni (11,7%) rispetto alle classi 0-3 anni (9,7%) e 14-17 anni (10,5%), quest’ ultima in particolare miglioramento rispetto all’ anno precedente (12,9%). Le famiglie con minori in povertà assoluta sono oltre 619mila, con un’ incidenza del 9,7% (oltre tre punti più alta del valore medio di 6,4%). La maggiore criticità per le famiglie con minori emerge anche in termini di intensità della povertà, con un valore pari al 23,0% contro il 20,3% del dato generale. Oltre a essere più spesso povere, le famiglie con minori sono anche in condizioni di disagio più marcato. UNC, Reddito di cittadinanza non basta “I dati della povertà restano vergognosi e non degni di un Paese civile. Il reddito di cittadinanza non basta”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori. “Il calo della povertà assoluta dipende certo dal reddito di cittadinanza ma è troppo lieve ed insufficiente considerato che rispetto al 2018 l’ ha ridotta, per le famiglie, di appena 0,6 punti percentuali, dell’ 8,6% e che comunque il dato del 2019, 6,4% di famiglie povere, è il terzo peggior risultato di sempre , ossia dall’ inizio delle serie storiche iniziate nel 2005, dopo il 7% del 2018 ed il 6,9% del 2017”, prosegue Dona. Secondo il presidente Dona, il problema del reddito è che la platea dei beneficiari è insufficiente , visto che attualmente il pagamento del beneficio copre solo 2,8 milioni di persone contro 4,593 milioni di poveri, ossia il 61% dei poveri assoluti e che l’ importo medio mensile per un nucleo familiare è di soli 519 euro, insufficiente per superare la linea di povertà di un single, pari, secondo i dati resi noti oggi, a 656,97 euro. Codacons, il Coronavirus peggiorerà la situazione I dati sulla povertà in Italia continuano ad essere ancora allarmanti, e i numeri dimostrano come la strada per eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche nel nostro paese sia ancora molto lunga. Restano inoltre forti differenze sul territorio , con il Mezzogiorno che registra l’ 8,6% di famiglie povere, quasi il doppio rispetto al Centro (4,5%), a dimostrazione di come le regioni del Sud restino indietro rispetto al resto d’ Italia. “Tuttavia i numeri odierni dell’ Istat sono destinati ad essere spazzati via e appaiono già superati: l’ emergenza coronavirus determinerà una impennata della povertà nel nostro paese, con numeri che purtroppo risulteranno in forte crescita nel 2020” – conclude Rienzi.

    AgenPress, 16/06/2020 11:18
    Povertà. Codacons. Dati Istat ancora allarmanti. Dal 2008 poveri aumentati del +64%
    agenpress – i dati sulla povertà in italia continuano ad essere ancora allarmanti, e i numeri dimostrano come la strada per eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche nel nostro paese sia ancora molto lunga. lo afferma il codacons, commentando l’ indagine diffusa oggi dall’ istat. ‘nel 2019 si contano in italia 4,6 milioni di individui poveri, un []
    Agenpress – I dati sulla povertà in Italia continuano ad essere ancora allarmanti, e i numeri dimostrano come la strada per eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche nel nostro paese sia ancora molto lunga. Lo afferma il Codacons, commentando l’ indagine diffusa oggi dall’ Istat. ‘Nel 2019 si contano in Italia 4,6 milioni di individui poveri, un dato che seppur in calo rispetto all’ anno precedente appare ancora immenso – spiega il presidente Carlo Rienzi – Basti pensare che nel 2008 il numero di individui in condizione di povertà assoluta era fermo a 2,8 milioni; ciò significa nel periodo 2008-2019 i poveri in Italia sono aumentati del +64% ‘. Restano inoltre forti differenze sul territorio, con il Mezzogiorno che registra l’ 8,6% di famiglie povere, quasi il doppio rispetto al Centro (4,5%), a dimostrazione di come le regioni del Sud restino indietro rispetto al resto d’ Italia. ‘Tuttavia i numeri odierni dell’ Istat sono destinati ad essere spazzati via e appaiono già superati: l’ emergenza coronavirus determinerà una impennata della povertà nel nostro paese, con numeri che purtroppo risulteranno in forte crescita nel 2020′ – conclude Rienzi.

    FanPage, 16/06/2020 11:03
    Fedez torna alla musica: “Il mio privilegio è una colpa, ma anche un mezzo per battaglie utili”
    dopo poco più di un anno di silenzio musicale, fedez è tornato, oltre al feat con cara ne
    C’ è un senso di colpa che in questi ultimi anni ha caratterizzato la vita e le parole di Fedez. Da giovane rivoluzionario contro il Potere a Potere. Una discrepanza con cui, comunque, col tempo ha fatto pace, usando quel privilegio guadagnato nel tempo per fare battaglie sociali utili assieme alla moglie Chiara Ferragni. Musicalmente, invece, Fedez fa i conti col passato più rap ma, spiega, con un percorso che in qualche modo è sempre nuovo. Dopo poco più di un anno di stop – aveva spiegato di volersi dedicare ad altri progetti – il rapper milanese è tornato con due singoli, ” Problemi con tutti (Giuda) ” e ” Bimbi per strada (Children) “, e un featuring con CARA in ” Le feste di Pablo “, preludio non a un album ma a un percorso che se ne frega un po’ delle convenzioni discografiche. Convenzioni che suggerirebbero di non pubblicare tre singoli (ce n’ è uno in uscita nei prossimi giorni) in così breve tempo come avvenuto nelle scorse settimane: “Il grande privilegio che vivo è di non dover per forza ottenere dei risultati discografici” spiega in un’ intervista in cui tocca vari temi, dal rap, al Potere, passando per la statua di Montanelli. Avevi detto di volerti prendere un po’ di tempo da dedicare ad altri progetti, alla fine è passato poco più di un anno da quella dichiarazione e dall’ uscita dell’ album. Insomma, il tempo che solitamente si impiega per tornare. Hai già finito i progetti o non riuscivi a stare lontano dalla musica? Ho parlato con Linus l’ altro giorno e gli ho proprio detto che non mi pareva di essere stato fermo tantissimo, però in effetti per età anagrafica sarei dovuto uscire ogni sei mesi, secondo me è stata solo una pausa fisiologica. Abbiamo notato in molti una sorta di ritorno alle origini, a un amore più proprio per il rap, è una cosa voluta o capitata? Non è una cosa studiata, c’ è sicuramente un ritorno alla centralità del testo, però come sonorità, mondo, processo creativo è tutto nuovo, diverso rispetto a qualsiasi periodo della mia vita. Ho sempre vissuto la musica in fasi, e questa è una fase completamente diversa. Oddio, parlare di fasi proprio oggi Parlavi anche della scrittura, notavo un po’ di lavoro sul testo, anche quel “giochi di potè”, con il troncamento sdoganato da gente come Quentin e Beh, però io ho riferimenti diversi Sì, ovviamente volevo arrivare a come il rap sia un linguaggio in continuo movimento per quanto riguarda la lingua Ti faccio un esempio, quella mia rima è più un celebrare un altro artista, a cui l’ ho sentito fare per la prima volta, ovvero Dargen D’ Amico che è una persona che umanamente mi aiutato tantissimo. Se senti “La cassa spinge”, fa proprio quelle rime lì. Torniamo alla domanda: in che modo stai lavorando sul linguaggio? Sai che non c’ è uno studio così ponderato e scientifico! E come nasce? C’ è un approccio nuovo alla musica, ho vissuto tanti periodi della mia vita in cui avevo esigenze diverse e oggi ho l’ esigenza di dire alcune cose. Forse prima venivo da un periodo in cui cercavo di dire delle cose con la canzone giusta al momento giusto, cosa che ad oggi non reputo un disvalore, non riesco a vedere il mio approcciare prima la musica come sbagliato, solo che ora ho un modo diverso di pormi, un modo di farlo sbattendomene un po’ di tutte le logiche che circondano la discografia, perché ho bisogno di altro. Ed è il motivo per cui sei uscito con due singoli a distanza di pochissimo tempo? Sì, sono uscito a schiaffo, senza pensare di dover aspettare troppo, infatti uscirà un altro brano a brevissimo Sei al punto in cui te lo puoi permettere, insomma. Il grande privilegio che vivo è di non dover per forza ottenere dei risultati discografici e quindi posso benissimo permettermi delle cose che fino a poco tempo fa non mi erano permessi, quando la musica era il mio lavoro primario. Questa cosa mi porta alla discussione che fai spesso sul privilegio. Come gestisci il Fedez rivoluzionario, sociale, che parla della Diaz, al Potere che tu stesso rappresenti, in qualche modo? La mia vena sociale, il mio interesse rispetto alla cosa pubblica e le dinamiche politiche sono una cosa che mi piacciono fin da quando sono piccolo. Da ragazzo ho frequentato collettivi di contestazione, sono appassionato di Politica attuale, ma anche di storia politica, mi interessano le dinamiche politiche, un interesse che non vedo molto in giro. Poi c’ è stato un periodo in cui la mia musica, forse perché arrivava nel posto giusto al momento giusto, ha creato un certo tipo di interesse. Non riesco a ripetere i miei pensieri, e quello che dicevo in “Penisola che non c’ è” erano i pensieri di un ragazzo poco più che diciottenne, oggi sono pensieri un po’ più complessi e contrastanti tra loro. Creando il mio podcast Muschio Selvaggio sono riuscito ad avere un altro luogo in cui poter esprimere quelle idee, in modo più articolato rispetto alle canzoni. Però è inevitabile che quella cosa rimanga. Esiste un contrasto però tra questa vena sociale e l’ essere diventato il Potere che volevi abbattere: hai fatto pace con questa cosa? Ci ho fatto pace perché ho scoperto che la condizione di privilegio che mi sono ritagliato è sicuramente anche una colpa con cui devo convivere, ma può essere anche una risorsa per portare avanti delle battaglie, può essere una risorsa risolutiva nei confronti di alcune questioni. Ad oggi il mio litigare con delle personalità pubbliche, para pubbliche, istituzionali, potrebbe essere una risorsa per portare a una soluzione Portare alla luce determinate cose, vedi con il Codacons, mi riporta sempre a delle ripercussioni che però riesco anche ad affrontare con un po’ più di spensieratezza ma non meno scocciature. Però torniamo al punto di partenza, cioè ora puoi farlo più facilmente anche per il Potere conquistato, no? Beh, lo faccio oggi che dodici cause me le posso permettere, ma lo facevamo anche ieri che le dodici cause non me le potevo permettere, quindi nella mia incoerenza in questo aspetto sono rimasto abbastanza coerente, semplicemente l’ affronto in maniera diversa. Quando usci Pop-Hoolista mi fecero interrogazioni parlamentari per vilipendio, un’ altra l’ hanno proposta per Expo, ho vissuto cose che sarebbe da scriverci un libro, che non scriverò. A un certo punto ho sentito una pressione che mi ha portato ad aver paura e a frenarmi un attimo, perché a un certo punto chiunque fosse l’ interlocutore ci andavo dritto, ma non portava a niente se non a grandi cause. Senti, a tutto questo si aggiungeva anche una sorta di battaglia contro una parte della scena che ti vedeva andartene da un’ altra parte. Beh, ma non è che me ne stavo andando, io non sono mai stato quella cosa lì, non ho mai avuto quello spirito di appartenenza per cui dovevo rendere conto a qualcuno. Ho sempre fatto delle cose che portavano al pop, quando suonavo al Leoncavallo e suonavo “Ti vorrei dire” era una canzone pop. Poi, per fortuna o per sfortuna, il contesto vale sempre più del concetto: “Ti vorrei dire” fatta al Leoncavallo ti fa un nuovo rivoluzionario, se la fai ad Amici sembri un cantante pop. Senti, i Bimbi per strada hanno a che fare con i giovani e le loro battaglie? Guarda, sembra un aneddoto à la Paolo Brosio, ma è così: durante la quarantena mi è capitato tre volte di sognare di vivere in una Milano autogestita dai bambini. La cosa che più mi stupiva è che il tutto funzionasse in maniera perfetta: credo che questo sogno arrivasse un po’ dalla narrazione costruita durante la quarantena, ovvero che i bambini non siano stati parte in causa di questa pandemia e il fatto che non fossero presi in considerazione dal virus, che in qualche modo fossero esentati, questa penso mi abbia colpito. Mi sembrava una buona metafora per descrivere un periodo che sicuramente ci segnerà, le ripercussioni le sentiremo il prossimo anno, è un periodo storico che ricorderemo e ricorderanno i nostri figli e i figli dei figli, quindi mi sembrava una chiave metaforica giusta per descrivere un periodo senza dover per forza fare riferimenti espliciti, che avrebbero appesantito ulteriormente quello che stiamo vivendo. Sei partito con i primi singoli senza feat, volevo capire se dobbiamo aspettarci qualcosa per il futuro, non c’ è un album, ma? No, non c’ è. Ci sono due motivi per fare il feat altisonante: o perché conosci l’ artista o perché vuoi l’ unione fa la forza e aiuta sullo streaming. Siccome ho l’ esigenza di esprimermi personalmente non credo che a stretto giro ci saranno collaborazioni altisonanti, però uscirà un brano a breve, che è un’ exploit, un divertissement, con un artista italiano che stimo tantissimo, ma non è un nome da streaming: abbiamo preso un’ altra hit super attuale e l’ abbiamo distrutta completamente, rendendola un brano impassabile dalle radio, per cui mi prenderò qualche querelina, spero di no, non credo sia passibile di querela ma qualcosa succederà Abbiamo preso una hit estiva attuale e l’ abbiamo distrutta Poi dici che non te le vai cercando Però quel brano lì è proprio Fedez, “Penisola che non c’ è”, ma con il Federico di 30 anni. Ci saranno riferimenti all’ attualità? Sì, sì. E di quello che sta succedendo che ne pensi? Statue sì o statue no? Guarda mi sto interrogando tanto, tra l’ altro stavo leggendo ieri tutta la vicenda, della rivendicazione di un gruppo che non conosco. Mi sono stupito perché quando abbiamo portato Feltri al podcast, credo di essere stato l’ unico a chiedergli cosa ne pensasse di Montanelli e quella vicenda lì della bambina. Nel podcast non c’ è mai volontà di dare un giudizio, volevo riportare alla mente un evento che era dimenticato, perché fino a ieri non ho mai avuto questa percezione che i giovani fossero consapevoli che Montanelli era sicuramente una grande penna ma che aveva compiuto un atto indicibile e lo raccontava con una leggerezza che a me ha sempre stupito. Quindi chiesi a Feltri quali furono le reazioni al tempo, mi sono stupito di come Montanelli sia riuscito a passare con leggerezza nonostante un’ asserzione di questo tipo e la risposta di Feltri fu quasi di giustificazione (qui da 27.22 https://www.youtube.com/watch?v=Yei5Df-mBl8). Rimasi stupito, non sta a me giudicare l’ evento, però se devo analizzare da esterno, senza dare giudizi, sto notando – non ho idea se siano strascichi dei residui di protesta nati da quello che per osmosi è arrivato dall’ America – il fatto che i giovani si stiano interrogando su alcune figure sicuramente è interessante perché fino a ieri sembrava che questo tipo di discorsi fossero totalmente noiosi per le nuove generazioni. Motivo per il quale anche la musica ha soprattutto tematiche leggere, quindi sono curioso di vedere come impatterà su tutte le nuove generazioni questo tipo di attenzioni.

    La Provincia di Civitavecchia, 16/06/2020 10:05
    Ne dà notizia il Codacons di Civitavecchia Ficoncella, l’ Anac apre un’ istruttoria
    Condividi L’ Anac apre un’ istruttoria sullo stabilimento della Ficoncella. L’ Autorità anticorruzione indaga sul fatto che la concessione relativa alla gestione sia stata ulteriormente prorogata dal Comune senza la pubblicazione di un bando. Un’ iniziativa che arriva dopo l’ esposto presentato dal Codacons che si è anche rivolto alla Procura di Civitavecchia. L’ associazione, inoltre, si dice pronta a ricorrere al giudice amministrativo. «Nel caso che ci occupa – spiegano dal Codacons – non aver provveduto ad indire una nuova gara, prorogando nuovamente la concessione, viola gravemente le disposizioni di legge nonché, i principi in esse enunciati. Intanto è sempre in corso l’ indagine per la rapina del cellulare fatta da dirigenti della Cooperativa S.Agostino, la cui identità deve essere ancora accertata, ai danni del Presidente del Codacons». Condividi.

    New Sicilia, 16/06/2020 09:39
    Dati Istat sulla povertà in Italia ancora preoccupanti, Tanasi (Codacons): “Si contano 4,6 milioni di persone povere”
    Ascolta audio dell’ articolo I dati sulla povertà in Italia continuano ad essere ancora allarmanti , e i numeri dimostrano come la strada per eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche nel nostro paese sia ancora molto lunga . Ad avvedersi di ciò è il Codacons , che commenta così l’ indagine diffusa oggi dall’ Istat. Il prof.essor Francesco Tanasi , docente all’ università San Raffaele Roma e segretario nazionale del Codacons, spiega: “Nel 2019 si contano in Italia 4 , 6 milioni di individui poveri , un dato che seppur in calo rispetto all’ anno precedente appare ancora immenso. Basti pensare che nel 2008 il numero di individui in condizione di povertà assoluta era fermo a 2,8 milioni; ciò significa che nel periodo 2008-2019 i poveri in Italia sono aumentati del +64%”. Restano inoltre forti differenze sul territorio, con il Mezzogiorno che registra l’ 8 , 6% di famiglie povere , quasi il doppio rispetto al centro (4,5%), a dimostrazione di come le regioni del sud restino indietro rispetto al resto d’ Italia. “Tuttavia i numeri odierni dell’ Istat – conclude Tanasi – sono destinati a essere spazzati via e appaiono già superati: l’ emergenza determinerà una impennata della povertà nel nostro paese, con numeri che purtroppo risulteranno in forte crescita nel 2020 “. Immagine di repertorio.
    redazione newsicilia

    Ragusa Oggi, 16/06/2020 09:13
    I poveri in Italia sono aumentati del 64%
    I dati sulla povertà in Italia continuano ad essere ancora allarmanti, e i numeri dimostrano come la strada per eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche nel nostro paese sia ancora molto lunga. Lo afferma il Codacons , commentando l’ indagine diffusa oggi dall’ Istat. “Nel 2019 si contano in Italia 4,6 milioni di individui poveri, un dato che seppur in calo rispetto all’ anno precedente appare ancora immenso. Basti pensare che nel 2008 il numero di individui in condizione di povertà assoluta era fermo a 2,8 milioni; ciò significa nel periodo 2008-2019 i poveri in Italia sono aumentati del +64%”, commenta il Codacons. Restano inoltre forti differenze sul territorio, con il Mezzogiorno che registra l’ 8,6% di famiglie povere, quasi il doppio rispetto al Centro (4,5%), a dimostrazione di come le regioni del Sud restino indietro rispetto al resto d’ Italia. Tuttavia i numeri odierni dell’ Istat sono destinati ad essere spazzati via e appaiono già superati: è molto probabile che l’ emergenza coronavirus determinerà una impennata della povertà nel nostro Paese.

    corriere.it, 16/06/2020 09:08
    i dati istat
    Napoli e Campania, prezzi record mentre in Italia scendono ovunque
    nel capoluogo e in regione crescono i costi dei beni principali, specialmente del cibo
    Napoli e la Campania sono le capitali dell’ inflazione in controtendenza rispetto al resto d’ Italia: un Paese attraversato dalla deflazione (con il Sud e le Isole la cui variazione verso l’ alto è comunque lieve). Tra le grandi città, nei capoluoghi di regione e nelle province autonome, l’ Istat rileva il caro-prezzi più elevato proprio a Napoli: più 0.7 per cento rispetto al maggio dello scorso anno (più 0.2 per cento, invece, la crescita rispetto ad aprile 2020). Gli aumenti maggiormente significativi riguardano i prodotti alimentari (+3.3), le bevande alcoliche (3.4), l’ abbigliamento e le calzature (3.7%). Aosta, tornando ai dati nazionali, registra la flessione più ampia, pari a -1,2 per cento, preceduta da Reggio Emilia (-1,1) e Verona (-0,8%). «La deflazione è solo un effetto ottico dovuto al lockdown. Ovvio che i prezzi, mentre i negozi erano chiusi, non potevano salire. Il calo dei carburanti, poi, ha fatto il resto. Si conferma, però, la stangata per i prezzi dei beni dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, gli unici acquisti che gli italiani potevano effettuare liberamente anche prima della riapertura generale» spiega Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori. Il Codacons rileva come «la Campania si pone in testa alla classifica delle regioni dove i prezzi sono cresciuti di più nell’ ultimo mese. La famiglia “tipo” della Campania spende più 120 euro su base annua a causa dei rincari dei listini, contro un risparmio medio in Italia di 61 euro all’ anno a nucleo; situazione che raggiunge il suo apice a Napoli, dove i prezzi in pieno lockdown crescono dello 0,7 per cento rispetto al 2019».Nel carrello della spesa cresce il prezzo dei salumi (più 3,7 per cento) della frutta (più 7,9) ma anche di latte (più 3,5) e carne (2,7), in controtendenza con l’ andamento generale che su base tendenziale vede il Paese in deflazione denuncia Coldiretti, mentre Federconsumatori ritiene «sottostimato il tasso di inflazione rilevato, poiché i prezzi mostrano aumenti consistenti, in particolare nell’ agroalimentare e per i beni della cura della casa e della persona. Dalle nostre rilevazioni emergono incrementi fino al 35 per cento solo per i generi alimentari». E intanto giovedì apre a Napoli, al Parco San Paolo, il più grande mercato contadino coperto del Sud Italia, promosso da Coldiretti Napoli e Campagna Amica.Su circa mille metri quadrati coperti e trecento scoperti sarà possibile trovare il meglio delle produzioni agroalimentari della Campania, proposte da aziende agricole provenienti da tutto il territorio regionale all’ interno di 27 box stabili e 15 mini box per proposte di nicchia. I giorni e gli orari di apertura saranno mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 15, sabato dalle 10 alle 19. L’ accesso al mercato è in via Guidetti 72. Nel mercato ci sarà un’ ampia scelta di produzioni a chilometro zero, fra cui farina, pane, prodotti da forno e dolci, macelleria, pesce fresco, mozzarella e ricotta di bufala campana, salumi di bufala, oltre a frutta, ortaggi, verdura di stagione.
    anna paola merone

    ilsole24ore.com, 16/06/2020 09:06
    Riaprono i centri estivi, ma costano di più: rincari del 30%
    non poche le novità: meno ragazzi, pranzo a sacco portato da casa e soprattutto costi più alti per i genitori. tra le cause le spese maggiori per le strutture, tra sanificazione e personale
    Non poche le novità: meno ragazzi, pranzo a sacco portato da casa e soprattutto costi più alti per i genitori. Tra le cause le spese maggiori per le strutture, tra sanificazione e personale di Andrea Gagliardi Riaprono i centri estivi, ma costano di più: rincari del 30% Non poche le novità: meno ragazzi, pranzo a sacco portato da casa e soprattutto costi più alti per i genitori. Tra le cause le spese maggiori per le strutture, tra sanificazione e personale 2′ di lettura In attesa del ritorno in classe a settembre, per i bambini e i ragazzi la fase 3 riparte dai centri estivi che il 15 giugno hanno riaperto in Italia: per lo più privati, quelli comunali lo faranno a fine mese. Non poche le novità: meno ragazzi, pranzo a sacco portato da casa e soprattutto costi più alti per i genitori. Il ritorno in ‘società’ dei più piccoli passa infatti attraverso le stringenti regole anti Covid contenute nelle linee guida del Dipartimento per le Politiche per la Famiglia e nelle linee guida regionali. Dal controllo della temperatura (spesso anche a chi accompagna il bimbo), alla pulizia frequente degli spazi, all’ uso della mascherina nelle situazioni in cui non si può mantenere la distanza. Meno posti disponibili, più animatori e maggiori costi Altra conseguenza è il taglio dei posti disponibili, complici le norme da rispettare e le spese in più per le strutture, tra sanificazione e personale. Quest’ ultimo cresce, con costi maggiori, a causa del rapporto più alto previsto dalle nuove norme tra animatori e bambini: un adulto ogni 5 bambini per l’ età dell’ infanzia (dai 3 ai 5 anni); 1 educatore ogni 7 bambini per la scuola primaria (dai 6 agli 11 anni); 1 animatore ogni 10 adolescenti per i ragazzi della scuola media e superiore (dai 12 ai 17 anni). Codacons: aumenti medi del 30% Il Codacons segnala che chi vuole iscrivere il figlio ad una struttura privata deve mettere in conto che la tariffa settimanale è tra i 150 e i 200 euro, con un incremento in media del +30% rispetto al 2019. «Il rischio concreto – attacca l’ associazione dei consumatori – è che il bonus da 1.200 euro varato dal Governo nel decreto Rilancio per sostenere le famiglie sul fronte dei centri estivi e ricreativi abbia dato il via alle speculazioni, portando ad un generalizzato rincaro dei listini». I rincari nella Capitale Alcuni esempi. A Roma nel centro Villa Flaminia, alle pendici dei Parioli, i bambini accolti sono ora 60 rispetto allo standard di 150 e con 13 educatori. Si fa merenda e pranzo, si gioca a calcetto e pallavolo fino alle 17 (ma niente piscina e tennis), per 180 euro a settimana, 20 in più rispetto al 2019. Sempre a Roma i campi estivi del Museo Civico di Zoologia durante i quali i piccoli partecipanti dai 5 ai 12 anni passano il periodo delle vacanze a stretto contatto con la natura e la scienza hanno visto un’ impennata dei costi per l’ intera settimana da 135 a 160 euro. Rette più alte anche a Bologna e Milano A Bologna nei centri privati si arriva al 70% in più rispetto all’ estate scorsa. Eppure molti sono al completo, visto che il bando del Comune è uscito il 12 giugno e i campi pubblici partiranno il 29. Salgono di circa 50 euro le rette a Milano, specie per i più piccoli. Per ora rette invariate, invece, al nido ‘Il girotondo’ di Genova. Ha calcolato circa 1000 euro di spese in più al mese ma spera nei contributi regionali promessi alle strutture.

    Cronache di Caserta, 16/06/2020 06:16
    il dato per il codacons si tratta di una “stangata”: una famiglia con due figli spende circa 195 euro in più rispetto all’ anno scorso
    Inflazione, gli alimenti costano di più
    salumi, frutta, latte e carne: per i beni primari aumento medio dei prezzi del 2.5%
    NAPOLI (rs) – A maggio l’ inflazione vira in negativo. Una tendenza che non si verificava dall’ autunno del 2016 e che è stata spinta dal crollo dei prezzi dei carburanti e dal sostanziale blocco delle attività commerciali. Ma in questo contesto continuano a correre i prezzi del cosiddetto carrello della spesa, il paniere che contiene i beni maggiormente utilizzati, all’ interno del quale spicca la corsa del settore alimentare. A scattare la fotografia aggiornata dell’ inflazione è l’ Istat che rileva che a maggio l’ andamento dei prezzi è tornato negativo per la prima volta da ottobre 2016, finendo a -0,2% su base annua, secondo la lettura finale rivista al ribasso rispetto a -0,1% della stima preliminare. Analogo calo rispetto ad aprile. A determinare questo andamento è stata soprattutto la forte flessione dei prezzi dei carburanti (una delle componenti più volatili del paniere), che hanno spinto la diminuzione dei prezzi dei prodotti energetici a un’ ampiezza (-12,7%) che non si registrava da luglio 2009 (quando si attestò a -14,6%). Al netto degli energetici, l’ inflazione è rimasta stabile a +1% e la componente di fondo (esclusi anche gli alimentari freschi) a +0,8%. In questo contesto, i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, hanno mantenuto una crescita sostenuta (+2,4%), rallentando solo lievemente di un decimo di punto rispetto ad aprile. Balzano in avanti in particolare, come segnala Coldiretti, i prezzi degli alimentari, dai salumi (+3,7%) alla frutta (+7,9%) ma anche latte (+3,5%) e carne (+2,7%). L’ aumento medio del comparto è pari al 2,5%. Ma nel carrello della spesa si rilevano aumenti anche per pesce surgelato (+5%), verdura (+5,3%) pasta (+3,5%), burro (+2,1%), formaggi (+2,4%), acqua minerale (2,3%) e zucchero (+2,2%) spinti dall’ andamento anomalo della domanda che ha favorito l’ accumulo di scorte di prodotti, soprattutto a lunga conservazione, e dallo sconvolgimento in atto sul mercato per le limitazioni ai consumi fuori casa. Preoccupate le associazioni dei consumatori. Di “stangata” parla il Codacons secondo cui “solo per mangiare una famiglia con due figli si ritrova oggi a spendere 195 euro in più rispetto allo scorso anno”. “Si tratta di aumenti speculativi che non hanno alcuna giustificazione – denuncia il presidente Carlo Rienzi – I prezzi sono rincarati proprio in quei settori dove si sono concentrati gli acquisti dei consumatori, e ciò nonostante nello stesso mese i listini dei carburanti abbiano subito un tracollo, con il gasolio sceso del -16,2%, calo che avrebbe dovuto ridurre i costi dei prodotti che viaggiano su gomma come gli alimentari”. Critica anche l’ Unc. “La deflazione è solo un effetto ottico dovuto al lockdown. Ovvio che i prezzi, mentre i negozi erano chiusi, non potevano salire. Il calo dei carburanti, poi, ha fatto il resto. Si conferma, però, la stangata per i prezzi dei beni dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, gli unici acquisti che gli italiani potevano effettuare liberamente anche prima della riapertura generale, che calano solo lievemente da +2,5% di aprile a +2,4% di maggio. Insomma, mentre la deflazione non ha alcun effetto pratico sulle tasche degli italiani, il carrello incide sul loro portafoglio, aumentando il costo della vita”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori.

    Cronache di Napoli, 16/06/2020 06:16
    il dato per il codacons si tratta di una “stangata”: una famiglia con due figli spende circa 195 euro in più rispetto all’ anno scorso
    Inflazione, gli alimenti costano di più
    salumi, frutta, latte e carne: per i beni primari aumento medio dei prezzi del 2.5%
    NAPOLI (rs) – A maggio l’ inflazione vira in negativo. Una tendenza che non si verificava dall’ autunno del 2016 e che è stata spinta dal crollo dei prezzi dei carburanti e dal sostanziale blocco delle attività commerciali. Ma in questo contesto continuano a correre i prezzi del cosiddetto carrello della spesa, il paniere che contiene i beni maggiormente utilizzati, all’ interno del quale spicca la corsa del settore alimentare. A scattare la fotografia aggiornata dell’ inflazione è l’ Istat che rileva che a maggio l’ andamento dei prezzi è tornato negativo per la prima volta da ottobre 2016, finendo a -0,2% su base annua, secondo la lettura finale rivista al ribasso rispetto a -0,1% della stima preliminare. Analogo calo rispetto ad aprile. A determinare questo andamento è stata soprattutto la forte flessione dei prezzi dei carburanti (una delle componenti più volatili del paniere), che hanno spinto la diminuzione dei prezzi dei prodotti energetici a un’ ampiezza (-12,7%) che non si registrava da luglio 2009 (quando si attestò a -14,6%). Al netto degli energetici, l’ inflazione è rimasta stabile a +1% e la componente di fondo (esclusi anche gli alimentari freschi) a +0,8%. In questo contesto, i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, hanno mantenuto una crescita sostenuta (+2,4%), rallentando solo lievemente di un decimo di punto rispetto ad aprile. Balzano in avanti in particolare, come segnala Coldiretti, i prezzi degli alimentari, dai salumi (+3,7%) alla frutta (+7,9%) ma anche latte (+3,5%) e carne (+2,7%). L’ aumento medio del comparto è pari al 2,5%. Ma nel carrello della spesa si rilevano aumenti anche per pesce surgelato (+5%), verdura (+5,3%) pasta (+3,5%), burro (+2,1%), formaggi (+2,4%), acqua minerale (2,3%) e zucchero (+2,2%) spinti dall’ andamento anomalo della domanda che ha favorito l’ accumulo di scorte di prodotti, soprattutto a lunga conservazione, e dallo sconvolgimento in atto sul mercato per le limitazioni ai consumi fuori casa. Preoccupate le associazioni dei consumatori. Di “stangata” parla il Codacons secondo cui “solo per mangiare una famiglia con due figli si ritrova oggi a spendere 195 euro in più rispetto allo scorso anno”. “Si tratta di aumenti speculativi che non hanno alcuna giustificazione – denuncia il presidente Carlo Rienzi – I prezzi sono rincarati proprio in quei settori dove si sono concentrati gli acquisti dei consumatori, e ciò nonostante nello stesso mese i listini dei carburanti abbiano subito un tracollo, con il gasolio sceso del -16,2%, calo che avrebbe dovuto ridurre i costi dei prodotti che viaggiano su gomma come gli alimentari”. Critica anche l’ Unc. “La deflazione è solo un effetto ottico dovuto al lockdown. Ovvio che i prezzi, mentre i negozi erano chiusi, non potevano salire. Il calo dei carburanti, poi, ha fatto il resto. Si conferma, però, la stangata per i prezzi dei beni dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, gli unici acquisti che gli italiani potevano effettuare liberamente anche prima della riapertura generale, che calano solo lievemente da +2,5% di aprile a +2,4% di maggio. Insomma, mentre la deflazione non ha alcun effetto pratico sulle tasche degli italiani, il carrello incide sul loro portafoglio, aumentando il costo della vita”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori.

    Il Quotidiano della Calabria, 16/06/2020 05:40
    l s st ema sa tar flaz e n gativa a maggio
    Crollo carburanti, balzo alimentari
    una tendenza che non si verificava dall’ autunno del 2016
    MILANO – A maggio l’ inflazione vira in negativo. Una tendenza che non si verificava dall’ autunno del 2016 e che è stata spinta dal crollo dei prezzi dei carburanti e dal sostanziale blocco delle attività commerciali. Ma in questo contesto continuano a correre i prezzi del cosiddetto carrello della spesa, il paniere che contiene i beni maggiormente utilizzati, all’ interno del quale spicca la corsa del settore alimentare. A scattare la fotografia aggiornata dell’ inflazione è l’ Istat che rileva che a maggio l’ an damento dei prezzi è tornato negativo per la prima volta da ottobre 2016, finendo a -0,2% su base annua, secondo la lettura finale rivista al ribasso rispetto a -0,1% della stima preliminare. Analogo calo rispetto ad aprile. A determinare questo andamento è stata soprattutto la forte flessione dei prezzi dei carburanti (una delle componenti più volatili del paniere), che hanno spinto la diminuzione dei prezzi dei prodotti energetici a un’ ampiezza (-12,7%) che non si registrava da luglio 2009 (quando si attestò a -14,6%). Al netto degli energetici, l’ inflazione è rimasta stabile a +1% e la componente di fondo (esclusi anche gli alimentari freschi) a +0,8%. In questo contesto, i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, hanno mantenuto una crescita sostenuta (+2,4%), rallentando solo lievemente di un decimo di punto rispetto ad aprile. Balzano in avanti in particolare, come segnala Coldiretti, i prezzi degli alimentari, dai salumi (+3,7%) alla frutta (+7,9%) ma anche latte (+3,5%) e carne (+2,7%). L’ aumento medio del comparto è pari al 2,5%. Ma nel carrello della spesa si rilevano aumenti anche per pesce surgelato (+5%), verdura (+5,3%) pasta (+3,5%), burro (+2,1%), formaggi (+2,4%), acqua minerale (2,3%) e zucchero (+2,2%) spinti dall’ anda mento anomalo della domanda che ha favorito l’ accumulo di scorte di prodotti, soprattutto a lunga conservazione, e dallo sconvolgimento in atto sul mercato per le li mitazioni ai consumi fuori casa. Preoccupate le associazioni dei consumatori. Di “stangata” parla il Codacons secondo cui “solo per mangiare una famiglia con due figli si ritrova oggi a spendere 195 euro in più rispetto allo scorso anno.” “Si tratta di aumenti speculativi che non hanno alcuna giustificazione – denuncia il presidente Carlo Rienzi – I prezzi sono rincarati proprio in quei settori dove si sono concentrati gli acquisti dei consumatori, e ciò nonostante nello stesso mese i listini dei carburanti abbiano subito un tracollo, con il gasolio sceso del -16,2%, calo che avrebbe dovuto ridurre i costi dei prodotti che viaggiano su gomma come gli alimentari.” Cri tica anche l’ Unc. “La deflazione è solo un effetto ottico dovuto al lockdown. Ovvio che i prezzi, mentre i negozi erano chiusi, non potevano salire. Il calo dei carburanti, poi, ha fatto il resto. Si conferma, però, la stangata per i prezzi dei beni dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, gli unici acquisti che gli italiani potevano effettuare liberamente anche prima della riapertura generale, che calano solo lievemente da +2,5% di aprile a +2,4% di maggio. Insomma, mentre la deflazione non ha alcun effetto pratico sulle tasche degli italiani, il carrello incide sul loro portafoglio, aumentando il costo della vita” dice Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Consumatori.

    Gazzetta del Sud, 16/06/2020 05:37
    Dalle sale giochi ai centri estivi l’ Italia continua a “riaprire”
    regioni sempre in ordine sparso fra ordinanze e restrizioni in alcune città i cinema cominciano ad accogliere gli spettatori
    Massimo NesticòROMA Cinema, teatri, sale giochi, centri estivi, scuole. Un altro pezzo d’ Italia ieri ha riaperto le porte, tra voglia di normalità e difficoltà a far quadrare i conti. Con le regioni in ordine sparso e le incertezze che ancora avvolgono tante attività logorate dai lunghi mesi di lockdown. Per le scuole si tratta – dopo circa cento giorni – di una riapertura solo parziale, ma dal forte valore simbolico, come ha sottolineato la ministra Lucia Azzolina. «Oggi – ha detto – la scuola comincia a ripopolarsi. È un primo segnale di ritorno alla normalità». Sono tornati negli istituti i docenti delle 13 mila commissioni che esamineranno gli studenti a partire da domani alle 8.30 per la Maturità. E sollievo per molte famiglie dal ritorno dei centri estivi. All’ inaugurazione della struttura del centro sportivo dell’ Aeronautica Militare a Roma era presente la ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti. «Oggi l’ Italia – ha spiegato – riparte attraverso il gioco, il sorriso, l’ incontro e le risate tra bambini e bambine che finalmente hanno la possibilità di ricominciare a stare insieme, a riacquisire una dimensione di socialità dopo mesi difficili di chiusura. È un giorno di festa non solo per le famiglie ma per tutto il Paese». A frenare l’ entusiasmo, in molti casi, il conto salato da pagare. Il Codacons stima un aumento medio delle tariffe del 30%, con picchi anche del 400% per alcuni centri del Nord Italia. Per una struttura privata la quota da versare è tra i 150 ed i 200 euro a settimana. «Il rischio concreto – per l’ associazione – è che il bonus da 1.200 euro varato dal Governo per sostenere le famiglie sul fronte dei centri estivi e ricreativi abbia dato il via alle speculazioni, portando ad un generalizzato rincaro dei listini». Riaprono i battenti anche sale giochi e scommesse. Il Molise è partito per primo, l’ 11 giugno; il 13 la Toscana, mentre ieri è toccato alle sale slot, scommesse e bingo in Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Valle d’ Aosta, Friuli, Lombardia, Umbria, Campania e Puglia. Apertura rimandata al 19 giugno per Emilia-Romagna, Liguria, Veneto e Calabria. Ancora in stand-by le Marche e Trentino Alto Adige, mentre il Lazio ha rimandato all’ 1 luglio. Per quanto riguarda i casinò, oggi riapre le porte Saint Vincent, seguito domani da Sanremo; per ultimo, il 19 giugno, Venezia. E, dopo un’ indigestione di tv e divano, riecco cinema e teatri. Per quanto riguarda il grande schermo, il circuito Uci Cinemas riapre oggi solo 4 dei 49 multiplex presenti in Italia. Una partenza graduale, con l’ obiettivo di coinvolgere tutte le sale nella prima settimana di luglio. Anche in questo caso, ampie le differenze tra le regioni. In Sicilia ieri l’ unica proiezione – la prima post-Covid – è stata al Rouge et Noir di Palermo. Tutto esaurito per “Il bandito delle 11”, pellicola del ’65 di Jean Luc Godard. In Campania i cinema non sono orientati ad aprire. «Le regole sono ancora confuse, ci sono dubbi sull’ obbligo delle mascherine e non ci sono film in uscita», lamenta Luigi Grispello, presidente dell’ Agis Campania. A mezzanotte appena scoccata, il teatro Dal Verme di Milano ha riaperto le porte per accogliere un numero ristretto di spettatori, meno di 200, ben lontano dai 1.436 che poteva ospitare prima del lockdown. Un gesto simbolico di ripresa. Lo ha fatto con le Quattro Stagioni di Vivaldi eseguite dall’ orchestra d’ archi dei Pomeriggi Musicali. Per il San Carlo di Napoli, ieri è stata una giornata di test presso un furgoncino davanti al teatro per i 320 dipendenti e, da domani, ripartono le prove per tutti in vista degli spettacoli di luglio. La Scala per ora pensa ad una manutenzione straordinaria, con il rifacimento del palcoscenico, ma il sindaco di Milano Giuseppe Sala, punta da una riapertura all’ aperto, prima del tradizionale 7 dicembre. Prima rigaseconda riga Qui comincia il testo della scheda e delle brevi Qui comincia il testo della scheda e delle brevi Qui comincia il testo della scheda e delle brevi.

    Gazzetta di Parma, 16/06/2020 05:20
    ripartenza
    Cinema, teatri, bingo, centri estivi: ha riaperto un altro pezzo d’ Italia
    compiuto un altro passo, ma restano per molti le difficoltà a far quadrare i conti. le regioni si muovono ancora in ordine sparso e le incertezze sono molte. a milano la scala vuole aprire prima del 7 dicembre
    MASSIMO NESTICÒ 3ROMA Cinema, teatri, sale giochi, centri estivi, scuole. Un altro pezzo d’ Italia ha riaperto le porte, tra voglia di normalità e difficoltà a far quadrare i conti. Con le regioni in ordine sparso e le incertezze che ancora avvolgono tante attività logorate dai lunghi mesi di lockdown. Per le scuole si tratta – dopo circa cento giorni – di una riapertura solo parziale, ma dal forte valore simbolico, come ha sottolineato la ministra Lucia Azzolina. «Oggi – ha detto – la scuola comincia a ripopolarsi. E’ un primo segnale di ritorno alla normalità». Sono tornati negli istituti i docenti delle 13 mila commissioni che esamineranno gli studenti a partire da domani alle 8.30 per la Maturità. E sollievo per molte famiglie dal ritorno dei centri estivi. All’ inaugurazione della struttura del centro sportivo dell’ Aeronautica Militare a Roma era presente la ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti. «L’ Italia – ha spiegato riparte attraverso il gioco, il sorriso, l’ incontro e le risate tra bambini e bambine che finalmente hanno la possibilità di ricominciare a stare insieme, a riacquisire una dimensione di socialità dopo mesi difficili di chiusura. E’ un giorno di festa non solo per le famiglie ma per tutto il Paese». A frenare l’ entusiasmo, in molti casi, il conto salato da pagare. Il Codacons stima un aumento medio delle tariffe del 30%, con picchi anche del 400% per alcuni centri del Nord Italia. Per una struttura privata la quota da versare è tra i 150 ed i 200 euro a settimana. «Il rischio concreto – per l’ associazione – è che il bonus da 1.200 euro varato dal Governo per sostenere le famiglie sul fronte dei centri estivi e ricreativi abbia dato il via alle speculazioni, portando ad un generalizzato rincaro dei listini». Riaprono i battenti anche sale giochi e scommesse. Il Molise è partito per primo, l’ 11 giugno; il 13 la Toscana, mentre oggi è toccato alle sale slot, scommesse e bingo in Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Valle d’ Aosta, Friuli, Lombardia, Umbria, Campania e Puglia. Apertura rimandata al 19 giugno per Emilia-Romagna, Liguria, Veneto e Calabria. Ancora in stand-by le Marche e Trentino Alto Adige, mentre il Lazio ha rimandato all’ 1 luglio. Per quanto riguarda i casinò, riapre le porte Saint Vincent, seguito da Sanremo; per ultimo, il 19 giugno, Venezia. E, dopo un’ indigestione di tv e divano, riecco cinema e teatri. Per quanto riguarda il grande schermo, il circuito Uci Cinemas riapre solo 4 dei 49 multiplex presenti in Italia. Una partenza graduale, con l’ obiettivo di coinvolgere tutte le sale nella prima settimana di luglio. Anche in questo caso, ampie le differenze tra le regioni. In Sicilia ieri l’ unica proiezione – la prima post-Covid – è al Rouge et Noir di Palermo. Tutto esaurito per Il bandito delle 11, pellicola del ’65 di Jean Luc Godard. In Campania i cinema non sono orientati ad aprire. «Le regole sono ancora confuse, ci sono dubbi sull’ obbligo delle mascherine e non ci sono film in uscita», lamenta Luigi Grispello, presidente dell’ Agis Campania. A mezzanotte appena scoccata, il teatro Dal Verme di Milano ha riaperto le porte per accogliere un numero ristretto di spettatori, meno di 200, ben lontano dai 1.436 che poteva ospitare prima del lockdown. Un gesto simbolico di ripresa. Lo ha fatto con le Quattro Stagioni di Vivaldi eseguite dall’ orchestra d’ archi dei Pomeriggi Musicali. Per il San Carlo di Napoli, ieri giornata di test presso un furgoncino davanti al teatro per i 320 dipendenti. La Scala per ora pensa al rifacimento del palcoscenico, ma il sindaco di Milano Giuseppe Sala punta a una riapertura all’ aperto, prima del tradizionale 7 dicembre.

    Corriere del Mezzogiorno, 16/06/2020 05:08
    Italia in deflazione Ma Napoli è capitale dell’ inflazione
    napoli Napoli e la Campania sono le capitali dell’ inflazione in controtendenza rispetto al resto d’ Italia: un Paese attraversato dalla deflazione (con il Sud e le Isole la cui variazione verso l’ alto è comunque lieve). Tra le grandi città, nei capoluoghi di regione e nelle province autonome, l’ Istat rileva il caro-prezzi più elevato proprio a Napoli: più 0.7 per cento rispetto al maggio dello scorso anno (più 0.2 per cento, invece, la crescita rispetto ad aprile 2020). Gli aumenti maggiormente significativi riguardano i prodotti alimentari (+3.3), le bevande alcoliche (3.4), l’ abbigliamento e le calzature (3.7%). Aosta, tornando ai dati nazionali, registra la flessione più ampia, pari a -1,2 per cento, preceduta da Reggio Emilia (-1,1) e Verona (-0,8%). «La deflazione è solo un effetto ottico dovuto al lockdown. Ovvio che i prezzi, mentre i negozi erano chiusi, non potevano salire. Il calo dei carburanti, poi, ha fatto il resto. Si conferma, però, la stangata per i prezzi dei beni dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, gli unici acquisti che gli italiani potevano effettuare liberamente anche prima della riapertura generale» spiega Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori. Il Codacons rileva come «la Campania si pone in testa alla classifica delle regioni dove i prezzi sono cresciuti di più nell’ ultimo mese. La famiglia “tipo” della Campania spende più 120 euro su base annua a causa dei rincari dei listini, contro un risparmio medio in Italia di 61 euro all’ anno a nucleo; situazione che raggiunge il suo apice a Napoli, dove i prezzi in pieno lockdown crescono dello 0,7 per cento rispetto al 2019». Nel carrello della spesa cresce il prezzo dei salumi (più 3,7 per cento) della frutta (più 7,9) ma anche di latte (più 3,5) e carne (2,7), in controtendenza con l’ andamento generale che su base tendenziale vede il Paese in deflazione denuncia Coldiretti, mentre Federconsumatori ritiene «sottostimato il tasso di inflazione rilevato, poiché i prezzi mostrano aumenti consistenti, in particolare nell’ agroalimentare e per i beni della cura della casa e della persona. Dalle nostre rilevazioni emergono incrementi fino al 35 per cento solo per i generi alimentari». E intanto giovedì apre a Napoli, al Parco San Paolo, il più grande mercato contadino coperto del Sud Italia, promosso da Coldiretti Napoli e Campagna Amica. Su circa mille metri quadrati coperti e trecento scoperti sarà possibile trovare il meglio delle produzioni agroalimentari della Campania, proposte da aziende agricole provenienti da tutto il territorio regionale all’ interno di 27 box stabili e 15 mini box per proposte di nicchia. I giorni e gli orari di apertura saranno mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 15, sabato dalle 10 alle 19. L’ accesso al mercato è in via Guidetti 72. Nel mercato ci sarà un’ ampia scelta di produzioni a chilometro zero, fra cui farina, pane, prodotti da forno e dolci, macelleria, pesce fresco, mozzarella e ricotta di bufala campana, salumi di bufala, oltre a frutta, ortaggi, verdura di stagione.

    La Voce di Rovigo, 16/06/2020 05:01
    prezzi inflazione negativa a maggio ma a pesare è il crollo dei carburanti
    Il carrello della spesa corre ancora
    ROMA – A maggio l’ inflazione vira in negativo. Una tendenza che non si verificava dall’ autunno del 2016 e che è stata spinta dal crollo dei prezzi dei carburanti e dal sostanziale blocco delle attività commerciali. Ma in questo contesto continuano a correre i prezzi del cosiddetto carrello della spesa, il paniere che contiene i beni maggiormente utilizzati, all’ interno del quale spicca la corsa del settore alimentare. A scattare la fotografia aggiornata dell’ inflazione è l’ Istat che rileva che a maggio l’ andamento dei prezzi è tornato negativo per la prima volta da ottobre 2016, finendo a -0,2% su base annua, secondo la lettura finale rivista al ribasso rispetto a -0,1% della stima preliminare. Analogo calo rispetto ad aprile. Al netto degli energetici, l’ inflazione è rimasta stabile a +1% e la componente di fondo (esclusi anche gli alimentari freschi) a +0,8%. In questo contesto, i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, han no mantenuto una crescita sostenuta (+2,4%), rallentando solo lievemente di un decimo di punto rispetto ad aprile. Balzano in avanti in particolare, come segnala Coldiretti, i prezzi degli alimentari, dai salumi (+3,7%) alla frutta (+7,9%) ma anche latte (+3,5%) e carne (+2,7%). L’ aumento medio del comparto è pari al 2,5%. Preoccupate le associazioni dei consumatori. Di “stangata” parla il Codacons secondo cui “solo per mangiare una famiglia con due figli si ritrova oggi a spendere 195 euro in più rispetto allo scorso anno”. “Si tratta di aumenti speculativi che non hanno alcuna giustificazione”, denuncia il presidente Carlo Rienzi . Critica anche l’ Unc. “La deflazione è solo un effetto ottico dovuto al lockdown. Ovvio che i prezzi, mentre i negozi erano chiusi, non potevano salire. Il calo dei carburanti, poi, ha fatto il resto”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori.

    Il Messaggero, 16/06/2020 04:36
    Ztl aperte, Codacons all’ attacco: «Il Comune rimborsi 32 milioni»
    LA POLEMICA Carlo Rienzi l’ aveva annunciato al Messaggero che avrebbe portato in tribunale la giunta Raggi ed è stato di parola. Proprio come intendono fare i comitati e le associazioni che operano nel Centro storico. Ieri il Codacons, l’ associazione dei consumatori da lui presieduta, ha avviato tutte le procedure per chiedere al Campidoglio di risarcimento tutti quei cittadini che hanno pagato per il permesso della Ztl e che da marzo fino ad agosto non potranno utilizzare quel servizio, perché i varchi di accesso al Centro storico, a Monti o a Trastevere torneranno a essere chiuse dal primo settembre. Di più il Codacons ha anche calcolato il danno per gli utenti: secondo l’ associazione il Comune di Roma dovrà risarcirli complessivamente con 32 milioni di euro, per ristornarli del servizio non utilizzato dopo aver acquisto i permessi per entrare in auto e parcheggiare nelle Zone a traffico limtato. SOLDI GIÀ INCASSATI E il Codacons sembra molto agguerrito: «L’ amministrazione comunale – si legge in una nota – ha deciso di mantenere aperte le zone a traffico limitato fino al prossimo 30 agosto, per venire incontro alle esigenze di commercianti e cittadini e favorire la mobilità. Una decisione che apre tuttavia un fronte legale coinvolgendo quanti, tra residenti, artigiani e professionisti, hanno acquistato nei mesi scorsi permessi per l’ accesso alle Ztl». Di conseguenza, il Campidoglio «ha venduto un servizio che ora risulta gratuito per 6 mesi: dal mese di marzo, quando è iniziata l’ emergenza coronavirus, fino al prossimo 30 agosto». Nonostante questo, l’ amministrazione ha già incassato per «i permessi per le zone limitate tra i 200 ai 300 euro dai residenti, e circa 2000 euro all’ anno dai lavoratori che devono accedere in centro: a conti fatti un totale di 32 milioni di euro per 6 mesi di chiusura che devono essere ora restituiti agli utenti». Ieri l’ associazione ha inviato un’ istanza al Campidoglio, in cui si chiede di procedere «ai rimborsi in favore dei titolari di tagliandi per le Ztl, proporzionali al periodo di mancato utilizzo dei permessi, anche attraverso un allungamento del periodo di validità degli stessi». In caso contrario, il Codacons starebbe già preparando le carte per una class action e ottenere davanti al giudice civile che l’ amministrazione rimborsi «residenti, imprese, artigiani e professionisti» che hanno pagato per l’ accesso nella zona a traffico limitato. Come detto, anche le principali associazioni del Centro storico stanno studiando di rivolgersi alla magistratura. Dal canto suo il Comune sta vagliando l’ ipotesi di allungare di sei mesi i permessi già in essere. F. Pac. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Trentino, 16/06/2020 04:35
    Accessibile un altro pezzo d’ Italia
    Massimo Nesticò ROMA. Cinema, teatri, sale giochi, centri estivi, scuole. Un altro pezzo d’ Italia ieri ha riaperto le porte, tra voglia di normalità e difficoltà a far quadrare i conti. Con le regioni in ordine sparso e le incertezze che ancora avvolgono tante attività logorate dai lunghi mesi di lockdown. Per le scuole si tratta – dopo circa cento giorni – di una riapertura solo parziale, ma dal forte valore simbolico, come ha sottolineato la ministra Lucia Azzolina. «La scuola – ha detto – comincia a ripopolarsi. È un primo segnale di ritorno alla normalità». Sono rientrati negli istituti i docenti delle 13mila commissioni che esamineranno gli studenti a partire da domani alle 8.30 per la Maturità. E sollievo per molte famiglie dal ritorno dei centri estivi. All’ inaugurazione della struttura del centro sportivo dell’ Aeronautica Militare a Roma era presente la ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti. «L’ Italia – ha spiegato – riparte attraverso il gioco, il sorriso, l’ incontro e le risate tra bambini e bambine che finalmente hanno la possibilità di ricominciare a stare insieme, a riacquisire una dimensione di socialità dopo mesi difficili di chiusura. È un giorno di festa non solo per le famiglie ma per tutto il Paese». A frenare l’ entusiasmo, in molti casi, il conto salato da pagare. Il Codacons stima un aumento medio delle tariffe del 30%, con picchi anche del 400% per alcuni centri del Nord Italia. Per una struttura privata la quota da versare è tra i 150 e i 200 euro a settimana. «Il rischio concreto – per l’ associazione – è che il bonus da 1.200 euro varato dal Governo per sostenere le famiglie sul fronte dei centri estivi e ricreativi abbia dato il via alle speculazioni, portando ad un generalizzato rincaro dei listini». Riaprono i battenti anche sale giochi e scommesse. Il Molise è partito per primo, l’ 11 giugno; il 13 la Toscana, mentre ieri è toccato alle sale slot, scommesse e bingo in Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Valle d’ Aosta, Friuli, Lombardia, Umbria, Campania e Puglia. Apertura rimandata al 19 giugno per Emilia-Romagna, Liguria, Veneto e Calabria. Ancora in stand-by le Marche e Trentino Alto Adige, mentre il Lazio ha rimandato al primo luglio. Per quanto riguarda i casinò, ieri ha riaperto le porte Saint Vincent, seguito oggi da Sanremo; per ultimo, il 19 giugno, Venezia. E, dopo un’ indigestione di tv e divano, riecco cinema e teatri. Per quanto riguarda il grande schermo, il circuito Uci Cinemas ha riaperto ieri solo 4 dei 49 multiplex in Italia. Una partenza graduale, con l’ obiettivo di coinvolgere tutte le sale nella prima settimana di luglio. Anche in questo caso, ampie le differenze tra le regioni. In Sicilia ieri l’ unica proiezione – la prima post-Covid – è stata al Rouge et Noir di Palermo. Tutto esaurito per «Il bandito delle 11», pellicola del ’65 di Jean Luc Godard. In Campania i cinema non sono orientati ad aprire. «Le regole sono ancora confuse, ci sono dubbi sull’ obbligo delle mascherine e non ci sono film in uscita», lamenta Luigi Grispello, presidente dell’ Agis Campania. A mezzanotte appena scoccata, invece, il teatro Dal Verme di Milano ha riaperto le porte per accogliere un numero ristretto di spettatori, meno di 200, ben lontano dai 1.436 che poteva ospitare prima del lockdown. Lo ha fatto con le Quattro Stagioni di Vivaldi eseguite dall’ orchestra d’ archi dei Pomeriggi musicali. Per il San Carlo di Napoli, ieri giornata di test presso un furgoncino davanti al teatro per i 320 dipendenti e, da oggi, ripartono le prove per tutti in vista degli spettacoli di luglio. La Scala pensa ad una manutenzione straordinaria, con il rifacimento del palcoscenico, ma il sindaco di Milano Giuseppe Sala, punta da una riapertura all’ aperto, prima del tradizionale 7 dicembre.

    Alto Adige, 16/06/2020 04:34
    per il grande schermo
    «regole ancora confuse e nessuna uscita» lamenta l’ Agis
    la scala di milano
    Massimo Nesticò ROMA. Cinema, teatri, sale giochi, centri estivi, scuole. Un altro pezzo d’ Italia ieri ha riaperto le porte, tra voglia di normalità e difficoltà a far quadrare i conti. Con le regioni in ordine sparso e le incertezze che ancora avvolgono tante attività logorate dai lunghi mesi di lockdown. Per le scuole si tratta – dopo circa cento giorni – di una riapertura solo parziale, ma dal forte valore simbolico, come ha sottolineato la ministra Lucia Azzolina. «La scuola – ha detto – comincia a ripopolarsi. È un primo segnale di ritorno alla normalità». Sono rientrati negli istituti i docenti delle 13mila commissioni che esamineranno gli studenti a partire da domani alle 8.30 per la Maturità. E sollievo per molte famiglie dal ritorno dei centri estivi. All’ inaugurazione della struttura del centro sportivo dell’ Aeronautica Militare a Roma era presente la ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti. «L’ Italia – ha spiegato – riparte attraverso il gioco, il sorriso, l’ incontro e le risate tra bambini e bambine che finalmente hanno la possibilità di ricominciare a stare insieme, a riacquisire una dimensione di socialità dopo mesi difficili di chiusura. È un giorno di festa non solo per le famiglie ma per tutto il Paese». A frenare l’ entusiasmo, in molti casi, il conto salato da pagare. Il Codacons stima un aumento medio delle tariffe del 30%, con picchi anche del 400% per alcuni centri del Nord Italia. Per una struttura privata la quota da versare è tra i 150 e i 200 euro a settimana. «Il rischio concreto – per l’ associazione – è che il bonus da 1.200 euro varato dal Governo per sostenere le famiglie sul fronte dei centri estivi e ricreativi abbia dato il via alle speculazioni, portando ad un generalizzato rincaro dei listini». Riaprono i battenti anche sale giochi e scommesse. Il Molise è partito per primo, l’ 11 giugno; il 13 la Toscana, mentre ieri è toccato alle sale slot, scommesse e bingo in Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Valle d’ Aosta, Friuli, Lombardia, Umbria, Campania e Puglia. Apertura rimandata al 19 giugno per Emilia-Romagna, Liguria, Veneto e Calabria. Ancora in stand-by le Marche e Trentino Alto Adige, mentre il Lazio ha rimandato al primo luglio. Per quanto riguarda i casinò, ieri ha riaperto le porte Saint Vincent, seguito oggi da Sanremo; per ultimo, il 19 giugno, Venezia. E, dopo un’ indigestione di tv e divano, riecco cinema e teatri. Per quanto riguarda il grande schermo, il circuito Uci Cinemas ha riaperto ieri solo 4 dei 49 multiplex in Italia. Una partenza graduale, con l’ obiettivo di coinvolgere tutte le sale nella prima settimana di luglio. Anche in questo caso, ampie le differenze tra le regioni. In Sicilia ieri l’ unica proiezione – la prima post-Covid – è stata al Rouge et Noir di Palermo. Tutto esaurito per «Il bandito delle 11», pellicola del ’65 di Jean Luc Godard. In Campania i cinema non sono orientati ad aprire. «Le regole sono ancora confuse, ci sono dubbi sull’ obbligo delle mascherine e non ci sono film in uscita», lamenta Luigi Grispello, presidente dell’ Agis Campania. A mezzanotte appena scoccata, invece, il teatro Dal Verme di Milano ha riaperto le porte per accogliere un numero ristretto di spettatori, meno di 200, ben lontano dai 1.436 che poteva ospitare prima del lockdown. Lo ha fatto con le Quattro Stagioni di Vivaldi eseguite dall’ orchestra d’ archi dei Pomeriggi musicali. Per il San Carlo di Napoli, ieri giornata di test presso un furgoncino davanti al teatro per i 320 dipendenti e, da oggi, ripartono le prove per tutti in vista degli spettacoli di luglio. La Scala pensa ad una manutenzione straordinaria, con il rifacimento del palcoscenico, ma il sindaco di Milano Giuseppe Sala, punta da una riapertura all’ aperto, prima del tradizionale 7 dicembre.

    La Sicilia, 16/06/2020 04:31
    Italia, riaprono cinema e teatri ma non tutti sono attrezzati e regna il caos
    regioni in ordine sparso. da ieri porte aperte anche nei centri estivi e sale bingo
    Massimo NesticòROMA. Cinema, teatri, sale giochi, centri estivi, scuole. Un altro pezzo d’ Italia ieri ha riaperto le porte, tra voglia di normalità e difficoltà a far quadrare i conti. Con le regioni in ordine sparso e le incertezze che ancora avvolgono tante attività logorate dai lunghi mesi di lockdown. Per le scuole si tratta – dopo circa cento giorni – di una riapertura solo parziale, ma dal forte valore simbolico, come ha sottolineato la ministra Lucia Azzolina. «Oggi – ha detto – la scuola comincia a ripopolarsi. È un primo segnale di ritorno alla normalità». Sono tornati negli istituti i docenti delle 13 mila commissioni che esamineranno gli studenti a partire da dopodomani alle 8.30 per la Maturità. E sollievo per molte famiglie dal ritorno dei centri estivi. All’ inaugurazione della struttura del centro sportivo dell’ Aeronautica Militare a Roma era presente la ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti. «Oggi l’ Italia – ha spiegato – riparte attraverso il gioco, il sorriso, l’ incontro e le risate tra bambini e bambine che finalmente hanno la possibilità di ricominciare a stare insieme, a riacquisire una dimensione di socialità dopo mesi difficili di chiusura. E’ un giorno di festa non solo per le famiglie ma per tutto il Paese». A frenare l’ entusiasmo, in molti casi, il conto salato da pagare. Il Codacons stima un aumento medio delle tariffe del 30%, con picchi anche del 400% per alcuni centri del Nord Italia. Per una struttura privata la quota da versare è tra i 150 ed i 200 euro a settimana. «Il rischio concreto – per l’ associazione – è che il bonus da 1.200 euro varato dal Governo per sostenere le famiglie sul fronte dei centri estivi e ricreativi abbia dato il via alle speculazioni, portando ad un generalizzato rincaro dei listini». Riaprono i battenti anche sale giochi e scommesse. Il Molise è partito per primo, l’ 11 giugno; il 13 la Toscana, mentre oggi è toccato alle sale slot, scommesse e bingo in Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Valle d’ Aosta, Friuli, Lombardia, Umbria, Campania e Puglia. Apertura rimandata al 19 giugno per Emilia-Romagna, Liguria, Veneto e Calabria. Ancora in stand-by le Marche e Trentino Alto Adige, mentre il Lazio ha rimandato all’ 1 luglio. Per quanto riguarda i casinò, oggi riapre le porte Saint Vincent, seguito domani da Sanremo; per ultimo, il 19 giugno, Venezia. E, dopo un’ indigestione di tv e divano, riecco cinema e teatri. Per quanto riguarda il grande schermo, il circuito Uci Cinemas riapre oggi solo 4 dei 49 multiplex presenti in Italia. Una partenza graduale, con l’ obiettivo di coinvolgere tutte le sale nella prima settimana di luglio. Anche in questo caso, ampie le differenze tra le regioni. In Sicilia oggi l’ unica proiezione – la prima post-Covid – è al Rouge et Noir di Palermo. Tutto esaurito per ‘Il bandito delle 11′, pellicola del ’65 di Jean Luc Godard. In Campania i cinema non sono orientati ad aprire. «Le regole sono ancora confuse, ci sono dubbi sull’ obbligo delle mascherine e non ci sono film in uscita», lamenta Luigi Grispello, presidente dell’ Agis Campania. A mezzanotte appena scoccata, il teatro Dal Verme di Milano ha riaperto le porte per accogliere un numero ristretto di spettatori, meno di 200, ben lontano dai 1.436 che poteva ospitare prima del lockdown. Un gesto simbolico di ripresa. Lo ha fatto con le Quattro Stagioni di Vivaldi eseguite dall’ orchestra d’ archi dei Pomeriggi Musicali. Per il San Carlo di Napoli, oggi giornata di test presso un furgoncino davanti al teatro per i 320 dipendenti e, da domani, ripartono le prove per tutti in vista degli spettacoli di luglio. La Scala per ora pensa ad una manutenzione straordinaria, con il rifacimento del palcoscenico, ma il sindaco di Milano Giuseppe Sala, punta da una riapertura all’ aperto, prima del tradizionale 7 dicembre.

    L’Unione Sarda, 16/06/2020 04:20
    le riaperture. attive anche le sale giochi
    Riecco teatri e cinema Regioni in ordine sparso
    Cinema, teatri, sale giochi, centri estivi, scuole. Un altro pezzo d’ Italia oggi ha riaperto le porte, tra voglia di normalità e difficoltà a far quadrare i conti. Con le regioni in ordine sparso e le incertezze che ancora avvolgono tante attività logorate dai lunghi mesi di lockdown. Per le scuole si tratta – dopo circa cento giorni – di una riapertura solo parziale ma dal forte valore simbolico, come ha sottolineato la ministra Lucia Azzolina. «La scuola comincia a ripopolarsi – ha detto -. È un primo segnale di ritorno alla normalità». Ieri, infatti, sono tornati negli istituti i docenti delle 13mila commissioni che valuteranno gli studenti a partire da domani per gli esami di maturità. Sollievo di molte famiglie per la riapertura dei centri estivi. A frenare l’ entusiasmo, in molti casi, il conto salato da pagare. Il Codacons stima un aumento medio delle tariffe del 30%, con picchi anche del 400% per alcuni centri del Nord Italia. Per una struttura privata la quota da versare è tra i 150 ed i 200 euro a settimana. Riaprono i battenti sale giochi e scommesse. Dopo Molise e Toscana, ieri è toccato alle sale slot, scommesse e bingo in Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Valle d’ Aosta, Friuli, Lombardia, Umbria, Campania e Puglia. Riaprono cinema e teatri, ma il circuito Uci Cinemas riapre per ora solo 4 dei 49 multiplex in Italia. In diverse città, come a Torino, si sono registrate le proteste dei lavoratori dello spettacolo che chiedono «reddito, dignità e tutele».

    La Gazzetta del Mezzogiorno, 16/06/2020 03:51
    pianeta musica la lunga assenza. e ora ha pubblicato il singolo «bimbi per strada»
    E Fedez dopo la pandemia torna in pista con un disco
    ai come oggi la musica è al «M centro della mia vita e della mia carriera. Ma sono più li bero che mai, perché vivo il privilegio di non doverla fare necessariamente per il mio sostentamento». Fedez, ormai imprenditore di se stesso che si muove tra mille esperienze diverse (tra le ultime la partecipazione a Celebrity Hunted per Amazon Prime e il podcast Muschio Selvaggio, senza dimenticare le diverse presenze come giudice a X Factor nelle edizioni passate), torna alla musica. Dopo il brano Le feste di Pablo con la giovane Cara e dopo Problemi con tutti (Giuda) uscito nelle settimane scorse, ha appena pubblicato il singolo Bimbi per strada, scritto durante il lockdown, rimettendo così la musica in cima alle priorità. «Ma senza dover rispondere per forza alle logiche discografiche, ad oggi riesco a sfilarmi da questo. I brani escono quando sento che è il momento di farli uscire», avverte e per questo non c’ è una data per il prossimo album («è tutto in divenire»). L’ ultimo, Paranoia Airlines, è uscito nel gennaio 2019. Bimbi per strada è un invito alla speranza per le generazioni future. «Smettiamo di educare i bambini e cominciano a farci educare da loro», è l’ appello che lancia, anche sulla base della sua esperienza di padre del piccolo Leone, avuto con Chiara Ferragni. «Da quando c’ è lui, ho una visione diversa. Ma non si diventa padre nel momento della nascita di un figlio, lo si diventa passo passo, nella condivisione». Il brano ha origine dalla musica di Children di Robert Miles, brano icona degli anni ’90. «Uscì nel ’95 e Robert Miles cercava di attenuare il problema delle morti bianche dopo la discoteca, spronando a chiusure più pacate – racconta Fedez -. Era la colonna sonora delle piazze. C’ era la voglia di far ballare, ma con uno strascico di malinconia. Un’ atmosfera che calza perfettamente a questa strana estate 2020». Un’ estate che, causa pandemia, ha visto svanire i grandi eventi musicali, ma anche nascere l’ impegno di alcuni artisti pronti a tagliarsi il cachet e ad esibirsi davanti a un pubblico più ristretto. «Se posso essere d’ aiuto, io ci sono. E’ ovvio che questo è un modello poco interessante per le agenzie di booking. Sono concerti non per arricchire l’ artista, ma per dare lavoro». Di questi ultimi giorni anche le polemiche sui voucher, con l’ inter vento di Paul McCartney che ha attaccato il governo italiano e Asso musica per la decisione di non rimborsare gli spettatori per i suoi live cancellati e non riprogrammati. «Non si può che concordare con lui afferma il rapper -. I voucher sono un’ opzione a tutela dei soldi dell’ artista o dell’ agenzia di booking. Dovrebbero essere gli artisti stessi a chiedere che vengano restituiti i soldi, sono loro che possono fare qualcosa per cambiare la situazione». Lo stesso Fedez si è spesso trovato coinvolto in polemiche. Uno degli ultimi, quello per la raccolta fondi per il San Raffaele a Milano, contestata dal Codacons. «Antepongo le vite salvate alle polemiche. La terapia intensiva del San Raffaele è stata la più grande opera dell’ emergenza non fatta».

    La Gazzetta del Mezzogiorno, 16/06/2020 03:50
    riaprono i cinema e i teatri
    L’ Italia torna a vivere ma il conto è salato
    codacons: il prezzo dei centri estivi è aumentato in media del 30%
    ROMA. Cinema, teatri, sale giochi, centri estivi, scuole. Un altro pezzo d’ Italia da ieri ha riaperto le porte, tra voglia di normalità e difficoltà a far quadrare i conti. Con le regioni in ordine sparso e le incertezze che ancora avvolgono tante attività logorate dai lunghi mesi di lockdown. Per le scuole si tratta – dopo circa cento giorni – di una riapertura solo parziale, ma dal forte valore simbolico, come ha sottolineato la ministra Lucia Azzolina: «La scuola comincia a ripopolarsi. È un primo segnale di ritorno alla normalità». Sono tornati negli istituti i docenti delle 13 mila commissioni che esamineranno gli studenti a partire da domani per la Maturità (si veda altro articolo in pagina; ndr). E sollievo per molte famiglie dal ritorno dei centri estivi. All’ inaugurazione della struttura del centro sportivo dell’ Aeronautica Militare a Roma era presente la ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti. «L’ Italia – ha spiegato – riparte attraverso il gioco, il sorriso, l’ incontro e le risate tra bambini e bambine che finalmente hanno la possibilità di ricominciare a stare insieme, a riacquisire una dimensione di socialità dopo mesi difficili di chiusura. È un giorno di festa non solo per le famiglie ma per tutto il Paese». A frenare l’ entusiasmo, in molti casi, il conto salato da pagare. Il Codacons stima un aumento medio delle tariffe del 30%, con picchi anche del 400% per alcuni centri del Nord Italia. Per una struttura privata la quota da versare è tra i 150 ed i 200 euro a settimana. «Il rischio concreto – per l’ associazione – è che il bonus da 1.200 euro varato dal Governo per sostenere le famiglie sul fronte dei centri estivi e ricreativi abbia dato il via alle speculazioni, portando ad un generalizzato rincaro dei listini». Riaprono i battenti anche sale giochi e scommesse. Il Molise è partito per primo, l’ 11 giugno; il 13 la Toscana, mentre ieri è toccato alle sale slot, scommesse e bingo in Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Valle d’ Aosta, Friuli, Lombardia, Umbria, Campania e Puglia. Apertura rimandata al 19 giugno per Emilia-Romagna, Liguria, Veneto e Calabria. Ancora in stand-by le Marche e Trentino Alto Adige, mentre il Lazio ha rimandato all’ 1 luglio. Per quanto riguarda i casinò, ieri ha riaperto le porte Saint Vincent, seguito oggi da Sanremo; per ultimo, il 19 giugno, Venezia. E, dopo un’ indigestione di tv e divano, riecco cinema e teatri. Per quanto riguarda il grande schermo, il circuito Uci Cinemas ha riaperto solo 4 dei 49 multiplex presenti in Italia. Una partenza graduale, con l’ obiettivo di coinvolgere tutte le sale nella prima settimana di luglio. Anche in questo caso, ampie le differenze tra le regioni. In Sicilia ieri l’ unica proiezione – la prima post-Covid – è stata al Rouge et Noir di Palermo. Tutto esaurito per «Il bandito delle 11», pellicola del ’65 di Jean Luc Godard. In Campania i cinema non sono orientati ad aprire. «Le regole sono ancora confuse, ci sono dubbi sull’ obbligo delle mascherine e non ci sono film in uscita», lamenta Luigi Grispello, presidente dell’ Agis Campania. A mezzanotte appena scoccata, il teatro Dal Verme di Milano ha riaperto le porte per accogliere un numero ristretto di spettatori, meno di 200, ben lontano dai 1.436 che poteva ospitare prima del lockdown. Un gesto simbolico di ripresa. Lo ha fatto con le Quattro Stagioni di Vivaldi eseguite dall’ orchestra d’ archi dei Pomeriggi Musicali. Per il San Carlo di Napoli, ieri giornata di test presso un furgoncino davanti al teatro per i 320 dipendenti e, da oggi, ripartono le prove per tutti in vista degli spettacoli di luglio. La Scala per ora pensa ad una manutenzione straordinaria, con il rifacimento del palcoscenico, ma il sindaco di Milano Giuseppe Sala, punta da una riapertura all’ aperto, prima del tradizionale 7 dicembre. Massimo Nesticò.

    Quotidiano di Puglia, 16/06/2020 03:45
    Alitalia, pochi voli in Puglia Collegamenti a rischio paralisi
    non basta la ripartenza delle low cost per soddisfare le numerose richieste dalla compagnia di bandiera un’ offerta più che dimezzata rispetto allo scorso anno
    PAOLA COLACI Aeroporto di Brindisi: stesso scalo, prospettive differenti. Da una parte, in pista e già pronti al decollo, ci sono gli aerei arancioni di Easyjet che questa mattina torneranno a collegare il Salento a Ginevra. Dall’ altra parte, nella zona degli stalli, c’ è la flotta tricolore di Alitalia che continua a tenere i motori spenti. Zero collegamenti, sino a nuovo ordine. E almeno, sino al prossimo 1° luglio quando la compagnia di bandiera, stando agli annunci, riprenderà a volare da e per il Papola Casale. E nel mezzo ci sono le cifre e i numeri. Quelli positivi e da record registrati lo scorso anno sul fronte del traffico passeggeri in arrivo e in partenza dall’ aeroporto di Brindisi: 2.63.447 di viaggiatori in un anno. Un più 8,9% rispetto al 2018 e oltre un milione di passeggeri in transito nei soli mesi estivi. Per la maggior parte turisti che hanno scelto il Papola Casale quale hub privilegiato per raggiungere le spiagge e le località turistiche del Salento. Gli stessi vacanzieri che, seppure con una fisiologica variazione al ribasso determinata da tre mesi di pandemia, dovrebbero riconfermarsi anche quest’ anno. Secondo i primi dati elaborati dal Codacons sulle vacanze estive, infatti, anche in Fase 3 la Puglia resterà regina dell’ estate 2020. E il 28% dei 30 milioni di italiani che andranno in vacanza tra fine giugno e settembre ha già manifestato la volontà di trascorre le ferie proprio nel Salento. Ma anche nel Gargano. Mete tanto ambite quanto irraggiungibili, però. Se non in treno. O al massimo attraverso i voli offerti dalle low cost: Ryanair e Easyjet in testa. Vettori che nelle scorse settimane hanno annunciato la ripartenza, programmando il ripristino della maggior parte delle tratte nazionali e internazionali sospese durante il lockdown. Collegamenti da e per lo scalo brindisino che saranno implementati entro la fine di giugno proprio in vista della Summer 2020. Del resto, l’ intenzione delle low cost è quella di farsi spazio con decisione all’ interno di un mercato come quello del trasporto turistico che anche in Puglia inizia a dare i primo segnali positivi di ripresa. E a confermarlo, oltre al ripristino degli operativi, sono anche le campagne pubblicitarie e promozionale che puntano a offrire biglietti e a posti a bordo sulle rotte per Brindisi e per la Puglia a prezzi più che contenuti. In alcuni casi, solo poche decine di euro. E Alitalia? Per il momento gli aerei tricolore restano a terra e la compagnia di bandiera rimane assente dal Salento. E poco importa se secondo il dati del traffico aereo 2019, elaborati dall’ Enac, nella Top 20 delle rotte con maggior numero di passeggeri rientra proprio il Brindisi Casale-Roma Fiumicino andata e ritorno volo operato soprattutto da Alitalia – con oltre 520mila passeggeri all’ anno. A fronte delle mille rotte settimanali già programmate dal vettore italiano in vista dell’ estate, il Salento dovrà farsi bastare solo quattro voli giornalieri. Una coppia di collegamenti andata e ritorno sulla tratta Brindisi-Milano Malpensa. E due voli quotidiani da e per l’ aeroporto romano di Fiumicino. E a prezzi tutt’ altro che di lancio. Una sorta di contentino alla Puglia, secondo i più. E numeri – in questo caso tutt’ altro che positivi – ben lontani dall’ offerta invernale che lo stesso vettore aveva garantito nei mesi passati, prima del Covid. Una proposta che sino a febbraio comprendeva complessivamente 7 voli quotidiani: 4 operativi sulla tratta Brindisi-Roma andata e ritorno e 3 collegamenti tra lo scalo salentino e l’ aeroporto di Milano Malpensa. Ora però, invece che raddoppiarsi in vista dell’ estate, i collegamenti si dimezzano. E il territorio alza la voce: politica e sindacati si infuriano e accusano la Regione Puglia di immobilismo e silenzio rispetto al boicottaggio dei cieli salentini operato da Alitalia. Ma più che sulla Puglia, i riflettori della compagnia di bandiera sembrano puntati su Roma e Palazzo Chigi dove nelle prossime ore, tra una riunione e l’ altra degli Stati generali, dovrebbe essere convocato un Consiglio dei Ministri utile a varare la Newco Alitalia con la guidaaffidata aFabio Lazzerini, una flotta di105 aeromobilie una dotazione da3 miliardi di euro. Una maxi-operazione di ripartenza, dunque. In attesa che i reattori dei velivoli si riaccendono, però, il Salento resta a guardare. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
    paola colaci

    Corriere dell’Umbria, 16/06/2020 03:40
    l’ istat non ha dubbi, ma il codacons avverte: “a maggio c’ è stata una stangata sui generi alimentari”
    L’ Italia torna in deflazione
    su base mensile e anche su base annuale -0,2%. non accadeva dall’ ottobre 2016
    ROMA Dopo oltre tre anni torna la deflazione in Italia. A maggio l’ Istat – riferisce Italpress – stima infatti che l’ indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, registri una diminuzione dello 0,2% sia su base mensile sia su base annua (ad aprile la variazione tendenziale era nulla). La stima preliminare era -0,1%. La flessione tendenziale dell’ indice generale è legata prevalentemente alla marcata dinamica dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, che accentuano il loro calo (da -7,6% a -12,2%). L’«inflazione di fondo», al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici rimangono stabili rispettivamente a +0,8% e a +1%. Anche la flessione congiunturale dell’ indice generale è dovuta per lo più alla diminuzione dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-4,2%), solo in parte compensata dall’ aumento dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (+1,2%). L’ inflazione acquisita nel 2020 è pari a -0,1% per l’ indice gene rale e a +0,6% per la componente di fondo. I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano lievemente da +2,5% a +2,4%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’ acquisto registrano una variazione tendenziale nulla (da +0,8% di aprile). L’ indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,3% sia su base men sile sia su base annua (da +0,1% del mese precedente); la stima preliminare era -0,2%. L’ indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,2% su base mensile e dello 0,4% su base annua. «Nel mese di maggio l’ inflazione in Italia torna negativa per la prima volta da ottobre 2016 (quando la flessione dell’ indice generale fu pari a -0,2%) – commenta l’ Istat Tuttavia, a determinare questo andamento è soprattutto la forte flessione dei prezzi dei carburanti (una delle componenti più volatili del paniere), che spingono la diminuzione dei prezzi dei prodotti energetici a un’ ampiezza (-12,7%) che non si registrava da luglio 2009 (quando si attestò a -14,6%). Al netto degli energetici, l’ inflazione sale infatti a +1% e la componente di fondo a +0,8%. In questo contesto, i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona mantengono una crescita sostenuta (+2,4%), rallentando di un decimo di punto rispetto ad aprile». I dati Istat sull’ inflazione di maggio confermano la stangata sui generi alimentari che si abbattuta nelle ultime settimane sulle famiglie italiane, afferma il Codacons. «Se da un lato il lockdown ha determinato a maggio un tasso di inflazione negativo al -0,2%, dall’ altro sono cresciuti i prezzi dei beni a più alta frequenta d’ acquisto – spiega l’ associazione dei consumatori.

    Il Resto del Carlino (ed. Ferrara), 16/06/2020 03:24
    Case di riposo, scatta l’ acquisizione di atti
    il pm titolare dell’ inchiesta ha ordinato di prelevare le cartelle cliniche dei numerosi anziani morti nelle tre strutture dell’ argentano
    di Cristina Rufini FERRARA Impulso nelle indagini sui numerosi decessi per sospetta causa Covid – almeno questa è l’ ipotesi su cui sta indagando la procura di Ferrara – nelle Case di Riposo per anziani di Argenta. Firmata, infatti, dal pubblico ministero titolare dell’ inchiesta, la delega per l’ acquisizione delle cartelle cliniche degli oltre venti casi che sono stati portati sotto la lente dei magistrati, dagli esposti di alcuni familiari degli anziani morti e dalla maxidenuncia di Codacons, che ha presentato un esposto cumulativo, a causa dei numerosi decessi avvenuti nelle strutture dell’ Argentano, nel periodo di massima emergenza sanitaria. Acquisizione, di cui si sta occupando la polizia di pg, in parte giù iniziata e che comunque è tesa a raccogliere il maggior numero di informazioni possibili su come si sia sviluppato il decorso dell’ infezione tra gli ospiti anziani delle tre strutture dell’ Argentano. Quanti sono realmente i morti a causa del virus e come lo hanno contratto? Tutti i protocolli di sicurezza sono stati applicati scrupolosamente nelle strutture sanitarie protette? Tre gli istituti finiti nel mirino del pm Alberto Savino: Fiorana, Villa Aurora e Manica, dove complessivamente ci sono stati poco meno di trenta decessi in periodo Covid. Un’ indagine non certo facile, né immediata, considerando che si sta parlando di quanto accaduto in periodo di pandemia e da accertare ‘sulla carta’. Cioè sui documenti e sulle testimonianze. Oltre le cartelle cliniche e l’ acquisizione di informazioni da dirigenti, medici e sanitari impegnati nelle tre strutture, dovranno, infatti, essere ascoltati anche i familiari delle persone decedute, per avere il quadro a ‘prima’ dell’ inizio del contagio. E poi il confronto di quanto dichiarato dalle parti. Impossibile, però, fare ulteriori accertamenti sulle salme, per la maggior parte cremate come imposto dalle regole Covid, e peraltro non sottoposte ad autopsia. Una tessitura di informazioni da fare da parte del magistrato per individuare – se c’ è stata – la falla nella protezione degli anziani dal contagio e quanto il virus abbia contribuito alla loro morte. Alcuni giorni fa, prima della richiesta di acquisizione dei documenti nelle strutture sanitarie, il pm ha incaricato il virolo Saverio Parisi, del pool padovano di Andrea Crisanti, quale consulente per aiutare gli investigatori nella parte strettamente sanitaria. Il fascicolo di indagini è aperto per omicidio colposo e, sembrerebbe, essere ancora senza indagati. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

      Previous Next
      Close
      Test Caption
      Test Description goes like this
      WordPress Lightbox