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15 Agosto 2019

Rassegna stampa del 15 e 16 agosto 2019

RTL, 16/08/2019 20:42
Cassazione, Tutor non violano brevetto, Autostrade li riattiva
16 agosto 2019 | Autostrade, Autovelox, Cassazione, TutorLa sentenza pone fine ad una diatriba legale iniziata nel 2006La Corte di Cassazione ha ribaltato la sentenza che aveva imposto ad Autostrade per l’ Italia (ASPI) lo spegnimento del sistema di autovelox Tutor. Il dieci di aprile dell’ anno scorso una sentenza della Corte d’ Appello di Roma aveva imposto lo spegnimento del sistema per la violazione di un brevetto depositato dall’ azienda Craft di Greve in Chianti. La Cassazione ha invece dato ragione ad Autostrade, ritenendo “del tutto infondati i motivi per i quali la Corte di Appello di Roma aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft e dovesse essere rimosso”. Lo spiega la stessa ASPI in una nota, annunciando di aver già riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema, “così da consentirne la messa a disposizione in tempi brevi alla Polizia Stradale”. Obiettivo del gruppo è quello di far tornare operativo il sistema entro i giorni del controesodo. Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione e chiede di “estendere immediatamente il sistema a tutte le tratte autostradali”. Secondo i dati diffusi sempre da ASPI, l’ impiego dei Tutor, installati nel 2004, ha ridotto del 70% il numero dei morti sulla rete autostradale, grazie ad una diminuzione del 25% della velocità di picco e del 15% di quella media. Con la sentenza viene messa la parola fine ad una battaglia legale che dal 2006 opponeva il gruppo autostradale alla Craft. “La sentenza della Cassazione dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti”.
rtl hit radio s.r.l

AgenPress, 16/08/2019 19:51
Palio di Siena. Codacons: incredibile la presenza di ministri, manifestazione cruenta. Valutare divieto
Agenpress. Il Codacons attacca e riguardo il Palio di Siena contesta l’ annunciata presenza di Gian Marco Centinaio, Ministro Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e di Alberto Bonisoli, Ministro per i Beni e le Attività Culturali. I ministri in questione conoscono, magari, il numero di cavalli e morti e feriti nel corso degli anni: una volta ogni due anni, in media, si consuma un decesso. Tanto che più volte è stato necessario presentare una denuncia alla Procura della Repubblica (l’ ultima a seguito dell’ abbattimento del cavallo Raol, nell’ ottobre 2018), proprio a tutela di quegli animali che al Palio fungono da protagonisti della manifestazione. Anche per questo appare incredibile la presenza, in particolare, del ministro Centinaio: tra le sue funzioni istituzionali da ministro dell’ agricoltura, infatti, rientra proprio l’ obbligo di tutelare gli animali. Ecco perché se dovesse verificarsi un incidente da questa presenza deriverebbe una grave responsabilità per i due ministri, ed ecco perché ci auguriamo – almeno – che tali cariche istituzionali si accertino personalmente del rispetto di regole e procedure prima dell’ inizio dell’ evento. “Tante volte” – spiega Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione – “ci siamo rivolti alla magistratura per denunciare l’ abbattimento di cavalli a seguito del Palio di Siena, una manifestazione obsoleta e immotivatamente cruenta. Oggi verificheremo che non siano proprio i cavalli – ancora una volta – a rimetterci direttamente, sotto gli occhi di due ministri della Repubblica, che inspiegabilmente hanno scelto di partecipare a un evento su cui invece sarebbe giusto porsi più di una domanda: è corretto consentire lo svolgimento di un evento, pur tradizionale e folkloristico, che a ogni tornata mette a rischio la vita dei cavalli partecipanti?”.

Firenze Today, 16/08/2019 18:53
Tornano i tutor in autostrada: riattivati per il controesodo estivo
cancellata la sentenza d’ appello sulla violazione del brevetto della craft da parte di autostrade. le squadre sono già al lavoro per reinstallare il sistema
I tutor tornano in autostrada. Aspi informa con una nota che la Cassazione ha ritenuto “del tutto infondati i motivi” avanzati dalla Corte di Appello il 10 aprile 2018, con i quali “aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media, cosiddetto Tutor, violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft (società di Greve in Chianti, ndr) e dovesse essere rimosso” e “ha cancellato la sentenza di appello che imputava ad Autostrade per l’ Italia la violazione del brevetto di Craft”. Pertanto l’ azienda fa sapere di aver “in queste ore già riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema”. Riattivati i tutor sulle autostrade Secondo quanto scrive Aspi, “la sentenza di appello fa seguito a ben 4 sentenze a favore di Autostrade per l’ Italia e che il sistema Tutor era stato sviluppato e finanziato per decine di milioni di euro dalla società e affidato in comodato gratuito alla Polizia Stradale”. La riattivazione consente quindi “la messa a disposizione” del sistema “in tempi brevi alla Polizia Stradale al fine di potenziare i controlli già in essere sulla rete tramite l’ attuale sistema SICVe-PM”, spiega la nota. A breve il ripristino del sistema Autostrade per l’ Italia comunica che, in coordinamento con la stessa Polstrada, conta di “poter attivare controlli della velocità media su circa 1000 km di tratte entro i giorni del controesodo”. “La sentenza della Cassazione – scrive ancora Aspi – dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’ Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive”. “La sentenza dimostra inoltre la determinazione di Aspi ad operare nel rispetto delle regole e a tutela della sicurezza stradale. Autostrade per l’ Italia ricorda infine che la sua rete è l’ unica al mondo con un sistema di controllo della velocità media diffuso e sviluppato dal gestore stesso” Codacons: “I tutor tornino subito su tutta la rete” Tra i primi a commentare la notizia c’ è il Codacons, che plaude alla pronuncia della Cassazione. “In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori”, fa sapere in una nota l’ associazione dei consumatori. Proprio alla luce di questa funzione di evidente, pubblica utilità, l’ Associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale.

Quattroruote, 16/08/2019 18:52
Autostrade: l’ Aspi riattiva il Tutor dopo l’ ok della Cassazione
Si riaccendono i Tutor, probabilmente già per il controesodo. La comunicazione arriva da Aspi-Autostrade per l’ Italia dopo che la Cassazione ne ha disposto la riattivazione, ribaltando la sentenza del 10 aprile di un anno fa . Per la Suprema Corte sono ‘del tutto infondati i motivi per i quali la Corte di Appello di Roma aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft e dovesse essere rimosso’, si legge nella nota.Mobilitazione immediata. L’ Aspi sta già provvedendo alla reinstallazione dei Tutor che verranno messi a disposizione della Polizia di Stato nel più breve tempo possibile (ttualmente parte della rete – 420 km contro i 2.500 del Tutor – è controllata attraverso SICVe-PM). Entro le date nelle quali è previsto il rientro della maggior parte dei turisti italiani, la società prevede di ripristinare i controlli attraverso i Tutor su circa 1.000 km di autostrade. Ad auspicarlo è anche il Codacons, che ha accolto con favore la decisione della Cassazione: ‘In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia’ afferma l’ associazione dei consumatori in una nota, e chiede di ‘estendere immediatamente il sistema a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare il controesodo’.

Ultimissime Modena, 16/08/2019 18:07
Caso promotrice finanziaria Lambri della San Paolo
il codacons ottiene un nuovo spazio dove incontrare i truffati
Il Codacons dopo aver ricevuto per le prime settimane i truffati della vicenda della promotrice finanziaria Lambri della San Paolo Invest che operava nel territorio delle province di Parma, Reggio Emilia e Modena, nei locali di un hotel nei pressi della stazione di Fidenza, ora potrà contare sulla Sala Civica dello stesso Comune parmense. Per chi fosse interessato a fissare un appuntamento il numero è lo 051 380540.All’ avvocato Bruno Barbieri, presidente Codacons Emilia Romagna ho chiesto di fare un punto della situazione La situazione vede circa 800 clienti della Lambri finanziaria di San Paolo Invest a Fidenza che operava su Parma, Modena e Reggio Emilia e ad oggi non è ancora chiara la situazione. Molti si vedono le rendicontazioni ufficiali diverse da quelle consegnate dal promotore finanziario. Alcuni di essi hanno poi scoperto dei veri ammanchi. Perciò le persone vengono da noi come Codacons per avere degli incontri e verificare insieme la loro situazione ed effettuare una ricostruzione. Il passo successivo sarà quello di confrontarci con la banca. Il 21 e 22 agosto, poi tutti i successivi mercoledì e giovedì avremo la possibilità di ricevere queste persone presso la sala civica del Comune di Fidenza che, data la rilevanza della questione, ha messo a disposizione del Codacons lo spazio ” Immagino che la domanda principe che vi rivolgono è se si riuscirà a risolvere la situazione ” L’ esperienza che abbiamo avuto con altri promotori finanziari ha fatto sì che ad oggi possiamo dire che queste situazioni si possono risolvere. I tempi dipendono molto dal comportamento della banca, stando il fatto che la San Paolo Invest si è già messa in contatto con noi per tentare di risolvere amichevolmente le controversie che sorgono quando emergono, come in questo caso, delle differenze tra il rendicontato reale e il rendicontato fittizio o addirittura in presenza di ammanchi. Speriamo nel giro di qualche mese di poter chiudere felicemente questa situazione. Diversamente come accaduto in altri casi, dovremmo rivolgerci alla Magistratura. In quel caso allora i tempi si allungheranno, per 1 o 2 anni, di durata della la vicenda” Patrizia Santini.
patrizia santini

ilgiornale.it, 16/08/2019 16:34
La Cassazione riaccende i tutor in autostrada: rischio controesodo salato
la cassazione ha accolto il ricorso sui tutor: operazioni in corso per la reinstallazione del sistema, forse funzionante entro il controesodo
Brutta notizia per gli automobilisti , che rischiano di subire una grossa stangata nei giorni del controesodo: Autostrade per l’ Italia ha informato che la Corte di Cassazione ha ritenuto ” del tutto infondati i motivi per i quali la Corte di Appello di Roma in data 10 aprile 2018 aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media, cosiddetto tutor , violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft e dovesse essere rimosso “. Occhio al controesodo In un comunicato diramato da Aspi si apprende che l’ intenzione principale è quella di attivare controlli della velocità media su circa 1000 chilometri di tratte entro i giorni del controesodo , grazie alla sinergia instaurata con la polizia stradale. Recentemente sono state riattivate tutte le procedure propedeutiche alla reinstallazione del sistema al fine di potenziare i controlli già in essere sulla rete tramite l’ attuale sistema SICVe-PM. La società ha voluto sottolineare come sia stata ridotta l’ incidentalità mortale del 50% . Autostrade per l’ Italia ha infine ricordato che la sentenza di appello faceva seguito a 4 sentenze a favore di Aspi che aveva sviluppato e finanziato per decine di milioni di euro il sistema. Esulta il Codacons , secondo cui la pronuncia della Corte di Cassazione ” ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media “. L’ associazione ” chiede di estendere immediatamente il sistema tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale “. Nella nota il Codacons ribadisce come la riattivazione dei tutor sia un’ ottima notizia: ” Questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori “.
luca sablone

OkSalute, 16/08/2019 15:00
Eviti gatti neri e tocchi ferro? Ecco perché si è superstiziosi
Pochi lo ammettono, eppure gatti neri, specchi rotti e venerdì maledetti continuano a influenzarci la vita. Nel 2010 Eurobarometro, il servizio di sondaggi e analisi della Commissione europea, ha rilevato che 58 italiani su 100 ammettono di essere attratti da «idee irrazionali e superstizioni» , di fronte al 40% della media europea .Nella classifica dei Paesi più superstiziosi ci piazziamo al terzo posto , dietro la Lettonia (60%) e a un passo dalla Repubblica Ceca (59%). C’ è di più: secondo il Rapporto annuale sulla magia e l’ occultismo del 2014 , 12 milioni di italiani , almeno una volta all’ anno , investono tempo, soldi ed energie in pratiche magiche e numeri fortunati . Sono il 10% in più rispetto al 2010.L’ irrazionale vince spesso sulla scienzaI tentativi della scienza di mettere a tacere le vecchie credenze con statistiche e prove non sono bastati, perché a guidare il bisogno di aggrapparsi a un cornetto portafortuna è qualcosa di irrazionale e, dunque, ingovernabile . «Rituali scaramantici, amuleti e talismani nascono dal desiderio di controllare gli eventi », conferma Silvano Fuso , chimico e ricercatore, esperto di paranormale e pseudoscienze, segretario della sezione ligure del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze e autore di Superstizione, istruzioni per l’ uso . «Molte delle cose che ci accadono sfuggono alla nostra volontà e alle nostre capacità previsionali, perciò ci illudiamo che determinati gesti o oggetti possano farci riappropriare del dominio su di esse . In pratica ci autoconvinciamo (o ci lasciamo convincere) che esista un rapporto di causa ed effetto tra il nostro comportamento e il decorso degli eventi».Leggi anche: Insonnia: cause, rimedi e conseguenzeLe previsioni “azzeccate”Basta che la coincidenza si verifichi una sola volta per avvalorare la tesi, mentre si dimenticano le centinaia di volte in cui non è successo niente. «Quello che avviene è una sorta di selezione mentale , per cui tutto ciò che conferma l’ ipotesi superstiziosa viene registrato come veritiero e avvalora il comportamento protettivo, portando a ripeterlo in futuro, mentre ciò che lo smentisce viene rimosso», spiega Armando De Vincentiis , psicologo e psicoterapeuta, esperto in psicologia dei fenomeni paranormali. «Se, per esempio, un cartomante dà a una persona superstiziosa dieci informazioni e due di queste (per puro caso) si verificano , questa racconterà a tutti come siano state ben azzeccate le previsioni del santone. La mente , in modo involontario, ha ‘filtrato’ solo quello che corrispondeva a ciò a cui voleva credere».Il condizionamento operanteI primi studi furono realizzati dallo psicologo americano Burrhus Frederic Skinner nel 1948. Scoprì una forma di apprendimento chiamata condizionamento operante, nella quale un animale constata una relazione di causa ed effetto tra un suo comportamento e alcuni eventi gratificanti , come l’ approvvigionamento di cibo. Skinner progettò delle gabbie per piccioni , munite di una leva , con all’ interno un dispensatore di alimenti collegato a un meccanismo a tempo, che erogava il cibo indipendentemente dal fatto di azionare o meno la leva. Il piccione , credendo di azionare lui stesso il dispositivo , cominciò a ripetere il comportamento o il movimento che, in maniera casuale, stava facendo l’ attimo prima dell’ erogazione del cibo. Skinner ripeté l’ esperimento con diversi piccioni e ciascuno elaborò una strategia: uno girava su se stesso, uno allungava il collo, un altro tirava su la testa. Gli animali avevano stabilito un rapporto di causa ed effetto erroneo: una superstizione .Ma ricercatori dell’ Università dell’ Oklahoma, con un esperimento simile condotto sui ratti (che non si fecero ingannare dal meccanismo), aggiunsero che l’ evoluzione poteva aver fornito il cervello dei mammiferi di una «protezione» dalla propensione di attribuire troppo facilmente relazioni causali ai fatti che accadevano. Merito dell’ ippocampo , l’ area cerebrale coinvolta nei processi di apprendimento e memoria. Perché allora le pratiche scacciaguai non perdono mordente? Scienziati dell’ Università Konazawa di Tokyo ripeterono gli esperimenti su alcuni studenti , dimostrando che, nonostante la presunta protezione dell’ ippocampo, l’ uomo può sviluppare comportamenti superstiziosi come gli animali .Strategia di sopravvivenzaSul perché la superstizione sia un fenomeno duro a morire si sono interrogati in tanti. L’ ipotesi dell’ etologo Danilo Mainardi esposta nel libro L’ animale irrazionale è che la fiducia nell’ irrazionale sia uno strumento indispensabile di sopravvivenza per la specie umana. Conferma Fuso: «Se vedo un ramo spezzato nella foresta, penso subito a un predatore e mi metto in allerta. Se sbaglio, cioè se il ramo è stato rotto da un evento casuale, ci perdo poco. Se ci ho visto giusto, la mia prontezza può salvarmi la vita». Anche secondo la psicologa Paola Bressan dell’ Università di Padova, autrice di due studi in materia, superstizione e scaramanzia sono frutto di comportamenti adattativi , tramandati geneticamente perché convenienti dal punto di vista evolutivo. Un bisogno ancestrale , dunque, che affonda le radici nella storia dell’ umanità, ma anche nell’ infanzia di ciascuno di noi. È quanto sostiene lo psicologo Bruce Hood , della Bristol University, secondo cui ognuno ha in sé un corredo di irrazionalità , in cui sentimenti e istinti giocano un ruolo di primo piano. E guai a farne a meno , perché questo patrimonio emozionale è alla base di tutte le decisioni che prendiamo «con il cuore», senza ragionare.Gesti innocui se non diventano ossessivi«Le superstizioni fanno parte della nostra natura: non devono essere demonizzate », prosegue Fuso. «Persino certe espressioni verbali come ‘In bocca al lupo!’ o ‘Incrociamo le dita!’, ripetute anche dalle persone più razionali e diventate una forma di cortesia, hanno alla base convinzioni superstiziose». Se la credenza si limita a piccole e occasionali ritualità , niente di male . Un’ occhiata all’ oroscopo prima del colloquio di lavoro o la foglia d’ alloro tra le pagine del libretto universitario sono antistress innocenti. Uno studio del 2010 pubblicato su Psychological Science ha mostrato come certi rituali consentivano ad alcuni individui di ottenere risultati migliori in determinate pratiche sportive , nell’ esercizio della memoria e in altre abilità mentali. «I rituali scaramantici hanno lo stesso effetto di quelli ossessivi: placare l’ ansia », spiega De Vincentiis. «Come chi controlla ripetutamente di aver chiuso il gas, il superstizioso compie continuamente gli stessi gesti per trasmettere al cervello una sensazione di calma e rassicurazione . Se restasse un comportamento circoscritto, non sarebbe dannoso. Il problema è che la mente tende a generalizzare per cui, se indosso una maglietta gialla prima di ogni prova importante e ho un riscontro positivo, tenderò a cercare altri rituali scaramantici da mettere in pratica in altre circostanze critiche della mia vita ».Leggi anche: Esami del sangue, la guida completaI sogni premonitori? AutosuggestioneAfferma Fuso: «Se temo che qualcosa andrà storto , sono io stesso che faccio aumentare le probabilità che succeda. È il caso delle cosiddette profezie che si autoavverano e rafforzano certe nostre convinzioni errate». Se, per esempio, uno studente si veste sempre allo stesso modo per presentarsi agli esami e un giorno quell’ abito non è disponibile, andrà talmente in ansia da compromettere l’ esito della prova. Anche i cosiddetti sogni premonito ri sono frutto di autosuggestione . Il fatto che un sogno possa «anticipare» ciò che avverrà è puramente casuale, confermano ricercatori del Laboratorio del sonno del Dipartimento di psicologia dell’ Università La Sapienza di Roma. Il mondo dei sogni è come un’ immensa biblioteca da cui il cervello, ogni notte, attinge per restare attivo. In una piccola percentuale di casi, viene pescato un avvenimento che trova una qualche corrispondenza con quello che sta per accadere. Così la persona si convince di aver avuto una visione profetica e trascura quel 99% di sogni che, non rivelando nulla di significativo, è finito nel dimenticatoio .Personalità fragili a rischioQuando la superstizione porta a vedere rapporti di causa ed effetto dove non ci sono gli esiti possono essere anche drammatici . Capita specialmente ai caratteri fragili , quelli bisognosi di continue conferme, o a coloro che sono cresciuti in case piene di ferri di cavallo e peperoncini appesi. «Chi nasce in un sistema familiare in cui certe credenze vengono accettate e prese per vere, le assorbirà facilmente e, anche di fronte alle evidenze contrarie, farà più fatica a liberarsene», conferma Fuso. E quando l’ insicurezza è più alta , come nei periodi di crisi, l’ irrazionale trova terreno fertile nella mente delle persone più vulnerabili. Si legge nell’ ultimo Rapporto annuale sulla magia e l’ occultismo in Italia: «La mancanza di fiducia nelle istituzioni, comprese quelle religiose, sta dirottando l’ interesse, in particolare dei giovani, alla ricerca di soluzioni facili. Tutto ciò che a prima vista può apparire consolatorio è in realtà illusorio e mette a rischio la vita privata delle persone, bombardate da promesse irrealizzabili e richieste di denaro e dati sensibili». Così la superstizione diventa patologia , che di solito si presenta sotto forma di ossessioni (pensieri di catastrofi imminenti) e di compulsioni (ripetizioni di atti ritenuti protettivi). La persona sprofonda in rituali propiziatori sempre più complessi, da cui diventa psicologicamente dipendente . Fuggendo dai suoi demoni, finisce per isolarsi, ammalarsi, perdere tutto. A volte si resta irretiti da maghi e cartomanti che, secondo le stime del Codacons , in Italia hanno un giro d’ affari che sfiora gli 8 miliardi annui .Leggi anche: Diabete, la guida completaIl percorso per liberarsene«È importante abituarsi a controllare la fondatezza delle affermazioni , prima di accettarle in modo acritico», spiega Fuso. «Nessuno ha mai dimostrato che i gatti neri e gli specchi rotti portino sfortuna: continuare a crederci è poco sensato». Il Cicap propone il «Percorso a ostacoli» . Si passa sotto una scala aperta, si rompe uno specchio, si apre un ombrello al chiuso e così via. Al termine i partecipanti ricevono un diploma. «È un approccio giusto», commenta De Vincentiis. «Bisogna abituarsi gradualmente a fare a meno di queste ‘ancore di salvezza’ , facendo piccole esperienze correttive: si comincia con un esame senza la maglietta portafortuna, ma tenendo l’ amuleto in tasca, poi si elimina anche quest’ ultimo e così via. Pian piano ci si accorge di poter sopravvivere anche senza. Per spezzare il nesso causa-effetto può essere utile monitorare, magari mettendolo per iscritto, ciò che davvero si verifica e cosa no . La consapevolezza è la prima tappa, ma quando a livello emozionale si è creato un forte condizionamento non sempre basta. In questi casi può essere utile la psicoterapia ». Educazione e istruzione hanno un peso notevole, sottolinea Fuso. «Gli impulsi possono essere messi a freno dalle conoscenze che possiamo acquisire . È fondamentale sviluppare nei giovani il senso critico , l’ abitudine ad affrontare razionalmente i problemi. L’ importante è evitare che certe false credenze condizionino negativamente la vita. La storia è zeppa di episodi agghiaccianti originati da credenze irrazionali: dalla caccia alle streghe all’ inquisizione, dai deliri razziali nazisti alle guerre di religione».Leggi anche.
giulia masoero regis

Soverato.com, 16/08/2019 14:25
Chiarimenti sulla discarica abusiva a Santa Caterina dello Jonio
In merito alla nota apparsa questa mattina, con riferimento ai fenomeni di discarica abusiva riscontrati a ridosso dell’ impianto di depurazione, il sindaco, e tutta l’ amministrazione comunale, sono intervenuti nell’ immediatezza per correggere lo stato di degrado dei luoghi attraverso un importante lavoro di bonifica. Vorremmo ricordare, però, che l’ amministrazione da me guidata, sin dal primo giorno, si è dimostrata sensibile a valori quali la salubrità dell’ ambiente e il rispetto del territorio e lo testimoniano le partecipate giornate ecologiche di volontariato promosse nel corso di questi mesi. Altresì, terremmo a precisare che quello di Santa Caterina dello Ionio, rappresenta, uno dei comuni fiore all’ occhiello, anche, nella gestione delle questioni amministrative. Quotidianamente, la squadra di governo è attenta a risolvere le criticità che interessano il territorio comunale ed è impegnata in un lavoro di monitoraggio continuo (per quanto attiene le nostre competenze) per la garanzia dei servizi primari come l’ approvvigionamento idrico e lo smaltimento dei rifiuti solido-urbani. Ci meraviglia e ci dispiace che il vice presidente Nazionale di Codacons, Francesco Di Lieto, abbia ritenuto opportuno apparire sulla stampa in maniera allarmistica, fornendo un’ immagine difforme dalla realtà, piuttosto che confrontarsi dapprima con il nostro Comune, segnalando l’ annoso problema in chiave collaborativa. Si è preferito, così, fare propaganda politica. Per questo motivo, non accettiamo lezioni da nessuno. Siamo persone serie. Abbiamo a cuore i problemi del nostro paese e lavoriamo per risolverli. Soprattutto in estate quando le esigenze della comunità aumentano e i servizi diventano più difficili da gestire. La comunità turistica e non, ne è consapevole e colgo l’ occasione per ringraziarli per gli attestati di stima che giornalmente riceviamo. Francesco Severino, sindaco.

Momento Italia, 16/08/2019 12:52
Reddito di cittadinanza, anche il Codacons lo boccia: «Numeri da flop»
secondo l’ associazione dei consumatori «farebbe bene il prossimo governo e studiare con maggiore attenzione le misure economiche a sostegno delle famiglie»
Prima la bomba sganciata da Garavaglia («il 70 per cento di chi riceve il reddito di cittadinanza non ne avrebbe diritto»), poi lo schiaffo di Codacons. Il sussidio voluto dal M5S è stato criticato e bocciato dall’ associazione dei consumatori: «Il reddito di cittadinanza è, almeno stando ai numeri, un flop». Previsioni lontane Perché «sono state presentate solo 1,4 milioni di domande, e i beneficiari la cui richiesta è stata accolta sono circa 900 mila: numeri lontanissimi dalle previsioni iniziali del governo Lega-M5S, secondo cui gli italiani destinatari del reddito di cittadinanza sarebbero stati 2,7 milioni». Solo 1 su 3 rdc. Poco, troppo poco: il dato attesta come il sussidio sia un flop e non abbia fatto breccia tra gli italiani, nemmeno tra coloro che hanno i requisiti per richiederlo», continua il Codacons. Parla Rienzi Così Carlo Rienzi,il presidente del Codacons:«Farebbe bene il prossimo governo e studiare con maggiore attenzione le misure economiche a sostegno delle famiglie, ma soprattutto a mettere al primo posto l’ esigenza di evitare l’ incremento Iva del 2020, sciagura che danneggerebbe una platea enorme di italiani e produrrebbe effetti catastrofici sui consumi, sul commercio, sull’ occupazione e sull’ economia nazionale». Il viceministro Caselli Intanto, Laura Castelli, viceministro dell’ Economia e delle Finanze (M5S), ha risposto a Garavaglia, l’ altro viceministro della Lega: «I numeri comunicati da Garavaglia, secondo il quale il 70 per cento di chi riceve il reddito di cittadinanza non ne avrebbe diritto, non corrispondono al vero. A me non risulta che la Guardia di Finanza abbia fornito dati in tal senso». Ancora:«So che stanno per essere licenziate – sottolinea Castelli – disposizioni operative ai reparti della Gdf a seguito di alcune interlocuzioni col ministero del Lavoro e Inps. Quel che è certo è che grazie a un aumento dei poteri ispettivi e dell’ organico, nell’ alveo dei normali controlli – come, ad esempio, sul lavoro in nero – capita di trovare casi di persone che lavorano in nero e percepiscono anche il reddito. Quel dato, quindi, non è legato al reddito di cittadinanza». Il Movimento 5 Stelle per primo auspica che i controlli a regime «vengano fatti per assicurare che i soldi del reddito vadano solo allepersone che ne hanno davvero diritto, e per questo obiettivo abbiamo lavorato», conclude Castelli. Annunci.

TraderLink, 16/08/2019 11:34
Reddito di cittadinanza, pagamenti agosto al conto alla rovescia
Con il Ferragosto 2019 alle spalle, sulle strade e sulle autostrade italiane è scattato il cosiddetto controesodo. C’ è chi tornerà dalle vacanze proprio in queste ore, e chi invece le prolungherà almeno fino al weekend del 24-25/8. Dopodiché non resterà che tornare dalle vacanze, così come da lunedì 26 agosto scatterà a sua volta un altro conto alla rovescia , quello relativo al pagamento della mensilità del reddito di cittadinanza . Reddito di cittadinanza, nulla a livello legislativo ad oggi è cambiato Sul sussidio i n questi giorni, con la crisi del Governo giallo-verde , che ad oggi non si sa bene come finirà, si sono rincorsi da un lato i rumors di una possibile revisione della misura da parte della Lega, e dall’ altro la strenua difesa del cavallo di battaglia da parte del MoVimento 5 Stelle . In realtà, pur tuttavia, nulla a livello legislativo ad oggi è cambiato, il che significa che tutti coloro che si sono visti accettata la domanda si vedranno accreditata la mensilità del reddito di cittadinanza proprio nella settimana che inizia il 26 agosto . Reddito di cittadinanza M5S-Lega alla guerra, volano gli stracci https://t.co/jUTH6qnMUQ – Trend Online (@TrendOnline) August 14, 2019 Pagamento reddito cittadinanza agosto a partire dal giorno 26 In corrispondenza di tale data, o al più il giorno dopo, l’ Inps come al solito provvederà ad inoltrare a Poste Italiane il mandato di pagamento. Dopodiché in 24 , massimo 48 ore la cifra approvata per il reddito di cittadinanza sarà caricata sulla carta Postepay . Navigator, Comuni e Centri per l’ Impiego: si parte col rilancio occupazionale? Con la fine del periodo vacanziero , inoltre, dovrebbero finalmente muoversi le acque per quel che riguarda il rilancio occupazionale a favore dei percettori del reddito di cittadinanza . Crisi di Governo permettendo, infatti, i Comuni ed i Centri per l’ Impiego dovrebbero finalmente chiamare i cittadini, percettori del reddito di cittadinanza, al fine di stipulare il Patto per l’ Inclusione Sociale o il Patto per il Lavoro. Reddito di cittadinanza dai navigator al terrore che venga tolto https://t.co/TaUZiqwj6T – Trend Online (@TrendOnline) August 13, 2019 Ed il tutto, si spera , sotto il coordinamento dei cosiddetti navigator , chiamati ad aiutare le persone disoccupate a trovare lavoro ma anche, al bisogno, ad accedere a servizi e corsi per la formazione e per la riqualificazione professionale . Reddito di cittadinanza, per il Codacons è un flop clamoroso Intanto il Codacons segnala come, rispetto al target di 2,7 milioni fissato dal Governo, ad oggi solo un cittadino su tre percepisce il reddito di cittadinanza. Di conseguenza, secondo l’ Associazione dei Consumatori e degli Utenti , è lecito per il sussidio parlare di flop clamoroso ed ora, al fine di evitare una sciagura per le famiglie e per i consumi, è bene che con urgenza si scongiuri l’ aumento dell’ Iva disinnescando le clausole di salvaguardia . Codacons: Il reddito di cittadinanza è, almeno stando ai numeri, un “flop” https://t.co/DWqBT685lw Agenpress. Il reddito di cittadinanza è, almeno … pic.twitter.com/KFobxMenRU – Agenzia Agenpress.it (@Agenpress) August 14, 2019.

Wall Street Italia, 16/08/2019 11:30
Reddito di cittadinanza: è bufera tra “furbetti” e domande flop
Il reddito di cittadinanza , misura fortemente voluta dal M5S, torna al centro del dibattito dopo l’ allarme lanciato qualche giorno fa dal viceministro dell’ Economia, Massimo Garavaglia, secondo cui dalle prime verifiche della Gdf sarebbero numerosi (il 70% per la precisone) coloro ai quali è stato erogato il sostegno senza averne diritto. Numeri smentiti dall ‘Inps che ha fatto sapere che dall’ inizio dell’ anno la Guardia di Finanza ha scoperto 3mila furbetti che hanno ottenuto il reddito di cittadinanza, ma nonostante questo continuavano a lavorare in nero. I controlli sarebbero poco meno di 4.500 a fronte di 922.487 sussidi già erogati. A questo proposito il numero uno dell’ INPS, Pasquale Tridico ha spiegato: “Abbiamo continui contatti con l’ Agenzia delle Entrate, l’ Ispettorato nazionale del Lavoro, la Guardia di Finanza e le altre Autorità di controllo e l’ azione sinergica delle Amministrazioni dello Stato sta facendo emergere il lavoro nero di chi ha provato comunque a chiedere il reddito di cittadinanza, anche se la maggior parte di chi lavora a nero non fa domanda di Reddito di cittadinanza. In particolare, la Guardia di Finanza ha a disposizione 600mila beneficiari da noi forniti; di questi esaminerà i profili di rischio, cioè individuerà una piccola parte che, per come selezionata, è anche possibile raggiunga elevate percentuali di irregolarità, ma questo dimostrerà la bontà dei sistemi di individuazione del rischio e di controllo adottati, restando poco rilevante rispetto al totale dei beneficiari. Al momento comunque non ci sono dati”. Mentre appare ancora difficile fare chiarezza sulla questione al centro della querelle tra Garavaglia e Tridico, un nuovo campanello d’ allarme è arrivato dal Codacons che, sulla base dei dati Inps, evidenzia che solo 1 cittadino su 3 avente diritto alla misura ne beneficia. ” Un dato preoccupante – fa sapere l’ associazione dei consumatori – che attesta come il sussidio non abbia fatto breccia tra gli italiani, neanche fra chi aveva diritto a chiederlo”
massimo garavaglia

Il Dispaccio, 16/08/2019 10:36
Codacons: “A Santa Caterina una discarica a cielo aperto”
“Uno spettacolo vergognoso proprio a ridosso dell’ impianto di depurazione”. Così il Codacons, che ha già provveduto a depositare una denuncia alla Procura della Repubblica di Catanzaro, porta alla luce una discarica a cielo aperto in Contrada Miloti del comune di Santa Caterina dello Ionio. Materassi abbandonati, televisori, lavatrici, frigoriferi ma anche fusti in metallo, pneumatici, oggetti d’ arredo ed una vera e propria montagna di sacchetti di plastica colmi di ogni porcheria. Questo è lo spettacolo che i turisti e la cittadinanza intera possono “ammirare” – afferma Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale dell’ associazione, che ha sottoscritto la denuncia – grazie alla mancanza di rispetto delle più elementari norme civili di alcuni e del disinteresse di molti. Chiaro il riferimento all’ amministrazione comunale che – secondo il Codacons – avrebbe tollerato o, comunque, non avrebbe adeguatamente fronteggiato questa situazione vergognosa. “E’ inaccettabile che tanto degrado non abbia imposto immediati interventi di bonifica”. “E’ ancor più inaccettabile che si riduca una zona del paese in una gigantesca pattumiera”. “Il tutto in piena estate – continua la nota del Codacons – esponendo la popolazione al rischio che si propaghino incendi dalle conseguenze terribili per la salute pubblica”. E’ risaputo, infatti, che la combustione dei rifiuti, soprattutto della plastica, produce inquinanti altamente tossici come diossine ed idrocarburi policiclici aromatici. In questa situazione “ai margini della civiltà” non rimane che aggrapparci alle decisioni che andrà ad assumere la Procura, cui abbiamo chiesto di individuare tutti i responsabili di questa incredibile vicenda che umilia Santa Caterina dello Ionio e la sua gente nonchè imporre la rimozione dei rifiuti ed il ripristino dello stato dei luoghi. L’ impressione è che alcune amministrazioni – prosegue Di Lieto – non considerino una priorità la decenza del proprio territorio. Del resto poiché da tempo la medesima località è interessata da comportamenti che definire incivili è davvero riduttivo – tanto da essere stata oggetto di un provvedimento di sequestro – probabilmente sarebbe bastata una banale telecamera per contrastare il malcostume di abbandonare rifiuti, con enormi vantaggi anche per le casse comunali, per le multe comminate”. Chi abbandona i rifiuti per strada procura un danno economico e sociale a tutta la comunità – conclude Di Lieto – ma, forse, il consenso degli “sporcaccioni” è molto più importante del rispetto dell’ ambiente.

TeleBorsa, 16/08/2019 10:19
economia
Codacons, flop del Reddito di Cittadinanza
secondo l’ analisi dei dati inps, solo 922 mila richieste sarebbero state accettate su 1 milione e mezzo presentate
(Teleborsa) – Ancora pareri contrastanti e analisi preoccupanti per quanto riguarda il Reddito di Cittadinanza . L’ ultimo campanello d’ allarme arriva dal Codacons , che analizza la situazione del provvedimento fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle . Secondo l’ analisi dei dati INPS , sarebbe un vero e proprio flop: ben 922 mila sarebbero le richieste accettate su 1 milione e mezzo presentate. In pratica, spiega l’ Associazione che tutela i diritti degli utenti e dei consumatori, solo 1 cittadino su 3 avente diritto ne beneficia : un dato preoccupante che attesta come il sussidio non abbia fatto breccia tra gli italiani, neanche fra chi aveva diritto a chiederlo.

TP24, 16/08/2019 10:08
Reddito cittadinanza, per il Codacons è un flop. Ne beneficia solo 1 su 3 avente diritto
16/08/2019 10:00:00Il reddito di cittadinanza è, almeno stando ai numeri, un “flop”. Lo afferma il Codacons, alla luce dei dati diffusi dall’ Inps. Al momento sono state presentate quasi 1 milione e mezzo di domande, e i beneficiari la cui richiesta è stata accolta sono stati 922mila. “In pratica – sottolinea il Codacons – al momento solo 1 cittadino su 3 avente diritto al reddito beneficia realmente della misura. Poco, troppo poco: il dato attesta come il sussidio sia un flop e non abbia fatto breccia tra gli italiani, nemmeno tra coloro che hanno i requisiti per richiederlo”.”Farebbe bene il prossimo Governo e studiare con maggiore attenzione le misure economiche a sostegno delle famiglie, ma soprattutto a mettere al primo posto l’ esigenza di evitare l’ incremento Iva del 2020, sciagura che danneggerebbe una platea enorme di italiani e produrrebbe effetti catastrofici sui consumi, sul commercio, sull’ occupazione e sull’ economia nazionale”, dichiara il presidente di Codacons, Carlo Rienzi.
carlo rienzi

quotidianodisicilia.it, 16/08/2019 10:08
Saldi, approvato il calendario per la Sicilia
pianificate le date per il biennio fino al 2021. emanato dall’ assessorato alle attivitã produttive della regione siciliana il decreto con tutti gli appuntamenti
Approvato il calendario delle vendite promozionali e saldi di fine stagione per il biennio 2020-2021 in Sicilia. L’ assessore regionale alle Attività Produttive Mimmo Turano ha emanato il decreto con le date di riferimento. In dettaglio, le vendite promozionali per il biennio 2020-2021 possono essere effettuate dal 16 marzo al 30 giugno e dal 16 settembre al 31 dicembre. Le vendite di fine stagione o saldi per il periodo invernale del biennio 2020-2021 possono essere effettuate dal 2 gennaio al 15 marzo. Le vendite di fine stagione o saldi per il periodo estivo del biennio 2020-2021 possono essere effettuate dall’ 1 luglio al 15 settembre. Quest’ anno in Sicilia i saldi sono cominciati il primo di luglio, in anticipo di qualche giorno rispetto alle altre regioni d’ Italia. Secondo il segretario nazionale del Codacons, il catanese Francesco Tanasi, si è però trattato di “Un inizio solo formale perché i saldi erano di fatto già partiti da giorni con sconti e promozioni speciali e ribassi dei prezzi fino al 60% comunicati via sms, Facebook, Whatsapp o mail. Ecco perché bisogna stare attenti a evitare fregature”.

Borsa Italiana, 16/08/2019 10:03
Codacons, flop del Reddito di Cittadinanza
(Teleborsa) – Ancora pareri contrastanti e analisi preoccupanti per quanto riguarda il Reddito di Cittadinanza . L’ ultimo campanello d’ allarme arriva dal Codacons , che analizza la situazione del provvedimento fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle . Secondo l’ analisi dei dati INPS , sarebbe un vero e proprio flop: ben 922 mila sarebbero le richieste accettate su 1 milione e mezzo presentate. In pratica, spiega l’ Associazione che tutela i diritti degli utenti e dei consumatori, solo 1 cittadino su 3 avente diritto ne beneficia : un dato preoccupante che attesta come il sussidio non abbia fatto breccia tra gli italiani, neanche fra chi aveva diritto a chiederlo. (Teleborsa) 16-08-2019 09:44.

secoloditalia.it, 16/08/2019 09:08
Il reddito di cittadinanza è stato un fallimento: lo provano i numeri (e i fatti di cronaca)
l’ hanno beccato coloro che non ne aveva diritto, come dimostrano i fatti di cronaca. addirittura usurai e rapinatori a mano armata. l’ hanno beccato nomadi e immigrati. ma ora ci sono le cifre che lo provano, «il reddito di cittadinanza è stato un vero e proprio flop». lo afferma il
L’ hanno beccato coloro che non ne aveva diritto, come dimostrano i fatti di cronaca. Addirittura usurai e rapinatori a mano armata. L’ hanno beccato nomadi e immigrati. Ma ora ci sono le cifre che lo provano, «Il reddito di cittadinanza è stato un vero e proprio flop». Lo afferma il Codacons, che commenta i dati diffusi dall’ Inps. Al momento sono state presentate solo un milione e 400mila domande. I beneficiari – la cui richiesta è stata accolta – sono però al di sotto di quota 900mila. Numeri lontanissimi dalle previsioni del Governo. Secondo quanto avevano affermato esperti e ministri di Palazzo Chigi, infatti, gli italiani destinatari del reddito di cittadinanza sarebbero stati 2,7 milioni.Sono i numeri a “condannare”il reddito di cittadinanzaIn pratica, stando ai numeri dell’ Inps, al momento solo un cittadino su tre avente diritto al reddito beneficerà realmente della misura. Ciò attesta come il sussidio sia un fallimento e non abbia sfondato tra gli italiani. «Non ha fatto breccia nemmeno tra coloro che hanno i requisiti per richiederlo», aggiunge il Codacons.«Farebbe bene il governo e studiare con maggiore attenzione le misure economiche a sostegno delle famiglie», dichiara il presidente Carlo Rienzi. «Vanno utilizzate le risorse per evitare l’ incremento dell’ Iva del 2020, sciagura che danneggerebbe una platea enorme di italiani con effetti depressivi sui consumi, sul commercio, sull’ occupazione e sull’ economia nazionale».

Sentinella del Canavese , 16/08/2019 08:34
Tornano i Tutor, Autostrade vince in Cassazione
i giudici danno ragione al concessionario nella disputa con craft:”nessuna contraffazione, le due società usano sistemi diversi”
MILANO. Alzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute di questa vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, l’ attuale Premier. Nella sentenza dello scorso 14 agosto la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello adottato da Autostrade per l’ Italia (Aspi) «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfazione da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In una nota degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1.000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2.500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio».

ilsecoloxix.it, 16/08/2019 08:16
Tornano i Tutor, Autostrade vince in Cassazione
I giudici danno ragione al concessionario nella disputa con Craft:’Nessuna contraffazione, le due società usano sistemi diversi’ fabio poletti 16 Agosto 2019 MILANO. Alzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute di questa vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, l’ attuale Premier. Nella sentenza dello scorso 14 agosto la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello adottato da Autostrade per l’ Italia (Aspi) «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfazione da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In una nota degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1.000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2.500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio».
fabio poletti

Soverato.com, 16/08/2019 08:06
Codacons: A Santa Caterina dello Jonio una discarica a cielo aperto
“L’ area, a ridosso del depuratore, era già sotto sequestro”. L’ Associazione chiede l’ immediato intervento della Procura per il rischio di roghi. “Uno spettacolo vergognoso proprio a ridosso dell’ impianto di depurazione”. Così il Codacons, che ha già provveduto a depositare una denuncia alla Procura della Repubblica di Catanzaro, porta alla luce una discarica a cielo aperto in Contrada Miloti del comune di Santa Caterina dello Ionio. Materassi abbandonati, televisori, lavatrici, frigoriferi ma anche fusti in metallo, pneumatici, oggetti d’ arredo ed una vera e propria montagna di sacchetti di plastica colmi di ogni porcheria. Questo è lo spettacolo che i turisti e la cittadinanza intera possono “ammirare” – afferma Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale dell’ associazione, che ha sottoscritto la denuncia – grazie alla mancanza di rispetto delle più elementari norme civili di alcuni e del disinteresse di molti. Chiaro il riferimento all’ amministrazione comunale che – secondo il Codacons – avrebbe tollerato o, comunque, non avrebbe adeguatamente fronteggiato questa situazione vergognosa. “E’ inaccettabile che tanto degrado non abbia imposto immediati interventi di bonifica”. “E’ ancor più inaccettabile che si riduca una zona del paese in una gigantesca pattumiera”. “Il tutto in piena estate – continua la nota del Codacons – esponendo la popolazione al rischio che si propaghino incendi dalle conseguenze terribili per la salute pubblica”. E’ risaputo, infatti, che la combustione dei rifiuti, soprattutto della plastica, produce inquinanti altamente tossici come diossine ed idrocarburi policiclici aromatici. In questa situazione “ai margini della civiltà” non rimane che aggrapparci alle decisioni che andrà ad assumere la Procura, cui abbiamo chiesto di individuare tutti i responsabili di questa incredibile vicenda che umilia Santa Caterina dello Ionio e la sua gente nonchè imporre la rimozione dei rifiuti ed il ripristino dello stato dei luoghi. L’ impressione è che alcune amministrazioni – prosegue Di Lieto – non considerino una priorità la decenza del proprio territorio. Del resto poiché da tempo la medesima località è interessata da comportamenti che definire incivili è davvero riduttivo – tanto da essere stata oggetto di un provvedimento di sequestro – probabilmente sarebbe bastata una banale telecamera per contrastare il malcostume di abbandonare rifiuti, con enormi vantaggi anche per le casse comunali, per le multe comminate”. Chi abbandona i rifiuti per strada procura un danno economico e sociale a tutta la comunità – conclude Di Lieto – ma, forse, il consenso degli “sporcaccioni” è molto più importante del rispetto dell’ ambiente.

mattinopadova.it, 16/08/2019 07:54
Tornano i Tutor, Autostrade vince in Cassazione
I giudici danno ragione al concessionario nella disputa con Craft:’Nessuna contraffazione, le due società usano sistemi diversi’ fabio poletti 16 Agosto 2019 MILANO. Alzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute di questa vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, l’ attuale Premier. Nella sentenza dello scorso 14 agosto la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello adottato da Autostrade per l’ Italia (Aspi) «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfazione da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In una nota degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1.000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2.500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio».
fabio poletti

gazzettadireggio.it, 16/08/2019 07:36
Tornano i Tutor, Autostrade vince in Cassazione
I giudici danno ragione al concessionario nella disputa con Craft:’Nessuna contraffazione, le due società usano sistemi diversi’ fabio poletti 16 Agosto 2019 MILANO. Alzate il piede dall’ acceleratore. Sono tornati i Tutor, i peggiori nemici degli automobilisti indisciplinati. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per l’ Italia del Gruppo Benetton, in un contenzioso che andava avanti da anni con la società toscana Craft, che avanzava diritti sulla proprietà intellettuale del sistema Sicve Sistema Informativo per il Controllo della Velocità e che per questo aveva chiesto alcune decine di milioni di euro. Ora la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d’ Appello di Roma del 10 aprile 2018 che dava ragione, dopo ben 4 sentenze contrarie, alla società di Greve in Chianti che nelle prime battute di questa vicenda giudiziaria iniziata nel 2008 era assistita dall’ avvocato Giuseppe Conte, l’ attuale Premier. Nella sentenza dello scorso 14 agosto la Cassazione ha ritenuto che i due sistemi, quello ideato da Craft agli inizi degli Anni Duemila e quello adottato da Autostrade per l’ Italia (Aspi) «adottano due distinti sistemi di rilevamento dei vicoli, uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico e quindi non vi è stata alcuna contraffazione». Soddisfazione da Aspi: «Questa sentenza dimostra la correttezza del nostro comportamento e la non brevettabilità di sistemi matematici noti». In una nota degli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci che difendono Aspi viene ricordato come la sentenza della Corte d’ Appello aveva addirittura imposto la distruzione del sistema in esercizio da parte di Autostrade per l’ Italia. Adottando temporaneamente un altro sistema, la concessionaria autostradale aveva garantito la copertura della rete fino a circa 1000 chilometri. Molto meno dei 2500 chilometri del sistema originale che saranno ora ripristinati seppur gradualmente. Autostrade per l’ Italia assicura che 1.000 chilometri saranno operativi entro il primo controesodo di settembre per poi tornare a regime in alcune settimane. La Polizia stradale che ha in uso gratuito il sistema ha chiesto che la riattivazione iniziasse sulle tratte più trafficate o con la presenza percentuale del più alto numero di incidenti. Fino al completamento dei 2.500 chilometri coperti dal sistema, pari al 40% della intera rete autostradale italiana. Dalla sua introduzione avvenuta il 23 dicembre 2005 si calcola che il sistema abbia ridotto del 22% gli incidenti e addirittura del 50% quelli mortali. Non a caso il Codacons chiede che il sistema venga esteso a tutta la rete autostradale: «In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre gli incidenti e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons, nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio».
fabio poletti

Gente, 16/08/2019 07:06
anteprima
UNA NON BASTAVA PIÙ L’ ITALIA AVRÀ DUE MISS
di Roberta Spadotto IN PRIMA LINEA PER LE DONNE Roma. Patrizia Mirigliani, 61 anni, guida Miss Italia dal 2002. «La mia famiglia dà il nome al concorso, dal 1959», dice. «Sessant’ anni dalla parte delle donne». Miss Italia compie 80 anni e ha fatto a tutti una sorpresa: è tornata alla Rai, dopo sei anni su La7. Le trattative sono state serrate, si sono protratte per settimane e si sono concluse a meno di un mese dalla finale di Jesolo, il 6 settembre. SORPRESA FINALE: C’ È FRASSICA Nino Frassica, 68 anni. Dovrebbe affiancare Alessandro Greco nella conduzione della finale di Miss Italia, in onda il 6 settembre su Raiuno. HA FAMIGLIA EXTRA LARGE Conosciamo alcune finaliste. La piemontese Alessandra Boassi, 19 anni, vuole diventare cronista sportiva e dice di avere una famiglia molto allargata. Ora che quasi tutte le firme sono state apposte – compresa quella del conduttore, Alessandro Greco, probabilmente affiancato da Nino Frassica – Patrizia Mirigliani può raccontare per la prima volta a Gente tutte le novità di un’ edizione tanto speciale e i retroscena di questo clamoroso ritorno sulla Tv pubblica. Ma prima una premessa: non c’ è stata nessuna porta sbattuta in faccia. «Ringrazio tanto Urbano Cairo di averci ospitato su La7», dice. «Ma per un anniversario così importante era giusto che il concorso avesse una passerella storica. Siamo tornati sulla Rete che ha condiviso con Miss Italia 25 anni di successi e dove moltissime nostre Miss, come Elisa Isoardi, hanno fatto carriera». La patron, che quest’ anno festeggia anche i 60 anni da che il concorso passò nelle mani di suo padre Enzo, e dunque della sua famiglia, ovvero nel 1959, è fiera di dire che Miss Italia gode sempre di ottima salute. «Le ragazze che si sono presentate alle selezioni sono in aumento, circa tremila», dice. «È il segnale che le giovani vedono ancora in noi un trampolino di lancio per il loro futuro». FA UNO STAGE ALL’ ONU Federica Ippolitoni, 24 anni, sta facendo uno stage presso l’ ufficio delle Nazioni Unite di Roma. HA BATTUTO L’ ANORESSIA Flavia Natalini, 23 anni, ha combattuto l’ anoressia e l’ ha sconfitta, racconta, grazie a un viaggio in solitudine. Ed ecco allora tutte le novità. «La prima è che quest’ anno ci saranno ben due Miss Italia», svela la Mirigliani. «La prima sarà eletta dal pubblico da casa e la seconda da una giuria di ex vincitrici del concorso. Sarà la Miss delle Miss». Non è prevista, infatti, l’ ormai classica giuria di qualità. Per decidere il titolo-novità 2019, unico nella storia del concorso, sono state chiamate coloro che hanno già portato corona e scettro di più bella. Rivedremo dunque Anna Kanakis, che dominò nel 1977, Federica Moro, Miss nel 1982, Mirka Viola, eletta cinque anni più tardi, Martina Colombari, vincitrice nel 1991, Denny Mendez, più bella del 1996, Eleonora Pedron, numero uno nel 2002, e la sua “erede” Francesca Chillemi. E la lista è ancora da completare. «Madrina di questa edizione», annuncia la Mirigliani, «sarà Gina Lollobrigida, che partecipò a Miss Italia nel 1947 piazzandosi terza. Quell’ anno vinse Lucia Bosè». «LA MADRINA SARÀ GINA LOLLOBRIGIDA CHE NEL 1947 ARRIVÒ SOLO TERZA» Altra “prima assoluta” introdotta con l’ edizione 2019 riguarda il voto: sarà solo il pubblico a casa, attraverso il televoto, e non le giurie specializzate, a decidere chi saranno le Miss che continueranno la gara e la ragazza che alla fine vincerà. «Un’ altra novità», continua Patrizia Mirigliani, «riguarda le prefinali, dal 26 al 28 agosto, che verranno seguite da La vita in diretta con una decina di collegamenti. In tre giorni le candidate passeranno da 185 a 80. Ma per la prima volta le ragazze che si sono aggiudicate la fascia regionale passeranno direttamente in finale, fatto che non era automatico gli altri anni. Il 6 settembre, quindi, ogni regione d’ Italia sarà rappresentata e questo sta già creando fermento. Alcuni sindaci ci hanno fatto sapere che faranno montare maxischermi nelle piazze di città e paesi, cosa che già succede al Sud». È FIGLIA D’ ARTE Denise Romano, 20, segue le orme di nonna Carmela Agostino, miss nel 1962, e della madre Luciana Pepe, miss nel 1996. TENNISTA VINCENTE Susanna Giovanardi, 20, “Prima Miss dell’ anno”, gioca a tennis in tornei internazionali. ((Foto Gianmarco Chieregato).) LA SORELLA VINSE NEL 2001 Miriam Ferolla, 27 anni, partecipa alla gara 18 anni dopo la sorella. Daniela Ferolla riuscì anche a vincere il titolo. Per la prima volta, poi, ci sarà un’ orchestra in diretta, che accompagnerà i diversi momenti della serata, spazi dedicati alla moda, a prove di talento e ad altre esibizioni ancora top secret. «Gli 80 anni del concorso», anticipa la patron, «saranno celebrati con video di repertorio e con la presenza di molte ospiti, tra cui donne che spiccano per talento e professionalità in diversi campi». Patrizia Mirigliani si è sempre battuta per rompere i tabù riguardanti il corpo delle donne: nel 2011 aveva introdotto la fascia “Curvy”, ossia per le taglie superiori alla 42, per comunicare che la bellezza non è una questione di forme ma di equilibrio. «L’ anno scorso abbiamo fatto un altro passo», racconta, «abolendo quella categoria perché oggi le ragazze formose accedono al concorso senza problemi e non c’ è bisogno di distinguerle dalle altre». Dunque tra le semifinaliste ci saranno donne non uniformate da uno stereotipo. «L’ anno scorso abbiamo dato un altro forte strappo», continua la patron, «con la partecipazione per la prima volta di una ragazza con una protesi alla gamba, Chiara Bordi, arrivata terza». Quest’ anno la denuncia sociale si ferma per lasciare spazio ai festeggiamenti. «Anche se», spiega la patron, «Miss Italia si mobilita come ogni anno contro la violenza alle donne e promuove lo sportello anti-stalking del Codacons». UN’ ALTRA NOVITÀ: L’ ORCHESTRA DELLA RAI SUONERÀ IN DIRETTA Comunque, le storie delle aspiranti Miss di questa edizione speciale regalano come sempre uno spaccato di chi sono e cosa vogliono le giovani del 2019. C’ è per esempio la romana Federica Ippolitoni, 24 anni, che è stagista presso l’ ufficio delle Nazioni Unite di Roma; oppure Susanna Giovanardi, 19, che è una tennista professionista. C’ è anche chi tenta la strada del concorso seguendo le orme di chi già partecipò in famiglia, come Miriam Ferolla, 27 anni, che si presenta 18 anni dopo la vittoria della sorella Daniela; o Denise Romano, 20 anni, la cui nonna e mamma furono semifinaliste, rispettivamente nel 1962 e nel 1996. Insomma, Miss Italia ha 80 anni ma non smette di ringiovanire. Roberta Spadotto IL CONCORSO DI BELLEZZA COMPIE 80 ANNI. E CAMBIA MISS ITALIA FA 80 E SI REGALA DUE REGINE (Foto RaffaelloBalzo). Capelli: Dettagli parrucchieri di Valerio Matteo. Location: Palazzo Naiadi The Dedica Anthology.
\n di roberta spadotto\n

corriere.it, 16/08/2019 00:36
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Tutor riattivato sulle autostrade, via libera dalla Cassazione: i controlli ripartono per il controeseodo
multe, pagano solo 4 automobilisti su 10. persi 1,6 miliardi di euro (perché c’ entrano i condoni)
A sospendere il servizio Tutor sulle autostrade italiane un anno fa era stata la sentenza di un tribunale. Ora un’ altra sentenza, questa volta della Corte di Cassazione, lo ha ripristinato. Così nella guerra dei sistemi informatici, che consentono di punire gli automobilisti che superano i limiti di velocità, a spuntarla è stata Autostrade per l’ Italia. Al termine di una lunghissima querelle giuridica, iniziata nel 2006. La Corte di Cassazione ha infatti ritenuto del tutto infondati i motivi per i quali la Corte d’ Appello di Roma, il 10 aprile 2018, aveva ritenuto che il sistema di controllo della velocità media, cosiddetto Tutor, violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft e dovesse essere rimosso. In sostanza, la suprema corte ha ritenuto che non si possano «brevettare» le formule matematiche e che il sistema utilizzato da Autostrade per l’ Italia fosse diverso da quello della società Craft. La ricerca Multe, pagano solo 4 automobilisti su 10. Persi 1,6 miliardi di euro (perché c’ entrano i condoni) di Redazione Economia Ok al sistema nei prossimi giorni Aspi (la concessionaria del gruppo Atlantia, in mano ai Benetton) ha già riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema, per consentirne la messa a disposizione in tempi brevi. «Per riattivarlo c’ è bisogno dei normali tempi tecnici. Come il controllo informatico che va fatto assieme alla polizia stradale. Dobbiamo assicurarci che tutto funzioni. È questione di giorni» – fanno sapere da Autostrade. Il sistema dovrebbe tornare a essere operativo per il controesodo, nel periodo compreso tra l’ ultima settimana di agosto e la prima di settembre. Saranno «coperti» circa 1.000 chilometri di tratte. le novità Multe, Google Maps e autovelox. Le 7 cose da sapere per evitare le contravvenzioni di Salvatore Frequente 2500 chilometri sotto controllo Senza entrare in complesse questioni tecnico-giuridiche, occorre però precisare che la riattivazione riguarda il sistema denominato SICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità), detto anche semplicemente Tutor, che era stato introdotto in Italia nel 2004. Dal 2018, cioè da quando la Corte d’ Appello di Roma ne aveva decretato lo spegnimento, era comunque attivo un altro sistema, chiamato SICVE-PM. Con il funzionamento di entrambi aumenteranno i chilometri delle tratte controllate: circa 2.500. Società Autostrade mette a disposizione il sistema informatico che permette di leggere la targa e registrare i tempi di percorrenza. Ma è la Polstrada a decidere come e quando effettuare i controlli. Il gruppo Autostrade per l’ Italia ricorda che la sentenza di Appello faceva seguito a 4 sentenze a loro favore e che il sistema Tutor era stato sviluppato e finanziato con decine di milioni di euro dalla società e affidato in comodato gratuito alla Polizia stradale. Sempre secondo i dati di Aspi, «l’ impiego dei tutor ha ridotto del 70 per cento il numero dei morti sulla rete autostradale, grazie a una diminuzione del 25 per cento della velocità di picco e del 15 per cento di quella media». Soddisfatto per la pronuncia della Cassazione il Codacons: «In un Paese come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incident, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ ottima notizia».

AgenPress, 15/08/2019 19:31
Migranti, Open Arms, Codacons: principi del TAR non siano oggetto di speculazione politica
Agenpress. Il Codacons interviene a difesa del TAR Lazio nel dibattito scaturito dopo la sospensione del divieto d’ ingresso nelle acque territoriali italiane della nave Open Arms, e invita tutti gli attori politici a non strumentalizzare le decisioni dei tribunali italiani: queste, infatti, si riferiscono a situazioni specifiche e circostanze precise, non rappresentano in alcun modo l’ espressione di una volontà politica né possono costituire la base di legittimità per questa o quella opinione in campo. Il TAR Lazio, come sempre, ha difeso la corretta applicazione della Legge – ma occorre circostanziare la sua pronuncia: il tribunale, nel decreto cautelare a firma del presidente Leonardo Pasanisi, ha sospeso il divieto “ritenuto, quanto al periculum in mora , che sicuramente sussiste, alla luce della documentazione prodotta (medical report, relazione psicologica, dichiarazione capo missione), la prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza, tale da giustificare la concezione della richiesta tutela cautelare monocratica, al fine di consentire l’ ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane (e quindi di prestare l’ immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli, come del resto sembra sia già avvenuto per i casi più critici)”. Nessun “via libera” ai cd. “porti aperti”, quindi: solo la sacrosanta affermazione del principio generale – che prescinde dalle questioni migratorie – dell’ obbligo di soccorrere bambini e ammalati, e comunque di intervenire in caso di pericolo imminente per la salute e la sicurezza delle persone in mare. L’ invito del Codacons è quindi a non stravolgere, ampliare o caricare di altre valenze (annunciando l’ apertura” indiscriminata dei porti italiani, per esempio, o un diritto di sbarco universale dei migranti sul territorio italiano) quella che rimane una pronuncia di merito, a non bypassare in questo modo le legittime opinioni dei cittadini italiani stremati dalla crisi, a non diffondere una sorta di via libera generalizzato all’ operato delle ONG straniere sul territorio italiano. L’ Associazione, che sostiene la necessità di una equa ripartizione in Europa dei migranti, vigilerà in questi giorni riguardo la diffusione di notizie corrette sul caso e sulla giusta rappresentazione – anche mediatica – delle decisioni del TAR e dei tribunali italiani in genere.

quotidianodelsud.it, 15/08/2019 09:50
Salma ricoperta di formiche nell’ ospedale di Scafati: aperta inchiesta
campania
SALERNO – Erano corsi in ospedale a Scafati (Salerno) per dare l’ ultimo saluto alla madre. Ma quando hanno sollevato il lenzuolo bianco che copriva il cadavere della donna, hanno provato un senso d’ incredulità e rabbia. La barella su cui era stata collocata la salma di una 61enne di Angri (Salerno), nell’ obitorio dell’ ospedale «Mauro Scarlato», era invasa da formiche, che avevano raggiunto anche il corpo della donna, deceduta alle 9,20 di materdì. Uno scenario che dopo la denuncia dei familiari ai Carabinieri ha portato all’ apertura di un’ inchiesta della Procura di Nocera Inferiore. L’ episodio ha riportato alla mente quanto accaduto a Febbraio nell’ ospedale «San Giovanni Bosco» di Napoli. Il pm Federica Lo Conte ha disposto il sequestro della salma e delle cartelle cliniche, oltre all’ autopsia che, come richiesto dai familiari, assistiti dagli avvocati Gerardo Striano e Silvio Del Regno, servirà a fare luce sulle cause della morte. L’ Asl di Salerno ha reso noto che all’ interno dell’ obitorio “sono stati rinvenuti insetti che inequivocabilmente fuoriuscivano da un interstizio tra due battiscopa», ed ha affermato che l’ azienda «aveva già effettuato una serie di attività preventive volte alla sanificazione degli ambienti». L’ ultimo intervento – secondo la Asl – era stato effettuato il 7 agosto». Stamattina il sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha contattato il direttore sanitario Alfonso Giordano, direttore sanitario del Dipartimento di urgenza emergenza ed accettazione Nocera Inferiore- Pagani- Scafati, per chiedere di «mettere in campo tutte le azioni necessarie affinché fatti del genere, da terzo mondo, non si verifichino più». Il sindaco ha definito «gravissimo» quanto accaduto e la prossima settimana effettuerà un sopralluogo all’ Ospedale «non solo per verificare gli interventi già disposti per la sala mortuaria, ma per fare il punto rispetto alle criticità che interessano la struttura». La senatrice del «Movimento 5 Stelle», Luisa Angrisani, ha chiesto l’ intervento del Ministro della Salute Giulia Grillo, “affinché adotti ogni intervento opportuno per fare luce su questa grave vicenda». Per la parlamentare quanto accaduto “dimostra le inefficienze in cui versa la sanità campana». Il Codacons Campania ha chiesto il licenziamento «per coloro che saranno individuati come responsabili dell’ accaduto». Cronaca RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Ansa.

Cronache di Napoli, 15/08/2019 06:15
Riunione istituzionale e poi ritorno a Roma per contrastare il ‘patto della poltrona’ Il flop totale del Reddito, Codacons infuriato
i numeri inchiodano la misura
NAPOLI – I simpatizzanti e coloro che si preparavano a contestarlo resteranno delusi. La visita di Matteo Salvini in Campania, nello specifico a Castelvolturno, sarà rapidissima e si limiterà alla riunione del comitato per l’ ordine e la sicurezza. Poi il ritorno a Roma per affrontare un’ altra giornata delicati, con la crisi politica che gli sta sfuggendo di mano e l’ assedio sulla questione migranti con la Open NAPOLI (gp) – Secondo l’ Inps sono 1,4 milioni gli italiani che hanno chiesto il reddito di cittadinanza e molte domande sono state respinte. Numeri nettamente inferiori alle aspettative. E’ un flop”, commenta il Codacons, alla luce dei dati diffusi. “Al momento sono state presentate solo 1,4 milioni di domande, e i beneficiari la cui richiesta è stata accolta sono circa 900mila – spiega il Coda cons – Numeri lontanissimi dalle previsioni iniziali del Governo Lega-M5S, secondo cui gli italiani destinatari del reddito di cittadinanza sarebbero stati 2,7 milioni. In pratica, stando ai numeri, al momento solo un cittadino su tre avente diritto al reddito beneficerà realmente della misura. Poco, troppo poco: il dato attesta come il sussidio sia un flop e non abbia fatto breccia tra gli italiani, nemmeno tra coloro che hanno i requisiti per richiederlo”, concludono dal Codacons. Inoltre l’ Inps ha fatto sapere che non si registrano irregolarità. Cosa che fa riflettere visto che in Campania le assurdità, fino all’ erogazione alla famiglia di uno storico boss napoletano raccontata da Cronache nei giorni scorsi, non sono mancate. Il governo è ai titoli di coda. In futuro sarà difficile continuare a far finta di nulla.

Cronache di Caserta, 15/08/2019 06:15
i numeri inchiodano la misura
Il flop totale del Reddito, Codacons infuriato
CASERTA (gp) – Secondo l’ Inps sono 1,4 milioni gli italiani che hanno chiesto il reddito di cittadinanza e molte domande sono state respinte. Numeri nettamente inferiori alle aspettative. E’ un flop”, commenta il Codacons, alla luce dei dati diffusi. “Al momento sono state presentate solo 1,4 milioni di domande, e i beneficiari la cui richiesta è stata accolta sono circa 900mila – spiega il Coda cons – Numeri lontanissimi dalle previsioni iniziali del Governo Lega-M5S, secondo cui gli italiani destinatari del reddito di cittadinanza sarebbero stati 2,7 milioni. In pratica, stando ai numeri, al momento solo un cittadino su tre avente diritto al reddito beneficerà realmente della misura. Poco, troppo poco: il dato attesta come il sussidio sia un flop e non abbia fatto breccia tra gli italiani, nemmeno tra coloro che hanno i requisiti per richiederlo”, concludono dal Codacons. Inoltre l’ Inps ha fatto sapere che non si registrano irregolarità. Cosa che fa riflettere visto che in Campania le assurdità, fino all’ erogazione alla famiglia di uno storico boss napoletano raccontata da Cronache nei giorni scorsi, non sono mancate. Il governo è ai titoli di coda. In futuro sarà difficile continuare a far finta di nulla.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Brindisi), 15/08/2019 05:41
sarebbero da sostituire con quelli abilitati al bancomat in vista del convegno di trento
Parchimetri obsoleti creano difficoltà a chi è senza spiccioli in un gruppo nazionale
SAN PANCRAZIO SALENTINO. Strisce blu: non particolarmente gradito ai cittadini di questo piccolo Comune il pagamento del parcheggio auto. È diatriba e confusione non sapendo come regolarsi coi parchimetri che non contemplano il pagamento via bancomat. Una sentenza emessa nel 2017 stabilisce che «in mancanza di dispositivi attrezzati con bancomat gli automobilisti potranno ritenersi autorizzati a parcheggiare gratis tra gli stalli blu, senza il rischio di essere multati». Questa sentenza genera non poco caos in quanto i parchimetri di San Pancrazio prevedono l’ esclusivo pagamento tramite contanti e schede. Insomma come comportarsi senza incorrere nell’ errore soggetto a multa? Molte lamentele giungono da sampancraziesi che non hanno pagato il pedaggio per la sosta «a causa dei totem dei parchimetri obsoleti». Ronzino Micelli, per anni responsabile del Movimento Autonomo di Base di San Pancrazio ha creato un post su Facebook per cercare di fornire risposte concrete, a seguito delle rimostranze di molti cittadini che a lui si sono rivolti. Insomma, sono innumerevoli i casi di quanti non sanno come agire rispetto ad una situazione che non sarebbe in linea con quanto previsto dalla legge e che spesso diviene oggetto di ricorso. «Molto spesso – dice Micelli – mi è stato chiesto come procedere dinanzi ad un verbale ritenuto non giusto a seguito di pagamenti non effettuabili a causa di totem non al passo con i tempi. Altri stanno facendo ricorso al prefetto tramite il modello che possono trovare sui siti del Codacons e di altre associazioni a difesa dei consumatori». La gestione dei parchimetri è affidata ad una ditta esterna, la SIS. Il Comando della Polizia municipale fa sapere che il servizio di pagamento con POS è disponibile presso la sede in piazza ma non viene praticamente utilizzato. Ovviamente si riferisce al pagamento della multa e non a quello del pedaggio. Pagando la multa immediatamente si usufruirebbe della riduzione del 30%. Ad ogni modo, rimane un po’ di confusione sul da farsi. Dichiarare guerra, facendo ricorso al prefetto che dovrebbe rispondere e che scaduto un certo termine archivierebbe la multa, rendendola nulla, o rischiare di pagare il 10% in più in caso di ricorso respinto o addirittura pagare in contanti e tagliare la testa al toro. O, forse, sarebbe il caso di chiedere la sostituzione dei nuovi (ma già vecchi) parchimetri?

Cronache di Salerno, 15/08/2019 05:30
FORMICHE ALL’ OBITORIO : LA PROCURA APRE L’ INCHIESTA
scafati: il pm sequestra cartelle cliniche e la salma per l’ autopsia salvati annuncia un’ ispezione, il codacons: “licenziare i responsabili”
FORMICHE ALL’ OBITORIO : LA PROCURA APRE L’ INCHIESTA.

Cronache di Salerno, 15/08/2019 05:30
scafati
Il Codacons chiede il licenziamento dei responsabili, il senatore Angrisani scrive al Ministro
Sequestrate le cartelle cliniche della 60enne di Angri La procura di Nocera Inferiore ha aperto un’ inchiesta, disponendo il sequestro della salma e della cartella clinica. “Abbiamo presentato regolare denuncia. Sono state sequestrate le cartelle cliniche e la salma per l’ autopsia. Siamo in attesa di riscontri da parte del magistrato”, spiega l’ avvocato dei familiari della donna, Gerardo Striano, del foro di Nocera Inferiore. Nella denuncia formalizzata, i parenti della 60enne deceduta all’ ospedale ‘Mauro Scarlato’ di Scafati, hanno chiesto, inoltre, di fare luce anche sulle cause che hanno portato al decesso della signora. Intanto, il pm della procura nocerina ha ordinato anche la bonifica degli ambienti del presidio ospedaliero scafatese. Il sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha contattato il direttore sanitario Alfonso Giordano, direttore sanitario del Dipartimento di urgenza emergenza ed accettazione Nocera Inferiore- Pagani Scafati, per chiedere di “mettere in campo tutte le azioni necessarie affinche’ fatti del genere, da terzo mondo, non si verifichino piu'”. Il sindaco ha definito “gravissimo” quanto accaduto e la prossima settimana effettuerà un sopralluogo all’ Ospedale “non solo per verificare gli interventi gia’ disposti per la sala mortuaria, ma per fare il punto rispetto alle criticita’ che interessano la struttura”. La senatrice del “Movimento 5 Stelle”, Luisa Angrisani, ha chiesto l’ intervento del Ministro della Salute Giulia Grillo, “affinche’ adotti ogni inter.

Cronache di Salerno, 15/08/2019 05:30
L’ ira di Salvati: fatto grave, pronta ispezione
vento opportuno per fare luce su questa grave vicenda”. Per la parlamentare quanto accaduto “dimostra le inefficienze in cui versa la sanita’ campana”. Anche l’ associazione consumatori con una nota stampa è intervenuta sul caso della salma di una 61enne di Angri ritrovata ricoperta di formiche nella sala mortuaria dell’ ospedale “Mauro Scarlato” di Scafati. “Ennesimo scandalo-malasanità nel Mezzogiorno e in particolare in Campania, ennesima vergogna nazionale” – scrive il Codacons. “La vicenda della salma di una donna ritrovata piena di formiche nella sala mortuaria dell’ ospedale di Scafati rappresenta il punto più basso in una spirale senza fine: tra furbetti del cartellino, pazienti accatastati come sardine nei corridoi, formiche e inefficienze quotidiane di ogni tipo sembra che a nulla sia servito quanto già triste mente accaduto in passato (in primis a Napoli), per invertire la rotta”. “La Sanità Campana – ma più in generale nelle Regioni del Sud – rimane infatti abbandonata a se stessa, incapace di garantire agli utenti standard di servizio anche solo minimi e degni di un Paese civile”.

Il Roma, 15/08/2019 05:20
codacons: è flop
Un milione e mezzo di domande, solo 900mila accolte
ROMA. Sono 1.491.935 le domande di Reddito di cittadinanza presentate al 31 luglio. 922.487 sono state accolte, quasi 400mila respinte e circa 170mila in evidenza per ulteriore attività istruttoria. La percentuale di domande respinte è attualmente al 26,8%. Lo fa sapere l’ Inps affermando che ad oggi vi sono state 1.025 rinunce, mentre circa 32mila nuclei sono decaduti dal beneficio. Ma il reddito di cittadinanza è, almeno stando ai numeri, un flop. È quanto afferma il Codacons, alla luce dei dati diffusi dall’ Inps. Al momento sono state presentate solo 1,4 milioni di domande, e i beneficiari la cui richiesta è stata accolta sono circa 900mila – spiega il Coda cons -. Numeri lontanissimi dalle previsioni iniziali del Governo Lega-M5S, secondo cui gli italiani destinatari del reddito di cittadinanza sarebbero stati 2,7 milioni. In pratica, stando ai numeri, al momento solo un cittadino su 3 avente diritto al reddito beneficerà realmente della misura. Poco, troppo poco: il dato attesta come il sussidio sia un flop e non abbia fatto breccia tra gli italiani, nemmeno tra coloro che hanno i requisiti per richiederlo – aggiunge il Codacons. «Farebbe bene il prossimo Governo e studiare con maggiore attenzione le misure economiche a sostegno delle famiglie, ma soprattutto a mettere al primo posto l’ esigenza di evitare l’ incremento Iva del 2020, sciagura che danneggerebbe una platea enorme di italiani e produrrebbe effetti catastrofici sui consumi, sul commercio, sull’ occupazione e sull’ economia nazionale» dichiara il presidente Carlo Rienzi a proposito della misura.

Il Roma, 15/08/2019 05:20
Scandalo a Scafati, nell’ obitorio dell’ ospedale formiche sul cadavere
l’ asl: erano stati già effettuati alcuni interventi nela sala mortuaria. il sindaco: episodio gravissimo, sopraluogo nela struttura
SCAFATI. Erano corsi in ospedale a Scafati, in provincia di Salerno, per dare l’ ultimo saluto alla madre. Ma quando hanno sollevato il lenzuolo bianco che copriva il cadavere della donna, hanno provato un senso d’ incredulità e rabbia. La barella su cui era stata collocata la salma di una 61enne di Angri, nell’ obitorio dell’ ospedale “Mauro Scar lato”, era invasa da formiche, che avevano raggiunto anche il corpo della donna, deceduta alle 9,20 di martedì. Uno scenario che dopo la denuncia dei familiari ai Carabinieri ha portato all’ apertura di un’ inchiesta della Procura di Nocera Inferiore. L’ episodio ha riportato alla mente quanto accaduto a febbraio nell’ ospedale “San Giovanni Bosco” di Napoli. Il pm Federica Lo Conte ha disposto il sequestro della salma e delle cartelle cliniche, oltre all’ autopsia che, come richiesto dai familiari, assistiti dagli avvocati Gerardo Striano e Silvio Del Regno, servirà a fare luce sulle cause della morte. L’ Asl di Salerno ha reso noto che all’ interno dell’ obitorio «sono stati rinvenuti insetti che inequivocabilmente fuoriuscivano da un interstizio tra due battiscopa», ed ha affermato che l’ azienda «aveva già effettuato una serie di attività preventive volte alla sanificazione degli ambienti. L’ ultimo intervento – secondo la Asl – era stato effettuato il 7 agosto». Ieri mattina il sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha contattato il direttore sanitario Alfonso Giordano, direttore sanitario del Dipartimento di urgenza emergenza ed accettazione Nocera Inferiore -Pagani -Scafati, per chiedere di «mettere in campo tutte le azioni necessarie affinché fatti del genere, da terzo mondo, non si verifichino più». Il sindaco ha definito «gravissimo» quanto accaduto e la prossima settimana effettuerà un so pralluogo all’ Ospedale «non solo per verificare gli interventi già disposti per la sala mortuaria, ma per fare il punto rispetto alle criticità che interessano la struttura». La senatrice del “Movimento 5 Stelle”, Luisa Angrisani, ha chiesto l’ intervento del Ministro della Salute Giulia Grillo, «affinché adotti ogni intervento opportuno per fare luce su questa grave vicenda». Per la parlamentare quanto accaduto «dimostra le inefficienze in cui versa la sanità campana». Il Codacons Campania ha chiesto il licenziamento «per coloro che saranno individuati come responsabili dell’ accaduto».

La Prealpina, 15/08/2019 05:01
Salma in obitorio coperta di formiche
se ne sono accorti i parenti di una anziana morta poco prima. denuncia
salerno Erano corsi in ospedale a Scafati per dare l’ ultimo saluto alla madre morta a 61 anni. Ma quando hanno sollevato il lenzuolo bianco che copriva il cadavere della donna, hanno provato un senso d’ incredulità e rabbia. La barella su cui era stata collocata la salma, nell’ obitorio dell’ ospedale “Mauro Scarlato”, era invasa da formiche, che avevano raggiunto anche il corpo della donna, deceduta poche ore prima. Uno scenario che dopo la denuncia dei familiari ai carabinieri ha portato all’ apertura di un’ inchiesta della Procura di Nocera Inferiore. L’ episodio ha riportato alla mente quanto accaduto a Febbraio nell’ ospedale “San Giovanni Bosco” di Napoli. Il pm Federica Lo Conte ha disposto il sequestro della salma e delle cartelle cliniche, oltre all’ autopsia che, come richiesto dai familiari, assistiti dagli avvocati Gerardo Striano e Silvio Del Regno, servirà a fare luce sulle cause della morte. L’ Asl di Salerno ha reso noto che all’ interno dell’ obitorio «sono stati rinvenuti insetti che inequivocabilmente fuoriuscivano da un interstizio tra due battiscopa», e ha affermato che l’ azienda «aveva già effettuato una serie di attività preventive volte alla sanificazione degli ambienti». L’ ultimo intervento – secondo la Asl – era stato effettuato il 7 agosto. Ieri il sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha contattato il dottor Alfonso Giordano, direttore sanitario del Dipartimento di urgenza emergenza ed accettazione Nocera Inferiore- Pagani- Scafati, per chiedere di «mettere in campo tutte le azioni necessarie affinchè fatti del genere, da terzo mondo, non si verifichino più». Il sindaco ha definito «gravissimo» quanto accaduto e la prossima settimana effettuerà un sopralluogo all’ Ospedale «non solo per verificare gli interventi già disposti per la sala mortuaria, ma per fare il punto rispetto alle criticità che interessano la struttura». La senatrice del M5S Luisa Angrisani, ha chiesto l’ intervento del ministro della Salute Giulia Grillo, «affinché adotti ogni intervento opportuno per fare luce su questa grave vicenda». Per la parlamentare quanto accaduto «dimostra le inefficienze in cui versa la sanità campana». Il Codacons Campania ha chiesto il licenziamento «per coloro che saranno individuati come responsabili dell’ accaduto».

La Repubblica (ed. Napoli), 15/08/2019 04:42
Salma coperta di formiche La Asl: “Arrivate dal battiscopa”
all’ ospedale di scafati la denuncia dei familiari di una donna di 61 anni morta poco prima la procura apre una inchiesta. il codacons: ” vergogna nazionale”. 5 stelle contro de luca
La brutta sorpresa è stata riservata ai familiari già addolorati dal lutto. Quando sono andati a trovare la loro parente, una donna di 61 anni di Angri, all’ obitorio dell’ ospedale ” Mauro Scarlato” di Scafati ( Salerno) per l’ ultimo saluto, hanno trovato la salma completamente coperta da formiche. Il personale della struttura non si era accorto di nulla né era intervenuto per porre rimedio a quanto successo. È immediatamente scattato l’ allarme, i familiari hanno presentato denuncia ai carabinieri e poco dopo il pm della Procura di Nocera Inferiore, Federica Lo Conte, ha disposto il sequestro della salma e delle cartelle cliniche. Nelle prossime ore sarà effettuata l’ autopsia che, come richiesto dai familiari (assistiti dall’ avvocato Gerardo Striano e da Silvio Del Regno per la parte civile), servirà a far luce sulle cause del decesso della donna. Immediato il sopralluogo della Asl di Salerno che conclude: « Le formiche sono arrivate dal battiscopa». Secondo la ricostruzione di quanto accaduto l’ Azienda sanitaria – che esprime il suo cordoglio alla famiglia della signora di Angri – il decesso della donna è avvenuto alle ore 9,20 di lunedì e il trasporto della salma in obitorio tra le ore 9,30 e le 9,45. Dopodiché sono stati rinvenuti insetti « che inequivocabilmente uscivano da un interstizio tra due battiscopa » . Sottolinea la Asl che «erano già state effettuate una serie di attività preventive volte alla sanificazione degli ambienti mediante plurimi interventi, l’ ultimo dei quali effettuato in data 7 agosto ed ulteriori attività sono peraltro già programmate. Immediatamente allertati, sono giunti sul posto Alfonso Giordano direttore del Dea Nocera Inferiore- Scafati- Pagani, Luigi Lupo, direttore del Nucleo operativo ispettivo, e Maurizio D’ Ambrosio, dirigente medico del presidio ospedaliero di Scafati. È stato anche investito il Dipartimento di Prevenzione». Il Codacons chiede il licenziamento per gli eventuali responsabili di quanto accaduto e sottolinea: « È l’ ennesimo scandalo malasanità nel Mezzogiorno e in particolare in Campania, l’ ennesima vergogna nazionale » . Si legge nella nota: « La vicenda della salma di una donna ritrovata piena di formiche nella sala mortuaria dell’ ospedale di Scafati rappresenta il punto più basso in una spirale senza fine: tra furbetti del cartellino, pazienti accatastati come sardine nei corridoi, formiche e inefficienze quotidiane di ogni tipo sembra che a nulla sia servito quanto già tristemente accaduto in passato ( in primis a Napoli), per invertire la rotta. La sanità campana, ma più in generale nelle regioni del Sud, rimane infatti abbandonata a se stessa, incapace di garantire agli utenti standard di servizio anche solo minimi e degni di un paese civile. L’ associazione – conclude il Codacons – attende di conoscere i provvedimenti del presidente della Regione De Luca per evitare che simili vergognosi episodi possano ancora ripetersi in futuro » . Episodio grave, quello di Scafati, che segue i numerosi episodi accaduti a Napoli, a partire dal grave caso della donna intubata coperta di formiche al San Giovanni Bosco seguito da un secondo caso, un mese dopo nel pronto soccorso dello stesso ospedale. E ancora, nel febbraio scorso, una invasione di blatte al Vecchio Pellegrini. Ieri il sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha contattato il direttore sanitario Alfonso Giordano per chiedere di «mettere in campo tutte le azioni necessarie affinché fatti del genere, da terzo mondo, non si verifichino più». Il sindaco ha definito “gravissimo” quanto accaduto e la prossima settimana effettuerà un sopralluogo nell’ ospedale «per fare il punto rispetto alle criticità che interessano la struttura » . La senatrice del Movimento 5 Stelle Luisa Angrisani ha chiesto l’ intervento del ministro della Salute Giulia Grillo, «per fare luce sulla grave vicenda » . « Formiche su una salma e De Luca chiede la fine del commissariamento? » , polemizzano i consiglieri regionali dei 5 Stelle Valeria Ciarambino e Michele Cammarano. – i.de.a.

La Sicilia, 15/08/2019 04:30
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codacons«Varata task force pro disabili»«I diritti dei disabili non vanno in ferie ad agosto ed enti locali, villaggi vacanza e strutture ricettive devono garantire il rispetto delle norme di settore volte ad agevolare i cittadini portatori di handicap». Lo afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, che lancia la battaglia estiva a favore dei disabili. Tanasi spiega che «capita spesso che nel periodo estivo, quando le città si svuotano ed è al massimo livello l’ afflusso di vacanzieri presso strutture turistiche e ricettive, i diritti dei disabili vengano messi in secondo piano. Per i portatori di handicap diventa difficile spostarsi, accedere a spiagge e luoghi di interesse, soggiornare in strutture ricettive adeguate alle loro esigenze e godere dei benefici economici previsti dalla normativa. Eppure le norme di settore tutelano i disabili tutto l’ anno, riconoscendo i loro diritti e garantendo accessibilità e godimento dei servizi». Proprio per contrastare tale fenomeno il Codacons ha deciso di lanciare una task force per verificare il rispetto delle norme sui disabili presso strutture turistiche e ricettive, e per accertare che comuni ed enti locali garantiscano anche ad agosto i servizi dedicati ai portatori di handicap. In tal senso l’ associazione si rivolge ai diretti interessati, invitando i disabili a segnalare irregolarità, problemi, difficoltà di accesso e criticità di ogni tipo inviando una mail al Codacons all’ indirizzo sportello@codaconsicilia.it , onde consentire le dovute azioni legali del caso.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Basilicata), 15/08/2019 04:27
«Fatturato» di 16,5 mln Un terzo delle royalty per giro di affari gli 84mila clienti lucani spendono 450 euro
Eppure sembra che nulla ci sia. Tranne qualche presenza nella zona industriale, la prostituzione resta qualcosa di difficilmente percepibile. ma i numeri fanno paura. Secondo il Codacons in Italia 60mila prostitute (di cui 24mila in appartamento) grazie a 9 milioni di clienti sviluppano un giro d’ affari di 4 miliardi, quasi il doppio del settore alberghiero che fattura 2,4 miliardi. Ma vediamo come si traducono questi numeri proiettandoli in Basilicata. Il «fatturato» (si fa per dire) in regione supera i 16 milioni e mezzo sviluppati dai circa 84.500 clienti delle lucciole. Per avere un’ idea si spende così l’ equivalente di un terzo delle royaltu petrolifere della Val d’ Agri. Poco meno di un maschietto ogni tre nell’ arco dell’ anno (stiamo parlando sempre di stime e proiezioni) acquisterebbe del sesso e, in media, la spesa per ognuno dei clienti è di scarse 450 euro nell’ anno. Una somma di tutto rispetto, che nella maggior parte delle famiglie non passa inosservata (donne siete avvisate!!!) e che stando sempre alle proiezioni garantisce agli «amatori» una media di 4 incontri e mezzo l’ anno. Ma spese e numero i incontri sono molto variabili: se la media di una «prestzione» è (fonte escortadvisor) di 99 euro (a fronte dei 119 di media nazionale), nel 41% dei casi nel Potentino, e nel 33% nel Matera.

Giornale di Sicilia, 15/08/2019 03:46
a scafati, in provincia di salerno
Una salma piena di formiche nell’ obitorio dell’ ospedale
a scoprirlo sono stati i figli della signora morta: immediata la denuncia
Erano corsi in ospedale a Scafati, ion provincia di Salerno, per dare l’ ultimo saluto alla madre. Ma quando hanno sollevato il lenzuolo bianco che copriva il cadavere della donna, hanno provato un senso d’ incredulità e rabbia. La barella su cui era stata collocata la salma della signora, una 61enne di Angri, un altro centro del Salernitano, era piena di formiche. Èavvenuto all’ obitorio dell’ ospedale Mauro Scarlato. Gli insetti avevano raggiunto anche il corpo della donna, deceduta alle 9,20 di martedì. Uno scenario che dopo la denuncia presentata dei familiari della signora morta ai carabinieri ha portato all’ apertura di un’ inchiesta della Procura di Nocera Inferiore. L’ episodio ha riportato alla mente quanto accaduto nel mese di febbraio all’ ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Il pm Federica Lo Conte ha disposto il sequestro della salma e delle cartelle cliniche, oltre all’ autopsia che, come richiesto dai familiari, assistiti dagli avvocati Gerardo Striano e Silvio Del Regno, servirà a fare luce sulle cause della morte. L’ Asldi Salerno ha reso noto che all’ interno dell’ obitorio «sono stati rinvenuti insetti che inequivocabilmente fuoriuscivano da un interstizio tra due battiscopa», ed ha affermato che l’ azienda «aveva già effettuato una serie di attività preventive volte alla sanificazione degli ambienti». L’ ultimo intervento – secondo la Asl – era stato effettuato il 7 agosto. Ieri mattina il sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha contattato Alfonso Giordano, direttore sanitario del Dipartimento di urgenza emergenza ed accettazione del distretto Nocera Inferiore- Pagani- Scafati, per chiedere di «mettere in campo tutte le azioni necessarie affinché fatti del genere, da terzo mondo, non si verifichino più». Il sindaco ha definito «gravissimo» quanto accadutoe ha annunciato che la prossima settimana effettuerà un sopralluogo all’ ospedale «non solo per verificare gli interventi già disposti per la sala mortuaria – ha spiegato – ma per fare il punto rispetto alle criticità che interessano la struttura». La vicenda ha subito suscitato reazioni anche nel mondo politico. La senatrice del Movimento 5 Stelle, Luisa Angrisani, ha chiesto l’ intervento del ministro della Salute Giulia Grillo, «affinché adotti ogni intervento opportuno per fare luce su questa grave vicenda». Per la parlamentare quanto accaduto «dimostra le inefficienze in cui versa la sanità campana». Il Codacons della Campania ha invece chiesto il licenziamento «per coloro che saranno individuati come responsabili dell’ accaduto».

Il Giorno (ed. Brianza), 15/08/2019 03:12
Via l’ amianto dalla Stoppani
l’ assessore: «quantità minima, controsoffitto isolato»
di ANTONIO CACCAMO – ARCORE – SI LAVORA anche in pieno agosto per liberare la scuola media Stoppani dall’ amianto. L’ amministrazione ha programmato l’ intervento in modo che l’ edificio di via Monginevro possa riaprire senza intoppi a settembre. L’ amianto era nell’ intonaco del soffitto, lo hanno trovato per caso gli operai mentre facevano manutenzione. Il Comune ha subito spostato dodici classi e stanziato 300 mila euro per la bonifica. Ora l’ apertura del cantiere per rendere la scuola “amianto free”. Il che vuol dire eliminare la sostanza fuorilegge, sigillare ogni ambiente, immettere aria per evitare che la polvere vada in giro. «Al lavoro ci sono squadre di operai specializzati – dice Fausto Perego, assessore ai Lavori Pubblici -. Abbiamo esteso il progetto anche ai pilastri della zona interessata dalla bonifica con un una spesa aggiuntiva di 60 mila euro». La vicenda risale a metà marzo ed è stato oggetto di una interrogazione firmata dal consigliere comunale di FdI Cristiano Puglisi. «L’ amianto è stato ritrovato durante i controlli periodici programmati dal Comune – spiega Perego -. Era contenuto nell’ intonaco del soffitto non nei pannelli. Abbiamo subito avvisato la preside e i genitori». L’ Ats di Monza ha fatto tutti gli accertamenti. «La quantità di amianto à minima, lo 0,3%, e l’ intonaco integro – racconta l’ assessore -. Il controsoffitto è ben isolato, l’ amianto non avrebbe potuto diffondersi nell’ ambiente». La scuola , costruita negli anni ’70 quando l’ amianto non era ancora fuorilegge, non è l’ unica dove si è registrata la presenza di questo killer silenzioso. Sono 1.127 gli edifici scolastici lombardi censiti dal 2006 fino ad oggi. Di queste scuole 78 hanno un profilo di rischio più alto e 45 sono tenute sotto controllo per una presenza di amianto friabile, quello pericoloso perché può essere inalato e finire nei polmoni. La Regione ha varato un piano triennale e stanziato 5 milioni nel 2019 per la bonifica delle scuole. Il Codacons annuncia un esposto sull’ amianto trovato ad Arcore. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Mattino (ed. Salerno), 15/08/2019 02:39
Defunta invasa dalle formiche nell’ obitorio ispezione di specialisti dei carabinieri
LO SCANDALO Daniela Faiella Salma invasa dalle formiche nella sala mortuaria dell’ ospedale di Scafati: l’ ennesimo scandalo-malasanità del Mezzogiorno accende i riflettori della cronaca nazionale sul centro dell’ Agro. Non bastano le rassicurazioni fornite dai vertici dell’ Asl Salerno che confermano la presenza degli insetti nell’ obitorio del Mauro Scarlato, accertata nel corso di un’ ispezione nei locali in cui era stata sistemata la salma della sessantenne di Angri, effettuata dal direttore sanitario del Dea Nocera Inferiore-Pagani- Scafati Alfonso Giordano e dal direttore del nucleo operativo ispettivo Luigi Lupo. «Abbiamo riscontrato ha ribadito Giordano la presenza delle formiche provenienti da un piccolo foro tra le piastrelle del pavimento, che è stato subito sistemato. Non escludiamo che nel momento in cui la salma della signora è stata spostata dalla barella al tavolo di marmo, sia caduto del liquido organico che ha attirato gli insetti. Ci scusiamo con i familiari, ai quali ribadiamo la nostra vicinanza nella consapevolezza che fatti del genere non devono assolutamente accadere». I locali della sala mortuaria sono stati bonificati nella stessa giornata di martedì, ma le polemiche non si placano. «È l’ ennesima vergogna nazionale», scrive in una nota il Codacons, che si rende disponibile a offrire «assistenza legale alla famiglia coinvolta», chiedendo «il licenziamento per quelli che saranno individuati come responsabili dell’ accaduto» e attendendo di «conoscere i provvedimenti del presidente della Regione a Vincenzo De Luca». LA POLEMICA Vicinanza ai familiari della donna di Angri anche da parte dei consiglieri regionali del M5S, Valeria Ciarambino e Michele Cammarano che puntano il dito contro il presidente De Luca. «Una vicenda, l’ ennesima, figlia dell’ inettitudine di un governatore, incapace anche di investire il denaro messo a sua disposizione per manutenere le strutture ospedaliere, al punto che del miliardo e 700 milioni del piano straordinario di edilizia ospedaliera ne è stato speso poco più di un quinto. Di fronte a casi che fanno della Campania una vergogna mondiale De Luca trova ancora il coraggio di invocare l’ uscita dal commissariamento. Piuttosto che chiedere scusa ai cittadini campani, l’ unica preoccupazione di chi amministra questa regione resta quella di riconfermare ai posti di privilegio i pessimi manager che ha messo a gestire la sanità con risultati che sono sotto gli occhi di tutti». Intanto i carabinieri della tenenza di Scafati, delegati dalla procura di Nocera Inferiore, stanno continuando a indagare per accertare eventuali responsabilità. Intanto, sono stati generalizzati quindici dipendenti, fra medici e infermieri dei reparti di Pneumologia e Rianimazione. Il sostituto Federica Lo Conte, titolare dell’ inchiesta, ha disposto il sequestro della salma dell’ anziana di Angri e della cartella clinica, chiedendo a reparti specializzati dei carabinieri un’ ispezione nella sala mortuaria. Il figlio della donna aveva infatti presentato denuncia ai carabinieri sia per le precarie condizioni igieniche della sala mortuaria sia per presunte negligenze dei medici dell’ ospedale di Scafati, accusati di non aver assistito la madre come avrebbero dovuto. Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Scafati Cristoforo Salvati. «Fatti del genere non possono essere giustificati nè tollerati. Alla famiglia della signora va tutta la vicinanza e la solidarietà mia personale e dell’ Amministrazione comunale. Ho sentito telefonicamente il direttore sanitario Giordano al quale ho chiesto di relazionarmi su quanto è accaduto, invitandolo a mettere in campo tutte le azioni necessarie affinché fatti del genere, da terzo mondo, non si verifichino più». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Corriere Nazionale 16/08/2019

Palio di Siena: Codacons critica presenza Centinaio

Palio di Siena: il Codacons attacca e contesta l’annunciata presenza di Gian Marco Centinaio, Ministro Politiche Agricole, e Alberto Bonisoli dei Beni Culturali
Il Codacons attacca e riguardo il Palio di Siena contesta l’annunciata presenza di Gian Marco Centinaio, Ministro Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e di Alberto Bonisoli, Ministro per i Beni e le Attività Culturali.
“I ministri in questione conoscono, magari, il numero di cavalli e morti e feriti nel corso degli anni: una volta ogni due anni, in media, si consuma un decesso. Tanto che più volte è stato necessario presentare una denuncia alla Procura della Repubblica (l’ultima a seguito dell’abbattimento del cavallo Raol, nell’ottobre 2018), proprio a tutela di quegli animali che al Palio fungono da protagonisti della manifestazione” afferma l’associazione.
“Anche per questo appare incredibile la presenza, in particolare, del ministro Centinaio: tra le sue funzioni istituzionali da ministro dell’agricoltura, infatti, rientra proprio l’obbligo di tutelare gli animali. Ecco perché se dovesse verificarsi un incidente da questa presenza deriverebbe una grave responsabilità per i due ministri, ed ecco perché ci auguriamo – almeno – che tali cariche istituzionali si accertino personalmente del rispetto di regole e procedure prima dell’inizio dell’evento” prosegue il Codacons.
“Tante volte – spiega Carlo Rienzi, presidente dell’associazione – ci siamo rivolti alla magistratura per denunciare l’abbattimento di cavalli a seguito del Palio di Siena, una manifestazione obsoleta e immotivatamente cruenta. Oggi verificheremo che non siano proprio i cavalli – ancora una volta – a rimetterci direttamente, sotto gli occhi di due ministri della Repubblica, che inspiegabilmente hanno scelto di partecipare a un evento su cui invece sarebbe giusto porsi più di una domanda: è corretto consentire lo svolgimento di un evento, pur tradizionale e folkloristico, che a ogni tornata mette a rischio la vita dei cavalli partecipanti?”.
Protesta anche la LAV
Intanto, a pochi minuti dall’ingresso dei cavalli sul tufo, anche gli animalisti della LAV tornano ad alzare la voce e in un post su Twitter attaccano la manifestazione: “Al Palio i cavalli perdono sempre: 51 i cavalli morti a Siena durante le gare dal 1975 a oggi. Curve strette, terreni inadatti alla corsa, cavalli soggetti a cadute e ferite. L’unica “mossa giusta” è abolire i palii con animali”.

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