14 Luglio 2020

Rassegna stampa del 14 luglio 2020

    TraderLink, 14/07/2020 21:41
    Atlantia in attesa del CdM. Decisione su revoca non scontata
    Tra le blue chips che oggi sono riuscite a muoversi in controtendenza rispetto al Ftse Mib troviamo Atlantia che ha terminato gli scambi con il segno più dopo il crollo di ieri. Il titolo, dopo aver archiviato la sessione della vigilia con un affondo di oltre il 15%, oggi ha recuperato lo 0,75%, fermandosi a 11,445 euro. Sempre elevati i volumi di scambio visto che a fine sessione sono transitate sul mercato oltre 6,9 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a poco più di 2,2 milioni di pezzi. Dopo il crollo di ieri, il Codacons oggi ha deciso di presentare un esposto alla Consob, alla quale chiede “di aprire una specifica indagine sulle operazioni di acquisto e vendita di titoli della società nel periodo antecedente e successivo alle affermazioni del presidente del Consiglio relative alla possibile revoca della concessione ad Aspi, alla luce della possibile fattispecie di turbativa di mercato”. Intanto, dopo il Primo Ministro Conte, anche il segretario del PD, Zingaretti, ha sottolineato che la lettera di ASPI e? deludente e chiede un riassetto della societa? che veda il Governo al centro. La posizione di Italia Viva sarebbe invece contraria alla revoca della concessione. Secondo la stampa oggi il Consiglio Dei Ministri sarebbe servirebbe ad informare i Ministri ed arrivare ad un accordo politico. La revoca dovrebbe giungere con un decreto interministeriale da parte dei Ministri di Economia e Trasporti. Repubblica aggiunge l’ ipotesi che la revoca possa essere avviata con il commissariamento della societa? attraverso un decreto legge, simile al caso ILVA. Questa soluzione, evidenzia Equita SIM, permetterebbe la continuita? gestionale, eviterebbe il fallimento e l’ indennizzo ad ASPI verrebbe corrisposto dal concessionario entrante. Oggi intanto si è riunito anche il CDA di Atlantia che avrebbe pronto il ricorso al Tar del Lazio in caso di revoca, con l’ obiettivo di trasferire l’ intero dossier alla Corte Costituzionale ed alla Corte di Giustizia Europea. Infine, va sottolineato che secondo il Sole 24 Ore, fra le ipotesi allo studio della maggioranza ci sarebbe l’ ingresso dello Stato con Cassa Depositi e Prestiti in ASPI attraverso un aumento di capitale. Secondo Repubblica il Ministro del Tesoro starebbe valutando un aumento di capitale al quale Atlantia non partecipera? ed i fondi pubblici guidati da CDP rilevino una quota fra il 50-60% di ASPI, diluendo Atlantia al 12%. Una seconda ipotesi riportata dalla stampa sarebbe l’ entrata di CDP in Atlantia direttamente. Quest’ ultima soluzione, spiega Equita SIM, sarebbe sicuramente la piu? apprezzata dal mercato perche? preserverebbe l’ integrita? di Atlantia. La diluizione di quest’ ultima al 12% di ASPI ne ridurrebbe significativamente il valore, mentre la procedura di revoca anche attraverso il commissariamento sarebbe la soluzione piu? negativa per la societa?. Intanto cresce l’ attesa per la riunione del Consiglio dei Ministri che, programmata inizialmente alle 11 di questa mattina, è slittata alle 22. E’ possibile che si prosegua anche fino a notte fonda nel tentativo di porre la parola fine al dossier Atlantia, ma il Governo potrebbe anche non decidere oggi sulla revoca, come evidenziato da Equita SIM che su Atlantia mantiene fermo il rating “hold”, con un prezzo obiettivo a 15 euro. Fonte: News Trend Online © TraderLink News – Direttore Responsabile Marco Valeriani – Riproduzione vietata.
    marco valeriani

    TrendOnline, 14/07/2020 20:39
    Atlantia in attesa del CdM. Decisione su revoca non scontata
    atlantia ha recuperato poco meno dell’ 1% dopo il crollo di ieri relativamente al quale il codacons ha presentato un esposto alla consob.
    Tra le blue chips che oggi sono riuscite a muoversi in controtendenza rispetto al Ftse Mib troviamo Atlantia che ha terminato gli scambi con il segno più dopo il crollo di ieri. Atlantia in lieve rialzo dopo tonfo della vigilia Il titolo, dopo aver archiviato la sessione della vigilia con un affondo di oltre il 15%, oggi ha recuperato lo 0,75%, fermandosi a 11,445 euro. Sempre elevati i volumi di scambio visto che a fine sessione sono transitate sul mercato oltre 6,9 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a poco più di 2,2 milioni di pezzi. Atlantia: Codacons, esposto a Consob dopo crollo di ieri Dopo il crollo di ieri, il Codacons oggi ha deciso di presentare un esposto alla Consob, alla quale chiede “di aprire una specifica indagine sulle operazioni di acquisto e vendita di titoli della società nel periodo antecedente e successivo alle affermazioni del presidente del Consiglio relative alla possibile revoca della concessione ad Aspi, alla luce della possibile fattispecie di turbativa di mercato”. Atlantia: Governo ancora diviso. Le posizioni dei vari partiti Intanto, dopo il Primo Ministro Conte, anche il segretario del PD, Zingaretti, ha sottolineato che la lettera di ASPI e deludente e chiede un riassetto della societa che veda il Governo al centro. La posizione di Italia Viva sarebbe invece contraria alla revoca della concessione. Secondo la stampa oggi il Consiglio Dei Ministri sarebbe servirebbe ad informare i Ministri ed arrivare ad un accordo politico. Atlantia: quando aspettarsi la revoca della concessione? La revoca dovrebbe giungere con un decreto interministeriale da parte dei Ministri di Economia e Trasporti. Repubblica aggiunge l’ ipotesi che la revoca possa essere avviata con il commissariamento della societa attraverso un decreto legge, simile al caso ILVA. Questa soluzione, evidenzia Equita SIM, permetterebbe la continuita gestionale, eviterebbe il fallimento e l’ indennizzo ad ASPI verrebbe corrisposto dal concessionario entrante. Oggi intanto si è riunito anche il CDA di Atlantia che avrebbe pronto il ricorso al Tar del Lazio in caso di revoca, con l’ obiettivo di trasferire l’ intero dossier alla Corte Costituzionale ed alla Corte di Giustizia Europea. Atlantia: ultimi rumor sulle ipotesi allo studio Infine, va sottolineato che secondo il Sole 24 Ore, fra le ipotesi allo studio della maggioranza ci sarebbe l’ ingresso dello Stato con Cassa Depositi e Prestiti in ASPI attraverso un aumento di capitale. Secondo Repubblica il Ministro del Tesoro starebbe valutando un aumento di capitale al quale Atlantia non partecipera ed i fondi pubblici guidati da CDP rilevino una quota fra il 50-60% di ASPI, diluendo Atlantia al 12%. Una seconda ipotesi riportata dalla stampa sarebbe l’ entrata di CDP in Atlantia direttamente. Quest’ ultima soluzione, spiega Equita SIM, sarebbe sicuramente la piu apprezzata dal mercato perche preserverebbe l’ integrita di Atlantia. La diluizione di quest’ ultima al 12% di ASPI ne ridurrebbe significativamente il valore, mentre la procedura di revoca anche attraverso il commissariamento sarebbe la soluzione piu negativa per la societa. Intanto cresce l’ attesa per la riunione del Consiglio dei Ministri che, programmata inizialmente alle 11 di questa mattina, è slittata alle 22. E’ possibile che si prosegua anche fino a notte fonda nel tentativo di porre la parola fine al dossier Atlantia, ma il Governo potrebbe anche non decidere oggi sulla revoca, come evidenziato da Equita SIM che su Atlantia mantiene fermo il rating “hold”, con un prezzo obiettivo a 15 euro.

    Salerno Today, 14/07/2020 19:28
    Fatture non conformi al consumo: cittadini risarciti da Enel Energia
    Troppo spesso i consumatori ricevono fatture illegittime, addebitate dalle società erogatrici dei servizi elettrici che richiedono somme elevate a fronte di un consumo mai avvenuto. Da ora in poi non sarà più così. Prima il Giudice di Pace di Eboli, Turco con la sentenza n.676/19 e dopo il Giudice di Pace di Mercato San Severino, Lombardi, con la recentissima sentenza n.124/2020 hanno accolto le opposizioni dell’ Avv. Matteo Marchetti per conto di due consumatori.”Gli utenti hanno il diritto di contestare tutti i consumi che sono addebitati illegittimamente, dichiara l’ avvocato Marchetti, e richiedere alla società di ottenere i giusti calcoli delle somme richieste, ovviamente non è facile; basti pensare che sentenze di questo tipo sono rare nel panorama nazionale, ma va detto, allo stesso tempo, che i risultati delle contestazioni e dei nostri reclami sono ottimi anche senza arrivare in giudizio”. Queste due sentenze dimostrano che le bollette non sono intoccabili ma sottoposte al controllo del consumatore, possono essere oggetto di contestazioni se non regolari. Alla luce di quanto enunciato nelle sentenze prima citate, il Codacons ribadisce il suo impegno nel sostegno legale dei consumatori ma anche delle società le quali a volte subiscono vere e proprie ritorsioni sotto la minaccia della chiusura o del distacco del contatore impedendone il funzionamento dell’ attività. “Diverse aziende – conclude Marchetti -, hanno già ottenuto benefici di migliaia di euro anche attraverso la procedura di conciliazione che è tra l’ altro diventata obbligatoria”.

    Quotidiano Canavese, 14/07/2020 18:11
    IVREA – Nuova partnership tra Codacons Canavese e Caf Coldiretti
    i soci coldiretti del canavese potranno fruire dell’ assistenza codacons canavese alle condizioni sottoscrittein convenzione
    IVREA – Si informano tutti i soci Codacons Canavese dell’ avvenuto accordo di collaborazione con la Coldiretti area CAF Coldiretti Srl. La convenzione per l’ assistenza fiscale sottoscritta dal Codacons Canavese in data 26 giugno 2020 rappresenta un accordo da più parti auspicato. Il servizio verrà dato ai soci direttamente in sede Codacons Canavese (in via Circonvallazione 20 a Ivrea) dal responsabile CAF Coldiretti o da un suo delegato. Il servizio di assistenza fiscale -730- a condizioni economiche per i soci immutate. Il servizio sarà su richiesta, integrato da ISEE, Red, prestazioni sociali INPS, moduli detrazione pensionati che saranno gratuiti. I soci Coldiretti del Canavese potranno fruire dell’ assistenza Codacons Canavese alle condizioni sottoscritte in convenzione in tutte le aree di tutela al consumatore: utenze, contratti, banche finanziarie, problemi condominiali, sanità, viaggi.

    Anteprima 24 , 14/07/2020 17:44
    Bollette contestate e sentenze pro consumatori: le vittorie Codacons
    Tempo di lettura: 2 minuti Salerno – “Troppo spesso i consumatori ricevono fatture illegittime, addebitate dalle società erogatrici dei servizi elettrici che richiedono somme elevate a fronte di un consumo mai avvenuto: da ora in poi non sarà più così” promette il vice segretario nazionale del Codacons , l’ avvocato salernitano Matteo Marchetti . Spiega: “Prima il Giudice di Pace di Eboli dottoressa Turco con la sentenza n.676/19 e dopo il Giudice di Pace di Mercato San Severino dottor Lombardi con la recentissima sentenza n.124/2020, hanno accolto le mie opposizioni avanzate per conto di due consumatori. Gli utenti hanno il diritto di contestare tutti i consumi che sono addebitati illegittimamente e richiedere alla società di ottenere i giusti calcoli delle somme richieste. Ovviamente non è facile; basti pensare che sentenze di questo tipo sono rare nel panorama nazionale, ma va detto, allo stesso tempo, che i risultati delle contestazioni e dei nostri reclami sono ottimi anche senza arrivare in giudizio’. Queste due sentenze, per Marchetti “dimostrano che le bollette non sono intoccabili ma sottoposte al controllo del consumatore, possono essere oggetto di contestazioni se non regolari”. Alla luce di quanto enunciato nelle sentenze prima citate, il Codacons ribadisce il suo impegno “nel sostegno legale dei consumatori ma anche delle società le quali a volte sottostanno all’ avvertimento della chiusura o del distacco del contatore che impedirebbe il funzionamento dell’ attività” . Marchetti conclude: ‘ Diverse aziende hanno già ottenuto benefici di migliaia di euro anche attraverso la procedura di conciliazione che è tra l’ altro diventata obbligatoria’.

    Geronimo News, 14/07/2020 17:38
    Campisi: “Assurdo chiedere la chiusura del Samsara, pura follia”
    il codacons chiede la chiusura del samsara beach di riccione con un esposto alla procura della repubblica e al prefetto di rimini. ma le associazioni.
    Il Codacons chiede la chiusura del Samsara Beach di Riccione con un esposto alla Procura della Repubblica e al Prefetto di Rimini. Ma le associazioni non ci stanno. Oggi interviene il Popolo della Famiglia di Riccione, attraverso il portavoce Luca Campisi : ‘ Tutto ciò è pura follia – dice – credo che ci sia un vero e proprio accanimento verso la categoria degli imprenditori che, specialmente in questi momenti così difficili, stanno facendo i salti mortali per garantire la sicurezza necessaria e a far quadrare i conti. Gli imprenditori hanno investito e continuano a farlo assumendo personale, stwart per adeguarsi ai protocolli e alle linee guida nazionali. Il Samsara Beach, tra l’ altro, ha un vocalist che ogni 10 minuti invita ad indossare la mascherina, il disinfettante ad ogni passo, tavoli distanziati, cartelli informativi e più uomini della security, e questo non è bastato per non finire nel mirino dell’ associazione consumatori. Si sta cercando di salvare una stagione, di richiamare i turisti, di ripartire dopo mesi di chiusura forzata che ha messo i piccoli imprenditori in ginocchio. Non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia nonostante i dati confortanti, perché un secondo lockdown sarebbe, di certo, una catastrofe sotto tutti gli aspetti. Gli imprenditori possono sensibilizzare, invitare le persone a comportarsi secondo le regole, vietare gli ingressi, ma non possono essere gli unici responsabili dei comportamenti altrui”.

    Report Tv, 14/07/2020 14:30
    Grande vittoria del CODACONS – Due sentenze contro ENEL ENERGIA
    Troppo spesso i consumatori ricevono fatture illegittime, addebitate dalle società erogatrici dei servizi elettrici che richiedono somme elevate a fronte di un consumo mai avvenuto. Da ora in poi non sarà più così. Prima il Giudice di Pace di Eboli dott.ssa Turco con la sentenza n.676/19 e dopo il GdP di Mercato S. Severino dott. Lombardi, con la recentissima sentenza n.124/2020 hanno accolto le opposizioni dell’ Avv. Matteo Marchetti per conto di due consumatori. “Gli utenti hanno il diritto di contestare tutti i consumi che sono addebitati illegittimamente, dichiara l’ Avv. Marchetti, e richiedere alla società di ottenere i giusti calcoli delle somme richieste, ovviamente non è facile; basti pensare che sentenze di questo tipo sono rare nel panorama nazionale, ma va detto, allo stesso tempo, che i risultati delle contestazioni e dei nostri reclami sono ottimi anche senza arrivare in giudizio”. Queste due sentenze dimostrano che le bollette non sono intoccabili ma sottoposte al controllo del consumatore, possono essere oggetto di contestazioni se non regolari. Alla luce di quanto enunciato nelle sentenze prima citate, il Codacons ribadisce il suo impegno nel sostegno legale dei consumatori ma anche delle società le quali a volte subiscono vere e proprie ritorsioni sotto la minaccia della chiusura o del distacco del contatore impedendone il funzionamento dell’ attività. “Diverse aziende continua l’ avv. Marchetti, hanno già ottenuto benefici di migliaia di euro anche attraverso la procedura di conciliazione che è tra l’ altro diventata obbligatoria”. Ti è piaciuto l’ articolo? Vuoi scriverne uno anche tu? Inizia da qui!

    Gooruf, 14/07/2020 14:22
    Consob vigila su scalate improprie, ma su Atlantia?
    Consob all’ erta su scalate bancarie improprie La Consob presieduta da Paolo Savona , economista caro al Movimento 5 Stelle, continua a vigilare “per evitare improprie scalate”, come ha ricordato lo stesso Savona nel corso di un’ audizione presso la Commissione parlamentare d’ inchiesta sul sistema bancario e finanziario, precisando che sono 23 i provvedimenti presi durante il lockdown al riguardo. Su Atlantia Savona indagherà? Nulla Savona dice, invece, della vicenda Atlantia , rispetto alla quale il Codacons deciso di presentare un esposto alla stessa Commissione a seguito del crollo del 15% dei titoli della società registrato ieri in borsa dopo le ennesime dichiarazioni a mercati aperti del premier, Giuseppe Conte , in merito alla vicenda Aspi . “Chiediamo alla Consob di aprire una specifica indagine sulle operazioni di acquisto e vendita di titoli della società nel periodo antecedente e successivo alle affermazioni del presidente del Consiglio relative alla possibile revoca della concessione ad Aspi, alla luce della possibile fattispecie di turbativa di mercato”, spiega il Codacons. Codacons: ci sono state turbative di mercato? “Vogliamo capire – aggiunge l’ associazione – se ci sia qualcuno che, dalle dichiarazioni del Premier, abbia tratto ingiusto beneficio, attraverso operazioni che hanno provocato una sensibile alterazione del prezzo dei titoli”. Una indagine Consob appare dunque “indispensabile a tutelare gli interessi di investitori e di migliaia di piccoli risparmiatori che detengono titoli Atlantia” (come noto la famiglia Benetton pur controllando la holding ne possiede poco più del 30% del capitale, ndr) e che “hanno subito un evidente danno economico” secondo l’ associazione.

    Meteo , 14/07/2020 13:38
    Incendio a Settimo Milanese, Codacons: “Alta colonna di fumo, pericolo per la salute e allarme inquinamento”
    incendio ieri “in zona figino a settimo milanese, in via novara, dove si alzata un’ alta colonna di fumo nero” da filomena fotia 14 luglio 2020 15:37 a cura di filomena fotia 14 luglio 2020 15:37
    ” Ieri verso le ore 16 è scoppiato un incendio in zona Figino a Settimo Milanese, precisamente, in via Novara, dove si alzata un’ alta colonna di fumo nero “: lo spiega in una nota il Codacons. ” Nella segnalazione lanciata al 112 si parla di due camper coinvolti nel rogo, ma a bruciare sono stati solo stralci d’ erba, immondizia ed erbacce. Sul posto sono accorse due autopompe dei vigili del fuoco che hanno prontamente domato le fiamme. Fortunatamente l’ incidente non ha provocato feriti .” ‘ Necessari accertamenti sulle cause che hanno determinato il divamaparsi del rogo. Simili episodi sono in grado di arrecare grossi danni all’ ambiente e ai cittadini,” commenta il Presidente de Codacons Marco Donzelli. ” La nostra Associazione da sempre attenta e sensibile a tali problematiche, interviene affinché si accerti, in particolare, se siano state o meno adottate tutte le necessarie cautele dirette ad evitare il verificarsi di tali gravi episodi. Per questo presenteremo esposto alla Procura della Repubblica. ‘
    da filomena fotia

    Cronache Ancona, 14/07/2020 13:35
    Caos in A14, il Codacons: «Che sia reso gratuito il pedaggio nel tratto Civitanova-San Benedetto»
    l’ associazione chiede alla società autostrade interventi rapidi per i chilometri di code che si formano ripetutamente: «i cittadini non possono pagare per un servizio inaccettabile e subire così, oltre al danno, anche la beffa»
    Anche il Codacons Marche fa sentire la sua voce, unendosi al coro di proteste levatosi per denunciare l’ intollerabile situazione della viabilità lungo la A14. Chilometri di code e rallentamenti interminabili che si riflettono anche sulla Statale Adriatica. «Una situazione che sta causando – denuncia l’ associazione – oltre ai notevoli disagi quotidiani per automobilisti e autotrasportatori in termini di tempi di percorrenza e sicurezza stradale, ripercussioni negative sull’ economia locale e sul turismo. Nonostante le promesse di pronto intervento ricevute da Autostrade nulla è stato fatto e, con l’ arrivo della bella stagione e il consueto aumento di traffico, la situazione è divenuta oltremodo insostenibile». Le sedi locali del Codacons Marche ricevono ormai quotidianamente proteste e richieste di mobilitazione. Gli avvocati Paolo Iacoponi (sede Codacons Grottammare) e Simone Guazzarotti (Presidente Codacons Marche) chiedono alla società Autostrade e alle autorità competenti «interventi rapidi che pongano fine ai perduranti disagi e, sino alla definitiva risoluzione delle problematiche, che venga reso gratuito almeno il pedaggio per il tratto autostradale Civitanova Marche – San Benedetto del Tronto, come avvenuto di recente per l’ area di Genova interessata dai medesimi disagi. I cittadini marchigiani (e non) – concludono – non possono pagare per un servizio inaccettabile e subire così, oltre al danno, anche la beffa di doverne sostenere il costo».

    cronachemaceratesi.it, 14/07/2020 12:44
    Caos in A14, il Codacons: «Che sia reso gratuito il pedaggio nel tratto Civitanova-San Benedetto»
    l’ associazione chiede alla società autostrade interventi rapidi per i chilometri di code che si formano ripetutamente: «i cittadini non possono pagare per un servizio inaccettabile e subire così, oltre al danno, anche la beffa»
    Le lunghe code in A14 Anche il Codacons Marche fa sentire la sua voce, unendosi al coro di proteste levatosi per denunciare l’ intollerabile situazione della viabilità lungo la A14. Chilometri di code e rallentamenti interminabili che si riflettono anche sulla Statale Adriatica. «Una situazione che sta causando – denuncia l’ associazione – oltre ai notevoli disagi quotidiani per automobilisti e autotrasportatori in termini di tempi di percorrenza e sicurezza stradale, ripercussioni negative sull’ economia locale e sul turismo. Nonostante le promesse di pronto intervento ricevute da Autostrade nulla è stato fatto e, con l’ arrivo della bella stagione e il consueto aumento di traffico, la situazione è divenuta oltremodo insostenibile». Le sedi locali del Codacons Marche ricevono ormai quotidianamente proteste e richieste di mobilitazione. Gli avvocati Paolo Iacoponi (sede Codacons Grottammare) e Simone Guazzarotti (Presidente Codacons Marche) chiedono alla società Autostrade e alle autorità competenti «interventi rapidi che pongano fine ai perduranti disagi e, sino alla definitiva risoluzione delle problematiche, che venga reso gratuito almeno il pedaggio per il tratto autostradale Civitanova Marche – San Benedetto del Tronto, come avvenuto di recente per l’ area di Genova interessata dai medesimi disagi. I cittadini marchigiani (e non) – concludono – non possono pagare per un servizio inaccettabile e subire così, oltre al danno, anche la beffa di doverne sostenere il costo». Dalla vergogna A14 alla ricostruzione Guzzini rompe il silenzio: «Situazione drammatica, reagiamo» © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    TeleBorsa, 14/07/2020 12:43
    economiatrasporti
    Codacons, su Atlantia esposto a Consob
    (Teleborsa) – Il “caso” finisce all’ attenzione della Consob. Il Codacons ha, infatti, deciso di presentare oggi un esposto alla Commissione a seguito del crollo del 15% dei titoli della società registrato ieri in Borsa dopo le dichiarazioni del Premier Conte sulla vicenda Aspi. Chiediamo alla Consob di aprire una specifica indagine sulle operazioni di acquisto e vendita di titoli della società nel periodo antecedente e successivo alle affermazioni del Presidente del Consiglio relative alla possibile revoca della concessione ad Aspi, alla luce della possibile fattispecie di turbativa di mercato – spiega il Codacons – Vogliamo capire se ci sia qualcuno ch e, dalle dichiarazioni del Premier, abbia tratto ingiusto beneficio, attraverso operazioni che hanno provocato una sensibile alterazione del prezzo dei titoli. Una indagine indispensabile a tutelare gli interessi di investitori e di migliaia di piccoli risparmiatori che detengono titoli Atlantia e che hanno subito un evidente danno economico.

    Borse, 14/07/2020 12:08
    Crollo titolo Atlantia, esposto alla Consob per turbativa mercato
    Il Codacons presenta un esposto alla Commissione a seguito del crollo del 15% delle azioni Atlantia registrato ieri in Borsa dopo le dichiarazioni del Premier Conte sulla vicenda Aspi. L’ associazione dei consumatori chiede alla Consob di aprire una specifica indagine sulle operazioni di acquisto e vendita di titoli della società nel periodo antecedente e successivo alle affermazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, relative alla possibile revoca della concessione ad Aspi, alla luce della possibile fattispecie di turbativa di mercato. “Vogliamo capire se ci sia qualcuno che, dalle dichiarazioni del Premier, abbia tratto ingiusto beneficio, attraverso operazioni che hanno provocato una sensibile alterazione del prezzo dei titoli. Una indagine indispensabile a tutelare gli interessi di investitori e di migliaia di piccoli risparmiatori che detengono titoli Atlantia e che hanno subito un evidente danno economico”, spiega il Codacons.

    Agenzia Giornalistica Opinione, 14/07/2020 12:06
    CODACONS * ATLANTIA: « SU CROLLO AZIONI PRESENTATO ESPOSTO A CONSOB PER POSSIBILE TURBATIVA DI MERCATO, SUBITO INDAGINI SU OPERAZIONI ACQUISTO E VENDITA»
    il caso atlantia finisce all’ attenzione della consob. il codacons ha deciso di presentare oggi un esposto alla commissione a seguito del crollo del 15% dei titoli della società registrato ieri in borsa dopo le dichiarazioni del premier conte sulla vicenda aspi. chiediamo alla consob di aprire una specifica indagine sulle operazioni di acquisto e vendita []
    Il caso Atlantia finisce all’ attenzione della Consob. Il Codacons ha deciso di presentare oggi un esposto alla Commissione a seguito del crollo del 15% dei titoli della società registrato ieri in Borsa dopo le dichiarazioni del Premier Conte sulla vicenda Aspi. Chiediamo alla Consob di aprire una specifica indagine sulle operazioni di acquisto e vendita di titoli della società nel periodo antecedente e successivo alle affermazioni del Presidente del Consiglio relative alla possibile revoca della concessione ad Aspi, alla luce della possibile fattispecie di turbativa di mercato – spiega il Codacons – Vogliamo capire se ci sia qualcuno che, dalle dichiarazioni del Premier, abbia tratto ingiusto beneficio, attraverso operazioni che hanno provocato una sensibile alterazione del prezzo dei titoli. Una indagine indispensabile a tutelare gli interessi di investitori e di migliaia di piccoli risparmiatori che detengono titoli Atlantia e che hanno subito un evidente danno economico.

    News Rimini, 14/07/2020 11:10
    Saludecio in lizza per ottenere l’ OK Comune – Post Covid
    è la prima amministrazione della Regione che ha mostrato interesse verso il progetto codacons per rilanciare il turismo. Il comune di Saludecio (Rn) è in lizza per ricevere il riconoscimento del Codacons ‘ OK Comune – Post Covid, Avanti Turismo ‘, pensato dall’ associazione per sostenere il turismo nei comuni con meno di 5000 abitanti. L’ amministrazione ha preso infatti contatti con il Codacons per ottenere il sigillo che l’ associazione assegnerà quest’ anno ai comuni che, in tema di Covid-19, si sono distinti per la sensibilità e l’ impegno concreto per il rilancio del proprio territorio e per essersi adeguati alle prescrizioni, preservando la salute dei propri cittadini e il rilancio del turismo locale, contribuendo così alla ripresa economica di tutta la comunità. Il Codacons ha proposto inoltre una convenzione a tutti i piccoli comuni dell’ Emilia Romagna finalizzata ad incrementare il Bonus vacanze varato dal Governo e attirare turisti attraverso sconti aggiuntivi non solo su pernottamenti ma anche su servizi (escursioni, mostre, noleggi, ecc.), offerte che saranno pubblicizzate attraverso una campagna social e stampa. L’ associazione invita tutti i comuni dell’ Emilia Romagna interessanti all’ iniziativa ad inviare una mail all’ indirizzo info@codacons.it o contattare il numero 89349955.
    lucia renati

    Blog Sicilia, 14/07/2020 10:58
    Code sulla Siracusa-Catania, Codacons contro la Regione, “basta con gli appelli”
    soffia il vento caldo della polemica sui lavori per il rifacimento del manto stradale sulla siracusa-catania che, ogni fine settimana, causano code chilometriche.
    Soffia il vento caldo della polemica sui lavori per il rifacimento del manto stradale sulla Siracusa -Catania che, ogni fine settimana, causano code chilometriche . L’ assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, proprio domenica, ha sollecitato l’ Anas a rimuovere i restringimenti nei giorni da bollino rosso ma il Codacons attacca frontalmente l’ esponente del Governo regionale. “E’ sempre la stessa storia – dice il Codacons -, appena arriva l’ estate i siciliani assistono inermi al rimpallo di responsabilità per le enormi code causate dai lavori di manutenzione delle strade dell’ isola. “Quest’ anno si tratta dei lavori – dice il vicepresidente regionale del Codacons, l’ avvocato Bruno Messina di ripavimentazione della SS 114 in direzione Siracusa, con restringimento di carreggiata a una corsia nella parte iniziale dell’ asse dei servizi, ma negli anni passati i tratti interessati sono stati altri, e hanno sempre provocato enormi serpentoni di auto. “Il Codacons – continua l’ avvocato Messina – denuncia da anni il cattivo stato di manutenzione delle autostrade siciliane ma ha anche chiesto che gli interventi vengano effettuati attraverso cantieri notturni e mai in estate, e ancora peggio nei fine settimana, quando il numero dei veicoli in circolazione è maggiore rispetto ad altri periodi dell’ anno. Occorre, per il Codacons, una programmazione che tenga contro del traffico veicolare nelle varie arterie interessate dalla manutenzione, senza far ricadere su automobilisti e turisti le conseguenze della cattiva gestione delle arterie stradali. Inoltre, non deve passare l’ idea che le code siano inevitabili, in quanto legate ai rinvii dei lavori dovuti al lockdown, poichè è facile prevedere che in questo periodo, viaggiando più mezzi, il traffico sarebbe stato congestionato; quindi, o non c’ è stata una pianificazione degli interventi, ovvero questa non è stata effettuata correttamente. E a questo occorre rimediare immediatamente”. Sono state tante le proteste da parte degli automobilisti rimasti imbottigliati che sui social e non solo hanno manifestato la loro frustrazione. ‘Purtroppo anche le manutenzioni stradali, a causa del lockdown, hanno subito rinvii e rallentamenti, ma oggi l’ Anas deve tenere conto del grande traffico estivo quando organizza i lavori in autostrada. Occorre contemperare le esigenze dei cantieri alla logica del buon senso e del rispetto degli automobilisti’, ha spiegato l’ assessore Falcone.

    News Rimini, 14/07/2020 08:07
    Assembramenti in discoteca. Controlli a Villa delle Rose e Byblos
    Altre situazioni pericolose, dopo quella segnalata dal Codacons al Samsara di Riccione chiedendone la chiusura per non aver applicato le misure di sicurezza come distanziamento e mascherine (vedi notizia), anche i due famosi locali di Misano’ Villa delle Rose’ e il ‘Byblos’ sono stati controllati venerdì scorso dai carabinieri della Compagnia di Riccione. Gli accertamenti nei due locali avrebbero rilevato una situazione poco compatibile con le disposizioni anti-Covid. Sabato sera inoltre, i militari sono stati costretti a intervenire alla Villa per una rissa tra italiani e albanesi sbronzi.

    secoloditalia.it, 14/07/2020 07:56
    Coronavirus, il Codacons accusa l’ Oms, la Procura di Milano apre l’ inchiesta: “Errori, omissioni e ritardi gravissimi”
    il codacons accusa l’ oms, la procura di milano si mette in moto. e apre una inchiesta sull’ emergenza coronavirus in italia
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    Il Quotidiano della Calabria, 14/07/2020 05:40
    il caso
    Indagine contro l’ Oms
    la procura di milano apre un fascicolo
    MILANO – La Procura di Milano ha aperto un’ inchiesta, al momento contro ignoti, a seguito di un esposto presentato ad aprile dal Coda cons in cui l’ associazione di consumatori denunciava “errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella gestione della pandemia”. “Chi aveva il compito e l’ obbligo di fornire informazioni accurate, tempestive e indipendenti per dare importanti raccomandazioni e prendere decisioni sulla salute pubblica, ovvero l’ Oms – nella persona del direttore dell’ agenzia Tedros Adhanom Ghebreyesus -, potrebbe avere avuto invece possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’ epidemia all’ ori gine, impedendo di salvare migliaia di vite e creando danni economici in tutto il mondo. Ritardi nella comunicazione del pericolo, suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare, indicazioni contraddittorie, ripensamenti e repentini cambi di direzione, con le autorità sanitarie italiane che si sono affidate totalmente ai dettami dell’ Oms e, in qualche modo, potrebbero avere pagato le conseguenze di questo modus operandi, laddove l’ Oms avrebbe sottovalutato l’ emergenza coronavirus e poi dato le linee guida errate”, scriveva nell’ esposto il Codacons, che non esclude azioni di richieste danni contro l’ organizzazione.

    Corriere di Romagna, 14/07/2020 05:31
    Rimini Open Space, presentata una marea di richieste
    RIMINI Ci sono le 400 richieste per estendere la propria attività sul suolo pubblico; le 39 domande per la no tax area; mentre l’ albo delle botteghe storiche raggiunge le 31 iscrizioni. Si allarga sempre di più l’ adesione, da parte delle attività economiche riminesi, al pacchetto di misure messe in campo dal Comune, tra incentivi, concessione gratuita di occupazione del suolo pubblico e contributi economici a fondo perduto assegnati in rap porto ai tributi locali versati. «Appena terminato il lockdown – entra nel dettaglio l’ amministrazione -, sono ripresi i sopralluoghi per la verifica delle attività che hanno richiesto l’ iscrizione all’ Albo delle Botteghe Storiche. Le più recenti sono tre: la Merceria Cheri in via Garibaldi; l’ ottica Severi dal 1924, in via Giovanni XXIII, la Farmacia Cantelli di piazza Tre Martiri. Mentre sono 39 le attività a cui sono stati concessi i contributi previsti dalla no tax area per start-up, affitti rinegoziati e botteghe storiche. Contributi, che per il 2019 sono stati di 200mila euro. Delle 39 domande ammesse finora, 13 sono le start-up, otto per affitti rinegoziati e 16 quelle delle botteghe storiche. Peril progetto Rimini Open spa ce sono 400 le richieste arrivate dalle attività commerciali, soprattutto nel centro storico e nella zona mare. Una trentina attualmente al vaglio, mentre sette sono state escluse per impossibilità tecniche o problemi legati ai requisiti. Gli operatoti hanno dato «una risposta massiccia» cogliendo l’ opportunità di ampliare le superfici esterne, senza dover versare alcun canone aggiuntivo, con l’ obiettivo di offrire un servizio in grado di rispettare le misure di distanziamento in questa fa sedi convivenza con il Covid. L’ amministrazione annuncia inoltre che sarà semplificata la procedura per richiedere il contributo no tax area, con l’ eliminazione della dichiarazione de mini mis da cinque modelli di domanda di contributo. Sul sito del Comune è possibile visionare l’ avviso pubblico 2020-2021. La prima scadenza, per start-up, è il 10 novembre, tutte le altre il 10 gennaio 2021. «Il “successo” di Rimini Open space conferma la strada indicata dall’ amministrazione – sottolinea l’ assessore alle Attività economiche, Jamil Sadegholvaad-. È unasoluzione che ci consente di ripartire nel rispetto delle regole e della tutela della salute». Se si considera che le attività sono in tutto circa 600, queste 400 richieste «confermano una strategia che abbiamo voluto attuare eche anche peril futuro può essere implementata e migliorata per supportare le attività commerciali del nostro territorio». RICCIONE «Troppo facile attaccare un imprenditore». Così Gianni Indino, presidente del Silb della provincia di Rimini, commenta l’ esposto da parte di Codacons contro il Samsara beach. L’ accusa rivolta al noto locale riccionese, secondo Indino, arriverebbe «anche a torto per quello che abbiamo visto nel video che ci è stato inviato e che faremo arrivare a forze dell’ ordine e prefetto». Indino sottolinea anche come «i gestori dei locali ce la mettono tutta per adeguarsi ai protocolli, ma non possono ricadere su di loro tutte le responsabilità» quando invece «ci sono tante altre situazioni su cui puntare il dito, ma la colpa sembra sempre di.

    Corriere di Romagna, 14/07/2020 05:31
    Il Codacons alla Procura: «Chiudete il Samsara»
    di estrema gravità segnalata dai cittadini nell’ ultimo weekend»
    RICCIONE Il Codacons chiede alla Procura la chiusura del Samsara beach. La motivazione dell’ esposto al prefetto di Rimini e alla Procura della Repubblica c’ è la «situazione di estrema gravità segnalata dai cittadini nell’ ultimo weekend». Il riferimento è in modo particolare alle numerose testimonianze, fotografie e video, condivise sui social network da giovani romagnoli e turisti ospiti del Samsara nei giorni appena trascorsi. Tra le segnalazioni rientra anche un post della giornalista Selvaggia Lucarelli, che ha rilanciato una fotografia scattata al Samsara beach sul proprio profilo Facebook, chiedendo che le regole restrittive sul distanziamento e le limitazioni sugli ingressi siano applicate seriamente a «tutti, o a nessuno», di modo che non vengano danneggiati solo alcuni tipi di attività. Le immagini girate nel noto locale riccionese, secondo il Coda cons, attestano come «siano state violate le più basilari regole sul fronte coronavirus. Migliaia di giovani che ballavano in spiaggia attaccati uno all’ altro, tutti rigorosamente senza mascherina e in totale sfregio delle regole sulla distanza minima». L’ associazione definisce la situazione del fine settimana «un potenziale focolaio di coronavirus il Samsara beach che, attirando giovani da tutta Italia, potrebbe far di nuovo esplodere l’ allarme contagi nel nostro paese». Il Samsara beach, specifica Codacons, «non è una situazione isolata», dal momento che segnalazioni di questo genere arrivano da diversi locali e stabilimenti della penisola. Proprio per questo motivo «si chiede di avviare indagini sull’ episodio alla luce dei possibili reati contro la salute pubblica, accertando la responsabilità dei mancati controlli da parte sia del gestore del locale, sia delle forze dell’ ordine» spiega Coda cons «disponendo la chiusura al pubblico del Samsara beach poiché non in grado di garantire il rispetto delle regole sul distanziamento sociale e sull’ uso delle mascherine e valutando, in caso di accertati reati, misure cautelari nei confronti dei responsabili della spiaggia». Da parte dei gestori c’ è grande sconforto per l’ azione di Codacons. «Stiamo facendo tutto il possibile e anche di più» afferma Rocco Greco, uno dei titolari, «i nostri stuart danno informazioni e invitano continuamente all’ uso della mascherina, ci sono ovunque cartelli e distributori di disinfettante. Noi lavoriamo, non giochiamo né vogliamo mettere a rischio la sicurezza dei nostri ospiti». Eppure sembra non bastare: «È sufficiente vedere come si comportano le persone nelle vie del centro» aggiunge Greco «nei weekend Riccione si riempie di gente e non è facile assicurarsi che tutti rispettino tutte le regole. Per noi questa è una situazione veramente brutta». E sulle immagini che rimbalzano su Instagram e Facebook Greco commenta: «La foto ognuno la fa come vuole. Magari vengono inquadrati in primo piano i propri amici tutti vicini e senza la mascherina, ma non si riprendono gli altri clienti o il nostro staff che invita a comportarsi correttamente».
    allegra zanni

    Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola), 14/07/2020 05:30
    I familiari delle vittime presentano un dossier sulla “strage tra gli anziani”
    BOLOGNA Un dossier consegnato alla Regione contenente elementi ritenuti di prova delle manchevolezze registrate in diverse strutture dove si sono verificati i decessi per covid. E il rinnovo della richiesta di istituire una commissione di inchiesta regionale per coadiuvare il lavoro delle singole Procure della Repubblica e capire cosa non ha funzionato nell’ ambito della macchina sanitaria regionale. E’ quanto emerso ed è stato ribadito dai Comitati dei familiari delle vittime del coronavirus e dal Codacons nel l’ ambito dell’ incontro di sabato scorso convocato all’ indomani di quello tenutosi con la Regione Emilia Romagna ritenuto non soddisfacente in merito alla dalla “strage di anziani” verificatasi nelle strutture di ricovero ed assistenza. «I dirigenti presenti all’ incontro non solo non hanno fornito ai familiari alcun elemento utile alle indagini – si legge in una nota – ma hanno candidamente affermato che di ciò che è accaduto in nelle strutture dove sono deceduti migliaia di anziani nulla sapevano essendosi limitati ad indicare a queste ultime le linee guida da tenere durante la pandemia». Inoltre, viene rincarato, «la Regione non ha neppure consegnato ai comi tati, come aveva promesso di fare, il documento contenente le linee guida adottate dal mese di marzo in avanti con l’ elenco delle strutture a cui dette linee guida sono state notificate con le date delle singole notifiche». Un atteggiamento che non è piaciuto all’ associazione e ai rappresentanti dei familiari secondo cui la priorità dovrebbe essere quella di «tentare di comprendere con la massima celerità quelle che sono state le manchevolezze che hanno determinato una strage di diverse migliaia di anziani in Emilia Romagna anche la fine di tentare di evitare che tali criticità portino ad un una nuova strage nel caso di un ritorno di ondata di contagi nei prossimi mesi». Il timore è che «la Regione, per non intaccare la propria immagine di sistema sanitario efficiente, eviti di individuare responsabilità e lacune». Nel ribadire la necessità di istituire una commissione d’ inchiesta, i comitati inizieranno nei prossimi giorni un giro di incontri con tutti i gruppi regionali presenti in consiglio regionale che si renderanno disponibili a riceverli per capire come questi si pongono rispetto a questa richiesta di istituire all’ interno del Consiglio Regionale. «Non si può infatti tentare di superare questa ferita che ha riguardato migliaia di nuclei familiari senza fare piena luce su quanto accaduto e questo non è un compito demandato alla sola magistratura ma anche alla politica» chiosano.

    Giornale di Monza, 14/07/2020 05:01
    paura in via rota per la rottura di una tubatura. il codacons chiede più verifiche
    Fuga di gas in una palazzina: famiglie evacuate
    MONZA (cdi) Tanta paura, ma per fortuna senza conseguenze più serie. Quattro famiglie lunedì sera attorno alle 20.50 sono state evacuate dopo una fuga di gas da una palazzina di via Rota 11. Le squadre del Comando dei Vigili del fuoco di Monza e Brianza che sono intervenute hanno rilevato subito una dispersione di gas proveniente dal sottosuolo in corrispondenza di un’ aiuola condominiale, di un fabbricato di tre piani. Per questo motivo ventidue persone complessivamente sono state evacuate, in via precauzionale, anche se nessuno è rimasto ferito. L’ intervento di messa in sicurezza ad opera dell’ azienda del gas è durato sei ore, quindi le famiglie hanno potuto far rientro nelle proprie abitazioni. Sul posto sono intervenuti anche i nuclei Aps di Monza e quello NBCR di Milano, oltre alla Polizia Locale. Una disavventura finita bene (anche se le famiglie coinvolte hanno potuto tornare a casa solo a tarda notte dopo che l’ intervento di messa in sicurezza si era concluso) ma che ha comunque sollevato il disappunto. Anche del Codacons, che ha annunciato: «Presenteremo esposto in Procura e diffida al Comune di Monza perché si provveda a prevenire e mettere in sicurezza i cittadini dai potenziali rischi e pericoli. In generale è giusto si intervenga con maggiori controlli al fine di evitarle episodi analoghi».

    Avvenire, 14/07/2020 04:51
    Mascherina d’ estate
    La Regione: andrà usata all’ aperto solo se non c’ è distanza tra le persone Denuncia dei parenti dei morti di Covid alla Ue: crimini contro l’ umanità Bisognerà indossare ancora la mascherina all’ aperto ma solo in luoghi affollati, così come andrà portata sui mezzi di trasporto e nei locali al chiuso. A quanto si apprende da fonti di Palazzo Lombardia, dunque, da domani la mascherina si potrà togliere nei luoghi aperti, a meno che non si riesca a tenere le distanze; per questo la si dovrà comunque avere sempre a portata di mano. È l’ orientamento della nuova ordinanza regionale in vigore da domani; l’ obbligo di coprire naso e bocca anche all’ aperto con mascherine o altri indumenti come sciarpe e foulard era stato rinnovato il 29 giugno fino a oggi, con l’ ultima ordinanza regionale. Da Bergamo, intanto, il ‘Comitato Noi denunceremo’ ha scritto una lettera alla presidente della commissione europea Ursula Von der Leyden e al presidente della Corte europea dei diritti dell’ uomo, Ròbert Ragnar Spanò, per chiedere «di vigilare sulle indagini» in corso in regione. «Potrebbero esserci gli estremi per il reato di crimini contro l’ umanità, in violazione di articoli della Carta dei diritti fondamentali della Ue oltre che della Costituzione italiana », spiega la coordinatrice del gruppo, Consuelo Locati. Nel mirino del comitato c’ è anche la direttiva della Regione dell’ 8 marzo, che suggeriva agli ospedali di trasferire i pazienti con coronavirus nelle case di cura per liberare i letti e far fronte alle domande durante l’ emergenza. «È stata approvata in totale contraddizione con i dati scientifici a disposizione delle autorità, che mostravano chiaramente come il virus si stesse dimostrando letale, in particolar modo verso i più anziani e i più vulnerabili», denuncia il comitato. A Milano è stato anche aperto un fascicolo per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del Codacons sul ruolo dell’ Oms. Il fascicolo è stato già trasmesso a Roma per competenza territoriale. Prosegue intanto l’ inchiesta sulla fornitura da mezzo milione di camici e altro materiale – poi trasformata in parte in donazione – da parte di Dama spa alla Regione Lombardia. Sarà presto sentito dai pm Filippo Bongiovanni, l’ ex direttore generale di Aria (la centrale acquisti della Regione) indagato con Andrea Dini, cognato del governatore Attilio Fontana, per turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente. Gli investigatori stanno analizzando il materiale sequestrato nei giorni scorsi, tra cui le tante email e comunicazioni relative all’ affidamento diretto della fornitura di camici. Proprio da una mail risulterebbe che, dopo i 75mila camici, Dama spa avrebbe proposto un’ integrazione di altri 200mila pezzi. Il documento confermerebbe che quella commissionata da Aria a Dama fu una fornitura – e non una donazione – e che il contratto sarebbe stato trasformato in corso d’ opera con lo storno di fatture non tanto per generosità, ma in quanto ci si era accorti del palese conflitto di interessi. Nella missiva l’ azienda, su «indicazioni» dell’ assessore Raffaele Cattaneo (deputato a reperire i dispositivi protettivi durante l’ emergenza e che aveva consigliato la Dama), avrebbe inviato la richiesta di integrazione. Secondo le indagini, questo dimostrerebbe che l’ azienda, che aveva da poco riconvertito la sua produzione, stava in realtà portando avanti un’ operazione commerciale. A riprova di questo, c’ è anche il fatto che dei 75mila camici ne sarebbero stati regalati solo 50mila; gli altri 25mila la società avrebbe cercato di venderli a privati. Prosegue infine l’ attività istruttoria dei pm, che vogliono accertare se Fontana abbia avuto un «ruolo attivo » o no nella vicenda (lui ha sempre negato). «I giudici facciano il loro lavoro, lo facciano bene e in fretta » ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini, chiedendo di indagare anche «sulle mascherine della Regione Lazio, pagate e mai arrivate ». RIPRODUZIONE RISERVATA Oggi l’ ordinanza sull’ uso delle mascherine all’ aperto / Fotogramma.
    andrea d’€™agostino

    Il Giornale, 14/07/2020 04:45
    allarme oms
    «La normalità è lontana» Immunità: dubbi su durata
    « Non ci sarà un ritorno alla normalità nel prossimo futuro». Dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità arriva una doccia fredda per chi spera di uscire presto e completamente dalla crisi Covid. Per il direttore generale dell’ Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, «troppi paesi stanno andando nella direzione sbagliata. Il virus rimane il nemico pubblico numero uno, ma le azioni di molti governi e molte persone non sembrano tenerne conto» e «i messaggi contrastanti dei leader stanno minando la fiducia dei cittadini». C’ è però chi pensa che anche l’ Oms abbia gravi responsabilità. Ieri la Procura di Milano ha aperto un’ inchiesta, al momento contro ignoti, a seguito di un esposto presentato ad aprile dal Codacons. L’ associazione dei consumatori denunciava «errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella gestione della pandemia». Per il Codacons l’ Oms avrebbe sottovalutato l’ emergenza coronavirus e poi dato «le linee guida errate». E sul comportamento di Sars Cov2 arrivano pessime novità frutto di uno studio condotto dal King’ s College di Londra che in sostanza evidenzia come l’ immunità che si acquisisce dopo aver avuto la malattia ha una breve durata. Gli anticorpi prodotti a seguito dell’ infezione sarebbero rilevabili soltanto per alcune settimane dopo l’ infezione ma poi tenderebbero a scomparire. Quindi anche chi ha già avuto il Covid potrebbe riammalarsi. Come succede per il raffreddore. I ricercatori hanno monitorato la risposta immunitaria di più di 90 pazienti e operatori sanitari dell’ ospedale St Thomas e hanno osservato che il livello di anticorpi in grado di distruggere il virus raggiunge il massimo tre settimane dopo la comparsa dei sintomi. Poi la risposta del sistema immunitario diminuisce e tre mesi dopo l’ infezione soltanto il 17 per cento di chi ha contratto il virus sembra avere ancora la stessa quantità di anticorpi. Anche in questo caso dunque la risposta dell’ organismo è diversa. FA.

    Gazzetta di Modena, 14/07/2020 03:30
    codacons
    «Indagate l’ Oms»
    È stata aperta un’ inchiesta per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del Codacons sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del Coronavirus. Il fascicolo, da quanto si è saputo, è stato aperto dal dipartimento della Procura di Milano guidato dall’ aggiunto Tiziana Siciliano e poi affidato al pm Mauro Clerici, che lo ha già trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale.

    Gazzetta di Modena, 14/07/2020 03:30
    l’ appello dei comitati familiari delle vittime
    «Strage case di riposo, commissione d’ inchiesta per fare luce sui decessi»
    l’ incontro Una commissione d’ inchiesta in Regione per fare luce su quanto avvenuto nelle case di riposo dell’ Emilia Romagna durante la fase più acuta del Coronavirus. A chiederla, dopo l’ incontro di venerdì scorso in viale Aldo Moro, sono i comitati dei familiari delle vittime delle case residenza per anziani, che nei prossimi giorni avanzeranno la proposta ai gruppi presenti in Consiglio regionale. Un faccia a faccia, quello di venerdì scorso con l’ assessore alla Sanità Raffaele Donini e con la vicepresidente Elly Schlein, al quale ha preso parte anche il comitato modenese: «Le risposte che abbiamo ricevuto – fanno sapere i comitati delle diverse province in una nota condivisa con il Codacons – sono risultate assolutamente al di sotto delle aspettative, tenuto conto dei mesi trascorsi dalla “strage di anziani” verificatasi nelle strutture di ricovero. I dirigenti presenti all’ incontro – spiegano i comitati – non solo non hanno fornito ai familiari alcun elemento utile alle indagini, ma hanno candidamente affermato che di ciò che è accaduto nelle strutture dove sono deceduti migliaia di anziani nulla sapevano, essendosi limitati ad indicare a queste ultime le linee guida da tenere durante la pandemia».Dopo aver consegnato agli assessori un dossier sull’ operato di diverse strutture, i comitati chiedono dunque una commissione d’ inchiesta regionale «come unica forma di impegno serio volto a coadiuvare anche il lavoro delle singole Procure, chiamate tramite esposti e denunce a verificare l’ esistenza di comportamenti penalmente rilevanti e a individuare i responsabili. A tal fine, inizieremo nei prossimi giorni un giro di incontri con tutti i gruppi regionali presenti in Consiglio regionale che si renderanno disponibili a riceverci per capire come si pongono rispetto a questa precisa richiesta di istituire all’ interno del Consiglio una commissione d’ inchiesta su quanto accaduto. Non si può tentare di superare una ferita che ha riguardato migliaia di nuclei familiari – chiudono i comitati – senza fare piena luce su quanto accaduto, e questo non è un compito demandato alla sola magistratura, ma anche alla politica». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Gazzetta di Reggio, 14/07/2020 03:30
    l’ incontro in regione
    Rsa, i familiari delle vittime «Solo risposte insufficienti»
    i comitati e il codacons chiedono una commissione d’ inchiesta: «bisogna capire chi è stato responsabile della strage di anziani»
    REGGIO EMILIA «Lo stupore, quasi candore con cui i dirigenti si sono posti di fronte alle prove di ciò che non è andato all’ interno di diverse strutture di ricovero lascia al quanto attoniti circa l’ efficacia dell’ attività ispettiva e di controllo della Regione e del sistema sanitario regionale, anche solo in termini di verifica di qualità del servizio che vada la di là del dato statistico che, in quanto tale, non può permettere di capire chi ha sbagliato e non permette di individuare le mele marce all’ interno di un cesto contenete moltissime mele sane». Non fanno giri di parole i Comitati dei familiari delle vittime Covid nelle Rsa e il Codacons emiliano-romagnolo dopo l’ incontro in Regione, «prendendo atto dell’ inidoneità ed insufficienza delle risposte ricevute, risultate assolutamente al di sotto delle aspettative tenuto conto dei mesi trascorsi dalla “strage di anziani” verificatasi nelle strutture di ricovero ed assistenza». Secondo quanto riferito dai comitati, «i dirigenti presenti all’ incontro non solo non hanno fornito ai familiari alcun elemento utile alle indagini ma hanno candidamente affermato che di ciò che è accaduto nelle strutture dove sono deceduti migliaia di anziani nulla sapevano essendosi limitati ad indicare a queste ultime le linee guida da tenere durante la pandemia». I familiari hanno consegnato alla Regione un primo dossier contenente «elementi di prova delle manchevolezze registrate». Ma, spiegano, «la Regione non ha neppure consegnato ai comitati, come aveva promesso, il documento contenente le linee guida adottate da marzo in avanti con l’ elenco delle strutture e con le date delle singole notifiche». Di qui un giudizio fortemente negativo dell’ incontro: «I comitati temono che la Regione per non intaccare la propria immagine di sistema sanitario efficiente eviti di individuare le mele marce o i vizi di una macchina che ha certamente funzionato meglio che in altre regioni, ma che non è riuscita ad evitare un così elevato numero di decessi, non tutti dovuti all’ ineluttabilità legata alla forza e contagiosità del virus». I familiari annunciano che parteciperanno ai tavoli di discussione, ma insistono nel chiedere una commissione di inchiesta regionale «come unica forma di impegno serio volto a coadiuvare anche il lavoro delle singole Procure, chiamate tramite esposti e denunce querele a verificare l’ esistenza di comportamenti penalmente rilevanti ed a individuare i responsabili». A tal fine i comitati inizieranno nei prossimi giorni un giro di incontri con tutti i gruppi presenti in consiglio regionale, proprio con lo scopo di istituire una commissione: «Non si può tentare di superare questa ferita che ha riguardato migliaia di nuclei familiari senza fare piena luce su quanto accaduto e questo non è un compito demandato alla sola magistratura ma anche alla politica». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Il Resto del Carlino (ed. Modena), 14/07/2020 03:26
    «Morti nelle Cra, la Regione deve indagare»
    i comitati dei familiari delle vittime del covid dopo l’ incontro in viale aldo moro: «i dirigenti non ci hanno fornito alcuna spiegazione»
    «Un silenzio che non è accettabile. Serve una commissione di inchiesta al fine di valutare cosa abbia causato le stragi ed eventuali responsabilità in merito; evitando così che nelle residenze per anziani nei prossimi mesi vi siano tante altre vittime. Chiediamo sia fatta piena luce sulla morte dei nostri cari». I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il Codacons (a cui diversi familiari sono associati in tutta la Regione) si sono incontrati sabato scorso per analizzare l’ esito del tavolo che si è svolto il giorno precedente in Regione; sottolineando come da quel faccia a faccia con i vertici siano uscite solo risposte assolutamente al di sotto delle aspettative. Al momento sono 15 gli esposti depositati in Procura dai parenti delle vittime e presto ne saranno presentati altri e la richiesta è univoca: «Vogliamo la verità sulle stragi». Infatti i membri dei comitati fanno presente come la commissione d’ inchiesta per la quale era stata avanzata richiesta qualche tempo fa sia stata negata dalla maggioranza senza una reale motivazione. «Ora l’ assessore Donini ha promesso che si farà promotore del tavolo di incontro permanente per le strutture ma a noi non basta – sottolinea uno dei membri del comitato dei familiari, Francesca Sanfelice – insistiamo sull’ attivazione di una commissione di inchiesta o di eventuali altri strumenti che consentano di fare chiarezza su quanto accaduto. Non si cancella con un colpo di spugna quello che è successo: vogliamo fare luce su quello che ha causato la strage di tanti anziani. La Regione in tal senso non ci ha fornito alcuna risposta. Hanno prodotto linee guida allora ed è quanto propongono oggi: perfetto se saranno utili ad affrontare diversamente il futuro ma candidamente ci hanno spiegato che nulla sapevano di quanto successo nelle strutture. E’ inaccettabile: non puoi non sapere – continua Sanfelice – e se non sai vuol dire che non hai fatto il tuo lavoro ispettivo e non hai interesse a capire gli errori commessi facendo chiarezza anche per cambiare le cose in futuro». Secondo il comitato i dirigenti presenti all’ incontro non solo non hanno fornito ai familiari alcun elemento utile alle indagini ma hanno candidamente affermato che di ciò che è accaduto nelle strutture dove sono deceduti tanti anziani nulla sapevano essendosi limitati ad indicare a queste ultime le linee guida da tenere durante la pandemia. «I familiari hanno consegnato alla Regione un primo dossier contenente elementi di prova delle manchevolezze registrate in diverse strutture dove si sono verificati i decessi per covid – tuonano i parenti delle vittime -, la Regione non ha neppure consegnato ai comitati, come aveva promesso di fare, il documento contenente le linee guida adottate dal mese di marzo in avanti con l’ elenco delle strutture a cui tali linee guida sono state notificate con le date delle singole notifiche». Secondo comitati e associazione il comportamento della Regione e del servizio sanitario regionale è ben lontano da quello che dovrebbe essere l’ impegno nel tentare di comprendere con la massima celerità quelle che sono state le manchevolezze che hanno causato la strage di anziani. «Quello che temiamo – sottolineano infine – è che la Regione, per non intaccare la propria immagine di sistema sanitario efficiente, eviti di individuare le mele marce o i vizi di una macchina che ha certamente funzionato molto meglio che in altre regioni, ma che non è riuscita ad evitare un così elevato numero di decessi non tutti dovuti all’ ineluttabilità legata alla forza e contagiosità del virus». Quello che chiedono quindi a gran voce i parenti delle vittime è l’ istituzione di una commissione di inchiesta regionale come unica forma di impegno serio volto a coadiuvare anche il lavoro delle singole Procure, individuando ciò che non ha funzionato nella macchina sanitaria regionale. A tal fine i comitati inizieranno nei prossimi giorni un giro di incontri con tutti i gruppi regionali presenti in consiglio regionale che si renderanno disponibili a riceverli, per capire come questi si pongono rispetto a questa richiesta di istituire una commissione di inchiesta. Valentina Reggiani.

    Il Giorno (ed. Milano), 14/07/2020 03:11
    la strage
    Oms nel mirino dei pm dopo l’ esposto Codacons
    MILANO La Procura, dopo l’ esposto presentato ad aprile dal Codacons, apre un’ inchiesta sull’ emergenza coronavirus in Italia, sul ruolo e le responsabilità dell’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms). «L’ indagine, affidata al pm Clerici, è al momento a carico di ignoti e prende le mosse da una dettagliata denuncia in cui il Codacons segnalava errori, contraddizioni, omissioni e ritardi dell’ Oms nella gestione della pandemia». «Chi aveva il compito e l’ obbligo di fornire informazioni accurate, tempestive e indipendenti per dare importanti raccomandazioni e prendere decisioni sulla salute pubblica, l’ Oms nella persona del direttore dell’ agenzia Tedros Adhanom Ghebreyesus – scriveva il Codacons nell’ esposto – potrebbe avere avuto invece possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’ epidemia all’ origine, impedendo di salvare migliaia di vite e creando danni economici in tutto il mondo». Le autorità sanitarie italiane, secondo l’ associazione, «si sono affidate totalmente ai dettami dell’ Oms e, in qualche modo, potrebbero avere pagato le conseguenze di questo modus operandi».

    Il Resto del Carlino (ed. Rimini), 14/07/2020 02:46
    «Troppa gente, chiudete il Samsara» Esposto in Procura del Codacons
    secondo l’ associazione consumatori: «nel fine settimana segnalati diversi assembramenti pericolosi» la replica del titolare, cicchella: «abbiamo subito dei controlli, ma hanno dato esito negativo»
    «Chiudete il Samsara». Il Condacons, associazione consumatori regionale ha presentato un esposto in Procura e al prefetto. «Abbiamo constatato in diversi video e immagini – spiega Bruno Barbieri avvocato e referente regionale del Codacons – situazioni di assembramenti». L’ associazione parla di «violazione delle più basilari regole sul fronte coronavirus. Migliaia di giovani che ballavano in spiaggia attaccati uno all’ altro, tutti senza mascherina e in totale sfregio delle regole sulla distanza minima. Un potenziale focolaio di coronavirus che, attirando giovani da tutta Italia, potrebbe far di nuovo esplodere l’ allarme contagi nel nostro Paese». Non solo: «Si accerti la responsabilità dei mancati controlli da parte sia del gestore del locale, sia delle forze dell’ ordine». Ad avere puntato l’ attenzione sui beach party è stata anche Selvaggia Lucarelli che sulla pagina Facebook ha postato un frame di un video nel locale: «Mi chiedo il senso di imporre regole restrittive di distanziamento e limitazione coperti solo ai ristoratori. (per non parlare dei concerti, che sono stati decimati o annullati) Alla fine sembra siano loro a pagare il prezzo più alto. O tutti, o nessuno». Quella del Condacons non è una crociata contro un singolo locale, riprende Barbieri. «Abbiamo segnalazioni da diversi altri locali in riviera. Non abbiamo le forze per verificarle tutte e subito, ma stiamo raccogliendo ulteriori dati, che potrebbero potare ad altri esposti». Dal Samsara è lo stesso David Cicchella a parlare di un «attacco contro di noi, perché il Samsara fa sempre notizia. Stiamo facendo tutto quanto è possibile. Rispettiamo i protocolli anti covid e facciamo più di quanto prescrivono: rileviamo la temperatura all’ entrata, ogni dieci minuti il vocalist invita a usare la mascherina. Si entra solo in mascherina e a chi non ce l’ ha la offriamo noi. Abbiamo subito dei controlli e non è risultato nulla. Bisogna anche far presente che serve il buon senso da parte delle persone». Aspetto, questo, su cui fa leva anche Gianni Indino, presidente del Silb. «Noi possiamo sensibilizzare, invitare le persone a comportarsi secondo le regole, vietare gli ingressi, ma non possiamo essere gli unici responsabili dei comportamenti altrui«. Infine: «Perché il Codacons non si accanisce contro le esultanze del calcio e le feste in piazza dei tifosi, contro i treni o le metropolitane pieni di persone prive di mascherina? Mi viene da pensare che siano forti con i piccoli e deboli con i grandi». Andrea Oliva.

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