14 Giugno 2020

Rassegna stampa del 14 giugno 2020

    Salerno Today, 14/06/2020 23:58
    Sanificazioni, contro truffe a danno di esercenti il Codacons pubblica l’ elenco di imprese convenzionate
    garantite tariffe calmierate, trasparenza e correttezza
    Contro il “business” delle sanificazioni rese obbligatorie per legge scende in campo il Codacons, con una iniziativa tesa a bloccare speculazioni e truffe e garantire correttezza alle tante imprese e attività che devono sostenere costi per sanificare i propri locali. L’ associazione ha pubblicato oggi sul proprio sito il primo elenco di ditte specializzate in sanificazione che hanno siglato una convenzione con il Codacons, tesa a garantire tariffe calmierate, trasparenza e pieno rispetto delle disposizioni di legge. Come noto il settore delle sanificazioni rappresenta un vero e proprio “Far west”, dove si stanno verificando in questi giorni speculazioni e truffe a danno sia di esercenti e attività, sia dei cittadini, con prezzi folli richiesti a imprese, condomini e negozi vari, e tariffe che arrivano fino 25 euro al metro cubo a fronte di listini attorno a 1,5 euro al metro cubo del periodo pre-Covid – spiega il Codacons – L’ obbligo di sanificazione ha poi moltiplicato il numero di aziende che si sono improvvisate “specializzate” nel campo, e che promuovono interventi di sanificazione pur non essendo dotate di alcuna autorizzazione in tal senso. Proprio per venire incontro alle esigenze di esercenti, negozi, imprese e condomini, il Codacons ha siglato convenzioni con le aziende operanti nel settore, volte a garantire correttezza e prezzi calmierati ed escludere dal mercato gli operatori scorretti. L’ elenco delle prime aziende che hanno aderito all’ iniziativa è pubblicato alla pagina https://codacons.it/richiedi-subito-lintervento-di-una-azienda-sanificatrice-convenzionata/ Tutte le ditte interessate ad aderire alla convenzione possono inviare una mail all’ indirizzo info@codacons.it per essere inserite, dopo una scrupolosa valutazione delle tariffe e delle condizioni offerte, nell’ elenco del Codacons, mentre chi vuole avvalersi della convenzione può visitare il sito Codacons o contattare l’ associazione al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17.

    Zoom 24, 14/06/2020 21:39
    “Franceschini salga su un treno”
    durissimo l’ affondo del vice presidente francesco di lieto che si sofferma sullo stato di arretratezza di strade, autostrade e ferrovie calabresi
    “Da alcuni giorni è ritornato in auge il progetto del ponte sullo stretto. E così son tutti pazzi per il ponte, quasi come folgorati da un’ apparizione mistica, dalla Santelli a Franceschini. Evidentemente aver dilapidato 300milioni di euro tra consulenze e progetti del tutto inutili, non è ancora sufficiente”. Esordisce così il Codacons in una nota nella quale evidenzia come “corsi e ricorsi storici che portano, nei momenti di crisi, a rispolverare una vecchia favola, per distogliere l’ attenzione dalla vergognosa arretratezza delle infrastrutture nel Meridione. Una zavorra per chi vive in regioni come la Calabria, dove le reti di collegamento sono sostanzialmente rimaste quelle del Regno delle due Sicilie. Con “Panem et circenses”, i Romani distraevano il popolo, con il “ponte sullo stretto” si distraggono i Calabresi affinché dimentichino una statale 106 che dopo circa 100 anni non solo non è terminata, ma versa in uno squallido stato di abbandono. Un abbandono che, tuttavia, sta bene a tutti, visto che i comuni che vantano un tratto nel loro territorio, invece di protestare, “approfittano” delle sue condizioni vergognose, per ripianare le casse comunali con autovelox più o meno selvaggi. Praticamente si lucra sull’ inefficienza”. “Sul versante tirrenico tutt’ altra storia. Abbiamo quella che pomposamente viene definita “autostrada”, ma che è più simile alla fabbrica di San Pietro. Simbolo imperituro del disinteresse dell’ Anas per la Calabria, con larghi tratti incredibilmente sotto sequestro non solo perchè pericolosi ma perchè eseguiti “in totale spregio del rischio idrogeologico”. E ci fosse stato un solo presidente di Regione che si sia mai indignato – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons. I Calabresi amano genuflettersi, tranne quando si tratta di riaprire i bar. Certo quando sarà finalmente terminata l’ autostrada, sarà già antiquata per via delle corsie d’ emergenza, spesso inesistenti, o dei guardrail non a norma o, peggio, per la terza corsia spesso solo un ricordo. Ma, in fondo i Calabresi sono esseri inferiori”. “Sugli aeroporti preferiamo glissare, anche perchè usare il plurale appare già un esagerato ottimismo. Proviamo, quindi, a seguire il ragionamento del Ministro Franceschini che, se non ricordiamo male, dovrebbe essere quello che rimase in religioso silenzio quando gli si chiedeva di intervenire per tutelare la nostra storia e fermare una cementificazione selvaggia in area archeologica evidentemente il ministro non deve avere un gran “feeling” con la Calabria. Ma, a prescindere dal passato, ci chiediamo come sia possibile che un ministro della Repubblica racconti la favoletta che il ponte serva per garantire l’ alta velocità ferroviaria. Evidentemente non ha mai usato il treno per arrivare in Calabria e, ovviamente, si è ben guardato dal salire sui carri bestiame che percorrono la tratta jonica. Ma di qual alta velocità stiamo parlando – si chiede il Codacons. La velocità, come il Cristo di Levi, si è fermata ad Eboli. Altro che Frecciarossa, possiamo metterci anche una Ferrari ma se i binari sono quelli posizionati dai Borboni Ed allora perché Franceschini, invece di raccontare una favola che a distanza i 50 anni comincia a diventare stancante, non pensano a migliorare le reti di collegamento stradali e ferroviarie che versano in condizioni pietose”. “Incomprensibili, poi, sono le motivazioni che spingono il presidente della Regione Calabria a reclamare un’ opera che permette di uscire dalla Calabria ma tant’ è. Tuttavia continuare a raccontare favole finisce per calpestare la dignità di chi, ogni giorno, è costretto a spostarsi, in auto o in treno, per la nostra regione. Se poi il Ministro Franceschini si prendesse la briga di verificare la trasversale delle Serre o la superstrada Marcellinara-Piano Lago, si accorgerebbe che queste infrastrutture esistono solo sulla carta, per non parlare, infine, dei tanti viadotti che minacciano di cedere per l’ atavica assenza di manutenzione. Solo dopo che avremo migliorato questa rete obsoleta e vergognosa, che costituisce un pessimo biglietto da visita per chi decide di recarsi in Calabria, si potrà pensare a quella vecchia favola del ponte”.

    Ciao Como, 14/06/2020 18:31
    Vaucher al posto dei rimborsi: Codacons presenta esposti per appropriazione indebita
    il codacons a tutela dei consumatori che si sono visti commutare il loro biglietto in un vaucher ha presentato esposti in 104 procure
    Biglietti per aerei e traghetti, ticket di spettacoli, concerti, eventi sportivi, sono moltissime le prestazioni cancellate a causa dell’ epidemia di Coronavirus, ma solo in una piccolissima parte chi ha pagato per il titolo di viaggio o per la fuizione di un concerto vedrà restituiti i soldi. Per tutti c’ è il vaucher di importo, più o meno, congruo spendibile per un’ altra prestazione. Ma è corretto questo comportamento di compagnie aeree e marittime, agenzie di booking e altri soggetti che trattengono i soldi anticipati? Codacons Il Codacons ha intrapreso una nuova iniziativa legale contro i voucher e gli operatori che non rimborsano i consumatori per prestazioni non usufruite a causa dell’ emergenza coronavirus. L’ associazione, dopo aver ricevuto da marzo e oggi oltre 20mila segnalazioni di protesta e richieste di aiuto da parte degli utenti in tema di rimborsi, ha deciso infatti di presentare un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, affinché avviino indagini sul territorio alla luce della possibile fattispecie di appropriazione indebita. ‘ Sul caso dei voucher e dei rimborsi non riconosciuti ai consumatori, dopo l’ esposto ad Antitrust e Commissione Europea, abbiamo deciso di coinvolgere la magistratura di tutta Italia. Riteniamo infatti che la decisione del Governo di introdurre nei vari decreti il voucher come unico strumento di rimborso in favore degli utenti, e il comportamento di aziende e operatori che rifiutano di risarcire in denaro i propri clienti, leda in modo evidente i diritti dei consumatori e possa configurare il reato di appropriazione indebita’ . ‘Dai voli aerei cancellati alle palestre chiuse, passando per abbonamenti allo stadio o ai trasporti pubblici, biglietti per concerti, spettacoli mostre e treni, vacanze cancellate, e una infinità di altri servizi acquistati e non usufruiti a causa del coronavirus, non esiste settore in cui il consumatore non sia danneggiat o – prosegue il Codacons -. I cittadini che, a seguito della nuova situazione delineatasi dopo l’ emergenza Covid, non possono o non vogliono spostarsi in aereo, trascorrere vacanze, recarsi in palestra o piscina, per la paura di possibili contagi o perché sono materialmente impossibilitati a usufruire dei servizi acquistati nei mesi scorsi, o chi si è visto il concerto o lo spettacolo annullato, hanno pieno diritto alla restituzione di quanto pagato, indipendentemente dalla possibilità di ottenere un voucher. Perché in caso contrario potrebbero configurarsi ipotesi penalmente rilevanti, come quella di appropriazione indebita’. Il Codacons ha deciso inoltre di coinvolgere i Prefetti di tutta Italia, affinché convochino le aziende che rifiutano di rimborsare i propri clienti, attuando una moral suasion. Per assistenza legale Codacons è possibile contattare il numero 02.29419096, oppure scrivere a info@condaconslombardia.it.
    lorenzo canali

    Chieti Today, 14/06/2020 17:49
    Prezzi calmierati per la sanificazione: Codacons pubblica l’ elenco delle aziende “oneste”
    l’ obiettivo è bloccare speculazioni e truffe e garantire correttezza alle tante imprese e attività che devono sostenere costi per sanificare i propri locali
    C’ è anche un’ azienda abruzzese tra quelle convenzionate con il Codacons per l’ intervento di sanificazione. L’ associazione di categoria, infatti, aveva denunciato l’ aumento ingiustificato dei prezzi applicato da alcune aziende. Per questo, ha chiamato a raccolta le aziende per creare un elenco di società che applicano prezzi calmierati. L’ obiettivo è bloccare speculazioni e truffe e garantire correttezza alle tante imprese e attività che devono sostenere costi per sanificare i propri locali.L’ associazione ha pubblicato oggi sul proprio sito il primo elenco di ditte specializzate in sanificazione che hanno siglato una convenzione con il Codacons, tesa a garantire tariffe calmierate, trasparenza e pieno rispetto delle disposizioni di legge. Tra queste anche una azienda operante in Abruzzo, specializzata in disinfezione locali e stabilimenti balneari.”Il settore delle sanificazioni – denuncia il Codacons – rappresenta un vero e proprio far west, dove si stanno verificando in questi giorni speculazioni e truffe a danno sia di esercenti e attività, sia dei cittadini, con prezzi folli richiesti a imprese, condomini e negozi vari, e tariffe che arrivano fino 25 euro al metro cubo a fronte di listini attorno a 1,5 euro al metro cubo del periodo pre-Covid. L’ obbligo di sanificazione ha poi moltiplicato il numero di aziende che si sono improvvisate “specializzate” nel campo, e che promuovono interventi di sanificazione pur non essendo dotate di alcuna autorizzazione in tal senso”.Proprio per venire incontro alle esigenze di esercenti, negozi, imprese e condomini, il Codacons ha siglato convenzioni con le aziende operanti nel settore, volte a garantire correttezza e prezzi calmierati ed escludere dal mercato gli operatori scorretti.Tutte le ditte interessate ad aderire alla convenzione possono inviare una mail all’ indirizzo info@codacons.it per essere inserite, dopo una scrupolosa valutazione delle tariffe e delle condizioni offerte, nell’ elenco del Codacons, mentre chi vuole avvalersi della convenzione può visitare il sito Codacons o contattare l’ associazione al numero 89349966, attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 14 alle ore 17.

    Blasting News, 14/06/2020 16:29
    Giletti: ‘Burioni e Pregliasco non hanno avuto l’ onestà di dire abbiamo sbagliato’
    al corriere della sera massimo giletti ha spiegato che l’ emergenza coronavirus ha cambiato le scalette dei programmi televisivi
    Massimo Giletti al Corriere della Sera ha tracciato un bilancio di una difficile stagione televisiva e ha detto la sua su emergenza Coronavirus e comunicazione degli scienziati in tv. Ha fatto i nomi di Roberto Burioni e Fabrizio Pregliasco , due tra gli esperti maggiormente interpellati dai media durante la pandemia. Il conduttore di Non è l’ Arena ritiene che questi due virologi (e anche altri) avrebbero dovuto ammettere i propri errori nell’ aver dato notizie spesso contrastanti sulla pandemia. Giletti bacchetta gli esperti Burioni è stato oggetto di un lungo servizio nell’ ultima puntata de Le Iene. Il virologo pesarese, ospite fisso della trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa, è stato accusato dal programma di Italia 1 e dal Codacons di conflitto d’ interesse . Avrebbe indicato come potenziale soluzione per la Covid-19 gli anticorpi monoclonali umani che lui stesso studia da tempo e che ha anche brevettato. L’ accademico ha risposto a queste insinuazioni secondo cui sarebbe mosso da interessi economici e accordi con case farmaceutiche. La sua smentita è arrivata su Facebook, dove ha anche annunciato che ricorrerà alle vie legali: “Questa volta si è passato il segno – ha scritto Burioni – Sono molto addolorato per quanto affermato sul mio conto e sulla mia persona dalla trasmissione televisiva Le Iene. È stata messa in discussione la mia professionalità e sono stato accusato di conflitti di interesse su una malattia gravissima, che ha portato lutto e dolore agli italiani. In tutto questo, pensate che non sono stato nemmeno interpellato. Se l’ inviato delle Iene lo avesse fatto, sono certo che si sarebbe reso conto della verità, e quel servizio non sarebbe andato in onda. La mia storia di vita professionale parla per me. Non ho alcun interesse in cure , terapie, vaccinazioni contro la Covid-19”. Giovedì scorso, Giletti in un’ intervista al Corriere della Sera ha fatto una riflessione sulla stagione televisiva monopolizzata dall’ emergenza coronavirus e dalla presenza, anche nel suo programma, di esperti quali ad esempio Fabrizio Pregliasco . In un passaggio della conversazione, il giornalista Renato Franco ha rimarcato che Giletti in questi mesi non è stato tenero con i virologi: “La scienza è in continuo divenire, procede per test e tentativi, non arriva subito al risultato – ha risposto il conduttore piemontese – quello che contesto ai Burioni, ai Pregliasco, è che non abbiano avuto l’ onestà di dire: abbiamo sbagliato”. Sul tema della pandemia trattato ormai da tutte le trasmissioni televisive ha spiegato: “Ogni stagione ha un suo percorso, quanto è successo non poteva non influire sul racconto, sarebbe stato stonato e fuori luogo affrontare certi temi (leggeri, ndr). La Covid ha infettato anche la scaletta “. Giletti sui virologi: ‘Ognuno ogni giorno può dire la sua’ Ospite del programma di La 7 L’ aria che tira, condotto da Myrta Merlino, Giletti ha ribadito il suo punto di vista su esperti e virologi. In studio si parlava di un’ eventuale seconda ondata dell’ epidemia da nuovo coronavirus, data non per certa ma come possibile dal virologo Anthony Fauci , consigliere del presidente Usa Donald Trump. Il virus circolerebbe ancora, ma con prevalenza di casi asintomatici. Secondo l’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms) gli asintomatici non sarebbero pericolosi. Giletti ha così commentato la molteplicità di aggiornamenti scientifici sul virus: “È come il tempo, perché ognuno può dire la sua str… ogni giorno”. Quindi ha aggiunto: “Vorrei montare, con grande rispetto di tutti, le cose e le controcose che sono state dette dai presunti esperti. Sarebbe auspicabile che ammettessero di aver detto delle stupidaggini. Possiamo chiedere scusa. E sull’ Oms stendiamo un velo pietoso”. Giletti contro Burioni Giletti ha più volte puntato il dito contro la comunità scientifica per aver dato spesso notizie contraddittorie sul nuovo coronavirus, con il risultato di disorientare o spaventare la popolazione. Nella puntata di Non è l’ Arena del 3 maggio, alla vigilia della Fase 2, aveva attaccato Burioni, ricordando che a febbraio a Che tempo che fa aveva detto: “In Italia il rischio è pari a zero”. A Fazio, che gli aveva fatto notare che in Lombardia molte persone indossavano la mascherina , il virologo aveva risposto ironicamente: “Sarà per l’ inquinamento”. Giletti replicò in studio: “Io sono rimasto stupito quando lo ascoltai perché già sapevamo dei due cinesi ammalati. Come poteva non circolare il virus? Come fa a dire che non c’ è rischio?”.
    piera lombardi

    Abruzzo , 14/06/2020 15:59
    FASE 2: RIAPERTURE REGIONI, IL 24 GIUGNO CONSULTA DECIDE SU RICORSO CODACONS
    Pubblicazione: 14 giugno 2020 alle ore 14:09 Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale ROMA – “Sul comportamento delle Regioni che nella Fase 2 dell’ emergenza coronavirus si sono mosse in ordine sparso, si pronuncerà il prossimo 24 giugno la Corte Costituzionale”. Lo rende noto il Codacons che ha presentato ricorso alla Consulta “contro atti e delibere di alcune amministrazioni regionali, come Lombardia, Veneto e Calabria (quest’ ultima già sanzionata dal Tar) che avevano adottato sul proprio territorio ordinanze sulle riaperture e sui limiti imposti ai cittadini che contraddicevano le disposizioni varate dal Governo”. Nel ricorso, l’ associazione sostiene la tesi secondo cui “le regole sulle misure in vigore durante le emergenze sanitarie siano prerogativa unica dello Stato, e debbano valere in modo identico su tutto il territorio nazionale, per evitare discriminazioni a danno dei cittadini e pesanti violazioni delle regole della Costituzione”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Ancona Today, 14/06/2020 15:57
    Sanificazioni, Codacons pubblica l’ elenco delle aziende convenzionate: una nelle Marche
    come noto il settore delle sanificazioni rappresenta un “far west” e il codacons pubblica l’ elenco delle aziende convenzionate contro truffe e raggiri
    Contro il “business” delle sanificazioni rese obbligatorie per legge scende in campo il Codacons, con una iniziativa tesa a bloccare anche nelle Marche speculazioni e truffe e garantire correttezza alle tante imprese e attività che devono sostenere costi per sanificare i propri locali. L’ associazione ha pubblicato oggi sul proprio sito il primo elenco di ditte specializzate in sanificazione che hanno siglato una convenzione con il Codacons, tesa a garantire tariffe calmierate, trasparenza e pieno rispetto delle disposizioni di legge. Tra queste anche una azienda operante nelle Marche, la Over Coop, specializzata in sanificazione di ambienti non sanitari. Come noto il settore delle sanificazioni rappresenta un vero e proprio “Far west”, dove si stanno verificando in questi giorni speculazioni e truffe a danno sia di esercenti e attività, sia dei cittadini, con prezzi folli richiesti a imprese, condomini e negozi vari, e tariffe che arrivano fino 25 euro al metro cubo a fronte di listini attorno a 1,5 euro al metro cubo del periodo pre-Covid – spiega il Codacons – L’ obbligo di sanificazione ha poi moltiplicato il numero di aziende che si sono improvvisate “specializzate” nel campo, e che promuovono interventi di sanificazione pur non essendo dotate di alcuna autorizzazione in tal senso.Proprio per venire incontro alle esigenze di esercenti, negozi, imprese e condomini, il Codacons ha siglato convenzioni con le aziende operanti nel settore, volte a garantire correttezza e prezzi calmierati ed escludere dal mercato gli operatori scorretti. L’ elenco delle prime aziende che hanno aderito all’ iniziativa è pubblicato sul sito dell’ associazione. Tutte le ditte delle Marche interessate ad aderire alla convenzione possono inviare una mail all’ indirizzo info@codacons.it per essere inserite, dopo una scrupolosa valutazione delle tariffe e delle condizioni offerte, nell’ elenco del Codacons, mentre chi vuole avvalersi della convenzione può visitare il sito Codacons o contattare l’ associazione al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17.

    Puglia Live, 14/06/2020 15:24
    SANIFICAZIONI: CONTRO TRUFFE A DANNO DI ESERCENTI E IMPRESE CODACONS PUBBLICA PRIMO ELENCO DI AZIENDE CONVENZIONATE
    14/06/2020 Contro il business delle sanificazioni rese obbligatorie per legge scende in campo il Codacons, con una iniziativa tesa a bloccare anche in Puglia speculazioni e truffe e garantire correttezza alle tante imprese e attività che devono sostenere costi per sanificare i propri locali. Lassociazione ha pubblicato oggi sul proprio sito il primo elenco di ditte specializzate in sanificazione che hanno siglato una convenzione con il Codacons, tesa a garantire tariffe calmierate, trasparenza e pieno rispetto delle disposizioni di legge. Tra queste anche una azienda operante in Puglia, specializzata in sanificazioni ambientali. Come noto il settore delle sanificazioni rappresenta un vero e proprio Far west, dove si stanno verificando in questi giorni speculazioni e truffe a danno sia di esercenti e attività, sia dei cittadini, con prezzi folli richiesti a imprese, condomini e negozi vari, e tariffe che arrivano fino 25 euro al metro cubo a fronte di listini attorno a 1,5 euro al metro cubo del periodo pre-Covid spiega il Codacons Lobbligo di sanificazione ha poi moltiplicato il numero di aziende che si sono improvvisate specializzate nel campo, e che promuovono interventi di sanificazione pur non essendo dotate di alcuna autorizzazione in tal senso. Proprio per venire incontro alle esigenze di esercenti, negozi, imprese e condomini, il Codacons ha siglato convenzioni con le aziende operanti nel settore, volte a garantire correttezza e prezzi calmierati ed escludere dal mercato gli operatori scorretti. Lelenco delle prime aziende che hanno aderito alliniziativa è pubblicato alla pagina https://codacons.it/richiedi-subito-lintervento-di-una-azienda-sanificatrice-convenzionata/ Tutte le ditte della Puglia interessate ad aderire alla convenzione possono inviare una mail allindirizzo[url] info@codacons.it[/url] per essere inserite, dopo una scrupolosa valutazione delle tariffe e delle condizioni offerte, nellelenco del Codacons, mentre chi vuole avvalersi della convenzione può visitare il sito Codacons o contattare lassociazione al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17.

    LaC News 24, 14/06/2020 14:40
    Riaperture Fase 2, scontro Regione Calabria-Governo: decide la Corte costituzionale
    i giudici si pronunceranno sul ricorso presentato dal codacons e riguarderà anche la lombardia e il veneto
    «Sul comportamento delle Regioni che nella Fase 2 dell’ emergenza coronavirus si sono mosse in ordine sparso, si pronuncerà il prossimo 24 giugno la Corte Costituzionale». Lo rende noto il Codacons che ha presentato ricorso alla Consulta « contro atti e delibere di alcune amministrazioni regionali, come Lombardia, Veneto e Calabria ( quest’ ultima già sanzionata dal Tar ) che avevano adottato sul proprio territorio ordinanze sulle riaperture e sui limiti imposti ai cittadini che contraddicevano le disposizioni varate dal Governo ». Nel ricorso, l’ associazione sostiene la tesi secondo cui «le regole sulle misure in vigore durante le emergenze sanitarie siano prerogativa unica dello Stato , e debbano valere in modo identico su tutto il territorio nazionale, per evitare discriminazioni a danno dei cittadini e pesanti violazioni delle regole della Costituzione ».

    Giornale di Como, 14/06/2020 14:16
    Strage di dializzati in Lombardia, morto un contagiato su tre: Codacons fa esposto in Procura
    Strage di dializzati in Lombardia, un contagiato su tre ha perso la vita. Codacons fa esposto in Procura e chiede di indagare su questi dati allarmanti.”Le polemiche sulle gestione della pandemia sembrano proprio non placarsi, ogni giorno emergono dati critici che lasciano spazio a nuove ombre sulla gestione della situazione di emergenza sanitaria. Questa volta a essere posta in evidenza è la strage silenziosa dei dializzati lombardi, persone con gravi insufficienze renali impossibilitate a essere confinate in casa, con necessità di costante accesso alle strutture sanitarie – recita il comunicato diffuso da Codacons Lombardia – Proprio gli ospedali, come dimostrato negli ultimi tempi, sono stati spesso i luoghi di diffusione del virus trasmesso in molti casi dallo stesso personale della struttura ai pazienti. Secondo la Società Italia di Nefrologia, in lombardia il virus ha colpito quasi un dializzato su dieci (9,19%), un dato sensibilmente alla media nazionale che si ferma al 3,41%. Inutile dire che molti tra i contagiati non hanno superato la malattia. Era possibile evitare ciò?”Per la tua pubblicità contattarePrima Como.

    Bs News, 14/06/2020 11:49
    CORONAVIRUS, i dati della Regione sono rielaborati? Il Codacons fa esposto in procura
    si legge: “i dati grezzi sul covid nelle mani della regione sarebbero difatti inaccessibili poichè l’ assessore al welfare giulio gallera riporterebbe alla popolazione dati rielaborati dalla giunta”
    L’ associazione di consumatori Codacons ha annunciato con una nota un esposto alla Procura di Milano sulla gestione dei dati ufficiali dell’ epidemia di Coronavirus . “Alle parole di Beppe Sala e Giorgio Gori, sindaci rispettivamente di Milano e Bergamo – scrive il Codacons in un comunicato stampa ufficiale – fanno eco le dichiarazioni del consigliere regionale Michele Usuelli, che denuncia un fatto gravissimo. I dati grezzi sul Covid nelle mani della Regione – continua la nota – sarebbero difatti inaccessibili poichè l’ assessore al Welfare Giulio Gallera riporterebbe alla popolazione dati rielaborati dalla giunta. I dati effettivi, invece, verrebbero comunicati alla Prefettura”. Dati che “sarebbero molto utili alla comunità scientifica per poter effettuare studi più circostanziati circa il virus, aumentando così la conoscenza dello stesso”. Il Codacons, “data la gravità delle dichiarazioni, fa esposto alla Procura di Milano perchè la magistratura provveda ad accedere direttamente ai dati nelle mani della Prefettura al fine di verificare la corrispondenza rispetto a quanto comunicato pubblicamente”. CORONAVIRUS, CHIEDIAMO TAMPONI PER TUTTI PER FERMARE IL CONTAGIO! 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L’ INCHIESTA: MASCHERINE FINITE? GLI OSPEDALI NON SANNO CHE POSSONO RIGENERARLE CORONAVIRUS: OBBLIGATORIO COPRIRSI CON MASCHERINA O ALTRO QUANDO SI ESCE DI CASA NOTIZIE IMPORTANTI SUL CORONAVIRUS CORONAVIRUS, LA MAPPA DEL CONTAGIO NEL BRESCIANO CORONAVIRUS: IDENTIKIT DEI SOGGETTI A RISCHIO (FONTE ISS) TUTTE LE NOTIZIE SUL CORONAVIRUS QUI TUTTE LE NOTIZIE PUBBLICATE DA BSNEWS.IT SUL CORONAVIRUS Mascherine per Viso, 50PCS Maschera Monouso con Orecchio Maschere Civili Traspiranti e… 9,89 17,99 disponibile 16 nuovo da 9,89 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it 50 protezioni per il viso, chirurgiche, con passanti per le orecchie, antipolvere, di tipo… 6,94 9,74 disponibile 27 nuovo da 6,94 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it NETTA NT-5PACK-N95-MASK FFP2 N95, Maschera Facciale, Certificata CE EN149 Standard, Maschera da 5… 19,99 disponibile 2 nuovo da 19,99 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Criacr Guanti Monouso, 100 Pezzi Guanti di Medie Dimensioni, Senza Polvere, Guanti in Vinile… 20,19 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    redazione bsnews.it

    Agenzia Giornalistica Opinione, 14/06/2020 10:55
    CODACONS * FASE 2: « SUL COMPORTAMENTO DI LOMBARDIA, VENETO E CALABRIA SI PRONUNCERà IL 24 GIUGNO LA CORTE COSTITUZIONALE »
    sul comportamento delle regioni che nella fase 2 dell’ emergenza coronavirus si sono mosse in ordine sparso, si pronuncerà il prossimo 24 giugno la corte costituzionale. il codacons aveva infatti presentato ricorso alla consulta contro atti e delibere di alcune amministrazioni regionali, come lombardia, veneto e calabria (quest’ ultima già sanzionata dal tar) che avevano adottato sul []
    Sul comportamento delle Regioni che nella Fase 2 dell’ emergenza coronavirus si sono mosse in ordine sparso, si pronuncerà il prossimo 24 giugno la Corte Costituzionale. Il Codacons aveva infatti presentato ricorso alla Consulta contro atti e delibere di alcune amministrazioni regionali, come Lombardia, Veneto e Calabria (quest’ ultima già sanzionata dal Tar) che avevano adottato sul proprio territorio ordinanze sulle riaperture e sui limiti imposti ai cittadini che contraddicevano le disposizioni varate dal Governo. Nel ricorso presentato dinanzi la Consulta, l’ associazione sostiene la tesi secondo cui le regole sulle misure in vigore durante le emergenze sanitarie siano prerogativa unica dello Stato, e debbano valere in modo identico su tutto il territorio nazionale, per evitare discriminazioni a danno dei cittadini e pesanti violazioni delle regole della Costituzione. Il prossimo 24 giugno, dunque, la Corte Costituzionale deciderà sul comportamento delle Regioni nel corso della Fase 2.

    Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 14/06/2020 06:11
    è una battaglia serrata quella del codacons contro i voucher e quegli operatori che non rimborsano i consumatori per le prestazioni non usufruite a causa dell’ emergenza coronavirus.
    Da marzo ad oggi sono oltre ventimila le segnalazioni ricevute in Calabria, tanto da spingere l’ associazione a presentare un esposto su potenziali appropriazioni indebite a tutte le Procure calabresi. «La decisione del governo di introdurre il …
    Voli cancellati, palestre chiuse, abbonamenti allo stadio o ai trasporti pubblici, biglietti per spettacoli, mostre e treni, vacanze cancellate. È enorme l’ ambito dei settori interessati e «i cittadini che, a seguito della nuova situazione post-Covid, non possono o non vogliono spostarsi per la paura di possibili contagi o perché impossibilitati a usufruire dei servizi acquistati nei mesi scorsi, hanno pieno diritto alla restituzione di quanto pagato, indipendentemente dalla possibilità di ottenere un voucher». In caso contrario, è il ragionamento dell’ associazione, potrebbero configurarsi «ipotesi penalmente rilevanti, come appunto quella di appropriazione indebita». L’ associazione ha anche coinvolto i prefetti, «affinché convochino le aziende che rifiutano di rimborsare i propri clienti, attuando una moral suasion». Sul sito dell’ associazione sono pubblicati i moduli che i consumatori possono scaricare per chiedere i rimborsi in denaro nei diversi ambiti; è inoltre possibile ottenere assistenza chiamando il numero 89349966. Triade in sellada settembre La commissione straordinaria dell’ Asp è formata dal prefetto a riposo Luisa Latella (presidente), dal viceprefetto Franca Tancredi e dal dirigente Salvatore Gullì. Da settembre la triade (prima guidata dal presidente Gianfelice Bellesini, poi dimessosi) ha preso in mano le redini dell’ Azienda sanitaria provinciale sciolta per infiltrazioni mafiose, avviando una vasta attività di riorganizzazione e razionalizzazione delle risorse, al fine di contenere le spese.

    Cronache di Salerno, 14/06/2020 06:03
    Codacons presenta esposti in Procura contro i voucher
    vogliono spostarsi in aereo, trascorrere vacanze, recarsi in palestra o piscina, per la paura di possibili contagi o perché sono materialmente impossibilitati a usufruire dei servizi acquistati nei mesi scorsi, o chi si è visto il concerto o lo spettacolo annullato, hanno pieno diritto alla restituzione di quanto pagato, indipendentemente dalla possibilità di ottenere un voucher – prosegue il Codacons Campania – Perché in caso contrario potrebbero configurarsi ipotesi penalmente rilevanti, come quella di appropriazione indebita». Il Codacons ha deciso inoltre di coinvolgere i Prefetti di tutta Italia, affinché convochino le aziende che rifiutano di rimborsare i propri clienti, attuando una moral suasion. Sul sito dell’ associazione sono pubblicati i moduli che i consumatori possono scaricare per chiedere i rimborsi in denaro nei diversi ambiti; è inoltre possibile ottenere assistenza con i legali Codacons al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore.

    Cronache di Salerno, 14/06/2020 06:03
    il fatto – sono circa 104 le istanze presentate contro il governo e gli operatori che non restituiscono soldi ai clienti dopo lo stop degli eventi
    Chiesto l’ intervento dei prefetti d’ Italia a tutela del consumatore
    Sono 104 gli esposti presentati dal Codacons Campania contro il governo centrale e gli operatori che non restituiscono soldi agli utenti, utilizzando – come sorta di rimborso spese – i voucher. Il Codacons Campania chiede dunque l’ intervento dei prefetti contro i voucher e gli operatori che non rimborsano i consumatori per prestazioni non usufruite a causa dell’ emergenza coronavirus. L’ associazione, dopo aver ricevuto da marzo e oggi oltre 20mila segnalazioni – a livello nazionale di protesta e richieste di aiuto da parte degli utenti in tema di rimborsi, ha deciso infatti di presentare un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, affinché avviino indagini sul territorio alla luce della possibile fattispecie di appropriazione indebita. «Sul caso dei voucher e dei rimborsi non riconosciuti ai consumatori, dopo l’ esposto ad Antitrust e Commissione Europea, abbiamo deciso di coinvolgere la magistratura di tutta Italia – spiega il presidente Carlo Rienzi – Riteniamo infatti che la decisione del Governo di introdurre nei vari decreti il voucher come unico strumento di rimborso in favore degli utenti, e il comportamento di aziende e operatori che rifiutano di risarcire in denaro i propri clienti, leda in modo evidente i diritti dei consumatori e possa configurare il reato di appropriazione indebita». Dai voli aerei cancellati alle palestre chiuse, passando per abbonamenti allo stadio o ai trasporti pubblici, biglietti per concerti, spettacoli mostre e treni, vacanze cancellate, e una infinità di altri servizi acquistati e non usufruiti a causa del coronavirus, non esiste settore in cui il consumatore non sia danneggiato. «I cittadini che, a seguito della nuova situazione delineatasi dopo l’ emergenza Covid, non possono o non.

    Il Giornale, 14/06/2020 05:15
    le reazioni
    Sindaci, Regioni e consumatori: scoppia la rabbia degli esclusi
    il sindaco sala: la nostra partecipazione è fondamentale e zaia gli fa eco: «i governatori andavano coinvolti»
    Massimo Malpica La rabbia degli esclusi si fa sentire all’ apertura degli Stati generali voluti dal premier Giuseppe Conte. La kermesse si porta in dote una polemica che parte da chi, come il sindaco di Milano Giuseppe Sala (nel tondo) e il governatore veneto Luca Zaia, rimarca come il premier si sia dimenticato proprio di chi presidia il territorio nel riflettere sulle prospettive del Paese. Sala aveva sparato già alla vigilia. «Non sono invitato e non ambisco a farne parte», aveva sibilato ai microfoni di Radio Rai, per poi affondare i colpi sul governo che ripensa il futuro dell’ Italia omettendo di coinvolgere chi di quel Paese governa i territori. E ieri Sala è tornato sul tema, ammorbidendo ma non troppo la sua posizione con un post su Facebook. «Sospendiamo il giudizio sulla loro utilità o meno, lo vedremo a lavori completati», attacca il primo cittadino, spiegando che saremmo di fronte a un «brainstorming infruttuoso» a meno che Conte «abbia una piattaforma ben definita da sottoporre alla critica dei partecipanti». Poi riecco la polemica del giorno prima: «La partecipazione dei sindaci è fondamentale. Vivono il territorio e spesso hanno più esperienza di tanti ministri. Non è polemica ma realtà», insiste Sala, chiamandosi fuori dalla kermesse ma puntualizzando: «Mi sentirei ben rappresentato dal presidente dell’ Anci (il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ndr). Questo perché il punto non è il portare gli interessi di Milano a quel tavolo (per quello ci penso io, in ogni occasione), ma l’ esperienza dei sindaci su infrastrutture, ambiente, politiche sociali, eccetera». Zaia, dal canto suo, parte all’ attacco della kermesse di Conte con un’ intervista al Corriere della Sera, ironizzando sui risultati degli Stati generali: Vuol dire che da lunedì avremo, punto per punto, tutte le misure per la ripresa dopo il Covid. Il presidente della Regione Veneto sostiene di rispettare» quanti prendono parte al meeting romano, ma anche lui come Sala non nasconde la delusione per la scelta del parterre: «Forse le Regioni avrebbero potuto essere coinvolte», osserva, deducendone poi, anche se «con rispetto», che «questo è un governo centralista». In conferenza stampa, poi, ieri Zaia riserva una frecciata ai lavori in corso a Roma, mostrandosi scettico sull’ utilità dell’ incontro romano e rimarcando come sia necessario «passare alla parte operativa. La mira l’ abbiamo presa da un pezzo, ora bisogna prendere il bersaglio: far ripartire l’ economia». A lamentarsi per il mancato invito sono anche le associazioni dei consumatori. «Il premier non ha ancora capito che la ripresa passa dalla tutela del consumatore, dal suo coinvolgimento nelle scelte future», ringhia Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici, reclamando tra l’ altro «tassi agevolati e una riduzione della pressione fiscale», e lamentandosi per la «mancata previsione di uno slittamento per le rate di mutui e prestiti». Critico per il mancato coinvolgimento di consumatori e onlus anche il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che invita il governo a vigilare affinché «i soldi stanziati dall’ Europa per la ripartenza dell’ Italia non finiscano nelle mani della mafia».
    massimo malpica

    Alto Adige, 14/06/2020 04:46
    Bolzano, la spesa è carissima
    i dati dell’ istat in città spendiamo il 76% in più rispetto a chi vive in puglia
    bolzano. I dati forniti ieri dall’ Istat circa i consumi delle famiglie nel 2019 attestano come le disuguaglianze sociali ed economiche siano ancora molto forti in Italia, con le famiglie del nord sensibilmente più ricche rispetto a quelle del sud, e una spesa media profondamente diversa. Lo afferma il Codacons, commentando i dati dell’ istituto di statistica.”Il divario Nord-Sud sul fronte dei consumi resta ancora altissimo – spiega il presidente Carlo Rienzi – Una famiglia residente in Trentino Alto Adige spende mediamente al mese il 49,9% in più rispetto allo stesso nucleo che vive in Puglia o in Calabria, 2.992 euro contro i 1.996 euro della Puglia e i 1.998 euro della Calabria. Differenza che raggiunge il record del +76% se si confronta la spesa di una famiglia di Bolzano (3.517 euro) con quella di una residente in Puglia”.”Questi dati dimostrano come l’ Italia viaggi ancora a due velocità, e le condizioni sociali ed economiche del Mezzogiorno influiscano in modo evidente sui consumi delle famiglie” – conclude Rienzi.

    Il Messaggero, 14/06/2020 04:37
    Ztl aperte, chiesti maxi-rimborsi
    class action dei comitati del centro contro la decisione del comune di disattivare i varchi circa 80mila i pass che sono stati pagati, il risarcimento costerebbe al campidoglio 20 milioni
    Prima hanno alzato la voce in Campidoglio i commercianti, che chiedono di tenere aperti i varchi per tutto l’ anno e non soltanto fino al 31 agosto. Adesso, a lamentarsi con la sindaca Virginia Raggi sulla Ztl, sono i residenti del Centro e tutti quelli che per lavoro sborsano anche 2mila euro all’ anno. I quali non soltanto vogliono che la zona a traffico limitato sia riattivata al più presto, ma pretendono indietro i soldi che hanno già pagato per il servizio. Inutilmente, visto che per sei mesi (da marzo ad agosto) il Comune ha reso accessibili a tutti queste zone. E adesso sono pronti a rivolgersi alla magistratura, molto probabilmente con il Codacons e altre associazioni di consumatori pronti a sposare questa causa. Sul Comune rischiano di piovere migliaia di ricorsi, anche perché sono 80mila i residenti che sborsano tra i 200 e i 300 euro all’ anno per il permesso della Ztl. Pacifico alle pag. 36 e 37.

    Il Messaggero, 14/06/2020 04:36
    Ztl aperta per sei mesi, class action dei residenti: chiesti maxi-rimborsi
    ricorso di cittadini e associazioni del centro: «noi danneggiati dai varchi inattivi. il comune restituisca 20 milioni di pass pagati»
    IL CASO Prima hanno alzato la voce in Campidoglio i commercianti, che chiedono di tenere aperti i varchi per tutto l’ anno e non soltanto fino al 31 agosto. Adesso, a lamentarsi con la sindaca Virginia Raggi sulla Ztl, sono i residenti del Centro e tutti quelli che per lavoro sborsano anche 2mila euro all’ anno. I quali non soltanto vogliono che la zona a traffico limitato sia riattivata al più presto, ma pretendono indietro i soldi che hanno già pagato per il servizio. Inutilmente, visto che per sei mesi (da marzo ad agosto) il Comune ha reso accessibili a tutti queste zone. E adesso sono pronti a rivolgersi alla magistratura, molto probabilmente con il Codacons e altre associazioni di consumatori pronti a sposare questa causa. Sul Comune rischiano di piovere migliaia di ricorsi, anche perché sono 80mila i residenti che sborsano tra i 200 e i 300 euro all’ anno per il permesso della Ztl, ai quali vanno aggiunti altri 22mila utenti (artigiani, professionisti, imprese) che invece per lavoro e per lo stesso servizio spendono in base alla cilindrata in media 2mila euro all’ anno. E se i ricorsi saranno accolti, i giudici potrebbero spingere l’ amministrazione a dover risarcire oltre 20 milioni di euro. Non pochi in una fase dove il Campidoglio ha scritto al governo per vedersi ristorare quasi 700 milioni di euro per le mancate entrate tributarie o le multe non pagate. Senza contare che deve trovare 120 milioni di euro per la sua controllata più grande, l’ Atac, privata dai 200 milioni di incassi, visto il crollo della bigliettazione nell’ emergenza Covid. Almeno 7 comitati del Centro su 13 («Vivere Trastevere», «Roma è la mia città», «piazza Navona e dintorni», rione Monti, Borgo, campo Marzio, piazza delle Coppelle) hanno già pronta la una causa collettiva per ottenere il risarcimento e hanno dato mandato ai loro legali di preparare le carte. Cioè le stesse che si sono rivolte al Tar per bloccare la recente delibera comunale che permette a bar e ristoranti di collocare più tavolini sul suolo pubblico. Ma la stessa soluzione, quella della class action, la sta studiando il Codacons. Dice il suo presidente, Carlo Rienzi: «I cittadini che hanno pagato i permessi per le Ztl senza poter usufruire del servizio (la circolazione ma anche la possibilità di parcheggiare) durante il lockdown, hanno chiaramente diritto al rimborso di quanto speso, anche attraverso un allungamento della validità dei tagliandi. Per questo il Codacons invierà una istanza alla sindaca Raggi, affinché disponga indennizzi, anche tramite un prolungamento. Altrimenti ci faremo promotori di un’ azione collettiva». LA BEFFA DELLA SOSTA Comitati e associazioni dei consumatori sarebbero poco inclini a fare ricorso al Tar, visti i costi del contributo unificato. E non confidano nelle istanze di autotutela. O sarà class action oppure si guarda all’ intervento del giudice di pace, come prevede l’ articolo 322 del codice civile. Flaminia Borghese di «piazza Navona e dintorni» spiega: «Al danno del maggior traffico anche la beffa di perdere quanto abbiamo già pagato e di non trovare più parcheggio. E la situazione rischia soltanto di peggiorare quando inizieranno a montare i tavolini sulle strisce blu». Le fa eco Dina Nascetti di «Vivere Trastevere»: «È già una vergogna che dobbiamo pagare per circolare e parcheggiare dove siamo residenti, ma in questo momento di crisi, non possiamo perdere i soldi pagati». Da Monti non risparmi strali la consigliera Nathalie Naim: «Chi è costretto a tenere almeno un’ utilitaria, già adesso deve fare i conti con un servizio che non funziona e con i pochi posti auto regolari, che con il consenso del Comune vengono occupati dai tavolini o dalle vetture di chi non ha il permesso». Dal Comune fanno notare che a, differenza di quanto è previsto per i titolari di abbonamenti del Tpl, l’ ultimo Dpcm non prevede rimborsi. Quindi non ci sono paracaduti giuridici che coprano gli amministratori dal rischio di danno erariale in caso di risarcimento. Così gli uffici stanno valutando se è possibile allungare di sei mesi i permessi Ztl già pagati. Altrimenti si rischia di andare in tribunale. Francesco Pacifico © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Corriere dell’Umbria, 14/06/2020 03:41
    mancati rimborsi, dal voll aerei alle palestre
    No ai voucher, Codacons presenta esposti in 104 procure
    ROMA Nuova iniziativa legale del Coda cons contro i voucher e gli operatori che non rimborsano i consumatori per prestazioni non usufruite a causa dell’ emergenza coronavirus. L’ associazione, dopo aver ricevuto da marzo e oggi oltre 20 mila segnalazioni di protesta e richieste di aiuto da parte degli utenti in tema di rimborsi, ha deciso infatti di presentare un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, affinché avviino indagini sul territorio alla luce della possibile fattispecie di appropriazione indebita. «Sul caso dei voucher e dei rimborsi non riconosciuti ai consumatori, dopo l’ esposto ad Antitrust e Commissione Europea, abbiamo deciso di coinvolgere la magistratura di tutta Italia – spiega il presidente Carlo Rienzi – Riteniamo infatti che la decisione del Governo di introdurre nei vari decreti il voucher come unico strumento di rimborso in favore degli utenti, e il comportamento di aziende e operatori che rifiutano di risarcire in denaro i propri clienti, leda in modo evidente i diritti dei consumatori e possa configurare il reato di appropriazione indebita».Dai voli aerei cancellati alle pale stre chiuse, passando per abbonamenti allo stadio o ai trasporti pubblici, biglietti per concerti, spettacoli mostre e treni, vacanze cancellate, e una infinità di altri servizi acquistati e non usufruiti a causa del coronavirus, non esiste settore in cui il consumatore non sia danneggiato – prosegue il Codacons – I cittadini, hanno pieno diritto alla restituzione di quanto pagato, indipendentemente dalla possibilità di ottenere un voucher. Perché in caso contrario potrebbero configurarsi ipotesi penalmente rilevanti, come quella di appropriazione indebita. A.D.K.

    Il Tirreno (ed. Pistoia-Montecatini), 14/06/2020 03:40
    Disoccupata lasciata senza cure da Dentix «E ora i soldi chi me li restituisce?»
    la giovane mamma si è rivolta al codacons. centinaia i pratesi beffati, secondo le associazioni dei consumatorila giovane mamma si è rivolta al codacons. centinaia i pratesi beffati, secondo le associazioni dei consumatori
    PRATO Uno, due, tre tentativi. Dall’ altra parte del filo, risuona una voce registrata. «Benvenuto in Dentix, attenda in linea: le risponderemo prima possibile». Dentix non risponderà. E ieri mattina non hanno risposto nemmeno ad Anna (nome di fantasia), una paziente che si è rivolta al Codacons: Dentix è fallita. Dopo il Covid la clinica ha chiuso e non ha più riaperto. Per il momento la catena spagnola con 57 cliniche in Italia e cinque in Toscana (una a Prato) ha lasciato a piedi diverse persone con protesi da finire e rate da pagare. All’ ultimo tentativo andato a vuoto, Anna è andata a bussare alla porta del Codacons. Madre di un bambino disabile, la donna è disoccupata da un anno. Racconta che il dolore ai denti non le dava tregua e che, per questo, ha avuto bisogno di cure urgenti rivolgendosi alla clinica di via Mazzoni: qui le hanno chiesto 2.800 euro. Soldi spesi non da Anna ma dal padre, ex ferroviere in pensione, che si è accollato tutto il finanziamento per la figlia che va avanti con la Naspi, l’ assegno di disoccupazione. «Mio padre ha già pagato circa metà finanziamento. Posso riavere quello che ho pagato? Non so come muovermi…». La storia di Anna è quella di tante persone che fanno fatica a pagare le costose cure odontoiatriche, ora beffate dalla chiusura di colpo della clinica. Piove sul bagnato, a maggior ragione nella difficoltà del momento generata dalla pandemia. «Mi sono rivolta al centro Dentix – racconta la mamma – Anche se i prezzi erano più bassi, non potevo ottenere un finanziamento». Soltanto la Codacons di Prato ieri aveva ricevuto una trentina di denunce, una cinquantina quelle sul tavolo della Confconsumatori. Considerando la presenza di altre associazioni sul territorio (Federconsumatori, Adiconsum, Adusbef, Adoc, Cittadinanza Attiva), non si esclude che siano centinaia i pazienti pratesi beffati dalla chiusura di colpo della clinica. «La nostra sede di Prato è sommersa di chiamate e contatti vari da parte di consumatori in cura da Dentix, allettati dai prezzi più bassi per le cure – racconta l’ avvocata Silvia Bartolini, presidente di Codacons Toscana – Pazienti che hanno potuto usufruire delle cure dentistiche tramite prestiti concessi da una finanziaria italiana su cui tenteremo di rivalerci per ottenere l’ annullamento dei contratti». Più complicato diventerebbe intentare una causa alla società di cure low cost con sede in Spagna. Ieri si è fatto vivo intanto il fondatore di Dentix, Angel Lorenzo Muriel, con una lettera che in sostanza contiene l’ invito a pazientare. «Il silenzio operativo è stato con il fine di consentire, con tutte le nostre forze, un possibile piano di riapertura. Abbiamo vissuto, e stiamo vivendo, un momento storico ed aziendale veramente complicato e critico. Ci stiamo adoperando per garantire le urgenze e ripristinare le cure a cui avete diritto fin dal momento in cui vi siete affidati a noi». –Maria Lardara.

    Prima Novara, 14/06/2020 03:11
    Codacons “Emergenza truffe a Novara: diffidiamo il comune”
    A Novara viene arrestato per ricettazione il finto tecnico dell’ acquedotto che ha derubato molti anziani in tutta la Provincia. A Momo, in provincia di Novara, una donna di 46 anni residente a Novara e già nota alle forze dell’ ordine entra in casa di un anziano e lo deruba, fingendosi un’ assistente sociale dell’ Asl. LEGGI ANCHE – Cerano tentato di entrare in casa di un anziano: truffatrici fermate L’ allarme del Codacons ‘Ancora una volta truffe nel territorio del Novarese: è necessario che il Comune moltiplichi gli sforzi per tutelare il proprio territorio, non si può lasciare sole le Forze dell’ Ordine e intervenire solamente quando il reato è ormai stato compiuto – commenta il Presidente del Codacons Marco Donzelli – è fondamentale dare informazioni e creare progetti per informare i cittadini. Il Codacons ha recentemente attivato, per questo motivo, l’ attività di servizio telefonico e via e-mail per il progetto antitruffa “Acciuffa la Truffa’. Decalogo anti-truffa – Sincerarsi che il controllo sia effettivo: molti pensionati aprono le porte della propria casa senza verificare che effettivamente sia necessario un controllo dell’ abitazione. Solitamente è bene fare attenzioni agli avvisi del Condominio, nei quali vengono sempre indicati gli eventuali accertamenti nei singoli appartamenti, con indicazione della data e dell’ ora dell’ eventuale visita. – Richiedere i documenti d’ identità: è preferibile prima di far entrare qualcuno in casa propria, chiedere alle persone o ai presunti addetti di identificarsi tramite documento d’ identità. Se il controllo è effettivo i tecnici non devono avere alcuna ragione di opporsi a tale richiesta. – Richiedere un tesserino o un documento che attesti che effettivamente lavorano per la società detta: è utile fare richiesta di un documento o un tesserino per verificare se gli addetti siano realmente dipendenti della società con cui si sono presentati. – Controllare che gli addetti lavorino effettivamente per il proprio fornitore di luce e gas, o che siano dipendenti della propria società idrica: molto spesso infatti si presentano soggetti per fantomatiche società elettriche o idriche al solo scopo di entrare nell’ abitazione, dunque sincerarsi che siano veramente addetti alla propria società di fornitura. – Visionare sempre il lavoro dei tecnici: è importante prestare sempre attenzione alle attività svolte nella propria casa dai tecnici, al fine di verificare che siano effettivamente lì per il motivo indicato, ossia riparare un guasto o fare controlli. – Non permettere ai tecnici di andare da soli in altre stanze: non bisogna farsi scrupoli nell’ impedire agli addetti di andare in altre stanze da soli. Non hanno alcun motivo per fare ciò e se sono in buona fede accetteranno senza problemi di essere seguiti. – Non lasciare beni di valore in vista: prima di far entrare estranei nella propria abitazione, è importante mettere al sicuro qualsiasi bene sia ‘a portata di mano’. È sempre meglio mettere tutto in cassetti o in luoghi in cui non sia facile accedere. – Non farsi mai distrarre: solitamente, se si tratta di una truffa, i sedicenti tecnici si presentano in due o più, questo in modo che uno o più possano distrarre il proprietario dell’ abitazione mentre l’ altro o gli altri possono porre in essere furti in casa. – Verificare l’ abbigliamento e la presenza di casse degli attrezzi: se gli addetti si presentano per riparare un guasto, o fare un controllo, è importare verificare l’ abbigliamento e se portano con sé cassette degli attrezzi o simili, senza i quali difficilmente dei veri tecnici potrebbero lavorare. – Chiamare aiuto: se non ci si sente sicuri, è bene farsi assistere da qualcuno, che può essere un vicino, un parente, perfino la portineria. È importante non essere da soli in questi casi. E qualora ci si dovesse rendere conto che si tratta di una truffa, è fondamentale chiamare subito il 112. Codacons presenterà una diffida al Comune di Novara in merito a tale notizia, affinchè non si abbassi la guardia e per tutelare maggiormente i cittadini. Si ricorda che il servizio telefonico sarà reso dal Codacons ogni giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 a partire da giovedì 11.06.2020. Viene garantito anche il servizio via e-mail, all’ indirizzo acciuffalatruffa.codacons@ gmail.com “. Per rimanere aggiornato sulle principali notizie di tuo interesse, seguici cliccando sui social che preferisci!

    Il Mattino (ed. Benevento), 14/06/2020 02:47
    Volturno e Grassano il ritorno dei pic-nic
    GLI ITINERARI Gianluca Brignola Prove tecniche di normalità per le aree verdi del Sannio. Ieri i primi visitatori per il parco del Volturno ad Amorosi. Non il pubblico delle grandi occasioni, al quale da queste parti si è abituati ormai almeno da 2 anni, ma nei fatti una ripartenza anche se con nuove regole dettate dalle prescrizioni delle autorità sanitarie per contenere il contagio. Una ripresa che assume una valenza ancora più importante in considerazione degli eventi alluvionali di dicembre che hanno colpito in maniera violenta il sito naturalistico ubicato lungo la sponda beneventana del corso del fiume Volturno. «Dopo la chiusura causata prima dall’ alluvione del 23 dicembre e poi dall’ emergenza sanitaria riapriremo solo nel fine settimana almeno fino al prossimo 15 luglio – dichiarano dalla direzione del Parco del Volturno -. Abbiamo predisposto i tavoli e le griglie in modo da rispettare il distanziamento, sarà garantito il servizio bar e i servizi igienici. Sarà un momento di reciproco incoraggiamento alla ripresa che è stata resa possibile non soltanto con i tanti sacrifici fatti in questi mesi per poter aprire in tutta sicurezza ma anche grazie ai tanti messaggi ricevuti che ci hanno spronato». LE REGOLE Via libera ai pic nic, in realtà con modalità testate già da qualche settimana, anche presso il Parco del Grassano, probabilmente tra le aree più gettonate nel panorama regionale, ma con l’ obbligo di compilare l’ autocertificazione per tutti componenti dei gruppi. Sempre secondo il protocollo comunicato dalla società gerente «Erculea», divieti di accesso a chi non indossa la mascherina e a chi ha avuto contatti con persone positive al Covid-19 negli ultimi 14 giorni. Sarà possibile accedere liberamente al parco anche solo per passeggiare ma per evitare assembramenti, nelle giornate di maggiore affluenza oltre al rilevamento della temperatura corporea all’ entrata, ai visitatori sprovvisti di prenotazione potrà essere negato l’ ingresso. Inoltre, sarà fatto obbligo di mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro mentre l’ utilizzo dei barbecue non sarà più in comune tra gli ospiti delle aree con griglia autonoma. «C’ è una grande attenzione da parte nostra ma del resto come c’ è sempre stata – le parole di Francesco Colella dalla direzione del parco del Grassano -. Sappiamo che non possiamo abbassare la guardia e ci siamo adeguati alle norme, forse andando anche oltre con un nostro protocollo più restrittivo di quello previsto dalle autorità sanitarie. Misure che sono standard per quel che concerne i servizi legati al bar e alla ristorazione relativamente al distanziamento dei tavoli e delle sedute. I numeri sono inevitabilmente cambiati al ribasso, non per un calo della domanda che rimane molto elevata, tanto che spesso non riusciamo ad accontentare tutti, ma per il contingentamento degli ingressi che abbiamo deciso di applicare per tutelare la sicurezza e la salute dei nostri visitatori. Notiamo una ritrovata voglia di uscire e vivere un’ esperienza a contatto con la natura e non potrebbe essere altrimenti dopo aver trascorso 3 mesi al chiuso delle mura domestiche. Siamo ovviamente felici di questo aspetto ma l’ appello che continuiamo a rivolgere è alla collaborazione e al rispetto delle regole». Situazione analoga che ritorna anche nella piccola località sciistica del Sannio, a Bocca della Selva, afferente al territorio di Cusano Mutri, in quota ai 1400 metri meta privilegiata degli appassionati del trekking con i percorsi segnati per i monti «Mutria» e «Porco». Dalla prima settimana di giugno è tornato a riaprire anche il piccolo rifugio, tappa obbligata degli avventori delle rotte del parco regionale del Matese. LO SPOT Sempre in materia di itinerari e sempre nella giornata di ieri su Sky 1 lo spot dedicato a Castelvenere nell’ ambito della campagna di promozione realizzata per sensibilizzare alla riscoperta delle tante piccole realtà sparse per la Penisola. «Il tutto – spiega l’ amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Scetta – per promuovere il progetto Piccolo Comune Amico, lanciato dal Codacons, con il patrocinio di Anci e Uncem, nell’ ambito del quale verranno premiati 25 Comuni che ospitano le eccellenze del territorio italiano». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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