13 Luglio 2020

Rassegna stampa del 13 luglio 2020

    avvenire.it, 13/07/2020 22:01
    Coronavirus. Ancora 94 contagi in Lombardia. E le denunce dei parenti delle vittime
    in lombardia le vittime sono 16.757. le proteste dei familiari davanti alla procura di bergamo e l’ esposto del codacons sul ruolo dell’ organizzazione mondiale della sanità
    Sono 94, rispetto ai 77 di ieri, i nuovi casi di Coronavirus in Lombardia, dove nelle ultime 24 ore sono state rilevati nove decessi contro gli otto di ieri. Dei nuovi casi positivi, 27 sono emersi in seguito ai test sierologici e 22 sono debolmente positivi. Lieve calo dei ricoverati in terapia intensiva, trenta in tutto, uno in meno rispetto a ieri, mentre aumentano i pazienti non in terapia intensiva, che sono 168, otto in più rispetto a ieri. In aumento anche il numero dei guariti-dimessi: sono 78, per un totale di 70.375. In tutto sono stati effettuati 6.482, per un totale complessivo di 1.149.414. Dall’ inizio dell’ emergenza, in Lombardia le vittime sono 16.757. Sono tornati con il loro carico di dolore, raccolto in ulteriori cento denunce alla Procura di Bergamo. E questa volta i parenti delle vittime del Coronavirus , riuniti nel comitato “Noi denunceremo” alzano il tiro, scrivendo una lettera alla presidentessa della Commissione Europea Ursula Von der Leyen e al presidente della Corte europea dei diritti dell’ uomo Ròbert Ragnar Spanò , per chiedere “di vigilare sulle indagini” in corso in Lombardia . Perché “potrebbero esserci gli estremi per il reato di crimini contro l’ umanità in violazione di articoli della Carta dei diritti fondamentali dell’ Unione Europea oltre che della Costituzione Italiana”, spiega la coordinatrice del gruppo, l’ avvocato Consuelo Locati. E mentre proseguono le indagini sul cosiddetto “caso camici”, s’ indaga anche sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del Coronavirus. “In Lombardia sembrano esserci segni di indicibili crimini contro l’ umanità”, si legge nella missiva inviata a Bruxelles da Bergamo, dove oggi sono arrivati da tutta l’ Italia per denunciare quanto accaduto durante l’ emergenza Covid. “Hanno ucciso una generazione, quella che ha lavorato per tutta la vita per darci il benessere”, sostengono i fratelli Maisto, che piangono il padre Luigi, morto il 29 febbraio in una Rsa di Milano dove era ospite per un principio di demenza senile. “Ha contratto il virus probabilmente da un operatore – affermano -. È stato lasciato morire perché aveva 88 anni. Ora vogliamo che chi ha sbagliato paghi, compreso chi ha deciso di ricoverare i malati di Covid nelle Rsa”. Dall’ inizio dell’ emergenza in Lombardia le vittime sono 16.757 Una lettera alla presidentessa della Commissione Europea e al presidente della Corte europea dei diritti dell’ uomo per chiedere “di vigilare sulle indagini” in corso in Lombardia” Il legale: “Potrebbero esserci gli estremi per il reato di crimini contro l’ umanità” Nel mirino del Comitato, in particolare, c’ è la direttiva della Regione Lombardia approvata l’ 8 marzo che suggeriva agli ospedali di trasferire i pazienti con Coronavirus a basso rischio in case di cura per liberare alcuni letti e far fronte alla domanda durante l’ emergenza”. Una delibera approvata, è scritto ancora nella lettera “in totale contraddizione con i dati scientifici a disposizione delle autorità pubbliche, che mostravano chiaramente come il virus si stesse dimostrando letale, in particolar modo per i membri più anziani e più vulnerabili della nostra società”. Se l’ inchiesta di Bergamo si arricchisce di nuove denunce, che saranno poi trasmesse alle Procure competenti, novità si attendono anche da quella di Milano sulla vicenda della fornitura da mezzo milione di euro di camici e altro materiale, poi in parte trasformata in donazione. In tempi brevi dovrebbe essere interrogato Filippo Bongiovanni, l’ ormai ex dg di Aria, la centrale acquisti della Regione Lombardia che ricevette i camici da parte di Dama, società di cui la moglie del governatore Attilio Fontana detiene una quota e di cui è titolare il cognato Andrea Dini, come Bongiovanni indagato per turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente. “I giudici facciano il loro lavoro, lo facciano bene e lo facciano in fretta”, interviene per la prima volta sul caso il leader della Lega, Matteo Salvini, che chiede di indagare anche “sulle mascherine della Regione Lazio pagate e mai arrivate”. A Milano è stata anche aperto un fascicolo per epidemia colposa , al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del Codacons sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità . Il fascicolo, a quanto appreso, è stato già trasmesso a Roma per competenza territoriale. Inoltre in Lombardia da mercoledì 15 luglio la mascherina dovrà essere mantenuta all’ aperto ma solo se non si potrà assicurare il distanziamento interpersonale anti-contagio. Resta l’ obbligo per i luoghi pubblici chiusi e i mezzi di trasporto. È quanto prevede la nuova ordinanza regionale che sarà firmata martedì 14 luglio dal presidente Attilio Fontana, che recepisce le indicazioni del comitato tecnico-scientifico riunito questo pomeriggio in Regione. © Riproduzione riservata COMMENTA E CONDIVIDI.

    metronews.it, 13/07/2020 20:32
    «In Lombardia crimini contro l’ umanità»
    ROMA L’ Europa deve esercitare una supervisione sulle indagini in corso in Lombardia «in quanto potrebbero esserci gli estremi per prefigurare il reato di crimini contro l’ umanità». È quanto ha scritto il comitato “Verità e giustizia per le vittime di Covid-19” in una lettera alla presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, e al presidente della Corte Europea dei diritti dell’ uomo, Robert Ragnar Spanò. «Bergamo e Brescia, da sole, contano 11 mila vittime di Coronavirus – ha ricordato il comitato – uno scenario unico e senza precedenti sull’ intero pianeta. In Lombardia sembrano esserci segni di indicibili crimini contro l’ umanità». Allerta per ceppo serbo Intanto il bollettino quotidiano segnala 13 vittime registrate ieri in Italia, in aumento rispetto alle 9 di domenica. Calano, invece, rispetto alle 24 ore precedenti, i nuovi contagi: ieri sono stati 169 (domenica erano stati 234). In totale sale a 34.967 il numero delle vittime dall’ inizio della pandemia, mentre i casi di contagio sono 243.230. Il governatore veneto, Luca Zaia, ha annunciato l’ adozione di “tamponi rapidi” con risultato in 7 minuti e costo di 12 euro; allertando sul fatto che «nei quattro pazienti di ritorno dalla Serbia la carica virale era elevata» per un ceppo «mutato e molto contagioso». Oms: «C’ è chi sbaglia» «Troppi Paesi stanno andando nella direzione sbagliata. Il Covid-19 rimane il nemico pubblico numero uno, ma le azioni di molti governi e persone non riflettono questo». È il monito lanciato dal direttore dell’ Oms, Ghebreyesus: «I leader di alcuni Paesi – ha aggiunto – hanno usato messaggi contraddittori e così le cose vanno sempre peggio». La Procura di Milano però, a seguito di un esposto del Codacons, ha aperto un’ inchiesta anche su possibili «errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nel gestire la pandemia».METRO.

    Blitz Quotidiano, 13/07/2020 20:24
    Covid, aperta inchiesta su Oms da Procura Milano per epidemia colposa
    Aperta un’ inchiesta per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del Codacons sul ruolo dell’ Oms nella diffusione del Covid. Nell’ esposto il Codacons segnala “errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nella gestione della pandemia da Covid-19. Il fascicolo, da quanto si è saputo, è stato aperto dal dipartimento della Procura di Milano guidato dall’ aggiunto Tiziana Siciliano e poi affidato al pm Mauro Clerici, che lo ha già trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale. “Chi aveva il compito e l’ obbligo di fornire informazioni accurate, tempestive e indipendenti per dare importanti raccomandazioni e prendere decisioni sulla salute pubblica, ovvero l’ Oms nella persona del direttore dell’ agenzia Tedros Adhanom Ghebreyesus – scriveva il Codacons nell’ esposto – potrebbe avere avuto invece possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’ epidemia all’ origine, impedendo di salvare migliaia di vite e creando danni economici in tutto il mondo”. Le autorità sanitarie italiane, secondo l’ associazione, ” si sono affidate totalmente ai dettami dell’ Oms e, in qualche modo, potrebbero avere pagato le conseguenze di questo modus operandi, laddove l’ Oms avrebbe sottovalutato l’ emergenza coronavirus e poi dato le linee guida errate”. ” L’ aver sottovalutato l’ emergenza e fornito suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare – scriveva ancora il Codacons – non consentendo alla collettività di prendere decisioni tempestive sulla salute pubblica, sono conseguenze delle omissioni che, seppur non volute, sono sicuramente accettate in quanto il mancato assolvimento delle proprie funzioni ha avuto le conseguenze ben conosciute”. “Non escludiamo azioni risarcitorie contro l’ Organizzazione qualora dovessero emergere eventuali illeciti”, ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. (fonte ANSA)
    carlo rienzi

    FanPage, 13/07/2020 19:19
    Covid, la procura di Milano apre inchiesta sull’ Oms dopo esposto del Codacons: “Epidemia colposa”
    Ci sono state responsabilità di rilievo penale da parte dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità nell’ andamento dell’ epidemia di coronavirus in Italia? È su questo che la Procura di Milano ha aperto un’ inchiesta per epidemia colposa a seguito dell’ esposto presentato ad aprile dal Codacons. L’ ha annunciato la stessa associazione dei consumatori, spiegando che “l’ indagine, affidata al Pm Clerici, è al momento a carico di ignoti e prende le mosse”, appunto, “da una dettagliata denuncia in cui il Codacons segnalava errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nella gestione della pandemia”. Secondo il Codacons “chi aveva il compito e l’ obbligo di fornire informazioni accurate, tempestive e indipendenti per dare importanti raccomandazioni e prendere decisioni sulla salute pubblica, ovvero l’ Oms nella persona del direttore dell’ agenzia Tedros Adhanom Ghebreyesus, potrebbe avere avuto invece possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’ epidemia all’ origine, impedendo di salvare migliaia di vite e creando danni economici in tutto il mondo”. Le autorità sanitarie italiane, secondo l’ associazione, “si sono affidate totalmente ai dettami dell’ Oms e, in qualche modo, potrebbero avere pagato le conseguenze di questo modus operandi, laddove l’ Oms avrebbe sottovalutato l’ emergenza coronavirus e poi dato le linee guida errate. L’ aver sottovalutato l’ emergenza e fornito suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare – scrive ancora il Codacons – non consentendo alla collettività di prendere decisioni tempestive sulla salute pubblica, sono conseguenze delle omissioni che, seppur non volute, sono sicuramente accettate in quanto il mancato assolvimento delle proprie funzioni ha avuto le conseguenze ben conosciute. Non escludiamo – dichiarat il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – azioni risarcitorie contro l’ Organizzazione qualora dovessero emergere eventuali illeciti”.

    giornaledisicilia.it, 13/07/2020 18:27
    Coronavirus: calano i contagi, aumentano morti
    Sono 169 i nuovi contagiati da Covid nelle ultimi 24 ore in Italia, in calo rispetto ai 234 di ieri. Le vittime sono 13, contro le 9 di ieri. I casi totali salgono a 243.230, i morti a 34.967. Gli attualmente positivi sono 13.157, in calo di 22 rispetto a ieri. I guariti sono 195.106, con un incremento di 178 nelle ultime 24 ore. Esposto Codacons su Oms, aperta inchiesta – E’ stata aperta un’ inchiesta per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del Codacons sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del Coronavirus. Il fascicolo, da quanto si è saputo, è stato aperto dal dipartimento della Procura di Milano guidato dall’ aggiunto Tiziana Siciliano e poi affidato al pm Mauro Clerici, che lo ha già trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale. Oms, troppi paesi nella direzione sbagliata – “Voglio essere schietto, troppi paesi vanno verso la direzione sbagliata”. Lo ha sottolineato il direttore generale dell’ Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus durante il consueto briefing con la stampa. “Il virus rimane nemico pubblico numero uno ma l’ azione di molti governi e persone non lo riflette”, ha spiegato. “L’ unico obiettivo del virus è trovare persone da infettare. Messaggi ambigui dei leader stanno minando l’ elemento cruciale di ogni azione: la fiducia”, ha aggiunto. © Riproduzione riservata.

    ilgiornaledivicenza.it, 13/07/2020 18:25
    Esposto Codacons su Oms,aperta inchiesta
    (ANSA) – MILANO, 13 LUG – E’ stata aperta un’ inchiesta per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del Codacons sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del Coronavirus. Il fascicolo è stato aperto dal dipartimento della Procura di Milano guidato dall’ aggiunto Tiziana Siciliano e poi affidato al pm Mauro Clerici, che lo ha già trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale. L’ esposto era stato presentato lo scorso aprile dal Codacons alla Procura di Milano. L’ associazione segnalava “errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nella gestione della pandemia”.

    larena.it, 13/07/2020 18:23
    Esposto Codacons su Oms,aperta inchiesta
    (ANSA) – MILANO, 13 LUG – E’ stata aperta un’ inchiesta per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del Codacons sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del Coronavirus. Il fascicolo è stato aperto dal dipartimento della Procura di Milano guidato dall’ aggiunto Tiziana Siciliano e poi affidato al pm Mauro Clerici, che lo ha già trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale. L’ esposto era stato presentato lo scorso aprile dal Codacons alla Procura di Milano. L’ associazione segnalava “errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nella gestione della pandemia”. RR.

    ilgiorno.com (Milano), 13/07/2020 18:17
    Coronavirus Lombardia, aumentano ricoveri e contagi: quasi 100 nuovi casi in 24 ore
    Milano, 13 luglio 2020 – Sfiora quota cento il numero di nuovi positivi al Covid 19 in Lombardia. Sono infatti 94 i casi emersi nelle ultime 24 ore in regione, a fronte di 6.482 tamponi effettuati. Ieri i nuovi casi erano stati 77. Tra i nuovi positivi a Covid, 27 pazienti sono stati individuati a seguito di test sierologico e 22 sono considerati debolmente positivi. Stabile il numero dei decessi : 9 morti contro gli 8 di ieri, che portano il totale da febbraio a 16.757 morti. I guariti/dimessi sono 78, per un totale di 70.375 (in particolare 68.293 guariti e 2.082 dimessi). Oggi in terapia intensiva si conta un letto in meno occupato, per un totale di 30 ricoveri, ma aumentano i pazienti ospedalizzati negli altri reparti: sono 168, +8 in 24 ore. I dati nelle province Per quanto riguarda i nuovi casi per provincia, nel Milanese si contano 15 nuovi positivi, di cui 6 a Milano città). Rimane invece alto il numero di nuovi contagi a Bergamo e provincia: i dati di oggi fanno segnare 43 casi, contro i 21 di ieri. Va meglio nelle altre province lombarde: 13 i casi nel Bresciano, 4 a Como e Cremona , 3 nel Mantovano , 2 a Pavia e Monza Brianza , 1 a Lecco e Varese , zero nel Lodigiano e nel Sondriese . Screening di massa a Viadana e Casalmaggiore: il 99% è negativo Il 99,1 % dei 1.231 cittadini di Casalmaggiore , nel Cremonese e Viadana , nel Mantovano, sottoposti al tampone è risultato negativo. E’ i l risultato ufficiale dello screening avviato dal’ Ats Valpadana nella zona del Casalasco Oglio Po, diffuso questa mattina dal sindaco di Viadana, Alessandro Cavallari, dalla sua pagina Facebook. Le analisi di massa erano state messe in atto la settimana scorsa per contenere la diffusione del contagio da coronavirus dopo i focolai sviluppati in alcuni macelli della zona . Secondo denuncia day a Bergamo Secondo “Denuncia day” stamattina a Bergamo , dove decine di parenti delle vittime del Covid hanno presentato denuncia alla Procura. Il comitato “Noi denunceremo – Verità e giustizia per le vittime del Covid” ha ribadito che alla base dell’ iniziativa c’ è l’ obiettivo di accertare responsabilità da parte delle autorità nelle gestione della pandemia. A questo proposito il Comitato ha inviato una lettera all’ Unione Europa affinchè vigili sulle indagini e accerti la possibilità che a Bergamo e Brescia si siano commessi crimini contro l’ umanità . Il riferimento è soprattutto alla gestione delle Rsa e all’ ormai celebre direttiva regionale che invitiva le Ats a monitorare i rispettivi territori per reperire posti letto nelle Rsa da destinare ai malati di Covid a basso rischio. Esposto Codacons contro Oms: aperta inchiesta È stata aperta un ‘ inchiesta per epidemia colposa , al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto presentato ad aprile dal Codacons sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del Coronavirus . Il fascicolo, da quanto si è saputo, è stato aperto dal dipartimento della Procura di Milano guidato dall’ aggiunto Tiziana Siciliano e poi affidato al pm Mauro Clerici, che lo ha già trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale. Nell’ esposto il Codacons segnala ” errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nella gestione della pandemia”.
    il giorno

    bresciaoggi.it, 13/07/2020 18:16
    Esposto Codacons su Oms,aperta inchiesta
    (ANSA) – MILANO, 13 LUG – E’ stata aperta un’ inchiesta per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del Codacons sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del Coronavirus. Il fascicolo è stato aperto dal dipartimento della Procura di Milano guidato dall’ aggiunto Tiziana Siciliano e poi affidato al pm Mauro Clerici, che lo ha già trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale. L’ esposto era stato presentato lo scorso aprile dal Codacons alla Procura di Milano. L’ associazione segnalava “errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nella gestione della pandemia”.

    (Sito) Adnkronos, 13/07/2020 18:11
    Esposto Codacons su Oms, “Procura di Milano apre inchiesta”
    La Procura di Milano, a seguito dell’ esposto presentato ad aprile dal Codacons, apre una inchiesta sull’ emergenza coronavirus in Italia, con particolare riferimento al ruolo e alle responsabilità dell’ Organizzazione mondiale della sanità. Lo annuncia lo stesso Codacons, riferendo che “l’ indagine, affidata al Pm Clerici , è al momento a carico di ignoti e prende le mosse”, appunto, “da una dettagliata denuncia in cui il Codacons segnalava errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nella gestione della pandemia”. “Chi aveva il compito e l’ obbligo di fornire informazioni accurate, tempestive e indipendenti per dare importanti raccomandazioni e prendere decisioni sulla salute pubblica, ovvero l’ Oms, nella persona del direttore dell’ agenzia Tedros Adhanom Ghebreyesus , potrebbe avere avuto invece possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’ epidemia all’ origine, impedendo di salvare migliaia di vite e creando danni economici in tutto il mondo”, scriveva il Codacons nell’ esposto in questione. L’ associazione ipotizza a carico dell’ agenzia Onu “ritardi nella comunicazione del pericolo, suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare, indicazioni contraddittorie, ripensamenti e repentini cambi di direzione , con le autorità sanitarie italiane che si sono affidate totalmente a questi dettami e che, in qualche modo, potrebbero aver pagato le conseguenze di questo modus operandi, laddove l’ Oms avrebbe sottovalutato l’ emergenza coronavirus e poi dato le linee guida errate”. Tutto ciò, e cioè “l ‘aver sottovalutato l’ emergenza e fornito suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare non consentendo alla collettività di prendere decisioni tempestive sulla salute pubblica”, scriveva ancora il Codacons alla procura milanese, “sono conseguenze delle omissioni che, seppur non volute, sono sicuramente accettate in quanto il mancato assolvimento delle proprie funzioni ha avuto le conseguenze ben conosciute”. L’ associazione, attraverso le parole del suo presidente Carlo Rienzi, spiega ora di aspettarsi che “la procura di Milano accerti il ruolo dell’ Oms nella diffusione del virus in Italia, e se vi siano stati errori, ritardi o informazioni sbagliate tali da aver alimentato l’ emergenza sanitaria in Italia. Non escludiamo azioni risarcitorie contro l’ Organizzazione qualora dovessero emergere eventuali illeciti”. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

    altarimini.it, 13/07/2020 17:53
    Codacons chiede la chiusura del Samsara. CNA: ‘Accanirsi su un locale non solo è parziale, ma ingiusto’
    Il Codancons chiede la chiusura del Samsara Beach di Riccione con un esposto alla Procura della Repubblica e al Prefetto di Rimini. Ma le associazioni non ci stanno. Dopo l’ attacco del presidente del Silb Gianni Indino , arriva anche la nota della CNA Riccione che, attraverso il Presidente Lanfranco Francolini, denota un accanimento nei confronti degli imprenditori che, nonostante il periodo difficile, hanno investito per garantire un divertimento sano e in sicurezza. “Premesso che sul tema Coronavirus non si può abbassare la guardia nonostante i dati confortanti che arrivano dalla nostra Provincia – spiega il Presidente Francolini – perché va scongiurato l’ incubo di dover tornare ad un secondo lockdown, occorre essere realisti e osservare i comportamenti con obiettività evitando accanimenti su una categoria piuttosto che un’ altra, soprattutto laddove gli imprenditori hanno investito e continuano a farlo assumendo stwart e tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza degli avventori e dei collaboratori adeguandosi ai protocolli e alle linee guida nazionali. Investimenti affrontati in momenti davvero difficil i, ma con l’ obiettivo di continuare ad offrire un prodotto alla propria clientela e a contribuire a mantenere viva l’ immagine della città. Accanirsi su un locale quando la casistica di potenziali focolai è innumerevole nonostante gli sforzi di contenimento, non solo è parziale, ma ingiusto. L’ invito è sì a continuare a tenere alta la guardia e invitare tutti quanti a fare la propria parte in maniera responsabile osservando le norme, ma con spirito di giustizia e non di giustizialismo” conclude nella nota Francolini.

    Affari Italiani, 13/07/2020 17:48
    Coronavirus, aperta inchiesta su Oms. ‘Possibile ruolo nella diffusione virus’
    l’ indagine è partita dopo un esposto del codacons: “possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’ epidemia all’ origine”.
    Coronavirus: aperta inchiesta su Oms dopo esposto Codacons La procura di Milano, a seguito dell’ esposto presentato lo scorso aprile dal Codacons, ha aperto un’ inchiesta sull’ emergenza coronavirus in Italia, con particolare riferimento al ruolo e alle responsabilità dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). L’ indagine, affidata al pm Clerici, è al momento a carico di ignoti. Lo rende noto lo stesso Codacons con un comunicato. Coronavirus, Codacons contro Oms: ‘Possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’ epidemia all’ origine’ “Chi aveva il compito e l’ obbligo di fornire informazioni accurate, tempestive e indipendenti per dare importanti raccomandazioni e prendere decisioni sulla salute pubblica, ovvero l’ Oms – nella persona del direttore dell’ agenzia Tedros Adhanom Ghebreyesus – potrebbe avere avuto invece possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’ epidemia all’ origine, impedendo di salvare migliaia di vite e creando danni economici in tutto il mondo – scriveva il Codacons nell’ esposto -. Ritardi nella comunicazione del pericolo, suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare, indicazioni contraddittorie, ripensamenti e repentini cambi di direzione, con le autorità sanitarie italiane che si sono affidate totalmente ai dettami dell’ Oms e, in qualche modo, potrebbero avere pagato le conseguenze di questo modus operandi, laddove l’ Oms avrebbe sottovalutato l’ emergenza coronavirus e poi dato le linee guida errate”, proseguiva ancora il Codacons secondo il quale “l’ aver sottovalutato l’ emergenza e fornito suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare non consentendo alla collettività di prendere decisioni tempestive sulla salute pubblica, sono conseguenze delle omissioni che, seppur non volute, sono sicuramente accettate in quanto il mancato assolvimento delle proprie funzioni ha avuto le conseguenze ben conosciute verificando l’ applicabilità dell’ art. 10 del c.p. e quindi l’ operatività della legge penale italiana”. “Ci aspettiamo che ora la procura di Milano accerti il ruolo dell’ Oms nella diffusione del virus in Italia, e se vi siano stati errori, ritardi o informazioni sbagliate tali da aver alimentato l’ emergenza sanitaria in Italia, e non escludiamo azioni risarcitorie contro l’ Organizzazione qualora dovessero emergere eventuali illeciti”, commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Loading… Commenti Ci sono altri 0 commenti. Clicca per leggerli.

    Rimini Today, 13/07/2020 17:46
    Caso Samsara, il Silb: “Lavorano per far rispettare protocolli, le colpe non possono ricadere su di loro”
    indino: “sembra che ora si sia aperta la stagione delle segnalazioni e degli esposti, il codacons dovrebbe guardare ad altri assembramenti”
    Rigetta tutte le accuse del Codacons e passa alla difesa del Samsara di Riccione il Silb che, per voce del presidente provinciale Gianni Indino, punta il dito contro ben altri assembramenti che l’ associazione dei consumatori dovrebbe guardare. Allo stesso tempo, secondo Indino, il video incriminato della movida scatenata nel locale sulla spiaggia della Perla Verde sarebbe ben diverso da quello descritto nell’ esposto presentato in Procura e in Prefettura. “Troppo facile attaccare un imprenditore, e anche a torto per quello che abbiamo visto nel video che ci è stato inviato e che faremo arrivare a forze dell’ ordine e prefetto – tuona il presidente provinciale del Silb. – I gestori dei locali ce la mettono tutta per adeguarsi ai protocolli, ma non possono ricadere su di loro tutte le responsabilità. Ci sono tante altre situazioni su cui puntare il dito, ma la colpa sembra sempre di chi fa impresa. Adeguare i locali ai protocolli, affiggere cartelli che spiegano i comportamenti da tenere, contingentare gli ingressi, limitare gli orari d’ apertura e sensibilizzare tutti gli avventori ad ottemperare alle linee guida, qualche volta avendo in cambio anche brutte parole. Più di questo cosa deve fare chi gestisce un locale? Al netto di qualche episodio che si è contato sulla punta di una mano, sembra che ora si sia aperta la stagione delle segnalazioni e degli esposti”.”Peccato che le segnalazioni e i video arrivino anche a noi, ma di tutt’ altro tenore – prosegue Indino. – Parliamo del Samsara Beach, discoteca sulla spiaggia di Riccione preso di mira dall’ esposto del Condacons che nelle sue accuse arriva addirittura a descriverlo come “Un potenziale focolaio di coronavirus”. Un vocalist che ogni 10 minuti invita ad indossare la mascherina, il disinfettante ad ogni passo, tavoli distanziati, cartelli informativi e più uomini della security non sono bastati per non finire nel mirino dell’ associazione consumatori. Eppure stiamo cercando solo di riprendere a lavorare e di farlo nel modo più sicuro possibile perché abbiamo a cuore la salute pubblica. E ci mancherebbe altro. Cerchiamo di salvare una stagione, di richiamare i turisti, di ripartire dopo mesi di chiusura forzata che ha messo i piccoli imprenditori in ginocchio e ora dobbiamo anche metterci a combattere con gli esposti. Perché il Codacons non si accanisce contro le esultanze del calcio e le feste in piazza dei tifosi, contro le manifestazioni pubbliche senza distanziamenti, contro i giornalisti che si accalcano uno sull’ altro per un’ intervista, contro i viali invasi di persone a passeggio senza distanziamento, contro i treni o le metropolitane pieni di persone prive di mascherina? Su questi aspetti evidentemente non c’ è attenzione da parte del Codacons. Mi viene da pensare che siano forti con i piccoli e deboli con i grandi. La colpa sembra sempre solo di chi investe e di chi crea impresa e lavoro.”Troppo facile attaccare un singolo imprenditore e anche a torto, secondo quello che abbiamo visto nel video che ci è stato inviato e che faremo arrivare alle forze dell’ ordine e al prefetto – conclude Indino. – Noi possiamo sensibilizzare, invitare le persone a comportarsi secondo le regole, vietare gli ingressi, ma non possiamo essere gli unici responsabili dei comportamenti altrui. Con questi divieti sta accadendo quello che è successo con il divieto di fumo nei locali: per farlo rispettare da tutti si è dovuta spostare la responsabilità (e la sanzione) in capo al singolo trasgressore. Siamo stati fermi per oltre tre mesi, abbiamo dato il nostro contributo in silenzio nonostante il nostro comparto sia rimasto fuori dai sostegni statali e ogni giorno di chiusura ci avvicinasse al punto di non ritorno. Lo abbiamo fatto per permettere a questo Paese di ripartire, ma non è certo in questo clima di sospetti e battaglie che avremmo immaginato la ripartenza”.

    Affari Italiani, 13/07/2020 17:42
    Coronavirus: calano i contagi, aumentano i morti. A Milano indagine sull’ Oms
    la procura di milano, a seguito dell’ esposto presentato lo scorso aprile dal codacons, ha aperto un’ inchiesta sull’ emergenza coronavirus in italia
    Tornano a scendere i casi nuovi di contagio da coronavirus: oggi sono 169, rispetto ai 234 di ieri, per un totale di 243.230 positivi. Crescono i decessi: 13, rispetto ai 9 di ieri, per un totale di 34.967 morti. Sono 178 i guariti (ieri 349) per un totale di 195.106. Sono in calo gli attuali positivi, 13.157 (-22). Questo l’ aggiornamento dei casi Covid stando al Dipartimento della Protezione civile. Coronavirus: zero nuovi casi in nove regioni Sono 9 le regioni che rispetto al giorno prima non hanno registrato nuovi casi di positività da coronavirus. Si tratta di Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Umbria, Calabria, Valle d’ Aosta, Molise e Basilicata. E’ quanto si ricava dal bollettino del ministero della Salute. 9 dei 13 morti sono in Lombardia. Coronavirus: aperta inchiesta su Oms dopo esposto Codacons La procura di Milano, a seguito dell’ esposto presentato lo scorso aprile dal Codacons, ha aperto un’ inchiesta sull’ emergenza coronavirus in Italia, con particolare riferimento al ruolo e alle responsabilità dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). L’ indagine, affidata al pm Clerici, è al momento a carico di ignoti. Lo rende noto lo stesso Codacons con un comunicato. “Chi aveva il compito e l’ obbligo di fornire informazioni accurate, tempestive e indipendenti per dare importanti raccomandazioni e prendere decisioni sulla salute pubblica, ovvero l’ Oms – nella persona del direttore dell’ agenzia Tedros Adhanom Ghebreyesus – potrebbe avere avuto invece possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’ epidemia all’ origine, impedendo di salvare migliaia di vite e creando danni economici in tutto il mondo – scriveva il Codacons nell’ esposto -. Ritardi nella comunicazione del pericolo, suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare, indicazioni contraddittorie, ripensamenti e repentini cambi di direzione, con le autorità sanitarie italiane che si sono affidate totalmente ai dettami dell’ Oms e, in qualche modo, potrebbero avere pagato le conseguenze di questo modus operandi, laddove l’ Oms avrebbe sottovalutato l’ emergenza coronavirus e poi dato le linee guida errate”, proseguiva ancora il Codacons secondo il quale “l’ aver sottovalutato l’ emergenza e fornito suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare non consentendo alla collettività di prendere decisioni tempestive sulla salute pubblica, sono conseguenze delle omissioni che, seppur non volute, sono sicuramente accettate in quanto il mancato assolvimento delle proprie funzioni ha avuto le conseguenze ben conosciute verificando l’ applicabilità dell’ art. 10 del c.p. e quindi l’ operatività della legge penale italiana”. “Ci aspettiamo che ora la procura di Milano accerti il ruolo dell’ Oms nella diffusione del virus in Italia, e se vi siano stati errori, ritardi o informazioni sbagliate tali da aver alimentato l’ emergenza sanitaria in Italia, e non escludiamo azioni risarcitorie contro l’ Organizzazione qualora dovessero emergere eventuali illeciti”, commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Loading… Commenti Ci sono altri 0 commenti. Clicca per leggerli.

    Ansa, 13/07/2020 17:40
    Esposto Codacons su Oms, aperta inchiesta
    (ANSA) – MILANO, 13 LUG – E’ stata aperta un’ inchiesta per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del Codacons sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del Coronavirus. Il fascicolo è stato aperto dal dipartimento della Procura di Milano guidato dall’ aggiunto Tiziana Siciliano e poi affidato al pm Mauro Clerici, che lo ha già trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale. L’ esposto era stato presentato lo scorso aprile dal Codacons alla Procura di Milano. L’ associazione segnalava “errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nella gestione della pandemia”.

    Ansa, 13/07/2020 17:34
    Coronavirus: calano i contagi, aumentano morti
    oms, troppi paesi nella direzione sbagliata esposto codacons sull’ organizzazione mondiale della sanità, aperta inchiesta
    Sono 169 i nuovi contagiati da Covid nelle ultimi 24 ore in Italia, in calo rispetto ai 234 di ieri. Le vittime sono 13, contro le 9 di ieri. I casi totali salgono a 243.230, i morti a 34.967. Gli attualmente positivi sono 13.157, in calo di 22 rispetto a ieri. I guariti sono 195.106, con un incremento di 178 nelle ultime 24 ore. Lombardia: mascherina all’ aperto solo se manca la distanza – In Lombardia da mercoledì 15 luglio la mascherina dovrà essere mantenuta all’ aperto ma solo se non si potrà assicurare il distanziamento interpersonale anti-contagio. Resta l’ obbligo per i luoghi pubblici chiusi e i mezzi di trasporto. È quanto prevede la nuova ordinanza regionale che sarà firmata domani dal presidente Attilio Fontana, che recepisce le indicazioni del comitato tecnico-scientifico riunito questo pomeriggio in Regione. Esposto Codacons su Oms, aperta inchiesta – E’ stata aperta un’ inchiesta per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del Codacons sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del Coronavirus. Il fascicolo, da quanto si è saputo, è stato aperto dal dipartimento della Procura di Milano guidato dall’ aggiunto Tiziana Siciliano e poi affidato al pm Mauro Clerici, che lo ha già trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale.

    Abruzzo , 13/07/2020 17:31
    CORONAVIRUS: ESPOSTO CODACONS SU OMS, APERTA INCHIESTA
    Pubblicazione: 13 luglio 2020 alle ore 17:16 MILANO – E’ stata aperta un’ inchiesta per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del Codacons sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del Coronavirus. Il fascicolo, da quanto si è saputo, è stato aperto dal dipartimento della Procura di Milano guidato dall’ aggiunto Tiziana Siciliano e poi affidato al pm Mauro Clerici , che lo ha già trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    LaPresse, 13/07/2020 17:29
    Milano, 13 lug.
    Milano, 13 lug. (LaPresse) – La Procura di Milano, a seguito dell’ esposto presentato lo scorso aprile dal Codacons, apre una inchiesta sull’ emergenza coronavirus in Italia, con particolare riferimento al ruolo e alle responsabilità dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo riferisce lo stesso Codacons spiegando che l’ indagine, affidata al Pm Clerici, è al momento a carico di ignoti e prende le mosse “da una dettagliata denuncia in cui il Codacons segnalava errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nella gestione della pandemia”. © Copyright LaPresse – Riproduzione Riservata.

    ilgiorno.com (Milano), 13/07/2020 17:24
    Coronavirus, esposto Codacons contro Oms: aperta inchiesta
    Milano, 13 luglio 2020 – È stata aperta un ‘inchiesta per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto presentato ad aprile dal Codacons sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del Coronavirus . Il fascicolo, da quanto si è saputo, è stato aperto dal dipartimento della Procura di Milano guidato dall’ aggiunto Tiziana Siciliano e poi affidato al pm Mauro Clerici, che lo ha già trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale. Nell’ esposto il Codacons segnala ” errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nella gestione della pandemia. Chi aveva il compito e l’ obbligo di fornire informazioni accurate, tempestive e indipendenti per dare importanti raccomandazioni e prendere decisioni sulla salute pubblica, ovvero l’ Oms nella persona del direttore dell’ agenzia Tedros Adhanom Ghebreyesus – scrive il Codacons nell’ esposto – potrebbe avere avuto invece possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’ epidemia all’ origine, impedendo di salvare migliaia di vite e creando danni economici in tutto il mondo”. Le autorità sanitarie italiane, secondo l’ associazione, “si sono affidate totalmente ai dettami dell’ Oms e, in qualche modo, potrebbero avere pagato le conseguenze di questo modus operandi, laddove l ‘Oms avrebbe sottovalutato l’ emergenza coronavirus e poi dato le linee guida errate. L’ aver sottovalutato l’ emergenza e fornito suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare – scrive ancora il Codacons – non consentendo alla collettività di prendere decisioni tempestive sulla salute pubblica, sono conseguenze delle omissioni che, seppur non volute, sono sicuramente accettate in quanto il mancato assolvimento delle proprie funzioni ha avuto le conseguenze ben conosciute. Non escludiamo – dichiarat il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – azioni risarcitorie contro l’ Organizzazione qualora dovessero emergere eventuali illeciti”.
    il giorno

    News Rimini, 13/07/2020 17:05
    Samsara: Indino su esposto Codacons: troppo facile attaccare imprenditore
    L’ esposto con il quale il Codacons chiede la chiusura del Samsara Beach a Riccione ( vedi notizia ) non va giù al presidente del SILB della provincia di Rimini, Gianni Indino . ‘ Troppo facile – scrive – attaccare un imprenditore, e anche a torto per quello che abbiamo visto nel video che ci è stato inviato e che faremo arrivare a forze dell’ ordine e prefetto. I gestori dei locali ce la mettono tutta per adeguarsi ai protocolli, ma non possono ricadere su di loro tutte le responsabilità . Ci sono tante altre situazioni su cui puntare il dito, ma la colpa sembra sempre di chi fa impresa ‘ La nota di Gianni Indino ‘ Adeguare i locali ai protocolli, affiggere cartelli che spiegano i comportamenti da tenere, contingentare gli ingressi, limitare gli orari d’ apertura e sensibilizzare tutti gli avventori ad ottemperare alle linee guida, qualche volta avendo in cambio anche brutte parole. Più di questo cosa deve fare chi gestisce un locale? – dice Gianni Indino, presidente del SILB della provincia di Rimini – . Al netto di qualche episodio che si è contato sulla punta di una mano, sembra che ora si sia aperta la stagione delle segnalazioni e degli esposti. Peccato che le segnalazioni e i video arrivino anche a noi, ma di tutt’ altro tenore. Parliamo del Samsara Beach, discoteca sulla spiaggia di Riccione preso di mira dall’ esposto del Condacons che nelle sue accuse arriva addirittura a descriverlo come ‘Un potenziale focolaio di coronavirus’. Un vocalist che ogni 10 minuti invita ad indossare la mascherina, il disinfettante ad ogni passo, tavoli distanziati, cartelli informativi e più uomini della security non sono bastati per non finire nel mirino dell’ associazione consumatori. Eppure stiamo cercando solo di riprendere a lavorare e di farlo nel modo più sicuro possibile perché abbiamo a cuore la salute pubblica. E ci mancherebbe altro. Cerchiamo di salvare una stagione, di richiamare i turisti, di ripartire dopo mesi di chiusura forzata che ha messo i piccoli imprenditori in ginocchio e ora dobbiamo anche metterci a combattere con gli esposti. Perché il Codacons non si accanisce contro le esultanze del calcio e le feste in piazza dei tifosi, contro le manifestazioni pubbliche senza distanziamenti, contro i giornalisti che si accalcano uno sull’ altro per un’ intervista, contro i viali invasi di persone a passeggio senza distanziamento, contro i treni o le metropolitane pieni di persone prive di mascherina? Su questi aspetti evidentemente non c’ è attenzione da parte del Codacons. Mi viene da pensare che siano forti con i piccoli e deboli con i grandi. La colpa sembra sempre solo di chi investe e di chi crea impresa e lavoro. Troppo facile attaccare un singolo imprenditore e anche a torto, secondo quello che abbiamo visto nel video che ci è stato inviato e che faremo arrivare alle forze dell’ ordine e al prefetto. Noi possiamo sensibilizzare, invitare le persone a comportarsi secondo le regole, vietare gli ingressi, ma non possiamo essere gli unici responsabili dei comportamenti altrui. Con questi divieti sta accadendo quello che è successo con il divieto di fumo nei locali: per farlo rispettare da tutti si è dovuta spostare la responsabilità (e la sanzione) in capo al singolo trasgressore. Siamo stati fermi per oltre tre mesi, abbiamo dato il nostro contributo in silenzio nonostante il nostro comparto sia rimasto fuori dai sostegni statali e ogni giorno di chiusura ci avvicinasse al punto di non ritorno. Lo abbiamo fatto per permettere a questo Paese di ripartire, ma non è certo in questo clima di sospetti e battaglie che avremmo immaginato la ripartenza ‘.

    Chiamami Citta, 13/07/2020 17:00
    SILB Rimini, Indino: “Codacons criminalizza Sansara Riccione e ignora il resto”
    ‘ Adeguare i locali ai protocolli, affiggere cartelli che spiegano i comportamenti da tenere, contingentare gli ingressi, limitare gli orari d’ apertura e sensibilizzare tutti gli avventori ad ottemperare alle linee guida, qualche volta avendo in cambio anche brutte parole. Più di questo cosa deve fare chi gestisce un locale? – dice Gianni Indino, presidente del SILB della provincia di Rimini -. Al netto di qualche episodio che si è contato sulla punta di una mano, sembra che ora si sia aperta la stagione delle segnalazioni e degli esposti”. “Peccato che le segnalazioni e i video arrivino anche a noi, ma di tutt’ altro tenore. Parliamo del Samsara Beach, discoteca sulla spiaggia di Riccione preso di mira dall’ esposto del Condacons che nelle sue accuse arriva addirittura a descriverlo come ‘Un potenziale focolaio di coronavirus’. Un vocalist che ogni 10 minuti invita ad indossare la mascherina, il disinfettante ad ogni passo, tavoli distanziati, cartelli informativi e più uomini della security non sono bastati per non finire nel mirino dell’ associazione consumatori. Eppure stiamo cercando solo di riprendere a lavorare e di farlo nel modo più sicuro possibile perché abbiamo a cuore la salute pubblica. E ci mancherebbe altro. Cerchiamo di salvare una stagione, di richiamare i turisti, di ripartire dopo mesi di chiusura forzata che ha messo i piccoli imprenditori in ginocchio e ora dobbiamo anche metterci a combattere con gli esposti” . “Perché il Codacons non si accanisce contro le esultanze del calcio e le feste in piazza dei tifosi, contro le manifestazioni pubbliche senza distanziamenti, contro i giornalisti che si accalcano uno sull’ altro per un’ intervista, contro i viali invasi di persone a passeggio senza distanziamento, contro i treni o le metropolitane pieni di persone prive di mascherina? Su questi aspetti evidentemente non c’ è attenzione da parte del Codacons. Mi viene da pensare che siano forti con i piccoli e deboli con i grandi. La colpa sembra sempre solo di chi investe e di chi crea impresa e lavoro. Troppo facile attaccare un singolo imprenditore e anche a torto, secondo quello che abbiamo visto nel video che ci è stato inviato e che faremo arrivare alle forze dell’ ordine e al prefetto. Noi possiamo sensibilizzare, invitare le persone a comportarsi secondo le regole, vietare gli ingressi, ma non possiamo essere gli unici responsabili dei comportamenti altrui. Con questi divieti sta accadendo quello che è successo con il divieto di fumo nei locali: per farlo rispettare da tutti si è dovuta spostare la responsabilità (e la sanzione) in capo al singolo trasgressore”. “Siamo stati fermi per oltre tre mesi, abbiamo dato il nostro contributo in silenzio nonostante il nostro comparto sia rimasto fuori dai sostegni statali e ogni giorno di chiusura ci avvicinasse al punto di non ritorno. Lo abbiamo fatto per permettere a questo Paese di ripartire, ma non è certo in questo clima di sospetti e battaglie che avremmo immaginato la ripartenza’ , conclude Gianni Indino.

    altarimini.it, 13/07/2020 16:52
    Riccione: Codacons chiede la chiusura del Samsara Beach. Indino, Silb: ‘Facile attaccare un imprenditore’
    Il Codacons chiede la chiusura del Samsara Beach , il noto stabilimento balneare di Riccione che attira migliaia di giovani da tutta Italia per la musica e gli eventi organizzati in spiaggia. Alla base dell’ iniziativa dell’ associazione, la situazione di estrema gravità segnalata dai cittadini nell’ ultimo weekend, e che sfocia oggi in un esposto alla Procura della Repubblica e al Prefetto di Rimini. “Numerosi video e fotografie pubblicate sui social network e segnalate al Codacons attestano come lo scorso weekend presso il Samsara Beach siano state violate le più basilari regole sul fronte coronavirus. – spiega l’ associazione – Migliaia di giovani che ballavano in spiaggia attaccati uno all’ altro, tutti rigorosamente senza mascherina e in totale sfregio delle regole sulla distanza minima. Un potenziale focolaio di coronavirus il Samsara Beach che, attirando giovani da tutta Italia, potrebbe far di nuovo esplodere l’ allarme contagi nel nostro paese. Una situazione, purtroppo, non isolata, dal momento che giungono notizie di analoghi assembramenti anche presso altre spiagge e locali della penisola”. Per tale motivo il Codacons ha deciso di presentare oggi un esposto alla Procura della Repubblica e al Prefetto di Rimini, in cui si chiede di avviare indagini sull’ episodio alla luce dei possibili reati contro la salute pubblica, accertando la responsabilità dei mancati controlli da parte sia del gestore del locale, sia delle forze dell’ ordine, disponendo la chiusura al pubblico del Samsara Beach poiché non in grado di garantire il rispetto delle regole sul distanziamento sociale e sull’ uso delle mascherine e valutando, in caso di accertati reati, misure cautelari nei confronti dei responsabili della spiaggia. LA REAZIONE DEL SILB Immediata la risposta del presidente del Silb, Gianni Indino, secondo cui si sta definendo un vero e proprio “accanimento” sull’ industria dell’ intrattenimento i cui imprenditori stanno strenuamente lavorando per adeguarsi alle norme anti Covid-19, per evitare assembramenti e garantire il contingentamento. “Adeguare i locali ai protocolli, affiggere cartelli che spiegano i comportamenti da tenere, contingentare gli ingressi, limitare gli orari d’ apertura e sensibilizzare tutti gli avventori ad ottemperare alle linee guida, qualche volta avendo in cambio anche brutte parole. – Così Indino in una nota – Più di questo cosa deve fare chi gestisce un locale? – dice Gianni Indino, presidente del SILB della provincia di Rimini -. Al netto di qualche episodio che si è contato sulla punta di una mano, sembra che ora si sia aperta la stagione delle segnalazioni e degli esposti. Peccato che le segnalazioni e i video arrivino anche a noi, ma di tutt’ altro tenore. Parliamo del Samsara Beach, discoteca sulla spiaggia di Riccione preso di mira dall’ esposto del Condacons che nelle sue accuse arriva addirittura a descriverlo come “Un potenziale focolaio di coronavirus”. Un vocalist che ogni 10 minuti invita ad indossare la mascherina, il disinfettante ad ogni passo, tavoli distanziati, cartelli informativi e più uomini della security non sono bastati per non finire nel mirino dell’ associazione consumatori. Eppure stiamo cercando solo di riprendere a lavorare e di farlo nel modo più sicuro possibile perché abbiamo a cuore la salute pubblica. E ci mancherebbe altro. Cerchiamo di salvare una stagione, di richiamare i turisti, di ripartire dopo mesi di chiusura forzata che ha messo i piccoli imprenditori in ginocchio e ora dobbiamo anche metterci a combattere con gli esposti. Perché il Codacons non si accanisce contro le esultanze del calcio e le feste in piazza dei tifosi, contro le manifestazioni pubbliche senza distanziamenti, contro i giornalisti che si accalcano uno sull’ altro per un’ intervista, contro i viali invasi di persone a passeggio senza distanziamento, contro i treni o le metropolitane pieni di persone prive di mascherina? Su questi aspetti evidentemente non c’ è attenzione da parte del Codacons. Mi viene da pensare che siano forti con i piccoli e deboli con i grandi. La colpa sembra sempre solo di chi investe e di chi crea impresa e lavoro. Troppo facile attaccare un singolo imprenditore e anche a torto, secondo quello che abbiamo visto nel video che ci è stato inviato e che faremo arrivare alle forze dell’ ordine e al prefetto. Noi possiamo sensibilizzare, invitare le persone a comportarsi secondo le regole, vietare gli ingressi, ma non possiamo essere gli unici responsabili dei comportamenti altrui. Con questi divieti sta accadendo quello che è successo con il divieto di fumo nei locali: per farlo rispettare da tutti si è dovuta spostare la responsabilità (e la sanzione) in capo al singolo trasgressore. Siamo stati fermi per oltre tre mesi, abbiamo dato il nostro contributo in silenzio nonostante il nostro comparto sia rimasto fuori dai sostegni statali e ogni giorno di chiusura ci avvicinasse al punto di non ritorno. Lo abbiamo fatto per permettere a questo Paese di ripartire, ma non è certo in questo clima di sospetti e battaglie che avremmo immaginato la ripartenza”.

    Buongiorno Rimini, 13/07/2020 16:45
    Condacons vs Samsara, lo sfogo del Silb
    (Rimini) ‘Adeguare i locali ai protocolli, affiggere cartelli che spiegano i comportamenti da tenere, contingentare gli ingressi, limitare gli orari d’ apertura e sensibilizzare tutti gli avventori ad ottemperare alle linee guida, qualche volta avendo in cambio anche brutte parole. Più di questo cosa deve fare chi gestisce un locale?’ E’ lo sfogo di Gianni Indino, presidente del Silb della provincia di Rimini. ‘Al netto di qualche episodio che si è contato sulla punta di una mano, sembra che ora si sia aperta la stagione delle segnalazioni e degli esposti’. ‘Peccato che le segnalazioni e i video arrivino anche a noi, ma di tutt’ altro tenore. Parliamo del Samsara Beach, discoteca sulla spiaggia di Riccione preso di mira dall’ esposto del Condacons che nelle sue accuse arriva addirittura a descriverlo come ‘Un potenziale focolaio di coronavirus’. Un vocalist che ogni 10 minuti invita ad indossare la mascherina, il disinfettante ad ogni passo, tavoli distanziati, cartelli informativi e più uomini della security non sono bastati per non finire nel mirino dell’ associazione consumatori. Eppure stiamo cercando solo di riprendere a lavorare e di farlo nel modo più sicuro possibile perché abbiamo a cuore la salute pubblica. E ci mancherebbe altro. Cerchiamo di salvare una stagione, di richiamare i turisti, di ripartire dopo mesi di chiusura forzata che ha messo i piccoli imprenditori in ginocchio e ora dobbiamo anche metterci a combattere con gli esposti’. Perché il Codacons ‘non si accanisce contro le esultanze del calcio e le feste in piazza dei tifosi, contro le manifestazioni pubbliche senza distanziamenti, contro i giornalisti che si accalcano uno sull’ altro per un’ intervista, contro i viali invasi di persone a passeggio senza distanziamento, contro i treni o le metropolitane pieni di persone prive di mascherina? Su questi aspetti evidentemente non c’ è attenzione da parte del Codacons. Mi viene da pensare che siano forti con i piccoli e deboli con i grandi. La colpa sembra sempre solo di chi investe e di chi crea impresa e lavoro. Troppo facile attaccare un singolo imprenditore e anche a torto, secondo quello che abbiamo visto nel video che ci è stato inviato e che faremo arrivare alle forze dell’ ordine e al prefetto. Noi possiamo sensibilizzare, invitare le persone a comportarsi secondo le regole, vietare gli ingressi, ma non possiamo essere gli unici responsabili dei comportamenti altrui. Con questi divieti sta accadendo quello che è successo con il divieto di fumo nei locali: per farlo rispettare da tutti si è dovuta spostare la responsabilità (e la sanzione) in capo al singolo trasgressore’. ‘Siamo stati fermi per oltre tre mesi, abbiamo dato il nostro contributo in silenzio nonostante il nostro comparto sia rimasto fuori dai sostegni statali e ogni giorno di chiusura ci avvicinasse al punto di non ritorno. Lo abbiamo fatto per permettere a questo Paese di ripartire, ma non è certo in questo clima di sospetti e battaglie che avremmo immaginato la ripartenza’.

    Geronimo News, 13/07/2020 16:35
    Samsara Beach denunciato dal Codacons, la difesa di Indino (Silb): “Pensi al calcio”
    dopo la denuncia del codaconsil samsara beach di riccione trova un avvocato d’ ufficio, di quelli importanti. e’ gianni indino.
    Dopo la denuncia del Codacons il Samsara Beach di Riccione trova un avvocato d’ ufficio, di quelli importanti. E’ Gianni Indino presidente dell Silb della provincia di Rimini. ‘Adeguare i locali ai protocolli, affiggere cartelli che spiegano i comportamenti da tenere, contingentare gli ingressi, limitare gli orari d’ apertura e sensibilizzare tutti gli avventori ad ottemperare alle linee guida, qualche volta avendo in cambio anche brutte parole. Più di questo cosa deve fare chi gestisce un locale? – dice Indino – Al netto di qualche episodio che si è contato sulla punta di una mano, sembra che ora si sia aperta la stagione delle segnalazioni e degli esposti. Peccato che le segnalazioni e i video – prosegue – arrivino anche a noi, ma di tutt’ altro tenore. Parliamo del Samsara Beach, discoteca sulla spiaggia di Riccione preso di mira dall’ esposto del Codacons che nelle sue accuse arriva addirittura a descriverlo come ‘Un potenziale focolaio di coronavirus’. Un vocalist che ogni 10 minuti invita ad indossare la mascherina, il disinfettante ad ogni passo, tavoli distanziati, cartelli informativi e più uomini della security non sono bastati per non finire nel mirino dell’ associazione consumatori. Eppure stiamo cercando solo di riprendere a lavorare e di farlo nel modo più sicuro possibile perché abbiamo a cuore la salute pubblica. E ci mancherebbe altro. Cerchiamo di salvare una stagione, di richiamare i turisti, di ripartire dopo mesi di chiusura forzata che ha messo i piccoli imprenditori in ginocchio e ora dobbiamo anche metterci a combattere con gli esposti. Perché il Codacons non si accanisce contro le esultanze del calcio e le feste in piazza dei tifosi, contro le manifestazioni pubbliche senza distanziamenti, contro i giornalisti che si accalcano uno sull’ altro per un’ intervista, contro i viali invasi di persone a passeggio senza distanziamento, contro i treni o le metropolitane pieni di persone prive di mascherina? Su questi aspetti evidentemente non c’ è attenzione da parte del Codacons. Mi viene da pensare che siano forti con i piccoli e deboli con i grandi. La colpa sembra sempre solo di chi investe e di chi crea impresa e lavoro. Troppo facile attaccare un singolo imprenditore e anche a torto, secondo quello che abbiamo visto nel video che ci è stato inviato e che faremo arrivare alle forze dell’ ordine e al prefetto. Noi possiamo sensibilizzare, invitare le persone a comportarsi secondo le regole, vietare gli ingressi, ma non possiamo essere gli unici responsabili dei comportamenti altrui. Con questi divieti sta accadendo quello che è successo con il divieto di fumo nei locali: per farlo rispettare da tutti si è dovuta spostare la responsabilità (e la sanzione) in capo al singolo trasgressore. Siamo stati fermi per oltre tre mesi – conclude Indino – abbiamo dato il nostro contributo in silenzio nonostante il nostro comparto sia rimasto fuori dai sostegni statali e ogni giorno di chiusura ci avvicinasse al punto di non ritorno. Lo abbiamo fatto per permettere a questo Paese di ripartire, ma non è certo in questo clima di sospetti e battaglie che avremmo immaginato la ripartenza’.

    Gazzetta di Milano, 13/07/2020 16:30
    Coronavirus, esposto Codacons contro Oms.
    e’ stata aperta un’ inchiesta per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del codacons sul ruolo dell’ organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del coronavirus. il fascicolo è stato aperto dal dipartimento della procura di milano guidato dall’ aggiunto tiziana siciliano e poi affidato al pm mauro clerici, che lo ha []
    E’ stata aperta un’ inchiesta per epidemia colposa, al momento a carico di ignoti, a seguito di un esposto del Codacons sul ruolo dell’ Organizzazione mondiale della sanità nella diffusione del Coronavirus. Il fascicolo è stato aperto dal dipartimento della Procura di Milano guidato dall’ aggiunto Tiziana Siciliano e poi affidato al pm Mauro Clerici, che lo ha già trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale. L’ esposto era stato presentato lo scorso aprile dal Codacons alla Procura di Milano. L’ associazione segnalava “errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nella gestione della pandemia”.

    Agenzia Giornalistica Opinione, 13/07/2020 14:49
    CODACONS * COVID: ” LA PROCURA DI MILANO INDAGA SU RESPONSABILITÀ organizzazione mondiale sanità (OMS), il PM CLERICI HA APERTO INDAGINE contro ignoti sulla base di nostro esposto ” | Agenzia giornalistica Opinione
    La Procura di Milano, a seguito dell’ esposto presentato lo scorso aprile dal Codacons, apre una inchiesta sull’ emergenza coronavirus in Italia, con particolare riferimento al ruolo e alle responsabilità dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità. L’ indagine, affidata al Pm Clerici, è al momento a carico di ignoti e prende le mosse da una dettagliata denuncia in cui il Codacons segnalava errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’ Oms nella gestione della pandemia. ‘Chi aveva il compito e l’ obbligo di fornire informazioni accurate, tempestive ed indipendenti per dare importanti raccomandazioni e prendere decisioni sulla salute pubblica, ovvero l’ Oms – nella persona del direttore dell’ agenzia Tedros Adhanom Ghebreyesus – potrebbe avere avuto invece possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’ epidemia all’ origine, impedendo di salvare migliaia di vite e creando danni economici in tutto il mondo – scriveva il Codacons nell’ esposto – Ritardi nella comunicazione del pericolo, suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare, indicazioni contraddittorie, ripensamenti e repentini cambi di direzione, con le autorità sanitarie italiane che si sono affidate totalmente ai dettami dell’ Oms e, in qualche modo, potrebbero avere pagato le conseguenze di questo modus operandi, laddove l’ Oms avrebbe sottovalutato l’ emergenza coronavirus e poi dato le linee GUIDA errate’. ‘L’ aver sottovalutato l’ emergenza e fornito suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare – scriveva ancora il Codacons nell’ esposto alla Procura di Milano – non consentendo alla collettività di prendere decisioni tempestive sulla salute pubblica, sono conseguenze delle omissioni che, seppur non volute, sono sicuramente accettate in quanto il mancato assolvimento delle proprie funzioni ha avuto le conseguenze ben conosciute verificando l’ applicabilità dell’ art. 10 del c.p. e quindi l’ operatività della legge penale italiana’. ‘Ci aspettiamo che ora la Procura di Milano accerti il ruolo dell’ Oms nella diffusione del virus in Italia, e se vi siano stati errori, ritardi o informazioni sbagliate tali da aver alimentato l’ emergenza sanitaria in Italia, e non escludiamo azioni risarcitorie contro l’ Organizzazione qualora dovessero emergere eventuali illeciti’ – dichiara il Presidente Carlo Rienzi.
    carlo rienzi

    Rimini Today, 13/07/2020 13:46
    Il Codacons presenta esposto: “Troppi assembramenti nel locale, chiudete il Samsara”
    secondo l’ associazione dei consumatori la spiaggia riccionese non rispetterebbe la distanza sociale, nel mirino le foto sui social network
    La denuncia arriva dal Codacons che, presentando un esposto alla Procura della Repubblica e alla Prefettura di Rimini, chiede la chiusura del Samsara Beach di Riccione. Alla base dell’ iniziativa dell’ associazione, si legge in una nota stampa, sarebbe “la situazione di estrema gravità segnalata dai cittadini nell’ ultimo weekend”. Nel mirino, inoltre, ci sarebbero numerosi video e foto che stanno facendo il giro dei social network. Queste immagini, secondo la segnalazione del Codacons, “attestano come lo scorso fine settimana presso il Samsara Beach siano state violate le più basilari regole sul fronte coronavirus – spiega l’ associazione. – Migliaia di giovani che ballavano in spiaggia attaccati uno all’ altro, tutti rigorosamente senza mascherina e in totale sfregio delle regole sulla distanza minima. Un potenziale focolaio di coronavirus il Samsara Beach che, attirando giovani da tutta Italia, potrebbe far di nuovo esplodere l’ allarme contagi nel nostro paese. Una situazione, purtroppo, non isolata, dal momento che giungono notizie di analoghi assembramenti anche presso altre spiagge e locali della penisola”.Per tale motivo il Codacons ha deciso di presentare oggi un esposto alla Procura della Repubblica e al Prefetto di Rimini, in cui si chiede di avviare indagini sull’ episodio alla luce dei possibili reati contro la salute pubblica, accertando la responsabilità dei mancati controlli da parte sia del gestore del locale, sia delle forze dell’ ordine, disponendo la chiusura al pubblico del Samsara Beach poiché non in grado di garantire il rispetto delle regole sul distanziamento sociale e sull’ uso delle mascherine e valutando, in caso di accertati reati, misure cautelari nei confronti dei responsabili della spiaggia.

    New Sicilia, 13/07/2020 13:19
    Code sulla Catania-Siracusa, Codacons VS Falcone: “Basta appelli”. Assessore: “Stiamo facendo un lavoro senza precedenti”
    CATANIA – Code infinite e macchine incolonnate per ore sulla Catania-Siracusa : sul caso interviene il Codacons per chiedere che l’ Assessore alle infrastrutture “piuttosto che fare appelli all’ ANAS affinché rimuova i restringimenti e i cantieri, faccia qualcosa di concreto ” . “Sempre la stessa storia – dice il Codacons – appena arriva l’ estate i siciliani assistono inermi al rimpallo di responsabilità per le enormi code causate dai lavori di manutenzione delle strade dell’ isola” . Secondo il Vice presidente regionale del Codacons, l’ avvocato Bruno Messina “noi siciliani siamo stanchi di rivivere questo incubo per andare al mare, l’ Assessore deve risolvere il problema . Quest’ anno si tratta dei lavori di ripavimentazione della SS 114 in direzione Siracusa, con restringimento di carreggiata a una corsia nella parte iniziale dell’ asse dei servizi, ma negli anni passati i tratti interessati sono stati altri, e hanno sempre provocato enormi serpentoni di auto” . “Il Codacons – continua l’ avvocato Messina – denuncia da anni il cattivo stato di manutenzione delle autostrade siciliane ma ha anche chiesto che gli interventi vengano effettuati attraverso cantieri notturni e mai in estate, e ancora peggio nei fine settimana, quando il numero dei veicoli in circolazione è maggiore rispetto ad altri periodi dell’ anno. Occorre, per il Codacons, una programmazione che tenga contro del traffico veicolare nelle varie arterie interessate dalla manutenzione, senza far ricadere su automobilisti e turisti le conseguenze della cattiva gestione delle arterie stradali . Inoltre, non deve passare l’ idea che le code siano inevitabili , in quanto legate ai rinvii dei lavori dovuti al lockdown , poiché è facile prevedere che in questo periodo, viaggiando più mezzi, il traffico sarebbe stato congestionato; quindi, o non c’ è stata una pianificazione degli interventi , ovvero questa non è stata effettuata correttamente. E a questo occorre rimediare immediatamente” . Ha detto la sua ai microfoni di NewSicilia.it lo stesso Assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone : “Che le code siano inevitabili è una deduzione dei signori del Codacons che non trova riscontro nella realtà e nell’ azione del Governo Musumeci . Dopo anni, infatti, la Regione sta attuando un’ azione di monitoraggio e di vigilanza sulla rete autostradale senza precedenti” . “Sulle autostrade di competenza del Cas , abbiamo ottenuto la rimozione di deviazioni, cantieri e restringimenti nel week end, proprio per evitare le code e infatti, nell’ area di Taormina-Giardini Naxos, non si è più registrato alcun disagio ” , continua. “Il Governo Musumeci, dunque – conclude – interviene e risolve i problemi e chiede a tutti gli altri enti con responsabilità nella gestione della viabilità della Sicilia, come appunto Anas, di fare lo stesso, nel rispetto dei fruitori della rete e di semplici logiche di buon senso” . Immagine di repertorio.
    giovanna valenti

    EconomyMag, 13/07/2020 11:11
    Boom dei compro-oro ma occhio alle troppe truffe
    Con la crisi legata al Covid-19 cresce il numero di italiani che si rivolge a compro oro e banco dei pegni per ottenere liquidità vendendo o impegnando i propri oggetti preziosi, al punto che oggi, rispetto al periodo pre-coronavirus, il ricorso a tali strumenti è cresciuto del +50%, come evidenziato anche dalle organizzazioni del settore. Un vero e proprio business che nel 2020 raggiungerà quota 1,2 miliardi di euro, ma che non è immune da speculazioni a danno degli utenti. In un momento di grave crisi economica in cui milioni di famiglie hanno subito un depauperamento del reddito e necessitano di liquidità per pagare rate e bollette, la vendita di preziosi costituisce uno strumento rapido e senza troppi passaggi burocratici per ottenere subito il denaro necessario per far fronte alle esigenze quotidiane e ai bisogni essenziali – spiega il Codacons – Dalle segnalazioni ricevute, tuttavia, sembrerebbe che molti operatori stiano approfittando dell’ evidente stato di necessità dei cittadini, acquistando oro, gioielli e oggetti preziosi a prezzi ben al di sotto rispetto al loro reale valore. Come il caso di una giovane di Roma che, dopo aver perso il lavoro a seguito del lockdown, ha deciso di cedere il proprio Rolex del valore di 5.000 euro, vedendosi riconoscere solo 2.200 euro, nonostante tale bene, come noto, mantenga il suo valore nel tempo. Per queste ragioni il Codacons ha avviato un monitoraggio sulle attività del settore, in particolar modo sui compro oro, al fine di acquisire maggiori elementi conoscitivi ed avviare, se del caso, iniziative volte a tutelare i consumatori danneggiati da eventuali comportamenti illeciti, denunciando le speculazioni alla Guardia di Finanza. In tal senso l’ associazione ha pubblicato alla pagina https://codacons.it/preziosi-covid/ un modulo di segnalazione attraverso il quale i cittadini possono denunciare in modo totalmente anonimo gli operatori che hanno speculato sul loro stato di necessità, sottostimando il valore dei beni ceduti. Segnalazioni raccolte anche al numero di assistenza Codacons 89349955.
    redazione

    News Rimini, 13/07/2020 10:04
    Esposto Codacons chiede la chiusura del Samsara a Riccione
    Il Codacons chiede la chiusura del Samsara Beach di Riccione con un esposto alla Procura della Repubblica e al Prefetto di Rimini. Una richiesta dovuta, si legge in una nota, alla ” situazione di estrema gravità segnalata dai cittadini nell’ ultimo weekend ” con ” numerosi video e fotografie ” che ” attestano come presso il Samsara Beach siano state violate le più basilari regole sul fronte coronavirus ” – spiega l’ associazione. ” Migliaia di giovani che ballavano in spiaggia attaccati uno all’ altro – si legge -, tutti rigorosamente senza mascherina e in totale sfregio delle regole sulla distanza minima. Un potenziale focolaio di coronavirus il Samsara Beach che, attirando giovani da tutta Italia, potrebbe far di nuovo esplodere l’ allarme contagi nel nostro paese. Una situazione, purtroppo, non isolata, dal momento che giungono notizie di analoghi assembramenti anche presso altre spiagge e locali della penisola .” Nell’ esposto il Codacons chiede ” di avviare indagini sull’ episodio alla luce dei possibili reati contro la salute pubblica, accertando la responsabilità dei mancati controlli da parte sia del gestore del locale, sia delle forze dell’ ordine, disponendo la chiusura al pubblico del Samsara Beach poiché non in grado di garantire il rispetto delle regole sul distanziamento sociale e sull’ uso delle mascherine e valutando, in caso di accertati reati, misure cautelari nei confronti dei responsabili della spiaggia “.

    Borse, 13/07/2020 08:58
    Crisi: boom di Compro Oro e banco dei pegni, giro d’ affari a 1,2 miliardi nel 2020. Codacons avvia indagine
    Con la crisi legata al Covid-19 aumenta il numero di italiani che si rivolge a compro oro e al banco dei pegni per ottenere liquidità vendendo o impegnando i propri oggetti preziosi, al punto che oggi, rispetto al periodo pre-coronavirus, il ricorso a tali strumenti è cresciuto del +50%, come evidenziato anche dalle organizzazioni del settore. Un business che nel 2020 raggiungerà quota 1,2 miliardi di euro. In un momento di grave crisi economica in cui milioni di famiglie hanno subito un depauperamento del reddito e necessitano di liquidità per pagare rate e bollette, la vendita di preziosi costituisce uno strumento rapido e senza troppi passaggi burocratici per ottenere subito il denaro necessario per far fronte alle esigenze quotidiane e ai bisogni essenziali. Tuttavia il Codacons lancia un allarme e avvia una indagine: “dalle segnalazioni ricevute, sembrerebbe che molti operatori stiano approfittando dell’ evidente stato di necessità dei cittadini, acquistando oro, gioielli e oggetti preziosi a prezzi ben al di sotto rispetto al loro reale valore”.

    L’Unione Sarda, 13/07/2020 04:20
    le compagnie spesso annullano il viaggio «a causa dell’ emergenza». interrogazione a bruxelles
    Molti voli cancellati e rimborsi negati: i turisti restano a casa
    gli albergatori: clienti costretti a disdire|br|li gioi (m5s): la regione intervenga
    «Gentile cliente, il tuo volo è stato cancellato a causa dell’ emergenza coronavirus». O ancora: «Il tuo itinerario di viaggio è stato modificato, per ulteriori informazioni ti invitiamo a contattare il numero verde». Sono i messaggi inviati nelle ultime settimane a tantissimi passeggeri: questa difficile estate, tra le altre cose, è costellata di collegamenti fantasma. Capita anche per le rotte con la Sardegna, la denuncia arriva dagli operatori delle vacanze e dalla politica. E al danno si aggiunge la beffa: spesso al cliente viene proposto un voucher, ottenere il rimborso è complicato. Le segnalazioni Le frontiere sono (quasi) tutte riaperte, la gente sta ricominciando a muoversi, sia per lavoro che per vacanze. E sono tante le segnalazioni di voli messi in vendita e in seguito cancellati, anche se date e destinazioni non coincidono con momenti e luoghi interessati da misure restrittive dovute all’ emergenza sanitaria. «Sta capitando di ricevere richieste di cancellazioni di prenotazioni nei nostri alberghi, perché vengono annullati i voli, e i clienti non possono arrivare», dice Elena Muntoni, brand director di Delphina hotels & resorts. La denuncia La questione è stata sollevata dal consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi: «Purtroppo la Sardegna è diventata una meta quasi impossibile da raggiungere per tanti turisti che hanno acquistato voli low cost. Alcune compagnie aeree, infatti, stanno quotidianamente annullando i voli, spesso a poche ore dalla partenza e senza fornire nessuna spiegazione». Il consigliere attacca la Giunta: «Era il primo giugno quando paventai uno scenario catastrofico, di fronte alle sparate del presidente Solinas, che aveva assicurato che in Sardegna sarebbero arrivati 3 milioni di turisti. Siamo a metà luglio e i numeri degli arrivi negli scali sardi disegnano la curva peggiore della storia recente». Aggiunge, «le compagnie low cost, come era scontato, non stanno dando alcuna garanzia sulle partenze e stanno addirittura annullando i voli, poiché presumibilmente, a causa della riduzione del numero dei passeggeri, questi non sono più vantaggiosi economicamente». Per Li Gioi, «la Regione ha il dovere di attivarsi e rimediare all’ escalation di errori, in primo luogo di comunicazione, fatti dall’ inizio dell’ emergenza a oggi». Interrogazione Ue Nei giorni scorsi è intervenuto l’ europarlamentare eletto nell’ Isola Ignazio Corrao: «Continuo a ricevere centinaia di segnalazioni di viaggiatori beffati dalle compagnie aeree. In queste settimane è diventata una pratica sistematica da parte dei vettori accettare la prenotazione dei voli e quindi i pagamenti e comunicare poche ore dopo la cancellazione del volo. Bruxelles faccia chiarezza», sottolinea Corrao, che ha depositato una interrogazione alla Commissione europea, denunciando «le pratiche scorrette e illegittime praticate da qualche mese dalle compagnie aeree, che hanno lasciato a terra migliaia di passeggeri. Sono condotte che meritano approfondita istruttoria e non sono certamente legate alla pandemia, ma a strategie commerciali e probabilmente a escamotage per fare liquidità. Inoltre, la sola offerta del voucher non rimborsabile è contraria alla normativa europea». Antitrust e consumatori Intanto – per la cancellazione di biglietti per viaggi programmati in date in cui non era imposta alcuna limitazione degli spostamenti e sostituzione con voucher anziché con rimborsi – l’ Antitrust ha deciso di avviare un procedimento istruttorio nei confronti di alcuni vettori. L’ Unione nazionale consumatori e il Codacons chiedono sanzioni pesanti per i “colpevoli” e annunciano «una valanga di cause risarcitorie». (cr. co.)

    La Verità, 13/07/2020 02:25
    Aspettiamo il decreto «Almeno ci proviamo»
    Premio Addio Maestro a Ennio Morricone. Ora si gode il Cinema Paradiso, ma la sua musica resta immortale: colonna sonora anche della nostra vita pubblica. Risuona tra Gli Intoccabili della politica, Il Buono, il Brutto e il Cattivo che Per un Pugno di Dollari ci hanno spinto Giù la Testa. C’ era una volta in Italia.Premio Il mio nome è Nessuno ai decreti del governo. Cura Italia, Rilancio, Semplificazioni Prosegue l’ abitudine degli esecutivi di nominare i provvedimenti alimentando speranze. Onde evitare delusioni, perché non optare per più realistici decreti «Facciamo ciò che possiamo» o «Almeno ci proviamo»?Premio A cena col diavolo a Giuseppe Conte e Matteo Salvini. L’ incontro non s’ ha da fare: al leader dell’ opposizione non andava bene Villa Pamphili, ma neanche Palazzo Chigi «finché ‘sto chiacchierone non paga la cassa integrazione promessa». Così il premier lo sfotte col Nanni Moretti di «Mi si nota di più se non vado…». Distanza di (in)sicurezza?Premio Mio fratello è figlio unico alla politica. La crisi sanitaria, ora economica, invece di ridurle, aumenta le distanze: scontri sulla proroga dell’ emergenza, Mes, Autostrade, scintille pure tra Carlo Calenda e il Codacons. Usare le mascherine anche per silenziare lo scontro?Premio (Non) Se ne sentiva il bisogno a Emanuele Filiberto. Speravamo fosse la sua solita boutade stagionale, invece il principe fa sul serio: dopo Ballando con le Stelle, Sanremo, Isola dei Famosi tenta pure il reality della politica con Realtà Italia. «Non è questa l’ Italia che sognavo in esilio»: consolarsi con la Svizzera?Premio Il Triangolo no a Stefano De Martino. «Sono consapevole della posizione mediatica che occupo in questo momento storico», dice con umiltà il ballerino conduttore, in spaccata tra Belén Rodriguez e Alessia Marcuzzi. Una «posizione» che la dice lunga su questo momento storico…Premio That’ s Amore a Maria Elena Boschi. Basta gossip invece sull’ ex ministra: l’ attore Giulio Berruti, con interpretazione da Oscar, rivela in tv di essere innamorato, «siamo una coppia bellissima». E non ci sono dubbi. Quando lo scambio degli anelli in diretta?Premio That’ s Odio a Giancarlo Magalli e Adriana Volpe. Manco su tv diverse smettono di litigare: lui la attacca sui bassi ascolti con tanto di faccina «stai zitta», lei lo zittisce davvero con un editoriale al femminile degno di Susan Sontag. Lui gode fama di essere intelligente, lei lo è.Premio Nani sulle spalle di giganti ad Achille Lauro. Abbiamo aperto con Morricone, chiudiamo con il rapper che azzarda: «Sto lavorando a due album: col primo ci divertiremo, col successivo cambieremo la musica italiana». L’ outfit di sicuro.

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