Rassegna stampa del 13 giugno 2020
leggo.it, 13/06/2020 20:18
Produzione industriale, Associazioni: “Dati Istat drammatici. Governo intervenga”
(Teleborsa) – Numeri peggiori della crisi del 2008 con l’ industria che ad aprile ha visto crollare la produzione del 19,1% rispetto al mese precedente, quando si era registrato un calo del 28,4%, mentre in termini tendenziali si registra un -42,5% su base annua. I dati pubblicati oggi dall’ Istat compongono un quadro che viene definito “drammatico” da più fronti. “Drammatici, attesi e superati sono i dati odierni sul crollo della produzione industriale di aprile. La valutazione sul futuro del Paese deve giocarsi sulla rapidità della ripresa che si osserva a maggio e sul suo eventuale rafforzamento a giugno”, commenta l’ ufficio studi della Confcommercio . “Le informazioni giornaliere sulle percorrenze dei veicoli pesanti e leggeri, dell’ energia elettrica immessa in rete e del gas per uso industriale convergono nell’ evidenziare che aprile segna certamente il punto di minimo della congiuntura. Gli interventi pubblici di sostegno alle attività produttive che hanno di più patito la crisi – secondo l’ Associazione – andrebbero concentrati e rafforzati per sostenere la ripresa dell’ economia che, in termini di prodotto e di occupazione, si potrà costruire solo attraverso e dentro le imprese”. Per il Codacons “il calo della produzione industriale è pesantissimo, e senza precise misure di sostegno per l’ industria ci vorranno decenni per tornare ai livelli pre-Covid”. “Si tratta – afferma il presidente Carlo Rienzi – di un tonfo che va oltre di ogni previsione, e i numeri dell’ Istat sull’ industria non hanno precedenti e sono addirittura peggiori di quelli registrati nel nostro paese durante la crisi economica del 2008. Basti pensare che per i beni di consumo durevoli la produzione è scesa del -84,2% rispetto allo scorso anno, ad un passo dall’ azzeramento!”. In tale scenario, secondo Rienzi, “il Governo deve varare specifiche misure di sostegno per il comparto industriale, che rappresenta il motore del paese, perché senza interventi urgenti ci vorranno anni e anni per tornare ai livelli pre-Covid, e saranno bruciati migliaia di posti di lavoro con effetti devastanti per la nostra economia”. I dati sulla produzione industriale diffusi dall’ Istat non colgono, invece, di sorpresa la Cgil . “I numeri – commenta il segretario confederale, Emilio Miceli, responsabile dell’ Area Industria e reti del sindacato – registrano ciò che sappiamo ovvero che l’ industria in questi mesi è stata sostanzialmente fermata. Fermo che si è riverberato, ad aprile, sulla mancata vendita di autoveicoli e sulle pesanti perdite nei settori moda (-80%) e trasporti (-74%). Il fattore tempo continua ad essere decisivo. È importante sapere quante risorse vengono messe a disposizione con fondi nostri ed europei, attraverso finanziamenti o ricapitalizzazioni, ma sapere quando diventeranno fruibili è ancora più decisivo”. Per il segretario confederale i dati rivelano che “la dimensione della crisi è davvero molto seria e ci attende una fase dura nella quale sarà necessario tutto il senso di responsabilità degli attori istituzionali, sociali e politici. Non abbiamo vissuto una parentesi che si è chiusa, ma dovremo convivere nel tempo con l’ esigenza di coniugare costantemente risanamento e sviluppo, consolidamento e modernizzazione. Questi numeri, e le stime dell’ Ocse su Pil e debito, ci mettono di fronte a scenari mai conosciuti sia sul versante economico che sui livelli occupazionali. Senza una forte coesione ed un forte indirizzo unitario in sede europea non saremmo in grado di fronteggiare uno scenario così impegnativo”. A parlare di “bilancio disastroso per la produzione industriale durante la quarantena” è anche il Centro Studi Promotor. Secondo il Centro Studi anche il dato di maggio che sarà reso noto dall’ Istat il 10 luglio sarà “fortemente negativo” e “data la gravità della situazione si conferma l’ assoluta necessità per il Governo di affrontare con provvedimenti di immediata efficacia i problemi del comparto industriale”. A livello regionale il crollo della produzione industriale è stato particolarmente pesante in Lombardia, regione più colpita dall’ emergenza sanitaria e tra le prime ad aver subito misure restrittive. “I dati relativi al I trimestre 2020 si commentano da soli. Crollo della produzione industriale (-10% congiunturale e tendenziale) e indici in negativo fotografano l’ impatto concreto della crisi Covid-19 sulle imprese e i territori della Lombardia. Crollo degli investimenti e del fatturato, scarsa liquidità, posti di lavoro in discussione, filiere interrotte, sono il campo di battaglia a cui saremo costretti nei prossimi mesi” ha commentato il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti . “La prima preoccupazione maggiore – continua Bonometti – è la contrazione degli ordini, sia dal mercato interno (-9,5%) che dall’ estero (-5,5%), che non vorremmo innescasse una crisi di fiducia da parte delle imprese. Se non si avrà il coraggio di intervenire – avverte – pagheremo questa assenza di scelte per anni, o per decenni, visto che proprio le imprese lombarde sono state le più danneggiate dal Covid. In tre mesi è stato fatto proprio poco, nel concreto, rispetto alla drammaticità di questa crisi”. “Investimenti, semplificazione, liquidità, tasse, mercato interno, competitività” queste, per il presidente di Confindustria Lombardia, le parole chiave per la ripresa. Ultimo aggiornamento: Giovedì 11 Giugno 2020, 14:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Salerno Today, 13/06/2020 19:55
Voucher: il Codacons presenta un esposto a 104 Procure
l’ accusa è di appropriazione indebita
Nuova iniziativa legale del Codacons contro i voucher e gli operatori che non rimborsano i consumatori per prestazioni non usufruite a causa dell’ emergenza coronavirus. L’ associazione, dopo aver ricevuto da marzo e oggi oltre 20mila segnalazioni di protesta e richieste di aiuto da parte degli utenti in tema di rimborsi, ha deciso infatti di presentare un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, affinché avviino indagini sul territorio alla luce della possibile fattispecie di appropriazione indebita. Il Codacons ha deciso inoltre di coinvolgere i Prefetti di tutta Italia, affinché convochino le aziende che rifiutano di rimborsare i propri clienti, attuando una moral suasion. Sul sito dell’ associazione sono pubblicati i moduli che i consumatori possono scaricare per chiedere i rimborsi in denaro nei diversi ambiti; è inoltre possibile ottenere assistenza con i legali Codacons al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17.
Report Tv, 13/06/2020 18:49
Codacons contro i voucher
voucher: codacons presenta esposto a 104 procure per appropriazione indebita contro governo e operatori che non restituiscono soldi
VOUCHER: CODACONS PRESENTA ESPOSTO A 104 PROCURE PER APPROPRIAZIONE INDEBITA CONTRO GOVERNO E OPERATORI CHE NON RESTITUISCONO SOLDI A UTENTI. INTERVENGANO I PREFETTI TRA AEREI, VACANZE, PALESTRE, ABBONAMENTI, CONCERTI, SPORT, CONSUMATORI DANNEGGIATI IN TUTTI I SETTORI Nuova iniziativa legale del Codacons contro i voucher e gli operatori che non rimborsano i consumatori per prestazioni non usufruite a causa dell’ emergenza coronavirus. L’ associazione, dopo aver ricevuto da marzo e oggi oltre 20mila segnalazioni di protesta e richieste di aiuto da parte degli utenti in tema di rimborsi, ha deciso infatti di presentare un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, affinché avviino indagini sul territorio alla luce della possibile fattispecie di appropriazione indebita. “Sul caso dei voucher e dei rimborsi non riconosciuti ai consumatori, dopo l’ esposto ad Antitrust e Commissione Europea, abbiamo deciso di coinvolgere la magistratura di tutta Italia – spiega il presidente Carlo Rienzi – Riteniamo infatti che la decisione del Governo di introdurre nei vari decreti il voucher come unico strumento di rimborso in favore degli utenti, e il comportamento di aziende e operatori che rifiutano di risarcire in denaro i propri clienti, leda in modo evidente i diritti dei consumatori e possa configurare il reato di appropriazione indebita”. Dai voli aerei cancellati alle palestre chiuse, passando per abbonamenti allo stadio o ai trasporti pubblici, biglietti per concerti, spettacoli mostre e treni, vacanze cancellate, e una infinità di altri servizi acquistati e non usufruiti a causa del coronavirus, non esiste settore in cui il consumatore non sia danneggiato – prosegue il Codacons – I cittadini che, a seguito della nuova situazione delineatasi dopo l’ emergenza Covid, non possono o non vogliono spostarsi in aereo, trascorrere vacanze, recarsi in palestra o piscina, per la paura di possibili contagi o perché sono materialmente impossibilitati a usufruire dei servizi acquistati nei mesi scorsi, o chi si è visto il concerto o lo spettacolo annullato, hanno pieno diritto alla restituzione di quanto pagato, indipendentemente dalla possibilità di ottenere un voucher. Perché in caso contrario potrebbero configurarsi ipotesi penalmente rilevanti, come quella di appropriazione indebita. Il Codacons ha deciso inoltre di coinvolgere i Prefetti di tutta Italia, affinché convochino le aziende che rifiutano di rimborsare i propri clienti, attuando una moral suasion. Ti è piaciuto l’ articolo? Vuoi scriverne uno anche tu? Inizia da qui!
Ildenaro.it, 13/06/2020 15:55
Musica, caso “rimborsi-voucher” per il concerto di Paul McCartney annullato: il Codacons presenta l’ esposto a 104 procure
Dopo la dura accusa dell’ ex Beatles Paul McCartney al governo italiano e ad Assomusica sulla gestione dei rimborsi dei biglietti dei suoi concerti di Napoli e Lucca annullati, il Codacons annuncia una dura guerra legale. Sulla questione che riguarda più in generale i servizi non usufruiti a causa dell’ emergenza coronavirus, da voli aerei e vacanze cancellate ad abbonamenti sportivi e biglietti per eventi l’ associazione fa sapere che, “dopo l’ esposto ad Antitrust e Commissione europea” ha “deciso di coinvolgere la magistratura di tutta Italia” presentando un esposto a 104 procure. “Riteniamo – spiega il presidente Carlo Rienzi – che la decisione del Governo di introdurre nei vari decreti il voucher come unico strumento di rimborso in favore degli utenti e il comportamento di aziende e operatori che rifiutano di risarcire in denaro i propri clienti leda in modo evidente i diritti dei consumatori e possa configurare il reato di appropriazione indebita”.
lasicilia.it, 13/06/2020 15:54
Mancati rimborsi per voli ed eventi cancellati e palestre chiuse: esposto Codacons
per l’ associazione a tutela dei consumatori si prefigura il reato di appropriazione indebita
Catania – Nuova iniziativa legale del Codacons contro i voucher e gli operatori che non rimborsano i consumatori per prestazioni non usufruite a causa dell’ emergenza coronavirus. L’ associazione, dopo aver ricevuto da marzo e oggi oltre 20mila segnalazioni di protesta e richieste di aiuto da parte degli utenti in tema di rimborsi, ha deciso infatti di presentare un esposto alle Procure siciliane della Repubblica, affinché avviino indagini sul territorio alla luce della possibile fattispecie di appropriazione indebita. “Sul caso dei voucher e dei rimborsi non riconosciuti ai consumatori, dopo l’ esposto ad Antitrust e Commissione Europea, abbiamo deciso di coinvolgere la magistratura siciliana – spiega il Codacons -. Riteniamo infatti che la decisione del Governo di introdurre nei vari decreti il voucher come unico strumento di rimborso in favore degli utenti, e il comportamento di aziende e operatori che rifiutano di risarcire in denaro i propri clienti, leda in modo evidente i diritti dei consumatori e possa configurare il reato di appropriazione indebita”. Dai voli aerei cancellati alle palestre chiuse, passando per abbonamenti allo stadio o ai trasporti pubblici, biglietti per concerti, spettacoli mostre e treni, vacanze cancellate, e una infinità di altri servizi acquistati e non usufruiti a causa del coronavirus, non esiste settore in cui il consumatore non sia danneggiato – prosegue il Codacons – I cittadini che, a seguito della nuova situazione delineatasi dopo l’ emergenza Covid, non possono o non vogliono spostarsi in aereo, trascorrere vacanze, recarsi in palestra o piscina, per la paura di possibili contagi o perché sono materialmente impossibilitati a usufruire dei servizi acquistati nei mesi scorsi, o chi si è visto il concerto o lo spettacolo annullato, hanno pieno diritto alla restituzione di quanto pagato, indipendentemente dalla possibilità di ottenere un voucher. Perché in caso contrario potrebbero configurarsi ipotesi penalmente rilevanti, come quella di appropriazione indebita. Il Codacons ha deciso inoltre di coinvolgere i Prefetti siciliani, affinché convochino le aziende che rifiutano di rimborsare i propri clienti, attuando una moral suasion. Sul sito dell’ associazione sono pubblicati i moduli che i consumatori possono scaricare per chiedere i rimborsi in denaro nei diversi ambiti; è inoltre possibile ottenere assistenza con i legali Codacons al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17.
ilgiornale.it, 13/06/2020 12:57
Come usare il condizionatore senza il “salasso” sulla bolletta
in vista dell’ estate qualche consiglio per non vedere “lievitare” le bollette dell’ energia
Con l’ arrivo del caldo arrivano anche gli aumenti del consumo di energia a causa dell’ utilizzo del condizionatore che i consumatori italiani utilizzano per trovare un po’ di refrigerio dall’ afa, soprattutto nelle grandi città dove la temperatura diventa insopportabile. Questo, però, pesa in modo ingente sui bilanci delle famiglie che si trovano nella difficile condizione di dover gestire i propri consumi – anche in condizioni particolari tra cui la presenza di persone anziane in casa per cui il caldo può essere pericolosissimo – per non vedere schizzare alle stelle le bollette . Sul portafogli di famiglia, secondo di dati Codacons per il 2019, a partire da ottobre dell’ anno passato la bolletta della luce avrebbe avuto un aumento del 2,6% mentre quella del gas del 3,9%, anche se nel 2020, a causa della pandemia di Covid-19, l’ Arera (Autorità per l’ energia e ambiente), al fine di venire incontro alle difficoltà economiche degli italiani, ha calmierato i prezzi che hanno subito ribassi significativi che hanno contribuito a dare un po’ di respiro ai consumatori. Nonostante ciò è inevitabile che durante il periodo estivo vi sia un aumento dei consumi di energia e, conseguentemente, un aumento delle bollette. Per gli italiani, così, in vista dell’ estate è necessario capire come poter usare i condizionatori senza far lievitare troppo la spesa per i consumi. Ci sono diversi modi, come ricorda il Corriere, per raggiungere l’ obiettivo. Il primo è, sicuramente, quello di sostituire il proprio apparecchio con uno di nuova generazione che sia di classe A, A+ o A++, riuscendo a ridurre i costi in modo significativo. Inoltre, è possibile utilizzare gli incentivi statali per l’ acquisto grazie alle detrazioni fiscali che possono andare dal 50 al 65% del costo dei condizionatori, preferendo, magari, gli inverter, cioè quelle apparecchiature in grado di regolare la potenza ottimizzando i consumi con cicli di accensione e spegnimento. Altro consiglio utile è quello di differenziare i tipi di utilizzo del condizionatore tra giorno e notte e posizionando le apparecchiature in modo tale da riuscire a migliorare la circolazione dell’ aria fredda (la parte alta delle pareti) e inserendo, dove possibile, un condizionatore in ogni stanza perché utilizzarne solo uno lasciando le porte aperte non produrrebbe gli effetti di refrigerio sperati. Importante, poi, tenere a mente che il raffreddamento della casa non dipende solo dalla temperatura, ma anche da altri fattori tra cui, principalmente, l’ umidità. Importante, quindi, utilizzare i deumificatori contribuendo ad un significativo abbassamento dei costi per consumo. Essenziale, inoltre, è quello della scelta di una buona tariffa del mercato libero, magari confrontando i prezzi grazie a siti che svolgono un lavoro di comparazione tra le varie società di distribuzione di energia. Potrebbe essere utile scegliere delle tariffe monorarie a prezzo bloccato e, laddove si cambiasse operatore, utilizzare i cosiddetti bonus di benvenuto e gli sconti aggiuntivi per i nuovi clienti. Può essere utile, poi, fare attenzione anche all’ utilizzo degli altri elettrodomestici, soprattutto nel momento in cui si passa molto tempo a casa. Non vanno mai lasciati in stand-by perché comunque genera consumo, si deve utilizzare la funzione di risparmio e magari alternare l’ utilizzo tra giorno e notte.
stefano damiano
Zoom 24, 13/06/2020 12:55
Voucher, Codacons presenta denuncia per appropriazione indebita
tra aerei, vacanze, palestre, abbonamenti, concerti, sport, consumatori danneggiati in tutti i settori
Nuova iniziativa del Codacons contro i voucher e gli operatori che non rimborsano i consumatori per prestazioni non usufruite a causa dell’ emergenza coronavirus. L’ associazione, dopo aver ricevuto da marzo e oggi oltre 20mila segnalazioni di protesta e richieste di aiuto da parte degli utenti in tema di rimborsi, ha deciso infatti di presentare un esposto a tutte le Procure della Repubblica calabresi, affinché avviino indagini sul territorio alla luce della possibile fattispecie di appropriazione indebita. ‘Sul caso dei voucher e dei rimborsi non riconosciuti ai consumatori, dopo l’ esposto ad Antitrust e Commissione Europea, abbiamo deciso di coinvolgere la magistratura di tutta Italia – spiega una nota dell’ associazione – Riteniamo infatti che la decisione del Governo di introdurre nei vari decreti il voucher come unico strumento di rimborso in favore degli utenti, e il comportamento di aziende e operatori che rifiutano di risarcire in denaro i propri clienti, leda in modo evidente i diritti dei consumatori e possa configurare il reato di appropriazione indebita’. Dai voli aerei cancellati alle palestre chiuse, passando per abbonamenti allo stadio o ai trasporti pubblici, biglietti per concerti, spettacoli mostre e treni, vacanze cancellate, e una infinità di altri servizi acquistati e non usufruiti a causa del coronavirus, non esiste settore in cui il consumatore non sia danneggiato – prosegue il Codacons – I cittadini che, a seguito della nuova situazione delineatasi dopo l’ emergenza Covid, non possono o non vogliono spostarsi in aereo, trascorrere vacanze, recarsi in palestra o piscina, per la paura di possibili contagi o perché sono materialmente impossibilitati a usufruire dei servizi acquistati nei mesi scorsi, o chi si è visto il concerto o lo spettacolo annullato, hanno pieno diritto alla restituzione di quanto pagato, indipendentemente dalla possibilità di ottenere un voucher. Perché in caso contrario potrebbero configurarsi ipotesi penalmente rilevanti, come quella di appropriazione indebita. Il Codacons ha deciso inoltre di coinvolgere i Prefetti, affinché convochino le aziende che rifiutano di rimborsare i propri clienti, attuando una moral suasion. Sul sito dell’ associazione sono pubblicati i moduli che i consumatori possono scaricare per chiedere i rimborsi in denaro nei diversi ambiti; è inoltre possibile ottenere assistenza chiamando il numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17.
Anteprima 24 , 13/06/2020 11:08
“Soldi, non voucher”: Condacons, esposto contro Governo e operatori
Tempo di lettura: 3 minuti Salerno – Il Codacons non ci sta. Riprende la battaglia avviata a maggio contro i voucher e presenta ‘un esposto a 104 Procure per appropriazione indebita’ nei confronti di ‘Governo e operatori che non restituiscono soldi a utenti’ per attività non svolte ‘tra viaggi aerei, vacanze, palestre, abbonamenti, concerti, sport da parte di consumatori danneggiati’. Il salernitano Carlo Rienzi , presidente nazionale dell’ associazione, spiega: ‘Nuova iniziativa legale del Codacons contro i voucher e gli operatori che non rimborsano i consumatori per prestazioni non usufruite a causa dell’ emergenza coronavirus. L’ associazione, dopo aver ricevuto da marzo e oggi oltre 20mila segnalazioni di protesta e richieste di aiuto da parte degli utenti in tema di rimborsi, ha deciso infatti di presentare un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, affinché avviino indagini sul territorio alla luce della possibile fattispecie di appropriazione indebita. Sul caso dei voucher e dei rimborsi non riconosciuti ai consumatori, dopo l’ esposto ad Antitrust e Commissione Europea, abbiamo deciso di coinvolgere la magistratura di tutta Italia. Riteniamo infatti che la decisione del Governo di introdurre nei vari decreti il voucher come unico strumento di rimborso in favore degli utenti e il comportamento di aziende e operatori che rifiutano di risarcire in denaro i propri clienti, leda in modo evidente i diritti dei consumatori e possa configurare il reato di appropriazione indebita’. La nota prosegue: ‘Dai voli aerei cancellati alle palestre chiuse, passando per abbonamenti allo stadio o ai trasporti pubblici, biglietti per concerti, spettacoli mostre e treni, vacanze cancellate, e una infinità di altri servizi acquistati e non usufruiti a causa del coronavirus, non esiste settore in cui il consumatore non sia danneggiato. I cittadini che, a seguito della nuova situazione delineatasi dopo l’ emergenza Covid, non possono o non vogliono spostarsi in aereo, trascorrere vacanze, recarsi in palestra o piscina, per la paura di possibili contagi o perché sono materialmente impossibilitati a usufruire dei servizi acquistati nei mesi scorsi, o chi si è visto il concerto o lo spettacolo annullato, hanno pieno diritto alla restituzione di quanto pagato, indipendentemente dalla possibilità di ottenere un voucher. Perché in caso contrario potrebbero configurarsi ipotesi penalmente rilevanti, come quella di appropriazione indebita. Il Codacons ha deciso inoltre di coinvolgere i Prefetti di tutta Italia, affinché convochino le aziende che rifiutano di rimborsare i propri clienti, attuando una moral suasion. Sul sito dell’ associazione sono pubblicati i moduli che i consumatori possono scaricare per chiedere i rimborsi in denaro nei diversi ambiti; è inoltre possibile ottenere assistenza con i legali Codacons al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17′.
Cronache di Salerno, 13/06/2020 06:01
sala consilina – una vicenda che ormai si trascina da anni
“Istituire il Tribunale del Parco”: la proposta di Federico Conte (LeU). Avvocatura valdianese in allarme
Si ritorna a parlare del Tribunale di Sala Consilina e del suo anomalo accorpamento a quello di Lagonegro e quindi di un’ altra Regione. Le dichiarazioni di Conte, hanno messo in allarme l’ avvocatura del Vallo di Diano. In particolare, l’ avvocato Elisabetta Giordano, socio fondatore del Comitato Nazionale per la giustizia di Prossimità ha dichiarato in proposito: “L’ onorevole Federico Conte (LeU), nella giornata di mercoledi in televisione ha parlato di Tribunale del Parco e quindi del progetto inerente il Tribunale di Sala Consilina di essere prossimamente accorpato a Vallo della Lucania. Bisogna impedirlo e difendere il territorio. Gli amministratori e la politica devono prendersi le loro responsabilità, basta una volta per tutte la politica di Vallo della Lucania che si ingrassa con il nostro sangue. Ferrovia, Tribunale, Carcere, Ospedale. Ecco perché nessuno ha mosso un dito per il Tribunale di Sala Consilina e il carcere. Diciamo No in coro. Aiutiamoci”. Una vicenda che ormai si trascina da anni, come del resto le tante altre elencate. Sulla vicenda il Codacons Campania ha denunciato ancora una volta il paradosso del Tribunale annesso a Lagonegro in Provincia di Potenza. Paradossi e problemi che, stando all’ associazione dei consumatori, sono stati ancora più evidenti nel periodo di emergenza Coronavirus. Il Covid -19 – si legge in una nota firmata dagli avvocati Silvana Viola ed Elisabetta Giordano e da Roberto De Luca, responsabile Codacons del Vallo di Diano – ha riportato a galla le ragioni del ripristino del Tribunale di Sala Consilina dimostrando il gravissimo errore commesso con la sua soppressione in danno del territorio, dei cittadini e dell’ efficienza della Giustizia. Invero, allo stato le criticità, già denunciate più volte alle autorità competenti, si sono notevolmente accentuante generando grave pericolo per la incolumità degli avvocati, dei dipendenti e di tutta l’ utenza che dalla provincia di Salerno è costretta a recarsi a Lagonegro”. E quindi un paradosso già evidenziato spesso ma ancora di più ora, l’ annessione fuori regione, unico caso in Italia. Quindi la richiesta: “Verificata l’ insostenibilità dell’ accorpamento del Tribunale di Sala Consilina con Lagonegro è di estrema urgenza che il Palazzo di Giustizia del Vallo di Diano venga ripristinato nella sua legittima sede, ossia, quella di Sala Consilina. È possibile, infatti, definire questo accorpamento come un’ operazione strana che deve finalmente ricevere la giusta attenzione. Si segnala fin da ora, a tal proposito, l’ assoluta inopportunità, per ragioni di natura logistica, di un’ eventuale ipotesi di accorpamento del Tribunale di Sala Consilina al Tribunale di Vallo della.
Il Giornale, 13/06/2020 05:48
Uno dei settori più duramente colpiti dall’ emergenza Covid-19 è decisamente quello del Turismo.
Uno dei settori più duramente colpiti dall’ emergenza Covid-19 è decisamente quello del Turismo. In tre mesi, da marzo a maggio, è stata calcolata una perdita di quasi 90 milioni di turisti. Considerando un volume d’ affari annuo di circa 200 miliardi, ad andar bene si rischia di avere, nelle casse di tutti i settori coinvolti nella filiera, ovvero strutture ricettive turistiche, ristoranti, pubblici esercizi, shopping, trasporti locali, visite guidate e agenzie di viaggio, qualcosa come il 60% di entrate in meno. Inutile aggiungere che la maggior parte di questi turisti erano i tradizionali visitatori provenienti dall’ estero. Il governo ha varato il famoso Bonus Vacanza che, però, non sembra in grado di portare il sollievo sperato, anche perché, come ha spiegato il Codacons, saranno in pochi a beneficiane, visto che è richiedibile solo in base «al reddito, al numero dei componenti del nucleo, ed esclude la consistente fetta di cittadini che prenota attraverso le piattaforme online». Ora, la speranza è che gli italiani, alcuni dei quali esterofili, decidano di trascorrere le vacanze estive nelle località di casa nostra, anche se le stime parlano di tanti connazionali che non sono in grado di portare la famiglia al mare o in montagna a causa della crisi economica. Non solo: in molti prevale ancora la paura, un senso generale di insicurezza che potrebbe frenare la voglia di andare in vacanza preferendo, magari, alternative, il più possibile isolate o riscoprendo i tesori delle nostre regioni e città di residenza. Per non parlare del rincaro dei prezzi, con cifre che si aggirano intorno al 20%. Per chi deciderà di spostarsi ci sarà un’ offerta turistica che non potrà prescindere dalla sicurezza, a partire da quelle spiagge che in questi giorni si stanno attrezzando per rivoluzionare i propri spazi. L’ offerta turistica, infatti, si è dovuta calibrare sulla base del virus, probabilmente mettendo fine a quel turismo di massa che, per tanti motivi, non sarà più possibile fare e non solo in questa estate 2020, ma probabilmente anche negli anni a venire. Di conseguenza, anche il Turismo, in ogni sua componente, dovrà investire sulla qualità delle strutture e dei servizi, valorizzando ulteriormente il nostro patrimonio, culturale e paesaggistico, che non ha eguali al mondo. Di questi tempi, anche il Giornale era solito presentare, attraverso Focus mirati, la variegata offerta di alberghi qualificati, pronti ad accogliere al meglio i nostri lettori. Pagine che sono forzatamente venute a mancare per il motivo ben noto. Ripartiamo oggi, presentando, nel servizio di apertura, Almar di Jesolo, struttura già conosciuta da chi legge il nostro quotidiano, esempio di come si possa far ripartire, pur tra mille vincoli e difficoltà, il nostro turismo di qualità. Un augurio per l’ imminente stagione estiva: lasciarci alle spalle l’ incubo Covid-19. V.Per.
v.per
Il Sannio, 13/06/2020 05:46
campoli del monte taburno
‘Tassa Covid’ e rincaro dei prezzi, c’ è chi dice no
Ormai non si fa che parlare di altro in Italia da quando è iniziata la Fase2 dell’ emergenza sanitaria, tutti si interrogano sull’ ormai tristemente famosa “Tassa Covid”. Si tratta di un sovraprezzo, mediamente dai 2 ai 4 euro, applicato in particolare da parrucchieri e centri estetici ai propri clienti. Un rincaro giustificato dai costi che tali realtà devono sostenere per la sanificazione e disinfezione di locali ed attrezzatura. A denunciarlo, nei giorni scorsi, il Codacons: “Un balzello inserito in scontrino con la voce ‘Covid’ e che sarebbe imposto come contributo obbligatorio per sostenere le spese degli esercenti per sanificazione e messa in sicurezza dei locali”. Nel piccolo centro ai piedi del Taburno c’ è, però, chi ha detto no a questa scelta che gran parte della categoria ha compiuto. È Emanuele Caporaso, titola re di un’ azienda di categoria. “Il virus si sta dimostrando una vera e propria bomba sociale ed economica. Lo abbiamo subito tutti ed è per questo che ha deciso di non scaricarlo assolutamente sui nostri clienti, i consumatori finali, attraverso un incremento delle tariffe volto a recuperare sia i maggiori costi sostenuti, a fronte dei protocolli anticontagio, sia i minori guadagni”, spiega così la scelta Caporaso di non operare alcun aumento sui prezzi.
La Provincia di Sondrio, 13/06/2020 05:45
Il Codacons alla casa di riposo «Deve permettere le visite»
Arriva dal Codacons l’ appello rivolto alla casa di riposo di Morbegno Ambrosetti-Parravicini affinché i familiari possano visitare di persona gli ospiti e si possano riprendere i percorsi riabilitativi. In vista della nuova fase della Rsa con il via libera dalla Regione agli ingressi di nuovi ospiti (a Morbegno dal 29 giugno) e con una stabilizzazione in termini di impatto del virus sugli anziani già ricoverati, il Codacons chiede alla Rsa di valutare al più presto l’ accesso dei familiari nella struttura. É stato un periodo pesante questo per la Rsa: come ha spiegato il direttore generale Giancarlo Rizzetto a mercoledì su 194 ospiti iniziali, il 60% è stato colpito dal virus, 89 sono deceduti, a maggio i morti sono stati 6, mentre nel mese di giugno sinora c’ è stato 1 solo decesso, solo 8 gli ospiti oggi debolmente positivi. «Dopo questo e la cassa integrazione per 47 lavoratori, i pazienti rimasti chiedono tutele – dicono dal Codacons – chiediamo di adottare tutti gli accorgimenti necessari. É fondamentale che i ricoverati possano ricevere visita dai loro parenti e che chi necessita ricominci il percorso riabilitativo. Ora le difficoltà riguardano tutti coloro che attualmente sono ricoverati nella struttura, ma non sono pazienti Covid-19. Si potrebbero organizzare degli incontri di persona, magari adibendo gli spazi esterni con tutti gli accorgimenti necessari, fondamentale per non far sentir soli i pazienti». E ancora: «Ma soprattutto è fondamentale che riprendano i percorsi riabilitativi – afferma il presidente del Codacons, Marco Donzelli – l’ immobilizzazione dei soggetti potrebbe infatti comportare conseguenze molto gravi non solo sul piano fisico, ma mentale e psicologico». S. Ghe.
Il Messaggero (ed. Civitavecchia), 13/06/2020 04:43
«Nel week end obbligare l’ uso delle mascherine»
richiesta del codacons ai sindaci di cerveteri e ladispoli
LA PROPOSTA Obbligare i cittadini di Ladispoli e Cerveteri a indossare la mascherina nei fine settimane in tutte le strade della passeggiata e della movida. E’ la proposta del Codacons, che ha invitato le amministrazioni comunali a seguire l’ esempio del sindaco di Bracciano che ha emesso un’ apposita ordinanza con l’ arrivo della stagione calda. Una richiesta che ha già diviso la cittadinanza. Sui social si è acceso il dibattito tra i fautori e i contrari alla proposta dell’ associazione consumatori. Un vero derby tra chi ritiene l’ obbligo di indossare la mascherina nelle strade una privazione della libertà personale e chi invece invita alla prudenza per evitare che il Covid 19 torni a colpire nei luoghi di villeggiatura con lo sbarco di migliaia di vacanzieri. Il Codacons annuncia che non mollerà la presa fino a che le due amministratori del litorale non risponderanno. «Dalla fine del lockdown afferma Angelo Bernabei, coordinatore del Codacons abbiamo assistito nei fine settimana a ripetuti assembramenti nelle strade di Cerveteri e Ladispoli. Un malcostume che i sindaci Pascucci e Grando hanno ripetutamente stigmatizzato, intensificando i controlli. Purtroppo, soprattutto i giovani, non comprendono l’ importanza di proteggersi dal rischio contagio. «Bene ha fatto il comune di Bracciano a imporre l’ uso della mascherina il venerdì e sabato nel centro storico e nei luoghi della movida. Il Codacons chiede ufficialmente alle due amministrazioni di emettere la medesima ordinanza e di provvedere a controlli serrati nel week end. Cerveteri e Ladispoli non sono state travolte numericamente dal Coronavirus, occorre tenere alta la guardia in un periodo in cui la popolazione si raddoppierà con l’ arrivo dei vacanzieri romani. In caso di mancata risposta, siamo pronti a interessare della questione la Prefettura e avviare un’ apposita petizione popolare». Finora nelle sedi comunali di Cerveteri e Ladispoli non sono arrivate prese di posizione. Secondo quanto trapela, la difficoltà maggiore sarebbe poter effettuare controlli a raffica nel fine settimana, essendo carenti gli organici della Polizia locale e dei Carabinieri nelle due città. Una realtà confermata dalla recente richiesta del sindaco di Ladispoli alla prefettura di inviare più forze dell’ ordine per garantire l’ ordine pubblico soprattutto nelle ore serali. Gianni Palmieri © RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Sicilia (ed. Ragusa), 13/06/2020 04:32
«Il rilancio del turismo passa dai “Sicilia Bond”»
il progetto. modica, come altri cinque comuni aderisce all’ introduzione del titolo turistico
Modica. Si chiama “Sicilia Bond” ed è il nuovo progetto per rilanciare il turismo nell’ isola al quale ha aderito il Comune di Modica. Sono sei le città turistiche scelte per formare questo circuito, tre nella Sicilia Occidentale (Castellamare del Golfo, San Vito Lo Capo e Favignana) e tre nella Sicilia Orientale (Modica e due Comuni che verranno annunciati a breve). Ieri mattina il sindaco di Castellamare del Golfo, Nicolò Rizzo, è stato ricevuto a Palazzo S.Domenico dal sindaco Ignazio Abbate e dall’ assessore al Turismo Maria Monisteri per firmare il protocollo d’ intesa di questo progetto che mira a fare rete tra alcune delle più importanti realtà turistiche siciliane rilanciando la meta tra turisti italiani e stranieri. Con loro presenti anche l’ assessore al Turismo del Comune trapanese, Maria Tesè, il responsabile marketing Pietro Argento, e i curatori del progetto Francesco Pirrone e Ivan Caronna. Il progetto prevede l’ introduzione dell’ innovativa formula denominata “Affitto Pluriennale in ambito turistico” che consiste nell’ introduzione di un titolo di credito turistico denominato “Sicilia Bond” che ha una durata triennale. Il turista deve acquistare in anticipo una settimana di soggiorno in una delle città convenzionate nel periodo compreso tra maggio e settembre per tre anni di seguito. In cambio riceverà una settimana all’ anno gratis nel periodo ottobre – aprile. In questo modo il turista riceverà un vantaggio economico visto che acquistando tre settimane ne riceverà in pratica il doppio (3 in alta stagione e 3 in bassa) mentre il gestore della struttura ricettiva extra alberghiera (casa vacanza, residence, villa, etc.) riceverà una liquidità immediata per tre settimane di alta stagione. “Ringrazio gli ideatori di questo interessantissimo progetto – commenta il sindaco Abbate – che mira ad immettere liquidità immediata nelle casse dei gestori delle strutture extra alberghiere. Per Modica è un grande piacere farvi parte ed aprire così un canale turistico con altre importantissime realtà siciliane. Siamo sei città che possiamo rappresentare una meta ambita in Sicilia grazie alla nostra storia, alla nostra cultura e all’ enogastronomia. Il progetto mira a destagionalizzare il turismo, riempiendo anche quei mesi tradizionalmente “morti”, e ad aumentare la permanenza media del turista in Sicilia, che attualmente è di circa 3 giorni”. Il titolare del bond turistico potrà, attraverso una piattaforma dedicata, di scambiare il proprio titolo con altri in modo da poter variare la meta in base alla stagione scelta per le vacanze. Tra l’ altro questa estate vedrà in prima linea gli italiani. L’ 80% degli italiani si concederanno una vacanza che rimarrà entro i confini nazionali. La villeggiatura avrà una durata media inferiore rispetto al trend registrato negli ultimi anni e sarà all’ insegna del relax. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato una prima indagine sulle vacanze estive ai tempi del Covid. In testa alla classifica delle mete più gettonate per le vacanze estive 2020 si piazza la Puglia, che sarà scelta da circa il 28% dei villeggianti, seguita da Sicilia (24%) e Sardegna (18%).M. B.
La Sicilia, 13/06/2020 04:31
C’ è mezza Italia pronta a partire l’ Isola meta top per trascorrere vacanze sicure
demoskopica. molte rinunce per motivi economici, ma si muoverà il 51% degli italiani
Cinzia Conti ROMA. Poco più della metà degli italiani (51%) ha deciso di andare in vacanza nei prossimi mesi, anche se solo il 5,5% ha già prenotato. Ma di quei 25 milioni di connazionali che non partiranno (49%), quasi 8 milioni (15,3%) non lo farà per scelta, ma perché fermato da ragioni economiche. L’ identikit del turista post Covid-19 emerge da un’ indagine nazionale realizzata da Demoskopika per conto del comune di Siena che l’ ANSA ha anticipato in esclusiva. La Sicilia, insieme a Toscana e Puglia, si colloca sul podio delle destinazioni più gettonate da chi ha dichiarato di trascorrere una vacanza in Italia (92,3%). Appena il 7,8%, al contrario, ha in programma un viaggio fuori dai confini nazionali. L’ IDENTIKIT DI CHI PARTE Lavoratore dipendente, di età compresa tra i 36 e i 64 anni, con un reddito annuale superiore a 40 mila euro, preferibilmente laureato. Opterà per l’ Italia per una 1 o 2 settimane, meglio se al mare nel mese di agosto, in coppia o in famiglia. Per vivere una vacanza sicura non ha dubbi: distanziamento sociale, mascherine e niente assembramenti. PAURA E CRISI ECONOMICATra i 25 milioni di rinunciatari il 24.9% lo farà perché, «pur volendo», ha ancora timore a viaggiare. L’ 8,7% del campione intervistato ha «già rinunciato, al di là del coronavirus», ma colpisce il 15,3% del campione che non ha programmato la villeggiatura dichiarando di «non avere le possibilità economiche». Si tratta di quasi 8 milioni di italiani rinunciatari per «cause di forza maggiore» principalmente tra le categorie dei lavoratori autonomi (21,4%) in misura doppia rispetto ai lavoratori dipendenti (12,7%). Tra le categorie più «sofferenti» figurano gli artigiani, i commercianti, i disoccupati e gli operai e, infine – come era prevedibile – chi possiede un reddito basso (19%), rispetto a chi ha palesato una condizione economica decisamente migliore (5,3%).PREVALE IL FAI DA TEBen 4 su 10 optano per soluzioni ricettive ritenute «più sicure»: appartamento preso in affitto (18,9%), casa di proprietà della famiglia (17,4%) oppure ospite di parenti o amici (5,2%). Resta, ad ogni modo, più che rilevante la fetta dei vacanzieri che non rinuncia all’ albergo (27,6%), al villaggio turistico (7,6%) per il comparto alberghiero o, in alternativa, al sistema extra-alberghiero con in testa i bed & breakfast (12,8%) seguiti dall’ agriturismo (4,8%) e dal campeggio (4,2%). «Il turista post Covid-19 – spiega il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – ha voglia di villeggiare quasi esclusivamente in Italia e in totale sicurezza. L’ epidemia sanitaria non poteva non ripercuotersi inevitabilmente anche sui consumi turistici. In questo quadro, saranno premiate quelle destinazioni turistiche che meglio sapranno interpretare i desiderata del mercato autoctono». «Rilevare l’ opinione degli italiani – commenta l’ assessore al turismo del Comune di Siena, Alberto Tirelli – rappresenta uno strumento fondamentale per assumere un piano di azioni maggiormente consapevole in direzione di un rilancio concreto e più incisivo del comparto turistico». UN’ ESTATE DI RINCARI Di vacanze all’ insegna dei rincari parla il Codacons. «Il distanziamento sociale – avverte – comporterà una forte riduzione del numero di clienti giornaliero, mentre l’ obbligo di sanificazione e le altre misure di sicurezza ridurrà i guadagni. Una situazione che, inevitabilmente, comporterà un incremento dei listini in tutto il settore (dagli alberghi alle case vacanza, passando per lidi, aerei, traghetti, ristoranti, ecc.), una vacanza di 10 giorni arriverà a costare complessivamente fino al +20% in più rispetto allo scorso anno, passando da una spesa pro capite media di 736 euro del 2019 agli 883 euro del 2020».
La Repubblica (ed. Bari), 13/06/2020 04:30
l’ intervista
Mastromauro “La pasta resta la regina dell’ export boom Giappone e Corea”
di Cenzio Di Zanni L’ export vola e il brand Puglia in cima alle classifiche delle mete scelte dagli italiani pronti a fare la valigia per l’ estate 2020, secondo una recente indagine del Codacons, fanno dell’ agroalimentare uno fra i settori che possono aiutare la Puglia a tirarsi fuori dalle secche della crisi post- lockdown. L’ aveva previsto il direttore della Svimez ( associazione per lo Sviluppo dell’ industria nel Mezzogiorno), Luca Bianchi, lo conferma Marina Mastromauro, 63 anni, al timone del Pastificio Granoro e una delle protagoniste dell’ agroindustria made in Sud. «Abbiamo registrato una crescita della domanda estera del 30 per cento da marzo a fine maggio rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso. Sappiamo che anche altri pastifici vedono quest’ impennata nell’ export e se sarà un’ onda lunga, il comparto agroalimentare si confermerà strategico per l’ economia regionale». Da dove arriva la domanda? «Sia dagli Stati dell’ Unione europea sia da quelli extra Ue. Africa, Medio Oriente e, soprattutto, l’ Estremo Oriente: Giappone, Corea, Thailandia e Filippine, per esempio, meno Canada e Stati Uniti. Anche in Italia abbiamo avuto un’ impennata del 20 per cento, che però sta tornando nella media, forse perché i consumatori hanno accumulato parecchie scorte in casa, oppure sono tornati ad andare fuori a pranzo o a cena. Ma se in Italia la domanda è torna nella media, dall’ estero la continua a ritmi elevati. Vediamo come andrà: a settembre potremo avere un quadro più chiaro». Dall’ Est è arrivato il virus. «Ed è la stessa area da cui arriva buona parte della domanda oltreconfine. Mi hanno colpito in particolare gli ordini dal Giappone: il mercato nipponico si era orientato verso la Turchia per l’ acquisto della pasta, avevamo subito molta concorrenza da Ankara». Qual è la sua lettura? «Possiamo fare soltanto ipotesi, per il momento. C’ è stata una fortissima richiesta proprio nel periodo in cui è esplosa la pandemia: forse perché la pasta è un prodotto tutto sommato povero, forse perché è considerata un bene primario, o perché è un prodotto neutro capace di adattarsi a varie culture culinarie. Oppure…». Oppure? «Per il fattore sicurezza, anche perché la crescita, in effetti, riguarda anche la linea rossa: penso alle conserve di pomodoro». E quindi? «Quindi vince la qualità anche in termini di sicurezza igienico-sanitaria. All’ estero sanno che i controlli e i protocolli italiani sono molto più severi, come le procedure di analisi dei prodotti sotto il controllo delle autorità pubbliche. Poi c’ è la filiera delle certificazioni, che presuppongono altre verifiche molto rigide. Da noi con i controlli non si scherza e all’ estero lo sanno. E lo apprezzano». È questa la lezione del Coronavirus? «Certo: puntare sul rigore nei controlli, sulla gestione del personale ai tempi del Coronavirus, sulla sicurezza è fondamentale». E il brand della Puglia turistica conta. «Tanto. Tanto che noi, tra l’ altro, abbiamo messo sul mercato una linea di prodotti di filiera certificata 100 per cento made in Puglia. In ogni caso, la Puglia è una bandiera importante e turismo e agroalimentare si intrecciano. Vede, nel momento in cui un turista arriva in Puglia, oltre ad abbracciare le bellezze naturalistiche, la sua storia, l’ arte, tocca con mano la nostra cultura culinaria. Ed è un bagaglio che porta a casa sia gli italiani. Il posizionamento della Puglia turistica fa bene all’ agroalimentare. È un cerchio che si chiude». È fiduciosa? «Sì, la Puglia è regione dinamica. Noi imprenditori facciamo la nostra parte, però mi auguro che quella del virus sia una lezione per tutti. Che si investa di più nella sanità e nella scuola. Mi auguro che si faccia tanta edilizia scolastica: in molte città siamo fermi agli anni Venti. Sono fiduciosa, soprattutto se la Puglia e lo Stato tornano a investire in questi due settori. Sono lo scheletro della democrazia». © RIPRODUZIONE RISERVATA k Manager Marina Mastromauro, 63 anni, ad del Pastificio Granoro di Corato. Nel 2019 ha chiuso con un fatturato 70 milioni.
Giornale di Brescia, 13/06/2020 04:27
coronavirus conti e prospettive
Estate a casa, in vacanza un italiano su 2
si stima che 8 milioni di persone non potranno partire per la crisi e che 25 milioni rinunceranno
ROMA. Poco più della metà degli italiani (51%) ha deciso di andare in vacanza nei prossimi mesi, anche se solo il 5,5% ha già prenotato. Ma di quei 25 milioni di connazionali che non partiranno (49%), quasi 8 milioni (15,3%) non lo farà per scelta, ma perché fermato da ragioni economiche. L’ identikit del turista post Co vid -19 emerge da un’ indagine nazionale realizzata da Demoskopika per conto del comune di Siena. La Sicilia, insieme a Toscana e Puglia, si colloca sul podio delle destinazioni più gettonate da chi ha dichiarato di trascorrere una vacanza in Italia (92,3%). Appena il 7,8%, al contrario, ha in programma un viaggio fuori dai confini nazionali. Identikit di chi parte. «Lavora tore dipendente, di età compresa tra i 36 e i 64 anni, con un reddito annuale superiore a 40 mila euro, preferibilmente laureato. Opterà per l’ Italia per una o 2 settimane, meglio se al mare nel mese di agosto, in coppia o in famiglia. Per vivere una vacanza sicura non ha dubbi: distanziamento sociale, mascherine e niente assembramenti. tore dipendente, di età compresa tra i 36 e i 64 anni, con un reddito annuale superiore a 40 mila euro, preferibilmente laureato. Opterà per l’ Italia per una o 2 settimane, meglio se al mare nel mese di agosto, in coppia o in famiglia. Per vivere una vacanza sicura non ha dubbi: distanziamento sociale, mascherine e niente assembramenti. Chi rinuncia e perché. Tra i 25 Chi rinuncia e perché. Tra i 25 milioni di rinunciatari il 24.9% lo farà perché, «pur volendo», ha ancora timore a viaggiare. L’ 8,7% del campione intervistato ha «già rinunciato, aldilà del coronavirus», ma colpisce il 15,3% del campione che non ha programmato la villeggiatura dichiarando di «non avere le possibilità economiche». Sitratta di quasi 8 milioni di italianirinunciatari per «cause di forza maggiore» principalmente tra le categorie dei lavoratori autonomi (21,4%) in misura doppia rispetto ai lavoratori dipendenti (12,7%). Tra le categorie più «sofferenti» figurano gli artigiani, i commercianti, idisoccupati e gli operai e, infine -come era prevedibile – chi possiede un reddito basso (19%), rispetto a chi ha palesato una condizione economica decisamente migliore (5,3%). Sistemazione? Fai date. Ben 4 Sistemazione? Fai date. Ben 4 su 10 optano per soluzioni ricettive ritenute «più sicure»: appartamento preso in affitto (18,9%), casa di proprietà della famiglia (17,4%) oppure ospite di parenti o amici (5,2%). Resta, ad ogni modo, più che rilevante la fetta dei vacanzieri che non rinuncia all’ albergo (27,6%), alvillaggio turistico (7,6%) per il comparto alberghiero o, in alternativa, al sistema extra -alberghiero con in testa i bed & breakfast (12,8%) seguiti dall’ agriturismo (4,8%) e dal campeggio (4,2%). «Il turista post Covid-19 – spiega il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio- ha voglia di villeggiare quasi esclusivamente in Italia e in totale sicurezza. L’ epidemia sanitaria non poteva non ripercuotersi inevitabilmente anche sui consumi turistici. In questo quadro, saranno premiate quelle destinazioni turistiche che meglio sapranno interpretare i desidera tadel mercato autoctono». «Rilevare l’ opinione degli italiani commenta l’ assessore al turismo del Comune di Siena, Alberto Tirelli – rappresenta uno strumento fondamentale per assumere un piano di azioni maggiormente consapevole in direzione di un rilancio concreto e più incisivo del comparto turistico». Estate di rincari. Di vacanze all’ insegna dei rincari parla il Codacons. «Il distanziamento sociale – avverte – comporterà una forte riduzione del numero di clienti giornaliero, mentre l’ obbligo di sanificazione e le altre misure di sicurezza ridurrà i guadagni. Una situazione che comporterà un incremento dei listini in tutto il settore». //
La Gazzetta del Mezzogiorno, 13/06/2020 03:50
lo studio di demoskopika sicilia, toscana e puglia tra le mete più gettonate. previsti rincari del 20%
Vacanze, pochi soldi e tanto fai da te
molti rinunciano per «difficoltà economiche». si punta su case e b&b
ROMA. Poco più della metà degli italiani (51%) ha deciso di andare in vacanza nei prossimi mesi, anche se solo il 5,5% ha già prenotato. Ma di quei 25 milioni di connazionali che non partiranno (49%), quasi 8 milioni (15,3%) non lo farà per scelta, ma perché fermato da ragioni economiche. L’ identikit del turista post Covid-19 emerge da un’ indagine nazionale realizzata da Demoskopika per conto del comune di Siena. La Sicilia, insieme a Toscana e Puglia, si colloca sul podio delle destinazioni più gettonate da chi ha dichiarato di trascorrere una vacanza in Italia (92,3%) L’ IDENTIKIT DI CHI PARTE — Lavoratore dipendente, di età compresa tra i 36 e i 64 anni, con un reddito annuale superiore a 40 mila euro, preferibilmente laureato. Opterà per l’ Italia per una 1 o 2 settimane, meglio se al mare nel mese di agosto, in coppia o in famiglia. IL NODO ECONOMICO – Tra i 25 milioni di rinunciatari il 24.9% lo farà perché, «pur volendo», ha ancora timore a viaggiare. L’ 8,7% del campione ha «già rinunciato», ma colpisce il 15,3% che non ha programmato la villeggiatura dichiarando di «non avere le possibilità economiche». Si tratta di quasi 8 milioni di italiani rinunciatari per «cause di forza maggiore»: sono soprattutto gli autonomi (21,4%) PREVALE IL FAI DA TE – Ben 4 su 10 optano per soluzioni ricettive ritenute «più sicure»: appartamento preso in affitto (18,9%), casa di proprietà (17,4%) oppure ospite di parenti o amici (5,2%). Resta, più che rilevante la fetta dei vacanzieri che non rinuncia all’ albergo (27,6%), al villaggio turistico (7,6%) o al b&b. UN’ ESTATE DI RINCARI -Di vacanze all’ insegna dei rincari parla il Codacons. La riduzione dei clienti imposta dal finanziamento e le misure di sicurezza obbligatorie (sanificazione su tutte) mineranno i guadagni con ovvio aumento dei listini. «Una vacanza di 10 giorni arriverà a costare fino al +20% in più rispetto al 2019».
La Nuova Ferrara, 13/06/2020 03:30
«Troppi contagiati e morti ad Argenta» Altri nuovi esposti nella maxinchiesta
indagine sulle case di riposo. la procura di ferrara: «c’ è una emergenza covid da trattare anche a livello giudiziario»
«C’ è una emergenza Covid da trattare anche a livello giudiziario, non possiamo sottovalutarla, è un problema vasto e serio»: bastano poche parole del pm Alberto Savino per la procura di Ferrara per spiegare il motivo dell’ indagine aperta sui morti da Covid e sui contagi registrati nell’ Argentano. Poche parole per indicare comunque che l’ indagine sarà in salita, dovrà far chiarezza, valutare se vi possano esser stati reati. La maxinchiesta, dunque, è partita sulle case di riposo di Argenta (Manica, Fiorana e Villa Aurora). C’ è anche il superesperto, lo “scienziato” di turno, Saverio Parisi, braccio destro del virologo Andrea Crisanti di Padova, che dovrà tradurre ai magistrati i risultati che verranno acquisiti. Indagine non facileSarà una indagine, senza ombra di dubbio, lunga e non facile, destinata a far rumore, a creare tensioni per una vicenda che ha visto da una parte drammi familiari per il decesso dei propri cari o tanti operatori contagiati costretti a fare i conti con il virus che stavano combattendo. E dall’ altra dirigenti e responsabili delle strutture sanitarie, loro stessi vulnerabili davanti alla imprevedibilità di quello che tutti hanno chiamato lo «tsunami coronavirus». Che ha travolto tutti e tutto. L’ indagine è appena partita con l’ ipotesi di omicidio colposo contro ignoti, non vi sono persone sottoposte nell’ indagine, che si sta già arricchendo di altro materiale, esposti a raffica. L’ ultimo è stato protocollato ieri mattina, un’ altra decina sono in corso d’ opera: parlano tutti di decessi da Covid e di sanitari contagiati dal virus. «Sì, ho presentato un esposto ma del suo contenuto non posso parlare per rispetto di chi mi ha incaricato, dei magistrati e delle strutture coinvolte», spiegava ieri mattina Gabriella Azzalli, avvocato di Argenta. «Sì, stiamo raccogliendo le segnalazioni di una decina di familiari di vittime argentane – confermava ugualmente ieri Bruno barbieri, legale dell’ associazione Codacons – affinché si valutino eventuali negligenze o disservizi: stiamo per questo informando le persone». Atti nella maxinchiestaAtti che finiranno tutti nel contenitore della maxinchiesta della procura di Ferrara che dovrà conteggiare – dal punto di vista giudiziario – i “veri” morti e i “veri” numeri del contagio tra gli operatori sanitari delle strutture coinvolte le case di riposo di Argenta: Residenza Manica, Centro Fiorana e Villa Aurora. L’ avvocato Azzalli ha presentato l’ esposto per conto di operatori della Manica e si chiede, genericamente: «Perché tanti morti e contagiati ad Argenta e solo in alcune strutture? Alla Casa Don Minzoni di Argenta non è accaduto ciò che si è registrato alla Manica: perché? ». Va oltre l’ avvocato Azzalli, apprezza la decisione della procura ma fotografa anche altro: «Ciò che vedo e non sopporto è che si intimidiscano i sanitari che vogliono segnalare dei fatti, più o meno velatamente vengono minacciate ripercussioni sul posto di lavoro». Non è una novità, già accaduto. «Ora – conclude la Azzalli – credo che più persone segnalino fatti o disservizi più si riuscirà a far chiarezza, nell’ interesse di tutti, per non incorrere nei medesimi errori, al prossimo tsunami Covid». -Daniele Predieri© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Resto del Carlino, 13/06/2020 03:21
codacons
Le ferie rincarano fino al 20% in più
Secondo il Codacons, sarà un’ estate di rincari i dovuti alle misure anti-contagio di alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari, nonché di aerei e traghetti. Una vacanza di 10 giorni, secondo l’ associazione, arriverà a costare fino al +20% in più, toccando una spesa pro capite media di 883 euro.
La Nazione, 13/06/2020 03:16
codacons
Le ferie rincarano fino al 20% in più
Secondo il Codacons, sarà un’ estate di rincari i dovuti alle misure anti-contagio di alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari, nonché di aerei e traghetti. Una vacanza di 10 giorni, secondo l’ associazione, arriverà a costare fino al +20% in più, toccando una spesa pro capite media di 883 euro.
Il Giorno (ed. Lecco-Como-Sondrio), 13/06/2020 03:13
«Riprendano i percorsi riabilitativi e gli incontri coi familiari in Rsa»
il codacons rimarca le esigenze psicofisiche e mentali degli ospiti rimasti all’ ambrosetti paravicini dove si sono contate 55 vittime
MORBEGNO Dopo i 55 decessi registrati nella struttura, con il 60% degli anziani ricoverati contagiati, e la notizia delle difficoltà finanziarie relative alla Rsa Ambrosetti-Paravicini di Morbegno, Codacons chiede di organizzare incontri di persona – magari adibendo gli spazi esterni con tutti gli accorgimenti necessari – ritenuti importantissimi per non far sentire soli gli ospiti della struttura. «Ma soprattutto è fondamentale che tutti coloro che ne hanno bisogno riprendano o inizino i percorsi riabilitativi – afferma il presidente Marco Donzelli -: l’ immobilizzazione dei soggetti potrebbe infatti comportare conseguenze molto gravi non solo sul piano fisico ma anche dal punto di vista mentale e psicologico. Chiediamo alla struttura di adoperarsi per consentire a tutti di vivere questo momento di così grande difficoltà con la massima serenità possibile». Nei giorni scorsi in Prefettura si è svolto un vertice per fare il punto sulla situazione delle case di riposo della provincia di Sondrio. Un primo dato rassicurante è stato quello riguardante i tamponi eseguiti su operatori e ospiti. Al momento sarebbero pochi i casi positivi e quasi nella totalità asintomatici. Durante l’ incontro i responsabili delle Rsa hanno manifestato preoccupazioni sia per la gestione di una possibile nuova ondata di casi nel prossimo autunno, sia per la carenza di personale medico, infermieristico e sanitario. Ma anche per i problemi economici che molte strutture si trovano attualmente ad affrontare. «Per quanto riguarda la questione economica – assicura la Prefettura – Ats e Provincia seguono la vicenda con la massima attenzione per individuare qualunque strumento utile a sostenere le Rsa». Giovanni Meroni.
Il Giorno, 13/06/2020 03:10
codacons
Le ferie rincarano fino al 20% in più
Secondo il Codacons, sarà un’ estate di rincari i dovuti alle misure anti-contagio di alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari, nonché di aerei e traghetti. Una vacanza di 10 giorni, secondo l’ associazione, arriverà a costare fino al +20% in più, toccando una spesa pro capite media di 883 euro.
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