13 Agosto 2015

Rassegna stampa del 13 agosto 2015

Rassegna stampa del 13 agosto 2015

Verona Sera, 13/08/2015 17:26
Droga tra i giovani. Codacons: “Valutiamo l’ ipotesi di denunciare Bonavina”
la dirigente dell’ ulss 20, che ha appena subito la sua seconda condanna, rischia di vedere crescere i suoi problemi. il codacons infatti sembra pronto a dichiararle guerra e parte anche l’ attacco al ministro della salute beatrice lorenzin.
Dopo le tragiche morti avvenute in discoteca negli ultimi giorni , che hanno portato il ministro dell’ Interno Angelino Alfano ad inviare una direttiva per aumentare controlli e misure preventive , il Codacons attacca frontalmente sia la dirigente dell’ Ulss 20, Giuseppina Bonavina, sia il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
la redazione
 
 
larepubblica.it (Roma), 13/08/2015 10:33
Multe a domicilio, “messe in buca e per ritirarle niente ufficio”
Vittime della trappola delle multe, anime in pena alla ricerca di un modo rapido (e possibilmente indolore) di pagare la propria contravvenzioni. Nelle lettere inviate a Repubblica , i cittadini continuano a sfogarsi. Chiedono “nome, cognome e fotografia” di chi ha allestito un iter farraginoso, un sistema che sembra fare acqua da tutte le parti. Con il risultato di far spesso decadere i termini per usufruire dello sconto del 30 per cento sulle multe. “Ti mandano un avviso di raccomandata – racconta Paola P., cercando di mettere in ordine tutti i passaggi necessari per ottenere il bollettino e disfarsi finalmente del verbale dei vigili urbani – tu vai alla posta per ritirarla e trovi una lettera che ti dice che hai una multa da ritirare dalla polizia municipale. Gira e rigira, ho dovuto chiedere due permessi al lavoro solo per prenderla”. Sulla cartolina finita nella cassetta delle lettere di Andrea L., invece, “mancava addirittura qualsiasi specificazione sugli orari di apertura dell’ ufficio. Arrivo davanti la sede e trovo chiuso per ferie fino al 23 agosto. Hanno praticamente sequestrato la mia raccomandata. Potrebbe contenere notizie importanti. Ma siamo nella legalità? A me non pare”. L’ unica ad aver trovato una soluzione, mentre nelle cassette dei vicini si depositano le cartoline inviate da Italposte e Fulmine Group per conto del Comune, pare essere Maura M.: “Ho pagato tutto online, registrandomi al sito del Comune. Non sono andata a ritirare nulla, risparmiando tempo, benzina e soldi. Tanto già accade di essere molestati per multe di anni prima. In Campidoglio forse sperano in un fortunato smarrimento della ricevuta per guadagnare due volte”. La vicenda non è sfuggita al Codacons, che attraverso il presidente Carlo Rienzi promette battaglia: “Questa tortura va avanti da troppo tempo. Siamo pronti a portare il caso in procura e davanti ai magistrati della Corte dei conti. Chissà quanti avvisi non vengono consegnati, contando anche le mancate citofonate, e quante multe non vengono mai pagate”. Quindi un’ idea a metà tra proposta e provocazione: “Se non si farà nulla – continua Rienzi – il Comune proroghi i termini per usufruire dello sconto. E poi si dia una valutazione al tempo perso dai cittadini per ritirare i verbali. Andrebbe tolto un ulteriore 10 per cento dall’ importo della multa”.
 
 
ilfattoquotidiano.it, 13/08/2015 08:50
Fuochi d’ artificio, Wwf: “Causa di morte e traumi per animali domestici e selvatici”
i giochi pirotecnici sono dannosi anche per l’ uomo e l’ ambiente per il problema legato alle polveri sottili emesse durante gli spettacoli. in molte città vengono proposte alternative più sicure.
In Italia tra giugno e settembre quasi ogni giorno si festeggiano sagre di paese e feste di santi patroni con fuochi d’ artificio , mortaretti e petardi, il top lo si raggiunge a ferragosto dove si scatenano vere e proprie gare pirotecniche, più o meno legali. Eppure è dimostrato scientificamente che i fuochi d’ artificio hanno effetti negativi sull’ ambiente, sull’ uomo, sugli animali domestici e fauna selvatica, terrorizzata dai rumori. Gli animali hanno un udito più sviluppato di quello umano, un cane ad esempio percepisce un rumore a una distanza 4 volte superiore rispetto a noi, ma non è solo una questione di intensità del suono, anche del tipo di frequenza : l’ uomo sente una gamma di suoni fino a 20 mila hertz, il cane da 40/46 mila hertz, i gatti a 70.000 Hz , i pipistrelli oltre 100.000 Hz. I botti pirotecnici scatenano negli animali paura e panico inducendoli a reazioni incontrollate e pericolose, come quelle di cani e gatti che fuggono perdendo l’ orientamento con il rischio di smarrirsi e vagare per strada esponendosi a incidenti con gravi conseguenze anche per gli automobilisti, o gettandosi nel vuoto se lasciati sui balconi. “Negli ultimi anni – dichiara Claudio d’ Esposito presidente del Wwf Penisola Sorrentina – un numero sempre crescente di cittadini e turisti ci ha segnalato i gravi disagi e le sofferenze patite dai loro animali, che al rumore dei fuochi di capodanno impazziscono e corrono il rischio di subire gravi conseguenze . I fuochi artificiali sono infatti causa di morte, ferimenti e traumi per animali domestici e selvatici. Sappiamo che serve coraggio per rompere una tradizione che va avanti da anni, ma bisogna iniziare a dare l’ esempio.” Aggiunge Massimo Vitturi responsabile Lav settore caccia e fauna selvatica: “Per gli animali selvatici i botti dei fuochi è un momento d’ inferno. Le improvvise detonazioni determinano negli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose, istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici, derivanti dallo scontro in volo con strutture urbane (case, lampioni, automobili, ecc.)”. Alcune ricerche hanno dimostrato che gli animali sviluppano fobie causate dai botti pirotecnici. La Rspca (Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals) dichiarò che “nel 2001 furono curati dai veterinari in Inghilterra e Galles oltre 4825 animali per ferite causate da fuochi artificiali e/o avevano avuto prescrizioni di sedativi a causa del terrore per lampi e botti; i numeri sarebbero anche maggiori ma si ritiene che l’ uso preventivo di sedativi e tranquillanti abbia occultato le reazioni di molti soggetti”. Meno conosciuto ma grave per l’ uomo e l’ ambiente è il problema causato dalle polveri fini (PM10) emesse dagli spettacoli pirotecnici, che possono peggiorare malattie esistenti e provocarne nuove. Non c’ è fonte di polveri fini che come i fuochi d’ artificio in un tempo così breve, emette un carico PM10 che supera di 8 volte e più il valore limite. In più quando si accendono si sprigiona una miscela che provoca reazioni chimiche che formano nuove sostanze velenose e spesso sconosciute. Secondo Codacons “i fuochi d’ artificio provocano un vertiginoso aumento delle polveri sottili, sostanze non salutari come le polveri di stronzio, bario , rame, alluminio , titanio e ferro. Non si tratta solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche di una pseudomoda che, al di là degli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali”. Ultimamente molti comuni hanno vietato le feste pirotecniche, altre città hanno optato per le “novità alternative”: i fuochi senza botti , che nulla hanno da invidiare a quelli tradizionali ma senza controindicazioni e con costi più ridotti. A Genova vengono proposti spettacoli piromusicali, cioè accompagnati da brani di musica sinfonica senza detonazione. Altra alternativa che non inquina e non danneggia animali e uomini sono gli spettacoli di luce, di grande effetto, che suscitano ammirazione ed emozioni come quelli svolti alla Reggia di Caserta o al Palazzo Ludovico il Moro a Ferrara.
marinella meroni
 
 
Il Messaggero, 13/08/2015 06:21
Lavori fantasma e nelle buche è cresciuta l’ erba Eur Torrino
ai piedi dei lussuosi condomini si fa lo slalom tra voragini e avvallamenti. «siamo abbandonati»
LA PERIFERIA «Signo’ qui di buche ce ne stanno quante ne vuole. Basta farsi una passeggiata e se ne accorgerà». Il IX Municipio è tra quelli finiti nel mirino dei magistrati della Procura che indagano su appalti e lavori svolti male per la manutenzione stradale. Milioni spesi per rattoppi e asfalto “impoverito”, pronto a sbriciolarsi alla prima pioggia. Con conseguenze pesanti per automobilisti e scooteristi: gomme a terra, cerchioni saltati, forti mal di schiena, fino al rischio di traumi importanti per le donne in gravidanza. Un dossier del Codacons, compilato con l’ aiuto di tecnici e medici del lavoro, aveva documentato tutto ciò confluendo nel fascicolo dei pm. Lo scenario è desolante dalla Montagnola alla Laurentina, dalle strade dell’ Eur non gestite dall’ ente autonomo fino al Torrino e a Mostacciano: buche, pezzi d’ asfalto rattoppati, marciapiedi saltati per le radici degli alberi, strade rigonfiate e piene di insidiosi avvallamenti. «Via di Decima è una gruviera – spiega un barista – c’ è chi ci rimette la coppa dell’ olio ogni giorno». LO STRADONE Via della Grande Muraglia è il lungo stradone che attraversa il Torrino. Un vialone ad alto scorrimento costellato di rotatorie (alcune asfaltate di recente e senza segnaletica orizzontale) pieno di sali-scendi, buche, asfalto sgretolato. Gli alberi nello spartitraffico fanno il resto: «La manutenzione nel quartiere è latitante non solo per le strade, ma anche per i marciapiedi disastrati e il verde pubblico – tuona Micaela Vedetti, del comitato di quartiere – e il problema degli alberi è grosso. In alcune strade dove non c’ è spazio per le radici andrebbero tolti e piantati altrove. Tempo fa ho dovuto chiamare i vigili perché facessero riempire una buca in viale Città d’ Europa profonda e divenuta invisibile per la pioggia». Viale Città d’ Europa è un altro anello che dalla Grande Muraglia entra dentro l’ Eur Sic. L’ asfalto è “mangiato”, bisogna fare lo slalom per evitare le buche. In via Sofia, tra i palazzi alti e residenziali che hanno avuto come inquilini anche calciatori famosi, al centro della carreggiata è cresciuta persino l’ erba. «Una volta c’ era il Consorzio Torrino Nord a occuparsi del quartiere – spiega Emanuela – poi è fallito. Ormai questo pezzo di città è abbandonato al degrado, non mi stupisce che qualcuno indaghi». In via Fiume Bianco bandoni arancioni transennano una voragine che si è aperta al centro di una corsia. «Sarà quasi un mese che il tratto è chiuso – spiega Giuseppe, che abita lungo la via – e non si è mai visto un solo operaio al lavoro. È uno schifo». In via dell’ Oceano Indiano gettate di catrame bloccano l’ apertura dei tombini. L’ INCURIA Nemmeno il cuore dell’ Eur si salva. Basta lasciare gli stradoni principali per ritrovarsi di fronte alla solita incuria. Asfalto rovinato sulla salita di via Tiberiade, sampietrini divelti e in parte riempiti con spruzzi di catrame in via dei Santi Pietro e Paolo; larghi rattoppi in viale Boston, ai piedi del ministero dello Sviluppo Economico e stesso patchwork in viale America. Al di là della Colombo non va meglio: l’ asfalto si sbriciola in via Laurentina, i tombini sono asfaltati in via del Serafico. Alessia Marani alessia.marani@ilmessaggero.it © RIPRODUZIONE RISERVATA.
alessia marani
 
 
Il Tempo, 13/08/2015 05:00
la polemica.
Codacons: cifra irrisoria non servirà a nulla
• Una cifra irrisoria che servirà a rattoppare qualche strada ma che non basterà a risolvere il grave problema delle buche nella capitale». Lo afferma in una nota il Codacons, commentando i 50 milioni di euro annunciati dal sindaco Marino per il Giubileo della Misericordia. «A Roma con 50 milioni di euro si fa poco e nulla – spiega il presidente Carlo Rienzi -considerati i gravi problemi della capitale sul fronte delle strade e dei trasporti, per sanare le criticità in questi settori servirebbero almeno 500 milioni di euro. Appare poi del tutto immorale ed ingiusto destinare sol di unicamente alle zone interessate dal Giubileo, lasciando le periferie nello stato di abbandono in cui attualmente versano». «Il Codacons – prosegue la nota critica anche il silenzio del Comune di Roma sulla proposta presentata dall’ associazione di istituire lo Sportello del pellegrino, volto a fornire assistenza legale in 100 lingue ai turisti che arriveranno nella capitale per il Giubileo e combattere truffe e aumenti speculativi di prezzi e tariffe».
 
 
La Repubblica, 13/08/2015 04:16
Multe a domicilio “Avvisi in buca e per ritirarle niente ufficio”
le critiche al sistema di recapito codacons: “uno sconto per i disagi”
LORENZO D’ ALBERGO VITTIME della trappola delle multe, anime in pena alla ricerca di un modo rapido (e possibilmente indolore) di pagare la propria contravvenzioni. Nelle lettere inviate a Repubblica , i cittadini continuano a sfogarsi. Chiedono «nome, cognome e fotografia» di chi ha allestito una triangolazione che ha del surreale, un sistema che sembra fare acqua da tutte le parti. Con il risultato di far spesso decadere i termini per usufruire dello sconto del 30 per cento sulle multe. «Ti mandano un avviso di raccomandata – racconta Paola P., cercando di mettere in ordine tutti i passaggi necessari per ottenere il bollettino e disfarsi finalmente del verbale dei vigili urbani – tu vai alla posta per ritirarla e trovi una lettera che ti dice che hai una multa da ritirare dalla polizia municipale. Gira e rigira, ho dovuto chiedere due permessi al lavoro solo per prenderla ». Sulla cartolina finita nella cassetta delle lettere di Andrea L., invece, «mancava addirittura qualsiasi specificazione sugli orari di apertura dell’ ufficio. Arrivo davanti la sede e trovo chiuso per ferie fino al 23 agosto. Hanno praticamente sequestrato la mia raccomandata. Potrebbe contenere notizie importanti. Ma siamo nella legalità? A me non pare». L’ unica ad aver trovato una soluzione, mentre nelle cassette dei vicini si depositano le cartoline inviate da Italposte e Fulmine Group per conto del Comune, pare essere Maura M.: «Ho pagato tutto online, registrandomi al sito del Comune. Non sono andata a ritirare nulla, risparmiando tempo, benzina e soldi. Tanto già accade di essere molestati per multe di anni prima. In Campidoglio forse sperano in un fortunato smarrimento della ricevuta per guadagnare due volte». La vicenda non è sfuggita al Codacons, che attraverso il presidente Carlo Rienzi promette battaglia: «Questa tortura va avanti da troppo tempo. Siamo pronti a portare il caso in procura e davanti ai magistrati della Corte dei conti. Chissà quanti avvisi non vengono consegnati, contando anche le mancate citofonate, e quante multe non vengono mai pagate». Quindi un’ idea a metà tra proposta e provocazione: «Se non si farà nulla – continua Rienzi – il Comune proroghi i termini per usufruire dello sconto. E poi si dia una valutazione al tempo perso dai cittadini per ritirare i verbali. Andrebbe tolto un ulteriore 10 per cento dall’ importo della multa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA I CONTROLLI Vigili urbani in azione nel traffico del centro storico.
lorenzo d’albergo
 
 
L’Arena, 13/08/2015 03:48
«L’ Azienda prende atto ma presenterà ricorso»
Una «guerra sottile», combattuta sul filo di cause e ricorsi quella che contrappone da mesi la direzione generale dell’ Ulss 20 e i medici del servizio delle dipendenze. O meglio i tre professionisti che a fine 2014 erano ai vertici e che sono stati licenziati. In mezzo c’ è il software distribuito ed entrato nei circuiti dei Ser.D delle Ulss italiane, la sua proprietà, i diritti intellettuali di chi negli anni ha fornito i dati per l’ aggiornamento della piattaforma mFp e la cessione di tali diritti al Codacons. E ieri la decisione del giudice del lavoro che ha annullato il licenziamento del dottor Gomma per un vizio di forma. «Secondo il giudice», esordisce il dg Maria Giuseppina Bonavina, l«’ufficio per i procedimenti disciplinari a conclusione del procedimento ha proposto l’ irrogazione del licenziamento, del quale io ho preso atto, invece di irrogare direttamente la sanzione. Non è entrato nel merito dei gravissimi addebiti che sono stati contestati al dottor Gomma, una vicenda che è anche al vaglio della Procura, ma ha rilevato solo un vizio di forma». E anticipa che avverso tale decisione l’ Azienda presenterà ricorso.«Ad ogni modo verrà data esecuzione al provvedimento e il dipendente verrà reintegrato in servizio con una posizione equivalente al ruolo precedentemente ricoperto», prosegue, «considerata anche la riorganizzazione attuata, nel frattempo, all’ interno dell’ Azienda».Questo e poi il resto, ovvero la decisione del Tar che in luglio non ha accolto il ricorso di Codacons stabilendo che la competenza sulla titolarità della proprietà intellettuale del software spetta al giudice ordinario. «Senta è un supporto gestionale per gli operatori dei Serd, e non solo, e riguardo alla proprietà è stata acquisita dall’ Ulss 20 in seguito a un progetto finanziato dalla Regione Veneto e soprattutto a seguito di acquisto dall’ Ulss di Dolo che ha rilasciato regolare fattura», conclude. «I diritti intellettuali si riferiscono a dipendenti a rapporto esclusivo di una struttura pubblica. L’ Ulss è un’ azienda con socio sanitaria con scopi di assistenza, non ha come mission la ricerca che, qualora attuata, deve essere comunicata, concordata, autorizzata e finanziata, preventivamente, dall’ Amministrazione». F.M.
 
 

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