RASSEGNA STAMPA DEL 12 AGOSTO
RASSEGNA STAMPA DEL 12 AGOSTO
| iltirreno.it, 12/08/2014 21:14 |
Istat, dieci grandi città in deflazione Webil codacons: “ora il governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso” |
| “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”. Il grido di allarme del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, arriva dopo i dati dell’ Istat che mostrano come la deflazione sia già realtà in dieci grandi città italiane. Sono sei i capoluoghi di regione e quattro i grandi comuni dove i prezzi su base annua rilevati dall’ Istat risultano in calo su base tendenziale. In particolare, il costo della vita scende dello 0,4% a Torino, dello 0,3% a Bari e Firenze, dello 0,2% a Roma e Trieste e dello 0,1% a Potenza. Per quanto riguarda i centri con più di 150.000 abitanti non capoluoghi di regione, Livorno registra una flessione su base annua dei prezzi dello 0,7%, quindi più ampia di quella rilevata a giugno quando era pari a -0,5%. Mentre Verona segna, per la seconda volta consecutiva, un calo tendenziale dello 0,5%. In diminuzione su base annua anche i prezzi a Reggio nell’ Emilia e Ravenna (per entrambe -0,1%). Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano (+1,1%) è invece la città in cui i prezzi registrano gli incrementi tendenziali più elevati. Seguono Cagliari (+0,8%), Palermo, L’ Aquila e Aosta (per tutte +0,6%). A Genova e Milano i prezzi sono fermi rispetto a luglio 2013. Tra i grandi comuni, il tasso di inflazione più elevato interessa Messina (+1,1%). Ora – chiede Rienzi – “il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso”. |
| TGCom, 12/08/2014 18:53 |
Istat:inflazione mai così bassa da 2009 Da Torino a Roma, giù i prezzi a luglio Webil livello si “ferma allo 0,1%, dallo 0,3% di giugno”: è il terzo calo consecutivo. sono dieci le grandi città italiane colpite dalla deflazione. |
| – L’ inflazione a luglio si ferma allo 0,1%, dallo 0,3% di giugno, scendendo così al livello più basso dall’ agosto del 2009. Lo rileva l’ Istat, confermando le stime. Si tratta della terza frenata consecutiva. Su base mensile i prezzi al consumo diminuiscono dello 0,1%. Dieci grandi città, tra cui Torino, Firenze e Roma, risultano in deflazione su base annua. I capoluoghi di regione o provincia autonoma in deflazione – Torino (-0,4%), Firenze (-0,3%), Bari (-0,3%), Roma (-0,2%), Trieste (-0,1%) e Potenza (-0,1%). Giù anche a Livorno (-0,7%), Verona (-0,5%), Ravenna (-0,1%) e Reggio Emilia (-0,1%). Alimentari in deflazione, indietro di quasi 10 anni – A luglio i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche scendo ancora, segnando un calo dello 0,7% (dal -0,6% di giugno), rileva poi l’ Istat. Si tratta della flessione più forte da quasi dieci anni. Viene infatti eguagliata la diminuzione già registrata nel gennaio del 2005. Per trovare un ribasso ancora più profondo bisogna invece tornare indietro al settembre del 1997 (-0,9%). Codacons: “Cali sono specchio della crisi dei consumi” – “I dati Istat sono lo specchio della grave crisi dei consumi”. Così il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, in una nota. “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”, sottolinea. Per l’ associazione a tutela del consumatore ora “il governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso”. E’ da un anno che l’ inflazione viaggia sotto l’ 1% – L’ inflazione annua viaggia sotto la soglia dell’ 1% da quasi un anno, precisamente da 11 mesi: da settembre 2013 a luglio 2014. E’ quanto emerge dalle serie storiche dell’ Istat, che non registrava una sequenza così lunga di “zero virgol”‘ dal 1958-1959, più di mezzo secolo fa. Allora la striscia di “bassa inflazione”, che precipitò anche in deflazione, durò proprio 11 mesi. Per ora quindi si tratta di un pareggio, ma agosto potrebbe decretare il superamento. La mappa dei prezzi CITTA’ VARIAZIONE ANNUA (%) —————————————————————- Bolzano 1,1 Messina 1,1 Cagliari 0,8 Palermo 0,6 L’ Aquila 0,6 Parma 0,6 Reggio Calabria 0,6 Aosta 0,6 Napoli 0,5 Catania 0,5 Venezia 0,5 Catania 0,5 Modena 0,4 Bologna 0,3 Trento 0,3 Brescia 0,2 Catanzaro 0,1 Ancona 0,1 Perugia 0,1 Padova 0,1 Genova 0,0 Milano 0,0 Potenza -0,1 Ravenna -0,1 Reggio Emilia -0,1 Roma -0,2 Trieste -0,2 Bari -0,3 Firenze -0,3 Torino -0,5 Verona -0,5 Livorno -0,7 Notizie correlate. |
| lanazione.com, 12/08/2014 18:32 |
Istat, calano i prezzi: Firenze è in deflazione Web |
| Firenze, 12 agosto 2014 – Firenze , insieme ad altre nove grandi città, registra un calo dei prezzi : il capoluogo toscano è quindi in deflazione. A lanciare l’ allarme è l’ Istat. Ciò significa che i prezzi calano perché la domanda d’ acquisto è debole. A luglio l’ inflazione è scesa vicina allo zero e si attesta allo 0,1% su base tendenziale dallo 0,3% di giugno. Le riduzione dei prezzi è in gran parte legata alla riduzione dell’ energia elettrica. La stima definitiva dell’ Istat conferma il dato preliminare e segna il terzo calo consecutivo del costo della vita. Si tratta del dato piu’ basso da agosto 2009 . Su base mensile i prezzi al consumo diminuiscono dello 0,1%. Secondo l’ istituto di statistica, “il rallentamento dell’ inflazione e’ principalmente imputabile all’ ampliarsi della flessione dei prezzi degli energetici regolamentati”, mentre “il contributo di altri raggruppamenti di prodotto e’ marginale”. Sono dunque sei i capoluoghi di regione e quattro i grandi comuni dove i prezzi su base annua rilevati dall’ Istat risultano in calo su base tendenziale. In particolare, il costo della vita scende dello 0,4% a Torino , dello 0,3% a Bari e Firenze , dello 0,2% a Roma e Trieste e dello 0,1% a Potenza . Per quanto riguarda i centri con piu’ di 150.000 abitanti non capoluoghi di regione, Livorno registra una flessione su base annua dei prezzi dello 0,7% (piu’ ampia di quella rilevata a giugno quando era pari a -0,5%) mentre Verona segna, per la seconda volta consecutiva, un calo tendenziale dello 0,5%. In diminuzione su base annua anche i prezzi a Reggio nell’ Emilia e Ravenna (per entrambe -0,1%). Il calo mensile dell’ indice generale e’ da ascrivere principalmente ai ribassi dei prezzi della Frutta fresca (-9,0%) e dei Vegetali freschi (-3,8%) – su cui incidono fattori di natura stagionale – e dei prezzi degli Energetici regolamentati (-3,1%); a contenere questo calo sono i rialzi mensili dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+0,8%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+1,5%), anch’ essi influenzati da fattori stagionali. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,7% su base mensile e dello 0,6% su base annua, il ribasso piu’ ampio dall’ agosto 1997. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto diminuiscono dello 0,3% rispetto al mese precedente e crescono dello 0,2% nei confronti di luglio 2013. A luglio i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche sono scesi ancora, segnando un calo dello 0,7% (dal -0,6% di giugno). Si tratta della flessione piu’ forte da quasi dieci anni, viene infatti eguagliata la diminuzione gia’ registrata nel gennaio del 2005. Per trovare un ribasso ancora piu’ profondo bisogna invece tornare indietro al settembre del 1997. Per Carlo renzi, presidente del Codacons, “i dati Istat, che vedono dieci grandi citta’ registrare un’ inflazione negativa, sono lo specchio della grave crisi dei consumi”. “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”, sottolinea. Per l’ associazione a tutela del consumatore ora “il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso”. |
| Wall Street Italia, 12/08/2014 17:58 |
Istat, prezzi al palo. E’ allarme deflazione Weba luglio prezzi allo 0,1% dallo 0,3% di giugno. e’ da 11 mesi che l’ inflazione viaggia sotto l’ 1%. mai serie così bassa dal 1959. federconsumatori: italiani non comprano più. |
| NEW YORK (WSI) – I prezzi in Italia continuano a non crescere e l’ inflazione fa registrare la terza frenata consecutiva. Un dato che ormai sappiamo non essere positivo, in quanto indica una pericolosa debolezza della domanda di beni e servizi. E così, secondo i dati dell’ Istat, già dieci grandi città italiane si trovano in deflazione, tra esse Roma, Torino, Firenze, Bari. A livello numerico il dato per luglio parla di inflazione allo 0,1% , dallo 0,3% di giugno, scendendo così al livello più basso dall’ agosto del 2009. Lo rileva l’ Istat, confermando le stime. Si tratta della terza frenata consecutiva. Su base mensile i prezzi al consumo diminuiscono dello 0,1%. Il tasso è quindi ai minimi da cinque anni, o meglio dall’ estate del 2009, quando a luglio l’ indice precipitò, con l’ inflazione azzerata, mentre agosto vide l’ asticella risollevarsi appena di un decimo (+0,1%). Dalle serie storiche dell’ Istat emerge inoltre che l’ inflazione annua viaggia sotto la soglia dell’ 1% da quasi un anno, precisamente da 11 mesi: da settembre 2013 a luglio 2014. Una sequenza così lunga di ‘zero virgola’ non si verificava dal 1958-1959, più di mezzo secolo fa. Allora la striscia di ‘bassa inflazione’, che precipitò anche in deflazione, durò proprio 11 mesi. Per ora quindi si tratta di un pareggio, ma agosto potrebbe decretare il superamento. Insorgono le associazioni dei consumatori che parlano di grido di allarme delle famiglie che non riescono più a fare acquisti e quindi a creare domanda. ”Siamo in pieno allarme deflazione – denuncia il Codacons -, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto. Il tasso di crescita dei prezzi oramai azzerato sotto lo zero in alcune città è lo specchio dello stato disastroso in cui versano le famiglie: il potere d’ acquisto è in picchiata libera, l’ occupazione ancora a livelli altissimi, la poverà relativa in continuo aumento specie nel sud Italia. Tutti fattori che impediscono ai cittadini di comprare e creano un crollo della domandà’. All’ attacco anche Federconsumatori e Adusbef, secondo le quali ”i dati diffusi oggi dall’ Istat sulla contrazione della spesa delle famiglie nel 2013 non fanno altro che confermare una situazione gravissima, che denunciamo da tempo. Una fortissima contrazione dei consumi dovuti ad un potere di acquisto delle famiglie ridotto ai minimi termini e una situazione occupazionale gravissimà’. Preoccupazione anche dai produttori. Per la Coldiretti, è la frutta fresca a far segnare il maggior crollo dei prezzi con un calo del 10,1% che spinge l’ intero settore alimentare verso la deflazione con una riduzione dello 0,6% rispetto allo scorso anno. ”Il calo dei prezzi degli alimentari – sottolinea la Coldiretti – è il risultato di una spirale recessiva tra deflazione e consumi che ha costretto due famiglie su tre (65%) a tagliare la qualità o la quantità di almeno uno dei generi alimentari acquistati e sale al 14,4% la quota di famiglie che sceglie l’ hard discount per l’ acquisto di generi alimentari. Pur di non acquistare più di otto italiani su dieci (81%) sono arrivati – precisa la Coldiretti – a non buttare il cibo scaduto ma a mangiarlo, con una percentuale che è aumentata del 18% dall’ inizio del 2014, secondo l’ ultimo rapporto di Waste watcher knowledge for Expò’. |
| Il Fogliettone, 12/08/2014 17:26 |
Sempre più vicino spettro deflazione Websempre più vicino spettro deflazione. |
| Per l’ Italia si avvicina sempre più lo spettro della deflazione. Per il mese di luglio infatti, l’ Istat conferma le stime preliminari che indicavano un’ inflazione in frenata allo 0,1% (era allo 0,3% a giugno), mentre quella acquisita per l’ intero anno resta ferma allo 0,3%. “Il rallentamento dell’ inflazione – spiega l’ Istat – è principalmente imputabile all’ ampliarsi della flessione su base annua dei prezzi degli Energetici regolamentati. Il contributo di altri raggruppamenti di prodotto è marginale”. Insorgono le associazioni dei consumatori che parlano di grido di allarme delle famiglie che non riescono più a fare acquisti e quindi a creare domanda. “Siamo in pieno allarme deflazione – denuncia il Codacons -, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto. Il tasso di crescita dei prezzi oramai azzerato sotto lo zero in alcune città è lo specchio dello stato disastroso in cui versano le famiglie: il potere d’ acquisto è in picchiata libera, l’ occupazione ancora a livelli altissimi, la povertà relativa in continuo aumento specie nel sud Italia. Tutti fattori che impediscono ai cittadini di comprare e creano un crollo della domanda”. All’ attacco anche Federconsumatori e Aduebef, secondo le quali “i dati diffusi oggi dall’ Istat sulla contrazione della spesa delle famiglie nel 2013 non fanno altro che confermare una situazione gravissima, che denunciamo da tempo. Una fortissima contrazione dei consumi dovuti ad un potere di acquisto delle famiglie ridotto ai minimi termini e una situazione occupazionale gravissima”. Preoccupazione anche dai produttori. Per la Coldiretti, è la frutta fresca a far segnare il maggior crollo dei prezzi con un calo del 10,1% che spinge l’ intero settore alimentare verso la deflazione con una riduzione dello 0,6% rispetto allo scorso anno. “Il calo dei prezzi degli alimentari – sottolinea la Coldiretti – è il risultato di una spirale recessiva tra deflazione e consumi che ha costretto due famiglie su tre (65%) a tagliare la qualità o la quantità di almeno uno dei generi alimentari acquistati e sale al 14,4% la quota di famiglie che sceglie l’ hard discount per l’ acquisto di generi alimentari. Pur di non acquistare più di otto italiani su dieci (81%) sono arrivati – precisa la Coldiretti – a non buttare il cibo scaduto ma a mangiarlo, con una percentuale che è aumentata del 18% dall’ inizio del 2014, secondo l’ ultimo rapporto di Waste watcher knowledge for Expo”. (TMNews) |
| ASCA, 12/08/2014 17:16 |
*Inflazione: e’ allarme deflazione. Insorgono consumatori e produttori Web |
| (ASCA) – Roma, 12 ago 2014 – Per l’ Italia si avvicina sempre piu’ lo spettro della deflazione. Per il mese di luglio infatti, l’ Istat conferma le stime preliminari che indicavano un’ inflazione in frenata allo 0,1% (era allo 0,3% a giugno), mentre quella acquisita per l’ intero anno resta ferma allo 0,3%. ”Il rallentamento dell’ inflazione – spiega l’ Istat – e’ principalmente imputabile all’ ampliarsi della flessione su base annua dei prezzi degli Energetici regolamentati. Il contributo di altri raggruppamenti di prodotto e’ marginale”. Insorgono le associazioni dei consumatori che parlano di grido di allarme delle famiglie che non riescono piu’ a fare acquisti e quindi a creare domanda. ”Siamo in pieno allarme deflazione – denuncia il Codacons -, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto. Il tasso di crescita dei prezzi oramai azzerato sotto lo zero in alcune citta’ e’ lo specchio dello stato disastroso in cui versano le famiglie: il potere d’ acquisto e’ in picchiata libera, l’ occupazione ancora a livelli altissimi, la povera’ relativa in continuo aumento specie nel sud Italia. Tutti fattori che impediscono ai cittadini di comprare e creano un crollo della domanda”. All’ attacco anche Federconsumatori e Aduebef, secondo le quali ”i dati diffusi oggi dall’ Istat sulla contrazione della spesa delle famiglie nel 2013 non fanno altro che confermare una situazione gravissima, che denunciamo da tempo. Una fortissima contrazione dei consumi dovuti ad un potere di acquisto delle famiglie ridotto ai minimi termini e una situazione occupazionale gravissima”. Preoccupazione anche dai produttori. Per la Coldiretti, e’ la frutta fresca a far segnare il maggior crollo dei prezzi con un calo del 10,1% che spinge l’ intero settore alimentare verso la deflazione con una riduzione dello 0,6% rispetto allo scorso anno. ”Il calo dei prezzi degli alimentari – sottolinea la Coldiretti – e’ il risultato di una spirale recessiva tra deflazione e consumi che ha costretto due famiglie su tre (65%) a tagliare la qualita’ o la quantita’ di almeno uno dei generi alimentari acquistati e sale al 14,4% la quota di famiglie che sceglie l’ hard discount per l’ acquisto di generi alimentari. Pur di non acquistare piu’ di otto italiani su dieci (81%) sono arrivati – precisa la Coldiretti – a non buttare il cibo scaduto ma a mangiarlo, con una percentuale che e’ aumentata del 18% dall’ inizio del 2014, secondo l’ ultimo rapporto di Waste watcher knowledge for Expo”. sen/ |
| Wall Street Italia, 12/08/2014 16:15 |
Istat, prezzi al palo. Dieci grandi città in deflazione Weba luglio prezzi allo 0,1% dallo 0,3% di giugno. e’ da 11 mesi che l’ inflazione viaggia sotto l’ 1%. mai così bassa dal 1959. in forte calo prezzi di frutta e verdura. |
| NEW YORK (WSI) – I prezzi in Italia continuano a non crescere e l’ inflazione fa registrare la terza frenata consecutiva. Un dato che ormai sappiamo non essere positivo, in quanto indica una pericolosa debolezza della domanda di beni e servizi. E così, secondo i dati dell’ Istat, già dieci grandi città italiane si trovano in deflazione, tra esse Roma, Torino, Firenze, Bari. A livello numerico il dato per luglio parla di inflazione allo 0,1% , dallo 0,3% di giugno, scendendo così al livello più basso dall’ agosto del 2009. Lo rileva l’ Istat, confermando le stime. Si tratta della terza frenata consecutiva. Su base mensile i prezzi al consumo diminuiscono dello 0,1%. Il tasso è quindi ai minimi da cinque anni, o meglio dall’ estate del 2009, quando a luglio l’ indice precipitò, con l’ inflazione azzerata, mentre agosto vide l’ asticella risollevarsi appena di un decimo (+0,1%). A pesare è soprattutto il drammatico calo del prezzo di frutta e verdura, come ha sottolineato la Coldiretti. Le associazioni dei consumatori a questo punto lanciano un nuovo allarme: secondo il Codacons con il rischio deflazione l’ economia italiana potrebbe patire “un vero e proprio infarto”. Dalle serie storiche dell’ Istat emerge inoltre che l’ inflazione annua viaggia sotto la soglia dell’ 1% da quasi un anno, precisamente da 11 mesi: da settembre 2013 a luglio 2014. Una sequenza così lunga di ‘zero virgola’ non si verificava dal 1958-1959, più di mezzo secolo fa. Allora la striscia di ‘bassa inflazione’, che precipitò anche in deflazione, durò proprio 11 mesi. Per ora quindi si tratta di un pareggio, ma agosto potrebbe decretare il superamento. |
| Reuters, 12/08/2014 15:37 |
PUNTO 1-Italia, inflazione luglio a 0,1%, deflazione in 10 grandi città Web |
| (Aggiunge dati e commenti, cambia titolo) ROMA, 12 agosto (Reuters) – L’ inflazione italiana nel mese di luglio si conferma al livello più basso dall’ agosto 2009, mentre in dieci tra le maggiori città italiane lo spettro deflazione è già una realtà. Secondo i dati definitivi di Istat, l’ indice Nic dei prezzi al consumo è sceso dello 0,1% su mese ed è salito dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. L’ inflazione acquisita per il 2014 è stabile a 0,3%. Tra i capoluoghi di regione, sottolinea Istat, si registrano flessioni tendenziali a Torino (-0,4%), Bari e Firenze (-0,3%), Roma e Trieste (-0,2%), Potenza (-0,1%). A Genova e Milano i prezzi risultano fermi rispetto a luglio 2013. Guardando ai comuni con più di 150.000 abitanti che non sono capoluoghi di Regione, risultano in deflazione Livorno (-0,7%), Verona (-0,5%), Reggio Emilia e Ravenna (-0,1%). “ECONOMIA A RISCHIO INFARTO” “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”, commenta in una nota il presidente del Codacons Carlo Rienzi, secondo il quale la deflazione in dieci grandi città “è lo specchio dello stato disastroso in cui versano le famiglie”. Coldiretti segnala che nel settore alimentare il prezzo della frutta fresca è sceso del 10,1% e quello della verdura dell’ 8,8%. Due famiglie su tre, segnala l’ organizzazione degli imprenditori agricoli, hanno tagliato “la qualità o la quantità di almeno uno dei generi alimentari acquistati”. Secondo Istat i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona – il cosiddetto carrello della spesa – diminuiscono dello 0,7% su base mensile e dello 0,6% su base annua, facendo registrare il calo tendenziale maggiore dall’ agosto 1997. L’ inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scende allo 0,6% dallo 0,7% di giugno. Al netto dei soli beni energetici l’ inflazione si porta a 0,3% da 0,5%. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza calano dello 0,3% su base mensile e crescono dello 0,2% su base annua. Anche a livello di eurozona l’ inflazione di luglio ha subito una frenata, stando alla stima preliminare di Eurostat, facendo registrare un +0,4% tendenziale contro le attese di una conferma dello 0,5% del mese precedente. Tornando alla situazione italiana, Unicredit vede i prezzi al consumo in ripresa a settembre, dopo una variazione nulla ad agosto. A fine mese il dato Istat sulle vendite al dettaglio relative a giugno dirà se il bonus fiscale sui redditi sotto i 25.000 euro, voluto dal governo Renzi e introdotto nella busta paga di maggio, abbia sortito un qualche effetto. Di seguito, i dati per l’ indice Nic: lug 14 giu 14 mag 14 Variazione congiunturale -0,1 0,1 -0,1 Variazione tendenziale 0,1 0,3 0,5 Istat ha fornito i seguenti dati per l’ indice Ipca (comprensivo delle riduzioni temporanee di prezzo): lug 14 giu 14 mag 14 Variazione congiunturale -2,1 0,1 -0,1 Variazione tendenziale 0,0 0,2 0,4 Indici Nic per capitoli di spesa: su mese su anno Alimentari e bevande non alc. -0,9 -0,7 Bevande alcoliche, tabacco inv 0,2 Abbigliamento, calzature inv 0,7 Abitaz.,acqua,elettr.,combust. -1,2 -0,9 Mobili, articoli e domestici inv 1,0 Servizi sanitari -0,1 0,2 Trasporti 1,1 1,5 Comunicazioni -0,1 -9,0 Ricreazione,spettacoli,cultura 0,3 0,4 Istruzione inv 1,2 Alberghi,ristoranti, bar 0,1 0,9 Altri beni e servizi -0,1 inv Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia. |
| Adnkronos, 12/08/2014 14:13 |
Inflazione ai minimi dal 2009. Dieci grandi città in deflazione Web |
| L’ inflazione si è attestata allo 0,1% a luglio, toccando i minimi dal 2009. Lo rileva l’ Istat, che conferma così la precedente stima. Per l’ Istat, l’ inflazione acquisita per il 2014 è stabile allo 0,3%. Rispetto a luglio 2013, i prezzi dei beni diminuiscono dello 0,6% (era -0,3% a giugno) e il tasso di crescita dei prezzi dei servizi rallenta (+0,7%, da +0,8% del mese precedente). Il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia di due decimi di punto percentuale rispetto a giugno. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,7% su base mensile e dello 0,6% su base annua (da -0,5% del mese precedente) . I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto calano dello 0,3% rispetto a giugno e salgono dello 0,2% su base annua (dal +0,3% registrato a giugno). L’ indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) diminuisce del 2,1% su base mensile, principalmente a causa dei saldi estivi, e fa registrare un tasso tendenziale nullo (era +0,2% a giugno). L’ indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, diminuisce dello 0,1% su base mensile e cresce dello 0,1% su base tendenziale. I consumatori – “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”. Ad affermarlo in una nota è il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando i dati Istat che vedono dieci grandi città registrare una inflazione negativa a luglio . I dati diffusi dall’ Istat “sulla contrazione della spesa delle famiglie nel 2013 non fanno altro che confermare una situazione gravissima, che denunciamo da tempo. Una fortissima contrazione dei consumi dovuti ad un potere di acquisto delle famiglie ridotto ai minimi termini e una situazione occupazionale gravissima”, denunciano Adusbef e Federconsumatori in una nota. “Preoccupano in particolar modo l’ aumento delle rinunce nel settore alimentare: cresce il numero di famiglie costrette a ridurre la quantità e la qualità della spesa per i generi alimentari (dal 62% del 2012 al 65% nel 2013). Aumenta anche il numero di famiglie che si rivolge all’ hard discount (dal 12,3% al 14,4%)”, rilevano. |
| iltempo.com, 12/08/2014 14:09 |
Crisi dei consumi, inflazione ai minimi dal 2009. Grillo: “10 milioni di poveri belli allegri in vacanza” Webin 10 grandi città italiane la deflazione è già realtà. a roma il costo della vita scende dello 0,2%. codacons: l’ economia italiana rischia un infarto. |
| Il giorno dopo il taglio della stima sul Pil italiano 2014 da parte dell’ agenzia di rating Moody’ s, arrivano i dati Istat sui prezzi al consumo. L’ andamento dell’ inflazione è sostanzialmente piatto. L’ Istat ha confermato che a luglio c’ è stato un calo dello 0,1% su base mensile (rispetto a giugno) e un +0,1% annuo (rispetto al luglio 2013). La variazione tendenziale risulta la più bassa dall’ agosto del 2009. Il rallentamento dell’ inflazione, rimarca l’ Istat, è principalmente imputabile all’ ampliarsi della flessione su base annua dei prezzi degli Energetici regolamentati. Il contributo di altri raggruppamenti di prodotto è marginale. L’ inflazione di fondo, al netto dei beni energetici e degli alimentari non lavorati (la cui flessione si stabilizza a – 2,9%), scende allo 0,6% (dallo 0,7% di giugno). Al netto dei soli beni energetici si porta allo 0,3% (da +0,5% del mese precedente). l calo mensile dell’ indice generale è da ascrivere principalmente ai ribassi dei prezzi della Frutta fresca (-9,0%) e dei Vegetali freschi (-3,8%) – su cui incidono fattori di natura stagionale – e dei prezzi degli Energetici regolamentati (-3,1%); a contenere questo calo sono i rialzi mensili dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+0,8%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+1,5%), anch’ essi influenzati da fattori stagionali. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,7% su base mensile e dello 0,6% su base annua (da -0,5% del mese precedente). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, il cosiddetto carrello della spesa, diminuiscono dello 0,3% rispetto al mese precedente e crescono dello 0,2% nei confronti di luglio 2013 (dal +0,3% registrato a giugno). La deflazione è già realtà in dieci grandi città italiane. Sono sei i capoluoghi di regione e quattro i grandi comuni dove i prezzi su base annua rilevati dall’ Istat risultano in calo su base tendenziale. In particolare, il costo della vita scende dello 0,4% a Torino, dello 0,3% a Bari e Firenze, dello 0,2% a Roma e Trieste e dello 0,1% a Potenza. Per quanto riguarda i centri con più di 150.000 abitanti non capoluoghi di regione, Livorno registra una flessione su base annua dei prezzi dello 0,7% (più ampia di quella rilevata a giugno quando era pari a -0,5%) mentre Verona segna, per la seconda volta consecutiva, un calo tendenziale dello 0,5%. In diminuzione su base annua anche i prezzi a Reggio nell’ Emilia e Ravenna (per entrambe -0,1%). Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano (+1,1%) e’ invece la città’ in cui i prezzi registrano gli incrementi tendenziali più elevati. Seguono Cagliari (+0,8%), Palermo, L’ Aquila e Aosta (per tutte +0,6%). A Genova e Milano i prezzi sono fermi rispetto a luglio 2013. Tra i grandi comuni, il tasso di inflazione più elevato interessa Messina (+1,1%). “I dati Istat che vedono dieci grandi città registrare una inflazione negativa a luglio, sono lo specchio della grave crisi dei consumi attraversata dall’ Italia”. E’ quanto afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, secondo cui “siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto. Il tasso di crescita dei prezzi oramai azzerato o sotto lo zero in alcune città è lo specchio dello stato disastroso in cui versano le famiglie: il potere d’ acquisto è in picchiata libera, la disoccupazione ancora a livelli altissimi, la povertà relativa in continuo aumento specie nel sud Italia. Tutti fattori che impediscono ai cittadini di comprare e creano un crollo della domanda. Il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso – prosegue Rienzi – perché se l’ inflazione continuerà a scendere, l’ economia italiana subirà un infarto con conseguenze pesantissime in tutti i settori e una nuova ondata di povertà”. “10 milioni di poveri belli allegri in vacanza”. Lo scrive Beppe Grillo, in un tweet con l’ hashtag #mortidifameallegri, che rimanda ad un post pubblicato sul blog del comico genovese, in cui si rimanda ad un articolo e relativa grafica, pubblicati sul sito del Sole 24 Ore, dal titolo “In Italia dieci milioni di poveri”. Cita il blog di Grillo: “In Italia ci sono 10.048.000 persone che vivono in condizioni di povertà relativa, pari al 16,6% della popolazione. Tra questi 6.020.000 sono poveri assoluti, cioè non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa (9,9%). E’ quanto rileva l’ Istat nel report sulla Povertà in Italia. Tra i dati selezionati dal report Istat, nella grafica interattiva si mostrano i confronti territoriali (per alcune regioni, tuttavia, l’ istituto di statistica segnala ampi intervalli di confidenza) e gli indicatori relativi all’ incidenza della povertà assoluta tra le famiglie e la popolazione per alcuni parametri di confronto”. |
| redazione online |
| panorama.it, 12/08/2014 14:02 |
Allarme deflazione in 10 città Webi dati istat di oggi: l’ inflazione su base nazionale scende allo 0,1% ma da torino a bari, in 10 città, il costo della vita è già negativo da tempo. |
| L’ inflazione è scesa a 0,1% su base annua a luglio dallo 0,3% di giugno. Siamo a un passo dallo 0% e dalla spirale negativa che segnerebbe ufficialmente un periodo di deflazione (crescita negativa dei prezzi) per il Paese, sebbene l’ inflazione acquisita per il 2014 resti stabile allo 0,3%. Tuttavia i dati vedono 10 grandi città registrare già da tempo un’ inflazione negativa ( deflazione ): in particolare, il costo della vita scende a -0,4% a Torino, a -0,3% a Bari e Firenze, a -0,2% a Roma e Trieste e a -0,1% a Potenza. Per quanto riguarda i centri con più di 150.000 abitanti non capoluoghi di regione, Livorno registra una flessione su base annua dei prezzi dello 0,7% (più ampia di quella rilevata a giugno quando era pari a -0,5%) mentre Verona segna, per la seconda volta consecutiva un calo tendenziale dello 0,5%. In diminuzione su base annua anche i prezzi a Reggio Emilia e Ravenna (per entrambe -0,1%). Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano (+1,1%) è invece la città in cui i prezzi registrano gli incrementi tendenziali più elevati. Seguono Cagliari (+0,8%), Palermo, L’ Aquila e Aosta (per tutte +0,6%). A Genova e Milano i prezzi sono fermi rispetto a luglio 2013. Tra i grandi comuni, il tasso di inflazione più elevato interessa Messina (+1,1%). Questi dati “sono lo specchio della grave crisi dei consumi”. Così il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, in una nota. “Siamo in pieno allarme deflazione , e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”, sottolinea. Per l’ associazione a tutela del consumatore ora “il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso”. Stesso allarme viene da Federconsumatori e Adusbef: “È un segnale chiaro di come, a causa della crisi, le abitudini delle famiglie italiane stiano cambiando in maniera drastica e inevitabile, vista la forte contrazione del potere di acquisto di oltre il 13,4% dal 2008 a oggi” scrivono Rosario Trafiletti e Elio Lannutti presidenti delle due associazioni. Leggi anche : il crollo dei consumi: numeri e previsioni. |
| di redazione |
| lanuovaferrara.it, 12/08/2014 13:16 |
Istat, dieci grandi città in deflazione Webil codacons: “ora il governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso” |
| “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”. Il grido di allarme del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, arriva dopo i dati dell’ Istat che mostrano come la deflazione sia già realtà in dieci grandi città italiane. Sono sei i capoluoghi di regione e quattro i grandi comuni dove i prezzi su base annua rilevati dall’ Istat risultano in calo su base tendenziale. In particolare, il costo della vita scende dello 0,4% a Torino, dello 0,3% a Bari e Firenze, dello 0,2% a Roma e Trieste e dello 0,1% a Potenza. Per quanto riguarda i centri con più di 150.000 abitanti non capoluoghi di regione, Livorno registra una flessione su base annua dei prezzi dello 0,7%, quindi più ampia di quella rilevata a giugno quando era pari a -0,5%. Mentre Verona segna, per la seconda volta consecutiva, un calo tendenziale dello 0,5%. In diminuzione su base annua anche i prezzi a Reggio nell’ Emilia e Ravenna (per entrambe -0,1%). Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano (+1,1%) è invece la città in cui i prezzi registrano gli incrementi tendenziali più elevati. Seguono Cagliari (+0,8%), Palermo, L’ Aquila e Aosta (per tutte +0,6%). A Genova e Milano i prezzi sono fermi rispetto a luglio 2013. Tra i grandi comuni, il tasso di inflazione più elevato interessa Messina (+1,1%). Ora – chiede Rienzi – “il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso”. |
| ilpiccolo.it (Trieste), 12/08/2014 13:11 |
Istat, dieci grandi città in deflazione Webil codacons: “ora il governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso” |
| “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”. Il grido di allarme del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, arriva dopo i dati dell’ Istat che mostrano come la deflazione sia già realtà in dieci grandi città italiane. Sono sei i capoluoghi di regione e quattro i grandi comuni dove i prezzi su base annua rilevati dall’ Istat risultano in calo su base tendenziale. In particolare, il costo della vita scende dello 0,4% a Torino, dello 0,3% a Bari e Firenze, dello 0,2% a Roma e Trieste e dello 0,1% a Potenza. Per quanto riguarda i centri con più di 150.000 abitanti non capoluoghi di regione, Livorno registra una flessione su base annua dei prezzi dello 0,7%, quindi più ampia di quella rilevata a giugno quando era pari a -0,5%. Mentre Verona segna, per la seconda volta consecutiva, un calo tendenziale dello 0,5%. In diminuzione su base annua anche i prezzi a Reggio nell’ Emilia e Ravenna (per entrambe -0,1%). Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano (+1,1%) è invece la città in cui i prezzi registrano gli incrementi tendenziali più elevati. Seguono Cagliari (+0,8%), Palermo, L’ Aquila e Aosta (per tutte +0,6%). A Genova e Milano i prezzi sono fermi rispetto a luglio 2013. Tra i grandi comuni, il tasso di inflazione più elevato interessa Messina (+1,1%). Ora – chiede Rienzi – “il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso”. |
| trentinocorrierealpi.it, 12/08/2014 13:08 |
Istat, dieci grandi città in deflazione Webil codacons: “ora il governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso” |
| “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”. Il grido di allarme del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, arriva dopo i dati dell’ Istat che mostrano come la deflazione sia già realtà in dieci grandi città italiane. Sono sei i capoluoghi di regione e quattro i grandi comuni dove i prezzi su base annua rilevati dall’ Istat risultano in calo su base tendenziale. In particolare, il costo della vita scende dello 0,4% a Torino, dello 0,3% a Bari e Firenze, dello 0,2% a Roma e Trieste e dello 0,1% a Potenza. Per quanto riguarda i centri con più di 150.000 abitanti non capoluoghi di regione, Livorno registra una flessione su base annua dei prezzi dello 0,7%, quindi più ampia di quella rilevata a giugno quando era pari a -0,5%. Mentre Verona segna, per la seconda volta consecutiva, un calo tendenziale dello 0,5%. In diminuzione su base annua anche i prezzi a Reggio nell’ Emilia e Ravenna (per entrambe -0,1%). Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano (+1,1%) è invece la città in cui i prezzi registrano gli incrementi tendenziali più elevati. Seguono Cagliari (+0,8%), Palermo, L’ Aquila e Aosta (per tutte +0,6%). A Genova e Milano i prezzi sono fermi rispetto a luglio 2013. Tra i grandi comuni, il tasso di inflazione più elevato interessa Messina (+1,1%). Ora – chiede Rienzi – “il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso”. |
| altoadige.it, 12/08/2014 13:05 |
Istat, dieci grandi città in deflazione Webil codacons: “ora il governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso” |
| “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”. Il grido di allarme del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, arriva dopo i dati dell’ Istat che mostrano come la deflazione sia già realtà in dieci grandi città italiane. Sono sei i capoluoghi di regione e quattro i grandi comuni dove i prezzi su base annua rilevati dall’ Istat risultano in calo su base tendenziale. In particolare, il costo della vita scende dello 0,4% a Torino, dello 0,3% a Bari e Firenze, dello 0,2% a Roma e Trieste e dello 0,1% a Potenza. Per quanto riguarda i centri con più di 150.000 abitanti non capoluoghi di regione, Livorno registra una flessione su base annua dei prezzi dello 0,7%, quindi più ampia di quella rilevata a giugno quando era pari a -0,5%. Mentre Verona segna, per la seconda volta consecutiva, un calo tendenziale dello 0,5%. In diminuzione su base annua anche i prezzi a Reggio nell’ Emilia e Ravenna (per entrambe -0,1%). Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano (+1,1%) è invece la città in cui i prezzi registrano gli incrementi tendenziali più elevati. Seguono Cagliari (+0,8%), Palermo, L’ Aquila e Aosta (per tutte +0,6%). A Genova e Milano i prezzi sono fermi rispetto a luglio 2013. Tra i grandi comuni, il tasso di inflazione più elevato interessa Messina (+1,1%). Ora – chiede Rienzi – “il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso”. |
| gazzettadimantova.it, 12/08/2014 13:02 |
Istat, dieci grandi città in deflazione Webil codacons: “ora il governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso” |
| “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”. Il grido di allarme del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, arriva dopo i dati dell’ Istat che mostrano come la deflazione sia già realtà in dieci grandi città italiane. Sono sei i capoluoghi di regione e quattro i grandi comuni dove i prezzi su base annua rilevati dall’ Istat risultano in calo su base tendenziale. In particolare, il costo della vita scende dello 0,4% a Torino, dello 0,3% a Bari e Firenze, dello 0,2% a Roma e Trieste e dello 0,1% a Potenza. Per quanto riguarda i centri con più di 150.000 abitanti non capoluoghi di regione, Livorno registra una flessione su base annua dei prezzi dello 0,7%, quindi più ampia di quella rilevata a giugno quando era pari a -0,5%. Mentre Verona segna, per la seconda volta consecutiva, un calo tendenziale dello 0,5%. In diminuzione su base annua anche i prezzi a Reggio nell’ Emilia e Ravenna (per entrambe -0,1%). Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano (+1,1%) è invece la città in cui i prezzi registrano gli incrementi tendenziali più elevati. Seguono Cagliari (+0,8%), Palermo, L’ Aquila e Aosta (per tutte +0,6%). A Genova e Milano i prezzi sono fermi rispetto a luglio 2013. Tra i grandi comuni, il tasso di inflazione più elevato interessa Messina (+1,1%). Ora – chiede Rienzi – “il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso”. |
| gazzettadimodena.it, 12/08/2014 13:02 |
Istat, dieci grandi città in deflazione Webil codacons: “ora il governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso” |
| “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”. Il grido di allarme del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, arriva dopo i dati dell’ Istat che mostrano come la deflazione sia già realtà in dieci grandi città italiane. Sono sei i capoluoghi di regione e quattro i grandi comuni dove i prezzi su base annua rilevati dall’ Istat risultano in calo su base tendenziale. In particolare, il costo della vita scende dello 0,4% a Torino, dello 0,3% a Bari e Firenze, dello 0,2% a Roma e Trieste e dello 0,1% a Potenza. Per quanto riguarda i centri con più di 150.000 abitanti non capoluoghi di regione, Livorno registra una flessione su base annua dei prezzi dello 0,7%, quindi più ampia di quella rilevata a giugno quando era pari a -0,5%. Mentre Verona segna, per la seconda volta consecutiva, un calo tendenziale dello 0,5%. In diminuzione su base annua anche i prezzi a Reggio nell’ Emilia e Ravenna (per entrambe -0,1%). Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano (+1,1%) è invece la città in cui i prezzi registrano gli incrementi tendenziali più elevati. Seguono Cagliari (+0,8%), Palermo, L’ Aquila e Aosta (per tutte +0,6%). A Genova e Milano i prezzi sono fermi rispetto a luglio 2013. Tra i grandi comuni, il tasso di inflazione più elevato interessa Messina (+1,1%). Ora – chiede Rienzi – “il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso”. |
| lacittadisalerno.it, 12/08/2014 12:59 |
Istat, dieci grandi città in deflazione Webil codacons: “ora il governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso” |
| “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”. Il grido di allarme del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, arriva dopo i dati dell’ Istat che mostrano come la deflazione sia già realtà in dieci grandi città italiane. Sono sei i capoluoghi di regione e quattro i grandi comuni dove i prezzi su base annua rilevati dall’ Istat risultano in calo su base tendenziale. In particolare, il costo della vita scende dello 0,4% a Torino, dello 0,3% a Bari e Firenze, dello 0,2% a Roma e Trieste e dello 0,1% a Potenza. Per quanto riguarda i centri con più di 150.000 abitanti non capoluoghi di regione, Livorno registra una flessione su base annua dei prezzi dello 0,7%, quindi più ampia di quella rilevata a giugno quando era pari a -0,5%. Mentre Verona segna, per la seconda volta consecutiva, un calo tendenziale dello 0,5%. In diminuzione su base annua anche i prezzi a Reggio nell’ Emilia e Ravenna (per entrambe -0,1%). Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano (+1,1%) è invece la città in cui i prezzi registrano gli incrementi tendenziali più elevati. Seguono Cagliari (+0,8%), Palermo, L’ Aquila e Aosta (per tutte +0,6%). A Genova e Milano i prezzi sono fermi rispetto a luglio 2013. Tra i grandi comuni, il tasso di inflazione più elevato interessa Messina (+1,1%). Ora – chiede Rienzi – “il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso”. |
| ASCA, 12/08/2014 12:31 |
Inflazione, Codacons: allarme deflazione, specchio crisi consumi Web |
| Economia a rischio infarto (ASCA) – Milano, 12 ago 2014 – I dati Istat che vedono dieci grandi citta’ registrate una inflazione negativa a luglio, sono “lo specchio della grave crisi dei consumi” attraversata dall’ Italia, secondo il Codacons. “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”, ha affermato il presidente dell’ associazione di consumatori Carlo Rienzi. “Il tasso di crescita dei prezzi oramai azzerato sotto lo zero in alcune citta’ e’ lo specchio dello stato disastroso in cui versano le famiglie: il potere d’ acquisto e’ in picchiata libera, l’ occupazione ancora a livelli altissimi, la povera’ relativa in continuo aumento specie nel sud Italia. Tutti fattori che impediscono ai cittadini di comprare e creano un crollo della domanda”, ha aggiunto. Il governo, secondo Rienzi, deve “correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso perche’ se l’ inflazione continuera’ a scendere, l’ economia italiana subira’ un ‘infarto’ con conseguenze pesantissime in tutti i settori e una nuova ondata di poverta’”. Red-Bos. |
| Agi, 12/08/2014 12:30 |
Codacons: economia italiana a rischio infarto Web |
| (AGI) – Roma, 12 ago. – Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, fa il punto sulla situazione economica italiana. “I dati Istat che vedono dieci grandi citta’ registrare una inflazione negativa a luglio, sono lo specchio della grave crisi dei consumi attraversata dall’ Italia”. Secondo Rienzi, “siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto. Il tasso di crescita dei prezzi oramai azzerato o sotto lo zero in alcune citta’ e’ lo specchio dello stato disastroso in cui versano le famiglie: il potere d’ acquisto e’ in picchiata libera, l’ occupazione ancora a livelli altissimi, la poverta’ relativa in continuo aumento specie nel sud Italia. Tutti fattori che impediscono ai cittadini di comprare e creano un crollo della domanda. Il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso – prosegue Rienzi – perche’ se l’ inflazione continuera’ a scendere, l’ economia italiana subira’ un ‘infarto’ con conseguenze pesantissime in tutti i settori e una nuova ondata di poverta’”. . |
| Wall Street Italia, 12/08/2014 12:13 |
Inflazione, Codacons: allarme deflazione, specchio crisi consumi Webeconomia a rischio infarto. |
| Milano, 12 ago. (TMNews) – I dati Istat che vedono dieci grandi città registrate una inflazione negativa a luglio, sono “lo specchio della grave crisi dei consumi” attraversata dall’ Italia, secondo il Codacons. “Siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto”, ha affermato il presidente dell’ associazione di consumatori Carlo Rienzi. “Il tasso di crescita dei prezzi oramai azzerato sotto lo zero in alcune città è lo specchio dello stato disastroso in cui versano le famiglie: il potere d’ acquisto è in picchiata libera, l’ occupazione ancora a livelli altissimi, la poverà relativa in continuo aumento specie nel sud Italia. Tutti fattori che impediscono ai cittadini di comprare e creano un crollo della domanda”, ha aggiunto. Il governo, secondo Rienzi, deve “correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso perché se l’ inflazione continuerà a scendere, l’ economia italiana subirà un ‘infarto’ con conseguenze pesantissime in tutti i settori e una nuova ondata di povertà”. |
| Agi, 12/08/2014 12:06 |
Inflazione: Codacons, economia italiana a rischio infarto Web |
| (AGI) – Roma, 12 ago. – “I dati Istat che vedono dieci grandi citta’ registrare una inflazione negativa a luglio, sono lo specchio della grave crisi dei consumi attraversata dall’ Italia”. E’ quanto afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, secondo cui “siamo in pieno allarme deflazione, e l’ economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto. Il tasso di crescita dei prezzi oramai azzerato o sotto lo zero in alcune citta’ e’ lo specchio dello stato disastroso in cui versano le famiglie: il potere d’ acquisto e’ in picchiata libera, l’ occupazione ancora a livelli altissimi, la poverta’ relativa in continuo aumento specie nel sud Italia. Tutti fattori che impediscono ai cittadini di comprare e creano un crollo della domanda. Il Governo deve correre ai ripari incentivando i consumi e riducendo la pressione fiscale specie per le famiglie a reddito medio-basso – prosegue Rienzi – perche’ se l’ inflazione continuera’ a scendere, l’ economia italiana subira’ un ‘infarto’ con conseguenze pesantissime in tutti i settori e una nuova ondata di poverta’”. (AGI) Mau. |
| Quotidiano di Puglia (ed. Taranto), 12/08/2014 07:09 |
| comune disservizi e mancanza di una vera gestione riunione con il sindaco grimaldi. i disagi denunciati dalla slc cgil. Un portalettere per quattromila abitanti PDF |
| «Sono anni che segnaliamo disservizi che rientrano in due ordini di problemi e che denotano una gestione quanto meno approssimativa e sempre emergenziale di questi luoghi, dimenticati per tutto l’ anno e adesso anche in estate». Non usa mezzi termini il signor Lupo, quando parla della situazione in cui versa il litorale, in questi giorni letteralmente invaso da automobili e bagnan• I portalettere non sono sul piede di guerra ma il disagio è finito ancora una volta sul tavolo del sindaco di San Giorgio jonico, Giorgio Grimaldi. Ne dà notizia il sindacato Slc (Sindacato Lavoratori Comunicazione) di Taranto che ha precisato come l’ incontro si sia concluso con «l’ impegno dello stesso sindaco a contattare i sindaci degli altri comuni serviti dallo stesso ufficio postale ed eventualmente di intraprendere un’ azione congiunta anche rivolgendosi al Codacons al fine di avere delle risposte fino ad oggi attese invano». I fatti: si chiama Ram, e naturalmente non ha nulla a che vedere con la memoria di un pc. Anzi si tratta della forza -lavoro umana, quella dei portalettere di recapito a mano, la cui situazione viene annunciata «di disagio, evidenziata la sproporzione della forza lavoro impiegata per soddisfare la cittadinanza (un portalettere ogni 2000 abitanti circa per Roccaforzata contro un portalettere ogni 4000 abitanti circa per il Comune di San Giorgio) e l’ insufficienza comunque di dieci portalettere per un territorio molto vasto che comprende ben cinque comuni (Roccaforzata, Carosino, San Giorgio jonico, Faggiano e Monteparano). «Le origini del disagio risalgono ad un anno fa- ha riferito il sindaco Grimaldi – e il fenomeno ha visto solo il suo culmine in questi ultimi mesi. Ho sempre ascoltato, tra l’ altro, la richiesta di collaborazione in merito alla difficoltà di recapito nella zona del San Giovanni a causa del fenomeno del randagismo». Qui per tutto l’ anno non pochi portalettere hanno subito aggressioni da parte di branchi di cani. Grimaldi ha anche emesso l’ 8 agosto dello scorso anno, un’ ordinanza con la quale concedeva una zona comune dedicata all’ installazione di cassette modulari”; da allora è Nella foto qui sopra il mare caraibico della zona di Torre Sgarrata. Siamo nel cuore della litoranea salentina, nei pressi di Lizzano, ma è isola amministrativa passato più di un anno e la Ram di Taranto non ha installato nemmeno una cassetta». Grimaldi ha dichiarato «di aver scritto alla Direzione del Recapito di Taranto per informarla dei problemi descritti e trovare insieme una soluzione ma senza aver ricevuto risposte». La Slc Cgil di Taranto si interpella su «cosa altro debba fare un comune per farsi ascoltare? Sosterremo il sindaco nella sua battaglia affinché la Ram di Taranto rendere agevole il lavoro dei portalettere per un servizio soddisfacente per la cittadinanza». D.Mic. «Certo – conclude – le responsabilità sono anche della nostra categoria, una categoria che non riesce ad essere lungimirante e ad auto -tutelarsi, ma che cerca di guadagnare quel che può nei due mesi di pienone estivo, dimenticandosi di questi problemi per tutto il resto dell’ anno, senza un briciolo di lungimiranza». |
| Il Tempo, 12/08/2014 05:30 |
| commercio. Tavolini all’ aperto a Campo de’ Fiori il lodo Piazza Navona PDF |
| M Stop a verbali e chiusure di locali anche a Campo de’ Fiori. Il Campidoglio concederà una «tregua» ai proprietari degli esercizi che non si sono ancora adeguati al piano e non hanno richiesto le nuove concessioni al Municipio, modello Piazza Navona, per intenderci. Di contro, gli imprenditori si impegnano, da subito, a togliere tavolini e sedie di troppo e avranno 45 giorni di tempo per richiedere i nuovi permessi. Dopo questa concessione l’ assessore al commercio Marta Leonori dirà basta. Significa che nessun altro esercente del centro storico, che deve ancora adeguarsi ai piani di massima occupabilità, potrà chiedere sconti di pena o permessi speciali. Si apre il campo a nuovi ricorsi al Tar? È probabile, ma è un rischio che il Campidoglio non ha paura di correre. Un incontro privato tra Fabio Mina, presidente della Lupe -Roma, l’ assessore Leonori, il «collega» al commercio, Iacopo Emiliani, ha sancito ieri sera l’ accordo. Il protocollo si firmerà probabilmente oggi stesso. Mina si è presentato come portavoce degli esercenti sulla piazza e ha chiesto l’ estensione del protocollo firmato con i ristoratori di Navona solo qualche giorno fa, anche per Campo. L’ alternativa sarebbe stata l’ analoga situazione che si è verificata a piazza Navona, con i vigili che hanno multato i locali che non si erano adeguati al piano e, vista la loro situazione di abusivi di fatto, i ristoranti chiusi. Anche gli esercenti di questa piazza esercitano nell’ illegalità da diverso tempo. Soltanto un ristoratore sulla piazza ha indietreggiato i tavolini come richiesto dal piano, tutti gli altri si sono appellati al Tar che via via sta rigettando i ricorsi. «Non è una resa sui piani – tiene a precisare Fabio Mina, presidente Lupe – il confronto con l’ amministrazione resta aperto e questo abbiamo voluto sottolinearlo ma adesso dovevamo salvaguardare i posti di lavoro e le attività dal rischio di chiusura, perciò siamo soddisfatti». Su questo protocollo, come su quello firmato con gli esercenti di piazza Navona, pende la diffida del Codacons che ha “minacciato” il Comune di ricorrere al Tar per aver stretto un accordo con gli esercenti senza aver aperto al confronto con i cittadini. |
| La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Lecce), 12/08/2014 04:31 |
| il caso larks resterà fermo almeno fino al 19. adoc chiede pure un tavolo di conciliazione. Traghetto mai partito un esposto al Ministero PDF |
| • Traghetto guasto, Adoc annuncia un esposto al Ministero e scoraggia i viaggiatori dall’ arrivare al porto di Brindisi senza un’ alter nativa al Larks. I responsabili regionale (Giuseppe Salamon) e provinciali di Lecce e Brindisi (Alessandro Presicce e Giuseppe Zippo) dell’ Associazione per la difesa e l’ orientamento dei consumatori ricordano che quello della compagnia Egnatia Seaways era un pasticcio annunciato. A cominciare dalle 12 ore di ritardo dell’ 11 luglio scorso, poi altri disservizi ancora fino al week nero appena trascorso. La brutta notizia – ancora – fanno sapere, è che «la nave è ferma al porto di Igoumenitsa per motivi tecnici ed amministrativi almeno sono al 19 agosto scorso, e non si sa se mai riuscirà a riprendere il mare». «A chi ha prenotato con Larks – chiariscono – è bene dire che non giunga a Brindisi se non in possesso di alternative di viaggio possibili». Nel frattempo, poichè continuano a giungere centinaia di richieste di rimborsi e risarcimenti (anche a Codacons, che ha attivato il numero d’ emergenza 392-7480465), Adoc chiede alla società mandataria di Egnatia Seaways di rendersi disponibile per un tavolo di concertazione per gestire con celerità le innumerevoli richieste dei viaggiatori». Inoltre, viene sollecitata la predisposizione di tutti i servizi di assistenza ai viaggiatori. Poi, all’ Autorità portuale, Adoc chiede di attivare un posto fisso di informazioni sui diritti dei passeggeri nel porto di Brindisi, «anche in collaborazione con le associazioni dei consumatori». |
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