12 Luglio 2020

Rassegna stampa del 11 e 12 luglio 2020

    IlDolomiti, 12/07/2020 14:12
    Coronavirus, proroga dello stato di emergenza con un nuovo Dpcm? Il Codacons: ”Pronti a ricorrere a Tar e Consulta”
    per carlo rienzi: “la limitazione dei diritti costituzionale dei cittadini può avvenire solo con il parlamento”
    TRENTO . Il Codacons è pronto a ricorrere al Tar e alla Consulta nel caso in cui il Governo decisa di prorogare, attraverso un nuovo Dpcm, lo stato di emergenza legato a Covid19. A confermarlo è stato il presidente Carlo Rienzi. “Come già hanno fatto notare in molti, la proroga dello stato di emergenza disposta attraverso Dpcm e senza una precisa legge sottoposta al vaglio del Parlamento realizzerebbe una grave lesione della democrazia che non appare in alcun modo giustificata da un reale stato di necessità” ha spiegato Rienzi. Per il Codacons, in caso in cui l’ emergenza sanitaria dovesse andare avanti, qualsiasi misura sullo stato di emergenza dovrebbe prevedere le condizioni certe e precise i n presenza delle quali far scattare i limiti ai diritti dei cittadini costituzionalmente garantiti, come la libertà di spostamento, limitazioni fisiche e imposizioni varie, e le deroghe al ricorso dell’ autorità giudiziaria. “Per tale motivo riteniamo che una proroga dello stato di emergenza debba essere decisa dal Parlamento su proposta dell’ esecutivo, e se il Governo sceglierà altre strade violando le regole democratiche il Codacons presenterà ricorso al Tar del Lazio e alla Consulta ” conclude Rienzi. Contenuto sponsorizzato Telegiornale Archivio Ultima edizione Edizione ore 19.30 del 11 luglio 2020 Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto Vai all’ archivio Sostienici con una donazione, il dolomiti lo facciamo insieme. Contenuto sponsorizzato Dalla home Coronavirus, è allarme per il mondo del lavoro: molte aziende stanno terminando la cassa integrazione. I sindacati: ”E’ un dramma, la Provincia deve fare qualcosa” 12 luglio – 12:31 I sindacati chiedono alla Provincia di Trento di copiare Bolzano. Un articolo del decreto Cura Italia permette a Trento e Bolzano di integrare le risorse dei fondi di solidarietà provinciali che garantiscono la cassa integrazione alle piccole aziende del terziario. Proprio in attuazione di questo articolo la Giunta Kompatscher ha stanziato 20 milioni di euro Colpito da malore dopo aver parcheggiato la macchina: muore un escursionista 56enne 12 luglio – 12:26 L’ escursionista 56enne è stato colto da malore poco dopo aver parcheggiato la sua auto. Nonostante il rapido intervento dell’ equipe medica per lui non c’ è stato nulla da fare Coronavirus, in Alto Adige altri 5 positivi, ben 19 contagiati negli ultimi cinque giorni: un campanello d’ allarme? 12 luglio – 10:26 Negli ultimi cinque giorni sono state ben 19 le persone trovate positive al test del coronavirus, numeri che costringono Bolzano a non abbassare la guardia. Nelle varie strutture ospedaliere altoatesine sono ricoverate 7 persone Contenuto sponsorizzato MEDIA CONSIGLIATI ARCHIVIO Ambiente IL VIDEO. Tormenta di neve sulla Marmolada: temperature sottozero e vento fortissimo, le immagini di Carlo Budel 12 luglio – 12:46 Cronaca 11 lug IL VIDEO. Le fiamme avvolgono in motore della pala eolica, intervengono i vigili del fuoco Cronaca 11 lug IL VIDEO. Paura in Alto Adige. Un enorme smottamento fa rimanere senz’ acqua potabile un’ intera comunità Contenuto sponsorizzato Contenuto sponsorizzato.

    Agenzia Giornalistica Opinione, 12/07/2020 13:58
    CODACONS * STATO DI EMERGENZA: ” RICORSO A TAR E CONSULTA SE GOVERNO RICORRERÀ A DPCM, LIMITAZIONE DIRITTI COSTITUZIONALI CITTADINI SOLO SU DECISIONE PARLAMENTO ” | Agenzia giornalistica Opinione
    Il Codacons è pronto a ricorrere al Tar del Lazio e alla Corte Costituzionale se il Governo ricorrerà allo strumento del Dpcm per prorogare al 31 dicembre lo stato d’ emergenza legato al coronavirus. ‘Come già hanno fatto notare in molti, la proroga dello stato di emergenza disposta attraverso Dpcm e senza una precisa legge sottoposta al vaglio del Parlamento realizzerebbe una grave lesione della democrazia che non appare in alcun modo giustificata da un reale stato di necessità – spiega il presidente Carlo Rienzi – Qualora l’ emergenza sanitaria dovesse proseguire, qualsiasi misura sullo stato di emergenza dovrebbe prevedere le condizioni certe e precise in presenza delle quali far scattare i limiti ai diritti dei cittadini costituzionalmente garantiti, come la libertà di spostamento, limitazioni fisiche e imposizioni varie, e le deroghe al ricorso dell’ autorità giudiziaria’. ‘Per tale motivo riteniamo che una proroga dello stato di emergenza debba essere decisa dal Parlamento su proposta dell’ esecutivo, e se il Governo sceglierà altre strade violando le regole democratiche il Codacons presenterà ricorso al Tar del Lazio e alla Consulta’ – conclude Rienzi.

    Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 12/07/2020 06:11
    Ambiente e patologie tumorali Una denuncia per avere chiarezza
    nel mirino le emissioni degli impianti tra la città e simeri crichi
    Antonella Scalzi Disastro ambientale e lesioni colpose gravissime. Sono le accuse contenute in una denuncia-querela che rispolvera i timori legati all’ impatto sulla quotidianità della centrale termoelettrica dell’ Edison. Accuse e sospetti ancora tutti da verificare, ma messi nero su bianco da chi ha visto la propria vita schiacciata da una patologia tumorale. Sì, la querela porta la firma di un uomo affetto dal linfoma di Hodgkin, che lotta contro un mostro che gli ha stravolto la vita e non crede alle fatalità. Al momento, non ci sono studi scientifici che comprovino i suoi sospetti, ma la possibilità che ciò che è accaduto a lui accada anche ad altri l’ ha spinto a scendere in pista. Vuole capire se dietro il suo male ci siano scelte da correggere ed è per questo che si è rivolto direttamente alla procura. Lo scopo è quello di innescare accertamenti terzi in grado di dire chiaramente se dietro a quello che per l’ Edison è solo vapore acqueo si nascondano «fumi collegabili alle patologie tumorali». Torna alla ribalta, dunque, una storica battaglia del Codacons che meno di un anno e mezzo fa diffidava la Regione pretendendo «la rimozione di tutte le situazioni di rischio, anche potenziale, mediante azioni di contenimento e abbassamento dei livelli degli inquinanti nell’ atmosfera». Sullo sfondo le operazioni di misurazione della qualità dell’ aria svolte nel 2018 che portarono l’ Arpacal ad attestare il superamento dei limiti imposti per alcuni valori nonché una direttiva europea che, già dieci anni fa, imponeva agli Stati il miglioramento della qualità dell’ aria. Respirare purezza è dunque il leit motiv ricorrente e nel pieno dell’ estate torna d’ attualità la diffida attraverso la quale il Coordinamento delle associazioni per la tutela dell’ ambiente e dei diritti dei consumatori e degli utenti puntava i piedi affinché la Regione «adottasse tutte le misure idonee a correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate». I dubbi del Codacons palesati dal numero due nazionale, Francesco Di Lieto, finirono sul tavolo del ministero dell’ Ambiente e la querela che rispolvera la questione dimostra che la vicenda non si è sgonfiata. Tutela del territorio e salute erano e restano sulla cresta di un’ onda alimentata dalle continue segnalazioni che il Codacons riceve su quello che definiscono «un asserito incremento delle patologie tumorali». Sono in molti a ricollegare l’ insorgere delle neoplasie con le condizioni dell’ area di Alli, dove c’ è anche la discarica. Sotto accusa qualità dell’ aria e temperatura del mare mentre i sospetti sull’ area tra Simeri Crichi e Catanzaro spaventano al punto che la richiesta del Codacons è netta: «Si adottino tutte le misure, di emergenza e strutturali, a tutela della salute dei cittadini e dell’ ambiente, per ridurre significativamente i livelli di inquinamento atmosferico nel più breve tempo possibile, imponendo l’ adozione di tutte le misure necessarie ad agire sulle principali sorgenti di emissione che hanno determinato il superamento dei valori limite». Prevenire, dunque, è il concetto chiave soprattutto ora che la querela rafforza le paure e riapre una querelle storica che nella zona è diventata un neo destinato a riconquistare ciclicamente la scena.

    Il Sannio, 12/07/2020 05:46
    l’ indagine è stata condotta dal codacons
    Con crisi boom compro oro e banco pegni, +50% rispetto a pre-Covid
    Con la crisi legata al Covid-19 cresce il numero di italiani che si rivolge a compro oro e banco dei pegni per ottenere liquidità vendendo o impegnando i propri oggetti preziosi, al punto che oggi, rispetto al periodo precoronavirus, il ricorso a tali strumenti è cresciuto del +50%, come evidenziato anche dalle organizzazioni del settore. Un vero e proprio business che nel 2020 raggiungerà quota 1,2 miliardi di euro, ma che non è immune da speculazioni a danno degli utenti. Lo rivela un’ indagine del Codacons basata su dati diffusi il mese scorso dalle associazioni di settore. “In un momento di grave crisi econo mica in cui milioni di famiglie hanno subito un depauperamento del reddito e necessitano di liquidità per pagare rate e bollette, la vendita di preziosi costituisce uno strumento rapido e senza troppi passaggi burocratici per ottenere subito il denaro necessario per far fronte alle esigenze quotidiane e ai bisogni essenziali -spiega il CodaconsDalle segnalazioni ricevute, tuttavia, sembrerebbe che molti operatori stiano approfittando dell’ evidente stato di necessità dei cittadini, acquistando oro, gioielli e oggetti preziosi a prezzi ben al di sotto rispetto al loro reale valore”. Come il caso di una giovane di Roma “che, dopo aver perso il lavoro a seguito del lockdown, ha deciso di cedere il proprio Rolex del valore di 5mila euro, vedendosi riconoscere solo 2.200 euro, nonostante tale bene, come noto, mantenga il suo valore nel tempo”, racconta l’ associazione. Per queste ragioni il Codacons ha avviato “un monitoraggio sulle attività del settore, in particolar modo sui compro oro, al fine di acqui sire maggiori elementi conoscitivi ed avviare, se del caso, iniziative volte a tutelare i consumatori danneggiati da eventuali comportamenti illeciti, denunciando le speculazioni alla Guardia di Finanza”. In tal senso l’ associazione ha pubblicato un modulo di segnalazione attraverso il quale i cittadini “possono denunciare in modo totalmente anonimo gli operatori che hanno speculato sul loro stato di necessità, sottostimando il valore dei beni ceduti”.

    Gazzetta del Sud (ed. Cosenza), 12/07/2020 05:36
    nome cognomecittà
    Qui comincia il testo
    Il Codacons:«Monitoraggiosui compro-oro» Con la crisi legata al Covid-19 cresce il numero di calabresi che si rivolge ai compro-oro per ottenere liquidità vendendo o impegnando i propri oggetti preziosi. Rispetto al periodo pre-coronavirus, afferma il Codacons, il ricorso a tali strumenti è cresciuto del 50%, come evidenziato anche dalle organizzazioni del settore. Un vero e proprio business che nel 2020 raggiungerà soltanto in Calabria quota 45 milioni di euro. «Business che non è immune da speculazioni a danno degli utenti» fa sapere l’ associazione. La vendita di preziosi costituisce uno strumento rapido e senza troppi passaggi burocratici per ottenere subito denaro. Dalle segnalazioni ricevute, tuttavia, «sembrerebbe che molti operatori stiano approfittando dello stato di necessità dei cittadini, acquistando oro, gioielli e oggetti preziosi a prezzi ben al di sotto rispetto al loro reale valore». Nonostante tali beni mantengano il valore nel tempo. «Abbiamo sempre guardato con diffidenza questo settore anche perché riteniamo che alcune di queste attività non siano altro che avamposti della criminalità organizzata – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – Un vorticoso giro di danaro contante a fronte di preziosi la cui provenienza non viene preventivamente accertata, che rischia di trasformare queste attività in gigantesche “lavatrici”». Per questo il Codacons ha avviato un monitoraggio al fine di acquisire maggiori elementi conoscitivi e avviare eventuali iniziative a tutela dei consumatori, denunciando le speculazioni alla Guardia di Finanza. Prima rigaseconda rigaterza riga.

    La Repubblica, 12/07/2020 04:31
    viaggio in sei tappe nella capitale incompiuta e abbandonata, per scoprire cosa resta di quel che non è mai stato là dove l’ incuria sembra avere più fantasia della creatività e la città degli eterni lavori in corso si specchia nella sua maledizione
    Le rovine di Roma moderna
    Esiste una mappa alternativa di rovine romane. Le ha prodotte la modernità. Le preserva l’ incuria. Ne garantisce la persistenza l’ assenza di un progetto, la debolezza delle amministrazioni o la scarsità dei fondi. Mai nate. Incompiute. Finite e abbandonate. Dimenticate. Con destinazione d’ uso modificata e impossibilitata. Sono categorie della residualità, tutto quel che rimane. Se un giorno d’ estate un viaggiatore volesse incamminarsi per le strade meno battute, potrebbe confrontarsi con apparizioni surreali, visioni nel nulla o contrastanti con tutto quel che c’ è intorno. Non capirebbe, però, che cosa sta guardando, esattamente. Come le rovine di Roma antica hanno bisogno di spiegazioni della guida per sapere a che cosa alludono i resti, quale funzione avessero i reperti e come fosse strutturato il passato, così quelle di Roma moderna coprono il significato, mascherano gli sprechi e occorre fare passi indietro per sapere come fosse stato pensato il futuro che non si è mai avverato. Al suo posto, questo presente: 161 edifici abbandonati, che ogni tanto la cronaca nera riporta all’ attenzione, ma nessuno riconverte. Si aspetta sempre un grande evento che imponga di fare; ma da vent’ anni a questa parte: o quando si avvicina lo si respinge o lo si usa come motivazione per fare altro. Questo è un viaggio in sei tappe e molte digressioni nell’ inconsueto diventato abitudine. Le fermate sono state scelte per valore simbolico e varietà. Come unità di tempo è stata individuata la giornata dei Patroni di Roma: 29 giugno, santi Pietro e Paolo, dalle 8 alle 8. Undici anni fa facemmo qualcosa di simile, in forma d’ inchiesta, viaggiando dall’ una all’ altra delle piscine costruite con l’ occasione dei Mondiali di nuoto 2009, scoprendo vasche di malaffare. È sempre da lì che si riparte, dall’ emblema, quasi un logo della Roma che non c’ è stata, perfetto per borse e magliette: la Vela di Santiago Calatrava a Tor Vergata. 1. Nel mar del Turgistan La vedi, ma non ci arrivi mai. È come uno di quei miraggi all’ orizzonte, circondato dal verde, senza indicazioni che lo segnalino. Eppure c’ è. Svetta nella pianura, ha un fascino di balena spiaggiata ma non ancora doma. Che ci fa lì? Dodici anni fa trionfalmente annunciava: “Qui sorgerà la città dello sport”. Il cartellone era piantato all’ ingresso del cantiere di Tor Vergata. Non lontana in linea d’ aria, la grande croce eretta ai tempi del raduno giovanile voluto da papa Woytjla. Ancora si guardano. Ci voleva fede. In almeno uno dei due casi è stata tradita. «Se tu lo costruisci, loro verranno», diceva la voce di Shoeless Joe a Kevin Costner nel film L’ uomo dei sogni, spronandolo a creare un diamante nella pianura. Walter Veltroni amava quel film e, da sindaco di Roma, ha iniziato la costruzione di quest’ impianto. Non sono venuti. Né nuotatori né tuffatori. Soltanto graffitari a disegnare un alieno che fuma erba con Homer Simpson e un enorme genitale che propone ulteriori informazioni a un numero di cellulare. Le gru sono andate via in silenzio. Hanno lasciato una straordinaria incompiuta: non un lavoro a metà, uno scheletro completo. In una ipotetica guida turistica delle rovine di Roma moderna sarebbe scritto: procedete finché la strada finisce contro una recinzione con su un cartello che segnala divieto d’ accesso, fiancheggiando uno svincolo che non conduce da nessuna parte. Parcheggiate, scendete, camminate per una trentina di metri nella direzione da cui venivate. Quando troverete la vasca da bagno sulla sinistra, allora vedrete il buco nella rete, i sacchetti di sabbia, il materasso e il termosifone su cui camminare per scavalcare il fosso ed entrare nel parco intorno alla Vela. Vedrete tiranti che sembrano catapulte senza cucchiaio, piloni che alludono al cielo, terrapieni rinforzati che conducono all’ ingresso. Di cosa? Di un progetto a togliere: via le piscine, via il Museo dello sport, via la cittadella, via i campi di pallavolo o baseball, che cosa resta? Un deserto nella cattedrale. Un reperto che non spiega se stesso, non dà ragione della scelta. Come se Tito, ereditato da Vespasiano il Colosseo in costruzione (benché finanziato con tasse e saccheggi), avesse deciso di non proseguire l’ opera, ma anche di non abbatterla, lasciandola come monumento all’ avrei voluto, ma non ho potuto. Quella Roma mirava all’ approvazione dei posteri, questa al voto dei contemporanei. Non potendo incidere sul futuro, chi prende il potere interviene sul passato, modellandolo in forma di alibi: «C’ era il buco di Veltroni », «il giro di corruzione di Alemanno», «l’ improvvisazione di Marino», «Virginia Raggi in sé». Un altro tipo di alibi per ogni mancata possibilità è: Calatrava in sé. L’ architetto spagnolo è un prestigiatore (soltanto il primo che incontreremo in questo viaggio): fa lievitare i costi. In questo caso ha avuto una serie di volonterosi aiutanti. Dal contenitore sono uscite piscine ed entrati rettangoli per giochi differenti, poi addirittura una serra e alla fine, come si conviene in queste magie, puff: niente. Intanto il prezzo della possibile realizzazione di qualunque scenario saliva verso il cielo: undici volte quello iniziale. Sei anni fa il Codacons propose di mettere fine allo spettacolo e demolire la struttura incompiuta in quanto «dannosa al paesaggio e alla collettività ». È davvero così? Per chi l’ avvista è in realtà un’ attrazione. Pone domande: che cos’ è? Che cosa avrebbe potuto essere? Perché non è stata? Chi riesca ad avvicinarsi coglie la sua natura monumentale di simbolo per tutta segue a pagina 20 SERRANÒ/AGF 1. La Vela Sospesi nel 2011 i lavori per il complesso sportivo di Tor Vergata.
    di carlo bonini (coordinamento), gabriele romagnoli (testo) , lorenzo d’ albergo, corrado zunino foto di alessandro serranò / agf

    Quotidiano di Puglia, 12/07/2020 03:46
    Basta essere consapevoli per non spendere un patrimonio per una giornata al mare.
    Basta essere consapevoli per non spendere un patrimonio per una giornata al mare. Insomma per i consumatori – Codacons e Adoc – l’ unica difesa la scelta. Consapevole. Per il resto non c’ è nulla da fare: «Se qualcuno propone quei prezzi è perché c’ è qualcun altro disposto a pagarli». E vice versa. Se poi sono esposti e vengono anche scontrinati è contento anche lo Stato. Al momento alle associazioni di difesa dei consumatori non sono arrivate segnalazioni, ma la gente è ancora distratta da altro e al momento non si è fatto nemmeno il monitoraggio dei prezzi. Tuttavia «una pizza margherita a 12 euro appare incomprensibile – tuona Piero Mogelli del Condacons Lecce – Mi auguro che questo posto si trovi ai piedi del Duomo, in una location esclusiva e con camerieri in livrea», dichiara ironicamente. «Purtroppo contro questo tipo di iniziative non abbiamo strumenti idonei di difesa – prosegue l’ avvocato – L’ unica cosa che ci può guidare è il buon senso: chiedere sempre prima il menu, informarsi e poi decidere. Scegliendo anche di non acquistare». Tuttavia resta incomprensibile «che dopo un periodo di chiusura forzata che abbiamo attraversato, ci sia ancora qualcuno che pensi di speculare sulla gente». Poi l’ invito ai consumatori alle scelte consapevoli verificando che sia sempre buona corrispondenza tra il prodotto che viene venduto e prezzo. Sulla stessa linea che il presidente di Adoc Lecce Alessandro Presicce: «Di giuridico c’ è ben poco» dice soprattutto tenendo conto del libero mercato. Fermo restando «il prezzo aberrante – aggiunge Presicce – Ma il fatto di essere in vacanza non ci obbliga a spegnere il cervello». Insomma l’ attenzione deve rimanere alta e spetta al consumatore guardare il menu e informarsi (sui prezzi in generale). «Oggi possiamo guardare il menu anche da casa e se qualcuno incorre in queste situazioni sicuramente è perché era distratto ed è rimasto vittima della propria disattenzione e qualcuno ne approfitta». Presice riconosce che c’ è qualche operatore che sta inserendo qualche «piccola sovrattassa per compensare le spese di amuchine, mascherine e termoscanner, e – aggiunge – questo potrebbe anche succedere ma se qualcuno compra ad un certo prezzo è perché un po’ se l’ è cercata». Tuttavia «mi sento di dire che i consumatori, anche quelli in contatto con Adoc, sono più preparati e attenti e sanno anche come difendersi». F.Soz. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Il Giorno (ed. Brianza), 12/07/2020 03:12
    azione in regione
    Il consigliere Corbetta (Lega) e Donzelli, presidente Codacons: stop ai tagli dei bus in Brianza
    «disagi ai cittadini e agli abitanti di 22 dei comuni interessati dal mancato servizio»
    MONZA Dopo il lockdown non sono ripartiti gli autobus di collegamento tra Triuggio, Albiate e la stazione di Seregno, e quelli in servizio tra Desio, Seregno, Carate e Renate. Sono le linee z233 e z242 che risultano ancora «temporaneamente soppresse» nonostante da settimane sia cominciata la ripresa di tutte le attività dopo il picco dell’ emergenza e contro questa situazione sia il gruppo regionale della Lega sia la sede territoriale del Codacons si sono rivolti ai piani alti del Pirellone. «Stop a tagli in Brianza, le linee su gomma z233 e z242 erogate da Autoguidovie vanno ripristinate» è la richiesta del consigliere regionale Alessandro Corbetta che ha presentato un’ interrogazione alla giunta Fontana. Corbetta ha raccolto una segnalazione del consigliere comunale di Besana, Davide Bruscagin, in cui viene ricordato che in periodi, precedenti all’ emergenza, i pendolari in entrata e uscita dal territorio provinciale sono circa 400mila e circa 127.000 brianzoli escono per motivi di lavoro e studio. «Parliamo di numeri importanti – spiega Corbetta – che, uniti agli atavici problemi di traffico di cui soffre la nostra provincia, rendono prioritario mantenere un sistema di trasporti efficiente e capillare». La la mancanza del servizio delle linee z233 e z242 nella zona centrale della Brianza «genera un fenomeno di isolamento dell’ area e crea disagi ai cittadini e agli abitanti di 22 dei comuni interessati». La Lega chiede alla Regione di farsi sentire con l’ Agenzia Tpl di bacino, l’ ente competente del servizio, per il ripristino delle linee. La questione è condivisa anche da Marco Maria Donzelli, presidente della sede di Milano del Codacons, che ha annunciato di presentare una diffida alla Giunta regionale e un sollecito l’ Agenzia di bacino per accertare eventuali responsabilità. M.Ag.

    Il Dispaccio, 11/07/2020 17:19
    Il Codacons: “Con la crisi cresce il ricorso a Compro Oro”
    “Con la crisi legata al Covid-19 cresce il numero di Calabresi che si rivolge ai compro-oro per ottenere liquidità vendendo o impegnando i propri oggetti preziosi, al punto che oggi, rispetto al periodo pre-coronavirus, il ricorso a tali strumenti è cresciuto del +50%, come evidenziato anche dalle organizzazioni del settore. Un vero e proprio business che nel 2020 raggiungerà soltanto in Calabria quota 45 milioni di euro. Business che non è immune da speculazioni a danno degli utenti. In un momento di grave crisi economica in cui tantissime famiglie hanno subito un depauperamento del reddito e necessitano di liquidità per pagare rate e bollette, la vendita di preziosi costituisce uno strumento rapido e senza troppi passaggi burocratici per ottenere subito il denaro necessario per far fronte alle esigenze quotidiane e ai bisogni essenziali – si legge in una nota del Codacons. Dalle segnalazioni ricevute, tuttavia, sembrerebbe che molti operatori stiano approfittando dell’ evidente stato di necessità dei cittadini, acquistando oro, gioielli e oggetti preziosi a prezzi ben al di sotto rispetto al loro reale valore. Come il caso di una ragazza che, dopo aver perso il lavoro, ha deciso di cedere un ricordo di famiglia per ottenere poche centinaia di euro. Nonostante tali beni, com’ è noto, mantengano il loro valore nel tempo. Abbiamo sempre guardato con diffidenza questo settore anche perché riteniamo che alcune di queste attività non siano altro che avamposti della criminalità organizzata – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – tanto che a volte risultano coinvolte in indagini per i reati di ricettazione, riciclaggio ma anche usura ed evasione fiscale. Il tutto grazie anche a una normativa pressoché lacunosa. Un vorticoso giro di danaro contante a fronte di preziosi la cui provenienza non viene preventivamente accertata, che rischia di trasformare queste attività in gigantesche “lavatrici”. Il boom dei “compro-oro” finisce quindi per essere lo specchio della crisi, sia economica che delle regole – prosegue Di Lieto. Per queste ragioni il Codacons ha avviato un monitoraggio sulle attività del settore, in particolar modo sui compro oro, al fine di acquisire maggiori elementi conoscitivi ed avviare, se del caso, iniziative volte a tutelare i consumatori danneggiati da eventuali comportamenti illeciti, denunciando le speculazioni alla Guardia di Finanza. In tal senso l’ associazione ha pubblicato alla pagina https://codacons.it/preziosi-covid/ un modulo di segnalazione attraverso il quale i cittadini possono denunciare in modo totalmente anonimo gli operatori che hanno speculato sul loro stato di necessità, sottostimando il valore dei beni ceduti”:

    Zoom 24, 11/07/2020 15:34
    Boom dei “Compro-oro”, allarme del Codacons: “In Calabria giro d’ affari da 45 milioni di euro”
    con la crisi cresce il numero di calabresi che vende i propri oggetti preziosi per pagare rate e bollette:
    Con la crisi legata al Covid-19 cresce il numero di calabresi che si rivolge ai compro-oro per ottenere liquidità vendendo o impegnando i propri oggetti preziosi, al punto che oggi, rispetto al periodo pre-coronavirus, il ricorso a tali strumenti è cresciuto del +50%, come evidenziato anche dalle organizzazioni del settore. Un vero e proprio business che nel 2020 raggiungerà soltanto in Calabria quota 45 milioni di euro. Business che non è immune da speculazioni a danno degli utenti. “In un momento di grave crisi economica in cui tantissime famiglie hanno subito un depauperamento del reddito e necessitano di liquidità per pagare rate e bollette, la vendita di preziosi costituisce uno strumento rapido e senza troppi passaggi burocratici per ottenere subito il denaro necessario per far fronte alle esigenze quotidiane e ai bisogni essenziali”. E’ quanto si legge in una nota del Codacons che sottolinea: “Dalle segnalazioni ricevute, tuttavia, sembrerebbe che molti operatori stiano approfittando dell’ evidente stato di necessità dei cittadini, acquistando oro, gioielli e oggetti preziosi a prezzi ben al di sotto rispetto al loro reale valore. Come il caso di una ragazza che, dopo aver perso il lavoro, ha deciso di cedere un ricordo di famiglia per ottenere poche centinaia di euro. Nonostante tali beni, com’ è noto, mantengano il loro valore nel tempo”. “Abbiamo sempre guardato con diffidenza questo settore anche perché riteniamo che alcune di queste attività non siano altro che avamposti della criminalità organizzata – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – tanto che a volte risultano coinvolte in indagini per i reati di ricettazione, riciclaggio ma anche usura ed evasione fiscale. Il tutto grazie anche a una normativa pressoché lacunosa. Un vorticoso giro di danaro contante a fronte di preziosi la cui provenienza non viene preventivamente accertata, che rischia di trasformare queste attività in gigantesche ‘lavatrici'”. Il boom dei “compro-oro” finisce quindi per essere lo specchio della crisi, sia economica che delle regole secondo quanto sostiene Di Lieto. Per queste ragioni il Codacons ha avviato un monitoraggio sulle attività del settore, in particolar modo sui compro oro, al fine di acquisire maggiori elementi conoscitivi ed avviare, se del caso, iniziative volte a tutelare i consumatori danneggiati da eventuali comportamenti illeciti, denunciando le speculazioni alla Guardia di Finanza. In tal senso l’ associazione ha pubblicato alla pagina https://codacons.it/preziosi-covid/ un modulo di segnalazione attraverso il quale i cittadini possono denunciare in modo totalmente anonimo gli operatori che hanno speculato sul loro stato di necessità, sottostimando il valore dei beni ceduti. Segnalazioni raccolte anche al numero di assistenza Codacons 89349955.

    Agenzia Giornalistica Opinione, 11/07/2020 14:54
    CODACONS * coronavirus: ” CON LA CRISI CRESCE IL RICORSO A COMPRO ORO E BANCO DEI PEGNI, +50% RISPETTO AL PERIODO PRE-COVID ”
    con la crisi legata al covid-19 cresce il numero di italiani che si rivolge a compro oro e banco dei pegni per ottenere liquidità vendendo o impegnando i propri oggetti preziosi, al punto che oggi, rispetto al periodo pre-coronavirus, il ricorso a tali strumenti è cresciuto del +50%, come evidenziato anche dalle organizzazioni del settore. []
    Con la crisi legata al Covid-19 cresce il numero di italiani che si rivolge a compro oro e banco dei pegni per ottenere liquidità vendendo o impegnando i propri oggetti preziosi, al punto che oggi, rispetto al periodo pre-coronavirus, il ricorso a tali strumenti è cresciuto del +50%, come evidenziato anche dalle organizzazioni del settore. Un vero e proprio business che nel 2020 raggiungerà quota 1,2 miliardi di euro, ma che non è immune da speculazioni a danno degli utenti. In un momento di grave crisi economica in cui milioni di famiglie hanno subito un depauperamento del reddito e necessitano di liquidità per pagare rate e bollette, la vendita di preziosi costituisce uno strumento rapido e senza troppi passaggi burocratici per ottenere subito il denaro necessario per far fronte alle esigenze quotidiane e ai bisogni essenziali – spiega il Codacons – Dalle segnalazioni ricevute, tuttavia, sembrerebbe che molti operatori stiano approfittando dell’ evidente stato di necessità dei cittadini, acquistando oro, gioielli e oggetti preziosi a prezzi ben al di sotto rispetto al loro reale valore. Come il caso di una giovane di Roma che, dopo aver perso il lavoro a seguito del lockdown, ha deciso di cedere il proprio Rolex del valore di 5.000 euro, vedendosi riconoscere solo 2.200 euro, nonostante tale bene, come noto, mantenga il suo valore nel tempo. Per queste ragioni il Codacons ha avviato un monitoraggio sulle attività del settore, in particolar modo sui compro oro, al fine di acquisire maggiori elementi conoscitivi ed avviare, se del caso, iniziative volte a tutelare i consumatori danneggiati da eventuali comportamenti illeciti, denunciando le speculazioni alla Guardia di Finanza. In tal senso l’ associazione ha pubblicato alla pagina https://codacons.it/preziosi-covid/ un modulo di segnalazione attraverso il quale i cittadini possono denunciare in modo totalmente anonimo gli operatori che hanno speculato sul loro stato di necessità, sottostimando il valore dei beni ceduti. Segnalazioni raccolte anche al numero di assistenza Codacons 89349955.

    (Sito) Adnkronos, 11/07/2020 13:15
    Con crisi più compro oro e banco pegni, +50% rispetto a pre-Covid
    Con la crisi legata al Covid-19 cresce il numero di italiani che si rivolge a compro oro e banco dei pegni per ottenere liquidità vendendo o impegnando i propri oggetti preziosi, al punto che oggi, rispetto al periodo pre-coronavirus, il ricorso a tali strumenti è cresciuto del +50% , come evidenziato anche dalle organizzazioni del settore. Un vero e proprio business che nel 2020 raggiungerà quota 1,2 miliardi di euro, ma che non è immune da speculazioni a danno degli utenti. Lo rivela un’ indagine del Codacons basata su dati diffusi il mese scorso dalle associazioni di settore. “In un momento di grave crisi economica in cui milioni di famiglie hanno subito un depauperamento del reddito e necessitano di liquidità per pagare rate e bollette, la vendita di preziosi costituisce uno strumento rapido e senza troppi passaggi burocratici per ottenere subito il denaro necessario per far fronte alle esigenze quotidiane e ai bisogni essenziali -spiega il Codacons- Dalle segnalazioni ricevute, tuttavia, sembrerebbe che molti operatori stiano approfittando dell’ evidente stato di necessità dei cittadini, acquistando oro, gioielli e oggetti preziosi a prezzi ben al di sotto rispetto al loro reale valore”. Come il caso di una giovane di Roma “che, dopo aver perso il lavoro a seguito del lockdown, ha deciso di cedere il proprio Rolex del valore di 5mila euro, vedendosi riconoscere solo 2.200 euro, nonostante tale bene, come noto, mantenga il suo valore nel tempo”, racconta l’ associazione. Per queste ragioni il Codacons ha avviato “un monitoraggio sulle attività del settore, in particolar modo sui compro oro, al fine di acquisire maggiori elementi conoscitivi ed avviare, se del caso, iniziative volte a tutelare i consumatori danneggiati da eventuali comportamenti illeciti, denunciando le speculazioni alla Guardia di Finanza”. In tal senso l’ associazione ha pubblicato un modulo di segnalazione attraverso il quale i cittadini “possono denunciare in modo totalmente anonimo gli operatori che hanno speculato sul loro stato di necessità, sottostimando il valore dei beni ceduti”. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

    Il Gazzettino, 11/07/2020 06:20
    depositata una contro -perizia tecnica
    Il Codacons mette in guardia: «Ultima parola al Consiglio di Stato»
    VENEZIA «L’ ultima parola sul Mose spetta al Consiglio di Stato. La perizia tecnica depositata accerta errori e presupposti tecnici inesatti dell’ opera che, se messa in funzione, potrebbe avere effetti devastanti e portare il sistema al collasso». Sul Mose torna così a farsi sentire anche il Codacons che attende la pronuncia del Consiglio di Stato, «cui spetta l’ ultima parola dopo la perizia tecnica redatta da un team di nostri esperti. In condizioni di mare agitato e venti forti, le paratoie sarebbero infatti soggette a instabilità dinamica con gravi rischi per la loro tenuta, mentre le paratoie non sarebbero mai state collaudate in condizioni meteo estreme. Nella perizia redatta dagli ingegneri Vincenzo Di Tella, Gaetano Sebastiani e Paolo Vielmo, professionisti esperti nel campo dell’ ingegneria marina e offshore – prosegue il Codacons -, ci si sofferma in particolare sulle prove e sui test eseguiti sia a Delft, sia a Voltabarozzo». E prosegue l’ associazione dei consumatori: «Gli esperti internazionali avevano raccomandato l’ uso di strumenti analitici per determinare il comportamento dinamico reale delle paratoie. Il Consorzio non solo ha disatteso questa raccomandazione, ma ha presentato il progetto fatto solo sulla base di prove su modello in scale piccolissime con modelli assolutamente inadatti». Secondo il team di esperti l’ assunzione di condizioni di carico scorrette o carenti comporta un’ analisi strutturale errata e inaffidabile, in quanto non è detto che nel periodo di prova si manifestino condizioni rappresentative dell’ intera gamma delle condizioni di progetto. E conclude il Codacons: «Ciò può portare il sistema al collasso con conseguenze facilmente immaginabili». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Il Quotidiano della Calabria, 11/07/2020 05:40
    economia aumenti in tutti i comparti. la flessione è meno pronunciata solo per l’ energia
    Produzione rimbalza a maggio, ma non sull’ anno Per il ministro Gualtieri «i dati sono incoraggianti»
    MILANO – Dopo mesi di tonfi arriva il rimbalzo della produzione industriale italiana. A maggio, segnala Istat, la produzione mette a segno un aumento del 42,1% rispetto ad aprile. Ma il recupero è ancora lontano: su base annua si registra infatti una flessione del 20,3%. Rispetto a gennaio mese precedente l’ emergenza sanitaria – il calo è del 20%. “Un rimbalzo insufficiente”, segnala l’ Unione Nazionale Consumatori. Secondo Confcommercio si rinforza “la sensazione di un tessuto produttivo vitale e coraggioso.” E il ministro dell’ Economia Roberto Gualtieri festeggia per il risultato “molto incoraggiante.” Si registrano aumenti in tutti i comparti. Aumentano in misura marcata i beni strumentali (+65,8%), i beni intermedi (+48%), i beni di consumo (+30,8%) e, con una dinamica meno accentuata cresce l’ energia (+3,4%). Su base annua, al contrario, si registrano cali in tutti i comparti. La flessione è meno pronunciata solo per l’ energia (7,2%), mentre risulta più rilevan te per i beni strumentali (-22,8%), i beni intermedi (-22,4%) e quelli di consumo (-18,7%). Corretto per gli effetti di calendario, a maggio l’ indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 20,3%. Tutti i principali settori della produzione italiana subiscono tuttavia forti flessioni su base annua. Le più accentuate sono quelle della fabbricazione di mezzi di trasporto (-37,3%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-34,1%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (-24,8%). I cali minori, invece, si osservano nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-4,2%) e nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-5,2%). Il settore auto subisce uno tra i maggiori contraccolpi, con la produzione che diminuisce nel mese del 50,8% rispetto a maggio 2019. Secondo l’ Unione Nazionale Consumatori “ci poteva essere un rialzo maggiore”, bene dunque “ma non basta.” Stessi toni da parte del Codacons, che sottolinea come l’ aumento della produzione a maggio sia “un dato atteso e fisiologico” e che “non sorprende” né “deve dare adito a facili entusiasmi, del tutto ingiustificati in questo momento di grave difficoltà per il paese.” Più ottimista Confcommercio, secondo cui il dato rinforza la fiducia nel tessuto produttivo nazionale. Tuttavia, “il principale problema resta la concentrazione del calo di fatturato e di reddito su pochi importanti settori” dalla cui ripresa “dipenderà, in definitiva, la performance aggregata del Pil.” Positivo anche il ministro Gualtieri, secondo cui c’ è ancora “molta strada da fare, ma il rimbalzo fatto segnare dalla produzione industriale a maggio è molto importante e stimiamo che proseguirà, anche se prevedibilmente a tassi più contenuti, nel bimestre giugno -luglio.” Il Mef e l’ Italia proseguirà “con ancora più determinazione a lavorare per la ripresa e per il rilancio dell’ economia”. f.c.

    Il Giornale, 11/07/2020 05:15
    grazie a mccartney
    Approvato l’ emendamento per il rimborso dei concerti
    Una «vittoria dei consumatori e del Codacons sul fronte di concerti ed eventi annullati a causa del Covid». Lo annuncia il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, esprimendo soddisfazione per l’ approvazione del così detto emendamento McCartney al Decreto Rilancio, che modifica il testo del Governo. Sia inserendo la possibilità di rimborso in denaro per gli eventi musicali rinviati, sia prevedendo che, qualora il concerto sia annullato e non replicato entro 18 mesi, l’ organizzatore sia obbligato a restituire i soldi versati dagli utenti. All’ origine della vicenda la polemica esplosa a giugno quando Paul McCartney, a tutela dei suoi fan, aveva chiesto il rimborso per i biglietti del suo concerto, e il successivo intervento del Ministro Franceschini («è evidente che la ratio della norma è che il voucher valga solo per un concerto dello stesso artista e che se questo non si terrà, lo spettatore avrà diritto al rimborso») che andava nella stessa direzione. L’ associazione, che rappresenta in Italia gli spettatori in possesso di biglietti per spettacoli annullati, sul caso aveva avviato una class action e una serie di denunce penali. E ora però si apre un nuovo fronte legale: quello di chi ha già richiesto il voucher per un evento cancellato. Secondo il Codacons «è evidente che tutti coloro che hanno in mano un voucher debbano essere rimborsati in denaro qualora decidano di non utilizzare il buono entro il periodo di validità, e se il concerto originariamente acquistato non viene replicato». E se gli organizzatori rifiuteranno di «restituire i soldi a chi ha già richiesto il voucher, sarà inevitabile nei loro confronti una denuncia per truffa e una nuova class action del Codacons per tutelare i diritti degli spettatori» – conclude l’ associazione. MSac.
    msac

    Corriere del Veneto, 11/07/2020 05:11
    Bettin: verifica strategica Ance: presto l’ ultimo miglio
    VENEZIA Per il Codacons la prova generale è stata una «pagliacciata» e dice che l’ ultima parola spetta al Consiglio di Stato. Per il candidato sindaco Giovanni Andrea Martini un passerella di autorità in condizioni di sole e bonaccia e ora «occorre pensare alla rottamazione». Pure il deputato della Lega Alex Bazzaro parla di passerella ma per lui l’ opera va finita: «Bisogna passare all’ accelerazione della realizzazione – esorta, cogliendo lo spunto per additare alle contraddizioni della coalizione di governo Pd-pentastellati – I 5 Stelle hanno sempre dichiarato di essere contrari. Il governo faccia chiarezza al proprio interno e dimostri con i fatti le reali intenzioni». Insomma, la prova di sollevamento dell’ opera-mondo è riuscita anche a portare al cortocircuito dichiarazioni e intenzioni della politica. Per Gianfranco Bettin (Venezia Verde e Progressista) «anche se funzionasse, sarebbe un’ opera strategicamente sbagliata» a causa del cambiamento climatico e l’ aumento dell’ aumento del livello del mare – evidenzia – Per questo, oltre che a un check-up funzionale indipendente, l’ opera andrebbe in primis sottoposta a questa verifica strategica, nel rapporto con il climate change. Altro che test in condizioni ideali e improbabili come oggi». «Siamo all’ ultimo miglio, completiamolo presto e bene – dice Giovanni Salmistrari, presidente Ance – le imprese costruttrici sono pronte per la loro parte, anche se certe richieste milionarie insostenibili, non favoriscono un clima costruttivo». (mo.zi.)

    Avvenire, 11/07/2020 04:50
    Il mini-rimbalzo dell’ industria Bankitalia: il Pil 2020 a -9,5%
    Il rimbalzo c’ è stato ma la situazione per l’ industria italiana resta critica. Istat e Banca d’ Italia hanno “misurato” il livello di una ripresa che non cancella gli effetti devastanti del lockdown. Con previsioni in termini di caduta del Pil devastanti. A maggio la produzione industriale ha avuto un’ impennata del 42,1% rispetto ad aprile. L’ indice generale, al netto della stagionalità, presenta una flessione del 20% rispetto al mese di gennaio, ultimo periodo precedente l’ emergenza sanitaria. E nel trimestre marzo-maggio, la produzione è diminuita del 29,9% rispetto ai tre mesi precedenti. L’ Istat sottolinea come «dopo la forte flessione registrata ad aprile, mese caratterizzato dalle chiusure in molti settori in seguito ai provvedimenti connessi all’ emergenza sanitaria, a maggio si assista ad una significativa ripresa delle attività: tutti i comparti sono in crescita congiunturale, ad eccezione di quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, che registra una leggera flessione». Soddisfatto il ministro dell’ Economia Roberto Gualtieri: «È un risultato molto incoraggiante, in linea con il profilo dell’ andamento produttivo prospettato nell’ ultimo Documento di Economia e Finanza. Abbiamo ancora molta strada da fare, ma il rimbalzo fatto segnare dalla produzione industriale a maggio è molto importante e stimiamo che proseguirà, anche se prevedibilmente a tassi più contenuti, nel bimestre giugno-luglio». Anche la Banca d’ Italia ha stimato attorno al 40% la crescita dell’ attività industriale nei mesi di maggio e giugno dopo la flessione dell’ 8,4% del Bollettino economico pubblicato ieri. Tuttavia, la produzione rimarrebbe inferiore di quasi il 25% ai livelli precedenti la diffusione dell’ epidemia. Nel bollettino si evidenzia che i giudizi «sulla situazione economica generale corrente sono sfavorevoli anche per il secondo trimestre». Secondo Bankitalia l’ economia italiana va verso una riduzione del Pil del 9,5% quest’ anno nello scenario base di una diffusione della pandemia sotto controllo in Italia e a livello globale. Se tuttavia emergessero nuovi focolai “rilevanti” il Pil potrebbe scendere di oltre il 13% quest’ anno con un recupero più moderato negli anni successivo rispetto allo scenario di base, che prevede +4,8% nel 2021 e +2,4% nel 2022. Tornando ai dati Istat, l’ indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 20,3% rispetto a maggio 2019. L’ indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali diffusi in tutti i comparti: aumentano in misura marcata i beni strumentali (+65,8%), i beni intermedi (+48,0%), i beni di consumo (+30,8%) e, con una dinamica meno accentuata cresce l’ energia (+3,4%). Il settore auto continua ad essere il più colpito. La produzione di autoveicoli, a maggio, è scesa del 50,8% rispetto allo stesso mese del 2019. Nei primi cinque mesi dell’ anno la produzione di autoveicoli è diminuita del 44,4% rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso. Dalle associazioni di consumatori arriva l’ invito alla prudenza: il Codacons parla di un dato atteso e fisiologico, l’ Unione nazionale consumatori di un rimbalzo insufficiente. Per Confcommercio, nonostante i dati testiminino la presenza di «un tessuto produttivo vitale e coraggioso» bisogna considerare la sofferenza di alcuni settori in particolare il turismo. RIPRODUZIONE RISERVATA.
    cinzia arena

    Il Messaggero (ed. Latina), 11/07/2020 04:38
    «Cimitero, Ipogeo paghi la parcella»
    il comune batte cassa e chiede i 60.000 euro pagati al rup lorenzo le donne al gestore della struttura la somma è stata oggetto di un decreto ingiuntivo che l’ ex dirigente ha indirizzato all’ ente di piazza del popolo
    COMUNE Quasi 60mila euro, erogati all’ ex dirigente Lorenzo Le Donne, ora richiesti a Ipogeo. Il Comune di Latina batte cassa dal gestore del cimitero, per i 57.667 euro erogati all’ ex dirigente dei Lavori pubblici, Le Donne, allora Responsabile unico del procedimento (Rup) del progetto di ampliamento del cimitero, quale saldo del compenso incentivante per l’ attività svolta. La somma è stata oggetto di un decreto ingiuntivo di Le Donne, poi trasformato in debito fuori bilancio. Il Comune richiede i soldi al concessionario, in virtù del quadro economico del progetto stesso, in cui era precisato che era «interamente finanziato con le risorse della concessionaria» e prevedeva la voce «spese per il responsabile unico del procedimento», e per i suoi collaboratori, per un importo complessivo di 260.316 euro. Ora la determina, per «procedere al recupero del saldo». Un atto che rientra nel rapporto tra Comune e gestore del cimitero, su cui ora l’ amministrazione di piazza del Popolo intende mettere un punto definitivo: sempre ieri, è stata pubblicata la delibera con cui la giunta ha dato mandato all’ attuale dirigente dei Lavori pubblici di redigere il nuovo regolamento cimiteriale, chiarendo che la durata delle concessioni deve essere quella in vigore al momento della concessione stessa. Un punto su cui si sono sommate diverse normative, dal primo regolamento di polizia mortuaria di Littoria, tuttora vigente, a delibere del 1991 e 1993, a norme nazionali, al regolamento della concessione del progetto di finanza, che Ipogeo vorrebbe anche retroattivo, e contro il quale si sono scagliate associazioni di consumatori come Codacons e Codici. Nella delibera, la giunta ritiene «necessario e non procrastinabile effettuare le dovute scelte di alta amministrazione relative alla predisposizione dell’ aggiornamento del regolamento cimiteriale da sottoporre all’ esame della commissione consiliare competente». Regolamento che «costituisce lo strumento normativo più idoneo per fare omogeneità e certezza nei rapporti che vedono cointeressati da una parte il Comune (e/o i Concessionari) e dall’ altra l’ utenza, e che determini, fra le altre cose, in modo dettagliato la durata delle concessioni d’ uso delle sepolture in base alla durata vigente al momento del rilascio, tenuto conto delle diverse sollecitazioni ed istanze pervenute, nonché delle risultanze delle intervenute riunioni e incontri che hanno evidenziato la necessità di una complessiva rivisitazione dei rapporti convenzionali». Il dirigente partirà dall’ esame e dalla revisione della bozza già redatta nel 2012, «con particolare riferimento alla normativa transitoria e alla soluzione amministrativa per tutti quei loculi concessi in uso per i quali non si è provveduto a sottoscrivere formale contratto con il concessionario; la bozza sarà sottoposta all’ esame e all’ approvazione del Consiglio (entro fine anno, ndr)». Andrea Apruzzese © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Il Messaggero, 11/07/2020 04:35
    IL CASO Colpo di scena.
    IL CASO Colpo di scena. Per le migliaia di fan che avevano acquistato i biglietti per concerti in programma quest’ anno, poi sospesi, rinviati o – nel peggiore dei casi – annullati a causa delle restrizioni legate al coronavirus, i rimborsi potrebbero non essere più un miraggio. Mercoledì la Camera ha dato il via libera alla legge di conversione del Decreto Rilancio, contenente anche un emendamento che introduce importanti modifiche al meccanismo di rimborso dei tagliandi, rendendo possibile la restituzione immediata dei soldi in caso di eventi irrecuperabili. Come quelli che lo scorso giugno avrebbero visto Paul McCartney esibirsi a Napoli e a Lucca: l’ emendamento porta non a caso il nome dell’ ex Beatle, che sui social aveva tuonato contro il governo italiano e Assomusica – l’ associazione dei promoter italiani – proprio sul tema dei voucher, definendoli uno scandalo. Il testo dovrebbe arrivare in Senato il 14 luglio, completando così l’ iter per diventare legge. DIETROFRONT La modalità di rimborso dei voucher è stata finora regolata dal decreto legge approvato il 17 marzo, pensata per venire in qualche modo in soccorso alle casse degli organizzatori degli eventi, altrimenti a rischio crac: prevedeva che chi aveva acquistato biglietti per concerti poi rimandati o annullati potesse richiedere un buono dello stesso valore del tagliando acquistato, spendibile – entro 18 mesi – per l’ acquisto di altri concerti (purché organizzati dallo stesso promoter). Non proprio il massimo, per chi aveva speso soldi (e pure parecchi) per assistere a concerti poi cancellati, da McCartney a Lana Del Rey a Verona, passando per la star del rap Post Malone a Milano, per citarne alcuni. L’ emendamento McCartney ribalta tutto: se l’ evento non potrà essere riprogrammato, gli organizzatori dovranno mettere mano al portafogli. Fissato al 30 settembre 2020 l’ orizzonte temporale entro il quale – si legge nel testo – ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta. Tradotto: se entro quel termine non sarà comunicata la nuova data, l’ evento andrà rimborsato. E chi ha già richiesto i voucher per i concerti annullati, come quelli di McCartney appunto? La norma non affronta il punto, come sottolinea anche Vincenzo Spera, presidente di Assomusica: «Questo emendamento sconvolge tutto l’ assetto della norma precedente. Senza chiarezza, sarà il caos». LA PROTESTA Mimmo D’ Alessandro, titolare con Adolfo Galli – della D’ Alessandro & Galli, società organizzatrice degli eventi di Paul McCartney, commenta: «Ad essere accusati di aver rubato soldi ai fan non ci stiamo. Avremmo dato modo ai titolari dei tagliandi di assistere ad altri show. Non tornerà McCartney, ma siamo pronti a scommettere che nel 2021 rivedremo in Italia altri big internazionali. Era stato il governo a introdurre i voucher. Se ora ha deciso di fare marcia indietro, ne prendiamo atto». Tra i promoter, però, c’ è anche chi, come Dna Concerti, ha subito rimborsato i biglietti: «Una scelta non solo etica, ma anche strategica, per mantenere un rapporto di fiducia con gli spettatori», dice il titolare Pietro Fuccio. Ora sul tema dei voucher già richiesti il Codacons promette un’ altra battaglia. Mattia Marzi © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    La Nuova di Venezia e Mestre, 11/07/2020 03:31
    soddisfazione del codacons
    «Feste annullate per Covid rimborsabili in denaro»
    la normaL’ annullamento dei fuochi del Redentore potrà essere rimborsato anche in contanti, e non solo con un voucher, a coloro che avevano comprato biglietti per assistere alla festa. Ne dà notizia il Codacons, che festeggia come una «piena vittoria dei consumatori» il passo indietro del governo rispetto all’ annullamento di concerti ed eventi annullati a causa del Covid. L’ associazione, che rappresenta in Italia tutti gli spettatori in possesso di biglietti per spettacoli annullati e che sul caso aveva avviato una class action e una serie di denunce penali, accoglie con soddisfazione l’ approvazione dell’ emendamento “McCartney” al decreto Rilancio, che modifica il testo del governo inserendo la possibilità di rimborso in denaro per gli eventi rinviati e prevedendo che, qualora il concerto sia annullato e non replicato entro 18 mesi, l’ organizzatore sia obbligato a restituire i soldi versati dagli utenti. «Si tratta di una misura sacrosanta, un principio di civiltà che il governo aveva calpestato», spiega il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi, «ora però si apre un nuovo fronte legale: quello di chi ha già richiesto il voucher per un evento cancellato. È evidente che tutti coloro che hanno in mano un voucher debbano essere rimborsati in denaro qualora decidano di non utilizzare il buono entro il periodo di validità, e se il concerto originariamente acquistato non viene replicato. Questo perché lo stesso voucher è stato richiesto in stato di necessità e sotto la minaccia di perdere i soldi già versati, a causa del pasticcio delle norme contenute nel decreto Rilancio».Norma che ora potrebbe valere anche per le feste in occasione del Redentore. —

    Il Giorno (ed. Brianza), 11/07/2020 03:12
    sportello codacons
    «Violenza e donne: Denunciate»
    MONZA Violenza sulle donne, è allarme. La Questura segnala un aumento di casi nel periodo di convivenza forzata per l’ epidemia. E il Codacons, col suo presidente Marco Maria Donzelli, nota: «Purtroppo la quasi totalità delle vittime non sporge denuncia, passo considerato pericoloso. Il nostro sportello anti-stalking ha come obiettivo quello di offrire sostegno e assistenza. Non abbiate paura: chiamate al numero verde 02.29.41.90.96 oppure scrivete a mailto:info@codaconslombardia.it».

    Fidest, 11/07/2020 01:29
    Sicurezza e igiene nei bar
    Durante questi mesi difficili che hanno duramente colpito in particolare il settore HORECA, sono state tante le iniziative messe in campo da Afidamp, Fipe-Confcommercio e Codacons per aiutare gli operatori a garantire un ambiente sicuro sia ai propri clienti che ai propri dipendenti.Ecco perché le tre associazioni di categoria hanno realizzato insieme il prontuario per le buone prassi di pulizia nei bar, uno strumento agile che si propone come un vero e proprio vademecum per le pulizie ordinarie che ogni locale è tenuto a fare per mantenere l’ ambiente pulito e protetto.Regole semplici e molto chiare che riguardano l’ igiene del personale, con raccomandazioni sul lavaggio mani, sulle modalità di contatto con soldi contanti e alimenti, e le corrette operazioni di pulizia e detersione. Il tutto per cercare di evitare ogni tipo di contaminazione incrociata.Più nel dettaglio, il documento analizza le operazioni di pulizia relative a tutti gli ambienti dei bar, dal bancone ai bagni, suggerendo accorgimenti semplici, come l’ identificazione delle attrezzature con un codice colore e indicando come utilizzare prodotti e macchinari per la detersione. A questo proposito, inoltre, si sottolinea quanto sia importante per una pulizia efficace la scelta dei prodotti adeguati (né troppo blandi, né troppo aggressivi) e degli strumenti più idonei. Il prontuario esposto all’ interno dei bar permetterà a tutti i dipendenti di essere informati sulle prassi da adottare, riducendo notevolmente i rischi legati allo sporco invisibile. Allo stesso tempo, gli imprenditori del settore daranno un segno tangibile della loro sensibilità verso i temi della sicurezza e del loro impegno a offrire il miglior servizio possibile al consumatore. Share this: google E-mail Facebook LinkedIn Twitter Altro google.

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