10 Maggio 2020

Rassegna stampa del 10 maggio 2020

    Msn, 10/05/2020 23:09
    Fedez-Codacons, ora è battaglia legale: il cantante querelato dall’ associazione consumatori
    Una polemica senza fine, quella tra Fedez e il Codacons , che ora rischia di approdare anche in tribunale. Il presidente dell’ associazione di consumatori, Carlo Rienzi , ha infatti deciso di querelare il cantante e marito di Chiara Ferragni per «diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati». Lo si legge nella denuncia formale inoltrata dal Codacons alla Procura di Roma. Leggi anche Fedez, scontro con il Codacons: «Vogliono bloccare la raccolta fondi per il coronavirus e chiedono soldi. Fermateli». E l’ Associazione smentisce La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come «ingannevoli» le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il coronavirus, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori, oltreché un dibattito nell’ opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. « Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega l’ Associazione all’ Adnkronos – affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatoriò e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuolè, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione ».

    TPI News, 10/05/2020 21:22
    Il post dell’ assessore leghista in Regione Lombardia contro Silvia Romano
    ‘È stata trattata benissimo, non ha subito nessun tipo di costrizione e non è stata obbligata a convertirsi. Però abbiamo pagato per liberarla. Mah.’. Lo ha scritto sul suo profilo Facebook Fabio Rolfi , assessore leghista all’ Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi della Regione Lombardia, riferendosi a Silvia Romano , la giovane cooperante italiana rapita in Kenya nel novembre del 2018 e liberata nella notte tra l’ 8 e il 9 maggio scorsi. La 24enne, atterrata oggi a Ciampino, era stata sequestrata più di un anno e mezzo fa e, grazie al lavoro dei servizi di intelligence italiani e ai servizi segreti locali, è potuta tornare a riabbracciare la sua famiglia. Quando è scesa dall’ aereo che l’ ha riportata in Italia, Silvia indossava una veste islamica, e poco dopo è stata lei stessa a spiegare ad Open di essersi convertita all’ Islam ‘senza costrizioni da parte dei rapitori’. ‘È vero, mi sono convertita all’ Islam. Ma è stata una mia libera scelta, non c’ è stata nessuna costrizione da parte dei rapitori che mi hanno trattato sempre con umanità. Non è vero invece che sono stata costretta a sposarmi, non ho avuto costrizioni fisiche né violenze’, ha infatti raccontato la giovane. Rolfi, membro della Giunta del governatore lombardo Attilio Fontana, al termine di questa giornata in cui tutta Italia festeggia la liberazione e il rientro di una connazionale, scrive questo post quasi esprimendo dei dubbi sulla necessità di versare denaro per il riscatto di Silvia. Leggi anche: Silvia Romano: la storia della liberazione : 2. Bentornata Silvia, oggi più che mai abbiamo bisogno del meglio della tua generazione / 3. Chi è Silvia Romano, la volontaria rapita in Kenya Potrebbero interessarti Sallusti: “Silvia tornata come un prigioniero dei lager vestito da nazista” Il bollettino: aumentano ulteriormente i guariti (+2.155), ancora 165 morti Fedez querelato dal Codacons: le accuse dell’ associazione contro il rapper.
    redazione tpi

    Dagospia, 10/05/2020 21:09
    NON AVERE FEDEZ NEL CODACONS – L’ ASSOCIAZIONE DEI CONSUMATORI DENUNCIA FEDEZ PER DIFFAMAZIONE, CALUNNIA, ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, VIOLENZA, MINACCE PLURIME E INDUZIONE A COMMETTERE REATI (OMICIDIO NO?): A MARZO IL CODACONS AVEVA DENUNCIATO LE …
    fedez contro il codacons
    FEDEZ CONTRO IL CODACONS Da “www.repubblica.it ” fedez e chiara ferragni 7 Il Codacons ha depositato formale denuncia contro Fedez alla Procura di Roma. Il rapper dovrà rispondere dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati: un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti commessi dal cantante contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons denunciò le commissioni “ingannevoli” applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che dichiarò illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. CARLO RIENZI Fedez ha replicato con un video sui suoi profili social in cui si dichiara “basito” e replica punto per punto. “Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. Poi rivolto al presidente Rienzi dice in video: “Sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – spiega rivolgendosi al Codacons – non solo è pericoloso ma non serve a nulla se non ai vostri interessi”. E ribadisce, grazie ai fondi raccolti, la realizzazione della terapia intensiva a Milano che funziona “a pieno regime e salva vite”. CORONAVIRUS PADIGLIONE SAN RAFFAELE BY FEDEZ FERRAGNI BURIONI A essere denunciati per diffamazione, violenza e minacce anche numerosi follower di Fedez che hanno pubblicato sul “di morte e post violentissimi contro il Codacons, individuati dalla Polizia Postale”. Contro gli stessi soggetti il Codacons sta completando anche la dovuta azione risarcitoria in sede civile. fedez e chiara ferragni 6 LA RACCOLTA FONDI DI FEDEZ E CHIARA FERRAGNI PER LA TERAPIA INTENSIVA DEL SAN RAFFAELE fedez e chiara ferragni 1 CHIARA FERRAGNI E FEDEZ fedez ospite di peter gomez a sono le venti concerto di fedez al balcone 3 fedez ospite di peter gomez a sono le venti 1 fedez e chiara ferragni 4 fedez e chiara ferragni 5 fedez e chiara ferragni 1 Condividi questo articolo.
    chiara ferragni

    FanPage, 10/05/2020 21:04
    Il Codacons querela Fedez: “Per diffamazione, calunnia, minacce plurime”. Lui: “Omicidio no?”
    La querelle tra il Codacons e Fedez continua. L’ associazione a tutela dei consumatori ha depositato una denuncia formale alla Procura di Roma, ai danni del rapper, accusato di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Questo l’ elenco degli illeciti che il cantante avrebbe commesso contro l’ associazione e il suo presidente Carlo Rienzi . L’ azione legale da parte del Codacons ha lasciato perplesso Fedez, che non ha esitato a commentare più volte l’ accaduto sui social, mostrando il suo sgomento. La reazione di Fedez alla querela L’ ex giudice di X Factor, inizialmente, ha commentato la notizia della querela da parte del Codacons con un post su Twitter, dove alla lunga lista di reati che avrebbe commesso ai danni dell’ associazione e del suo presidente, ovvero diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati, ha domandato sarcastico: “Omicidio no?”. Ma, come era ovvio che accadesse, le considerazioni non si sono fermate qui e anzi il cantante, servendosi del suo profilo Instagram, ha pubblicato dei video in cui dichiara: Se ci pensate viviamo in un Paese fantastico, dove chi costruisce una terapia intensiva da zero per aiutare nell’ emergenza riceve 100 cause in un giorno, è fantastico perché significa che in questo Paese tutto è possibile. Nella vita non ho capito un cazzo. Per cercare di dare un mano, senza pretendere nemmeno una pacca sulla spalla, cosa ho guadagnato? Cinque anni che perderò in tribunale a intasare i pubblici uffici. Perché? Perché un’ associazione che promuoveva una raccolta fondi spacciata per aiuto al coronavirus, che poi i soldi finivano a loro, ha deciso che non sono al livello della loro moralità. Mi viene da ridere. Federico Lucia ha continuato ad infierire sull’ associazione che lo ha accusato, sbeffeggiandone le azioni e mostrandogli quali dovrebbero essere le questioni di cui occuparsi come, per l’ appunto, l’ acquisto di un prodotto che non funziona come dovrebbe, ricalcando l’ entità delle accuse: ” a questo aspirapolvere che non funziona non glielo diamo il 41 bis? “. Precedentemente aveva poi dichiarato: ” Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte” . Inoltre, insieme al cantante sono stati accusati anche i sui followers che avrebbero rivolto delle minacce di morte all’ associazione, individuate dalla Polizia Postale. Lo scontro con il Codacons Lo scontro tra Rienzi e Fedez risale a marzo, quando l’ associazione iniziò ad indagare sulle donazioni avviate da Fedez e Chiara Ferragni per costruire un nuovo reparto di terapia intensiva , attraverso la piattaforma Gofoundme. Le autorità chiamate a controllare tali attività, dichiararono illecito il meccanismo con cui venivano applicate le commissioni a carico dei donatori. Ancor prima, però, l’ ex giudice di X Factor era stato insospettito da alcune pratiche svolte dal Codacons, e decise di fare luce su una questione piuttosto intricata che vedeva protagonista l’ associazione a tutela dei consumatori che, da qualche tempo, aveva attivato sul proprio sito di riferimento la possibilità di contribuire alle donazioni per contrastare il coronavirus. Un invito ingannevole dal momento che, una volta avviata la donazione, i soldi sarebbero andati direttamente nelle casse del Codacons. In quell’ occasione il presidente Carlo Rienzi aveva preteso le scuse dal rapper per quanto era stato dichiarato sul conto dell’ associazione da lui presieduta, altrimenti avrebbe avviato un’ azione legale nei suoi confronti.

    ilsecoloxix.it, 10/05/2020 21:01
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza
    Il Codacons querela Fedez per “diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati”. A depositare formale denuncia contro il rapper è il Codacons, che si è rivolto alla Procura della Repubblica di Roma con un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti che sarebbero stati commessi dal cantante contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. La raccolta La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il Coronavirus , ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori, oltreché un dibattito nell’ opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. “Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega l’ Associazione – affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione”. Non solo. L’ artista “accusava anche l’ associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa – prosegue il Codacons – tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus”. A essere denunciati per “diffamazione, violenza e minacce” anche numerosi follower di Fedez che “aizzati dal rapper hanno pubblicato sul minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons – spiega il movimento dei Consumatori – e che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale per le indagini del caso”. Ora il Codacons chiede che Fedez e i suoi follower rispondano dinanzi alla Procura di Roma, a vario titolo, dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Contro gli stessi soggetti “il Codacons sta completando anche un’ azione risarcitoria in sede civile”, fa sapere l’ associazione. La replica Fedez ha replicato con un video sui suoi profili social in cui si dichiara “basito” e replica punto per punto. “Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. Poi rivolto al presidente Rienzi dice in video: “sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – dice al Codacons – non solo è pericoloso ma non serve a nulla se non ai vostri interessi” e ribadisce, grazie ai fondi raccolti, la realizzazione della terapia intensiva a Milano che funziona “a pieno regime e salva vite”. E ancora: “Se ci pensate viviamo in un paese fantastico, dove Irene Pivetti con una Onlus fantasma riesce magicamente a farsi dare dallo Stato 15 milioni di euro sull’ unghia in anticipo per produrre mascherine che parrebbero farlocche, e chi costruisce una terapia intensiva da zero per dare una mano a questa emergenza si becca 100 querele in un giorno. È fantastico. E un paese in cui tutto è possibile. Il fottutissimo sogno italiano”. Così Fedez replica, con una story su Instagram, alla notizia di essere stato querelato dal Codacons. “Sapete, non ci ho capito proprio un ca**o. Perché per cercare di dare una mano senza pretendere nulla in cambio, neanche una pacca sulla spalla, cosa ci ho guadagnato? Cinque anni che perderò in tribunale ad intasare i pubblici uffici – attacca il rapper- perché un’ associazione che addirittura faceva una raccolta fondi spacciata per aiuto al coronavirus – e poi i soldi finivano a loro – ha deciso che non sono a livello della loro moralità. Mi viene da ridere”.

    Notizie, 10/05/2020 20:57
    Il Codacons lo querela e Fedez risponde: “Omicidio no?”
    è ancora scontro tra il codacons e fedez: in piena emergenza coronavirus continua la querelle tra l’ associazione e il rapper.
    È ancora scontro aperto tra il Codacons e Fedez : l’ associazione dei consumatori ha querelato, nuovamente, il marito di Chiara Ferragni . E i capi di accusa, questa volta, sono molteplici: diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati . Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha presentato l’ esposto presso la Procura di Roma. Questa seconda querela è la conseguenza dello scontro avvenuto a inizio marzo in merito alla raccolta fondi avviata dai The Ferragnez per i letti in terapia intensiva al San Raffaele di Milano . Il Codacons ha denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni per le raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il coronavirus , ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Il Codacons querela Fedez: la risposta Dopo la notifica della querela arrivata a Fedez, il rapper milanese non ci ha pensato due volte e ha risposto tramite social network. Prima con un messaggio su Twitter chiedendo, ironicamente, perché non sia stato accusato anche di omicidio. Poi su Instagram con una serie di stories nelle quali ha risposto punto per punto alle accuse mosse dal Codacons e da Rienzi: “Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su Gofundme , forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. Poi rivolto al presidente Rienzi: “Sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – ha ribadito Fedez – non solo è pericoloso ma non serve a nulla se non ai vostri interessi”. Il marito di Chiara Ferragni continua a evidenziare come grazie alla raccolta fondi è stato possibile realizzare una nuova sala di terapia intensiva al San Raffaele che funziona pienamente e che: “Salva vite umane”. La denuncia per diffamazione, violenza e minacce è stata allargata non solo a Federico Lucia ma anche ai suoi followers che hanno pubblicato post offensivi nei confronti del Codacons e del suo presidente Rienzi. LEGGI ANCHE: Pioggia di multe nel weekend: 6 persone denunciate a Napoli Omicidio no? https://t.co/65UdpPlOL8 – Fedez (@Fedez) May 10, 2020.

    mattinopadova.it, 10/05/2020 20:52
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza
    Il Codacons querela Fedez per “diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati”. A depositare formale denuncia contro il rapper è il Codacons, che si è rivolto alla Procura della Repubblica di Roma con un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti che sarebbero stati commessi dal cantante contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. La raccolta La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il Coronavirus , ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori, oltreché un dibattito nell’ opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. “Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega l’ Associazione – affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione”. Non solo. L’ artista “accusava anche l’ associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa – prosegue il Codacons – tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus”. A essere denunciati per “diffamazione, violenza e minacce” anche numerosi follower di Fedez che “aizzati dal rapper hanno pubblicato sul minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons – spiega il movimento dei Consumatori – e che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale per le indagini del caso”. Ora il Codacons chiede che Fedez e i suoi follower rispondano dinanzi alla Procura di Roma, a vario titolo, dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Contro gli stessi soggetti “il Codacons sta completando anche un’ azione risarcitoria in sede civile”, fa sapere l’ associazione. La replica Fedez ha replicato con un video sui suoi profili social in cui si dichiara “basito” e replica punto per punto. “Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. Poi rivolto al presidente Rienzi dice in video: “sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – dice al Codacons – non solo è pericoloso ma non serve a nulla se non ai vostri interessi” e ribadisce, grazie ai fondi raccolti, la realizzazione della terapia intensiva a Milano che funziona “a pieno regime e salva vite”. E ancora: “Se ci pensate viviamo in un paese fantastico, dove Irene Pivetti con una Onlus fantasma riesce magicamente a farsi dare dallo Stato 15 milioni di euro sull’ unghia in anticipo per produrre mascherine che parrebbero farlocche, e chi costruisce una terapia intensiva da zero per dare una mano a questa emergenza si becca 100 querele in un giorno. È fantastico. E un paese in cui tutto è possibile. Il fottutissimo sogno italiano”. Così Fedez replica, con una story su Instagram, alla notizia di essere stato querelato dal Codacons. “Sapete, non ci ho capito proprio un ca**o. Perché per cercare di dare una mano senza pretendere nulla in cambio, neanche una pacca sulla spalla, cosa ci ho guadagnato? Cinque anni che perderò in tribunale ad intasare i pubblici uffici – attacca il rapper- perché un’ associazione che addirittura faceva una raccolta fondi spacciata per aiuto al coronavirus – e poi i soldi finivano a loro – ha deciso che non sono a livello della loro moralità. Mi viene da ridere”.

    corrierealpi.it, 10/05/2020 20:45
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – …
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – Corriere delle Alpi.

    nuovavenezia.it, 10/05/2020 20:41
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – La Nuova di Venezia
    Il Codacons querela Fedez per “diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati”. A depositare formale denuncia contro il rapper è il Codacons, che si è rivolto alla Procura della Repubblica di Roma con un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti che sarebbero stati commessi dal cantante contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. La raccolta La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il Coronavirus , ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori, oltreché un dibattito nell’ opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. “Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega l’ Associazione – affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione”. Non solo. L’ artista “accusava anche l’ associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa – prosegue il Codacons – tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus”. A essere denunciati per “diffamazione, violenza e minacce” anche numerosi follower di Fedez che “aizzati dal rapper hanno pubblicato sul minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons – spiega il movimento dei Consumatori – e che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale per le indagini del caso”. Ora il Codacons chiede che Fedez e i suoi follower rispondano dinanzi alla Procura di Roma, a vario titolo, dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Contro gli stessi soggetti “il Codacons sta completando anche un’ azione risarcitoria in sede civile”, fa sapere l’ associazione. Leggi anche Fedez contro Codacons: scontro sulla raccolta fondi per il coronavirus.

    laprovinciapavese.it, 10/05/2020 20:37
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – …
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – La Provincia Pavese.

    Sentinella del Canavese , 10/05/2020 20:35
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza
    la vicenda nasce dalla raccolta fondi del rappersulla piattaforma gofundme.chiamati a rispondere in tribunale anche alcuni suoi followerper il reato di “minacce”all’ associazione
    Il Codacons querelaFedezper “diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati”. A depositare formale denuncia contro il rapper è il Codacons, che si è rivolto alla Procura della Repubblica di Roma con un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti che sarebbero stati commessi dal cantante contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. La raccolta La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppiaFedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il Coronavirus , ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori, oltreché un dibattito nell’ opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo.Fedezaveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. “Fedezha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità -spiega l’ Associazione- affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione”. Non solo. L’ artista “accusava anche l’ associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa -prosegue il Codacons- tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus”. Aessere denunciati per “diffamazione, violenza e minacce” anche numerosi follower diFedezche “aizzati dal rapper hanno pubblicato sul minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons -spiega il movimento dei Consumatori – e che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale per le indagini del caso”. Ora il Codacons chiede cheFedeze i suoi follower rispondano dinanzi alla Procura di Roma, a vario titolo, dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Contro gli stessi soggetti “il Codacons sta completando anche un’ azione risarcitoria in sede civile”, fa sapere l’ associazione. Leggi anche Fedez contro Codacons: scontro sulla raccolta fondi per il coronavirus.

    iltirreno.it, 10/05/2020 20:24
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – …
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – Il Tirreno.

    gazzettadimantova.it, 10/05/2020 20:05
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – Gazzetta di Mantova.

    lastampa.it, 10/05/2020 20:05
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza
    la vicenda nasce dalla raccolta fondi del rapper sulla piattaforma gofundme. chiamati a rispondere in tribunale anche alcuni suoi follower per il reato di ‘minacce’ all’ associazione
    Il Codacons querela Fedez per “diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati”. A depositare formale denuncia contro il rapper è il Codacons, che si è rivolto alla Procura della Repubblica di Roma con un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti che sarebbero stati commessi dal cantante contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. La raccolta La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il Coronavirus , ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori, oltreché un dibattito nell’ opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. “Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega l’ Associazione – affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione”. Non solo. L’ artista “accusava anche l’ associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa – prosegue il Codacons – tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus”. A essere denunciati per “diffamazione, violenza e minacce” anche numerosi follower di Fedez che “aizzati dal rapper hanno pubblicato sul minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons – spiega il movimento dei Consumatori – e che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale per le indagini del caso”. Ora il Codacons chiede che Fedez e i suoi follower rispondano dinanzi alla Procura di Roma, a vario titolo, dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Contro gli stessi soggetti “il Codacons sta completando anche un’ azione risarcitoria in sede civile”, fa sapere l’ associazione. La replica Fedez ha replicato con un video sui suoi profili social in cui si dichiara “basito” e replica punto per punto. “Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. Poi rivolto al presidente Rienzi dice in video: “sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – dice al Codacons – non solo è pericoloso ma non serve a nulla se non ai vostri interessi” e ribadisce, grazie ai fondi raccolti, la realizzazione della terapia intensiva a Milano che funziona “a pieno regime e salva vite”. E ancora: “Se ci pensate viviamo in un paese fantastico, dove Irene Pivetti con una Onlus fantasma riesce magicamente a farsi dare dallo Stato 15 milioni di euro sull’ unghia in anticipo per produrre mascherine che parrebbero farlocche, e chi costruisce una terapia intensiva da zero per dare una mano a questa emergenza si becca 100 querele in un giorno. È fantastico. E un paese in cui tutto è possibile. Il fottutissimo sogno italiano”. Così Fedez replica, con una story su Instagram, alla notizia di essere stato querelato dal Codacons. “Sapete, non ci ho capito proprio un ca**o. Perché per cercare di dare una mano senza pretendere nulla in cambio, neanche una pacca sulla spalla, cosa ci ho guadagnato? Cinque anni che perderò in tribunale ad intasare i pubblici uffici – attacca il rapper- perché un’ associazione che addirittura faceva una raccolta fondi spacciata per aiuto al coronavirus – e poi i soldi finivano a loro – ha deciso che non sono a livello della loro moralità. Mi viene da ridere”.

    tribunatreviso.it, 10/05/2020 20:05
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – …
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – Tribuna di Treviso.

    gazzettadireggio.it, 10/05/2020 20:03
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza
    Il Codacons querela Fedez per “diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati”. A depositare formale denuncia contro il rapper è il Codacons, che si è rivolto alla Procura della Repubblica di Roma con un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti che sarebbero stati commessi dal cantante contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. La raccolta La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il Coronavirus , ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori, oltreché un dibattito nell’ opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. “Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega l’ Associazione – affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione”. Non solo. L’ artista “accusava anche l’ associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa – prosegue il Codacons – tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus”. A essere denunciati per “diffamazione, violenza e minacce” anche numerosi follower di Fedez che “aizzati dal rapper hanno pubblicato sul minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons – spiega il movimento dei Consumatori – e che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale per le indagini del caso”. Ora il Codacons chiede che Fedez e i suoi follower rispondano dinanzi alla Procura di Roma, a vario titolo, dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Contro gli stessi soggetti “il Codacons sta completando anche un’ azione risarcitoria in sede civile”, fa sapere l’ associazione. La replica Fedez ha replicato con un video sui suoi profili social in cui si dichiara “basito” e replica punto per punto. “Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. Poi rivolto al presidente Rienzi dice in video: “sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – dice al Codacons – non solo è pericoloso ma non serve a nulla se non ai vostri interessi” e ribadisce, grazie ai fondi raccolti, la realizzazione della terapia intensiva a Milano che funziona “a pieno regime e salva vite”. E ancora: “Se ci pensate viviamo in un paese fantastico, dove Irene Pivetti con una Onlus fantasma riesce magicamente a farsi dare dallo Stato 15 milioni di euro sull’ unghia in anticipo per produrre mascherine che parrebbero farlocche, e chi costruisce una terapia intensiva da zero per dare una mano a questa emergenza si becca 100 querele in un giorno. È fantastico. E un paese in cui tutto è possibile. Il fottutissimo sogno italiano”. Così Fedez replica, con una story su Instagram, alla notizia di essere stato querelato dal Codacons. “Sapete, non ci ho capito proprio un ca**o. Perché per cercare di dare una mano senza pretendere nulla in cambio, neanche una pacca sulla spalla, cosa ci ho guadagnato? Cinque anni che perderò in tribunale ad intasare i pubblici uffici – attacca il rapper- perché un’ associazione che addirittura faceva una raccolta fondi spacciata per aiuto al coronavirus – e poi i soldi finivano a loro – ha deciso che non sono a livello della loro moralità. Mi viene da ridere”.

    lanuovaferrara.it, 10/05/2020 19:59
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza
    Il Codacons querela Fedez per “diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati”. A depositare formale denuncia contro il rapper è il Codacons, che si è rivolto alla Procura della Repubblica di Roma con un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti che sarebbero stati commessi dal cantante contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. La raccolta La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il Coronavirus , ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori, oltreché un dibattito nell’ opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. “Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega l’ Associazione – affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione”. Non solo. L’ artista “accusava anche l’ associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa – prosegue il Codacons – tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus”. A essere denunciati per “diffamazione, violenza e minacce” anche numerosi follower di Fedez che “aizzati dal rapper hanno pubblicato sul minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons – spiega il movimento dei Consumatori – e che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale per le indagini del caso”. Ora il Codacons chiede che Fedez e i suoi follower rispondano dinanzi alla Procura di Roma, a vario titolo, dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Contro gli stessi soggetti “il Codacons sta completando anche un’ azione risarcitoria in sede civile”, fa sapere l’ associazione. La replica Fedez ha replicato con un video sui suoi profili social in cui si dichiara “basito” e replica punto per punto. “Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. Poi rivolto al presidente Rienzi dice in video: “sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – dice al Codacons – non solo è pericoloso ma non serve a nulla se non ai vostri interessi” e ribadisce, grazie ai fondi raccolti, la realizzazione della terapia intensiva a Milano che funziona “a pieno regime e salva vite”. E ancora: “Se ci pensate viviamo in un paese fantastico, dove Irene Pivetti con una Onlus fantasma riesce magicamente a farsi dare dallo Stato 15 milioni di euro sull’ unghia in anticipo per produrre mascherine che parrebbero farlocche, e chi costruisce una terapia intensiva da zero per dare una mano a questa emergenza si becca 100 querele in un giorno. È fantastico. E un paese in cui tutto è possibile. Il fottutissimo sogno italiano”. Così Fedez replica, con una story su Instagram, alla notizia di essere stato querelato dal Codacons. “Sapete, non ci ho capito proprio un ca**o. Perché per cercare di dare una mano senza pretendere nulla in cambio, neanche una pacca sulla spalla, cosa ci ho guadagnato? Cinque anni che perderò in tribunale ad intasare i pubblici uffici – attacca il rapper- perché un’ associazione che addirittura faceva una raccolta fondi spacciata per aiuto al coronavirus – e poi i soldi finivano a loro – ha deciso che non sono a livello della loro moralità. Mi viene da ridere”.

    ilpiccolo.it (Trieste), 10/05/2020 19:56
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – Il Piccolo.

    gazzettadimodena.it, 10/05/2020 19:54
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – Gazzetta di Modena.

    messaggeroveneto.it, 10/05/2020 19:52
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza
    Coronavirus, il Codacons querela Fedez per diffamazione, associazione a delinquere e violenza – Messaggero Veneto.

    unionesarda.it, 10/05/2020 19:38
    Il Codacons querela Fedez per diffamazione e associazione a delinquere
    Il Codacons querela Fedez per “diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati”. La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il coronavirus, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. “Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega l’ Associazione all’ Adnkronos – affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione”. L’ artista “accusava anche l’ associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa – prosegue il Codacons – tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus”. Ad essere denunciati per “diffamazione, violenza e minacce” anche numerosi follower di Fedez che “aizzati dal rapper hanno pubblicato sul minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons – spiega il movimento dei Consumatori – e che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale per le indagini del caso”. LA REPLICA – “Se ci pensate viviamo in un paese fantastico”, ha replicato il rapper, “dove chi costruisce una terapia intensiva da zero per dare una mano a questa emergenza si becca 100 querele in un giorno”. “Per cercare di dare una mano senza pretendere nulla in cambio, neanche una pacca sulla spalla, cosa ci ho guadagnato? Cinque anni che perderò in tribunale ad intasare i pubblici uffici – attacca il rapper- perché un’ associazione che addirittura faceva una raccolta fondi spacciata per aiuto al coronavirus – e poi i soldi finivano a loro – ha deciso che non sono a livello della loro moralità. Mi viene da ridere”. (Unioneonline/D)

    StraNotizie, 10/05/2020 19:30
    Fedez denunciato per calunnia, diffamazione, violenza, associazione a delinquere, minacce plurime e induzione a commettere reati
    la festa della mamma di quest’ anno sarà ricordata da fedez non solo per la celebrazione di sua madre tatiana, ma soprattutto per una querela che gli è stata notificata. l’ accusa? calunnia, diffamazione, associazione a delinquere, minacce plurime e induzione a commettere reati. a sporgere denuncia è stato il codacons che
    La festa della mamma di quest’ anno sarà ricordata da Fedez non solo per la celebrazione di sua madre Tatiana, ma soprattutto per una querela che gli è stata notificata. L’ accusa? Calunnia, diffamazione, associazione a delinquere, minacce plurime e induzione a commettere reati. A sporgere denuncia è stato il Codacons che si è appellato ad un tweet di Fedez pubblicato un paio di mesi fa, quando in Italia erano nate molte campagne di raccolta soldi per gli ospedali italiani. Fate girare! Codacons sta spacciando sul loro sito una campagna di raccolta fondi apparentemente ‘contro il coronavirus’ quando basta cliccare sul banner per scoprire che le donazioni servono a sostenere SOLO loro stessi. Ma è possibile che nessuno intervenga? pic.twitter.com/kIVesszFQy – Fedez (@Fedez) March 27, 2020 Come riportato da AdnKronos, ecco il comunicato stampa: ‘Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione. L’ artista accusava anche l’ associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa – prosegue il Codacons – tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di CoronaVirus’ Immediata la risposta del rapper:

    EconomyMag, 10/05/2020 19:27
    Bucci: “Ecco come, in 3 mosse, ho battuto i burocrati sul ponte”
    il sindaco di genova e commissario per la ricostruzione del morandi, ha dimostrato con i fatti che una struttura di quella complessità può essere ricostruita in venti mesi: ma è il primo a non considerarsi un supereroe: è questione di onestà, efficienza e zero vincoli.
    Macchè supereroi: semplicemente, persone oneste. Ma con una licenza di uccidere: uccidere la burocrazia. E’ questo l’ antidoto da assumere subito contro il cancro che sta bloccando l’ Italia, più del virus. La burocrazia è la malapianta da estirpare. A colpi di poteri speciali. Una sospensione di leggi avvelenati e di esecutori infami che s’ impone per far sopravvivere l’ Italia al virus e che il governo Conte, se avesse un minimo di consapevolezza del dramma in cui si sta avvitando il Paese, dovrebbe attuare immediatamente. Marco Bucci, ex imprenditore, sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del ponte Morandi, spiega bene tutto ciò in un’ intervista a Enrico Cisnetto, rilasciata qualche giorno fa all’ interno del format ‘War Room’ dell’ autorevole editorialista su Youtube. ‘Dal punto di vista amministrativo lo strumento più importante che ho potuto usare contro le lungaggini della burocrazia italiana è stato l’ articolo 32 del Codice degli appalti europei, perché ho avuto il diritto di non applicare quello italiano, in quanto commissario. Ebbene – spiega Bucci – quell’ articolo dice che per comprovate esigenze di urgenza si può lavorare direttamente con le imprese, saltando la gara, e scegliere l’ impresa migliore cui affidare il lavoro. Quindi non abbiamo mai fatto gare; abbiamo chiesto manifestazioni d’ interesse, abbiamo fatto colloqui diretti con i proponenti di 25 progetti e in tre settimane abbiamo scelto’. Chiaro? Se si deve fare in fretta, la gara non funziona. ‘Poi: un altro mezzo che ho utilizzato – aggiunge Bucci – sono le tecniche di project management che ogni azienda privata conosce e che la Pubblica Amministrazione non pratica, e deve imparare . Per esempio: si va in parallelo e non in sequenziale, si fanno partire tutti i processi insieme, demolizione e costruzione insieme, selezione e approvazione eccetera. E infine: abbiamo avuto la libertà di scegliere da noi le persone che venivano a lavorare con noi, in base a capacità, merito e risultati, e quando dico risultati dico una cosa difficile da digerire. All’ impegno talvolta non corrisponde il risultato che a noi e le imprese hanno bisogno di risultati, come anche i cittadini, e non di parole o di impegni’. Infine, conclude Bucci, ‘secondo me questi criteri sono appicabili tutti e tre anche al Covid. Andrebbe lanciata una grande manovra di infrastrutture nazionali, per investire tutti gli stanziamenti disponibili subito. Con art.32 del codice europeo, naturalmente, e con dei commissari che ne prendono responsabilità Ma qui il discorso diventa politico. Perché gli investimenti vanno indirizzati al benessere del Paese e dei cittadini e non per prendere consenso, altrimenti l’ infrastruttura diventa strumento per fare consenso, e non ci siamo’. Qualche anima bella – e dunque o sprovveduta o in malafede – potrebbe lamentare che però così non si fanno gare e si lascia spazio libero all’ arbitrio dei selezionatori. Naturalmente il rischio c’ è, se nelle commissioni valutatrici militano persone indegne. Il rischio delle gare esplode invece nelle situazioni di emergenza dove agire in fretta è essenziale, perché – dice ancora Bucci – ‘in una gara formale, per un cavillo blocchi tutto per due anni e mezzo. Non è solo un problema burocratico, c’ è anche una forma di concorrenza legale che sfrutta le pieghe della burocrazia per evitare che quello che ha vinto vinca. Il Tar negli Stati Uniti non c’ è, in Francia deve decidere in due mesi e mezzo’. P.S.: qualcosa di interessante arriva da Firenze e trasferisce in ambito Covid qualcosa che somiglia molto al criterio riassunto da Bucci. Lo ha ricordato meritoriamente il Codacons, scrivendo a tutti i Prefetti d’ Italia ed invitandoli a prendere esempio dal loro collega di Firenze, estendendone ovunque il metodo applicato appunto dal Prefetto Laura Lega a Firenze, dove è stato firmato un apposito protocollo tra le banche e la Prefettura per velocizzare la concessione dei prestiti. Cambiando o saltando le procedure che bloccano tutto.
    redazione

    Msn, 10/05/2020 19:06
    Coronavirus, Codacons denuncia Fedez per la raccolta fondi | Gravi accuse al rapper che replica: “Omicidio no?”
    Il Codacons ha depositato formale denuncia contro Fedez alla Procura di Roma. Il rapper dovrà rispondere dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati: un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti che il cantante avrebbe commesso contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. Fedez ha replicato con dei video sui propri profili social dichiarandosi “basito” e replicando punto per punto: “Non è una guerra fra me e il Codacons, si sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su Gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. E poi ironizza su un acquisto online: “Perché non propongono il 41bis? E perché non mi accusano anche di omicidio?”. La vicenda nasce a marzo – Il Codacons denunciò le commissioni “ingannevoli” applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che dichiarò illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. La replica di Fedez – Rivolgendosi al presidente Rienzi, il rapper ha replicato con diverse storie su Instagram: “Sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – dice Fedez rivolgendosi al Codacons – non solo è pericoloso, ma non serve a nulla se non ai vostri interessi”. Il cantante ha anche ribadito che, grazie ai fondi raccolti, la realizzazione della terapia intensiva a Milano funziona “a pieno regime e salva vite”. Ad essere denunciati per diffamazione, violenza e minacce anche numerosi follower di Fedez che hanno pubblicato sul “minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons, individuati dalla Polizia Postale”. Contro gli stessi soggetti il Codacons sta completando anche la dovuta azione risarcitoria in sede civile.

    Msn, 10/05/2020 19:06
    Il Codacons denuncia Fedez per la raccolta fondi. Il rapper: “Sono basito”
    Il Codacons ha depositato formale denuncia contro Fedez alla Procura di Roma. Il rapper dovrà rispondere dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati: un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti commessi dal cantante contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons denunciò le commissioni “ingannevoli” applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che dichiarò illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori.Fedez ha replicato con un video sui suoi profili social in cui si dichiara “basito” e replica punto per punto. “Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. Poi rivolto al presidente Rienzi dice in video: “Sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – spiega rivolgendosi al Codacons – non solo è pericoloso ma non serve a nulla se non ai vostri interessi”. E ribadisce, grazie ai fondi raccolti, la realizzazione della terapia intensiva a Milano che funziona “a pieno regime e salva vite”.A essere denunciati per diffamazione, violenza e minacce anche numerosi follower di Fedez che hanno pubblicato sul “di morte e post violentissimi contro il Codacons, individuati dalla Polizia Postale”. Contro gli stessi soggetti il Codacons sta completando anche la dovuta azione risarcitoria in sede civile.

    corriereadriatico.it, 10/05/2020 19:02
    Meghan Markle e il Principe Harry a Beverly Hills: la nuova vita da sogno grazie a due amici vip
    Ilprincipe HarryeMeghan Marklehanno iniziato alla grande la loro vita lontana da Buckingham Palace. Dopo essersi trasferiti inCaliforniainsieme al piccoloArchie, i duchi di Sussex hanno trovato una dimora decisamente di lusso per poter continuare una vita da sogno anche lontano dalla famiglia reale britannica. Ci sono due vip, in particolare, che li hanno aiutati a trovare casa in poco tempo: ecco di chi si tratta. APPROFONDIMENTI POLEMICA INFINITA Fedez-Codacons, ora è battaglia legale: il cantante querelato…

    larepubblica.it, 10/05/2020 18:30
    Il Codacons denuncia Fedez per la raccolta fondi. Il rapper: “Sono basito”
    gli atti alla procura di roma: diffamazione, calunnia e associazione a delinquere. il caso nato per la raccolta a favore della sanità
    Il Codacons ha depositato formale denuncia contro Fedez alla Procura di Roma. Il rapper dovrà rispondere dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati: un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti commessi dal cantante contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons denunciò le commissioni “ingannevoli” applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che dichiarò illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Fedez ha replicato con un video sui suoi profili social in cui si dichiara “basito” e replica punto per punto. “Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. Poi rivolto al presidente Rienzi dice in video: “Sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – spiega rivolgendosi al Codacons – non solo è pericoloso ma non serve a nulla se non ai vostri interessi”. E ribadisce, grazie ai fondi raccolti, la realizzazione della terapia intensiva a Milano che funziona “a pieno regime e salva vite”. A essere denunciati per diffamazione, violenza e minacce anche numerosi follower di Fedez che hanno pubblicato sul “di morte e post violentissimi contro il Codacons, individuati dalla Polizia Postale”. Contro gli stessi soggetti il Codacons sta completando anche la dovuta azione risarcitoria in sede civile.

    TGCom, 10/05/2020 18:22
    Coronavirus, Codacons denuncia Fedez per la raccolta fondi | Gravi accuse al rapper che replica: “Omicidio no?”
    il 30enne è accusato di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati
    Il Codacons ha depositato formale denuncia contro Fedez alla Procura di Roma. Il rapper dovrà rispondere dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati: un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti che il cantante avrebbe commesso contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. Fedez ha replicato con dei video sui propri profili social dichiarandosi “basito” e replicando punto per punto: “Non è una guerra fra me e il Codacons, si sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su Gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. E poi ironizza su un acquisto online: “Perché non propongono il 41bis? E perché non mi accusano anche di omicidio?”. La vicenda nasce a marzo – Il Codacons denunciò le commissioni “ingannevoli” applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che dichiarò illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. La replica di Fedez – Rivolgendosi al presidente Rienzi, il rapper ha replicato con diverse storie su Instagram: “Sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – dice Fedez rivolgendosi al Codacons – non solo è pericoloso, ma non serve a nulla se non ai vostri interessi”. Il cantante ha anche ribadito che, grazie ai fondi raccolti, la realizzazione della terapia intensiva a Milano funziona “a pieno regime e salva vite”. Ad essere denunciati per diffamazione, violenza e minacce anche numerosi follower di Fedez che hanno pubblicato sul “minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons, individuati dalla Polizia Postale”. Contro gli stessi soggetti il Codacons sta completando anche la dovuta azione risarcitoria in sede civile.

    leggo.it, 10/05/2020 18:16
    Fedez-Codacons, ora è battaglia legale: il cantante querelato dall’ associazione consumatori
    Una polemica senza fine, quella tra Fedez e il Codacons , che ora rischia di approdare anche in tribunale. Il presidente dell’ associazione di consumatori, Carlo Rienzi , ha infatti deciso di querelare il cantante e marito di Chiara Ferragni per «diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati». Lo si legge nella denuncia formale inoltrata dal Codacons alla Procura di Roma. Leggi anche Fedez, scontro con il Codacons: «Vogliono bloccare la raccolta fondi per il coronavirus e chiedono soldi. Fermateli». E l’ Associazione smentisce La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come «ingannevoli» le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il coronavirus, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori, oltreché un dibattito nell’ opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. « Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega l’ Associazione all’ Adnkronos – affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatoriò e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuolè, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione ». Ultimo aggiornamento: Domenica 10 Maggio 2020, 17:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    ilmessaggero.it, 10/05/2020 18:12
    Una polemica senza fine, quella tra Fedez e il Codacons , che ora rischia di approdare anche in …
    Una polemica senza fine, quella tra Fedez e il Codacons , che ora rischia di approdare anche in tribunale. Il presidente dell’ associazione di consumatori, Carlo Rienzi , ha infatti deciso di querelare il cantante e marito di Chiara Ferragni per«diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati». Lo si legge nella denuncia formale inoltrata dal Codacons alla Procura di Roma. APPROFONDIMENTI SOCIAL «Vogliono bloccare le raccolte fondi per gli ospedali»,…

    ilgazzettino.it, 10/05/2020 18:05
    Fedez-Codacons, è battaglia legale: il cantante querelato dall’ associazione consumatori
    Una polemica senza fine, quella tra Fedez e il Codacons , che ora rischia di approdare anche in tribunale. Il presidente dell’ associazione di consumatori, Carlo Rienzi , ha infatti deciso di querelare il cantante e marito di Chiara Ferragni per«diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati». Lo si legge nella denuncia formale inoltrata dal Codacons alla Procura di Roma. APPROFONDIMENTI SOCIAL «Vogliono bloccare le raccolte fondi per gli ospedali»,…

    ilfattoquotidiano.it, 10/05/2020 18:04
    Codacons querela di nuovo Fedez: “Diffamazione, associazione a delinquere, violenza e induzione a commettere reati”. Lui commenta: “Per omicidio no?”
    ad essere denunciati per “diffamazione, violenza e minacce” anche numerosi follower di fedez che – scrive l’ associazione -, “aizzati dal rapper, hanno pubblicato sul minacce di morte e post violentissimi contro il codacons”
    C’ è un nuovo capitolo dello scontro a distanza tra il Codacons e Fedez. L’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi hanno annunciato oggi di aver querelato il cantante marito di Chiara Ferragni per ” diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati “. Nel lunghissimo esposto presentato alla Procura di Roma vengono elencati gli illeciti che, secondo il Codacons, sarebbero stati commessi dal cantante nei suoi confronti. Non si è fatta attendere la replica: ” Omicidio no? “, ha commentato ironico su Twitter condividendo un articolo con la notizia della denuncia a suo carico. Poi, in un video pubblicato su Instagram, si è detto “basito” e replica punto per punto. “Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su Gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. Poi rivolto al presidente Rienzi: ” Sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – ha detto Fedez – non solo è pericoloso ma non serve a nulla se non ai vostri interessi” e ribadisce, grazie ai fondi raccolti, la realizzazione della terapia intensiva a Milano che funziona “a pieno regime e salva vite”. Tutto è iniziato nel marzo scorso, quando l’ associazione aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il coronavirus, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei consumatori, oltre che un dibattito nell’ opinione pubblica. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele, dimostrando come tutte le donazioni effettuate erano state devolute interamente per la realizzazione dei due nuovi reparti di terapia intensiva dell’ ospedale milanese, e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. Leggi Anche.

    corriereadriatico.it, 10/05/2020 18:01
    Fedez-Codacons, ora è battaglia legale: il cantante querelato dall’ associazione consumatori
    Una polemica senza fine, quella tra Fedeze il Codacons , che ora rischia di approdare anche in tribunale. Il presidente dell’ associazione di consumatori, Carlo Rienzi , ha infatti deciso di querelare il cantante e marito di Chiara Ferragniper«diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati». Lo si legge nella denuncia formale inoltrata dal Codacons alla Procura di Roma. APPROFONDIMENTI LA SCELTA GIUSTA Antonella Clerici da Mara Venier: «La mia quarantena con la…

    Today, 10/05/2020 17:39
    Continua la ‘guerra’ tra il Codacons e Fedez: l’ associazione querela il rapper
    assieme al rapper querelati alcuni followers che a detta dell’ associazione avrebbero rivolto pesanti minacce al codacons
    Il Codacons querela Fedez per “diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati”. L’ associazione dei consumatori si è rivolta alla Procura della Repubblica di Roma con un lunghissimo esposto in cui elenca i presunti illeciti che sarebbero stati commessi dal cantante contro la stessa associazione e il suo presidente Carlo Rienzi. La denuncia di Codacons La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il Coronavirus, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori, oltreché un dibattito nell’ opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. Le accuse di Fedez “Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega il Codacons in una nota – – affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione”. Non solo. L’ artista, si legge nella nota, “accusava anche l’ associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa -prosegue il Codacons- tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus”. Querelati il rapper e alcuni follower Ad essere denunciati per diffamazione, violenza e minacce anche numerosi follower di Fedez che, aizzati dal rapper, avrebbero pubblicato sul “minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons”. I commenti più gravi e pericolosi sono stati diffusi su Instagram da utenti che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale per le indagini del caso. “Ora Fedez e i suoi follower dovranno rispondere dinanzi alla Procura di Roma, a vario titolo, dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Contro gli stessi soggetti il Codacons sta completando anche la dovuta azione risarcitoria in sede civile”. La replica di Fedez Immediata la replica di Fedez, che in un paio di stories pubblicate sul suo profilo Instagram ha voluto dire la sua sulla vicenda: “Chi costruisce una terapia intensiva da zero per dare una mano in questa emergenza si becca cento cause in un giorno. È fantastico. Questo è un Paese in cui tutto è possibile, il fottutissimo sogno italiano.” “Nella vita non ho capito un ca..o. Per cercare di dare un mano, senza pretendere nemmeno una pacca sulla spalla, cosa ho guadagnato? Cinque anni che perderò in tribunale a intasare i pubblici uffici. Perché? Perché un’ associazione che promuoveva una raccolta fondi spacciata per aiuto al Coronavirus, che poi i soldi finivano a loro, ha deciso che non sono al livello della loro moralità. Mi viene da ridere.” Il tuo browser non può riprodurre il video. Devi disattivare ad-block per riprodurre il video. Play Replay Play Replay Pausa Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio Indietro di 10 secondi Avanti di 10 secondi Spot Attiva schermo intero Disattiva schermo intero Skip Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi. Attendi solo un istante , dopo che avrai attivato javascript . . . Forse potrebbe interessarti , dopo che avrai attivato javascript . . . Devi attivare javascript per riprodurre il video.

    secoloditalia.it, 10/05/2020 17:37
    Fedez e i suoi follower denunciati dal Codacons. E lui replica: “È il fottutissimo sogno italiano”
    il codacons querela fedez per «diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati».
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    iltempo.it, 10/05/2020 17:31
    Codacons querela Fedez: accuse pesantissime. Associazione a delinquere, il rapper risponde così
    È battaglia legale tra la coppia più social che c’ è, Chiara Ferragni e Fedez, e il Codacons. L’ associazione di tutela dei consumatori ha querelato il rapper per “diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati”, si legge nell’ esposto presentato alla Procura della Repubblica di Roma. Il rapper replica dicendo, in sostanza, che farebbero meglio a occuparsi di cose più serie. Alla base della denuncia presentata dal presidente del Codacons Carlo Rienzi la campagna milionaria di raccolta fondi per la sanità lombarda durante i giorni più drammatici dell’ emergenza coronavirus. La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il Coronavirus, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori, oltreché un dibattito nell’ opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. “Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega l’ Associazione all’ Adnkronos- affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il ca…o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione”. Non solo. L’ artista “accusava anche l’ associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa – prosegue il Codacons – tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus”. Ad essere denunciati per “diffamazione, violenza e minacce” anche numerosi follower di Fedez che “aizzati dal rapper hanno pubblicato sul minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons – spiega il movimento dei Consumatori – e che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale per le indagini del caso”. Ora Rienzi chiede che Fedez e i suoi follower rispondano dinanzi alla Procura di Roma, a vario titolo, dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Contro gli stessi soggetti “il Codacons sta completando anche un’ azione risarcitoria in sede civile”, fa sapere l’ associazione. Il rapper ha replicato alle accuse con un tweet postando l’ articolo 2 dello statuto dell’ associazione: “Leggendo lo statuto del Codacons verrebbe da pensare che dovrebbero avere altre priorità, al posto di Fedez, tra cui ‘il buon andamento della Pubblica Amministrazione’ oppure ‘l’ economia pubblica, l’ industria ed il commercio'”.
    daniele di mario

    TPI News, 10/05/2020 16:41
    Fedez querelato dal Codacons: le accuse dell’ associazione contro il rapper
    Fedez è stato querelato dal Codacons per ‘diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati’. Secondo quanto rivelato dall’ Adnkronos il noto rapper, marito della fashion blogger Chiara Ferragli, sarebbe stato denunciato dal Codacons, rivoltosi alla Procura della Repubblica di Roma inviando un lungo esposto con gli illeciti commessi dal cantante contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. La querela è la conseguenza di una guerra tra Fedez e il Codacons scoppiata dopo che l’ associazione, lo scorso marzo, aveva denunciato il fatto che gli utenti, per partecipare alla raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme a sostegno della sanità italiana organizzata da Fedez e sua moglie Ferragni insieme a Salvo Sottile, erano obbligati al pagamento di una commissione. Denuncia che aveva portato ad un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità, oltre che ad un primo scontro tra il rapper e il Codacons che ha coinvolto anche l’ opinione pubblica. Fedez, infatti, aveva coinvolto i suoi follower e il popolo del nella questione, spiegando in delle storie Instagram il meccanismo di funzionamento delle donazioni su Gofundme e puntando il dito contro l’ associazione dei consumatori, accusata di ostacolare la solidarietà in un momento delicato come quello dell’ emergenza Coronavirus. Il rapper milanese avrebbe inoltre, secondo il Codacons, accusato l’ associazione ‘di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa’. A spiegarlo è lo stesso Codacons sempre all’ Adnkronos: ‘Questa è una tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus. Fedez – proseguono – ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione’. L’ associazione, dopo questa storia, è stata colpita da numerosi e violenti attacchi e da minacce di morte, motivo per cui la denuncia è scattata anche nei confronti di molti follower del rapper marito della Ferragni, i quali dovranno ora essere individuati dalla Polizia Postale e che avranno a che fare anche con un’ azione risarcitoria in sede civile che il Codacons starebbe completando. Leggi anche: 1. ‘Quanto ci è costato liberarla?’: torna l’ odio sui social contro Silvia Romano / 2. Silvia Romano, il giallo della conversione all’ Islam: ‘Lo dirò subito a mia madre’ / 4. Vi racconto come Silvia Romano ha trasformato la mia paura in speranza Potrebbero interessarti Silvia Romano si è convertita all’ Islam. Le sue prime parole: “Sto bene, voglio stare con la mia famiglia” Silvia Romano è arrivata in Italia: le prime immagini da Roma “Quanto ci è costato liberarla?”: torna l’ odio sui social contro Silvia Romano.
    redazione tpi

    ilgiornale.it, 10/05/2020 16:30
    L’ ospedale Covid di Lecce perde ossigeno a 4 mesi dalla sua apertura
    il dea di lecce, ospedale covid, chiuderà per una perdita di ossigeno nell’ impianto di gas medicali: venti i pazienti positivi ricoverati
    Una perdita di ossigeno da un mese e per questo dovrà chiudere. Il Dea (dipartimento di emergenza e accettazione) di Lecce, inaugurato poco prima del Natale scorso e attualmente ospedale Covid , presenta da un mese una perdita nell’ impianto di gas medicali, che rifornisce i reparti e che richiede l’ interruzione del servizio, per poter essere riparata. Quello che Michele Emiliano ha definito uno degli ospedali più all’ avanguardia della Puglia, dal 13 aprile va avanti con una lesione in uno dei giunti che servono per le dilatazioni antisismiche e che si trovano nell’ impianto di ossigeno . Quello stesso impianto tanto discusso perché in piena epidemia sarebbe stato manomesso dalla Asl. L’ azienda sanitaria infatti, ha fatto realizzare a metà marzo, una condotta di collegamento tra la centrale di gas medicali del vicino ospedale “Vito Fazzi” e il Dea, facendo smantellare il serbatoio di quest’ ultimo dove l’ ossigeno arriva direttamente dal primo plesso ospedaliero. Un’ opera non prevista nel progetto autorizzato del Dea e che sinora non avuto il nulla osta da parte dei vigili del fuoco, che invece a dicembre scorso verbalizzarono alla Asl di installare nell’ impianto del Dea non uno, ma ben due serbatoi di gas come scritto nel progetto originario. Risultato? Il Dea non ha neanche quel solo serbatoio che da dicembre scorso era stato usato per effettuare le prove di funzionamento dell’ impianto e che in piena emergenza sanitaria avrebbe fatto comodo per ricoverare i pazienti Covid, nelle more poi di espletare una regolare gara di appalto per il rifornimento di ossigeno. L’ azienda che ha costruito l’ impianto di gas medicali del Dea leccese si è vista costretta a smantellare il serbatoio criogenico , in seguito all’ ordinanza della Regione Puglia che imponeva la rimozione per consentire – si legge nel documento – l’ installazione di un serbatoio di un’ altra ditta. Ma dopo lo smontaggio la Asl contravviene a quanto scritto da Emiliano e fa realizzare la condotta di collegamento, estendendo di fatto alla ditta che già riforniva il “Vito Fazzi” il rifornimento di ossigeno anche nel Dea . Una bretella di collegamento che nel documento regionale non compare. Il Dea di Lecce, ospedale Covid, perde ossigeno a 4 mesi dalla sua apertura E ora proprio questa variante avrebbe impedito alla ditta che ha installato l’ impianto di riparare in garanzia il danno nel giunto senza chiudere il Dea. La bretella di collegamento realizzata infatti, avrebbe compromesso il sistema originario pensato ad anello, tale per cui il rifornimento di gas funziona anche in caso di perdita in un tratto della tubazione, che viene isolato senza interruzione dell’ erogazione di ossigeno. Un impianto comune a molti ospedali moderni che però sarebbe stato compromesso, al punto che il tecnico che ha effettuato il sopralluogo ha concluso quindi che il danno non solo non può essere riparato in garanzia, ma non può risolversi senza la chiusura del Dea con la sospensione del rifornimento di ossigeno. Un problema che la Asl vuole risolvere in fretta. Così alcuni dei venti pazienti ricoverati – i più giovani non più intubati ma pur sempre positivi – sono stati dimessi. Altri dovranno essere collocati altrove. Forse proprio al “Vito Fazzi” che ha già visto la chiusura di due reparti (pneumologia e medicina 1) a causa di un focolaio del virus. Il secondo è stato bonificato e proprio domani dovrebbe riaprire, ma il timore per molti sanitari è che pazienti ancora positivi debbano essere trasferiti in reparti dove mancano percorsi specifici e i dispostivi di protezione scarseggiano, mentre dall’ altra parte della strada c’ è un ospedale covid vuoto. Su questa storia la magistratura ha aperto un’ inchiesta , dopo diversi esposti depositati in procura dal consigliere comunale di Lecce Andrea Guido, di Fratelli di Italia, il Codacons e la consigliera regionale Antonella Laricchia del movimento 5 stelle. Il 28 aprile scorso, la Finanza è stata negli uffici della Asl leccese per sequestrare documentazione utile e ieri è ritornata in via Miglietta per recuperare fascicoli non ricevuti, seppure richiesti. In particolare si cercherà di capire chi ha firmato il progetto di questa condotta di collegamento tra i due ospedali, se l’ opera è stata collaudata e quindi si ha la garanzia che la quantità di ossigeno sia sufficiente nei due plessi. Soprattutto i finanziari valuteranno la legittimità dell’ affidamento da parte dell’ asl alla Air Liquide per l’ erogazione di gas medicali nel Dea.
    roberta grima

    corrieredellosport.it, 10/05/2020 16:00
    “Il Governo si è mosso ma non basta”
    ROMA – Un giorno si farà il conto definitivo dei danni prodotti prima dal Covid-19 e poi dal prolungato lockdown imposto dal nostro Governo. Nel frattempo, anche il comparto del fitness vive dell’ ansia di una ripartenza ancora non ufficializzata e di quel disavanzo economico che si fa ogni giorno più pesante, nonostante sia profonda la consapevolezza di essere una importante valvola di sfogo per venti milioni di italiani che frequentano questa dimensione di un mondo non troppo conosciuto, che ormai tocca i 100.000 centri sportivi, senza dimenticare che dà lavoro a oltre un milione di addetti: « Difficile fare un bilancio adesso – spiega Giampaolo Duregon, Presidente di Anif, l’ Associazione Nazionale Impianti Fitness&Sport – ma tra i tre mesi di chiusura e la ripartenza lenta che sicuramente avremo, anche per gli ingressi scaglionati, per fine anno, calcoliamo un 50% in meno di introiti rispetto al 2019. E sarà dura andare avanti ». Il Governo con voi come si è comportato? « Ha fatto la sua parte con i decreti che hanno tutelato soprattuitto i collaboratori sportivi con i famosi 600 euro e i dipendenti, con la cassa integrazione. Noi abbiamo avuto la possibilità di accedere a dei finanziamenti, ma chiediamo ancora la possibilità di estendere la restituzione da 6 a 15 anni, nella speranza che ci sia qualcosa anche a fondo perduto. Poi aspettiamo anche altri interventi sulle imposte e sulle utenze per agevolare la ripresa dell’ attività ». E come vi state comportando con i soci? « Ai nostri avevamo subito scritto garantendo la restituzione dei mesi non “goduti” prolungando l’ abbonamento per i tre mesi della chiusura. Poi è intervenuto il Codacons come tutela dei consumatori che ha imposto un emendamento dal quale sono scaturiti dei voucher esigibili alla scadenza oppure abbiamo chiesto a 12 mesi, in modo da darci tempo di ripendere da questo terremoto. Altrimenti i mesi senza introiti si raddoppiano passando da tre a sei e allora oltre che difficile, diventerebbe quasi impossibile continuare per molti di noi ».
    pasquale di santillo

    Blitz Quotidiano, 10/05/2020 15:53
    Codacons denuncia Fedez per la raccolta fondi su Gofundme
    ROMA – Il Codacons ha depositato una denuncia nei confronti di Fedez alla Procura di Roma. Il rapper milanese dovrà rispondere dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Si tratta di un lungo esposto con quelli che, secondo l’ associazione dei consumatori, sarebbero i reati commessi nei suoi confronti da parte del marito di Chiara Ferragni. La vicenda, ricorda l’ Ansa, ha origine lo scorso marzo, quando il Codacons denunciò le commissioni “ingannevoli” applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e dal giornalista Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che dichiarò illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Fedez ha replicato con un video sui suoi profili social in cui si dichiara “basito” e replica punto per punto. “Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su Gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte”. Poi rivolto al presidente Carlo Rienzi Fedez dice in video: “Sta cercando di minacciarmi e intimidirmi in tutti i modi. Quello che state facendo – dice al Codacons – non solo è pericoloso ma non serve a nulla se non ai vostri interessi” e ribadisce, grazie ai fondi raccolti, la realizzazione di una terapia intensiva all’ ospedale San Raffaele di Milano che funziona “a pieno regime e salva vite”. (Fonte: Ansa)

    ilgiornale.it, 10/05/2020 15:37
    Il Codacons querela Fedez e i suoi follower: “Diffamazione, associazione a delinquere e induzione a commettere reati”
    prime mosse legali del codacons contro fedez dopo la querelle di marzo sulle donazioni per gli ospedali italiani; al comunicato codacons risponde fedez
    Nuovo capitolo nella diatriba tra il rapper Fedez e il Codacons . Stando a quanto riferito dall’ Adnkronos , l’ associazione dei consumatori avrebbe deciso di passare alle vie legali contro il cantante dopo i fatti accaduti lo scorso marzo, quando tra Fedez e il presidente Carlo Rienzi scoppiò la polemica sulle donazioni per la realizzazione della terapia intensiva del San Raffaele. ” Diffamazione, calunnia, associazione a delinquere , violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati “, sono queste le accuse depositate dal Codacons contro Fedez in una formale querela sporta presso la Procura della Repubblica di Roma. Stando a quanto apprende l’ agenzia di stampa, si tratterebbe di un lunghissimo esposto nel quale vengono elencati con dovizia di particolari i presunti reati contro l’ associazione e contro il presidente Carlo Rienzi. Tutto è nato poco meno di due mesi fa, quando il Codacons bollò come ingannevoli le commissioni sulle attività di raccolta fondi private che in quei giorni si stavano moltiplicando nel nostro Paese. Spinta dal moto solidale per la tragedia che si stava consumando nel Paese a causa del coronavirus, l’ Italia si mobilitò per organizzare collette volontarie per supportare gli ospedali, alla spasmodica ricerca di denaro per la realizzazione urgente di nuovi posti letto. Fedez e sua moglie Chiara Ferragni si sono fatti ambasciatori di una di queste iniziative, creando una raccolta fondi su un sito . Il loro slancio di solidarietà ha coinvolto l’ intero pianeta, tanto che in pochi giorni sono stati raccolti, solo con quella colletta, circa 4.5 milioni di euro . L’ azione svolta dal Codacons era rivolta a ottenere un provvedimento d’ urgenza da parte dell’ Antitrust, che di tutta risposta dichiarò illeggittimo il meccanismo denunciato dall’ associazione dei consumatori. Da qui è partita la querelle che ha coinvolto in prima persona Fedez e Carlo Rienzi, che per giorni si sono affrontati con un intenso scambio di video affidati ai social. Ne è nato un acceso dibattito che ha coinvolto anche altri volti noti e l’ intera opinione pubblica, vista la grande sensibilità del Paese in questi giorni di gravissima emergenza. Fedez non ha risparmiato accuse all’ associazione dei consumatori, secondo lui rea di voler intralciare la macchina della solidarietà con cavilli burocratici. ” Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità “, ha spiegato il Codacons all’ Adnkronos, riportando le parole di Fedez in merito alla sentenza con la quale il tribunale ha rigettato una sua querela perchè ” il non è un mezzo diffamatorio. ” Nei giorni successivi, Fedez aveva sollevato una seconda polemica, accusando il Codacons di aver ” Distratto le donazioni per finanziare se stessa. Tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus. ” L’ azione legale dell’ associazione presieduta da Carlo Rienzi non si è limitata al solo Fedez. Il Codacons ha coinvolto anche alcuni follower del cantante, che ” aizzati dal rapper hanno pubblicato sul minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons. ” Pare che la polizia postale sia già in azione per individuare i nomi delle persone coinvolte. Il Codacons si riserva anche di preparare ” un’ azione risarcitoria in sede civile. ” Pochi minuti dopo è arrivata la replica di Fedez, che attraverso il suo profilo Instagram ha voluto dire la sua sulla vicenda: ” Chi costruisce una terapia intensiva da zero per dare una mano in questa emergenza si becca cento cause in un giorno. Questo è un Paese in cui tutto è possibile, il fottutissimo sogno italiano. ” Il rapper sembra scosso nel video pubblicato pochi minuti dopo essere venuto a conoscenza dell’ azione legale: ” Nella vita non ho capito un cazzo. Per cercare di dare un mano, senza pretendere nemmeno una pacca sulla spalla, cosa ho guadagnato? Cinque anni che perderò in tribunale a intasare i pubblici uffici. Perché? Perché un’ associazione che promuoveva una raccolta fondi spacciata per aiuto al coronavirus, che poi i soldi finivano a loro, ha deciso che non sono al livello della loro moralità . Mi viene da ridere. ”
    francesca galici

    (Sito) Adnkronos, 10/05/2020 14:12
    Il Codacons querela Fedez
    Il Codacons querela Fedez per “diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati” . A depositare formale denuncia contro il rapper è il Codacons, che si è rivolto alla Procura della Repubblica di Roma con un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti che sarebbero stati commessi dal cantante contro l’ associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il Coronavirus, ottenendo un provvedimento d’ urgenza dell’ Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’ accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori, oltreché un dibattito nell’ opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo. Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ ospedale San Raffaele e accusava l’ associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. “Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega l’ Associazione all’ Adnkronos – affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il caz..o che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione”. Non solo. L’ artista “accusava anche l’ associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa -prosegue il Codacons- tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons, in cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’ attività legale dell’ associazione in tema di coronavirus”. Ad essere denunciati per “diffamazione, violenza e minacce” anche numerosi follower di Fedez che “aizzati dal rapper hanno pubblicato sul minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons -spiega il movimento dei Consumatori- e che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale per le indagini del caso”. Ora il Codacons chiede che Fedez e i suoi follower rispondano dinanzi alla Procura di Roma , a vario titolo, dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Contro gli stessi soggetti “il Codacons sta completando anche un’ azione risarcitoria in sede civile”, fa sapere l’ associazione. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

    liberoQuotidiano.it, 10/05/2020 11:30
    Rai 3, Salvo Sottile mostra i muscoli: Palestre di vita, dentro al nuovo format
    10 maggio 2020 a a a Di sport ne fa tanto. E macina chilometri. Adesso per Salvo Sottile arriva un’ altra prova, che sicuramente supererà brillantemente vista la sua grande esperienza. Su Rai 3 arriva il suo nuovo programma, che s’ intitola Palestre di vita . La prima puntata lunedì 11 maggio, alle 20.20. Salvo Sottile, racconterà storie di vita a partire dal rapporto con l’ attività fisica . Venti puntate che dureranno poco meno di mezz’ ora. Il programma, da quanto apprendiamo, sarà realizzato con le videochat, che sono entrate a far parte della nostra vita per dribblare il distanziamento sociale. E Sottile mette in Salvo il format con una nuova grammatica televisiva . All’ Ansa svela: “Mi sono invece trovato in un paio di giorni di fronte a un bivio: cancellare il progetto e rinviarlo a data da destinarsi o ripensarlo. Non ho mollato: ho raggiunto queste persone attraverso le nuove tecnologie”. “Non mi sembra vero”, Soleil Sorge, odissea ai Caraibi per il coronavirus Ma il giornalista siciliano, nato nel segno della cronaca nera, non lascia Mi manda Rai 3 , un gioiellino del terza Rete Rai. Che, da rumors, dovrebbe sbarcare anche in prima serata . È un vero programma al servizio dei cittadini, per questo abbiamo aperto il martedì lo sportello L’ Inps risponde – racconta a Il Corriere della Sera . In questa fase delicata cerchiamo di mettere in contatto cittadini e istituzioni. La cosa che mi fa più rabbia è vedere una burocrazia che rende impossibili aiuti che pure in questo momento sono vitali. In Germania i sussidi a partite Iva e commerciati vengono bonificati sul conto corrente nel giro di una settimana; da noi è una palude che si perde nel rimbalzo di competenze e responsabilità: regole, norme, cavilli che rallentano il Paese. Questa sarebbe la vera occasione per dare una svolta”. Salvo è stato tra i promotori di una raccolta fondi , che ha registrato immediatamente grandi risultati, per gli ospedali di Bergamo, Brescia e Milano. Ma ha dovuto fare i conti con il Codacons che gli ha puntato i dito contro, minacciando querele. “Avevano annunciato che mi avrebbero querelato, ma sono ancora qui che aspetto…”, puntualizza Sottile.
    francesco fredella

    Siracusa News, 10/05/2020 11:16
    Prestiti alle Pmi, il Codacons scrive ai Prefetti: una cabina di regia per sbloccare lo stallo
    Il Codacons annuncia una istanza ai Prefetti siciliani affinché intervengano per sbloccare la situazione di stallo nel settore del credito e verificare l’ operato delle banche in tema di prestiti alle piccole imprese. Al momento il prestito garantito da 25mila euro previsto dal Governo per aiutare le Pmi in difficoltà si sta rivelando un flop, a causa degli ostacoli posti dal sistema bancario, come evidenziato tra l’ altro da un monitoraggio del Codacons. Per l’ associazione i Prefetti possono avere in questa situazione un ruolo fondamentale, attivando sul territorio cabine di regia con i soggetti interessati e le associazioni di categoria, al pari di quanto fatto dal Prefetto Laura Lega a Firenze, dove è stato firmato un apposito protocollo per velocizzare la concessione dei prestiti. Per Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons ” Non c’ è più tempo da perdere, perché centinaia di piccole imprese rischiano di non riuscire più a riaprire. Per tale motivo invieremo una istanza a tutti i Prefetti siciliani chiedendo di attivarsi emulando il “modello Firenze”, verificando la correttezza dell’ operato delle banche e creando tavoli e cabine di regia con lo scopo preciso di sbloccare nel minor tempo possibile i prestiti a favore delle Pmi “.

    Blog Sicilia, 10/05/2020 09:44
    Mascherine irregolari, i carabinieri del Nas sequestrano 386 dispositivi in un’ azienda
    I carabinieri del Nas hanno sequestrato 386 mascherine irregolari trovati nella disponibilità di una azienda operante nel settore commerciale dell’ impiantistica che si trova a Rosolini, nel Siracusano . La merce, del valore commerciale di circa 1000 euro, non aveva le indicazioni in lingua italiana o dei paesi dell’ Unione europea, così come previsto dal Codice del consumo, per cui il proprietario è stato sanzionato. La segnalazione, in merito ai dispositivi presenti in questa azienda, è arrivata nei giorni scorsi e così i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Ragusa , ha provveduto a compiere delle verifiche per accertare se quei sospetti corrispondessero al vero. Il titolare è stato sentito dagli inquirenti per risalire alla sua fonte di approvvigionamento, allo scopo di accertare se altre imprese stanno facendo uso di queste mascherine irregolari. La settimana scorsa era finita in una bufera giudiziaria l’ ex presidente della Camera dei Deputati Irene Pivetti , indagata dalla Procura di Siracusa per frode in commercio ed immissione sul mercato di prodotti non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza che ha alzato un velo su un traffico internazionale di mascherine tra l’ Italia, la Sicilia e la Cina. Le indagini sono nate a seguito di una segnalazione delle Fiamme gialle di Bologna che, dopo aver scovato delle protezioni irregolari, sono risalite ad una società di distribuzione di Lentini. Questa, a sua volta, si sarebbe rivolta ad un’ azienda che importava la merce dalla Cina ma secondo la ricostruzione della Finanza sarebbe stato alterato il certificato di idoneità. ‘Se dovesse essere ‘invalido o falso’ il certificato emesso dalla società polacca che attesta la conformità delle mascherine e’ chiaro e evidente che io e la società saremmo parte lesa nell’ inchiesta’ ha detto Irene Pivetti. Ed a tal proposito, il Codacons Siracusa ha deciso di voler depositare alla Procura della Repubblica di Siracusa la costituzione di parte offesa nel procedimento scaturito dal sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza di 9000 mila mascherine con certificazione falsa.

    corriere.it, 10/05/2020 08:41
    il personaggio
    Salvo Sottile: «Racconto gli italiani e il rapporto con lo sport (e aspetto ancora la querela del Codacons…)»
    «palestre di vita» è il nuovo programma di salvo sottile al via da lunedì 11 alle 20.20 su rai3: «tante storie intime e personali in cui molti si possono immedesimare»
    «L’ idea è quella di parlare del rapporto con lo sport partendo da storie di vita vissuta, da racconti personali in cui tanti si possono immedesimare». L’ idea di partenza in verità era quella di andare in giro per le palestre d’ Italia a raccontare queste storie di vita vissuta. Ma poi il coronavirus ha cambiato i piani: «Ci siamo dovuti riadattare e così il racconto dei protagonisti avviene a distanza, attraverso le nuove tecnologie: ho intervistato i protagonisti in videochat per raccontare come lo sport può diventare una sorta di certificato di esistenza in vita rispetto alle restrizioni alle quali siamo stati sottoposti». è il nuovo programma di Salvo Sottile al via da lunedì 11 alle 20.20 su Rai3. Una striscia quotidiana di 20 minuti incentrata su due storie in ogni puntata. «C’ è chi sognava di diventare uno sportivo e ha fallito; chi era solo e in palestra ha trovato amici; chi aveva problemi con la giustizia e ha ritrovato la strada; chi lottava con il suo peso e ha ricostruito il fisico; si parla di disabilità e autismo; si raccontano ragazzi difficili e infermieri coraggiosi». Il filo conduttore della trasmissione resta sempre lo sport: «Ognuno degli intervistati era bloccato all’ interno della sua abitazione, ognuna di queste persone, uomini, donne ragazzi, aveva iniziato a fare sport per motivi diversi. L’ emergenza ha sconvolto e trasformato le vite di tutti, anche di chi ha cercato nella pratica sportiva un sostegno, a volte una chiave di accesso per capire le pagine più complesse della propria esistenza. Sono tante storie diverse di un’ Italia allo specchio, un’ Italia che ha trovato il modo di esorcizzare l’ incubo del non uscire, che ha saputo trovare il “fuori” dentro casa. Nel tempo rimarrà anche la fotografia di un periodo storico che non dimenticheremo mai». Salvo Sottile non lascia l’ appuntamento quotidiano con che tra qualche settimana avrà anche una declinazione in prima serata: «È un vero programma al servizio dei cittadini, per questo abbiamo aperto il martedì lo sportello . In questa fase delicata cerchiamo di mettere in contatto cittadini e istituzioni. La cosa che mi fa più rabbia è vedere una burocrazia che rende impossibili aiuti che pure in questo momento sono vitali. In Germania i sussidi a partite Iva e commerciati vengono bonificati sul conto corrente nel giro di una settimana; da noi è una palude che si perde nel rimbalzo di competenze e responsabilità: regole, norme, cavilli che rallentano il Paese. Questa sarebbe la vera occasione per dare una svolta». Il Codacons aveva polemizzato con il giornalista sul tema della raccolta fondi per il coronavirus: «Avevano annunciato che mi avrebbero querelato, ma sono ancora qui che aspetto…».
    renato franco

    Giornale di Sicilia, 10/05/2020 06:40
    l’ ordine dei biologi: tariffe capestro ai privati per i test seriologici
    In Sicilia infezione a ritmi lenti Già raggiunti i centomila tamponi
    In Sicilia continua a ritmi bassi la circolazione del Covid-19, con un incremento di 12 casi nelle ultime 24 ore, che portano a quota 3313 il totale dei contagi dopo oltre 100mila tamponi effettuati – poco più di 2800 tra ieri e venerdì scorso – e circa 99mila persone esaminate. Questo l’ ultimo quadro dell’ emergenza tracciato dalla Regione, che indica un altro boom di guariti nell’ arco di una giornata: 56 in tutto, per un bilancio complessivo di 977, tra i quali c’ è il vescovo di Caltagirone, monsignor Calogero Peri, ieri in visita (a sorpresa) nell’ area Covid dell’ ospedale calatino dove è stato ricoverato. Proprio grazie all’ impennata di guarigioni, con 47 soggetti in meno rispetto a venerdì i malati attuali scendono a 2080. Fra questi, 1786 sono in isolamento domiciliare e 294 ricoverati in ospedale, di cui 17 in terapia intensiva, con un decremento di 35 degenze. L’ elenco dei decessi arriva invece a 256 persone, con tre vittime in più dall’ 8 maggio. Su scala provinciale, gli attuali positivi sono così distribuiti: 693 a Catania, 398 a Palermo, 358 a Messina, 247 a Enna, 109 a Siracusa, 98 a Caltanissetta, 71 ad Agrigento, 69 a Trapani e 37 a Ragusa. Intanto, sul fronte sanitario, dopo il via libera, anche nell’ Isola, alle analisi per la ricerca degli anticorpi nel sangue, l’ Ordine nazionale dei Biologici, per mano del suo vicepresidente e delegato in Sicilia, Pietro Miraglia, in una lettera indirizzata a Palazzo d’ Orleans sottolinea che sui «test sierologici la Regione impone tariffe capestro ai privati che non coprono le spese», visto che con i prezzi fissati per ciascun esame, «calcolati in 10 euro, con l’ aggiunta di altri 10 se effettuati domicilio», non si arriva «neanche a coprire i costi dei reagenti». Il Codacons, invece, citando uno studio delle università di Catanzaro e della Cattolica, punto il dito contro «l’ atavica lentezza della Sanità siciliana» per i tamponi effettuati, che hanno coperto «solo l’ 1,64% della popolazione, dato inferiore a quello nazionale», e per l’ attivazione di 11 Usca sulle 101 previste. Intanto, in tema di controlli, la compagnia Caronte & Tourist, attiva sullo stretto di Messina, ha affidato a Rina Consulting, che si è occupata del piano anti -Co vid nel cantiere del nuovo ponte di Genova, l’ incarico di verificare e perfezionare le misure di riduzione del rischio contagio esistenti sui tra.

    Corriere dello Sport Stadio, 10/05/2020 06:37
    «Il Governo si e mosso ma non basta»
    ROMA – Un giorno si farà il conto definitivo dei danni prodotti prima dal Covid-19 e poi dal prolungato lockdown imposto dal nostro Governo. Nel frattempo, anche il comparto del fitness vive dell’ ansia di una ripartenza ancora non ufficializzata e di quel disavanzo economico che si fa ogni giorno più pesante, nonostante sia profonda la consapevolezza di essere una importante valvola di sfogo per venti milioni di italiani che frequentano questa dimensione di un mondo non troppo conosciuto, che ormai tocca i 100.000 centri sportivi, senza dimenticare che dà lavoro a oltre un milione di addetti: «Difficile fare un bilancio adesso – spiega Giampaolo Duregon, Presidente di Anif, l’ Associazione Nazionale Impianti Fitness&Sport – ma tra i tre mesi di chiusura e la ripartenza lenta che sicuramente avremo, anche per gli ingressi scaglionati, per fine anno, calcoliamo un 50% in meno di introiti rispetto al 2019. E sarà dura andare avanti». Il Governo con voi come si è comportato? «Ha fatto la sua parte con i decreti che hanno tutelato soprattuitto i collaboratori sportivi con i famosi 600 euro e i dipendenti, con la cassa integrazione. Noi abbiamo avuto la possibilità di accedere a dei finanziamenti, ma chiediamo ancora la possibilità di estendere la restituzione da 6 a 15 anni, nella speranza che ci sia qualcosa anche a fondo perduto. Poi aspettiamo anche altri interventi sulle imposte e sulle utenze per agevolare la ripresa dell’ attività». E come vi state comportando con i soci? «Ai nostri avevamo subito scritto garantendo la restituzione dei mesi non “goduti” prolungando l’ abbonamento per i tre mesi della chiusura. Poi è intervenuto il Codacons come tutela dei consumatori che ha imposto un emendamento dal quale sono scaturiti dei voucher esigibili alla scadenza oppure abbiamo chiesto a 12 mesi, in modo da darci tempo di ripendere da questo terremoto. Altrimenti i mesi senza introiti si raddoppiano passando da tre a sei e allora oltre che difficile, diventerebbe quasi impossibile continuare per molti di noi». pas.dis.

    Il Gazzettino, 10/05/2020 06:20
    Crisi bancarie, il senatore Andrea Ferrazzi entra nella commissione parlamentare
    LA NOMINA MESTRE Il senatore Pd Andrea Ferrazzi entra a far parte della Commissione parlamentare d’ inchiesta sul sistema bancario e finanziario, dopo le dimissioni di Luigi Zanda. «Ho accettato volentieri commenta con un post sul suo profilo Facebook È un settore strategico per il nostro Paese, sia in tempo di emergenza che ordinario. Attraverso le banche passano finanziamenti essenziali sia per le imprese che per le famiglie». «Le politiche monetarie aggiunge Ferrazzi hanno una ricaduta diretta sull’ economia e anche per questo va garantita la massima trasparenza e il funzionamento dell’ intero sistema. Darò il mio contributo e chiedo il vostro sostegno». Che il parlamentare veneziano entri a far parte dell’ organismo è particolarmente significativo anche alla luce del fatto che le crisi bancarie, com’ è noto, hanno duramente colpito il Veneto, con il crac di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza. Ed è significativo anche per il fatto che nel suo nuovo ruolo è destinato a diventare un interlocutore ancora più stretto di don Enrico Torta, il battagliero parroco di Dese, che ha creato il Comitato dei risparmiatori danneggiati, non pochi dei quali sono assistiti legalmente dal Codacons di cui è presidente Franco Conte. (a.spe.)

    Il Gazzettino, 10/05/2020 06:20
    I 5 stelle veneti: «Una commissione d’ inchiesta sulle morti negli ospizi»
    IL CASO VENEZIA Sono almeno dieci, ma la lista si allunga di giorno in giorno, gli esposti depositati dai familiari degli anziani morti nelle Rsa e nelle case di riposo del Veneto. Le Procure di mezza regione hanno aperto fascicoli per capire come si siano diffusi i contagi e per accertare cosa sia stato fatto per tutelare la salute degli ospiti e degli operatori. Per fare chiarezza il Movimento 5 Stelle del Veneto avanza la richiesta di una commissione speciale d’ inchiesta regionale. I conti non tornano agli esponenti pentastellati che hanno confrontato il numero delle vittime da Coronavirus in Veneto con il report di Istat e Istituto superiore della sanità che ha rapportato la media dei morti nel primo trimestre degli anni scorsi con il numero di decessi registrati nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2020. «Secondo il rapporto in Veneto nel primo trimestre ci sono stati mille morti – spiega Enrico Cappelletti candidato presidente M5s del Veneto – circa il doppio rispetto ai 511 decessi da Coronavirus apparsi nei dati della Regione. Numeri incompatibili sui quali bisogna indagare». LE NDAGINI La battaglia legale delle Rsa per anziani parte intanto da Casa Fenzi a Conegliano, ma potrebbe essere seguita anche dal Cesana Malanotti di Vittorio Veneto. «Treviso ha avuto il 32,4% dei decessi – per il consigliere regionale Simone Scarabel – quasi il doppio di Padova e più della stessa Verona – è un caso che va studiato per verificare se ci siano state responsabilità». Un’ inchiesta conoscitiva sulla gestione delle residenze per anziani pubbliche e private grava anche sulla provincia di Venezia. È stata aperta dalla Procura della città lagunare che ha delegato i carabinieri del Nas di Treviso ad acquisire dati e linee guida seguite per i decessi avvenuti tra gli ospiti. La lente di ingrandimento è puntata sulla struttura Venezia di Marghera. «Qui – ricorda la consigliera regionale Erika Baldin – sono stati trovati 90 anziani positivi e 20 sono morti». Lo stesso accade a Merlara nel Padovano: la Procura ha aperto un fascicolo sulla casa di riposo Scarmignan, dove sono morti 30 dei 70 ospiti. Infine a Verona c’ è un esposto del Codacons a nome dei parenti delle vittime, la città che forse detiene il primato «con Rsa in cui la metà dei pazienti è morta per il contagio» dice il consigliere veneto Manuel Brusco. «È doveroso fare una commissione regionale d’ inchiesta perché queste strutture dovevano essere considerate situazioni ad alto rischio fin dall’ inizio, mentre la Regione è intervenuta tardivamente» per la senatrice M5s Barbara Guidolin che coinvolgerà anche la Commissione dei diritti umani a Roma di cui fa parte. LA REGIONALI La Regione Veneto il 20 aprile ha diffuso i risultati dei tamponi eseguiti all’ interno delle case di riposo del Veneto. Tre su quattro erano risultate Covid free. Libere quindi dal Coronavirus che però aveva già ucciso 376 anziani e all’ epoca altri 272 erano ricoverati negli ospedali. La ricognizione della Regione aveva riguardato 330 ospizi, dove erano stati trovati positivi 2.154 degenti (il 6,4%) e 1.003 lavoratori (il 3,25%). Rispetto al totale, 244 strutture (il 73,9%) erano risultate completamente negative ai test effettuati sui degenti. r.ian. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Cronache di Napoli, 10/05/2020 06:15
    Rivolta degli abitanti contro l’ antenna 5G
    SAVIANO (giule) Scatta l’ allarme dei cittadini per una antenna 5G, che potrebbe essere installata in un fondo agricolo privato nella zona cosiddetta del ‘Fressuriello’. Gli abitanti sono scesi sul piede di guerra e hanno attivato le associazioni ambientaliste. Hanno chiesto l’ accesso agli atti della Regione, del Comune, dell’ Arpac e dell’ Asl Napoli Sud 3. Non solo. I comitati hanno inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica di Nola e richiesta al sindaco Carmine Addeo ed all’ assessore all’ Ambiente Luigi Cappella. Chie dono all’ amministrazione comunale una conferenza dei servizi per coinvolgere i residenti. Sono in programma nei prossimi giorni incontri con Legambiente e con Codacons. E’ stato tazione e installazione di rete 5G sul territorio di Saviano”, indirizzata all’ amministrazione comunale. Premesso che alcuni cittadini hanno già formato un comitato civico spontaneo, preoccupati per la notizia che si stia paventando la possibilità dell’ installazione di un antenna di rete 5G su un suolo privato. Il Comune non ha un regolamento per la individuazione di specifiche zone dove posizionare impianti radioelettrici con norme per regolamentarne l’ installazione.

    La Sicilia, 10/05/2020 04:31
    «Pochi tamponi e poche Usca così la Regione affronta il Covid»
    Giuseppe BonaccorsiCatania. Il Codacons torna all’ attacco dell’ assessorato regionale alla Salute e mette in puntini sulle “i” sul numero dei tamponi effettuati in Sicilia e sulle Usca attualmente operative. «E’ stato pubblicato ieri – scrive in una nota l’ associazione consumatori – il Report contenente l’ analisi dei modelli organizzativi di risposta al Covid-19 realizzato dall’ Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica di Roma, l’ Università Cattolica del Sacro Cuore e l’ Università di Catanzaro. Il documento, che presenta un confronto sistematico dell’ andamento della diffusione a livello nazionale, permette di comprendere le diverse strategie adottate dalle Regioni. Dall’ analisi del rapporto – spiega ancora il Codacons – emerge che la sanità siciliana versa in una situazione allarmante. Infatti, la Regione ha sottoposto a test diagnostico solo l’ 1,64% della popolazione, dato inferiore rispetto a quello nazionale, e i laboratori regionali, nel corso della settimana oggetto di studio, hanno processato soltanto 3,66 nuovi tamponi ogni 1.000 abitanti. Quest’ ultimo dato, continua il Codacons, evidenzia ancora una volta la lentezza atavica della sanità in Sicilia, poiché il numero dei tamponi effettuati è largamente più basso rispetto a quello delle altre regioni (ad eccezione della Puglia)». Il Codacons inoltre aggiunge che «il modello gestionale territoriale ha portato all’ attivazione di sole 11 USCA sulle previste 101. Le USCA sono le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, che dovranno monitorare i pazienti affetti da Covid-19 in isolamento domiciliare, per i quali non è necessario il ricovero in ospedale, quelli in isolamento domiciliare con possibile infezione da Covid e i ricoverati per Covid dimessi dai presidi. Tali unità, che sono essenziali per fronteggiare la pandemia, dovevano essere istituite, secondo l’ art. 8 del D. L. 14/2020, entro il 20 marzo 2020 in tutte le regioni. In particolare, dovrebbe sorgere una unità speciale ogni 50.000 abitanti. Le USCA sono importantissime poiché consentono di valutare il malato ed iniziare una valida terapia sui pazienti sin dall’ insorgenza dei primissimi sintomi. Tutto è finalizzato ad evitare l’ aggravamento della malattia nel singolo paziente. Dunque, in questo modo si dovrebbero identificare i casi sospetti di Covid 19, disporre l’ isolamento del paziente, avviare il trattamento e il suo riconoscimento mediante tampone. . Ecco i motivi che hanno portato alla istituzione delle USCA. Ma in Sicilia ancora tardano a nascere…».

    La Sicilia (ed. Ragusa), 10/05/2020 04:31
    la situazione
    «Test sotto il livello nazionale»
    «Test sotto il livello nazionale»m.b.) Restano immutati i numeri riguardanti la provincia di Ragusa per quanto riguarda gli attuali positivi da Covid-19. Restano confermati 37 i positivi secondo il report fornito ieri pomeriggio dalla Regione che conferma anche i 50 guariti dall’ emergenza ad oggi e i 3 pazienti attualmente ricoverati all’ ospedale Covid Maggiore di Modica. Fermo, per fortuna, anche il numero dei decessi, 7 in tutto, da quando si è verificata l’ emergenza. Intanto il Codacons parla di sanità regionale disorganizzata: “La Regione ha sottoposto a test diagnostico solo l’ 1,64% della popolazione, dato inferiore rispetto a quello nazionale, e i laboratori regionali, nel corso della settimana oggetto di studio, hanno processato soltanto 3,66 nuovi tamponi ogni 1.000 abitanti.

    La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Brindisi), 10/05/2020 04:28
    agricoltura questa mattina il farmers market di campagna amica in piazza bottazzi spesa possibile fuori dal comune?
    Fiori in dono alle mamme riparte il mercato contadino «Solo se necessario»
    È crollata del 61% la spesa contadina per effetto del lockdown che ha limitato gli spostamenti dei consumatori e costretto alla chiusura di mercati degli agricoltori e agriturismi. È quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’, presentata all’ avvio della Fase 2 in occasione della riapertura dei mercati contadini in Puglia, con l’ atteso ritorno a Lecce in piazza Bottazzi del Mercato di Campagna Amica oggi, alle 9,30, per la festa della mamma. «La riapertura del mercato contadino di piazza Bottazzi rappresenta un momento di speranza e di ritorno graduale alla normalità, dove gerbere e rose saranno donate alle donne in occasione della Festa della mamma – dice il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele – L’ agricol tura non si è mai fermata nei giorni del lockdown e la riapertura dei mercati contadini segna anche la voglia di tornare a fornire un servizio importante per la comunità». Con la Fase 2 è ripartita la metà dei mercati di Campagna Amica in Puglia che mette a disposizione delle famiglie 52 mercati contadini, 29 botteghe e una rete di 505 aziende agricole e 80 agriturismi con una varietà di prodotti che – spiega Coldiretti Puglia – vanno dalla frutta alla verdura di stagione, dal pesce alla carne, dall’ olio al vino, dal pane alla pizza, dai formaggi fino ai fiori per una spesa annua che prima dell’ emergenza ha raggiunto i 20 milioni di euro di fatturato. Ora è atteso a breve il via libera alla riapertura per la ristorazione e l’ alloggio per 850 agriturismi pugliesi spesso situati in zone isolate della campagna – ag giunge Coldiretti Puglia – in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’ aperto dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza anti coronavirus. La riapertura dei mercati contadini è una opportunità anche per l’ 82% dei pugliesi che con l’ emergenza coronavirus sugli scaffali cercano prodotti Made in Italy per sostenere l’ economia ed il lavoro dei territori secondo Coldiretti/Ixè. Nei mercati e negli agriturismi di Campagna Amica sono state adottate tutte le precauzioni per garantire la sicurezza con la disponibilità di disinfettanti, l’ invito a non toccare la merce e ingressi contingentati per evitare affollamenti ma anche iniziative per la consegna a domicilio della spesa. L’ arrivo delle famiglie fra i banchi degli agricoltori è un passo importante verso la normalità con i consumi che lasciano la «spesa di guerra» con scatolette e surgelati per un ritorno – spiega Coldiretti – a una dieta mediterranea di prodotti freschi da sempre simbolo di salute e lunga vita. Nei mercati dei contadini è possibile anche trovare specialità del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all’ importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte. L’ alta qualità dei prodotti più freschi, saporiti e genuini è la principale ragione di acquisto diretto dall’ agricoltore per il 71% degli italiani, seguita dalle garanzie di sicurezza e dalla ricerca di prodotti locali che salgono sul podio delle motivazioni seguite dalla convenienza economica, secondo l’ Indagine Coldiretti/Ixè. Le vendite dirette Puglia – evidenzia la Coldiretti – garantiscono lavoro e futuro con 20mila giornate lavorate e 3 milioni di scontrini, con i mercati che oltre a essere luogo di acquisto diventano anche occasioni di educazione e cultura sono un aiuto concreto per contrastare la tendenza allo spopolamento dei centri urbani dove chiudono negozi e botteghe con evidenti effetti negativi legati alla taglio dei servizi di prossimità, ma anche un indebolimento del sistema relazionale, dell’ intelaiatura sociale e spesso anche della stessa sicurezza. La spesa nei centri commerciali, tra faq e fake news. Proprio sul sito del Governo, ad una delle domande frequenti, viene chiarito che «di norma la spesa deve farsi in esercizi ragionevolmente prossimi alla propria abitazione, pur non essendo più previsto il territorio comunale quale limite territoriale degli spostamenti. Un maggior allontanamento è consentito solo in presenza di specifiche ragioni che lo rendano necessario». Gli avvocati del Codacons Lecce, Cristian Marchello e Piero Mongelli, provano ad esemplificare concretamente quanto contenuto nel Dpcm, nell’ obiettivo di scongiurare fraintendimenti che possono risultare pericolosi per la sicurezza pubblica. «Posso andare a fare la spesa agli ipermercati? – è la domanda Sì, come in qualunque altro supermercato, mercato, salumeria, macelleria, fruttivendolo, eccetera». Seconda domanda: «Posso andare a fare la spesa fuori dal mio comune? No, se è per fare la spesa quotidiana o settimanale, a meno che il negozio situato fuori dal mio comune non sia vicino a casa mia, consentendomi di fare la spesa nel minore tempo possibile, onde rispettare il parametro fondamentale di limitare al massimo la possibilità di contatto sociale». Invece, «sì, nel caso in cui vi sia una situazione di specifica necessità che lo giustifichi». Per esempio: «Se sono di Lecce, la polizia municipale di Cavallino o quella di Surbo possono multarmi se mi trovano in giro nel loro territorio? Sì, salvo che non mi trovi in una delle cause che giustifichino l’ uscita, come salute, lavoro, stato di necessità, visita ai congiunti eccetera». «In ogni caso, in questa fase, consigliamo a tutti i cittadini di adottare i comportamenti più prudenziali possibili – è l’ accorato appello di Marchello e Mongelli – e di evitare di fare la normale spesa in luoghi lontani dalla propria abitazione. In rispettosa attesa dei chiarimenti richiesti al prefetto. Contestualmente, invitiamo fermamente le amministrazioni comunali ad evitare pretestuose e ingiustificate polemiche che, creando inutile confusione, finiscono per danneggiare tutti i cittadini e vanificare gli enormi sacrifici che siamo stati chiamati a sopportare a tutela della salute nostra e della comunità». Mauro Marino *Fondo Verri.

    Quotidiano di Puglia, 10/05/2020 04:03
    Spesa fuori dal Comune? «Solo per ragioni necessarie»
    Continua a tenere banco l’ affaire spesa nei centri commerciali. Un post del sindaco di Lecce Carlo Salvemini riapre l’ argomento. Il primo cittadino si rifà alle Faq del Ministero dell’ Interno: «Si comprende che la formulazione di norma rappresenta una raccomandazione e non un obbligo; che l’ espressione specifiche ragioni che lo rendano necessario ne comprende più d’ una e tutte valide. Quindi alla domanda sindaco abito a Cavallino, posso fare la spesa a Lecce? la risposta è: sì», sostiene il primo cittadino. La Prefettura di Lecce, interpellata telefonicamente risponde con un testo in cui si evidenza il testo riportato dalla Faq del Ministero dell’ Interno: …di norma la spesa deve farsi in esercizi ragionevolmente prossimi alla propria abitazione, pur non essendo più previsto il territorio comunale quale limite territoriale degli spostamenti; un maggior allontanamento è consentito solo in presenza di specifiche ragioni che lo rendano necessario. Dunque è necessario valutare le ragioni che spingono a spostarsi per fare la spesa in altro Comune. Sull’ argomento interviene anche il Codacons: «Non volendo partecipare alle attuali polemiche politiche, il Codacons di Lecce ha elaborato le istruzioni per l’ uso nella spesa agli ipermercati valide per adesso (alla luce delle informazioni di cui siamo in possesso)», scrivono Cristian Marchello e Piero Mongelli. Per i consumatori si può andare a fare la spesa agli come in qualunque altro supermercato, mercato, salumeria, macelleria, fruttivendolo. Posso andare a fare la spesa fuori dal mio Comune? Per il Condacons la risposta è «no. Per fare la spesa quotidiana o settimanale a meno che il negozio situato fuori dal mio comune non sia vicino a casa mia, consentendomi di fare la spesa nel minore tempo possibile. Ma la risposta diventa sì se nel caso in cui vi sia una situazione di specifica necessità che lo giustifichi». E attenzione, dice il Codacons: «Se sono di Lecce, la Polizia Municipale di Cavallino o quella di Surbo possono multarmi se mi trovano in giro nel loro territorio? Sì – rispondono i legali – salvo che non mi trovi in una delle cause che giustifichino l’ uscita (salute Lavoro Stato di necessità visita ai congiunti etc.)». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Il Mattino di Padova, 10/05/2020 04:02
    Il M5s va all’ attacco «Verità sui decessi nelle case di riposo»
    i consiglieri regionali chiedono una commissione d’ inchiesta baldin: sottomarina rischia l’ effetto navigli di milano
    padova Una commissione d’ inchiesta del consiglio regionale per indagare sulla gestione delle case di riposo e sul tasso di mortalità degli anziani con il flagello Covid. A lanciare la proposta sono i consiglieri regionale del M5s Baldin, Brusco e Scarabel, la senatrice Barbara Guidolin ed Enrico Cappelletti, ex senatore e candidato presidente alla regionali 2020 nella sfida contro Zaia. Ci sono troppi dati contraddittori, le cifre dei decessi fornite dall’ Istat in questi giorni invitano a riflettere e il M5s vuole dare risposte ai parenti delle vittime che hanno avviato azioni legali, sostenuti dal Codacons che a Verona ha chiesto addirittura le riesumare le salme e disporre le autopsie. Cappelletti precisa: «Non vogliamo assolutamente interferire con l’ azione della magistratura la cui autonomia è sacrosanta, ma la politica si deve assumere la responsabilità della gestione dell’ emergenza e noi siamo convinti che la Regione abbia sbagliato a sottovalutare il problema. Si tratta di capire perché i tamponi per tutto il personale delle Rsa sono scattati solo dal 29 marzo. Il ministero della Sanità ha creato le Usca, cioè le squadre speciali per assistere in ogni distretto i malati di Covid a domicilio e nelle Rsa: ne sono previste 100 per il Veneto, ne sono partire solo 50. Va fatta chiarezza su tutta questa materia».Le realtà più colpite sono la casa di cura di Merlara, nella Bassa padovana, Villa Bartolomeo nel Veronese mentre nel Trevigiano sono state commissariate due case di riposo su decisione di Domenico Mantoan, Dg della sanità veneta, come ha ricordato Simone Scarabel. La direttrice della casa di riposo di Merlara ha spiegato di essere stata lasciata sola, mentre in alcune realtà del Vicentino sono intervenuti i volontari perché il personale non era in grado di affrontare l’ emergenza, come ha ricordato Manuel Brusco, che poi ha spiegato le iniziative avviate nel Veronese dai parenti delle vititme. La senatrice Guidolin, operatrice sanitaria, ha sottolineato come i tagli degli organici abbiano inciso profondamente nella gestione. Poi il ritardo con cui sono state fornite le mascherine e i Dpi al personale, hanno aggravato una situazione di per sé già preoccupante. «E’ assolutamente indispensabile continuare a fare i tamponi con regolarità in tutte le case di riposo sia agli ospiti che al personale, dato che si tratta della fascia d’ età maggiormente sottoposta al rischio anche quando il contagio sarà azzerato», ha detto la Guidolin.Erika Baldin ha invitato la magistratura a portare avanti le indagini e ha spostato l’ analisi sui trasporti: troppa gente sui bus e sui vaporetti spesso senza mascherine. E ha messo in guardia dal facile ottimismo. «In questo week end sui lungomari del Veneziano, ma pure sul Lago di Garda, rischiamo l’ effetto Navigli di Milano. Saranno giornate che mettono alla prova la capacità dei veneti di aver cura della sanità collettiva, con il rispetto delle distanze e l’ uso delle protezioni individuali. Se anche in Veneto le mascherine restano al collo e le zone pedonali si riempiono di comitive accalcate tra ciacole e spritz, allora sarà una sconfitta. Con la spiaggia chiusa, temiamo che la gente si riversi sul lungomare di Sottomarina, con scene tipo Navigli. Speriamo nel senso di responsabilità di tutti». –Albino salmaso© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    La Nuova di Venezia e Mestre, 10/05/2020 04:02
    Il M5s va all’ attacco «Verità sui decessi nelle case di riposo»
    i consiglieri regionali chiedono una commissione d’ inchiesta baldin: sottomarina rischia l’ effetto navigli di milano
    padova Una commissione d’ inchiesta del consiglio regionale per indagare sulla gestione delle case di riposo e sul tasso di mortalità degli anziani con il flagello Covid. A lanciare la proposta sono i consiglieri regionale del M5s Baldin, Brusco e Scarabel, la senatrice Barbara Guidolin ed Enrico Cappelletti, ex senatore e candidato presidente alla regionali 2020 nella sfida contro Zaia. Ci sono troppi dati contraddittori, le cifre dei decessi fornite dall’ Istat in questi giorni invitano a riflettere e il M5s vuole dare risposte ai parenti delle vittime che hanno avviato azioni legali, sostenuti dal Codacons che a Verona ha chiesto addirittura le riesumare le salme e disporre le autopsie. Cappelletti precisa: «Non vogliamo assolutamente interferire con l’ azione della magistratura la cui autonomia è sacrosanta, ma la politica si deve assumere la responsabilità della gestione dell’ emergenza e noi siamo convinti che la Regione abbia sbagliato a sottovalutare il problema. Si tratta di capire perché i tamponi per tutto il personale delle Rsa sono scattati solo dal 29 marzo. Il ministero della Sanità ha creato le Usca, cioè le squadre speciali per assistere in ogni distretto i malati di Covid a domicilio e nelle Rsa: ne sono previste 100 per il Veneto, ne sono partire solo 50. Va fatta chiarezza su tutta questa materia».Le realtà più colpite sono la casa di cura di Merlara, nella Bassa padovana, Villa Bartolomeo nel Veronese mentre nel Trevigiano sono state commissariate due case di riposo su decisione di Domenico Mantoan, Dg della sanità veneta, come ha ricordato Simone Scarabel. La direttrice della casa di riposo di Merlara ha spiegato di essere stata lasciata sola, mentre in alcune realtà del Vicentino sono intervenuti i volontari perché il personale non era in grado di affrontare l’ emergenza, come ha ricordato Manuel Brusco, che poi ha spiegato le iniziative avviate nel Veronese dai parenti delle vititme. La senatrice Guidolin, operatrice sanitaria, ha sottolineato come i tagli degli organici abbiano inciso profondamente nella gestione. Poi il ritardo con cui sono state fornite le mascherine e i Dpi al personale, hanno aggravato una situazione di per sé già preoccupante. «E’ assolutamente indispensabile continuare a fare i tamponi con regolarità in tutte le case di riposo sia agli ospiti che al personale, dato che si tratta della fascia d’ età maggiormente sottoposta al rischio anche quando il contagio sarà azzerato», ha detto la Guidolin.Erika Baldin ha invitato la magistratura a portare avanti le indagini e ha spostato l’ analisi sui trasporti: troppa gente sui bus e sui vaporetti spesso senza mascherine. E ha messo in guardia dal facile ottimismo. «In questo week end sui lungomari del Veneziano, ma pure sul Lago di Garda, rischiamo l’ effetto Navigli di Milano. Saranno giornate che mettono alla prova la capacità dei veneti di aver cura della sanità collettiva, con il rispetto delle distanze e l’ uso delle protezioni individuali. Se anche in Veneto le mascherine restano al collo e le zone pedonali si riempiono di comitive accalcate tra ciacole e spritz, allora sarà una sconfitta. Con la spiaggia chiusa, temiamo che la gente si riversi sul lungomare di Sottomarina, con scene tipo Navigli. Speriamo nel senso di responsabilità di tutti». –Albino salmaso© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    La Tribuna di Treviso, 10/05/2020 03:32
    Il M5s va all’ attacco «Verità sui decessi nelle case di riposo»
    i consiglieri regionali chiedono una commissione d’ inchiesta baldin: sottomarina rischia l’ effetto navigli di milano
    padova Una commissione d’ inchiesta del consiglio regionale per indagare sulla gestione delle case di riposo e sul tasso di mortalità degli anziani con il flagello Covid. A lanciare la proposta sono i consiglieri regionale del M5s Baldin, Brusco e Scarabel, la senatrice Barbara Guidolin ed Enrico Cappelletti, ex senatore e candidato presidente alla regionali 2020 nella sfida contro Zaia. Ci sono troppi dati contraddittori, le cifre dei decessi fornite dall’ Istat in questi giorni invitano a riflettere e il M5s vuole dare risposte ai parenti delle vittime che hanno avviato azioni legali, sostenuti dal Codacons che a Verona ha chiesto addirittura le riesumare le salme e disporre le autopsie. Cappelletti precisa: «Non vogliamo assolutamente interferire con l’ azione della magistratura la cui autonomia è sacrosanta, ma la politica si deve assumere la responsabilità della gestione dell’ emergenza e noi siamo convinti che la Regione abbia sbagliato a sottovalutare il problema. Si tratta di capire perché i tamponi per tutto il personale delle Rsa sono scattati solo dal 29 marzo. Il ministero della Sanità ha creato le Usca, cioè le squadre speciali per assistere in ogni distretto i malati di Covid a domicilio e nelle Rsa: ne sono previste 100 per il Veneto, ne sono partire solo 50. Va fatta chiarezza su tutta questa materia».Le realtà più colpite sono la casa di cura di Merlara, nella Bassa padovana, Villa Bartolomeo nel Veronese mentre nel Trevigiano sono state commissariate due case di riposo su decisione di Domenico Mantoan, Dg della sanità veneta, come ha ricordato Simone Scarabel. La direttrice della casa di riposo di Merlara ha spiegato di essere stata lasciata sola, mentre in alcune realtà del Vicentino sono intervenuti i volontari perché il personale non era in grado di affrontare l’ emergenza, come ha ricordato Manuel Brusco, che poi ha spiegato le iniziative avviate nel Veronese dai parenti delle vititme. La senatrice Guidolin, operatrice sanitaria, ha sottolineato come i tagli degli organici abbiano inciso profondamente nella gestione. Poi il ritardo con cui sono state fornite le mascherine e i Dpi al personale, hanno aggravato una situazione di per sé già preoccupante. «E’ assolutamente indispensabile continuare a fare i tamponi con regolarità in tutte le case di riposo sia agli ospiti che al personale, dato che si tratta della fascia d’ età maggiormente sottoposta al rischio anche quando il contagio sarà azzerato», ha detto la Guidolin.Erika Baldin ha invitato la magistratura a portare avanti le indagini e ha spostato l’ analisi sui trasporti: troppa gente sui bus e sui vaporetti spesso senza mascherine. E ha messo in guardia dal facile ottimismo. «In questo week end sui lungomari del Veneziano, ma pure sul Lago di Garda, rischiamo l’ effetto Navigli di Milano. Saranno giornate che mettono alla prova la capacità dei veneti di aver cura della sanità collettiva, con il rispetto delle distanze e l’ uso delle protezioni individuali. Se anche in Veneto le mascherine restano al collo e le zone pedonali si riempiono di comitive accalcate tra ciacole e spritz, allora sarà una sconfitta. Con la spiaggia chiusa, temiamo che la gente si riversi sul lungomare di Sottomarina, con scene tipo Navigli. Speriamo nel senso di responsabilità di tutti». –Albino salmaso© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Corriere delle Alpi, 10/05/2020 03:30
    Il M5s va all’ attacco «Verità sui decessi nelle case di riposo»
    i consiglieri regionali chiedono una commissione d’ inchiesta baldin: sottomarina rischia l’ effetto navigli di milano
    padova Una commissione d’ inchiesta del consiglio regionale per indagare sulla gestione delle case di riposo e sul tasso di mortalità degli anziani con il flagello Covid. A lanciare la proposta sono i consiglieri regionale del M5s Baldin, Brusco e Scarabel, la senatrice Barbara Guidolin ed Enrico Cappelletti, ex senatore e candidato presidente alla regionali 2020 nella sfida contro Zaia. Ci sono troppi dati contraddittori, le cifre dei decessi fornite dall’ Istat in questi giorni invitano a riflettere e il M5s vuole dare risposte ai parenti delle vittime che hanno avviato azioni legali, sostenuti dal Codacons che a Verona ha chiesto addirittura le riesumare le salme e disporre le autopsie. Cappelletti precisa: «Non vogliamo assolutamente interferire con l’ azione della magistratura la cui autonomia è sacrosanta, ma la politica si deve assumere la responsabilità della gestione dell’ emergenza e noi siamo convinti che la Regione abbia sbagliato a sottovalutare il problema. Si tratta di capire perché i tamponi per tutto il personale delle Rsa sono scattati solo dal 29 marzo. Il ministero della Sanità ha creato le Usca, cioè le squadre speciali per assistere in ogni distretto i malati di Covid a domicilio e nelle Rsa: ne sono previste 100 per il Veneto, ne sono partire solo 50. Va fatta chiarezza su tutta questa materia».Le realtà più colpite sono la casa di cura di Merlara, nella Bassa padovana, Villa Bartolomeo nel Veronese mentre nel Trevigiano sono state commissariate due case di riposo su decisione di Domenico Mantoan, Dg della sanità veneta, come ha ricordato Simone Scarabel. La direttrice della casa di riposo di Merlara ha spiegato di essere stata lasciata sola, mentre in alcune realtà del Vicentino sono intervenuti i volontari perché il personale non era in grado di affrontare l’ emergenza, come ha ricordato Manuel Brusco, che poi ha spiegato le iniziative avviate nel Veronese dai parenti delle vititme. La senatrice Guidolin, operatrice sanitaria, ha sottolineato come i tagli degli organici abbiano inciso profondamente nella gestione. Poi il ritardo con cui sono state fornite le mascherine e i Dpi al personale, hanno aggravato una situazione di per sé già preoccupante. «E’ assolutamente indispensabile continuare a fare i tamponi con regolarità in tutte le case di riposo sia agli ospiti che al personale, dato che si tratta della fascia d’ età maggiormente sottoposta al rischio anche quando il contagio sarà azzerato», ha detto la Guidolin.Erika Baldin ha invitato la magistratura a portare avanti le indagini e ha spostato l’ analisi sui trasporti: troppa gente sui bus e sui vaporetti spesso senza mascherine. E ha messo in guardia dal facile ottimismo. «In questo week end sui lungomari del Veneziano, ma pure sul Lago di Garda, rischiamo l’ effetto Navigli di Milano. Saranno giornate che mettono alla prova la capacità dei veneti di aver cura della sanità collettiva, con il rispetto delle distanze e l’ uso delle protezioni individuali. Se anche in Veneto le mascherine restano al collo e le zone pedonali si riempiono di comitive accalcate tra ciacole e spritz, allora sarà una sconfitta. Con la spiaggia chiusa, temiamo che la gente si riversi sul lungomare di Sottomarina, con scene tipo Navigli. Speriamo nel senso di responsabilità di tutti». –Albino salmaso© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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