10 Luglio 2020

Rassegna stampa del 10 luglio 2020

    Report Tv, 10/07/2020 18:11
    Concerti annullati si ha diritto al rimborso monetario
    ma associazione avvisa: rimborso spetta anche a chi ha gia’ chiesto voucher. in caso contrario scatta denuncia per truffa contro organizzatori piena
    MA ASSOCIAZIONE AVVISA: RIMBORSO SPETTA ANCHE A CHI HA GIA’ CHIESTO VOUCHER. IN CASO CONTRARIO SCATTA DENUNCIA PER TRUFFA CONTRO ORGANIZZATORI Piena vittoria dei consumatori e del Codacons sul fronte di concerti ed eventi annullati a causa del Covid. L’ associazione, che rappresenta in Italia tutti gli spettatori in possesso di biglietti per spettacoli annullati e che sul caso aveva avviato una class action e una serie di denunce penali, accoglie con soddisfazione l’ approvazione dell’ emendamento “McCartney” al Decreto Rilancio che modifica il vergognoso testo del Governo sia inserendo la possibilità di rimborso in denaro per gli eventi rinviati, sia prevedendo che, qualora il concerto sia annullato e non replicato entro 18 mesi, l’ organizzatore sia obbligato a restituire i soldi versati dagli utenti. “Si tratta di una misura sacrosanta, un principio di civiltà che il Governo aveva calpestato – afferma il presidente Carlo Rienzi – Ora però si apre un nuovo fronte legale: quello di chi ha già richiesto il voucher per un evento cancellato. E’ evidente che tutti coloro che hanno in mano un voucher debbano essere rimborsati in denaro qualora decidano di non utilizzare il buono entro il periodo di validità, e se il concerto originariamente acquistato non viene replicato. Questo perché lo stesso voucher è stato richiesto in stato di necessità e sotto la minaccia di perdere i soldi già versati, a causa del pasticcio delle norme contenute nel decreto Rilancio”. E se gli organizzatori rifiuteranno di restituire i soldi a chi ha già richiesto il voucher, sarà inevitabile nei loro confronti una denuncia per truffa e una nuova class action del Codacons per tutelare i diritti degli spettatori – conclude l’ associazione. Ti è piaciuto l’ articolo? Vuoi scriverne uno anche tu? Inizia da qui!

    Radio Veronica One, 10/07/2020 15:29
    Con crisi più compro oro e banco pegni, +50% rispetto a pre-Covid
    Immagine di repertorio (Fotogramma) Pubblicato il: 11/07/2020 12:59 Con la crisi legata al Covid-19 cresce il numero di italiani che si rivolge a compro oro e banco dei pegni per ottenere liquidità vendendo o impegnando i propri oggetti preziosi, al punto che oggi, rispetto al periodo pre-coronavirus, il ricorso a tali strumenti è cresciuto del +50% , come evidenziato anche dalle organizzazioni del settore. Un vero e proprio business che nel 2020 raggiungerà quota 1,2 miliardi di euro, ma che non è immune da speculazioni a danno degli utenti. Lo rivela un’ indagine del Codacons basata su dati diffusi il mese scorso dalle associazioni di settore. “In un momento di grave crisi economica in cui milioni di famiglie hanno subito un depauperamento del reddito e necessitano di liquidità per pagare rate e bollette, la vendita di preziosi costituisce uno strumento rapido e senza troppi passaggi burocratici per ottenere subito il denaro necessario per far fronte alle esigenze quotidiane e ai bisogni essenziali -spiega il Codacons- Dalle segnalazioni ricevute, tuttavia, sembrerebbe che molti operatori stiano approfittando dell’ evidente stato di necessità dei cittadini, acquistando oro, gioielli e oggetti preziosi a prezzi ben al di sotto rispetto al loro reale valore”. Come il caso di una giovane di Roma “che, dopo aver perso il lavoro a seguito del lockdown, ha deciso di cedere il proprio Rolex del valore di 5mila euro, vedendosi riconoscere solo 2.200 euro, nonostante tale bene, come noto, mantenga il suo valore nel tempo”, racconta l’ associazione. Per queste ragioni il Codacons ha avviato “un monitoraggio sulle attività del settore, in particolar modo sui compro oro, al fine di acquisire maggiori elementi conoscitivi ed avviare, se del caso, iniziative volte a tutelare i consumatori danneggiati da eventuali comportamenti illeciti, denunciando le speculazioni alla Guardia di Finanza”. In tal senso l’ associazione ha pubblicato un modulo di segnalazione attraverso il quale i cittadini “possono denunciare in modo totalmente anonimo gli operatori che hanno speculato sul loro stato di necessità, sottostimando il valore dei beni ceduti”.
    fonte adnkronos

    Affari Italiani, 10/07/2020 14:23
    Coronavirus, il prezzo del lockdown ? Il ritorno dell’ inflazione
    Già provate dal lockdown, difficilmente le imprese potranno assumersi i costi aggiuntivi necessari alla riapertura e li riverseranno sui consumatori. E anche l’ aumento dell’ offerta monetaria potrebbe tradursi in un incremento dei prezzi. Per l’ Italia potrebbe non essere un male. Prezzi in aumento A inizio maggio le associazioni di consumatori e produttori segnalavano aumenti dei prezzi. Coldiretti registrava rincari per frutta (+8,4 per cento), verdura (+5 per cento) e latte (+4,1 per cento), mentre Codacons annunciava un aggravio da 536 euro per famiglia. Potrebbero essere le prime avvisaglie di una prossima impennata dell’ inflazione nell’ Eurozona, trainata dalle nuove disposizioni sanitarie per esercenti e imprese, dal dissesto nelle catene logistiche e favorita dal radicale mutamento delle politiche fiscali e monetarie. Sul lato dell’ offerta, molte attività devono affrontare nuove misure di sanificazione e, simultaneamente, limitare l’ afflusso della clientela e i tradizionali volumi di vendite. In un contesto diverso, le imprese si sarebbero fatte carico di buona parte dei costi senza rivalersi sul consumatore. Ma gli oltre due mesi di quarantena hanno drasticamente eroso i margini, in special modo per le piccole e medie imprese, che hanno registrato perdite importanti di fronte a costi fissi rimasti inalterati e all’ assenza di ricavi. La loro capacità di assumersi i costi della riapertura è dunque limitata e sono così probabili rincari per i consumatori. La questione coinvolge settori come commercio, cura della persona, ristorazione, turismo e trasporti. I nuovi protocolli di sicurezza rischiano di generare costi addizionali e diminuire il tempo di lavoro. Le fabbriche devono garantire sanificazione dei locali e sistemi di controllo della salute dei lavoratori. Anche la rottura delle catene mondiali di produzione potrebbe generare effetti imprevisti sui prezzi, con conseguenze significative, soprattutto per i settori industriali più globalizzati. L’ economista Stephen Roach segnala il rischio di inflazione nel medio periodo dovuto all’ aumento dei costi di produzione in un mondo meno connesso. Eppure, queste aspettative inflazionistiche sembrano smentite dagli ultimi dati ufficiali. L’ inflazione interannuale dell’ area euro di aprile si è attestata sullo 0,3 per cento, il dato più basso dal 2016, a maggio si prevede che scenda allo 0,1 per cento. Vero è però che negli ultimi due mesi la quasi totalità dei paesi dell’ Eurozona era in quarantena, in una paralisi totale delle attività economiche non essenziali. Ciò ha provocato un brusco e forzato calo della domanda. La sospensione di molti settori tradizionali ha verosimilmente impedito il rilevamento di molti prezzi che contribuiscono al paniere Eurostat. Sono dunque dati che vanno presi con cautela. D’ altronde, come sottolinea l’ Istat, l’ azzeramento dell’ inflazione in Italia ad aprile è imputabile prevalentemente ai prezzi dei beni energetici. E la tendenza potrebbe invertirsi ora che i regimi di confinamento sono stati gradualmente revocati in tutta Europa e il prezzo del petrolio è in risalita dopo lo storico crollo di aprile. Tanta liquidità sul mercato È sul lato della domanda che si concentrano le perplessità. Da una parte, è inevitabile aspettarsi una recessione nel breve termine, con una diminuzione di consumi e investimenti, che avrà conseguenze sulla domanda di asset monetari, generando una spinta al ribasso dei prezzi. Dall’ altra, la Banca centrale europea si è impegnata a garantire liquidità nel mercato a volumi che non si vedevano dalla crisi del debito sovrano, annunciando a inizio giugno l’ estensione del programma di acquisti di titoli di stato dell’ Eurozona per 1.350 miliardi di euro fino alla metà del 2021. L’ aumento dell’ offerta monetaria potrebbe tradursi in un incremento generalizzato dei prezzi, compensato solo in parte dalla forzata diminuzione della velocità di circolazione della moneta. È quindi difficile tracciare con ragionevole certezza una previsione sulle conseguenze di questa straordinaria espansione monetaria. Raramente, gli economisti predicono il futuro con successo. Le politiche espansive della Bce degli ultimi anni erano riuscite a malapena a rilanciare l’ inflazione e fino a pochi mesi fa serpeggiava il timore di una stagnazione secolare. Oggi, la discussione è aperta. L’ Economist sostiene che il ritorno di una inflazione sia improbabile. Altri, come il Financial Times , si aspettano lo scenario opposto. Bisogna preoccuparsi di un riaccendersi dell’ inflazione? Una crescita inaspettata dei prezzi potrebbe avere effetti benefici per paesi indebitati come l’ Italia. Un aumento del valore nominale potrebbe alleggerire il peso di un debito che le previsioni ufficiali stimano intorno al 160 per cento del Pil. Il ritorno dell’ inflazione non sarebbe necessariamente una brutta notizia. *Da Lavoce.info Loading… Commenti Ci sono altri 0 commenti. Clicca per leggerli.

    iltempo.it, 10/07/2020 14:10
    Caos multe, blitz della Finanza in Campidoglio dopo l’ esposto del Codacons
    10 luglio 2020 a a a Blitz della Guardia di Finanza negli uffici de Campidoglio a seguito dell’ esposto presentato dal Codacons. Le forze dell’ ordine hanno sequestrato nei giorni scorsi verbali, atti e documenti relativi alla destinazione dei proventi delle multe stradali e ai lavori di rifacimento dell’ asfalto. L’ operazione è stata eseguita nell’ ambito dell’ inchiesta aperta dal pm Antonia Giammaria per abuso d’ ufficio, indagine basata sul dossier presentato dal Codacons che attestava come i municipi utilizzassero i proventi delle multe stradali pagate dai cittadini per scopi diversi da quelli fissati dalla legge, e andassero a finanziare spese di cancelleria, divise dei Vigili Urbani, arredi degli uffici, mentre l’ asfalto della capitale si sgretolava provocando danni agli automobilisti e incidenti. “Ringraziamo la Procura e la Guardia di Finanza per l’ importante operazione in favore dei cittadini e della legalità – spiega il presidente Carlo Rienzi – Se dalle carte emergerà che comune e municipi hanno sottratto soldi alla manutenzione stradale per finanziare spese diverse, scatteranno richieste risarcitorie da parte del Codacons e dei cittadini per l’ immenso danno subito”. “Intanto il Codacons sta raccogliendo presso tutti i municipi l’ elenco dei lavori di manutenzione stradale eseguiti nel periodo di lockdown, quando l’ assenza di veicoli in circolazione consentiva di effettuare le necessarie opere, e se emergerà che il Comune non si è attivato per eseguire i necessari lavori, scatterà una nuova denuncia contro Campidoglio e singoli municipi” – ha concluso Rienzi.
    mary tagliazucchi

    larepubblica.it, 10/07/2020 13:57
    Biglietti concerti, passa l’ emendamento: “Rimborso dopo 18 mesi”
    oggi al senato il nuovo testo che prevede che gli organizzatori potranno emettere un voucher della validità di 18 mesi nel caso l’ evento sia solo rimandato e non cancellato, ma al termine del periodo, se non si sarà svolto, dovranno rimborsare tutti i ticket emessi
    Dopo la polemica esplosa a giugno con Paul McCartney, che a gamba tesa aveva chiesto il rimborso per i suoi biglietti , e il successivo intervento del Ministro Franceschini (“è evidente che la ratio della norma è che il voucher valga solo per un concerto dello stesso artista e che se questo non si terrà, lo spettatore avrà diritto al rimborso” aveva detto) oggi l’ emendamento che riguarda i voucher dei concerti arriva in Senato e prevede che il rimborso venga garantito se entro 18 mesi il concerto per cui lo spettatore aveva comprato il biglietto non si sia svolto. Il Dl, che ha già incassato la fiducia in Commissione Bilancio alla Camera, prevede grandi novità sul tema dei rimborsi dei concerti annullati. Nel nuovo testo si legge che gli organizzatori potranno emettere un voucher della validità di 18 mesi nel caso l’ evento sia solo rimandato e non cancellato, ma al termine del periodo, se non si sarà svolto, dovranno rimborsare tutti i ticket emessi. “Il voucher è stato uno strumento utile per far fronte ad una situazione emergenziale ma poi abbiamo voluto garantire il sacrosanto diritto al rimborso. Ed eccoci qui”, ha commentato Sergio Battelli, primo firmatario dell’ emendamento. “L’ emendamento, accogliendo una riformulazione del governo, prevede inoltre che, anche chi inizialmente aveva ricevuto il voucher perché l’ evento era stato riprogrammato avrà diritto al rimborso al termine della validità dello stesso (18 mesi) se la data dovesse saltare. Inoltre, considerando gli effetti disastrosi che l’ emergenza sanitaria ha avuto e continua ad avere sul settore dello spettacolo dal vivo, abbiamo predisposto l’ istituzione di un fondo di Ristoro, di 10 milioni di euro, per rispondere alle esigenze delle aziende, in particolare per quanto riguarda i mancati incassi e le spese aggiuntive sostenute per garantire sicurezza e distanziamento sociale”. “Bene, un passo avanti contro l’ assurda pretesa che siano i consumatori, e non lo Stato, a finanziare le imprese in difficoltà per via dell’ emergenza Covid”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori. Mentre di “vittoria dei consumatori e del Codacons sul fronte di concerti ed eventi annullati a causa del Covid” la definisce lo stesso Codacons. “L’ associazione, che rappresenta in Italia gli spettatori in possesso di biglietti per spettacoli annullati, sul caso aveva avviato una class action e una serie di denunce penali. “Si tratta di una misura sacrosanta, un principio di civiltà che il Governo aveva calpestato – afferma il presidente Carlo Rienzi – Ora però si apre un nuovo fronte legale: quello di chi ha già richiesto il voucher per un evento cancellato. E’ evidente che tutti coloro che hanno in mano un voucher debbano essere rimborsati in denaro qualora decidano di non utilizzare il buono entro il periodo di validità, e se il concerto originariamente acquistato non viene replicato. Questo perché lo stesso voucher è stato richiesto in stato di necessità e sotto la minaccia di perdere i soldi già versati, a causa del pasticcio delle norme contenute nel decreto Rilancio”. E se gli organizzatori rifiuteranno di restituire i soldi a chi ha già richiesto il voucher, sarà inevitabile nei loro confronti una denuncia per truffa e una nuova class action del Codacons per tutelare i diritti degli spettatori – conclude l’ associazione.

    Ragusa Oggi, 10/07/2020 13:52
    Approvato l’ emendamento “McCarney”: rimborsi per i biglietti dei concerti. Grazie Sir Paul!
    Piena vittoria dei consumatori e del Codacons sul fronte di concerti ed eventi annullati a causa del Covid. L’ associazione, che rappresenta in Italia tutti gli spettatori in possesso di biglietti per spettacoli annullati e che sul caso aveva avviato una class action e una serie di denunce penali, accoglie con soddisfazione l’ approvazione dell’ emendamento “McCartney” al Decreto Rilancio che modifica il vergognoso testo del Governo sia inserendo la possibilità di rimborso in denaro per gli eventi rinviati, sia prevedendo che, qualora il concerto sia annullato e non replicato entro 18 mesi, l’ organizzatore sia obbligato a restituire i soldi versati dagli utenti. “Si tratta di una misura sacrosanta, un principio di civiltà che il Governo aveva calpestato. Ora però si apre un nuovo fronte legale: quello di chi ha già richiesto il voucher per un evento cancellato. E’ evidente che tutti coloro che hanno in mano un voucher debbano essere rimborsati in denaro qualora decidano di non utilizzare il buono entro il periodo di validità, e se il concerto originariamente acquistato non viene replicato. Questo perché lo stesso voucher è stato richiesto in stato di necessità e sotto la minaccia di perdere i soldi già versati, a causa del pasticcio delle norme contenute nel decreto Rilancio”, spiega Francesco Tanasi del Codacons. E se gli organizzatori rifiuteranno di restituire i soldi a chi ha già richiesto il voucher, sarà inevitabile nei loro confronti una denuncia per truffa e una nuova class action del Codacons per tutelare i diritti degli spettatori, spiega il Codacons. L’ emendamento è stato chiamato così in onore di Sir Paul McCartney. L’ ex Betle, infatti, aveva giustamente criticato la SIAE e i realizzatori di concerti perchè intendevano non rimborsare con i soldi del biglietto gli spettatori, piuttosto volevano usare i voucher. Grazie Sir Paul: è dovuta arrivare dall’ Inghilterra la strigliata d’ orecchi affinchè si prestasse attenzione a questo grave problema.

    TeleBorsa, 10/07/2020 13:25
    economia
    Industria, Gualtieri: dati su produzione “molto incoraggianti”
    i commenti delle associazioni: segnali incoraggianti, ma restano criticità
    (Teleborsa) – “E’ un r isultato molto incoraggiante , in linea con il profilo dell’ andamento produttivo prospettato nell’ ultimo Documento di Economia e Finanza. Abbiamo ancora molta strada da fare, ma il rimbalzo fatto segnare dalla produzione industriale a maggio è molto importante e stimiamo che proseguirà, anche se prevedibilmente a tassi più contenuti, nel bimestre giugno-luglio”. Lo ha detto il Ministro dell’ Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, in merito ai dati sulla produzione industriale di maggio, che ha fatto segnare un rialzo del 42,1% rispetto ad aprile. “Proseguiamo con ancora più determinazione a lavorare per la ripresa e per il rilancio dell’ economia”, aggiunge il Ministro. Arrivano intanto anche i commenti delle associazioni. Dato congiunturale leggermente superiore alle attese che rinforza la sensazione di un tessuto produttivo vitale e coraggioso . Tuttavia, sebbene le perdite tendenziali rimangano ingenti in molti settori, soprattutto per quelli pi direttamente collegati alla domanda delle famiglie – come mezzi di trasporto e abbigliamento – il principale problema resta la concentrazione del calo di fatturato e di reddito su pochi importanti settori, in particolare sulla filiera turistica . Questo il commento dell ‘Ufficio Studi di Confcommercio sul rimbalzo della produzione industriale nel mese di maggio. E proprio dalla ripresa di questi settori – prosegue la nota – “dipenderà, in definitiva, la performance aggregata del PIL non solo nell’ anno in corso ma, soprattutto, nel 2021, anno in cui l’ intensità del rimbalzo atteso funzione delle condizioni economiche dei partner commerciali europei, per adesso ancora diffusamente critiche”. Toni cauti dal Codacons che invita a non cedere il passo a un eccessivo ottimismo. “L’ aumento della produzione a maggio è un dato atteso e fisiologico, che non sorprende e non deve dare adito a facili entusiasmi, del tutto ingiustificati in questo momento di grave difficoltà per il Paese”, si legge nella nota a commento dei dati Istat. “La ripresa delle attività nel mese di maggio ha portato ad una crescita dell’ industria rispetto al mese precedente, caratterizzato dal pieno lockdown, che tuttavia si scontra con un dato tendenziale disastroso – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Rispetto allo scorso anno la produzione industriale è diminuita del -20,3%, con un picco che raggiunge -29,3% per i beni di consumo durevoli”. “Numeri che attestano gli effetti pesantissimi del Covid sull’ economia italiana, e che richiederanno anni per tornare ai livelli pre-coronavirus, specie se il Governo non saprà mettere in campo misure concrete a sostegno di consumi, imprese e industria” – conclude Per il Presidente nazionale della Fapi (Federazione autonoma piccole imprese), Gino Sciotto “I dati Istat sull’ industria sono davvero una bella notizia. La produzione industriale è incoraggiante, l’ aumento del 42,1 per cento nel mese di maggio rispetto ad aprile, segnala la volontà di ripartenza che si è generata nel Paese. Andiamo avanti!”, scrive in una nota.

    ilsecoloxix.it, 10/07/2020 12:26
    Istat, segnali di ripresa per l’ industria italiana: a maggio + 42,1% rispetto ad aprile
    La produzione industriale cresce su base mensile. In forte calo, invece, rispetto al 2019 GIACOMO GALEAZZI 10 Luglio 2020 Doccia fredda dai dati Istat sulla produzione industriale a maggio. Su base annua la situazione registra ribassi in tutti i settori, mentre a maggio, rispetto ad aprile, tutti i comparti” dell’ industria italiana sono in crescita congiunturale, ad eccezione di quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, che registra una leggera flessione, (-0,5%). Settore questo che però aveva retto durante la fase più acuta dell’ emergenza Covid. Rimbalzi addirittura a tre cifre si evidenziano invece per le attività che più avevano risentito del lockdown: +142,5% per il tessile e +140,2% per i mezzi di trasporto. Caduta record ad aprile «Un rimbalzo insufficiente- afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati sulla produzione industriale italiana relativi a maggio-. Dopo che ad aprile si era verificata una caduta annua record del 42,5%, ci poteva essere un rialzo maggiore. Insomma, bene ma non basta. La produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 20% rispetto a gennaio 2020 e del 19,2% su febbraio 2020, ultimo mese pre-crisi». Per Dona «se confrontiamo il livello della produzione di oggi con quello del 2009, l’ anno più buio della passata recessione, attualmente è inferiore rispetto a maggio 2009 del 15,6%, percentuale che sale al 32,9% per i beni di consumo durevoli». Dato atteso «L’ aumento della produzione a maggio è un dato atteso e fisiologico, che non sorprende e non deve dare adito a facili entusiasmi, del tutto ingiustificati in questo momento di grave difficoltà per il Paese», osserva il Codacons riguardo ai dati Istat sull’ industria. «La ripresa delle attività nel mese di maggio- aggiunge il presidente dell’ associazione di tutela dei consumatori, Carlo Rienzi- ha portato ad una crescita dell’ industria rispetto al mese precedente, caratterizzato dal pieno lockdown, che tuttavia si scontra con un dato tendenziale disastroso. Rispetto allo scorso anno la produzione industriale è diminuita del -20,3%, con un picco che raggiunge -29,3% per i beni di consumo durevoli». Numeri che per il Codacons attestano gli effetti pesantissimi del Covid sull’ economia italiana, e che «richiederanno anni per tornare ai livelli pre-coronavirus, specie se il governo non saprà mettere in campo misure concrete a sostegno di consumi, imprese e industria’».
    giacomo galeazzi

    gazzettadireggio.it, 10/07/2020 11:55
    Istat, segnali di ripresa per l’ industria italiana: a maggio + 42,1% rispetto ad aprile
    La produzione industriale cresce su base mensile. In forte calo, invece, rispetto al 2019 GIACOMO GALEAZZI 10 Luglio 2020 Doccia fredda dai dati Istat sulla produzione industriale a maggio. Su base annua la situazione registra ribassi in tutti i settori, mentre a maggio, rispetto ad aprile, tutti i comparti” dell’ industria italiana sono in crescita congiunturale, ad eccezione di quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, che registra una leggera flessione, (-0,5%). Settore questo che però aveva retto durante la fase più acuta dell’ emergenza Covid. Rimbalzi addirittura a tre cifre si evidenziano invece per le attività che più avevano risentito del lockdown: +142,5% per il tessile e +140,2% per i mezzi di trasporto. Caduta record ad aprile «Un rimbalzo insufficiente- afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati sulla produzione industriale italiana relativi a maggio-. Dopo che ad aprile si era verificata una caduta annua record del 42,5%, ci poteva essere un rialzo maggiore. Insomma, bene ma non basta. La produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 20% rispetto a gennaio 2020 e del 19,2% su febbraio 2020, ultimo mese pre-crisi». Per Dona «se confrontiamo il livello della produzione di oggi con quello del 2009, l’ anno più buio della passata recessione, attualmente è inferiore rispetto a maggio 2009 del 15,6%, percentuale che sale al 32,9% per i beni di consumo durevoli». Dato atteso «L’ aumento della produzione a maggio è un dato atteso e fisiologico, che non sorprende e non deve dare adito a facili entusiasmi, del tutto ingiustificati in questo momento di grave difficoltà per il Paese», osserva il Codacons riguardo ai dati Istat sull’ industria. «La ripresa delle attività nel mese di maggio- aggiunge il presidente dell’ associazione di tutela dei consumatori, Carlo Rienzi- ha portato ad una crescita dell’ industria rispetto al mese precedente, caratterizzato dal pieno lockdown, che tuttavia si scontra con un dato tendenziale disastroso. Rispetto allo scorso anno la produzione industriale è diminuita del -20,3%, con un picco che raggiunge -29,3% per i beni di consumo durevoli». Numeri che per il Codacons attestano gli effetti pesantissimi del Covid sull’ economia italiana, e che «richiederanno anni per tornare ai livelli pre-coronavirus, specie se il governo non saprà mettere in campo misure concrete a sostegno di consumi, imprese e industria’».
    giacomo galeazzi

    lanuovaferrara.it, 10/07/2020 11:36
    Istat, segnali di ripresa per l’ industria italiana: a maggio + 42,1% rispetto ad aprile
    La produzione industriale cresce su base mensile. In forte calo, invece, rispetto al 2019 GIACOMO GALEAZZI 10 Luglio 2020 Doccia fredda dai dati Istat sulla produzione industriale a maggio. Su base annua la situazione registra ribassi in tutti i settori, mentre a maggio, rispetto ad aprile, tutti i comparti” dell’ industria italiana sono in crescita congiunturale, ad eccezione di quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, che registra una leggera flessione, (-0,5%). Settore questo che però aveva retto durante la fase più acuta dell’ emergenza Covid. Rimbalzi addirittura a tre cifre si evidenziano invece per le attività che più avevano risentito del lockdown: +142,5% per il tessile e +140,2% per i mezzi di trasporto. Caduta record ad aprile «Un rimbalzo insufficiente- afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati sulla produzione industriale italiana relativi a maggio-. Dopo che ad aprile si era verificata una caduta annua record del 42,5%, ci poteva essere un rialzo maggiore. Insomma, bene ma non basta. La produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 20% rispetto a gennaio 2020 e del 19,2% su febbraio 2020, ultimo mese pre-crisi». Per Dona «se confrontiamo il livello della produzione di oggi con quello del 2009, l’ anno più buio della passata recessione, attualmente è inferiore rispetto a maggio 2009 del 15,6%, percentuale che sale al 32,9% per i beni di consumo durevoli». Dato atteso «L’ aumento della produzione a maggio è un dato atteso e fisiologico, che non sorprende e non deve dare adito a facili entusiasmi, del tutto ingiustificati in questo momento di grave difficoltà per il Paese», osserva il Codacons riguardo ai dati Istat sull’ industria. «La ripresa delle attività nel mese di maggio- aggiunge il presidente dell’ associazione di tutela dei consumatori, Carlo Rienzi- ha portato ad una crescita dell’ industria rispetto al mese precedente, caratterizzato dal pieno lockdown, che tuttavia si scontra con un dato tendenziale disastroso. Rispetto allo scorso anno la produzione industriale è diminuita del -20,3%, con un picco che raggiunge -29,3% per i beni di consumo durevoli». Numeri che per il Codacons attestano gli effetti pesantissimi del Covid sull’ economia italiana, e che «richiederanno anni per tornare ai livelli pre-coronavirus, specie se il governo non saprà mettere in campo misure concrete a sostegno di consumi, imprese e industria’».
    giacomo galeazzi

    Zoom 24, 10/07/2020 11:28
    Concerti annullati, vittoria del Codacons: governo riconosce rimborsi in denaro
    l’ associazione dei consumatori avvisa: il rimborso spetta anche a chi ha già chiesto il voucher
    Piena vittoria dei consumatori e del Codacons sul fronte di concerti ed eventi annullati a causa del Covid. L’ associazione, che rappresenta in Italia tutti gli spettatori in possesso di biglietti per spettacoli annullati e che sul caso aveva avviato una class action e una serie di denunce penali, accoglie con soddisfazione l’ approvazione dell’ emendamento ‘McCartney’ al “Decreto Rilancio” che modifica il vergognoso testo del Governo sia inserendo la possibilità di rimborso in denaro per gli eventi rinviati, sia prevedendo che, qualora il concerto sia annullato e non replicato entro 18 mesi, l’ organizzatore sia obbligato a restituire i soldi versati dagli utenti. ‘Si tratta di una misura sacrosanta, un principio di civiltà che il Governo aveva calpestato – si legge in una nota del Codacons. Ora però si apre un nuovo fronte legale: quello di chi ha già richiesto il voucher per un evento cancellato. E’ evidente che tutti coloro che hanno in mano un voucher debbano essere rimborsati in denaro qualora decidano di non utilizzare il buono entro il periodo di validità, e se il concerto originariamente acquistato non viene replicato. Questo perché lo stesso voucher è stato richiesto in stato di necessità e sotto la minaccia di perdere i soldi già versati, a causa del pasticcio delle norme contenute nel decreto Rilancio’. E se gli organizzatori rifiuteranno di restituire i soldi a chi ha già richiesto il voucher, sarà inevitabile nei loro confronti una denuncia per truffa e una nuova class action del Codacons per tutelare i diritti degli spettatori – conclude l’ associazione.

    Vatican Insider, 10/07/2020 11:05
    Istat, segnali di ripresa per l’ industria italiana: a maggio + 42,1% rispetto ad aprile
    la produzione industriale cresce su base mensile. in forte calo, invece, rispetto al 2019
    Doccia fredda dai dati Istat sulla produzione industriale a maggio. Su base annua la situazione registra ribassi in tutti i settori, mentre a maggio, rispetto ad aprile, tutti i comparti” dell’ industria italiana sono in crescita congiunturale, ad eccezione di quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, che registra una leggera flessione, (-0,5%). Settore questo che però aveva retto durante la fase più acuta dell’ emergenza Covid. Rimbalzi addirittura a tre cifre si evidenziano invece per le attività che più avevano risentito del lockdown: +142,5% per il tessile e +140,2% per i mezzi di trasporto. Caduta record ad aprile «Un rimbalzo insufficiente- afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati sulla produzione industriale italiana relativi a maggio-. Dopo che ad aprile si era verificata una caduta annua record del 42,5%, ci poteva essere un rialzo maggiore. Insomma, bene ma non basta. La produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 20% rispetto a gennaio 2020 e del 19,2% su febbraio 2020, ultimo mese pre-crisi». Per Dona «se confrontiamo il livello della produzione di oggi con quello del 2009, l’ anno più buio della passata recessione, attualmente è inferiore rispetto a maggio 2009 del 15,6%, percentuale che sale al 32,9% per i beni di consumo durevoli». Dato atteso «L’ aumento della produzione a maggio è un dato atteso e fisiologico, che non sorprende e non deve dare adito a facili entusiasmi, del tutto ingiustificati in questo momento di grave difficoltà per il Paese», osserva il Codacons riguardo ai dati Istat sull’ industria. «La ripresa delle attività nel mese di maggio- aggiunge il presidente dell’ associazione di tutela dei consumatori, Carlo Rienzi- ha portato ad una crescita dell’ industria rispetto al mese precedente, caratterizzato dal pieno lockdown, che tuttavia si scontra con un dato tendenziale disastroso. Rispetto allo scorso anno la produzione industriale è diminuita del -20,3%, con un picco che raggiunge -29,3% per i beni di consumo durevoli». Numeri che per il Codacons attestano gli effetti pesantissimi del Covid sull’ economia italiana, e che «richiederanno anni per tornare ai livelli pre-coronavirus, specie se il governo non saprà mettere in campo misure concrete a sostegno di consumi, imprese e industria’».
    giacomo galeazzi

    Stylo 24, 10/07/2020 10:53
    Fase 3, ecco il nuovo decalogo per i bar
    Arriva il decalogo per sicurezza e igiene nei bar . Afidamp, Fipe-Confcommercio e Codacons ricordano che durante questi mesi difficili che hanno duramente colpito in particolare il settore Horeca , ” sono state tante le iniziative messe in campo per aiutare gli operatori a garantire un ambiente sicuro sia ai propri clienti che ai propri dipendenti “. Ecco perché le tre associazioni di categoria hanno annunciato di avere ” realizzato insieme il prontuario per le buone prassi di pulizia nei bar, uno strumento agile che si propone come un vero e proprio vademecum per le pulizie ordinarie che ogni locale è tenuto a fare per mantenere l’ ambiente pulito e protetto “. Sono ” regole semplici e molto chiare che riguardano l’ igiene del personale, con raccomandazioni sul lavaggio mani, sulle modalità di contatto con soldi contanti e alimenti, e le corrette operazioni di pulizia e detersione. Il tutto per cercare di evitare ogni tipo di contaminazione incrociata ” spiegano. Più nel dettaglio, il documento analizza le operazioni di pulizia relative a tutti gli ambienti dei bar, dal bancone ai bagni, suggerendo accorgimenti semplici, come l’ identificazione delle attrezzature con un codice colore e indicando come utilizzare prodotti e macchinari per la detersione. ad A questo proposito, inoltre, si sottolinea quanto sia importante per una pulizia efficace la scelta dei prodotti adeguati (né troppo blandi, né troppo aggressivi) e degli strumenti più idonei. ” Il prontuario esposto all’ interno dei bar permetterà a tutti i dipendenti di essere informati sulle prassi da adottare, riducendo notevolmente i rischi legati allo sporco invisibile. Allo stesso tempo, gli imprenditori del settore daranno un segno tangibile della loro sensibilità verso i temi della sicurezza e del loro impegno a offrire il miglior servizio possibile al consumatore ” evidenziano Afidamp , Fipe-Confcommercio e Codacons .

    Guida Viaggi Portale, 10/07/2020 10:13
    Codacons lancia la polizza assicurativa per le vacanze degli italiani
    siglata la convenzione con sib e europ assistance, finalizzata ad assicurare assistenza a 360 gradi in caso di problemi durante la villeggiatura
    Il Codacons , assieme a Sib (Società Italiana Brokers) e Europ Assistance lancia una iniziativa per sostenere il turismo in Italia, combattere la psicosi Covid e garantire vacanze sicure e serene ai cittadini. Come noto la paura del coronavirus porterà quest’ anno molti cittadini a non recarsi in vacanza nel periodo estivo: il pericolo di contagio quando ci si trova lontani dalla propria zona di residenza spinge un numero crescente di connazionali e rinunciare del tutto alla villeggiatura, al punto che questa estate solo il 51% degli italiani si concederà una vacanza . Per sostenere il turismo nel nostro Paese e tutelare i cittadini, il Codacons ha siglato una convenzione con la Sib e Europ Assistance, finalizzata a garantire vacanze serene e assicurare assistenza a 360 gradi in caso di problemi durante la villeggiatura. Grazie alla polizza “Viaggi Italia” l’ assicurato che trascorrerà le proprie vacanze nella penisola godrà di assistenza medica illimitata, consulenza medica online per autovalutazione dei sintomi e medici disponibili 24 ore su 24 online; rimpatrio sanitario; rientro anticipato; rimborso delle spese mediche; assistenza stradale in viaggio con intervento sul posto anche in caso di foratura pneumatici e auto in sostituzione e pernottamento. La polizza “Viaggi Italia” prevede anche garanzie aggiuntive al pacchetto base per partire in tutta serenità ed essere tutelati in ogni ambito: un indennizzo in caso di furto/incendio o danni all’ abitazione e invio di un artigiano; invio di un medico o di un’ ambulanza e assistenza domiciliare per i familiari rimasti casa; pet assistance e rimborso delle spese veterinarie per malattie improvvise e infortuni, indennizzo per gli infortuni derivanti dall’ attività sportiva in viaggio. Un prodotto studiato per le esigenze dei vacanzieri ai tempi del Covid, che non prevede limiti di età e che, grazie ad una convenzione siglata dal Codacons potrà essere acquistato dagli iscritti all’ associazione con uno sconto speciale. L’ iniziativa – spiega una nota – è finalizzata a sostenere il turismo e si aggiunge alla convenzione già lanciata dall’ associazione per spingere i comuni ad applicare benefici aggiuntivi al bonus vacanze attraverso sconti su alberghi e servizi vari.

    L’Agone, 10/07/2020 08:09
    Venezia, ci sarà anche il comitato di protesta No Mose al test generale delle 78 paratoie. “Cercheranno in tutti i modi di fermarci”
    Lo hanno annunciato e cercheranno di farlo. “Arriveremo all’ isola Nuovissima , alla bocca del Lido, nel giorno dell’ inaugurazione in grande stile di quel grandissimo bidone inutile e dannoso che è il Sistema Mose Ci saranno il presidente del consiglio, ministri, parlamentari, gli apparati della Regione Veneto e del Comune di Venezia , consulenti, progettisti, partiti politici etc. etc. etc. tutti presenti in massa: tutta la grande coalizione trasversale delle grandi opere inutili e dannose, del ‘magna magna’, sarà presente come sempre”. Tommaso Cacciari conferma che il 10 luglio, al mattino, una piccola flotta di No Mose , alias No Grandi Navi , sarà pronta in Bacino San Marco per giocare alla battaglia navale con la Polizia e i natanti delle forze dell’ ordine che saranno schierati su disposizione del Questore. “Ci saremo anche noi, abbiamo comunicato che faremo una manifestazione e abbiamo capito che cercheranno in tutti i modi di fermarci. Ma avranno i loro problemi per farlo”. Il movimento non poteva lasciar passare sotto silenzio proprio il momento in cui tutte le 78 paratoie verranno alzate e usciranno dalle acque. Imponente il servizio d’ ordine, anche perché in città arriva il premier Giuseppe Conte che raggiungerà assieme alla ministra Paola De Micheli e alle altre autorità l’ isola artificiale alla bocca di porto del Lido, dove è collocata la control room . I No Mose e i No Grandi Navi anche in passano hanno messo in atto manifestazioni con le barche. Nell’ ormai tradizionale appuntamento contro le navi passeggeri sono arrivati perfino a gettarsi in acqua , in Bacino San Marco e nel Canale della Giudecca, per impedire simbolicamente il transito dei bestioni del mare. Questa volta sarà diverso. Alle 9 è prevista la partenza di una motonave da San Zaccaria, con direzione il Lido, predisposta dall’ architetto Elisabetta Spitz , commissaria straordinaria per il Mose, e da Cinzia Zincone , provveditore alle Opere pubbliche del Triveneto. A bordo ci saranno giornalisti, invitati e autorità. I barchini dei No Mose cercheranno di scortare il traghetto, sperando di sfruttarne la rotta per forzare i posti di blocco navale che cercheranno, invece, di fermare i manifestanti. Qualche piano è stato elaborato, con manovre diversive che hanno lo scopo di arrivare il più vicino possibile all’ isola dove troveranno posto i “vip”. “Che il Mose sia un bidone, lo dimostrano la sabbia che inceppa i meccanismi, la corrosione delle paratie , la ruggine sulle cerniere, le cozze e le alghe” conclude Cacciari. Sulla stessa lunghezza d’ onda il Codacons , che definisce l’ evento una “pagliacciata”: “Sono troppe le incognite che minano la riuscita del Mose. Alcuni errori tecnici e aspetti critici sollevati attraverso complesse perizie tecniche realizzate dai nostri consulenti (ing. Vincenzo Di Tella, Paolo Vielmo e Gaetano Sebastiani) e dalla società franco-canadese di ingegneria off-shore Principia, non hanno mai trovato risposta. Come la questione della risonanza subarmonica : in condizioni di mare agitato e venti forti le paratoie sono soggette a instabilità dinamica con gravi rischi per la loro tenuta). Inoltre, le paratoie non sarebbero mai state collaudate in condizioni meteo estreme. Infine, la manutenzione”. (Il Fatto Quotidiano)

    Il Gazzettino (ed. Pordenone), 10/07/2020 06:22
    Polizza anti-Covid Il Codacons pensa ai viaggiatori
    L’ INIZIATIVA PORDENONE Il Codacons, assieme a Sib (Società Italiana Brokers) e Europ Assistance lancia in Fvg un’ iniziativa per sostenere il turismo, combattere la psicosi Covid e garantire vacanze sicure ai cittadini. Il pericolo di contagio quando ci si trova lontani dalla propria residenza spinge un numero crescente di connazionali a rinunciare del tutto alla villeggiatura, al punto che questa estate solo il 51% degli italiani si concederà una vacanza. Per sostenere il turismo e tutelare i cittadini del Friuli Venezia Giulia il Codacons lancia in regione una convenzione con la Sib e Europ Assistance, finalizzata a garantire vacanze serene e assicurare assistenza a 360 gradi in caso di problemi durante la villeggiatura. Grazie alla polizza Viaggi Italia l’ assicurato che trascorrerà le proprie vacanze nella penisola godrà di: assistenza medica illimitata, consulenza medica online per autovalutazione dei sintomi e medici disponibili 24 ore su 24 online; rimpatrio sanitario; rientro anticipato; rimborso delle spese mediche; assistenza stradale in viaggio. La polizza prevede inoltre garanzie aggiuntive al pacchetto base per partire in tutta serenità ed essere tutelati in ogni ambito: un indennizzo in caso di furto/incendio o danni all’ abitazione e invio di un artigiano; invio di un medico o di un’ ambulanza e assistenza domiciliare per i familiari rimasti casa; pet assistance e rimborso delle spese veterinarie per malattie improvvise e infortuni, sport, indennizzo per gli infortuni derivanti dall’ attività sportiva in viaggio. Un prodotto studiato appositamente per le esigenze dei vacanzieri ai tempi del Covid, che non prevede limiti di età e che, grazie ad una convenzione siglata dal Codacons potrà essere acquistato dagli iscritti all’ associazione con uno sconto speciale. L’ iniziativa del Codacons è finalizzata a sostenere il turismo e si aggiunge alla convenzione già lanciata dall’ associazione per spingere i comuni del Friuli Venezia Giulia ad applicare benefici aggiuntivi al bonus vacanze attraverso sconti su alberghi e servizi vari. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Settegiorni (ed. Legnano), 10/07/2020 05:01
    Il Codacons annuncia provvedimenti: «Esposto in Procura e diffida ad Arpa»
    PARABIAGO (iei) Nei giorni seguenti all’ incendio che ha interessato l’ area dei rifiuti pericolosi della piattaforma ecologica di via Resegone, arriva la presa di posizione del Codacons. Il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente, dei diritti degli utenti e dei consumatori, infatti, non usa mezze parole e annuncia che presenterà un esposto in Procura e una diffida all’ Arpa. «Presenteremo esposto in Procura e diffida all’ Arpa – ha infatti annunciato il Codacons in una nota – Si provveda a far conoscere ai cittadini i rischi derivanti da tale grave episodio: è necessario che essi vengano informati su eventuali danni alla propria salute e che si intervenga con maggiori controlli al fine di evitarli».

    Settegiorni (ed. Legnano), 10/07/2020 05:00
    legnano lo sversamento di fanghi di cantiere ha ucciso quintali di carpe. intanto a parabiago va a fuoco l’ area di rifiuti pericolosi dell’ ecocentro
    Strage di pesci nel’ Olona, il Comune chiede i danni
    LEGNANO-PARABIAGO Quin tali di carpe, bardi e cavedani morti. E’ quanto successo tra venerdì e sabato nell’ Olona. Gli accertamenti sono ancora in corso, ma il Comune di Legnano ha annunciato la volontà di costituirsi parte civile in un eventuale processo. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, a provocare la strage di pesci sarebbe stato lo sversamento di un fango proveniente da un cantiere edile. Intanto nella serata tra domenica e lunedì si è verificato un incendio nella zona dei rifiuti pericolosi della piattaforma ecologica di via Rese gone a Parabiago. Il Codacons annuncia: «Faremo un esposto in Prefettura e una diffida ad Arpa».

    La Repubblica, 10/07/2020 04:31
    i l reportage
    Ciclabile Tuscolana una pista, cento errori
    da porta furba a largo brindisi la corsia riservata alle due ruote è priva di sicurezza chi la usa rischia di passare su parcheggi disabili, fermate di bus. ed essere travolto
    di Luca Monaco « Nessun ufficio ha mai richiesto a questo reparto l’ espressione di un parere in merito alla nuova pista ciclabile in via Tuscolana » . Lo scrive nero su bianco il dirigente del VII gruppo della polizia locale in risposta alla richiesta mossa dalla presidente della commissione Controllo e garanzia del municipio VII Francesca Biondo ( Pd). La nota firmata dai caschi bianchi il 7 luglio scorso adesso alimenta i dubbi sugli standard di sicurezza del tracciato ciclopedonale che da Cinecittà conduce a San Giovanni. La bikeline corre parallela al marciapiede di via Tuscolana inerpicandosi sulla salita del Quadraro, curva improvvisamente in più punti, gira intorno ai cassonetti, alle fermate degli autobus e ai parcheggi riservati ai disabili. È puntualmente occupata dai fedeli che sono costretti ad attraversarla per entrare nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice. Oppure dalle auto che si fermano a fare rifornimento al distributore di benzina all’ altezza del civico 366, poco prima di largo Unia. «Passa così vicina – ripete Dewan, il benzinaio 35enne – che sono costretto a dire ai clienti di fare attenzione prima di scendere dalla macchina, se aprono lo sportello e in quel momento passa un ciclista lo colpiscono. Non capisco come possano aver fatto un lavoro del genere». Martedì, in sede di commissione comunale Trasparenza si sarebbe dovuto sviscerare l’ argomento. «Non si è presentato nessuno – afferma il consigliere comunale dem Giulio Bugarini – né gli uffici né l’ assessorato competente né tantomeno la polizia locale». In quest’ ultimo caso la risposta è stata recapitata per iscritto alla presidente della commissione Controllo municipale. La bikelane che collega Porta Furba con Largo Brindisi, avviata dall’ amministrazione nell’ ambito del piano straordinario di ciclabili transitorie, è pensata come prosecuzione di un’ altra pista. Dal 2019 è infatti aperto al pubblico un tracciato, da Subaugusta a Numidio Quadrato, che percorre la via Tuscolana nei due sensi di marcia. « Il primo tratto, costato oltre 600mila euro, una cifra che è quasi raddoppiata dalla progettazione preliminare alla effettiva realizzazione, ha collezionato polemiche di ogni tipo da parte dei commercianti, dei disabili e dei cittadini in generale » , ricorda il presidente della commissione Trasparenza Marco Palumbo. « Chiunque si sia trovato a percorrere anche quel tratto non può non averne rilevato una grave pericolosità – continua Bugarini – ieri insieme a Palumbo e alla consigliera Ilaria Piccolo ho protocollato una interrogazione alla sindaca per sapere perché l’ amministrazione ha deciso di non interpellare la polizia stradale al fine di recepirne le indicazioni in sede di stesura del progetti. È una follia indurre i ciclisti a percorrere, senza alcun tipo di protezione, la salita del Quadraro, con le auto che sfrecciano a qualche centimetro e da più parti. Occorre fare chiarezza su tutto il tracciato». Il presidente del Codacons Carlo Rienzi annuncia un accesso agli atti. « Acquisiremo tutta la documentazione per capire chi ha firmato i permessi – attacca – se si dovessero riscontrare delle palesi violazioni di legge non esiteremo a esigere in sede giudiziaria la chiusura della bike line. Chiederemo il risarcimento dei danni, sia al Comune di Roma sia al dirigente che ha firmato le autorizzazioni ». È critico il comitato quartiere Tuscolano Villa Fiorelli. « Non ci sembra che l’ obiettivo finale di questa operazione sia incentivare la mobilità sostenibile – rileva il vicepresidente del comitato Roberto Ruvinetti – la pista è pericolosa per i ciclisti e crea dei gravi disagi alla mobilità. Credo che l’ unico scopo sia disincentivare l’ uso della macchina paralizzando la circolazione». Preoccupa il cambiamento dei sensi di marcia previsto dal progetto. «In questo modo l’ unica strada che collegherà il quartiere con San Giovanni resterà via La Spezia su due corsie a senso unico. Avevamo chiesto una sperimentazione: ci hanno risposto che hanno dei bravi tecnici. Non siamo mai stati ascoltati». © RIPRODUZIONE RISERVATA “Nessun ufficio ha mai chiesto un parere a questo reparto” chiariscono i vigili Il pericolo di pedalare sulla salita del Quadraro l Il percorso La ciclabile Tuscolana in diversi punti si sovrappone ai cassonetti, alle strisce pedonali e ai posti auto riservati ai disabili, con rischi seri per i ciclisti.

    Il Tirreno, 10/07/2020 03:31
    Dieselgate, corsa ai risarcimenti: paghi l’ avvocato solo se vinci
    class action del codacons in germania per le auto a gasolio col motore incriminato di volkswagen, audi, seat e skoda
    Matteo Scardigli Gli automobilisti truffati dallo scandalo Dieselgate potranno chiedere a Volkswagen risarcimenti per migliaia di euro grazie a un’ azione legale del Codacons. Lo ha stabilito la corte federale tedesca, spiegando che il proprietario di un’ auto con il motore “incriminato” ha diritto a un rimborso parziale. Per aderire, senza costi, bastano pochi clic sul sito dell’ associazione. Ecco dunque tutto quello che c’ è da sapere in una guida realizzata grazie al contributo di Marco Ramadori, presidente del Codacons e coordinatore dell’ ufficio legale nazionale. COS’ È QUESTA AZIONE LEGALE? Cinque anni fa, in seguito allo scandalo Dieselgate, la federazione di consumatori tedesca Vzbv ha aperto un contenzioso che si è chiuso lo scorso febbraio con un accordo extragiudiziale per il quale Volkswagen si impegna a risarcire i consumatori teutonici. Il 25 maggio poi è arrivata la decisione della corte federale di Karlsruhe sul caso di un proprietario, riconoscendo che l’ acquisto di un veicolo con la centralina taroccata è di per sé un danno e aprendo così una strada per tutti gli altri Paesi europei nei quali è in corso un’ azione risarcitoria. Nella stessa data il Codacons ha avviato così una causa collettiva in Germania insieme ad avvocati tedeschi, alla quale l’ associazione italiana invita i cittadini nostrani. PERCHÉ IL CODACONS HA SCELTOLA CAUSA COLLETTIVA? L’ associazione aveva avviato un’ azione legale presso la procura di Verona, città dove ha sede il quartier generale italiano di Volkswagen. Il pubblico ministero, sostenendo di non poter dimostrare il dolo, ha chiesto l’ archiviazione; il Codacons si è opposto davanti al giudice per le indagini preliminari. In attesa dell’ esito dell’ istanza si è presentata l’ occasione di avviare la class action in Germania, che – secondo l’ associazione – in base al precedente stabilito dalla corte federale aumenta le probabilità di vittoria rispetto al procedimento avviato in Italia. CHI PUÒ PARTECIPARE? Il requisito unico è il possesso del certificato di proprietà di un veicolo con motore EA189 diesel, categoria che comprende i motori 1. 2, 1. 6 e 2. 0 Tdi (cioè Turbocharged direct injection, o – più semplicemente – a iniezione diretta) acquistato a partire dal 2008/2009. Non importa se l’ auto è stata acquistata da un concessionario o da un privato, se è nuova o usata, o neanche se è stata ereditata. Non importa neanche se l’ acquisto è avvenuto dopo il 2015, anno in cui è esploso lo scandalo; tecnicamente l’ auto può anche essere acquistata entro il 20 luglio del 2020 (data in cui si chiuderà l’ azione legale). Possono partecipare alla causa collettiva anche i proprietari che già si erano costituiti come parte offesa nell’ azione legale di Verona. QUANTO VALE IL RISARCIMENTO? In accordo alla giurisprudenza tedesca l’ azione collettiva richiederà il «danno extracontrattuale per pratica commerciale scorretta», cioè il 15 percento del prezzo di acquisto. La cifra del risarcimento dipenderà quindi dal modello acquistato, cioè indicativamente tra i mille e 500 e i 6 mila 500 euro. Queste sono le cifre lorde, comprensive cioè di una percentuale del 28 percento che – solo in caso di vittoria – va a pagare le spese legali sostenute dagli avvocati italiani e tedeschi. Il risarcimento netto di mille e 500 euro sarebbe dunque di mille e 80 euro tolte le 420 per gli avvocati, così come 6 mila 500 euro diventerebbero 4 mila 680 per il proprietario e mille e 820 per gli avvocati. COME SI PARTECIPA e QUANTO COSTA? Per aderire all’ azione collettiva è sufficiente visitare il sito codacons.it e cliccare su “Scandalo Dieselgate – Proprietario Volkswagen?”, e quindi inserire i dati personali e quelli del veicolo nel modulo al quale si può accedere dal collegamento a fondo pagina. La partecipazione all’ azione collettiva non comporta alcun costo per l’ aderente (salvo la percentuale da riconoscere agli avvocati in caso di vittoria) né obbliga a iscriversi al Codacons. In alternativa, per i cittadini toscani, è possibile rivolgersi presso una delle sedi territoriali dell’ associazione elencate su codacons.toscana.it/contatti. A causa della pandemia il Codacons tuttavia sconsiglia i consumatori di spostarsi, ma piuttosto li invita a chiamare 893 49966. Il termine per presentare la domanda è lunedì 20 luglio. COSA SUCCEDE IN CASO DI SCONFITTA? Se il tribunale tedesco non dovesse riconoscere ai proprietari che partecipano alla causa collettiva il diritto al risarcimento, andando contro al precedente che si è venuto a creare, questi – ovviamente – non saranno risarciti dal gruppo Volkswagen ma neanche dovranno pagare le spese legali. Tali spese, come specificato, sono interamente a carico degli avvocati. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Il Tirreno, 10/07/2020 03:31
    il motore
    Venti modelli diesel di quattro famosi marchi
    Le auto coinvolte nello scandalo Dieselgate, ovvero quelle per le quali il Codacons ritiene si possa chiedere il risarcimento, sono quelle con motori 1.2, 1.6 e 2.0 Tdi, che rientrano nella categoria EA189 diesel, acquistate a partire dal 2008/2009. Si tratta di 20 modelli e tecnicamente vi rientrano anche i veicoli commerciali come Caddy e il Multivan. Il gruppo Volkswagen comprende anche i marchi Audi, Seat e Skoda.

    Il Tirreno, 10/07/2020 03:31
    il presidente ramadori: «costretti a emigrare per ottenere giustizia» boom di adesioni alla causa collettiva, già 500 solo dalla toscana
    «L’ Italia non ha tutelato i diritti dei proprietari di 700.000 auto»
    L’ INTERVISTA«L’ Italia rischia di essere l’ unico Paese in Europa a non multare Volkswagen, così siamo costretti a emigrare per avere giustizia come fu per la Concordia», racconta l’ avvocato Marco Ramadori, presidente del Codacons e coordinatore dell’ ufficio legale nazionale.Il “Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori”, il Codacons appunto, avrebbe già ricevuto migliaia di adesioni alla causa collettiva contro il colosso tedesco, circa 500 delle quali provenienti dalla sola Toscana, a fronte di circa 700 mila vetture vendute in totale nel nostro Paese (l’ associazione non dispone dei dati di vendita per la Toscana) durante gli anni coperti dallo scandalo Dieselgate. «Ci aspettiamo il boom delle richieste di partecipazione a ridosso del 20 luglio, alla scadenza dell’ iniziativa», spiega Ramadori, che ripone in questa iniziativa tre aspetti positivi: «Anche se il risarcimento ammontasse a poche migliaia di euro queste avrebbero un valore pratico, in questo tempo di crisi, simbolico e anche dissuasorio». Secondo l’ avvocato insomma le percentuali di vittoria sono elevate, a differenza di quanto accade nel Belpaese: «Ci siamo opposti alla decisione della procura di Verona, città in cui Volkswagen ha il suo quartier generale italiano, che non trova il dolo nelle azioni del produttore tedesco. Il quale però viene sanzionato in Germania, dove la corte federale ha riconosciuto che il risarcimento non può essere limitato al ritiro dei mezzi. In Italia – continua – la class action è un’ arma spuntata, e oltretutto abbiamo timore a farci valere nei confronti delle aziende che sbagliano: l’ effetto deterrente si scarica sui cittadini». Il tasto che Ramadori tocca è ancora dolente per i toscani: «Dopo il naufragio nelle acque del Giglio si decise di non “aggredire” Costa Crociere, e così chi si è salvato e i parenti delle vittime si sono dovuti aggregare a un’ azione legale nata negli Usa. Non si tratta di una vendetta, noi chiediamo solo il risarcimento del danno; perché chi ha già subìto il deprezzamento dell’ auto non può rimetterci una seconda volta». M.S.

    Il Tirreno, 10/07/2020 03:30
    Risarcimenti per il dieselgate Ecco come fare
    Gli automobilisti truffati dallo scandalo Dieselgate, per le emissioni truccate, potranno chiedere a Volkswagen risarcimenti per migliaia di euro con un’ azione legale del Codacons. Lo ha stabilito la corte federale tedesca. Chi aderisce alla class action pagherà gli avvocati solo in caso di vittoria. scardigli / A PAG. 11.

    Il Mattino, 10/07/2020 02:35
    Passa “l’ emendamento McCartney” Concerti saltati, diritto al rimborso
    IL CASO Andrea Spinelli Nei palazzi della politica lo chiamano già Emendamento McCartney. E non potrebbe essere altrimenti. La sensazione infatti è che se sir Paul, accantonando per un attimo l’ aplomb che il titolo baronale gli impone, non avesse sguainato la spada a tutela dei fans italiani rimasti senza rimborso dopo l’ annullamento dei suoi concerti di Napoli e Lucca, ben difficilmente il governo sarebbe tornato sui suoi passi in merito al meccanismo dei voucher previsto dal Decreto Rilancio per i live saltati. E invece il testo emendato del Dl che mercoledì scorso ha incassato la fiducia alla Camera arriva ora in Senato praticamente blindato, pena la decadenza, lasciando prevedere la conversione in legge entro una settimana. Al Senato, infatti, non potranno essere approntate altre modifiche. LA SVOLTA Fra le novità, quella più importante è l’ introduzione della parola rimborso all’ interno del testo. «L’ organizzatore dell’ evento provvede al rimborso o alla emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro 18 mesi dall’ emissione» stabilisce il comma 2 dell’ articolo 88 del decreto. «L’ emissione dei voucher previsti del presente comma assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario». Altro aggiornamento, l’ estensione al 30 settembre 2020 del periodo entro il quale «ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta». Perentoria l’ ultima frase della norma: «In caso di cancellazione definitiva del concerto, l’ organizzatore provvede immediatamente al rimborso con restituzione della somma versata». Altra puntualizzazione importante è quella che ribadisce come il promoter «provvede, comunque, al rimborso con restituzione della somma versata ai soggetti acquirenti alla scadenza del periodo di validità del voucher quando la prestazione dell’ artista originariamente programmata venga annullata, senza rinvio ad altra data compresa nel medesimo periodo di validità del voucher». Ovvero 18 mesi. È ovvio che, a prescindere dal disposto del decreto del governo, in caso di cancellazione dello show (e non di semplice slittamento) i promoter possono comunque mettersi una mano sul portafoglio (e l’ altra sulla coscienza) scegliendo di rimborsare gli spettatori di loro iniziativa. Qualcuno l’ ha fatto, ma si tratta di mosche bianche. Questo perché, anche nel campo della musica dal vivo, le grandi strutture pesano e il blocco totale, o quasi, dell’ attività rischi di arrecare danni irreparabili alla filiera che c’ è dietro. «Comunque sia ci atterremo scrupolosamente al disposto della legge» assicura Mimmo D’ Alessandro, promoter italiano dell’ ex Beatles, che doveva esibirsi a Napoli, piazza del Plebiscito, il 10 giugno, 15.000 biglietti venduti, e poi a Lucca. «E se lo Stato stabilirà che dobbiamo rimborsare immediatamente McCartney, i fondi ci sono. D’ altronde non abbiamo mai anche solo lontanamente vagheggiato che in tutta questa storia qualcuno potesse perderci, perché sappiamo benissimo che disaffezionare il pubblico del live sarebbe suicida. Per lo stesso motivo non abbiamo mai messo in dubbio che se, come disposto finora dalla legge, fra 18 mesi il possessore del voucher non trovasse niente di suo gradimento debba avere indietro quanto pagato. L’ unica cosa che chiediamo è che cali un po’ di pressione attorno alla questione e che il governo si ricordi che esistiamo pure noi, con le nostre aziende e il nostro personale. A sostegno della cultura lo Stato inglese ha stanziato un miliardo e mezzo di sterline di aiuti al settore, quello tedesco un miliardo. E in Italia?». GLI ALTRI Vasco Rossi, Ultimo, Tiziano Ferro, Eric Clapton, Aerosmith e gli altri divi da stadio e festival, non hanno cancellato i loro show, rimandandoli invece al 2021, cosa che li protegge dall’ opzione rimborso. Con Macca, hanno, invece, cancellato i loro blitz in Italia Lenny Kravitz, Billie Eilish, Santana: quei biglietti andranno rimborsati. E quelli già trasformati in voucher, come finora richiesto dal decreto legge? Bisognerà capire se potrà essere richiesto il rimborso fin da adesso o se bisognerà aspettare che scadano i fatidici 18 mesi senza averli utilizzati. A Napoli i comitati che si battevano per avere indietro i soldi dei biglietti di McCartney saranno felici, come il Codacons, che aveva minacciato di citare in giudizio gli organizzatori. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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