10 Giugno 2020

Rassegna stampa del 10 giugno 2020

(Sito) Adnkronos, 10/06/2020 21:15
Codacons querela Calenda sul caso Burioni
Il Codacons querela Carlo Calenda, leader di Azione dopo i commenti rilasciati dall’ ex ministro sull’ ipotesi di conflitto di interessi del virologo Burioni . Ad annunciarlo in una nota la stessa associazione dei consumatori che accusa Calenda di aver “rilasciato ancora una volta dichiarazioni del tutto false e diffamatorie sul Codacons, ente che l’ ex ministro odia più di ogni altra cosa, come dallo stesso affermato oggi attraverso una serie di tweet”. “Oggi Calenda scrive infatti – riporta l’ associazione – che il Codacons è ‘il peggio che si trova nel nostro pur variegato paese’, e sostiene che l’ associazione sia una dittatura al pari della Corea del Nord e che non sia neutrale, avendo lo stesso presidente dal 1986. Peccato però che il Codacons abbia un collegio di presidenza composto da 4 dirigenti dell’ associazione, e ben 6 vicepresidenti, ognuno con pieni poteri, circostanza che solo uno che non sa nemmeno leggere su internet può affermare con simili farneticazioni”. “Ma il simbolo della totale mancanza di trasparenza verso i cittadini è, paradossalmente, lo stesso Carlo Calenda che – scrive l’ associazione – ha sparlato in totale conflitto di interessi: egli infatti non scrive il vero motivo di tanto odio verso il Codacons, e non spiega i motivi che hanno portato 14 associazioni del Cncu a fare festa quando è stato cacciato dal ministero dello sviluppo e hanno costretto l’ associazione a querelarlo e citarlo in giudizio con una richiesta di risarcimento per 30mila euro, per l’ abuso di potere commesso dal leader di Azione quando rivestiva la carica di ministro dello sviluppo economico, abuso ammesso ingenuamente su twitter quando scrisse ‘Un giorno qualcuno dovrà definitamente stabilire la completa inutilità di Codacons e affini. Al Mise avevo tagliato la maggior parte dei finanziamenti a queste fabbriche di polemiche inutili'”. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

Report Tv, 10/06/2020 20:55
Carlo Calenda in difesa del virologo Burioni, attacca a testa bassa il CODACONS. Querelato
Nuovi guai giudiziari per Carlo Calenda, leader di Azione che oggi, pur di ottenere visibilità e dire ad ogni costo la sua, è intervenuto a sproposito per difendere il virologo Roberto Burioni, attaccando duramente il Codacons. Calenda riceverà infatti ora una nuova querela da parte dell’ associazione, per aver rilasciato ancora una volta dichiarazioni del tutto false e diffamatorie sul Codacons, ente che l’ ex Ministro odia più di ogni altra cosa, come dallo stesso affermato oggi attraverso una serie di tweet. Calenda scrive infatti oggi che il Codacons è “il peggio che si trova nel nostro pur variegato paese”, e sostiene che l’ associazione sia una dittatura al pari della Corea del Nord e che non sia neutrale, avendo lo stesso presidente dal 1986. Peccato però che il Codacons abbia un collegio di presidenza composto da 4 dirigenti dell’ associazione, e ben 6 vicepresidenti, ognuno con pieni poteri, circostanza che solo uno che non sa nemmeno leggere su internet può affermare con simili farneticazioni. Ma il simbolo della totale mancanza di trasparenza verso i cittadini è, paradossalmente, lo stesso Carlo Calenda, che ha sparlato in totale conflitto di interessi: egli infatti non scrive il vero motivo di tanto odio verso il Codacons, e non spiega i motivi che hanno portato 14 associazioni del Cncu a fare festa quando è stato cacciato dal ministero dello sviluppo e hanno costretto l’ associazione a querelarlo e citarlo in giudizio con una richiesta di risarcimento per 30mila euro, per l’ abuso di potere commesso dal leader di Azione quando rivestiva la carica di Ministro dello sviluppo economico, abuso ammesso ingenuamente su twitter quando scrisse “Un giorno qualcuno dovrà definitamente stabilire la completa inutilità di Codacons e affini. Al Mise avevo tagliato la maggior parte dei finanziamenti a queste fabbriche di polemiche inutili”. Ti è piaciuto l’ articolo? Vuoi scriverne uno anche tu? Inizia da qui!

TPI News, 10/06/2020 18:56
“Restituite i soldi dei concerti annullati”
Paul McCartney contro il Governo italiano: ‘Voucher scandalosi’ Nessun rimborso per i concerti annullati a causa della pandemia di Coronavirus, ma solo dei vocher. Una scelta che, per usare un eufemismo, non ha convinto una star del calibro di Paul McCartney. Attraverso la sua pagina Facebook, l’ ex Beatle tuona contro il decreto del governo italiano e Assomusica: ‘È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi. Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo. Siamo fortemente in disaccordo con ciò che il governo italiano e Assomusica hanno fatto. A tutti i fan degli altri Paesi che avremmo dovuto visitare quest’ estate è stato offerto il rimborso completo. L’ organizzatore italiano dei nostri spettacoli ed i legislatori italiani devono fare la cosa giusta, siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo è un vero insulto per i fan’, ha scritto sir Paul McCartney. Ricordiamo che il baronetto inglese avrebbe dovuto tenere nel nostro Paese due concerti, oggi, 10 giugno, a Napoli e il 13 giugno al Lucca Summer Festival. Due eventi cancellati per l’ emergenza Covid-19 che non è stato possibile riprogrammare per il 2021. Il governo italiano ha stabilito un decreto che autorizza i possessori dei biglietti acquistati per gli spettacoli dal vivo di richiedere un voucher di pari valore. Una posizione quella dell’ ex cantante dei Beatles condivisa dal Codacons, dalla Federconsumatori, dall’ Unione Consumatori . McCartney nel post su Facebook ha poi ripercorso quanto accaduto: ‘Il 7 maggio 2020 è stato annunciato che, a causa della pandemia globale del Covid-19, il mio tour estivo sarebbe stato cancellato. La cancellazione è stata fatta sul presupposto che a tutti coloro che avevano acquistato un biglietto per gli spettacoli sarebbe stato offerto un rimborso totale del prezzo del biglietto pagato’. Invece, contrariamente a quanto accaduto negli altri Paesi che Paul e la sua band avrebbero visitato tra maggio e giugno, ‘il governo italiano, su indicazione dell’ Associazione italiana di promotori di musica dal vivo, ha approvato un decreto che autorizza tutti i possessori dei biglietti precedentemente acquistati per gli spettacoli dal vivo di avere la facoltà di richiedere un «voucher» di pari valore a quello indicato sul biglietto. E ancora: ‘I soldi provenienti dalla vendita dei biglietti in Italia «sono esclusivamente trattenuti dai promoter locali. I fan di Paul McCartney sono fortemente amareggiati da questa tipologia di rimborso poiché hanno pagato per vedere un preciso spettacolo, non altri dello stesso promoter’. Leggi anche: 1. Parla il re dei live Salzano: ‘Concerti limitati a 1.000 fan? Non possiamo rimborsare i biglietti per gli eventi annullati’ / 2. Coronavirus, tutti i concerti rinviati a causa dell’ emergenza sanitaria Potrebbero interessarti Nero a metà prossima puntata: cosa succederà il 17 giugno Nero a metà: cosa è successo nell’ ultima puntata, dove eravamo rimasti Nero a metà: trama quarta puntata, anticipazioni e cast.
antonio scali

Affari Italiani, 10/06/2020 18:52
Scontro Le Iene-Burioni. “Ha un conflitto d’ interesse”. “No” Video
Nella puntata di ieri sera Le Iene sono tornate a parlare dei medici e degli scienziati che sono apparsi in televisione in questi mesi. Qualcuno si è chiesto: quando danno consigli, lo fanno per un alto interesse scientifico o per un interesse personale? Nello specifico è possibile che il professor Roberto Burioni abbia un conflitto di interessi? IL VIDEO ”Se saranno confermati i conflitti di interesse evidenziati nel servizio de ‘Le Iene’, riteniamo che i soldi percepiti dal virologo per le sue partecipazioni a ‘Che tempo che fa’ debbano essere restituiti alla Rai, trattandosi di soldi dei cittadini i quali finanziano la rete attraverso il canone, cittadini che hanno diritto ad una informazione trasparente e scevra da conflitti e condizionamenti. Allo stesso modo il conduttore Fabio Fazio, che ha concesso uno spazio fisso a Burioni nel suo programma, potrebbe essere chiamato a rispondere di danni erariali”. Dopo l’ inchiesta de ‘Le Iene’ che ha evidenziato possibili conflitti di interesse in capo a Roberto Burioni e rapporti poco chiari con alcune società farmaceutiche, scende in campo il Codacons, che in una nota tira in ballo anche il conduttore Fabio Fazio. L’ associazione auspica inoltre ”un intervento della Guardia di Finanza -spiega- affinché faccia luce su alcuni aspetti sollevati da ‘Le Iene’, come il rapporto poco chiaro tra Roberto Burioni e la società farmaceutica Pomona Ricerca srl, per la quale il virologo sembrerebbe avere pieni poteri decisionali nonostante l’ azienda faccia capo ad un terzo soggetto. Dopo il servizio trasmesso ieri e le tante situazioni anomale o poco trasparenti evidenziate, riteniamo che Burioni debba essere sollevato da qualsiasi incarico pubblico in campo sanitario e farmaceutico fino a che non sarà fatta chiarezza”. BURIONI, FAZIO LO DIFENDE, ‘PERIODO STORICO IN CUI MERITO E’ VISTO CON SOSPETTO’ ”Grazie a Roberto Burioni per la collaborazione e l’ aiuto che ha fornito ai telespettatori di ‘Che tempo che fa’. Viviamo in uno strano periodo storico in cui merito e competenza sono guardati con fastidio e sospetto. Non possiamo far altro che cercare di fare al meglio il nostro lavoro”. Così Fabio Fazio su twitter dopo le polemiche che si sono scatenate sulla presenza del virologo nel suo programma. Sotto al suo post Fazio riprende anche la risposta del virologo al servizio mandato in onda da ‘Le Iene’ ieri sera. Loading… Commenti Ci sono altri 0 commenti. Clicca per leggerli.

ilfoglio.it, 10/06/2020 18:23
Ma quale Burioni? Il conflitto d’ interessi è quello degli idoli di Codacons e Iene
E pensare che aveva appena deciso di ritirarsi per un po’ dalle scene. Lunedì scorso il virologo Roberto Burioni annunciava, in una intervista rilasciata al Corriere , di volere entrare in silenzio stampa fino all’ autunno. Nemmeno due giorni con la spina staccata e Le Iene lo ritirano sul ring , con un servizio diAlessandro Politi che si chiede se è possibile che il medico “presenzialsta” abbia un conflitto di interessi . “Quando dà consigli in tv, lo fa per un alto interesse scientifico o per un interesse personale?” La prima “autorità” intervistata dalle Iene è niente meno che Carlo Rienzi del Codacons. “Sono anni che il Codacons mi perseguita”, ribatte il professore via Facebook. Ma facciamo un passo indietro. Pietra dello scandalo (montato) sono gli” anticorpi monoclonali ” che, secondo Le Iene, Burioni proporrebbe come una soluzione per il Covid-19 in contrapposizione alla cura al plasma , sperimentata in alcuni ospedali lombardi e propugnata come salvifica . Secondo le Iene, l’ attenzione di Burioni per gli anticorpi monoclonali non sarebbe disinteressata, perché lui “li ha progettati e brevettati”. La trasmissione di Mediaset sostiene insomma che il virologo abbia depositato brevetti “e questo vuol dire che da quei brevetti è probabile che lui ci guadagni”. Su Facebook Burioni risponde che “produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea.Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà . La gran parte sono di Pomona Ricerca, una azienda con la quale collaboro proficuamente da molti anni e della quale sono da molti anni consulente scientifico. Ovvio che qualunque opportunità di collaborazione scientifica venga rimandata alla mia valutazione. Nessuno di questi anticorpi monoclonali è in commercio (sono tutti in una fase molto precoce di sviluppo) e non lo saranno ancora per almeno 10 anni ; soprattutton essuno di questi monoclonali è (purtroppo) diretto contro Covid-19 . Quindi se gli anticorpi monoclonali contro Covid-19 si dimostreranno utili, io – così come Pomona Ricerca – non ne trarrò alcun beneficio economico. Il beneficio lo trarrà chi li ha brevettati (non io) chi li produce (non io) e chi li vende (non io) “. Ma la cosa davvero surreale è che ad accusare Burioni di un indimostrato conflitto di interessi siano Le Iene e il Codacons.”Se un medico o uno scienziato va in televisione a dare dei consigli, non dovrebbe avere alcun legame con chi tramite quei consigli potrebbe guadagnarci”, dicono Le Iene. “Per esempio, anche se mettere la mascherina è la scelta più giusta per contenere la pandemia, non dovrebbe essere l’ esperto legato alla ditta produttrice a consigliarli”. “Devo avere la certezza della trasparenza della comunicazione. Soprattutto nel servizio pubblico”, pontifica poi Rienzi. Ebbene, le Iene sono quelle che più di tutti hanno appoggiato e dato credito al metodo Stamina di Davide Vannoni , uno che si faceva pagare per una pratica pericolosa e scientificamente infondata. Il Codacons è lo stesso che esalta Andrew Wakefield , medico radiato e autore della più famosa frode scientifica della storia, quella sulla falsa correlazione vaccini-autismo: Wakefield aveva brevettato un sistema di vaccini alternativi a quelli che accusava falsamente di causare l’ autismo. Ora, che i sostenitori di due tra le più grandi frodi scientifiche – in conflitto di interessi – accusino Burioni di conflitto d’ interessi per scoperte scientifiche che non sono affatto in conflitto d’ interessi è solo una conferma ulteriore del valore di entrambi: l’ accusato e gli accusatori. Più Visti L’ esperimento di piazza Smontare le balle sul 5G Ricordatevi del tacchino Dare i numeri.

corrieredellosport.it, 10/06/2020 18:03
Bufera tra Burioni e Le Iene: si passa alle vie legali. Ecco cosa è successo
attraverso un lungo post pubblicato su facebook, il virologo si difende dalle accuse di conflitto d’ interessi ricevute dal programma televisivo
ROMA – Altro scontro mediatico al tempo del Coronavirus . Ancora una volta al centro dell’ attenzione è finito Roberto Burioni , che ha dovuto difendersi dalle accuse di conflitto di interessi . Stando al lungo status pubblicato sulla propria pagina Facebook, il virologo sarebbe stato attaccato dal programma televisivo Le Iene . ” Sono stato appena deliziato da un servizio delle Iene – si legge nel post – che ha scelto come fonte per crocifiggermi il Codacons, che da anni mi perseguita. Per cui sono costretto a ritardare la mia scomparsa dai media e dai social per fornire alcune precisazioni “. Il motivo dell’ attacco? Conflitto di interesse per quanto riguarda il Covid-19 . Ma Burioni non ci sta e ha deciso di rispondere per punti. La spiegazione di Burioni 1) Produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà. La gran parte sono di Pomona Ricerca, una azienda di cui non sono socio ma con la quale collaboro proficuamente da molti anni e della quale sono da molti anni consulente scientifico. Ovvio che qualunque opportunità di collaborazione scientifica venga rimandata alla mia valutazione. Nessuno di questi anticorpi monoclonali è in commercio (sono tutti in una fase molto precoce di sviluppo) e non lo saranno ancora per almeno 10 anni; soprattutto nessuno di questi monoclonali è (purtroppo) diretto contro COVID-19. Quindi se gli anticorpi monoclonali contro COVID-19 si dimostreranno utili, io – così come Pomona RIcerca – non ne trarrò alcun beneficio economico. Il beneficio lo trarrà chi li ha brevettati (non io) chi li produce (non io) e chi li vende (non io). Anzi, per essere chiari io non ho nulla a che fare con qualunque azienda produca o venda qualunque bene utile a prevenire, curare, vaccinare per il coronavirus. Per cui NON HO NESSUN CONFLITTO DI INTERESSE : se il plasma funziona o se funzionano gli anticorpi monoclonali contro COVID-19, se servono le mascherine o non servono, se si usano o non si usano i disinfettanti o i farmaci, a me non cambia niente dal punto di vista economico. Sui dettagli scientifici su economicità e sicurezza del plasma e degli anticorpi monoclonali vi rimando a medical facts o alla pagina del prof. Guido Silvestri, che ne ha spesso parlato. Immaginare il plasma come alternativo agli anticorpi monoclonali vuole dire non sapere di cosa si parla. Il plasma è una terapia di emergenza, i monoclonali sono qualcosa che può sconfiggere il coronavirus. Ma se così fosse, come ha pure prospettato il prof. Silvestri nei suoi post più volte, io non avrò alcun vantaggio (se non quello del comune cittadino che potrà essere curato) Ripeto, non ho alcun conflitto di interesse nel campo di COVID-19, qualunque cosa accada (vaccini, plasmi, terapie, monoclonali, mascherine, guanti, disinfettanti, farmaci) non mi arriverà un centesimo in tasca. 2) La mia collaborazione con la Fondazione Lorenzini riguardo ai vaccini si è concretizzata nella collaborazione per la stesura di un quaderno sulla esitazione vaccinale uscito con il sole 24 ore scritto insieme a una serie di autorevoli colleghi per la quale ho emesso regolare fattura di 1500 euro. Immaginare che questo costituisca conflitto di interesse richiede uno sforzo notevole di immaginazione. Potete trovare il quaderno a questo link. Il contributo della azienda è bene in evidenza, ma io non ho collaborato con l’ azienda, ma con la Fondazione Lorenzini, un ente con un’ ottima reputazione che mi ha onorato affiancandomi ai migliori esperti nel campo delle vaccinazioni . 3) Queste sono le bugie più evidenti che ho sentito. Per le altre datemi tempo di risentire questo servizio insieme al mio legale, perché questa volta si è passato il segno. Giusto per la cronaca, i numerosi esposti che il Codacons ha fatto negli anni contro di me all’ ordine dei medici, al TAR e ad altre entità che ora dimentico per sottolineare miei ipotetici conflitti di interessi sulle vaccinazioni sono stati tutti archiviati. Grazie per la pazienza. Spero che questo trattamento, fatto di bugie e di insinuazioni, sia di monito a qualunque scienziato voglia nel futuro impegnarsi a informare correttamente le persone. Per quanto mi riguarda, vi ringrazio dell’ affetto e della fiducia che mi avete affidato. Sappiate che non l’ ho mai tradita e che non ho mai scritto nulla che non fosse la trascrizione più accurata che sapevo fare della verità scientifica. Tanto che in tutti i miei libri e in tutti i miei articoli su medical facts nessuno ha mai trovato un errore (anzi uno sì, erano descritti male i transistor, e l’ ho corretto). Questo non accade perché io non faccio errori, ma perché ogni riga scritta viene sottoposta sempre alla verifica severa di un collega esperto. Non vi dico a presto perché a presto non sarà. State attenti e prendete ancora le precauzioni. L’ epidemia sta passando ma meglio riprendere la nostra vita normale con prudenza ancora per qualche settimana. In bocca al lupo e auguri di ottima salute a voi e ai vostri cari “.

tuttosport.com, 10/06/2020 18:02
Burioni e Le Iene, è bufera: si va in tribunale. Ecco cosa è successo
0 i virologo si difende dalle accuse di conflitto d’ interessi ricevute dal programma televisivo attraverso un lungo post pubblicato su facebook
TORINO – Non è tardata ad arrivare la risposta di Roberto Burioni alla trasmissione televisiva Le Iene . Nuovo scontro mediatico ai tempi del Coronavirus che vede coinvolto il virologo , accusato in questo caso di conflitto di interessi da parte del programma di Mediaset. ” Sono stato appena deliziato da un servizio delle Iene che ha scelto come fonte per crocifiggermi il Codacons, che da anni mi perseguita. Per cui sono costretto a ritardare la mia scomparsa dai media e dai social per fornire alcune precisazioni “. Così, Burioni ha deciso di rispondere e attraverso un lungo post su Facebook ha replicato punto su punto alle accuse ricevute, annunciando le vie legali. Burioni risponde a Le Iene 1) Produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà. La gran parte sono di Pomona Ricerca, una azienda di cui non sono socio ma con la quale collaboro proficuamente da molti anni e della quale sono da molti anni consulente scientifico. Ovvio che qualunque opportunità di collaborazione scientifica venga rimandata alla mia valutazione. Nessuno di questi anticorpi monoclonali è in commercio (sono tutti in una fase molto precoce di sviluppo) e non lo saranno ancora per almeno 10 anni; soprattutto nessuno di questi monoclonali è (purtroppo) diretto contro COVID-19. Quindi se gli anticorpi monoclonali contro COVID-19 si dimostreranno utili, io – così come Pomona RIcerca – non ne trarrò alcun beneficio economico. Il beneficio lo trarrà chi li ha brevettati (non io) chi li produce (non io) e chi li vende (non io). Anzi, per essere chiari io non ho nulla a che fare con qualunque azienda produca o venda qualunque bene utile a prevenire, curare, vaccinare per il coronavirus. Per cui NON HO NESSUN CONFLITTO DI INTERESSE : se il plasma funziona o se funzionano gli anticorpi monoclonali contro COVID-19, se servono le mascherine o non servono, se si usano o non si usano i disinfettanti o i farmaci, a me non cambia niente dal punto di vista economico. Sui dettagli scientifici su economicità e sicurezza del plasma e degli anticorpi monoclonali vi rimando a medical facts o alla pagina del prof. Guido Silvestri, che ne ha spesso parlato. Immaginare il plasma come alternativo agli anticorpi monoclonali vuole dire non sapere di cosa si parla. Il plasma è una terapia di emergenza, i monoclonali sono qualcosa che può sconfiggere il coronavirus. Ma se così fosse, come ha pure prospettato il prof. Silvestri nei suoi post più volte, io non avrò alcun vantaggio (se non quello del comune cittadino che potrà essere curato) Ripeto, non ho alcun conflitto di interesse nel campo di COVID-19, qualunque cosa accada (vaccini, plasmi, terapie, monoclonali, mascherine, guanti, disinfettanti, farmaci) non mi arriverà un centesimo in tasca. 2) La mia collaborazione con la Fondazione Lorenzini riguardo ai vaccini si è concretizzata nella collaborazione per la stesura di un quaderno sulla esitazione vaccinale uscito con il sole 24 ore scritto insieme a una serie di autorevoli colleghi per la quale ho emesso regolare fattura di 1500 euro. Immaginare che questo costituisca conflitto di interesse richiede uno sforzo notevole di immaginazione. Potete trovare il quaderno a questo link. Il contributo della azienda è bene in evidenza, ma io non ho collaborato con l’ azienda, ma con la Fondazione Lorenzini, un ente con un’ ottima reputazione che mi ha onorato affiancandomi ai migliori esperti nel campo delle vaccinazioni . http://www.lorenzinifoundation.org//Vaccine-Hesitancy-Vacc 3) Queste sono le bugie più evidenti che ho sentito. Per le altre datemi tempo di risentire questo servizio insieme al mio legale, perché questa volta si è passato il segno. Giusto per la cronaca, i numerosi esposti che il Codacons ha fatto negli anni contro di me all’ ordine dei medici, al TAR e ad altre entità che ora dimentico per sottolineare miei ipotetici conflitti di interessi sulle vaccinazioni sono stati tutti archiviati. Grazie per la pazienza. Spero che questo trattamento, fatto di bugie e di insinuazioni, sia di monito a qualunque scienziato voglia nel futuro impegnarsi a informare correttamente le persone. Per quanto mi riguarda, vi ringrazio dell’ affetto e della fiducia che mi avete affidato. Sappiate che non l’ ho mai tradita e che non ho mai scritto nulla che non fosse la trascrizione più accurata che sapevo fare della verità scientifica. Tanto che in tutti i miei libri e in tutti i miei articoli su medical facts nessuno ha mai trovato un errore (anzi uno sì, erano descritti male i transistor, e l’ ho corretto). Questo non accade perché io non faccio errori, ma perché ogni riga scritta viene sottoposta sempre alla verifica severa di un collega esperto. Non vi dico a presto perché a presto non sarà. State attenti e prendete ancora le precauzioni. L’ epidemia sta passando ma meglio riprendere la nostra vita normale con prudenza ancora per qualche settimana. In bocca al lupo e auguri di ottima salute a voi e ai vostri cari “. [[smiling:98096]]

corriere.it, 10/06/2020 17:24
turismo
Il Codacons: «In un resort Gargano rincari del 75% per costi Covid»
la denuncia: in caso rifiuto è prevista la restituzione caparra a rate o voucher
«In un noto resort di Vieste», sul Gargano, stanno comunicando ai propri clienti «adeguamenti tariffari del 75% rispetto ai contratti di soggiorno siglati nei mesi scorsi, giustificando tale scelta con l’ esigenza di dover garantire la sicurezza all’ interno della struttura a seguito delle disposizioni legate al Covid». È la denuncia del Codacons al quale – informa l’ associazione in una nota – si è rivolta una coppia alla quale, «per un soggiorno di 14 notti», è stato chiesto un aumento «del 75%, da 4.200 euro a 7.350 euro». Secondo quanto riferisce l’ associazione di consumatori, la coppia aveva prenotato lo scorso febbraio la propria vacanza estiva presso il resort in questione, versando una caparra di 1.260 euro. Per «un soggiorno dall’ 1 al 15 agosto, in pensione completa – precisa il Codacons – la struttura a Vieste aveva proposto loro, a febbraio, un preventivo da 4.200 euro, sottoscritto dalla coppia che provvedeva a versare la caparra. Nei giorni scorsi, però, l’ amara sorpresa, comunicata con una mail: la struttura informava i turisti che `a causa della pandemia Covid-19, purtroppo abbiamo dovuto adeguare i nostri standard di sicurezza prendendo la drastica decisione di aprire solo un terzo del Resort’». Pertanto, prosegue il Codacons, «per lo stesso soggiorno, alle medesime condizioni, la struttura di Vieste ha richiesto il pagamento di 7.350 euro, ossia il 75% in più rispetto alla cifra pattuita». La coppia, riferisce l’ associazione di consumatori, «ha rifiutato l’ offerta e la struttura ha proposto di rimborsare la caparra attraverso un voucher da utilizzare presso lo stesso resort entro il 2021, oppure in cinque rate da corrispondere periodicamente». «Capiamo le difficoltà degli operatori turistici – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – ma applicare un rincaro del 75% alle tariffe per far fronte alle esigenze di sicurezza imposte dal Covid appare una scelta folle, che allontanera’ i turisti dalle strutture ricettive a tutto beneficio di abusivi e case vacanza improvvisate. Occorre inoltre verificare se gli operatori che impongono aumenti abbiano ricevuto i sussidi previsti dalla legge, perché in tal caso qualsiasi adeguamento sarebbe illegittimo».

Abruzzo , 10/06/2020 17:14
CAOS RIMBORSI: CODACONS, ”TUTELARE CITTADINI E PMI”, ATTIVO SPORTELLO LEGALE
Pubblicazione: 10 giugno 2020 alle ore 16:25 L’ AQUILA – “Nessuno vuole vedere fallire società ed enti coinvolti, ma i consumatori vanno tutelati nei loro diritti e non possono essere chiamati a coprire i costi della crisi di vettori, tour operator, albergatori o agenzie di ticketing”. Così il Codacons, che sta ricevendo centinaia di chiamate per chiedere supporto dai cittadini dell’ Abruzzo al servizio di assistenza legale messo a disposizione nelle scorse settimane: “le restrizioni e i divieti relativi agli spostamenti delle persone hanno generato inevitabili ricadute anche sui diritti dei consumatori, diritti che ora vanno tutelati anche attraverso l’ assistenza di legali specializzati nel Diritto del Consumo, e per questo il Codacons ha deciso di intervenire direttamente”. “Tantissimi cittadini della regione, infatti, lamentano l’ assenza di informazioni precise sulle modalità per ottenere il rimborso da parte di vettori, tour operator, albergatori o venditori di servizi e in alcuni casi il rifiuto esplicito – da parte di enti, aziende e società coinvolte – di procedere autonomamente ai dovuti rimborsi. Tutte circostanze che si pongono in aperto contrasto con la normativa europea, che nel caso di cancellazione (per circostanze inevitabili e straordinarie) prevede il diritto del consumatore ad ottenere la restituzione delle somme pagate”. “I cittadini dell’ Abruzzo non possono essere abbandonati a sé stessi e hanno diritto alla restituzione di quanto speso: il Governo deve fare al più presto chiarezza sull’ intera questione – commenta il presidente Carlo Rienzi – Intanto, garantiamo assistenza legale a chiunque ne avesse bisogno, per aiutarlo a chiedere il dovuto evitando lungaggini o spese ulteriori”. Proprio per assistere e informare gli interessati, è attivo per cittadini, liberi professionisti e titolari di PMI un servizio di assistenza legale specializzato, accessibile contattando il numero 89349966 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17).

Il Vostro Giornale, 10/06/2020 17:13
Liguria, la denuncia del Codacons: “Caos totale sui rimborsi per eventi e concorsi”
l’ associazione mette a disposizione uno sportello di assistenza legale
Liguria. “Nessuno vuole vedere fallire società ed enti coinvolti ma i consumatori vanno tutelati nei loro diritti e non possono essere chiamati a coprire i costi della crisi di vettori, tour operator, albergatori o agenzie di ticketing”. Lo afferma con decisione il Codacons, che sta ricevendo centinaia di chiamate per chiedere supporto dai cittadini della Liguria al servizio di assistenza legale messo a disposizione nelle scorse settimane. “Le restrizioni e i divieti relativi agli spostamenti delle persone hanno generato inevitabili ricadute anche sui diritti dei consumatori, che ora vanno tutelati anche attraverso l’ assistenza di legali specializzati nel Diritto del Consumo e per questo abbiamo deciso di intervenire direttamente”, prosegue l’ associazione. “Tantissimi cittadini liguri lamentano infatti l’ assenza di informazioni precise sulle modalità per ottenere il rimborso da parte di vettori, tour operator, albergatori o venditori di servizi e in alcuni casi il rifiuto esplicito da parte di enti, aziende e società coinvolte di procedere autonomamente ai dovuti rimborsi – rileva ancora il Codacons – Tutte circostanze che si pongono in aperto contrasto con la normativa europea, che nel caso di cancellazione (per circostanze inevitabili e straordinarie) prevede il diritto del consumatore ad ottenere la restituzione delle somme pagate”. “I cittadini della Liguria non possono essere abbandonati a se stessi e hanno diritto alla restituzione di quanto speso: il Governo deve fare al più presto chiarezza sull’ intera questione – commenta il presidente Carlo Rienzi – Intanto garantiamo assistenza legale a chiunque ne avesse bisogno, per aiutarlo a chiedere il dovuto evitando lungaggini o spese ulteriori”. Proprio per assistere e informare gli interessati è attivo per cittadini, liberi professionisti e titolari di pmi un servizio di assistenza legale specializzato, accessibile contattando il numero 89349966 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17).

iltempo.it, 10/06/2020 17:11
Il virologo Burioni si difende da Le Iene: “Non ho alcun conflitto d’ interessi. E ve lo dimostro”
10 giugno 2020 a a a Il virologo Roberto Burioni si difende dalle accuse delle Iene, e del Codacons, che parlano di un suo conflitto d’ interesse quando va in tv a parlare del coronavirus. Ad essere finite nel mirino sono anche le sue “ospitate” alla trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio. Ma andiamo con ordine. Secondo le Iene, che citano il presidente del Codacons, Carlo Rienzi , si rischia un potenziale conflitto d’ interessi: “Se un medico, o consulente scientifico, vuole dare dei consigli non deve essere finanziariamente o economicamente implicato in erogazione di denaro da parte di chi produce, perché non ci può essere serenità”. Nel merito, viene accusato di conflitto d’ interessi perché “in vari momenti ha parlato di anticorpi monoclonali, il suo parlare di questi anticorpi come possibile soluzione contro il coronavirus ovviamente è rimbalzata su molti giornali e siti specializzati. Facendo un po’ di ricerche – continuano le Iene – scopriamo che il professore non solo da sempre li studia, ma li ha brevettati e depositati. Addirittura una società, la Pomona, aveva registrato una enormità di suoi prodotti”, dice Rienzi. “Io mi domando: se uno brevetta l’ anticorpo monoclonale immunizzante del virus JC, e non è solo questo ma sono tanti, eh sì, lui ha interesse quindi a farlo vendere?”. Ed è a questo punto che Burioni passa al contrattacco, “smontando punto per punto le accuse mosse dal programma di Italia1”. “Sono stato appena deliziato da un servizio de Le Iene – dice Burioni – che ha scelto come fonte per crocifiggermi il Codacons, che da anni mi perseguita. Per cui sono costretto a ritardare la mia scomparsa dai media e dai social per fornire alcune precisazioni. Produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà. La gran parte sono di Pomona Ricerca, un’ azienda di cui non sono socio, ma con la quale collaboro proficuamente da molti anni e della quale sono da molti anni consulente scientifico. Ovvio che qualunque opportunità di collaborazione scientifica venga rimandata alla mia valutazione. Nessuno di questi anticorpi monoclonali è in commercio (sono tutti in una fase molto precoce di sviluppo) e non lo saranno ancora per almeno 10 anni; soprattutto nessuno di questi monoclonali è (purtroppo) diretto contro COVID-19. Quindi, se gli anticorpi monoclonali contro COVID-19 si dimostreranno utili, io – così come Pomona Ricerca – non ne trarrò alcun beneficio economico. Il beneficio lo trarrà chi li ha brevettati (non io), chi li produce (non io) e chi li vende (non io). Anzi, per essere chiari: io non ho nulla a che fare con qualunque azienda produca o venda qualunque bene utile a prevenire, curare, vaccinare per il coronavirus. Per cui: NON HO NESSUN CONFLITTO DI INTERESSE. Se il plasma funziona o se funzionano gli anticorpi monoclonali contro COVID-19, se servono le mascherine o non servono, se si usano o non si usano i disinfettanti o i farmaci, a me non cambia niente dal punto di vista economico. Sui dettagli scientifici su economicità e sicurezza del plasma e degli anticorpi monoclonali vi rimando a Medical Facts o alla pagina del prof. Guido Silvestri, che ne ha spesso parlato”. A questo punto Burioni minaccia di passare anche alle vie legali, “perché questa volta si è passato il segno”. In difesa di Burioni, interviene anche il leader di Azione, Carlo Calenda , il quale se la prende con il Codacons: “Essendo già stato querelato da questi tipi non esprimerò compiutamente il mio pensiero. Diciamo che sono quasi il peggio che si trova nel nostro pur variegato paese”.
carlo antini

Riviera 24, 10/06/2020 17:09
Codacons: «In Liguria caos totale su rimborsi per eventi, manifestazioni e concorsi. I liguri chiedono aiuto»
«l’ associazione mette a disposizione degli interessati uno sportello di assistenza legale»
Genova. «Nessuno vuole vedere fallire società ed enti coinvolti, ma i consumatori vanno tutelati nei loro diritti e non possono essere chiamati a coprire i costi della crisi di vettori, tour operator, albergatori o agenzie di ticketing». Lo afferma con decisione il Codacons , che sta ricevendo centinaia di chiamate per chiedere supporto dai cittadini della Liguria al servizio di assistenza legale messo a disposizione nelle scorse settimane: le restrizioni e i divieti relativi agli spostamenti delle persone hanno generato inevitabili ricadute anche sui diritti dei consumatori, diritti che ora vanno tutelati anche attraverso l’ assistenza di legali specializzati nel Diritto del Consumo, e per questo il Codacons ha deciso di intervenire direttamente. Tantissimi cittadini della regione, infatti, lamentano l’ assenza di informazioni precise sulle modalità per ottenere il rimborso da parte di vettori, tour operator, albergatori o venditori di servizi e in alcuni casi il rifiuto esplicito – da parte di enti, aziende e società coinvolte – di procedere autonomamente ai dovuti rimborsi. Tutte circostanze che si pongono in aperto contrasto con la normativa europea, che nel caso di cancellazione (per circostanze inevitabili e straordinarie) prevede il diritto del consumatore ad ottenere la restituzione delle somme pagate. «I cittadini della Liguria non possono essere abbandonati a sé stessi e hanno diritto alla restituzione di quanto speso : il Governo deve fare al più presto chiarezza sull’ intera questione – commenta il presidente Carlo Rienzi – Intanto, garantiamo assistenza legale a chiunque ne avesse bisogno, per aiutarlo a chiedere il dovuto evitando lungaggini o spese ulteriori». Proprio per assistere e informare gli interessati, è attivo per cittadini, liberi professionisti e titolari di PMI un servizio di assistenza legale specializzato, accessibile contattando il numero 89349966 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 17 ).

Cronache Della Campania, 10/06/2020 16:59
Paul McCartney attacca su voucher,Franceschini media. Sir Paul, “e’ uno scandalo”.
di fabio testa 2 ore fa pubblicità’
Pubblicità Il ministro, “Parlamento chiarirà”. Paul McCartney puo’ dirsi soddisfatto. Nel giorno che lo avrebbe dovuto vedere sul palco in piazza del Plebiscito a Napoli per il primo dei suoi due concerti italiani (il secondo era in programma il 13 giugno al Lucca Summer Festival) – cancellati per il coronavirus e che non e’ stato possibile riprogrammare -, Sir Paul, in un lungo post pubblicato di prima mattina in italiano sulla sua pagina Facebook, ha puntato il dito contro i voucher, la misura adottata in sostituzione del rimborso in denaro per gli eventi annullati, e contro il governo italiano e Assomusica. E il ministro Franceschini, nel tardo pomeriggio, gli da’ ragione. “E’ veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi. Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo – e’ la netta posizione presa dell’ ex Beatle -. Siamo fortemente in disaccordo con cio’ che il governo italiano e Assomusica hanno fatto. Siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo e’ un vero insulto per i fan”. Un attacco frontale, che pero’ raggiunge lo scopo. Dopo una giornata sui social di plauso per il baronetto, il ministro dei Beni e delle attivita’ culturali e del Turismo arriva a smorzare toni e polemica. Pubblicità “E’ evidente che la ratio della norma e’ che il voucher valga solo per un concerto dello stesso artista e che se questo non si terra’ lo spettatore avra’ diritto al rimborso. Il Parlamento credo potra’ intervenire in conversione per togliere ogni dubbio interpretativo sulla norma”. L’ intervento di Franceschini era stato chiesto anche dalle associazioni dei consumatori che avevano accolto con favore la presa di posizione di McCartney (da Codacons a Unc, passando per Aduc e Federconsumatori). Si era detto d’ accordo sulla restituzione dei soldi anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. E se da una parte il governo prova a mediare, dall’ altro chi non l’ ha presa bene e’ Assomusica, che rimanda al mittente ogni accusa. “Paul McCartney ha sbagliato obiettivo – dice il presidente Vincenzo Spera, scaricando sul cantante inglese le responsabilita’ -. E’ lui che ha annullato il tour, sapendo quale fosse la situazione in Italia e quali sarebbero state le conseguenze della decisione di non riprogrammare le date nel nostro Paese in un altro momento. Non accetto lezioni da lui. Se teneva al suo pubblico avrebbe potuto accettare la richiesta di una nuova data, come sta facendo il 99% degli artisti”. Assomusica ribatte anche all’ accusa di aver in qualche modo “condizionato” il governo sulla scelta dei voucher. “Falso. E’ lo Stato a decidere in autonomia le leggi piu’ opportune. E poi la norma non e’ stata fatta per Assomusica ma per il settore del turismo, per i musei, per gli spettacoli dal vivo in generale.
fabio testa

Genova24, 10/06/2020 16:56
Viaggi e alberghi non rimborsati dopo il lockdown, in Liguria scatta la battaglia del Codacons
a disposizione un servizio di assistenza legale per i consumatori
Genova . ‘Nessuno vuole vedere fallire società ed enti coinvolti, ma i consumatori vanno tutelati nei loro diritti e non possono essere chiamati a coprire i costi della crisi di vettori, tour operator, albergatori o agenzie di ticketing’. Lo afferma con decisione il Codacons , che sta ricevendo centinaia di chiamate per chiedere supporto dai cittadini della Liguria al servizio di assistenza legale messo a disposizione nelle scorse settimane. Tanti cittadini della regione, infatti, lamentano l’ assenza di informazioni precise sulle modalità per ottenere il rimborso da parte di vettori, tour operator, albergatori o venditori di servizi e in alcuni casi il rifiuto esplicito – da parte di enti, aziende e società coinvolte – di procedere autonomamente ai dovuti rimborsi. Tutte circostanze che si pongono in aperto contrasto con la normativa europea, che nel caso di cancellazione (per circostanze inevitabili e straordinarie) prevede il diritto del consumatore ad ottenere la restituzione delle somme pagate. ‘I cittadini della Liguria non possono essere abbandonati a sé stessi e hanno diritto alla restituzione di quanto speso: il Governo deve fare al più presto chiarezza sull’ intera questione’, commenta il presidente Carlo Rienzi . ‘Intanto, garantiamo assistenza legale a chiunque ne avesse bisogno, per aiutarlo a chiedere il dovuto evitando lungaggini o spese ulteriori’. Proprio per assistere e informare gli interessati, è attivo per cittadini, liberi professionisti e titolari di PMI un servizio di assistenza legale specializzato, accessibile contattando il numero 89349966 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17).

Report Tv, 10/06/2020 16:52
Codacons Campania su rimborsi Covid
Nessuno vuole vedere fallire società ed enti coinvolti, ma i consumatori vanno tutelati nei loro diritti e non possono essere chiamati a coprire i costi della crisi di vettori, tour operator, albergatori o agenzie di ticketing. Lo afferma con decisione il Codacons, che sta ricevendo centinaia di chiamate per chiedere supporto dai cittadini della Campania al servizio di assistenza legale messo a disposizione nelle scorse settimane: le restrizioni e i divieti relativi agli spostamenti delle persone hanno generato inevitabili ricadute anche sui diritti dei consumatori, diritti che ora vanno tutelati anche attraverso l’ assistenza di legali specializzati nel Diritto del Consumo, e per questo il Codacons ha deciso di intervenire direttamente. Tantissimi cittadini della regione, infatti, lamentano l’ assenza di informazioni precise sulle modalità per ottenere il rimborso da parte di vettori, tour operator, albergatori o venditori di servizi e in alcuni casi il rifiuto esplicito – da parte di enti, aziende e società coinvolte – di procedere autonomamente ai dovuti rimborsi. Tutte circostanze che si pongono in aperto contrasto con la normativa europea, che nel caso di cancellazione (per circostanze inevitabili e straordinarie) prevede il diritto del consumatore ad ottenere la restituzione delle somme pagate. “I cittadini della Campania non possono essere abbandonati a sé stessi e hanno diritto alla restituzione di quanto speso: il Governo deve fare al più presto chiarezza sull’ intera questione”, commenta il presidente Carlo Rienzi. “Intanto, garantiamo assistenza legale a chiunque ne avesse bisogno, per aiutarlo a chiedere il dovuto evitando lungaggini o spese ulteriori”. Proprio per assistere e informare gli interessati, è attivo per cittadini, liberi professionisti e titolari di PMI un servizio di assistenza legale specializzato, accessibile contattando il numero 89349966 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17).

Open Online, 10/06/2020 16:31
Paul McCartney contro il governo italiano sui concerti annullati: «Scandaloso non restituire i soldi del biglietto»
a chi aveva acquistato un biglietto verrà consegnato un voucher. una decisione che l’ ex beatles non approva: «un vero insulto per i fan»
L’ epidemia da Coronavirus ha colpito duramente anche il mondo dello spettacolo, soprattutto quello dei concerti dal vivo. Tanti i fan che, dopo aver comprato il biglietto, hanno dovuto rinunciare agli show dei loro idoli. «È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi. Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo. Siamo fortemente in disaccordo con ciò che il governo italiano e Assomusica hanno fatto». A dirlo è l’ ex Beatles Paul McCartney, che dalla sua pagina Facebook ha deciso di prendere una netta posizione contro la decisione di non rimborsare i fan per i live cancellati a causa dell’ emergenza Coronavirus, ma di consegnare loro un voucher. Decisione che ha scatenato molte polemiche, soprattutto per il tour estivo di McCartney, che avrebbe fatto tappa il 10 giugno a Napoli e il 13 giugno al Lucca Summer Festival e che non è stato possibile riprogrammare per l’ anno prossimo. «Questo è un vero insulto per i fan» «A tutti i fan degli altri Paesi che avremmo visitato quest’ estate è stato offerto il rimborso completo. L’ organizzatore italiano dei nostri spettacoli e i legislatori italiani devono fare la cosa giusta in questo caso», ha aggiunto l’ artista di Liverpool. «Siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo è un vero insulto per i fan». A differenza degli altri Paesi, il governo italiano, su indicazione di Assomusica (l’ associazione italiana di promotori di musica dal vivo), ha approvato un decreto che autorizza i possessori dei biglietti precedentemente acquistati per gli spettacoli dal vivo di avere la facoltà di richiedere un “voucher” di pari valore a quello del costo del biglietto. La posizione del Codacons «Dopo Commissione Ue e Antitrust, anche un importante esponente del panorama musicale dà ragione al Codacons che da subito è sceso in campo per contrastare lo strumento del voucher come rimborso per eventi annullati», ha detto il presidente Carlo Rienzi, commentando le dichiarazioni di McCartney. «Obbligare gli utenti ad accettare voucher per biglietti relativi a spettacoli diversi da quelli acquistati, e il rifiuto degli organizzatori a restituire agli spettatori i soldi versati, è a tutti gli effetti una truffa – ha proseguito il presidente del Codacons – legalizzata dai provvedimenti del governo che hanno autorizzato tale sistema». Leggi anche:

Otto Pagine, 10/06/2020 15:51
Caos totale su rimborsi eventi, manifestazioni e concorsi
la denuncia del codacons in campania
Lo afferma con decisione il Codacons, che sta ricevendo centinaia di chiamate per chiedere supporto dai cittadini della Campania al servizio di assistenza legale messo a disposizione nelle scorse settimane: le restrizioni e i divieti relativi agli spostamenti delle persone hanno generato inevitabili ricadute anche sui diritti dei consumatori, diritti che ora vanno tutelati anche attraverso l’ assistenza di legali specializzati nel Diritto del Consumo, e per questo il Codacons ha deciso di intervenire direttamente. Tantissimi cittadini della regione, infatti, lamentano l’ assenza di informazioni precise sulle modalità per ottenere il rimborso da parte di vettori, tour operator, albergatori o venditori di servizi e in alcuni casi il rifiuto esplicito – da parte di enti, aziende e società coinvolte – di procedere autonomamente ai dovuti rimborsi. Tutte circostanze che si pongono in aperto contrasto con la normativa europea, che nel caso di cancellazione (per circostanze inevitabili e straordinarie) prevede il diritto del consumatore ad ottenere la restituzione delle somme pagate. “I cittadini della Campania non possono essere abbandonati a sé stessi e hanno diritto alla restituzione di quanto speso: il Governo deve fare al più presto chiarezza sull’ intera questione”, commenta il presidente Carlo Rienzi. “Intanto, garantiamo assistenza legale a chiunque ne avesse bisogno, per aiutarlo a chiedere il dovuto evitando lungaggini o spese ulteriori”. Proprio per assistere e informare gli interessati, è attivo per cittadini, liberi professionisti e titolari di Pmi un servizio di assistenza legale specializzato, accessibile contattando il numero 89349966 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17).

ilroma.it, 10/06/2020 15:47
Paul McCartney contro il governo italiano: «Scandaloso vaucher per i concerti annullati»
«È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi. Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo. Siamo fortemente in disaccordo con ciò che il governo italiano e Assomusica hanno fatto». Paul McCartney, dalla sua pagina Facebook, contesta la decisione del governo italiano di non procedere con il rimborso per i live mancati a causa del coronavirus, ma di consegnare un voucher. Il tour estivo dell’ ex Beatles avrebbe fatto tappa il 10 giugno a Napoli e il 13 giugno a Lucca Summer Festival. «A tutti i fan degli altri Paesi che avremmo visitato quest’ estate è stato offerto il rimborso completo. – continua il post scritto in italiano – L’ organizzatore italiano dei nostri spettacoli ed i legislatori italiani devono fare la cosa giusta in questo caso. Siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo è un vero insulto per i fan». Il 7 maggio scorso è stato annunciato che, a causa del Covid-19, il tour estivo di McCartney sarebbe stato cancellato. A differenza degli altri Paesi toccati dal tour, il governo italiano, su indicazione di Assomusica (l’ Associazione italiana di promotori di musica dal vivo), ha approvato un decreto che autorizza i possessori dei biglietti precedentemente acquistati per gli spettacoli dal vivo di avere la facoltà di richiedere un “voucher” di pari valore a quello del biglietto, permettendo così ai promoter locali di trattenere i soldi provenienti dalla vendita degli stessi ticket. Sul caso interviene il Codacons. «Già l’ Unione Europea e l’ Antitrust, ognuno per il proprio ambito di competenza, hanno avvisato il Governo circa i rischi legati ai voucher, che violano i diritti basilari dei consumatori – commenta il presidente Carlo Rienzi -. Obbligare gli utenti ad accettare voucher per biglietti relativi a spettacoli diversi da quelli acquistati, e il rifiuto degli organizzatori a restituire agli spettatori i soldi versati, è a tutti gli effetti una truffa, legalizzata dai provvedimenti del Governo che hanno autorizzato tale sistema».

ilsole24ore.com, 10/06/2020 15:37
Concerti annullati, ira di McCartney. Franceschini: «Il voucher varrà solo per lo stesso artista»
L’ ex Beatle si scaglia su Facebook contro governo e Assomusica per i rimborsi attraverso buoni della durata da 18 mesi: «Facciano la cosa giusta per i fan» di Francesco Prisco Paul McCartney parla italiano: l’ annuncio delle date di Napoli e Lucca L’ ex Beatle si scaglia su Facebook contro governo e Assomusica per i rimborsi attraverso buoni della durata da 18 mesi: «Facciano la cosa giusta per i fan» 3′ di lettura Usa vs. John Lennon , recitava il titolo di un celebre documentario di qualche anno fa. Paul McCartney contro l’ Italia potrebbe invece essere il titolo di questa imprevedibile, concitata giornata di Fase 2: «È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi. Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo. Siamo fortemente in disaccordo con ciò che il governo italiano e Assomusica hanno fatto». Si è espresso in questi termini sulla propria pagina Facebook, addirittura con un messaggio in italiano, Paul McCartney, prendendo una netta posizione contro la decisione tricolore di non procedere con il rimborso per i live saltati a causa del coronavirus, ma di consegnare un voucher. Mossa che ha scatenato molteplici polemiche, soprattutto nel caso del suo tour estivo che avrebbe fatto tappa il 10 giugno a Napoli e il 13 giugno al «Lucca Summer Festival» e che non è stato possibile riprogrammare per l’ anno prossimo. Perché Paul McCartney ha preso posizione «A tutti i fan degli altri Paesi che avremmo visitato quest’ estate è stato offerto il rimborso completo. L’ organizzatore italiano dei nostri spettacoli ( D’ Alessandro & Galli, ndr ) e i legislatori italiani devono fare la cosa giusta in questo caso. Siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo è un vero insulto per i fan», ha aggiunto Macca nel suo post Facebook. Il 7 maggio è stato annunciato che, a causa del Covid-19, il «Freshen Up Tour» dell’ ex Beatle sarebbe stato cancellato. In Italia, tuttavia, il Decreto Cura Italia e il Dl Rilancio hanno offerto ai promoter la possibilità di emettere voucher della durata di 18 mesi da spendere in successivi eventi live. Perché il governo ha scelto la via dei voucher Una mossa il cui senso era dare ossigeno a imprese entrate in gravissima crisi di liquidità per il lockdown. Con l’ aggravante, rispetto alle altre imprese, che i tempi per un ritorno alle attività «come le conoscevamo» sono più incerti che mai: dal 15 giugno, infatti, il legislatore consentirà concerti all’ aperto con capienza massima di mille persone e al chiuso con capienza massima di 200 persone, previo rispetto delle norme di distanziamento sociale. Tradotto: tutto da verificare quando torneranno i grandi eventi concerti, come quello di Paul McCartney. La class action delle organizzazioni dei consumatori Nel caso delle date di Macca, nelle scorse settimane c’ è stata anche una class action da parte di fan e associazioni dei consumatori. Che adesso plaudono alla presa di posizione della rockstar. «Dopo Commissione Ue e Antitrust, anche un importante esponente del panorama musicale ci dà ragione», esulta Carlo Rienzi, presidente del Codacons. «Parole sante», fa eco Massimiliano Dona di Unc, auspicando a una revisione della norma da parte del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, mentre Federconsumatori ricorda la «raccolta di pre-adesioni alle iniziative di carattere legale» che punta a intentare per i concerti di McCartney e Aduc parla di «figuraccia internazionale».

leggo.it, 10/06/2020 15:29
Burioni risponde alle accuse delle Iene sul conflitto di interesse: «Bugie e insinuazioni, nessun guadagno da farmaci legati al Covid»
« Sono stato appena deliziato da un servizio delle Iene che ha scelto come fonte per crocifiggermi il Codacons, che da anni mi perseguita . Per cui sono costretto a ritardare la mia scomparsa dai media e dai social per fornire alcune precisazioni» . Roberto Burioni spezza nuovamente il silenzio stampa, costretto a rispondere al servizio delle Iene che lo ha accusato di conflitto di interesse per le sue dichiarazioni rilasciate in tv in merito all’ emergenza Covid . Il virologo ha ribattutto a tutte le accuse con un post su Facebook, rilanciato anche su Twitter. Lo ha fatto punto per punto e ha annunciato che procederà a querela. ANTICORPI MONOCLONALI «Produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà – spiega Burioni – La gran parte sono di Pomona Ricerca, una azienda di cui non sono socio ma con la quale collaboro proficuamente da molti anni e della quale sono da molti anni consulente scientifico. Ovvio che qualunque opportunità di collaborazione scientifica venga rimandata alla mia valutazione. Nessuno di questi anticorpi monoclonali è in commercio (sono tutti in una fase molto precoce di sviluppo) e non lo saranno ancora per almeno 10 anni; soprattutto nessuno di questi monoclonali è (purtroppo) diretto contro COVID-19 . Quindi se gli anticorpi monoclonali contro COVID-19 si dimostreranno utili, io – così come Pomona RIcerca – non ne trarrò alcun beneficio economico. Il beneficio lo trarrà chi li ha brevettati (non io) chi li produce (non io) e chi li vende (non io) . Anzi, per essere chiari io non ho nulla a che fare con qualunque azienda produca o venda qualunque bene utile a prevenire, curare, vaccinare per il coronavirus ». «Per cui – aggiunge il virologo – non ho nessun conflitto di interesse : se il plasma funziona o se funzionano gli anticorpi monoclonali contro COVID-19, se servono le mascherine o non servono, se si usano o non si usano i disinfettanti o i farmaci, a me non cambia niente dal punto di vista economico . Sui dettagli scientifici su economicità e sicurezza del plasma e degli anticorpi monoclonali vi rimando a medical facts o alla pagina del prof. Guido Silvestri, che ne ha spesso parlato. Immaginare il plasma come alternativo agli anticorpi monoclonali vuole dire non sapere di cosa si parla. Il plasma è una terapia di emergenza, i monoclonali sono qualcosa che può sconfiggere il coronavirus . Ma se così fosse, come ha pure prospettato il prof. Silvestri nei suoi post più volte, io non avrò alcun vantaggio (se non quello del comune cittadino che potrà essere curato) Ripeto, non ho alcun conflitto di interesse nel campo di COVID-19, qualunque cosa accada (vaccini, plasmi, terapie, monoclonali, mascherine, guanti, disinfettanti, farmaci) non mi arriverà un centesimo in tasca . VACCINI «La mia collaborazione con la Fondazione Lorenzini riguardo ai vaccini – sottolinea ancora Burioni affrontando il tema dei vaccini – si è concretizzata nella collaborazione per la stesura di un quaderno sulla esitazione vaccinale uscito con il sole 24 ore scritto insieme a una serie di autorevoli colleghi per la quale ho emesso regolare fattura di 1500 euro. Immaginare che questo costituisca conflitto di interesse richiede uno sforzo notevole di immaginazione . Potete trovare il quaderno a questo link. Il contributo della azienda è bene in evidenza, ma io non ho collaborato con l’ azienda, ma con la Fondazione Lorenzini, un ente con un’ ottima reputazione che mi ha onorato affiancandomi ai migliori esperti nel campo delle vaccinazioni » . GLI ESPOSTI DEL CODACONS «Queste sono le bugie più evidenti che ho sentito – spiega il virologo nelle sue prime conclusioni – Per le altre datemi tempo di risentire questo servizio insieme al mio legale, perché questa volta si è passato il segno. Giusto per la cronaca, i numerosi esposti che il Codacons ha fatto negli anni contro di me all’ ordine dei medici, al TAR e ad altre entità che ora dimentico per sottolineare miei ipotetici conflitti di interessi sulle vaccinazioni sono stati tutti archiviati . Grazie per la pazienza» . LE CONCLUSIONI « Spero che questo trattamento, fatto di bugie e di insinuazioni, sia di monito a qualunque scienziato voglia nel futuro impegnarsi a informare correttamente le persone – aggiunge Burioni – Per quanto mi riguarda, vi ringrazio dell’ affetto e della fiducia che mi avete affidato. Sappiate che non l’ ho mai tradita e che non ho mai scritto nulla che non fosse la trascrizione più accurata che sapevo fare della verità scientifica. Tanto che in tutti i miei libri e in tutti i miei articoli su medical facts nessuno ha mai trovato un errore (anzi uno sì, erano descritti male i transistor, e l’ ho corretto). Questo non accade perché io non faccio errori, ma perché ogni riga scritta viene sottoposta sempre alla verifica severa di un collega esperto . «Non vi dico a presto perché a presto non sarà – conclude salutando i suoi follower – State attenti e prendete ancora le precauzioni. L’ epidemia sta passando ma meglio riprendere la nostra vita normale con prudenza ancora per qualche settimana. In bocca al lupo e auguri di ottima salute a voi e ai vostri cari» . Ultimo aggiornamento: Mercoledì 10 Giugno 2020, 15:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA.
simone pierini

lanotiziagiornale.it, 10/06/2020 15:16
Maxi commessa di camici alla ditta della moglie di Fontana. Solo Salvini difende il governatore. Mentre la Procura di Milano indaga il Codacons presenta un esposto ad Anac e Corte dei Conti
Per il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana , in affanno alla luce della pessima gestione dell’ emergenza coronavirus, l’ inchiesta della Procura di Milano sulla fornitura di camici affidata alla ditta della moglie e del cognato, è stata l’ ennesima tegola. Sempre più in difficoltà l’ esponente della Lega. A cercare di difenderlo solo Matteo Salvini . “Fontana è accusato di aver regalato 500mila euro di camici agli ospedali lombardi? Se è così, se è reato, allora andiamo a vivere su Marte”, ha affermato ieri il leader del Carroccio. Di più: “Uno come Fontana sceglie di trasformare un appalto in una donazione, e un giornalista della Rai gli va a rompere le balle. I problemi dei lombardi sono la cassa integrazione che non c’ è, non in camici regalati”.IL PRESSING. Difficilmente però i tentativi del Capitano di creare caos per sviare l’ attenzione dal caso riuscirà a mettere il silenziatore alla vicenda. Le accuse mosse a Fontana e a tutto il Pirellone, sul caso specifico della fornitura dei camici e più in generale su tutta la gestione dell’ emergenza coronavirus, del resto ormai non si contano più. Tanto che, sul fronte strettamente politico, mentre Luca Zaia è in forte crescita nei sondaggi proprio per come ha affrontato la pandemia in Veneto ed è considerato il vero competitor di Salvini, Fontana rappresenta la spina nel fianco per lo stesso Capitano, costretto a difenderlo per salovare la faccia su quella che da sempre è considerata la Regione simbolo del buon governo della Lega. Sulla fornitura di camici a puntare il dito contro la Regione Lombardia è stato infine ieri anche il Codacons, che ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e all’ Autorità nazionale anticorruzione.L’ INDAGINE. Dopo le anticipazioni sul caso da parte de Il Fatto quotidiano e l’ inchiesta di Report , a indagare sulla commessa affidata alla Dama spa è appunto la Procura di Milano. Il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli ha aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato né indagati. Il 16 aprile scorso, in piena emergenza Covid, vista la mancanza dei necessari presidi medici e dei dispositivi di sicurezza personale, la centrale acquisti della Regione, Aria, si è attivata. E, in base a quanto ricostruito da Report , avrebbe ordinato alla società della moglie e del cognato di Fontana, con una “procedura negoziata, senza gara d’ appalto”, “75mila camici e 7000 cappellini e calzari”. Per un valore “di 513mila euro”.Ricostruzione però smentita dalla spa, che ha sostenuto essersi trattato di una semplice donazione di materiale sanitario. Il governatore leghista ha poi sottolineato che, “nell’ automatismo della burocrazia, nel rispetto delle norme fiscali e tributarie, l’ azienda accompagnava il materiale erogato attraverso regolare fattura stante alla base la volonta di donare il materiale alla Lombardia, tanto che prima del pagamento della fattura, e stata emessa nota di credito bloccando qualunque incasso”. Dunque, per lui, “nessuna accusa puo esser fatta a coloro che nel periodo di guerra al Covid-19 hanno agito con responsabilita e senso civico per il bene comune”. E a stabilire la verità, alla luce di quanto emerso, dovrà essere la magistratura milanese.

liberoQuotidiano.it, 10/06/2020 14:55
Che tempo che fa, Burioni attaccato da Le Iene? Fabio Fazio: “Ecco che cosa c’ è dietro”
10 giugno 2020 a a a Roberto Burioni è stato costretto a rimandare la scomparsa dai media annunciata nei giorni scorsi. Il virologo marchigiano ha risposto alle accuse di conflitto di interesse, provenienti da un servizio de Le Iene . “Hanno scelto come fonte per crocifiggermi il Codacons, che da anni mi perseguita”, è stato il commento di Burioni, secondo cui stavolta è stato passato il segno: “Spero che questo trattamento fatto di bugie e di insinuazioni sia di monito a qualunque scienziato voglia nel futuro impegnarsi a informare correttamente le persone”. Il virologo ha subito incassato la solidarietà di Fabio Fazio , che lo ha ospitato tutte le domeniche a Che tempo che fa per parlare di coronavirus: “Grazie per la collaborazione e l’ aiuto che ha fornito ai telespettatori. Viviamo in uno strano periodo storico in cui merito e competenza sono guardati con fastidio e sospetto . Non possiamo far altro che cercare di fare al meglio il nostro lavoro”.
andrea tempestini

Basilicata 7, 10/06/2020 14:35
Indagine Istat, in Puglia la spesa mensile delle famiglie è la più bassa d’ Italia
‘I dati forniti dall’ Istat circa i consumi delle famiglie nel 2019 attestano come le disuguaglianze sociali ed economiche siano ancora molto forti in Italia, con le famiglie del nord sensibilmente più ricche rispetto a quelle del sud, e una spesa media profondamente diversa’. Lo afferma il Codacons, commentando i dati dell’ istituto di statistica.’Il divario Nord-Sud sul fronte dei consumi resta ancora altissimo. – ha detto il presidente Carlo Rienzi – Una famiglia residente in Trentino Alto Adige spende mediamente al mese il 49,9% in più rispetto allo stesso nucleo che vive in Puglia o in Calabria, 2.992 euro contro i 1.996 euro della Puglia e i 1.998 euro della Calabria. Differenza che raggiunge il record del +76% se si confronta la spesa di una famiglia di Bolzano (3.517 euro) con quella di una residente in Puglia. L’ Italia viaggia ancora a due velocità, e le condizioni sociali ed economiche del Mezzogiorno influiscano in modo evidente sui consumi delle famiglie’.Questa è, infatti, la classifica redatta dal Codacons delle regioni e province autonome in base alla spesa per consumi registrata del 2019: REGIONE spesa media mensile (in euro) – Bolzano/ Bozen 3.516,89 Trentino-Alto Adige/ Südtirol 2.991,73 Lombardia 2.965,10 Toscana 2.922,43 Emilia-Romagna 2.906,75 Valle d’ Aosta/ Vallée d’ Aoste 2.805,50 Lazio 2.779,50 Veneto 2.680,91 Friuli-Venezia Giulia 2.611,06 Piemonte 2.583,22 Liguria 2.499,63 – Trento 2.495,43 Umbria 2.446,76 Marche 2.402,69 Sardegna 2.216,17 Abruzzo 2.193,32 Molise 2.171,25 Campania 2.113,94 Sicilia 2.017,99 Basilicata 2.003,06 Calabria 1.998,64 Puglia 1.996,04 The post Indagine Istat, in Puglia la spesa mensile delle famiglie è la più bassa d’ Italia appeared first on Oltre Free Press – Quotidiano di Notizie Gratuite. Fonte: Oltrefreepress Post Views: 4 10 Giugno 2020.

Dagospia, 10/06/2020 14:30
A BURIONI TOCCA SUBITO USCIRE DAL SILENZIO STAMPA: LE ”IENE” GLI DEDICANO UN SERVIZIO SUL SUO CONFLITTO D’ INTERESSI (VIDEO) – ”LUI LAVORA SUGLI ANTICORPI MONOCLONALI MA NON LO DICE QUANDO IN TV SMONTA LA CURA ”RIVALE”, OVVERO IL PLASMA …
le iene e roberto burioni 5 Cioè se un medico o uno scienziato va in televisione a dare dei consigli, non dovrebbe avere alcun legame con chi tramite quei consigli potrebbe guadagnarci. Per esempio, anche se mettere la mascherina è la scelta più giusta per contenere la pandemia, non dovrebbe essere l’ esperto legato alla ditta produttrice a consigliarli. “Devo avere la certezza della trasparenza della comunicazione. Soprattutto nel servizio pubblico”, spiega Rienzi. “Se c’ è chiarezza, se c’ è trasparenza il problema non si pone”, dice Enrico Mentana. “Se uno dice di non aver nulla a che fare con nessuno, e poi si scopre che prende i soldi da una casa farmaceutica, è chiaro che c’ è indifendibilità”. Il direttore parla in generale, ma in questo servizio il nostro Alessandro Politi ci parla di un caso specifico: il professor Burioni. Ospite fisso di Fabio Fazio fino a poco tempo fa, il professor Burioni è stato esperto di riferimento per molti. Ma veniamo alle affermazioni specifiche del professore, che in qualche maniera potrebbero tradire un suo possibile conflitto d’ interessi: in vari momenti ha parlato di “anticorpi monoclonali”, come potete vedere nel servizio qui sopra. Il suo parlare di questi anticorpi come possibile soluzione contro il coronavirus ovviamente è rimbalzata su molti giornali e siti specializzati. le iene e roberto burioni 4 E qui ci siamo chiesti: come mai spinge così tanto questo tipo di anticorpi per la lotta contro il coronavirus? Facendo un po’ di ricerche scopriamo che il professore non solo da sempre li studia, ma li ha brevettati e depositati. “Addirittura una società, la Pomona, aveva registrato una enormità di suoi prodotti”, ci dice Rienzi. “Io mi domando: se uno brevetta l’ anticorpo monoclonale immunizzante del virus JC, e non è solo questo ma sono tanti, eh sì, lui ha interesse quindi a farlo vendere?”. È proprio con questa società che Burioni deposita molti dei suoi brevetti di anticorpi monoclonali contro vari tipi di virus influenzali e non. Questo vuol dire che da quei brevetti è probabile che lui ci guadagni. E qui ci tornano in mente alcune sue affermazioni: in Italia è uscita ovunque la notizia che la sperimentazione con il plasma iperimmune stava dando ottimi risultati. “Utilizzare i sieri e il plasma dei pazienti guariti può essere in grado di migliorare chi sta male”, ha detto Burioni ospite di Fazio. “Questa è una notizia buona non solo per il fatto che si può fare questo, perché poi si può fare poco perché prendere il sangue dai guariti non è una cosa semplice”. Il nostro Alessandro Politi però è andato lui stesso in ospedale e in meno di trenta minuti ha donato due sacche di plasma. Burioni però non si limita a questo: in un’ altra puntata dice che “il plasma delle persone guarite è disponibile in piccola quantità ovviamente, non è che possiamo svenare i guariti”. E qui ci permettiamo di ricordare che oggi in Italia ci sono più di 150mila guariti contro 6mila ricoverati e solo 450 persone in terapia intensiva. E anche all’ epoca di quelle dichiarazioni il numero dei guariti era già più alto di quello delle persone in terapia intensiva. le iene e roberto burioni 3 “Noi siamo capaci di fare questi sieri, tra virgolette, artificialmente in laboratorio: si chiamano anticorpi monoclonali umani: è una speranza nuova che si apre”, ha detto ancora Burioni. Insomma sembra che l’ importante non sia il plasma che è poco, ma gli anticorpi monoclonali. E in un’ altra puntata aggiunge: “Questi plasmi non sono un farmaco ideale, sono difficili e costosissimi da preparare”. Ma chi lavora il plasma tutti i giorni ci ha detto che il costo è bassissimo, come potete vedere nel servizio qui sopra. Gli anticorpi monoclonali invece, a sentire lo stesso Burioni, costerebbero molto. Il professore comunque continua a criticare l’ uso del plasma, anche sul suo blog, come potete vedere nel servizio qui sopra. “Quando lui dice che le cure col plasma meglio di no, non si sa, sono costose eccetera, cose non vere lì dovresti dire: io comunque vi devo avvertire che ho degli interessi su questi monoclonali”, sostiene Rienzi. “Il conflitto di interessi è potenziale, si chiama”, ci dice Peter Gomez, direttore de ilfattoquidiano.it. “Però va dichiarato: visto che non possiamo stabilire prima se sei buono o cattivo, dobbiamo sapere solo che c’ è il conflitto di interessi”. “Il conflitto di interessi si risolve solo con la trasparenza”, aggiunge il professor Andrea Crisanti. E cosa avrebbe dovuto dire Burioni quando ha esaltato gli anticorpi monoclonali? “Guardate io ho un interesse perché magari ci faccio anche dei quattrini. Comunque detto questo ho delle ragioni scientifiche per supportare questa cosa. E allora a quel punto dopo che mi hai ascoltato puoi dire: sì vabbè, può avere ragione ma può anche essere motivato da un interesse, no? Hai tutti gli strumenti per capire se io sono in buona fede o in malafede”. E infatti esistono delle vere e proprie regole per monitorare i conflitti d’ interesse in ambito scientifico: “Ognuno di noi quando scrive un articolo scientifico, quando fa una presentazione a un congresso, all’ inizio della propria presentazione riporta i propri conflitti d’ interesse”, ci spiega il professor Matteo Bassetti: “Che siano consulenze, che siano studi clinici, partecipazione a congressi ed è così in tutto il mondo”. Ma adesso che noi sappiamo che Burioni brevetta proprio anticorpi monoclonali e che quando ne ha parlato non l’ ha specificato, cosa dobbiamo pensare? “È chiaro che l’ anticorpo monoclonali potenzialmente mi può portare un mucchio di grana”, ci dice ancora il professor Crisanti. “Però questo non toglie che devo fare la scelta che è più efficace economicamente dal punto di vista sia del paziente che del sistema sanitario”. Soprattutto dopo che su Nature è stato descritto il plasma dei convalescenti come trattamento di prima scelta per il coronavirus.Ma se io in televisione dico che il plasma ha questi problemi, che non sono veri “Questo è sbagliatissimo, questo è in malafede”, dice Crisanti. “Fai due sbagli in questo caso: primo, non manifesti il tuo conflitto di interesse, e poi manipoli la realtà per indirizzare le scelte verso quello che ti conviene. Sono due cose sbagliate”. Come potete vedere nel servizio qui sopra, quando si parla del plasma sembra che Burioni riporti il discorso sugli anticorpi monoclonali. Gli anticorpi monoclonali sono la soluzione, ma contemporaneamente sono proprio quello che il professore studia, poi brevetta assieme a una casa farmaceutica. “Questo si chiama conflitto d’ interessi non dichiarato”, dice Peter Gomez. “Lui deve dichiarare: io ho speso la mia vita per fare brevetti di questo tipo, ma lo dobbiamo sapere”. “Anche così, anche con scritto sotto ‘io sono così eccetera eccetera’, non va bene per me”, dice il professor Massimo Cacciari. “Ha fatto un danno a se stesso e un danno alla comunità”, aggiunge ancora Crisanti. Ma c’ è un’ altra polemiche apparsa sui giornali: quanto guadagnano i virologi per le presenze in tv? Anche se il mondo scientifico condanna questo fenomeno, il problema è: quando vediamo uno scienziato in tv pensiamo che parli di scienza, non di altre cose. E qui il Codacons ha notato un altro aspetto delle affermazioni di Burioni, su cui ha fatto un esposto all’ Ordine dei medici, al Garante delle comunicazioni e persino all’ Anticorruzione. “Quando noi vedevamo tutte queste prese di posizione a favore dei vaccini, siamo andati a cercare e abbiamo scoperto che questo Burioni aveva partecipato a convegni con fondazioni finanziate dalle case farmaceutiche proprio sui vaccini”, ci racconta Carlo Rienzi. le iene e roberto burioni 6 Sia chiaro, i vaccini vanno fatti. Lo dicono tutte le autorità sanitarie del mondo. Il problema non è se vadano fatti o meno, ma se chi li consiglia abbia un conflitto d’ interessi parlandone in televisione. “Se tu da una casa farmaceutica hai avuto una somma di denaro, c’ è un sospetto”, sostiene Rienzi. “Per esempio ha fatto un discorso a un corso di formazione sui vaccini che è stato organizzato da una casa farmaceutica che produce vaccini”. E ci sono altri esempi, come potete vedere e sentire qui sopra. Se fai inserti, eventi e collaborazioni con case farmaceutiche, poi vai in televisione e non li dichiari, si configura il conflitto di interesse? “Certo”, risponde il professor Crisanti. “Si configura il conflitto d’ interesse nascosto e non risolto”. E allora ci chiediamo perché il professor Burioni, durante una conferenza sponsorizzata da una casa farmaceutica, dica: “Io ritengo che il vaccino antinfluenzale debba essere obbligatorio, altrimenti ogni influenza può essere un allarme coronavirus”. Vaccino antinfluenzale obbligatorio? Può essere giusto. “La verità non può essere verità se il soggetto che la enuncia sotto può avere un conflitto d’ interesse”, sostiene Rienzi. “Devi essere indipendente a prescindere”. Ma Burioni che tipo di legame ha per esempio con Pomona, l’ azienda farmaceutica con cui ha depositato molti dei suoi brevetti di anticorpi monoclonali e che si occupa anche di vaccini? Facendo alcune ricerche abbiamo scoperto che l’ intera proprietà della ditta è di un certo Gualtiero Cochis, che ne possiede il 100%. Cochis inoltre possiede o è socio di una marea di ditte in tutta Italia, che operano nei più disparati settori. Ma che rapporto avrà questo Cochis con Roberto Burioni? Per capirlo Alessandro Politi è andato a cercare proprio Cochis. La Iena non lo trova, ma riesce a parlare con la sorella e allora coglie la palla al balzo, e le chiediamo di telefonargli perché vorremmo parlargli una serie di progetti per la sua azienda farmaceutica. Dopo poco la sorella risponde che “mi ha detto che dovete parlare con Burioni, che lui non se ne occupa”. Ma non ha il 100% della proprietà? le iene e roberto burioni 2 E poi perché mai dovremmo parlare con Burioni, visto che lui non figura da nessuna parte? “Se fosse che lui ha un rapporto attraverso un prestanome per esempio, ma non figura ufficialmente, se esce fuori che pubblicizza i prodotti che Pomona gestisce o brevetta sarebbe molto scorretto”, dice Rienzi. “Se hai la prova che lui ha un interesse economico nell’ azienda li produce e li commercializza e questo interesse economico viene celato al pubblico, questo sarebbe molto grave”, aggiunge Peter Gomez. Ma siamo sicuri di aver capito bene? La Iena ha chiesto meglio alla sorella di Cochis: “Mi ha detto: guarda, io ho da fare, però digli di parlare con il prof. Burioni”. Quindi Burioni è dentro Pomona? “Credo di sì”. È lui che decide? “Forse decide Burioni”. 2. NON HO ALCUN CONFLITTO DI INTERESSE PER QUANTO RIGUARDA COVID-19 Sono stato appena deliziato da un servizio delle Iene che ha scelto come fonte per crocifiggermi il Codacons, che da anni mi perseguita. Per cui sono costretto a ritardare la mia scomparsa dai media e dai social per fornire alcune precisazioni. 1) produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà. La gran parte sono di Pomona Ricerca, una azienda di cui non sono socio ma con la quale collaboro proficuamente da molti anni e della quale sono da molti anni consulente scientifico. Ovvio che qualunque opportunità di collaborazione scientifica venga rimandata alla mia valutazione. le iene e roberto burioni 1 Nessuno di questi anticorpi monoclonali è in commercio (sono tutti in una fase molto precoce di sviluppo) e non lo saranno ancora per almeno 10 anni; soprattutto nessuno di questi monoclonali è (purtroppo) diretto contro COVID-19. Quindi se gli anticorpi monoclonali contro COVID-19 si dimostreranno utili, io – così come Pomona RIcerca – non ne trarrò alcun beneficio economico. Il beneficio lo trarrà chi li ha brevettati (non io) chi li produce (non io) e chi li vende (non io). Anzi, per essere chiari io non ho nulla a che fare con qualunque azienda produca o venda qualunque bene utile a prevenire, curare, vaccinare per il coronavirus. I VIROLOGI Per cui NON HO NESSUN CONFLITTO DI INTERESSE : se il plasma funziona o se funzionano gli anticorpi monoclonali contro COVID-19, se servono le mascherine o non servono, se si usano o non si usano i disinfettanti o i farmaci, a me non cambia niente dal punto di vista economico. Sui dettagli scientifici su economicità e sicurezza del plasma e degli anticorpi monoclonali vi rimando a medical facts o alla pagina del prof. Guido Silvestri, che ne ha spesso parlato. Immaginare il plasma come alternativo agli anticorpi monoclonali vuole dire non sapere di cosa si parla. Il plasma è una terapia di emergenza, i monoclonali sono qualcosa che può sconfiggere il coronavirus. Ma se così fosse, come ha pure prospettato il prof. Silvestri nei suoi post più volte, io non avrò alcun vantaggio (se non quello del comune cittadino che potrà essere curato) Ripeto, non ho alcun conflitto di interesse nel campo di COVID-19, qualunque cosa accada (vaccini, plasmi, terapie, monoclonali, mascherine, guanti, disinfettanti, farmaci) non mi arriverà un centesimo in tasca. 2) la mia collaborazione con la Fondazione Lorenzini riguardo ai vaccini si è concretizzata nella collaborazione per la stesura di un quaderno sulla esitazione vaccinale uscito con il sole 24 ore scritto insieme a una serie di autorevoli colleghi per la quale ho emesso regolare fattura di 1500 euro. Immaginare che questo costituisca conflitto di interesse richiede uno sforzo notevole di immaginazione. Potete trovare il quaderno a questo link. Il contributo della azienda è bene in evidenza, ma io non ho collaborato con l’ azienda, ma con la Fondazione Lorenzini, un ente con un’ ottima reputazione che mi ha onorato affiancandomi ai migliori esperti nel campo delle vaccinazioni. http://www.lorenzinifoundation.org//Vaccine-Hesitancy-Vacc burioni 3) Queste sono le bugie più evidenti che ho sentito. Per le altre datemi tempo di risentire questo servizio insieme al mio legale, perché questa volta si è passato il segno. Giusto per la cronaca, i numerosi esposti che il Codacons ha fatto negli anni contro di me all’ ordine dei medici, al TAR e ad altre entità che ora dimentico per sottolineare miei ipotetici conflitti di interessi sulle vaccinazioni sono stati tutti archiviati. Grazie per la pazienza. Spero che questo trattamento, fatto di bugie e di insinuazioni, sia di monito a qualunque scienziato voglia nel futuro impegnarsi a informare correttamente le persone. Per quanto mi riguarda, vi ringrazio dell’ affetto e della fiducia che mi avete affidato. Sappiate che non l’ ho mai tradita e che non ho mai scritto nulla che non fosse la trascrizione più accurata che sapevo fare della verità scientifica. Tanto che in tutti i miei libri e in tutti i miei articoli su medical facts nessuno ha mai trovato un errore (anzi uno sì, erano descritti male i transistor, e l’ ho corretto). Questo non accade perché io non faccio errori, ma perché ogni riga scritta viene sottoposta sempre alla verifica severa di un collega esperto. Non vi dico a presto perché a presto non sarà. State attenti e prendete ancora le precauzioni. L’ epidemia sta passando ma meglio riprendere la nostra vita normale con prudenza ancora per qualche settimana. In bocca al lupo e auguri di ottima salute a voi e ai vostri cari. roberto burioni by lughino Condividi questo articolo.

Travel Quotidiano, 10/06/2020 14:05
Club Esse riparte senza rincari ma con sconti fino al 30% per chi prenota a giugno
10 giugno 2020 14:04 Il Club Esse Sunbeach Squillace Niente rincaro sulle tariffe, ma al contrario uno sconto che può arrivare fino al 30% per chi prenota le vacanze entro fine giugno. Club Esse , con i suoi villaggi e resort in Sardegna, Sicilia, Calabria e Abruzzo, ha deciso di coniugare convenienza e sicurezza per favorire la ripartenza delle prenotazioni, contrastando l’ allarme lanciato dal Codacons che teme rincari addirittura del 20%. ‘Il benessere dei nostri ospiti viene prima di tutto – conferma Marco Baldisseri , chief marketing officer della compagnia -. E nel benessere è giusto includere non solo la sicurezza e la salute, fondamentali in questo periodo, ma anche la serenità economica: sono tante le persone che a causa del Covid hanno subito danni, morali e materiali. Vogliamo che possano concedersi comunque una vacanza senza pensieri. 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[post_title] = Db-Öbb: riparte il 30 maggio il collegamento estivo tra Monaco e Rimini [post_date] = 2019-05-28T15:38:53+00:00 [category] = Array ( [0] = trasporti ) [category_name] = Array ( [0] = Trasporti ) [post_tag] = Array ( ) ) [sort] = Array ( [0] = 1559057933000 ) ) [7] = Array ( [_index] = travelquotidiano [_type] = post [_id] = 353482 [_score] = [_source] = Array ( [blog_id] = 1 [post_content] = Il Qatar National Tourism Council (Qntc) ha annunciato nuovi prodotti per il suo programma Summer in Qatar, attivo tra il 4 giugno e il 16 agosto. Numerose attività all’ aria aperta per chi è in cerca di avventura e offerte su viaggi, ospitalità e shopping per proporre esperienze per tutti i gusti e per tutte le tasche. Grazie all’ ingresso senza visto per i cittadini di oltre 85 Paesi, il 25% di sconto su tutti i voli di Qatar Airways verso Doha, fino al 25% di sconto in numerosi hotel di lusso ed esperienze culturali autentiche, il Qatar ha tutte le carte in regola per essere la destinazione ideale per le prossime vacanze estive. «Siamo entusiasti di lanciare il programma Summer in Qatar, il più grande di sempre – commenta Rashed Al Qurese, chief marketing officer di Qntc -. Le offerte di quest’ anno sono pensate per persone di ogni età e interesse. Dalla cultura alle attività outdoor, fino all’ intrattenimento per le famiglie, ognuno troverà qualcosa che faccia al caso suo. Con una varietà di fantastiche offerte su viaggi e ospitalità, siamo lieti di accogliere in Qatar visitatori da tutto il mondo per le loro vacanze estive».Un’ ampia gamma di hotel proporrà sconti fino al 25% per soggiorni tra il 4 giugno e il 15 agosto, con ulteriori incentivi e offerte a seconda della struttura. 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[post_title] = Summer in Qatar, tour e promozioni per vivere il territorio [post_date] = 2019-05-28T11:39:02+00:00 [category] = Array ( [0] = estero ) [category_name] = Array ( [0] = Estero ) [post_tag] = Array ( ) ) [sort] = Array ( [0] = 1559043542000 ) ) [8] = Array ( [_index] = travelquotidiano [_type] = post [_id] = 353341 [_score] = [_source] = Array ( [blog_id] = 1 [post_content] = Emerald Princess Princess Cruises, rappresentata in Italia da Gioco Viaggi, Tour & Cruise Operator, lancia una visita nave per agenti di viaggio a bordo di Emerald Princess dedicata a tutta la famiglia, piccoli crocieristi compresi, il 15 giugno a Civitavecchia. Si tratta di un’ occasione unica per vivere la magia di una giornata in crociera con Princess. Con una stazza di 113 mila tonnellate e una capacità di 3.080 passeggeri, Emerald Princess, sottoposta a restyling ad aprile di quest’ anno, è la nave di punta che la compagnia ha posizionato nelle acque del Mediterraneo per la stagione 2019. 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Msn, 10/06/2020 14:00
Paul McCartney furioso: no ai voucher, restituite i soldi dei biglietti
Il mito della musica internazionale, che avrebbe dovuto cantare in Italia il 10 giugno a Napoli e il 13 giugno a Lucca Summer Festival è intervenuto direttamente dalla sua pagina Facebook contro l’ idea di non rimborsare i biglietti dei concerti annullati, ma di consegnare un voucher”È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi. Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo. Siamo fortemente in disaccordo con ciò che il governo italiano e Assomusica hanno fatto”, si esprime così un furente Paul McCartney. Johnny Depp: 57esimo compleanno in compagnia di un nuovo amore… |SCOPRI Temptation Island 2020: torna il reality più piccante della TV |SCOPRI “Dopo Commissione Ue e Antitrust, anche un importante esponente del panorama musicale dà ragione al Codacons, che da subito è sceso in campo per contrastare lo strumento del voucher come rimborso per eventi annullati”. Lo afferma il presidente Carlo Rienzi, che ha subito preso la palla al balzo con le dichiarazioni di Paul McCartney. Black Lives Matter: Jennifer Aniston dona un milione di dollari |SCOPRI “Già l’ Unione Europea e l’ Antitrust, ognuno per il proprio ambito di competenza, hanno avvisato il Governo circa i rischi legati ai voucher, che violano i diritti basilari dei consumatori – prosegue Rienzi – Obbligare gli utenti ad accettare voucher per biglietti relativi a spettacoli diversi da quelli acquistati, e il rifiuto degli organizzatori a restituire agli spettatori i soldi versati, è a tutti gli effetti una truffa, legalizzata dai provvedimenti del Governo che hanno autorizzato tale sistema”.

lagazzettadelmezzogiorno.it, 10/06/2020 13:13
Vieste, rincaro 75% post Covid in resort: la denuncia di Codacons
BARI – «In un noto resort di Vieste», sul Gargano, stanno comunicando ai propri clienti «adeguamenti tariffari del 75% rispetto ai contratti di soggiorno siglati nei mesi scorsi, giustificando tale scelta con l’ esigenza di dover garantire la sicurezza all’ interno della struttura a seguito delle disposizioni legate al Covid». È la denuncia del Codacons al quale – informa l’ associazione in una nota – si è rivolta una coppia alla quale, «per un soggiorno di 14 notti», è stato chiesto un aumento «del 75%, da 4.200 euro a 7.350 euro». Secondo quanto riferisce l’ associazione di consumatori, la coppia aveva prenotato lo scorso febbraio la propria vacanza estiva presso il resort in questione, versando una caparra di 1.260 euro. Per «un soggiorno dall’ 1 al 15 agosto, in pensione completa – precisa il Codacons – la struttura a Vieste aveva proposto loro, a febbraio, un preventivo da 4.200 euro, sottoscritto dalla coppia che provvedeva a versare la caparra. Nei giorni scorsi, però, l’ amara sorpresa, comunicata con una mail: la struttura informava i turisti che “a causa della pandemia Covid-19, purtroppo abbiamo dovuto adeguare i nostri standard di sicurezza prendendo la drastica decisione di aprire solo un terzo del Resort”». Pertanto, prosegue il Codacons, «per lo stesso soggiorno, alle medesime condizioni, la struttura di Vieste ha richiesto il pagamento di 7.350 euro, ossia il 75% in più rispetto alla cifra pattuita». La coppia, riferisce l’ associazione di consumatori, «ha rifiutato l’ offerta e la struttura ha proposto di rimborsare la caparra attraverso un voucher da utilizzare presso lo stesso resort entro il 2021, oppure in cinque rate da corrispondere periodicamente». «Capiamo le difficoltà degli operatori turistici – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – ma applicare un rincaro del 75% alle tariffe per far fronte alle esigenze di sicurezza imposte dal Covid appare una scelta folle, che allontanerà i turisti dalle strutture ricettive a tutto beneficio di abusivi e case vacanza improvvisate. Occorre inoltre verificare se gli operatori che impongono aumenti abbiano ricevuto i sussidi previsti dalla legge, perché in tal caso qualsiasi adeguamento sarebbe illegittimo».

Notizie, 10/06/2020 13:11
Le Iene accusano Burioni di conflitto d’ interessi, lui si difende
il virologo roberto burioni si difende dalle accuse de le iene: “ma quale conflitto d’ interessi, sono bugie”, dichiara.
Durante un servizio mandato in onda da Le Iene , su Mediaset, Roberto Burioni viene accusato di presunto conflitto d’ interessi sul Covid. Il virologo, per difendersi dall’ attacco, ha pubblicato un lungo post su Facebook nel quale smentisce tale affermazione. Le Iene contro Burioni Secondo Le Iene, il presunto conflitto d’ interessi riguarderebbe il possibile uso di anticorpi monoclonali come soluzione contro il Coronavirus , di cui Burioni ha spesso parlato in televisione. In seconda istanza, il tema dei vaccini e della collaborazione del virologo con le cause farmaceutiche che li producono. LEGGI ANCHE: Coronavirus, Burioni: “Ho combattuto i no-vax, ora tocca ai no-mask” ” Non ho alcun conflitto di interesse per quanto riguarda Covid-19″ , ha scritto il virologo su Facebook, “Il servizio de Le Iene ha scelto come fonte per crocifiggermi il Codacons , che da anni mi perseguita” . Burioni: “Stavolta si è passato il segno” “Produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea” , spiega, “Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà. La gran parte sono di Pomona Ricerca , una azienda con la quale collaboro proficuamente da molti anni e della quale sono da molti anni consulente scientifico”. Roberto Burioni specifica poi che nessuno di questi anticorpi è in commercio ma in fase di sviluppo , per almeno 10 anni, né sono diretti contro il Coronavirus. “Questa volta si è passato il segno ” , conclude adirato il virologo, “Spero che questo trattamento, fatto di bugie e di insinuazioni, sia di monito a qualunque scienziato voglia nel futuro impegnarsi a informare correttamente le persone” . Secondo quanto afferma, infine, la pandemia sta passando ma è necessario osservare ancora molta prudenza nel riprendere la vita normale, “ancora per qualche settimana”.

Start Magazine, 10/06/2020 12:46
Anticorpi monoclonali: le domande delle Iene, le risposte di Burioni
Anticorpi monoclonali: il servizio delle Iene su Roberto Burioni, i rilievi dei colleghi e la replica via Facebook del noto virologo ospite fisso da Fazio in tv Quando parla di scienza il virologo Roberto Burioni ha un conflitto di interessi? A chiederselo è stato un servizio di Alessandro Politi per le Iene , in cui si mettono a confronto le dichiarazioni di Burioni in questi mesi e la sua (legittima) attività consulenziale. Burioni, alle domande delle Iene , su Facebook replica: ‘Non ho nessun conflitto di interesse per quanto riguarda Covid-19 e anticorpi monoclonali’. Ecco tutti i dettagli sulla vicenda innescata ieri sera dalla trasmissione di Italia 1. LA CURA AL PLASMA Ospite fisso di Fabio Fazio, Burioni ha spesso commentato e (talvolta) criticato e smentito tutte le novità circa cura e trattamenti sul coronavirus. Tra le altre cose, Burioni ha parlato anche di cura al plasma, definendola un buon punto di partenza nel caso dovesse funzionare. Il trattamento ‘ci può traghettare al momento in cui avremo un cure efficaci ed un vaccino’, ha detto il virologo, specificando che ‘i plasmi non sono un farmaco ideale, sono difficili e costosissimi da preparare e poi si basano sulla disponibilità di persone guarite che abbiano questi anticorpi che non sono tantissimi’. La terapia ha ‘dei notevoli limiti perché il costo è molto alto’, sosteneva Burioni contro chi, come De Donno , affermava che la terapia era sicura ed economica. GL ANTICORPI MONOCLONALI Ma perché, nonostante i limiti, si poteva considerare la terapia un buon punto di partenza? Perché partendo dal plasma si sarebbero potuti produrre, artificialmente, ‘anticorpi monoclonali’. ‘Noi siamo capaci di fare questi sieri, tra virgolette, artificialmente in laboratorio: si chiamano anticorpi monoclonali umani: è una speranza nuova che si apre’, aveva sostenuto Burioni, ospite da Fazio a Che Tempo che Fa . Nell’ attesa della trasmissione di domani sera, nella quale sarà ospite il prof. Baldanti, riascoltate cosa ho detto sul plasma dei guariti il 15 marzo e il 29 marzo scorsi. https://t.co/LjMyUOBjDM – Roberto Burioni (@RobertoBurioni) May 2, 2020 CODACONS: CONFLITTO DI INTERESSI? Perché Burioni preferisce gli anticorpi monoclonali al plasma iperimmune? Per le Iene la risposta è che il professor Burioni da sempre studia, brevetta e deposita gli anticorpo monoclonali. ‘Addirittura una società, la Pomona, aveva registrato una enormità di suoi prodotti’, dice alle Iene il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. ‘Io mi domando: se uno brevetta l’ anticorpo monoclonale immunizzante del virus JC, e non è solo questo ma sono tanti, lui ha interesse quindi a farlo vendere?’. I LEGAMI CON POMONA Con Pomona Burioni deposita molti dei suoi brevetti di anticorpi monoclonali contro vari tipi di virus influenzali e non. Ma quali sono i legami tra la casa farmaceutica Pomona e il virologo? Secondo la trasmissione tv, l’ intera proprietà della società è di Gualtiero Cochis ma se qualcuno propone una serie di progetti per la casa farmaceutica allora il referente è Roberto Burioni. ‘Mi ha detto che dovete parlare con Burioni, che lui non se ne occupa’, ha detto la sorella di Cochis, rispondendo ad Alessandro Politi in merito ad una telefonata intercorsa con il fratello per avvisarlo della presentazione dei progetti. LE CRITICHE DEI COLLEGHI ‘Il conflitto di interessi si risolve solo con la trasparenza’, ha sostenuto parlando con le Iene il professor Andrea Crisanti, che in questi mesi di emergenza è stato impegnato in prima linea per contenere la pandemia in Veneto . Per Crisanti, Burioni avrebbe dovuto dire: ‘Guardate io ho un interesse perché magari ci faccio anche dei quattrini. Comunque detto questo ho delle ragioni scientifiche per supportare questa cosa. E allora a quel punto dopo che mi hai ascoltato puoi dire: sì vabbè, può avere ragione ma può anche essere motivato da un interesse, no? Hai tutti gli strumenti per capire se io sono in buona fede o in malafede’. ‘Ognuno di noi quando scrive un articolo scientifico, quando fa una presentazione a un congresso, all’ inizio della propria presentazione riporta i propri conflitti d’ interesse’, ha fatto eco l’ infettivologo Matteo Bassetti dell’ Ospedale di Genova: ‘Che siano consulenze, che siano studi clinici, partecipazione a congressi. Ed è così in tutto il mondo’. BURIONI: ECCO LA MIA VERITA’ Dopo che il servizio delle Iene è andato in onda, Burioni ha così replicato via Facebook: “Nessuno di questi anticorpi monoclonali è in commercio (sono tutti in una fase molto precoce di sviluppo) e non lo saranno ancora per almeno 10 anni; soprattutto nessuno di questi monoclonali è (purtroppo) diretto contro COVID-19″, ha detto il virologo noto anche per essere ospite fisso alla trasmissione Rai condotta da Fabio Fazio. Ecco l’ intero post di Burioni per replicare alle Iene: NON HO ALCUN CONFLITTO DI INTERESSE PER QUANTO RIGUARDA COVID-19 Sono stato appena deliziato da un servizio delle Iene che ha scelto come fonte per crocifiggermi il Codacons, che da anni mi perseguita. Per cui sono costretto a ritardare la mia scomparsa dai media e dai social per fornire alcune precisazioni. 1) produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà. La gran parte sono di Pomona Ricerca, una azienda di cui non sono socio ma con la quale collaboro proficuamente da molti anni e della quale sono da molti anni consulente scientifico. Ovvio che qualunque opportunità di collaborazione scientifica venga rimandata alla mia valutazione. Nessuno di questi anticorpi monoclonali è in commercio (sono tutti in una fase molto precoce di sviluppo) e non lo saranno ancora per almeno 10 anni; soprattutto nessuno di questi monoclonali è (purtroppo) diretto contro COVID-19. Quindi se gli anticorpi monoclonali contro COVID-19 si dimostreranno utili, io – così come Pomona Ricerca – non ne trarrò alcun beneficio economico. Il beneficio lo trarrà chi li ha brevettati (non io) chi li produce (non io) e chi li vende (non io). Anzi, per essere chiari io non ho nulla a che fare con qualunque azienda produca o venda qualunque bene utile a prevenire, curare, vaccinare per il coronavirus. Per cui NON HO NESSUN CONFLITTO DI INTERESSE: se il plasma funziona o se funzionano gli anticorpi monoclonali contro COVID-19, se servono le mascherine o non servono, se si usano o non si usano i disinfettanti o i farmaci, a me non cambia niente dal punto di vista economico. Sui dettagli scientifici su economicità e sicurezza del plasma e degli anticorpi monoclonali vi rimando a medical facts o alla pagina del prof. Guido Silvestri, che ne ha spesso parlato. Immaginare il plasma come alternativo agli anticorpi monoclonali vuole dire non sapere di cosa si parla. Il plasma è una terapia di emergenza, i monoclonali sono qualcosa che può sconfiggere il coronavirus. Ma se così fosse, come ha pure prospettato il prof. Silvestri nei suoi post più volte, io non avrò alcun vantaggio (se non quello del comune cittadino che potrà essere curato) Ripeto, non ho alcun conflitto di interesse nel campo di COVID-19, qualunque cosa accada (vaccini, plasmi, terapie, monoclonali, mascherine, guanti, disinfettanti, farmaci) non mi arriverà un centesimo in tasca. 2) la mia collaborazione con la Fondazione Lorenzini riguardo ai vaccini si è concretizzata nella collaborazione per la stesura di un quaderno sulla esitazione vaccinale uscito con il sole 24 ore scritto insieme a una serie di autorevoli colleghi per la quale ho emesso regolare fattura di 1500 euro. Immaginare che questo costituisca conflitto di interesse richiede uno sforzo notevole di immaginazione. Potete trovare il quaderno a questo link. Il contributo della azienda è bene in evidenza, ma io non ho collaborato con l’ azienda, ma con la Fondazione Lorenzini, un ente con un’ ottima reputazione che mi ha onorato affiancandomi ai migliori esperti nel campo delle vaccinazioni. http://www.lorenzinifoundation.org//Vaccine-Hesitancy-Vacc 3) Queste sono le bugie più evidenti che ho sentito. Per le altre datemi tempo di risentire questo servizio insieme al mio legale, perché questa volta si è passato il segno. Giusto per la cronaca, i numerosi esposti che il Codacons ha fatto negli anni contro di me all’ ordine dei medici, al TAR e ad altre entità che ora dimentico per sottolineare miei ipotetici conflitti di interessi sulle vaccinazioni sono stati tutti archiviati. Grazie per la pazienza. Spero che questo trattamento, fatto di bugie e di insinuazioni, sia di monito a qualunque scienziato voglia nel futuro impegnarsi a informare correttamente le persone. Per quanto mi riguarda, vi ringrazio dell’ affetto e della fiducia che mi avete affidato. Sappiate che non l’ ho mai tradita e che non ho mai scritto nulla che non fosse la trascrizione più accurata che sapevo fare della verità scientifica. Tanto che in tutti i miei libri e in tutti i miei articoli su medical facts nessuno ha mai trovato un errore (anzi uno sì, erano descritti male i transistor, e l’ ho corretto). Questo non accade perché io non faccio errori, ma perché ogni riga scritta viene sottoposta sempre alla verifica severa di un collega esperto. Non vi dico a presto perché a presto non sarà. State attenti e prendete ancora le precauzioni. L’ epidemia sta passando ma meglio riprendere la nostra vita normale con prudenza ancora per qualche settimana. In bocca al lupo e auguri di ottima salute a voi e ai vostri cari. Fattura emessa per Fondazione Lorenzini:
giusy caretto

Qui Como, 10/06/2020 12:41
Clinica Dentix: anche a Como gli operatori non rispondono. Spettro fallimento
preoccupazione per dipendenti e pazienti che potrebbero aver già pagato le prestazioni future
Dentix Italia è una nota clinica dentistica, con diversi centri nel Bel Paese, che dipende da Dentix Spagna. Qual è il problema? Le sedi hanno chiuso durante la fase 1 del covid e ovviamente nessuno si è preoccupato, visto che c’ era il lockdown. A maggio però gli uffici hanno continuato a non rispondere alle telefonatedegli utenti e i locali a restare chiusi. Per questo motivo il Codacons, partendo dalle sedi di Monza, ha deciso di farsi portavoce di quei pazienti brianzoli che dopo aver pagato le cure o aver sottoscritto finanziamenti, non riceveranno però i trattamenti odontoiatrici. Sempre secondo il Codacons, Dentix Spagna avrebbe presentato istanza di pre-fallimento in tribunale ma, spiega l’ associazione dei consumatori,”Da diverse testimonianze emerge che i pazienti venivano indotti ad aprire un finanziamento per le prestazioni cliniche. In questo modo Dentix incassava fin da subito l’ intero ammontare della fattura e il consumatore si faceva carico degli eventuali interessi da versare all’ istituto finanziario”. Che cosa ne sarà di quei crediti se la clinica non riaprirà e le cure non verranno portate a termine?L’ appello di Marco Donzelli, presidente dell’ associazione di difesa dei consumatori, è quindi quello di rivolgersi ai loro uffici per segnalare eventuali situazioni di questo tipo. Il tuo browser non può riprodurre il video. Devi disattivare ad-block per riprodurre il video. Play Replay Play Replay Pausa Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio Indietro di 10 secondi Avanti di 10 secondi Spot Attiva schermo intero Disattiva schermo intero Skip Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi. Attendi solo un istante , dopo che avrai attivato javascript . . . Forse potrebbe interessarti , dopo che avrai attivato javascript . . . Devi attivare javascript per riprodurre il video.

Puglia Live, 10/06/2020 11:44
PUGLIA, VACANZE: RINCARI PER LE STRUTTURE RICETTIVE DELLA REGIONE
10/06/2020 A CAUSA DEI MAGGIORI COSTI LEGATI AL COVID, RESORT DI VIESTE CHIEDE ADEGUAMENTO DEL +75% A CHI AVEVA GIA PRENOTATO LE VACANZE CODACONS AI CITTADINI: SEGNALATE RINCARI NEL SETTORE TURISTICO Iniziano ad arrivare al Codacons le prime segnalazioni circa i rincari delle tariffe applicate dalle strutture ricettive della Puglia, regione che come evidenziato da una indagine dellassociazione risulta la meta preferita dagli italiani per le vacanze estive 2020. E il caso di un noto resort di Vieste che sta comunicando ai propri clienti adeguamenti tariffari rispetto ai contratti di soggiorno siglati nei mesi scorsi, giustificando tale scelta con lesigenza di dover garantire la sicurezza allinterno della struttura a seguito delle disposizioni legate al Covid. Aumenti dei prezzi che, per un soggiorno di 14 notti, raggiungono il record del +75%, come racconta una coppia che lo scorso febbraio aveva prenotato la propria vacanza estiva presso il resort in questione, versando una caparra di 1.260 euro, e che si è ora rivolta al Codacons segnalando il rincaro tariffario. Per un soggiorno dall1 al 15 agosto, in pensione completa, la struttura di Vieste aveva proposto a febbraio un preventivo da 4.200 euro, sottoscritto dalla coppia che provvedeva a versare la caparra spiega il Codacons Nei giorni scorsi, tuttavia, i due clienti hanno ricevuto una mail dal resort in cui venivano informati che a causa della pandemia COVID 19, purtroppo abbiamo dovuto adeguare i nostri standard di sicurezza prendendo la drastica decisione di aprire solo un terzo del Resort. Tale scelta, finalizzata a garantire il massimo comfort nella massima sicurezza, ha fatto sì che lofferta a suo tempo con Lei concordata abbia subito una variazione. Pertanto provvederemo a trasmetterLe il nuovo preventivo con gli adeguamenti tariffari. E qui lamara sorpresa: per lo stesso soggiorno, alle medesime condizioni, la struttura di Vieste ha richiesto il pagamento di 7.350 euro, ossia il 75% in più rispetto alla cifra (4.200 euro) pattuita a febbraio!! La coppia ha rifiutato lofferta, e la struttura ha proposto di rimborsare la caparra attraverso un voucher da utilizzare presso lo stesso resort entro il 2021, oppure in 5 rate da corrispondere periodicamente. Capiamo le difficoltà degli operatori turistici determinate dallemergenza sanitaria, ma applicare un rincaro del +75% alle tariffe per far fronte alle esigenze di sicurezza imposte dal Covid appare una scelta folle, che allontanerà i turisti dalle strutture ricettive a tutto beneficio di abusivi e case vacanza improvvisate. Occorre inoltre verificare se gli operatori che impongono aumenti abbiano ricevuto i sussidi previsti dalla legge, perché in tal caso qualsiasi adeguamento sarebbe illegittimo precisa il presidente Carlo Rienzi. Il Codacons invita infine i cittadini a segnalare rincari di prezzi e adeguamenti tariffari nel settore turistico, inviando una mail allindirizzo [email protected] o contattando lassociazione al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17.

Agenzia Giornalistica Opinione, 10/06/2020 11:41
CODACONS * BURIONI: « DOPO INCHIESTA ‘LE IENE’ NUOVA DENUNCIA E SE ACCERTATO CONFLITTO DI INTERESSI RESTITUISCA I COMPENSI DELLA RAI, FABIO FAZIO RISPONDA DI DANNO ERARIALE »
dopo l’ inchiesta de ‘le iene’ che ha evidenziato possibili conflitti di interesse in capo a roberto burioni e rapporti poco chiari con alcune società farmaceutiche, scende in campo il codacons, che tira in ballo anche il conduttore fabio fazio. se saranno confermati i conflitti di interesse evidenziati nel servizio de ‘le iene’, riteniamo che i []
Dopo l’ inchiesta de ‘Le Iene’ che ha evidenziato possibili conflitti di interesse in capo a Roberto Burioni e rapporti poco chiari con alcune società farmaceutiche, scende in campo il Codacons, che tira in ballo anche il conduttore Fabio Fazio. Se saranno confermati i conflitti di interesse evidenziati nel servizio de ‘Le Iene’, riteniamo che i soldi percepiti dal virologo per le sue partecipazioni a ‘Che tempo che fa’ debbano essere restituiti alla Rai, trattandosi di soldi dei cittadini i quali finanziano la rete attraverso il canone, cittadini che hanno diritto ad una informazione trasparente e scevra da conflitti e condizionamenti – spiega il Codacons – Allo stesso modo il conduttore Fabio Fazio, che ha concesso uno spazio fisso a Burioni nel suo programma, potrebbe essere chiamato a rispondere di danni erariali. L’ associazione auspica inoltre un intervento della Guardia di Finanza affinché faccia luce su alcuni aspetti sollevati da ‘Le Iene’, come il rapporto poco chiaro tra Roberto Burioni e la società farmaceutica Pomona Ricerca srl, per la quale il virologo sembrerebbe avere pieni poteri decisionali nonostante l’ azienda faccia capo ad un terzo soggetto. Dopo il servizio trasmesso ieri e le tante situazioni anomale o poco trasparenti evidenziate, riteniamo che Burioni debba essere sollevato da qualsiasi incarico pubblico in campo sanitario e farmaceutico fino a che non sarà fatta chiarezza.

larepubblica.it, 10/06/2020 11:06
Paul McCartney contro l’ Italia: restituite i soldi dei biglietti per i concerti cancellati
l’ ex beatle sulla pagina facebook attacca gli organizzatori dei concerti per la scelta di consegnare i voucher. il ministro dario franceschini dà ragione all’ artista: “il parlamento potrà intervenire”
Paul McCartney , dalla sua pagina Facebook, critica la decisione, presa in Italia, di non rimborsare gli spettatori per i live cancellati a causa del coronavirus, ma di consegnare i voucher . “È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi. Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo. Siamo fortemente in disaccordo con ciò che il governo italiano e Assomusica hanno fatto”. McCartney aveva annunciato il suo tour estivo, con tappa il 10 giugno a Napoli e il 13 giugno al Lucca Summer Festival . Due eventi cancellati per l’ emergenza Covid-19 che non è stato possibile riprogrammare per il 2021. Condividi “A tutti i fan degli altri Paesi che avremmo visitato quest’ estate è stato offerto il rimborso completo. L’ organizzatore italiano dei nostri spettacoli e i legislatori italiani devono fare la cosa giusta in questo caso. Siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo è un vero insulto per i fan”, ha spiegato l’ artista nel post, scritto in italiano. Nel nostro paese il governo, su indicazione di Assomusica (l’ Associazione italiana di promotori di musica dal vivo), ha stabilito un decreto che autorizza i possessori dei biglietti acquistati per gli spettacoli dal vivo di richiedere un voucher di pari valore. La presa di posizione di McCartney è condivisa dal Codacons, dalla Federconsumatori, dall’ Unione Consumatori (“Tutti gli artisti dovrebbero condividere la posizione di Paul McCartney e unirsi ai consumatori in questa battaglia, chiedendo una modifica di quella norma scandalosa ideata dal ministro Franceschini, l’ artefice dell’ idea del voucher al posto del corrispettivo in denaro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ associazione). E anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris intervenuto a ‘Centocittà,’ su Radio1, in merito al concerto dell’ ex Beatle che si sarebbe dovuto tenere stasera in piazza del Plebiscito, ha chiesto che siano rimborsati i biglietti. ” “Speriamo di recuperare questo concerto su cui avevamo tanto lavorato il prossimo anno, ma ora i biglietti vanno assolutamente rimborsati, è giusto restituire i soldi”. Alla fine, nel tardo pomeriggio, interviene il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini che dà ragione all’ artista: “E’ evidente che la ratio della norma è che il voucher valga solo per un concerto dello stesso artista e che se questo non si terrà, lo spettatore avrà diritto al rimborso. Il Parlamento credo potrà intervenire in conversione per togliere ogni dubbio interpretativo sulla norma”. Sul caso aperto da Mc Cartney erano intervenuti anche D’ Alessandro e Galli, organizzatori del concerto: “Crediamo che il governo abbia identificato nel voucher lo strumento che garantisse il corretto bilanciamento tra la legittima delusione del fan che non potrà assistere a un determinato concerto e l’ esigenza vitale di sostenere l’ intera filiera dello spettacolo”. Dopo l’ attacco sui mancati rimborsi, sostituiti dai voucher, i manager musicali avevano replicato all’ ex Beatle. “Abbiamo preso visione delle dichiarazioni di Paul McCartney – si legge in una nota – Comprendiamo pienamente l’ amarezza dell’ artista che teneva a questi due concerti che avrebbero segnato il suo ritorno in Italia così come comprendiamo il suo dispiacere di fronte al disagio che i suoi fans dovranno sostenere non ricevendo un rimborso diretto bensì in voucher”. La società, però, precisa che “questa formula di rimborso è una misura straordinaria di cui lo staff di Paul McCartney era perfettamente a conoscenza da prima della cancellazione e che, come è noto, è stata istituita dal governo Italiano per far fronte a una crisi senza precedenti che rischiava di dare un colpo fatale all’ industria della musica dal vivo e ai circa 400.000 lavoratori che ne fanno parte e che rischiano di non poter lavorare per un anno”. D’ Alessandro e Galli, “per ridurre al massimo il disagio degli spettatori”, sono impegnati a recuperare quasi tutti gli spettacoli programmati per il 2020 e stanno “lavorando per aggiungerne altri, per offrire la più ampia scelta a coloro che dovranno spendere il voucher a seguito di un concerto cancellato”.

TPI News, 10/06/2020 11:00
Burioni accusato di conflitto d’ interessi sul Covid da Le Iene. Lui: “Bugie”
Le Iene accusano Burioni di conflitto d’ interessi. Lui si difende: ‘Bugie evidenti, si è passato il segno’ Un servizio della trasmissione di Mediaset Le Iene ha affrontato la questione del presunto conflitto d’ interessi sul Covid da parte di Roberto Burioni , portando il virologo a pubblicare un lungo post in cui smentisce questa ipotesi. Il presunto conflitto di interessi riguarda in primo luogo il possibile uso gli anticorpi monoclonali come possibile soluzione contro il Coronavirus. Anticorpi di cui Burioni ha spesso parlato durante gli interventi televisivi degli ultimi mesi, soprattutto durante la trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio. Un secondo punto invece riguarda il tema dei vaccini e della collaborazione di Burioni con case farmaceutiche che li producono. Il servizio de Le Iene Le Iene , partendo dalla posizione del Codacons , evidenziano che Burioni avrebbe depositato nel corso degli anni, insieme all’ azienda farmaceutica Pomona, dei brevetti sugli anticorpi monoclonali contro vari tipi di virus influenzali e non, ricavandone – questa è la tesi dell’ associazione per la tutela dei consumatori – anche un guadagno economico (ipotesi smentita con forza dal virologo): da qui il rischio di un conflitto d’ interessi quando discute di questi anticorpi in televisione come possibile cura per il Covid-19. A sostenere la tesi di un rischio di conflitto d’ interessi è Carlo Rienzi , presidente del Codacons. ‘Se un medico, o consulente scientifico, vuole dare dei consigli non deve essere finanziariamente o economicamente implicato in erogazione di denaro da parte di chi produce, perché non ci può essere serenità’, ha dichiarato Rienzi a Le Iene. Il servizio, realizzato da Alessandro Politi, ricorda le frasi di Burioni pronunciate a Che tempo che fa quando si parlava della cura con il plasma dei pazienti guariti dal Coronavirus . ‘Il plasma delle persone guarite è disponibile in piccola quantità ovviamente, non è che possiamo svenare i guariti’, aveva detto il virologo. ‘Noi siamo capaci di fare questi sieri, tra virgolette, artificialmente in laboratorio: si chiamano anticorpi monoclonali umani : è una speranza nuova che si apre’, aveva aggiunto. ‘Questi plasmi non sono un farmaco ideale, sono difficili e costosissimi da preparare ‘, spiegava in un’ altra puntata. Le Iene , invece, citano esperti che sembrano evidenziare il contrario: cioè che le cure col plasma sarebbero meno costose degli anticorpi monoclonali. Una seconda questione sollevata dal Codacons riguarda invece il tema dei vaccini e alcune collaborazioni di Burioni con case farmaceutiche che li producono. Questo – secondo il Codacons – crea un conflitto d’ interessi nascosto. ‘Quando noi vedevamo tutte queste prese di posizione a favore dei vaccini, siamo andati a cercare e abbiamo scoperto che questo Burioni aveva partecipato a convegni con fondazioni finanziate dalle case farmaceutiche proprio sui vaccini’, dice Carlo Rienzi.’Se tu da una casa farmaceutica hai avuto una somma di denaro, c’ è un sospetto’. La replica di Burioni L’ ipotesi di un potenziale conflitto d’ interessi sul Covid-19 è stata smentita da Burioni . ‘Non ho alcun conflitto di interesse per quanto riguarda Covid-19’, ha scritto il virologo nel post su Facebook in cui risponde al servizio che – aggiunge – ‘ ha scelto come fonte per crocifiggermi il Codacons , che da anni mi perseguita’. Nonostante nei giorni scorsi il virologo avesse annunciato l’ intenzione di ritirarsi in silenzio stampa , ora si dice ‘costretto a ritardare la mia scomparsa dai media e dai social per fornire alcune precisazioni’. ‘Produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea’, spiega il virologo. ‘Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà. La gran parte sono di Pomona Ricerca , una azienda con la quale collaboro proficuamente da molti anni e della quale sono da molti anni consulente scientifico. Ovvio che qualunque opportunità di collaborazione scientifica venga rimandata alla mia valutazione. Nessuno di questi anticorpi monoclonali è in commercio (sono tutti in una fase molto precoce di sviluppo) e non lo saranno ancora per almeno 10 anni; soprattutto nessuno di questi monoclonali è (purtroppo) diretto contro Covid-19. Quindi se gli anticorpi monoclonali contro Covid-19 si dimostreranno utili, io (così come Pomona Ricerca), non ne trarrò alcun beneficio economico’. ‘Se il plasma funziona o se funzionano gli anticorpi monoclonali contro Covid-19, se servono le mascherine o non servono, se si usano o non si usano i disinfettanti o i farmaci, a me non cambia niente dal punto di vista economico’, sottolinea Burioni. ‘Immaginare il plasma come alternativo agli anticorpi monoclonali vuole dire non sapere di cosa si parla’. Sui vaccini , Burioni spiega che la relazione con la Fondazione Lorenzini ‘si è concretizzata nella collaborazione per la stesura di un quaderno sulla esitazione vaccinale uscito con il Sole 24 ore scritto insieme a una serie di autorevoli colleghi per la quale ho emesso regolare fattura di 1500 euro’. ‘Immaginare – aggiunge – che questo costituisca conflitto di interesse richiede uno sforzo notevole di immaginazione’. Burioni sostiene che quelle del servizio sono ‘ bugie evidenti ‘. ‘Questa volta si è passato il segno’, scrive, sottolineando di essersi rivolto a un legale per far valere le sue ragioni. ‘Spero che questo trattamento, fatto di bugie e di insinuazioni, sia di monito a qualunque scienziato voglia nel futuro impegnarsi a informare correttamente le persone’, conclude. ‘Non vi dico a presto perché a presto non sarà. State attenti e prendete ancora le precauzioni. L’ epidemia sta passando ma meglio riprendere la nostra vita normale con prudenza ancora per qualche settimana’. Leggi anche : 1. L’ Oms ritratta: ‘Gli asintomatici possono trasmettere il Coronavirus’ /2. Burioni, Capua & Co: quanto guadagnano i virologi per le varie ospitate in tv CORONAVIRUS ULTIME NOTIZIE: TUTTI I NUMERI TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SUL CORONAVIRUS IN ITALIA E NEL MONDO Potrebbero interessarti Torino, uomo impiccato a un albero nel cortile della scuola L’ Oms ritratta: “Gli asintomatici trasmettono il Coronavirus” Mancata zona rossa, partono le denunce dei familiari delle vittime. L’ avvocato a TPI: “Chiediamo giustizia”
anna ditta

corrieredelmezzogiorno.it, 10/06/2020 10:37
il caso
Paul McCartney sui live annullati: «Voucher scandalosi restituite soldi». Il ministro Franceschini: ha ragione
cancellate due date in italia: «fortemente in disaccordo col governo italiano e assomusica. è un insulto ai fan». e il ministro nel pomeriggio media con gli organizzatori degli eventi annullati
No ai voucher, sì al rimborso dei soldi dei biglietti. La polemica montata in Italia da alcune settimane sulla politica seguita per i concerti annullati a causa dell’ emergenza sanitaria è arrivata anche alle orecchie di Paul McCartney e l’ ha spinto a prendere una netta posizione. Proprio oggi, nel giorno in cui avrebbe dovuto suonare in piazza del Plebiscito a Napoli: «È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi indietro. Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo. Siamo fortemente in disaccordo con ciò che il governo italiano e Assomusica hanno fatto», ha scritto il musicista su facebook con un post in lingua italiana. McCartney , a causa della pandemia, ha dovuto cancellare il suo tour estivo, che avrebbe fatto tappa il 10 giugno a Napoli, appunto, e il 13 giugno al Lucca Summer Festival. . L’ organizzatore italiano dei nostri spettacoli ed i legislatori italiani devono fare la cosa giusta in questo caso – aggiunge la rockstar planetaria -. Siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo è un vero insulto per i fan». «il 7 maggio 2020 è stato annunciato che, a causa del Covid-19, il tour estivo sarebbe stato cancellato. A differenza degli altri Paesi che Paul e la sua band avrebbero dovuto visitare tra maggio e giugno, il governo italiano, su indicazione di Assomusica (l’ Associazione italiana di promotori di musica dal vivo) ha approvato un decreto che autorizza i possessori dei biglietti precedentemente acquistati per gli spettacoli dal vivo ad avere un voucher di pari valore a quello del biglietto, permettendo così ai promoter locali di trattenere i soldi delle vendite». Ma, è scritto ancora, «i fan hanno pagato per vedere un preciso spettacolo, non altri dello stesso promoter». «È evidente che la ratio della norma è che il voucher valga solo per un concerto dello stesso artista e che se questo non si terrà lo spettatore avrà diritto al rimborso. Il Parlamento credo potrà intervenire in conversione per togliere ogni dubbio interpretativo sulla norma». L’ intervento di Franceschini era stato chiesto anche dalle associazioni dei consumatori che avevano accolto con favore la presa di posizione di McCartney (da Codacons a Unc, passando per Aduc e Federconsumatori). E se da una parte il governo prova a mediare, dall’ altro chi non l’ ha presa bene è Assomusica, che rimanda al mittente ogni accusa. «Paul McCartney ha sbagliato obiettivo – dice il presidente Vincenzo Spera, scaricando sul cantante inglese le responsabilità -. È lui che ha annullato il tour, sapendo quale fosse la situazione in Italia e quali sarebbero state le conseguenze della decisione di non riprogrammare le date nel nostro Paese in un altro momento. Non accetto lezioni. Se teneva al suo pubblico avrebbe potuto accettare la richiesta di una nuova data, come sta facendo il 99% degli artisti». Assomusica ribatte anche all’ accusa di aver in qualche modo «condizionato» il governo sulla scelta dei voucher. «Falso. È lo Stato a decidere in autonomia le leggi più opportune. E poi la norma non è stata fatta per Assomusica ma per il settore del turismo, per i musei, per gli spettacoli dal vivo in generale. Per evitare il collasso». : «Crediamo che il governo abbia identificato nel voucher lo strumento che garantisse il corretto bilanciamento tra la legittima delusione del fan che non potrà assistere ad un determinato concerto e l’ esigenza vitale di sostenere l’ intera filiera dello spettacolo. Comprendiamo pienamente l’ amarezza dell’ artista che teneva a questi due concerti che avrebbero segnato il suo ritorno in Italia così come comprendiamo il dispiacere di fronte al disagio che i fans dovranno sostenere non ricevendo un rimborso diretto». La società, però, precisa che «questa formula di rimborso è una misura straordinaria di cui lo staff di McCartney era perfettamente a conoscenza e che è stata istituita dal governo per far fronte a una crisi senza precedenti che rischia di dare un colpo fatale all’ industria della musica dal vivo e ai circa 400.000 lavoratori che ne fanno parte e che rischiano di non poter lavorare per un anno». D’ Alessandro e Galli aggiungono infine che «per ridurre al massimo il disagio degli spettatori» sono impegnati a recuperare quasi tutti gli spettacoli programmati per il 2020 e stanno «lavorando per aggiungerne altri per offrire la più ampia scelta a coloro che dovranno spendere il voucher».
chiara marasca, luca marconi

Ansa, 10/06/2020 10:08
McCartney attacca sui voucher, Franceschini media
sir paul, “è uno scandalo”. il ministro, “il parlamento chiarirà”
Gioco, partita, incontro. Paul McCartney può dirsi soddisfatto. Nel giorno che lo avrebbe dovuto vedere sul palco in piazza del Plebiscito a Napoli per il primo dei suoi due concerti italiani (il secondo era in programma il 13 giugno al Lucca Summer Festival) – cancellati per il coronavirus e che non è stato possibile riprogrammare -, Sir Paul, in un lungo post pubblicato di prima mattina in italiano sulla sua pagina Facebook, ha puntato il dito contro i voucher, la misura adottata in sostituzione del rimborso in denaro per gli eventi annullati, e contro il governo italiano e Assomusica. E il ministro Franceschini, nel tardo pomeriggio, gli dà ragione. “È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi. Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo – è la netta posizione presa dell’ ex Beatle -. Siamo fortemente in disaccordo con ciò che il governo italiano e Assomusica hanno fatto. Siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo è un vero insulto per i fan”. Un attacco frontale, che però raggiunge lo scopo. Dopo una giornata sui social di plauso per il baronetto, il ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo arriva a smorzare toni e polemica. “E’ evidente che la ratio della norma è che il voucher valga solo per un concerto dello stesso artista e che se questo non si terrà lo spettatore avrà diritto al rimborso. Il Parlamento credo potrà intervenire in conversione per togliere ogni dubbio interpretativo sulla norma”. L’ intervento di Franceschini era stato chiesto anche dalle associazioni dei consumatori che avevano accolto con favore la presa di posizione di McCartney (da Codacons a Unc, passando per Aduc e Federconsumatori). Si era detto d’ accordo sulla restituzione dei soldi anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. E se da una parte il governo prova a mediare, dall’ altro chi non l’ ha presa bene è Assomusica, che rimanda al mittente ogni accusa. “Paul McCartney ha sbagliato obiettivo – dice il presidente Vincenzo Spera, scaricando sul cantante inglese le responsabilità -. E’ lui che ha annullato il tour, sapendo quale fosse la situazione in Italia e quali sarebbero state le conseguenze della decisione di non riprogrammare le date nel nostro Paese in un altro momento. Non accetto lezioni da lui. Se teneva al suo pubblico avrebbe potuto accettare la richiesta di una nuova data, come sta facendo il 99% degli artisti”. Assomusica ribatte anche all’ accusa di aver in qualche modo “condizionato” il governo sulla scelta dei voucher. “Falso. E’ lo Stato a decidere in autonomia le leggi più opportune. E poi la norma non è stata fatta per Assomusica ma per il settore del turismo, per i musei, per gli spettacoli dal vivo in generale. Per evitare il collasso”. D’ Alessandro e Galli, la società organizzatrice dei concerti di Paul McCartney in Italia, nonostante dichiari di comprendere “l’ amarezza dell’ artista e il suo dispiacere”, allo stesso tempo ritiene “che il governo abbia identificato nel voucher lo strumento che garantisse il corretto bilanciamento tra la legittima delusione del fan che non potrà assistere ad un determinato concerto e l’ esigenza vitale di sostenere l’ intera filiera dello spettacolo”. Anche gli organizzatori, poi, ribadiscono che “lo staff di Paul McCartney era perfettamente a conoscenza da prima della cancellazione” della formula di rimborso sotto forma di voucher, “istituita dal governo italiano per far fronte a una crisi senza precedenti che rischiava di dare un colpo fatale all’ industria della musica dal vivo e ai circa 400.000 lavoratori che ne fanno parte”.

liberoQuotidiano.it, 10/06/2020 09:53
Le Iene, Roberto Burioni e il conflitto d’ interesse: “Bugie evidenti, passato il segno. Il Codacons mi perseguita da anni”
10 giugno 2020 a a a “Un servizio de Le Iene ha scelto come fonte per crocifiggermi il Codacons, che da anni mi perseguita”. Roberto Burioni è costretto a ritardare la scomparsa dei media annunciata nei giorni scorsi: il virologo ha affidato a Facebook un lungo post in cui risponde alle accuse di conflitto di interesse per quanto riguarda il coronavirus . “Se il plasma funziona o se funzionano gli anticorpi monoclonali contro il Covid-19 – ha sottolineato Burioni – se servono le mascherine o no, se si usano o no i disinfettanti o i farmaci, a me non cambia niente dal punto di vista economico”. “Cosa non mi perdonano”. La rabbia di Roberto Burioni: “Perché dico addio alla tv” Per quanto riguarda la collaborazione sui vaccini con la Fondazione Lorenzini, il noto virologo marchigiano ha spiegato che si trattava di una “collaborazione per la stesura di un quaderno sull’ esito vaccinale uscito con il Sole 24 Ore e scritto insieme a una serie di autorevoli colleghi, per la quale ho emesso regolare fattura di 1500 euro”. Quindi per Burioni parlare di conflitto di interesse su questo tema “richiede uno sforzo notevole di immaginazione”. Per il virologo “questa volta si è passato il segno” e non è finita qui: “Queste sono le bugie più evidenti che ho sentito. Per le altre datemi tempo di risentire questo servizio insieme al mio legale. Spero che questo trattamento – è la chiosa di Burioni – fatto di bugie e di insinuazioni, sia di monito a qualunque scienziato voglia nel futuro impegnarsi a informare correttamente le persone”.
andrea tempestini

Giornalettismo, 10/06/2020 09:49
Le Iene, il ‘conflitto d’ interessi’ di Burioni e la replica del virologo
conflitto d’ interessi burioni, la versione de le iene
Dopo le polemiche suscitate dal servizio mandato in onda su Italia 1, ecco la risposta alle accuse Le Iene ammiccano a un presunto conflitto d’ interessi Burioni Lui replica attraverso i social Il servizio mandato in onda martedì sera su Italia 1 da Le Iene ha provocato molte reazioni. Si ammiccava, infatti, a un presunto conflitto d’ interessi che vedrebbe come protagonista Roberto Burioni. Si è parlato dei suoi studi sugli anticorpi monoclonali, di vaccini, di terapia al plasma iperimmune e di quelle sue consulenze per aziende impegnate proprio nella diffusione di prodotti come vaccini e altri prodotti medici. Secondo la trasmissione, che ha visto la partecipazione attiva del presidente del Codacons Carlo Rienzi, si configurerebbe un conflitto d’ interessi Burioni , ma il virologo – con un post su Facebook – rompe il silenzio stampa e dà la sua versione dei fatti. LEGGI ANCHE Burioni lascia tv e media fino all’ autunno: «Mai stato tra i 10 più presenti tra marzo e aprile» Nel servizio realizzato da Alessandro Politi vengono mandate in onda alcune considerazioni fatte pubblicamente da Roberto Burioni – anche in tv – su un possibile rimedio contro il Coronavirus: gli anticorpi monoclonali . Il virologo e immunologo studia queste soluzioni da anni e non solo da quando è iniziata l’ emergenza Coronavirus in Italia. Si tratta di prodotti sintetici che, dunque, sono realizzati in laboratorio. Tutto ciò, nel servizio de Le Iene, viene messo in contrapposizione con la cura al plasma iperimmune su cui Burioni ha espresso più volte le sue perplessità. Conflitto d’ interessi Burioni, la versione de Le Iene Nel resto del servizio, che potete trovare a questo link sul sito ufficiale de Le Iene , si parla di questo presunto conflitto d’ interessi Burioni anche per quel che riguarda alcuni sui interventi in forum organizzati da case farmaceutiche che producono vaccini, ma anche delle sue consulenze per alcune aziende che studiano e trattano anticorpi monoclonali o altri possibili rimedi per il Coronavirus. L’ accusa principale del servizio – occorre sottolinearlo – non è sulla veridicità delle affermazioni pubbliche fatte dal virologo, ma sul presunto conflitto d’ interessi che maturerebbe in quanto facente parte di alcune aziende (nel ruolo di consulente). A questi attacchi, Burioni ha risposto su Facebook. La replica del virologo « Non ho alcun conflitto di interesse per quanto riguarda Covid-19. Il servizio delle Iene ha scelto come fonte per crocifiggermi il Codacons, che da anni mi perseguita – scrive Roberto Burioni sui social -. Produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà. Nessuno di questi anticorpi monoclonali è in commercio (sono tutti in una fase molto precoce di sviluppo) e non lo saranno ancora per almeno 10 anni; soprattutto nessuno di questi monoclonali è (purtroppo) diretto contro Covid-19. Quindi se gli anticorpi monoclonali contro Covid-19 si dimostreranno utili, io (così come Pomona Ricerca), non ne trarrò alcun beneficio economico». Alla fine, Burioni annuncia anche il ricorso al suo legale per tutelarsi. (foto di copertina: da Le Iene) TAG: Le Iene , Roberto Burioni Il virologo Silvestri mette in guardia sui numeri: «La discesa del virus rallenta, attenzione nei prossimi giorni» L’ imbarazzante domanda di Salvini a Floris: «Posso, mentre parlo con una signora, abbassarmi la mascherina? No?»

panorama.it, 10/06/2020 09:16
Le class action italiane contro la Cina per il Covid-19
x factor 2020: rivoluzione in giuria, ci sono emma marrone e mika “fai piano che ci scoprono”, i cani quando pensano di non essere visti giudici sì, ma imparziali sciascia e la classificazione degli emendamenti al decreto rilancio cosa ci insegna il coronavirus – impatto sull’ organizzazione i compiti per settembre i più letti abbiamo comprato il test rapido per il covid-19 (anche se non si sa se funzioni) chiuse le fabbriche e le attività produttive non «necessarie» coronavirus, come e quando finirà in italia coronavirus, la mappa in tempo reale del contagio chi sono le “sardine”: storia di un movimento e del suo nome
Il coronavirus allenta la presa e, mentre i mercati americani accusano il colpo e quello cinese si concentra sulla ripresa, covano recriminazioni sempre più radicate per la lentezza delle comunicazioni del rischio e le negligenze nella gestione dell’ epidemia del governo cinese che nega ogni accusa. Sotto la spinta del presidente Trump che a testa bassa si è scagliato contro Cina e OMS, i primi ad agire sono stati gli Stati Uniti. Dopo la costituzione civile del Missuouri altri governatori hanno deciso di seguire l’ esempio incardinando cause contro il Governo Cinese e il laboratorio di Wuhan. Sul territorio americano sono nate almeno quattro class action federali (azioni collettive a tutela dei consumatori) a disposizione delle imprese danneggiate dall’ epidemia e, dopo i raggruppanti delle ricche imprese della Florida, i collettivi di cittadini sono spuntati un po’ ovunque, come funghi dopo una pioggia. Ben presto il fenomeno è dilagato creando il particolare e raro caso di global lawsuit (causa globale) che oggi contempla una varia umanità e non sembra diminuire. Procedimenti contro la Cina sono stati avviati in Canada, Australia, Regno Unito, Paesi Bassi, Germania e, naturalmente, anche in Italia. Sono principalmente azioni risarcitorie che interessano il settore viaggi, assicurazioni, appalti pubblici, assistenza, beni di consumo. Prese singolarmente sono di scarso valore, ma se proposte collettivamente possono avere un impatto economico significativo. Per fare un esempio, il 24 marzo, l’ avvocato Larry Klayman ha presentato una denuncia al tribunale federale del Texas chiedendo al Governo cinese ben 20 trilioni di dollari di risarcimento e, il 4 aprile, il think-tank britannico Henry Jackson Society ha depositato una istanza per 351 bilioni di pounds. Si è anche andati oltre. In India, la All India Bar Association ha addirittura presentato una denuncia al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite “per gravi crimini contro l’ Umanità” causati dal comportamento reticente di Pechino nelle fasi iniziali dell’ epidemia senza indicare cifre. In Italia la situazione è moderata per la diversità del nostro ordinamento, del contesto sociale e, non da ultimo, per la mancanza di incentivi per promuovere l’ azione come il litigation funding (ossia il finanziamento dei contenziosi da parte di fondi specializzati) molto sviluppato in Usa, Canada e Australia. Va detto che nel nostro paese le iniziative legali collettive andate a buon fine sono davvero poche e la maggior parte sono state ritenute inammissibili morendo sul nascere. Nel merito era stata varata una riforma nel 2019 che sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2020 ma che il Decreto Milleproroghe ha rinviato a novembre, poi si vedrà. Intanto, qualcuno si sta comunque muovendo. Il Codacons, insieme allo studio legale americano Kenneth B. Moll (leader statunitense nelle class action) ha deciso di approfondire le eventuali responsabilità della Cina nella diffusione della pandemia e sta raccogliendo adesioni per avviare un’ azione di risarcimento danni di tutti i cittadini italiani danneggiati a cui ci si può iscrivere (https://codacons.it/risarcimento-cina). Sulla stessa linea si muove l’ OnEurope Onlus che presenta la class action sul proprio sito (www.covid19classaction.it). Intanto una nota società torinese di trasporti su gomma si è affidata gli avvocati Alex Gilardini e Francesco Currò per seguire l’ esempio dello studio legale statunitense Berman Law Group contro il Governo Cinese e il laboratorio di Wuhan. Anche per il famoso Hotel de la Poste di Cortina l’ avvocato Marco Vignola ha presentato un atto d’ accusa contro il Ministero della Sanità della Repubblica Cinese davanti al tribunale di Belluno per allarme non tempestivo e per non aver posto in essere i dovuti provvedimenti negli scali aeroportuali in partenza dalla Cina, causando danni al turismo e impedendo allo Stato Italiano una tempestiva assunzione dei provvedimenti sanitari.Gli atti che si stanno moltiplicando nel mondo stilano tutta una serie di prove principalmente ricavate da indagini militari e di intelligence, alcune affidando incarichi di approfondimento a prestigiosi centri di ricerca. Mentre il Governo cinese rigetta ufficialmente ogni accusa, ci si muove sul campo delle supposizioni e delle correlazioni, talvolta con toni vagamente spinti sul complottismo noir per quanto lo permetta un atto legale. Una freccia in più all’ arco dei pool internazionali è stata offerta di recente dallo studio della Harvard Medical School, sottoscritto dall’ University of Public Health di Boston e dal Boston Children’ s Hospital, che da mesi analizzava le immagini satellitari di Whuan e della provincia di Hubei per trovare dissonanze. La ricerca, pubblicata da The Guardian, tende a dimostrare che l’ emergenza coronavirus sarebbe iniziata alcuni mesi prima della comunicazione del coronavirus a fine dicembre e non dal mercato di pesce di Wuhan. I fotogrammi satellitari dimostrano, infatti, un intensificarsi del traffico verso la città e nei parcheggi dei suoi ospedali tra settembre e ottobre 2019 che va oltre i normali parametri e in crescendo. Anche se il fatto non determina un collegamento diretto con la malattia, il dato crea comunque un nuovo tassello nei dossier che, secondo la CNN, l’ investigazione internazionale e la CIA stanno raccogliendo dopo le ammissioni a mezza bocca fatte delle autorità cinesi e la tragica vicenda di Li Wenliang, l’ oftalmologo di Wuhan redarguito dalla polizia per aver lanciato l’ allarme (in chat con altri colleghi) sulla diffusione di una “misteriosa polmonite” con già sette pazienti gravi in isolamento nel suo ospedale. La chat fu oscurata dalle autorità cinesi per “grave disturbo all’ ordine sociale” e il dottore interrogato e ammonito dalla polizia. Il 7 febbraio a 33 anni morì per le complicazioni provocate dal Covid 19 e il 2 aprile dichiarato eroe nazionale: il più grande paradosso di questa pandemia.Il fenomeno, seppur con poche speranze secondo gli esperti di diritto (per di più contro un paese non proprio così aperto neppure alle recriminazioni interne figurarsi a quelle straniere), mette il dito nella piaga, riportando a un interesse collettivo quello che inizialmente era stato posto come problema prettamente politico con i risvolti tipici dell’ humus dei servizi segreti internazionali. Nei fatti questi atti legali, con le loro dettagliati descrizioni, permettono di fare il punto sullo sviluppo temporale dei fatti togliendo quella patina di complottismo e conducendo sul terreno più solido della concorrenza dei mercati e del richiamo alla responsabilità delle Nazioni. Semmai non si ottenessero risultati, con il loro valore dimostrativo e simbolico perlomeno avranno il pregio di contribuire alla cooperazione e alla tutela della collettività globale da azioni, volontarie o involontarie che siano, che si creano all’ interno degli stati sovrani.

(Sito) Adnkronos, 10/06/2020 08:45
Burioni: “Le Iene mi crocifiggono, si è passato il segno”
” Non ho alcun conflitto di interesse per quanto riguarda Covid-19 “. Inizia così un lungo post su Facebook di Roberto Burioni in risposta a ” un servizio delle Iene che ha scelto come fonte per crocifiggermi il Codacons, che da anni mi perseguita “. Il virologo, che nei giorni scorsi aveva annunciato il suo silenzio stampa , ora si dice “costretto a ritardare la mia scomparsa dai media e dai social per fornire alcune precisazioni”. La prima riguarda il suo presunto conflitto di interessi in merito agli anticorpi monoclonali come possibile soluzione contro il Coronavirus. “Produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà”, spiega Burioni rispondendo a Le Iene. “La gran parte sono di Pomona Ricerca, una azienda con la quale collaboro proficuamente da molti anni e della quale sono da molti anni consulente scientifico. Ovvio che qualunque opportunità di collaborazione scientifica venga rimandata alla mia valutazione. Nessuno di questi anticorpi monoclonali è in commercio (sono tutti in una fase molto precoce di sviluppo) e non lo saranno ancora per almeno 10 anni; soprattutto nessuno di questi monoclonali è (purtroppo) diretto contro Covid-19. Quindi se gli anticorpi monoclonali contro Covid-19 si dimostreranno utili, io (così come Pomona Ricerca), non ne trarrò alcun beneficio economico”. “Non ho nessun conflitto di interesse”, dice a riguardo Burioni, sottolineando che “se il plasma funziona o se funzionano gli anticorpi monoclonali contro Covid-19, se servono le mascherine o non servono, se si usano o non si usano i disinfettanti o i farmaci, a me non cambia niente dal punto di vista economico”. Inoltre, secondo il virologo ” immaginare il plasma come alternativo agli anticorpi monoclonali vuole dire non sapere di cosa si parla “. Per quanto riguarda la collaborazione con la Fondazione Lorenzini riguardo ai vaccini, Burioni spiega che “si è concretizzata nella collaborazione per la stesura di un quaderno sulla esitazione vaccinale uscito con il Sole 24 ore scritto insieme a una serie di autorevoli colleghi per la quale ho emesso regolare fattura di 1500 euro”. “Immaginare -aggiunge- che questo costituisca conflitto di interesse richiede uno sforzo notevole di immaginazione”. “Queste -dice ancora- sono le bugie più evidenti che ho sentito. Per le altre datemi tempo di risentire questo servizio insieme al mio legale, perché questa volta si è passato il segno “. “Spero che questo trattamento, fatto di bugie e di insinuazioni, sia di monito a qualunque scienziato voglia nel futuro impegnarsi a informare correttamente le persone”, è il messaggio di Burioni, che poi conclude: “Non vi dico a presto perché a presto non sarà. State attenti e prendete ancora le precauzioni. L’ epidemia sta passando ma meglio riprendere la nostra vita normale con prudenza ancora per qualche settimana”. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

Quotidiano di Bari, 10/06/2020 07:16
{ spese pazze } nella nostra regione 1.996 euro al mese contro i 2.992 del trentino alto adige
Puglia fanalino di coda per la spesa mensile e senza Sars-Cov2
Sempre più parchi nelle spese, quasi tirchi in Puglia: i dati forniti oggi dall’ Istat circa i consumi delle famiglie italiane nel 2019 attestano come le disuguaglianze sociali ed economiche siano ancora molto forti in Italia, con le famiglie del nord sensibilmente più ricche rispetto a quelle del sud. E una spesa media profondamente diversa, come afferma il Codacons, commentando i dati dell’ istituto di statistica. “Il divario Nord -Sud sul fronte dei consumi resta ancora altissimo – spiega il presidente Carlo Rienzi – con una famiglia residente in Trentino Alto Adige che spende mediamente al mese il 49,9% in più rispetto allo stesso nucleo che vive in Puglia o in Calabria, 2.992 euro contro i 1.996 euro della Puglia e i 1.998 euro della Calabria. Differenza che raggiunge il record del +76% se si confronta la spesa di una famiglia di Bolzano (3.517 euro) con quella di una residente in Puglia”. Dati che dimostrano come l’ Italia viaggi ancora a due velocità, e le condizioni sociali ed economiche del Mezzogiorno influiscano in modo eviden l’ Osservatorio economico aveva messo in guardia facendo i conti in tasca ai cittadini di Puglia. Che ogni mese, in media, spendevano già nel 2017/2018 circa 525 euro per gli alimenti, le bevande (analcoliche o alcoliche) e le sigarette contro una rispetto alla media nazionale di 33 euro. Stesso discorso per la cultura e gli spettacoli (83 euro di media, al mese, contro i 130 siderato che dalle nostre parti ci sono ben 276 prodotti agroalimentari tradizionali riconosciuti ed inseriti nell’ apposito elenco ministeriale. Tuttavia la disponibilità economica dei pugliesi risulta ancora oggi inferiore alla media nazionale e la differenza di circa 400/500 euro al mese in meno non è legata ad una maggiore propensione al risparmio, quanto a un reddito certo, che in Puglia rimane ancora una specie di privilegio. E senza tirare in ballo Covid e pandemie, che nei periodi presi in considerazione dall’ istituto statistico nazionale era roba da romanzaccio di fantascienza da serie B…

Quotidiano di Sicilia, 10/06/2020 06:31
le stime delle associazioni dei consumatori non collimano: la forbice resta molto ampia
Vacanze al mare col “rebus” aumenti
l’ ircaf parla di incrementi di prezzo molto contenuti, per codacons +20%; via di mezzo unc: +10%
PALERMO – L’ estate è ormai in arrivo, la fase 3 dell’ emergenza covid è ufficialmente iniziata, e quindi è il momento di ripensare al turismo e quale sia il modo opportuno per fare ripartire il settore. E il nodo fondamentale, oltre alla gestione delle condizioni sanitarie per evitare che aumentino i numeri del contagio, rimane il prezzo. Secondo una stima dell’ Ircaf (Istituto ricerche sul consumo ambiente e formazione) solo il 20% degli stabilimenti aumenterà i prezzi rispetto all’ estate 2019. L’ indagine dell’ Ircaf ha fissato a 20,93 euro la spesa di una giornata in spiaggia, quarta fila, con due sdraio e un ombrellone. L’ anno scorso il costo medio si fermava a 40 centesimi in meno, 20,5 euro. parte c’ è anche l’ obbligo di non esagerare con le cifre per non rendere la vacanza impossibile per il portafogli di molti. Anche a coloro che potranno usufruire del bonus da 500 euro, per qualcuno sarebbe stata la panacea di tutti i mali, per altri era troppo basso, per l’ antitrust addirittura inapplicabile. Non tutti sono d’ accordo con quanto dichiarato dall’ Ircaf: secondo il Coda cons le vacanze costeranno dal 18 al 20% in più. Rientreranno in questo aumento dei prezzi numerosi servizi: noleggio di sdraio, lettini, ombrelloni, parcheggi auto, cibi, bevande e tutti i servizi offerti dagli stabilimenti balneari. Tutto il problema prezzo è legato alla necessità di assicurare 12 metri quadri per postazione, per cui i posti si ridurranno drasticamente; dall’ altra – testate Quotidiano di Sicilia e Sicilia Imprenditoriale – software prodotti in house: Soges IV (Software gestione soggetti) (registrazione S.I.A.E. del 01/12/2016 n. D010214), Sint (registrazione S.I.A.E. del 27/03/2007 n. D005570), Repository (registrazione S.I.A.E. del 01/12/2016 n. D010213). 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Iscrizione al Roc . 6590 L’ aumento sarebbe legato alla necessità di coprire le perdite, legate alla diluizione della clientela, soprattutto se si pensa a quella proveniente dall’ estero, che dovrà sottostare a ingressi contingentati negli aerei e a una parziale apertura delle frontiere. Così, una vacanza di 10 giorni arriverebbe a costare complessivamente per l’ appunto tra il 18 e il 20% in più rispetto allo scorso anno. Una percentuale che, tra l’ altro, tiene conto del bonus vacanze, il contributo statale da 500 euro per le famiglie composte da 3 o più soggetti, 300 per le famiglie di due persone e 150 per le famiglie mononucleo. Dal Codacons spiegano, poi, che l’ aumento riguarderà anche ristoranti e trasporti, non solo gli stabilimenti balneari: “Aparte il fatto che dal bonus è escluso chi prenota attraverso le piattaforme online, e si tratta della maggior parte dei clienti, il bonus è più che compensato dai rincari dell’ 8% che stimiamo nelle strutture ricettive. A ciò si aggiunge un +9% stimato nei ristoranti, +15% del trasporto aereo e +12% di traghetti e navi. Senza contare che sappiamo con assoluta certezza che gli stabilimenti balneari aumenteranno i prezzi”. Ancora diverse le proiezioni proposte dall’ Unione nazionale consumatori calcola un aumento dei prezzi, anche se è più ottimista. Secondo Ancora diverse le proiezioni proposte dall’ Unione nazionale consumatori calcola un aumento dei prezzi, anche se è più ottimista. Secondo ROMA – Qualche specialista lo aveva previsto: dopo due mesi in quarantena torna a farsi largo l’ esigenza di benessere e bellezza. Tra chi si vede stanca ed invecchiata e chi sente l’ urgenza di un restyling, nel post lockdown sono tantissime le donne a tornare sul lettino del chirurgo: ritocchi e mini -ritocchi a viso e collo gli interventi più richiesti, tanto più che questa volta per nascondere bendaggi e punti di sutura ad accorrere in aiuto è proprio l’ utilizzo della mascherina. “Moltissime donne stanno manifestando il desiderio di vedersi più giovani e belle, soprattutto dopo un periodo così faticoso dal punto di vista fisico e psichico come il lockdown”, ha spiegato Daniele Spirito, chirurgo plastico di Roma e docente presso la cattedra di Chirurgia plastica dell’ Università di Milano. l’ Unione i prezzi aumenteranno del 10%. Il presidente Massimiliano Dona ha affermato: “Il rischio è che i maggiori costi di gestione legati al Covid, come le spese di sanificazione, i mancati guadagni durante il lockdown e i minori ricavi dovuti al distanziamento sociale, siano trasferiti sui futuri clienti. Sarebbe un errore, considerato che anche le famiglie attraversano un momento di difficoltà e che, quindi, andrebbero invogliate a spendere con sconti, non certo con rialzi dei prezzi, per quanto giustificati”. Se si decidesse comunque di ritoccare i prezzi, secondo l’ Unione, la spesa media giornaliera pro capite per una vacanza trascorsa in Italia, in esercizi ricettivi (alberghieri e extra -alberghieri), per il trimestre luglio settembre, passerà da 74 ad 81 euro, con un rialzo di 7 euro al giorno e un incremento percentuale di circa il 9,5%. La spesa media giornaliera pro capite per una vacanza trascorsa in esercizi alberghieri, per il trimestre luglio settembre, passerà invece da 97 ad 107 euro, con un rialzo di 10 euro al giorno e un incremento percentuale del 10,3%.

Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 10/06/2020 06:12
Rimborsi ai consiglieri, caccia ai condizionamenti
Antonella Scalzi Trentadue consiglieri, ma quella dei rimborsi erogati nella consiliatura 2012 – 2017 è una torta divisa in 14 fette che a Palazzo de Nobili è costata quasi 627mila euro. Nessun banco sbancato dai gettoni di presenza perché stavolta le commissioni non c’ entrano. La Procura guarda ad altro, ma i conti della democrazia catanzarese ne risentono. Ammonta a ben 123mila euro, ad esempio, la somma rimborsata al datore di lavoro di un solo consigliere. A fare la parte da leone è stato Jonny Corsi e a tenergli compagnia c’ è Tommaso Brutto. Il consigliere passato alla cronaca come il meno presente in aula è al secondo posto di un podio poco ambìto con quasi 104mila euro. Sullo sfondo una partita bipartisan perché, sforando di poco gli 89mila euro in quattro anni, al terzo posto si piazza Roberto Guerriero mentre la spesa rendicontata per i rimborsi triennali che riguardano il consigliere Sergio Costanzo è di oltre 65 mila euro. Anni e importi messi nero su bianco nelle introvabili determine ora agguantate dal Codacons delineano una partita a ping pong tra centrodestra e centrosinistra, che vede in campo anche Andrea Amendola. Per l’ attuale capogruppo di Obiettivo Comune, dal 2015 al 2017, sono stati rimborsati oltre 43mila euro. Quasi duemila euro in meno sono stati sborsati per l’ ex consigliere dei Socialisti per l’ Ulivo, Andrea Ranieri. Lui, come l’ attuale presidente della commissione Bilancio, in classifica c’ è finito per il 2012. E se la somma che riguarda Giuliano Renda ammonta a 37.655 euro, nel 2012 anche l’ ex consigliere Benedetto Cassala ha sfiorato i 30mila euro di rimborso. Volti ancora in pista e uomini non più titolari di uno scranno si alternano così fino ad arrivare all’ attuale presidente del Consiglio comunale. Con 27.401 euro Marco Polimeni non sfugge alla dura legge dei numeri, ma “delude” chi per lui immaginava cifre ben più alte. Nessuno scandalo ai piani alti dell’ aula, insomma. Anzi, con quasi 25mila euro è tallonato da Danilo Sergi. L’ alternanza quasi perfetta tra schieramenti fa posto anche a Vincenzo Capellupo. L’ ex delfino di Salvatore Scalzo, dal 2015 al 2017, è entrato nell’ arena dei rimborsi con poco più di 17mila euro. L’ ultimo in doppia cifra è Eugenio Occhini con i suoi 11mila euro per due anni. In fondo alla griglia Fulvio Scarpino e Giuseppe Pisano che con cifre di poco superiori rispettivamente a 7 e 4mila euro chiudono il cerchio. La partita, però, è tutt’ altro che chiusa. Si cercano «verità scottanti» e i 117 euro spesi per visionare 450 pagine di documenti introvabili puntano a verificare «la trasparenza amministrativa nonché tutti i possibili condizionamenti subiti dall’ attività consiliare». Oltre 600mila eurola spesa sostenutadalle casse dell’ ente.

La Nuova Periferia, 10/06/2020 04:51
inchiesta Sono decine i fascicoli su cui lavorano gli inquirenti Le famiglie chiedono giustizia: quella Spoon River in Procura
La curva dei contagi continua a calare, malgrado l’ allentamento delle misure. La fase acuta dell’ emergenza Coronavirus sembra dunque essere ormai alle spalle. Su quanto accaduto in questi mesi, però, non si potrà certamente passare un rapido colpo di spugna. Troppi i decessi che si sono accumulati giorno dopo giorno. Troppa la sofferenza patita da chi ha visto andarsene i propri familiari per il virus. Gli occhi delle Procure di tutta Italia sono dunque puntati sul comparto sanitario nazionale, pubblico e privato. Si poteva fare di più? Quali sono stati gli eventuali errori? Per il territorio di competenza, toccherà alla Procura di Ivrea fare luce su quanto avvenuto in ospedali e RSA. Tanti i fascicoli aperti sulla scrivania del procuratore capo Giuseppe Ferrando, a cominciare da quelli per omicidio colposo che riguardano morti positivi al Covid in RSA, aperti in seguito alle denunce dei parenti delle vittime. Ovviamente, al momento non ci sono nomi sul registro degli indagati. Il compito tutt’ altro che semplice della Procura sarà quello di verificare la presenza di un’ eventuale responsabilità penale. Numerosi, inoltre, anche i fascicoli aperti per atti relativi, come quello nato dall’ esposto del Codacons, rivolto a tutte le procure del Paese. L’ associazione aveva invitato i magistrati eporediesi a indagare per «epidemia e omicidio plurimo doloso» in merito ai decessi di pazienti positivi al Coronavirus avvenuti nelle RSA del Canavese e del Chivassese. Una richiesta di chiarezza sulla totalità del fenomeno alla quale si aggiungono le singole indagini relative ad aspetti specifici della gestione dell’ epidemia. I Carabinieri del NAS, Nuclei Antisofisticazione e Sanità, sono entrati all’ interno di diverse strutture del territorio per acquisire informazioni e verificare che tutte le disposizioni venissero applicate nel modo corretto. Sono stati anche stilati dei resoconti statistici delle RSA del territorio di competenza. Sotto la lente d’ ingrandimento della Procura di Ivrea, inoltre, è finita anche la stessa ASL To 4: gli inquirenti dovranno stabilire se sono imputabili responsabilità all’ ente pubblico. In particolare, spiccano gli esposti dei sindacati dei medici e degli infermieri, che avevano lamentato condizioni di lavoro inaccettabili. Infine, anche l’ annosa questione relativa ai tamponi passerà al vaglio della giustizia italiana. In questo caso, sarà compito della Guardia di Finanza stabilire con quali modalità i sospetti Covid venivano sottoposti all’ esame del tampone e, soprattutto, quali erano i criteri con i quali venivano disposti. Il mandato alle fiamme gialle è stato dato in accordo con la Procura di Torino. Tanti fascicoli e svariati filoni d’ inchiesta che saranno poi attentamente studiati dagli inquirenti. L’ obiettivo è quello di avere una visione il più possibile totale ed esaustiva della vicenda, senza tralasciare nessun particolare.

La Sicilia, 10/06/2020 04:34
Sicilia, turisti col cannocchiale dopo il lockdown anche per colpa del caro tariffe
gli operatori. «gli stranieri non verranno e con questi prezzi diciamo addio agli italiani»
Daniele DittaPalermo. In questa stagione estiva la Sicilia vedrà con il cannocchiale i turisti stranieri, mentre quelli italiani potrebbero orientarsi verso altre destinazioni. Uno dei motivi, forse il principale, è il costo elevato dei biglietti aerei. Il caro voli non è una novità per l’ Isola. Ora però, dopo l’ emergenza Coronavirus, la situazione è addirittura peggiorata. Un esempio? Un volo Roma-Catania può arrivare a costare anche 400 euro. Cifre che rendono meno appetibili le agevolazioni annunciate dall’ assessorato al Turismo per chi decide di trascorrere le vacanze in Sicilia, come i pernottamenti aggiuntivi in albergo a spese della Regione. Della serie prendi una camera per tre notti e ne paghi una. «L’ idea che i turisti italiani possano risolvere i problemi di chi lavora nella filiera del turismo è una chimera. Se poi ci aggiungiamo il costo esoso dei voli interni, la nostra regione sarà ancora una volta penalizzata» dice Dario Ferrante di Tour Plus Sicilia, secondo cui «il turismo nell’ Isola senza mercato estero non funziona».Parola di tour operator. Uno di quelli che da due decenni lavora nel cosiddetto incoming. Ferrante aggiunge un altro elemento: «Il nostro turismo è riuscito a crescere grazie alle tanto discusse compagnie aeree low cost. Fino a quando però si dovranno rispettare le norme sul distanziamento sociale, il turismo non potrà ripartire realmente. Se un aereo viaggia al 50% della propria capacità, in qualche modo deve compensare. Per questo le compagnie stanno aumentando i prezzi dei biglietti; contrariamente dovrebbero operare sotto costo. Lo stesso principio vale per i pullman a noleggio o i ristoranti».Secondo i dati elaborati dal Codacons, una vacanza di dieci giorni potrebbe arrivare a costare fino al 20% in più rispetto allo scorso anno, passando da una spesa a testa di 736 euro a 883 euro. Rincari che non risparmiano nessuna voce: si va da un rialzo medio del 9% per la ristorazione, dell’ 8% nelle strutture ricettive, del 15% per il trasporto aereo e del 12% per le navi. Riassumendo, sanificare e distanziare ha il suo costo. Per non parlare dei turisti che non arriveranno. I collegamenti con gli Stati Uniti, che solitamente movimentano un turismo di fascia alta per capacità di spesa e durata del soggiorno, sono sospesi. «I voli – azzarda Ferrante – forse verranno rispristinati tra settembre e ottobre». Hanno subito uno slittamento invece quelli da e per la Germania; mentre i charter dalla Francia inizieranno a volare a inizio luglio. Chi torna nel Regno Unito dopo una vacanza all’ estero, inoltre, viene sottoposto a quarantena. «E questo di per sé – spiega il General director e Ceo di Tour Plus Sicilia – scoraggia molti turisti». Ripiegare sui turisti italiani (che rappresentano il 50% delle presenze) e sul turismo di prossimità (gli stessi residenti in Sicilia) diventa così una scelta obbligata, che però «taglia fuori tutta la filiera degli operatori turistici: agenzie di viaggio, guide turistiche, noleggio con conducente, tour operator». Una convinzione, quella di Ferrante, sostenuta dall’ esperienza: «Gli italiani prenotano direttamente le strutture ricettive. A guadagnarci sarà solamente qualche albergo che potrà recuperare parte del fatturato che sembrava perduto». E allora quali dovrebbero essere le leve da muovere per dare ossigeno a un settore che prima del Covid stava trainando l’ economia siciliana? «C’ è voglia di ripartire, ma con regole certe. Più che incentivi con motivazioni economiche – è il parere di Ferrante – bisogna puntare sulla Sicilia come “destinazione sicura”, impostando la comunicazione sui pochi casi di Covid-19 sin qui registrati». Una risposta che marca la differenza con la strategia adottata sin qui dall’ assessorato regionale al Turismo. «In Spagna, Croazia e Grecia – conclude il Ceo di Tour Plus Sicilia – sono le compagnie aeree che stanno promuovendo le località turistiche per far ripartire la domanda, non gli enti pubblici o le Regioni. Da noi sta passando il messaggio che vogliamo quasi “comprare i turisti”, regalando le notti in hotel. Il problema maggiore è però che, a parte i proclami, niente è stato fatto. Il portale annunciato dalla Regione per usufruire delle notti gratis in hotel o dei servizi delle guide turistiche non è ancora attivo. E siamo a metà giugno».

La Sicilia (ed. Ragusa), 10/06/2020 04:34
Ponti, viadotti e gallerie saranno monitorati
l’ indagine. consegnati negli uffici del genio civile di ragusa i servizi di ingegneria destinati alle attività di ispezione delle strutture esistenti lungo le strade provinciali ricadenti nel territorio del libero consorzio
Carmelo Riccotti La RoccaSono stati consegnati lunedì scorso, negli uffici del Genio Civile di Ragusa, i servizi di ingegneria per il monitoraggio di ponti, viadotti e gallerie di competenza delle ex province delle Regioni e, nello specifico, riguardanti le strade provinciali ricadenti nel territorio del Libero Consorzio Comunale di Ragusa.A darne comunicazione è l’ ingegnere capo dell’ Ufficio del Genio Civile di Ragusa, Ignazio Pagano Mariano. Le attività di monitoraggio riguardano le operazioni di censimento ed ispezione delle strutture dei ponti esistenti, il rilievo dei dissesti e delle alterazioni, nonché la quantificazione numerica dei dati rilevati finalizzati a fasi successive di monitoraggio periodico e di interventi strutturali. Si tratta di un passo avanti di un iter partito con la firma di due protocolli d’ intesa, nel marzo di quest’ anno, tra l’ assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, e il Commissario del Libero Consorzio Salvatore Piazza.Tale protocollo costituisce strumento di concertazione finalizzato ad assicurare livelli di integrazione e coordinamento tra le funzioni amministrative dei due enti chiamati a svolgere l’ effettiva realizzazione delle attività di monitoraggio di ponti, viadotti e gallerie di competenza delle ex province siciliane. Il protocollo si muove nell’ ottica di conseguire obiettivi in comune nell’ interesse pubblico in modo da destinare parte delle risorse appostate su interventi in fase di stallo, al finanziamento delle attività di monitoraggio di ponti, viadotti e gallerie di competenza delle ex province della Regione ritenute indispensabili ai fini della sicurezza stradale. Insomma, molto spesso, anche da queste pagine, abbiamo denunciato la pericolosità di alcuni viadotti che ricadono sulle strade provinciali. Nell’ ottobre 2019 dei calcinacci, ad esempio, si staccarono dal secondo ponte di un cavalcavia di Pozzallo Nord, nella strada che collega la città marinara a Modica, nei pressi della zona industriale creando paura tra gli automobilisti.La stessa cosa era accaduta un anno prima tanto che il Codacons presentò un esposto presso la Procura della Repubblica perché indagasse per il reato di “attentato alla sicurezza dei trasporti”. Adesso, si spera che tutto possa migliorare.

La Stampa (ed. Savona), 10/06/2020 02:32
rimborsi per abbonamenti e biglietti
Tifosi ancora senza calcio Il Codacons: “Risarciteli”
Nell’ incertezza generale che avvolge il mondo del calcio, un capitolo a parte riguarda i tifosi e la quota di abbonamento non sfruttata a seguito della sospensione dei campionati a causa della pandemia. Mentre Serie A e B sembrano poter riprendere il loro percorso, e quindi Genoa, Sampdoria, Entella e Spezia torneranno a giocare (ma senza pubblico), sono stati cancellati i tornei dalla C alla Terza categoria. Per la Liguria di Ponente, però, la questione degli abbonamenti riguarda quasi esclusivamente le squadre che militano in serie D e in Eccellenza. A tale proposito, in favore degli appassionati di calcio liguri il Codacons ha lanciato una campagna per chiedere alle società sportive la restituzione di quanto pagato per biglietti e abbonamenti non usufruiti. «Gli utenti che hanno speso soldi per partite alle quali non potranno assistere devono ottenere la restituzione dei soldi versati – spiega il Codacons – e alcuni club si stanno muovendo, riconoscendo voucher o sconti sul prossimo campionato, ma molti tifosi stanno chiedendo il rimborso in denaro». Il modulo per chiedere la restituzione delle somme versate è pubblicato alla pagina https://codacons.it/calcio-coronavirus/ e, tramite esso, i titolari di abbonamenti allo stadio o biglietti per singole partite possono chiedere la restituzione integrale dei soldi versati, considerato che a fronte di un pagamento da parte dei consumatori non sarà resa la controprestazione oggetto del contratto. Una situazione analoga si riscontra anche nel caso di concerti e spettacoli rinviati al prossimo anno. Il Codacons offre inoltre informazioni e assistenza ai tifosi della Liguria attraverso un team di legali che risponde al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17.g.c. – © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Giornale del Piemonte e della Liguria, 10/06/2020 02:30
le cliniche odontoiatriche low cost potrebbero non riaprire
Codacons contro il rischio fallimento Dentix
Il Codacons scende in campo sul caso della Dentix, società che dispone di 57 cliniche odontoiatriche sparse in Italia e che, a quanto si apprende, potrebbe non riaprire le proprie filiali a causa della crisi che ha investito il gruppo spagnolo. «Stimiamo che i clienti italiani coinvolti nella crisi della Dentix siano tra i 6.000 e gli 8.000, cittadini che hanno già pagato prestazioni odontoiatriche o che hanno avviato finanziamenti pagando le prime rate, e che rischiano ora di non ricevere alcuna cura o trattamento – spiega il Co dacons – Per tale motivo e di fronte alla grande incertezza che regna sul caso, abbiamo deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Milano affinché apra una indagine alla lu ce della possibile fattispecie di truffa aggravata». L’ associazione scende inoltre in campo per aiutare i consumatori che hanno acceso finanziamenti e pagato rate a recuperare i soldi già versati: tutti gli interessati possono inviare una mail all’ indirizzo [email protected] o contattare i legali Coda cons al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17. Anche in Liguria esistono cliniche Dentix e ci sarebbero molte centinaia di pazienti che adesso rischiano di non veder riaprire le cliniche.

La Stampa, 10/06/2020 02:26
gli investigatori stanno ricostruendo la catena di responsabilità
Dramma Rsa, la stretta della procura Ora si indaga per epidemia colposa
quaranta fascicoli per le morti di covid. le mail dei sindaci: “la situazione degenera”
irene fama’ giuseppe legato Spunta anche il reato di epidemia colposa tra quelli ipotizzati dalla Procura di Torino in merito ai contagi e alle morti avvenute tra gli ospiti delle case di cura e delle Rsa del Torinese. Un’ ipotesi che, al momento, riguarderebbe una decina di fascicoli. Le strutture sanitarie finite sotto la lente dei magistrati del pool anti-Covid sono in tutto una quarantina. Perlopiù di tratta di fascicoli modello 45, ovvero senza indagati né ipotesi di reato. Per una decina di casi, però, i pubblici ministeri hanno optato per un cambio di registro a fronte di situazioni giudicate anomale. A iniziare dalla catena dei decessi: un centinaio. Gli inquirenti vogliono anche fare luce sulle misure di sicurezza adottate – che sembrerebbero essere state carenti – e sulle tempistiche dei trasferimenti dei malati in ospedale. Il caso più emblematico sarebbe quello della Villa San Giuseppe di Grugliasco, gestita da oltre mezzo secolo dalle Figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli. Nel momento di maggior allarme per il contagio da Covid19, tra aprile e marzo, in quella struttura si contarono oltre una trentina di decessi (undici in tre giorni). Un numero drammatico, che spinse sia il sindaco Roberto Montà che il direttore generale dell’ Asl To3 Flavio Boraso a presentare un esposto chiedendo l’ intervento dei carabinieri del Nas. La Procura ha poi aperto tre fascicoli, che riguardano tre residenze per anziani, in cui si ipotizzano i reati di omicidio colposo e lesioni. Gli investigatori stanno ancora ricostruendo la catena di responsabilità che ha portato al «disastro Rsa». A volerci vedere chiaro sulla gestione dell’ emergenza nelle case di riposo è anche la Procura di Ivrea. Numerosi i fascicoli aperti. Una ventina sono modello 45: otto riguardano le residenze per anziani e uno il presidio ospedaliero Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese. C’ è poi un’ indagine, affidata ai Nas, sulla gestione generale dell’ emergenza delle Rsa, nata da un esposto del Codacons. Un altro dossier riguarda l’ ospedale di Settimo ed è stato aperto dopo una segnalazione inviata alla Procura eporediese dalla sindaca Elena Piastra che, tra le altre cose, lamentava di non ricevere dall’ azienda (la Saapa) informazioni sul numero dei contagiati. Altri due nascono poi da esposti di sindacati dei medici base (Smi) e degli infermieri. In quattro fascicoli, aperti dopo le segnalazioni presentate da familiari di persone decedute nelle Rsa, è ipotizzato il reato di omicidio colposo. In altri tre, imbastiti dopo esposti del personale sanitario che ha contratto il Covid19, è ipotizzato il reato di infortunio sul lavoro. Il «disastro» nelle Rsa rimane tra le note più dolenti dell’ epidemia che ha messo in ginocchio il Paese. Carenza di personale, carenza di dispositivi, carenza di indicazioni. Questo il dramma vissuto dalle case di riposo, con richieste di aiuto e di assistenza rimaste senza risposta. A denunciarlo, tra i tanti, anche la parlamentare piemontese Jessica Costanzo: ha inviato una segnalazione alla Procura di Torino, alla Procura di Ivrea e ai carabinieri del Nas. La deputata si è fatta portavoce delle preoccupazioni di sindaci che, invano, vedendo crescere i contagi nelle residenze, chiedevano chiarimenti all’ Unità di crisi della Regione e al Sisp dell’ Asl To4. Tra i sindaci che si erano attivati c’ era quello di San Mauro Torinese, Marco Bongiovanni, e quello di Brandizzo, Paolo Bodoni. E in una delle e-mail acquisite dagli investigatori si legge: «La situazione sta degenerando». – © RIPRODUZIONE RISERVATA 40 Le residenze per anziani in Piemonte finite sotto la lente dei magistrati 30 I decessi avvenuti nella Villa San Giuseppe di Grugliasco (11 in soli tre giorni) La manifestazione in piazza Castello dei lavoratori delle Rsa piemontesi ANSA.
irene fama’ giuseppe legato

La Verità, 10/06/2020 02:25
Dopo la quarantena ecco la stangata Prezzi esorbitanti su voli e traghetti
una famiglia può spendere 1.700 euro per un milano-catania e oltre 1.400 euro se prende un traghetto da genova a olbia
antonio rossittofantasmagorici prezzi raggiunti da aerei, treni e traghetti. Inutile continuare ad aggiornare i siti, tentare incroci improbabili, sperare nel futuro. Di doman, stavolta, c’ è assoluta certezza: potrà solo andar peggio. Al grande esodo mancano ancora due mesi. Eppure i rincari, rispetto all’ anno scorso, arrivano anche al 50 per cento. Enormità che hanno convinto molti, magari in cassa integrazione e con futuro incerto, a rinunciare a ogni velleità.Prendiamo, ad esempio, una delle rotte aeree più battute: quella che da Milano porta a Catania. Avete finalmente concordato le agognate ferie con il riottoso capufficio. Partenza, allora, l’ 8 agosto.Classe economica e bagaglio in stiva. Pronti per l’ imbarco. Forse. Con Alitalia servono 232 euro per il primo volo del mattino. E 120 euro per l’ ultimo della giornata: alle 21,25 però. Così una famiglia di quattro persone, può arrivare a spendere persino 928 euro. Solo all’ andata. Passate le due canoniche settimane, il 22 agosto bisognerà tornare nella grigia metropoli. E i prezzi, per quella data, variano da 204 a 119 euro. Per un totale che, tra andata e ritorno, oscilla pericolosamente da 436 a 239 euro a viaggiatore. Per toccare, nel caso della solita famigliola, perfino a 1.736 euro.A questo punto, magari, penserete: chi se ne frega della nostra sgangherata compagnia di bandiera. Restano pur sempre le low cost. Poveri illusi. Stessa tratta, biglietti ancora più esosi.All’ andata, per sbarcare in Sicilia, servono almeno 180 euro se muniti di bagaglio piccolo. Ritorno: 158. Totale: 338. Fanno, per i quattro congiunti, 1.352 euro. A patto, certo, di accontentarsi degli orari disagevoli. Impraticabili per chi ha figli piccoli ed esigenze particolari. Controindicazioni che, ad esempio, porterebbero ad evitare, nel caso di Ryanair, il primo volo del mattino. Così, chi sceglie il vettore di Michael Leary sarebbe costretto a sborsare ben 405 euro per una tariffa plus, che comprende il bagaglio in stiva. Per giungere, tutti compresi, a ben 1.620 euro: cifra che fa concorrenza solo all’ opzione più dispendiosa della vituperatissima Alitalia.Ovviamente, un ritocco dei prezzi era atteso. Le compagnie, per mantenere il distanziamento, sono obbligate a tenere il libero il sedile centrale.Significa perdere il 33 dei posti. Ma spesso i rincari sembrano sopravanzare ogni logica commerciale.Prendiamo allora un’ altra tratta molto richiesta: Milano-Olbia. I posti con Alitalia sono già terminati.Bisogna quindi volare con EasyJet. Consuete date: andata l’ 8 e ritorno il 22 agosto. Costo per la malcapitata famigliola, con l’ usuale piccolo bagaglio, 1.278 euro. Insomma, 320 euro a testa.Accontentandosi però di orari antidiluviani. Per una soluzione meno disagevole, invece, servono 2.208 euro.Chi volesse tentare l’ approdo sui lidi sardi, potrà valutare pure l’ interminabile viaggio in traghetto.Partendo ancora da Milano, il porto più vicino è Genova. Solita truppa: padre, madre, due figlioli.Dunque, macchina a seguito e cabina quadrupla d’ ordinanza. Con la Moby, per arrivare a Olbia, servono 1.449 euro. Mentre se si sceglie Grandi navi veloci il totale sale a 1.738 euro, ma solo grazie a un mirabolante sconto. La somma originaria, infatti, è di 2.022 euro. A questo punto, meglio forse dimenticare le isole e puntare sul continente. Per raggiungere, ad esempio, il Salento. E magari in treno, vista la malaparata, in modo da risparmiare qualcosa. Ma da Milano a Lecce, con le nostre gloriose ferrovie dello Stato, i quattro arditi spendono comunque 803 euro.Ovviamente, in economica.Aggettivo che, quest’ estate, sarà meglio dimenticare. In tutte le sue declinazioni. La spesa media a villeggiante, calcolava dodici mesi fa il Codacons, era di 737 euro a persona. Visti i prezzi attuali, vorrebbe dire investire quest’ anno oltre la metà del budget per raggiungere l’ agognata meta.Giunti lì, per rientrare nella media tricolore, bisognerebbe cibarsi di bacche e dormire sotto il cielo stellato. E quei tapini che pensano di pernottare in albergo? Li attende l’ ennesimo e robustissimo rincaro.Raggiunta la battigia, la solfa non cambierà.Sdraio e ombrelloni, a partire dalla Sardegna, costeranno in alta stagione anche il 25 per cento in più. Di fronte alle inevitabili rimostranze, i titolari degli stabilimenti di Costa Smeralda e Gallura abbozzano: «Abbiamo un terzo in meno delle sdraio. E il comune non c’ ha dato altro spazio».Unica alternativa: quella spiaggia libera che rischia di diventare una giungla. Obbligati a rispettare le distanze, le famigliole si stanno quindi già attrezzando alla battaglia con periodiche incursioni nei magazzini di articoli sportivi. Ovvero, laddove è possibile reperire tutto l’ occorrente per andare, già di buonissimo mattino, alla conquista dell’ arenile. E guadagnarsi, finalmente, qualche metro di svago a buon mercato.

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