28 Agosto 2020

Rassegna stampa dal 18 al 28 agosto 2020

La Sicilia, 23/08/2020 04:31
Catania
CataniaBasta un whatsappper denunciarei reati ambientaliIniziativa del Codacons per incoraggiare chi vuole denunciare un reato ambientale senza temere ritorsioni. L’ associazione dei consumatori, infatti, garantisce l’ anonimato.Servizio pagina II.

La Sicilia, 23/08/2020 04:30
codacons
Un whatsapp per denunciare i reati ambientali in forma anonima
Un WhatsApp per passare dalla sterile protesta alla denuncia. Questo, in sintesi, il servizio offerto dal Codacons a tutti i cittadini che non si accontentano di segnalare o affidare ai social la loro indignazione per denunciare soprusi contro l’ ambiente.Inviando un WhatsApp allo 095/441010 o una mail a [email protected] i cittadini potranno, anche restando in spiaggia, fornire tutti gli elementi necessari affinché il Codacons possa denunciare, sostituendosi a loro e garantendo il totale anonimato, un reato ambientale. Uno scudo a tutela del denunciante per evitargli tutti i fastidi burocratici, ma garantendo la denuncia di ogni reato contro l’ ambiente. Oggetto delle segnalazioni saranno tutte le forme di inquinamento, dagli scarichi abusivi, all’ abbandono di rifiuti, dagli abusi edilizi, al mare sporco. «Un modo per creare una task force di cittadini che vigili non solo sulle condizioni del nostro mare – sostiene Sara Seminara, coordinatrice regionale Codacons – ma che aiuti a “portare a galla” le troppe illegalità diffuse che offuscano la bellezza della Sicilia, finendo per offrire una collaborazione concreta agli organi preposti che sono sovraccaricati di lavoro. Il compito del Codacons sarà quello di prendere nota di tutte le segnalazioni e, quindi, redigere e inoltrare una denuncia-querela alla competente Procura della Repubblica nonché agli enti istituzionalmente preposti al controllo ambientale. Il Codacons procederà, inoltre, a registrare il luogo degli illeciti denunziati – sempre tutelando la riservatezza dei cittadini – per procedere a una mappatura delle emergenze nonché a seguire i procedimenti penali che saranno attivati a seguito delle denunce presentate dall’ associazione. Al termine della stagione estiva sarà chiesto conto, agli enti preposti al controllo ambientale, delle attività svolte a seguito delle denunce presentate».

Giornale di Sicilia (ed. Trapani), 23/08/2020 04:10
non si ferma la crescita in italia, il virus corre in tutta europa
Oltre mille contagi e scatta l’ allarme Pure in Sicilia casi in aumento
ragazza di 14 anni infetta a sant’ agata militello ragusana positiva sull’ aliscafo per favignana
Era già nell’ aria, prefigurato da una settimana di costante rialzo della curva epidemiologica, e sorpasso è stato: il bilancio quotidiano dei contagiati da SarsCov-2 in Italia ha superato ieri quota mille, raggiungendo 1071 casi, un numero mai così alto dallo scorso 12 maggio, in epoca lockdown, mentre la Sicilia conta altre 48 infezioni, di cui 16 accertate tra i migranti sbarcati a Pozzallo fra il 19 e il 20 agosto. Ma rispetto alle cifre registrate tre mesi fa, quando il Paese stava per uscire dalla fase 1 della pandemia, c’ è una grande differenza: buona parte dei malati attuali, nell’ Isola come in altre regioni, è rappresentata da giovanissimi, per lo più asintomatici. Un esempio? Basta guardare l’ età media delle persone che convivono oggi con il virus nella sola città di Ragusa: 21 sul totale di 24 sono diciottenni o diciassettenni, ritornati da una vacanza a Malta o amici di chi ha contratto l’ infezione sull’ isola dei Cavalieri, ma il bilancio, nelle ultime 24 ore, è salito ancora, perché tra gli otto nuovi malati individuati tra i residenti dell’ area iblea ci sono almeno altri due ragazzi legati al cluster maltese. Ha appena 14 anni, invece, la settima persona contagiata a Sant’ Agata Militello nel giro di una settimana, accertata ieri mattina e, sottolinea il sindaco, Bruno Mancuso, «in ottimo stato di salute, senza alcun sintomo come gli altri sei giovani» infettati, mentre «sono già stati eseguiti i tamponi su circa una settantina dei 117 soggetti in isolamento precauzionale» entrati a contatto con i positivi: «i responsi arrivano in maniera centellinata, e sin qui sono fortunatamente negativi, soprattutto in relazione ai familiari dei contagiati». Ma apesare sul bilancio quotidiano dei malati nell’ Isola, ancora una volta, è anche l’ emergenza migranti. Come detto, 16 delle 48 infezioni registrate nelle ultime 24 ore sono state diagnosticate su un gruppo di extracomunitari ospiti del centro di prima accoglienza di Pozzallo, portando a 24 il totale dei nuovi pazienti nel Ragusano, mentre il bollettino epidemiologico diramato ieri dal mistero della Salute non conteggia ancora i38 migranti risultati positivia Lampedusa venerdì scorso. Il motivo? Il gruppo, fanno sapere fonti sanitarie dell’ isola delle Pelagie, è stato esaminato con tamponi rapidi, campionati con i kit portatili, affidabili, ma non al 100%, dunque, la positività emersa dai primi test deve essere confermata da un secondo tampone, che stavolta sarà processato in laboratorio. Restando nel Ragusano, va segnalato un altro caso, che riguarda però da vicino il territorio trapanese: una donna positiva al virus che ha viaggiato sull’ aliscafo della linea Trapani-Favignana, partito alle 11,30 del 14 agosto e tornato dall’ isola alle 17,45 dello stesso giorno. La compagnia di navigazione Liberty Lines ha assicurato che nessuno dei passeggeri ha mai tolto la mascherina durante la traversata e ha già trasmesso all’ Asp di Trapani i nomi dei viaggiatori presenti sulle due corse. In scala provinciale, dopo Ragusa è Messina a contare il maggior numero di contagi nelle ultime 24 ore, pari a 11, seguita, con quattro casi a testa, da Caltanissetta e da Agrigento, che registra tre nuove infezioni a Licata, su dei ventenni asintomatici rientrati da una vacanza e adesso in isolamento domiciliare. In area etnea, invece, rispetto ai 16 contagi accertati venerdì scorso, il bilancio giornaliero delle infezioni scende a quattro, di cui una non ancora registrata nel bollettino ufficiale del ministero della Salute perché emersa nel pomeriggio di ieri. Altra fonte di preoccupazione è quanto sta accadendo alle Eolie, dove il Codacons denuncia «assembramenti intollerabili, con molti villeggianti, specie i più giovani, che non rispettano le norme sull’ uso delle mascherine. La situazione più grave si registra nei porti in occasione delle partenze di aliscafi e traghetti, dove migliaia di persone si accalcano sulle banchine». Tornando ai numeri, il bollettino ufficiale segnala in Sicilia altri due contagi, uno nel Siracusano e un altro nel Trapanese -il residente di Alcamo già segnalato ieri da questo giornale -per un totale di 3967 contagi dall’ inizio dell’ epidemia, mentre i malati attuali salgono a quota 874, di cui 45 ricoverati con sintomi e otto in terapia intensiva. In scala nazionale, accanto alla nuova impennata di positivi, si registrano anche un calo dei decessi – tre contro i nove di venerdì -e un aumento dei ricoveri: cinque in più, per un.

Corriere Adriatico, 23/08/2020 04:05
Libri, zaini e diari Per le famiglie dietro l’ angolo c’ è il caro-scuola
IL MONITORAGGIO Non solo banchi e distanziamento nelle aule. Sul fronte della scuola sta per abbattersi anche la consueta stangatà di settembre legata all’ acquisto di libri e corredo scolastico. Lo afferma il Codacons, che fornisce come ogni anno i dati ufficiali sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico. «Sul fronte dei prezzi al momento i listini di diari, astucci, zaini e materiale scolastico appaiano sostanzialmente in linea con il 2019 e rincari si registrano solo per i prodotti di fascia alta, ossia per il corredo griffato – spiega il Codacons, che ha realizzato una prima indagine a campione analizzano le tariffe praticate da grande distribuzione, negozi e piattaforme di e-commerce – Nel 2020 il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa tocca il picco di 55 euro. Altra voce che incide sull’ esborso per il corredo è quella relativa al diario, che quest’ anno supera i 22 euro per le marche più note». L’ emergenza Covid con i suoi effetti depressivi sui consumi delle famiglie ha comportato un contenimento dei prezzi per i prodotti di fascia medio-bassa. «Ma lo stesso non si può dire per le marche di fascia alta, che al contrario hanno subito ritocchi dei listini al rialzo – analizza il Codacons – L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2020/2021 quota 530 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Msn, 22/08/2020 21:40
Sui contagi del rientro ora è scontro fra regioni
Il Lazio ha paura della Sardegna. E la Campania di tutte le altre regioni. E così cresce la tensione fra i governatori tra richieste di controlli, dinieghi e minacce di chiusura dei confini. Il rientro dalle vacanze e il contemporaneo aumento dei contagi ha anche questo effetto: quello di far esplodere lo scontro fra governatori.Il Lazio, che ha registrato il primato di contagi e che sostiene che il 45% dei casi ha link con la Sardegna, chiede al governatore Solinas di testare i turisti in partenza dalla Sardegna. Ma l’ assessore alla Sanità sardo controbatte asserendo che «i test li deve fare il Lazio alla partenza verso la Sardegna». Il Lazio dal canto suo ha predisposto da oggi 22 agosto appositi drive in che fanno test rapidi a tutti coloro che rientrano da Malta, Grecia, Spagna e Croazia e a tutti coloro che arrivano dalla Sardegna. Ma il governatore Zingaretti chiede formalmente che i test vengano fatti all’ imbarco, non solo allo sbarco dei passeggeri a Civitavecchia. De Luca minaccia la chiusura della Campania «A fine agosto vedremo se chiedere o no al governo di ripristinare la limitazione della mobilità intraregionale. Lo decideremo tra 15 giorni con grande determinazione, salvo i casi di motivi di lavoro o di salute. Ci regoleremo anche sui contagi nel resto d’ Italia» ha minacciato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca (che è in prima persona in campagna elettorale per il voto del 20 e 21 settembre) nel corso di una diretta Facebook. Nel mirino del governatore sempre i contagi del reintro dalle vacanze. Poi, a conferma della linea dura, promette di misurare la febbre negli istituti scolastici della Regione anche se il governo, nelle linee guida, ha affifato il compito ai genitori.«Non ritengo vi sia una emergenza clinico-sanitaria tale da presupporre o fare presagire ulteriori chiusure. Stiamo attenti, teniamo la mascherina, facciamo tutto quello che dobbiamo fare ma evitiamo di tornare a terrorizzare questo Paese che non ne ha bisogno» ha spiegato il presidente della Liguria, Giovanni Toti (anche lui coinvolto in campagna elettorale), a chi gli chiedeva se ci sia il rischio di blocco di spostamenti tra le regioni come paventato dal presidente della Campania. Una posizione condivisa dal governatore dell’ Emilia Romagna Stefano Bonaccini: «In questo momento non serve».Intanto il Codacons denuncia assembramenti sui traghetti dalle Eolie. «Alle isole Eolie si registrano assembramenti intollerabili e molti villeggianti, specie i più giovani, non rispettano le norme sull’ uso delle mascherine» denuncia l’ associazione dei consumatori, che ha inviato i propri ispettori. «La situazione più grave si registra nei porti in occasione delle partenze di aliscafi e traghetti, dove migliaia di persone (a Stromboli, Panarea, Lipari, ecc.) si accalcano sulle banchine creando pericolosi assembramenti – denuncia il Codacons – L’ atmosfera di infuoca di notte a Lipari, dove le strade si trasformano in discoteche all’ aperto di fronte ai locali che suonano musica dal vivo: qui centinaia di giovani ballano l’ uno sull’ altro senza rispettare le distanze minime e senza indossare le mascherine».

ilsole24ore.com, 22/08/2020 21:15
Coronavirus, contagi da rientri e test: ora è scontro fra regioni. Lazio e Sardegna ai ferri corti
Lazio e Sardegna ai ferri corti sui test agli imbarchi dei traghetti. De Luca minaccia di chiudere i confini della Campania ma Toti e Bonaccini: niente blocchi. E alle Eolie assembramenti sui traghetti dei vacanzieri che lasciano le isole di Mariolina Sesto (Ansa) Lazio e Sardegna ai ferri corti sui test agli imbarchi dei traghetti. De Luca minaccia di chiudere i confini della Campania ma Toti e Bonaccini: niente blocchi. E alle Eolie assembramenti sui traghetti dei vacanzieri che lasciano le isole 2′ di lettura Il Lazio ha paura della Sardegna. E la Campania di tutte le altre regioni. E così cresce la tensione fra i governatori tra richieste di controlli, dinieghi e minacce di chiusura dei confini. Il rientro dalle vacanze e il contemporaneo aumento dei contagi ha anche questo effetto: quello di far esplodere lo scontro fra governatori. Lazio-Sardegna, guerra sui test Il Lazio, che ha registrato il primato di contagi e che sostiene che il 45% dei casi ha link con la Sardegna, chiede al governatore Solinas di testare i turisti in partenza dalla Sardegna. Ma l’ assessore alla Sanità sardo controbatte asserendo che «i test li deve fare il Lazio alla partenza verso la Sardegna». Il Lazio dal canto suo ha predisposto da oggi 22 agosto appositi drive in che fanno test rapidi a tutti coloro che rientrano da Malta, Grecia, Spagna e Croazia e a tutti coloro che arrivano dalla Sardegna. Ma il governatore Zingaretti chiede formalmente che i test vengano fatti all’ imbarco, non solo allo sbarco dei passeggeri a Civitavecchia. De Luca minaccia la chiusura della Campania «A fine agosto vedremo se chiedere o no al governo di ripristinare la limitazione della mobilità intraregionale. Lo decideremo tra 15 giorni con grande determinazione, salvo i casi di motivi di lavoro o di salute. Ci regoleremo anche sui contagi nel resto d’ Italia» ha minacciato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca (che è in prima persona in campagna elettorale per il voto del 20 e 21 settembre) nel corso di una diretta Facebook. Nel mirino del governatore sempre i contagi del reintro dalle vacanze. Poi, a conferma della linea dura, promette di misurare la febbre negli istituti scolastici della Regione anche se il governo, nelle linee guida, ha affifato il compito ai genitori. Toti e Bonaccini: no a blocchi negli spostamenti tra Regioni «Non ritengo vi sia una emergenza clinico-sanitaria tale da presupporre o fare presagire ulteriori chiusure. Stiamo attenti, teniamo la mascherina, facciamo tutto quello che dobbiamo fare ma evitiamo di tornare a terrorizzare questo Paese che non ne ha bisogno» ha spiegato il presidente della Liguria, Giovanni Toti (anche lui coinvolto in campagna elettorale), a chi gli chiedeva se ci sia il rischio di blocco di spostamenti tra le regioni come paventato dal presidente della Campania. Una posizione condivisa dal governatore dell’ Emilia Romagna Stefano Bonaccini: «In questo momento non serve». «In centinaia in coda sui traghetti delle Eolie» Intanto il Codacons denuncia assembramenti sui traghetti dalle Eolie. «Alle isole Eolie si registrano assembramenti intollerabili e molti villeggianti, specie i più giovani, non rispettano le norme sull’ uso delle mascherine» denuncia l’ associazione dei consumatori, che ha inviato i propri ispettori. «La situazione più grave si registra nei porti in occasione delle partenze di aliscafi e traghetti, dove migliaia di persone (a Stromboli, Panarea, Lipari, ecc.) si accalcano sulle banchine creando pericolosi assembramenti – denuncia il Codacons – L’ atmosfera di infuoca di notte a Lipari, dove le strade si trasformano in discoteche all’ aperto di fronte ai locali che suonano musica dal vivo: qui centinaia di giovani ballano l’ uno sull’ altro senza rispettare le distanze minime e senza indossare le mascherine».

giornaledisicilia.it, 22/08/2020 16:48
Assembramenti alle isole Eolie, il Codacons invia gli ispettori a Lipari
” Invasione di turisti alle isole Eolie dove si registrano assembramenti intollerabili e molti villeggianti, specie i più giovani, non rispettano le norme sull’ uso delle mascherine”. Lo denuncia oggi il Codacons, che ha inviato i propri ispettori a Lipari per monitorare la situazione alle Eolie. “La situazione più grave – si legge in una nota – si registra nei porti in occasione delle partenze di aliscafi e traghetti, dove migliaia di persone (a Stromboli, Panarea, Lipari) si accalcano sulle banchine creando pericolosi assembramenti. L’ atmosfera di infuoca di notte a Lipari, dove le strade si trasformano in discoteche all’ aperto di fronte ai locali che suonano musica dal vivo: qui centinaia di giovani ballano l’ uno sull’ altro senza rispettare le distanze minime e senza indossare le mascherine. Una situazione di evidente pericolo causata sia dal sovraffollamento di turisti che si registra presso le isole Eolie, sia dalla massiccia presenza di giovani che non rispettano le disposizioni anti-Covid e che porta oggi il Codacons a chiedere la chiusura di tutti i locali di Lipari a partire dalle ore 22, per impedire la trasformazione delle strade in discoteche, e la presenza delle forze dell’ ordine in tutti i porti delle Eolie per garantire il rispetto delle distanze minime e dell’ uso delle mascherine”. © Riproduzione riservata.

Orizzonte Scuola, 22/08/2020 15:45
Ritorno in classe, in arrivo “stangata”: tra corredo e libri più di 1000 euro a studente
non solo banchi e distanziamento nelle aule. sul fronte della scuola sta per abbattersi anche la consueta ‘stangata’ di settembre legata all’ acquisto di libri e corredo scolastico.
Non solo banchi e distanziamento nelle aule. Sul fronte della scuola sta per abbattersi anche la consueta ‘stangata’ di settembre legata all’ acquisto di libri e corredo scolastico. Così il Codacons , che fornisce come ogni anno i dati ufficiali sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico. “Sul fronte dei prezzi al momento i listini di diari, astucci, zaini e materiale scolastico appaiano sostanzialmente in linea con il 2019 e rincari si registrano solo per i prodotti di fascia alta, ossia per il corredo ‘griffato’ – spiega il Codacons, che ha realizzato una prima indagine a campione analizzano le tariffe praticate da grande distribuzione, negozi e piattaforme di e-commerce – Nel 2020 il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa tocca il picco di 55 euro. Altra voce che incide sull’ esborso per il corredo è quella relativa al diario, che quest’ anno supera i 22 euro per le marche più note” . “L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2020/2021 quota 530 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente”.

Blog Sicilia, 22/08/2020 15:24
Eolie di notte trasformate in discoteche all’ aperto, la denuncia del Codacons
“Invasione di turisti alle isole Eolie dove si registrano assembramenti intollerabili e molti villeggianti, specie i più giovani, non rispettano le norme sull’ uso delle mascherine”. Lo denuncia il Codacons, che ha inviato i propri ispettori. “La situazione più grave si registra nei porti in occasione delle partenze di aliscafi e traghetti , dove migliaia di persone (a Stromboli, Panarea , Lipari, ecc.) si accalcano sulle banchine creando pericolosi assembramenti – denuncia il Codacons – L’ atmosfera di infuoca di notte a Lipari, dove le strade si trasformano in discoteche all’ aperto di fronte ai locali che suonano musica dal vivo: qui centinaia di g iovani ballano l’ uno sull’ altro senza rispettare le distanze minime e senza indossare le mascherine” . Intanto sempre Il Codacons torna sulla questione della sicurezza anti Covid19 dei trasporti diffonde i primi risultati del questionario diffuso per verificare il rispetto delle norme di contenimento previste in Italia sui voli interni, da parte delle compagnie aeree, nelle fasi di imbarco, sbarco e durante il volo. Risultati clamorosi, che gettano ombre inquietanti sul rispetto di dette norme, in particolare riguardo le procedure sugli annullamenti dei voli, sul distanziamento a bordo, sullo stivaggio dei bagagli e sulle informazioni diffuse dal personale di bordo. Nelle settimane scorse, l’ associazione dei consumatori ha infatti deciso di avviare un controllo mistery client su tutte le compagnie aeree proprio per garantire il rispetto della salute e della sicurezza dei passeggeri. L’ associazione ha diffuso, sul proprio sito e nei confronti dei 500.000 utenti iscritti alla newsletter, un questionario destinato proprio alla verifica delle doverose misure di precauzione e tutela dei passeggeri: i risultati del questionario verranno inviati a Enac, con cadenza settimanale, proprio per informare l’ ente di controllo sulla tutela della salute e della sicurezza degli utenti. In particolare, anche se i risultati sono ovviamente ancora parziali e provvisori, si evince che il 40% dei partecipanti denuncia che ‘le informazioni fornite dalla compagnia sulle procedure di eventuali annullamenti del volo’, con illusione di rimborsi totali; proprio mentre i contagi crescono, inoltre, è emblematico il fatto che addirittura il 65% dei partecipanti denunci il mancato rispetto ‘delle indicazioni sul distanziamento tra i passeggeri in fila durante le operazioni di imbarco sull’ aeromobile’; il 60% denuncia ‘potenziali situazioni di rischio contagio durante l’ utilizzo della toilette, e nei passaggi nel corridoio’; il 47% dei partecipanti denuncia il mancato rispetto dei protocolli di distanziamento ‘durante lo stivaggio del bagaglio a mano’ e scarsissimi controlli durante il volo sull’ obbligo di indossare le mascherine. Percentuali egualmente impressionanti riguardano altri aspetti dell’ esperienza di volo (informazioni, preparazione del personale, uso delle mascherine, distribuzione dei cibi). Il Codacons, che manderà i dati raccolti a Enac, invita ancora una volta i passeggeri a raccontare la propria esperienza ed esprimere le proprie valutazioni in merito, intende incentivare la partecipazione dei consumatori alla verifica. Per questo invita i partecipanti a raccontare davanti alle proprie telecamere la propria esperienza di passeggero; i video, così realizzati, confluiranno poi sui canali social dell’ Associazione.

Il Sito di Sicilia, 22/08/2020 15:24
Coronavirus, Codacons: assembramenti alle isole Eolie per aliscafi e traghetti
“Invasione di turisti alle isole Eolie dove si registrano assembramenti intollerabili e molti villeggianti, specie i più giovani, non rispettano le norme sull’ uso delle mascherine”. Lo denuncia il Codacons, che ha inviato i propri ispettori. “La situazione più grave si registra nei porti in occasione delle partenze di aliscafi e traghetti, dove migliaia di persone (a Stromboli, Panarea, Lipari ed in altre isole) si accalcano sulle banchine creando pericolosi assembramenti – denuncia il Codacons -. L’ atmosfera si infuoca di notte a Lipari, dove le strade si trasformano in discoteche all’ aperto di fronte ai locali che suonano musica dal vivo: qui centinaia di giovani ballano l’ uno sull’ altro senza rispettare le distanze minime e senza indossare le mascherine”.

LiveSicilia, 22/08/2020 15:04
Il Codacons:
Norme Covid, la denuncia: “Alle Eolie regna il caos” Il Codacons segnala le file senza mascherina agli imbarchi e le strade come discoteche all’ aperto PALERMO – “Invasione di turisti alle isole Eoli e dove si registrano assembramenti intollerabili e molti villeggianti, specie i più giovani, non rispettano le norme sull’ uso delle mascherine”. Lo denuncia il Codacons, che ha inviato i propri ispettori. “La situazione più grave si registra nei porti in occasione delle partenze di aliscafi e traghetti, dove migliaia di persone (a Stromboli, Panarea, Lipari, ecc.) si accalcano sulle banchine creando pericolosi assembramenti”. “L’ atmosfera si infuoca di notte a Lipari – aggiunge l’ associazione che tutela i consumatori dove le strade si trasformano in discoteche all’ aperto di fronte ai locali che suonano musica dal vivo: qui centinaia di giovani ballano l’ uno sull’ altro senza rispettare le distanze minime e senza indossare le mascherine”.

Giornale dItalia, 22/08/2020 15:03
Covid, Codacons contro Ricciardi
Il Codacons attacca duramente Walter Ricciardi, consulente del governo, dopo le dichiarazioni sui rischi legati all’ apertura delle scuole e alle elezioni. L’ Associazione chiede al ministro Speranza di “sollevare dall’ incarico Ricciardi, che in questi mesi si è caratterizzato per una serie di improvvide dichiarazioni sul tema e che già in passato è stato oggetto di denunce per i suoi rapporti con le case farmaceutiche”. “I cittadini non hanno dimenticato, infatti, la sequenza di errori e passi falsi inanellata negli ultimi mesi: era lui a febbraio a contestare i tamponi per gli asintomatici, era lui a denunciare il rischio di passare per ‘untori d’ Europa’ praticando troppi test – anteponendo le ragioni dell’ economia a quelle del buon senso – e sempre lui insisteva sulla necessità di ridurre l’ allarme da Covid, visto che ‘il 95% dei contagiati guarisce’, o ribadiva che le mascherine per le persone sane ‘non servono a nulla’. Una serie così incredibile di affermazioni assurde e fuori luogo da costringere l’ Oms, in modo del tutto irrituale, a prendere le distanze dal professore – con un comunicato perentorio in cui si dichiarava che le sue erano opinioni del tutto personali e non attribuibili all’ organizzazione”, si legge in un comunicato del Codacons. “Se ciò non bastasse, comunque, bisogna ricordare che Ricciardi ha mantenuto a lungo rapporti con le case farmaceutiche, e quindi – e come dimostrato dall’ Associazione con una istanza all’ Anac – in potenziale conflitto di interessi, una situazione che rischia di non garantire trasparenza e correttezza né agli organi di informazione, né ai cittadini”, sostiene l’ Associazione dei consumatori, che elenca alcune iniziative “a cui il prof. Ricciardi ha preso parte a vario titolo mentre era a capo dell’ Iss come Commissario straordinario e da cui emergono anche transazioni direttamente a favore del prof. Ricciardi da parte di note case farmaceutiche produttrici di vaccini”. “Per tutte queste ragioni -conclude il Codacons- l’ Associazione chiede al ministro Speranza l’ allontanamento immediato di Ricciardi dal ruolo di consulente, a tutela dei cittadini e della corretta informazione sull’ epidemia in corso”.

lasicilia.it, 22/08/2020 14:58
Covid, troppa gente alle Eolie: Codacons invia ispettori
l’ associazione in difesa dei consumatori denuncia assembramenti soprattutto nelle zone dei traghetti
Lipari (Messina) – «Invasione di turisti alle isole Eolie dove si registrano assembramenti intollerabili e molti villeggianti, specie i più giovani, non rispettano le norme sull’ uso delle mascherine». Lo denuncia il Codacons, che ha inviato i propri ispettori. «La situazione più grave si registra nei porti in occasione delle partenze di aliscafi e traghetti, dove migliaia di persone (a Stromboli, Panarea, Lipari, ecc.) si accalcano sulle banchine creando pericolosi assembramenti – denuncia il Codacons – L’ atmosfera di infuoca di notte a Lipari, dove le strade si trasformano in discoteche all’ aperto di fronte ai locali che suonano musica dal vivo: qui centinaia di giovani ballano l’ uno sull’ altro senza rispettare le distanze minime e senza indossare le mascherine».

(Sito) Adnkronos, 22/08/2020 14:17
Scuola, in arrivo stangata fino a 1.130 euro a studente
Non solo banchi e distanziamento nelle aule. Sul fronte della scuola sta per abbattersi anche la consueta ‘stangata’ di settembre legata all’ acquisto di libri e corredo scolastico . Lo afferma il Codacons, che fornisce come ogni anno i dati ufficiali sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico. “Sul fronte dei prezzi al momento i listini di diari, astucci, zaini e materiale scolastico appaiano sostanzialmente in linea con il 2019 e rincari si registrano solo per i prodotti di fascia alta, ossia per il corredo ‘griffato’ – spiega il Codacons, che ha realizzato una prima indagine a campione analizzano le tariffe praticate da grande distribuzione, negozi e piattaforme di e-commerce – Nel 2020 il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa tocca il picco di 55 euro. Altra voce che incide sull’ esborso per il corredo è quella relativa al diario, che quest’ anno supera i 22 euro per le marche più note “. L’ emergenza Covid con i suoi effetti depressivi sui consumi delle famiglie ha comportato un contenimento dei prezzi per i prodotti di fascia medio-bassa. “Ma lo stesso non si può dire per le marche di fascia alta, che al contrario hanno subito ritocchi dei listini al rialzo – analizza il Codacons – L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2020/2021 quota 530 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente”. Ecco alcuni consigli utili per abbattere i costi fino al 40% . “Tuttavia – spiega il Codacons – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40%”, seguendo alcuni consigli utili diffusi dalla stessa associazione. Partendo dal primo: ” Non inseguite le mode . In questi giorni tutte le televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola. Allontanateli dalla TV e non fatevi condizionare dal mercato pubblicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose”. Nei supermercati “si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti ‘civetta’ -consiglia il Codacons- Vengono venduti beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene, acquistando solo i prodotti civetta! Poi cambiate supermercato!”. Il terzo consiglio è quello di rinviare gli acquisti. “Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia “, è l’ opinione dell’ associazione. Che aggiunge un altro piccolo suggerimento: “Aspettate i professori. Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti”. Infine, un cenno alle offerte promozionali e kit a prezzo fisso. “Ben vengano! Possono essere convenienti -dice il movimento dei consumatori- Se non sono frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni caso l’ acquisto, dando la preferenza al trolley)”. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

(Sito) Adnkronos, 22/08/2020 14:03
Covid, Codacons contro Ricciardi
Il Codacons attacca duramente Walter Ricciardi, consulente del governo, dopo le dichiarazioni sui rischi legati all’ apertura delle scuole e alle elezioni. L’ Associazione chiede al ministro Speranza di “sollevare dall’ incarico Ricciardi, che in questi mesi si è caratterizzato per una serie di improvvide dichiarazioni sul tema e che già in passato è stato oggetto di denunce per i suoi rapporti con le case farmaceutiche”. “I cittadini non hanno dimenticato, infatti, la sequenza di errori e passi falsi inanellata negli ultimi mesi: era lui a febbraio a contestare i tamponi per gli asintomatici, era lui a denunciare il rischio di passare per ‘untori d’ Europa’ praticando troppi test – anteponendo le ragioni dell’ economia a quelle del buon senso – e sempre lui insisteva sulla necessità di ridurre l’ allarme da Covid, visto che ‘il 95% dei contagiati guarisce’, o ribadiva che le mascherine per le persone sane ‘non servono a nulla’. Una serie così incredibile di affermazioni assurde e fuori luogo da costringere l’ Oms, in modo del tutto irrituale, a prendere le distanze dal professore – con un comunicato perentorio in cui si dichiarava che le sue erano opinioni del tutto personali e non attribuibili all’ organizzazione”, si legge in un comunicato del Codacons. “Se ciò non bastasse, comunque, bisogna ricordare che Ricciardi ha mantenuto a lungo rapporti con le case farmaceutiche, e quindi – e come dimostrato dall’ Associazione con una istanza all’ Anac – in potenziale conflitto di interessi, una situazione che rischia di non garantire trasparenza e correttezza né agli organi di informazione, né ai cittadini”, sostiene l’ Associazione dei consumatori, che elenca alcune iniziative “a cui il prof. Ricciardi ha preso parte a vario titolo mentre era a capo dell’ Iss come Commissario straordinario e da cui emergono anche transazioni direttamente a favore del prof. Ricciardi da parte di note case farmaceutiche produttrici di vaccini”. “Per tutte queste ragioni -conclude il Codacons- l’ Associazione chiede al ministro Speranza l’ allontanamento immediato di Ricciardi dal ruolo di consulente, a tutela dei cittadini e della corretta informazione sull’ epidemia in corso”. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

giornaledimonza.it, 22/08/2020 12:43
PalaDesio, il Comune risponde al Codacons: “Nessun rischio per l’ incolumità pubblica. Ognuno si occupi del proprio”
la replica di sindaco e assessore.
PalaDesio, il Comune risponde al Codacons: “Nessun rischio per l’ incolumità pubblica. Ognuno si occupi del proprio” PalaDesio, il Comune risponde al Codacons Dopo l’ annuncio da parte del Codacons di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica relativamente al PalaDesio, arriva la risposta dell’ Amministrazione comunale che riportiamo integralmente. “Ribadiamo con forza che non esiste alcun rischio per l0’incolumità pubblica. Ciascuno si occupi del proprio: noi di amministrare con serietà e responsabilità la città e il Codacons di occuparsi, se vi riesce, di occuparsi davvero dell’ interesse dei consumatori laddove serve”. Ecco la nota integrale del sindaco e dell’ assessore Gerosa: “Apprendiamo con sorpresa a mezzo stampa di un presunto esposto del Codacons su allagamenti al Paladesio. Speriamo che la notizia non sia fondata perché si tratterebbe dell’ operazione mediatica di qualcuno alla ricerca di visibilità o già in campagna elettorale, che nulla c’ entra con la tutela dell’ interesse dei consumatori. Innanzitutto ribadiamo con forza che non esiste nessun rischio all’ incolumità pubblica. Al contrario, l’ operazione di messa in sicurezza del Paladesio è un successo di questa Amministrazione che ha richiesto impegno e investimenti pubblici. Avere ri-trasformato, dopo anni di buio, una cattedrale del deserto normativamente inagibile in un luogo per il grande sport non è una azione che può essere disconosciuta né minimizzata. Altri investimenti sono necessari, perché effettivamente quando si verificano temporali di particolare potenza o grandinate violente (come nel caso in questione) il tetto lascia passare acqua che colpisce una parte delle tribune. E’ un fatto noto da tempo che ci ha già portato ad intervenire sul parziale rifacimento del tetto (sopra il campo da gioco). Una altra porzione del tetto (lato tribune) è ancora da rifare: abbiamo provato, senza successo, ad accollare il rifacimento ai privati con un bando pubblico di gestione e lavori. Era un atto necessario e dovuto, sfortunatamente l’ emergenza covid e l’ incertezza sulla possibilità futura di organizzare grandi eventi ha probabilmente reso il palazzetto meno attrattivo per gli investitori di quanto si potesse prevedere. Preso atto di ciò, abbiamo già dichiarato pubblicamente che, con senso di responsabilità, nella prossima variazione di bilancio di settembre stanzieremo una somma di almeno 60.000 euro per proseguire il rifacimento del tetto con la dovuta urgenza. Nel frattempo avanziamo nella ricerca di un futuro gestore per la struttura. Quindi, ribadiamo, nessun allarmismo e ciascuno si occupi del proprio: noi di amministrare con serietà e responsabilità la città e il Codacons, se vi riesce, di occuparsi davvero dell’ interesse dei consumatori laddove serve ” TORNA ALLA HOME Per rimanere aggiornato sulle principali notizie di tuo interesse, seguici cliccando sui social che preferisci! Liste WhatsApp Giornale di Monza Giornale di Monza Giornale di Vimercate Giornale di Vimercate Giornale di Carate Giornale di Carate Giornale di Desio Giornale di Desio Giornale di Seregno Giornale di Seregno Pagina facebook Gruppo facebook.

Huffington Post, 22/08/2020 10:48
E il tampone arrivò subito. Il Vip perde il pelo, ma non il vizio
Venturelli via Getty Images VERONA, ITALY – MAY 28: Lucio Presta and Paola Perego attend the Wind Music Awards Backstage at the Arena of Verona on May 28, 2010 in Verona, Italy. (Photo by Venturelli/WireImage) Sembra che VIP italiani (veri o presunti) abbiano saputo dell’ esistenza di file e code nella sanità italiana soltanto con il Covid: beati loro, perché noialtri comuni mortali dobbiamo farci i conti ogni giorno, e da tempo conoscevamo lo stato di “salute” – dopo anni di tagli e taglietti, da destra e da sinistra – del fu glorioso SSN. Ultimo della fila l’ agente dello spettacolo Lucio Presta, che ha denunciato pubblicamente le difficoltà riscontrate per somministrare il tampone al figlio della compagna Paola Perego. Per carità, nessuno mette in discussione la veridicità della storia: il fatto è che si tratta di un’ odissea capitata a tantissimi italiani, in coda in aeroporto oppure in attesa a casa, estenuati dal tentativo di trovare il “tampone” eppure disponibili all’ attesa necessaria per permettere al SSN di svolgere correttamente la sua funzione. La questione non è nuova, ed era esplosa già nel corso dei primi giorni di epidemia in Italia. In alcuni casi – penso a Bruno Vespa – i test (introvabili altrove) sono sbucati improvvisamente, senza neanche bisogno di nascondere questa assurda sperequazione. Era servito lo sfogo di un primario per denunciare l’ inaccettabile diffusione di “tamponi” tra personaggi del mondo dello spettacolo e calciatori, politici e starlette, mentre gli stessi mancavano clamorosamente proprio nei reparti destinati a fronteggiare la pandemia. Ed era servita una denuncia del Codacons, proprio sulla base di quelle dichiarazioni, per smuovere le acque. Invece di esprimere comprensione nei confronti dei medici e degli operatori impegnati in piena estate, con le tute a 40°, invece di esprimere apprezzamento per servizi resi gratuitamente a tutta la collettività, si moltiplicano invece le “denunce” (!) di personaggi noti e meno noti nei confronti di queste attese: come se file e code, nella Sanità Italiana, non rappresentassero una presenza fissa da anni – per esami magari vitali o in situazioni di assoluta emergenza, per pazienti gravissimi e patologie che dovrebbero avere la priorità assoluta. Un dramma che gli italiani sperimentano sulla propria pelle ogni giorno, COVID o meno. Il copione, anche stavolta, è lo stesso di sempre. Si sa, l’ Italia è terra di privilegi antichi e di antichi nepotismi – apparentemente immodificabili ed eterni. Ma quanto è accaduto nel corso di questa emergenza ha comunque dell’ incredibile: e aveva ragione quel coraggioso primario a denunciare l’ eterna ipocrisia nazionale: solidarietà (a parole) con il personale sanitario, striscioni di sostegno ovunque, slogan sugli “eroi” e tutto il resto, ma privilegi e corsie preferenziali intatti e addirittura rafforzati. Uno scandalo assoluto, mai emerso con questa evidenza. A quanto pare, insomma, oggi come ieri il VIP perde il pelo ma non il vizio, non ama le file e quando serve ricorre a tutta la sua influenza per sveltire le cose: per quanto riguarda gli altri, tutto sommato, affari loro. Un po’ come succedeva qualche secolo fa, quando serviva l’ amico influente – nel consueto marasma burocratico d’ Italia – per ottenere anche solo l’ ascolto della pubblica amministrazione, o per sveltire l’ emissione del solito pezzo di carta. Come se il tempo non fosse mai passato. Non dovrebbe neanche esserci il bisogno di ripeterlo, ma purtroppo è necessario: dovrebbe accadere sempre, ma soprattutto di fronte all’ emergenza, che tutti i cittadini siano considerati allo stesso modo. La legge, e il diritto alla Salute, è uguale per tutti: ma se neanche di fronte a una pandemia siamo tutti uguali, beh, c’ è molto – moltissimo – su cui riflettere. E moltissimo da cambiare.

Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 22/08/2020 06:12
L’ impianto alla Primaria pagato e mai installato
Isca Quando manca poco più di un mese all’ annunciata riapertura della scuola, il consigliere comunale di minoranza Piefrancesco Mirarchi, capogruppo di “Siamo Isca”, rispolvera una vecchia questione, sollevata oltre due anni fa, relativa alla mancata installazione di una pompa di calore nella scuola primaria della cittadina ionica. Nel gennaio 2018, infatti, il vicepresidente nazionale del Codacons Francesco Di Lieto aveva prodotto un’ istanza di accesso agli atti del Comune con la quale si segnalava e denunciava che, sebbene nel 2015 fossero stati appaltati i lavori per la messa in sicurezza e la ristrutturazione della scuola primaria di Isca, al 30 gennaio 2018 l’ impianto di riscaldamento risultava funzionante solo con l’ utilizzo dei condizionatori, mentre i lavori prevedevano la sostituzione della caldaia con l’ installazione di una pompa di calore per un valore di circa 30mila euro. «Inspiegabilmente – rileva il consigliere Mirarchi – l’ ente provvedeva all’ integrale pagamento delle opere pur in assenza dell’ installazione della pompa di calore, utile e necessaria a garantire il funzionamento dei radiatori, oltre a determinare un sicuro risparmio di denaro pubblico attraverso l’ utilizzo dei pannelli fotovoltaici». Quando nel 2018 venne segnalata la mancata installazione della pompa, l’ amministrazione comunale, guidata dal sindaco Vincenzo Mirarchi, fornì come giustificazione il fatto che la pompa installata dalla ditta fosse stata ritirata a causa di un difetto di fabbricazione, per ripristinarne il corretto funzionamento o la sostituzione. A distanza di oltre due anni, il consigliere Mirarchi torna all’ attacco sulla vicenda con un’ interrogazione, indirizzata direttamente al sindaco di Isca e articolata in cinque punti. «Dopo circa 5 lunghi anni dall’ esecuzione dei lavori – scrive il consigliere – chiedo di sapere se ad oggi la pompa di calore sia stata effettivamente installata nella scuola primaria di Isca Marina, se sia stata ripristinata oppure completamente sostituita con una nuova. Nel caso di mancata installazione, chiedo di sapere se la polizza fideiussoria a garanzia dell’ ente sia stata incassata come previsto, di conoscere e avere copia di tutta l’ attività di sollecito svolta nei confronti sia del tecnico nella sua qualità di direttore dei lavori e sia della ditta esecutrice dei lavori e, infine, di essere informato di ogni utile attività ed iniziativa promossa dall’ ente per consentire l’ installazione della pompa di calore tra l’ altro già pagata, a tutela degli interessi generali della collettività». le.va. Il consigliere Mirarchi: pompa di calore costata 30mila euro.

Il Secolo XIX (ed. Imperia), 22/08/2020 05:01
codacons, sib e europ assistance
Una polizza assicurativa per chi va in vacanza scegliendo mete italiane
Obiettivo garantire le vacanze sicure agli imperiesi. Il Codacons, assieme a SIB (Società Italiana Brokers) e Europ Assistance hanno avviato una innovativa soluzione per sostenere il turismo, combattere la psicosi Covid e garantire vacanze serene a coloro che in ferie non sono ancora andati. Si chiama ‘Viaggi Italia», la speciale polizza assicurativa destinata a chi trascorrerà le vacanze in Italia. ‘In sostanza o come spiega il Codacons o offre assistenza medica illimitata, consulenza medica online per autovalutazione dei sintomi e medici disponibili 24 ore su 24 online, ma anche il rimpatrio sanitario; il rientro anticipato; il rimborso delle spese mediche; l’ assistenza stradale in viaggio con intervento sul posto anche in caso di foratura pneumatici e auto in sostituzione e pernottamento». La polizza inoltre prevede garanzie aggiuntive al pacchetto base. ‘Tutto per poter partire in tutta serenità ed essere tutelati in ogni ambito: un indennizzo in caso di furto o incendio o danni all’ abitazione e invio di un artigiano; invio di un medico o di un’ ambulanza e assistenza domiciliare per i familiari a casa; ma anche pet assistance e rimborso delle spese veterinarie per malattie improvvise e infortuni; un indennizzo per gli infortuni dall’ attività sportiva». E’ uno strumento concepito per le esigenze dei vacanzieri ai tempi del Covid, che non prevede limiti di età e che, grazie ad una convenzione siglata dal Coda cons potrà essere acquistata dagli iscritti all’ associazione con uno sconto speciale. G. B.

Il Tempo, 22/08/2020 03:46
i romani attendono indicazioni più certe e non comprano quaderni, zaini e anche i libri di testo
Anche le cartolerie in crisi
l’ incertezza sulla ripresa delle lezioni penalizza i negozi con un 40% in meno di acquisti rispetto al 2019
… I romani aspettano indicazioni più certe sulla riapertura delle scuole e non acquistano per i propri ragazzi materiale e libri. Nel carrello meno della metà dei diari dello scorso anno, pochi zaini e pochissimi astucci, quaderni e accessori vari. Un momento di enorme difficoltà per il settore. Una perdita che si aggira attorno al 40 per cento degli incassi abituali. Numeri di una crisi annunciata, che si era aggravata durante il lockdown ed ora mette il settore sul lastrico. «Il momento che stanno vivendo le nostre imprese davvero preoccupante – spiega Medardo Montaguti di Federcartolai Confcommercio – la vendita degli zaini è precipitata a meno 50 per cento, i diari addirittura meno 60% e i libri scolastici sfiorano un meno 35 per cento. I romani sono confusi e aspet tano di capire se le scuole riapriranno o meno e nell’ incertezza non acquistano». La conferma arriva anche dai negozianti, che dietro ai banconi aspettano i clienti: «Pochissime persone hanno acquistato materiale scolastico – conferma l’ esercente in via dei Colli Portuensi – lo scorso anno avevamo la fila e tante liste per i libri scolastici, quest’ anno poco e niente». Stesso copione nel rione Prati: «Qualcuno acquista qualche quaderno ma nessuno fa il corredo scolastico racconta l’ esercente – abbiamo la maggior parte della merce invenduta e se la scuola non riparte non sappiamo come fare». Le percentuali sono confermate anche dalla Codacons che parla di fies sione dei consumi e di famiglie in forte crisi: «Le famiglie se acquisteranno i libri precisa il presidente del Codacons Carlo Rienzi – punteranno su quelli usati. Sono in enorme difficoltà e l’ impoverimento generale porterà ad una diminuzione dei consumi. Si acquisterà il minimo indispensabile». E se lo scorso anno c’ era la gara tra i ragazzi al diario o allo zaino più bello, quest’ anno la corsa è alle mascherine. Già, perché alcuni esercenti per far quadrare il bilancio stanno inserendo come articolo quello delle mascherine con i personaggi più in yoga. La conferma arriva dalla Confcommercio: «Molti genitori stanno acquistano nei negozi per libri e cartolerie le mascherine per i loro piccoli conferma Mantaguti – che possono essere utili a scuola nel caso riaprano oppure nella quotidianità. L’ unico modo per salvarsi dalla crisi quello di inserire articoli che possano fare cassa». Intanto tra i genitori c’ è tanta confusione sulla riapertura e le chat su whatsapp hanno ripreso la «vitalità» dell’ anno scolastico.

Quotidiano di Puglia, 22/08/2020 03:46
Il Codacons: «Più sicurezza per gli studenti»
«Famiglie e studenti ancora nel caos totale a pochi giorni dall’ avvio dell’ anno scolastico». E il Codacons punta il dito contro il ministro dell’ Istruzione Lucia Azzolina contestando la poca chiarezza di procedure e protocolli di sicurezza da applicare in classe. «I gentiori chiedono la possibilità di scegliere tra didattica in presenza e didattica a distanza – scrive l’ associazione a tutela dei consumatori – E in caso di didattica in presenza, solo con la suddivisione in piccoli gruppi degli alunni». Tra le istanze anche l’ individuazione di spazi che possano ospitare nuove aule e la differenziazione delle misure tra scuole e fasce d’ età. «È impensabile che i più piccoli possano attenersi alle misure di contenimento, come i ragazzi più grandi – sottolinea il Codacons – Ma è anche indispensabile la sanificazione completa giornaliera degli istituti e la misurazione della temperatura all’ ingresso e ogni 4 ore». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Nuova Ferrara, 22/08/2020 03:31
codacons
«La Regione detti regole più chiare per le Rsa»
Regione e Servizio sanitario regionale hanno dato alle Cra e Rsa (case di riposo e strutture sanitarie) linee guida «piuttosto vaghe che fanno sì che alcune di queste strutture possano adottare criteri che di fatto non contemperino il bisogno di sicurezza sanitario e l’ esigenza di contatto sociale degli anziani». In pratica non si ammettono le visite esterne o si riducono all’ osso, spiega l’ associazione Codacons regionale assieme ai Comitati dei Familiari delle Vittime Covid. Servono quindi «regole più precise» e la garanzia da parte del servizio sanitario «a tutti i parenti di poter effettuare prima delle visite programmate ai propri cari due tamponi di controllo ed il test sierologico». L’ esigenza di aumentare la possibilità di visite ai parenti, con tutte le garanzie del caso, è emersa anche nel Ferrarese da parte di congiunti che hanno persone ricoverate in strutture per anziani e negli appelli dell’ associazione “Sanità Oggi Ferrara”. Codacons e Comitati lamentano inoltre il basso numero di tamponi effettuato in alcuni giorni della settimana scorsa in regione, attività che è cresciuta successivamente fino a toccare la quota di 10/11mila test al giorno: un dato che ha consentito di individuare, a pieno regime, fino a 70/80 positivi e di isolarli per motivi sanitari. Sbagliato ridurre l’ attività a Ferragosto, «come facevano le industrie negli anni ’70», soprattutto con una pandemia in corso, scrive il Codacons. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Gazzetta di Modena, 22/08/2020 03:31
presidente del codacons
«Viaggi da rimborsare in contanti»
Fabio Galli, presidente del Codacons, ribadisce: di fronte a viaggi o voli camcellati, le agenzie e le compagnie aeree possono proporre il rimborso con voucher, ma il consumatore non è obbligato ad accettarlo e può chiedere la restituzione delle somme. Centinaia le segnalazioni di violazione di questo principio stabilito dal garante.

Gazzetta di Modena, 22/08/2020 03:31
Gabriele Farina
Ancora altri sette modenesi risultati positivi, nelle ultime 24 ore, al Coronavirus dopo aver effettuato il test del tampone, lo stesso numero che si era registrato l’ altro giorno. La curva dunque non si abbassa. Dei 7 nuovi casi, 2 sono contatti stretti di casi positivi rientrati dall’ estero (Malta), 3 sono collegati a rientri dall’ estero (Albania, Spagna e Croazia) e 2 sono casi sporadici non collegati ad alcun focolaio noto. Tre registrati a Modena, gli altri a Carpi, Marano, San Felice e Zocca. Si aggiungono inoltre 10 nuovi guariti con due tamponi negativi e 5 guariti clinicamente. Novità sul fronte scuola. Anche il personale docente e non docente delle scuole modenesi potrà effettuare il test sierologico rapido per la ricerca di anticorpi nei confronti del Coronavirus, come previsto dall’ ordinanza del commissario straordinario del 24 luglio 2020. L’ adesione è volontaria e l’ interessato dovrà effettuare il test nella provincia dove ha sede la scuola: a partire da lunedì 24 agosto tutti coloro che lavorano nelle scuole della provincia di Modena potranno dunque richiedere il test sul territorio di competenza dell’ Ausl di Modena. Sul territorio modenese i destinatari stimati del test – vale a dire tutto il personale che lavora nel mondo della scuola – sono circa 15mila. La persona che intende effettuare il test deve contattare il proprio medico di base per fissare l’ appuntamento. Nel caso il medico non aderisca al programma di test sierologico, oppure se la persona non ha il medico in provincia di Modena (ad esempio perché residente altrove), dovrà presentare la richiesta tramite il form presente sul sito Ausl entro il 31 agosto. In caso di esito positivo(a IgG e IgM o anche uno solo dei due valori )è necessario effettuare un test molecolare tramite tampone oro-nasofaringeoNel frattempo Codacons e Comitati dei familiari delle vittime Covid lanciano un appello alla Regione: «Due tamponi di controllo e il test sierologico». I beneficiari degli esami sono i parenti degli ospiti nelle strutture per anziani. I Comitati e il Codacons riflettono pure sulle persone con demenza senile che «rischiano di perdere le ultime capacità cognitive» senza poter rivedere i propri cari. Criticano «linee guida piuttosto vaghe». Le linee guida, secondo Comitati e Codacons, avrebbero fatto adottare (a varie strutture) scelte «che di fatto non contemperano il bisogno di sicurezza sanitaria e l’ esigenza di contatto sociale degli anziani». Ecco la proposta degli esami «prima delle visite programmate». Previsto anche un piano B: «permettere quantomeno a chi desidera di farli (gli esami) presso strutture private».I Comitati e il Codacons lanciano un rimprovero: prima delle settimane di Ferragosto sarebbero stati fatti «pochi tamponi». L’ accelerata che si sarebbe prodotta in seguito dimostrerebbe per loro una «inefficienza voluta o subita». L’ accusa diventa più pesante. Ipotizzano «una volontà di tenere i numeri dei positivi rilevati bassa durante il clou del periodo turistico». In alternativa, si denoterebbe una «incapacità di assicurarsi come Regione e Servizio Sanitario, con accordi economici organizzativi con chi i tamponi ed i test li deve materialmente fare e processare, la piena operatività anche nelle prime due settimane di agosto». Citano i dati del 19 agosto: «9mila tamponi e 1.419 test sierologici». Esami che hanno permesso di «intercettare e mettere in quarantena 76 positivi al Covid mentre nella giornata precedente i positivi erano appena 21». Per i Comitati e il Codacons si sarebbero prodotte «controindicazioni gravi e conseguenti ai propri comportamenti istituzionali». —

Gazzetta di Modena, 22/08/2020 03:31
Scuole, da lunedì via al test rapido per 15mila tra docenti e personale
la misura è facoltativa. altri sette nuovi positivi mentre il codacons attacca: «tamponi ai parenti con anziani in strutture»
Scuole, da lunedì via al test rapido per 15mila tra docenti e personale.

Il Giorno (ed. Brianza), 22/08/2020 03:13
impianti sportivi sotto accusa
Palasport colabrodo, altre polemiche
i lumbard prendono le difese del codacons: «la giunta attacca chi mette in evidenza la propria incapacità»
DESIO Piove acqua. Piovono polemiche. Non si ferma lo scontro sulla vicenda del PalaDesio, con il tetto da riparare che, in caso di forti temporali, provoca l’ allagamento parziale dell’ impianto. Dopo i primi scontri politici, la minaccia del Codacons di un esposto alla Procura della Repubblica «per difetto di custodia e rischi per l’ incolumità pubblica», le rassicurazioni del sindaco Roberto Corti «pronti 60mila euro per sistemarlo», ecco un nuovo affondo della Lega: «Il sindaco Corti e l’ assessore allo Sport Gerosa anziché scusarsi perché dopo anni non sono stati in grado di risolvere il problema delle infiltrazioni d’ acqua nel Paladesio, se la prendono con il Codacons, accusando questa associazione di fare campagna elettorale. È una vicenda surreale, anziché attaccare e sbraitare contro chiunque metta in evidenza le incapacità di questa amministrazione consigliamo al sindaco, all’ assessore allo sport e all’ assessore ai lavori pubblici di darsi da fare con più impegno». L’ impianto tra l’ altro ospiterà le partite della serie A di basket, dopo l’ accordo con Cantù: «Tra pochi giorni prenderanno il via la Supercoppa e il campionato, sarebbe meglio evitare altre brutte figure – prosegue la Lega -. Il Cantù ha scelto di giocare le sue partite a Desio non per meriti che questa amministrazione comunale non ha, ma perché il nostro impianto è un’ eccellenza a livello nazionale e uno dei pochi con quelle caratteristiche in Lombardia. La Regione e lo Stato hanno messo a disposizione dei Comuni contributi a fondo perduto per riqualificare gli impianti sportivi, sindaco e assessori potrebbero lavorare». Ale.Cri.

Yahoo Notizie, 22/08/2020 00:17
Scuola, in arrivo stangata fino a 1.130 euro a studente
Non solo banchi e distanziamento nelle aule. Sul fronte della scuola sta per abbattersi anche la consueta ‘stangata’ di settembre legata all’ acquisto di libri e corredo scolastico. Lo afferma il Codacons, che fornisce come ogni anno i dati ufficiali sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico. “Sul fronte dei prezzi al momento i listini di diari, astucci, zaini e materiale scolastico appaiano sostanzialmente in linea con il 2019 e rincari si registrano solo per i prodotti di fascia alta, ossia per il corredo ‘griffato’ – spiega il Codacons, che ha realizzato una prima indagine a campione analizzano le tariffe praticate da grande distribuzione, negozi e piattaforme di e-commerce – Nel 2020 il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa tocca il picco di 55 euro. Altra voce che incide sull’ esborso per il corredo è quella relativa al diario, che quest’ anno supera i 22 euro per le marche più note”. L’ emergenza Covid con i suoi effetti depressivi sui consumi delle famiglie ha comportato un contenimento dei prezzi per i prodotti di fascia medio-bassa. “Ma lo stesso non si può dire per le marche di fascia alta, che al contrario hanno subito ritocchi dei listini al rialzo – analizza il Codacons – L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2020/2021 quota 530 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente”. Ecco alcuni consigli utili per abbattere i costi fino al 40%. “Tuttavia – spiega il Codacons – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40%”, seguendo alcuni consigli utili diffusi dalla stessa associazione. Partendo dal primo: “Non inseguite le mode. In questi giorni tutte le televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola. Allontanateli dalla TV e non fatevi condizionare dal mercato pubblicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose”. Nei supermercati “si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti ‘civetta’ -consiglia il Codacons- Vengono venduti beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene, acquistando solo i prodotti civetta! Poi cambiate supermercato!”. Il terzo consiglio è quello di rinviare gli acquisti. “Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia”, è l’ opinione dell’ associazione. Che aggiunge un altro piccolo suggerimento: “Aspettate i professori. Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti”. Infine, un cenno alle offerte promozionali e kit a prezzo fisso. “Ben vengano! Possono essere convenienti -dice il movimento dei consumatori- Se non sono frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni caso l’ acquisto, dando la preferenza al trolley)”.

Radio Veronica One, 21/08/2020 16:06
Covid, Codacons contro Ricciardi
Foto Fotogramma Pubblicato il: 22/08/2020 13:49 Il Codacons attacca duramente Walter Ricciardi, consulente del governo, dopo le dichiarazioni sui rischi legati all’ apertura delle scuole e alle elezioni. L’ Associazione chiede al ministro Speranza di “sollevare dall’ incarico Ricciardi, che in questi mesi si è caratterizzato per una serie di improvvide dichiarazioni sul tema e che già in passato è stato oggetto di denunce per i suoi rapporti con le case farmaceutiche”. “I cittadini non hanno dimenticato, infatti, la sequenza di errori e passi falsi inanellata negli ultimi mesi: era lui a febbraio a contestare i tamponi per gli asintomatici, era lui a denunciare il rischio di passare per ‘untori d’ Europa’ praticando troppi test – anteponendo le ragioni dell’ economia a quelle del buon senso – e sempre lui insisteva sulla necessità di ridurre l’ allarme da Covid, visto che ‘il 95% dei contagiati guarisce’, o ribadiva che le mascherine per le persone sane ‘non servono a nulla’. Una serie così incredibile di affermazioni assurde e fuori luogo da costringere l’ Oms, in modo del tutto irrituale, a prendere le distanze dal professore – con un comunicato perentorio in cui si dichiarava che le sue erano opinioni del tutto personali e non attribuibili all’ organizzazione”, si legge in un comunicato del Codacons. “Se ciò non bastasse, comunque, bisogna ricordare che Ricciardi ha mantenuto a lungo rapporti con le case farmaceutiche, e quindi – e come dimostrato dall’ Associazione con una istanza all’ Anac – in potenziale conflitto di interessi, una situazione che rischia di non garantire trasparenza e correttezza né agli organi di informazione, né ai cittadini”, sostiene l’ Associazione dei consumatori, che elenca alcune iniziative “a cui il prof. Ricciardi ha preso parte a vario titolo mentre era a capo dell’ Iss come Commissario straordinario e da cui emergono anche transazioni direttamente a favore del prof. Ricciardi da parte di note case farmaceutiche produttrici di vaccini”. “Per tutte queste ragioni -conclude il Codacons- l’ Associazione chiede al ministro Speranza l’ allontanamento immediato di Ricciardi dal ruolo di consulente, a tutela dei cittadini e della corretta informazione sull’ epidemia in corso”.
fonte adnkronos

La Pressa, 21/08/2020 16:03
Tamponi in ferie, da 3000 a 10000 al giorno in pochi giorni: la Regione spieghi
comitati dei familiari delle vittime covid ed il codacons: ‘il tardivo incremento della regione arrivato solo dopo la nostra denuncia. e nelle cra la carenza rimane. anziani senza tampone ancora isolati’
Da un lato il boom di tamponi passato dai 3000 giornalieri del periodo di ferragosto agli oltre 10.000 di ieri e dall’ altro la scarsità di tamponi eseguiti dentro le Cra dove molti anziani ancora oggi non possono ricevere la visita dei loro parenti. Sono questi gli elementi su cui oggi si concentra l’ attenzione dei Comitati famigliari vittime dal Covid e di Codacons Emilia-Romagna. Nei giorni scorsi protagonisti di un botta e risposta a distanza con l’ assessore regionale alla Sanità Donini sui ritardi a causa dei quali la Regione non aveva ancora raggiunto a metà agosto il numero di tamponi giornalieri previsto e annunciato a maggio. ‘Nella giornata del 19 la Regione ha messo in campo 9000 tamponi e 1419 test sierologici riuscendo (saliti ad oltre 11.000 ieri), e mettere in quarantena 76 positivi al covid. Da qui alcune conclusioni: la prima, nelle precedenti settimane rispetto anche alla sola capacità operativa dimostrata nella giornata del 19 agosto, e quindi al di là di quella per ora solo reclamizzata da Donini e Venturi, di fatto non si sono intercettati i due terzi dei positivi intercettabili lasciando che questi due terzi di contagiati abbiano circolato e contaminato altri cittadini; la seconda, il fare così’ pochi tamponi (arrivando a farne poco più di 3.000 nei giorni prossimi a Ferragosto) nelle settimane precedenti non è frutto evidentemente di un’ incapacità assoluta ma o di una volontà di tenere i numeri dei positivi rilevati bassa durante il clou del periodo turistico oppure all’ incapacità di assicurarsi come Regione e Servizio Sanitario, con accordi economici organizzativi con chi i tamponi ed i test li deve materialmente fare e processare, la piena operatività anche nelle prime due settimane di agosto. E’ chiaro che in entrambe queste due ultime ipotesi chi non ha fatto per tempo ciò che gli competeva per incarico debba prendere atto delle controindicazioni gravi e conseguenti ai propri comportamenti istituzionali. L’ assessore Donini, in risposta ai Comitati e al Codacons, ha poi affermato, tra le altre cose, che in realtà le nostre lamentele sono infondate in merito alla mancata attività di screening nel mese di luglio e nella prima metà di agosto sulla riviera romagnola in quanto era in funzione un’ unità mobile per far tamponi ma anche qui a fronte di un incremento di milioni di presenze sulle riviera affermare con orgoglio di aver fatto quanto era necessario mettendo in campo una sola unità mobile è a dir poco risibile ed è frutto o di incompetenza o di mancanza di fondi cosa quest’ ultima che però metterebbe sotto accusa non solo l’ Assessore Donini ed il commissario Venturi ma l’ intera Giunta. Di fatto la Regione Emilia Romagna in piena emergenza covid economico, finanziaria, sociale e sanitaria ha deciso in ogni caso che le ferie estive sono sacre chiudendo di fatto i battenti come facevano le industrie negli anni 70″ quando a Bologna da un lato di via Indipendenza zona autostazione potevi sentire tanto era deserta e silenziosa la città chi ti parlava da Piazza Maggiore. Gli assessori da quanto ci è dato sapere lavorano in queste settimane in vacanza solo in smart working . Ma mentre il palazzo della Regione è di fatto deserto la sede del CODACONS che non ha mai chiuso un solo giorno per non venire meno come supporto a chi in questa fase si trova in grave difficolta economico finanziarie e sanitarie. Forse i dirigenti della Regione speravano che alche il virus almeno per le prime due settimane di agosto chiudesse anch’ esso i battenti e si mettesse in ferie evitando di fare nuovi contagi?? Da ultimo si sottolinea che sia i comitati che il CODACONS i quali nonostante un proprio costante contributo di stimolo all’ amministrazione regionale seppur apertamente critico, non per partito preso, ma per quanto è accaduto e sta accadendo, ad oggi a distanza di oltre un mese dalla pec ed email con cui era stato chiesto a tutti i gruppi i consiliari in Regione un incontro hanno per ora ricevuto di tutto il centro sinistra la sola disponibilità del gruppo dei Verdi ad un incontro mentre tutti gli altri gruppi dell’ opposizione hanno ritenuto importante confrontarsi almeno per un’ ora o poco più con noi, ultimo dei quali il gruppo di Forza Italia da cui verremo ricevuti nei prossimi giorni. Attendiamo fiduciosi’ Il caso Cra: anziani soli ‘Un altro aspetto attuale e preoccupante nella vicenda pandemia che è quello legato agli anziani ricoverati in rsa o cra che ancora in questi giorni non riescono ad avere un costante contatto con i propri familiari e questo anche se muniti di tamponi fatti il giorno prima mentre altri purtroppo non riescono nemmeno a farsi fare il tampone. Tutto questo – segnalano comitati e Codacons – crea inevitabilmente una situazione di grave disagio soprattutto per gli anziani ospiti di Rsa e Cra affetti da demenza senile i quali rischiano in questo modo di perdere le ultime capacità cognitive tese a riconoscere i propri parenti più prossimi. Tale situazione dispiace dirlo, perché sembra che ci si voglia accanire contro al Regione, è frutto del fatto che sia la Regione che il Servizio Sanitario Regionale invece di regolamentare in modo più preciso come debbano operare in questa fase le singole rsa e cra ha dato loro unicamente delle linee guida piuttosto vaghe che fanno si che alcune di queste strutture possano adottare criteri che di fatto non contemperino il bisogno di sicurezza sanitarie e l’ esigenza di contatto sociale degli anziani. Un soluzione auspicabile – conclusono – sarebbe quella di dare regole più precise e di garantire da apre del servizio sanitario a tutti i parenti di poter effettuare prima delle visite programmare ai propri casi due tamponi di controllo ed il test sierologico. O qualora ciò non fosse possibile di permettere quanto meno a chi desidera di farli presso strutture private ( in svizzera il tampone costa poco meno di 30 euro e viene effettuato e consegnato in meno di 48 ore)’ Da anni Lapressa.it offre una informazione libera e indipendente ai suoi lettori senza nessun tipo di contributo pubblico. La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge, e ci segue, di darci, se crede, un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di modenesi ed emiliano-romagnoli che ci leggono quotidianamente, è fondamentale.

Parma Today, 21/08/2020 14:09
I comitati famigliari vittime Covid: “Anziani lasciati troppo soli: gestione da anni ’70”
le critiche delle associazioni e del codacons alla gestione dell’ emergenza sanitaria
“I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il Codacons Emilia Romagna – si legge in una nota – ritengono doveroso dover segnalare un altro aspetto attuale e preoccupante nella vicenda pandemia che è quello legato agli anziani ricoverati in rsa o cra che ancora in questi giorni non riescono ad avere un costante contatto con i propri familiari e questo anche se muniti di tamponi fatti il giorno prima mentre altri purtroppo non riescono nemmeno a farsi fare il tampone. Tutto questo crea inevitabilmente una situazione di grave disagio soprattutto per gli anziani ospiti di rsa e cra affetti da demenza senile i quali rischiano in questo modo di perdere le ultime capacità cognitive tese a riconoscere i propri parenti più prossimi. Tale situazione dispiace dirlo, perché sembra che ci si voglia accanire contro al Regione, è frutto del fatto che sia la Regione che il Servizio Sanitario Regionale invece di regolamentare in modo più preciso come debbano operare in questa fase le singole rsa e cra ha dato loro unicamente delle linee guida piuttosto vaghe che fanno si che alcune di queste strutture possano adottare criteri che di fatto non contemperino il bisogno di sicurezza sanitarie e l’ esigenza di contatto sociale degli anziani. Un soluzione auspicabile sarebbe quella di dare regole più precise e di garantire da apre del servizio sanitario a tutti i parenti di poter effettuare prima delle visite programmare ai propri casi due tamponi di controllo ed il test sierologico. O qualora ciò non fosse possibile di permettere quanto meno a chi desidera di farli presso strutture private ( in svizzera il tampone costa poco meno di 30 euro e viene effettuato e consegnato in meno di 48 ore).Per quanto riguarda poi i tamponi ed i test sierologici i comitati ed il Codacons prendono atto che casualmente…… la Regione ed il Servizio Sanitario seppur con numeri ben lontani da quelli garantiti già a maggio 2020 (10.000 tamponi e 5.000 test e sierologici), hanno avuto un sussulto e nella giornata del 19 agosto hanno messo in campo n.9000 tamponi e n.1419 test sierologici riuscendo in tal odo ad intercettare e mettere in quarantena n.76 positivi al covid mentre nella giornata precedente i positivi erano appena 21. Questo significa alcune cosa di non poco conto che: a) nelle precedenti settimane rispetto anche alla sola capacità operativa dimostrata nella giornata del 19 agosto, e quindi al di là di quella per ora solo reclamizzata da Donini e Venturi, di fatto non si sono intercettati i due terzi dei positivi intercettabili lasciando che questi due terzi di contagiati abbiano circolato e contaminato altri cittadini; b) il fare così’ pochi tamponi ( arrivando a farne poco più di 3.000 nei giorni prossimi a Ferragosto) nelle settimane precedenti non è frutto evidentemente di un’ incapacità assoluta ma o di una volontà di tenere i numeri dei positivi rilevati bassa durante il clou del periodo turistico oppure all’ incapacità di assicurarsi come Regione e Servizio Sanitario, con accordi economici organizzativi con chi i tamponi ed i test li deve materialmente fare e processare, la piena operatività anche nelle prime due settimane di agosto.E’ chiaro che in entrambe queste due ultime ipotesi chi non ha fatto per tempo ciò che gli competeva per incarico debba prendere atto delle controindicazioni gravi e conseguenti ai propri comportamenti istituzionali. Gli effetti di tale inefficienza voluta o subita li stiamo già registrando in questi giorni in termini di aumento dei contagi ed altrui li vedremo purtroppo nelle prossime settimane. L’ assessore Donini ha poi affermato tra le altre cose che in realtà le nostre lamentele sono infondate in merito alla mancata attività di screening nel mese di luglio e nella prima metà di agosto sulla riviera romagnola in quanto era in funzione un’ unità mobile per far tamponi ma anche qui a fronte di un incremento di milioni di presenze sulle riviera affermare con orgoglio di aver fatto quanto era necessario mettendo in campo una sola unità mobile è a dir poco risibile ed è frutto o di incompetenza o di mancanza di fondi cosa quest’ ultima che però metterebbe sotto accusa non solo l’ Assessore Donini ed il commissario Venturi ma l’ intera Giunta.Di fatto la Regione Emilia Romagna in piena emergenza covid economico, finanziaria, sociale e sanitaria ha deciso in ogni caso che le ferie estive sono sacre chiudendo di fatto i battenti come facevano le industrie negli anni 70″ quando a Bologna da un lato di via Indipendenza zona autostazione potevi sentire tanto era deserta e silenziosa la città chi ti parlava da Piazza Maggiore. Gli assessori da quanto ci è dato sapere lavorano in queste settimane in vacanza solo in smart working …. Ma mentre il palazzo della Regione è di fatto deserto la sede del Codacons che non ha mai chiuso un solo giorno per non venire meno come supporto a chi in questa fase si trova in grave difficolta economico finanziarie e sanitarie. Forse i dirigenti della Regione speravano che alche il virus almeno per le prime due settimane di agosto chiudesse anch’ esso i battenti e si mettesse in ferie evitando di fare nuovi contagi?? Da ultimo si sottolinea che sia i comitati che il Codacons i quali nonostante un proprio costante contributo di stimolo all’ amministrazione regionale seppur apertamente critico, non per partito preso, ma per quanto è accaduto e sta accadendo, ad oggi a distanza di oltre un mese dalla pc ed email con cui era stato chiesto a tutti i gruppi i consiliari in Regione un incontro hanno per ora ricevuto di tutto il centro sinistra la sola disponibilità del gruppo dei Verdi ad un incontro mentre tutti gli altri gruppi dell’ opposizione hanno ritenuto importante confrontarsi almeno per un’ ora o poco più con noi, ultimo dei quali il gruppo di Forza Italia da cui verremo ricevuti nei prossimi giorni. I Comitati ed il CODACONS attendono fiduciosi”.

Bologna Today, 21/08/2020 12:36
Comitati vittime covid e Codacons, l’ accusa: “Pochi tamponi per tenere bassi i casi positivi durante il periodo turistico”
“la regione ha deciso che le ferie estive sono sacre. forse i dirigenti speravano che anche il virus si mettesse in ferie?”
“Gli anziani ricoverati in rsa o cra che ancora in questi giorni non riescono ad avere un costante contatto con i propri familiari e questo anche se muniti di tamponi fatti il giorno prima mentre altri purtroppo non riescono nemmeno a farsi fare il tampone”. Lo scrivono in una nota i Comitati dei Familiari delle Vittime Covid e il CODACONS Emilia Romagna. che sottolineano “tutto questo crea inevitabilmente una situazione di grave disagio soprattutto per gli anziani ospiti di rsa e cra affetti da demenza senile i quali rischiano in questo modo di perdere le ultime capacità cognitive tese a riconoscere i propri parenti più prossimi”.Comitati e Codacons specificano che non è loro intenzione accanirsi contro la Regione, tuttavia “invece di regolamentare in modo più preciso come debbano operare in questa fase le singole rsa e cra ha dato loro unicamente delle linee guida piuttosto vaghe che fanno si che alcune di queste strutture possano adottare criteri che di fatto non contemperino il bisogno di sicurezza sanitarie e l’ esigenza di contatto sociale degli anziani”, questo sia da parte della Regione che del Servizio Sanitario Regionale. Quindi auspicano regole più precise 2e di garantire a tutti i parenti di poter effettuare prima delle visite programmare ai propri casi due tamponi di controllo e il test sierologico. O qualora ciò non fosse possibile di permettere quanto meno a chi desidera di farli presso strutture private. In Svizzera – sottolineano – l tampone costa poco meno di 30 euro e viene effettuato e consegnato in meno di 48 ore”.Secondo i Comitati e Codacons “Casualmente, la Regione ed il Servizio Sanitario seppur con numeri ben lontani da quelli garantiti già a maggio 2020 (10.000 tamponi e 5.000 test e sierologici), hanno avuto un sussulto e nella giornata del 19 agosto hanno messo in campo 9000 tamponi e 1419 test sierologici riuscendo in tal modo a intercettare e mettere in quarantena 76 positivi al covid mentre nella giornata precedente i positivi erano appena 21. Questo significa – fanno notare – alcune cose di non poco conto – ossia che – nelle precedenti settimane, rispetto anche alla sola capacità operativa dimostrata nella giornata del 19 agosto, e quindi al di là di quella per ora solo reclamizzata da Donini e Venturi, di fatto non si sono intercettati i due terzi dei positivi intercettabili, lasciando che questi contagiati circolassero e contaminassero altri cittadini – e poi – il fare così pochi tamponi (arrivando a farne poco più di 3.000 nei giorni prossimi a Ferragosto) nelle settimane precedenti, non è frutto evidentemente di un’ incapacità assoluta, ma o di una volontà di tenere i numeri dei positivi rilevati durante il clou del periodo turistico – oppure ancora – dell’ incapacità di assicurarsi come Regione e Servizio Sanitario, con accordi economici organizzativi con chi i tamponi ed i test li deve materialmente fare e processare, la piena operatività anche nelle prime due settimane di agosto”. “Gli effetti di tale inefficienza voluta o subita li stiamo già registrando in questi giorni in termini di aumento dei contagi e altri li vedremo purtroppo nelle prossime settimane. L’ assessore Donini ha poi affermato tra le altre cose che in realtà le nostre lamentele sono infondate in merito alla mancata attività di screening nel mese di luglio e nella prima metà di agosto sulla riviera romagnola in quanto era in funzione un’ unità mobile per far tamponi ma anche qui a fronte di un incremento di milioni di presenze sulle riviera affermare con orgoglio di aver fatto quanto era necessario, mettendo in campo una sola unità mobile è a dir poco risibile ed è frutto o di incompetenza o di mancanza di fondi cosa quest’ ultima che però metterebbe sotto accusa non solo l’ Assessore Donini ed il commissario Venturi ma l’ intera Giunta”.In piena emergenza covid economico, finanziaria, sociale e sanitaria, la Regione avrebbe “deciso in ogni caso che le ferie estive sono sacre chiudendo di fatto i battenti come facevano le industrie negli anni ’70, quando a Bologna, da un lato di via Indipendenza zona autostazione potevi sentire, tanto era deserta e silenziosa, chi ti parlava da Piazza Maggiore. Gli assessori da quanto ci è dato sapere lavorano in queste settimane in vacanza solo in smart working – continuano – ma mentre il palazzo della Regione è di fatto deserto la sede del CODACONS che non ha mai chiuso un solo giorno per non venire meno come supporto a chi in questa fase si trova in grave difficolta economico finanziarie e sanitarie”. E si chiedono ancora: “Forse i dirigenti della Regione speravano che anche il virus, almeno per le prime due settimane di agosto, chiudesse i battenti e si mettesse in ferie evitando di fare nuovi contagi?”Comitati e CODACONS fanno sapere, che le critiche non sono “non per partito preso, ma per quanto è accaduto e sta accadendo, ad oggi a distanza di oltre un mese dalla pec ed email con cui era stato chiesto a tutti i gruppi i consiliari un incontro, hanno per ora ricevuto di tutto il centro sinistra la sola disponibilità del gruppo dei Verdi, mentre tutti gli altri gruppi dell’ opposizione hanno ritenuto importante confrontarsi almeno per un’ ora o poco più con noi, ultimo dei quali Forza Italia da cui verremo ricevuti nei prossimi giorni”. Cod.

AgenPress, 21/08/2020 11:26
Coronavirus. Ricciardi, se aumenta elezioni e scuola a rischio. Codacons, ministro lo cacci
agenpress – il codacons attacca duramente walter ricciardi, consulente del governo, dopo le dichiarazioni sui rischi legati all’ apertura delle scuole e alle elezioni: l’ associazione chiede al ministro speranza di sollevare dall’ incarico ricciardi, che in questi mesi si è caratterizzato per una serie di improvvide dichiarazioni sul tema e che già in passato è stato oggetto []
Walter Ricciardi, consulente del Governo AgenPress – Il Codacons attacca duramente Walter Ricciardi, consulente del Governo, dopo le dichiarazioni sui rischi legati all’ apertura delle scuole e alle elezioni: l’ Associazione chiede al ministro Speranza di sollevare dall’ incarico Ricciardi, che in questi mesi si è caratterizzato per una serie di improvvide dichiarazioni sul tema e che già in passato è stato oggetto di denunce per i suoi rapporti con le case farmaceutiche. I cittadini non hanno dimenticato, infatti, la sequenza di errori e passi falsi inanellata negli ultimi mesi: era lui a febbraio a contestare i tamponi per gli asintomatici, era lui a denunciare il rischio di passare per ‘untori d’ Europa’ praticando troppi test – anteponendo le ragioni dell’ economia a quelle del buon senso – e sempre lui insisteva sulla necessità di ridurre l’ allarme da Covid, visto che ‘il 95% dei contagiati guarisce’, o ribadiva che le mascherine per le persone sane ‘non servono a nulla’. Una serie così incredibile di affermazioni assurde e fuori luogo da costringere l’ OMS, in modo del tutto irrituale, a prendere le distanze dal professore – con un comunicato perentorio in cui si dichiarava che le sue erano opinioni del tutto personali e non attribuibili all’ organizzazione. Se ciò non bastasse, comunque, bisogna ricordare che Ricciardi ha mantenuto a lungo rapporti con le case farmaceutiche, trovandosi quindi – come dimostrato dall’ Associazione con una istanza all’ ANAC – in potenziale conflitto di interessi: una situazione che rischia di non garantire trasparenza e correttezza né agli organi di informazione, né ai cittadini. Tra le iniziative a cui il Prof. Ricciardi ha preso parte a vario titolo mentre era a capo dell’ ISS come Commissario straordinario e da cui emergono anche transazioni direttamente a favore del prof. Ricciardi da parte di note case farmaceutiche produttrici di vaccini, il Codacons elencava nell’ esposto all’ Anac: ‘Per il Gruppo Pfizer in data 25.07.2017, è stato escusso il Dott. Marco Sugarelli, membro del CdA di tutte le società del Gruppo e della Fondazione Pfizer, il quale ha riferito che: -‘Per quanto concerne il prof. Ricciardi, nel 2013, era responsabile scientifico del corso ECM sull’ HTA per la Società Prex S.p.a con audience personale Pfizer (corso di formazione interno) ed ha percepito un compenso di 4.000,00 Euro, corrisposto da Prex S.p.a.’. -‘Pfizer Italia s.r.l. ha partecipato ad un progetto con l’ Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con un contratto per lo svolgimento del Progetto Report Prevenzione Italia. Il contratto è stato stipulato nel giugno 2014 e concluso nel febbraio 2015 per un totale di Euro 16.500,00 in favore dell’ Università’. Per la Crucell S.r.l. in data 24.102.2017, è stato escusso il Dott. Marco Martelli, membro del CdA della società, il quale ha riferito che: – ‘Abbiamo stipulato un contratto con l’ Università Cattolica del Sacro Cuore nel dicembre del 2014 per la sponsorizzazione del ‘Progetto Prevenzione Italia’ con la Società Janssen – Cilag S.p.a., a cui la Crucell aveva affittato il Ramo di Azienda Vaccini. Affitto che si è chiuso il 1 gennaio 2015 e pertanto nel report della ricerca, che è stato pubblicato nel 2015, compare il marchio della Crucell’; – ‘La Società Janssen – Cilag S.p.a ha contribuito con 10.000 euro’. Per la GlaxoSmithKline S.p.a. in data 27.11.2017 è stato escusso il Dott. Luis Arosemena, Amministratore Delegato della società, il quale, ha riferito che: -‘abbiamo verificato nei sistemi informatici riscontrando una transazione indiretta. Per transazione indiretta intendo una sponsorizzazione fatta ad una azienda terza, che ha scelto di invitare come relatore il dott. Ricciardi. Di fatto noi abbiamo pagato a quella azienda il costo totale dell’ evento, ma dato che l’ azienda che ha richiesto la sponsorizzazione ha dovuto specificarci le spese sostenute, tra le stesse vi è quella vitto, alloggio e viaggio per un importo di circa 400 Euro a favore del dott. Ricciardi. Di questa attività di sponsorizzazione abbiamo informato l’ AIFA. Detta sponsorizzazione è avvenuta nel novembre 2015′. Per la Sanofi Pasteur Msd S.p.a. in data 12.02.2018 è stata escussa la Dott.ssa Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato della MSD Italia S.r.l. ed ex Amministratore Delegato della joint venture Sanofi Pasteur Msd S.p.a., la quale ha confermato la sponsorizzazione, da parte della Sanofi Pasteur MSD, di un convegno organizzato dalla S.It.I. a Milano nell’ ottobre del 2015, affermando che alla cena istituzionale tenutasi, nel corso del convegno appena citato presso il ristorante Eatitaly dell’ expo di Milano, ‘tra i tantissimi ospiti, a mia memoria, c’ era anche il Prof. Ricciardi’. La dott.ssa Luppi, in data 27.02.2018, ha fatto pervenire poi una nota integrativa, da cui è emerso che: -‘con riferimento alla richiesta se la SPMSD S.p.A abbia sponsorizzato e in quale forma il Progetto Prevenzione Italia – I Report Vaccinale, confermo che la società SPMSD S.p.A. ha sponsorizzato tale progetto. In merito si allega alla presente, sub Allegato 1, e il relativo contratto a suo tempo stipulato’. Dal contratto emerge che la SPMSD ha corrisposto alla Università Cattolica del scaro Cuore, a titolo di corrispettivo per la realizzazione del Progetto, la somma pari a 16.500,00 Euro + IVA (15.000,00 da contratto + 1.500,00 di integrazione). Ed ancora. Il Dott. Fabrizio Greco, attuale Amministratore Delegato della AbbVie, escusso ad indagine difensive, in data 20.10.2017 ha confermato la partecipazione del prof. Ricciardi ad un progetto europeo, sponsorizzato dalla AbbVie, sulla sostenibilità dei sistemi sanitari in Europa, producendo il ‘Contratto di prestazione di servizi di consulenza scientifica’ tra la casa farmaceutica AbbVie Srl e l’ Università Cattolica del Sacro Cuore, con cui la AbbVie affida all’ Università Cattolica del Sacro Cuore – Dipartimento di Sanità Pubblica – il ruolo di Rapporteur nell’ ambito del proprio progetto internazionale dal titolo ‘Recipes for Sustainable Healthcare’, avente durata dal 1 marzo 2014 al 1 maggio 2015. Direttore scientifico del Progetto, il Prof. Walter Ricciardi. Per tale attività la AbbVie riconosce all’ Università Cattolica Dipartimento di Sanità Pubblica la somma di Euro 58.250,00 + IVA’. Per tutte queste ragioni l’ Associazione chiede al ministro Speranza l’ allontanamento immediato di Ricciardi dal ruolo di consulente, a tutela dei cittadini e della corretta informazione sull’ epidemia in corso.

Quotidiano Canavese, 21/08/2020 09:36
CANAVESE – Morti sospette per covid nelle case di riposo: quattro indagati per omicidio colposo
CANAVESE – La procura di Ivrea, per ora, mantiene il massimo riserbo ma i primi quattro nomi sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo in merito ai decessi nelle Rsa del Canavese durante l’ emergenza covid. La procura, partendo anche dagli esposti di alcune famiglie, ha aperto una decina di fascicoli relativi alla gestione delle case di riposo durante il picco della pandemia. Al vaglio dei carabinieri del Nas non solo la gestione degli ospiti ma anche le procedure di sicurezza messe in atto dalle Rsa per il personale. A questi si è aggiunto l’ esposto del Codacons con il quale l’ associazione consumatori aveva richiesto l’ esecuzione di maggiori autopsie per stabilire le cause dei decessi. Sulle morti sospette le indagini andranno avanti ancora per qualche settimana. Al vaglio della procura una serie di morti sospette che, almeno inizialmente, non sono state attribuite al covid e che, di fatto, potrebbero non aver fatto scattare tutte le procedure di sicurezza che la pandemia ha poi richiesto. Ipotesi, per il momento, ed è per questo motivo che il faro degli inquirenti è destinato a non spegnersi ancora per un bel pezzo.

ilgiorno.com, 21/08/2020 07:10
Treno deragliato a Carnate: via i rottami, spazio a verifiche e inchiesta
riaperta la linea milano-lecco. sospesi macchinista e capotreno, trenord ha fornito agli investigatori la ‘scatola nera’ del locomotore
Carnate (Monza e Brianza), 21 agosto 2020 – Le squadre di Rete ferroviaria italiana lavorano anche di notte . Così i treni sono tornati a viaggiare dalle 6.20 di ieri, anche se su un solo binario nella stazione di Carnate , tra Milano e Lecco. La circolazione era stata interrotta alle 11.55 di mercoledì dopo l’ incidente provocato dal treno partito da solo dalla stazione di Robbiate e mandato su un binario morto dopo avere percorso 10 chilometri senza nessuno alla guida. Le attività di rimozione del treno, parzialmente concluse, hanno consentito ai tecnici di Rfi di verificare l’ integrità dell’ infrastruttura e quindi di ripristinare la circolazione. Trenord fa sapere che i convogli da e per la Valtellina circolano regolarmente. La Lecco-Milano offre un treno all’ ora. Paderno d’ Adda è servita da bus. In attesa degli esiti dell’ inchiesta interna per verificare le cause dell’ incidente, il macchinista e il capotreno della corsa 10776 sono stati cautelativamente sospesi. L’ azienda ha offerto loro un servizio di supporto psicologico. Intanto l’ inchiesta giudiziaria coordinata dal procuratore di Monza Claudio Gittardi e dal pm Michele Trianni, e condotta dalla Polfer, sta verificando i doveri di sorveglianza sul convoglio, che spettano al capotreno che non può abbandonare il convoglio, nemmeno quando è in sosta. Né lui né il macchinista, invece, erano a bordo quando il treno si è messo in movimento da solo perché non era stato inserito il freno. Entrambi erano al bar e il treno era come una «macchina in folle in discesa senza il freno a mano tirato» Il capotreno è stato ascoltato dagli investigatori nell’ immediatezza del fatto, mentre l’ audizione del macchinista è slittata perché era in stato di choc. Le indagini dovranno anche appurare se il convoglio, non di ultima generazione e anzi definito «vecchio», avesse o meno a disposizione un sistema frenante di emergenza che poteva essere attivato. Trenord ha fornito alla Procura la ‘scatola nera’ della locomotiva , attualmente sotto sequestro. Il fascicolo, aperto per disastro ferroviario colposo, resta per ora a carico di ignoti in attesa della relazione della Polfer. Intanto Codacons annuncia un esposto alla Procura della Repubblica: «Necessario avere immediatamente risposte chiare e sincere da Trenord», dice il presidente Marco Donzelli. «Se il treno non fosse stato fatto deragliare in stazione a Carnate avrebbe potuto finire nel centro abitato, causando numerosi morti e feriti. Quello che è successo non ha giustificazione alcuna, ma chiediamo a Trenord di fornire immediate spiegazioni di quanto successo». Massimiliano Capitanio, deputato brianzolo della Lega, presenterà una interrogazione parlamentare, in Commissione Trasporti, «per fare chiarezza sull’ accaduto». Nicola Di Marco, capogruppo M5S della commissione regionale Infrastrutture chiede «che i vertici di Trenord riferiscano subito nella commissione competente». E propone un encomio agli operatori della Centrale operativa di Rfi, cioè coloro che hanno il compito di gestire la circolazione dei treni sulla rete nazionale – che hanno «evitato una strage riuscendo a pilotare il treno «in corsa» su un binario «morto»». E conclude «le forze politiche che siedono all’ interno del Consiglio regionale della Lombardia valutino l’ attribuzione di uno dei suoi riconoscimenti a questi lavoratori che hanno dimostrato grandi capacità in quei secondi drammatici».
antonio caccamo

Cronache di Napoli, 21/08/2020 06:16
Con l’ apertura delle scuole si rischia ancora di più
segui le indicazioni per viaggiare
dei mezzi pubblici, alla ripresa, a settembre delle scuole e degli uffici e il conseguente rischio di un diffondersi della pandemia da Covid-19. Manca nelle grandi città italiane una politica seria per rendere sicuri i trasporti locali”. Uno scenario già allarmante per i pendolari che, secondo Codacons, devono fare i conti anche con l’ aumento delle tariffe: “L’ epidemia – ha fatto sapere il responsabile nazionale della federazione – ha fatto letteralmente esplodere i prezzi di treni e aerei: tanto per fare un esempio, a maggio si spendevano anche 262 euro per spostarsi in treno da Milano a Napoli (nella giornata di sabato 9 maggio col Frecciarossa 9515); quasi 6 mesi prima (il 25/11/2019), con Trenitalia, si scendeva a 103 euro, e con Italo si raggiungeva quota 88,10 euro”. DISPENSER IGIENIZZANTI Per igienizzare le mani, usa anche dispenser presenti a bordo. MASCHERINA E GUANTI Indossa necessariamente una mascherina per la protezione del naso e della bocca e dotati di guanti monouso. DISTANZA SOCIALE Rispetta sempre la distanza sociale.

Cronache di Caserta, 21/08/2020 06:16
Con l’ apertura delle scuole si rischia ancora di più
CASERTA – Da una parte le regole per arginare la diffusione del contagio. Dall’ altra la situazione che gli italiani conoscono da sempre. Sono tantissimi gli italiani che utilizzano i treni per spostarsi. E in questi mesi travagliati non sono certo diminuiti. E se nonostante il lockdown e la pausa estiva il principale gestore del servizio ferroviario italiano non riesce a gestire la presenza massiccia di pendolari su alcune tratte, cosa succederà con l’ inizio delle attività scolastiche e lavorative? “Quindi metteranno altri treni?”, si chiede un utente preoccupato. “Prima la gente viaggiava in piedi con tutti i posti a sedere a disposizione, ora dove si mettono?”. Un altro profetizza un provvedimento del governo ad hoc: “Dopo le discoteche e la movida potrebbe tornare a essere la volta dei mezzi pubblici. Secondo Il Giornale il prossimo passo del governo potrebbe essere il lockdown dei mezzi di trasporto pubblico”. Una riduzione del servizio sarebbe una vera e propria catastrofe. Certo, se la situazione dovesse peggiorare molto, il governo potrebbe giustamente decidere di vietare gli spostamenti tra regioni diverse. Anche un altro utente esprime la sua preoccupazione in merito: “Una questione delicata, che al ritorno delle vacanze con le città che ripartono, gli studenti in movimento e molti lavoratori che progressivamente abbandonano lo smartworking per tornare in ufficio, potrebbe esplodere con tutte le sue criticità”. Intanto qualche giorno fa Lettera 150 ha diffuso una nota del primario dell’ Ospedale San Gerardo di Monza Marco Grasso, il quale conferma che i rischi non sono da sottovalutare: “Sono fondati i timori per il sovraffollamento dei mezzi pubblici, alla ripresa, a settembre delle scuole e degli uffici e il conseguente rischio di un diffondersi della pandemia da Covid-19. Manca nelle grandi città italiane una politica seria per rendere sicuri i trasporti locali”. Uno scenario già allarmante per i pendolari che, secondo Codacons, devono fare i conti anche con l’ aumento delle tariffe: “L’ epidemia – ha fatto sapere il responsabile nazionale della federazione – ha fatto letteralmente esplodere i prezzi di treni e aerei: tanto per fare un esempio, a maggio si spendevano anche 262 euro per spostarsi in treno da Milano a Napoli (nella giornata di sabato 9 maggio col Frecciarossa 9515); quasi 6 mesi prima (il 25/11/2019), con Trenitalia, si scendeva a 103 euro, e con Italo si raggiungeva quota 88,10 euro”.

La Vanguardia, 21/08/2020 06:07
De Vietnam a Apulia
solo la mitad de los italianos se ha ido este año de vacaciones. los que lo hacen abogan por playas del país como las de apulia, su destino favorito en tiempos de pandemia
Pese a que se esperan menos turistas extranjeros, este agosto estaba reservado el 80% de las habitaciones El año pasado optaron por hacer un mes de vacaciones en Vietnam y Camboya. Este 2020, el plan es quedarse mucho más cerca. Arianna Pace, que trabaja en Roma y tiene 33 años, este verano ha cambiado los templos y las playas asiáticas por las costas de Apulia, de donde es su pareja, que poco tienen que envidiar a los paraísos vietnamitas. Unos días low cost repartidos entre la casa de la familia de sus suegros y pequeños hoteles en varias de las localidades preferidas de los italianos en el conocido como el tacón de la bota: Polignano a Mare, Alberobello, Monopoli o Martina Franca. Como ellos, miles de italianos este año apuestan por dejar de lado los vuelos internacionales y hacer vacaciones en las costas de su país. Y la mayoría lo hace en la región de Apulia, el destino preferido para hacer vacaciones en tiempos de pandemia. Así lo ha dicho una encuesta de la asociación de consumidores Codacons, que señala que el 28% de los italianos que hacen vacaciones lo hacen en Apulia, seguida por Sicilia (24%) y Cerdeña (18%). Quienes prefieren montaña apostarán por Trentino (el 15% de los italianos). Unas vacaciones diferentes, para quien pueda hacerlas, con una duración más breve, de unos siete días de media fuera de casa. Y no todos podrán escaparse: solo el 51% de los ciudadanos italianos de este país, explica la asociación, poco más de 30 millones de italianos, lo que significa un 23% menos respecto al 2019. “Nos hemos decidido por Apulia porque está relativamente cerca de Roma, podemos ir en coche y no tenemos que coger trenes o aviones”, explica Pace, muy preocupada por posibles contagios de coronavirus. “Además de por las playas, hemos decidido Apulia porque hemos visto que las estructuras cumplen las restricciones sanitarias y podemos descansar sin tener contacto con otras personas”, añade. Esta región ha decidido tomar normas extra por la pandemia y obliga a registrarse con un formulario al llegar para poder ser contactados en caso de posibles contagios. Apulia no era un destino desconocido para los italianos antes del coronavirus, pero sí que huye del turismo de masas que se ve en otras zonas del país. Su mayor atractivo turístico son sus 900 kilómetros de costa y pueblos idílicos como Polignano a Mare, que se ha convertido en una meta imprescindible con sus grutas marinas escondidas en la costa o el centro histórico con callejones, casas blancas, terrazas naturales y estupendas plazas. Hacia el norte se encuentra el pueblo fortificado de Giovinazzo y también el parque nacional del Gargano. En Alberobello, a 55 kilómetros al sudeste de Bari, se encuentran las famosas construcciones coronadas por un cono de piedra que llaman trulli, patrimonio de la Unesco. A Lecce, una ciudad con maravillas barrocas, el The New York Times la llama la Florencia del Sur. La joya del barroco sin embargo esta en la basílica de San Martino, en Martina Franca. La región está aprovechando el tirón y además de anunciarse en las televisiones nacionales, presume del desfile reciente de Dior o de la visita de celebridades italianas como la influencer Chiara Ferragni. El resultado es bueno. Pese a que se esperan menos turistas que el verano anterior -reciben muchas visitas internacionales-, por el momento el 80% de las habitaciones estabá reservado este agosto. Eso sí, no llegarán a los números del año pasado, cuando el mismo mes había 3,89 millones de visitantes italianos y 596.000 extranjeros. La crisis económica que deja la pandemia -según las previsiones optimistas, el Producto Interior Bruto caerá por lo menos un 8% este 2020- afectará principalmente al turismo, y por eso el Gobierno jestá volcado en que las vacaciones de este año se hagan en Italia. Hasta han lanzado un bono de 500 euros por familia para gastar en establecimientos turísticos nacionales. Este 2020, los italianos cargan el coche y se van al mare . Y muchos, en Apulia.
anna buj corresponsal

Il Giornale, 21/08/2020 05:16
Proteste sui siti pendolari Codacons farà esposto
Protestano i pendolari sui siti e sulle pagine Facebook. Dopo lo schianto di ieri torna d’ attualità, nel dibattito di chi quotidiamente utilizza i treni per recarsi al lavoro in città il tema della sicurezza. Dai disagi, alle regole del distanziamento per il Covid e ora anche l’ incolumità garantita dai convogli che viaggiano sulla rete. Intanto il Codacons annuncia un esposto alla procura della Repubblica in merito al deragliamento che avrebbe messo «a rischio la salute dell’ intera collettività» e ritiene «necessario avere immediatamente risposte chiare e sincere». «Se il treno non fosse stato fatto deragliare in stazione a Carnate- denuncia il il presidente del Codacons Marco Donzelli- avrebbe potuto finire nel centro abitato, causando numerosi morti e feriti. Quello che è successo non ha giustificazione alcuna, ma chiediamo a Trenord di fornire immediate spiegazioni di quanto è accaduto».

Corriere della Sera, 21/08/2020 05:06
una vacanza in italia
Il Lido chic e distante dove Sordi negò l’ autografo a Verdone
a venezia la spiaggia delle star (accanto però è libera) il piccolo carlo davanti al suo mito: «ma presi paura»
E poi certo, quelli che vanno a prendere il sole d’ inverno alle Seychelles hanno il coraggio di dire che il Lido «è bello ma è scomodo». Abituati a 14 ore di volo, mal sopportano i 55 minuti di vaporetto per raggiungere l’ isola dalla stazione dei treni di Venezia Santa Lucia, attraverso la strada più bella del mondo che è il Canal Grande. Non ditegli che se proprio hanno fretta, possono prendere la linea 5.1 che passa per il Canale della Giudecca e ci mette solo mezz’ ora. E poi ci sono anche gli esperti del Codacons, che per fare un po’ di pubblicità negativa a metà luglio hanno certificato: «Il Lido è la spiaggia più cara d’ Italia». Non ditegli che è vero che la capanna di Kirk Douglas e Silvana Mangano all’ Excelsior costa fino 452 euro al giorno; ma se in fondo al Gran Viale girano a sinistra, si trovano davanti una spiaggia libera così larga che in Liguria se la sognano. Goethe, che in Italia è stato praticamente ovunque, qui ha visto il mare per la prima volta. Ex carciofaia trasformata in luogo di villeggiatura nell’ Ottocento, quando il turismo non esisteva ma c’ era il Grand tour, l’ isola d’ oro ha ospitato anche Lord Byron e De Musset, che facevano il bagno nudi senza timore dei paparazzi. Nel 1938 il record di 519 mila «presenze»; poi il lento declino, mentre il resto dell’ Adriatico esplodeva. Nell’ anno del Covid, c’ è più gente qui in spiaggia che tra le calli e i campi del centro storico. Eppure la decadenza del Lido è diventata quasi un genere narrativo, e resta memorabile una sfuriata contro i suoi residenti dell’ ex sindaco Massimo Cacciari: «Non sono lidensi ma lidioti. Vivono nel più bel posto del mondo e ne parlano come se stessero su una località bombardata». Non a caso il libro-manifesto dell’ isola si intitola Morte a Venezia , mica Festa mobile . Quando l’ autore, Thomas Mann, venne invitato al Lido per un convegno, all’ ultimo momento le autorità fasciste gli impedirono di intervenire. Contrariato ma solo fino a un certo punto, ne approfittò per trovare rifugio agli Alberoni: «Non c’ è mare più bello per farsi il bagno». Le grandi passioni del Novecento si sono consumate al Lido. Qui Maria Callas ha conosciuto Aristotele Onassis, a una festa organizzata dall’ amica comune Elsa Maxwell; ed è qui che si svolge l’ ultima parte dell’ Amante di Lady Chatterley , «con i suoi bagni di sole sulla sabbia ardente, i balli, al suono del jazz, ventre contro ventre». Ma a dirla tutta, oggi il Lido è più spiaggia per famiglie che per single. E proprio quest’ anno, il giorno della festa del papà, Carlo Verdone ha postato su Instagram la foto di un’ estate di tanti anni fa. «Lido di Venezia 1957. Mio padre Mario a quell’ epoca lavorava per la Mostra del cinema. Ogni estate ci trasferivamo nella solita casa presa in affitto dai Signori Venturi in via Emo. Era bellissimo tutto: i canali, i vaporetti, la spiaggia dell’ hotel Excelsior, i motoscafi Riva che portavano le star. Conoscevo tutti i nomi dei vaporetti e motonavi: Concordia, Altino, Murano…». Un giorno, l’ apparizione. «Mia madre mi disse: Carletto, c’ è un grande attore si chiama Alberto Sordi. Prendi questa penna e fatti fare un autografo su un foglio. E io mi misi in fila educatamente». La star davanti a quel bimbo intimorito ha voglia di scherzare: «A te l’ autografo non te lo faccio. Perché sei russo». Il piccolo Carlo, paonazzo, risponde: «Veramente sono di Roma…». «Non ce credo. C’ hai la faccia da russo», ride Albertone. «Scappai via per il disagio – ricorda Verdone -. Sordi urlò: “N’ do vai? Vie’ qui… Scherzavo”. Ma ormai ero tornato sotto l’ ombrellone. E di quel Sordi e del cinema avevo deciso che non me ne poteva importare un fico secco. E mi feci l’ idea che gli attori erano una categoria di gente cretina e antipatica con i bambini. Anzi facevano pure paura». Nella foto Carletto sorride felice accanto al padre, critico cinematografico scomparso nel 2009: «Questa foto logorata dal tempo mi emoziona, mi piace vedere che papà mi abbraccia protettivo. Lui che mio nonno, morto in trincea sul San Gabriele, non lo conobbe mai. Mio papà nato nelle più atroci difficoltà economiche è stato il più grande esempio nella mia vita. Grande uomo e gran signore». Incontrare una celebrità è tradizione di vecchia data. Il principe di Galles, futuro duca di Windsor, si avviava al mare come un bagnante qualunque, tenendo per mano il fratello minore, destinato a diventare re Giorgio VI. Winston Churchill andava verso la spiaggia rigorosamente vestito, tanto si fermava prima all’ ombra di un bar. Durante una passeggiata, un giorno l’ industriale Henry Ford disse all’ amico Giuseppe Volpi di Misurata: «Ah, caro conte, come mi farei volentieri qualche buca». Tre mesi dopo, nacque uno dei più affascinanti campi da golf d’ Europa, con vista sulla laguna. Altri tempi. Due mesi fa è crollato il tetto dell’ Hotel des Bains, quello del romanzo di Mann e del film di Visconti – ci hanno girato anche Il paziente inglese – chiuso da oltre dieci anni in attesa di una ristrutturazione più volte annunciata e mai partita. Ma un altro albergo da sogno, l’ Ausonia Hungaria, cinque stelle lusso e una facciata di maioliche liberty che è un’ opera d’ arte, è stato appena restaurato. All’ ultima mostra del cinema, qui sono stati avvistati Paolo Sorrentino e Cécile de France. Bere uno spritz in terrazza costa sei euro, come in un posto qualsiasi in centro a Milano. Dicono che il Lido è scomodo ed è caro, ma per arrivare a piazza San Marco bastano dieci minuti. E raggiungerla in barca, dal mare, come accadeva ai marinai della Serenissima al ritorno dalle loro avventure in Oriente, è una cosa che toglie il fiato.
paolo beltramin

Settimana di Saronno, 21/08/2020 05:01
l’ associazione varesina aveva diffidato il comune, contestando la politica di prevenzione alle truffe
«Procediamo per vie legali contro il Codacons»
GERENZANO (blv) Il Codacons ha diffidato il Comune sulla prevenzione alle truffe e sulla gestione della sicurezza, ma l’ Amministrazione non è rimasta in silenzio e ora è pronta a procedere per vie legali per tutelare l’ immagine dell’ ente. «Il 22 giugno, con una Pec inviata alle 23.37, il Comune ha ricevuto l’ atto del Codacons di Varese. Considerato l’ insolito orario e il proliferare di mail dal contenuto falso, e non comprendendo il significato di questa nota, abbiamo contattato telefonicamente l’ associazione per meglio comprendere l’ accaduto. Con sorpresa abbiamo appreso dell’ autenticità dell’ atto e il fatto che la stessa Maria Boffini, sottoscrittrice della diffida, non avesse idea esatta del contenuto, rimandando l’ azione all’ ufficio legale, né, tantomeno, avesse fatto verifica sul nostro operato in merito al tema contestato», anticipano gli amministratori e il sindaco Ivano Campi, aggiungendo: «Ricordiamo che l’ attività investigativa e di repressione delle truffe è di competenza dell’ Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, non certo del sindaco e riteniamo che, prima di procedere alla trasmissione dell’ atto, si dovesse verificare. Se si fosse fatto si sarebbe potuto constatare che l’ Amministrazione è sempre stata molto attenta nell’ informazione e nella gestione delle criticità relative alle truffe». E a questo proposito: «Sono numerose le comunicazioni che, con tempestività, pubblichiamo sulla pagina istituzionale per avvisare i cittadini di probabili truffe e delle iniziative, in collaborazione con l’ arma dei Carabinieri, che proponiamo sul territorio per sensibilizzare gli anziani. Da sempre, a ogni segnalazione, allertiamo la Polizia locale che, sebbene costituita da solo due unità, provvede ad effettuare giri di ricognizione». E ancora: «Siamo stati tra i primi Comuni a promuovere il Controllo di vicinato e all’ inizio del lockdown abbiamo istituito il servizio WhatsApp, a cui hanno aderito oltre 1650 cittadini, per trasmettere in tempo reale tutte le informazioni, anche quelle relative a possibili truffe. Se si fossero documenti si sarebbe evitata questa sconveniente situazione che costringe l’ Amministrazione ad attivarsi perché fortemente lesa nella propria immagine». E infine: «L’ azione, che abbiamo dimostrato priva di fondamento giuridico e nei fatti, non è passata inosservata. La politica locale ha potuto cavalcarla e perciò chiediamo che l’ associazione ponga le scuse e revochi l’ atto. Qualora la nostra richiesta dovesse rimanere inascoltata, provvederemo a dare mandato legale per la tutela dell’ immagine dell’ ente».

Quotidiano di Puglia, 21/08/2020 03:46
Discoteche, chiuse le piste invasione dei centri storici
il popolo della notte cambia indirizzo e si riversa nelle strade di città e marine i titolari delle piste da ballo: flusso maggiore di quello registrato sulla pista da ballo
Matteo CAIONE Chiuse le discoteche, il popolo della notte spopola nei centri storici e nelle marine per fare serata nei locali della movida. Gli assembramenti cambiano indirizzo e location. I giovani abbandonano le piste da ballo per intasare le viuzze dei borghi e i litorali. La dolce vita, nel cuore di agosto, si è riversata per strada. Una marcia sulle città diventata, in alcuni casi, incontrollabile. Come ad Otranto, finita nel mirino di un gruppo di vandali, o come a Gallipoli con una festa abusiva organizzata in un lido sequestrato. Soprattutto queste due città, emblemi delle vacanze in Salento, fanno registrare le scene di un’ invasione. Ma il flusso umano di gente non risparmia nemmeno il capoluogo e i paesi della costa. Dal canto suo, dj Toni Tinelli ha denunciato gli assembramenti a gogò tra le strade con un post ironico apparso sui social: «Otranto e Gallipoli questa sera. No polemica, ma solide realtà». Una frase sardonica corredata dalle foto che immortalano i due centri presi d’ assalto. La chiusura dei locali da ballo in tutta Italia è stata decisa il 16 agosto scorso con un’ ordinanza del Ministro della Salute, Roberto Speranza. E nelle scorse ore, il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva presentata con il ricorso dei sindacati Silb-Fipe-Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo. E con lo stop ai locali notturni, il problema degli affollamenti, il lievito dei contagi targato Covid-19, appare soltanto delocalizzato. E per i gestori delle discoteche, la toppa è peggio del buco. «Quantomeno, all’ interno delle nostre strutture, i giovani erano monitorati e controllati. Abbiamo schierato 35 operatori per verificare e garantire le misure anti-Covid», sottolinea Paolo Pastore, titolare del Riobo di Gallipoli. «Ora – accusa – ci sono assembramenti incontrollati ovunque, fuorché nelle discoteche. La scelta di farci chiudere ha ottenuto solo l’ aggravamento del problema. Purtroppo, chi fa parte di questi Comitati scientifici che decidono il da farsi non ha un’ esperienza diretta sul campo. E quindi interpellarci non sarebbe stato male». Al Riobo, intanto, si va avanti solo con la ristorazione, ovvero con la cena spettacolo. Ovviamente, senza la possibilità di ballare. «Ciò che sta avvenendo – tuona Pastore – suona come una beffa per un settore come il nostro che forse è inviso a qualcuno. È sufficiente guardare i centri storici di Otranto e Gallipoli, dove c’ è un flusso enormemente superiore a quello delle piste da ballo: solo per Gallipoli, stiamo parlando di 20mila persone che si riversano per strada rispetto alle 1200 ospitate nella mia discoteca. Eppure, il problema siamo solo noi. Nel frattempo, bar e locali di piccoli metri quadrati continuano ad essere presi d’ assalto nel silenzio generale». Sulla stessa lunghezza d’ onda anche Maurizio Pasca, presidente del Silb (Sindacato Italiano Locali da Ballo), che denuncia il rischio di «anarchia» innescato dai party privati. «Ora assisteremo ad un proliferare di feste abusive in qualsiasi luogo e ambito. La decisione del ministro della Salute ha generato il problema. Anche perché – evidenzia Pasca – le ordinanze regionali sono state rispettate: sanificazioni dei locali, materiali monouso, misurazione della temperatura corporea, generalità delle persone e prenotazioni online. L’ unica cosa impossibile da garantire era il distanziamento in pista, ma l’ ordinanza della regione Puglia non prevedeva nemmeno questo, bensì la sola riduzione della capienza. Le discoteche sono state chiuse perché sono aumentati i contagi. Eppure, il Praja di Gallipoli, per fare un esempio, da giugno a domenica scorsa ha avuto 100mila presenze e nessun caso di contagio. La questione – accusa Pasca – è che le discoteche sono ormai il capro espiatorio di tutto. E questo è inaccettabile. Già da un mese eravamo sotto il fuoco di una campagna mediatica, anche per esempio da parte del Codacons, finalizzata alla demonizzazione delle piste da ballo. Gli assembramenti però che si registrano ogni giorno tra stabilimenti balneari, discobar, centri commerciali, locali e borghi della movida non sollevano alcun polverone. Forse stiamo dando fastidio. Ma colpendo le discoteche, si sta penalizzando il turismo, incidendo sull’ economia del Salento. In tanti, infatti, hanno già disdetto le prenotazioni e molti turisti stanno andando via». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
matteo caione

Quotidiano di Puglia, 21/08/2020 03:46
«Misure anti-covid: voli aerei pericolosi»
«Mancato rispetto del distanziamento durante le operazioni di imbarco, scarsi controlli a bordo e potenziali rischi durante neiservizi igienici». Il Codacons torna sulla questione della sicurezza anti-Covid sui voli in Italia e diffonde i primi risultati del questionario somministrato a 500mila viaggiatori sul rispetto delle norme previste da parte delle compagnie aeree nelle fasi di imbarco, sbarco e durante il volo. «Risultati clamorosi, che gettano ombre inquietanti sul rispetto delle norme« denuncia l’ associazione. E annuncia che i dati raccolti saranno inviati all’ Enac (Ente nazionale aviazione civile). © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Sentinella del Canavese, 21/08/2020 03:31
emergenza coronavirus
Rsa, sono quattro gli indagati per omicidio colposo
sui nomi la procura di ivrea mantiene il massimo riserbo tuttavia si potrebbe trattare di strutture denunciate dai parenti delle vittime
Andrea Scutellà / ivrea Almeno i primi quattro nomi sono stati iscritti nel registro degli indagati. Il capo di imputazione nei fascicoli che riguardano le Rsa canavesane, resta quello dell’ omicidio colposo. Ma sull’ identità, il ruolo e la struttura in cui lavorano, la procura di Ivrea mantiene il massimo riserbo, anche perché nessun avviso di garanzia è stato consegnato fino ad ora. Tutto è in mano al procuratore capo Giuseppe Ferrando, che ha dato mandato, ormai da qualche mese, alla Guardia di Finanza e i carabinieri del Nas di ricostruire le eventuali responsabilità nelle strutture residenziali canavesane che hanno avuto picchi anomali di contagi.Ma nel caso degli indagati noti, potrebbe trattarsi di figure apicali – direttori o comunque figure di responsabilità -, di strutture dove c’ è stata la denuncia di un parente. A quel punto l’ iscrizione nel registro sarebbe un «atto dovuto», come si dice spesso in questi casi. A inizio luglio erano cinque le denunce di parenti di deceduti Covid sospetti nelle Rsa pervenute alla procura di Ivrea. Gli altri tre fascicoli con un capo d’ imputazione erano per infortunio sul lavoro, con denunce da parte dei dipendenti.In tutto la pila sulla scrivania del procuratore capo era arrivata a cinquantacinque fascicoli, la maggior parte senza capo d’ imputazione, che contenevano le meticolose relazioni dei Nas e delle fiamme gialle sulle strutture sanitarie canavesane. I carabinieri sono stati impiegati soprattutto per valutare se le strutture sanitarie abbiano adottato tutte le cautele necessarie. Mentre i finanzieri hanno lavorato sul prezzo dei tamponi e dei dispositivi di protezione individuali, come mascherine, camici, occhiali.C’ è poi il capitolo legato all’ esposto dell’ associazione dei consumatori Codacons, che era stato integrato con una richiesta di maggiori autopsie per stabilire le cause dei decessi. Il problema di molte morti sospette, infatti, risiede nel fatto che, almeno all’ inizio dell’ emergenza, gli esami non venivano effettuati. La procura di Ivrea, però, ha più volte ribadito la difficoltà di eseguire autopsie senza rischiare il contagio per gli operatori sanitari. Di autopsie post mortem, di fatto, ne è stata eseguita solo su un’ anziana di Bairo e per arrivare a un risultato ci sono volute due settimane.Nella denuncia dell’ associazione dei consumatori, tuttavia, era presente anche la richiesta di indagare per omicidio colposo tutti i livelli di gestione dell’ emergenza sanitaria: dai dirigenti delle singole Rsa, al «responsabile della Asl di Ivrea», fino al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Giorno (ed. Milano), 21/08/2020 03:11
Via i rottami, spazio a verifiche e inchiesta
riaperta la linea milano-lecco. sospesi macchinista e capotreno, trenord ha fornito agli investigatori la “scatola nera” del locomotore
CARNATE di Antonio Caccamo Le squadre di Rete ferroviaria italiana lavorano anche di notte. Così i treni sono tornati a viaggiare dalle 6.20 di ieri, anche se su un solo binario nella stazione di Carnate, tra Milano e Lecco. La circolazione era stata interrotta alle 11.55 di mercoledì dopo l’ incidente provocato dal treno partito da solo dalla stazione di Robbiate e mandato su un binario morto dopo avere percorso 10 chilometri senza nessuno alla guida. Le attività di rimozione del treno, parzialmente concluse, hanno consentito ai tecnici di Rfi di verificare l’ integrità dell’ infrastruttura e quindi di ripristinare la circolazione. Trenord fa sapere che i convogli da e per la Valtellina circolano regolarmente. La Lecco-Milano offre un treno all’ ora. Paderno d’ Adda è servita da bus. Il primo vagone del treno deragliato già ieri mattina era stato adagiato su un autoarticolato. Fotografato come se fosse una star dai tanti curiosi che arrivano in processione anche da fuori paese per scattare foto al luogo disastro. E ora non sembra vero potersi fare un selfie con alle spalle la carrozza che per prima è uscita dai binari sfiorando una strada del piccolo paese e una palazzina abitata da sei famiglie. Carnate, per via del treno fantasma, è diventata la meta di una gita fuori porta. Strani tempi. Il vagone comunque resterà per poco tempo ancora in paese. È pronto per essere trasferito in uno dei depositi di Trenord a Milano. In attesa degli esiti dell’ inchiesta interna per verificare le cause dell’ incidente, il macchinista e il capotreno della corsa 10776 restano sospesi cautelativamente. Trenord ha fornito alla Procura la “scatola nera” della locomotiva, attualmente sotto sequestro. Il fascicolo, aperto per disastro ferroviario colposo, resta per ora a carico di ignoti in attesa della relazione della Polfer. Intanto Codacons annuncia un esposto alla Procura della Repubblica: «Necessario avere immediatamente risposte chiare e sincere da Trenord», dice il presidente Marco Donzelli. «Se il treno non fosse stato fatto deragliare in stazione a Carnate avrebbe potuto finire nel centro abitato, causando numerosi morti e feriti. Quello che è successo non ha giustificazione alcuna, ma chiediamo a Trenord di fornire immediate spiegazioni di quanto successo». Massimiliano Capitanio, deputato brianzolo della Lega, presenterà una interrogazione parlamentare, in Commissione Trasporti, «per fare chiarezza sull’ accaduto». Nicola Di Marco, capogruppo M5S della commissione regionale Infrastrutture chiede «che i vertici di Trenord riferiscano subito nella commissione competente». E propone un encomio agli operatori della Centrale operativa di Rfi, cioè coloro che hanno il compito di gestire la circolazione dei treni sulla rete nazionale – che hanno «evitato una strage riuscendo a pilotare il treno «in corsa» su un binario «morto»». E conclude «le forze politiche che siedono all’ interno del Consiglio regionale della Lombardia valutino l’ attribuzione di uno dei suoi riconoscimenti a questi lavoratori che hanno dimostrato grandi capacità in quei secondi drammatici». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

corriere.it, 20/08/2020 23:41
una vacanza in italia
Il Lido di Venezia, chic e distante. L’ autografo di Sordi negato al piccolo Verdone
amato da winston churchill e kirk douglas, qui maria callas conobbe aristotele onassis e paolo sorrentino ha girato «the new pope». per il codacons è il posto più caro d’ italia (ma c’ è anche la spiaggia libera)
. Abituati a 14 ore di volo, mal sopportano i 55 minuti di vaporetto per raggiungere l’ isola dalla stazione dei treni di Venezia Santa Lucia, attraverso la strada più bella del mondo che è il Canal Grande. Non ditegli che se proprio hanno fretta, possono prendere la linea 5.1 che passa per il Canale della Giudecca e ci mette solo mezz’ ora. E poi ci sono anche gli esperti del Codacons, che per fare un po’ di pubblicità negativa a metà luglio hanno certificato: . Non ditegli che è vero che la capanna di Kirk Douglas e Silvana Mangano all’ Excelsior costa fino a 452 euro al giorno; ma se in fondo al Gran Viale girano a sinistra, si trovano davanti una spiaggia libera così larga che in Liguria se la sognano. Goethe, che in Italia è stato praticamente ovunque, qui ha visto il mare per la prima volta. Ex carciofaia trasformata in luogo di villeggiatura nell’ Ottocento, , l’ isola d’ oro ha ospitato anche Lord Byron e De Musset, che facevano il bagno nudi senza timore dei paparazzi. Nel 1938 il record di 519 mila «presenze»; poi il lento declino, mentre il resto dell’ Adriatico esplodeva. Nell’ anno del Covid, c’ è più gente qui in spiaggia che tra le calli e i campi del centro storico. Eppure la decadenza del Lido è diventata quasi un genere narrativo, e resta memorabile una sfuriata contro i suoi residenti dell’ ex sindaco . Vivono nel più bel posto del mondo e ne parlano come se stessero su una località bombardata». Non a caso il libro-manifesto dell’ isola si intitola , mica . Quando l’ autore, Thomas Mann, venne invitato al Lido per un convegno, all’ ultimo momento le autorità fasciste gli impedirono di intervenire. Contrariato ma solo fino a un certo punto, ne approfittò per trovare rifugio agli Alberoni: «Non c’ è mare più bello per farsi il bagno». Le grandi passioni del Novecento si sono consumate al Lido. , a una festa organizzata dall’ amica comune Elsa Maxwell; ed è qui che si svolge l’ ultima parte dell’ Amante di Lady Chatterley, «con i suoi bagni di sole sulla sabbia ardente, i balli, al suono del jazz, ventre contro ventre». Ma a dirla tutta, oggi il Lido è più spiaggia per famiglie che per single. E proprio quest’ anno, il giorno della festa del papà,a. «Lido di Venezia 1957. Mio padre Mario a quell’ epoca lavorava per la Mostra del cinema. Ogni estate ci trasferivamo nella solita casa presa in affitto dai Signori Venturi in via Emo. Era bellissimo tutto: i canali, i vaporetti, la spiaggia dell’ hotel Excelsior, i motoscafi Riva che portavano le star. Conoscevo tutti i nomi dei vaporetti e motonavi: Concordia, Altino, Murano…». . «Mia madre mi disse: Carletto, c’ è un grande attore si chiama Alberto Sordi. Prendi questa penna e fatti fare un autografo su un foglio. E io mi misi in fila educatamente». La star davanti a quel bimbo intimorito ha voglia di scherzare: «A te l’ autografo non te lo faccio. Perché sei russo». Il piccolo Carlo, paonazzo, risponde: «Veramente sono di Roma…». «Non ce credo. C’ hai la faccia da russo», ride Albertone. «Scappai via per il disagio – ricorda Verdone -. . E di quel Sordi e del cinema avevo deciso che non me ne poteva importare un fico secco. E mi feci l’ idea che gli attori erano una categoria di gente cretina e antipatica con i bambini. Anzi facevano pure paura». Nella foto Carletto sorride felice accanto al padre, critico cinematografico scomparso nel 2009: , mi piace vedere che papà mi abbraccia protettivo. Lui che mio nonno, morto in trincea sul San Gabriele, non lo conobbe mai. Mio papà nato nelle più atroci difficoltà economiche è stato il più grande esempio nella mia vita. Grande uomo e gran signore». Incontrare una celebrità è tradizione di vecchia data. Il principe di Galles, futuro duca di Windsor, si avviava al mare come un bagnante qualunque, tenendo per mano il fratello minore, destinato a diventare re Giorgio VI. . Durante una passeggiata, un giorno l’ industriale Henry Ford disse all’ amico Giuseppe Volpi di Misurata: «Ah, caro conte, come mi farei volentieri qualche buca». Tre mesi dopo, nacque uno dei più affascinanti campi da golf d’ Europa, con vista sulla laguna. , quello del romanzo di Mann e del film di Visconti – ci hanno girato anche Il paziente inglese – chiuso da oltre dieci anni in attesa di una ristrutturazione più volte annunciata e mai partita. Ma un altro albergo da sogno,, è stato appena restaurato. All’ ultima mostra del cinema, qui sono stati avvistati Paolo Sorrentino e Cécile de France. Bere uno spritz in terrazza costa sei euro, come in un posto qualsiasi in centro a Milano. Dicono che il Lido è scomodo ed è caro, ma per arrivare a piazza San Marco bastano dieci minuti. E raggiungerla in barca, dal mare, come accadeva ai marinai della Serenissima al ritorno dalle loro avventure in Oriente, è una cosa che toglie il fiato.
paolo beltramin

Msn, 20/08/2020 22:22
Il Lido di Venezia, chic e distante. L’ autografo di Sordi negato al piccolo Verdone
E poi certo, quelli che vanno a prendere il sole d’ inverno alle Seychelles hanno il coraggio di dire che il Lido «è bello ma è scomodo» . Abituati a 14 ore di volo, mal sopportano i 55 minuti di vaporetto per raggiungere l’ isola dalla stazione dei treni di Venezia Santa Lucia, attraverso la strada più bella del mondo che è il Canal Grande. Non ditegli che se proprio hanno fretta, possono prendere la linea 5.1 che passa per il Canale della Giudecca e ci mette solo mezz’ ora. E poi ci sono anche gli esperti del Codacons, che per fare un po’ di pubblicità negativa a metà luglio hanno certificato: «Il Lido è la spiaggia più cara d’ Italia» . Non ditegli che è vero che la capanna di Kirk Douglas e Silvana Mangano all’ Excelsior costa fino a 452 euro al giorno; ma se in fondo al Gran Viale girano a sinistra, si trovano davanti una spiaggia libera così larga che in Liguria se la sognano. Goethe, che in Italia è stato praticamente ovunque, qui ha visto il mare per la prima volta. Ex carciofaia trasformata in luogo di villeggiatura nell’ Ottocento, quando il turismo non esisteva ma c’ era il Grand tour , l’ isola d’ oro ha ospitato anche Lord Byron e De Musset, che facevano il bagno nudi senza timore dei paparazzi. Nel 1938 il record di 519 mila «presenze»; poi il lento declino, mentre il resto dell’ Adriatico esplodeva. Nell’ anno del Covid, c’ è più gente qui in spiaggia che tra le calli e i campi del centro storico. Eppure la decadenza del Lido è diventata quasi un genere narrativo, e resta memorabile una sfuriata contro i suoi residenti dell’ ex sindaco Massimo Cacciari: «Non sono lidensi ma lidioti . Vivono nel più bel posto del mondo e ne parlano come se stessero su una località bombardata». Non a caso il libro-manifesto dell’ isola si intitola Morte a Venezia , mica Festa mobile . Quando l’ autore, Thomas Mann, venne invitato al Lido per un convegno, all’ ultimo momento le autorità fasciste gli impedirono di intervenire. Contrariato ma solo fino a un certo punto, ne approfittò per trovare rifugio agli Alberoni: «Non c’ è mare più bello per farsi il bagno». Le grandi passioni del Novecento si sono consumate al Lido. Qui Maria Callas ha conosciuto Aristotele Onassis , a una festa organizzata dall’ amica comune Elsa Maxwell; ed è qui che si svolge l’ ultima parte dell’ Amante di Lady Chatterley , «con i suoi bagni di sole sulla sabbia ardente, i balli, al suono del jazz, ventre contro ventre». Ma a dirla tutta, oggi il Lido è più spiaggia per famiglie che per single. E proprio quest’ anno, il giorno della festa del papà, Carlo Verdone ha postato su Instagram la foto di un’ estate di tanti anni fa . «Lido di Venezia 1957. Mio padre Mario a quell’ epoca lavorava per la Mostra del cinema. Ogni estate ci trasferivamo nella solita casa presa in affitto dai Signori Venturi in via Emo. Era bellissimo tutto: i canali, i vaporetti, la spiaggia dell’ hotel Excelsior, i motoscafi Riva che portavano le star. Conoscevo tutti i nomi dei vaporetti e motonavi: Concordia, Altino, Murano…». Un giorno, l’ apparizione. «Mia madre mi disse: Carletto, c’ è un grande attore si chiama Alberto Sordi. Prendi questa penna e fatti fare un autografo su un foglio. E io mi misi in fila educatamente». La star davanti a quel bimbo intimorito ha voglia di scherzare: «A te l’ autografo non te lo faccio. Perché sei russo». Il piccolo Carlo, paonazzo, risponde: «Veramente sono di Roma…». «Non ce credo. C’ hai la faccia da russo», ride Albertone. «Scappai via per il disagio – ricorda Verdone -. Sordi urlò: ‘N’ do vai? Vie’ qui… Scherzavo’. Ma ormai ero tornato sotto l’ ombrellone. E di quel Sordi e del cinema avevo deciso che non me ne poteva importare un fico secco. E mi feci l’ idea che gli attori erano una categoria di gente cretina e antipatica con i bambini. Anzi facevano pure paura». Nella foto Carletto sorride felice accanto al padre, critico cinematografico scomparso nel 2009: «Questa foto logorata dal tempo mi emoziona, mi piace vedere che papà mi abbraccia protettivo. Lui che mio nonno, morto in trincea sul San Gabriele, non lo conobbe mai. Mio papà nato nelle più atroci difficoltà economiche è stato il più grande esempio nella mia vita. Grande uomo e gran signore». Incontrare una celebrità è tradizione di vecchia data. Il principe di Galles, futuro duca di Windsor, si avviava al mare come un bagnante qualunque, tenendo per mano il fratello minore, destinato a diventare re Giorgio VI. Winston Churchill andava verso la spiaggia rigorosamente vestito, tanto si fermava prima all’ ombra di un bar. Durante una passeggiata, un giorno l’ industriale Henry Ford disse all’ amico Giuseppe Volpi di Misurata: «Ah, caro conte, come mi farei volentieri qualche buca». Tre mesi dopo, nacque uno dei più affascinanti campi da golf d’ Europa, con vista sulla laguna. Altri tempi. Due mesi fa è crollato il tetto dell’ Hotel des Bains , quello del romanzo di Mann e del film di Visconti – ci hanno girato anche Il paziente inglese – chiuso da oltre dieci anni in attesa di una ristrutturazione più volte annunciata e mai partita. Ma un altro albergo da sogno, l’ Ausonia Hungaria, cinque stelle lusso e una facciata di maioliche liberty che è un’ opera d’ arte , è stato appena restaurato. All’ ultima mostra del cinema, qui sono stati avvistati Paolo Sorrentino e Cécile de France. Bere uno spritz in terrazza costa sei euro, come in un posto qualsiasi in centro a Milano. Dicono che il Lido è scomodo ed è caro, ma per arrivare a piazza San Marco bastano dieci minuti. E raggiungerla in barca, dal mare, come accadeva ai marinai della Serenissima al ritorno dalle loro avventure in Oriente, è una cosa che toglie il fiato.

ilmattino.it, 20/08/2020 20:12
Test rapido, Codacons: estenderlo a porti e stazioni
(Teleborsa) – Dati alla mano, le vacanze stanno avendo un effetto nefasto sulla curva epidemiologica del nostro Paese: per questo, il Codacons chiede di estendere il test rapido s ui contagi anche ai porti e alle stazioni ( ferroviarie e di autobus a lungo raggio), così da intercettare il maggior numero possibile di casi e ridurre al massimo la diffusione del virus. L’ Associazione, che sta monitorando le procedure di sicurezza sui voli operanti in Italia, lancia questo appello alle istituzioni per evitare che si imbarchino positivi o sintomatici. Per la stessa ragione, il Codacons chiede di rafforzare i controlli alle frontiere, come richiesto da alcuni presidenti di Regione, se necessario con l’ impiego dell’ esercito: il confine con la Slovenia (porta dei Balcani, in questo momento infestati dal Covid19), in particolare, richiede un’ attenzione specifica e molto severa. Il rischio infatti è legato all’ arrivo di irregolari da Paesi con sistemi sanitari “deboli”, i quali – percorsa la rotta balcanica, attraverso Paesi ad alto tasso di contagio – possono entrare in Italia aggirando i controlli sanitari . La priorità, in ogni caso, è quella di uniformare pratiche e procedure su tutto il territorio nazionale, evitando per il futuro di applicare protocolli “a macchia di leopardo”, differenziati tra Regioni: una prassi che ha rappresentato purtroppo la regola nella gestione italiana del contenimento dell’ epidemia, e che – come ampiamente dimostrato – ha incrementato rischi e possibilità di contagio sul nostro territorio . “Bisogna subito p revedere controlli in tutti i luoghi di rientro dalle ferie , così da scoprire per tempo casi di positività al Covid e intercettare immediatamente gli asintomatici, vettori di diffusione del virus”, dichiara il presidente Carlo Rienzi. “Vista la curva dei contagi non è più tempo di applicare mezze misure: le procedure devono essere ferree e devono riguardare l’ intero territorio nazionale: altrimenti, rischiamo che la curva risalga rapidamente, e che in seguito sia troppo tardi per intervenire” , conclude. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Salerno Today, 20/08/2020 18:05
Covid e prevenzione: il Codacons propone l’ assicurazione “Viaggi Italia”
uno strumento per contrastare il calo dei flussi turistici nel nostro paese
Il Codacons, assieme a SIB (Società Italiana Brokers) e Europ Assistance, propone oggi in Campania una innovativa soluzione per sostenere il turismo, combattere la psicosi Covid e garantire vacanze sicure e serene ai cittadini. Come confermato dai dati il pericolo di contagi, infatti, sta largamente scoraggiando le vacanze degli italiani: proprio per questo l’ Associazione ha deciso di scommettere sulla ripartenza del turismo nazionale, garantendo ai cittadini interessati una copertura completa riguardo i rischi potenziali e le incognite di un viaggio all’ epoca del COVID. In questo modo, ai tanti che ne hanno già fatto richiesta è stato possibile garantire vacanze serene e assistenza a 360 gradi in caso di problemi durante la villeggiatura.Grazie alla polizza “Viaggi Italia” l’ assicurato che trascorrerà le proprie vacanze nella penisola godrà di: assistenza medica illimitata, consulenza medica online per autovalutazione dei sintomi e medici disponibili 24 ore su 24 online; rimpatrio sanitario; rientro anticipato; rimborso delle spese mediche; assistenza stradale in viaggio con intervento sul posto anche in caso di foratura pneumatici e auto in sostituzione e pernottamento. La polizza prevede inoltre garanzie aggiuntive al pacchetto base per partire in tutta serenità ed essere tutelati in ogni ambito: un indennizzo in caso di furto/incendio o danni all’ abitazione e invio di un artigiano . Previsto anche l’ invio di un medico o di un’ ambulanza e assistenza domiciliare per i familiari rimasti casa; pet assistance e rimborso delle spese veterinarie per malattie improvvise e infortuni, indennizzo per gli infortuni derivanti dall’ attività sportiva in viaggio. Uno strumento concepito appositamente per le esigenze dei vacanzieri ai tempi del Covid, che non prevede limiti di età e che, grazie ad una convenzione siglata dal Codacons potrà essere acquistato dagli iscritti all’ associazione con uno sconto speciale.

larepubblica.it, 20/08/2020 13:20
Test rapido, Codacons: estenderlo a porti e stazioni
dati alla mano, le vacanze stanno avendo un effetto nefasto sulla curva epidemiologica del nostro paese: per questo, il codacons chiede di estendere il test rapido sui contagi anche ai porti e alle
20 agosto 2020 – 12.30 (Teleborsa) – Dati alla mano, le vacanze stanno avendo un effetto nefasto sulla curva epidemiologica del nostro Paese: per questo, il Codacons chiede di estendere il test rapido s ui contagi anche ai porti e alle stazioni ( ferroviarie e di autobus a lungo raggio), così da intercettare il maggior numero possibile di casi e ridurre al massimo la diffusione del virus. L’ Associazione, che sta monitorando le procedure di sicurezza sui voli operanti in Italia, lancia questo appello alle istituzioni per evitare che si imbarchino positivi o sintomatici. Per la stessa ragione, il Codacons chiede di rafforzare i controlli alle frontiere, come richiesto da alcuni presidenti di Regione, se necessario con l’ impiego dell’ esercito: il confine con la Slovenia (porta dei Balcani, in questo momento infestati dal Covid19), in particolare, richiede un’ attenzione specifica e molto severa. Il rischio infatti è legato all’ arrivo di irregolari da Paesi con sistemi sanitari “deboli”, i quali – percorsa la rotta balcanica, attraverso Paesi ad alto tasso di contagio – possono entrare in Italia aggirando i controlli sanitari . La priorità, in ogni caso, è quella di uniformare pratiche e procedure su tutto il territorio nazionale, evitando per il futuro di applicare protocolli “a macchia di leopardo”, differenziati tra Regioni: una prassi che ha rappresentato purtroppo la regola nella gestione italiana del contenimento dell’ epidemia, e che – come ampiamente dimostrato – ha incrementato rischi e possibilità di contagio sul nostro territorio . “Bisogna subito p revedere controlli in tutti i luoghi di rientro dalle ferie , così da scoprire per tempo casi di positività al Covid e intercettare immediatamente gli asintomatici, vettori di diffusione del virus”, dichiara il presidente Carlo Rienzi. “Vista la curva dei contagi non è più tempo di applicare mezze misure: le procedure devono essere ferree e devono riguardare l’ intero territorio nazionale: altrimenti, rischiamo che la curva risalga rapidamente, e che in seguito sia troppo tardi per intervenire” , conclude.

TeleBorsa, 20/08/2020 12:54
economiasalute e benessere
Test rapido, Codacons: estenderlo a porti e stazioni
“vista la curva dei contagi non è più tempo di applicare mezze misure”, dice il presidente rienzi
(Teleborsa) – Dati alla mano, le vacanze stanno avendo un effetto nefasto sulla curva epidemiologica del nostro Paese: per questo, il Codacons chiede di estendere il test rapido s ui contagi anche ai porti e alle stazioni ( ferroviarie e di autobus a lungo raggio), così da intercettare il maggior numero possibile di casi e ridurre al massimo la diffusione del virus. L’ Associazione, che sta monitorando le procedure di sicurezza sui voli operanti in Italia, lancia questo appello alle istituzioni per evitare che si imbarchino positivi o sintomatici. Per la stessa ragione, il Codacons chiede di rafforzare i controlli alle frontiere, come richiesto da alcuni presidenti di Regione, se necessario con l’ impiego dell’ esercito: il confine con la Slovenia (porta dei Balcani, in questo momento infestati dal Covid19), in particolare, richiede un’ attenzione specifica e molto severa. Il rischio infatti è legato all’ arrivo di irregolari da Paesi con sistemi sanitari “deboli”, i quali – percorsa la rotta balcanica, attraverso Paesi ad alto tasso di contagio – possono entrare in Italia aggirando i controlli sanitari . La priorità, in ogni caso, è quella di uniformare pratiche e procedure su tutto il territorio nazionale, evitando per il futuro di applicare protocolli “a macchia di leopardo”, differenziati tra Regioni: una prassi che ha rappresentato purtroppo la regola nella gestione italiana del contenimento dell’ epidemia, e che – come ampiamente dimostrato – ha incrementato rischi e possibilità di contagio sul nostro territorio . “Bisogna subito p revedere controlli in tutti i luoghi di rientro dalle ferie , così da scoprire per tempo casi di positività al Covid e intercettare immediatamente gli asintomatici, vettori di diffusione del virus”, dichiara il presidente Carlo Rienzi. “Vista la curva dei contagi non è più tempo di applicare mezze misure: le procedure devono essere ferree e devono riguardare l’ intero territorio nazionale: altrimenti, rischiamo che la curva risalga rapidamente, e che in seguito sia troppo tardi per intervenire” , conclude.

ilmessaggero.it, 20/08/2020 12:46
Economia
(Teleborsa) – Dati alla mano, le vacanze stanno avendo un effetto nefasto sulla curva epidemiologica del nostro Paese: per questo, il Codacons chiede di estendere il test rapido s ui contagi anche ai porti e alle stazioni ( ferroviarie e di autobus a lungo raggio), così da intercettare il maggior numero possibile di casi e ridurre al massimo la diffusione del virus. L’ Associazione, che sta monitorando le procedure di sicurezza sui voli operanti in Italia, lancia questo appello alle istituzioni per evitare che si imbarchino positivi o sintomatici. Per la stessa ragione, il Codacons chiede di rafforzare i controlli alle frontiere, come richiesto da alcuni presidenti di Regione, se necessario con l’ impiego dell’ esercito: il confine con la Slovenia (porta dei Balcani, in questo momento infestati dal Covid19), in particolare, richiede un’ attenzione specifica e molto severa. Il rischio infatti è legato all’ arrivo di irregolari da Paesi con sistemi sanitari “deboli”, i quali – percorsa la rotta balcanica, attraverso Paesi ad alto tasso di contagio – possono entrare in Italia aggirando i controlli sanitari . La priorità, in ogni caso, è quella di uniformare pratiche e procedure su tutto il territorio nazionale, evitando per il futuro di applicare protocolli “a macchia di leopardo”, differenziati tra Regioni: una prassi che ha rappresentato purtroppo la regola nella gestione italiana del contenimento dell’ epidemia, e che – come ampiamente dimostrato – ha incrementato rischi e possibilità di contagio sul nostro territorio . “Bisogna subito p revedere controlli in tutti i luoghi di rientro dalle ferie , così da scoprire per tempo casi di positività al Covid e intercettare immediatamente gli asintomatici, vettori di diffusione del virus”, dichiara il presidente Carlo Rienzi. “Vista la curva dei contagi non è più tempo di applicare mezze misure: le procedure devono essere ferree e devono riguardare l’ intero territorio nazionale: altrimenti, rischiamo che la curva risalga rapidamente, e che in seguito sia troppo tardi per intervenire” , conclude. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Report Tv, 20/08/2020 11:13
Coranavirus e test: la denuncia dei viaggiatori, tanta confusione e pochi test
Codacons: misure insufficienti e gravemente lacunose della regione, servono test rapidi anche nelle stazioni ferroviarie Il test rapido a chi torna dalle vacanze deve essere fatto non solo negli aereoporti ma anche nei porti, nelle stazioni ferroviarie e quelle del trasporto su gomma La confusione regna sovrana in Regione, soprattutto per quanto riguarda i test che dovrebbero essere svolti negli aeroporti nei confronti di coloro che rientrano da vacanze all’ estero in Croazia, Grecia, Malta e Spagna. Molti viaggiatori denunciano la confusione del sistema predisposto, e la lentezza delle operazioni, con grande possibilità che molti si sottraggano al test. “Le Regioni si stanno muovendo tardi e male, e intanto assistiamo ad un boom di contagi significativo in molte zone d’ Italia, con un aumento dei ricoveri ospedalieri, che fortunatamente, per ora, ha riguardato solo marginalmente le terapie intensive. Ma la situazione non può far stare tranquilli, come abbiamo visto pochi mesi fa, basta molto poco affinché esploda il contagio, e con la riapertura delle scuole prevista tra poche settimane la situazione potrebbe degenerare con enorme rapidità” Conclude il Presidente del Codacons Campania, prof. Enrico Marchetti: “Dobbiamo tracciare ogni possibile vettore del virus, con test che vengano effettuati negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, nei porti ed in quelle dei trasporti su gomma, impedendo ogni possibile contagio e isolando immediatamente ogni soggetto positivo. Questa è l’ arma più forte che abbiamo, oltre a quella di continuare ad usare i dispositivi di protezione personale il più possibile.” Ti è piaciuto l’ articolo? Vuoi scriverne uno anche tu? Inizia da qui!

Catania Oggi, 20/08/2020 09:51
Monza: Codacons, ‘esposto a procura su treno deragliato, Trenord dia risposte’
cronacamilano, 20 ago. (adnkronos) – codacons annuncia un esposto alla procura della repubblica in merito al deragliamento del […]
#cronaca Milano, 20 ago. (Adnkronos) – Codacons annuncia un esposto alla procura della Repubblica in merito al deragliamento del treno, avvenuto ieri in Brianza, che avrebbe messo “a rischio la salute dell’ intera collettività” e ritiene “necessario avere immediatamente risposte chiare e sincere da Trenord”. L’ associazione interviene sull’ incidente del convoglio “che parrebbe essere partito da Paderno Robbiate senza alcuno ai comandi, nessun macchinista, nessun capotreno e nessun membro del personale Trenord; solamente uno sventurato passeggero, rimasto ferito nel deragliamento”. Si tratta di “notizie che rendono ancora più assurda una vicenda che sarebbe potuta terminare con esiti drammatici. Se il treno non fosse stato fatto deragliare in stazione a Carnate avrebbe potuto finire nel centro abitato, causando numerosi morti e feriti – afferma il presidente Marco Donzelli -. Quello che è successo non ha giustificazione alcuna, ma chiediamo a Trenord di fornire immediate spiegazioni di quanto successo”.
cataniaoggi www.cataniaoggi.it

FanPage, 20/08/2020 09:24
Treno deragliato a Carnate: “Tragedia sfiorata, poteva finire nel centro abitato”
iniziano oggi i sopralluoghi e le prime operazioni di rimozione dei rottami del treno deragliato a carnate
in foto: Foto Fb: Sanjula Ranasinha “Il treno deragliato a Carnate è stata una tragedia sfiorata, perché il convoglio sarebbe potuto finire nel centro abitato, provocando feriti e morti”. Sono le parole del presidente del Codacons Marco Donzinelli, che ha commentato l’ incidente avvenuto nella tarda mattinata di ieri, mercoledì 19 agosto, nella provincia di Monza e della Brianza “una vicenda che sarebbe finita in modo ancor più drammatico, se il convoglio non fosse stato fatto deragliare in stazione”. Il Codancons ha annunciato che sul grave episodio presenterà un esposto alla Procura della Repubblica, per il rischio che ne è derivato alla salute della collettività e per chiedere che venga fatta chiarezza sulle responsabilità a carico di Trenord , società che opera nel settore del trasporto ferroviario passeggeri della regione Lombardia. Nell’ incidente è rimasto coinvolto un solo passeggero , che fortunatamente ha riportato solo lievi contusioni e le sue condizioni di salute non destano particolare preoccupazione. Aperta un’ inchiesta per disastro ferroviario colposo Sull’ incidente a Carnate la Procura di Monza ha aperto un’ inchiesta coordinata dal pm Michele Trianni e dal procuratore capo Claudio Gittardi, per disastro ferroviario colposo , reato per il quale al momento non risulta nessun nome iscritto nel registro degli indagati. Gli inquirenti hanno disposto il sequestro della locomotrice del treno . Trenord ha comunicato che al momento dell’ incidente a bordo del convoglio non c’ erano né il macchinista, né il capotreno. Il convoglio, partito dalla stazione di Paderno d’ Adda, ha percorso una distanza di circa dieci chilometri prima di deragliare su un binario morto. La Procura attende la relazione dalla Polizia ferroviaria, oggi iniziano i sopralluoghi nell’ area dell’ incidente e le prime operazioni di rimozione dei rottami.

Tiscali, 20/08/2020 09:19
Monza: Codacons, ‘esposto a procura su treno deragliato, Trenord dia risposte’
Milano, 20 ago. (Adnkronos) – Codacons annuncia un esposto alla procura della Repubblica in merito al deragliamento del treno, avvenuto ieri in Brianza, che avrebbe messo “a rischio la salute dell’ intera collettività” e ritiene “necessario avere immediatamente risposte chiare e sincere da Trenord”. L’ associazione interviene sull’ incidente del convoglio “che parrebbe essere partito da Paderno Robbiate senza alcuno ai comandi, nessun macchinista, nessun capotreno e nessun membro del personale Trenord; solamente uno sventurato passeggero, rimasto ferito nel deragliamento”. Si tratta di “notizie che rendono ancora più assurda una vicenda che sarebbe potuta terminare con esiti drammatici. Se il treno non fosse stato fatto deragliare in stazione a Carnate avrebbe potuto finire nel centro abitato, causando numerosi morti e feriti – afferma il presidente Marco Donzelli -. Quello che è successo non ha giustificazione alcuna, ma chiediamo a Trenord di fornire immediate spiegazioni di quanto successo”.

Sentinella del Canavese , 20/08/2020 09:00
Covid nelle Rsa, sono quattro gli indagati per omicidio colposo
sui nomi la procura di ivrea mantiene il massimo riserbo tuttavia si potrebbe trattare di strutture denunciate dai parenti delle vittime
IVREA. Almeno i primi quattro nomi sono stati iscritti nel registro degli indagati. Il capo di imputazione nei fascicoli che riguardano le Rsa canavesane, resta quello dell’ omicidio colposo. Ma sull’ identità, il ruolo e la struttura in cui lavorano, la procura di Ivrea mantiene il massimo riserbo, anche perché nessun avviso di garanzia è stato consegnato fino ad ora. [[ge:gelocal:la-sentinella:ivrea:cronaca:1.39215080:Video:https://video.lasentinella.gelocal.it/locale/la-sentinella-di-venerdi-21-agosto-in-un-minuto/131951/132423]] Tutto è in mano al procuratore capo Giuseppe Ferrando, che ha dato mandato, ormai da qualche mese, alla Guardia di Finanza e i carabinieri del Nas di ricostruire le eventuali responsabilità nelle strutture residenziali canavesane che hanno avuto picchi anomali di contagi. Ma nel caso degli indagati noti, potrebbe trattarsi di figure apicali – direttori o comunque figure di responsabilità -, di strutture dove c’ è stata la denuncia di un parente. A quel punto l’ iscrizione nel registro sarebbe un «atto dovuto», come si dice spesso in questi casi. A inizio luglio erano cinque le denunce di parenti di deceduti Covid sospetti nelle Rsa pervenute alla procura di Ivrea. Gli altri tre fascicoli con un capo d’ imputazione erano per infortunio sul lavoro, con denunce da parte dei dipendenti. In tutto la pila sulla scrivania del procuratore capo era arrivata a cinquantacinque fascicoli, la maggior parte senza capo d’ imputazione, che contenevano le meticolose relazioni dei Nas e delle fiamme gialle sulle strutture sanitarie canavesane. I carabinieri sono stati impiegati soprattutto per valutare se le strutture sanitarie abbiano adottato tutte le cautele necessarie. Mentre i finanzieri hanno lavorato sul prezzo dei tamponi e dei dispositivi di protezione individuali, come mascherine, camici, occhiali. C’ è poi il capitolo legato all’ esposto dell’ associazione dei consumatori Codacons, che era stato integrato con una richiesta di maggiori autopsie per stabilire le cause dei decessi. Il problema di molte morti sospette, infatti, risiede nel fatto che, almeno all’ inizio dell’ emergenza, gli esami non venivano effettuati. La procura di Ivrea, però, ha più volte ribadito la difficoltà di eseguire autopsie senza rischiare il contagio per gli operatori sanitari. Di autopsie post mortem, di fatto, ne è stata eseguita solo su un’ anziana di Bairo e per arrivare a un risultato ci sono volute due settimane. Nella denuncia dell’ associazione dei consumatori, tuttavia, era presente anche la richiesta di indagare per omicidio colposo tutti i livelli di gestione dell’ emergenza sanitaria: dai dirigenti delle singole Rsa, al «responsabile della Asl di Ivrea», fino al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. –

Quotidiano di Sicilia, 20/08/2020 06:31
l’ associazione a boccia: “una confusione incredibile”
Codacons lancia un sondaggio sulla riapertura delle scuole
ROMA – Il Codacons torna ad attaccare duramente sul tema della scuola, dopo le parole del Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia che ha parlato di “massima sicurezza possibile”: la sicurezza nelle aule dev’ essere assoluta, in linea con il principio di precauzione che deve ispirare tutte le politiche del Governo. Se questa non può essere garantita devono essere individuate rapidamente soluzioni alternative. vio dell’ anno scolastico: una situazione che accresce le preoccupazioni di chi teme che si registreranno seri problemi alla ripresa dell’ anno scolastico per i docenti, per il personale che lavora nelle scuole, per gli studenti ed il loro diritto allo studio”. L’ Associazione ha deciso di lanciare un sondaggio (sul sito www.codacons.it) per raccogliere le opinioni e le idee dei cittadini: le proposte inviate all’ Associazione saranno poi girate al Miur, come contributo per pianificare al meglio la gestione del nuovo anno scolastico. Il Codacons, inoltre, mette a disposizione dei cittadini un forum telefonico (al numero 89349955) e uno staff legale specializzato, per rispondere a dubbi e interrogativi e chiarire i punti più controversi e confusi della questione. “La lista dei problemi pendenti, anzi, sembra allungarsi ogni giorno” ha evidenzia l’ associazione in una nota “dai dispositivi sanitari necessari per garantire il via libera al rientro a scuola alle ‘classi pollaio’, dal tema della sicurezza degli edifici alle eventuali misure di contenimento di casi di contagio. Una confusione incredibile se consideriamo che mancano poche settimane all’ av Prciand 9”,-Tiorg Ehndi rkulinrzi! di gara. LI Resern…….iikddririxdinienso floafine HaefgJ.

MeridioNews, 20/08/2020 05:40
Caronia, i resti umani non fiutati dai cani molecolari. Esperto: «Più difficile quando la scena è contaminata»
tra chi utilizza gli animali nelle ricerche dei dispersi c’ è anche il soccorso alpino. «ci spiace non aver potuto dare il nostro apporto», dichiara franco del campo che a meridionews spiega come il fiuto possa essere disturbato da alcuni fattori
« Ho cercato dove gli altri non sono andati . Trovarlo è stato un dono di Dio. Il povero corpicino era martoriato, straziato dagli animali». Al sedicesimo giorno di ricerche, ieri mattina intorno alle 10.28, i resti del corpo di un bambino – che sin da subito è stato definito dagli inquirenti « quasi certamente » quello di Gioele Mondello – è stato Giuseppe Di Bello , il 55enne di Capo d’ Orlando ex carabiniere in congedo e appassionato ricercatore di funghi che aveva con sé solo un falcetto con cui si è fatto strada tra la fitta vegetazione. Una parte del tronco , un femore e un ciuffo (che potrebbe essere di capelli o di peli di animali selvatici), a decine di metri di distanza e dopo diverse ore anche una parte della testa e degli oggetti e indumenti. « Ho cercato dove gli altri non sono andati . Trovarlo è stato un dono di Dio. Il povero corpicino era martoriato, straziato dagli animali». Al sedicesimo giorno di ricerche, ieri mattina intorno alle 10.28, i resti del corpo di un bambino – che sin da subito è stato definito dagli inquirenti « quasi certamente » quello di Gioele Mondello – è stato Giuseppe Di Bello , il 55enne di Capo d’ Orlando ex carabiniere in congedo e appassionato ricercatore di funghi che aveva con sé solo un falcetto con cui si è fatto strada tra la fitta vegetazione. Una parte del tronco , un femore e un ciuffo (che potrebbe essere di capelli o di peli di animali selvatici), a decine di metri di distanza e dopo diverse ore anche una parte della testa e degli oggetti e indumenti. Le ricerche Per più di due settimane a setacciare i boschi del circondario di Caronia (Messina) sono stati impegnati un centinaio di uomini ogni giorno : vigili del fuoco, protezione civile, poliziotti, finanzieri, volontari, militari dell’ esercito, carabinieri del reparto Cacciatori di Sicilia. Non solo uomini, anche droni e cani specializzati addestrati nella ricerca di resti umani . In molti si chiedono come sia possibile che nemmeno i cani molecolari abbiano trovato prima questi resti umani ? In quelle campagne da dieci giorni erano a lavoro tre cani molecolari da Palermo ai quali, circa una settimana fa, se ne erano aggiunti altri due provenienti dalla squadra cinofili della polizia di Stato di Milano Malpensa . A dirigerli sul campo è stato il responsabile dell’ unità cinofila Paolo Linardi , che è anche il capofila del progetto che, dal 2012, ha portato alla creazione di questa specifica unità che opera su tutto il territorio nazionale. I cani molecolari «Si tratta di cani addestrati alla ricerca di tracce ematiche e cadaveri – ha spiegato Linardi in collegamento da Caronia durante lo speciale di Chi l’ ha visto? – anche seppelliti o occultati dentro pozzi ». Eppure i resti del corpo di questo bambino – solo l’ esame del dna potrà dire se si tratta di Gioele – dai cani non sono stati percepiti, pur essendo in superficie. «Di solito i cani molecolari sono dei blowdown – spiega a MeridioNews il presidente del soccorso alpino Francesco Del Campo – Una razza che strutturalmente e anatomicamente è adatta per cercare piccole tracce molecolari che riescono a seguire su una pista dopo una prima fase di inizializzazione ». In pratica, dopo avere annusato un oggetto il cane riesce a seguirne le eventuali tracce. «La cosa fondamentale è che i cani devono essere addestrati in modo specifico – analizza Del Campo – per la ricerca in superficie, nelle valanghe, tra le macerie o molecolari. Ovviamente – precisa l’ esperto – ci sono condizioni che rendono le ricerche più difficili : per esempio, se il soggetto passa per quei luoghi abitualmente oppure se il terreno è stato contaminato da troppe tracce diverse. Il cane – sottolinea – non è un computer ma ha un altissimo istinto olfattivo che deve essere addestrato con il condizionamento a istinto ». Gli uomini del soccorso alpino non sono stati coinvolti dalla prefettura di Messina nelle ricerche tra i boschi di Caronia. «Ci portiamo dietro l’ amarezza di non avere potuto dare il nostro contributo – dice Del Campo – e di avere dovuto assistere da spettatori a questa tragica vicenda ». I droni In un’ area così impervia anche l’ utilizzo dei droni non è stato risolutivo. Il vicedirigente del comando provinciale dei vigili del fuoco di Messina Ambrogio Ponterio , che dal primo giorno coordina le ricerche, ha spiegato che « i droni dall’ alto con questa fitta vegetazione non riescono a vedere ciò che è nascosto dalla boscaglia . Le zone vanno esaminate a vari livelli». L’ ex carabiniere che ha trovato i resti umani a duecento metri dall’ autostrada e a circa mezzo chilometro dal traliccio dell’ Enel dove, l’ 8 agosto, è stato ritrovato il cadavere di Viviana Parisi «è un conoscitore dei luoghi – ha detto ancora Ponterio – Aveva un falcetto che gli consentiva di passare dove riescono a intrufolarsi gli animali selvatici ». «Abbiamo sempre pensato si trovasse in questo posto, ma non mi interessa chi lo abbia cercato e trovato, l’ importante è che sia stato trovato », ha commentato il procuratore di Patti Angelo Cavallo dopo diverse ore di sopralluogo. I dubbi Intanto il Codacons ha denunciato «l’ assurdità di una vicenda terminata con la scoperta del corpo a pochi centinaia di metri dall’ autostrada nella zona del punto indicato dai testimoni per l’ ultimo avvistamento della madre». Il riferimento è ai turisti del Nord Italia che si sono fatti vivi dopo giorni di appelli e hanno confermato che il bambino era vivo dopo l’ incidente . «Sarebbe bastato un volontario, evidentemente più esperto ed efficace rispetto ai tanti reparti impegnati nella ricerca – continuano – per mettere la parola fine a questa triste vicenda: un fatto assurdo e inaccettabile , che richiederebbe severe indagini nei confronti di chi quella ricerca ha diretto e coordinato». Dal Codacons chiedono adesso di accertare le tempistiche del decesso. «Se l’ autopsia stabilirà che la morte è avvenuta dopo qualche tempo dalla scomparsa, sarà necessario indagare per omicidio colposo i responsabili delle ricerche e l’ intera catena di comando che ha diretto le operazioni ».
marta silvestre

Il Quotidiano della Calabria, 20/08/2020 05:40
Il Tar del Lazio boccia il ricorso: rimangono chiuse le discoteche
codacons «verdetto giusto»
ROMA – Per tornare a ballare in Italia bisognerà aspettare (almeno) settembre. La decisione era nell’ aria, ma il Tar del Lazio ha detto no alla richiesta di riaprire le discoteche avanzata dal Silb-Fipe, l’ Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo. Erano stati proprio loro a presentare il ricorso per una sospensione cautelare urgente dell’ ordi nanza con la quale il 16 agosto il Ministero della Salute aveva Il ricorso lo vo, con il premier Giuseppe Conte che in un’ intervista spiega di non aver “mai autorizzato l’ apertura delle discoteche, perché é chiaro che rappresentano luoghi privilegiati per la diffusione del contagio.” Il ragionamento è semplice: è impossibile pensare che in spazi simili, in piena estate, si possano mantenere le distanze e indossare la mascherina. In effetti sono state le Regioni che hanno ritenuto gestibili le serate in disco, ma non appena la curva è salita tra i giovani è arrivato il blocco. Con la speranza che non sia l’ apripista per le chiusure di altre attività ricreative. IL Codacons plaude alla decisione del Tar, che “accogliendo le tesi dell’ associazione ha stabilito la preminenza della tutela della salute rispetto agli interessi economici dei gestori: un esito doveroso e sacrosanto, che conferma come la scelta di riaprire le discoteche configurasse un vero e proprio errore, alla luce della crescente diffusione del Co vid tra la popolazione.” Lo afferma in una nota il Codacons.

Rimini Today, 19/08/2020 13:08
Discoteche chiuse, il Tar respinge il ricorso dei gestori: “Viene prima la salute”
il codacons ha già chiesto di prevedere aiuti economici e sostegni per gli esercenti e soprattutto per i lavoratori della filiera
No alla riapertura delle discoteche. Il Tar del Lazio mercoledì mattina ha respinto il ricorso dei sindacati delle associazioni da ballo contro l’ ordinanza del ministero della Salute dello scorso 16 agosto, che aveva chiuso le discoteche e introdotto l’ obbligo di mascherina dalle 18 alle 6 nei luoghi pubblici. Si tratta di una decisione cautelare monocratica, in attesa di quella collegiale già fissata per il 9 settembre.La decisione del Tar Lazio che ha respinto la richiesta di sospensiva di chiusura fino al 7 settembre da parte dei gestori delle discoteche è stata depositata mercoledì alle 9, a meno di 24 ore dall’ istanza del Silb. Si tratta di una decisione cautelare monocratica, in attesa della decisione collegiale già fissata per la prima udienza utile, quella del 9 settembre. Il Tar Lazio quindi respinge la richiesta dei sindacati delle associazioni da ballo, in quanto nel bilanciamento degli interessi la posizione dell’ Associazione dei gestori delle sale da ballo “risulta recessiva rispetto all’ interesse pubblico alla tutela della salute nel contesto della grave epidemia in atto”. Il Tar Lazio, nell’ ordinanza presidenziale spiega anche che “la natura dei danni ne consente in linea di principio la successiva reintegrazione anche per equivalente, nel caso che il giudizio abbia esito favorevole alla parte ricorrente” e fa cenno anche alla “comune volontà della Conferenza dei presidenti delle Regioni e del ministero dello Sviluppo economico di aprire con immediatezza un tavolo di confronto con le Associazioni di categoria, al fine di individuare gli interventi economici di sostegno nazionali al settore”.Il Codacons “accoglie con favore la decisione del Tar del Lazio, che accogliendo le tesi dell’ Associazione ha stabilito la preminenza della tutela della salute rispetto agli interessi economici dei gestori: un esito doveroso e sacrosanto, che conferma come la scelta di riaprire le discoteche – scelta dettata da interessi professionali legittimi, ma che non possono orientare le scelte in materia di salute pubblica – configurasse un vero e proprio errore, alla luce della crescente diffusione del Covid tra la popolazione. L’ Associazione ha già chiesto di prevedere aiuti economici e sostegni per gli esercenti e soprattutto per i lavoratori della filiera, ingiustamente danneggiati dalla diffusione dell’ epidemia e di fatto vittime di una stagione eventistica quasi integralmente compromessa. Ora però emerge un’ altra possibilità per i gestori: quella di agire per danni contro il Governo che ha deciso di aprire i locali, avallando di fatto ingenti spese per i proprietari e assunzioni che ora non troveranno conferma, per poi chiuderle in un batter d’ occhio”.( Agenzia Dire )

New Sicilia, 19/08/2020 11:31
Discoteche, ricorso al Tar sulla chiusura. Codacons: “Schierati a fianco del governo, no alla riapertura”
Ascolta audio dell’ articolo CATANIA – Il Codacons si schiera contro il ricorso presentato dai gestori, che hanno deciso di chiedere al Tar l’ immediata riapertura delle discoteche , e interverrà in Tribunale al fianco delle istituzioni e del ministro Speranza : per l’ Associazione, la scelta di chiedere la riapertura delle discoteche – dettata da interessi professionali legittimi sì, ma che non possono orientare le scelte in materia di salute pubblica – configura un vero e proprio errore, alla luce della crescente diffusione del Covid-19 tra la popolazione. Il Codacons sostiene “la necessità di prevedere aiuti economici e sostegni per gli esercenti e soprattutto per i lavoratori della filiera, ingiustamente danneggiati dalla diffusione dell’ epidemia e di fatto vittime di una stagione eventistica quasi integralmente compromessa” . Tale intervento dello Stato, “doveroso e anzi sacrosanto, deve accompagnarsi però con le misure di contenimento più idonee ed efficaci” , compreso il tentativo di evitare assembramenti in spazi chiusi o comunque difficilmente controllabili dal punto di vista epidemiologico: “da qui il pieno sostegno del Codacons alla decisione, finalmente determinata e netta, di chiudere le discoteche”. Per Francesco Tanasi , Segretario Nazionale ‘Non è un caso se tanti protagonisti del mondo della musica e degli eventi sostengono i provvedimenti restrittivi e addirittura non avrebbero affatto consentito le riaperture estive. Microbiologi e personaggi dello spettacolo sono concordi, e hanno ragione: la salute viene prima di tutto, e agli eventuali danni economici deve provvedere – come sempre in questi casi – lo Stato italiano’.
redazione newsicilia

La Pressa, 19/08/2020 10:52
‘Ma quali inefficienze, nella lotta al virus siamo ai vertici’
l’ assessore regionale alla sanità donini risponde ai comitati famigliari vittime e codacons: ‘in un mese 6300 tamponi al giorno, e indice contagio inferiore a 1
“Il Codacons si informi meglio e rinunci alla strumentalizzazione politica. Nell’ ultimo mese, fra il 15 luglio e Ferragosto, le ASL della Regione EmilIa-Romagna hanno eseguito una media di oltre 6300 tamponi al giorno e oltre 1000 esami sierologici quotidiani” E’ quanto afferma Raffaele Donini , assessore regionale alla Salute, in risposta alle accuse mosse dal Codacons e dai Comitati famigliari vittime del Covid critici rispetto alla gestione dell’ emergenza coronavirus, anche in riferimento al numero di tamponi eseguiti. In una nota Codacons e Comitati avevano evidenziato come la Regione negli ultimi mesi fosse rimasta ampiamente al si sotto del numero di tamponi giornalieri promessi, fissato a 10.000. Nonostante il dato sia oggettivamente bel di sotto, Donini difende l’ efficacia del sistema di controllo e tracciamento nei suoi risultati complessivi Secondo Donini, “la nostra attività di contact tracing è talmente efficace che oltre l’ 80% dei casi si sono positivizzati già in isolamento. Abbiamo attuato un servizio specifico per la riviera adriatica attraverso una clinica mobile in grado di eseguire test sierologici e tamponi a cittadini e turisti. Siamo stati i primi in Italia a predisporre una indagine epidemiologica nei settori della logistica e della lavorazione delle carni, eseguendo decine di migliaia di tamponi ai lavoratori interessati, isolando e prendendo in carico oltre centinaia di casi positivi asintomatici. Siamo stati i primi a chiedere di testare a tappeto tutti i cittadini che provengano dai Paesi Esteri a più alto rischio di contagio ed abbiamo avviato quell’ indagine epidemiologica, ancora prima che uscisse la giusta ordinanza ministeriale” Non solo. L’ assessore regionale alla salute affronta anche il tema delle Assistenti familiari. In questo ambito, “abbiamo raggiunto un accordo con i sindacati per la gestione della quarantena delle assistenti familiari, alle quali viene eseguito il doppio tampone fra il primo e settimo giorno dal loro rientro in Italia e viene loro offerta anche una soluzione residenziale in albergo, senza che i costi si ripercuotano nei confronti delle famiglie. La gestione sanitaria dei cittadini contagiati da Covid ’19, avviene senza che siano appesantite in modo rilevante le strutture ospedaliere in quanto rimangono al minimo storico i ricoveri nei reparti di infettivi ed in quelli di terapia intensiva”. “Peraltro, siamo se non l’ unica, sicuramente una delle pochissime Regioni- rivendica Donini- che ha già adempiuto alla gran parte delle disposizioni del Governo in termini di adeguatezza delle strutture ospedaliere e dei nuovi posti letto aggiuntivi di terapia intensiva. Infine, abbiamo accelerato la nostra potenzialità di tamponi per cui raggiungeremo i 15.000 tamponi già a settembre, un mese prima di quanto da sempre annunciato. Intanto, i nostri sforzi collocano la nostra Regione con Rt (indice di contagio) inferiore a 1 nell’ ultima rilevazione.” “Ecco- conclude Donini- questi sono i fatti che ci piacerebbe venissero considerati anche quando si rivolgono critiche che, se costruttive, sono utili a migliorare la nostra azione di contrasto al Covid. Il problema della recrudescenza dell’ epidemia, in Italia e nel mondo, ci preoccupa eccome. E siamo pronti ad intensificare ancora di più gli sforzi. Ma ai nostri interlocutori, anche a coloro che si esprimono molto spesso in modo superficiale e non appropriato, offriamo -ma anche pretendiamo- buona fede ed onestà intellettuale nel riconoscere quanto stanno facendo i dipartimenti di Sanità Pubblica, poiché in questa battaglia tutto si può migliorare e perfezionare per tutelare la salute dei cittadini”. Da anni Lapressa.it offre una informazione libera e indipendente ai suoi lettori senza nessun tipo di contributo pubblico. La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge, e ci segue, di darci, se crede, un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di modenesi ed emiliano-romagnoli che ci leggono quotidianamente, è fondamentale.

Ragusa Oggi, 19/08/2020 10:21
Il Tar dice “no” alla riapertura delle discoteche. Si temono le feste abusive
Non ci sarà alcuna riapertura delle discoteche al momento. Il Tar ha infatti detto “no” alla sospensione cautelare urgente dell’ ordinanza con la quale il 16 agosto il ministro della Salute ha chiuso i locali da ballo e introdotto l’ obbligo di mascherina nei luoghi pubblici. E’ stata dunque respinta una richiesta di sospensione cautelare urgente proposta dall’ associazione sindacale Silb-Fipe. “Fino al 7 settembre staremo chiusi e ora prolifererà l’ abusivismo – ha commentato Maurizio Pasca, presidente del Silb Filp -. L’ ordinanza del ministro non sta facendo altro che incentivare l’ abusivismo. Siamo già in possesso di centinaia di video di feste abusive in ville che sfuggono a ogni controllo. In un filmato con giovani che addirittura si dichiarano positivi al Covid”. Soddisfatto, invece, il Codacons, che accoglie con favore la decisione del TAR. Secondo l’ associazione dei consumatori, accogliendo le tesi dell’ Associazione ha stabilito la preminenza della tutela della salute rispetto agli interessi economici dei gestori: un esito doveroso e sacrosanto, che conferma come la scelta di riaprire le discoteche – scelta dettata da interessi professionali legittimi, ma che non possono orientare le scelte in materia di salute pubblica – configurasse un vero e proprio errore, alla luce della crescente diffusione del COVID tra la popolazione. L’ Associazione ha già chiesto di prevedere aiuti economici e sostegni per gli esercenti e soprattutto per i lavoratori della filiera, ingiustamente danneggiati dalla diffusione dell’ epidemia e di fatto vittime di una stagione eventistica quasi integralmente compromessa. Ora però emerge un’ altra possibilità per i gestori: quella di agire per danni contro il Governo che ha deciso di aprire i locali, avallando di fatto ingenti spese per i proprietari e assunzioni che ora non troveranno conferma, per poi chiuderle in un batter d’ occhio.

Ragusa Oggi, 19/08/2020 08:09
Chiusura discoteche, i gestori presentano ricorso al TAR, ma il Codacons si schiera contro di loro
Il Silb Fipe, associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, ha annunciato l’ intenzione di presentare un ricorso al Tar del Lazio per la riapertura immediata delle aziende. Ad anticiparlo è Maurizio Pasca, presidente del Silb Filp durante il direttivo nazionale del sindacato. “La chiusura è ingiustificata – spiega Pasca – ci sono assembramenti da per tutto: sulle spiagge, nei luoghi della movida, sui treni regionali. Perché penalizzare solo noi?”. Il Silb teme anche che i giovani che prima riempivano le piste andranno ora ad alimentare l’ organizzazione di feste abusive in villa con zero controlli e nessun invito a rispettare distanze o a indossare la mascherina. Sul versante economico, sono state richieste compensazioni con Cig e Iva al 4% per quattro miliardi di fatturato a rischio. Il Codacons, però, si schiera contro il ricorso presentato dai gestori, che hanno deciso di chiedere al Tar l’ immediata riapertura delle discoteche, e interverrà in Tribunale al fianco delle istituzioni e del ministro Speranza: per l’ Associazione, la scelta di chiedere la riapertura delle discoteche – dettata da interessi professionali legittimi sì, ma che non possono orientare le scelte in materia di salute pubblica – configura un vero e proprio errore, alla luce della crescente diffusione del COVID tra la popolazione. Il Codacons sostiene certo la necessità di prevedere aiuti economici e sostegni per gli esercenti e soprattutto per i lavoratori della filiera, ingiustamente danneggiati dalla diffusione dell’ epidemia e di fatto vittime di una stagione eventistica quasi integralmente compromessa: tale intervento dello Stato, doveroso e anzi sacrosanto, deve accompagnarsi però con le misure di contenimento più idonee ed efficaci, compreso il tentativo di evitare assembramenti in spazi chiusi o comunque difficilmente controllabili dal punto di vista epidemiologico: da qui il pieno sostegno del Codacons alla decisione, finalmente determinata e netta, di chiudere le discoteche. Per Francesco Tanasi Segretario Nazionale “Non è un caso se tanti protagonisti del mondo della musica e degli eventi sostengono i provvedimenti restrittivi e addirittura non avrebbero affatto consentito le riaperture estive. Microbiologi e personaggi dello spettacolo sono concordi, e hanno ragione: la salute viene prima di tutto, e agli eventuali danni economici deve provvedere – come sempre in questi casi – lo Stato italiano”.

Corriere del Mezzogiorno, 19/08/2020 05:07
presentazione
«La grande balla» del Sud vampiro del Nord
Domani, alle 21.30, al Teatro del Porto (Canale Tufolo – Casal Velino) nell’ ambito della rassegna «Incontri d’ Autore 2020. Vacanze e Letture», Roberto Napoletano presenta «La grande balla. Non è vero che il Sud vive sulle spalle del Nord, è l’ esatto contrario» (La nave di Teseo). Saluti del sindaco di Casal Velino, Silvia Pisapia e interventi di Carmelo Conte, autore de «L’ Italia al tempo dei populismi» (Lastaria), Salvo Iavarone, presidente Confinternational e Bartolomeo Lanzara, presidente Codacons Cilento. Il giornalista firma un’ inchiesta sulle vere cause, e le vere responsabilità di un’ Italia divisa in due, che si fa la guerra invece di unire le forze. La questione meridionale è affrontata con occhi nuovi. Secondo la ricostruzione dell’ autore – dati alla mano certificati dalle principali istituzioni contabili, economiche e statistiche nazionali – «il Nord Italia ha messo in atto la piu efficiente macchina estrattiva di risorse sottratte, di anno in anno, al Mezzogiorno».

La Gazzetta del Mezzogiorno, 19/08/2020 03:50
le novità e il decreto semplificazioni amplia la platea dei lavoratori che possono ottenere il domicilio digitale
Rischiano la sospensione 500mila professionisti
devono comunicare al proprio ordine un indirizzo pec personale
Rischiano la sospensione dall’ attività 500mila professionisti senza Pec, la posta certificata. Se prima i professionisti dovevano comunicare al proprio Ordine un indirizzo Pec personale, ora dovranno comunicare il proprio domicilio digitale, ovvero un indirizzo elettronico certificato inserito nell’ Anagrafe nazionale della popolazione residente (An pr) e reso disponibile a tutte le pubbliche amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi. Su oltre 2,3 milioni di professionisti, solo 1 milione e 783mila risultano censiti. Sono fiscalisti, avvocati, consulenti del lavoro e notai, categorie obbligate quotidianamente a dialogare con i propri interlocutori pubblici solo con Pec. Più indietro restano i professionisti che, al contrario, usano meno l’ identità digitale per lavoro: tra questi, ostetriche, assistenti sociali e giornalisti. Oltre alle sanzioni per i professionisti, il decreto semplificazioni , recentemente approvato, amplia la platea dei lavoratori che possono ottenere il domicilio digitale: infatti, la possibilità verrà concessa anche ai professionisti non iscritti ad albi o a ordini professionali. La divulgazione dell’ identità di chi ha contratto il Coronavirus è consentita soltanto alle autorità sanitarie quando lo ritengano necessario per la salvaguardia della salute pubblica e agli organi di stampa nei casi in cui il diritto di cronaca prevalga sul diritto alla privacy. Unici autorizzati alla divulgazione del nome del contagiato sono oltre alle autorità sanitarie, gli enti locali e gli organi di governo che svolgono, tra le altre, la funzione di tutela dell’ in columità collettiva. In linea di massima, vige un divieto assoluto per tutti i privati cittadini di divulgazione dei nomi di chi ha contratto il virus. Ok all’ assistenza a distanza per i fruitori della legge 104. L’ ha deciso la Cassazione ribadendo che è legittimo rimanere a casa pronti a intervenire in caso di necessità del disabile. La suprema Corte ha già ribadito che «l’ assistenza che legittima il beneficio in favore del lavoratore, pur non potendo intendersi esclusiva al punto da impedire a chi la offre di dedicare spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita, deve comunque garantire al familiare disabile, in situazione di gravità, un intervento assistenziale di carattere permanente, continuativo e globale. Solo ove venga a mancare del tutto il nesso causale tra assenza dal lavoro ed assistenza al disabile, si è in presenza di un uso improprio o di un abuso del diritto ovvero di una grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede sia nei confronti del datore di lavoro che dell’ ente assicurativo che genera la responsabilità del dipendente». DEVI SAPERE -Il diesel potrebbe costare più della benzina dopo il 31 agosto. Saranno i consumatori tramite una consultazione sul a prendere la clamorosa decisione. L’ iniziativa del Ministero dell’ Ambiente è capire, tramite la consultazione, se i cittadini sono favorevoli all’ idea di cancellare il divario fiscale che oggi rende la benzina più cara del diesel. Quindi, tra le richieste c’ è anche quella di aumentare le accise del gasolio equiparandole a quelle della ben zina utilizzato come carburante. La decisione è finalizzata a orientare risorse già attribuite ad uno specifico settore verso soluzioni “green”, senza incidere sui soggetti che ne beneficiavano, ma anzi rendendoli parte attiva di questo cambiamento. La logica è quella di ottenere un “saldo zero” a vantaggio di quelle imprese che sapranno cogliere questa opportunità e, naturalmente, a vantaggio dell’ ambiente e della salute di tutti i cittadini. In una strada senza segnaletica, si può parcheggiare a patto che si rispettino le regole di buon senso e la disciplina generale della circolazione stradale. È necessario che l’ auto venga parcheggiata in modo longitudinale al senso di marcia delle auto, ossia con il fronte rivolto al lato di circolazione e in modo parallelo alla strada stessa. Non sono consentiti parcheggi, ad esempio, a spina di pesce o, peggio, perpendicolari al marciapiede. È anche indispensabile che nessuna ruota sia sul marciapiede e che il parcheggio consenta il transito degli altri veicoli in entrambi i sensi di marcia. In assenza di segnaletica verticale ed orizzontale, è sempre vietato parcheggiare in presenza di dossi o curve, in prossimità e in corrispondenza della fine del marciapiede, a meno di 5 metri da un incrocio, in prossimità e in corrispondenza di segnaletica stradale. LA PUNIZIONE DEI FURBETTI -Sanzionate per oltre 700mila euro società di commercio elettronico. Smart Shopping S.r.l.s. Pricerus Group e imprese individuali come Sharazon di Venerone Carmela e Share Distribution di Messina Antonio promuovevano offerte commerciali in cui i consumatori erano invitati a «acquistare» prodotti a un prezzo particolarmente scontato. I clienti, inseriti in una lista gestita dal venditore, pagavano subito ma dovevano aspettare che altri facessero un analogo acquisto per ottenere il prodotto. Il pagamento richiesto era una prenotazione e non il prezzo scontato di acquisto perché solo i versamenti fatti da altri consumatori consentivano al primo di ottenere la consegna della merce. Non erano inoltre resi noti i meccanismi di funzionamento della lista di attesa e dei i tempi di scorrimento. Accadeva pertanto che i clienti che avevano prenotato la merce spesso non la ricevevano al prezzo scontato. DAL MONDO DELLE ASSO CIAZIONI -Il Codacons ha presentato una formale denuncia contro il Governo Italiano e i presidenti delle Regioni per concorso in epidemia colposa e attentato alla salute pubblica. L’ Associazione chiede che siano avviate indagini confronti del Governo e dei presidenti delle Regioni proprio per accertare nelle decisioni prese il compiersi del reato di concorso in epidemia colposa e delitti colposi contro la salute pubblica. «Chiudere ora le discoteche quando tra luglio e agosto sono state organizzate centinaia di serate in tutta Italia, secondo l’ associazione, vuol dire chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. Le immagini che ci regalano il social e i mass media , prosegue il Codacons, sono quelle di piste da ballo sovraffollate, dove i giovani ballano attaccati uno all’ altro senza mascherine e senza il rispetto delle distanze minime. «Un rischio immenso per la salute pubblica, conclude l’ associazione dei consumatori causato da un lato dal Governo che non ha adottato misure preventive, dall’ altro dalle Regioni che hanno ceduto alle dei gestori dei locali anteponendo i loro interessi prima a quelli dei cittadini».

Gazzetta di Reggio, 19/08/2020 03:30
replica al codaconsla consigliera di forza italia
L’ assessore Donini «Tra luglio e agosto fatti 6300 tamponi al giorno»
REGGIO EMILIA«Il Codacons si informi meglio e rinunci alla strumentalizzazione politica. Nell’ ultimo mese, fra il 15 luglio e Ferragosto, le ASL della Regione EmilIa-Romagna hanno eseguito una media di oltre 6300 tamponi al giorno e oltre 1000 esami sierologici quotidiani». È quanto afferma Raffaele Donini, assessore regionale alla Salute, in risposta alle accuse mosse dal Codacons per quanto riguarda la gestione dell’ emergenza Coronavirus, anche in riferimento al numero di tamponi eseguiti.Secondo Donini, «la nostra attività di contact tracing è talmente efficace che oltre l’ 80% dei casi si sono positivizzati già in isolamento. Abbiamo attuato un servizio specifico per la riviera adriatica attraverso una clinica mobile in grado di eseguire test sierologici e tamponi a cittadini e turisti. Siamo stati i primi in Italia a predisporre una indagine epidemiologica nei settori della logistica e della lavorazione delle carni, eseguendo decine di migliaia di tamponi ai lavoratori interessati, isolando e prendendo in carico oltre centinaia di casi positivi asintomatici. Siamo stati i primi a chiedere di testare a tappeto tutti i cittadini che provengano dai Paesi esteri a più alto rischio di contagio ed abbiamo avviato quell’ indagine epidemiologica, ancora prima che uscisse la giusta ordinanza ministeriale».L’ assessore regionale alla salute affronta anche il tema delle assistenti familiari. In questo ambito, «abbiamo raggiunto un accordo con i sindacati per la gestione della quarantena delle assistenti familiari, alle quali viene eseguito il doppio tampone fra il primo e settimo giorno dal loro rientro in Italia e viene loro offerta anche una soluzione residenziale in albergo, senza che i costi si ripercuotano nei confronti delle famiglie». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

L’Eco di Bergamo, 19/08/2020 03:16
Codacons: «No ai contagi, si vieti il fumo all’ aperto»
In Spagna, nelle regioni della Galizia e alle Canarie, si è deciso di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto per contrastare la diffusione del coronavirus. Secondo gli esperti, infatti, nelle zone in cui non è possibile garantire la distanza di almeno due metri tra una persona e l’ altra, fumare comporterebbe rischi per la diffusione del virus, perché fumando si rilasciano i «droplet», le gocce di saliva che sono veicolo di contagio. Ora Codacons Lombardia chiede che il governo e il ministro della Salute prendano in considerazione di istituire il divieto di fumo all’ aperto per tutta l’ Italia. «Una scelta importante, anche se impopolare – afferma il presidente del Codacons, Marco Donzelli – . Sappiamo che in Italia i fumatori rappresentano una grossa fetta della popolazione, ma è arrivato il momento di dare prevalenza alla salute pubblica. Fumare comporta dei rischi per la salute già di per sé e dobbiamo combattere la diffusione del virus con ogni mezzo».

Il Giorno (ed. Brianza), 19/08/2020 03:12
Paladesio, esposto del Codacons in Procura
per l’ associazione lo stato del tetto è un «rischio per l’ incolumità pubblica». il comune: è un’ operazione mediatica ed elettorale
DESIO di Alessandro Crisafulli «Tra i doveri della Pubblica Amministrazione previsti dal Codice Civile e dalla Costituzione spicca garantire integrità fisica, sicurezza e salute dei cittadini Nel caso di specie il Comune deve costantemente monitorare su ogni edificio (anche non di proprietà) perché siano evitati rischi alle persone». Con queste parole, messe nero su bianco in un comunicato ufficiale, il Codacons Lombardia annuncia un esposto alla Procura della Repubblica «per difetto di custodia e rischi per l’ incolumità pubblica», in merito alla questione del PalaDesio. E in particolare alla copertura dell’ impianto sportivo di Largo Atleti Azzurri d’ Italia, che «fa acqua», causando l’ allagamento interno in caso di forti temporali. Una iniziativa, quella dell’ Associazione a tutela dei consumatori, che lascia perplessa l’ Amministrazione comunale, che si è subito mossa, appena rilevato il problema, per trovare la soluzione. Prima cercando di accollare la spesa al privato che si fosse aggiudicato il bando per la gestione del PalaDesio (invano, visto che il bando è andato deserto) e poi quindi trovando i 60mila euro necessari nelle pieghe del Bilancio. «Apprendiamo con sorpresa di un presunto esposto del Codacons su allagamenti al PalaDesio – sottolineano il sindaco Roberto Corti e l’ assessore allo sport Giorgio Gerosa -. Speriamo che la notizia non sia fondata perché si tratterebbe dell’ operazione mediatica di qualcuno alla ricerca di visibilità o già in campagna elettorale, che nulla c’ entra con la tutela dell’ interesse dei consumatori. Innanzitutto ribadiamo che non esiste nessun rischio all’ incolumità pubblica. Al contrario, l’ operazione di messa in sicurezza del PalaDesio è un successo di questa Amministrazione. Avere ri-trasformato una cattedrale del deserto normativamente inagibile in un luogo per il grande sport non è un’ azione che può essere minimizzata». Restano però ancora dei lavori da fare: «Altri investimenti sono necessari, perché quando si verificano temporali di particolare potenza o grandinate il tetto lascia passare acqua che colpisce una parte delle tribune. Il tetto sopra il campo da gioco è già stato rifatto. Una altra porzione, lato tribune, è ancora da rifare: abbiamo provato, senza successo, ad accollare il rifacimento ai privati con un bando pubblico di gestione e lavori. Era un atto necessario e dovuto, l’ emergenza covid e l’ incertezza sulla possibilità futura di organizzare grandi eventi ha probabilmente reso il palazzetto meno attrattivo per gli investitori. Preso atto di ciò, nella prossima variazione di bilancio di settembre stanzieremo almeno 60mila euro per proseguire il rifacimento del tetto». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Giorno (ed. Brianza), 19/08/2020 03:12
l’ intervento
Delitto pensionata Il Codacons contro la violenza alle donne
BRUGHERIO «Tolleranza zero sulla violenza sulle donne. Con l’ entrata in vigore del codice rosso pene piú severe per il reato di stalking e maltrattamenti». Lo scrive il Codacons, dopo il (presunto) delitto che lo scorso 7 gennaio ha portato alla morte di Rosalba Rocca, 86 anni, strangolata dal marito di 80 anni Giuliano Bonicalzi. Il Codacons coglie l’ occasione per ribadire: «Denunciate! Non abbiate paura. Per ricevere assistenza contattate il numero 02.29.41.90.96 oppure scrivete al nostro sportello [email protected]». «È l’ ennesima storia di violenza verso le donne – commenta il presidente dell’ Associazione Marco Maria Donzelli – purtroppo la quasi totalità delle vittime non sporge denuncia, passo considerato controproducente, pericoloso per l’ incolumità personale. La maggior parte delle vittime tende a sottovalutare il pericolo di molti gesti, aggressioni verbali o fisiche». Da.Cr.

Il Giorno (ed. Milano), 19/08/2020 03:11
Tamponi negli aeroporti Lombardia in ritardo Ancora una volta la Regione Lombardia si dimostra …
Tamponi negli aeroporti Lombardia in ritardo Ancora una volta la Regione Lombardia si dimostra in ritardo e fortemente inefficiente nell’ effettuazione della lotta alla pandemia da Covid-19. Se negli scali di Fiumicino e Ciampino il test per il Coronavirus si fa già in aeroporto, negli scali lombardi si annuncia un ritardo. E intanto? Già nei giorni scorsi sui giornali sono rimbalzate notizie di turisti che rientrano dall’ estero con febbre ed altri sintomi che non vengono minimamente monitorati. Ancora una volta la Regione risulta inefficiente e negligente rispetto ai compiti che devono essere svolti per contrastare la diffusione della pandemia, con i numeri che testimoniano il rialzo dei casi in tutta Italia. La negligenza può portare a conseguenze gravissime, che rischiano di causare una devastante seconda ondata di casi, soprattutto a Milano, dove il virus non è riuscito a sfondare grazie al “lockdown” la prima volta. Presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica di Milano affinché si indaghi sulle possibili ripercussioni sulla salute pubblica. Codacons Lombardia Un esempio da seguire Nella giornata di lunedì 17 agosto un ragazzo di 25 anni di nazionalità italiana, residente in Valle Camonica, ha derubato un negozio a Iseo. Si è impossessato di indumenti per un valore di circa 350 euro e poi si è dato alla fuga a piedi per le vie del paese. La commessa, che è stata estremamente pronta, è uscita per strada urlando “al ladro al ladro”, è stata subito aiutata da alcuni ciclisti che hanno inseguito il malvivente. Nel frattempo la donna ha chiesto aiuto alla polizia locale di Iseo. La polizia locale ha raggiunto il giovane in viale Europa nei pressi dei supermercati, fermandolo. L’ uomo non ha reagito ma si è rifiutato di dare le proprie generalità, poi nella caserma dei carabinieri è stato identificato. Ciò che va sottolineato, visti i tempi, è la proficua collaborazione tra forze dell’ ordine e cittadinanza, che ha permesso un risultato immediato in termini di sicurezza. Cristian Q., Iseo (Brescia) Siamo sempre col fiato sospeso Da domani ci dicono che arriverà un’ altra ondata di caldo torrido, c’ è da scommettere che sarà seguita da altre precipitazioni di forte intensità con “bombe d’ acqua” che ormai sono diventate una caratteristica delle nostre zone. Della serie: o per il caldo o per il maltempo si resta sempre col fiato sospeso. Antonio C., Como.

La Stampa (ed. Savona), 19/08/2020 02:31
per sostenere il turismo in liguria e non solo
Vacanze, Codacons propone un’ assicurazione sanitaria
Una assicurazione per garantire le vacanze in sicurezza e senza pensieri. Codacons, insieme a Sib (Società Italiana Brokers) e a Europ Assistance propone in Liguria una soluzione per sostenere il turismo, combattere le paure legate al Covid e garantire vacanze sicure e serene ai liguri e non solo. L’ obiettivo è da un lato scommettere sulla ripartenza del turismo, in Liguria così come in tutta Italia, per garantire una copertura completa sui rischi potenziali e le incognite di un viaggio in epoca Covid. Perchè, come si è visto tra l’ altro, le mete più a rischio sono all’ estero mentre per chi rimane in Italia, seguendo alcune attenzioni e precauzioni, le vacanze sono possibili. Grazie alla polizza «Viaggi Italia» l’ assicurato che trascorrerà le proprie vacanze nella penisola godrà di assistenza medica illimitata, consulenza medica online per autovalutazione dei sintomi e medici disponibili 24 ore su 24 online; rimpatrio sanitario; rientro anticipato; rimborso delle spese mediche; assistenza stradale in viaggio con intervento sul posto anche in caso di foratura pneumatici e auto in sostituzione e pernottamento. La polizza prevede inoltre garanzie aggiuntive al pacchetto base per partire in tutta serenità ed essere tutelati in ogni ambito: un indennizzo in caso di furto, incendio o danni all’ abitazione e invio di un artigiano; invio di un medico o di un’ ambulanza e assistenza domiciliare per i familiari rimasti casa; pet assistance e rimborso delle spese veterinarie per malattie improvvise e infortuni, e un indennizzo per gli infortuni derivanti dall’ attività sportiva in viaggio. Uno strumento concepito appositamente per le esigenze dei vacanzieri ai tempi del Covid, che non prevede limiti di età. L.R. – © RIPRODUZIONE RISERVATA Turisti in centro a Sanremo.

La Stampa (ed. Torino), 19/08/2020 02:27
nel mirino della procura di ivrea i vertici delle case di riposo
“Omicidio colposo”, indagati quattro direttori di strutture
irene famà Ci sono i primi indagati per i contagi e le morti avvenute durante l’ emergenza Covid tra gli ospiti delle case di cura e delle Rsa nell’ eporediese. La Procura di Ivrea ha iscritto nel registro delle notizie di reato quattro direttori di case di riposo con l’ accusa di omicidio colposo. E le indagini proseguono per ricostruire la catena di responsabilità che ha portato al cosiddetto «disastro Rsa». A fine giugno, i fascicoli aperti, perlopiù a carico di ignoti, erano una trentina e riguardavano le residenze per anziani e il presidio ospedaliero Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese. C’ è poi un’ indagine sulla gestione generale dell’ emergenza e delle Rsa, nata da un esposto del Codacons, e un dossier che riguarda l’ ospedale di Settimo aperto dopo una segnalazione inviata dalla sindaca Elena Piastra, che, tra le altre cose, lamentava di non ricevere dall’ azienda (la Saapa) informazioni sul numero dei contagiati. In tre fascicoli, al momento senza indagati, imbastiti dopo gli esposti del personale sanitario che ha contratto il Covid19, è ipotizzato il reato di infortunio sul lavoro. Nel frattempo, però, le segnalazioni continuano ad arrivare. Una quarantina di denunce e querele, presentate nelle scorse settimane da familiari di persone decedute nelle Rsa e da personale sanitario, sono finite sulla scrivania del procuratore capo Giuseppe Ferrando che ha delegato i carabinieri del Nas per gli accertamenti. A volerci vedere chiaro sulla gestione dell’ emergenza nelle Rsa è anche la Procura di Torino e, su delega del pm Vincenzo Pacileo, tra l’ 8 e il 14 agosto i Nas hanno effettuato delle ispezioni nella casa di riposo Giovanni Agnelli – Ville Roddolo di Moncalieri. I fascicoli aperti a Palazzo di Giustizia sarebbero in tutto una quarantina. Perlopiù si tratta di fascicoli modello 45, ovvero senza indagati né ipotesi di reato. Per una ventina di casi, però, il pubblico ministero contesta il reato di epidemia colposa (come per la rsa Giovanni Agnelli – Ville Roddolo di via Francesco Petrarca) e/o di omicidio colposo. Una decisione, quella della Procura, presa a fronte di situazioni giudicate anomale. Oltre alla catena di decessi, gli inquirenti vogliono fare chiarezza anche sulle misure di sicurezza adottate – che in molte strutture sembrerebbero essere state carenti – e sulle tempistiche dei trasferimenti dei malati in ospedale. Il caso più emblematico sarebbe quello della Villa San Giuseppe di Grugliasco, dove, nel momento di maggior allarme per il contagio, tra marzo e aprile, si contarono oltre una trentina di decessi. – © RIPRODUZIONE RISERVATA 40 i fascicoli aperti dalla Procura di Torino sulla gestione dell’ emergenza nelle Rsa 30 i decessi avvenuti tra marzo e aprile nella Villa San Giuseppe di Grugliasco Sono oltre 700 le Rsa in Piemonte.
irene famà

quotidianodisicilia.it, 19/08/2020 01:53
Codacons lancia un sondaggio sulla riapertura delle scuole
il codacons torna ad attaccare duramente sul tema della scuola, dopo le parole del ministro degli affari regionali francesco boccia che ha parlato di ”massima
Il Codacons torna ad attaccare duramente sul tema della scuola, dopo le parole del Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia che ha parlato di “massima sicurezza possibile”: la sicurezza nelle aule dev’ essere assoluta , in linea con il principio di precauzione che deve ispirare tutte le politiche del Governo. Se questa non può essere garantita devono essere individuate rapidamente soluzioni alternative. ‘La lista dei problemi pendenti, anzi, sembra allungarsi ogni giorno’ ha evidenzia l’ associazione in una nota ‘dai dispositivi sanitari necessari per garantire il via libera al rientro a scuola alle ‘classi pollaio’, dal tema della sicurezza degli edifici alle eventuali misure di contenimento di casi di contagio. Una confusione incredibile se consideriamo che mancano poche settimane all’ avvio dell’ anno scolastico: una situazione che accresce le preoccupazioni di chi teme che si registreranno seri problemi alla ripresa dell’ anno scolastico per i docenti, per il personale che lavora nelle scuole, per gli studenti ed il loro diritto allo studio’. L’ Associazione ha deciso di lanciare un sondaggio (sul sito www.codacons.it) per raccogliere le opinioni e le idee dei cittadini: le proposte inviate all’ Associazione saranno poi girate al Miur, come contributo per pianificare al meglio la gestione del nuovo anno scolastico. Il Codacons, inoltre, mette a disposizione dei cittadini un forum telefonico (al numero 89349955) e uno staff legale specializzato, per rispondere a dubbi e interrogativi e chiarire i punti più controversi e confusi della questione.

AgenPress, 18/08/2020 18:57
Codacons su divieto fumo all’ aperto Coronavirus
agenpress. dalla spagna arriva un’ importante novità, due regioni (galicia e canarie, ma il divieto è in studio anche in altre aree) hanno deciso di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto per contrastare la diffusione del coronavirus. per gli esperti, infatti, nelle zone in cui non è possibile garantire la distanza di almeno due metri tra []
AgenPress . Dalla Spagna arriva un’ importante novità, due regioni (Galicia e Canarie, ma il divieto è in studio anche in altre aree) hanno deciso di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto per contrastare la diffusione del Coronavirus. Per gli esperti, infatti, nelle zone in cui non è possibile garantire la distanza di almeno due metri tra una persona e l’ altra, fumare comporterebbe rischi per la diffusione del patogeno, ciò perché fumando la persona rilascia “droplets” le goccioline che possono portare al contagio. La correlazione statistica tra fumo e decessi è spaventosa già di suo, un vero e proprio genocidio; ogni anno il fumo uccide 7 milioni di persone (saranno 8 milioni entro il 2030), come se di colpo fosse cancellata la città di New York; in Italia 80 mila persone l’ anno perdono la vita per malattia causate dal fumo di sigaretta. Secondo alcuni studi scientifici poi vi sarebbe una correlazione diretta tra il fumo ed il rischio di sviluppare forme più gravi della malattia, aumenterebbe il rischio di ventilazione artificiale e ricovero in terapia intensiva, oltre che di morte. Codacons: ” Si tratta di prendere una scelta importante, anche se impopolare – afferma il Presidente del Codacons, Marco Donzelli – sappiamo che in Italia i fumatori rappresentano una grossa fetta della popolazione, ma è arrivato il momento di dare prevalenza alla salute pubblica. Fumare comporta dei rischi per la salute umana già di per sé, ma in un momento così difficile e particolare come quello che stiamo vivendo si tratta di prendere una scelta volta a tutelare la salute dell’ intera popolazione. Dobbiamo combattere la diffusione del virus con ogni mezzo, per questo motivo chiediamo al Governo ed al Ministero della Salute di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto.”

Meteo , 18/08/2020 17:29
Coronavirus, il Codacons: “Sullo stop al fumo seguire l’ esempio della Spagna”
due regioni della spagna, galicia e canarie (ma il divieto è in studio anche in altre aree) hanno deciso di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto per contrastare la diffusione del coronavirus da antonella petris 18 agosto 2020 17:18 a cura di antonella petris 18 agosto 2020 17:18
Due regioni della Spagna, Galicia e Canarie (ma il divieto è in studio anche in altre aree) hanno deciso di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto per contrastare la diffusione del coronavirus . Per gli esperti, infatti, nelle zone in cui non è possibile garantire la distanza di almeno due metri tra una persona e l’ altra, fumare comporterebbe rischi per la diffusione del patogeno, ciò perché fumando la persona rilascia “droplet”, le goccioline che possono portare al contagio. “La correlazione statistica tra fumo e decessi è spaventosa già di suo, un vero e proprio genocidio; ogni anno il fumo uccide 7 milioni di persone (saranno 8 milioni entro il 2030), come se di colpo fosse cancellata la città di New York; in Italia 80 mila persone l’ anno perdono la vita per malattia causate dal fumo di sigaretta – commenta il Codacons -. Secondo alcuni studi scientifici poi vi sarebbe una correlazione diretta tra il fumo ed il rischio di sviluppare forme più gravi della malattia, aumenterebbe il rischio di ventilazione artificiale e ricovero in terapia intensiva, oltre che di morte”. “Si tratta di prendere una scelta importante, anche se impopolare – afferma il presidente del Codacons di Milano, Marco Donzelli – sappiamo che in Italia i fumatori rappresentano una grossa fetta della popolazione, ma è arrivato il momento di dare prevalenza alla salute pubblica. Fumare comporta dei rischi per la salute umana già di per sé, ma in un momento così difficile e particolare come quello che stiamo vivendo si tratta di prendere una scelta volta a tutelare la salute dell’ intera popolazione. Dobbiamo combattere la diffusione del virus con ogni mezzo, per questo motivo chiediamo al Governo ed al Ministero della Salute di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto”.
da antonella petris

Orizzonte Scuola, 18/08/2020 16:43
Ritorno in classe, Codacons attacca: “Troppi dubbi, confusione incredibile a pochi giorni dall’ inizio della scuola”
Il Codacons attacca sul tema della scuola e contesta “la generalizzata confusione che sta emergendo in queste settimane” – scrive in una nota il presidente Carlo Rienzi – proprio mentre il rientro a scuola si avvicina e studenti, genitori e personale scolastico avrebbero invece bisogno di certezze e chiarezze definitive, e chiede di autorizzare il ritorno sui banchi solo in presenza di condizioni di assoluta sicurezza per studenti e lavoratori della scuola”. “Dopo il caso degli ‘innovativi’ banchi con le rotelle – prosegue – da cui è emerso un enorme spreco per le casse pubbliche, sul tavolo restano tanti, troppi argomenti scottanti: dai dispositivi sanitari necessari per garantire il via libera al rientro a scuola alle ‘classi pollaio’, dal tema della sicurezza degli edifici alle eventuali misure di contenimento di casi di contagio, tutto sembra avvolto da una cappa di confusione assoluta. Una confusione incredibile se consideriamo che mancano poche settimane all’ avvio dell’ anno scolastico”. “Se è vero che le scuole non vanno solo riaperte – continua Rienzi – ma dobbiamo fare in modo che poi non richiudano, come ha scritto la ministra dell’ Istruzione Lucia Azzolina su Facebook, non si capisce in che modo tali encomiabili proponimenti possano essere realizzati in un contesto tanto caotico. Il rischio, tangibilissimo, è che poco o nulla sia pronto alla metà di settembre, e che – al solito – disagi, mancanze e rischi per la sicurezza ricadano sulle vittime abituali, gli studenti e il personale scolastico in servizio”. “Se i rischi per la sicurezza persisteranno sarà meglio pensare per tempo a soluzioni alternative, senza forzare la mano o avallare misure-tampone destinate a un sicuro insuccesso. Studenti e personale scolastico hanno diritto a scuole sicure, classi adatte e a tutto il necessario per una corretta didattica: non è accettabile imporre a loro i costi, anche sanitari, di problemi che la scuola si porta dietro da anni’ ‘, conclude Rienzi.

Telestense, 18/08/2020 16:11
Emergenza Covid, ass. Donini replica al Codacons: “No a strumentalizzazioni”
“Il Ferragosto 2020 rischia di trasformarsi in un gigantesco focolaio di coronavirus, e di certo non è possibile garantire nei locali al chiuso e in quelli in spiaggia il distanziamento e l’ uso delle mascherine da parte del pubblico”. Lo scriveva il Codocons qualche giorno fa, prima della chiusura totale delle discoteche, lanciando accuse alla Regione Emilia-Romagna che avrebbe dovuto tutelare maggiormente la salute pubblica. Dichiarazioni che hanno fatto infuriare l’ assessore regionale alla salute Raffaele Donini. ‘Il Codacons si informi meglio” – ha dichiarato – “e rinunci alla strumentalizzazione politica. Nell’ ultimo mese, fra il 15 luglio e Ferragosto, le ASL della Regione EmilIa-Romagna hanno eseguito una media di oltre 6300 tamponi al giorno e oltre 1000 esami sierologici quotidiani’. Secondo Donini, ‘la nostra attività di contact tracing è talmente efficace che oltre l’ 80% dei casi si sono positivizzati già in isolamento”. L’ assessore rincara infine la dose sottolineando che ‘l’ Emilia-Romagna è una delle pochissime Regioni che ha già adempiuto alla gran parte delle disposizioni del Governo in termini di adeguatezza delle strutture ospedaliere e dei nuovi posti letto aggiuntivi di terapia intensiva. Infine, è stata accelerata la potenzialità di tamponi per cui verranno raggiunti i 15.000 tamponi già a settembre, un mese prima di quanto da sempre annunciato. Intanto, gli sforzi collocano l’ Emilia-Romagna con Rt (indice di contagio) inferiore a 1 nell’ ultima rilevazione.’

Notizie, 18/08/2020 15:37
Coronavirus, divieto di fumo in pubblico: in arrivo in Italia
il divieto di fumo in pubblico per il coronavirus potrebbe arrivare anche in italia.
Il divieto di fumo in pubblico a causa del coronavirus potrebbe arrivare anche in Italia. In Spagna è già stata presa questa misura , che sta facendo molto discutere. La Giunta della Galizia ha vietato di fumare all’ aperto se la distanza non si può mantenere. Il Codacons pensa che questa decisione dovrebbe essere presa anche in Italia. Nelle zone in cui non è possibile mantenere una distanza fumare potrebbe essere rischioso per la diffusione del virus. Una questione che sta facendo discutere. Divieto di fumo in pubblico Il 2 Luglio, un documento approvato dalla Commissione Sanità Pubblica raccomandava di evitare il consumo di tabacco in contesti sociali e di comunità e di farlo in spazi aperti separati e di adottare le misure di sicurezza e distanziamento. Fernando Garcia , epidemiologo e portavoce dell’ Associazione Sanitaria Pubblica di Madrid, ha spiegato che ” c’ è la possibilità che vengano emesse goccioline a distanza che potrebbero raggiungere altre persone “. Secondo lo specialista potrebbero presto esserci solide ragioni scientifiche per adottare questa misura ovunque. Non ci sono prove che sia una misura veramente efficace, ma in molti pensano che avrà effetti limitati ma comunque positivi sul controllo del coronavirus. La decisione spagnola ha acceso il dibattito anche in Italia e il Codacons ha chiesto al Governo di fare la stessa scelta e imporre il divieto di fumo in pubblico. ” Si tratta di prendere una scelta importante, anche se impopolare. Sappiamo che in Italia i fumatori rappresentano una grossa fetta della popolazione, ma è arrivato il momento di dare prevalenza alla salute pubblica. Fumare comporta dei rischi per la salute umana già di per sé, ma in un momento così difficile e particolare come quello che stiamo vivendo si tratta di prendere una scelta volta a tutelare la salute dell’ intera popolazione. Dobbiamo combattere la diffusione del virus con ogni mezzo, per questo motivo chiediamo al Governo ed al Ministero della Salute di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto ” ha spiegato Marco Donzelli , Presidente del Codacons. Secondo alcuni studi scientifici ci sarebbe una correlazione diretta tra il fumo e il rischio di sviluppare forme più gravi di coronavirus e di complicazioni.

LAdigetto, 18/08/2020 14:46
Servizi postali online: provata la comodità del
Una nota per indicare tutto quello che ti serve per le spedizioni direttamente da casa Nel vasto panorama offerto dal in merito ai servizi postali online si può affermare che questa nuova metodologia per gestire le proprie spedizioni, proposta in rete da siti e portali dedicati alle spedizioni è più che mai comoda e conveniente. Ovviamente nel lungo elenco che comprende questo tipo di sito in internet è necessario fare una scrematura e determinare qual è il portale migliore e più adatto alle nostre esigenze. In termini di eccellenza ci sentiamo di consigliare Lettera Senza Busta che è stato definito l’ ufficio postale online primo in Italia, che permette di evitare di recarsi fisicamente in ufficio postale e di fare lunghe file per spedire telegrammi, raccomandate, disdette, fax, e quant’ altro. I vantaggi che non si conoscono delle spedizioni online I vantaggi che offre letterasenzabusta sono veramente tanti, ad esempio il servizio on-line 24 ore su 24, tutti i giorni dell’ anno e la possibilità quindi di effettuare le proprie spedizioni online o dall’ applicazione sullo smartphone come e quando vogliamo, senza uscire di casa, senza lasciare l’ ufficio, senza perdere tempo per qualsiasi tipo di spedizione, ad esempio spedire Posta Prioritaria comprovare con l’ operazione data certa le scritture private, gli atti e i contratti, mandare fiori a domicilio, spedire lettere di vendita, il sito è stato riconosciuto ufficialmente con il titolo di sito affidabile dal Codacons, qualsiasi documento lettera o comunicazione viene inviata da letterasenzabusta è valido a tutti gli effetti sia giuridici, legali, che ufficiali. Tutto quello che ti serve per le spedizioni direttamente da casa Sul portale si può accedere a un ricco menù di funzionalità, come la marcatura temporale, il timbro digitale, la normalizzazione degli indirizzi, il tracking e gli avvisi per le ricevute di recapito. E ancora: invio a destinatari multipli, la firma elettronica, fruibili sia da desktop PC che da tablet o da smartphone, da questo portale possiamo spedire telegrammi, raccomandate, disdette, fax, pacchi, e visure. L’ interfaccia del sito è intuitiva e di facile uso, tutte le operazioni di invio sono supportate passo passo da guide che aiutano l’ utente nelle operazioni; i costi sono accessibili e l’ assistenza clienti eccellente. Oltre a un database ricco di moduli utilissimi offerto gratuitamente. Interfaccia intuitiva e di semplice uso: provaci anche tu Letterasenzabusta è disponibile sia per PC desktop, per tablet, che per smartphone, visitando il sito ufficiale di letterasenzabusta è possibile trovare il numero verde dell’ assistenza clienti e tutte le informazioni necessarie utili effettuare una spedizione. Un servizio che non era conosciuto da tutti ma che si è affermato giorno dopo giorno, grazie alla velocità e all’ organizzazione di vari tipi di spedizione che vengono offerti sul sito letterasenzabusta, il sito che risolve in pochi minuti tutti i problemi relativi alla spedizione di fax, di pacchi, e di molto altro. Il servizio è stato giudicato eccellente da tutta la clientela che ha deciso di servirsi dell’ interfaccia intuitiva e di semplice uso di lettera senza busta un metodo semplice, rapido, ed efficace che funziona sempre e che permette di risparmiare tempo e denaro.

GreenMe, 18/08/2020 14:33
Coronavirus, divieto di fumo in pubblico “per limitare i contagi”. L’ Italia come la Spagna?
divieto di fumo all’ aperto quando non è possibile mantenere il distanziamento. dalla spagna arriva una misura senza precedenti
Divieto di fumo all’ aperto quando non è possibile mantenere il distanziamento. Dalla Spagna arriva una misura senza precedenti che sta facendo molto discutere. La Giunta della Galizia ha vietato di fumare all’ aperto se la distanza non può essere mantenuta. Nuove restrizioni arrivano dalla Spagna, a fronte della nuova escalation dei contagi da coronavirus, soprattutto a Coruña, che il presidente Alberto Núñez Feijóo ha definito “molto preoccupante”. Per gli esperti, infatti, nelle zone in cui non è possibile garantire la distanza di almeno due metri tra una persona e l’ altra, fumare potrebbe essere rischi per la diffusione del virus visto che fumando la persona rilascia “droplets”, le goccioline che possono veicolare il coronavirus. La limitazione è in linea con le recenti raccomandazioni della Commissione Sanità Pubblica del Sistema Sanitario Nazionale e di diverse società mediche, che hanno consigliato di non fumare su terrazze, spiagge o altri spazi aperti, alludendo alla diffusione del virus. Ma la Galizia ha fatto un ulteriore passo avanti e ha annunciato direttamente il divieto di fumo laddove non possa essere assicurato il distanziamento. La questione sta destando non poche discussioni perché da una parte c’ è chi sostiene che, oltre a provocare una peggiore evoluzione della malattia da COVID-19 nel fumatore, l’ espirazione del fumo venga associata ad una maggiore possibilità di infettare chi è vicino. Già un documento approvato dalla Commissione Sanità Pubblica il 2 luglio, raccomandava di evitare il consumo di tabacco “in contesti sociali e di comunità” e di farlo “in spazi aperti separati” e di adottare misure di distanziamento e di sicurezza. Anche la Collegiate Medical Organization (WTO) ha rilasciato una posizione insieme alla Società spagnola di sanità pubblica e amministrazione sanitaria (SESPAS), la Società spagnola di pneumologia e il Comitato nazionale per la prevenzione del fumo simili, e hanno Fernando García, epidemiologo e portavoce dell’ Associazione Sanitaria Pubblica di Madrid, è d’ accordo, definendo la questione “complessa”. A suo avviso, è consigliabile “come principio precauzionale” non fumare in spazi affollati Dall’ altra parte, dalla raccomandazione al divieto, dice, “c’ è un passo importante” e “non ci sono ancora prove scientifiche sufficienti per giustificare” una misura “estrema” come quella adottata dalla Galizia. Certo, prosegue lo specialista, il coronavirus “è un insieme di incertezze” e può darsi che presto “ci saranno solide ragioni scientifiche per adottarla ovunque”. La decisione spagnola ha acceso il dibattito anche in Italia. Il Codacons ha chiesto al Governo di fare altrettanto e imp0rre il divieto di fumo all’ aperto anche nel nostro paese: Secondo alcuni studi scientifici vi sarebbe una correlazione diretta tra il fumo ed il rischio di sviluppare forme più gravi della malattia. D’ altra parte anche l’ ISS ha messo in guardia dicendo che chi fuma ha un rischio maggiore di avere complicazioni in caso di infezione da coronavirus, addirittura ha più del doppio di possibilità di finire in terapia intensiva.
francesca mancuso

(Sito) Adnkronos, 18/08/2020 13:32
Scuola, Codacons: “Confusione incredibile, rischio che a settembre non ci sia sicurezza”
Il Codacons torna sul tema della scuola e contesta “la generalizzata confusione che sta emergendo in queste settimane” – scrive in una nota il presidente Carlo Rienzi – proprio mentre il rientro a scuola si avvicina e studenti, genitori e personale scolastico avrebbero invece bisogno di certezze e chiarezze definitive, e chiede di autorizzare il ritorno sui banchi solo in presenza di condizioni di assoluta sicurezza per studenti e lavoratori della scuola”. “Dopo il caso degli ‘innovativi’ banchi con le rotelle – prosegue – da cui è emerso un enorme spreco per le casse pubbliche , sul tavolo restano tanti, troppi argomenti scottanti: dai dispositivi sanitari necessari per garantire il via libera al rientro a scuola alle ‘classi pollaio’, dal tema della sicurezza degli edifici alle eventuali misure di contenimento di casi di contagio, tutto sembra avvolto da una cappa di confusione assoluta . Una confusione incredibile se consideriamo che mancano poche settimane all’ avvio dell’ anno scolastico”. “Se è vero che le scuole non vanno solo riaperte – continua Rienzi – ma dobbiamo fare in modo che poi non richiudano, come ha scritto la ministra dell’ Istruzione Lucia Azzolina su Facebook, non si capisce in che modo tali encomiabili proponimenti possano essere realizzati in un contesto tanto caotico. Il rischio, tangibilissimo, è che poco o nulla sia pronto alla metà di settembre, e che – al solito – disagi, mancanze e rischi per la sicurezza ricadano sulle vittime abituali, gli studenti e il personale scolastico in servizio.” ” Se i rischi per la sicurezza persisteranno sarà meglio pensare per tempo a soluzioni alternative , senza forzare la mano o avallare misure-tampone destinate a un sicuro insuccesso. Studenti e personale scolastico hanno diritto a scuole sicure, classi adatte e a tutto il necessario per una corretta didattica: non è accettabile imporre a loro i costi, anche sanitari, di problemi che la scuola si porta dietro da anni”, conclude Rienzi. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

Bologna Today, 18/08/2020 13:24
Coronavirus, la replica di Donini sui tamponi: “Da settembre 15mila al giorno”
ieri la dura critica dei comitati familiari delle vittime e codacons sulla gestione dell’ epidemia in regione
La recrudescenza dell’ epidemia da coronavirus in Italia e nel mondo “ci preoccupa eccome e siamo pronti a intensificare ancora di più gli sforzi”. A partire dall’ esecuzione di 15mila tamponi al giorno “già da settembre”.Lo assicura l’ assessore regionale alla Sanità dell’ Emilia-Romagna, Raffaele Donini, che replica così anche alle dure critiche sulla gestione dei contagi in queste settimane ricevute da parte del Codacons e dei comitati dei familiari delle vittime di covid nelle Rsa della regione, che sono arrivati a chiedergli un passo indietro.”Ai nostri interlocutori, anche a coloro che si esprimono molto spesso in modo superficiale e non appropriato – dice Donini – offriamo, ma anche pretendiamo, buona fede e onestà intellettuale nel riconoscere quanto stanno facendo i dipartimenti di sanità pubblica, poiché in questa battaglia tutto si può migliorare e perfezionare per tutelare la salute dei cittadini”.In altre parole, contrattacca l’ assessore, “il Codacons si informi meglio e rinunci alla strumentalizzazione politica”. Nell’ ultimo mese, fra il 15 luglio e Ferragosto, le aziende sanitarie dell’ Emilia-Romagna “hanno eseguito una media di oltre 6.300 tamponi al giorno e oltre 1.000 esami sierologici quotidiani – snocciola i numeri Donini – la nostra attività di tracciamento dei contatti è talmente efficace che oltre l’ 80% dei casi si sono positivizzati già in isolamento”.Tra l’ altro, fa sapere l’ assessore, “abbiamo accelerato la nostra potenzialità di tamponi per cui raggiungeremo i 15mila tamponi già a settembre, un mese prima di quanto da sempre annunciato”. Per la Riviera, rivendica tra l’ altro l’ assessore, “abbiamo attuato un servizio specifico attraverso una clinica mobile in grado di eseguire test sierologici e tamponi a cittadini e turisti”. Inoltre, aggiunge Donini, “siamo stati i primi in Italia a predisporre una indagine epidemiologica nei settori della logistica e della lavorazione delle carni, eseguendo decine di migliaia di tamponi ai lavoratori interessati, isolando e prendendo in carico centinaia di casi positivi asintomatici”. Come Emilia-Romagna, continua, “siamo stati i primi a chiedere di testare a tappeto tutti i cittadini che provengano dai Paesi esteri a più alto rischio di contagio e abbiamo avviato quell’ indagine epidemiologica ancora prima che uscisse la giusta ordinanza ministeriale”.E ancora, elenca l’ assessore, “abbiamo raggiunto un accordo con i sindacati per la gestione della quarantena delle assistenti familiari, alle quali viene eseguito il doppio tampone fra il primo e settimo giorno dal loro rientro in Italia e viene loro offerta anche una soluzione residenziale in albergo, senza che i costi si ripercuotano nei confronti delle famiglie”.La gestione sanitaria dei cittadini contagiati da covid-19, prosegue Donini, “avviene senza che siano appesantite in modo rilevante le strutture ospedaliere in quanto rimangono al minimo storico i ricoveri nei reparti di infettivi e in quelli di terapia intensiva. Peraltro siamo, se non l’ unica, sicuramente una delle pochissime Regioni che ha già adempiuto alla gran parte delle disposizioni del Governo in termini di adeguatezza delle strutture ospedaliere e dei nuovi posti letto aggiuntivi di terapia intensiva”. Questi dunque “sono i fatti che ci piacerebbe venissero considerati- manda a dire Donini- anche quando si rivolgono critiche che, se costruttive, sono utili a migliorare la nostra azione di contrasto al covid”. (Dire)

Yahoo Notizie, 18/08/2020 13:24
La regola è in vigore in Spagna ma può arrivare anche nel nostro Paese
Il divieto di fumo in pubblico a causa del coronavirus potrebbe arrivare anche in Italia. In Spagna è già stata presa questa misura , che sta facendo molto discutere. La Giunta della Galizia ha vietato di fumare all’ aperto se la distanza non si può mantenere. Il Codacons pensa che questa decisione dovrebbe essere presa anche in Italia. Nelle zone in cui non è possibile mantenere una distanza fumare potrebbe essere rischioso per la diffusione del virus. Una questione che sta facendo discutere.Il 2 Luglio, un documento approvato dalla Commissione Sanità Pubblica raccomandava di evitare il consumo di tabacco in contesti sociali e di comunità e di farlo in spazi aperti separati e di adottare le misure di sicurezza e distanziamento. Fernando Garcia , epidemiologo e portavoce dell’ Associazione Sanitaria Pubblica di Madrid, ha spiegato che ” c’ è la possibilità che vengano emesse goccioline a distanza che potrebbero raggiungere altre persone “. Secondo lo specialista potrebbero presto esserci solide ragioni scientifiche per adottare questa misura ovunque. Non ci sono prove che sia una misura veramente efficace, ma in molti pensano che avrà effetti limitati ma comunque positivi sul controllo del coronavirus.La decisione spagnola ha acceso il dibattito anche in Italia e il Codacons ha chiesto al Governo di fare la stessa scelta e imporre il divieto di fumo in pubblico. ” Si tratta di prendere una scelta importante, anche se impopolare. Sappiamo che in Italia i fumatori rappresentano una grossa fetta della popolazione, ma è arrivato il momento di dare prevalenza alla salute pubblica. Fumare comporta dei rischi per la salute umana già di per sé, ma in un momento così difficile e particolare come quello che stiamo vivendo si tratta di prendere una scelta volta a tutelare la salute dell’ intera popolazione. Dobbiamo combattere la diffusione del virus con ogni mezzo, per questo motivo chiediamo al Governo ed al Ministero della Salute di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto ” ha spiegato Marco Donzelli , Presidente del Codacons. Secondo alcuni studi scientifici ci sarebbe una correlazione diretta tra il fumo e il rischio di sviluppare forme più gravi di coronavirus e di complicazioni.

Glonaabot, 18/08/2020 13:09
#Codacons
Codacons: «Contro il virus vietare il fumo anche all’ aperto» Due importanti regioni spagnole, la Galicia e le Canarie hanno deciso di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto per contrastare la diffusione del Coronavirus. […] Leggi l’ articolo completo: Codacons: «Contro il virus vietare il fu…

larena.it, 18/08/2020 13:09
Codacons: «Contro il virus vietare il fumo anche all’ aperto»
Due importanti regioni spagnole, la Galicia e le Canarie hanno deciso di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto per contrastare la diffusione del Coronavirus . E Codacons chiede al governo di introdurre il divieto anche in Italia. Secondo l’ associazione dei consumatori, alcuni esperti ritengono che «nelle zone in cui non è possibile garantire la distanza di almeno due metri tra una persona e l’ altra, fumare comporterebbe rischi per la diffusione del patogeno, ciò perché fumando la persona rilascia “droplets” le goccioline che possono portare al contagio ». Per Codacons, la correlazione statistica tra fumo e decessi è spaventosa già di suo, un vero e proprio genocidio; ogni anno il fumo uccide 7 milioni di persone (saranno 8 milioni entro il 2030), come se di colpo fosse cancellata la città di New York; in Italia 80 mila persone l’ anno perdono la vita per malattia causate dal fumo di sigaretta. Secondo alcuni studi scientifici poi vi sarebbe una correlazione diretta tra il fumo ed il rischio di sviluppare forme più gravi della malattia, aumenterebbe il rischio di ventilazione artificiale e ricovero in terapia intensiva, oltre che di morte. «Si tratta di prendere una scelta importante, anche se impopolare – afferma il Presidente del Codacons, Marco Donzelli – sappiamo che in Italia i fumatori rappresentano una grossa fetta della popolazione, ma è arrivato il momento di dare prevalenza alla salute pubblica . Fumare comporta dei rischi per la salute umana già di per sé, ma in un momento così difficile e particolare come quello che stiamo vivendo si tratta di prendere una scelta volta a tutelare la salute dell’ intera popolazione. Dobbiamo combattere la diffusione del virus con ogni mezzo, per questo motivo chiediamo al Governo ed al Ministero della Salute di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto.»

Puglia Live, 18/08/2020 12:27
CODACONS -RICHIESTA AL GOVERNO ED AL MINISTERO DELLA SALUTE: IMPORRE IL DIVIETO ANCHE IN ITALIA
18/08/2020 CORONAVIRUS: IN SPAGNA SI AL DIVIETO DI FUMO ALL’ APERTO, L’ ATTO DI FUMARE AUMENTEREBBE I RISCHI DI CONTAGIO CODACONS: OGNI ANNO UN GENOCIDIO, 7 MILIONI DI PERSONE MUOIONO PER MALATTIE CORRELATE AL FUMO DI SIGARETTA Cronaca Lombardia e Nazionale: dalla Spagna arriva un’ importante novità, due regioni (Galicia e Canarie, ma il divieto è in studio anche in altre aree) hanno deciso di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto per contrastare la diffusione del Coronavirus. Per gli esperti, infatti, nelle zone in cui non è possibile garantire la distanza di almeno due metri tra una persona e l’ altra, fumare comporterebbe rischi per la diffusione del patogeno, ciò perché fumando la persona rilascia “droplets” le goccioline che possono portare al contagio. La correlazione statistica tra fumo e decessi è spaventosa già di suo, un vero e proprio genocidio; ogni anno il fumo uccide 7 milioni di persone (saranno 8 milioni entro il 2030), come se di colpo fosse cancellata la città di New York; in Italia 80 mila persone l’ anno perdono la vita per malattia causate dal fumo di sigaretta. Secondo alcuni studi scientifici poi vi sarebbe una correlazione diretta tra il fumo ed il rischio di sviluppare forme più gravi della malattia, aumenterebbe il rischio di ventilazione artificiale e ricovero in terapia intensiva, oltre che di morte. Codacons: “Si tratta di prendere una scelta importante, anche se impopolare – afferma il Presidente del Codacons, Marco Donzelli – sappiamo che in Italia i fumatori rappresentano una grossa fetta della popolazione, ma è arrivato il momento di dare prevalenza alla salute pubblica. Fumare comporta dei rischi per la salute umana già di per sé, ma in un momento così difficile e particolare come quello che stiamo vivendo si tratta di prendere una scelta volta a tutelare la salute dell’ intera popolazione. Dobbiamo combattere la diffusione del virus con ogni mezzo, per questo motivo chiediamo al Governo ed al Ministero della Salute di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto.”

ParmaReport, 18/08/2020 12:19
L’ assessore Donini risponde alle accuse di Codacons sulla gestione dell’ emergenza coronavirus
l’ impegno della regione e delle aziende sanitarie di questi mesi pongono l’ emilia-romagna ai vertici in italia per quanto riguarda i risultati nella lotta al virus
“Il Codacons si informi meglio e rinunci alla strumentalizzazione politica. Nell’ ultimo mese, fra il 15 luglio e Ferragosto, le ASL della Regione EmilIa-Romagna hanno eseguito una media di oltre 6300 tamponi al giorno e oltre 1000 esami sierologici quotidiani” E’ quanto afferma Raffaele Donini , assessore regionale alla Salute, in risposta alle accuse mosse dal Codacons per quanto riguarda la gestione dell’ emergenza coronavirus, anche in riferimento al numero di tamponi eseguiti. Secondo Donini, “la nostra attività di contact tracing è talmente efficace che oltre l’ 80% dei casi si sono positivizzati già in isolamento. Abbiamo attuato un servizio specifico per la riviera adriatica attraverso una clinica mobile in grado di eseguire test sierologici e tamponi a cittadini e turisti. Siamo stati i primi in Italia a predisporre una indagine epidemiologica nei settori della logistica e della lavorazione delle carni, eseguendo decine di migliaia di tamponi ai lavoratori interessati, isolando e prendendo in carico oltre centinaia di casi positivi asintomatici. Siamo stati i primi a chiedere di testare a tappeto tutti i cittadini che provengano dai Paesi Esteri a più alto rischio di contagio ed abbiamo avviato quell’ indagine epidemiologica, ancora prima che uscisse la giusta ordinanza ministeriale” Non solo. L’ assessore regionale alla salute affronta anche il tema delle Assistenti familiari. In questo ambito, “abbiamo raggiunto un accordo con i sindacati per la gestione della quarantena delle assistenti familiari, alle quali viene eseguito il doppio tampone fra il primo e settimo giorno dal loro rientro in Italia e viene loro offerta anche una soluzione residenziale in albergo, senza che i costi si ripercuotano nei confronti delle famiglie. La gestione sanitaria dei cittadini contagiati da Covid ’19, avviene senza che siano appesantite in modo rilevante le strutture ospedaliere in quanto rimangono al minimo storico i ricoveri nei reparti di infettivi ed in quelli di terapia intensiva”. “Peraltro, siamo se non l’ unica, sicuramente una delle pochissime Regioni- rivendica Donini- che ha già adempiuto alla gran parte delle disposizioni del Governo in termini di adeguatezza delle strutture ospedaliere e dei nuovi posti letto aggiuntivi di terapia intensiva. Infine, abbiamo accelerato la nostra potenzialità di tamponi per cui raggiungeremo i 15.000 tamponi già a settembre, un mese prima di quanto da sempre annunciato. Intanto, i nostri sforzi collocano la nostra Regione con Rt (indice di contagio) inferiore a 1 nell’ ultima rilevazione.” “Ecco- conclude Donini- questi sono i fatti che ci piacerebbe venissero considerati anche quando si rivolgono critiche che, se costruttive, sono utili a migliorare la nostra azione di contrasto al Covid. Il problema della recrudescenza dell’ epidemia, in Italia e nel mondo, ci preoccupa eccome. E siamo pronti ad intensificare ancora di più gli sforzi. Ma ai nostri interlocutori, anche a coloro che si esprimono molto spesso in modo superficiale e non appropriato, offriamo -ma anche pretendiamo- buona fede ed onestà intellettuale nel riconoscere quanto stanno facendo i dipartimenti di Sanità Pubblica, poiché in questa battaglia tutto si può migliorare e perfezionare per tutelare la salute dei cittadini”.
eleonora casappa

Varese Settegiorni, 18/08/2020 12:14
Il Codacons rilancia la Spagna: “Vietare le sigarette all’ aperto contro il Covid”
secondo l’ associazione anche in italia si dovrebbe fare come in galicia, dove all’ aperto non si può fumare per ridurre la diffusione dei pericolosi “droplets” veicolo del virus
Il Codacons lancia una nuova campagna ispirandosi alla decisione presa in Spagna dalle regioni della Galicia e delle Canarie: vietare le sigarette all’ aperto per ridurre la diffusione del coronavirus. Vietare le sigarette all’ aperto, dalla Spagna al Codacons Stop alle bionde anche all’ aperto e nelle zone pubbliche dove non è possibile mantenere due metri di distanza. Il Codacons chiede di importare anche in Italia la misura adottata da due regioni spagnole e allo studio in altre. Vietato quindi fumare per strada, ai tavolini dei bar o nei parchi pubblici frequentati da altre persone. Sigarette “veicolo” del virus? Secondo le autorità spagnole, fumare all’ aperto aumenterebbe il rischio di trasmissione del coronavirus. Fumando ed emettendo il fumo dopo l’ inspirazione, si producono i famosi droplets, le goccioline prodotte dal respiro, che non vengono ovviamente fermate dalla mascherina, in quel momento abbassata. Codacons: “Già 80mila vittime l’ anno per il fumo” “La correlazione statistica tra fumo e decessi è spaventosa già di suo, un vero e proprio genocidio – dichiara il Codacons – ogni anno il fumo uccide 7 milioni di persone (saranno 8 milioni entro il 2030), come se di colpo fosse cancellata la città di New York; in Italia 80 mila persone l’ anno perdono la vita per malattia causate dal fumo di sigaretta. Secondo alcuni studi scientifici poi vi sarebbe una correlazione diretta tra il fumo ed il rischio di sviluppare forme più gravi della malattia, aumenterebbe il rischio di ventilazione artificiale e ricovero in terapia intensiva, oltre che di morte”. “Scelta importante anche se impopolare” “Si tratta di prendere una scelta importante, anche se impopolare – afferma il Presidente del Codacons, Marco Donzelli – sappiamo che in Italia i fumatori rappresentano una grossa fetta della popolazione, ma è arrivato il momento di dare prevalenza alla salute pubblica. Fumare comporta dei rischi per la salute umana già di per sé, ma in un momento così difficile e particolare come quello che stiamo vivendo si tratta di prendere una scelta volta a tutelare la salute dell’ intera popolazione. Dobbiamo combattere la diffusione del virus con ogni mezzo, per questo motivo chiediamo al Governo ed al Ministero della Salute di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto”.

Ragusa Oggi, 18/08/2020 10:51
Mancano pochi giorni all’ avvio delle scuole. Il Codacons: “E’ un caos totale”
Poche settimane all’ inizio della scuola ma è caos totale sulle informazioni che arrivano e che stanno emergendo, proprio mentre il rientro a scuola si avvicina e studenti, genitori e personale scolastico avrebbero invece bisogno di certezze e chiarezze definitive, e chiede di autorizzare il ritorno sui banchi solo in presenza di condizioni di assoluta sicurezza per studenti e lavoratori della scuola. Dopo il caso degli “innovativi” banchi con le rotelle, da cui è emerso un enorme spreco per le casse pubbliche, sul tavolo restano tanti, troppi argomenti scottanti: dai dispositivi sanitari necessari per garantire il via libera al rientro a scuola alle “classi pollaio”, dal tema della sicurezza degli edifici alle eventuali misure di contenimento di casi di contagio, tutto sembra avvolto da una cappa di confusione assoluta. Una confusione incredibile se consideriamo che mancano poche settimane all’ avvio dell’ anno scolastico. Se è vero che “le scuole non vanno solo riaperte”, ma “dobbiamo fare in modo che poi non richiudano”, come ha scritto la ministra dell’ Istruzione Lucia Azzolina su Facebook, non si capisce in che modo tali encomiabili proponimenti possano essere realizzati in un contesto tanto caotico. Il rischio, tangibilissimo, è che poco o nulla sia pronto alla metà di settembre, e che – al solito – disagi, mancanze e rischi per la sicurezza ricadano sulle vittime abituali, gli studenti e il personale scolastico in servizio. In un marasma di informazioni che si contraddicono, e mentre i contagi tornano a salire, insegnanti e presidi sembrano spiazzati dalle continue giravolte del governo – giravolte che, ancora una volta, non sembrano avere un senso di logica: sembra insomma che entro il 14 settembre, data prevista per la riapertura degli istituti, sarà impossibile preparare adeguatamente gli edifici per salvaguardare la salute di docenti e studenti. Per Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons “Se i rischi per la sicurezza persisteranno sarà meglio pensare per tempo a soluzioni alternative, senza forzare la mano o avallare misure-tampone destinate a un sicuro insuccesso. Studenti e personale scolastico hanno diritto a scuole sicure, classi adatte e a tutto il necessario per una corretta didattica: non è accettabile imporre a loro i costi, anche sanitari, di problemi che la scuola si porta dietro da anni”.

Modena Today, 18/08/2020 09:03
Donini risponde alle accuse di Codacons: “No a strumentalizzazioni politiche, in un mese 6300 tamponi al giorno”
“l’ impegno della regione e delle aziende sanitarie di questi mesi pongono l’ emilia-romagna ai vertici in italia per quanto riguarda i risultati nella lotta al virus”
“Il Codacons si informi meglio e rinunci alla strumentalizzazione politica. Nell’ ultimo mese, fra il 15 luglio e Ferragosto, le ASL della Regione EmilIa-Romagna hanno eseguito una media di oltre 6300 tamponi al giorno e oltre 1000 esami sierologici quotidiani”E’ quanto afferma Raffaele Donini , assessore regionale alla Salute, in risposta alle accuse mosse dal Codacons per quanto riguarda la gestione dell’ emergenza coronavirus, anche in riferimento al numero di tamponi eseguiti.Secondo Donini, “la nostra attività di contact tracing è talmente efficace che oltre l’ 80% dei casi si sono positivizzati già in isolamento. Abbiamo attuato un servizio specifico per la riviera adriatica attraverso una clinica mobile in grado di eseguire test sierologici e tamponi a cittadini e turisti. Siamo stati i primi in Italia a predisporre una indagine epidemiologica nei settori della logistica e della lavorazione delle carni, eseguendo decine di migliaia di tamponi ai lavoratori interessati, isolando e prendendo in carico oltre centinaia di casi positivi asintomatici. Siamo stati i primi a chiedere di testare a tappeto tutti i cittadini che provengano dai Paesi Esteri a più alto rischio di contagio ed abbiamo avviato quell’ indagine epidemiologica, ancora prima che uscisse la giusta ordinanza ministeriale”Non solo. L’ assessore regionale alla salute affronta anche il tema delle Assistenti familiari. In questo ambito, “abbiamo raggiunto un accordo con i sindacati per la gestione della quarantena delle assistenti familiari, alle quali viene eseguito il doppio tampone fra il primo e settimo giorno dal loro rientro in Italia e viene loro offerta anche una soluzione residenziale in albergo, senza che i costi si ripercuotano nei confronti delle famiglie. La gestione sanitaria dei cittadini contagiati da Covid ’19, avviene senza che siano appesantite in modo rilevante le strutture ospedaliere in quanto rimangono al minimo storico i ricoveri nei reparti di infettivi ed in quelli di terapia intensiva”.”Peraltro, siamo se non l’ unica, sicuramente una delle pochissime Regioni- rivendica Donini- che ha già adempiuto alla gran parte delle disposizioni del Governo in termini di adeguatezza delle strutture ospedaliere e dei nuovi posti letto aggiuntivi di terapia intensiva. Infine, abbiamo accelerato la nostra potenzialità di tamponi per cui raggiungeremo i 15.000 tamponi già a settembre, un mese prima di quanto da sempre annunciato. Intanto, i nostri sforzi collocano la nostra Regione con Rt (indice di contagio) inferiore a 1 nell’ ultima rilevazione.””Ecco- conclude Donini- questi sono i fatti che ci piacerebbe venissero considerati anche quando si rivolgono critiche che, se costruttive, sono utili a migliorare la nostra azione di contrasto al Covid. Il problema della recrudescenza dell’ epidemia, in Italia e nel mondo, ci preoccupa eccome. E siamo pronti ad intensificare ancora di più gli sforzi. Ma ai nostri interlocutori, anche a coloro che si esprimono molto spesso in modo superficiale e non appropriato, offriamo -ma anche pretendiamo- buona fede ed onestà intellettuale nel riconoscere quanto stanno facendo i dipartimenti di Sanità Pubblica, poiché in questa battaglia tutto si può migliorare e perfezionare per tutelare la salute dei cittadini”.

altarimini.it, 18/08/2020 08:19
Coronavirus. L’ assessore Donini risponde alle accuse di Codacons sulla gestione dell’ emergenza
“Il Codacons si informi meglio e rinunci alla strumentalizzazione politica. Nell’ ultimo mese, fra il 15 luglio e Ferragosto, le ASL della Regione EmilIa-Romagna hanno eseguito una media di oltre 6300 tamponi al giorno e oltre 1000 esami sierologici quotidiani” E’ quanto afferma Raffaele Donini, assessore regionale alla Salute , in risposta alle accuse mosse dal Codacons per quanto riguarda la gestione dell’ emergenza coronavirus, anche in riferimento al numero di tamponi eseguiti. Secondo Donini, “la nostra attività di contact tracing è talmente efficace che oltre l’ 80% dei casi si sono positivizzati già in isolamento. Abbiamo attuato un servizio specifico per la riviera adriatica attraverso una clinica mobile in grado di eseguire test sierologici e tamponi a cittadini e turisti. S iamo stati i primi in Italia a predisporre una indagine epidemiologica nei settori della logistica e della lavorazione delle carni, eseguendo decine di migliaia di tamponi ai lavoratori interessati , isolando e prendendo in carico oltre centinaia di casi positivi asintomatici. Siamo stati i primi a chiedere di testare a tappeto tutti i cittadini che provengano dai Paesi Esteri a più alto rischio di contagio ed abbiamo avviato quell’ indagine epidemiologica, ancora prima che uscisse la giusta ordinanza ministeriale” Non solo. L’ assessore regionale alla salute affronta anche il tema delle Assistenti familiari. In questo ambito, ” abbiamo raggiunto un accordo con i sindacati per la gestione della quarantena delle assistenti familiari , alle quali viene eseguito il doppio tampone fra il primo e settimo giorno dal loro rientro in Italia e viene loro offerta anche una soluzione residenziale in albergo, senza che i costi si ripercuotano nei confronti delle famiglie. La gestione sanitaria dei cittadini contagiati da Covid ’19, avviene senza che siano appesantite in modo rilevante le strutture ospedaliere in quanto rimangono al minimo storico i ricoveri nei reparti di infettivi ed in quelli di terapia intensiva”. “Peraltro, siamo se non l’ unica, sicuramente una delle pochissime Regioni- rivendica Donini- che ha già adempiuto alla gran parte delle disposizioni del Governo in termini di adeguatezza delle strutture ospedaliere e dei nuovi posti letto aggiuntivi di terapia intensiva . Infine, abbiamo accelerato la nostra potenzialità di tamponi per cui raggiungeremo i 15.000 tamponi già a settembre, un mese prima di quanto da sempre annunciato. Intanto, i nostri sforzi collocano la nostra Regione con Rt (indice di contagio) inferiore a 1 nell’ ultima rilevazione.” “Ecco- conclude Donini- questi sono i fatti che ci piacerebbe venissero considerati anche quando si rivolgono critiche che, se costruttive, sono utili a migliorare la nostra azione di contrasto al Covid. Il problema della recrudescenza dell’ epidemia, in Italia e nel mondo, ci preoccupa eccome. E siamo pronti ad intensificare ancora di più gli sforzi. Ma ai nostri interlocutori, anche a coloro che si esprimono molto spesso in modo superficiale e non appropriato, offriamo -ma anche pretendiamo- buona fede ed onestà intellettuale nel riconoscere quanto stanno facendo i dipartimenti di Sanità Pubblica, poiché in questa battaglia tutto si può migliorare e perfezionare per tutelare la salute dei cittadini”.

Investire Oggi, 18/08/2020 07:01
Dl Agosto: altri bonus a pioggia ma nessun taglio alle tasse, governo senza idee – InvestireOggi.it
basta coi bonus a pioggia. anche nel dl di agosto sono previsti interventi una tantum e nessun taglio delle tasse. per le associazioni dei consumatori, è l’ ennesimo flop.
Ancora bonus a pioggia . Il Dl di Agosto prevede altre elargizioni di denaro a cascata. Per le associazioni dei consumatori, così non va bene. In vista dell’ erogazione dei bonus previsti dal Dl Agosto, le associazioni dei consumatori chiedono al governo l’ adozione di misure serie e strutturali per rilanciare i consumi, abbandonando la strada dei bonus a pioggia che si è rivelata inefficace sul fronte della spesa. I bonus non risolvono nulla Il generale impoverimento causato dal Covid – si legge in una nota del Codacons – ha infatti provocato conseguenze gravissime sui bilanci familiari, e di conseguenza sui consumi. Ma i bonus una tantum non risolvono la situazione, come ormai largamente dimostrato dall’ esperienza: e se i consumatori non comprano, i prezzi scendono proprio quando, di certo, gli italiani non beneficiano di tale situazione, che determina solo un’ illusione ottica sul fronte del potere d’ acquisto. È necessario che il Governo metta in campo una strategia più lungimirante e duratura rispetto al ginepraio di bonus, aiuti e facilitazioni approvati in questi primi mesi di epidemia: turismo e trasporti, servizi e cultura, i settori in cui la domanda è crollata, non possono più aspettare. E da questo punto di vista la scomparsa delle agevolazioni fiscali previste per l’ utilizzo della moneta elettronica, misura che avrebbe restituito una boccata d’ ossigeno a tanti settori toccati dalla crisi, rappresenta un pessimo segnale. Catalfo, ad agosto risorse per lavoro ammontano a 12 miliardi Di tutt’ altro avviso il governo che difende il decreto nei suoi punti più salienti. ‘ Da quando è scoppiata la pandemia, il governo si è posto come obiettivo quello di garantire protezione sociale a milioni di cittadini. Con il decreto agosto abbiamo fatto un ulteriore passo avanti in questa direzione. Tra i numerosi interventi previsti, grazie all’ operato del mio Ministero le risorse per il lavoro ammontano a 12 miliardi di euro: un ventaglio di misure davvero ampio che marca con decisione l’ impegno a sostenere lavoratori, famiglie e imprese tuttora condizionate dall’ emergenza coronavirus “. Lo ha dichiarto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo , spiegando che ” innanzitutto, per continuare ad assicurare ai lavoratori il sostegno al reddito, abbiamo esteso la cassa integrazione di ulteriori 18 settimane per i periodi compresi fra il 13 luglio e il 31 dicembre 2020 e “il provvedimento stabilisce che l’ Inps possa esaminare le domande rigettate perché presentate fuori termine e sposta le decadenze di fine agosto al 30 settembre 2020”. Inoltre “per incentivare i datori di lavoro a uscire dalla cassa integrazione, a coloro che decideranno di non chiedere nuova cig covid-19 sarà riconosciuto lo sgravio contributivo del 100% fino a 4 mesi “. Gli esoneri contributivi ” Un altro, importantissimo intervento – continua Catalfo – è quello che riguarda l’ esonero contributivo al 100% per 6 mesi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato “. Sempre con il decreto agosto ” è stato incrementato di 500 milioni di euro il “Fondo nuove competenze” (facendo così salire la sua dotazione a 730 milioni), che potrà essere usato anche per le transizioni occupazionali e fino al 2021 “. Catalfo aggiunge che ” oltre alla prosecuzione per ulteriori due mensilità di Naspi e Dis-Coll per coloro che hanno visto terminare il sussidio a maggio e giugno c’ è il riconoscimento, previa presentazione di una nuova domanda, di un’ altra quota di Reddito di emergenza “. A tutti i dipendenti di Air Italy vengono riconosciuti 10 mesi di cassa integrazione per cessazione. Infine, per i cittadini in condizioni di invalidità civile al 100% e di età pari o superiore a 18 anni, l’ assegno verrà aumentato portandolo da 285 euro a circa 650 euro al mese, conclude. Vedi anche: Nel decreto di agosto c’ è la proroga del REM.
mirco galbusera

ilrestodelcarlino.it, 18/08/2020 06:44
“Staff specializzato per l’ assistenza”
il codacons: “l’ iter è molto complicato i nostri tecnici faranno anche consulenza legale
Il Codacons mette a disposizione dei cittadini interessati al superbonus uno staff specializzato, per garantire assistenza a tutti coloro che intendono effettuare lavori di riqualificazione energetica e adeguamento antisismico nella richiesta dell’ Ecobonus 2020. Il Decreto Rilancio ha incrementato al 110% l’ aliquota di detrazione delle spese a fronte di… Il Codacons mette a disposizione dei cittadini interessati al superbonus uno staff specializzato, per garantire assistenza a tutti coloro che intendono effettuare lavori di riqualificazione energetica e adeguamento antisismico nella richiesta dell’ Ecobonus 2020. Il Decreto Rilancio ha incrementato al 110% l’ aliquota di detrazione delle spese a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. La detrazione spetta ai soggetti che possiedono o detengono l’ immobile oggetto dell’ intervento in base ad un titolo idoneo al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio: proprietario, nudo proprietario o titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), detentore dell’ immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, in possesso del consenso all’ esecuzione dei lavori da parte del proprietario nonché dei familiari del possessore o detentore dell’ immobile. “Ad oggi, però – dice l’ associazione – l’ iter per accedere all’ Ecobonus sembra non essere affatto semplice e, in assenza di un concreto aiuto ai potenziali fruitori, l’ incentivo rischia di rimanere sulla carta. Proprio per assistere gli utenti nella richiesta dell’ ecobonus il Codacons mette in campo un team di tecnici ed esperti che, in convenzione con l’ associazione, sono pronti ad offrire un servizio di consulenza personalizzato. L’ associazione fornirà assistenza in tutte le fasi della procedura: presentazione del progetto, consulenza legali per la gestione del credito di imposta, analisi di fattibilità dei singoli progetti”.

Gazzetta di Parma, 18/08/2020 05:20
Il referendum sul taglio dei parlamentari
3Egregio direttore, penso che il taglio del numero dei parlamentari sia da respingere perché, sebbene superiore a quanto ipotizzato dal piano di Licio Gelli, ancora del tutto insufficiente. Al costo di un caffè che ogni cittadino, secondo il Codacons, risparmierebbe se passasse il referendum, si sarebbe infatti potuto aggiungere almeno anche quello di una brioche, portando il numero dei parlamentari sotto i trecento. Senza parlare dei consistentissimi risparmi che si otterrebbero riservando la politica ai possidenti e prevedendo, come l’ articolo 50 dello Statuto del Regno di Sardegna, la gratuità della carica di parlamentare. Mi auguro prevalga, con il no al referendum, il rifiuto di un cammino troppo lento per vedere spuntare presto la radiosa alba del superamento della democrazia rappresentativa preconizzato da Casaleggio o del sorteggio dei parlamentari proposto da Grillo. Del resto, vista la preparazione mostrata da alcuni.

La Repubblica (ed. Bologna), 18/08/2020 04:37
Il caso I comitati delle Rsa attaccano Donini Lui replica: ” Basta strumentalizzazioni”
I comitati dei familiari delle vittime di Covid nelle residenze sanitarie protette, insieme al Codacons, si schierano contro l’ assessore alla Sanità Raffaele Donini. «È bene che faccia un passo indietro per lasciare posto a chi ai proclami preferisce i fatti». Il riferimento è alle parole sulla possibilità di fare 10 mila tamponi al giorno, numeri di cui però «non c’ è traccia». Secondo i comitati e il Codacons era necessario «già a partire da luglio, e a maggior ragione ad agosto, fare una campagna di monitoraggio con tamponi e test davanti a tutte le discoteche e in tutte le località rivierasche». In serata la risposta dell’ assessore, che non nasconde la rabbia: «Offro e pretendo buona fede e onestà intellettuale perché con la salute non si può fare demagogia. Il Codacons si informi meglio e rinunci alla strumentalizzazione politica». Ed elenca alcune delle attività fatte: «Nell’ ultimo mese le Asl hanno eseguito una media di oltre 6.300 tamponi al giorno e oltre 1.000 esami sierologici quotidiani. La nostra attività di contact tracing è talmente efficace che oltre l’ 80% dei casi si sono positivizzati già in isolamento. Abbiamo attuato un servizio specifico per la riviera adriatica attraverso una clinica mobile in grado di eseguire test sierologici e tamponi a cittadini e turisti. Siamo stati i primi in Italia a predisporre una indagine epidemiologica nei settori della logistica e della lavorazione delle carni, eseguendo decine di migliaia di tamponi ai lavoratori».

Quotidiano di Puglia, 18/08/2020 03:45
«Concorso in epidemia, denunciamo l’ Esecutivo»
Sulla mancata chiusura delle discoteche in questo periodo in cui si stanno moltiplicando i contagi da Covid tra i giovani il Codacons ha presentato una formale denuncia contro il Governo Italiano e i presidenti delle Regioni per concorso in epidemia colposa e attentato alla salute pubblica. Chiudere ora le discoteche quando tra luglio e agosto sono state organizzate centinaia di serate in tutta Italia vuol dire chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati afferma il presidente Carlo Rienzi , le immagini che ci regalano i social e i mass media sono quelle di piste da ballo sovraffollate, dove i giovani ballano attaccati uno all’ altro senza mascherine e senza il rispetto delle distanze minime. Una vergogna nazionale e un rischio immenso per la salute pubblica, causato da un lato dal Governo che non ha adottato misure preventive, dall’ altro dalle Regioni che hanno ceduto alla lobby dei gestori dei locali mettendo i loro interessi prima di quelli dei cittadini. Il Codacons denuncia anche alcuni influencer che hanno pubblicato foto sui propri social nelle quali non rispettano né le regole sul distanziamento né quelle sull’ uso delle mascherine.

Gazzetta di Modena, 18/08/2020 03:31
codacons
«Misure serie»
In vista dell’ erogazione dei bonus previsti dal DL Agosto, il Codacons chiede al Governo l’ adozione di “misure serie e strutturali per rilanciare i consumi, abbandonando la strada dei bonus a pioggia che – riprovevole caso parlamentari a parte – si è rivelata inefficace sul fronte della spesa”. Il generale impoverimento causato dal Covid – sottolinea l’ associazione- ha provocato conseguenze gravissime sui bilanci familiari, e di conseguenza sui consumi. “Ma i bonus una tantum non risolvono la situazione, come ormai largamente dimostrato dall’ esperienza”.

Gazzetta di Modena, 18/08/2020 03:31
scontro tra i familiari delle vittime e l’ assessore
«Pochi test, Donini si dimetta» «Ne facciamo 6mila al giorno»
la giornata Nessun nuovo contagio in provincia nonostante i duecento tamponi effettuati domenica. A differenza degli ultimi giorni, quello di ieri si è chiuso con il numero “zero” nella casella dei nuovi casi di Coronavirus. Nel frattempo, i modenesi rientrati dai Paesi a rischio continuano i controlli: sono stati quattrocento i tamponi effettuati nella giornata di ieri, di cui gran parte riguardano rientri dall’ estero. Ma quella di ieri è stata anche una giornata di scontri tra il comitato dei familiari delle vittime del Covid e la giunta. Ad attaccare è stato il comitato regionale, che insieme all’ associazione Codacons ha chiesto le dimissioni dell’ assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini: «E’ bene che l’ assessore faccia un passo indietro – dicono – per lasciare posto a chi ai proclami preferisce i fatti». Un riferimento alle parole di Donini sulla possibilità di fare 10mila tamponi al giorno in Regione, numeri di cui però «non c’ è traccia». L’ assessore, attaccano i familiari e il Codacons, aveva spiegato che «tamponi e test andavano fatti solo all’ occorrenza. Ma non comprendiamo a questo punto cosa intenda, visto che l’ Emilia Romagna ormai ha superato da tempo il Veneto in termini di contagi». Parole a cui l’ assessore replica invitando «il Codacons ad informarsi meglio e rinunciare alla strumentalizzazione politica. Nell’ ultimo mese, fra il 15 luglio e Ferragosto, le Asl della Regione hanno eseguito una media di oltre 6300 tamponi al giorno e oltre mille esami sierologici quotidiani». Secondo Donini, «la nostra attività di contact tracing è talmente efficace che oltre l’ 80% dei casi si sono positivizzati già in isolamento. Abbiamo attuato un servizio specifico per la Riviera adriatica attraverso una clinica mobile in grado di eseguire test sierologici e tamponi a cittadini e turisti. Siamo stati i primi in Italia a predisporre un’ indagine epidemiologica nei settori della logistica e della lavorazione delle carni, eseguendo decine di migliaia di tamponi. Siamo stati i primi a chiedere di testare a tappeto tutti i cittadini che provengano dai Paesi esteri a più alto rischio di contagio. Ecco – conclude Donini – questi sono i fatti che ci piacerebbe venissero considerati anche quando si rivolgono critiche che, se costruttive, sono utili a migliorare la nostra azione di contrasto al Covid». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Resto del Carlino (ed. Modena), 18/08/2020 03:26
dalla parte dei cittadini
«Staff specializzato per l’ assistenza»
il codacons: «l’ iter è molto complicato i nostri tecnici faranno anche consulenza legale
Il Codacons mette a disposizione dei cittadini interessati al superbonus uno staff specializzato, per garantire assistenza a tutti coloro che intendono effettuare lavori di riqualificazione energetica e adeguamento antisismico nella richiesta dell’ Ecobonus 2020. Il Decreto Rilancio ha incrementato al 110% l’ aliquota di detrazione delle spese a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. La detrazione spetta ai soggetti che possiedono o detengono l’ immobile oggetto dell’ intervento in base ad un titolo idoneo al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio: proprietario, nudo proprietario o titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), detentore dell’ immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, in possesso del consenso all’ esecuzione dei lavori da parte del proprietario nonché dei familiari del possessore o detentore dell’ immobile. «Ad oggi, però – dice l’ associazione – l’ iter per accedere all’ Ecobonus sembra non essere affatto semplice e, in assenza di un concreto aiuto ai potenziali fruitori, l’ incentivo rischia di rimanere sulla carta. Proprio per assistere gli utenti nella richiesta dell’ ecobonus il Codacons mette in campo un team di tecnici ed esperti che, in convenzione con l’ associazione, sono pronti ad offrire un servizio di consulenza personalizzato. L’ associazione fornirà assistenza in tutte le fasi della procedura: presentazione del progetto, consulenza legali per la gestione del credito di imposta, analisi di fattibilità dei singoli progetti».

AgenPress, 27/08/2020 16:21
Codacons su caos scuola e dichiarazioni Sottosegretaria alla Salute Zampa
agenpress. il codacons considera surreali le dichiarazioni della sottosegretaria alla salute, sandra zampa, che ha parlato di usare la ‘fantasia’ per risolvere i tanti problemi emersi negli ultimi giorni con riguardo all’ avvio dell’ anno scolastico. per l’ associazione, se non ci fosse da piangere, si potrebbe ridere: peccato che la posta in gioco riguardi la sicurezza e []
AgenPress . Il Codacons considera surreali le dichiarazioni della sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, che ha parlato di usare la ‘fantasia’ per risolvere i tanti problemi emersi negli ultimi giorni con riguardo all’ avvio dell’ anno scolastico. Per l’ Associazione, se non ci fosse da piangere, si potrebbe ridere: peccato che la posta in gioco riguardi la sicurezza e la salute di ragazzi, insegnanti e personale scolastico, argomento nient’ affatto comico e anzi importantissimo per il Codacons e l’ opinione pubblica italiana. Invece di improvvisare e invocare un improbabile ricorso alla ‘fantasia’ sarebbe stato il caso di prevedere per tempo soluzioni e protocolli credibili. E sarebbe stato il caso di darne notizia per tempo, di sicuro non a fine agosto e a due passi dalle prime aperture scolastiche, così da rassicurare e preparare adeguatamente genitori e insegnanti al nuovo scenario. L’ Associazione, che continua a raccogliere le proposte e le idee dei cittadini sull’ apertura del nuovo anno scolastico, diffonde inoltre le indicazioni ricevute dai cittadini sulle misure più opportune da adottare per garantire il diritto alla didattica degli studenti: Possibilità per le famiglie di scegliere tra didattica in presenza e didattica a distanza; Flessibilità su tale scelta da parte delle istituzioni (in primis nel conteggio delle assenze); Sicurezza totale sui trasporti pubblici; Assunzioni per il personale ATA; Formazione relativa all’ utilizzo dei DPI (mascherine, disinfettanti, ecc.); Edilizia scolastica a norma di legge; Suddivisione in piccoli gruppi degli alunni; Lezioni più brevi per arieggare e sanificare ambienti; Ricorso alle strutture sui territori che possano ospitare nuove aule (in primi edifici sottoutilizzati e/o dedicati ad altri scopi); Differenziazione delle misure tra scuole e fasce d’ età: impensabile, per molti, che i più piccoli possano attenersi alle misure di contenimento, come invece possono fare i ragazzi più grandi; Sanificazione ‘completa’ giornaliera; Misurazione della temperatura all’ ingresso e/o ogni 4 ore; DPI e misure di sicurezza per il personale scolastico; Estensione del bonus babysitter o nonni a quelle famiglie che, in base al reddito e alla possibilità di seguire i figli, ne abbiano bisogno; In tantissimi, comunque, stigmatizzano ancora gli incredibili ritardi del Governo e l’ assoluta mancanza di pianificazione che avvolge l’ avvio dell’ anno scolastico. L’ Associazione continuerà nei prossimi giorni a raccogliere le opinioni e le idee dei cittadini: le proposte inviate all’ Associazione saranno poi girate al MIUR, come contributo per pianificare al meglio la gestione del nuovo anno scolastico. Il Codacons, inoltre, mette a disposizione dei cittadini un forum telefonico (al numero 89349955) e uno staff legale specializzato, per rispondere a dubbi e interrogativi e chiarire i punti più controversi e confusi della questione.

Tutt’Oggi, 27/08/2020 15:08
Quintana, al via le taverne tra Qr code e termoscanner
Al via la Quintana 2020 , stasera aprono le taverne e i Rioni si stanno organizzando al meglio per gestire le normative anticovid. C’ è chi, come il Contrastanga, ha optato anche per l’ utilizzo delle nuove tecnologie. Sul porta posate ci sarà un Qr Code che, scantinato, mostrerà menù standard con la lista dei vini, il menù dedicato al ‘Gluten Free’ e la Lista degli Allergeni direttamente disponile sul telefonino. Qr code per il menu ” Un modo – dicono dal rione – per limitare anche il passaggio di carta di mano in mano (tra cliente e cliente e tra cameriere e cliente). Un piccolo servizio aggiuntivo per dimostrarvi quanto teniamo a voi e ai ragazzi della nostra Taverna “. Quintana, Codacons all’ attacco Intanto però non si spengono le polemiche, con il Codacons che arriva a diffidare l’ Ente Giostra e al Comune invitando a ‘ rivalutare la decisione di far svolgere in ogni caso la manifestazione ‘. Secondo il Codacons il rischio è che “t ali eventi possano dare occasione ai focolai Covid19. Così, mentre in Italia aumentano i contagi, appare assurda la questione di dare il via libera alla manifestazione “.

Il Vaglio, 27/08/2020 15:00
Benevento Città Spettacolo, il Codacons: concerti di Ghali e Geolier non autorizzati
scrive il codacons di benevento: i componenti esterni al comune del tavolo tecnico per l’ ordine e la sicurezza con l’ annullamento dei concerti di ghali e geolier hanno aiutato il sindaco a risolvere un conflitto di identità, oltre (…)
Scrive il Codacons di Benevento: I componenti esterni al Comune del Tavolo Tecnico per l’ ordine e la sicurezza con l’ annullamento dei concerti di Ghali e Geolier hanno aiutato il Sindaco a risolvere un conflitto di identità, oltre ad evitare inutili rischi ai giovani beneventani e per la regolarità dell’ anno scolastico che si spera inizi il 14 settembre. Non si capisce infatti se Mastella sia quello che chiama 6 o 7 volte il sabato sera in casa i propri pazienti concittadini per ammonirli come un buon padre sul rispetto scrupoloso delle norme anticovid o quello che al contrario consente ed anzi promuove gli assembramenti incontrollati di presunti familiari o di ragazzini possibili importatori di virus da ogni provincia campana. Nell’ attesa che il nostro Sindaco risolva questo conflitto con se stesso la Regione Campania informa il Codacons, con una lettera pervenuta ieri, a firma della dott.a Rosanna Romano della Direzione Politiche Culturali, che i progetti di Ghali e Geolier, inseriti da tempo in cartellone e con centinaia di biglietti già venduti, non sono stati nemmeno autorizzati dall’ Ente finanziatore. Quindi, probabilmente, il Sindaco non ha avallato l’ annullamento dei concerti disposto dal Tavolo perché improvvisamente, secondo quanto riferito alla stampa, vi sarebbe in corso una migrazione giovanile di massa dalla Sardegna, ma più probabilmente perché l’ Ente finanziatore gli avrebbe imposto di sostituire i 2 artisti con altri che “per tipologia e target” si prestano meglio all’ attuale fase di emergenza. In conclusione si consiglia al Sindaco, nella sua versione prudente, prima di fare brutte figure di telefonare ogni tanto anche all’ assessore Picucci, secondo il quale le famiglie beneventane sono più numerose delle tribù indiane, per ricordargli come le regole anti covid si debbano rispettare non solo quando si porta a spasso il cane ma anche e, forse, soprattutto, se si organizzano e si promuovono raduni di massa.
il vaglio

Ragusa Oggi, 27/08/2020 14:57
Hotspot e centri di prima accoglienza: esposto del Codacons per tortura, epidemia, lesioni e maltrattamenti
Dopo la recente ordinanza n. 33/2020 emanata dal Presidente della Regione Siciliana in ordine alla chiusura degli hotspot in Sicilia il Codacons solleva la grave questione del trattamento degli stranieri irregolarmente presenti nel territorio dello Stato ed i rischi della loro accoglienza nell’ isola. Con un esposto-denuncia, redatto dagli avvocati Dario Riccioli, Carmelo Sardella e Attilio Toscano; indirizzato alle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Agrigento, Ragusa, Messina e Caltanissetta, il Codacons Sicilia denuncia le gravi violazioni dei diritti fondamentali dell’ uomo, il sovraffollamento ed il trattamento inumano e degradante avvenuto nelle strutture di primo soccorso e accoglienza, c.d. hotspot, di Lampedusa, Pozzallo e Messina, nel centro di prima accoglienza (cpa) di Caltanissetta, nonché il pericolo concreto che, dalla condotta posta in essere dai rappresentanti dello Stato (ammassare negli hot spot regionali e CPA immigrati affetti dal coronavirus) ne sia già derivato il pericolo della diffusione della malattia a un numero indeterminato di persone, costituito non solo dagli ospiti degli hot spot, ma dai cittadini della regione siciliana che, venuti a contatto con i migranti già scappati dalla struttura e affetti dal germe patogeno, sono a rischio di infezione da coronavirus. “Assistiamo da anni ad una gestione fallimentare e criminogena degli hotspot e centri di prima accoglienza in Sicilia, afferma l’ Avv. Carmelo Sardella, Dirigente dell’ Ufficio Legale Codacons Sicilia, con la mancanza di salubrità e delle minime condizioni igienico sanitarie di tali strutture che ha ora ripercussioni dirette sul fronte della salute pubblica. Riteniamo, pertanto, necessario che le Procure adite svolgano tutte le indagini del caso per accertare i fatti, alla luce delle ipotesi di reato di tortura, epidemia dolosa (o colposa), lesioni personali e maltrattamenti, nonchè l’ eventuale sussistenza di manovre speculative.”.

ilmessaggero.it, 27/08/2020 14:50
FOLIGNO – Alla luce della notizia della riapertura delle taverne rionali a Foligno, programmata …
FOLIGNO – Alla luce della notizia della riapertura delle taverne rionali a Foligno, programmata per il 27 agosto, il Codacons interviene e con una diffida all’ Ente Giostra della Quintana e al Comune di Foligno a “rivalutare la decisione di far svolgere in ogni caso la manifestazione”, quando in tutta Italia simili manifestazioni – si pensi, per esempio, al Palio di Siena – non si sono affatto tenute.Il rischio tangibilissimo, infatti, è che simili eventi “possano dare occasione ai focolai Covid-19”: e allora, proprio mentre in tutta Italia e aumentano i contagi, appare assurda la decisione di dare il via libera alla manifestazione, soprattutto con riguardo alla riapertura delle taverne – e alla conseguente, oggettiva difficoltà di far rispettare le misure di contenimento.La decisione ultima sulla Giostra, quindi, inevitabilmente implica precise responsabilità per quanto riguarda il tema della tutela della salute della cittadinanza: responsabilità che, nella malaugurata ipotesi si configurassero circostanze di rischio, incomberebbe senza ombra di dubbio sul Comune e sugli organizzatori della manifestazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Umbria Journal, 27/08/2020 14:20
Codacons diffida Quintana e Comune per riapertura Taverne rionali
dall’ Ufficio stampa del Codacons Alla luce della notizia della riapertura delle taverne rionali a Foligno, programmata per il 27 agosto, il Codacons interviene e con una diffida all’ Ente Giostra della Quintana e al Comune di Foligno a ‘rivalutare la decisione di far svolgere in ogni caso la manifestazione’, quando in tutta Italia simili manifestazioni – si pensi, per esempio, al Palio di Siena – non si sono affatto tenute. Il rischio tangibilissimo, infatti, è che simili eventi ‘possano dare occasione ai focolai Covid-19′: e allora, proprio mentre in tutta Italia e aumentano i contagi, appare assurda la decisione di dare il via libera alla manifestazione, soprattutto con riguardo alla riapertura delle taverne – e alla conseguente, oggettiva difficoltà di far rispettare le misure di contenimento. La decisione ultima sulla Giostra, quindi, inevitabilmente implica precise responsabilità per quanto riguarda il tema della tutela della salute della cittadinanza: responsabilità che, nella malaugurata ipotesi si configurassero circostanze di rischio, incomberebbe senza ombra di dubbio sul Comune e sugli organizzatori della manifestazione.

Umbria 24, 27/08/2020 14:04
Quintana, Condacons diffida l’ ente Palio e il Comune: «Dal Palio di Siena ai Ceri tutti sospesi per Covid»
«nella malaugurata ipotesi di rischio, incomberebbe la responsabilità senza ombra di dubbio sul comune e organizzatori»
Fa leva sul grave rischio di assembramenti e sul momento particolare che stiamo vivendo la denuncia del Codacons sulla decisione di tenere, nonostante il Covid , la manifestazione della Quintana. Il Codacons ricorda come persino manifestazioni come «il Palio di Siena» – ma non bisogna arrivare in Toscana per trovare un esempio tenuto conto che anche la corsa dei Ceri è stata sospesa -, hanno dovuto subire un arresto a causa della pandemia. La denuncia Alla luce della notizia della riapertura delle taverne rionali a Foligno, programmata per il 27 agosto, il Codacons interviene e con una diffida all’ Ente Giostra della Quintana e al Comune di Foligno a «rivalutare la decisione di far svolgere in ogni caso la manifestazione, quando in tutta Italia simili manifestazioni non si sono affatto tenute. Il rischio tangibilissimo, infatti, è che simili eventi «possano dare occasione ai focolai Covid-19»: e allora, proprio mentre in tutta Italia aumentano i contagi, appare assurda la decisione di dare il via libera alla manifestazione, soprattutto con riguardo alla riapertura delle taverne e alla conseguente, oggettiva difficoltà di far rispettare le misure di contenimento». Responsabilità Il Codacons parla di eventuali gravi responsabilità: «La decisione ultima sulla Giostra, quindi, inevitabilmente implica precise responsabilità per quanto riguarda il tema della tutela della salute della cittadinanza: responsabilità che, nella malaugurata ipotesi si configurassero circostanze di rischio, incomberebbe senza ombra di dubbio sul Comune e sugli organizzatori della manifestazione».

Perugia Today, 27/08/2020 13:48
Quintana, il Codacons diffida Ente e Comune di Foligno: “Rischio focolai di coronavirus”
il codacons fa partire una diffida all’ ente giostra della quintana e al comune di foligno a “rivalutare la decisione di far svolgere in ogni caso la manifestazione”
Il 27 agosto apriranno le taverne rionali, il 30 agosto sono previste le prove ufficiali e per il 13 settembre è stata fissata la data della Giostra della Quintana 2020. E il Codacons fa partire una diffida all’ Ente Giostra della Quintana e al Comune di Foligno a “rivalutare la decisione di far svolgere in ogni caso la manifestazione”. Perché, spiega l’ associazione dei consumatori, “il rischio tangibilissimo è che simili eventi “possano dare occasione ai focolai Covid-19. E allora, proprio mentre in tutta Italia e aumentano i contagi, appare assurda la decisione di dare il via libera alla manifestazione, soprattutto con riguardo alla riapertura delle taverne e alla conseguente, oggettiva difficoltà di far rispettare le misure di contenimento”.E ancora: “La decisione ultima sulla Giostra, quindi, inevitabilmente implica precise responsabilità per quanto riguarda il tema della tutela della salute della cittadinanza: responsabilità che, nella malaugurata ipotesi si configurassero circostanze di rischio, incomberebbe senza ombra di dubbio sul Comune e sugli organizzatori della manifestazione”, conclude il Codacons.

24Emilia, 27/08/2020 10:35
Covid. Codacons e familiari: pochi i tamponi
I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il CODACONS Emilia Romagna hanno incontrato nella giornata di ieri la consigliera regionale di Forza Italia Valentina Castaldini a cui hanno illustrato tutte le proprie perplessità e timori circa il comportamento tenuto dalla Regione Emilia Romagna e dal Commissario Venturi in merito alle ispezioni fatte o meno, circa l’ operato della C.R.A. e delle R.S.A. dove sono decedute migliaia di persone negli scorsi mesi e dove in alcune di esse si tornano a registrare di nuovo decessi legati al covid. Non solo.La consigliera è stata informata del fatto che nel corso degli ultimi 30 giorni, in un terzo dei casi il numero dei tamponi effettuati è stato al di sotto delle 6.000 unità in altri 10 casi, al di sotto delle 9.000 unità ed infine soltanto nel terzo restante dei casi, si è superato il numero di 9.000 tamponi. Questi dati sono importanti ed evidenziano che su una capacità dichiarata di 15.000 analisi tra tamponi e test sierologici, soltanto in un terzo circa dei casi la Regione e la ASL regionale hanno effettuato un numero di verifiche superiore alle 10.000 unità complessive, non intercettando dunque un terzo ed, in alcuni casi, i due terzi dei possibili positivi intercettabili, i quali circolano inconsapevolmente nella nostra Regione, infettando altri ignari cittadini. Trattandosi di una scelta organizzativa e non di incapacità a fare un numero adeguato di tamponi, in quanto diversamente non si capirebbe perché in un terzo dei casi le verifiche possono essere fatte in misura superiore alle 10.000 unità arrivando a punte di oltre 11.000 analisi per poi scendere in diversi giorni nell’ ultimo mese a soli 3.000 tamponi, il CODACONS ha deciso di depositare nuovi esposti presso le Procure della Repubblica della Regione Emilia Romagna, per verificare se tale comportamento possa essere considerato in futuro concausa generatrice di parte dei nuovi contagi.Detto questo, in un’ ottica di critica costruttiva, il CODACONS ed i Comitati Familiari Vittime Covid 19 hanno suggerito alla consigliera Castaldini, ma l’ invito è esteso a tutti gli altri consiglieri, di chiedere in via di urgenza alla Regione e al Commissario Venturi di provvedere a monitorare con tamponi o almeno test sierologici su base volontaria la presenza di persone positive all’ uscita (deflusso) (oltre che i normali controlli all’ ingresso) dalle prove di ammissione alla Facoltà di Veterinaria e di Medicina che si terranno l’ 1 di settembre 2020 ed il 6 di settembre 2020 presso i padiglioni della Fiera di Bologna dove si registrerà l’ afflusso di migliaia di giovani aspiranti matricole.
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Anteprima 24 , 27/08/2020 09:38
Ghali e Goelier? La Codacons: “Concerti mai autorizzati dalla Regione Campania”
i concerti di ghali e geolier? mai stati autorizzati dalla regione campania. a sostenerlo è la codacons di benevento che dà notizia di una lettera pervenuta all’ associazione dalla direzione politiche culturali della regione. di seguito, la nota stampa codacons “i componenti esterni al comune del tavolo tecnico per l’ ordine e la sicurezza con l’ annullamento dei
Tempo di lettura: 2 minuti I concerti di Ghali e Geolier ? Mai stati autorizzati dalla Regione Campania . A sostenerlo è la Codacons di Benevento che dà notizia di una lettera pervenuta all’ associazione dalla direzione Politiche Culturali della Regione. Di seguito, la nota stampa Codacons “I componenti esterni al Comune del Tavolo Tecnico per l’ ordine e la sicurezza con l’ annullamento dei concerti di Ghali e Geolier hanno aiutato il Sindaco a risolvere un conflitto di identità, oltre ad evitare inutili rischi ai giovani beneventani e per la ragolarità dell’ anno scolastico che si spera inizi il 14 settembre. Non si capisce infatti se Mastella sia quello che chiama 6 o 7 volte il sabato sera in casa i propri pazienti concittadini per ammonirli come un buon padre sul rispetto scrupoloso delle norme anticovid o quello che al contrario consente ed anzi promuove gli assembramenti incontrollati di presunti familiari o di ragazzini possibili importatori di virus da ogni provincia campana. Nell’ attesa che il nostro Sindaco risolva questo conflitto con se stesso la Regione Campania informa il Codacons, con una lettera pervenuta ieri, a firma della dott.a Rosanna Romano della Direzione Politiche Culturali, che i progetti di Ghali e Geolier, inseriti da tempo in cartellone e con centinaia di biglietti già venduti, non sono stati nemmeno autorizzati dall’ Ente finanziatore. Quindi, probabilmente, il Sindaco non ha avallato l’ annullamento dei concerti disposto dal Tavolo perché improvvisamente, secondo quanto riferito alla stampa, vi sarebbe in corso una migrazione giovanile di massa dalla Sardegna, ma più probabilmente, perché l’ Ente finanziatore gli avrebbe imposto di sostituire i 2 artisti con altri che ‘per tipologia e target’ si prestano meglio all’ attuale fase di emergenza. In conclusione si consiglia al Sindaco, nella sua versione prudente, prima di fare brutte figure di telefonare ogni tanto anche al suo Vice, l’ ineffabile dott. Picucci, secondo il quale le famiglie beneventane sono più numerose delle tribù indiane, per ricordargli come le regole anti covid si debbano rispettare non solo quando si porta a spasso il cane ma anche e, forse, soprattutto, se si organizzano e si promuovono raduni di massa”.

Helpconsumatori, 27/08/2020 09:36
Minori in vacanza, Garante Privacy: evitare dannose esposizioni sui media
il garante privacy richiama i giornalisti al rispetto della normativa a tutela dei minori e chiede di evitare di esporli alla diffusione delle informazioni che li riguardano, compresa la loro immagine
“Il diritto del minore alla riservatezza deve essere sempre considerato come primario rispetto al diritto di critica e di cronaca”, lo ricorda il Garante per la protezione dei dati personali , in riferimento ad alcuni recenti episodi di esposizione di minori sui mezzi di informazione ed anche ai resoconti relativi alle vacanze estive. Minori in vacanza e media, il richiamo del Garante Il Garante Privacy ricorda a tutti i mezzi di informazione che la normativa sulla protezione delle informazioni personali in ambito giornalistico pone specifiche garanzie a tutela dei minori . “In particolare, al fine di tutelarne la personalità – spiega – è richiesta l’ adozione di particolari cautele volte ad evitare di esporre i minori alla diffusione delle informazioni che li riguardano, ivi compresa la loro immagine, con conseguenze negative che possono riverberarsi sul loro sviluppo sereno all’ interno del proprio contesto di vita”. L’ Autorità ricorda, inoltre, che “anche qualora, per motivi di rilevante interesse pubblico e fermo restando i limiti di legge il giornalista decida di diffondere notizie o immagini riguardanti minori, dovrà farsi carico della responsabilità di valutare se la pubblicazione sia davvero nell’ interesse oggettivo del minore , secondo i principi e i limiti stabiliti dalla “Carta di Treviso” (art. 7 – Regole deontologiche relative al trattamento di dati personali nell’ esercizio dell’ attività giornalistica pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2019)”. Minori in vacanza, il richiamo del Garante Privacy Codacons, l’ appello: non pubblicare foto dei minori sui social “Sulle piattaforme sono sempre più di sovente pubblicati contenuti che immortalano minori , i quali potrebbero rimanere vittime dell’ illecito trattamento dei propri dati personali, nonché, ancor peggio, di fattispecie di reato ben più gravi”, denuncia il Codacons . L’ Associazione ha inviato, dunque, una lettera a METER ONLUS, Autorità garante per l’ infanzia e l’ adolescenza, AGCOM, AGCM, Istituto Superiore di Sanità, Ministeri della Salute, dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, e dell’ istruzione, dell’ università e della ricerca, Istituto dell’ Autodisciplina Pubblicitaria, UNICEF e ai principali social network (Facebook, Twitter, Instagram). “Se seri sono i rischi che l’ uso dei minori sui social possa essere sintomatico di pratiche commerciali scorrette, e quindi di ipotesi di pubblicità indiretta o occulta – scrive il Codacons – gravissimi ed irreparabili sono i danni provocati ai minori da condotte illegittime sia di chi posta le foto sui social che di chi, poi, le utilizza per fini illeciti e pedopornografici “. “Ma non meno gravi – prosegue – sono le corresponsabilità di chi ha il dovere di assicurare la tutela dei minori e forme di controllo e/o ha il potere/dovere di agevolare i monitoraggi anche da parte di associazioni”.

Il Gazzettino (ed. Udine), 27/08/2020 06:23
scuola
Codacons, sale il timore del caro-libri
Sarà un autunno caldo quello che si prepara per i consumatori, già alle prese con le difficoltà economiche causate dal Covid. Il Codacons Fvg sta già raccogliendo le perplessità dei consumatori per il caro libri. Corredo e testi scolastici costeranno mediamente 900 euro e molti studenti dovranno rinunciare allo zainetto alla moda o ai libri di testo nuovi, magari i genitori stanno ancora aspettando la cassa integrazione. A pagina VII.

Il Gazzettino (ed. Udine), 27/08/2020 06:23
Scuola, alle molte incertezze si aggiunge il nodo caro-libri
CARO LIBRI UDINE Sarà un autunno caldo quello che si prepara per i consumatori, già alle prese con le difficoltà economiche causate dal Covid. Il Codacons Fvg sta già raccogliendo le perplessità dei consumatori per il caro libri. Corredo e testi scolastici costeranno mediamente 900 euro e molti studenti quest’ anno dovranno rinunciare allo zainetto alla moda o ai libri di testo nuovi di zecca, magari per mamma e papà stanno ancora aspettando la cassa integrazione. Corredi chic a parte, la spesa rimane e per molte famiglie sarà una batosta, considerando che già lo era negli anni passati. Al momento dell’ annuncio, i 236milioni che il Governo ha deciso di stanziare per far avere libri e dispositivi digitali gratis per gli studenti meno abbienti. Invece, a conti fatti, almeno per gli studenti del Friuli Venezia Giulia non sarà un grande contributo quello arrivato da Roma. In Italia sono un totale di 425.049 gli studenti che hanno difficoltà per l’ acquisto di libri e di materiale digitale necessario per frequentare la scuola e che beneficeranno di questi 236milioni di euro definiti dalla stessa ministra all’ istruzione, Lucia Azzolina un intervento per tutelare il diritto allo studio e dare un supporto concreto a chi deve sostenere spese anche importanti per i figli in vista del nuovo anno scolastico. Il Fvg figura tra le regioni che avranno il più basso numero di studenti che avranno la fornitura gratis: 5.306 su un totale di 80.373 ragazzi che frequentano le scuole secondarie di primo e secondo grado: meno del 7%. E’ una vergogna – tuona il presidente regionale del Codacons, Vitto Claut – le famiglie non possono continuare a sostenere queste spese. Il caro libri a inizio anno scolastico è spaventoso e questo beneficio arriva a uno studenti sì e ad altri 10 no?. Sono state le stesse scuole ad accedere alle risorse partecipando all’ avviso pubblicato sul sito del ministero. I soldi vanno direttamente nelle mani degli istituti senza passare dalla Regione o da altri enti locali e anche su questo il Codacons ha da dire la sua: saranno di proprietà o in comodato d’ uso?, un punto che ancora non è chiaro. Quel che è certo è che ogni scuola potrà avere a disposizione fino a 100mila euro per le secondarie di primo grado e fino a 120mila per quelle di secondo grado sulla base del numero di studenti e di altri indicatori relativi sia al disagio negli apprendimenti sia al contesto socio-economico di riferimento delle scuole, già è un’ offerta miserrima aggiunge Claut – e poi ci sarà il caos anche all’ interno delle scuole perché le famiglie in difficoltà sono ben più numerose di quelle che ne beneficeranno. Intanto ieri il presidente Massimiliano Fedriga ha chiesto al governo «risposte concrete e definitive in merito alla ripresa delle attività didattiche: sindaci, presidi, insegnanti, famiglie e gli stessi studenti non possono attendere oltre per conoscere con quali modalità si potranno riprendere le lezioni e come verranno erogati i servizi accessori». «I temi sul tavolo – sottolinea Fedriga – sono ancora tanti: il completamento della prima fase di immissioni in ruolo e la successiva assegnazione delle supplenze; le tempistiche relative alla fornitura dei banchi, molti dei quali pare non siano disponibili prima di ottobre; la ridefinizione delle procedure di monitoraggio della salute degli studenti. Tutti nodi che devono tassativamente essere sciolti ben prima del 14 settembre». «Alla luce di queste stringenti necessità – conclude – le zero novità emerse, sia sotto il profilo operativo che organizzativo, dal vertice tenutosi stamane tra il Governo e le Regioni non rappresentano dunque un esito soddisfacente per la nostra comunità». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Cronache di Salerno, 27/08/2020 06:00
I consigli del Codacons per risparmiare su libri e quaderni
Settembre 2020 si avvicina così come la scuola. Come ogni anno, sta per abbattersi un salasso sulle spalle degli italiani per l’ acquisto dei libri scolastici e il corredo scolastico, in particolar modo, per le famiglie che hanno figli che si apprestano a compiere il salto dalle medie alle superiori. Conto salato: i genitori di un “primino” in media spendono quasi 400 euro. Al fine di risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40%, ecco il decalogo che propone il Codacons: Non inseguite le mode. Le televisioni bombardano i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola, allontanateli dalla TV e non fatevi condizionare dal mercato pub blicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. Supermercato? Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati. Vengono venduti addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene! Rinviate gli acquisti. Ab biamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. Aspettate i professori. Per le cose tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. Offerte promozionali e kit a prezzo fisso. Ben vengono! Possono essere convenienti. Confrontate comunque sempre i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino. Cercare libri usati tramite i social network contattando i ragazzi di anni precedenti.

Il Sannio, 27/08/2020 05:46
show dei rapper considerati troppo a rischio, un documento da napoli sollecitava l’ alt poi decretato in prefettura
Città Spettacolo Stop ai concerti
la rivelazione nella missiva della regione: i progetti non sono stati ancora approvati
Antonio Tretola Bell’ atmosfera, proprio no. A piazza IV Novembre non risuoneranno le note della canzone da hit parade del rapper milanese Ghali che doveva chiudere con un concerto dei suoi l’ edizione ‘Lontano da nessuno’ di Città Spettacolo. Ma la pandemia sgretola certezze alla velocità della luce, figuriamoci se non spazza via uno, due concerti nel giro di 24 ore. Ed è proprio quello che è accaduto, in un giorno i due eventi musicali più attesi dai giovanissimi (oltre a Ghali, l’ esibizione del quotato trapper napoletano Gioelier) sono stati cancellati dal cartellone della rassegna sannita. L’ ufficialità dell’ annullamento è arrivata al termine del Comitato per l’ ordine e la sicurezza che si è svolto in Prefettura ieri mattina. Ma Il Sannio quotidiano può ricostruire tutta la vicenda, grazie a un documento che prova come già la Regione (il soggetto che finanzia l’ evento su cui sorveglia attentamente) aveva di fatto con una nota sollecitato la cancellazione dei due spettacoli musicali considerati più a rischio per il contagio da Covid. Già martedì avevamo pubblicato, in esclusiva, l’ avvertimento con cui la dirigente capo del settore Turismo Romano ammoniva l’ amministrazione e gli organizzatori di Città Spettacolo sulla potenziale pericolosità dei due concerti di Ghali e Geolier che per il target al quale si rivolgono potevano scatenare assembramenti e dunque cluster epidemici. Era il cartellino giallo, inviato a Benevento dopo le preoccupazioni espresse dal Codacons. Ieri mattina è arrivata a Palazzo Mosti (e anche all’ associa zione di consumatori diretta nel Sannio da Maurizio Zeoli) il rosso. La direttrice generale Romano ribadisce la rischiosità degli eventi con Geolier e Ghali per il target e li boccia senza appello: “Non si prestano all’ attuale fase di emergenza”. Una frase che diventa la pietra tombale sulle due esibizioni con l’ esortazione della dirigente regionale a cambiare copione e valutare al massimo la sostituzione con altri spettacoli più consoni al momento di emergenza sanitaria e con minor grado di probabilità di contagio. La lettera di Romano rivela poi, tra le righe, un’ altra notizia abbastanza clamorosa: i progetti di Benevento Città Spettacolo e Città Spettacolo Teatro “non sono stati ancora approvati – si legge nella missiva della Regione – in quanto trasmessi solo alla metà di agosto”. Un ulteriore elemento destinato a scatenare grane amministrative e polemiche, altri due tasselli immancabili nei cartelloni del più importante festival sannita.

Il Sannio, 27/08/2020 05:46
si valuta la sostituzione degli artisti con ingaggi pesanti
Rimborso biglietti: ballano 90mila euro di cachet
solo ghali avrebbe incassato 77mila euro
(ant.tret) Una gatta da pelare per il direttore artistico Renato Giordano lo stop imposto per motivi di sicurezza ai due eventi con Ghali e Geolier. Innanzitutto i cachet. I due avevano cachet importanti, soprattutto il famoso rapper milanese che del resto è una stella da primissimi posti in classifica nella hit italiana. Per averne i servigi nell’ ultima serata del festival, Giordano aveva chiuso per un cachet da 77mila euro, Iva compresa. Ora occorrerà trovare l’ accordo per vedere quanti di questi soldi bisognerà comunque sborsare per aver tenuto bloccata una data ad uno dei più quotati artisti musicali italiani. Anche Geolier, pur meno noto al grande pubblico rispetto a Ghali, è comunque uno molto popolare tra i teenagers: avrebbe guadagnato 20mila euro a Benevento e anche con lui ora occorrerà accordarsi. Si attende l’ ufficialità, ma lo spettacolo di Gabbani sarà dirottato al Teatro Romano. Chi aveva acquistato i biglietti di Geolier e Ghali avrà invece diritto al rimborso. Il Comune ieri pomeriggio era al lavoro per sostituire questi due nomi con altri due, evidentemente con spettacoli meno movimentati. Intanto Altrabenevento promette di dare ancora battaglia sugli atti organizzativi: “Molte altre “criticità” emergono in questa Rassegna anche a proposito di incarichi, trasparenza degli atti, finanziamenti, che sicuramente l’ assessore Pi cucci potrà chiarire prima di trasferirsi alla Gesesa”, scrive Sandrucci mentre il Codacons è tornato sui rischi che i due concerti ormai annullati avrebbero comportato. E attacca anche De Longis (Forza Italia): “Mi sarei atteso una recrudescenza di divieti oggi, allorquando la nostra realtà sta facendo i conti per la prima volta con diversi casi, piccoli focolai, rientri dalle vacanze ed invece si è proceduto ad un lento e continuo lassismo, organizzando eventi (solo taluni) che prevedono per loro natura assembramenti e difficile sorveglianza e controlli specifici. Di contro, però, si è deciso di limitare l’ attività agli esercenti commerciali, quindi con uno scarso se non nullo ritorno e beneficio economico in concomitanza della manifestazione avviata, nonostante le tante proteste (da ogni parte politica) e sollecitazioni ad annullare Città Spettacolo”, conclude il coordinatore azzurro.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Taranto), 27/08/2020 04:29
SPIAGGIABELLA Sopra l’ avvocato Cristian Marchello del Codacons A lato, la località leccese di …
SPIAGGIABELLA Sopra l’ avvocato Cristian Marchello del Codacons A lato, la località leccese di Spiaggiabella.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Taranto), 27/08/2020 04:29
la protesta dopo le lamentele dei residenti l’ associazione leccese chiede la «sospensione della tari»
Igiene precaria a Spiaggiabella» il Codacons diffida il Comune
« Una precaria situazione igienica a Spiaggiabella, tra presenza di parassiti ed una gestione dei rifiuti segnata dalle lamentele dei residenti. Disagio raccolto e rilanciato dal Codacons di Lecce, secondo cui «appare inaccettabile chiedere il pagamento della Tari ai proprietari di alloggi di Spiaggiabella quando il servizio reso tra sperimentazioni e inefficienze non è all’ altezza della situazione, ma addirittura può creare evidenti situazioni di scarsa igiene da cui derivano problemi di sanità pubblica». A parlare è l’ avvocato Christian Marchello, responsabile della sezione leccese dell’ associazione, che dopo alcune rimostranze dalla marina ha inteso inviare una diffida all’ amministrazione di Palazzo Carafa. «Il fenomeno – è la critica dei responsabili del Codacons Lecce – ha raggiunto livelli parossistici nella località di Spiaggiabella che il comune di Lecce continua ad inserire tra le sue marine quando sarebbe meglio, invece, che ne dismettesse il territorio». «Le isole ecologiche – rileva l’ associazione – sono più che altro delle discariche a cielo aperto con buona pace raccolta differenziata e obiettivi di sostenibilità ecologica. E mentre ancora si ragiona su una sperimentale raccolta porta a porta, la località marina si riempie di parassiti, topi e zanzare». Il Codacons contesta la precarietà del servizio a fronte del quale, osserva nella sua nota «a settembre i cittadini dovranno pagare la Tari, seppur ridotta del 30% per i non residenti, dove la riduzione prevista dal regolamento sembra più che altro una burla. Per questo motivo – fa sapere l’ associazione – il Codacons di Lecce, facendo seguito alle numerose rimostranze pervenute in associazione da parte dei residenti, dopo aver verificato sul campo l’ inaccettabile situazione ha deciso di diffidare il Comune di Lecce a procedere ad un immediata eliminazione del pagamento della Tari per i cittadini residenti o non di Spiaggiabella perché a fronte di un servizio non rispondente agli standards di qualità ed efficienza (riconosciuti come diritto dei contribuenti dal codice del consumo) la legge non prevede alcun pagamento».

Quotidiano di Puglia, 27/08/2020 03:45
Vere e proprie discariche a Spiaggiabella e problemi di sanità pubblica.
Vere e proprie discariche a Spiaggiabella e problemi di sanità pubblica. Il Codacons diffida il Comune di Lecce a procedere all’ eliminazione del pagamento della Tari per i cittadini residenti e non a Spiaggiabella perché a fronte di un servizio inesistente o non rispondente agli standards di qualità ed efficienza (riconosciuti come diritto dei contribuenti dal codice del consumo) la legge non prevede alcun pagamento.

Gazzetta di Modena, 27/08/2020 03:30
comitato vittime covid
«Pochi tamponi»
I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid e il Codacons hanno incontrato la consigliera regionale di Forza Italia Valentina Castaldini a cui hanno illustrato tutte le proprie perplessità e timori circa il comportamento tenuto dalla Regione e dal Commissario Venturi in merito alle ispezioni fatte o meno, circa l’ operato della Cra e delle Rsa. Il comitato lamenta anche uno scarso numero di tamponi eseguiti negli ultimi 30 giorni.

Il Mattino di Foggia, 27/08/2020 03:21
I consigli del Codacons per risparmiare su libri e quaderni
Settembre 2020 si avvicina così come la scuola. Come ogni anno, sta per abbattersi un salasso sidle spalle degli italiani per l’ acquisto dei libri scolastici e il corredo scolastico, in panico lar modo, per le famiglie che hanno figli che si apprestano a compiere il salto dalle medie alle superiori. Conto salato: i genitori di un “primino” in media spendono quasi 400 euro. Al fine di risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40%, ecco il decalogo che propone il Codacons: Non inseguite le mode. Le televisioni bombardano i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola, allontanateli dalla TV e non fatevi condizionare dal mercato pub blicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. Supermercato? Nei supermercati si puo arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati. Vengono venduti addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene! Rinviate gli acquisti. Ab biamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. Aspettate i professori. Per le cose tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. Offerte promozionali e kit a prezzo fisso. Ben vengono! Possono essere convenienti. Confrontate comunque sempre i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino. Cercare libri usati tramite i social network contattando i ragazzi di anni precedenti.

La Nazione (ed. Firenze), 27/08/2020 03:16
la rilevazione statistica del comune relativa al mese di luglio: deflazione dello 0,9 rispetto a giugno e dello 0,7 rispetto a un anno fa
Consumi e prezzi in discesa: i conti in tasca alle famiglie
diminuiscono frutta e verdura e bollette sensibilmente più leggere anche per gas, luce e telefonia. corredi scolastici stazionari
FIRENZE Ancora prezzi in discesa nella provincia di Firenze. Secondo la rilevazione dell’ ufficio statistica del Comune relativa a luglio, la deflazione è dello 0,9% rispetto a giugno e dello 0,7 rispetto a un anno fa. I consumi delle famiglie sono in calo e rallentano i prezzi al consumo, anche quelli degli alimentari che, pur in aumento dell’ 1,4% rispetto al luglio 2019, sono in flessione del 2,2% rispetto a giugno. Il carrello della spesa costa meno soprattutto per la diminuzione di frutta (-6,2% rispetto a giugno scorso) e verdura (quasi -5%). Una boccata d’ ossigeno per le famiglie arriva grazie al consistente calo del costo dell’ energia. La bolletta del gas, in particolare, è scesa di quasi il 15% su base annuale e del 6% rispetto a giugno. In flessione rispetto al 2019 anche l’ energia elettrica, con -8,2% anche se, considerando che siamo nel picco dei consumi di luce per l’ utilizzo dei condizionatori, è in lieve aumento rispetto a giugno 2020 (+1,3%). Secondo l’ Autorità dell’ energia Arera la spesa per la famiglia-tipo tra il 1° ottobre 2019 e il 30 settembre 2020 sarà di circa 496 euro, con una variazione del -12,2% rispetto agli stessi mesi dell’ anno precedente, per un risparmio di circa 69 euro l’ anno. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.006 euro, con una variazione del -12,4% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’ anno precedente, corrispondente ad un risparmio di circa 143 euro. Segno meno anche per i prezzi al consumo della telefonia, con un calo a due cifre (-14,9%) rispetto a luglio 2019, e per le assicurazioni sui veicoli, in diminuzione dell’ 1,8% su base mensile e del -4,8% su base annuale. In forte calo i carburanti, che segnano un -11%, anche se rispetto a giugno registrano un rimbalzo positivo del 2,2%. In attesa di sapere l’ andamento dei prezzi di agosto, anche settembre non dovrebbe riservare grandi rialzi, visto che la previsione dei consumi delle famiglie è per il 2020 di un calo del 10,6%. Anche il corredo scolastico non subirà aumenti di prezzo rispetto al 2019, a eccezione dei prodotti di fascia alta, come zaini e astucci di marca, che potranno raggiungere, rileva Codacons, punte di 180 e 55 euro. Secondo una prima indagine a campione, la spesa scolastica 2020/2021 si attesterà su 530 euro e fino a 1.130 euro se si comprendono i libri di testo. Monica Pieraccini.

Il Giorno (ed. Brianza), 27/08/2020 03:12
Allergia alle mani per gel non certificato Interviene il Codacons
MONZA Interviene anche il Codacons sul caso della vedanese che ha riportato una allergia alle mani causata dal gel igienizzante non certificato utilizzato dalla donna all’ ingresso di una gelateria milanese. «Una condotta inaccettabile da parte dell’ esercente: per tali ragioni presenteremo istanza di sequestro con ritiro immediato dal commercio», comunica in una nota il presidente del Codacons Marco Maria Donzelli. «Quello della vedanese non è un caso isolato. Diversi gli episodi di persone che finiscono dal medico o in Pronto soccorso a causa del disinfettante non certificato. Situazioni difficili da credere – afferma – gli esercenti dovrebbero applicare la normale diligenza nei confronti dei propri clienti». Per tali ragioni il Codacons presenta istanza di sequestro del prodotto non certificato dal mercato.

Il Mattino (ed. Benevento), 27/08/2020 02:36
L’ evento, la sicurezza
LA RASSEGNA Paolo Bocchino Due concerti annullati. Probabile sostituzione con altrettanti eventi diversi per target e tipologia. Misure drastiche per garantire il distanziamento fisico e il deflusso degli spettatori. Francesco Antonio Cappetta potrebbe cointestarsi la direzione di Città Spettacolo 2020 tanti e tali sono i correttivi, largamente anticipati, dettati ieri dal prefetto nel corso del Comitato per l’ ordine pubblico. Modifiche, di fatto, subite dalla macchina organizzativa guidata da Renato Giordano sotto l’ egida di Comune e Regione. Le dichiarazioni di prammatica rese al termine dell’ incontro dai plenipotenziari del festival sono all’ insegna della «collaborazione istituzionale» e del «miglioramento di misure di sicurezza già adottate». Ma l’ umore di Clemente Mastella al termine del vertice con forze dell’ ordine e Asl, comprensibilmente non era dei più lieti: «Non ci sono retromarce. Avevamo già deciso autonomamente di non tenere i concerti di Geolier e Ghali» assicurava il sindaco. Per poi aggiungere: «Lo abbiamo fatto come ulteriore atto di responsabilità considerando che, ai due eventi, potrebbero partecipare ragazzi di ritorno dalle vacanze in località a rischio come la Sardegna». Il primo cittadino in realtà è sembrato non condividere fino in fondo il giro di vite imposto da Palazzo del Governo, soprattutto perché scaturito dalla pubblicazione di immagini fuorvianti della platea della prima serata. GLI SPETTATORI «Non c’ era alcun assembramento – ha rivendicato l’ assessore agli Spettacoli Oberdan Picucci – Quelli che in foto sembrano seduti accanto erano invece molte volte distanti almeno un posto, così come previsto. Negli altri casi si trattava di congiunti le cui generalità sono note all’ organizzazione. E tutti avevano indossavano immancabilmente la mascherina». Distinguo ai quali Cappetta si è mostrato poco sensibile. Troppo iconiche le foto scattate al folto pubblico seduto proprio ai piedi dell’ alloggio prefettizio per non determinare contromisure. «A prescindere dal grado di affinità, da stasera (ieri sera, ndr) allo spettacolo di Renzo Arbore gli spettatori dovranno essere seduti in rigorosa alternanza» ha preteso il rappresentante di Governo come presupposto per la prosecuzione di una rassegna finita nella bufera dal primo giorno. LA DISPOSIZIONE E per chiarire che d’ ora in avanti non accetterà applicazioni flessibili delle norme anti contagio ha aggiunto: «Gli spettacoli non inizieranno se non vi sarà il rispetto delle disposizioni, e saranno sospesi in caso di violazioni. Le verifiche sono affidate alla polizia municipale e alla organizzazione». Quanto al problematico deflusso di una parte del pubblico al termine dello show si è deciso di far uscire per ultimo il settore A utilizzando l’ apertura delle barriere su corso Garibaldi anziché il varco di via Perasso che avrebbe costretto all’ imbottigliamento successivo nei vicoli. Aggiustamenti che dovrebbero consentire il regolare svolgimento dell’ atteso concerto di Francesco Gabbani domani sera, previo superamento della prova distanze nello show di Arbore. L’ alternativa ipotizzata è il trasloco al Teatro Romano, una ulteriore penalizzazione che i vertici municipali vedrebbero davvero come intollerabile. «È probabile che Gabbani si esibirà regolarmente in piazza Castello» annunciava ieri sera Giordano. Nulla da fare invece per il duo Geolier – Ghali ad alto tasso di partecipazione giovanile, messi in calendario sabato e domenica proprio per intercettare i prevedibili flussi movida del week end. Buchi in cartellone che potrebbero però essere colmati in extremis: «Stiamo lavorando per verificare la possibilità di riempire uno o entrambi i vuoti» anticipa Giordano. Eventi che evidentemente avranno a questo punto target di pubblico differente. Già certo invece il rimborso dei ticket venduti per i due spettacoli cancellati. Nella giornata odierna sono attese indicazioni dettagliate da parte della organizzazione e della concessionaria All Net. Le disposizioni prefettizie hanno inevitabilmente alimentato ulteriormente il fuoco delle polemiche. Il Codacons, autore dell’ esposto su Ghali e Geolier andato a bersaglio, ha incalzato ieri nuovamente chiedendo gli atti del tavolo tecnico in questura del 20 agosto che aveva giudicato «a basso rischio». Di «disparità tra i flussi di pubblico dichiarati per l’ ok ai piani sicurezza e quelli inviati in Regione per i finanziamenti» parla Altrabenevento. Sul fronte politico è Forza Italia ad attaccare. «Una scelta di buon senso» dichiara la candidata Anna Rita Russo plaudendo a Cappetta. Per il leader cittadino Andrea De Longis «siamo davanti a una situazione ridicola». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

lacittadisalerno.it, 27/08/2020 00:57
Enrica Bonaccorti a Casal Velino per un viaggio nel “Condominio”
torna a casal velino la rassegna “casal velino 2020. incontri d’ autore”. giovedì 27 agosto, alle ore 21.30, presso il teatro del porto (canale tufolo), arriva enrica bonaccorti con il suo romanzo “il…
Torna a Casal Velino la rassegna “Casal Velino 2020. Incontri d’ Autore”. Giovedì 27 agosto, alle ore 21.30, presso il Teatro del Porto (Canale Tufolo), arriva Enrica Bonaccorti con il suo romanzo “Il condominio” (Baldini+Castoldi). A introdurre l’ evento non mancheranno i saluti del primo cittadino di Casal Velino, Silvia Pisapia, oltre all’ intervento di Bartolomeo Lanzara, presidente Codacons Cilento. Nessun impegno, nessun lavoro: Francesco Maria Von Altemberger detto Cico vive di rendita in un minuscolo loft sul terrazzo di un’ anonima palazzina, e lo divide con Ada, che altri non è che la sua tartaruga. Dall’ alto osserva i suoi dodici condomini come un entomologo una colonia d’ insetti sotto vetro: nessuna empatia. Cico non vuole contaminazioni, la sua vera aspirazione infatti è soltanto essere lasciato in pace, per questo motivo del resto ha scelto di abbandonare il palazzo di famiglia per trasferirsi qui dove nessuno lo conosce. Ma in questo condominio la sua formalità crea tutta una serie di equivoci: perché lui ascolta senza interrompere, saluta sempre tutti, non contrasta mai nessuna opinione. E i suoi vicini inevitabilmente finiscono per scambiare la sua buona educazione per disponibilità, persino per amicizia. Suo malgrado, Cico si trova dunque impantanato nelle vite degli altri: fra sospette relazioni extraconiugali e infiltrazioni dai soffitti, diamanti spariti e cani alquanto invadenti, questa commedia ironica e irresistibile diverte e conquista il lettore fino all’ inatteso, «esplosivo» finale, che sembra uscito da un film di Pedro Almodovar. Un appuntamento, insomma, da non perdere in una cornice suggestiva come quella di Casal Velino ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Bologna Today, 26/08/2020 19:56
Comitati familiari e codacons: “Pochi tamponi, fare test alle selezioni in fiera”
annunciano di voler depositare nuovi esposti in emilia-romagna sulla gestione fin qui dell’ emergenza
“Siamo preoccupati, troppi pochi tamponi e a breve prove collettive per ammissione all’ Università”. È il Codacons, insieme ai comitati dei famigliari delle “vittime Covid”, ad annunciare di voler depositare “nuovi esposti” in Emilia-Romagna sulla gestione fin qui dell’ emergenza.Comitati e consumatori segnalano di aver incontrato ieri su questi temi la consigliera regionale Valentina Castaldini (Fi) e spiegano: “La consigliera è stata informata del fatto che nel corso degli ultimi 30 giorni in un terzo dei casi il numero dei tamponi effettuati è stato al di sotto delle 6.000 unit in altri 10 casi, al di sotto delle 9.000 unità ed infine soltanto nel terzo restante dei casi, si è superato il numero di 9.000 tamponi”.”Questi dati- scrivono comitati e Codacons Emilia-Romagna- sono importanti ed evidenziano che su una capacità dichiarata di 15.000 analisi tra tamponi e test sierologici, soltanto in un terzo circa dei casi la Regione e la Asl regionale hanno effettuato un numero di verifiche superiore alle 10.000 unità complessive, non intercettando dunque un terzo ed, in alcuni casi, i due terzi dei possibili positivi intercettabili, i quali circolano inconsapevolmente nella nostra regione, infettando altri ignari cittadini”.A Castaldini e colleghi, così, si chiede di far pressing sulla Regione per “monitorare con tamponi o almeno test sierologici su base volontaria la presenza di persone positive all’ uscita, oltre che i normali controlli all’ ingresso, dalle prove di ammissione alla facoltà di Veterinaria e di Medicina che si terranno l’ 1 settembre e il 6 settembre presso i padiglioni della Fiera di Bologna, dove si registrerà l’ afflusso di migliaia di giovani aspiranti matricole”. (Dire)

Il Vaglio, 26/08/2020 18:57
Gli annullamenti di due concerti del festival: una storia di mediocrità tipicamente beneventana
alle 18.30 – in mancanza di alcuna comunicazione ufficiale – dobbiamo usare ancora il verbo al condizionale e quindi scrivere che “avrebbe”, il comitato per l’ ordine e la sicurezza pubblica tenutosi stamattina, 26 agosto nella (…)
Alle 18.30 – in mancanza di alcuna comunicazione ufficiale – dobbiamo usare ancora il verbo al condizionale e quindi scrivere che “avrebbe”, il Comitato per l’ Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi stamattina, 26 agosto nella Prefettura di Benevento, sancito un differente ‘rischio sicurezza’ per un paio di appuntamenti (con gli artisti Geolier e Ghali) inseriti nel programma della 41a edizione di Città Spettacolo in corso di svolgimento e per ciò li avrebbe cassati. Lo lasciano trasparire – data l’ assenza di cui sopra – due associazioni civiche come Altrabenevento ed il Codacons (leggi su il Vaglio.it ), ricordando la loro battaglia preventiva in tal senso: soprassedere all’ organizzazione degli eventi del Festival in una fase di recrudescenza dei contagi da Covid 19. Il fattaccio insufflerà ancor più aria al vento della protesta politica perché l’ organizzazione di Città Spettacolo non si può separare dall’ imminente tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale della Campania, nella quale è comunque impegnato tanto il sindaco Mastella quanto chi gli fa campagna contro. Piuttosto che scavare in maniera ulteriore il solco della polemica, converrà far emergere solo una (modesta) riflessione in proposito: tutto ciò (la valutazione del rischio prima e del rischio dopo, l’ annullamento dei concerti) riflette una evidente ipocrisia istituzionale. Si possono infatti mettere in fila alcuni dati: la situazione di pandemia era risaputa sin dall’ atto dello svelamento del programma del Festival: Ghali e Geolier sono due rapper ‘moderni’ che riscuotono un elevato tasso di gradimento nel pubblico soprattutto giovanile (e in fondo per questo sono stati inseriti nel calendario d’ eventi); le critiche, politiche, relative allo spettacolo inaugurale di Salemme sono da ritenersi strumentali alla luce di quanto emerso dal ricordato Comitato: scrive infatti Ottopagine, a proposito di tale “incontro convocato dal numero uno del palazzo del governo (il prefetto, NDR) dopo le polemiche che si erano scatenate la prima sera di Città Spettacolo 2020 quando alcune foto hanno ritratto centinaia di persone sedute una accanto all’ altra e all’ apparenza senza rispettare il distanziamento sociale contro la diffusione del coronavirus”, che “tutte le norme sono state rispettate, ha spiegato il prefetto Cappetta a margine della riunione”; quanto poi all’ inversione di tendenza, ecco che gli show di Geolier e Ghali “sarebbero stati particolarmente seguiti dai giovani che purtroppo non sempre rispettano le regole. Per questi motivi sono stati annullati”, ricorda ancora Ottopagine citando gli esiti del Comitato in Prefettura: dunque si attribuisce in larga parte all’ irresponsabilità delle fasce più ‘verdi’ d’ età l’ amara decisione dei concerti saltati; concerti per i quali i…. flussi in entrata non sembravano critici: “Al momento della decisione sono stati venduti 662 biglietti per lo spettacolo di Gabbani, che è stato confermato per venerdì 28 agosto; 571 per Geolier e 262 per Ghali”, specifica Gazzetta di Benevento, numeri tali da poter essere tenuti sotto controllo ulteriormente razionalizzando la vendita dei ticket. Dunque, per concludere, laicamente e sempre premettendo che il Festival Città Spettacolo ormai da tempo è anche (forse soprattutto) vetrina politica per chi amministra e oggetto di serrata critica politica da chi avversa (non il Festival, ma l’ amministrazione in carica): in tutt’ Italia sono in corso di svolgimento manifestazioni culturali che prevedono eventi importanti e di richiamo popolare; la comodità (e non il mero buonsenso) della decisione adottata in Prefettura è in quella giustificazione che fa risalire la china di possibili accidenti solo ai giovani (che comunque hanno la loro parte di colpa eventuale); l’ annullamento degli eventi di Benevento si spiega a questo punto solo con l’ incapacità di riuscire a tenere sotto controllo, da parte di chi dovrebbe assicurarla, la sicurezza; si prefigura infine un (lieve o ampio non interessa) danno economico per la collettività perché “ovviamente i possessori dei biglietti saranno rimborsati e gli artisti, in tutto o in parte, saranno pagati” (anche se a questo punto non si esibiranno), scrive Gazzetta di Benevento. Insomma, una storia tipicamente beneventana il cui intreccio è costruito sulla diffusa mediocrità di tutti i protagonisti: chi organizza senza offrire le dovute garanzie, chi scopre gli assembramenti pro-Covid 19 nel frangente propiziato dal Festival e/o in dirittura d’ arrivo elettorale; chi – oscillando – si mostra (in)deciso.
il vaglio

Cronache del Sannio, 26/08/2020 17:54
Città Spettacolo, Altrabenevento: “È tutt’ apposto e annullano gli eventi”
sandrucci all’ attacco: “dopo le denunce, oggi quel tavolo tecnico ha scoperto che effettivamente il rischio per la sicurezza non è basso per niente”
“Ieri l’ assessore agli spettacoli del Comune di Benevento, Oberdan Picucci, che di rado emerge dall’ ombra, è intervenuto a sostegno del sindaco Mastella per sostenere che le critiche per l’ assembramento prima, durante e dopo lo show di Salemme, sono strumentalizzazioni. E’ la solita, banale, argomentazione di chi non può rispondere nel merito alle osservazioni poste da diversi cittadini dopo la pubblicazione delle foto e dei video che mostrano un numero di spettatori certamente ben oltre i 960 previsti”: è il nuovo affondo di Sandra Sandrucci, presidente dell’ associazione Altrabenevento, in merito a Città Spettacolo. TEGOLA CITTÀ SPETTACOLO: ANNULLATI CONCERTI DI GHALI E GEOLIER “Picucci dice, però, – continua – che sono state rispettate tutte le regole stabilite non solo dal Comune ma da tutti i partecipanti al Tavolo Tecnico per la sicurezza della manifestazione (Prefettura, Questura, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, ecc) che hanno valutato positivamente ed approvato la relazione presentata dal Comune. Si tratta di un documento estremamente importante con il quale il tecnico incaricato dall’ amministrazione Mastella-Picucci dichiara, che è “basso il rischio sicurezza” per la manifestazione, soprattutto in relazione al ridotto numero di spettatori attesi. La dichiarazione è incredibile, soprattutto perché nei programmi esecutivi presentati alla Regione con la richiesta di finanziamenti, l’ amministrazione Mastella ha dichiarato che per la rassegna di spettacoli dal 24 al 30 agosto è attesa la presenza di 115.000 turisti-visitatori e almeno 20.000 spettatori”. “Anche noi – prosegue la Sandrucci – siamo curiosi di sapere come mai tutti i partecipanti al Tavolo Tecnico (compreso il Prefetto) nella riunione del 20 agosto si sono convinti del “rischio basso” anche per i concerti dei musicisti Ghali e Geolier che certamente richiamano molti giovani. Poi, dopo le denunce di Altrabenevento e del Codacons, oggi quel Tavolo Tecnico ha scoperto che effettivamente il rischio per la sicurezza non è basso per niente. Possibile che anche in questo caso devono intervenire le associazioni dei cittadini per segnalare problemi che sfuggono alle istituzioni e alle autorità competenti? E non è finita! Molte altre “criticità” – conclude – emergono in questa Rassegna anche a proposito di incarichi, trasparenza degli atti, finanziamenti, che sicuramente l’ assessore Picucci potrà chiarire prima di trasferirsi alla Gesesa”.

Reggio Report, 26/08/2020 17:27
Morti nelle case di riposo: Codacons e comitati Vittime Covid incontrano Castaldini (Forza Italia)
26/8/2020 – I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il Codacons Emilia Romagna hanno incontrato nella giornata di ieri la consigliera regionale di Forza Italia Valentina Castaldini a cui hanno illustrato tutte le proprie perplessità e timori circa il comportamento tenuto dalla Regione Emilia Romagna e dal Commissario Venturi in merito alle ispezioni fatte o meno, circa l’ operato della C.R.A. e delle R.S.A. (strutture per anziani) d ove sono decedute migliaia di persone negli scorsi mes i e dove in alcune di esse si tornano a registrare di nuovo decessi legati al Covid. Inoltre la consigliera è stata informata del fatto che nel corso degli ultimi 30 giorni, in un terzo dei casi il numero dei tamponi effettuati è stato al di sotto delle 6.000 unità ; in altri 10 casi, al di sotto delle 9.000 unità ed infine soltanto nel terzo restante dei casi, si è superato il numero di 9.000 tamponi. Questi dati – sottolinea una nota di Comitati e Codacons – sono importanti “ed evidenziano che su una capacità dichiarata di 15.000 analisi tra tamponi e test sierologic i, soltanto in un terzo circa dei casi la Regione e la ASL regionale hanno effettuato un numero di verifiche superiore alle 10.000 unità complessive, non intercettando dunque un terzo ed, in alcuni casi, i due terzi dei possibili positivi intercettabili, i quali circolano inconsapevolmente nella nostra Regione , infettando altri ignari cittadini. “Trattandosi di una scelta organizzativa e non di incapacità a fare un numero adeguato di tamponi” , l’ associazione di tutela “ha deciso di depositare n uovi esposti presso le Procure della Repubblica della Regione Emilia Romagna, per verificare se tale comportamento possa essere considerato in futuro concausa generatrice di parte dei nuovi contagi”. Il Codacons e i Comitati Familiari Vittime Covid 19 “hanno suggerito alla consigliera Castaldini, ma l’ invito è esteso a tutti gli altri consiglieri, di chiedere in via di urgenza alla Regione di provvedere a monitorare con tamponi o almeno test sierologici su base volontaria la presenza di persone positive all’ uscita (deflusso) (oltre che i normali controlli all’ ingresso) dalle prove di ammissione alla Facoltà di Veterinaria e di Medicina che si terranno il primo di settembre 2020 e il 6 di settembre 2020 presso i padiglioni della Fiera di Bologna dove si registrerà l’ afflusso di migliaia di giovani aspiranti matricole”. I COMITATI FAMILIARI VITTIME COVID DELL’ EMILIA ROMAGNA CODACONS EMILIA ROMAGNA.

Anteprima 24 , 26/08/2020 17:08
Città Spettacolo, Altrabenevento: “Concerti annullati ma non è finita qui”
ancora sulle polemiche relative all’ edizione 2020 di benevento città spettacolo a intervenire è l’ associazione altrabenevento. che scrive: “mastella e picucci assicurano che anche per città spettacolo e’ tutt’ apposto ma il comitato per la sicurezza annulla gli spettacoli di geolier e ghali. adesso anche il prefetto si accorge che i due musicisti potevano attrarre troppi giovani. ieri
Tempo di lettura: 2 minuti Ancora sulle polemiche relative all’ edizione 2020 di Benevento Città Spettacolo a intervenire è l’ associazione Altrabenevento . Che scrive: “Mastella e Picucci assicurano che anche per città Spettacolo E’ TUTT’ APPOSTO ma il Comitato per la sicurezza annulla gli spettacoli di Geolier e Ghali. Adesso anche il Prefetto si accorge che i due musicisti potevano attrarre troppi giovani. Ieri l’ assessore agli spettacoli del Comune di Benevento, Oberdan Picucci, che di rado emerge dall’ ombra, è intervenuto a sostegno del sindaco Mastella per sostenere che le critiche per l’ assembramento prima, durante e dopo lo show di Salemme, sono strumentalizzazioni. E’ la solita, banale, argomentazione di chi non può rispondere nel merito alle osservazioni poste da diversi cittadini dopo la pubblicazione delle foto e dei video che mostrano un numero di spettatori certamente ben oltre i 960 previsti. Picucci dice, però, che sono state rispettate tutte le regole stabilite non solo dal Comune ma da tutti i partecipanti al Tavolo Tecnico per la sicurezza della manifestazione (Prefettura, Questura, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, ecc) che hanno valutato positivamente ed approvato la relazione presentata dal Comune. Si tratta di un documento estremamente importante con il quale il tecnico incaricato dall’ amministrazione Mastella-Picucci dichiara, che è “basso il rischio sicurezza” per la manifestazione, soprattutto in relazione al ridotto numero di spettatori attesi. La dichiarazione è incredibile, soprattutto perché nei programmi esecutivi presentati alla Regione con la richiesta di finanziamenti, l’ amministrazione Mastella ha dichiarato che per la rassegna di spettacoli dal 24 al 30 agosto è attesa la presenza di 115.000 turisti-visitatori e almeno 20.000 spettatori. Anche noi siamo curiosi di sapere come mai tutti i partecipanti al Tavolo Tecnico (compreso il Prefetto) nella riunione del 20 agosto si sono convinti del “rischio basso” anche per i concerti dei musicisti Ghali e Geolier che certamente richiamano molti giovani. Poi, dopo le denunce di Altrabenevento e del Codacons, oggi quel Tavolo Tecnico ha scoperto che effettivamente il rischio per la sicurezza non è basso per niente. Possibile che anche in questo caso devono intervenire le associazioni dei cittadini per segnalare problemi che sfuggono alle istituzioni e alle autorità competenti? E non è finita! Molte altre “criticità” emergono in questa Rassegna anche a proposito di incarichi, trasparenza degli atti, finanziamenti, che sicuramente l’ assessore Picucci potrà chiarire prima di trasferirsi alla Gesesa”.

Il Vaglio, 26/08/2020 16:57
Altrabenevento e Codacons: il balletto del ‘rischio sicurezza’ per Benevento Città Spettacolo…
IlVaglio.it Scrive Sandra Sandrucci, per Altrabenevento: “Ieri l’ assessore agli spettacoli del Comune di Benevento, Oberdan Picucci, che di rado emerge dall’ ombra, è intervenuto a sostegno del sindaco Mastella per sostenere che le critiche per l’ assembramento prima, durante e dopo lo show di Salemme, sono strumentalizzazioni. E’ la solita, banale, argomentazione di chi non può rispondere nel merito alle osservazioni poste da diversi cittadini dopo la pubblicazione delle foto e dei video che mostrano un numero di spettatori certamente ben oltre i 960 previsti. Picucci dice, però, che sono state rispettate tutte le regole stabilite non solo dal Comune ma da tutti i partecipanti al Tavolo Tecnico per la sicurezza della manifestazione (Prefettura, Questura, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, ecc) che hanno valutato positivamente ed approvato la relazione presentata dal Comune. Si tratta di un documento estremamente importante con il quale il tecnico incaricato dall’ amministrazione Mastella-Picucci dichiara, che è “basso il rischio sicurezza” per la manifestazione, soprattutto in relazione al ridotto numero di spettatori attesi. La dichiarazione è incredibile, soprattutto perché nei programmi esecutivi presentati alla Regione con la richiesta di finanziamenti, l’ amministrazione Mastella ha dichiarato che per la rassegna di spettacoli dal 24 al 30 agosto è attesa la presenza di 115.000 turisti-visitatori e almeno 20.000 spettatori. Anche noi siamo curiosi di sapere come mai tutti i partecipanti al Tavolo Tecnico (compreso il Prefetto) nella riunione del 20 agosto si sono convinti del “rischio basso” anche per i concerti dei musicisti Ghali e Geolier che certamente richiamano molti giovani. Poi, dopo le denunce di Altrabenevento e del Codacons, oggi quel Tavolo Tecnico ha scoperto che effettivamente il rischio per la sicurezza non è basso per niente. Possibile che anche in questo caso devono intervenire le associazioni dei cittadini per segnalare problemi che sfuggono alle istituzioni e alle autorità competenti? E non è finita! Molte altre “criticità” emergono in questa Rassegna anche a proposito di incarichi, trasparenza degli atti, finanziamenti, che sicuramente l’ assessore Picucci potrà chiarire prima di trasferirsi alla Gesesa”. * Medesimo tenore dell’ intervento dell’ associazione anche per il Codacons di Benevento. Che, sempre in una nota diffusa alla stampa, scrive: “Sembra che durante il tavolo tenutosi il 20 agosto gli eventi di Ghali e Geolier (inizialmente compresi nel programma di “Benevento Città Spettacolo” prima della loro definitiva cancellazione maturata il 26 agosto, Ndr) siano stati esaminati nel contesto di un Piano per la Sicurezza approntato dal Comune ove il rischio epidemico correlato ai concerti sarebbe risultato basso. Se è così non si comprende quali siano gli eventi definibili ad alto rischio. Si tratta di concerti destinati ad un pubblico potenzialmente indefinito di adolescenti che, tra l’ altro, potrebbe assieparsi in città non necessariamente nelle aree strettamente destinate all’ esibizione nell’ attesa di poter vedere o anche solo toccare i loro idoli (non occorre essere virologi per conoscere i meccanismi del divismo adolescenziale, basta essere stati giovani, vero Assessore Picucci ?). Se all’ inizio dell’ anno scolastico a Benevento dovesse ravvisarsi, dopo 15 giorni dai concerti, un aumento notevole di contagi tra i ragazzi non occorrerebbe certo essere virologi o esperti di statistica per collegare i 2 eventi; basta aver fatto la prima elementare e sapere quanto fa 2 + 2″.
il vaglio

La Pressa, 26/08/2020 15:25
Covid nelle cra in Emilia Romagna, nuovi esposti dal Codacons
‘nel corso degli ultimi 30 giorni, in un terzo dei casi il numero dei tamponi effettuati è stato al di sotto delle 6.000 unità’
I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il Codacons Emilia Romagna hanno incontrato nella giornata di ieri la consigliera regionale di Forza Italia Valentina Castaldini a cui ‘hanno illustrato tutte le proprie perplessità e timori circa il comportamento tenuto dalla Regione Emilia Romagna e dal Commissario Venturi in merito alle ispezioni fatte o meno, circa l’ operato delle Cra e delle Rsa dove sono decedute migliaia di persone negli scorsi mesi e dove in alcune di esse si tornano a registrare di nuovo decessi legati al covid’. ‘Nel corso degli ultimi 30 giorni, in un terzo dei casi il numero dei tamponi effettuati è stato al di sotto delle 6.000 unità in altri 10 casi, al di sotto delle 9.000 unità ed infine soltanto nel terzo restante dei casi, si è superato il numero di 9.000 tamponi. Questi dati sono importanti ed evidenziano che su una capacità dichiarata di 15.000 analisi tra tamponi e test sierologici,soltanto in un terzo circa dei casi la Regione e la ASL regionale hanno effettuato un numero di verifiche superiore alle 10.000 unità complessive, non intercettando dunque un terzo ed, in alcuni casi, i due terzi dei possibili positivi intercettabili, i quali circolano inconsapevolmente nella nostra Regione, infettando altri ignari cittadini. Trattandosi di una scelta organizzativa e non di incapacità a fare un numero adeguato di tamponi, in quanto diversamente non si capirebbe perché in un terzo dei casi le verifiche possono essere fatte in misura superiore alle 10.000 unità arrivando a punte di oltre 11.000 analisi per poi scendere in diversi giorni nell’ ultimo mese a soli 3.000 tamponi, il Codacons ha deciso di depositare nuovi esposti presso le Procure della Repubblica della Regione Emilia Romagna, per verificare se tale comportamento possa essere considerato in futuro concausa generatrice di parte dei nuovi contagi – continua la nota -. Detto questo, in un’ ottica di critica costruttiva, il Codacons ed i Comitati Familiari Vittime covid 19 hanno suggerito alla consigliera Castaldini, ma l’ invito è esteso a tutti gli altri consiglieri, di chiedere in via di urgenza alla Regione e al Commissario Venturi di provvedere a monitorare con tamponi o almeno test sierologici su base volontaria la presenza di persone positive all’ uscita (oltre che i normali controlli all’ ingresso) dalle prove di ammissione alla Facoltà di Veterinaria e di Medicina che si terranno l’ 1 di settembre 2020 ed il 6 di settembre 2020 presso i padiglioni della Fiera di Bologna dove si registrerà l’ afflusso di migliaia di giovani aspiranti matricole’. Da anni Lapressa.it offre una informazione libera e indipendente ai suoi lettori senza nessun tipo di contributo pubblico. La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge, e ci segue, di darci, se crede, un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di modenesi ed emiliano-romagnoli che ci leggono quotidianamente, è fondamentale.

Cronache del Sannio, 26/08/2020 14:51
Tegola Città Spettacolo, annullati concerti di Ghali e Geolier
lo ha deciso il comitato per l’ ordine e la sicurezza pubblica: si temono assembramenti
Duro colpo per Città Spettacolo 2020 che perde i tanto attesi concerti dei rapper Geolier e Ghali, in programma il 29 e 30 agosto: il comitato per l’ ordine e la sicurezza pubblica ha deciso di annullare gli eventi di Piazza Castello previsti nel weekend. Nei giorni scorsi sono piovute forti critiche sullo svolgimento della rassegna e alimentate soprattutto dopo la serata inaugurale con lo spettacolo portato in scena da Vincenzo Salemme. Dura l’ opposizione del Codacons di Benevento in riferimento ai due concerti che avrebbero potuto comportare numerosi assembramenti anche all’ esterno dell’ area riservata agli spettatori che hanno comprato il biglietto. A tal proposito, la vendita era già stata sospesa. Durante la riunione odierna in Prefettura ha prevalso la volontà di evitare il rischio di calca e il mancato rispetto delle distanze e delle norme anti-contagio, a poche settimane di distanza dall’ inizio dell’ anno scolastico.

altarimini.it, 26/08/2020 13:52
Nuovi esposti del Codacons e dei familiari delle vittime: motivo del contendere il numero dei tamponi
I comitati dei familiari delle vittime Covid e il Codacons dell’ Emilia-Romagna condividono ancora le loro perplessità e timori circa il comportamento tenuto dalla Regione e dal commissario Sergio Venturi in merito alle ispezioni fatte – o meno – circa l’ operato della Cra e delle Rsa dove sono decedute decine di persone negli scorsi mesi e dove in alcune di esse si tornano a registrare di nuovo decessi legati al covid. Non solo. «Nel corso degli ultimi 30 giorni il numero dei tamponi effettuati in un terzo dei casi è stato al di sotto delle 6 mila unità e in altri 10 casi al di sotto delle 9 mila. Infine soltanto nel terzo restante dei casi, si è superato il numero di 9 mila tamponi. Questi dati sono importanti ed evidenziano che su una capacità dichiarata di 15 mila analisi tra tamponi e test sierologici, soltanto in un terzo circa dei casi la Regione e la ASL regionale hanno effettuato un numero di verifiche superiore alle 10 mila unità complessive, non intercettando dunque un terzo ed, in alcuni casi, i due terzi dei possibili positivi intercettabili, i quali circolano inconsapevolmente nella nostra Regione, infettando altri ignari cittadini». Per questo i l Codacons ha deciso di depositare nuovi esposti presso le procure della Repubblica della Regione Emilia Romagna , per verificare se tale comportamento possa essere considerato in futuro concausa generatrice di parte dei nuovi contagi. Con l’ avanzamento di una proposta: monitorare con tamponi o almeno test sierologici su base volontaria gli accessi alle prove di ammissione alla facoltà di Veterinaria e di Medicina che si terranno a inizio settembre ai padiglioni della fiera di Bologna, dove si registrerà l’ afflusso di migliaia di giovani aspiranti matricole.

Il Sannio, 26/08/2020 05:46
preoccupa il concerto di ghali, ieri stop a vendita biglietti
Da Napoli riflettori su Città spettacolo
la regione ha chiesto una relazione dettagliata sulle misure di sicurezza
Quanti drammi, quanti danni scrive il bravissimo rapper Ghali in una delle sue hit (Fast food). E che senza fare drammi, non ci siano danni è ciò che in tempi di Covid-19 tutti si auspicano a Benevento in vista del concerto che la star milanese terrà il 30 agosto a piazza Castello. Il Codacons martedì scorso ha raccolto le preoccupazioni di quanti temono che il concerto di un nome molto popolare tra adolescenti e giovani possa trasformarsi in un evento a rischio di contagio virale (l’ associazione di consumatore aveva espresso preoccupazioni anche per l’ evento con Geolier).

Il Sannio, 26/08/2020 05:46
il codacons punta i riflettori su un’ iniziativa in piazza federico torre»
«Città Spettacolo, violato divieto di ballo»
picucci: «adottate misure per svolgimento in sicurezza» il sindaco mastella: «spettatori con dpi, condotte ineccepibili»
Prosegue il braccio di ferro tra Codacons e Comune di Benevento. “Abbiamo chiesto con istanza al Sindaco, alla Regione ed al Ministero della Sanità se l’ Ordinanza del 16 Agosto 2020 che sancisce il divieto di ballo nei luoghi aperti al pubblico possa essere interpretata nel senso che ciò che vale per i privati non vale per gli Enti e per gli spazi pubblici. Si tratta di una richiesta determinata dal fatto per cui ieri si è svolta in occasione della festitivà del Santo Patrono, sotto la chiesta di San Bartolomeo, nel ristretto spazio di piazza Federico Torre, una specie di balletto di gruppo guidato dal palco di una manifestazione promossa nel contesto della rassegna Città Spettacolo, con incontrollato affollamento di gente peraltro in gran parte priva di mascherina”, quanto asserito dalla sigla di Benevento, e segnatamente dal responsabile della sede beneventana Codacons, avvo cato Maurizio Zeoli. “Inutile sottolineare come la manifestazione, ripresa da video privati e trasmessa sui social, costituisca un piccolo esempio di quello che, in scala più larga potrebbe accadere se si consentisse lo svolgimento degli spettacoli di Ghali e Geolier programmati per il fine settimana. Nell’ istanza si chiedono gli atti autorizzatori dell’ evento di cui, di nuovo, probabilmente non si avvertiva la necessità”, la conclusione. Da registrare nei confronti degli esposti del Codacons la replica dell’ assessore comunale Oberdan Picucci. “L’ azione di speculazione politica non ha freno, soprattutto a ridosso degli appuntamenti elettorali…. Stavolta tocca al Codacons, associazione dei consumatori, intervenuta per stigmatizzare Città Spettacolo e minacciare ricorsi all’ autorità giudiziaria ove mai i casi di Coronavirus dovessero crescere a Benevento. Nella nota, l’ associazione minaccia la via legali ove mai riscontrasse un nesso ‘statistico o cronologico’ tra i nuovi casi e la manifestazione: chissà chi saranno gli esperti statistici e virologi a cui sarà demandata la valutazione del Codacons di Benevento, vedremo. Eppure l’ associazione dovrebbe sapere che si sono tenuti diversi tavoli tecnici in cui tutte le autorità preposte hanno collaborato alla stesura delle diverse disposizioni in materia di sicurezza da adottare nella manifestazione, storico fiore all’ occhiello della nostra comunità”, quanto asserito dall’ assessore Picucci. “L’ associazione avrebbe potuto prendere visione alme no delle regole, dalla distanza imposta agli spettatori fino all’ obbligo di mascherina, che permettono lo svolgimento della kermesse in sicurezza, così come da indicazione dello stesso CTS. Va specificato inoltre che sono stati adottati tutti i protocolli previsti, dalla misurazione della temperatura, alla messa a disposizione della soluzione idroalcolica per il lavaggio delle mani, all’ obbligo dell’ utilizzo della mascherina, fino alla registrazione dei partecipanti. Gli spettatori disposti su sedute adiacenti erano persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e comunque sia, sempre da indicazioni degli organismi preposti, l’ utilizzo della mascherina sarebbe stata già una misura sufficiente al di là della distanza …”, la conclusione. Netta presa di posizione sulla garanzia sicurezza anche del sindaco di Benevento, Clemente Mastella: “E’ cominciata Città Spettacolo. Sia da Veronesi, vincitore dello Strega, che da Salemme il comportamento è stato ineccepibile. Voglio ricordare ad alcuni esperti del diritto e del rovescio che la mascherina obbligatoria e tenuta a difesa sanitaria, come è stato, elimina ogni Ipotesi di assembramento … Il virus si combatte con la mascherina da tenere sempre e con la profilassi del gel e del lavaggio delle mani .. in tutta Italia ed in tutta le città si fanno e si Stanno facendo iniziative come le nostre”.

Il Sannio, 26/08/2020 05:46
città spettacolo l’ evento con il rapper preoccupa, la regione chiede guardia alta
«Concerto Ghali, target sensibile»
«relazione dettagliata su misure di sicurezza», ieri stop alla vendita dei biglietti
Antonio Tretola Quanti drammi, quanti danni scrive il bravissimo rapper Ghali in una delle sue hit (Fast food). E che senza fare drammi, non ci siano danni è ciò che in tempi di Covid-19 tutti si auspicano a Benevento in vista del concerto che la star milanese terrà il 30 agosto a piazza Castello. Il Codacons martedì scorso ha raccolto le preoccupazioni di quanti temono che il concerto di un nome molto popolare tra adolescenti e giovani possa trasformarsi in un evento a rischio di contagio virale (l’ associazione dei consumatori aveva espresso preoccupazioni anche per l’ evento con Geolier). Ieri la Regione Campania ha scritto al Comune di Benevento una nota dai toni sobri ma decisi, nella quale emerge in maniera evidente come anche da Napoli considerino il concerto di Ghali da monitorare con particolare attenzione. A scrivere è la direttrice regionale delle Politiche per il turismo Rosanna Romano che mette l’ accento “sul target dell’ evento che coinvolge ragazzi tra i 13 e i 20 anni” e che dunque richiama implicitamente il rischio che quella fascia giovanile possa essere meno prudente nel rispetto delle regole anti-Covid e che possano prodursi pericolosi assembramenti o situazioni più rischiose. Per questo la Regione ha chiesto al Comune “una relazione dettagliata dalla quale si evinca il rispetto delle attività poste in essere con la documentazione compro vante l’ adozione delle misure necessarie al contenimento del contagio”. La Regione ricorda pure che le misure anti -virus sono condizione necessaria per l’ ammissibilità a finanziamento del progetto. Insomma guardia alta sugli eventi con maggior appeal per i più giovani, anche alla luce dei focolai esplosi in tutta Italia proprio nei luoghi più frequentati da teenagers. Ieri in realtà la vendita dei biglietti per i tre eventi musicali più importanti di quest’ edizione di Città Spettacolo (oltre a Ghali, anche Gorlier e Gabbani) è stata sospesa nel pomeriggio. Una interruzione momentanea, anche se dal Comune filtra che è probabile una ulteriore riduzione dei posti soprattutto per gli eventi musicali dei rappers.

La Città di Salerno, 26/08/2020 03:32
il libro
Enrica Bonaccorti a Casal Velino per un viaggio nel “Condominio”
Torna a Casal Velino la rassegna “Casal Velino 2020. Incontri d’ Autore”. Giovedì 27 agosto, alle ore 21.30, presso il Teatro del Porto (Canale Tufolo), arriva Enrica Bonaccorti con il suo romanzo “Il condominio” (Baldini+Castoldi). A introdurre l’ evento non mancheranno i saluti del primo cittadino di Casal Velino, Silvia Pisapia, oltre all’ intervento di Bartolomeo Lanzara, presidente Codacons Cilento. Nessun impegno, nessun lavoro: Francesco Maria Von Altemberger detto Cico vive di rendita in un minuscolo loft sul terrazzo di un’ anonima palazzina, e lo divide con Ada, che altri non è che la sua tartaruga. Dall’ alto osserva i suoi dodici condomini come un entomologo una colonia d’ insetti sotto vetro: nessuna empatia. Cico non vuole contaminazioni, la sua vera aspirazione infatti è soltanto essere lasciato in pace, per questo motivo del resto ha scelto di abbandonare il palazzo di famiglia per trasferirsi qui dove nessuno lo conosce. Ma in questo condominio la sua formalità crea tutta una serie di equivoci: perché lui ascolta senza interrompere, saluta sempre tutti, non contrasta mai nessuna opinione. E i suoi vicini inevitabilmente finiscono per scambiare la sua buona educazione per disponibilità, persino per amicizia. Suo malgrado, Cico si trova dunque impantanato nelle vite degli altri: fra sospette relazioni extraconiugali e infiltrazioni dai soffitti, diamanti spariti e cani alquanto invadenti, questa commedia ironica e irresistibile diverte e conquista il lettore fino all’ inatteso, «esplosivo» finale, che sembra uscito da un film di Pedro Almodovar. Un appuntamento, insomma, da non perdere in una cornice suggestiva come quella di Casal Velino ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Gazzetta di Modena, 26/08/2020 03:30
seta ancora nel mirino
«Multe ingiuste, uniamoci e denunciamo»
un residente della bassa fa ricorso al difensore civico regionale: «scarse informazioni e biglietti indisponibili, così non va»
«Ho presentato ricorso contro una multa al Difensore Civico. Spero siano tanti a far sentire la propria voce ».Da sempre le multe fanno discutere. Dall’ inizio della pandemia le sanzioni comminate da Seta stanno provocando una maggiore indignazione tra i cittadini. Frequenti i genitori che segnalano di figli multati perché non hanno cancellato a penna il biglietto. L’ obliteratrice è posizionata infatti nell’ area “off limits” per le misure di sicurezza adottate a bordo. La soluzione di per sé è semplice: munirsi di una penna, segnare data e ora di salita, esibire il biglietto ai controllori. Tra il dire e il fare c’ è però di mezzo il mare… e il comunicare.Diverse le segnalazioni di informazioni «non presenti» sia sui mezzi sia nei luoghi di attesa. L’ ultima segnalazione in ordine di tempo è un esempio calzante.Un cittadino della Bassa s’ è ritrovato il 16 luglio a Finale «in anticipo per cercare di acquistare il biglietto». Una speranza resa vana in una stazione definita dal diretto interessato «un ecomostro deserto e senza nessun servizio, con solo una tabella orari in una bacheca appannata e semi-leggibile».In particolare, il residente della Bassa non ha ritrovato un «adeguato avviso di cessata emissione biglietti a bordo» e nemmeno le possibili alternative quali edicole e bar. Tale assenza è stata notata anche sul sito dell’ azienda, che l’ utente avrebbe consultato prima di salire a bordo. «Non esiste un ufficio biglietteria – prosegue il cittadino – e neppure un’ emettitrice automatica di biglietti». Il passeggero è così salito a bordo nella speranza di poter acquistare il biglietto sulla corriera. La macchinetta che emette i biglietti risultava però assente, mentre l’ obliteratrice era «transennata e coperta di avvisi sanitari».I controllori hanno trovato il passeggero senza biglietto. La logica è sempre la stessa: «dura lex, sed lex». Il controllore avrebbe fatto notare al passeggero che «ormai lo sanno tutti che si può acquistare il biglietto in tabaccheria». Una constatazione poco amichevole per il residente che così contesta: «Quale tabaccheria? Dove? Non tutte di certo e abbiamo le prove».La contestazione si estende alle modalità possibili per appellarsi alla sanzione. «Il ricorso deve essere indirizzato alla società Seta – polemizza il cittadino – ma in quale dittatura un’ azienda pubblica o a partecipazione pubblica giudica sé stessa».Nell’ occhio del ciclone la stessa modalità per presentare la domanda: «deve esser inviato via posta ordinaria, non esiste email o pec». Come se non bastasse, il cittadino contesta che «il ricorso non sospende i termini di pagamento» domandandosi cosa significhi la scelta.Rivendica che gli azionisti di Seta «siamo noi cittadini». Dal suo punto di vista, non è il caso di lasciare correre nonostante il ricorso sarebbe stato respinto. «Abbiamo presentato ricorso al difensore civico dell’ Emilia Romagna – anticipa il cittadino – dal quale aspettiamo risposta. Abbiamo informato il Codacons di Modena. Siamo pronti a presentare esposto, querela, denuncia contro Seta, sperando di essere tanti insieme a farlo, per redimere questa situazione inaccettabile».Le richieste vanno oltre l’ annullamento del verbale. Si domanda infatti la «sospensione dei termini di pagamento e relativi scaglioni di aumento in presenza di un ricorso». Si domandano un «richiamo disciplinare e sanzione» sia al conducente «sprovvisto di tesserino di riconoscimento» sia al funzionario per la «firma matricola illeggibile». Segue una richiesta analoga rivolta «all’ amministratore di Seta», ritenuto dal cittadino «responsabile dell’ operato inefficiente e dannoso dell’ azienda». –G.F.© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Gazzetta di Modena, 26/08/2020 03:30
christine e il figlio azzannati mentre soccorrevano la donna a vignola «sono animali pericolosi che non possono essere accolti in casa»
Aggrediti dal pitbull della vicina «Cani come ordigni, vanno vietati»
la storiaVIGNOLA «È ora di dire basta alla possibilità di tenere in casa cani di razze pericolose, come pitbull o rottweiler. È come possedere degli ordigni che possono esplodere da un momento all’ altro, senza nessun controllo anche da parte del proprietario». A pochi giorni dall’ ultimo fatto di cronaca in merito a questo problema, con un rottweiler che a San Giovanni in Persiceto, nel bolognese, è scappato dal controllo del padrone e ha aggredito due gemelli di 6 anni, ha deciso di dire la sua anche Christine Burger, vignolese di origini altoatesine che alla fine dello scorso giugno, assieme al figlio Thomas, è stata aggredita dal pitbull della vicina di casa, mentre stava cercando di soccorrerla per un malore. «Nel nostro Paese, a differenza che in altri – interviene Christine – manca questa sensibilità riguardo alla pericolosità oggettiva di simili animali. Non è possibile che la legge permetta di tenerli in casa, come se fossero un cagnolino o un gattino qualunque. La mia esperienza personale è emblematica in questo senso, oltre ad essere stata terribile, perché ho visto davvero la morte in faccia. Sapevo che la mia vicina di casa, che abita nel mio stesso condominio, teneva in casa un pitbull, col quale prima di un paio di mesi prima non avevo mai avuto problemi. Poi è successo quello che non sarebbe mai dovuto accadere: una domenica io e mio figlio Thomas ci accorgiamo che lei ha un malore e cerchiamo di aiutarla ad entrare nel suo appartamento. Non ho fatto nemmeno in tempo ad aprire la porta e il cane, che pure mi aveva visto più volte, mi è saltato addosso, procurandomi diverse ferite in varie parti del corpo. Mi avrebbe senz’ altro ucciso, se non fossero intervenuti prima mio figlio, anch’ egli aggredito al volto e finito con me al Pronto soccorso, e un’ altra mia vicina di casa, che facendosi coraggio mi ha trascinata di forza in casa sua chiudendo la porta. Quante aggressioni dovranno ancora avvenire – chiede Christine – prima che il legislatore intervenga su questo problema? Ieri è capitato a me e a mio figlio, oggi a due gemellini. E domani, chi rischierà la vita contro uno di questi animali? Ma al di là del mio caso specifico, questi cani sono troppo pericolosi per vivere in società. In Inghilterra, ad esempio, è già vietato tenere in casa cani di razze pericolose. Un tempo non si poteva nemmeno in Italia, poi ora è permesso. Ma è il momento di cambiare». In una sua recente intervento, intanto, il Codacons ha denunciato pubblicamente che ogni anno in Italia sono 70.000 le aggressioni di cani nei confronti dell’ uomo. —

La Nazione (ed. Firenze), 26/08/2020 03:16
la crisi post pandemia
Ripartiremo anche stavolta dai sacrifici
Silvia Bartolini * La fine del lockdown ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Purtroppo, però, non rappresenta la fine di una fase critica, ma l’ inizio di una crisi nera. Nerissima. Sarà una crisi epocale, senza precedenti e non avrà tempi brevi. La cassa integrazione generalizzata, gli ammortizzatori sociali e gli aiuti economici governativi hanno arginato un po’ la situazione ma non è sufficiente. Hanno solo rallentato gli effetti devastanti della vera crisi economica, che si manifesterà nei prossimi mesi. Il comparto industriale ha ceduto per le mancate vendite ed i consumi non ripartono perché le famiglie sono strozzate dai mutui, dai vari prestiti contratti e dalla mancanza di liquidità. Cresce il numero degli italiani che sono costretti a rivolgersi al compro oro ed al banco dei pegni per ottenere liquidità vendendo o impegnando i propri oggetti preziosi al punto che oggi, rispetto al periodo pre-coronavirus, il ricorso a questi strumenti è aumentato del 50 per cento. In questo quadro, aumentano di pari passo le speculazioni, i prezzi e le tariffe come reazione alla contrazione delle vendite ed ai maggiori costi legati al Covid-19. E la nostra Firenze non fa certo eccezione: la nostra città è colpita al cuore ancora più duramente per le ricadute generali del diminuito flusso turistico. Quindi, questa depressione economica porterà tutti noi a compiere ulteriori sacrifici e a stringere ancora la cintura già stretta. Mi viene in mente la «Napoli milionaria» di Eduardo De Filippo e la celebre frase «ha da passà ‘a nuttata»: allora ci si trovava ad affrontare la seconda guerra mondiale e di lì a poco il Paese ne sarebbe uscito sconfitto. Oggi, per altre cause, ci troviamo nelle stessa situazione. Le crisi sono cicliche, come i corsi ed i ricorsi, ma anche le ripartenze. Con il nostro italico spirito ed i nostri sacrifici dobbiamo guardare oltre. * Presidente Codacons Toscana.

Il Mattino (ed. Benevento), 26/08/2020 02:37
L’ evento, la sicurezza
LA RASSEGNA Paolo Bocchino Se la serata inaugurale doveva servire a tappare la bocca alle contestazioni, l’ obiettivo si può dire fallito. Città Spettacolo si risveglia sotto una nuova pioggia di critiche e polemiche all’ indomani della prima affidata a Vincenzo Salemme. Le immagini circolate già nelle ore immediatamente successive lo show del comico-regista napoletano hanno gettato altra benzina sulle polemiche. Troppo eclatanti le foto di spettatori seduti gomito a gomito con pochi spazi lasciati vuoti e file di posti molto più ravvicinate del metro minimo di distanza. Scatti presi al volo da quanti avevano già sollevato perplessità alla vigilia della manifestazione giudicata inopportuna nella delicata fase attuale. Sono riecheggiate prontamente le parole pronunciate da Clemente Mastella dal palco di piazza Castello: «Non siamo untori. Le regole devono essere rispettate e se c’ è qualcuno che non indossa la mascherina lo farò accompagnare fuori». E in effetti in platea i dispositivi di protezione individuale non mancavano. Colpiva invece, la densità dei presenti, apparentemente superiore alle condizioni precauzionali richieste dalle direttive anti contagio. «Già da domani sera (oggi, ndr) effettueremo controlli più accurati», ha assicurato il direttore artistico Renato Giordano rispondendo agli immancabili quesiti dei cronisti nel corso del consueto punto stampa a palazzo Paolo V. Va detto che in molti casi si trattava di congiunti che potevano occupare posti contigui, circostanza che comunque non è bastata a spiegare la grande concentrazione di presenze in un ambito ristretto. E alla lista delle criticità va aggiunta anche la situazione venutasi a creare all’ uscita dallo show per gli spettatori del settore A, costretti a percorrere l’ angusto budello di via La Vipera e via Capitano de Juliis per poter accedere al corso Garibaldi. Stradine nelle quali il pubblico dello spettacolo e i passanti occasionali si sono mischiati formando i temuti assembramenti che il dispositivo avrebbe voluto evitare impedendo il passaggio lungo il palazzo camerale. «Siamo consapevoli di questi problemi – ha riconosciuto Giordano – Già dallo spettacolo di Arbore domani (questa sera, ndr) adotteremo le contromisure. Il pubblico del settore A verrà fatto defluire dalle transenne centrali direttamente su corso Garibaldi». Correttivi in corsa quantomai necessari se si vorrà provare ad arginare la valanga di accuse. Temi che saranno al centro della riunione del Comitato per l’ ordine pubblico e la sicurezza in programma questa mattina a Palazzo del Governo. «Faremo il punto sulla manifestazione insieme a Comune, Asl e forze dell’ ordine, valuteremo i correttivi», dice il prefetto Francesco Antonio Cappetta. LE TENSIONI Con il puntuale corollario di polemiche anche sul versante politico: «Il vero spettacolo, che andava evitato come da più parti si è chiesto, non è stato quello di Vincenzo Salemme ma la foto che ha ritratto la calca di centinaia di persone ammassate in platea in spregio ad ogni più elementare norma di sicurezza – stigmatizza il coordinatore provinciale di FdI Federico Paolucci – Gli sceriffi e i lanciafiamme a giorni alterni infastidiscono giustamente quei cittadini osservanti delle prescrizioni, i ragazzi multati per non portare la mascherina all’ aperto, e tutti i commercianti, i ristoratori e finanche i tifosi che subiscono divieti, a questo punto, irragionevoli. Un pessimo spettacolo, questa città». Sulle polemiche Mastella è intervenuto su Facebook: «Ieri sera (lunedì, ndr) abbiamo iniziato Città spettacolo. Sia da Veronesi, vincitore dello strega, che da Salemme il comportamento è stato ineccepibile. Voglio ricordare ad alcuni esperti del diritto e del rovescio che la mascherina obbligatoria tenuta a difesa sanitaria, come è stato, elimina ogni ipotesi di assembramento. Qualche azzeccagarbugli locale e diffamatori politici di professione la pensano diversamente? Si tratta di chi non riuscendo a imporsi politicamente contro di me, aspettano e sognano eventuali passi falsi. Dove erano quando io ero tra la mia gente e ci siamo difesi dal virus con una collaborazione umana e istituzionale? Dove erano quando consegnavo mascherine gratis alla città e donavo agli ospedali, tramite i miei amici, 200 caschi pneumologici e 4 superventilatori? Sembrano essere interessati alla salute delle persone, sono ipocritamente interessati, invece, a recuperare un consenso politico che gli sfugge da anni contro di me. Sto tentando con coraggio responsabile, di guidare la mia comunità verso una normalità che vedrà, in attesa del vaccino, le nostre azioni quotidiane purtroppo combinate al virus, oggi più leggero, ma ancora tra noi. Lo si combatte con la mascherina da tenere sempre e la profilassi del gel e del lavaggio delle mani. Così l’ assessore agli Spettacolo Oberdan Picucci: «L’ azione di speculazione politica non ha freno, soprattutto a ridosso degli appuntamenti elettorali. Stavolta tocca al Codacons, associazione dei consumatori, intervenuta per stigmatizzare Città Spettacolo e minacciare ricorsi all’ autorità giudiziaria ove mai i casi di Coronavirus dovessero crescere a Benevento. Chissà chi saranno gli esperti statistici e virologi a cui sarà demandata la valutazione. Sono stati adottati tutti i protocolli previsti. Gli spettatori disposti su sedute adiacenti erano persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e comunque sia, sempre da indicazioni degli organismi preposti, l’ utilizzo della mascherina sarebbe stata già una misura sufficiente al di là della distanza. Sembra che l’ imperativo sia attaccare Mastella e la sua amministrazione». In tarda serata la replica di Paolucci e Matera, candidato di FdI alle Regionali: «Il linguaggio offensivo, volgare ed intollerante usato è evidente sintomo di nervosismo e di scarso senso istituzionale». Bilancio positivo invece sul fronte della gestione del traffico malgrado la collocazione decisamente impattante del palco di piazza Castello. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Dubbio, 26/08/2020 02:35
Riapertura scuola, vertice tra governo e Regioni
La questione trasporti e quella sanitaria in relazione alla riapertura delle scuole saranno i temi centrali su cui si focalizzerà l’ incontro che si terrà questa mattina tra la ministra dell’ Istruzione, Lucia Azzolina, i ministri della Salute, Roberto Speranza, dei Trasporti, Paola De Micheli, degli Affari regionali, Francesco Boccia, e i Governatori. Il vertice era previsto in un primo momento per ieri, con gli assessori regionali all’ Istruzione, ma è stato deciso il rinvio a oggi per avviare un confronto direttamente con i presidenti di Regione che, in vista del 14 settembre, si ritroveranno a dover coordinare i diversi aspetti legati alla riapertura delle scuole. Tra i principali, oltre al nodo difficile dei trasporti, c’ è quello sanitario. Se infatti uno studente dovesse presentare sintomi e poi risultare positivo, la decisione da prendere sulla situazione di quel singolo istituto scolastico sarà a carico della Asl e non della scuola ( che comunque avrà un referente apposito, che può essere anche diverso dal dirigente scolastico). Nel vertice di lunedì a palazzo Chigi il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, secondo quanto emerso, ha voluto tirare le fila con tutti i ministri coinvolti dall’ avvio dell’ anno scolastico e anche la riunione che si terrà domani con i Governatori, viene spiegato, servirà per capire e affrontare nel miglior modo le eventuali criticità che potrebbero emergere quando riapriranno le scuole per milioni di studenti. Ai microfoni di Skytg24 il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia rassicura sul calendario di apertura delle scuole: «Le scuole si riaprono e si riaprono in sicurezza. E dobbiamo tenerle aperte perché questo è l’ impegno non di un governo ma del Paese. Mi auguro che su questo sia d’ accordo tutto il Parlamento, maggioranza e opposizione. Ogni tanto sento dire che sulla scuola ci sarà l’ attacco delle opposizioni, ma quale attacco? La scuola è patrimonio nazionale, patrimonio di tutti. Se c’ è un suggerimento, ce lo diano, se c’ è qualcosa in più che si può fare, ce lo dicano. A febbraio ricordo chi sposava la linea di Trump e Bolsonaro. Il governo sta agendo per tenere in sicurezza le scuole. Se ci sarà un contagio, interverremo in sicurezza. La provincia di Bolzano aprirà le scuole il 7 settembre. Il grosso partirà il 14. Alcune regioni come Puglia, Sardegna e Calabria partiranno il 23- 24». Mentre il Codacons chiede il rafforzamento dei servizi di trasporto pubblico in orario scolastico, così da risolvere il problema del distanziamento degli studenti. «Non avrebbe senso, infatti, – spiega in una nota il Codacons – rispettare pedissequamente regole e protocolli all’ interno delle aule e degli istituti, se le stesse venissero violate nei tragitti per raggiungere o lasciare le scuole stesse. IL MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI, FRANCESCO BOCCIA: «DOBBIAMO TENERLE APERTE PERCHÉ QUESTO È L’ IMPEGNO NON DI UN GOVERNO MA DEL PAESE»

Il Vaglio, 25/08/2020 17:55
Benevento, balletto improvvisato: istanza del Codacons
Torna a scrivere uan nota stampa il Codacons di Benevento, per ricordare daver prodotto una istanza “al Sindaco, alla Regione ed al Ministero della Sanità” al fine di sapere “se l’ Ordinanza del 16.08.2020 che sancisce il divieto di ballo nei luoghi aperti al pubblico possa essere interpretata nel senso che ciò che vale per i privati non vale per gli Enti e per gli spazi pubblici”. Si tratta, secondo l’ associazione, “di una richiesta determinata dal fatto per cui ieri si è svolta in occasione della festitivà del Santo Patrono, sotto la chiesta di San Bartolomeo, nel ristretto spazio di piazza Federico Torre, una specie di balletto di gruppo… con incontrollato affollamento di gente peraltro in gran parte priva di mascherina. Inutile sottolineare come la manifestazione, ripresa da video privati e trasmessa sui social, costituisca un piccolo esempio di quello che, in scala più larga potrebbe accadere se si consentisse lo svolgimento degli spettacoli di Ghali e Geolier programmati per il fine settimana. Nell’ istanza si chiedono gli atti autorizzatori dell’ evento di cui, di nuovo, probabilmente non si avvertiva la necessità”.
il vaglio

Otto Pagine, 25/08/2020 17:52
Picucci risponde al Codacons, speculazione politica
L’ assessore agli spettacoli contro l’ associazione. “Dove erano durate il lockdown?” Condividi martedì 25 agosto 2020 alle 16.54 Benevento . “L’ azione di speculazione politica non ha freno, soprattutto a ridosso degli appuntamenti elettorali. Così in vista delle prossime Regionali e poi delle Comunali di primavera, si assiste alla continua produzione di note stampa da parte degli interlocutori più improbabili. Stavolta tocca al Codacons, associazione dei consumatori, intervenuta per stigmatizzare Città Spettacolo e minacciare ricorsi all’ autorità giudiziaria ove mai i casi di Coronavirus dovessero crescere a Benevento”. Così l’ assessore agli spettacoli del Comune di Benevento Oberdan Picucci riguardo alle dichiarazioni del Codacons ( leggi qui ). “Nella nota, l’ associazione minaccia la via legali ove mai riscontrasse un nesso “statistico o cronologico” tra i nuovi casi e la manifestazione: chissà chi saranno gli esperti statistici e virologi a cui sarà demandata la valutazione del Codacons di Benevento, vedremo. Eppure l’ associazione dovrebbe sapere che si sono tenuti diversi tavoli tecnici in cui tutte le autorità preposte hanno collaborato alla stesura delle diverse disposizioni in materia di sicurezza da adottare nella manifestazione, storico fiore all’ occhiello della nostra comunità. Avrebbe potuto prendere visione almeno delle regole, dalla distanza imposta agli spettatori fino all’ obbligo di mascherina, che permettono lo svolgimento della kermesse in sicurezza, così come da indicazione dello stesso CTS. Va specificato inoltre che ieri sera sono stati adottati tutti i protocolli previsti, dalla misurazione della temperatura, alla messa a disposizione della soluzione idroalcolica per il lavaggio delle mani, all’ obbligo dell’ utilizzo della mascherina, fino alla registrazione dei partecipanti. Gli spettatori disposti su sedute adiacenti erano persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e comunque sia, sempre da indicazioni degli organismi preposti, l’ utilizzo della mascherina sarebbe stata già una misura sufficiente al di là della distanza. Niente da fare, sembra che l’ imperativo sia attaccare Mastella e la sua amministrazione, anche in barba a qualunque ragionamento di tutela dei consumatori o di salvaguardia dal coronavirus. Pazienza, i consumatori e i cittadini sapranno a chi affidarsi per la tutela (reale) dei loro diritti. Mentre, tra i quesiti che vengono sollecitati dalla nota politica del Codacons che evidentemente prova ad inserirsi nel filone della speculazione tanto di moda sull’ emergenza sanitaria, me ne viene in mente uno: dov’ era il Codacons quando Mastella, in pieno lockdown, disponeva i controlli sugli esercizi commerciali chiedendo che non si alzassero i prezzi immotivatamente, arrivando a minacciare finanche chiusure per i trasgressori?”.

Tv7, 25/08/2020 17:43
Picucci:” dov’ era il Codacons quando Mastella, in pieno lockdown, disponeva i controlli sugli esercizi commerciali chiedendo che non si alzassero i prezzi ?”
L’ azione di speculazione politica non ha freno, soprattutto a ridosso degli appuntamenti elettorali. Così in vista delle prossime Regionali e poi delle Comunali di primavera, si assiste alla continua produzione di note stampa da parte degli interlocutori più improbabili. Stavolta tocca al Codacons, associazione dei consumatori, intervenuta per stigmatizzare Città Spettacolo e minacciare ricorsi all’ autorità giudiziaria ove mai i casi di Coronavirus dovessero crescere a Benevento. Nella nota, l’ associazione minaccia la via legali ove mai riscontrasse un nesso ‘statistico o cronologico’ tra i nuovi casi e la manifestazione: chissà chi saranno gli esperti statistici e virologi a cui sarà demandata la valutazione del Codacons di Benevento, vedremo. Eppure l’ associazione dovrebbe sapere che si sono tenuti diversi tavoli tecnici in cui tutte le autorità preposte hanno collaborato alla stesura delle diverse disposizioni in materia di sicurezza da adottare nella manifestazione, storico fiore all’ occhiello della nostra comunità. Avrebbe potuto prendere visione almeno delle regole, dalla distanza imposta agli spettatori fino all’ obbligo di mascherina, che permettono lo svolgimento della kermesse in sicurezza, così come da indicazione dello stesso CTS. Va specificato inoltre che ieri sera sono stati adottati tutti i protocolli previsti, dalla misurazione della temperatura, alla messa a disposizione della soluzione idroalcolica per il lavaggio delle mani, all’ obbligo dell’ utilizzo della mascherina, fino alla registrazione dei partecipanti. Gli spettatori disposti su sedute adiacenti erano persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e comunque sia, sempre da indicazioni degli organismi preposti, l’ utilizzo della mascherina sarebbe stata già una misura sufficiente al di là della distanza. Niente da fare, sembra che l’ imperativo sia attaccare Mastella e la sua amministrazione, anche in barba a qualunque ragionamento di tutela dei consumatori o di salvaguardia dal coronavirus. Pazienza, i consumatori e i cittadini sapranno a chi affidarsi per la tutela (reale) dei loro diritti. Mentre, tra i quesiti che vengono sollecitati dalla nota politica del Codacons che evidentemente prova ad inserirsi nel filone della speculazione tanto di moda sull’ emergenza sanitaria, me ne viene in mente uno: dov’ era il Codacons quando Mastella, in pieno lockdown, disponeva i controlli sugli esercizi commerciali chiedendo che non si alzassero i prezzi immotivatamente, arrivando a minacciare finanche chiusure per i trasgressori? Oberdan Picucci.
redazione tvsette

Tv7, 25/08/2020 17:43
IL CODACONS CONTESTA COME A BENEVENTO DURANTE IL CITTA’ SPETTACOLO SI INCENTIVI LA VIOLAZIONE DELL’ ORDINANZA SUI DIVIETI DI BALLO IN LUOGI PUBBLICI
Con l’ allegata istanza il Codacons di Benevento chiede al Sindaco, alla Regione ed al Ministero della Sanità se l’ Ordinanza del 16.08.2020 che sancisce il divieto di ballo nei luoghi aperti al pubblico possa essere interpretata nel senso che ciò che vale per i privati non vale per gli Enti e per gli spazi pubblici. Si tratta di una richiesta determinata dal fatto per cui ieri si è svolta in occasione della festitivà del Santo Patrono, sotto la chiesta di San Bartolomeo, nel ristretto spazio di piazza Federico Torre, una specie di balletto di gruppo guidato dal palco di una manifestazione promossa nel contesto della rassegna Città Spettacolo, con incontrollato affollamento di gente peraltro in gran parte priva di mascherina. Inutile sottolineare come la manifestazione , ripresa da video privati e trasmessa sui social, costituisca un piccolo esempio di quello che, in scala più larga potrebbe accadere se si consentisse lo svolgimento degli spettacoli di Ghali e Geolier programmati per il fine settimana. Nell’ istanza si chiedono gli atti autorizzatori dell’ evento di cui, di nuovo, probabilmente non si avvertiva la necessità.
redazione tvsette

Cronache del Sannio, 25/08/2020 17:43
Città Spettacolo, altra denuncia del Codacons: “Balli contro i divieti”
l’ avvocato zeoli denuncia assembramenti in piazza torre senza mascherina: “un piccolo esempio di quello che potrebbe accadere con ghali e geolier”
Nonostante la replica che ha alimentato ulteriormente la polemica sullo svolgimento di Città Spettacolo, da parte dell’ assessore Picucci , non si arresta il Codacons di Benevento che segnala quanto accaduto in piazza Torre nella serata di ieri, chiedendo al Sindaco, alla Regione ed al Ministero della Sanità, con allegata istanza, “se l’ Ordinanza del 16.08.2020 che sancisce il divieto di ballo nei luoghi aperti al pubblico possa essere interpretata nel senso che ciò che vale per i privati non vale per gli Enti e per gli spazi pubblici”. PICUCCI: “CODACONS SPECULA, IMPERATIVO ATTACCARE MASTELLA” Si tratta di una richiesta determinata dal fatto per cui ieri “si è svolta in occasione della festività del Santo Patrono, sotto la chiesa di San Bartolomeo, nel ristretto spazio di piazza Federico Torre, una specie di balletto di gruppo guidato dal palco di una manifestazione promossa nel contesto della rassegna Città Spettacolo, con incontrollato affollamento di gente peraltro in gran parte priva di mascherina”. CITTÀ SPETTACOLO, CONCERTI GHALI E GEOLIER: CODACONS ATTACCA “Inutile sottolineare come la manifestazione, – ha aggiunto Zeoli – ripresa da video privati e trasmessa sui social, costituisca un piccolo esempio di quello che, in scala più larga potrebbe accadere se si consentisse lo svolgimento degli spettacoli di Ghali e Geolier programmati per il fine settimana. Nell’ istanza si chiedono gli atti autorizzatori dell’ evento di cui, di nuovo, probabilmente non si avvertiva la necessità”.

Cronache del Sannio, 25/08/2020 17:43
Città Spettacolo, Picucci: “Codacons specula, imperativo attaccare Mastella”
monta la polemica con l’ assessore al ramo che replica all’ avvocato zeoli: “dov’ era in pieno lockdown quando mastella disponeva controlli chiedendo che non si alzassero i prezzi?”
“L’ azione di speculazione politica non ha freno, soprattutto a ridosso degli appuntamenti elettorali. Così in vista delle prossime Regionali e poi delle Comunali di primavera, si assiste alla continua produzione di note stampa da parte degli interlocutori più improbabili”: l’ assessore agli spettacoli, Oberdan Picucci, replica alla nota del Codacons di Benevento che ha chiesto la verifica degli autorizzatori dei concerti di Geolier e Ghali in programma nel prossimo weekend all’ interno del cartellone di Città Spettacolo. “Stavolta tocca al Codacons, associazione dei consumatori, – dice Picucci – intervenuta per stigmatizzare Città Spettacolo e minacciare ricorsi all’ autorità giudiziaria ove mai i casi di Coronavirus dovessero crescere a Benevento. Nella nota, l’ associazione minaccia la via legali ove mai riscontrasse un nesso ‘statistico o cronologico’ tra i nuovi casi e la manifestazione: chissà chi saranno gli esperti statistici e virologi a cui sarà demandata la valutazione del Codacons di Benevento, vedremo. Eppure l’ associazione dovrebbe sapere che si sono tenuti diversi tavoli tecnici in cui tutte le autorità preposte hanno collaborato alla stesura delle diverse disposizioni in materia di sicurezza da adottare nella manifestazione, storico fiore all’ occhiello della nostra comunità”. CITTÀ SPETTACOLO, CONCERTI GHALI E GEOLIER: CODACONS ATTACCA “Avrebbe potuto prendere visione almeno delle regole, – continua la difesa l’ assessore al ramo – dalla distanza imposta agli spettatori fino all’ obbligo di mascherina, che permettono lo svolgimento della kermesse in sicurezza, così come da indicazione dello stesso CTS. Va specificato inoltre che ieri sera sono stati adottati tutti i protocolli previsti, dalla misurazione della temperatura, alla messa a disposizione della soluzione idroalcolica per il lavaggio delle mani, all’ obbligo dell’ utilizzo della mascherina, fino alla registrazione dei partecipanti. Gli spettatori disposti su sedute adiacenti erano persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e comunque sia, sempre da indicazioni degli organismi preposti, l’ utilizzo della mascherina sarebbe stata già una misura sufficiente al di là della distanza. Niente da fare, sembra che l’ imperativo sia attaccare Mastella e la sua amministrazione, anche in barba a qualunque ragionamento di tutela dei consumatori o di salvaguardia dal coronavirus. Pazienza, i consumatori e i cittadini sapranno a chi affidarsi per la tutela (reale) dei loro diritti”. “Mentre, – conclude Picucci – tra i quesiti che vengono sollecitati dalla nota politica del Codacons che evidentemente prova ad inserirsi nel filone della speculazione tanto di moda sull’ emergenza sanitaria, me ne viene in mente uno: dov’ era il Codacons quando Mastella, in pieno lockdown, disponeva i controlli sugli esercizi commerciali chiedendo che non si alzassero i prezzi immotivatamente, arrivando a minacciare finanche chiusure per i trasgressori?”.

Otto Pagine, 25/08/2020 17:19
Codacons: da Città Spettacolo invito a violare divieto balli
L’ associazione presenta un’ altra istanza al sindaco, ministero della salute e Governatore Condividi martedì 25 agosto 2020 alle 17.18 Benevento . Il Codacons di Benevento torna a tuonare contro Città Spettacolo e con un’ istanza chiede “al Sindaco, alla Regione ed al Ministero della Sanità se l’ Ordinanza del 16 agosto 2020 che sancisce il divieto di ballo nei luoghi aperti al pubblico possa essere interpretata nel senso che ciò che vale per i privati non vale per gli Enti e per gli spazi pubblici. Si tratta di una richiesta determinata dal fatto per cui ieri si è svolta in occasione della festività del Santo Patrono, sotto la chiesta di San Bartolomeo, nel ristretto spazio di piazza Federico Torre, una specie di balletto di gruppo guidato dal palco di una manifestazione promossa nel contesto della rassegna Città Spettacolo, con incontrollato affollamento di gente peraltro in gran parte priva di mascherina. Inutile sottolineare come la manifestazione, ripresa da video privati e trasmessa sui social, costituisca un piccolo esempio di quello che, in scala più larga potrebbe accadere se si consentisse lo svolgimento degli spettacoli di Ghali e Geolier programmati per il fine settimana. Nell’ istanza si chiedono gli atti autorizzatori dell’ evento di cui, di nuovo, probabilmente non si avvertiva la necessità”.

Sport Fair, 25/08/2020 16:33
Troppe scene di fumo nel film su Pietro Mennea: interviene il Codacons
film su pietro mennea: troppe scene con sigarette. secondo l’ oms l’ esposizione al fumo nei film spinge gli adolescenti a provarlo. il codacos chiede ulteriori strette e divieti. messaggi intollerabili specialmente mandati dal canale nazionale in prima serata
LaPresse/Publifoto Cronaca Lombardia e Nazionale: L’ Organizzazione Mondiale della Sanità si è da sempre scagliata contro il fumo nelle pellicole. In un rapporto, pubblicato nel 2016, nelle pellicole cinematografiche ci sono troppe bionde: per questo motivo andrebbero vietati ai minori. Secondo questi studi, la metà dei film prodotti contengono almeno una scena in cui qualcuno si gode una sigaretta. Purtroppo questa tendenza riguarda tutto il mondo, Italia compresa. Negli ultimi anni si fuma in meno pellicole fra quelle ai primi posti del box office, ma in compenso sono aumentate di oltre il 70% le scene in cui sono coinvolte le sigarette nei film in cui appaiono. Lo afferma un rapporto pubblicato sull’ ultimo numero del bollettino del Centers for disease control (Cdc) statunitense, che propone per i film dove si fuma di vietare la visione ai minori non accompagnati. Nello specifico, secondo l’ Oms, il 44% dei film totali prodotti a Hollywood e il 36% di quelli giudicati adatti agli adolescenti contengono scene in cui si fuma: percentuali che si alzano vertiginosamente se si parla di film europei. In Germania cinque dei sei film prodotti nel paese entrati nella top ten dei più visti nel periodo tra il 2010 e il 2013 mostravano attori che fumavano, in Francia 5 su 7 e poi c’ è l’ Italia che fa l’ en plein 4 film su 4, tutti e quattro questifilm, finiti nel mirino dell’ Oms, hanno ricevuto finanziamenti statali. ‘Nonostante le restrizioni sulla pubblicità del tabacco le pellicole sono uno dei molteplici canali che può esporre tantissimi adolescenti a immagini di fumatori. Azioni concrete – afferma Marco Maria Donzelli, Presidente nazionale del Codacons Lombardia -, come vietare ai minori film con scene in cui si fuma o mostrare dei messaggi di allarme prima delle proiezioni possono impedire a giovani di tutto il mondo di conoscere i prodotti da tabacco.’ Per tali ragioni il Codacons, attento alla salute pubblica, fa esposto alla Procura della Repubblica e al Ministero della Salute.

Anteprima 24 , 25/08/2020 14:51
Picucci risponde al Codacons: “Rispettate le norme previste, l’ imperativo è attaccare Mastella”
codacons attacca città spettacolo, l’ assessore picucci risponde a tono. dopo la missiva dell’ associazione consumatori, arriva pronta la risposta del giovane amministratore sannita dopo la prima serata dell’ edizione numero 41 di città spettacolo: “l’ azione di speculazione politica non ha freno, soprattutto a ridosso degli appuntamenti elettorali. così in vista delle prossime regionali e poi delle comunali
Tempo di lettura: 2 minuti Codacons attacca Città Spettacolo, l’ assessore Picucci risponde a tono. Dopo la missiva dell’ associazione consumatori, arriva pronta la risposta del giovane amministratore sannita dopo la prima serata dell’ edizione numero 41 di Città Spettacolo: “L’ azione di speculazione politica non ha freno, soprattutto a ridosso degli appuntamenti elettorali. Così in vista delle prossime Regionali e poi delle Comunali di primavera, si assiste alla continua produzione di note stampa da parte degli interlocutori più improbabili. Stavolta tocca al Codacons, associazione dei consumatori, intervenuta per stigmatizzare Città Spettacolo e minacciare ricorsi all’ autorità giudiziaria ove mai i casi di Coronavirus dovessero crescere a Benevento. Nella nota, l’ associazione minaccia la via legali ove mai riscontrasse un nesso ‘statistico o cronologico’ tra i nuovi casi e la manifestazione: chissà chi saranno gli esperti statistici e virologi a cui sarà demandata la valutazione del Codacons di Benevento, vedremo. Eppure l’ associazione dovrebbe sapere che si sono tenuti diversi tavoli tecnici in cui tutte le autorità preposte hanno collaborato alla stesura delle diverse disposizioni in materia di sicurezza da adottare nella manifestazione, storico fiore all’ occhiello della nostra comunità. Avrebbe potuto prendere visione almeno delle regole, dalla distanza imposta agli spettatori fino all’ obbligo di mascherina, che permettono lo svolgimento della kermesse in sicurezza, così come da indicazione dello stesso CTS. Va specificato inoltre che ieri sera sono stati adottati tutti i protocolli previsti, dalla misurazione della temperatura, alla messa a disposizione della soluzione idroalcolica per il lavaggio delle mani, all’ obbligo dell’ utilizzo della mascherina, fino alla registrazione dei partecipanti. Gli spettatori disposti su sedute adiacenti erano persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e comunque sia, sempre da indicazioni degli organismi preposti, l’ utilizzo della mascherina sarebbe stata già una misura sufficiente al di là della distanza. Niente da fare, sembra che l’ imperativo sia attaccare Mastella e la sua amministrazione, anche in barba a qualunque ragionamento di tutela dei consumatori o di salvaguardia dal coronavirus. Pazienza, i consumatori e i cittadini sapranno a chi affidarsi per la tutela (reale) dei loro diritti. Mentre, tra i quesiti che vengono sollecitati dalla nota politica del Codacons che evidentemente prova ad inserirsi nel filone della speculazione tanto di moda sull’ emergenza sanitaria, me ne viene in mente uno: dov’ era il Codacons quando Mastella, in pieno lockdown, disponeva i controlli sugli esercizi commerciali chiedendo che non si alzassero i prezzi immotivatamente, arrivando a minacciare finanche chiusure per i trasgressori?”.

AgenPress, 25/08/2020 14:02
Film su Pietro Mennea: troppe scene dove il protagonista indiscusso è il fumo di sigaretta
secondo l’ oms l’ esposizione al fumo nei film spinge gli adolescenti a provarlo e secondo una ricerca usa il 37% degli adolescenti che fuma lo fa ‘ispirato’ dalle pellicole
AgenPress . L’ Organizzazione Mondiale della Sanità si è da sempre scagliata contro il fumo nelle pellicole. In un rapporto, pubblicato nel 2016, nelle pellicole cinematografiche ci sono troppe bionde: per questo motivo andrebbero vietati ai minori. Secondo questi studi, la metà dei film prodotti contengono almeno una scena in cui qualcuno si gode una sigaretta. Purtroppo questa tendenza riguarda tutto il mondo, Italia compresa. Negli ultimi anni si fuma in meno pellicole fra quelle ai primi posti del box office, ma in compenso sono aumentate di oltre il 70% le scene in cui sono coinvolte le sigarette nei film in cui appaiono. Lo afferma un rapporto pubblicato sull’ ultimo numero del bollettino del Centers for disease control (Cdc) statunitense, che propone per i film dove si fuma di vietare la visione ai minori non accompagnati. Nello specifico, secondo l’ Oms, il 44% dei film totali prodotti a Hollywood e il 36% di quelli giudicati adatti agli adolescenti contengono scene in cui si fuma: percentuali che si alzano vertiginosamente se si parla di film europei. In Germania cinque dei sei film prodotti nel paese entrati nella top ten dei più visti nel periodo tra il 2010 e il 2013 mostravano attori che fumavano, in Francia 5 su 7 e poi c’ è l’ Italia che fa l’ en plein 4 film su 4, tutti e quattro questifilm, finiti nel mirino dell’ Oms, hanno ricevuto finanziamenti statali. ‘Nonostante le restrizioni sulla pubblicità del tabacco le pellicole sono uno dei molteplici canali che può esporre tantissimi adolescenti a immagini di fumatori. Azioni concrete – afferma Marco Maria Donzelli, Presidente nazionale del Codacons Lombardia -, come vietare ai minori film con scene in cui si fuma o mostrare dei messaggi di allarme prima delle proiezioni possono impedire a giovani di tutto il mondo di conoscere i prodotti da tabacco.’ Per tali ragioni il Codacons, attento alla salute pubblica, fa esposto alla Procura della Repubblica e al Ministero della Salute.

Meteo , 25/08/2020 13:27
Film su Pietro Mennea, il Codacons: “Troppe scene dove il protagonista indiscusso è il fumo di sigaretta”
film su pietro mennea, il codacons: “troppe scene dove il protagonista indiscusso è il fumo di sigaretta”cronaca lombardia e nazionale: l’ organizzazione mondiale della sanità si è da sempre scagliata contro il fumo nelle pellicole. in un rapporto, pubblicato nel 2016, nelle pellicole cinematografiche ci sono troppe bionde da antonella petris 25 agosto 2020 15:26 a cura di antonella petris 25 agosto 2020 15:26
Cronaca Lombardia e Nazionale: L’ Organizzazione Mondiale della Sanità si è da sempre scagliata contro il fumo nelle pellicole. In un rapporto, pubblicato nel 2016, nelle pellicole cinematografiche ci sono troppe bionde: per questo motivo andrebbero vietati ai minori. Secondo questi studi, la metà dei film prodotti contengono almeno una scena in cui qualcuno si gode una sigaretta. Purtroppo questa tendenza riguarda tutto il mondo, Italia compresa. Negli ultimi anni si fuma in meno pellicole fra quelle ai primi posti del box office, ma in compenso sono aumentate di oltre il 70% le scene in cui sono coinvolte le sigarette nei film in cui appaiono. Lo afferma un rapporto pubblicato sull’ ultimo numero del bollettino del Centers for disease control (Cdc) statunitense, che propone per i film dove si fuma di vietare la visione ai minori non accompagnati. Nello specifico, secondo l’ Oms, il 44% dei film totali prodotti a Hollywood e il 36% di quelli giudicati adatti agli adolescenti contengono scene in cui si fuma: percentuali che si alzano vertiginosamente se si parla di film europei. In Germania cinque dei sei film prodotti nel paese entrati nella top ten dei più visti nel periodo tra il 2010 e il 2013 mostravano attori che fumavano, in Francia 5 su 7 e poi c’ è l’ Italia che fa l’ en plein 4 film su 4, tutti e quattro questifilm, finiti nel mirino dell’ Oms, hanno ricevuto finanziamenti statali. ‘Nonostante le restrizioni sulla pubblicità del tabacco le pellicole sono uno dei molteplici canali che può esporre tantissimi adolescenti a immagini di fumatori. Azioni concrete – afferma Marco Maria Donzelli, Presidente nazionale del Codacons Lombardia -, come vietare ai minori film con scene in cui si fuma o mostrare dei messaggi di allarme prima delle proiezioni possono impedire a giovani di tutto il mondo di conoscere i prodotti da tabacco.’ Per tali ragioni il Codacons, attento alla salute pubblica, fa esposto alla Procura della Repubblica e al Ministero della Salute.
da antonella petris

Ciociaria Oggi, 25/08/2020 12:40
Scuola, caro libri e corredo: a settembre arriverà una stangata supplementare
il codacons rileva aumenti. i prodotti di marca costeranno in media alle famiglie 530 euro ogni figlio. solo gli accessori medio-bassi mantengono i prezzi del 2019
Il caro libri e le spese per il corredo scolastico, che si aggiungono ai problemi dei banchi e del distanziamento nelle aule, stanno per complicare ulteriormente la vita delle famiglie italiane in vista dell’ inizio delle lezioni. Infatti, sul fronte della scuola, sta per abbattersi anche la tradizionale stangata di settembre, legata alle spese sostenute dai genitori per l’ istruzione dei loro figli. È quanto emerge da un’ indagine del Codacons che fornisce, come ogni anno, i dati ufficiali sul caro-scuola e sui costi che dovranno affrontare i nuclei familiari per assicurare la frequentazione scolastica ai propri ragazzi. «A livello di prezzi – si legge nel documento del Codacons – per il momento i listini di diari, astucci, zaini e altro materiale didattico appaiono sostanzialmente in linea con il 2019. I rincari si registrano soltanto per i prodotti di fascia alta, vale da dire per il corredo griffato». Dunque, sembrerebbe che gli aumenti siano limitati a quei prodotti di marca e “di tendenza”, che spesso costituiscono un salasso per le famiglie. Ma vediamo come prosegue questa prima indagine a campione, realizzata dall’ associazione di tutela dei consumatori, che analizza le tariffe praticate dalla grande distribuzione, dai negozi e dalle piattaforme di e-commerce. «Nel 2020 il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro – rileva il Codacons – mentre per un astuccio griffato contenente penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli la spesa tocca il picco di 55 euro. Un’ altra voce che incide sull’ esborso per il corredo scolastico è quella relativa al diario, che quest’ anno supera addirittura i 22 euro per le marche più note». Se sommiamo questi numeri, soltanto per uno zaino, un astuccio con penne e pennarelli e un diario, purchè griffati, si toccano all’ incirca i 260 euro per studente. E se una famiglia ha due o più figli che “pretendono” gli accessori di marca, si arriva quasi all’ importo di uno stipendio. Comunque l’ emergenza Covid, con i suoi effetti depressivi sui consumi generali degli italiani, ha imposto un contenimento dei prezzi per i prodotti di fascia medio-bassa, con notevoli risparmi per i bilanci familiari. In questo caso, paradossalmente, l’ epidemia ha avuto un effetto positivo. «Lo stesso non si può dire per le marche di fascia alta, che al contrario hanno subito ritocchi dei listini al rialzo – sottolinea il Codacons – Infatti, la spesa per il materiale scolastico completo raggiungerà, durante l’ anno scolastico 2020/2021, quota 530 euro a studente su base annua». Ma non finisce qui. Infatti, a questo salato esborso va aggiunto il costo dei libri di testo, un’ altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane. «Un costo variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola frequentata – conclude l’ associazione dei consumatori – Al punto che la spesa complessiva a carico delle famiglie tra corredo e libri, potrà facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente». Di fronte a simili cifre, del tutto sproporzionate. per mandare i figli a scuola molti genitori saranno costretti a chiedere un mutuo.
arnaldo bonanni

gazzettadimodena.it, 25/08/2020 08:47
Vignola, aggrediti dal pitbull della vicina: «Cani come ordigni, vanno vietati»
VIGNOLA . «È ora di dire basta alla possibilità di tenere in casa cani di razze pericolose, come pitbull o rottweiler. È come possedere degli ordigni che possono esplodere da un momento all’ altro, senza nessun controllo anche da parte del proprietario». A pochi giorni dall’ ultimo fatto di cronaca in merito a questo problema, con un rottweiler che a San Giovanni in Persiceto, nel bolognese, è scappato dal controllo del padrone e ha aggredito due gemelli di 6 anni, ha deciso di dire la sua anche Christine Burger, vignolese di origini altoatesine che alla fine dello scorso giugno, assieme al figlio Thomas, è stata aggredita dal pitbull della vicina di casa, mentre stava cercando di soccorrerla per un malore. «Nel nostro Paese, a differenza che in altri – interviene Christine – manca questa sensibilità riguardo alla pericolosità oggettiva di simili animali. Non è possibile che la legge permetta di tenerli in casa, come se fossero un cagnolino o un gattino qualunque. La mia esperienza personale è emblematica in questo senso, oltre ad essere stata terribile, perché ho visto davvero la morte in faccia. Sapevo che la mia vicina di casa, che abita nel mio stesso condominio, teneva in casa un pitbull, col quale prima di un paio di mesi prima non avevo mai avuto problemi”.”Poi è successo quello che non sarebbe mai dovuto accadere: una domenica io e mio figlio Thomas ci accorgiamo che lei ha un malore e cerchiamo di aiutarla ad entrare nel suo appartamento. Non ho fatto nemmeno in tempo ad aprire la porta e il cane, che pure mi aveva visto più volte, mi è saltato addosso, procurandomi diverse ferite in varie parti del corpo. Mi avrebbe senz’ altro ucciso, se non fossero intervenuti prima mio figlio, anch’ egli aggredito al volto e finito con me al Pronto soccorso, e un’ altra mia vicina di casa, che facendosi coraggio mi ha trascinata di forza in casa sua chiudendo la porta”.”Quante aggressioni dovranno ancora avvenire – chiede Christine – prima che il legislatore intervenga su questo problema? Ieri è capitato a me e a mio figlio, oggi a due gemellini. E domani, chi rischierà la vita contro uno di questi animali? Ma al di là del mio caso specifico, questi cani sono troppo pericolosi per vivere in società. In Inghilterra, ad esempio, è già vietato tenere in casa cani di razze pericolose. Un tempo non si poteva nemmeno in Italia, poi ora è permesso. Ma è il momento di cambiare». In una sua recente intervento, intanto, il Codacons ha denunciato pubblicamente che ogni anno in Italia sono 70.000 le aggressioni di cani nei confronti dell’ uomo. –

giornaledibrescia.it, 25/08/2020 08:31
Il Covid in Europa, dove crescono i nuovi contagi
Le vacanze e i luoghi turistici sono diventati quest’ estate fonte di contagio e di focolai in tutta Europa, dove – ovunque si guardi – il coronavirus è in piena ripresa. In Francia , dove da giorni si registrano migliaia di nuovi contagi (1.955 ieri, quasi 5mila quello precedente), desta preoccupazione una spiaggia per nudisti nel resort di Cap d’ Agde, nella regione dell’ Hérault, dove sono stati trovati quasi 100 positivi. «Siamo in una situazione rischiosa», ha ammesso Olivier Véran, ministro della Sanità. Come per l’ Italia, non sono all’ ordine del giorno misure restrittive generalizzate, ma misure territoriali e controlli . Intanto, però, la Germania ha inserito le regioni francesi dell’ Ile-de-France (Parigi) e di Provenza-Alpi-Costa azzurra nella lista delle zone a rischio per il coronavirus. L’ annuncio è arrivato ieri sera dal ministero della Salute di Berlino. Questo significa che chi rientra da queste zone dovrà sottoporsi a un test e restare in quarantena fino al risultato. I controlli in una stazione ferroviaria a Dortmund, in Germania – Foto Epa/Friedemann Vogel © www.giornaledibrescia.it Un po’ come accade in Italia, che però non ha messo la Francia nell’ elenco dei Paesi a rischio come invece successo a Malta, Croazia, Grecia e Spagna . I dati dell’ Oms mostrano come il contagio sia tornato a correre in molti Stati europei, ma non alla stessa velocità . Paragonare i numeri assoluti dei nuovi positivi giornalieri sarebbe fuorviante, perché ogni nazione somministra test e tamponi con differenti criteri, i dati che vanno a comporre i report non seguono le stesse linee guida e sarebbe necessario parametrarli alla popolazione. Un’ idea più precisa è però offerta dal numero di casi positivi per ogni milione di abitanti di uno Stato: nel grafico che segue trovate l’ Italia (di colore verde) messa a confronto con i «bad four», ovvero Spagna, Croazia, Malta e Grecia, a cui abbiamo aggiunto anche Germania, Regno Unito e Francia (arancione). La crescita dei contagiati in Spagna, Croazia e Malta è certamente significativa, lo stesso non si può dire per la Grecia , ma l’ analisi deve anche tenere conto delle mete più gettonate per le vacanze estive dagli italiani che hanno scelto di varcare il confine. Secondo la Fiavet, la Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo, sono almeno 10mila gli italiani che la settimana di Ferragosto erano in vacanza all’ estero . Numeri lontanissimi da quelli registrati lo scorso anno, «a dimostrazione – dice il Codacons – di come il Covid abbia influito sulle abitudini dei cittadini e sulla scelte delle mete di villeggiatura». Nel 2019 circa 8,6 milioni di italiani andarono in vacanza all’ estero nel periodo estivo – dice l’ associazione di consumatori – e di questi il 30% optò per le isole della Grecia, il 25% per la Croazia e il 19% andò in Spagna. Mete, queste, dunque particolarmente apprezzate da giovani e giovanissimi, più colpiti dal virus in questa fase rispetto alla prima ondata. E per questo messe sotto osservazione. Una coppia in viaggio su un traghetto che collega le isole greche nel Mar Egeo – Foto Epa/Dimitri Tosidis © www.giornaledibrescia.it I picchi più drammatici in Europa continuano però a registrarsi in Spagna , con quasi 20.000 nuovi casi solo da venerdì scorso – 2.060 nelle ultime 24 ore – superando il totale di 400mila contagi dall’ inizio della pandemia. Il Centro per il coordinamento sanitario di Madrid raccomanda al governo misure «drastiche». Da ieri la Catalogna ha vietato gli assembramenti di più di 10 persone, in aggiunta alle restrizioni già in vigore, dal divieto di fumo senza distanziamento all’ uso delle mascherine. Leggi anche Covid-19, casi record: in Lazio test per chi torna dalla Sardegna «Obbligo test per chi rientra da Spagna, Croazia, Malta e Grecia» Tamponi in aeroporto: test anche a Linate e Orio Coronavirus: «Nuovi contagi aumentati del 140%» Il virus non si arresta neanche in Germania , dove però la situazione – a differenza della Spagna dove tutte le regioni registrano focolai in crescita – differisce di molto fra i vari Laender. «I numeri in sé in Germania sono ancora gestibili, ma il problema è la dinamica. C’ è un momento in cui la situazione si ribalta. E dunque bisogna restare vigili», ha detto il ministro della Salute, Jens Spahn. Da fine luglio in Germania si registrano oltre 1.000 nuovi casi al giorno e sabato si è superato il picco dei 2.000. Nel Regno Unito , dove nelle ultime 24 ore vengono registrati 853 nuovi contagi che portano il totale a 326.614, con 4 nuovi decessi, il mantra è ormai quello della necessità di riavviare al più presto le scuole: dopo i dati confortanti sui contagi nelle aule delle elementari – 70 su un milione di bambini tornati a scuola in giugno – oggi anche il premier Boris Johnson ha inviato un messaggio per rassicurare i genitori: il ritorno sui banchi a settembre – ha dichiarato – «è vitale», a fronte di rischi «molti piccoli». Leggi qui il GdB in edicola oggi Iscriviti a “News in 5 minuti” per ricevere ogni giorno una selezione delle principali notizie.
la redazione

gazzettadimodena.it, 25/08/2020 07:46
«Seta Modena, multe ingiuste, uniamoci e denunciamo»
MODENA. «Ho presentato ricorso contro una multa al Difensore Civico. Spero siano tanti a far sentire la propria voce ». Da sempre le multe fanno discutere. Dall’ inizio della pandemia le sanzioni comminate da Seta stanno provocando una maggiore indignazione tra i cittadini. Frequenti i genitori che segnalano di figli multati perché non hanno cancellato a penna il biglietto. L’ obliteratrice è posizionata infatti nell’ area “off limits” per le misure di sicurezza adottate a bordo. La soluzione di per sé è semplice: munirsi di una penna, segnare data e ora di salita, esibire il biglietto ai controllori. Tra il dire e il fare c’ è però di mezzo il mare… e il comunicare. Diverse le segnalazioni di informazioni «non presenti» sia sui mezzi sia nei luoghi di attesa. L’ ultima segnalazione in ordine di tempo è un esempio calzante. Un cittadino della Bassa s’ è ritrovato il 16 luglio a Finale «in anticipo per cercare di acquistare il biglietto». Una speranza resa vana in una stazione definita dal diretto interessato «un ecomostro deserto e senza nessun servizio, con solo una tabella orari in una bacheca appannata e semi-leggibile». In particolare, il residente della Bassa non ha ritrovato un «adeguato avviso di cessata emissione biglietti a bordo» e nemmeno le possibili alternative quali edicole e bar. Tale assenza è stata notata anche sul sito dell’ azienda, che l’ utente avrebbe consultato prima di salire a bordo. «Non esiste un ufficio biglietteria – prosegue il cittadino – e neppure un’ emettitrice automatica di biglietti». Il passeggero è così salito a bordo nella speranza di poter acquistare il biglietto sulla corriera. La macchinetta che emette i biglietti risultava però assente, mentre l’ obliteratrice era «transennata e coperta di avvisi sanitari». I controllori hanno trovato il passeggero senza biglietto. La logica è sempre la stessa: «dura lex, sed lex». Il controllore avrebbe fatto notare al passeggero che «ormai lo sanno tutti che si può acquistare il biglietto in tabaccheria». Una constatazione poco amichevole per il residente che così contesta: «Quale tabaccheria? Dove? Non tutte di certo e abbiamo le prove». La contestazione si estende alle modalità possibili per appellarsi alla sanzione. «Il ricorso deve essere indirizzato alla società Seta – polemizza il cittadino – ma in quale dittatura un’ azienda pubblica o a partecipazione pubblica giudica sé stessa». Nell’ occhio del ciclone la stessa modalità per presentare la domanda: «deve esser inviato via posta ordinaria, non esiste email o pec». Come se non bastasse, il cittadino contesta che «il ricorso non sospende i termini di pagamento» domandandosi cosa significhi la scelta. Rivendica che gli azionisti di Seta «siamo noi cittadini». Dal suo punto di vista, non è il caso di lasciare correre nonostante il ricorso sarebbe stato respinto. «Abbiamo presentato ricorso al difensore civico dell’ Emilia Romagna – anticipa il cittadino – dal quale aspettiamo risposta. Abbiamo informato il Codacons di Modena. Siamo pronti a presentare esposto, querela, denuncia contro Seta, sperando di essere tanti insieme a farlo, per redimere questa situazione inaccettabile». Le richieste vanno oltre l’ annullamento del verbale. Si domanda infatti la «sospensione dei termini di pagamento e relativi scaglioni di aumento in presenza di un ricorso». Si domandano un «richiamo disciplinare e sanzione» sia al conducente «sprovvisto di tesserino di riconoscimento» sia al funzionario per la «firma matricola illeggibile». Segue una richiesta analoga rivolta «all’ amministratore di Seta », ritenuto dal cittadino «responsabile dell’ operato inefficiente e dannoso dell’ azienda». – G.F. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Investire Oggi, 25/08/2020 07:33
Scuola, più di 1.000 euro di spesa a studente: gli errori che fai quando acquisti il corredo scolastico – InvestireOggi.it
si avvicina sempre di più la riapertura delle scuole, anche in un anno difficile come questo: ecco come risparmiare sul corredo scolastico.
Nonostante la pandemia da Coronavirus si faccia nuovamente sentire, sembra essere certo che alla metà di settembre milioni di studenti entreranno in classe, anche se con mascherina, distanziamento sociale e altre procedure per l’ emergenza Covid. E così settembre si presenta come il mese in cui i genitori devono affrontare quella che qualcuno chiama una ‘ stangata’ , l’ acquisto dei libri e del corredo scolastico. Il Codacons ha calcolato che si tratterà di una spesa che potrà superare anche i 1.100 euro per ogni studente: poco più di 500 euro per diari, quaderni, penne, zaini, etc., e ancora di più per i libri di testo. Ecco, allora, qualche suggerimento su come risparmiare e come fare ad evitare gli errori più comuni e che fanno salire di molto la spesa per il corredo scolastico. Gli errori che compi quando acquisti il corredo scolastico Il primo errore che si compie è quello di acquistare materiale ‘griffato’: uno studio Codacons ha dimostrato come i prodotti di fascia medio-bassa presentino prezzi in linea con quelli del 2019, mentre quelli che hanno subito il maggiore aumento sono proprio i prodotti che presentano una griffe. Qualche esempio di prodotti griffati? Uno zaino quest’ anno può arrivare a costare 180 euro, mentre un astuccio completo circa 55 euro; per un diario, invece, si può spendere fino a 22 euro per i brand e le marche più note. Qual è il consiglio? Non farsi influenzare dal mercato pubblicitario (i canali per bambini e ragazzini sono tempestati di pubblicità sul materiale scolastico di tutti i personaggi più famosi) e soprattutto dalle lacrime che copiose scenderanno sulle guancie dei vostri figli. Il secondo errore è di acquistare il corredo scolastico dove capita, magari in cartolibreria: al supermercato, suggerisce il Codacons, si può risparmiare fino al 30% – su molti prodotti si possono avere sconti fortissimi, si tratta dei cosiddetti ‘prodotti-civetta’, cioè che invogliano poi a comprare anche tutto il resto. Il consiglio è: fare una lista precisa e acquistare soltanto i prodotti-civetta supermercato per supermercato. Il terzo errore è quello di voler acquistare tutto il materiale scolastico a inizio anno, quando il mercato è molto attivo e si può spendere di più. Il consiglio è di acquistare il necessario e poi durante l’ anno comprare quanto serve volta per volta (magari approfittando di offerte promozionali e kit vari ed eventuali). Potrebbe interessarti anche: Ritorno a scuola settembre 2020: ecco come risparmiare sulle spese scolastiche con Coop [email protected]
alessandra di bartolomeo

ilrestodelcarlino.it, 25/08/2020 06:48
“Nuove regole a bordo, multa ingiusta”
un passeggero seta salito in corriera senza biglietto: “non c’ era scritto da nessuna parte che oggi le macchinette sono off-limits”.
Succede in treno e anche in corriera. Non basta più essere ligi al dovere, le normative sono cambiate, e solo i pendolari, in genere, lo sanno. Gli utenti occasionali, proprio perché tali, incorrono in multe salatissime anche se desiderosi di rispettare le regole. Un tempo, per esempio, chi saliva in treno col biglietto, senza averlo obliterato, veniva a volte redarguito dal personale, ma nulla di più, oggi invece paga una multa di 75 euro, la stessa del viaggiatore sprovvisto di biglietto. In corriera, all’ epoca del Covid, funziona più o meno uguale. Non basta voler pagare la corsa, il biglietto non si può più fare sui… Succede in treno e anche in corriera. Non basta più essere ligi al dovere, le normative sono cambiate, e solo i pendolari, in genere, lo sanno. Gli utenti occasionali, proprio perché tali, incorrono in multe salatissime anche se desiderosi di rispettare le regole. Un tempo, per esempio, chi saliva in treno col biglietto, senza averlo obliterato, veniva a volte redarguito dal personale, ma nulla di più, oggi invece paga una multa di 75 euro, la stessa del viaggiatore sprovvisto di biglietto. In corriera, all’ epoca del Covid, funziona più o meno uguale. Non basta voler pagare la corsa, il biglietto non si può più fare sui mezzi pubblici, o meglio: sugli autobus urbani sì, sulle corriere no, e così il viaggiatore viene sanzionato. “Seta deve segnalarlo con un adeguato avviso, ben visibile dall’ utente, e invece non lo fa e nemmeno l’ autista si premura di comunicarlo al povero cittadino che sale in corriera con le monete pronte per acquistare il biglietto”, protesta L.M., di Sorbara, che denuncia il comportamento della società emiliana dei trasporti autofiloviari. Il fatto, che lo vede protagonista, si è verificato lo scorso luglio quando l’ utente, in questo caso ‘occasionale’, si è visto costretto, a causa di un guasto alla macchina, a fermarsi a Finale Emilia. “Dovendo essere a Sorbara all’ indomani – racconta – decisi di prendere la corriera a Finale. Mi informai su internet sugli orari, percorso, e nome della compagnia. Dopo di che provai a chiamare Seta per avere informazioni sulle modalità di acquisto del biglietto, ma nessuno rispondeva. Visionai il sito , ma trovai solo edulcorate immagini pubblicitarie, e navigando all’ interno l’ invito a usare le loro app. le solite app panacea di ogni cosa, che tutto dovrebbero risolvere”. L’ utente si dirige così in stazione a Finale “e vi andai in anticipo proprio per cercare il modo di acquistare il biglietto, ma la stazione è un fabbricato abbandonato, una sorta di ecomostro deserto con una bacheca appannata e semileggibile, quindi alle 8 arrivò la corriera, e vi salii sperando di poter pagare il biglietto in vettura. Non è più così, invece. Venni redarguito in modo sgarbato e arrogante dal controllore, il quale mi disse che tutti ormai sanno che i biglietti vanno acquistati in tabaccheria”. A quel punto scatta il verbale di sanzione, e nasce successivamente un contenzioso con Seta. “Dopo essere riuscito ad acquistare il biglietto, del costo di 2.90, ho presentato ricorso a Seta, che lo ha respinto aumentando la sanzione a dismisura. Ho presentato ricorso al Difensore Civico regionale, dal quale attendo risposta e ho informato il Codacons. Sono pronto – sottolinea L.M. – a presentare un esposto, sperando che in tanti lo facciano”. Una sorta, insomma, auspica l’ utente multato di ‘class action’ di protesta. Quanto a Seta, fa sapere che “le misure antiCovid impongono le distanze sociali e se sugli autobus la macchinetta erogatrice è distante dall’ autista, non così è sulle corriere. Ragion per cui su quest’ ultime non è più possibile, per l’ autista, fare il biglietto”. Seta invita gli utenti a usare le app, “oltre al cartaceo, che si acquista in tabaccheria”. v. bru.

Il Sannio, 25/08/2020 05:46
il caso
‘Città Spettacolo’, si muove il Codacons
il comitato centro storico: «ci appelliamo al rispetto delle leggi, garantire percorribilità e distanze nelle vie alternative a quelle chiuse»
Il Codacons di Benevento ha chiesto al Sindaco, alla ASL, alla Prefettura “di consentire la verifica degli atti autorizzatori riguardo ai concerti di Geolier e Ghali programmati per il 29 e 30 agosto prossimi in piazza Castello”. “La richiesta è volta a verificare se dietro l’ atteggiamento paternalistico delle Amministrazioni locali, manifestatosi attraverso comunicati stampa e reiterate telefonate domestiche ai limiti della molestia, si celi effettivamente la volontà di prevenire il contagio oppure solo propaganda contraddetta dagli atti effettivamente posti in essere”, quanto asserito dal Codacos di Benevento. “Non si vede in effetti quale sia, soprattutto a 15 giorni dall’ inizio dell’ anno scolastico, la assoluta necessità culturale pubblica di programmare nell’ ambito di una rassegna teatrale 2 spettacoli di musica leggera per adolescenti, con possibili assembramenti e potenzialmente incontrollabili occasioni di contagio. L’ istanza è stata trasmessa anche al Presidente della Regione Campania, principale finanziatore della Rassegna, affinchè abbia la possibilità di intervenire coi fatti qualora ritenga che i pericoli connessi agli spettacoli siano, come il buon senso sembra suggerire, maggiori rispetto al beneficio pubblico legato agli eventi finanziati – la conclusione -. Nell’ istanza si anticipa che il Codacons, comunque, qualora il regolare svolgimento dell’ anno scolastico dovesse subire danni per ragioni cronologicamente o statisticamente correlabili ai due eventi invierà immediata denunzia agli Organi Giudiziari competenti per la verifica delle eventuali responsabilità”. Sulla questione “Città Spettacolo” e rischio sanitario, intervento del Comitato Centro storico. “Abbiamo preso atto della circostanza che non verrà lasciato il passaggio pedonale sul perimetro dell’ area adibita a platea, dinanzi alla Prefettura, ma si dovranno utilizzare i vicoli limitrofi per il transito delle persone. Questa scelta, invero, è condivisa… Tutte queste pre cauzioni, si intende, vengono salutate con positivo apprezzamento, ma si ritiene doveroso chiedere una presenza massiccia di uomini e mezzi delle forze dell’ ordine al fine di rendere concrete le disposizioni emergenziali. Invero, il rischio di contagio che il Comune di Benevento intende assumersi nel voler offrire spettacoli con così largo pubblico, si ritiene oltremodo elevato a fronte dei paventati benefici. Infatti, si potevano evitare spettacoli da quasi mille partecipanti ed adattarsi alle esigenze di prudenza che il delicato periodo storico impone. Si deve ritenere che i soggetti che, a vario titolo, sono responsabili del mantenimento dell’ ordine pubblico e della pubblica salute, porranno in essere tutto quanto in loro potere per evitare rischi (concreti) di assembramento e di violazione delle norme emergenziali. Quanto accade nei vicoli e nelle piazze, nei fine settimana, non consente di formulare un positivo giudizio prognostico sul reale rispetto delle norme tese ad evitare (o limitare) il contagio. La scel ta di tenere o meno la kermesse, si intende, è politica e non intendiamo addentrarci in simili questioni. Diversamente, la necessità di tenere indenni i consociati da rischi di epidemia è argomento che ci interessa, come Comitato di Quartiere, come cittadini e persone. L’ età dei contagiati si è abbassata e, senza tema di smentita, possiamo affermare che il dato statistico ci consente di dire che i luoghi più a rischio sono quelli della movida, dove si attesta una maggiore presenza di giovani (bersaglio, in questo momento, del virus)”, così il Comitato Centro Storico guidato dall’ avvocato Luigi Marino, in nuovo intervento -lettera aperta a Sindaco e Prefetto. “Il Sindaco ed il Prefetto, quindi, dovranno essere consapevoli di aver scelto di tenere delle manifestazioni pubbliche con grande partecipazione di persone, individuando, quale luogo di elezione, lo stesso che, più volte, è stato denuciato essere teatro di assembramenti e di mancato rispetto delle norme emergen ziali. In pratica, se non si è risucito a far rispettare le regole nei normali fine settimana estivi, si ritiene di essere in grado di farlo facendo svolgere, nello stesso perimetro, manifestazioni per le quali è prevista una grande affluenza? Chi può, ci rispondesse! Si chiede, ancora, che venga sistemata una segnaletica idonea a rendere chiaro il piano traffico immaginato per consentire il transito dei residenti e, soprattutto, dei mezzi di soccorso”, la puntualizzazione. “Si chiede, ancora, che sia garantita la percorribilità delle strade alternative a quelle chiuse per la tenuta degli spettacoli. Si chiede, ancora, che visto che la circolazione pedonale, di fatto, è stata spostata nei vicoli, per superare il mega palco di Piazza Castello, di vigilare affinché vengano mantenute le distanze … Ancora una volta, quindi, ci appelliamo al rispetto delle Leggi e delle norme dettate dal particolare momento storico. Pretendiamo che chi si assume tali responsabilità lo dichiari pubblicamente”, la conclusione.

Giornale di Desio, 25/08/2020 05:02
«Un surreale attacco a chi osa criticare»
DESIO (bl1) La Lega si infila nel botta e risposta: «E’ davvero incredibile – così la sezione in una nota ufficiale – Il sindaco e l’ assessore allo Sport, anziché scusarsi perché dopo anni non sono stati in grado di risolvere il problema delle infiltrazioni d’ acqua nel PalaDesio, se la prendono con il Codacons, accusandolo di fare campagna elettorale». Per i leghisti «una vicenda surreale». Spiegano e attaccano: «Anziché sbraitare contro chiunque metta in evidenza le incapacità di questa Amministrazione, consigliamo al sindaco, all’ assessore allo Sport e all’ assessore ai Lavori pubblici di darsi da fare con più impegno. Tra pochi giorni prenderà il via la Super coppa: sarebbe meglio evitare altre brutte figure». Secondo i leghisti «il Cantù ha scelto di giocare le sue partite a Desio non per meriti che questa Amministrazione comunale, evidentemente, non ha, ma perché il nostro impianto è un’ eccellenza a livello nazionale e uno dei pochi con quelle caratteristiche in Lombardia». Quindi ricordano che «la Regione e lo Stato hanno messo a disposizione dei contributi per le Amministrazioni che necessitano di riqualificare i propri impianti sportivi», e invitano, in aperta polemica, il sindaco e i suoi assessori «ad usare tempo e risorse non per fare polemica ma per lavorare e portare a casa quattrini da investire nella nostra città».

Giornale di Desio, 25/08/2020 05:02
dito puntato contro l’ amministrazione, che replica: «nessun allarmismo»
Alagamenti al PalaDesio, esposto del Codacons: «Ci sono seri rischi per l’ incolumità pubblica»
DESIO (bl1) PalaDesio: il Codacons annuncia un esposto alla Procura della Repubblica per difetto di custodia e rischi per l’ incolumità pubblica. E piovono le polemiche. «Ad ogni forte pioggia il PalaDesio si allaga», la motivazione. Lo ha comunicato l’ associazione in una nota ufficiale in cui spiega che, quando si verificano temporali di particolare potenza o grandinate violente, il tetto lascia passare acqua che colpisce una parte delle tribune. Una situazione ben nota all’ Amministrazione comunale, che tramite il sindaco Roberto Corti e l’ assessore allo Sport Giorgio Gerosa ribatte: «Nessun allarmismo e ciascuno si occupi del proprio: noi di amministrare con serietà e responsabilità la città e il Codacons, se ci riesce, dell’ interesse dei consumatori». L’ ultimo episodio si è verificato durante i forti nubifragi di fine luglio che si sono abbattuti anche in Brianza, creando molti danni. Compresi, appunto, quelli al palazzetto dello sport in largo Atleti Azzurri d’ Italia. Una replica di quanto accaduto a giugno, come ha potuto verificare anche Oreste De Fa veri, che dal 2007 è il gestore dell’ impianto, e che ha subito chiamato in Comune per avvisare dell’ accaduto. L’ Amministrazione comunale ha da tempo preso in carico la situazione e cercato di risolvere il problema. Che non è di poco conto. «L’ acqua si infiltra nelle travi e poi scivola giù fino ai seggiolini – spiega infatti il Codacons – Succede in varie zone dell’ impianto, la parte maggiormente colpita è quella della cosiddetta gabbia, il settore dei tifosi ospiti». Attacca quindi l’ associazione: «Tra i doveri della pubblica amministrazione previsti dal Codice civile e dalla Costituzione spicca anche quello di garantire l’ integrità fisica, la sicurezza e la salute dei cittadini. Nel caso di specie il Comune, che è, tra gli altri, ente responsabile della tutela della salute dei cittadini, deve costantemente monitorare su ogni edificio (anche non di proprietà) perché siano evitati rischi alle persone». Stupiti dell’ esposto del Codacons, sindaco e assessore ribattono a muso duro: «Ribadiamo con forza che non esiste nessun rischio all’ in columità pubblica. Al contrario, l’ operazione di messa in sicurezza del PalaDesio è un successo di questa Amministrazione che ha richiesto impegno e investimenti pubblici. Avere ritrasformato, dopo anni di buio, una cattedrale del deserto normativamente inagibile in un luogo per il grande sport non è un’ azione che può essere disconosciuta né minimizzata». E chiariscono: «I sopralluoghi e le valutazioni ci sono stati e siamo già intervenuti con il parziale rifacimento del tetto sopra il campo da gioco. Abbiamo provato, senza successo, ad accollare il rifacimento del lato tribune ai privati con un bando pubblico di gestione e lavori. Sfortunatamente, l’ emergenza Covid e l’ incertezza sulla possibilità futura di organizzare grandi eventi hanno probabilmente reso il palazzetto meno attrattivo per gli investitori di quanto si potesse prevedere». Niente investimento privato, quindi, e necessità da parte del Palazzo di tirare fuori risorse proprie. «Abbiamo già dichiarato pubblicamente che, con senso di responsabilità, nella prossima variazione di Bilancio di settembre stanzieremo una somma di almeno 60mila euro per proseguire il rifacimento del tetto con la dovuta urgenza», assicurano sindaco e assessore, che concludono: «Nel frattempo, avanziamo nella ricerca di un futuro gestore per la struttura».

Giornale di Carate, 25/08/2020 05:02
dito puntato contro l’ amministrazione, che replica: «nessun allarmismo»
Alagamenti al PalaDesio, esposto del Codacons: «Ci sono seri rischi per l’ incolumità pubblica»
DESIO (bl1) PalaDesio: il Codacons annuncia un esposto alla Procura della Repubblica per difetto di custodia e rischi per l’ incolumità pubblica. E piovono le polemiche. «Ad ogni forte pioggia il PalaDesio si allaga», la motivazione. Lo ha comunicato l’ associazione in una nota ufficiale in cui spiega che, quando si verificano temporali di particolare potenza o grandinate violente, il tetto lascia passare acqua che colpisce una parte delle tribune. Una situazione ben nota all’ Amministrazione comunale, che tramite il sindaco Roberto Corti e l’ assessore allo Sport Giorgio Gerosa ribatte: «Nessun allarmismo e ciascuno si occupi del proprio: noi di amministrare con serietà e responsabilità la città e il Codacons, se ci riesce, dell’ interesse dei consumatori». L’ ultimo episodio si è verificato durante i forti nubifragi di fine luglio che si sono abbattuti anche in Brianza, creando molti danni. Compresi, appunto, quelli al palazzetto dello sport in largo Atleti Azzurri d’ Italia. Una replica di quanto accaduto a giugno, come ha potuto verificare anche Oreste De Fa veri, che dal 2007 è il gestore dell’ impianto, e che ha subito chiamato in Comune per avvisare dell’ accaduto. L’ Amministrazione comunale ha da tempo preso in carico la situazione e cercato di risolvere il problema. Che non è di poco conto. «L’ acqua si infiltra nelle travi e poi scivola giù fino ai seggiolini – spiega infatti il Codacons – Succede in varie zone dell’ impianto, la parte maggiormente colpita è quella della cosiddetta gabbia, il settore dei tifosi ospiti». Attacca quindi l’ associazione: «Tra i doveri della pubblica amministrazione previsti dal Codice civile e dalla Costituzione spicca anche quello di garantire l’ integrità fisica, la sicurezza e la salute dei cittadini. Nel caso di specie il Comune, che è, tra gli altri, ente responsabile della tutela della salute dei cittadini, deve costantemente monitorare su ogni edificio (anche non di proprietà) perché siano evitati rischi alle persone». Stupiti dell’ esposto del Codacons, sindaco e assessore ribattono a muso duro: «Ribadiamo con forza che non esiste nessun rischio all’ in columità pubblica. Al contrario, l’ operazione di messa in sicurezza del PalaDesio è un successo di questa Amministrazione che ha richiesto impegno e investimenti pubblici. Avere ritrasformato, dopo anni di buio, una cattedrale del deserto normativamente inagibile in un luogo per il grande sport non è un’ azione che può essere disconosciuta né minimizzata». E chiariscono: «I sopralluoghi e le valutazioni ci sono stati e siamo già intervenuti con il parziale rifacimento del tetto sopra il campo da gioco. Abbiamo provato, senza successo, ad accollare il rifacimento del lato tribune ai privati con un bando pubblico di gestione e lavori. Sfortunatamente, l’ emergenza Covid e l’ incertezza sulla possibilità futura di organizzare grandi eventi hanno probabilmente reso il palazzetto meno attrattivo per gli investitori di quanto si potesse prevedere». Niente investimento privato, quindi, e necessità da parte del Palazzo di tirare fuori risorse proprie. «Abbiamo già dichiarato pubblicamente che, con senso di responsabilità, nella prossima variazione di Bilancio di settembre stanzieremo una somma di almeno 60mila euro per proseguire il rifacimento del tetto con la dovuta urgenza», assicurano sindaco e assessore, che concludono: «Nel frattempo, avanziamo nella ricerca di un futuro gestore per la struttura».

Giornale di Vimercate, 25/08/2020 05:02
ennesima truffa ai danni di un anziano. il fatto si è verificato nel quartiere triante
Si avvicina per chiedere informazioni, ma è una scusa per sfilargli il Rolex
MONZA (dms) E’ stato avvicinato da una donna che, con insistenza e senza mascherina, gli ha chiesto indicazioni. Ma è dovuto trascorrere del tempo prima che l’ uomo, un anziano di Triante, si accorgesse che quella truffatrice gli aveva sfilato il Rolex regalatogli dalla moglie in un momento difficile della vita. E all’ ottantenne monzese non è rimasto altro che sporgere denuncia per l’ ennesima truffa. Una delle tante, purtroppo, come rilevato dai dati diffusi dai Carabinieri e condivisi dal Codacons che ha lanciato l’ allarme: «Le truffe agli anziani hanno registrato un aumento del 79,3 per cento negli ultimi 12 mesi, ben 615 durante il 2019, praticamente quasi due ogni giorno. Sono dati semplicemente allarmanti». Il fatto L’ ottantenne si è accorto di essere stato derubato solo dopo essere arrivato a casa e la figlia, spaventata, gli ha fatto notare che aveva il polso pieno di sangue. «Siamo immediatamente andati a sporgere denuncia dai carabinieri – ha spiegato la figlia – Mi auguro che grazie alle telecamere sia possibile risalire alla ladra». L’ uomo è ancora in stato di shock. «Non è tanto il valore economic o dell’ o rol og i o quanto quello affettivo. Era un regalo della mia mamma in un momento delicato della vita di papà». La figlia è indignata. «Se non possiamo camminare tranquilli alle 9 del mattino, quando possiamo fare una passeggiata?». Secondo il racconto della donna l’ uomo è stato avvicinato da una straniera, dall’ accento dell’ Est, che gli ha chiesto informazioni su una strada. «La donna era senza mascherina e si è avvicinata a mio papà. Lui indietreggiava impaurito da un possibile contagio». La donna non ha desistito: gli ha fatto vedere un foglietto con il nome della via e intanto continuava a toccare l’ uomo sulle spalle e sulle braccia. «Mio papà le ha ripetuto più di una volta di stare lontana e intuito che qualche cosa non andava ha allontanato il borsello che aveva a tracolla, insospettito da quel fare insistente». Ma poi, arrivato a casa, la triste sorpresa. I consigli del Codacons contro le truffe Allo scopo di prevenire truffe simili a danno di anziani, si propone il decalogo del Codacons, redatto per riconoscere ma so prattutto per prevenire questo genere di truffe. «Sincerarsi che il controllo sia effettivo: molti pensionati aprono le porte della propria casa senza verificare che effettivamente sia necessario un controllo dell’ abitazione. Richiedere i documenti d’ identità. Richiedere un tesserino o un documento che attesti che effettivamente lavorano per la società detta. Controllare che gli addetti lavorino effettivamente per il proprio fornitore di luce e gas, o che siano dipendenti della propria società idrica. Visionare sempre il lavoro dei tecnici: è importante prestare sempre attenzione alle attività svolte nella propria casa dai tecnici, al fine di verificare che siano effettivamente lì per il motivo indicato, ossia riparare un guasto o fare controlli. Non permettere ai tecnici di andare da soli in altre stanze. Non hanno alcun motivo per fare ciò e se sono in buona fede accetteranno senza problemi di essere seguiti. Non lasciare beni di valore in vista. È sempre meglio mettere tutto in cassetti o in luoghi in cui non sia facile accedere. Non farsi mai distrarre: solitamente, se si tratta di una truffa, i sedicenti tecnici si presentano in due o più, questo in modo che uno o più possano distrarre il proprietario dell’ abitazione mentre l’ altro o gli altri possono porre in essere furti in casa. Verificare l’ abbigliamento e la presenza di casse degli attrezzi: se gli addetti si presentano per riparare un guasto, o fare un controllo, è importare verificare l’ abbigliamento e se portano con sé cassette degli attrezzi o simili, senza i quali difficilmente dei veri tecnici potrebbero lavorare. Chiamare aiuto: se non ci si sente sicuri, è bene farsi assistere da qualcuno, che può essere un vicino, un parente, perfino la portineria. È importante non essere da soli in questi casi. E qualora ci si dovesse rendere conto che si tratta di una truffa, è fondamentale chiamare subito il 118».

Giornale di Carate, 25/08/2020 05:02
«Un surreale attacco a chi osa criticare»
DESIO (bl1) La Lega si infila nel botta e risposta: «E’ davvero incredibile – così la sezione in una nota ufficiale – Il sindaco e l’ assessore allo Sport, anziché scusarsi perché dopo anni non sono stati in grado di risolvere il problema delle infiltrazioni d’ acqua nel PalaDesio, se la prendono con il Codacons, accusandolo di fare campagna elettorale». Per i leghisti «una vicenda surreale». Spiegano e attaccano: «Anziché sbraitare contro chiunque metta in evidenza le incapacità di questa Amministrazione, consigliamo al sindaco, all’ assessore allo Sport e all’ assessore ai Lavori pubblici di darsi da fare con più impegno. Tra pochi giorni prenderà il via la Super coppa: sarebbe meglio evitare altre brutte figure». Secondo i leghisti «il Cantù ha scelto di giocare le sue partite a Desio non per meriti che questa Amministrazione comunale, evidentemente, non ha, ma perché il nostro impianto è un’ eccellenza a livello nazionale e uno dei pochi con quelle caratteristiche in Lombardia». Quindi ricordano che «la Regione e lo Stato hanno messo a disposizione dei contributi per le Amministrazioni che necessitano di riqualificare i propri impianti sportivi», e invitano, in aperta polemica, il sindaco e i suoi assessori «ad usare tempo e risorse non per fare polemica ma per lavorare e portare a casa quattrini da investire nella nostra città».

Giornale di Monza, 25/08/2020 05:01
ennesima truffa ai danni di un anziano. il fatto si è verificato nel quartiere triante
Si avvicina per chiedere informazioni, ma è una scusa per sfilargli il Rolex
MONZA (dms) E’ stato avvicinato da una donna che, con insistenza e senza mascherina, gli ha chiesto indicazioni. Ma è dovuto trascorrere del tempo prima che l’ uomo, un anziano di Triante, si accorgesse che quella truffatrice gli aveva sfilato il Rolex regalatogli dalla moglie in un momento difficile della vita. E all’ ottantenne monzese non è rimasto altro che sporgere denuncia per l’ ennesima truffa. Una delle tante, purtroppo, come rilevato dai dati diffusi dai Carabinieri e condivisi dal Codacons che ha lanciato l’ allarme: «Le truffe agli anziani hanno registrato un aumento del 79,3 per cento negli ultimi 12 mesi, ben 615 durante il 2019, praticamente quasi due ogni giorno. Sono dati semplicemente allarmanti». Il fatto L’ ottantenne si è accorto di essere stato derubato solo dopo essere arrivato a casa e la figlia, spaventata, gli ha fatto notare che aveva il polso pieno di sangue. «Siamo immediatamente andati a sporgere denuncia dai carabinieri – ha spiegato la figlia – Mi auguro che grazie alle telecamere sia possibile risalire alla ladra». L’ uomo è ancora in stato di shock. «Non è tanto il valore economic o dell’ o rol og i o quanto quello affettivo. Era un regalo della mia mamma in un momento delicato della vita di papà». La figlia è indignata. «Se non possiamo camminare tranquilli alle 9 del mattino, quando possiamo fare una passeggiata?». Secondo il racconto della donna l’ uomo è stato avvicinato da una straniera, dall’ accento dell’ Est, che gli ha chiesto informazioni su una strada. «La donna era senza mascherina e si è avvicinata a mio papà. Lui indietreggiava impaurito da un possibile contagio». La donna non ha desistito: gli ha fatto vedere un foglietto con il nome della via e intanto continuava a toccare l’ uomo sulle spalle e sulle braccia. «Mio papà le ha ripetuto più di una volta di stare lontana e intuito che qualche cosa non andava ha allontanato il borsello che aveva a tracolla, insospettito da quel fare insistente». Ma poi, arrivato a casa, la triste sorpresa. I consigli del Codacons contro le truffe Allo scopo di prevenire truffe simili a danno di anziani, si propone il decalogo del Codacons, redatto per riconoscere ma so prattutto per prevenire questo genere di truffe. «Sincerarsi che il controllo sia effettivo: molti pensionati aprono le porte della propria casa senza verificare che effettivamente sia necessario un controllo dell’ abitazione. Richiedere i documenti d’ identità. Richiedere un tesserino o un documento che attesti che effettivamente lavorano per la società detta. Controllare che gli addetti lavorino effettivamente per il proprio fornitore di luce e gas, o che siano dipendenti della propria società idrica. Visionare sempre il lavoro dei tecnici: è importante prestare sempre attenzione alle attività svolte nella propria casa dai tecnici, al fine di verificare che siano effettivamente lì per il motivo indicato, ossia riparare un guasto o fare controlli. Non permettere ai tecnici di andare da soli in altre stanze. Non hanno alcun motivo per fare ciò e se sono in buona fede accetteranno senza problemi di essere seguiti. Non lasciare beni di valore in vista. È sempre meglio mettere tutto in cassetti o in luoghi in cui non sia facile accedere. Non farsi mai distrarre: solitamente, se si tratta di una truffa, i sedicenti tecnici si presentano in due o più, questo in modo che uno o più possano distrarre il proprietario dell’ abitazione mentre l’ altro o gli altri possono porre in essere furti in casa. Verificare l’ abbigliamento e la presenza di casse degli attrezzi: se gli addetti si presentano per riparare un guasto, o fare un controllo, è importare verificare l’ abbigliamento e se portano con sé cassette degli attrezzi o simili, senza i quali difficilmente dei veri tecnici potrebbero lavorare. Chiamare aiuto: se non ci si sente sicuri, è bene farsi assistere da qualcuno, che può essere un vicino, un parente, perfino la portineria. È importante non essere da soli in questi casi. E qualora ci si dovesse rendere conto che si tratta di una truffa, è fondamentale chiamare subito il 118».

Avvenire, 25/08/2020 04:50
il caso
La pandemia dell’ abbonato Il fedele che non esiste più
Il calcio post-Covid ha perso per strada una figura primaria, il tifoso per eccellenza, colui che mette in gioco una fiducia che si rinnova di campionato in campionato, nella buona e nella cattiva sorte: l’ abbonato. Semplicemente: non esiste più. È sparito, è scivolato nell’ oblio, è stato occultato. Il faldone della sua pratica – economica e sentimentale – è stato archiviato a data da destinarsi e ora giace in qualche scaffale impolverato, in attesa che il futuro ci regali il calcio condiviso di prima della pandemia. Nell’ attesa l’ abbonato italiano del 2020 tiene in mano una tessera inutile, “bucata” solo in parte (da settembre 2019 a inizio marzo 2020, fin quando si è disputato il campionato), riconvertibile in qualche bonus, voucher, sconti, prelazioni (ovviamente da spendere nei punti-vendita del club) come prevede il Dl Cura Italia, poi trasformato nella legge 27/2020. Della serie: stadi vuoti, niente partita dal vivo, ma ti puoi consolare con un berrettino della tua squadra del cuore. E non sempre. Nelle clausole di almeno 14 società su 20 di Serie A non è previsto il risarcimento. Ci sono 4-5 club di A che non hanno nemmeno comunicato ai loro abbonati se mai verranno rimborsati. Il Codacons si è già mosso, ma oggi la situazione è desolante e avvitata su un nodo da sciogliere: l’ abbonato ha pagato, ma non può vedere lo spettacolo. A porte chiuse il calcio, chiuso in casa lui. Vien da chiedersi cosa succederebbe nel caso – fantacalcio? – che l’ Inter comprasse Messi, o che un altro topclub acquistasse un fuoriclasse di levatura mondiale. Chi lo potrebbe vedere, dal vivo? I tifosi no di sicuro, forse qualche steward e pochissimi addetti ai lavori. Alla fine tutti ne uscirebbero penalizzati: gli aficionados, le società e il senso stesso del gioco. Per dirla alla Gaber: calcio è partecipazione. Lontani i tempi in cui l’ Inter di Moratti faceva il colpo di fine secolo (era il 1997) e comprava – proprio dal Barcellona – Ronaldo il Fenomeno, strappandolo grazie alla clausola rescissoria di 48 miliardi di lire e mandando – letteralmente – in delirio i tifosi nerazzurri, che quell’ anno sfiorarono quota 50.000. Per la precisione: 47.615 abbonamenti – ben 12.578 in più rispetto al campionato pre-Fenomeno – che garantirono nelle casse del club 23 miliardi di lire e che consegnarono ai nerazzurri la supremazia cittadina riconquistata dopo 14 anni di primati del Milan, che quell’ estate venne staccato di oltre tremila tessere. Altri tempi, certo. E dire che l’ anno scorso – e oggi sembra un tempo lontanissimo – gli abbonamenti in Serie A erano cresciuti. Ne aveva staccati 41.000 l’ Inter, con un notevole incremento rispetto all’ anno precedente, quando ci si era fermati a diecimila tessere in meno. A 30.000 si posizionava il Milan, poco sotto la Juventus (29.300), al quarto posto la Fiorentina con 25.000 fedeli alla causa Viola (oltre 6.000 in più rispetto all’ annata precedente). Sgomitava anche la provincia del pallone, con il Lecce tornato in Serie A dopo sette anni che aveva cavalcato l’ onda dell’ entusiasmo con 19.000 abbonati, con un incredibile incremento del 275% rispetto alla stagione in B. Complessivamente, per le venti squadre di Serie A, gli abbonamenti erano stati 354.488. Abbonati che ora possiamo definire vuoti a perdere, anche nella prospettiva dei club che si vedono privati di introiti notevoli e – soprattutto – di una liquidità di cui ora non dispongono più. Domanda delle cento pistole: che ne sarà di questi 354.488 tifosi? Si tratta di un vero e proprio esercito, armato soltanto di una passione che necessita di essere (ri)accesa. Va chiarita subito una questione: se la situazione rimane questa, negli stadi non ci sarà posto per tutti. O meglio: la riapertura degli stadi italiani – ipotesi non plausibile nel 2020 – dovrà comunque attenersi alle regole del distanziamento sociale con capienza ridotta e ingressi contingentati. E la precedenza – nel caso – andrebbe ai settori più costosi, quelli che garantiscono ai club maggiori incassi. È la legge di un mercato sempre più classista, alla faccia della passione che unisce chi può e chi non può. Non è nemmeno automatica la mutazione genetica del “tifoso da stadio” al “tifoso da divano”. I primi dati emersi in questi mesi – a fronte di una crisi economica che ha rimodulato le spese di ogni famiglia – suggeriscono che l’ abbonato (privato della visione dal vivo) non ha affatto scelto di passare all’ abbonamento di una delle pay-tv (Sky e Dazn) che detengono i diritti della Serie A. La verità è che questo calcio-mutilato sta perdendo i pezzi di un puzzle secolare, tesserine che – una accanto all’ altra – formavano un disegno globale, un’ idea collettiva che dava un senso al pallone. Il puzzle va ricomposto e alcune figure – come succede nelle aziende in crisi – vanno ricollocate. E intanto l’ abbonato aspetta e tiene nel portafoglio una tessera che il tempo sta consumando e che tra qualche anno – chissà – diventerà un reperto archeologico, da esibire ad una cena tra nostalgici. RIPRODUZIONE RISERVATA Con il Covid-19 il mondo del calcio ha perso anche una fondamentale tipologia di spettatore che in Serie A nel campionato appena concluso era di 354.488 tifosi, in aumento nonostante la sempre più massiccia penetrazione della tv Una curva di fedelissimi abbonati: per loro, già penalizzati l’ anno scorso dalla chiusura degli stadi, un altro anno di incertezze / Ansa/Paolo Magni.
furio zara

Il Resto del Carlino (ed. Modena), 25/08/2020 03:26
«Nuove regole a bordo, multa ingiusta»
un passeggero seta salito in corriera senza biglietto: «non c’ era scritto da nessuna parte che oggi le macchinette sono off-limits»
Succede in treno e anche in corriera. Non basta più essere ligi al dovere, le normative sono cambiate, e solo i pendolari, in genere, lo sanno. Gli utenti occasionali, proprio perché tali, incorrono in multe salatissime anche se desiderosi di rispettare le regole. Un tempo, per esempio, chi saliva in treno col biglietto, senza averlo obliterato, veniva a volte redarguito dal personale, ma nulla di più, oggi invece paga una multa di 75 euro, la stessa del viaggiatore sprovvisto di biglietto. In corriera, all’ epoca del Covid, funziona più o meno uguale. Non basta voler pagare la corsa, il biglietto non si può più fare sui mezzi pubblici, o meglio: sugli autobus urbani sì, sulle corriere no, e così il viaggiatore viene sanzionato. «Seta deve segnalarlo con un adeguato avviso, ben visibile dall’ utente, e invece non lo fa e nemmeno l’ autista si premura di comunicarlo al povero cittadino che sale in corriera con le monete pronte per acquistare il biglietto», protesta L.M., di Sorbara, che denuncia il comportamento della società emiliana dei trasporti autofiloviari. Il fatto, che lo vede protagonista, si è verificato lo scorso luglio quando l’ utente, in questo caso ‘occasionale’, si è visto costretto, a causa di un guasto alla macchina, a fermarsi a Finale Emilia. «Dovendo essere a Sorbara all’ indomani – racconta – decisi di prendere la corriera a Finale. Mi informai su internet sugli orari, percorso, e nome della compagnia. Dopo di che provai a chiamare Seta per avere informazioni sulle modalità di acquisto del biglietto, ma nessuno rispondeva. Visionai il sito , ma trovai solo edulcorate immagini pubblicitarie, e navigando all’ interno l’ invito a usare le loro app. le solite app panacea di ogni cosa, che tutto dovrebbero risolvere». L’ utente si dirige così in stazione a Finale «e vi andai in anticipo proprio per cercare il modo di acquistare il biglietto, ma la stazione è un fabbricato abbandonato, una sorta di ecomostro deserto con una bacheca appannata e semileggibile, quindi alle 8 arrivò la corriera, e vi salii sperando di poter pagare il biglietto in vettura. Non è più così, invece. Venni redarguito in modo sgarbato e arrogante dal controllore, il quale mi disse che tutti ormai sanno che i biglietti vanno acquistati in tabaccheria». A quel punto scatta il verbale di sanzione, e nasce successivamente un contenzioso con Seta. «Dopo essere riuscito ad acquistare il biglietto, del costo di 2.90, ho presentato ricorso a Seta, che lo ha respinto aumentando la sanzione a dismisura. Ho presentato ricorso al Difensore Civico regionale, dal quale attendo risposta e ho informato il Codacons. Sono pronto – sottolinea L.M. – a presentare un esposto, sperando che in tanti lo facciano». Una sorta, insomma, auspica l’ utente multato di ‘class action’ di protesta. Quanto a Seta, fa sapere che «le misure antiCovid impongono le distanze sociali e se sugli autobus la macchinetta erogatrice è distante dall’ autista, non così è sulle corriere. Ragion per cui su quest’ ultime non è più possibile, per l’ autista, fare il biglietto». Seta invita gli utenti a usare le app, «oltre al cartaceo, che si acquista in tabaccheria». v. bru.

Il Mattino (ed. Benevento), 25/08/2020 02:36
Il Festival di Benevento
LA RASSEGNA Paolo Bocchino «Non siamo untori. Città Spettacolo è un passo verso la normalità». Vincenzo Salemme sta per salire sul palco di piazza Castello per il primo grande evento in cartellone quando Clemente Mastella prende il microfono e prova a spazzare via la montagna di polemiche che hanno preceduto la kermesse fino a pochi minuti dal via. «Serve il coraggio della responsabilità – ha rivendicato il primo cittadino – C’ è paura sicuramente ma Città Spettacolo andava fatta per tornare alla normalità. Dico a chi ci accusa che non siamo untori. Torniamo alla normalità. Portate la mascherina – ha concluso rivolgendosi ai circa mille presenti e in generale al più vasto uditorio cittadino – Se c’ è anche una sola persona senza mascherina chiedo che venga portata fuori». Non sarà necessario. IL DISPOSITIVO Ha retto la rigida macchina organizzativa che ha blindato la buffer zone di piazza Castello per prevenire sul nascere incroci pericolosi tra spettatori paganti e passanti occasionali. A scapito di questi ultimi che a differenza delle stagioni precedenti si sono visti sbarrare l’ accesso a corso Garibaldi all’ altezza della Camera di Commercio e in corrispondenza della Rocca dei Rettori per chi giungeva da via Annunziata. Percorsi alternativi sono stati allestiti (ma non segnalati) nei vicoli del centro storico con passaggio obbligato in via La Vipera e via Borgia. Varchi angusti che specie nelle serate di punta del fine settimana potrebbero rappresentare snodi a elevato rischio assembramenti. Situazioni critiche che ieri non si sono verificate, complice la fortunata prevendita dello show di Salemme e il massiccio spiegamento di forze che ha ricordato ai presenti gli obblighi normativi anti contagio. Volontari della protezione civile hanno verificato la temperatura di quanti accedevano al parterre ristretto. Biglietti nominativi e gel igienizzante hanno completato l’ opera. Sorvegliatissima la duplice cintura formata da barriere intorno all’ area spettacoli e transenne con fioriere che hanno ulteriormente delimitato la zona circostante formando una bolla protettiva. Il giro di vite del resto era scattato già nel weekend con la prima multa elevata dalla polizia municipale sabato sera a una minorenne che si era data alla fuga in risposta all’ alt dei vigili. Nella notte di domenica è arrivata anche la seconda sanzione: protagonista un 60enne oppostosi ai richiami degli agenti. Polizia municipale che è stata chiamata agli straordinari anche per far rispettare il dispositivo di traffico finalizzato a isolare l’ area nodale della rassegna. Malgrado gli annunci della vigilia e la segnaletica stradale posizionata con largo anticipo, qualche automobilista ha violato il divieto di sosta nei punti più caldi: via Perasso, piazza Castello, viale degli Atlantici fino a via XXIV Maggio. Immancabili sono scattate le multe e in alcuni casi le rimozioni con carrogru. Ma anche nella giornata inaugurale non sono mancate le polemiche. LA PROTESTA Ad aprire le danze è stato il comitato di quartiere centro storico che ha indirizzato una nuova nota critica al sindaco Mastella e al prefetto Cappetta: «Il rischio di contagio che il Comune si assume nell’ offrire spettacoli con così largo pubblico è oltremodo elevato – rilevava il presidente Luigi Marino – Si potevano evitare eventi da quasi mille partecipanti e adattarsi alle esigenze di prudenza che il delicato periodo impone. L’ età dei contagiati si è abbassata e possiamo affermare che i luoghi più a rischio sono quelli della movida. Il sindaco e il prefetto dovranno essere consapevoli di aver scelto di tenere manifestazioni pubbliche con grande partecipazione di persone in luoghi più volte teatro di assembramenti». Sul nodo giovani si è concentrato anche il Codacons che ha chiesto ieri a Comune, Asl, Prefettura e al governatore De Luca «la verifica degli atti autorizzatori riguardo i concerti di Geolier e Ghali del 29 e 30 agosto in piazza Castello». Motivo della richiesta la particolare concentrazione di giovani prevista per i due appuntamenti. «Qualora il regolare svolgimento dell’ anno scolastico dovesse subire danni per ragioni cronologicamente o statisticamente correlabili ai due eventi – avvisa il Codacons – denunceremo l’ accaduto agli organi giudiziari». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Mattino (ed. Benevento), 25/08/2020 02:36
l’ evento, le polemiche i residenti: «è un azzardo». il codacons: «no ai concerti per i giovani»
«Festival in sicurezza non siamo gli untori»
`mastella: la rassegna andava fatta, un passo verso la normalità
«Non siamo untori. Città Spettacolo è un passo verso la normalità». Salemme sta per salire sul palco di piazza Castello per il primo grande evento in cartellone quando Mastella prende il microfono e prova a spazzare via la montagna di polemiche che hanno preceduto la kermesse: «Città Spettacolo andava fatta per tornare alla normalità. Non siamo untori». Proteste di residenti e Codacons. A pag. 20.
paolo bocchino

Fidest, 25/08/2020 01:15
Vietare il fumo di sigaretta all’ aperto
Dalla Spagna arriva un’ importante novità, due regioni (Galicia e Canarie, ma il divieto è in studio anche in altre aree) hanno deciso di per contrastare la diffusione del Coronavirus attraverso il fumo delle sigarette. Per gli esperti, infatti, nelle zone in cui non è possibile garantire la distanza di almeno due metri tra una persona e l’ altra, fumare comporterebbe rischi per la diffusione del patogeno, ciò perché fumando la persona rilascia “droplets” le goccioline che possono portare al contagio.La correlazione statistica tra fumo e decessi è spaventosa già di suo, un vero e proprio genocidio; ogni anno il fumo uccide 7 milioni di persone (saranno 8 milioni entro il 2030), come se di colpo fosse cancellata la città di New York; in Italia 80 mila persone l’ anno perdono la vita per malattia causate dal fumo di sigaretta.Secondo alcuni studi scientifici poi vi sarebbe una correlazione diretta tra il fumo ed il rischio di sviluppare forme più gravi della malattia, aumenterebbe il rischio di ventilazione artificiale e ricovero in terapia intensiva, oltre che di morte.Codacons: “Si tratta di prendere una scelta importante, anche se impopolare – afferma il Presidente del Codacons, Marco Donzelli – sappiamo che in Italia i fumatori rappresentano una grossa fetta della popolazione, ma è arrivato il momento di dare prevalenza alla salute pubblica. Fumare comporta dei rischi per la salute umana già di per sé, ma in un momento così difficile e particolare come quello che stiamo vivendo si tratta di prendere una scelta volta a tutelare la salute dell’ intera popolazione. Dobbiamo combattere la diffusione del virus con ogni mezzo, per questo motivo chiediamo al Governo ed al Ministero della Salute di vietare il fumo di sigaretta all’ aperto.” Share this: google E-mail Facebook LinkedIn Twitter Altro google.

AgenPress, 24/08/2020 19:56
Figlia di Totti in bikini: Moige denuncia il Settimanale Gente all’ Ordine
codacons: critiche giuste, ma dov’ erano tutti quando facevano lo stesso con altri personaggi?
AgenPress . Il Codacons interviene nello scontro in atto a seguito della pubblicazione delle foto della figlia di Totti su una nota rivista di gossip, e pur concordando con le critiche avanzate da più parti – si tratta, pur sempre, di una minorenne sottoposta a un’ assurda e inaccettabile sessualizzazione – attacca i tanti enti intervenuti sul tema, rapidissimi nel prendere posizione in questa occasione ma assenti, e silenti, in tante circostanze precedenti. Basti pensare, tanto per fare un esempio, alle immagini della figlia di Michelle Hunziker: come denunciato da Selvaggia Lucarelli, trattandosi dell’ estate 2011, Aurora Ramazzotti aveva solo 15 anni. Allora, nessuno fiatò: e dispiace vedere che troppe volte in queste circostanze si percorra un doppio binario, differenziando circostanze e lesioni che dovrebbero sempre avere la stessa rilevanza. Chiaramente, l’ Associazione accoglie con soddisfazione il cambiamento del clima di opinione, e come detto appoggia le contestazioni di questi giorni, ma invita tutti gli attori in campo a non fare figli e figliastri, e a criticare la pubblicazione di foto di minori sempre e comunque, da qualsiasi parte provengano. Il Codacons, infine, torna su un tema troppo spesso dimenticato: quello relativo a influencer e vip vari che, sempre più spesso, pubblicano sulle pagine Instagram e Facebook foto dei propri figli, bambini e neonati, in totale spregio della normativa vigente. Per questo, nei mesi scorsi, l’ associazione aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e ai garanti della Privacy e dell’ Infanzia, corredato da un dossier di foto reperite su Instagram, nelle quali compaiono minori in pose o situazioni inadeguate – come l’ immagine postata da due noti personaggi che, svestiti, si baciano sulle labbra mentre il bambino, stretto tra la coppia di genitori, tiene il dito nella bocca della madre – alla Procura della Repubblica di Roma, nonché al Garante della Privacy e a quello dell’ Infanzia, in cui si legge: ‘Sulle piattaforme sono sempre più di sovente pubblicati contenuti che immortalano minori, finanche neonati, ritratti talvolta seminudi o in pose o situazioni ambigue ed allusive, con il risultato di trasformare gli spazi virtuali in un postribolo in cui i più piccoli potrebbero rimanere vittime dell’ illecito trattamento dei propri dati personali, nonché, ancor peggio, di fattispecie di reato ben più gravi. Immagini che immortalano minori in tenera età, senza l’ adozione di alcun tipo di accorgimento, ai soli fini esibizionistici o di lucro. Come rappresentato da moltissimi psicanalisti interrogati sul tema, i bambini, una volta cresciuti e alle prese con la propria rete sociale, su quelle piattaforme, si ritroveranno dotati di un fardello di contenuti digitali impropriamente pubblicati nel corso degli anni dai genitori. Senza, ovviamente, che il soggetto più importante della relazione – il bambino – abbia avuto alcuna possibilità di dire la sua’. Ora il Codacons porta avanti l’ impegno avviato con una lettera indirizzata a METER ONLUS, Autorità garante per l’ infanzia e l’ adolescenza, AGCOM, AGCM, Istituto Superiore di Sanità, Ministeri della Salute, dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, e dell’ istruzione, dell’ università e della ricerca, Istituto dell’ Autodisciplina Pubblicitaria, UNICEF e ai principali social network (Facebook, Twitter, Instagram). Nella nota si legge ‘Se seri sono i rischi che l’ uso dei minori sui social possa essere sintomatico di pratiche commerciali scorrette, e quindi di ipotesi di pubblicità indiretta o occulta, gravissimi ed irreparabili sono i danni provocati ai minori da condotte illegittime sia di chi posta le foto sui social che di chi, poi, le utilizza per fini illeciti e pedopornografici, ma non meno gravi e pregiudizievoli sono le corresponsabilità di chi, o quale proprietario dei server, o quale titolare del brand, o quale genitore/tutore, ha il dovere di assicurare la tutela dei minori e forme di controllo e/o ha il potere/dovere di agevolare i monitoraggi anche da parte di associazioni’. Il Codacons chiede quindi di avviare un confronto tra istituzioni, aziende digital e parti sociali affinché all’ interno di un tavolo tecnico, si possano realmente approfondire e affrontare le problematiche sopra denunciate. L’ Associazione ha chiesto inoltre ‘ai soggetti che gestiscono direttamente o indirettamente o che comunque traggono vantaggi dalla gestione delle piattaforme social, di prevedere forme di controllo più efficienti, non obbligare gli utenti e le comunità monitorante a complicate azioni di segnalazioni’, agevolando così le azioni di contrasto nei confronti delle pratiche illecite riguardanti minori.

Il Vaglio, 24/08/2020 17:48
Spettacoli a Benevento coi contagi in crescita. Codacons a Mastella: se ci saranno conseguenze denunceremo i responsabili
l’ asl di benevento ha inviato alle 14.56 ai giornali la solita scarna tabella con i dati sul contagio da coronavirus nel sannio – totalmente identica a quella di ieri, con 17 contagiati di cui 3 nell’ ospedale ‘s. pio di benevento, (…)
L’ ASL di Benevento ha inviato alle 14.56 ai giornali la solita scarna tabella con i dati sul contagio da coronavirus nel Sannio – totalmente identica a quella di ieri, con 17 contagiati di cui 3 nell’ ospedale ‘S. Pio di Benevento, per la qual cosa rimandiamo all’ articolo di ieri per gli altri dettagli ( clicca per leggerlo). Due ore dopo il Codacons di Benevento ha informato gli stessi giornali di aver “chiesto in data odierna al Sindaco, alla ASL, alla Prefettura di consentire la verifica degli atti autorizzatori riguardo ai concerti di Geolier e Ghali programmati per il 29 e 30 agosto prossimi in piazza Castello (per il festival Città Spettacolo, NDR)”. Il festival inizia stasera con uno spettacolo di Vincenzo Salemme, in Piazza Castello. Il Comune di Benevento non ne ha voluto sapere di bloccarlo prudenzialmente, dato il forte aumento di contagi in provincia di Benevento e in Campania in questi ultimi giorni. Ma torniamo alla richiesta di Codacons: “La richiesta è volta a verificare se dietro l’ atteggiamento paternalistico delle Amministrazioni locali, manifestatosi attraverso comunicati stampa e reiterate telefonate domestiche ai limiti della molestia, si celi effettivamente la volontà di prevenire il contagio oppure solo propaganda contraddetta dagli atti effettivamente posti in essere. Non si vede in effetti quale sia, soprattutto a 15 giorni dall’ inizio dell’ anno scolastico, la assoluta necessità culturale pubblica di programmare nell’ ambito di una rassegna teatrale 2 spettacoli di musica leggera per adolescenti, con possibili assembramenti e potenzialmente incontrollabili occasioni di contagio. L’ istanza è stata trasmessa anche al Presidente della Regione Campania, principale finanziatore della Rassegna, affinchè abbia la possibilità di intervenire coi fatti qualora ritenga che i pericoli connessi agli spettacoli siano, come il buon senso sembra suggerire, maggiori rispetto al beneficio pubblico legato agli eventi finanziati. Nell’ istanza si anticipa che il Codacons, comunque, qualora il regolare svolgimento dell’ anno scolastico dovesse subire danni per ragioni cronologicamente o statisticamente correlabili ai 2 eventi invierà immediata denunzia agli Organi Giudiziari competenti per la verifica delle eventuali responsabilità”. La foto è stata gentilmente concessa da Valentino Soreca.
il vaglio

Tv7, 24/08/2020 17:37
CODACONS CHIEDE VERIFICA ATTI CHE, IN PIENO INCREMENTO DELLA CURVA DI CONTAGI IN CAMPANIA PROMUOVONO A 15 GIORNI DALL’ AVVIO DELL’ ANNO SCOLASTICO ASSEMBRAMENTI DI ADOLESCENTI
Con l’ allegata istanza il Codacons di Benevento ha chiesto in data odierna al Sindaco, alla ASL, alla Prefettura di consentire la verifica degli atti autorizzatori riguardo ai concerti di Geolier e Ghali programmati per il 29 e 30 agosto prossimi in piazza Castello . La richiesta è volta a verificare se dietro l’ atteggiamento paternalistico delle Amministrazioni locali, manifestatosi attraverso comunicati stampa e reiterate telefonate domestiche ai limiti della molestia, si celi effettivamente la volontà di prevenire il contagio oppure solo propaganda contraddetta dagli atti effettivamente posti in essere. Non si vede in effetti quale sia, soprattutto a 15 giorni dall’ inizio dell’ anno scolastico, la assoluta necessità culturale pubblica di programmare nell’ ambito di una rassegna teatrale 2 spettacoli di musica leggera per adolescenti, con possibili assembramenti e potenzialmente incontrollabili occasioni di contagio. L’ istanza è stata trasmessa anche al Presidente della Regione Campania, principale finanziatore della Rassegna, affinchè abbia la possibilità di intervenire coi fatti qualora ritenga che i pericoli connessi agli spettacoli siano, come il buon senso sembra suggerire, maggiori rispetto al beneficio pubblico legato agli eventi finanziati. Nell’ istanza si anticipa che il Codacons, comunque, qualora il regolare svolgimento dell’ anno scolastico dovesse subire danni per ragioni cronologicamente o statisticamente correlabili ai 2 eventi invierà immediata denunzia agli Organi Giudiziari competenti per la verifica delle eventuali responsabilità.
redazione tvsette

Cronache del Sannio, 24/08/2020 17:34
Città Spettacolo, Codacons contro concerti di Ghali e Geolier: chiesta verifica degli atti
“non si vede il motivo di organizzare due concerti per adolescenti a 15 giorni dall’ inizio dell’ anno scolastico, con potenziali assembramenti”
Si allarga, a poche ore dall’ avvio ufficiale della 41esima edizione di Città Spettacolo, il fronte dei critici nei confronti della rassegna, che si terrà quest’ anno in forma ridimensionata per via dell’ emergenza covid. Con un’ istanza il Codacons di Benevento ha chiesto in data odierna al Sindaco, alla ASL, alla Prefettura di consentire la verifica degli atti autorizzatori riguardo ai concerti di Geolier e Ghali programmati per il 29 e 30 agosto prossimi in piazza Castello. A comunicarlo è il responsabile beneventano, l’ avvocato Maurizio Zeoli. “La richiesta – afferma – è volta a verificare se dietro l’ atteggiamento paternalistico delle Amministrazioni locali, manifestatosi attraverso comunicati stampa e reiterate telefonate domestiche ai limiti della molestia, si celi effettivamente la volontà di prevenire il contagio oppure solo propaganda contraddetta dagli atti effettivamente posti in essere. Non si vede in effetti quale sia, soprattutto a 15 giorni dall’ inizio dell’ anno scolastico, la assoluta necessità culturale pubblica di programmare nell’ ambito di una rassegna teatrale 2 spettacoli di musica leggera per adolescenti, con possibili assembramenti e potenzialmente incontrollabili occasioni di contagio. L’ istanza è stata trasmessa anche al Presidente della Regione Campania, principale finanziatore della Rassegna, affinché abbia la possibilità di intervenire coi fatti qualora ritenga che i pericoli connessi agli spettacoli siano, come il buon senso sembra suggerire, maggiori rispetto al beneficio pubblico legato agli eventi finanziati”. Nell’ istanza si anticipa che il Codacons, comunque, “qualora il regolare svolgimento dell’ anno scolastico dovesse subire danni per ragioni cronologicamente o statisticamente correlabili ai due eventi invierà immediata denunzia agli Organi Giudiziari competenti per la verifica delle eventuali responsabilità”.

Otto Pagine, 24/08/2020 16:59
Pericolo assembramenti Città spettacolo, allarme del codacons
L’ associazione chiede la verifica delle autorizzazioni per i concerti di Geolier e Ghali Condividi lunedì 24 agosto 2020 alle 16.58 Nella foto una serata dell’ edizione 2019 del festival Benevento . “La verifica degli atti per eventi che promuovono, a 15 giorni dall’ avvio dell’ anno scolastico, assembramenti di adolescenti”. Il Codacons di Benevento chiede al Sindaco, alla Asl, alla Prefettura “la verifica degli atti autorizzatori riguardo ai concerti di Geolier e Ghali programmati per il 29 e 30 agosto prossimi in piazza Castello. La richiesta è volta a verificare se dietro l’ atteggiamento paternalistico delle amministrazioni locali, manifestatosi attraverso comunicati stampa e reiterate telefonate domestiche ai limiti della molestia, si celi effettivamente la volontà di prevenire il contagio oppure solo propaganda contraddetta dagli atti effettivamente posti in essere. Non si vede in effetti quale sia, soprattutto a 15 giorni dall’ inizio dell’ anno scolastico, la assoluta necessità culturale pubblica di programmare nell’ ambito di una rassegna teatrale due spettacoli di musica leggera per adolescenti, con possibili assembramenti e potenzialmente incontrollabili occasioni di contagio. L’ istanza è stata trasmessa anche al Presidente della Regione Campania, principale finanziatore della Rassegna, affinchè abbia la possibilità di intervenire coi fatti qualora ritenga che i pericoli connessi agli spettacoli siano, come il buon senso sembra suggerire, maggiori rispetto al beneficio pubblico legato agli eventi finanziati. Nell’ istanza si anticipa che il Codacons, comunque, qualora il regolare svolgimento dell’ anno scolastico dovesse subire danni per ragioni cronologicamente o statisticamente correlabili ai 2 eventi invierà immediata denunzia agli Organi Giudiziari competenti per la verifica delle eventuali responsabilità”.

AgenPress, 24/08/2020 16:54
Codacons su ricostruzione terremoto e propaganda politici
mattarella, vicino a popolazione colpita da sisma 4 anni fa. codacons: le parole non bastano. la ricostruzione procede a passo di lumaca, di questo passo ne serviranno altri 40 per tornare alla normalità. ma che fine hanno fatto gli ingenti fondi stanziati per la ricostruzione?
AgenPress . Il Codacons attacca duramente in occasione dell’ anniversario dal terribile terremoto che flagellò il Centro Italia, e mette nel mirino le stucchevoli dichiarazioni di vicinanza, sostegno e solidarietà arrivate nel corso del tempo dalla politica, in assenza però di interventi risolutivi e concreti per la ricostruzione e il ritorno alla normalità. Da anni, e specialmente in occasione dell’ anniversario, i cittadini colpiti dal catastrofico evento sono costretti anche a subire una ridda di promesse, annunci, generiche manifestazioni d’ intenti: un carosello propagandistico noioso e inaccettabile, smentito dai progressi a passo di lumaca dei cantieri e delle attività di ricostruzione. L’ Associazione, che denunciò il governo italiano per omissione di atti dovuti e abuso della fiducia popolare in relazione alle promesse non mantenute circa la soluzione dei problemi connessi al sisma, torna a domandare chiarezza sull’ impiego delle ingenti risorse mobilitate nei mesi successivi al sisma e denuncia l’ immobilismo imperante anche sul rischio sismico: come se nulla si fosse imparato, e come se i cittadini dovessero fare affidamento sulla clemenza degli elementi piuttosto che sugli interventi delle istituzioni, mentre i Commissari alla ricostruzione si susseguono senza sosta e senza cambiamenti di sorta. I cittadini attendono la normalità, in moduli di poliuretano espanso, attorno ai borghi sconquassati, oppure lontano da casa – fuori cratere: e allora, in vista del prossimo anniversario, è davvero il caso di stoppare il circo delle promesse e degli annunci e procedere speditamente a una vera ricostruzione. Altrimenti, altro che 4 anni: ne serviranno 40, come per tanti terremoti del passato, a riprova ulteriore del fatto che in Italia – nonostante tutto, Commissari e Governi compresi, cambi di continuo – nulla cambia mai davvero.

Anteprima 24 , 24/08/2020 14:57
Città Spettacolo e Covid, Codacons contro Mastella: “Inopportuni i concerti per adolescenti”
città spettacolo è teatro di polemiche da sempre. a surriscaldare ulteriormente il clima, quest’ anno, è la vicenda covid. l’ ultima presa di posizione è quella della codacons di benevento che ha scritto oggi al sindaco, alla asl, al presidente della regione campania e alla prefettura per verificare gli atti autorizzatori riguarandi i concerti di ceolier e
Tempo di lettura: 2 minuti Città Spettacolo è teatro di polemiche da sempre. A surriscaldare ulteriormente il clima, quest’ anno, è la vicenda Covid. L’ ultima presa di posizione è quella della Codacons di Benevento che ha scritto oggi al sindaco, alla Asl, al presidente della Regione Campania e alla Prefettura per verificare gli atti autorizzatori riguarandi i concerti di Ceolier e Ghali. Di seguito, la nota della Codacons: “Con l’ allegata istanza il Codacons di Benevento ha chiesto in data odierna al Sindaco, alla ASL, alla Prefettura di consentire la verifica degli atti autorizzatori riguardo ai concerti di Geolier e Ghali programmati per il 29 e 30 agosto prossimi in piazza Castello . La richiesta è volta a verificare se dietro l’ atteggiamento paternalistico delle Amministrazioni locali, manifestatosi attraverso comunicati stampa e reiterate telefonate domestiche ai limiti della molestia, si celi effettivamente la volontà di prevenire il contagio oppure solo propaganda contraddetta dagli atti effettivamente posti in essere. Non si vede in effetti quale sia, soprattutto a 15 giorni dall’ inizio dell’ anno scolastico, la assoluta necessità culturale pubblica di programmare nell’ ambito di una rassegna teatrale 2 spettacoli di musica leggera per adolescenti, con possibili assembramenti e potenzialmente incontrollabili occasioni di contagio. L’ istanza è stata trasmessa anche al Presidente della Regione Campania, principale finanziatore della Rassegna, affinchè abbia la possibilità di intervenire coi fatti qualora ritenga che i pericoli connessi agli spettacoli siano, come il buon senso sembra suggerire, maggiori rispetto al beneficio pubblico legato agli eventi finanziati. Nell’ istanza si anticipa che il Codacons, comunque, qualora il regolare svolgimento dell’ anno scolastico dovesse subire danni per ragioni cronologicamente o statisticamente correlabili ai 2 eventi invierà immediata denunzia agli Organi Giudiziari competenti per la verifica delle eventuali responsabilità” .

Msn, 24/08/2020 14:04
Scuola, Codacons: in arrivo la stangata di settembre, per uno zaino griffato fino a 180 euro
In arrivo la “stangata” di settembre legata all’ acquisto di libri e corredo scolastico. Lo afferma il Codacons, che fornisce i dati sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico. Sul fronte dei prezzi al momento i listini di diari, astucci, zaini e materiale scolastico appaiano in linea con il 2019 e rincari si registrano solo per i prodotti di fascia alta e griffati. Nel 2020, spiega il Codacons, che ha realizzato una prima indagine a campione analizzano le tariffe praticate da grande distribuzione, negozi e piattaforme di e-commerce – il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro, mentre per un astuccio griffato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa tocca il picco di 55 euro. Altra voce che incide sull’ esborso per il corredo è quella relativa al diario, che quest’ anno supera i 22 euro per le marche più note. Se dunque l’ emergenza Covid con i suoi effetti depressivi sui consumi delle famiglie ha comportato a un contenimento dei prezzi per i prodotti di fascia medio-bassa, ma lo stesso non si può dire per le marche di fascia alta, che al contrario hanno subito ritocchi dei listini al rialzo. L’ esborso per il materiale scolastico completo, secondo l’ associazione, raggiungerà durante l’ anno scolastico 2020/2021 quota 530 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente. Tuttavia, sottolinea il Codacons, anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40%: basta non inseguire le mode e verificare i prezzi, dato che nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. E ancora: non comprare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno, ma aspettare soprattutto per quaderni e penne. Per le attrezzature più tecniche (dal compasso ai dizionari), infine, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti.

TGCom, 24/08/2020 13:17
Scuola, Codacons: in arrivo la stangata di settembre, per uno zaino griffato fino a 180 euro
per i prodotti di fascia medio-bassa, invece, lemergenza covid ha portato a una contrazione dei prezzi
In arrivo la “stangata” di settembre legata all’ acquisto di libri e corredo scolastico. Lo afferma il Codacons, che fornisce i dati sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico. Sul fronte dei prezzi al momento i listini di diari, astucci, zaini e materiale scolastico appaiano in linea con il 2019 e rincari si registrano solo per i prodotti di fascia alta e griffati. Nel 2020, spiega il Codacons, che ha realizzato una prima indagine a campione analizzano le tariffe praticate da grande distribuzione, negozi e piattaforme di e-commerce – il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro, mentre per un astuccio griffato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa tocca il picco di 55 euro. Altra voce che incide sull’ esborso per il corredo è quella relativa al diario, che quest’ anno supera i 22 euro per le marche più note. Se dunque l’ emergenza Covid con i suoi effetti depressivi sui consumi delle famiglie ha comportato a un contenimento dei prezzi per i prodotti di fascia medio-bassa, ma lo stesso non si può dire per le marche di fascia alta, che al contrario hanno subito ritocchi dei listini al rialzo. L’ esborso per il materiale scolastico completo, secondo l’ associazione, raggiungerà durante l’ anno scolastico 2020/2021 quota 530 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente. Tuttavia, sottolinea il Codacons, anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40%: basta non inseguire le mode e verificare i prezzi, dato che nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. E ancora: non comprare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno, ma aspettare soprattutto per quaderni e penne. Per le attrezzature più tecniche (dal compasso ai dizionari), infine, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. Il ministro Azzolina visita una scuola di Milano, aule già pronte per la didattica post-Covid Ansa 1 di 23 Ansa 2 di 23 Ansa 23 di 23 Ansa 23 di 23 Ansa 23 di 23 Ansa 23 di 23 Ansa 23 di 23 Ansa 23 di 23 Ansa 23 di 23 Ansa 10 di 23 Ansa 11 di 23 Ansa 12 di 23 Ansa 13 di 23 Ansa 14 di 23 Italy Photo Press 16 di 23 Italy Photo Press 17 di 23 Italy Photo Press 18 di 23 Italy Photo Press 19 di 23 Italy Photo Press 20 di 23 Italy Photo Press 21 di 23 Italy Photo Press 22 di 23 Italy Photo Press 23 di 23 Italy Photo Press 23 di 23 leggi dopo slideshow ingrandisci Il ministro dell’ Istruzione, Lucia Azzolina, ha visitato l’ istituto comprensivo Riccardo Massa, nella periferia nord-ovest di Milano. Ad accoglierla il dirigente scolastico, Milena Piscozzo, e il dirigente dell’ Ufficio scolastico regionale, Augusta Celada. Il ministro ha fatto un giro delle aule, già predisposte per la riapertura in sicurezza il 14 settembre. Ad attendere la Azzolina anche un gruppo di rappresentanti del “Comitato priorità alla scuola”, che hanno espresso preoccupazione per la ripartenza.

giornaledisicilia.it, 24/08/2020 13:03
Scuola, per uno zaino di marca si spendono fino a 180 euro
Sul fronte della scuola sta per arrivare anche la consueta «stangata» di settembre legata all’ acquisto di libri e corredo scolastico. Lo afferma il Codacons, che fornisce i dati sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico. Sul fronte dei prezzi al momento i listini di diari, astucci, zaini e materiale scolastico appaiano sostanzialmente in linea con il 2019 e rincari si registrano solo per i prodotti di fascia alta, ossia per il corredo «griffato» – spiega il Codacons, che ha realizzato una prima indagine a campione analizzano le tariffe praticate da grande distribuzione, negozi e piattaforme di e-commerce -. Nel 2020 il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro , mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa tocca il picco di 55 euro. Altra voce che incide sull’ esborso per il corredo è quella relativa al diario, che quest’ anno supera i 22 euro per le marche più note . L’ emergenza Covid con i suoi effetti depressivi sui consumi delle famiglie ha comportato un contenimento dei prezzi per i prodotti di fascia medio-bassa, ma lo stesso non si può dire per le marche di fascia alta, che al contrario hanno subito ritocchi dei listini al rialzo – analizza il Codacons -. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2020/2021 quota 530 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente. Tuttavia – spiega l’ associazione – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli utili: non inseguire le mode; nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. E ancora: andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. Non comprare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno, le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo: spesso, aspettando, si risparmia. Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), infine, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. ANSA © Riproduzione riservata.

Affari Italiani, 24/08/2020 11:58
Ostia, la pista ciclabile “fa schifo”. Il Codacons: “Un orrore di progetto”
dopo il gravissimo episodio dell’ ambulanza bloccata sul lungomare di ostia, sotto accusa roma servizi per la mobilità
Dopo il gravissimo episodio dell’ ambulanza bloccata sul lungomare di Ostia, dove la riduzione delle carreggiate dovuta alla creazione della pista ciclabile ha finito per creare una “trappola” capace di ritardare i soccorsi in caso di emergenza, il Codacons attacca gli uffici incaricati della progettazione, Virginia Raggi e la giunta in carica: tutti. Per l’ Associazione, incapaci perfino di ammettere l’ evidenza – e cioè la palese pericolosità del nuovo assetto stradale. Sembra, approfondendo la vicenda, che nessuno si sia posto questo elementare, prioritario problema. Bastano due auto in fila, infatti, per imbottigliare qualsiasi mezzo di soccorso, anche a sirene spiegate – almeno fino al punto in cui si trovano i parcheggi e lo slargo che consentono di scavalcare la fila: e allora, ironizza l’ Associazione, ai cittadini è demandato il compito di non sentirsi male sul lungomare, ma solo in quei luoghi e in quegli spazi dove la possibilità di essere soccorsi per tempo rimane intatta. Appare incredibile, poi, l’ autoassoluzione di Roma Servizi per la Mobilità, che si nasconde dietro i tecnicismi stradali per non riconoscere quello che tutti i cittadini sanno benissimo: a Stefano Brinchi presidente e Ad di Roma Servizi per la Mobilità, l’ Associazione fa presente che il video diffuso in rete non dimostra affatto “il complicato lavoro che i sanitari devono fare per muoversi nel traffico di una città”, ma semmai il contrario: la progettazione del tutto sbagliata della ciclabile, peraltro in totale assenza di trasparenza sui costi e con problemi evidenziati dai ciclisti e dai Vigili Urbani del Gruppo di Ostia. Tra questi, basti citare la difficoltà di circolazione per i mezzi dell’ Ama (che non riescono a raggiungere agevolmente i cassonetti dei vari stabilimenti), la cancellazione dei posti auto riservati ai disabili nelle vicinanze degli stabilimenti, e infine la soppressione di ben 12 fermate delle linee che transitavano sul lungomare, ora deviate.”Questa storia è un esempio di tutto quello che non va fatto nella progettazione di una ciclabile: un’ altra prova del disastro provocato dalla giunta Raggi, capace solo di annunciare provvedimenti che poi si rivelano superflui, controproducenti o – come in questo caso – dannosi”, dichiara il presidente Carlo Rienzi. “Ci aspettiamo che alla svelta si trovi una soluzione a tutti questi problemi, e che a pagare non siano i cittadini di Ostia, già danneggiati da una scelta cervellotica e sbagliata”, conclude. Loading… Commenti Ci sono altri 0 commenti. Clicca per leggerli.

Helpconsumatori, 24/08/2020 10:25
Caro scuola, Codacons: fino a 1.130 euro a studente per libri e corredo scolastico
il codacons ha realizzato un’ analisi sul “caro scuola” e sulle spese che dovranno affrontare i genitori e gli studenti: prezzi stabili rispetto al 2019, ma per un zaino di marca si può spendere fino a 180 euro. un astuccio griffato attrezzato raggiunge i 55 euro
Banchi, distanziamento, mascherine, la scuola si prepara alla riapertura e gli studenti e i genitori si apprestano ad acquistare quanto necessario in vista dell’ inizio del nuovo anno scolastico . Ma “sul fronte della scuola sta per abbattersi la consueta “stangata” di settembre legata all’ acquisto di libri e corredo scolastico “, afferma il Codacons , che fornisce i dati sul ” caro scuola” e le spese che dovranno affrontare i genitori. “Caro scuola”, l’ analisi del Codacons Secondo l’ analisi del Codacons , realizzata a campione sulle tariffe praticate da grande distribuzione, negozi e piattaforme di e-commerce, i listini di diari, astucci, zaini e materiale scolastico appaiano in linea con il 2019, mentre i rincari si registrano solo per i prodotti di fascia alta , ossia per il corredo “griffato”. Caro scuola, l’ analisi del Codacons In particolare, nel 2020 il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro , mentre per un astuccio griffato attrezzato con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli, la spesa tocca il picco di 55 euro . Altra voce che incide sull’ esborso per il corredo è quella relativa al diario , che quest’ anno supera i 22 euro per le marche più note. “L’ emergenza Covid con i suoi effetti depressivi sui consumi delle famiglie ha comportato un contenimento dei prezzi per i prodotti di f ascia medio-bassa , ma lo stesso non si può dire per le marche di fascia alta , che al contrario hanno subito ritocchi dei listini al rialzo – spiega il Codacons . Secondo l’ associazione, l’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2020/2021 una quota di 530 euro a studente su base annua. Cifra a cui va aggiunto il costo per libri di testo , che può variare a seconda del grado di istruzione e della scuola. Secondo quanto affermato dal Codacons, dunque, la spesa complessiva a carico delle famiglie può raggiungere, tra corredo e libri, i 1.130 euro a studente . Come abbattere i costi? Il Codacons ha redatto, dunque, alcuni consigli per risparmiare sulla spesa scolastica e abbattere i costi: non inseguire le mode , stando attenti a non farsi condizionare dal mercato pubblicitario, e acquistare prodotti di identica qualità ma a minor prezzo, spendendo il 40% in meno. Rinviare l’ acquisto delle scorte di quaderni e penne. Attendere le disposizioni dei professori per gli strumenti più tecnici, come il compasso e i dizionari, per evitare acquisti superflui o carenti. Valutare le offerte promozionali e i kit a prezzo fisso , prestando attenzione a costi e qualità del prodotto. Il Codacons consiglia, infine, di acquistare il trolley al posto del classico zaino.

Otto Pagine, 24/08/2020 10:10
Tutto pronto per “Casal Velino 2020. Incontri d’ Autore”
appuntamento giovedì 27 con enrica bonaccorti con il suo romanzo “il condominio”
Torna a Casal Velino la rassegna “Casal Velino 2020. Incontri d’ Autore”. Giovedì 27 agosto, alle ore 21.30, presso il Teatro del Porto (Canale Tufolo – Casal Velino, Enrica Bonaccorti con il suo romanzo “Il condominio” (Baldini+Castoldi). Saluti del Sindaco di Casal Velino, Silvia Pisapia. Interviene Bartolomeo Lanzara, Presidente Codacons Cilento. Nessun impegno, nessun lavoro: Francesco Maria Von Altemberger detto Cico vive di rendita in un minuscolo loft sul terrazzo di un’ anonima palazzina, e lo divide con Ada, la sua tartaruga. Dall’ alto osserva i suoi dodici condomini come un entomologo una colonia d’ insetti sotto vetro: nessuna empatia. Cico non vuole contaminazioni, la sua vera aspirazione è soltanto essere lasciato in pace, per questo ha abbandonato il Palazzo di famiglia per trasferirsi qui dove nessuno lo conosce. Ma in questo condominio la sua formalità crea equivoci: perché lui ascolta senza interrompere, saluta sempre tutti, non contrasta mai nessuna opinionee i suoi vicini scambiano la sua educazione per disponibilità, persino per amicizia. Suo malgrado, Cico si trova impantanato nelle vite degli altri: fra sospette relazioni extraconiugali e infiltrazioni dai soffitti, diamanti spariti e cani invadenti, questa commedia ironica e irresistibile diverte e conquista il lettore fino all’ inatteso, «esplosivo» finale, che sembra uscito da un film di Almodóvar. Enrica Bonaccorti (Savona, 18 novembre 1949), gran signora della tv italiana e conduttrice radiofonica di enorme successo, ha sempre frequentato la scrittura: paroliera di canzoni indimenticabili – La lontananza, Amara terra mia -, giornalista su varie testate come «Sette», «Corriere della Sera», ha curato la rubrica d’ opinione «Il Francobollo» finché non è approdata alla narrativa con La pecora rossa e L’ uomo immobile, inserito dal Ministero della Salute fra i testi che hanno «più correttamente divulgato una sindrome clinica». Le sono stati assegnati la Maschera d’ argento per la radio, tre Telegatti per la televisione e, per la sua attività giornalistica, il Flaiano, il Penne pulite e il Guidarello.

Cronache di Caserta, 24/08/2020 06:15
Rientro dalle vacanze, rallentamenti in tutta Italia
TORINO (Laura Carcano) Week end di controesodo dei vacanzieri, con rallentamenti e code improvvise domenica per il traffico intenso. E anche incidenti, di scarso rilievo quanto a conseguenze sulle persone, ma con riflessi importanti sulla fluidità della circolazione. Fra le criticità maggiori sulle strade, quelle sulla A30 con coda di 2 km alla barriera di Salerno, in direzione Napoli. In nord Italia sulla A12 registrate code di 2 km tra Genova est e bivio A12/A7, verso ovest, per lavori; code a tratti anche tra gli svincoli di Viareggio e La Spezia, per traffico intenso, sempre in direzione ovest, verso Genova. Sulla rete stradale ed autostradale in gestione Anas circolazione particolarmente intensa lungo la A2 Autostrada del Mediterraneo, in direzione nord, e lungo la SS51 “di Alemagna” in Veneto in località Villano va, in entrambe le direzioni. E proprio mentre il controesodo si sviluppa lungo le principali direttrici di viaggio del Paese il Codacons interviene per mettere in guardia viaggiatori e istituzioni “dal rischio che le aree di servizio si trasformino in luoghi di contagio, e per chiedere controlli accurati in tutte le stazioni, così da evitare una possibile causa aggiuntiva di diffusione del virus”. I numeri, infatti, per la organizzazione dei consumatori “parlano chiaro: e se tanti italiani hanno scelto la giornata di oggi per mettersi in viaggio, diventa essenziale garantire che gli unici luoghi di possibile aggregazione – gli autogrill, dove gli automobilisti devono necessariamente fermarsi per riposare e rifocillarsi – siano assolutamente sicuri, e che il flusso di viaggiatori non comporti situazioni di rischio per la salute pubblica”.

Il Quotidiano della Calabria, 24/08/2020 05:40
co ntr oe s
«Attenzione nelle aree di servizio»
il codacons mette in guardia vacanzieri e istituzioni
TORINO – Week end di controesodo dei vacanzieri, con rallentamenti e code improvvise domenica per il traffico intenso. E anche incidenti, di scarso rilievo quanto a conseguenze sulle persone, ma con riflessi importanti sulla fluidità della circolazione. Fra le criticità maggiori sulle strade, quelle sulla A30 con coda di 2 km alla barriera di Salerno, in direzione Napoli. In nord Italia sulla A12 registrate code di 2 km tra Genova est e bivio A12/A7, verso ovest, per lavori; code a tratti anche tra gli svincoli di Viareggio e La Spezia, per traffico intenso, sempre in direzione ovest, verso Genova. Sulla rete stradale ed autostradale in gestione Anas circolazione particolarmente intensa lungo la A2 Autostrada del Medi terraneo, in direzione nord, e lungo la SS51 “di Alemagna” in Veneto in località Villanova, in entrambe le direzioni. E proprio mentre il controesodo si sviluppa lungo le principali direttrici di viaggio del Paese il Codacons interviene per mettere in guardia viaggiatori e istituzioni “dal rischio che le aree di servizio si trasformino in luoghi di contagio, e per chiedere controlli accurati in tutte le stazioni – così da evitare una possibile causa aggiuntiva di diffusione del virus.” I numeri, infatti, per la organizzazione dei consumatori “parlano chiaro: e se tanti italiani hanno scelto la giornata di oggi per mettersi in viaggio, diventa essenziale garantire che gli unici luoghi di possibile aggregazione – gli autogrill, dove gli automobilisti devono necessariamente fermarsi per riposare e rifocillarsi – siano assolutamente sicuri, e che il flusso di viaggiatori non comporti situazioni di rischio per la salute pubblica.” Importantissima, quindi- ricorda la associazione- la disponibilità dispenser di gel all’ ingresso e agli accessi dei self-service e delle toilette, di gel e guanti presso le pompe di rifornimento di carburante, di segnalazioni sul pavimento delle posizioni da rispettare per garantire il distanziamento, di barriere di plexiglass all’ interno delle strutture, senza ovviamente dimenticare i dispositivi di protezione (come mascherine e visiere) per il personale.

Gazzetta di Parma, 24/08/2020 05:20
«Rsa ancora vietate ai parenti»
3«È doveroso segnalare un aspetto preoccupante nella vicenda pandemia legato agli anziani ricoverati in rsa o cra che ancora in questi giorni non riescono ad avere un costante contatto con i propri familiari e questo anche se muniti di tamponi fatti il giorno prima, mentre altri purtroppo non riescono nemmeno a farsi fare il tampone». A sottolinearlo sono i comitati dei familiari delle vittime Covid e il Codacons Emilia-Romagna. «Tutto ciò crea una situazione di grave disagio soprattutto per gli ospiti di rsa e cra affetti da demenza senile, che rischiano così di perdere le ultime capacità cognitive tese a riconoscere i parenti più prossimi. Tale situazione è frutto del fatto che sia la Regione che il Servizio sanitario regionale invece di regolamentare in modo più preciso come debbano operare le singole rsa e cra ha dato loro linee guida piuttosto vaghe per le quali alcune di queste strutture possano adottare criteri che di fatto non contemperino il bisogno di sicurezza sanitari e l’ esigenza di contatto sociale degli anziani. Sarebbero auspicabili regole più precise e la garanzia del servizio sanitario a tutti i parenti di poter effettuare prima delle visite programmate ai propri cari due tamponi di controllo e il test sierologico. O, se non fosse possibile, di permettere a chi desidera di farli in strutture private (in Svizzera il tampone costa meno di 30 euro e viene effettuato e consegnato in meno di 48 ore)». «Per quanto riguarda poi i tamponi e i test sierologici, i comitati e il Codacons prendono atto che casualmente la Regione ed il Servizio sanitario, seppur con numeri ben lontani da quelli garantiti già a maggio 2020 (10.000 tamponi e 5.000 test e sierologici), il 19 agosto hanno effettuato 9.000 tamponi e 1.419 test sie rologici, mettendo in quarantena 76 positivi al Covid mentre il 18 i positivi erano appena 21. Nelle precedenti settimane, al di là di quella per ora solo reclamizzata da Donini e Venturi, non si sono intercettati i due terzi dei positivi intercettabili lasciando circolassero e contaminassero. Inoltre, fare così pochi tamponi (poco più di 3.000 nei giorni prossimi a Ferragosto) nelle settimane precedenti è frutto di una volontà di tenere i numeri dei positivi rilevati bassi nel clou del periodo turistico oppure dell’ incapacità di assicurarsi la piena operatività anche nelle prime due settimane di agosto». «Gli effetti di tale inefficienza voluta o subita li stiamo già registrando in questi giorni in termini di aumento dei contagi ed altrui li vedremo purtroppo nelle prossime settimane. L’ assessore Donini ha poi affermato tra le altre cose che in realtà le nostre lamentele sono infondate in merito al mancato screening in luglio e nella prima metà di agosto sulla Riviera romagnola in quanto era in funzione un’ unità mobile per far tamponi. A fronte di un incremento di milioni di presenze sulle Riviera affermare con orgoglio di aver fatto quanto necessario mettendo in campo un’ unità mobile è frutto o di incompetenza o di mancanza di fondi». «Di fatto – prosegue il comunicato la Regione Emilia-Romagna in piena emergenza Covid economica, finanziaria, sociale e sanitaria ha deciso in ogni caso che le ferie estive sono sacre chiudendo di fatto i battenti come facevano le industrie negli anni 70. Forse i dirigenti della Regione speravano che anche il vi rus almeno per le prime due settimane di agosto chiudesse i battenti e si mettesse in ferie evitando di fare nuovi contagi? Da ultimo si sottolinea che sia i comitati che il Codacons i quali nonostante un proprio costante contributo disti molo all’ amministrazione regionale seppur critico, non per partito preso, ma per quanto è accaduto e sta accadendo, a oggi a distanza di oltre un mese dalla pec ed email con cui era stato chiesto a tutti i gruppi i consiliari in Regione un incontro hanno per ora ricevuto di tutto il centrosinistra la sola disponibilità dei Verdi a un incontro, mentre tutti gli altri gruppi dell’ opposizione hanno ritenuto importante confrontarsi almeno per un’ ora o poco più con noi, ultimo dei quali il gruppo di Forza Italia da cui verremo ricevuti nei prossimi giorni. I comitati vittime covid 19 e il Codacons attendono fiduciosi». r.c.

La Sicilia, 24/08/2020 04:30
codacons
«Autogrill possibili luoghi di contagio: servono più controlli»
Proprio mentre il controesodo si sviluppa lungo le principali direttrici di viaggio del Paese il Codacons interviene per mettere in guardia viaggiatori e istituzioni dal rischio che le aree di servizio si possano trasformare in luoghi di contagio e per chiedere quindi controlli accurati in tutte le stazioni così da evitare una possibile causa aggiuntiva di diffusione del virus.I numeri, infatti, parlano chiaro: se tanti italiani hanno scelto la giornata di ieri per mettersi in viaggio, diventa essenziale garantire che gli unici luoghi di possibile aggregazione sulle autodtrade – gli autogrill, dove gli automobilisti devono necessariamente fermarsi per riposare e rifocillarsi – siano assolutamente sicuri e che il flusso di viaggiatori non comporti situazioni di rischio per la salute pubblica. «Importantissima, quindi – sottolinea il Codacons – la disponibilità di dispenser di gel all’ ingresso e agli accessi dei self-service e delle toilette, di gel e guanti presso le pompe di rifornimento di carburante, di segnalazioni sul pavimento delle posizioni da rispettare per garantire il distanziamento, di barriere di plexiglass all’ interno delle strutture, senza ovviamente dimenticare i dispositivi di protezione (come mascherine e visiere) per il personale».L’ associazione, infine, da sempre attenta al tema per ovvie ragioni legate alla sicurezza stradale, invita alla massima prudenza gli automobilisti e chiede alle autorità di verificare il rispetto del divieto di circolazione dei Tir: l’ associazione chiede massima attenzione alla polizia stradale, incaricata di questi controlli, così da assicurare la massima sicurezza agli automobilisti in viaggio. Per la stessa ragione, il Codacons apre alle segnalazioni dei cittadini: chi vede circolare Tir e mezzi pesanti nei giorni di divieto (ad agosto, il prossimo blocco è previsto per il weekend del 29-30) può fotografare la targa e segnalare la violazione al numero 89349955 o inviando messaggio WhatsApp allo 095/441010: il Codacons si farà carico di denunciare questi casi alle autorità competenti.

Quotidiano di Puglia, 24/08/2020 03:47
Libri e tablet gratis per 46mila studenti Zaini e quaderni, stangata da mille euro
Libri e dispositivi digitali gratis per gli studenti in difficoltà: il ministero dell’ Istruzione mette sul piatto 236 milioni di euro per garantire la fornitura di libri, tablet e materiale scolastico alle famiglie in difficoltà. E in Puglia la fornitura gratis è prevista per 45.920 studenti. «Un provvedimento mai preso prima. Un finanziamento diretto agli istituti che consente di dare subito una mano alle famiglie che sono più in difficoltà, magari proprio a causa dell’ emergenza» si legge in una nota del ministero. Una comunicazione nella quale si specifica che i libri di testo e i dispositivi digitali saranno forniti agli istituti scolastici che provvederanno, attraverso specifici criteri comunicati successivamente, a distribuire i kit scolastici agli studenti in difficoltà. Intanto, proprio in vista del ritorno tra i banchi, sulle famiglie degli studenti che frequentano gli istituti di ogni ordine e grado sta per abbattersi la consueta stangata di settembre. Il salasso legato all’ acquisto di libri e corredo scolastico. A renderlo noto nelle scorse ore è stato il Codaconsche che come ogni anno i dati ufficiali sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico. «Sul fronte dei prezzi al momento i listini di diari, astucci, zaini e materiale scolastico appaiano sostanzialmente in linea con il 2019 e rincari si registrano solo per i prodotti di fascia alta, ossia per il corredo griffato» spiegano dall’ associazione che tutela i consumatori e che ha realizzato una prima indagine a campione analizzano le tariffe praticate da grande distribuzione, negozi e piattaforme di e-commerce. «Nel 2020 il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa tocca il picco di 55 euro – si legge ancora nella nota del Codacons – Altra voce che incide sull’ esborso per il corredo è quella relativa al diario, che quest’ anno supera i 22 euro per le marche più note». A conti fatti, dunque, l’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2020/2021 quota 530 euro a studente su base annua. A questa somma, però, va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che tra corredo e libri può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente. «Tuttavia spiega l’ associazione anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli». Primo fra tutti quello di non inseguire le mode del momento e di privilegiare gli acquisti nei supermercati: «Dove si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Per la scelta di materiale tecnico, come il compasso o il dizionario, infine è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Corriere dell’Umbria, 24/08/2020 03:41
weekend con traffico intenso sulle autostrade. rischio contagio nelle aree di servizio affollate
Controesodol autogrill sorvegliati speciall
code sia al sud che al nord italia per il rientro nelle grandi città dopo le vacanze
di Laura Carcano TORINO Weekend di controesodo dei vacanzieri, con rallentamenti e code per il traffico intenso. E anche incidenti, di scarso rilievo quanto a conseguenze sulle persone, ma con riflessi importanti sulla circolazione. Fra le criticità maggiori sulle strade, ieri, quelle sulla A30 con coda di 2 km alla barriera di Salerno, in direzione Napoli. Al nord Italia sulla Al2 registrate code di 2 km tra Genova est e bivio Al2/A7, verso ovest. Sulla rete stradale ed autostradale in gestione Anas circolazione particolarmente intensa lungo la A2 Autostrada del Mediterraneo, in direzione nord, e lungo la SS51 “di Alemagna” in Veneto. E proprio mentre il controesodo si sviluppa lungo le principali direttrici di viaggio del Paese, il Codacons interviene per mettere in guardia viaggiatori e istituzioni “dal rischio che le aree di servizio si trasformino in luoghi di contagio, e per chiedere controlli accurati in tune le stazioni – così da evitare una possibile causa aggiuntiva di diffusione del virus”. I numeri, infatti, per la organizzazione dei consumatori “parlano chiaro: diventa essenziale garantire che gli unici luoghi di possibile aggregazione – gli autogrill, dove gli automobilisti devono necessariamente fermarsi per riposare e rifocillarsi – siano assolutamente sicuri, e che il flusso di viaggiatori non comporti situazioni di rischio per la salute pubblica”.

Cronache Della Campania, 23/08/2020 19:36
Controesodo con code. Codacons: Attenti a regole anti Covid in aree servizio
week end di controesodo dei vacanzieri, con rallentamenti e code improvvise domenica per il traffico intenso. e anche incidenti, di scarso rilievo quanto a conseguenze sulle persone, ma con riflessi importanti sulla fluidità della circolazione.fra le criticità maggiori sulle strade, quelle sulla []
Week end di controesodo dei vacanzieri, con rallentamenti e code improvvise domenica per il traffico intenso. E anche incidenti, di scarso rilievo quanto a conseguenze sulle persone, ma con riflessi importanti sulla fluidità della circolazione.Fra le criticità maggiori sulle strade, quelle sulla A30 con coda di 2 km alla barriera di Salerno, in direzione Napoli. In nord Italia sulla A12 registrate code di 2 km tra Genova est e bivio A12/A7, verso ovest, per lavori; code a tratti anche tra gli svincoli di Viareggio e La Spezia, per traffico intenso, sempre in direzione ovest, verso Genova. Sulla rete stradale ed autostradale in gestione Anas circolazione particolarmente intensa lungo la A2 Autostrada del Mediterraneo, in direzione nord, e lungo la SS51 ‘di Alemagna’ in Veneto in località Villanova, in entrambe le direzioni. E proprio mentre il controesodo si sviluppa lungo le principali direttrici di viaggio del Paese il Codacons interviene per mettere in guardia viaggiatori e istituzioni “dal rischio che le aree di servizio si trasformino in luoghi di contagio, e per chiedere controlli accurati in tutte le stazioni – così da evitare una possibile causa aggiuntiva di diffusione del virus”.I numeri, infatti, per la organizzazione dei consumatori “parlano chiaro: e se tanti italiani hanno scelto la giornata di oggi per mettersi in viaggio, diventa essenziale garantire che gli unici luoghi di possibile aggregazione – gli autogrill, dove gli automobilisti devono necessariamente fermarsi per riposare e rifocillarsi – siano assolutamente sicuri, e che il flusso di viaggiatori non comporti situazioni di rischio per la salute pubblica”.Importantissima, quindi- ricorda la associazione- la disponibilità dispenser di gel all’ ingresso e agli accessi dei self-service e delle toilette, di gel e guanti presso le pompe di rifornimento di carburante, di segnalazioni sul pavimento delle posizioni da rispettare per garantire il distanziamento, di barriere di plexiglass all’ interno delle strutture, senza ovviamente dimenticare i dispositivi di protezione (come mascherine e visiere) per il personale.
fabio testa

secoloditalia.it, 23/08/2020 16:24
Scuola, stangata da 1.130 euro a studente per libri e corredo. I metodi per risparmiare
Non solo banchi e distanziamento nelle aule. Sul fronte della scuola sta per abbattersi anche la ‘stangata di settembre’ legata all’ acquisto di libri e e corredo. Lo afferma il Codacons , che fornisce come ogni anno i dati ufficiali sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico. Scuola, la ‘trappola’ del corredo griffato «Sul fronte dei prezzi al momento i listini di diari, astucci, zaini e materiale scolastico appaiano sostanzialmente in linea con il 2019. Rincari si registrano solo per i prodotti di fascia alta, ossia per il corredo ‘griffato’ . Nel 2020il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro. Per un astuccio griffato attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa tocca il picco di 55 euro. Altra voce che incide sull’ esborso per il corredo è quella relativa al diario, che ques’ anno supera i 22 euro per le marche più note». La spesa complessiva può arrivare a 1130 euro L’ esborso per il materiale completo della scuola raggiungerà durante l’ anno scolastico 2020/2021 quota 530 euro a studente su base annua. Va poi aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. La spesa complessiva a carico delle famiglie – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente. I consigli per abbattere i costi fino al 40% . Non inseguite le mode . In questi giorni tutte le televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola. «Allontanateli dalla tv. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità». Nei supermercati “si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti ‘civetta’ . Scuola, aspettando si risparmia Il terzo consiglio è quello di rinviare gli acquisti per la scuola. «Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia». Le offerte promozionali Infine, un cenno alle offerte promozionalie kit a prezzo fisso. Possono essere convenienti. Se non sono frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate la qualità del prodotto.

Scenari Economici, 23/08/2020 15:51
ALITALIA PORTA GUAI A CALENDA: il Codacons lo vuole denunciare per la nomina del Commissario
Grane in vista per l’ ex ministro Calenda e la provenienza è da Civitavecchia e da una inchiesta che ha rinviato a giudizio 21 persone per la gestione dell’ ultima fase pre-commissariale e commissariale della compagnia aerea Alitalia. La Procura di Civitavecchia nella sua relazione sul caso ha accertato come Luigi Laghi, già membro dell’ ultimo CdA e professore di Economia della Sapienza, non potesse essere nominato come Commissario da Carlo Calenda, che, allora, era ministro dello sviluppo economico. Secondo Codacons, che ha analizzato il faldone, a questo punto la Procura dovrà fare il passo obbligato di allargare la propria inchiesta anche sull’ ex ministro per valutare la sua posizione. In realtà già all’ epoca della nomina questa era stata già contestata dal Codacons, tanto che questi fece un ricorso al Tar, per l’ incompatibilità della nomina con Laghi con le altre cariche da lui precedentemente sostenute: infatti Laghi era stato anche in Mico, la società che precedentemente controllava la compagnia aerea, ed aveva avuto una carica anche in Alitalia Servizi, oltre ad aver avuto collaborazioni con CAI per la redazione del bilancio 2014. A questo punto veniva a mancare la terzietà e l’ estraneità di Laghi con le precedente gestioni , rendendolo quindi non adeguata la nomina. Ora il Codacons torna alla carica e chiede che le indagini si estendano all’ operato dell’ ex ministro. Naturalmente ci auguriamo che posso dimostrare l’ assoluta correttezza del suo comportamento che, comunque è risultato oggettivamente inutile nel salvataggio della società. Alla fine , dopo 5 anni, siamo sempre allo stesso punto di prima, cioè non sappiamo se la compagnia aerea sopravvivrà o diventerà un ricordo del passato. Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici. Iscrivetevi subito.

giornaledimonza.it, 23/08/2020 11:23
Truffato da una donna, anziano derubato del Rolex
“le truffe agli anziani hanno registrato un aumento del 79,3% negli ultimi 12 mesi, ben 615 durante il 2019, praticamente quasi due ogni giorno”.
Truffato da una donna, anziano derubato del Rolex – un regalo della moglie – a Triante alle nove di mattina. L’ allarme del Codacons: “Truffe in aumento negli ultimi 12 mesi”. Truffato da una donna E’ stato avvicinato da una donna che con insistenza, e senza mascherina, gli ha chiesto indicazioni. Ma è dovuto trascorrere del tempo prima che l’ uomo, un anziano di Triante, si accorgersse che quella truffatrice gli aveva sfilato il Rolex regalatogli dalla moglie in un momento difficile della vita. E all’ ottantenne non è rimasto altro che sporgere denuncia per l’ ennesima truffa. Una delle tante, purtroppo, come rilevato dai dati diffusi dai Carabinieri e condivisi dal Codacons che ha lanciato l’ allarme: “Le truffe agli anziani hanno registrato un aumento del 79,3% negli ultimi 12 mesi, ben 615 durante il 2019, praticamente quasi due ogni giorno. Sono dati semplicemente allarmanti”. Il fatto L’ ottantenne si è accorto di essere stato derubato solo dopo essere arrivato a casa e la figlia, spaventata, gli ha fatto notare che aveva il polso pieno di sangue. «Siamo immediatamente andati a sporgere denuncia dai carabinieri – ha spiegato la figlia – Mi auguro che grazie alle telecamere sia possibile risalire alla ladra». L’ uomo è ancora in stato di shock. «Non è tanto il valore economico dell’ orologio quanto quello affettivo. Era un regalo della mia mamma in un momento delicato della vita di papà». La figlia è indignata. “Se non possiamo camminare tranquilli alle 9 del mattino, quando possiamo fare una passeggiata?”. Secondo il racconto della figlia l’ uomo è stato avvicinato da una straniera, dall’ accento dell’ Est, che gli ha chiesto informazioni su una strada. «La donna era senza mascherina e si è avvicinata a mio papà. Lui indietreggiava impaurito da un possibile contagio». La donna non ha desistito: gli ha fatto vedere un foglietto con il nome della via e intanto continuava a toccare l’ uomo sulle spalle e sulle braccia. “Mio papà le ha ripetuto più di una volta di stare lontana e intuito che qualche cosa non andava ha allontanato il borsello che aveva a tracolla, insospettito da quel fare insistente”. Ma poi, arrivato a casa, la triste sorpresa. Le regole per evitare le truffe Allo scopo di prevenire truffe similari a danno di anziani, si propone il decalogo del Codacons, redatto per riconoscere ma soprattutto per prevenire questo genere di truffe: – Sincerarsi che il controllo sia effettivo: molti pensionati aprono le porte della propria casa senza verificare che effettivamente sia necessario un controllo dell’ abitazione. Solitamente è bene fare attenzioni agli avvisi del Condominio, nei quali vengono sempre indicati gli eventuali accertamenti nei singoli appartamenti, con indicazione della data e dell’ ora dell’ eventuale visita. – Richiedere i documenti d’ identità: è preferibile prima di far entrare qualcuno in casa propria, chiedere agli addetti di identificarsi tramite documento d’ identità. Se il controllo è effettivo i tecnici non devono avere alcuna ragione di opporsi a tale richiesta. – Richiedere un tesserino o un documento che attesti che effettivamente lavorano per la società detta: è utile fare richiesta di un documento o un tesserino per verificare se gli addetti siano realmente dipendenti della società con cui si sono presentati. – Controllare che gli addetti lavorino effettivamente per il proprio fornitore di luce e gas, o che siano dipendenti della propria società idrica: molto spesso infatti si presentano soggetti per fantomatiche società elettriche o idriche al solo scopo di entrare nell’ abitazione, dunque sincerarsi che siano veramente addetti alla propria società di fornitura. – Visionare sempre il lavoro dei tecnici: è importante prestare sempre attenzione alle attività svolte nella propria casa dai tecnici, al fine di verificare che siano effettivamente lì per il motivo indicato, ossia riparare un guasto o fare controlli. – Non permettere ai tecnici di andare da soli in altre stanze: non bisogna farsi scrupoli nell’ impedire agli addetti di andare in altre stanze da soli. Non hanno alcun motivo per fare ciò e se sono in buona fede accetteranno senza problemi di essere seguiti. – Non lasciare beni di valore in vista: prima di far entrare estranei nella propria abitazione, è importante mettere al sicuro qualsiasi bene sia “a portata di mano”. È sempre meglio mettere tutto in cassetti o in luoghi in cui non sia facile accedere. – Non farsi mai distrarre: solitamente, se si tratta di una truffa, i sedicenti tecnici si presentano in due o più, questo in modo che uno o più possano distrarre il proprietario dell’ abitazione mentre l’ altro o gli altri possono porre in essere furti in casa. – Verificare l’ abbigliamento e la presenza di casse degli attrezzi: se gli addetti si presentano per riparare un guasto, o fare un controllo, è importare verificare l’ abbigliamento e se portano con sé cassette degli attrezzi o simili, senza i quali difficilmente dei veri tecnici potrebbero lavorare. – Chiamare aiuto: se non ci si sente sicuri, è bene farsi assistere da qualcuno, che può essere un vicino, un parente, perfino la portineria. È importante non essere da soli in questi casi. E qualora ci si dovesse rendere conto che si tratta di una truffa, è fondamentale chiamare subito il 118. 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liberoQuotidiano.it, 23/08/2020 09:36
Il Billionaire e le discoteche chiuse, Pasca (SIlb Fipe) a Libero: “Accanimento studiato a tavolino”
23 agosto 2020 a a a “Tanti italiani hanno contratto il virus in vacanza all’ estero. E il Ministro Speranza giustamente chiude le nostre discoteche. E’ un teorema che non regge. Ho dato incarico a diverse agenzie investigative di monitorare le feste abusive, posti fuori controllo e davvero a rischio, dove i giovani si stanno riversando. Tutto verrà sottoposto all’ attenzione del Ministro. Siamo sotto assedio permanente. Ma non faremo la fine del generale Custer”. ‘Servizio interrotto all’ improvviso’. Un’ agenzia privata inguaia Briatore? Il sospetto sul focolaio al Billionaire Maurizio Pasca, presidente di Silb-Fipe, sindacato che rappresenta l’ intera filiera del mondo della notte, cosa non le torna di queste ore convulse? “Sembra un accanimento studiato ‘a tavolino’. E’ cominciato un mese prima dell’ Ordinanza, con gli esposti del Codacons contro due noti locali, uno in Puglia e l’ altro in Emilia Romagna. Poi l’ attacco mediatico quotidiano. Il nostro settore è lacerato da una campagna diffamatoria in cui si esaltano bufale autentiche. Certi giornali, che dopo la sentenza del TAR si sono messi a gioire, ci hanno dipinti come ‘untori’ e simbolo di tutti i mali”. Per i ‘giornaloni’ il TAR ha respinto il ricorso, in realtà ha solo rimandato il verdetto. “Si è espresso sulla legittimità del nostro ricorso, constatando un danno che, nel caso in cui ci daranno ragione, potrà essere quantificato tra Regioni e Governo. Ad esso chiediamo lumi su una effettiva diffusione dei contagi nelle discoteche, a partire dal 13 giugno, ossia da quando sono state riaperte”. Quali i punti su cui insistere e quali proposte? “Voglio portare sul tavolo del Ministro Patuanelli le carte delle aziende chiuse da febbraio, Ad oggi, non hanno visto un euro. Anzi, hanno tolto l’ IMU agli stabilimenti balneari, ai bar e ai ristoranti, ma alle discoteche no. Il DCPM di giugno per i locali all’ aperto è stato spazzato via dall’ Ordinanza di Speranza, che ha dato il colpo di grazia ad una stagione già di suo compromessa. Oltre che al turismo, visto che tanti giovani in vacanza a Gallipoli o a Rimini, con le discoteche di nuovo chiuse, si stanno già dirigendo altrove. Restino regole stringenti, come quelle adottate da Emilia Romagna o Veneto, e le rispetteremo, ma si dia la possibilità di lavorare a tutti”. Conte si è affrettato a dire di non aver autorizzato la riaperture. “Col decreto di giugno di fatto rimandava la decisione ai governatori regionali, in base alla situazione locale. La prima a riaprire i locali all’ aperto è stata la regione Toscana, l’ ultima la Sardegna”. Ha ancora senso aspettarsi qualcosa dall’ alto? “Mi aspetto un minimo di buon senso, e almeno la salvaguardia di lavoratori e di aziende sul lastrico. Sarebbe il caso di mettere da parte i tanti steccati nei nostri confronti. La base è sempre più incazzata. La discesa in piazza non so quali conseguenze potrebbe comportare. Senz’ altro la rabbia di tante persone troverà una risposta nelle urne a breve”. Dai gestori cosa è stato rispettato e cosa no? “Direi che a fare di testa propria sono stati il 5% e le sanzioni nei loro confronti è giusto che ci siano. Gli altri però hanno rispettato le regole. Mi riferisco alla sanificazione, alla misurazione della temperatura all’ ingresso, all’ utilizzo dei bicchieri monouso, alle prenotazioni online, alla richiesta di nominativi. Ti dirò di più: quel 30% di locali che non erano in grado di rispettare queste norme, non hanno riaperto. L’ unica cosa che non sempre è stata rispettata è il distanziamento sociale. E’ ipocrita però dire che sia avvenuto solo nelle discoteche. Gli assembramenti si vedono ovunque: nei bar, nelle spiagge, ai concerti, nelle piazze”. Quale pensiero sugli sceriffi più intransigenti tra discotecari vecchi e nuovi? “Mi ha molto deluso Linus. E’ uno che ha vissuto buona parte della sua carriera nelle discoteche, e mi risulta che una delle radio a cui sovraintende abbia quest’ anno degli accordi con una discoteca di Riccione. Certo che avremmo potuto non riaprire, a patto che si fosse visto qualche aiuto da chi di dovere, mentre oggi a chi non può pagare pagare l’ affitto viene staccata la luce. All’ estero non hanno riaperto perché lo Stato ha fornito un sussidio da subito. Linus dimentica inoltre che se restano chiusi per una stagione il Pacha o il Ministry Of Sound, con tutto l’ indotto dei loro brand, le perdite saranno irrisorie. Il locale gestito in ambito familiare, chiuso ormai da 6 mesi, letteralmente muore”. Al pregiudizio culturale si somma sempre quello politico alla fine? “Verrebbe da pensarlo, e sarebbe un grave danno, un atteggiamento da censurare ad ogni costo. Solo un anno fa abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa sulla sicurezza con Salvini che prevedeva un riconoscimento per le discoteche esemplari e virtuose. Con l’ esecutivo poi rimasto in sella, ossia quello a trazione PD-5S, è diventato lettera morta. A Salvini si rimproverava il fatto di voler essere solo lui il ‘Comandante’ alla guida del Paese. Oggi qualcun altro lo sta facendo in grande stile e nessuno si sogna di fiatare”.
leonardo filomeno

Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 23/08/2020 06:11
Le ambulanze restano senza medici Il servizio di emergenza è al collassoGratteri: la lotta alla criminalità non è la priorità della politica
su quattordici postazioni presenti sul territorio provinciale ne restano scoperte sei il codacons annuncia: pronti a denunciare per interruzione di pubblico servizio
Il servizio di emergenza del 118 dell’ Asp di Catanzaro è al collasso. Le ferie e alcune dimissioni dovute alla scelta dell’ azienda sanitaria di chiedere la restituzione delle indennità aggiuntive, hanno ridotto all’ osso il personale. Così da ieri mattina in sei postazioni su 14 nelle ambulanze viaggeranno “demedicalizzate”. In particolare si troveranno sprovviste di medici le postazioni di Catanzaro Lido, Falerna, Girifalco, Maida, Sersale e Tiriolo. Per capire ancor meglio l’ allarme di questi giorni basta un dato: nel territorio lametino dove sono residenti 150mila persone esclusi i turisti di queste settimane solo in due postazioni è presente un medico a Lamezia e a Soveria Mannelli. Una situazione di pericolo tanto che l’ associazione Codacons ha annunciato l’ intenzione di denunciare l’ interruzione di pubblico servizio nonché l’ esercizio abusivo della professione medica a carico dei vertici dell’ Asp e del responsabile del 118. Per l’ associazione non è in alcun modo accettabile la drastica riduzione del personale medico e la sua sostituzione con personale infermieristico. «Non vogliamo certo sminuire la professionalità del personale infermieristico, che si prodiga quotidianamente nell’ ambito dell’ emergenza – si legge in una nota del Codacons – purtuttavia, se è riconosciuta l’ esistenza di due distinte professioni, quella di Medico e quella di Infermiere, ciò significa che esse non solo hanno compiti e funzioni diverse ma anche, e soprattutto, non sono tra loro intercambiabili». «Se poi pensiamo al ridimensionamento dei Poli Sanitari Territoriali – prosegue il Codacons – sembra quasi che ci si trovi dinnanzi ad un disegno per far saltare la medicina territoriale ed affossare la sanità pubblica. Uno scenario inquietante per migliaia di Cittadini che ogni giorno dalle aree interne del Catanzarese, hanno necessità di rivolgersi alla sanità pubblica. Aree già penalizzate da una rete viaria disastrata ed insufficiente e da trasporti pubblici praticamente inesistenti». «Purtroppo il servizio pubblico, già drammaticamente sottodimensionato – continua il vicepresidente Francesco Di Lieto – s’ inchina a logiche incomprensibili che hanno sullo sfondo un totale disprezzo per la salute dei pazienti. Il tutto nonostante all’ Asp di Catanzaro continui a giungere un fiume di danaro per garantire livelli dignitosi di assistenza. Anche per questo ci saremmo attesi – incalza il Codacons – una corale indignazione da parte dei sindaci». L’ associazione conclude chiedendo spiegazioni ai commissari dell’ Asp di Catanzaro per comprendere le ragioni di «una drammatica quanto illegittima penalizzazione che, in sostanza, si traduce in una vera e propria interruzione di pubblico servizio. Pretendiamo puntuali spiegazioni circa una decisione che finisce per negare assistenza sanitaria a tantissimi cittadini». ga.ma.

Gazzetta del Sud, 23/08/2020 05:36
Prove di controesodo? È sempre tutto esaurito
Salvatore Sarpi Lipari È cominciato ieri, già con i primi mezzi del mattino, il controesodo dalle Isole Eolie. Tutto esaurito, anche per oggi, sulle navi in partenza per Milazzo per quanto concerne auto e motocicli. Pienone di mezzi anche sulla Laurana che collega l’ arcipelago con Napoli. Pienone che, questa tratta, si protrarrà anche per la settimana entrante. Viaggiano a pieno carico anche gli aliscafi. Il controesodo è, comunque, compensato da un buon numero di arrivi che contribuiscono a tenere alta l’ asticella delle presenze di agosto. Da stime approssimative nel mese che sta per concludersi si è registrato rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente un buon 40% di incremento delle presenze. Conteggio dal quale sono escluse le presenze di un paio d’ ore, cioè di coloro che arrivano con le cosiddette imbarcazioni da mini-crociere. A tal proposito dobbiamo evidenziare come, dopo Stromboli, ad insorgere sono anche gli abitanti di Panarea anche questa letteralmente presa d’ assalto ogni giorno da migliaia di turisti “mordi, sporca e fuggi”. Sulle molte presenze e gli assembranti è intervenuto ieri anche il Codacons che, inviando sul posto i propri ispettori, parla di situazione intollerabile poiché, specie i più giovani, non rispettano le norme sull’ uso delle mascherine”. Tornando alle presenze “contabilizzate” un incremento di circa il 35% lo si è registrato anche in mare. Un tipo di turismo questo, che se le condizioni meteo terranno, promette buoni numeri anche sino a settembre. Intanto, dopo la notizia relativa all’ esito negativo dei tamponi effettuati a Panarea, interviene con una nota Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Eolie e isole minori della Sicilia. «Le isole minori e nell’ occasione le Eolie – ha affermato Del Bono – si dimostrano ancora una volta luoghi particolarmente sicuri grazie anche alla reattività delle amministrazioni locali, delle forze dell’ ordine e della popolazione locale. Per questo reiteriamo il nostro appello affinché si continuino a rispettare le regole: unico strumento a nostra disposizione per ridurre al minimo i rischi di contagio in presenza di persone contagiate dal Covid-19». Turismo in crescitaCovid 19: il Codaconsinvia i propri ispettori.

Gazzetta del Sud, 23/08/2020 05:36
Pienone alle Eolie e in montagna Ma si deve vigilare sulle regole
Effetto Covid alle Eolie e… sulle località di montagna. Complici le restrizioni ai viaggi all’ estero e il numero limitato dei posti in spiaggia si sta assistendo ad un vero e proprio boom in località marine e montane. L’ assalto dei turisti alle Eolie e soprattutto nella zona delle Dolomiti ha raggiunto livelli mai visti prima. Il Codacons riguardo alle Eolie, denuncia «assembramenti», soprattutto «nei porti in occasione delle partenze di aliscafi e traghetti, dove migliaia di persone si accalcano sulle banchine», e chiede controllo sulla movida, dopo le 22, per evitare assembramenti e mancato rispetto delle regole, di distanziamento e per quanto riguarda le mascherine. Ma anche per le Dolomiti. In un post su facebook il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico Cnsas, visto l’ afflusso dei turisti, chiede rispetto delle regole e propone un vademecum di comportamenti da tenere in montagna. Così come il re degli ottomila, Reinhold Messner, che auspica che la politica prenda decisioni e regolamenti i flussi: «Attualmente sui passi dolomitici si verifica un caos paragonabile al peggior ingorgo che si possa immaginare in una grande città», dice l’ alpinista. Il caos fa male alla montagna…

quotidianodisicilia.it, 23/08/2020 00:16
Scuola, tra una settimana si riparte. Sicilia prima per nuovi banchi e seconda per dispositivi digitali
gratuiti per oltre sessantamila studenti isolani meno abbienti. dal primo settembre anche nella nostra regione si comincia con il recupero degli apprendimenti, mentre le lezioni prenderanno il via il quattordici. da oggi il personale scolastico potrà sottoporsi ai test sierologici. e, sempre da oggi, sarà operativo l’ help desk al quale gli istituti potranno rivolgersi per risolvere dubbi e quesiti. la guida iss sui focolai scolastici. congedi retribuiti per i genitori. materiale scolastico, come evitare il rischio di stangata
Gratuiti per oltre sessantamila studenti isolani meno abbienti. Dal primo settembre anche nella nostra regione si comincia con il recupero degli apprendimenti, mentre le lezioni prenderanno il via il quattordici. Da oggi il personale scolastico potrà sottoporsi ai test sierologici. E, sempre da oggi, sarà operativo l’ help desk al quale gli istituti potranno rivolgersi per risolvere dubbi e quesiti. La Guida Iss sui focolai scolastici. Congedi retribuiti per i genitori. Materiale scolastico, come evitare il rischio di stangata E’ iniziato il conto alla rovescia per le famiglie siciliane: esattamente tra una settimana, martedì primo settembre, anche nella nostra regione riaprirà la scuola, anche se con il recupero degli apprendimenti, mentre le lezioni prenderanno il via da lunedì quattordici. Anche in Sicilia a partire da oggi il personale scolastico potrà fare i test sierologici – dopo il test di Lazio e Toscana – anche se alcuni medici di famiglia hanno mugugnato perché, sostengono, nei loro studi non ci sono sufficienti misure di sicurezza, ponendo la questione dei costi dello smaltimento dei rifiuti e delle sanificazioni. Ma Biagio Papotto, segretario nazionale della Cisl Medici, bolla come vergognosa la presa di posizione e invoca “un segnale di responsabilità”. Da oggi operativo l’ help desk Sempre da oggi, poi, è operativo – dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – l’ help desk al quale gli istituti potranno rivolgersi per risolvere dubbi e quesiti. Tra questi, quelli riguardanti la possibilità, da parte degli Enti locali, di far ricorso alle scuole paritarie per trovare spazi aggiuntivi. Dopo una serie di polemiche, infatti, il Ministero ha sottolineato che “non è mai stato previsto il contrario. Né potrebbe esserlo”. Il gran lavoro dei mesi scorsi La prossima settimana, dunque – pur con gli inevitabili problemi iniziali – si rimetterà in moto l’ enorme macchina della scuola, grazie al gran lavoro dei mesi scorsi. “Un periodo – ha sottolineato la ministro dell’ Istruzione Lucia Azzolina – di intenso lavoro per la ripresa che ha coinvolto tutti i Ministeri interessati, le Regioni, gli Enti locali, gli Uffici scolastici regionali, le scuole, con tutto il personale e i dirigenti scolastici, le parti sociali, le Associazioni di studenti, genitori”. Una dichiarazione che mostra una volontà di recuperare unità e coesione dopo le tante e spesso inutili (o strumentali) polemiche in vista di una ripartenza che non poteva non essere difficile anche perché coincide con il malaugurato incremento dei contagi. Non vi è dubbio, comunque, che le Linee guida per il rientro siano state presentate già due mesi fa, per la precisione il 26 giugno scorso, e che hanno consentito di avviare le operazioni per la ripresa, con riunioni e contatti continui con Istituti, Enti locali, parti sociali, associazioni. Sono state fornite anche altre Linee guida: quelle per la didattica digitale integrata, derivate dall’ esperienza della didattica a distanza del periodo del lockdown. In questi mesi, inoltre, sono stati siglati con i Sindacati vari Protocolli di sicurezza e il Comitato tecnico scientifico per l’ emergenza ha costantemente aggiornato le proprie disposizioni per la scuola in relazione all’ andamento della curva epidemiologica, che, come si sa, è in risalita. Oltre tre miliardi di euro stanziati Il Governo Conte ha stanziato quasi tre miliardi di euro per consentire lavori di edilizia scolastica, affitto di nuovi spazi, acquisto di nuovi arredi e i lavori per la ripresa sono stati costantemente monitorati. Quasi due milioni e mezzo di banchi monoposto saranno distribuiti nelle scuole, un investimento mai fatto dallo Stato, e serviranno, come in Sicilia, che è la prima regione per richieste, di rinnovare il fatiscente arredamento delle aule. Altri finanziamenti ci sono stati per l’ incremento di docenti e personale Ata, formazione e acquisto di strumenti tecnologici. Sono state stanziate inoltre nuove risorse – per 236 milioni di euro – che consentiranno fornire gratuitamente a quasi mezzo milione di studenti meno abbienti dispositivi digitali – tablet, pc e altri dipositivi mobili – e libri, forniti direttamente dalle scuole, in settembre grazie a un finanziamento diretto agli istituti per dare subito una mano alle famiglie in difficoltà. Sicilia prima per banchi e seconda per pc e libri gratis In Sicilia, la seconda regione italiana per numero di allievi che usufruiranno delle forniture gratuite (la prima è la Campania), il beneficio riguarderà 61.184 studenti. “Il Ministero – si legge in una nota – non ha mai lasciato sola la scuola e continuerà a supportarla in un’ ottica di grande comunità al servizio delle studentesse e degli studenti. La Guida Iss sui focolai scolastici Nei giorni scorsi, infine, è stato pubblicato la guida dell’ Istituto superiore di sanità (Iss) con le regole per la gestione di casi e focolai di coronavirus nelle Scuole. Trasporto pubblico locale, chiesto incontro con il Governo E in vista della riapertura, Agens, Anav e Asstra, le associazioni del trasporto pubblico locale e del trasporto scolastico dedicato, hanno chiesto “un urgente incontro al Governo, alla Conferenza delle Regioni e all’ Anci” per “ascoltare anche suggerimenti e proposte degli operatori”. “Ancora non è chiaro – hanno scritto in una nota – a quali condizioni organizzative dovremo garantire i servizi” visto che le misure del Dpcm di agosto comporterebbero “un sostanziale raddoppio dell’ offerta molto difficile da realizzare in tempi ristretti e assai impegnativa dal punto di vista economico”. Congedi retribuiti per i genitori E mentre la ministro per la famiglia Elena Bonetti ha riprosto congedi retribuiti e diritto allo smart working per i genitori in caso di malattia o della quarantena di un bambino, la viceministro dell’ Istruzione Anna Ascani, ha commentato il dibattito sulla riapertura affermando “Il Paese, finalmente, parla di scuola, che non può essere la Cenerentola ma la priorità. Con risorse, che ora abbiamo, da investire”. “La scuola – ha sottolineato – deve riaprire e da questo dipende la credibilità del nostro Paese. E la scuola è relazione, dobbiamo tornare a fare scuola in presenza.In Italia il boom economico è stato legato alla funzione che la scuola ha svolto, facendo diventare il figlio dell’ operaio dottore. Le nuove generazioni hanno bisogno di un altro modello, che dia importanza alla capacità di distinguere le informazioni, creando il desiderio di crescere”. Investire in nuovi spazi scolastici “Ma senza rinnovare gli spazi – ha concluso – non si può rinnovare la didattica e noi abbiamo quarantamila edifici scolastici, ottomila istituti, molti riadattati: il primo investimento da fare è sugli spazi, non solo per la necessità del distanziamento”. Materiale scolastico, prezzi fermi Intanto, secondo uno studio dell’ associazione di consumatori Codacons – una prima indagine a campione su grande distribuzione, negozi e piattaforme di e-commerce -, i prezzi di diari, astucci, zaini e materiale scolastico sono sostanzialmente in linea con quelli del 2019. I rincari si registrano solo per i prodotti di fascia alta, ossia per il corredo “griffato”. La crisi pandemica con i suoi effetti depressivi sui consumi delle famiglie “ha comportato un contenimento dei prezzi per i prodotti di fascia medio-bassa – si legge in una nota -, ma non per gli altri: il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa tocca il picco di 55 euro. Altra voce che incide sull’ esborso per il corredo è quella relativa al diario, che quest’ anno supera i 22 euro per le marche più note”. Il rischio di stangata, come abbattere i costi Secondo l’ associazione “L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2020/2021 quota 530 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente”. Tuttavia, spiega il Codacons, è possibile risparmiare sensibilmente, fino al 40%”, seguendo alcuni consigli utili diffusi dalla stessa associazione. Non inseguite le mode e la pubblicità, comprare nei supermercati, dove “si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria” puntando ai “cosiddetti prodotti ‘civetta’, venduti addirittura sottocosto”. Rinviare gli acquisti, ok alle offerte Il terzo consiglio è quello di rinviare gli acquisti. “Abbiamo la pessima abitudine – afferma il Codacons – di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia”. Offerte promozionali e kit a prezzo fisso, infine, “possono essere convenienti, ma confrontare i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino, per il quale sconsigliamo in ogni caso l’ acquisto, dando la preferenza al trolley”.
pietro crisafulli

larepubblica.it (Roma), 28/08/2020 15:19
Ztl, Raggi: “Verso riapertura ma ragionamento su orari”. Commercianti: “Opzione insufficiente”
la sindaca pensa a uno scambio: riattivare le zone a traffico limitato ma eliminare le fasce orarie dei negozi
Abolire le fasce orarie di apertura dei negozi “in cambio” della chiusura delle Ztl in centro storico. La sindaca Virginia Raggi va in questa direzione, ma per i rappresentanti dei commercianti questa opzione è “del tutto insufficiente ad aiutare negozianti e lavoratori” denuncia Valter Giammaria di Confesercenti. “Stiamo andando nella direzione di riattivare la Ztl, come hanno fatto tutte le altre grandi città. Ma faremo un ragionamento sugli orari” ha spiegato Raggi in mattinata, senza scendere nei dettagli della decisione che deve essere presa entro il 30 agosto. Dopo questa data i varchi saranno di nuovo attivi e le auto non potranno attraversarli dopo le 18. Un danno ulteriore, dal punto di vista dei commercianti, visto che in vigore ci sono ancora le fasce orarie di apertura e chiusura che ad esempio vincolano i negozi di abbigliamenti ad alzare la serranda non prima delle 10 del mattino. E lo scambio sarebbe proprio questo: riattivare la Ztl ma eliminare le fasce orarie. Altra opzione, caldeggiata da alcuni consiglieri di maggioranza ma al momento difficilmente realizzabile, sarebbe quella di modificare l’ orario entro il quale le auto devono rimanere fuori dai varchi. A Trastevere ad esempio, la Ztl tornerà chiusa al traffico dalle 21:30 mentre, per agevolare chi vuole andare al ristorante, si potrebbe spostare in avanti lo stop alle auto. “Siamo in contatto solo con l’ assessore al Commercio Carlo Cafarotti, la sindaca non ci ascolta e vorrebbe essere anche rivotata” continua Giammaria che promette “una battaglia dura” sul fronte Ztl. Tanto che i rappresentanti del commercio romano sono pronti a fare ricorso al Tar se l’ apertura dei varchi non sarà prolungata. Intanto, come anticipato da Repubblica, l’ assessorato ai Trasporti guidato da Pietro Calabrese è a lavoro anche per prorogare di sei mesi i permessi Ztl, come chiedevano i cittadini. Un fronte altrettanto caldo visto che anche i residenti del centro storico e il Codacons (associazione dei consumatori), sono sul piede di guerra. A causa dell’ emergenza coronavirus, infatti, i varchi delle zone a traffico limitato sono spenti da marzo e nelle ore diurne tutti possono attraversarli. Fino alla fine di agosto, come detto, sarà così e il servizio per sei mesi è stato di fatto soppresso. Il permesso costa tra i 200 e i 300 euro l’ anno per chi abita in centro e il prezzo del servizio sale a 2.000 euro per i lavoratori. I pass validi non sono pochi e superano i 21mila: a pagare sono stati oltre 11mila residenti del centro, più di 1.770 sono stati rilasciati a chi deve entrare con i camion per distribuire merci nei negozi, altri 5.700 a lavoratori e commercianti. Con i varchi aperti a tutti per sei mesi, il valore di questi permessi attualmente è pari alla carta straccia e per questo l’ assessorato ha deciso per la proroga.
luca monaco

L’Urlo, 28/08/2020 13:42
Codacons al TAR: sostegno a Musumeci ma senza motivazione politica
Dopo la notizia da parte del TAR dell’ istanza cautelare presentata dal Governo, il Codacons attacca duramente il governo nazionale. Lo stesso Tribunale, inoltre, ha sospeso l’ esecutività del decreto di Musumeci. Nessuna chiusura degli hotspot e dei centri di accoglienza in Sicilia. L’ associazione, pertanto, interviene a sostegno della proposta del Presidente della Regione. “È incredibile che a Roma la Regione possa “invadere” le competenze dello Stato sui vaccini e in Sicilia la situazione si capovolga” riferisce il Codacons. Nel caso di Roma, infatti, si fa riferimento all’ ordinanza della Regione Lazio riguardante la campagna di vaccinazione anti-influenzale nonchè al programma di vaccinazione anti-pneumococcica che impone la vaccinazione agli over 65. “Qui, a quanto pare, non è dato tutelare i migranti tramite la chiusura degli hotspot e dei centri di accoglienza presenti sull’ isola, notoriamente sovraffollati e quindi potenzialmente pericolosi per la salute di tutti i cittadini siciliani”. L’ associazione, inoltre, sottolinea l’ importanza di ogni provvedimento amministrativo che deve avere cura di un interesse pubblico, pertanto, la valutazione deve partire da fondamenta di competenza e legittimità. “Non si capisce, allora, per quale ragione il provvedimento della Regione Siciliana finirebbe per esorbitare dall’ ambito dei poteri attribuiti alle Regioni. Essendo disposto, infatti, con la dichiarata finalità di tutela della salute in conseguenza del dilagare dell’ epidemia da Covid 19 sul territorio regionale”. sostengono i segretari Codacons siciliani. Uniformità di giudizio su tutto il territorio nazionale Il Codacons chiede uniformità di giudizio su tutto il territorio nazionale: il rischio è quello di trasformare il diritto in un esercizio di opinioni, variabile e contingente, di volta in volta sottoposto a letture difformi e anzi contraddittorie. G.G.

Helpconsumatori, 28/08/2020 10:50
Istat, ad agosto aumenta la fiducia dei consumatori
l’ indice di fiducia dei consumatori aumenta ad agosto, passando da 100,1 a 100,8. codacons: numeri lontani dai livelli pre-covid. federconsumatori: si punti alla crescita economica e al contrasto delle disuguaglianze
L’ indice di fiducia dei consumatori aumenta ad agosto, dopo il lieve calo registrato nel mese di luglio 2020, e passa da 100,1 a 100,8 . Lo rivela l’ Istat , che ha diffuso oggi i dati relativi alla fiducia di consumatori e imprese, questa in aumento per il terzo mese consecutivo (da 77,0 a 80,8). “Ad agosto il clima di fiducia delle imprese aumenta per il terzo mese consecutivo. Tale aumento è diffuso a tutti i settori ed è marcato per i servizi, mentre è più contenuto per l’ industria. Sebbene in recupero in tutti i settori, gli indicatori del clima di fiducia delle imprese rimangono ancora distanti dai livelli precedenti l’ emergenza sanitaria , in particolare nei servizi di mercato – spiega l’ Istat – L’ indice di fiducia dei consumatori è in aumento dopo il lieve deterioramento registrato nel mese di luglio 2020. La crescita è trainata dal deciso miglioramento delle aspettative sulla situazione economica del paese e sulla disoccupazione”. Tra le componenti del clima di fiducia dei consumatori, il clima economico registra l’ aumento più marcato passando da 85,9 a 90,1. Anche il clima corrente e futuro migliorano passando, rispettivamente, da 97,3 a 98,1 e da 104,3 a 105,3; solo la componente personale diminuisce lievemente (da 10 5,2 a 104,9). Fiducia dei consumatori in aumento Fiducia dei consumatori, Federconsumatori: subito un piano di rilancio “È ora indispensabile che il Governo lavori concretamente e rapidamente per far sì che tale ottimismo non risulti infondato – ha commentato Federconsumatori. – In tal senso è necessario avviare un piano di sviluppo realmente in grado di rilanciare un sistema economico estremamente fragile, puntando sullo sviluppo, sull’ innovazione, sulla ricerca, nonché sulla realizzazione delle infrastrutture”. “Il Governo è chiamato, ora come non mai, ad operare scelte coraggiose, ad adottare cioè misure strutturali capaci di garantire all’ Italia nuove opportunità di crescita , riorientando la ripresa verso una strada sostenibile, tesa a riequilibrare disuguaglianze e ristabilire equità”, afferma Emilio Viafora , Presidente della Federconsumatori . Codacons: dati ancora lontani dai livelli pre-Covid Cauto il Codacons , che sottolinea come i numeri relativi alla fiducia dei consumatori “siano ancora lontanissimi dai livelli pre-Covid”. “L’ incremento della fiducia di imprese e consumatori ad agosto è fisiologico, dopo mesi di lockdown in cui il paese è rimasto paralizzato – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia se si confronta il livello odierno di fiducia dei consumatori con quello di agosto 2019, si scopre che l’ indicatore ha subito in un anno un tracollo di quasi il -10% “. “Numeri che hanno un forte impatto sui consumi e sulle spese delle famiglie, che non a caso risultano in forte flessione rispetto al 2019, conclude Rienzi .

Corriere Dell’Umbria, 28/08/2020 10:42
Quintana di Foligno, emozione ed euforia per la riapertura delle taverne
28 agosto 2020 a a a Emozione ed euforia. Sono le sensazioni riassaporate ieri sera, 27 agosto, nel centro storico di Foligno grazie alla riapertura delle nove taverne rionali in occasione della storica edizione della Quintana 2020 ai tempi del Coronavirus . L’ attesa era spasmodica e l’ aria carica di quella elettricità che solo il periodo quintanaro riesce a trasmettere. La risposta della gente non è mancata e tanti sono stati i folignati e gli avventori che hanno deciso di gustarsi la prima cena in taverna del 2020 proprio nel giorno di riapertura, rispettando tutte le nuove regole anti contagio diffuse in questi giorni dall’ Ente Giostra e dai priori attraverso i propri canali, social e non. La giornata di ieri non si era aperta nel migliore dei modi possibili per la Quintana. Il motivo? La diffida pubblicata dal Codacons contro l’ Ente Giostra e l’ amministrazione comunale in cui li invitava “a rivalutare la decisione di far svolgere in ogni caso la manifestazione, quando in tutta Italia simili manifestazioni – si pensi, per esempio, al Palio di Siena – non si sono affatto tenute” perché “il rischio tangibilissimo è che simili eventi possano dare occasione ai focolai Covid-19”. E quindi “mentre in tutta Italia aumentano i contagi, appare assurda la decisione di dare il via libera alla manifestazione, soprattutto con riguardo alla riapertura delle taverne – e alla conseguente, oggettiva difficoltà di far rispettare le misure di contenimento”. “Sono polemiche che non hanno alcun senso – è stata la risposta del presidente dell’ Ente Giostra, Domenico Metelli – Fare un esposto la mattina stessa del giorno in cui riapriamo mi sembra un po’ fuori luogo. Noi ci siamo adeguati alle autorizzazioni che ci sono arrivate e che hanno assimilato le taverne ai ristoranti. E per stare ancora più tranquilli abbiamo aggiunto del nostro. Tutti i rioni si sono messi a norma con l’ haccp e hanno tolto i minorenni dal servizio al tavolo; chi serve dovrà indossare la mascherina; misuriamo la febbre ad ogni persona che viene e abbiamo messo i termoscanner all’ ingresso di ogni taverna, creando delle zone apposite per i controlli; all’ interno delle taverne potrà accedere solo chi ha prenotato, che dovrà lasciare il suo numero di telefono e firmare un documento e a ogni rione abbiamo dato 300 mascherine da consegnare alle persone che ne sono sprovviste. Il Codacons può dire quello che vuole, però non è che quando paghiamo l’ immondizia o l’ Iva, siamo dei professionisti, mentre se riapriamo le taverne sotto Covid non lo siamo più”. “Siamo andati ben oltre quanto previsto in termini di miglioramento della sicurezza – ha aggiunto Metelli – e faremo le cose in maniera professionale, precisa e puntuale grazie allo spirito e all’ alta professionalità che hanno raggiunto i rioni. Noi siamo il più grande ristorante dell’ Umbria e vogliamo fare una festa in tutta tranquillità. Questa gente dovrebbe sostenerci invece di spararci addosso, perché dal 1946 non è mai morto nessuno di Quintana”. Il sindaco Stefano Zuccarini e l’ assessore alla Quintana, Decio Barili , hanno preferito non rilasciare dichiarazioni in merito.
gabriele grimaldi

Il Cittadino, 28/08/2020 06:20
industria a giugno prosegue la ripresa del settore
Salgono fatturato e ordini ma livelli pre-crisi lontani
Continua a giugno la ripresa dell’ attività industriale in Italia con fatturato e ordinativi che fanno registrare un nuovo balzo rispettivamente del 13,4% e del 23,4% rispetto al mese precedente, anche se i livelli pre-crisi restano lontani. Lo rileva l’ Istat nel suo rapporto mensile da cui emerge che nella media del secondo trimestre l’ indice complessivo del fatturato cala del 23,0% rispetto al trimestre precedente. E quello degli ordini scende del 22,8%. Per le associazioni dei consumatori i dati restano deludenti. «A giugno era lecito attendersi un rialzo mensile maggiore, visto che solo da metà maggio, dal 18, avevano potuto riaprire tutte le attività economiche e produttive. Invece l’ incremento non basta per compensare le perdite registrate né su base annua, né rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-emergenza Covid», sottolinea Unc. «Numeri deludenti e al di sotto alle aspettative», afferma il Codacons secondo cui i dati «considerato l’ andamento dei consumi anche nella fase post-lockdown, dimostrano come per l’ industria italiana la strada per tornare ai livelli pre-Covid sia sempre più in salita».

Il Quotidiano della Calabria, 28/08/2020 05:40
industria il rapporto mensile realizzato dall’ istat
Fatturato e ordini in ripresa Sono lontani i livelli pre -crisi
MILANO – Continua a giugno la ripresa dell’ attività industriale in Italia con fatturato e ordinativi che fanno registare un nuovo balzo rispettivamente del 13,4% e del 23,4% rispetto al mese precedente anche se i livelli pre -crisi restano lontani. Lo rileva l’ Istat nel suo rapporto mensile da cui emerge infatti che nella media del secondo trimestre l’ indice complessivo del fatturato cala del 23,0% rispetto al trimestre precedente. E quello degli ordini scende del 22,8%. Osserva l’ Istat nel commento che accompagna i risultati. “Prosegue a giugno la crescita del fatturato dell’ industria, confermando la ripresa avviata nel mese precedente dopo l’ allentamento delle misure legate all’ emergenza sanitaria che hanno caratterizzato il bimestre marzo aprile.” “Il confronto su base trimestrale – aggiunge l’ Istat – rimane tuttavia ampiamente negativo sia per la componente interna sia per quella estera, evidenziando come i livelli di fatturato restino ancora distanti da quelli prevalenti all’ inizio dell’ anno. I nuovi ordini mostrano un’ ampia crescita congiunturale a giugno e una variazione tendenziale positiva per le commesse pervenute nell’ industria dei mezzi di trasporto.” Ma per le associazioni dei consumatori i dati restano deludenti. Sottolinea l’ Unc: A giugno era lecito attendersi un rialzo mensile maggiore, visto che solo da metà maggio, dal 18, avevano potuto riaprire tutte le attività economiche e produttive. Invece l’ in cremento non basta per compensare le perdite registrate né su base annua, né rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre -emergenza Covid.” Negativo anche il giudizio del Codacons: “Numeri deludenti e al di sotto alle aspettative, che non possono far cantare vittoria e appaiono estremamente preoccupanti perché, considerato l’ anda mento dei consumi anche nella fase post -lockdown, dimostrano come per l’ in dustria italiana la strada per tornare ai livelli preCovid sia sempre più in salita.”

Il Messaggero (ed. Umbria), 28/08/2020 04:40
Il Codacons diffida la Quintana «Taverne, assurdità col covid»
SINGOLAR TENZONE Ieri hanno aperto le taverne della Giostra della Quintana. Il botta e risposta tra i due popoli, quello a favore e quello contrario all’ intera manifestazione vista la pandemia di coronavirus, segna un altro passo. A prendere posizione è il Codacons che sul punto ha diramato una nota. Alla luce della notizia si legge – della riapertura delle taverne rionali a Foligno, programmata per il 27 agosto, il Codacons interviene e con una diffida all’ Ente Giostra della Quintana e al Comune di Foligno a rivalutare la decisione di far svolgere in ogni caso la manifestazione, quando in tutta Italia simili manifestazioni si pensi, per esempio, al Palio di Siena non si sono affatto tenute. Il rischio tangibilissimo, infatti, è che simili eventi possano dare occasione ai focolai Covid-19: e allora, proprio mentre in tutta Italia e aumentano i contagi, appare assurda la decisione di dare il via libera alla manifestazione, soprattutto con riguardo alla riapertura delle taverne e alla conseguente, oggettiva difficoltà di far rispettare le misure di contenimento. La decisione ultima sulla Giostra si legge ancora -, quindi, inevitabilmente implica precise responsabilità per quanto riguarda il tema della tutela della salute della cittadinanza: responsabilità che, nella malaugurata ipotesi si configurassero circostanze di rischio, incomberebbe è la conclusione – senza ombra di dubbio sul Comune e sugli organizzatori della manifestazione. LE REAZIONI La presa di posizione del Codacons ha scatenato già diverse reazioni, soprattutto via social. Un utente di Facebook ha scritto in un post: Credo che quest’ anno sarebbero dovute essere sospese le manifestazioni di ogni genere in tutta Italia, ma è solo il mio punto di vista. Ma visti i tanti attacchi soprattutto alla Quintana, mi chiedo se il Codacons abbia diffidato , per esempio, anche il Festival dei Due Mondi a Spoleto attualmente in corso, le varie conferenze, concerti e via dicendo della nostra provincia. Con quale criterio viene definita la parola assembramento? Quanti di quelli che commentano(compresa me stessa) non si sono riuniti con i familiari e amici? Quanti non siamo andati in vacanza? In quanti ci siamo limitati al necessario? IL PROGRAMMA Dopo l’ apertura delle taverne di ieri sera il programma di Giostra, contratto causa covid-19, prosegue. Domenica 30 ci saranno le prove ufficiali al Campo de li Giochi dalle 15. Ecco l’ ordine di partenza: Ammanniti, La Mora, Cassero, Pugilli, Spada, Giotti, Contrastanga, Morlupo, Croce Bianca, Badia. Si passa a giovedì 3 settembre con gli incontri culturali a Palazzo Candiotti e che proseguiranno anche venerdì 4. Sabato 5 sarà la volta de la Foligno del 600 crocevia di Pellegrini con visita guidata dal complesso di San Giacomo, mentre domenica 6 ci sarà la visita guidata all’ Oratorio del Crocifisso. Lunedì 7 tocca a Quintana Channel e martedì 8 e mercoledì 9 altri incontri culturale a Palazzo Candiotti. Giovedì 10 la Foligno del 660 sbarca a Sant’ Eraclio. Venerdì 11 si aprirà con un seminario di danza storica che si terrà nella Corte di Palazzo Trinci, si prosegue poi con i virtuosi d’ organo nella Chiesa di San Nicolò, quindi con una conferenza a Palazzo Trinci che accoglierà anche musica di violino, clavicembalo e organo. Sabato 12 l’ arruolamento dei cavalieri e presentazione del palio nella Corte di Palazzo Candiotti. Domenica 13 sarà la volta della Giostra al Campo de li Giochi a partire dalle 15. Gio.Ca.

Il Notiziario, 28/08/2020 04:10
denuncia -dannod’ immagine
Comune vs Codacons : “Non compete a noi tutelare dalle truffe”
GERENZANO-E’ scontro fra il Comune e Codacons Varese, che lo ha tacciato di non fare prevenzione contro le truffe. Al punto da arrivare a trasmettergli una diffida. “Su quali basi?”, tuona il vice sindaco Pierangelo Borghi. “Come si permette, questo ente, di diffidarci su una questione di pubblica sicurezza per cui ci sono le forze dell’ ordine deputate?”. Ma quel che più preme rimarcare al numero due della giunta è “il danno d’ immagine cagionato all’ ente municipale, come se non gli importasse nulla della questione quando non è così, come dimostrano tutte le iniziative in atto proprio per mettere in guardia gli anziani dai malintenzionati”. Di qui l’ annuncio di adire le vie legali contro Codacons per tutelare l’ immagine del Comune dopo i servizi di stampa. RICHIESTA DI SPIEGAZIONI L’ amministrazione del sindaco Ivano Campi ha trasmesso a Codacons una formale missiva per chiedere spiegazioni. Specificando di non comprendere il senso della diffida dopo un contatto telefonico con l’ associazione per meglio comprendere l’ accaduto, si esprime sconcerto “per avere appreso l’ autenticità dell’ atto e anche del fatto che la sottoscrittrice non avesse idea esatta del contenuto, rimandando l’ azione intrapresa all’ ufficio legale. Tanto meno aveva fatto alcuna azione di verifica circa il nostro operato in merito al tema contestato”. Il primo dato di fatto è che la diffida non contiene alcun riferimento normativo che possa ricondurre a inadempienze da parte dell’ amministrazione gerenzanese, non avendo fra le sue competenze la prevenzione dei reati di truffa. Altrettanto grave è giudicato che sia stato scritto: “Lo stesso Comune sarà ritenuto responsabile qualora dovessero verificarsi ulteriori casi di tal genere e danni ai cittadini”. Ecco la contestazione mossa: “L’ attività investigativa e di repressione delle truffe è di competenza dell’ Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, non certo del sindaco del Comune di Gerenzano”. La giunta contesta che se fossero state fatte verifiche prima di procedere con la diffida, si sarebbe appreso cosa fa il Comune nella prevenzione delle truffe: avvisi -allerta, sulla pagina Facebook istituzionale, di truffe o tentativi in corso; giri di ricognizione della polizia locale ogni volta che ci sono segnalazioni; controllo di vicinato, cui hanno aderito 1650 cittadini, con un numero WhatsApp per l’ informazione in presa diretta; incontri informativi organizzati coi carabinieri. DANNO D’ IMMAGINE “Ovviamente la vostra azione, che abbiamo dimostrato priva di ogni fondamento giuridico oltre che nei fatti, non è passata inosservata alla stampa locale, dando un’ immagine del Comune negativa – conclude l’ amministrazione – Non da ultimo la politica locale ha potuto cavalcare la vostra iniziativa per sottolineare la nostra inefficienza, smentita dai fatti”. Pierangelo Borghi fa sapere che “abbiamo chiesto a Codacons scuse pubbliche e comunicazione alla stampa dell’ infondatezza dell’ inizia tiva di diffida. Non avendo ricevuto risposta, provvederemo a dare mandato legale per la tutela dell’ immagine dell’ ente”.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 28/08/2020 03:50
Fatturato e ordini ripartiti con l’ estate
rimbalzo mensile a giugno, ma sull’ anno il calo è elevato
ROMA. Rimbalzo tra maggio (il 18 la fine del lockdown) e giugno di fatturato ed ordini per l’ industria italiana. Ancora troppo poco secondo i consumatori che guardano piuttosto al dato trimestrale ancora molto negativo. Intanto una nota positiva arriva dall’ Ocse che vede una ripresa del commercio internazionali nel G20 dopo lo stop generale partito in aprile. «Avevo detto da un po’ di tempo, perché i dati ce lo indicavano, – ha commentato il ministro dell’ Economia, Roberto Gualtieri – che ci aspettiamo un rimbalzo significativo dell’ economia: merito della capacità che il Paese ha avuto di seguire rigorosamente le procedure di contenimento del virus che ci ha consentito di riaprire e di ripartire». «Adesso – ha aggiunto – ci sono le condizioni per ripartire». Gli industriali comunque non mollano il pressing sul governo: Confindustria «ha richiamato il Governo alla massima attenzione sul post -emergenza. Perchè la verità è che dopo l’ emergenza è mancata la pianificazione», ha sottolineato il leader dei giovani di Confindustria, Riccardo Di Stefano. I dati dell’ Istat fotografano a giugno un rimbalzo atteso: il fatturato dell’ industria, al netto dei fattori stagionali, è aumentato del 13,4% rispetto a maggio. Nella media del secondo trimestre l’ indice complessi vo cala invece del 23% rispetto al trimestre precedente. Anche gli ordinativi registrano a giugno un incremento congiunturale (+23,4%), mentre nella media del secondo trimestre sono diminuiti del 22,8%. La variazione congiunturale del fatturato – spiega l’ Istat – riflette risultati positivi, di ampiezza simile, registrati su entrambi i mercati: +13% quello interno e +14,1% quello estero; per gli ordinativi, invece, la crescita è sostenuta soprattutto dalle commesse provenienti dal mercato interno, che segnano un balzo del 26,4%, mentre l’ aumento di quelle provenienti dall’ estero si attesta al 19,1%. Traina il settore farmaceutico che registra una crescita tendenziale positiva (+7,2%). Per tutti gli altri comparti si rilevano risultati negativi, dalla flessione dell’ 1,1% dell’ industria alimentare fino ai cali molto più ampi del com parto dei mezzi di trasporto (-33,2%) e delle raffinerie di petrolio (-41,1%). In termini tendenziali l’ indice grezzo degli ordinativi diminuisce dell’ 11,8% rispetto a giugno dello scorso anno, con riduzioni su entrambi i mercati (-10,1% quello interno e -14,3% quello estero). Insomma – secondo Istat – si conferma «la ripresa avviata nel mese precedente dopo l’ allentamento delle misure legate all’ emergenza sanitaria che hanno caratterizzato il bimestre marzo -aprile». Di diverso avviso i consumatori: «Rimbalzo deludente e insufficiente. A giugno era lecito attendersi un rialzo mensile maggiore, visto che solo da metà maggio, dal 18, avevano potuto riaprire tutte le attività economiche e produttive» afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unc. «Invece l’ incremento non basta per compensare le perdite registrate né su base annua, né rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre -emergenza Covid». «Nonostante le riaperture in tutti i settori e la ripartenza del paese dopo il lockdown, a giugno il fatturato registra un calo del 16,4% rispetto al 2019, mentre gli ordinativi crollano dell’ 11,8% – rimarca il presidente del Codacons Carlo Rienzi Numeri deludenti e al di sotto alle aspettative».

Corriere dell’Umbria, 28/08/2020 03:40
ieri sera il via ufficiale nonostante la diffida del codacons metelli: “polemiche senza senso, abbiamo seguito le regole”
Aprono le taverne e la città è in festa per la Quintana
di Gabriele Grimaldi FOLIGNO Emozione ed euforia. Sono le sensazioni riassaporate ieri sera nel centro storico di Foligno grazie alla riapertura delle nove taverne rionali in occasione della storica edizione della Quintana 2020 ai tempi del Coronavirus. L’ attesa era spasmodica e l’ aria carica di quella elettricità che solo il periodo quintanaro riesce a trasmettere. La risposta della gente non è mancata e tanti sono stati i folignati e gli avventori che hanno deciso di gustarsi la prima cena in taverna del 2020 proprio nel giorno di riapertura, rispettando tutte le nuove regole anti contagio diffuse in questi giorni dall’ Ente Giostra e dai priori attraverso i propri canali, social e non. La giornata di ieri non si era aperta nel migliore dei modi possibili per la Quintana. Il motivo? La diffida pubblicata dal Codacons contro l’ Ente Giostra e l’ amministrazione comunale in cui li invitava “a rivalutare la decisione di far svolgere in ogni caso la manifestazione, quando in tutta Italia simili manifestazioni – si pensi, per esempio, al Palio di Siena – non si sono affatto tenute” perché “il rischio tangibilissimo è che simili eventi possano dare occasione ai focolai Co vid -19”. E quindi “mentre in tutta Italia aumentano i contagi, appare assurda la decisione di dare il via libera alla manifestazione, soprattutto con riguardo alla riapertura delle taverne – e alla conseguente, oggettiva difficoltà di far rispettare le misure di contenimento”. “Sono polemiche che non hanno nessun senso – è stata la risposta del presidente dell’ Ente Giostra, Domenico Metelli – Fare un esposto la mattina stessa del giorno in cui riapriamo mi sembra un po’ fuori luogo. Noi ci siamo adeguati alle autorizzazioni che ci sono arrivate e che hanno assimilato le taverne ai ristoranti. E per stare ancora più tranquilli abbiamo aggiunto del nostro. Tutti i rioni si sono messi a norma con l’ haccp e hanno tolto i minorenni dal servizio al tavolo; chi serve dovrà indossare la mascherina; misuriamo la febbre ad ogni persona che viene e abbiamo messo i termo scanner all’ ingresso di ogni taverna, creando delle zone apposite per i controlli; all’ interno delle ta verne potrà accedere solo chi ha prenotato, che dovrà lasciare il suo numero di telefono e firmare un documento e a ogni rione abbiamo dato 300 mascherine da consegnare alle persone che ne sono sprovviste. Il Codacons può dire quello che vuole, però non è che quando paghiamo l’ immondizia o l’ Iva, siamo dei professionisti, mentre se riapriamo le taverne sotto Covid non lo siamo più…”. “Siamo andati ben oltre quanto previsto in termini di miglioramento della sicurezza – ha aggiunto Metelli – e faremo le cose in maniera professionale, precisa e puntuale grazie allo spirito e all’ alta professionalità che hanno raggiunto i rioni. Noi siamo il più grande ristorante dell’ Umbria e vogliamo fare una festa in tutta tranquillità. Questa gente dovrebbe sostenerci invece di spararci addosso, perché dal 1946 non è mai morto nessuno di Quintana”. Il sindaco Stefano Zuccarini e l’ assessore alla Quintana Decio Barili hanno preferito non rilasciare dichiarazioni in merito.

La Nazione (ed. Umbria-Terni), 28/08/2020 03:36
Ente Giostra e Comune ‘diffidati’ dal Codacons
«in tutta italia manifestazioni simili, compreso il palio di siena, sono saltate così si rischiano nuovi focolai di covid». polemiche roventi anche sui social
FOLIGNO Festa quintanara a tutti i costi? Eroico attaccamento all’ evento anche in tempi di emergenza Covid 19 e proprio nel momento in cui, dopo la ‘pausa’ estiva, anche i contagi stanno risalendo? Non tutti sono d’ accordo. In città e anche tra gli stessi rioni: almeno un paio non erano d’ accordo nel fare la Giostra e aprire le taverne (ieri sera il via ndr). In primis l’ Ammanniti, che la sua taverna ha deciso di non aprirla e poi il Pugilli, che quest’ anno avrebbe optato per una pausa, per non correre rischi di contagi, ma che poi ha deciso di allinearsi alla scelta di aprire fatta della maggioranza dell’ Ente. Di ieri, proprio nel giorno deputato all’ apertura delle taverne, la diffida del Condacons all’ Ente Giostra della Quintana e al Comune di Foligno. L’ invito dell’ associazione è a «rivalutare la decisione di far svolgere in ogni caso la manifestazione», tenendo conto anche del fatto che «in tutta Italia simili manifestazioni – si pensi, per esempio, al Palio di Siena – non si sono affatto tenute». «Il rischio tangibilissimo, infatti – aggiunge il Codacons – è che simili eventi possano dare occasione ai focolai Covid-19 di ricrearsi: e allora, proprio mentre in tutta Italia e aumentano i contagi, appare assurda la decisione di dare il via libera alla manifestazione, soprattutto con riguardo alla riapertura delle taverne e alla conseguente, oggettiva difficoltà di far rispettare le misure di contenimento. La decisione ultima sulla Giostra, quindi, inevitabilmente implica precise responsabilità per quanto riguarda il tema della tutela della salute della cittadinanza: responsabilità – conclude il Codacons nella nota diffusa ieri – che, nella malaugurata ipotesi si configurassero circostanze di rischio, incomberebbe senza ombra di dubbio sul Comune e sugli organizzatori della manifestazione». Il dibattito sta ovviamente infiammando anche i social. Molti i commenti – a volte anche molto risentiti – al recente post del sindaco, Stefano Zuccarini, nel quale richiamava i cittadini al rispetto delle regole per evitare l’ insorgere di nuovi focolai, in presenza di un recrudescenza di casi di positivi al virus in tutta la regione. Tanti i commenti in rete da parte di chi ritiene inopportuna l’ apertura delle taverne e avrebbe preferito lo stop di un anno della Giostra della Quintana, come è avvenuto per altre importanti manifestazioni nazionali. C’ è chi ha sostenuto l’ inopportunità di qesta scelta e c’ è anche chi l’ ha appoggiata, ma nel mirino è finita anche la movida (una movida che le serate quintanare finiranno per ‘nutrire’). Oltre a chi teme che le taverne possano essere fonte di rischio, c’ è chi sottolinea come la movida nel centro storico spesso non rispetti distanziamenti e obbligo di mascherina. Di motivi di riflessione ce ne sono davvero tanti. Patrizia Peppoloni.

Libero, 28/08/2020 02:46
Pure il Codacons denuncia lo Stato per i clandestini
parte l’ esposto: strutture per l’ accoglienza sovraffollate e a rischio epidemia
Esposto del Codacons alle procure di Agrigento, Ragusa, Messina e Caltanissetta per denunciare «le gravi violazioni dei diritti dell’ uomo, il sovraffollamento ed il trattamento degradante» nelle strutture di Lampedusa, Pozzallo e Messina, nel centro di prima accoglienza di Caltanissetta, nonché il «pericolo concreto» che la condotta dei rappresentanti dello Stato possa contribuire alla diffusione del Covid 19 in Sicilia.

Il Mattino (ed. Benevento), 28/08/2020 02:36
rimborsi e rimpiazzi, si accelera
`Concerti annullati, prime indicazioni sul nodo dei ticket Giordano: «Presto l’ alternativa che avrà un target diverso»
`autorizzazioni, dubbi del codacons su geolier e ghali e i giovani pd: «dati i tempi manifestazione da evitare»
LA RASSEGNA Paolo Bocchino Grande incertezza sui rimpiazzi ma rimborsi pronti a partire. Sono novità in chiaroscuro quelle che arrivano dalla macchina organizzativa di «Città Spettacolo». Le modifiche imposte al cartellone dall’ intervento prefettizio costringono il team di Renato Giordano a un supplemento di sacrificio. Un impegno ulteriore del quale i vertici della rassegna avrebbero fatto volentieri a meno ma che giocoforza devono sobbarcarsi, con tempi peraltro strettissimi e il fiato sul collo di quanti sono toccati dalle modifiche in corsa. Prima questione: quando e come saranno ristorati i circa 1.000 acquirenti dei biglietti complessivamente staccati in prevendita per i concerti cassati di Geolier e Ghali? «In linea generale – spiega Enrico Delli Carri, numero uno della concessionaria All Net inclusive – tutti gli interessati dovranno seguire a ritroso il percorso effettuato per l’ acquisto rivolgendosi al medesimo canale con le rispettive modalità. Per quanto riguarda All Net, da lunedì le persone coinvolte otterranno il rimborso delle somme pagate rivolgendosi al nostro punto vendita in via Lungocalore Manfredi di Svevia. Le informazioni di dettaglio con la indicazione della data ultima di rimborso saranno comunicate nella giornata di domani (oggi, ndr)». Notizie attese in particolare dai circa 600 sfortunati possessori di un biglietto per il partenopeo Emanuele Palumbo, in arte Geolier, che domani sera avrebbero assistito allo show dell’ astro nascente «trappista». Poco meno di 300 invece gli orfani del rapper milanese Ghali cui il destino deve aver riservato rapporti decisamente complicati con Benevento alla luce della aggressione patita in casa nelle scorse settimane ad opera di una giovane fan sannita. Non ci saranno problemi invece per le centinaia di prenotati al concerto acustico di Francesco Gabbani, confermato per questa sera in piazza Castello. Accantonata presto l’ ipotesi trasloco al Teatro Romano dove si sarebbero determinate oggettive difficoltà di capienza e uno sconsigliabile surplus di risentimento sull’ asse Palazzo Mosti-Palazzo del Governo. Quanto ai due buchi determinatisi in cartellone per effetto dell’ editto Cappetta, lo staff del festival ancora ieri era alle prese con il difficile inserimento dei tasselli mancanti. «Stiamo lavorando – rispondeva laconico ma mirabilmente garbato malgrado la situazione il direttore artistico -, si tratterà senz’ altro di concerti musicali non tipicamente destinati a un pubblico giovanile». LE POLEMICHE Evento non previsto in cartellone, la lunga scia di polemiche e veleni che accompagna la kermesse si arricchisce anche oggi di nuovi capitoli. «I progetti di Ghali e Geolier, inseriti da tempo in cartellone e con centinaia di biglietti già venduti, non sono stati nemmeno autorizzati dalla Regione, ente finanziatore» faceva notare ieri il Codacons citando la nota inviata a Palazzo Mosti dalla responsabile della direzione Politiche culturali della Regione Rosanna Romano. Circostanza che secondo l’ associazione consumeristica rappresenterebbe la vera ragione per cui «Mastella ha avallato l’ annullamento dei concerti disposto dal tavolo in prefettura, e non la improvvisa migrazione giovanile di massa dalla Sardegna dichiarata dal sindaco». Critici anche i giovani del Pd: «Esprimiamo disappunto per le modalità organizzative – rileva la segretaria provinciale Sara Pannella -. Considerato il momento storico, la manifestazione si sarebbe dovuta evitare». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Sole 24 Ore, 28/08/2020 02:15
congiuntura
Industria, rimbalzo del fatturato a giugno
ripresa dei ricavi (+13,4%) e crescita più consistente degli ordinativi: +23,4% il settore della farmaceutica è l’ unico che registra progressi rispetto al 2019
Una ripresa dell’ industria a giugno, anticipata dai dati sulla produzione industriale e confermata ora dall’ andamento nel mese di fatturato e ordinativi. L’ elaborazione diffusa ieri dall’ Istat rileva un rimbalzo dopo la riapertura post-lockdown: a giugno i ricavi dell’ industria sono aumentati del 13,4% rispetto al mese di maggio, gli ordinativi hanno registrato un incremento congiunturale del 23,4%. Resta però pesante il gap rispetto ai livelli di un anno fa e la contrazione degli indici nel secondo trimestre dell’ anno, tanto da condizionare in negativo l’ andamento della Borsa di Milano, che ha virato in negativo dopo la diffusione dei dati e ha chiuso la giornata a -1,44%. In linea generale, il settore della farmaceutica è l’ unico che registra, rispetto a un anno fa, indici migliori sia per fatturato che per ordinativi, segue il comparto trasporti che perde quota sul fronte del fatturato ma recupera ordinativi nel mese, male il settore tessile che non è ripartito. Se si prende in considerazione il secondo trimestre dell’ anno, con il mese di aprile di fatto bloccato e la lenta ripresa di maggio, emerge che per il fatturato l’ indice complessivo cala del 23% rispetto al trimestre precedente mentre per gli ordinativi la contrazione è stata del 22,8% rispetto al periodo gennaio-marzo. Dal confronto tra il primo semestre 2020 e il primo semestre 2019 si evidenzia un gap del 19% per il fatturato e del 20,9% per gli ordinativi. La maggiore vivacità sul fronte degli ordinativi rimanda ad un effetto traino svolto questa volta dal mercato interno. Se la variazione congiunturale del fatturato, come sottolinea l’ Istat in una nota, riflette risultati positivi registrati sia sul mercato Interno (+13%) che su quello estero (+14,1%), quella per gli ordinativi evidenzia nel mese una crescita sostenuta soprattutto dalle commesse provenienti dal mercato domestico, che segnano un balzo del 26,4%, mentre l’ aumento di quelle provenienti dai mercati esteri si attesta al +19,1%. Come per l’ indice di produzione industriale, anche per fatturato e ordinativi le buone performance registrate a giugno interessano tutti i principali settori industriali: +21,3% per l’ energia, +14,3% per i beni di consumo, +13,4% per i beni strumentali e +11,4% per i beni intermedi. Se i dati di giugno confermano la fase di recupero che sta vivendo l’ industria italiana, con un rimbalzo tanto del fatturato quanto degli ordinativi, resta però il gap pesante rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso, a conferma di quanto lockdown e allarme pandemia stiano incidendo sul tessuto produttivo del paese. Il fatturato di giugno scorso rispetto allo stesso mese del 2019 – corretto per gli effetti di calendario visto che i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di un anno fa – diminuisce in termini tendenziali del 16,4%, con cali del 15,7% sul mercato interno e del 17,8% su quello estero. Fa eccezione soltanto il settore farmaceutico che fa segnare una crescita del 7,2%, mentre restano in terreno negativo tutti gli altri comparti, dal -1,1% dell’ industria alimentare fino al -33,2% registrato dai mezzi di trasporto, condizionati dal freno del mercato dell’ auto. Sul fronte ordinativi, l’ indice diminuisce rispetto a giugno 2019 dell’ 11,8%, con il mercato interno che ha perso il 10,1% e quello estero sceso del 14,3. Gli unici settori per i quali si evidenzia una variazione positiva sono anche in questo caso la farmaceutica, con ordinativi in crescita del 10,9% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, e il settore dei mezzi di trasporto, in crescita del 6,3%. Questo risultato, fa notare l’ Istat, «è dovuto esclusivamente al comparto degli altri mezzi di trasporto, diversi dagli autoveicoli, che rappresenta la componente più volatile dell’ intero settore. Vanno male invece rispetto al 2019 gli ordinativi di computer ed elettronica (-17,2%) e nel settore tessile (-38,1%). Parla di un «rimbalzo tecnico» il Codacons commentando i dati diffusi ieri dall’ Istat, che appaiono ancora estremamente deludenti secondo la valutazione, con numeri in grande crescita su base mensile ma fortemente negativi su base annua. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi in particolare parla di «numeri deludenti e al di sotto alle aspettative, che non possono far cantare vittoria e appaiono estremamente preoccupanti perché, considerato l’ andamento deludente dei consumi anche nella fase post-lockdown, dimostrano come per l’ industria italiana la strada per tornare ai livelli pre-Covid sia sempre più in salita». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
filomena greco

Il Fatto Nisseno, 27/08/2020 20:14
Migranti, “epidemia e torture in hotspot” anche a Caltanissetta: esposto del Codacons
il codacons presenta un esposto alle procure di agrigento, ragusa, []
Il Codacons presenta un esposto alle procure di Agrigento, Ragusa, Messina e Caltanissetta , denunciando “le gravi violazioni dei diritti fondamentali dell’ uomo, il sovraffollamento ed il trattamento inumano e degradante” nelle strutture di Lampedusa, Pozzallo e Messina, nel centro di prima accoglienza di Caltanissetta , nonche’ il “pericolo concreto” che, “dalla condotta posta in essere dai rappresentanti dello Stato (ammassare negli hot spot regionali e cpa immigrati affetti dal coronavirus) ne sia gia’ derivato il pericolo della diffusione della malattia a un numero indeterminato di persone, costituito non solo dagli ospiti degli hotspot”. Una mossa che segue la recente ordinanza emanata dal presidente della Regione siciliana che stabiliva la chiusura degli hotspot in Sicilia, e l’ impugnativa del governo.

World Magazine, 27/08/2020 19:07
Migranti, le navi svuotano Lampedusa non le polemiche
AGI – Resta alto il livello dello scontro politico sui migranti , mentre accelera la macchina dei trasferimenti da Lampedusa, con il progressivo svuotamento dell’ hotspot , grazie alle navi quarantena noleggiate dal governo per fronteggiare l’ emergenza. Sono scattate le operazioni di imbarco sulla “Azzurra” dove sono stati fatti salire prima gli ultimi quindici positivi al Covid-19, poi altre 585 persone. Sulla “Aurelia” erano già stati imbarcati 273 migranti, 60 dei quali positivi. All’ hotspot dell’ isola restano circa 250 migranti, dopo aver toccato picchi di 1400-1500 presenze a fronte di una capienza di 192 persone. Intanto, dopo due giorni di calma, si registra un nuovo sbarco: trentuno tunisini bloccati a Cala Madonna dopo l’ approdo sulla terraferma. L’ alleggerimento della struttura dell’ isola è “un’ ottima notizia” per il governatore siciliano, Nello Musumeci, che ora dice di aspettarsi “la dichiarazione dello stato d’ emergenza chiesto dal Comune di Lampedusa e deliberato dalla Regione”. © Pierpaolo Scavuzzo / AGF Nello Musumeci Dopo la decisione del governo di impugnare davanti al Tar l’ ordinanza che prevedeva lo svuotamento e la chiusura degli hotspot e dei centri di accoglienza, per il presidente della Regione “i razzisti veri sono quelli che fanno finta di nulla davanti a tragedie , quelli del business dell’ immigrazione e dell’ accoglienza. Noi abbiamo sempre detto no ai mercanti di uomini che solo una politica seria può bloccare. La nostra è una battaglia di civiltà. Che non si fermerà”. Taglia corto il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano: l’ ordinanza di Musumeci? “Farlocca e di propaganda. Il giorno dell’ ordinanza c’ erano meno positivi all’ hotspot di Lampedusa che non al Billionaire”. Ma Matteo Salvini avverte: “Appena torniamo al governo i porti li ri-blindiamo perché in Italia si entra se si ha il permesso. Sarò a processo a Catania per rispondere dell’ accusa di sequestro di persona, rischiando fino a 15 anni di carcere. Andrò fino in fondo e non mi arrendo. Se devo rischiare la galera perché ho difeso l’ orgoglio e la dignità del mio Paese vado a testa alta perché ho fatto il mio dovere”. Il Codacons, intanto, presenta un esposto alle procure di Agrigento, Ragusa, Messina e Caltanissetta, denunciando “le gravi violazioni dei diritti fondamentali dell’ uomo, il sovraffollamento ed il trattamento inumano e degradante” nelle strutture di Lampedusa, Pozzallo e Messina, nel centro di prima accoglienza di Caltanissetta, nonché il “pericolo concreto” che, “dalla condotta posta in essere dai rappresentanti dello Stato ne sia già derivato il pericolo della diffusione della malattia a un numero indeterminato di persone, costituito non solo dagli ospiti degli hotspot”. Si chiede che “le procure svolgano tutte le indagini del caso per accertare i fatti, alla luce delle ipotesi di reato di tortura, epidemia dolosa (o colposa), lesioni personali e maltrattamenti, nonchè l’ eventuale sussistenza di manovre speculative”. E il Viminale aggiorna il bilancio degli arrivi: dall’ inizio dell’ anno a oggi sono sbarcati 17.604 migranti, a fronte dei 4.878 dello stesso periodo dell’ anno scorso e dei 19.805 dello stesso periodo di due anni fa . Dopo il picco del 16-21 agosto, con 1.942 arrivi complessivi, negli ultimi sei giorni i migranti sbarcati sono stati in tutto 150. Secondo quanto dichiarato al momento dello sbarco, il 41% dei migranti sbarcati arriva dalla Tunisia, il 16% dal Bangladesh, il 5% dalla Costa d’ Avorio e il 5% dall’ Algeria. I minori stranieri non accompagnati sbarcati fino al 17 agosto sono 1.981, a fronte dei 1.680 di tutto l’ anno scorso. Fonte : Agi.

Msn, 27/08/2020 19:06
Migranti, le navi svuotano Lampedusa non le polemiche
AGI – Resta alto il livello dello scontro politico sui migranti , mentre accelera la macchina dei trasferimenti da Lampedusa, con il progressivo svuotamento dell’ hotspot , grazie alle navi quarantena noleggiate dal governo per fronteggiare l’ emergenza. Sono scattate le operazioni di imbarco sulla “Azzurra” dove sono stati fatti salire prima gli ultimi quindici positivi al Covid-19, poi altre 585 persone. Sulla “Aurelia” erano già stati imbarcati 273 migranti, 60 dei quali positivi.All’ hotspot dell’ isola restano circa 250 migranti, dopo aver toccato picchi di 1400-1500 presenze a fronte di una capienza di 192 persone. Intanto, dopo due giorni di calma, si registra un nuovo sbarco: trentuno tunisini bloccati a Cala Madonna dopo l’ approdo sulla terraferma. L’ alleggerimento della struttura dell’ isola è “un’ ottima notizia” per il governatore siciliano, Nello Musumeci, che ora dice di aspettarsi “la dichiarazione dello stato d’ emergenza chiesto dal Comune di Lampedusa e deliberato dalla Regione”.Dopo la decisione del governo di impugnare davanti al Tar l’ ordinanza che prevedeva lo svuotamento e la chiusura degli hotspot e dei centri di accoglienza, per il presidente della Regione “i razzisti veri sono quelli che fanno finta di nulla davanti a tragedie , quelli del business dell’ immigrazione e dell’ accoglienza. Noi abbiamo sempre detto no ai mercanti di uomini che solo una politica seria può bloccare. La nostra è una battaglia di civiltà. Che non si fermerà”. Taglia corto il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano: l’ ordinanza di Musumeci? “Farlocca e di propaganda. Il giorno dell’ ordinanza c’ erano meno positivi all’ hotspot di Lampedusa che non al Billionaire”. Ma Matteo Salvini avverte: “Appena torniamo al governo i porti li ri-blindiamo perché in Italia si entra se si ha il permesso. Sarò a processo a Catania per rispondere dell’ accusa di sequestro di persona, rischiando fino a 15 anni di carcere. Andrò fino in fondo e non mi arrendo. Se devo rischiare la galera perché ho difeso l’ orgoglio e la dignità del mio Paese vado a testa alta perché ho fatto il mio dovere”. Il Codacons, intanto, presenta un esposto alle procure di Agrigento, Ragusa, Messina e Caltanissetta, denunciando “le gravi violazioni dei diritti fondamentali dell’ uomo, il sovraffollamento ed il trattamento inumano e degradante” nelle strutture di Lampedusa, Pozzallo e Messina, nel centro di prima accoglienza di Caltanissetta, nonché il “pericolo concreto” che, “dalla condotta posta in essere dai rappresentanti dello Stato ne sia già derivato il pericolo della diffusione della malattia a un numero indeterminato di persone, costituito non solo dagli ospiti degli hotspot”. Si chiede che “le procure svolgano tutte le indagini del caso per accertare i fatti, alla luce delle ipotesi di reato di tortura, epidemia dolosa (o colposa), lesioni personali e maltrattamenti, nonchè l’ eventuale sussistenza di manovre speculative”. E il Viminale aggiorna il bilancio degli arrivi: dall’ inizio dell’ anno a oggi sono sbarcati 17.604 migranti, a fronte dei 4.878 dello stesso periodo dell’ anno scorso e dei 19.805 dello stesso periodo di due anni fa . Dopo il picco del 16-21 agosto, con 1.942 arrivi complessivi, negli ultimi sei giorni i migranti sbarcati sono stati in tutto 150. Secondo quanto dichiarato al momento dello sbarco, il 41% dei migranti sbarcati arriva dalla Tunisia, il 16% dal Bangladesh, il 5% dalla Costa d’ Avorio e il 5% dall’ Algeria. I minori stranieri non accompagnati sbarcati fino al 17 agosto sono 1.981, a fronte dei 1.680 di tutto l’ anno scorso.

metronews.it, 27/08/2020 18:37
Migranti, le navi svuotano Lampedusa non le polemiche
agi- resta alto il livello dello scontro politico sui migranti, mentre accelera la macchina dei trasferimenti da lampedusa, con il progressivo svuotamento dell’ hotspot, grazie alle navi quarantena noleggiate dal governo per fronteggiare l’ emergenza. sono scattate le operazioni di imbarco sulla
AGI – Resta alto il livello dello scontro politico sui migranti, mentre accelera la macchina dei trasferimenti da Lampedusa, con il progressivo svuotamento dell’ hotspot, grazie alle navi quarantena noleggiate dal governo per fronteggiare l’ emergenza. Sono scattate le operazioni di imbarco sulla “Azzurra” dove sono stati fatti salire prima gli ultimi quindici positivi al Covid-19, poi altre 585 persone. Sulla “Aurelia” erano già stati imbarcati 273 migranti, 60 dei quali positivi. All’ hotspot dell’ isola restano circa 250 migranti, dopo aver toccato picchi di 1400-1500 presenze a fronte di una capienza di 192 persone. Intanto, dopo due giorni di calma, si registra un nuovo sbarco: trentuno tunisini bloccati a Cala Madonna dopo l’ approdo sulla terraferma. L’ alleggerimento della struttura dell’ isola è “un’ ottima notizia” per il governatore siciliano, Nello Musumeci, che ora dice di aspettarsi “la dichiarazione dello stato d’ emergenza chiesto dal Comune di Lampedusa e deliberato dalla Regione”. Dopo la decisione del governo di impugnare davanti al Tar l’ ordinanza che prevedeva lo svuotamento e la chiusura degli hotspot e dei centri di accoglienza, per il presidente della Regione “i razzisti veri sono quelli che fanno finta di nulla davanti a tragedie, quelli del business dell’ immigrazione e dell’ accoglienza. Noi abbiamo sempre detto no ai mercanti di uomini che solo una politica seria può bloccare. La nostra è una battaglia di civiltà. Che non si fermerà”. Taglia corto il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano: l’ ordinanza di Musumeci? “Farlocca e di propaganda. Il giorno dell’ ordinanza c’ erano meno positivi all’ hotspot di Lampedusa che non al Billionaire”. Ma Matteo Salvini avverte: “Appena torniamo al governo i porti li ri-blindiamo perché in Italia si entra se si ha il permesso. Sarò a processo a Catania per rispondere dell’ accusa di sequestro di persona, rischiando fino a 15 anni di carcere. Andrò fino in fondo e non mi arrendo. Se devo rischiare la galera perché ho difeso l’ orgoglio e la dignità del mio Paese vado a testa alta perché ho fatto il mio dovere”. Il Codacons, intanto, presenta un esposto alle procure di Agrigento, Ragusa, Messina e Caltanissetta, denunciando “le gravi violazioni dei diritti fondamentali dell’ uomo, il sovraffollamento ed il trattamento inumano e degradante” nelle strutture di Lampedusa, Pozzallo e Messina, nel centro di prima accoglienza di Caltanissetta, nonché il “pericolo concreto” che, “dalla condotta posta in essere dai rappresentanti dello Stato ne sia già derivato il pericolo della diffusione della malattia a un numero indeterminato di persone, costituito non solo dagli ospiti degli hotspot”. Si chiede che “le procure svolgano tutte le indagini del caso per accertare i fatti, alla luce delle ipotesi di reato di tortura, epidemia dolosa (o colposa), lesioni personali e maltrattamenti, nonchè l’ eventuale sussistenza di manovre speculative”. E il Viminale aggiorna il bilancio degli arrivi: dall’ inizio dell’ anno a oggi sono sbarcati 17.604 migranti, a fronte dei 4.878 dello stesso periodo dell’ anno scorso e dei 19.805 dello stesso periodo di due anni fa. Dopo il picco del 16-21 agosto, con 1.942 arrivi complessivi, negli ultimi sei giorni i migranti sbarcati sono stati in tutto 150. Secondo quanto dichiarato al momento dello sbarco, il 41% dei migranti sbarcati arriva dalla Tunisia, il 16% dal Bangladesh, il 5% dalla Costa d’ Avorio e il 5% dall’ Algeria. I minori stranieri non accompagnati sbarcati fino al 17 agosto sono 1.981, a fronte dei 1.680 di tutto l’ anno scorso. AGI.

Agi, 27/08/2020 18:14
Migranti, le navi svuotano Lampedusa non le polemiche
clima rovente dopo l’ impugnativa dell’ ordinanza musumeci.
AGI – Resta alto il livello dello scontro politico sui migranti , mentre accelera la macchina dei trasferimenti da Lampedusa, con il progressivo svuotamento dell’ hotspot , grazie alle navi quarantena noleggiate dal governo per fronteggiare l’ emergenza. Sono scattate le operazioni di imbarco sulla “Azzurra” dove sono stati fatti salire prima gli ultimi quindici positivi al Covid-19, poi altre 585 persone. Sulla “Aurelia” erano già stati imbarcati 273 migranti, 60 dei quali positivi. All’ hotspot dell’ isola restano circa 250 migranti, dopo aver toccato picchi di 1400-1500 presenze a fronte di una capienza di 192 persone. Intanto, dopo due giorni di calma, si registra un nuovo sbarco: trentuno tunisini bloccati a Cala Madonna dopo l’ approdo sulla terraferma. L’ alleggerimento della struttura dell’ isola è “un’ ottima notizia” per il governatore siciliano, Nello Musumeci, che ora dice di aspettarsi “la dichiarazione dello stato d’ emergenza chiesto dal Comune di Lampedusa e deliberato dalla Regione”. © Pierpaolo Scavuzzo / AGF Nello Musumeci Dopo la decisione del governo di impugnare davanti al Tar l’ ordinanza che prevedeva lo svuotamento e la chiusura degli hotspot e dei centri di accoglienza, per il presidente della Regione “i razzisti veri sono quelli che fanno finta di nulla davanti a tragedie , quelli del business dell’ immigrazione e dell’ accoglienza. Noi abbiamo sempre detto no ai mercanti di uomini che solo una politica seria può bloccare. La nostra è una battaglia di civiltà. Che non si fermerà”. Taglia corto il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano: l’ ordinanza di Musumeci? “Farlocca e di propaganda. Il giorno dell’ ordinanza c’ erano meno positivi all’ hotspot di Lampedusa che non al Billionaire”. Ma Matteo Salvini avverte: “Appena torniamo al governo i porti li ri-blindiamo perché in Italia si entra se si ha il permesso. Sarò a processo a Catania per rispondere dell’ accusa di sequestro di persona, rischiando fino a 15 anni di carcere. Andrò fino in fondo e non mi arrendo. Se devo rischiare la galera perché ho difeso l’ orgoglio e la dignità del mio Paese vado a testa alta perché ho fatto il mio dovere”. Il Codacons, intanto, presenta un esposto alle procure di Agrigento, Ragusa, Messina e Caltanissetta, denunciando “le gravi violazioni dei diritti fondamentali dell’ uomo, il sovraffollamento ed il trattamento inumano e degradante” nelle strutture di Lampedusa, Pozzallo e Messina, nel centro di prima accoglienza di Caltanissetta, nonché il “pericolo concreto” che, “dalla condotta posta in essere dai rappresentanti dello Stato ne sia già derivato il pericolo della diffusione della malattia a un numero indeterminato di persone, costituito non solo dagli ospiti degli hotspot”. Si chiede che “le procure svolgano tutte le indagini del caso per accertare i fatti, alla luce delle ipotesi di reato di tortura, epidemia dolosa (o colposa), lesioni personali e maltrattamenti, nonchè l’ eventuale sussistenza di manovre speculative”. E il Viminale aggiorna il bilancio degli arrivi: dall’ inizio dell’ anno a oggi sono sbarcati 17.604 migranti, a fronte dei 4.878 dello stesso periodo dell’ anno scorso e dei 19.805 dello stesso periodo di due anni fa . Dopo il picco del 16-21 agosto, con 1.942 arrivi complessivi, negli ultimi sei giorni i migranti sbarcati sono stati in tutto 150. Secondo quanto dichiarato al momento dello sbarco, il 41% dei migranti sbarcati arriva dalla Tunisia, il 16% dal Bangladesh, il 5% dalla Costa d’ Avorio e il 5% dall’ Algeria. I minori stranieri non accompagnati sbarcati fino al 17 agosto sono 1.981, a fronte dei 1.680 di tutto l’ anno scorso.
agi agenzia italia

Today, 27/08/2020 18:00
Caro scuola, in arrivo la stangata di settembre: ma si può evitare
il ritorno nelle aule sarà diverso, causa emergenza covid. ma le famiglie devono mettere mano al portafogli. e nel 2020, secondo un’ indagine del codacons, il salasso potrebbe arrivare a 1.130 euro per studente
L’ emergenza sanitaria ha imposto drastici cambiamenti al mondo della scuola. Quello che non cambia è il salasso che ogni anno le famiglie devono affrontare per mandare i figli in classi che quest’ anno saranno segnati dal distanziamento nelle aule. La consueta “stangata” di settembre legata all’ acquisto di libri e corredo scolastico potrebbe facilmente raggiungere nel 2020 i 1.130 euro a studente. Lo afferma il Codacons, che fornisce come ogni anno i dati ufficiali sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico. Anche su questa spesa è possibile però risparmiare, abbattendo significativamente i costi. Cara scuola, quanto mi costi Se al momento i listini di diari, astucci, zaini e materiale scolastico appaiono sostanzialmente in linea con il 2019, i rincari si registrano soprattutto per i prodotti di fascia alta, ossia per il corredo “griffato”, spiega il Codacons, che ha realizzato una prima indagine a campione analizzando le tariffe praticate da grande distribuzione, negozi e piattaforme di e-commerce . «Nel 2020 il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa tocca il picco di 55 euro – rivela l’ indagine dell’ associazione -Altra voce che incide sull’ esborso per il corredo è quella relativa al diario, che quest’ anno supera i 22 euro per le marche più note». L’ emergenza Covid con i suoi effetti depressivi sui consumi delle famiglie ha comportato un contenimento dei prezzi per i prodotti di fascia medio-bassa, ma lo stesso non si può dire per le marche di fascia alta, che al contrario hanno subito ritocchi dei listini al rialzo. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2020/2021 quota 530 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente. Il tuo browser non può riprodurre il video. Devi disattivare ad-block per riprodurre il video. Play Replay Play Replay Pausa Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio Indietro di 10 secondi Avanti di 10 secondi Spot Attiva schermo intero Disattiva schermo intero Skip Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi. Attendi solo un istante , dopo che avrai attivato javascript . . . Forse potrebbe interessarti , dopo che avrai attivato javascript . . . Devi attivare javascript per riprodurre il video. Consigli per risparmiare Anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi seguendo alcuni consigli utili diffusi dal Codacons: Non inseguite le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti “civetta”. Vengono venduti beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene, acquistando solo i prodotti civetta! Poi cambiate supermercato! Rinviate gli acquisti. Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. Aspettate i professori. Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. Offerte promozionali e kit a prezzo fisso. Ben vengano! Possono essere convenienti. Se non sono frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni caso l’ acquisto, dando la preferenza al trolley).

giornaledisicilia.it, 27/08/2020 17:34
Migranti, esposto del Codacons alle procure siciliane: “Epidemia e torture negli hotspot”
Il Codacons ha presentato un esposto alle procure delle città siciliane con i maggiori centri di accoglienza, per le condizioni in cui sono costretti a vivere i migranti . Il provvedimento arriva dopo la recente ordinanza emanata dal presidente delle Regione Siciliana, che stabiliva la chiusura degli hotspot in Sicilia, e la successiva impugnativa del governo. L’ esposto riguarda le procure di Agrigento, Ragusa, Messina e Caltanissetta. Il Codacons denuncia «le gravi violazioni dei diritti fondamentali dell’ uomo , il sovraffollamento ed il trattamento inumano e degradante» nelle strutture di Lampedusa, Pozzallo e Messina, nel centro di prima accoglienza di Caltanissetta, nonchè il «pericolo concreto» che, «dalla condotta posta in essere dai rappresentanti dello Stato (ammassare negli hot spot regionali e cpa immigrati affetti dal coronavirus) ne sia già derivato il pericolo della diffusione della malattia a un numero indeterminato di persone, costituito non solo dagli ospiti degli hotspot». «Assistiamo da anni a una gestione fallimentare e criminogena degli hotspot e centri di prima accoglienza in Sicilia», afferma l’ avvocato Carmelo Sardella, dirigente dell’ Ufficio legale Codacons Sicilia, «con la mancanza di salubrità e delle minime condizioni igienico sanitarie di tali strutture che ha ora ripercussioni dirette sul fronte della salute pubblica. Riteniamo, pertanto, necessario che le procure svolgano tutte le indagini del caso per accertare i fatti, alla luce delle ipotesi di reato di tortura, epidemia dolosa (o colposa), lesioni personali e maltrattamenti, nonchè l’ eventuale sussistenza di manovre speculative». © Riproduzione riservata.

Cronache del Sannio, 27/08/2020 17:02
Città Spettacolo: “Annullamento concerti scelta sofferta”. Biglietti rimborsati
la nota: “accogliamo le indicazioni pervenute per eventi giudicati a rischio”. come ottenere il rimborso dei ticket già acquistati
L’ Organizzazione di Benevento Città Spettacolo, viste le sopraggiunte disposizioni nazionali di prevenzione alla diffusione del Covid-19, “ha ritenuto opportuno accogliere le indicazioni pervenute e disporre l’ annullamento degli eventi: ‘Geolier, la mia storia’ del 29 agosto; ‘Raccontare Ghali’ del 30 agosto” : è quanto affermato in una nota a margine dell’ annullamento dei due concerti sancito dal comitato per l’ ordine e la sicurezza pubblica nella giornata di ieri. TEGOLA CITTÀ SPETTACOLO, ANNULLATI CONCERTI DI GHALI E GEOLIER “Si tratta di una scelta sofferta, – hanno aggiunto gli organizzatori – ma atta a scongiurare qualsiasi rischio di assembramento per due eventi ritenuti ‘a rischio’ dalle autorità preposte all’ ordine e sicurezza pubblica, nonostante le misure già adottate nel corso del Festival, in totale ottemperanza agli attuali protocolli per gli spettacoli all’ aperto”. CODACONS: “REGIONE NON AVEVA AUTORIZZATO CONCERTI” Per quanto riguarda invece coloro che avevano già acquistato i ticket per i concerti, “si informa il gentile pubblico che i possessori dei biglietti, già acquistati per gli eventi sopra indicati, potranno richiedere il rimborso secondo le modalità disposte dai rispettivi circuiti di emissione”.

Coronavirus:Codacons, in centinaia in coda a traghetti Eolie
Assembramenti e balli in strada
PALERMO
(ANSA) – PALERMO, 22 AGO – “Invasione di turisti alle isole Eolie dove si registrano assembramenti intollerabili e molti villeggianti, specie i più giovani, non rispettano le norme sull’uso delle mascherine”. Lo denuncia il Codacons, che ha inviato i propri ispettori. “La situazione più grave si registra nei porti in occasione delle partenze di aliscafi e traghetti, dove migliaia di persone (a Stromboli, Panarea, Lipari, ecc.) si accalcano sulle banchine creando pericolosi assembramenti – denuncia il Codacons – L’atmosfera di infuoca di notte a Lipari, dove le strade si trasformano in discoteche all’aperto di fronte ai locali che suonano musica dal vivo: qui centinaia di giovani ballano l’uno sull’altro senza rispettare le distanze minime e senza indossare le mascherine”. (ANSA).

 

Scuola: per zaino di marca spesa fino a 180 euro
Codacons, tra libri e corredo costi da oltre mille euro
ROMA
(ANSA) – ROMA, 24 AGO – Sul fronte della scuola sta per arrivare anche la consueta “stangata” di settembre legata all’acquisto di libri e corredo scolastico. Lo afferma il Codacons, che fornisce i dati sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico. Sul fronte dei prezzi al momento i listini di diari, astucci, zaini e materiale scolastico appaiano sostanzialmente in linea con il 2019 e rincari si registrano solo per i prodotti di fascia alta, ossia per il corredo “griffato” – spiega il Codacons, che ha realizzato una prima indagine a campione analizzano le tariffe praticate da grande distribuzione, negozi e piattaforme di e-commerce – Nel 2020 il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 180 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa tocca il picco di 55 euro. Altra voce che incide sull’esborso per il corredo è quella relativa al diario, che quest’anno supera i 22 euro per le marche più note. L’emergenza Covid con i suoi effetti depressivi sui consumi delle famiglie ha comportato un contenimento dei prezzi per i prodotti di fascia medio-bassa, ma lo stesso non si può dire per le marche di fascia alta, che al contrario hanno subito ritocchi dei listini al rialzo – analizza il Codacons – L’esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’anno scolastico 2020/2021 quota 530 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che – tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente. Tuttavia – spiega l’associazione – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli utili: non inseguire le mode; nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. E ancora: andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. Non comprare subito tutto quello che servirà nel corso dell’anno, le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo: spesso, aspettando, si risparmia. Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), infine, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. (ANSA).

 

Figlia Totti in costume: Codacons, in passato casi ignorati
L’associazione “Ora si pensi alle foto dei minori sul web”
ROMA
(ANSA) – ROMA, 24 AGO – Il Codacons interviene sulla pubblicazione delle foto della figlia di Totti su Gente, e “pur concordando con le critiche avanzate da più parti – si tratta, pur sempre, di una minorenne sottoposta a un’assurda e inaccettabile sessualizzazione – ” ricorda come in passato in tante circostanze precedenti non ci siano state le stesse prese di posizione. “Basti pensare – ricorda la nota – alle immagini della figlia di Michelle Hunziker: come denunciato da Selvaggia Lucarelli, trattandosi dell’estate 2011, Aurora Ramazzotti aveva solo 15 anni. Allora, nessuno fiatò: e dispiace vedere che troppe volte in queste circostanze si percorra un doppio binario, differenziando circostanze e lesioni che dovrebbero sempre avere la stessa rilevanza”. L”Associazione accoglie con soddisfazione il cambiamento del clima di opinione, e come detto appoggia le contestazioni di questi giorni,” ma invita tutti gli attori in campo a non fare figli e figliastri, e a criticare la pubblicazione di foto di minori sempre e comunque, da qualsiasi parte provengano”. Il Codacons torna anche sul tema del web, degli influencer e dei vip che, “sempre più spesso, pubblicano sulle pagine Instagram e Facebook foto dei propri figli, bambini e neonati, “in totale spregio – dice la nota – della normativa vigente. Per questo, nei mesi scorsi l’associazione aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e ai garanti della Privacy e dell’Infanzia, corredato da un dossier di foto reperite su Instagram, nelle quali compaiono minori in pose o situazioni inadeguate alla Procura della Repubblica di Roma, nonché al Garante della Privacy e a quello dell’Infanzia. (ANSA).

 

Industria: Codacons, dati giugno estremamente deludenti
ROMA
(ANSA) – ROMA, 27 AGO – I dati sull’industria diffusi oggi dall’Istat rappresentano il classico esempio di rimbalzo tecnico, ma appaiono ancora estremamente deludenti, con numeri in grande crescita su base mensile ma fortemente negativi su base annua. Lo afferma il Codacons, commentando i dati forniti dall’Istat. “Nonostante le riaperture in tutti i settori e la ripartenza del paese dopo il lockdown, a giugno il fatturato registra un calo del 16,4% rispetto al 2019, mentre gli ordinativi crollano dell’11,8% – spiega il presidente Carlo Rienzi – Numeri deludenti e al di sotto alle aspettative, che non possono far cantare vittoria e appaiono estremamente preoccupanti perché, considerato l’andamento deludente dei consumi anche nella fase post-lockdown, dimostrano come per l’industria italiana la strada per tornare ai livelli pre-Covid sia sempre più in salita”, conclude Rienzi. (ANSA).

 

ANSA/Ripartono fatturato-ordini,ma su anno ancora deboli
Consumatori, è ancora poco. Ocse intravede ripresa scambi
ROMA
(ANSA) – ROMA, 27 AGO – Rimbalzo tra maggio (il 18 la fine del lockdown) e giugno di fatturato ed ordini per l’industria italiana. Ancora troppo poco secondo i consumatori che guardano piuttosto al dato trimestrale ancora molto negativo. Intanto una nota positiva arriva dall’Ocse che vede una ripresa del commercio internazionali nel G20 dopo lo stop generale partito in aprile. “Avevo detto da un po’ di tempo, perché i dati ce lo indicavano, – ha commentato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri – che ci aspettiamo un rimbalzo significativo dell’economia: merito della capacità che il Paese ha avuto di seguire rigorosamente le procedure di contenimento del virus che ci ha consentito di riaprire e di ripartire”. “Adesso – ha aggiunto – ci sono le condizioni per ripartire”. Gli industriali comunque non mollano il pressing sul governo: Confindustria “ha richiamato il Governo alla massima attenzione sul post-emergenza. Perchè la verità è che dopo l’emergenza è mancata la pianificazione”, ha sottolineato il leader dei giovani di Confindustria, Riccardo Di Stefano. I dati dell’Istat fotografano a giugno un rimbalzo atteso: il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, è aumentato del 13,4% rispetto a maggio. Nella media del secondo trimestre l’indice complessivo cala invece del 23% rispetto al trimestre precedente. Anche gli ordinativi registrano a giugno un incremento congiunturale (+23,4%), mentre nella media del secondo trimestre sono diminuiti del 22,8%. La variazione congiunturale del fatturato – spiega l’Istat – riflette risultati positivi, di ampiezza simile, registrati su entrambi i mercati: +13% quello interno e +14,1% quello estero; per gli ordinativi, invece, la crescita è sostenuta soprattutto dalle commesse provenienti dal mercato interno, che segnano un balzo del 26,4%, mentre l’aumento di quelle provenienti dall’estero si attesta al 19,1%. Traina il settore farmaceutico che registra una crescita tendenziale positiva (+7,2%). Per tutti gli altri comparti si rilevano risultati negativi, dalla flessione dell’1,1% dell’industria alimentare fino ai cali molto più ampi del comparto dei mezzi di trasporto (-33,2%) e delle raffinerie di petrolio (-41,1%). In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce dell’11,8% rispetto a giugno dello scorso anno, con riduzioni su entrambi i mercati (-10,1% quello interno e -14,3% quello estero). Insomma – secondo Istat – si conferma “la ripresa avviata nel mese precedente dopo l’allentamento delle misure legate all’emergenza sanitaria che hanno caratterizzato il bimestre marzo-aprile”. Di diverso avviso i consumatori: “Rimbalzo deludente e insufficiente. A giugno era lecito attendersi un rialzo mensile maggiore, visto che solo da metà maggio, dal 18, avevano potuto riaprire tutte le attività economiche e produttive” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unc. “Invece l’incremento non basta per compensare le perdite registrate né su base annua, né rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-emergenza Covid”. “Nonostante le riaperture in tutti i settori e la ripartenza del paese dopo il lockdown, a giugno il fatturato registra un calo del 16,4% rispetto al 2019, mentre gli ordinativi crollano dell’11,8% – rimarca il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Numeri deludenti e al di sotto alle aspettative”. Una nota positiva arriva intato dall’Ocse: il commercio internazionale all’interno dei Paesi del G20 è crollato nell’aprile 2020 ma ha iniziato a riprendersi a maggio e giugno con l’allentamento delle misure di contenimento del Covid-19. Rispetto a marzo 2020, le esportazioni e le importazioni del G20 sono diminuite rispettivamente del 18,7% e del 16,0%. Tuttavia, i dati di maggio e giugno indicano una ripresa parziale dai minimi di aprile in quasi tutte le economie del G20, a causa dell’allentamento delle misure di contenimento. I dati di luglio, nelle economie in cui i dati sono disponibili, indicano un miglioramento continuo. (ANSA).

 

Istat: Codacons, fiducia lontana da livelli pre-covid
ROMA
(ANSA) – ROMA, 28 AGO – I numeri sulla fiducia di consumatori e imprese diffusi oggi dall’Istat, seppur in crescita, appaiono ancora lontanissimi dai livelli pre-Covid, a dimostrazione di come l’emergenza coronavirus abbia impattato sugli indicatori economici del nostro paese. Lo afferma il Codacons, in una nota commentando i numeri forniti oggi dall’istituto di statistica. “L’incremento della fiducia di imprese e consumatori ad agosto è fisiologico, dopo mesi di lockdown in cui il paese è rimasto paralizzato – spiega il presidente Carlo Rienzi – ma se si confronta il livello di fiducia dei consumatori di agosto con quello dello stesso mese del 2019, si scopre che l’indicatore ha subito in un anno un tracollo di quasi il 10%, e che le aspettative e la fiducia di consumatori e imprese sono ancora lontanissime dai livelli pre-Covid. Sono numeri – conclude – che hanno un forte impatto sui consumi e sulle spese delle famiglie, che non a caso risultano in forte flessione rispetto al 2019”. (ANSA).

 

 

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