Rapitori dell`età dei miei figli
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fonte:
- Il Mattino di Padova
Un applauso a Gamba quando è arrivato in aula a Pediatria Istituto Modigliani, aula 17, ore 18,15, Maura Tonetto sale in cattedra, ad attenderla la sua classe del serale. A poca distanza il marito Piergiorgio Gamba sta parlando agli specializzandi in Chirurgia pediatrica. Sono piccoli tasselli che tornano a disegnare due vite normali, dopo il sequestro. “C`è stato un momento – commenta Tonetto – in cui pensavo che non ce l`avremmo fatta. E` stato incredibile ricevere tante testimonianze di affetto da persone che nemmeno conosciamo, soprattutto dopo un`esperienza in cui ci si sente abbandonati da tutti“. “Adesso – continua – dobbiamo riuscire a ristabilire l`equilibrio tra il grande dolore e la grande gioia che abbiamo provato nel giro di così poco tempo“. L`insegnante ripercorre i momenti del sequestro, con i rapitori “dell`età dei miei figli“: “La cosa incredibile è che il giorno prima del rapimento fotografavo quelle persone che per me erano “strane“, mi sembrava che vivessero nel Medioevo. – prosegue la donna – Poi all`improvviso ci siamo trovati dall`altra parte, come animali dello zoo. Molti bambini non avevano mai visto un europeo, o una donna che fumava. Passavano e alzavano la tenda per guardarci“. Nessun commento sull`esposto del Codacons che chiede ai 5 ostaggi di restituire 600.000 euro: “No comment. – conclude Maura Tonetto – Abbiamo intrapreso un viaggio organizzato, non siamo degli avventurieri alla Indiana Jones. Non c`è altro da dire“. Nessun commento invece dal marito, Piergiorgio Gamba, che ieri pomeriggio ha accettato a malincuore di farsi fotografare poco prima di tornare in classe dai suoi specializzandi. Vorrebbe spegnere l`attenzione che si è accesa su di lui. In mattinata il primo incontro era stato con il primario Gianfranco Zanon. E` quest`ultimo che ricorda il rientro di Gamba: “E` arrivato un po` prima delle 8; lo abbiamo accolto con un bentornato ed un piccolo applauso. – sostiene Zanon – Lo conosciamo bene e sapevamo che la cosa migliore era accoglierlo con semplicità. Se riterrà di raccontarmi qualcosa nei prossimi giorni potrà farlo, ma nessuno lo costringerà“.
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