21 Gennaio 2015

Rapimento di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, Codacons presenta esposto alla Corte dei Conti

Rapimento di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, Codacons presenta esposto alla Corte dei Conti

(Sesto Potere) – Roma – 20 gennaio 2015 – Il Codacons ha presentato un esposto alla Corte dei Conti affinché si faccia definitivamente luce su eventuali riscatti pagati dallo Stato Italiano per la liberazione delle due cooperanti rapite in Siria. Siamo felici che Greta Ramelli e Vanessa Marzullo siano tornate a casa ma sono ancora troppi i dubbi circa la contropartita in capo al nostro paese per ottenere la libertà delle due ragazze – spiega l’ associazione – Per tale motivo, pur ritenendo indispensabile salvare la vita di connazionali rapiti all’ estero, chiediamo alla Corte dei Conti di accertare attraverso la Guardia di Finanza se la liberazione delle due cooperanti abbia determinato un danno erariale per le casse dello Stato, sottoforma di riscatti o atti di qualasiasi altra natura. le due cooperanti Ma l’ associazione punta il dito anche su operazioni umanitarie condotte all’ estero in modo scriteriato e pericoloso per l’ incolumità dei nostri connazionali. “Diffidiamo il Ministero degli Esteri a disporre controlli su tutte le missioni avviate dalle organizzazioni onlus italiane nei paesi a rischio – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Ciò allo scopo di bloccare operazioni che in modo evidente possano mettere in pericolo la salute degli italiani impegnati su tali fronti ed evitare comportamenti pericolosi e non idonei come quelli tenuti dalle due cooperanti rapite. Al Ministero chiediamo anche di verificare tutti i contatti tenuti in Siria dalle due ragazze e accertare il ruolo avuto nella vicenda”. Si legge all’ interno della denuncia: “La scrivente associazione manifesta grande e legittima soddisfazione per l’ avvenuta liberazione delle due ragazze italiane, ma ritiene al contempo necessario e doveroso che venga accertato se una qualunque fonte di finanziamento pubblico sia stato investito per riportare le due ragazze a casa e in caso affermativo di che importo trattasi. Non si può non evidenziare come, di fondo, le stesse Greta e Vanessa, nonché l’ associazione onlus “Rose di Damasco” per cui lavoravano le due operatrici lombarde, abbiano potenzialmente esposto loro stesse e l’ intero Stato italiano a una situazione di rischio e difficoltà coscientemente con la loro volontaria presenza in un paese in gravi condizioni in cui imperversa la guerra civile e con una pesante presenza di terrorismo. Considerato che chiaro è l’ interesse diretto concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, dei consumatori/contribuenti alla conoscenza dell’ effettiva destinazione dei fondi pubblici e del corretto utilizzo per fini essenziali alla collettività …. si chiede di accertare i fatti nel loro reale verificarsi e l’ effettiva utilizzazione per fini indispensabili che il legislatore ha posto alla base dell’ intero sistema, anche al fine di fare definitiva chiarezza e trasparenza su quanto avvenuto in relazione alla liberazione di Vanessa Marzullo, e Greta Ramelli, accertando, anche attraverso l’ ausilio della Guardia di Finanza, se la liberazione delle due cooperanti abbia determinato un danno erariale per le casse dello Stato, sottoforma di riscatti, attraverso stanziamenti pubblici, o atti di qualsiasi altra natura”.

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