4 Gennaio 2020

Raid violenti negli ospedali quattro casi in due giorni

barella e porta del pronto soccorso distrutte al pellegrini da un paziente al san giovanni bosco dottoressa spintonata
di Stella Cervasio Ospedali senza pace. Quattro casi in due giorni. L’ ultimo a mezzogiorno di ieri quando all’ ospedale Pellegrini si è presentato un paziente che aveva detto di sentirsi male. Giudicato ” codice verde”, è stato messo in attesa. Sono trascorsi 20 minuti che hanno fatto adirare l’ ammalato: urlando e inveendo contro il personale sanitario, l’ uomo ha distrutto una barella e poi la porta d’ ingresso del pronto soccorso. Lo hanno fermato i carabinieri, chiamati dagli operatori ospedalieri, mentre scappava dal nosocomio. Era l’ aggressione numero 4. La terza era avvenuta la sera di giovedì ai danni di un medico del 118, Alessandra Tedesco. L’ aggressore, un senza fissa dimora originario dell’ Europa dell’ Est ed ex militare, che si era fratturato il setto nasale sbattendo la testa da solo contro un muro in piazza Cavour. « Erano circa le 20 – racconta la dottoressa Tedesco quando ci hanno chiamato in piazza Cavour dove uno squilibrato sporco di sangue dava in escandescenze creando una situazione di pericolo, perdeva sangue aveva preso a testate un muro ed era a torso nudo, aveva un fisico imponente. Una volta condotto al pronto soccorso del San Giovanni Bosco ha cercato di liberarsi e di fuggire. Io l’ ho rincorso, era molto agitato e mi ha strattonata facendomi perdere l’ equilibrio. Mi sono ritrovata a terra ma per fortuna non mi sono fatta niente , poi sono arrivati i carabinieri e lo hanno calmato. Di tutte le aggressioni quella è stata la meno grave, per fortuna sto bene, solo un po’ di paura». Ci si domanda come mai una dottoressa, sicuramente dal fisico meno “imponente” dell’ uomo sia stata lasciata da sola ad affrontarlo, visto che ” dava in escandescenze” fin da dove era stato prelevato. Comunque la dottoressa Tedesco quattro anni fa sempre al San Giovanni Bosco subì un’ aggressione da parte dei parenti di una persona che era morta: « Quel giorno me la vidi brutta – ricorda – La mia sola colpa fu di aver comunicato il decesso ai suoi cari». Il direttore generale della Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva, però, invita a considerare caso per caso: « Quello del paziente affetto da turbe psichiche è diverso dagli altri. Episodi come questo sono fisiologici quando si ha a che fare con un certo tipo di pazienti. Ritengo necessario non rincorrere ogni singolo episodio per evitare allarmismi continui perché tutti gli organi competenti hanno già attivato e anche programmato a breve termine tante azioni per affrontare il fenomeno » . Il governatore Vincenzo De Luca ha definito « atti di violenza e di squadrismo » le aggressioni a personale medico e infermieristico: «Un anno fa ho chiesto il potenziamento dei presidi di polizia negli ospedali della Regione, allora c’ era il ministro Salvini e non ha neanche risposto». C’ è chi pensa a cose estreme, come l’ invio dell’ esercito negli ospedali e nelle guardie mediche, come il Codacons: « Chiediamo un intervento repentino che dia nuova dignità alla sanità in regione». Il Movimento 5 Stelle invece, attraverso la capogruppo nel Consiglio regionale Valeria Ciarambino e la senatrice Maria Domenica Castellone la definiscono « una mattanza senza freni, per arginare la quale sono state individuate da tempo tutte le soluzioni normative opportune » . La capogruppo, che è anche coordinatrice nazionale della sanità per i pentastellati, contesta «il decreto annunciato dal ministro Speranza: non serve, basta invece accelerare l’ iter alla Camera del testo di legge in tema di sicurezza per gli operatori sanitari che prevede un inasprimento delle pene e rendere attuative le misure proposte per la Campania». Il presidente dell’ Ordine dei Medici di Napoli, Silvestro Scotti, propone che un testimonial ” vip” metta in atto un ” live aid” ( musica o spettacolo) per questa emergenza: ” Aiz’ a voce… pe cantà: non più violenza in sanità”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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