15 Marzo 2010

RAI-AGCOM: IL CODACONS E L’ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI IMPUGNARONO AL TAR LE PRESSIONI DEL MINISTRO SCAJOLA

ECCO COSA SI SOSTENEVA NEL RICORSO  
 
ORA TUTTE LE CARTE DEL RICORSO SONO STATE INVIATE DAL CODACONS ALLA PROCURA DI TRANI

 

Il Codacons ha inviato oggi alla Procura di Trani una serie di documenti relativi ad una vicenda avvenuta pochi mesi fa, e che ha riguardato proprio la trasmissione “Annozero” e, indirettamente, l’ Autorità per le comunicazioni.
Come si ricorderà lo scorso mese di ottobre il Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola – nel cui dicastero sono confluite le competenze del Ministro delle comunicazioni – aprì una istruttoria convocando i vertici della Rai per il 7 e 8 ottobre 2009, al fine di verificare se “Annozero” rispettasse o meno l’impegno assunto dalla Rai nel contratto di servizio 2007-2009.
Provvedimento che il Codacons e l’ Associazione Utenti Radiotelevisivi ritennero illegittimo, in quanto rappresentava uno sconfinamento del Ministero nell’area di competenza dell’Agcom, e contro il quale presentarono un ricorso al Tar del Lazio, chiedendone la sospensione sulla base delle seguenti motivazioni:

“Il contratto di servizio – si legge nel ricorso – in armonia con quanto stabilito dalle linee guida approvate dall’Autorità garante nelle comunicazioni, stabilisce che la Rai debba riservare un’ampia percentuale della programmazione ai generi dell’informazione e dell’approfondimento, intendendo per "approfondimento’ i supplementi informativi alle edizioni dei notiziari, rubriche di rete o di testata, inchieste e dibattiti, talk show, ecc. Appare quindi gravissimo e illegittimo avere preteso di controllare il rispetto del contratto di servizio da parte di un solo programma e anzi di una sola puntata del programma e non per la pluralità delle voci presenti ma per il contenuto esplicitato nella puntata dai presenti: censura assurda e assolutamente non consentita dalla legge e dalla Costituzione.
In questo senso è corretto asserire che il contratto di servizio della RAI, come del resto tutta la normativa in materia, non consentono affatto al Governo di svolgere istruttorie sui contenuti di una trasmissione di informazione, né di chiederne ragione ai vertici della RAI, né di promuovere l’intervento dell’AGCOM… Il Ministero, in sostanza, si è sostituito non già all’organo terzo preposto dal Legislatore (la Commissione di vigilanza) ma anche all’Autorità Garante! Ciò denota una chiara violazione dei principi di imparzialità costituzionale, che confluisce in un vero e proprio conflitto di interessi e abuso delle proprie funzioni.

La risposta del Ministero depositata al Tar fu molto chiara: si trattava solo di un cortese colloquio, niente più di un caffè tra amici. Si legge testualmente nella nota depoistata in Tribunale:

"le notizie a cui la controparte si riferisce attengono in realtà ad un semplice atto interno, del tutto privo di rilievo provvedimentale, con cui il Ministro ha richiesto un colloquio con il Presidente e con il Direttore della Rai al fine di discutere sulle note polemiche insorte in merito a recenti (e non meglio specificate) trasmissioni radio-televisive, in relazione agli obblighi derivanti dall’attuale contratto di servizio ed al suo prossimo rinnovo”.

Visto fallire con il ricorso al Tar il tentativo di intervento diretto del Governo, sembra che si sia scatenata una quantità di telefonate dirette ad attivare l’unico organo competente che era appunto l’Autorità per le comunicazioni .Il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno inviato oggi stesso alla Procura di Trani tutti i documenti relativi al ricorso, affinché possano essere utili per valutare eventuali pressioni illecite a danno dell’Agcom.
 

 

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