3 Giugno 2014

Rai, sì in Senato al taglio di 150 mln. Camusso: avanti con lo sciopero. Il garante avverte: è illegittimo

Rai, sì in Senato al taglio di 150 mln. Camusso: avanti con lo sciopero. Il garante avverte: è illegittimo

Via libera dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato all’articolo 21 del decreto Irpef. Si conferma così il taglio di 150 milioni a carico della Rai. In precedenza l’ente era stato escluso dai tagli previsti a carico delle società partecipate dallo Stato, attraverso un emendamento al decreto Irpef approvato nelle Commissioni Finanze e Bilancio del Senato.
Le polemiche sullo sciopero – Continuano intanto le polemiche sullo sciopero dichiarato dai sindacati. “Noi insistiamo, perché le vertenze si fanno così. E’ grave sostenere che lo sciopero è umiliante. Qualunque controparte dovrebbe sapere che lo sciopero è una cosa normale. Se cambiano le cose, siamo pronti a discutere, ma si deve dire che il decreto non si fa così e che si apre un confronto”, dichiara scendendo in trincea contro il governo, il segretario Cgil Susanna Camusso, che esprime le ragioni del sindacato sulla questione dei tagli Rai, durante una conferenza stampa. Parole condivise dal segretario della Uil, Luigi Angeletti, per il quale “il premier, che è bravissimo a fare le caricature, si comporta come un pessimo amministratore delegato dell’azienda pubblica Rai. Ha fatto bene a dire che è dei cittadini, lui dovrebbe per questo amministrarla ma è il peggiore amministratore”. Sindacati quindi avanti a testa bassa: lo sciopero è stato indetto per l’11 giugno dai lavoratori Rai contro il decreto Irpef. Nel frattempo però il Garante ha dichiarato “illegittima” l’astensione dal lavoro prevista.
Rai a rischio – “Questo dl mette a rischio la Rai nella dimensione di servizio pubblico e come grande impresa del paese. La vendita di Taiwan determina la perdita delle condizioni di sicurezza e capacità competitiva”, ha detto Camusso. “La vendita di Raiway – ha proseguito – determina incassi di breve periodo, ma costi di lunga durata. Il problema generale di rendere le reti di trasmissione private mette a rischio il sistema paese”. “Altro tema è il mancato riconoscimento alla Rai di una quota del canone”, ha detto ancora il segretario Cgil.
Todini: sciopero farebbe male – “La Rai ha bisogno di essere rivisitata dal profondo, a partire dalla governance”. Lo ha detto Luisa Todini, consigliere Rai, sullo sciopero contro i tagli previsti dal Governo. “In Rai siedono nove consiglieri di amministrazione e ognuno pensa di essere un amministratore delegato” ha aggiunto a margine del convegno di Valore D sulla governance. “Uno sciopero farebbe male a qualunque azienda, in particolare alla Rai, ma sembra che già oggi i sindacati interni abbiano fatto un po’ marcia indietro” ha concluso.
Garante: sciopero illegittimo – Intanto l`Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha valutato come “non conforme alla legge la proclamazione di sciopero dei sindacati dei lavoratori della Rai per il prossimo 11 giugno. In particolare, la proclamazione non rispetta la regola, ben nota alle organizzazioni sindacali, dell`intervallo di dieci giorni tra due scioperi che insistono sullo stesso settore, considerata, infatti, l`azione di sciopero del sindacato USB prevista per il prossimo 19 giugno e precedentemente comunicata”.
Codacons e Aur: pronti alla denuncia – Si schierano anche le associazioni dei consumatori. “In caso di sciopero l’11 giugno, sarà inevitabile una denuncia nei confronti di giornalisti e dipendenti Rai per interruzione di pubblico servizio”: è l’altolà di Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi, dopo il parere espresso dall’Autorità di garanzia. “La Rai infatti – spiegano le due associazioni in una nota – è un servizio pubblico, e come tale non può essere interrotto per decisione dei suoi dipendenti, se non nel massimo rispetto di quanto previsto dalla normativa sugli scioperi.

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