23 Dicembre 2010

RAI: ROMANI FIRMA DECRETO, CANONE 2011 A 110,50 EURO

    GOVERNA ADEGUA CANONE AD INFLAZIONE, MA NON STIPENDI E SOCIAL CARD

    Nel silenzio generale il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha incartato ieri il regalino di Natale che il Governo Berlusconi ha pensato bene di fare agli italiani: un decreto con il quale si aumenta il canone Rai a 110,50 euro, un aumento di 1,50 rispetto al 2009. La scusa è quella di adeguare il canone all’inflazione.
    Peccato che il Governo non abbia deciso di adeguare all’inflazione anche le retribuzioni dei dipendenti pubblici o la miseria di 40 euro che viene data ai poveri con la social card.  Inoltre, Berlusconi non aveva detto che non avrebbe aumentato le imposte?
    Per il Codacons si tratta di un aumento intollerabile specie in considerazione del fatto che le famiglie italiane proprio quest’anno, per adeguarsi al digitale terrestre, hanno già subito una stangata media pari a 110 euro, cifra che non prende in considerazione gli eventuali lavori aggiuntivi necessari per adeguare l’antenna.
    Inoltre nessun miglioramento si è visto all’orizzonte sul fronte della qualità dell’offerta. Certo sono aumentati i canali, ma si tratta di reti dove si vedono esclusivamente repliche su repliche, dal Commissario Rocca a Un medico in famiglia. Tutto questo senza contare il fatto che in molte zone d’Italia la Rai, quella vecchia (Rai 1, Rai 2, Rai 3), grazie al passaggio al digitale, non si vede nemmeno più o si vede con interruzioni costanti che rendono invedibile il programma.

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