14 settembre 2017

RAI: DOPO I RICATTI DI FAZIO, ORA GLI APPELLI UMANITARI PER FAR “SPILLARE” SOLDI ALLA RAI

 

 

Gira in questi giorni una incredibile catena che fa capo ad alcuni giornalisti del Fatto quotidiano, ospiti fissi e noiosi di quasi tutte le trasmissioni Rai e La7, i quali tentano di trasformare la potenza di un mass media in forma di pressione sul servizio pubblico per far lavorare in Rai Milena Gabanelli. Come se chi è stato bravo e ben pagato per decenni avesse quasi diritto ad un vitalizio sotto qualsiasi forma, un metodo inaccettabile di utilizzo del ruolo dei giornalisti che dovrebbero fare il loro mestiere e non i sostenitori di assunzioni o incarichi retribuiti in favore di loro colleghi.
Noi telespettatori e consumatori, sempre ignorati dalla Gabanelli la quale, dopo un paio di occasioni in cui abbiamo osato criticarla, ha cancellato il Codacons dalla sua agenda – con la stessa arroganza di Bruno Vespa che, denunciato dall’associazione per aver fatto pubblicità al tabacco nel corso di Porta a Porta, giurò pubblicamente che mai avrebbe invitato il Codacons in trasmissione – non entriamo nel merito della bravura della giornalista e di Vespa (i cui ascolti bassissimi non impediscono che prosegua imperterrito, con il sostegno dei politici, a “spillare” soldi alla Rai ) ma riteniamo gravissimo e inammissibile che altri professionisti ben pagati facciano pressione sulla Rai per questo o per quello. Dove erano Travaglio & C quando la Rai cacciò Emanuela Falcetti (poi rientrata grazie ad una causa in tribunale) e cancellò una delle poche trasmissioni di servizio della rete?
Osservatorio sulla qualità dei programmi tv del Codacons.