13 Luglio 2002

Rai, Mediaset e La7 nei guai per i quiz

L?INCHIESTA. Nel mirino degli inquirenti sono finite alcune popolari trasmissioni


Rai, Mediaset e La7 nei guai per i quiz
L?accusa: nessuna autorizzazione e telefonate a pagamento per partecipare






Roma. Giochi a quiz televisivi sotto accusa, finiti nel mirino degli inquirenti che, ieri mattina, hanno anche fatto partire ben quattordici avvisi di garanzia. Secondo gli investigatori «Call game» di La7, «Vinci 3» inserito all`interno di «Dom&Nika In» di RaiUno; «Chi vuol essere milionario» di Canale 5 e «Sarabanda» di Italia 1, sarebbero un po? truffaldini e non autorizzati. Non si parla, però, di vincite pilotate, bensì di modalità non proprio ortodosse inerenti la partecipazione.
In particolare gli illeciti riscontrati sarebbero due. Il primo riguarda la messa in onda dei programmi in questione senza la necessaria autorizzazione del ministero delle Finanze, il secondo, il modo in cui i partecipanti giocavano o chiedevano di partecipare. Questo avveniva chiamando numeri a pagamento invece di normali utenze a tariffa urbana. Da qui la truffa nei confronti dei telespettatori. Il ricavato delle telefonate serviva soprattutto a incrementare il montepremi dei concorsi.
La prima arringa difensiva arriva da Carlo Conti, padrone di casa della domenica targata RaiUno: «Nessuna truffa – dice – i telespettatori sapevano di chiamare un numero a pagamento: non solo passava una scritta in sovrimpressione ma ogni volta io mi premuravo di ricordarlo. Nulla di truffaldino, le modalità di partecipazione a Vinci 3 , come tutte quelle di altri giochi, sono sottoposte all`ufficio legale della Rai che provvede a verificarle prima di dare l`ok».
Intanto gli avvisi di garanzia sono partiti e sono stati notificati ad alcuni responsabili di Rai, Mediaset e La7 ed agli organizzatori e commercializzatori dei giochi che fanno capo alle società di produzione Mediagames Srl e Aran Endemol Spa . Per il sostituto procuratore Pierfilippo Laviani, che ha firmato i provvedimenti, l`indagine verte in particolar modo «sull`organizzazione e la pubblicizzazione di giochi senza la necessaria autorizzazione ministeriale» che potrebbe portare a sanzioni a tutela sia dello Stato che dei partecipanti ai giochi stessi.
«Da anni la nostra associazione si batte contro i costi troppo alti delle telefonate, che i telespettatori devono fare per partecipare ai quiz tv» denuncia il Codacons, secondo il quale «proprio in seguito a una nostra battaglia il costo delle telefonate per la lotteria Italia passò da 127 a 80 lire. Chiediamo ora di fissare a 0,065 euro il costo massimo per i telequiz, anche perchè i numeri chiamati dagli utenti spesso non offrono alcun servizio, ma trovano a rispondere un nastro registrato». Il Codacons invitato i telespettatori, «che hanno pagato cifre astronomiche per partecipare ai quiz», a rivolgersi all` associazione per ottenere il rimborso.

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