26 Giugno 2012

Rai, il Pdl vuole il rinvio della vigilanza Monti rassicura Tarantola e Gubitosi

Rai, il Pdl vuole il rinvio della vigilanza Monti rassicura Tarantola e Gubitosi

di ALBERTO GUARNIERI ROMA – Sceso il Pd, stavolta è il Pdl a salire sull’ Aventino per allontanare il voto della Vigilanza Rai sui nuovi vertici della tv pubblica. Con Lega e Idv che ribadiscono di non voler partecipare alla scelta dei sette membri da eleggere a maggioranza semplice (e questo potrebbe cambiare le «quote» spettanti agli schieramenti), il partito di Berlusconi e Alfano appare intenzionato ad attendere. Che cosa? Almeno il vertice europeo di dopodomani, dal quale si dovrebbe capire se la possibilità di elezioni anticipate a ottobre sia qualcosa più di una minaccia politica. In tal caso c’ è da scommettere che il Pdl farà tutto il possibile per andare alle urne con i vecchi vertici Rai, cioè con l’ attuale cda abbondantemente scaduto e Lorenza Lei alla direzione generale. Per questo, ufficialmente anche per il sovrapporsi di diversi impegni parlamentari, oggi in Vigilanza, alla prima seduta di voto, potrebbe mancare il numero legale utile alla seduta. Mario Monti sta però mettendo in atto precise e pubbliche contromosse. Certo nel pranzo di oggi con Berlusconi si parlerà anche di Rai e il premier non mancherà di far notare la necessità di un pronto rinnovo dei vertici della tv pubblica. Ma non è tutto. Ieri a palazzo Chigi Monti ha incontrato Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi, cioè i futuri presidente e direttore generale della tv pubblica che il governo ha indicato, insieme al consigliere Marco Pinto. Nell’ incontro Monti avrebbe rassicurato entrambi sulla sua ferma intenzione di procedere al cambiamento in Rai puntando proprio su di loro. Un conforto importante soprattutto per Gubitosi, che ha un incarico per una società estera e non può quindi attendere che tempi troppo lunghi passino prima di essere nominato a viale Mazzini. Il direttore generale, ricordiamo, va nominato dal nuovo Cda d’ intesa con l’ azionista ministero del Tesoro. L’ assemblea degli azionisti che dovrebbe ratificare tutte le nuove nomine di vertice è prevista per il 3 luglio prossimo, ma in assenza di un nuovo Cda votato dalla Vigilanza si sarebbe costretti a rinviarla, come è già stato fatto rispetto ai tempi previsti. In commissione bicamerale, il Pdl ha tentato di convincere il presidente Sergio Zavoli a rinviare la seduta ad una settimana meno calda, ma non c’ è stato accordo con le altre forze politiche. Nel Pdl mancherebbe poi ancora un accordo definitivo sui nomi. Antonio Verro, Alberto Maccari, Rubens Esposito, Guido Paglia e Giancarlo Galan i favoriti. Anche il centrosinistra non ha intese definitive. Se Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo non torneranno in discussione da parte del Pd, nell’ Idv è in atto uno scontro tra i due membri in Vigilanza, Pancho Pardi e Nello Formisano, che vorrebbero votare per evitare di consegnare la maggioranza al Pdl e tentare di ottenere un terzo consigliere, e il leader Antonio Di Pietro, che ha dato indicazione di non votare. I centristi sono invece compatti sulla conferma di Rodolfo De Laurentiis e invitano, con Roberto Rao ed Enzo Carra, il Pdl a votare. Continua intanto la mobilitazione delle associazioni. «Se non ora quando» chiede che nel Cda ci sia almeno il 50% di donne, mentre il Codacons invita alla pubblicazione dei 272 curricula arrivati in Vigilanza. L’ obiettivo è che i nuovi consiglieri vengano scelti non tra gli esponenti dei partiti ma tra chi si è autocandidato, tra le cui fila ci sono comunque molti papabili «politici». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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