11 Giugno 2012

«Rai, il governo nomini tutti» Idea di Casini, il Pdl dice no

«Rai, il governo nomini tutti» Idea di Casini, il Pdl dice no

ROMA – Si passa da un Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, che dice: «Già l’ indicazione del direttore generale della Rai da parte del governo è una forzatura, ma si fatica a comprendere il perché di un’ improvvisa sostituzione di Lorenza Lei». A un Giorgio Merlo, senatore Pd, per cui la mossa irrituale del premier Mario Monti, che ha scelto il ticket bancario Tarantola-Gubitosi per Viale Mazzini, non è ancora abbastanza: «Le recenti nomine del governo hanno di fatto commissariato l’ azienda. Ora, per liberarla dai partiti, Monti scelga anche gli altri sette componenti del cda». Concetto ribadito da Giuseppe Fioroni su Twitter : «Vada fino in fondo e proponga i sette nomi alla commissione di Vigilanza». E su Facebook si associa Pier Ferdinando Casini: «L’ Udc è pronta a rinunciare a esprimere candidature se sarà l’ esecutivo a indicare direttamente i consiglieri». Suggerendo cautela al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che intende astenersi dal dare indicazioni in Vigilanza: «Non vorrei che questa decisione unilaterale porti a un cda a senso unico». Nel segno del Pdl. Da lì insorge Maurizio Gasparri, autore della legge che regola il servizio pubblico: «Ma di che si parla? Del governo che indica tutti i consiglieri della Rai, violando leggi e sentenze della Corte costituzionale? Questa è demagogia totale. A Monti consiglierei prudenza, non invadenza». La proposta di Casini spinge Cicchitto a ribadire: «Non si possono mettere sotto i piedi leggi e regole. La Rai non può essere trasferita con un colpo di bacchetta magica nella totale dipendenza di un governo. Deve restare nell’ ambito del Parlamento, non si può arrivare al commissariamento totale». In attesa dell’ incontro chiarificatore Monti-Lei, tutti però dovranno fare i conti con la commissione parlamentare di Vigilanza a cui spetta la nomina di 7 consiglieri su 9 (il cda poi sceglie il dg). L’ ufficio di presidenza, con Sergio Zavoli, si riunisce domani. Si parlerà delle procedure elettorali. Ma anche, pare, della prassi inconsueta inaugurata da Monti. Che incontra i favori del pubblico di SkyTg24 intervistato per un sondaggio: il 77% è favorevole ai tecnici pure dentro la Rai. E scontenta invece Codacons e Associazione utenti tv, che contestano «la cacciata» di Lorenza Lei, pronti a impugnare davanti al Tar «le nomine d’ autorità e contro la legge». Bordate arrivano anche da Nichi Vendola, leader di Sinistra e libertà: «Questo governo è un problema per il Paese. Che l’ unico deposito di competenze a cui attingere si chiami banca è segno di degrado culturale. Non si spiega, a meno che Monti non voglia privatizzare la Rai». Un fine ultimo sospettato anche da Felice Belisario, capogruppo dell’ Idv al Senato: «Il governo ha iniziato il saccheggio del servizio pubblico. Dopo essersi accaniti contro lavoratori e pensionati, i finti tecnici al servizio delle lobby puntano a smantellare la tv di Stato per darla poi ai loro amici». Giovanna Cavalli RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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