11 Marzo 2013

RAI: CORTE DEI CONTI INDAGA SUGLI SPRECHI DELLA TV PUBBLICA

    RAI: CORTE DEI CONTI INDAGA SUGLI SPRECHI DELLA TV PUBBLICA

    E DOMANI IL CODACONS PORTERA’ AL PG DELLA CORTE UN DOSSIER DI OLTRE 200 PAGINE CON TUTTI GLI SPRECHI DEL SERVIZIO PUBBLICO

     

    DALLA TRASMISSIONE RADIOFONICA DELLA FALCETTI CHIUSA CON CONSEGUENTE CROLLO DEGLI ASCOLTI AI FLOP TELEVISIVI COSTATI MILIONI DI EURO, PASSANDO PER I COMPENSI DI BONOLIS E BENIGNI PER SANREMO

     

    La Corte dei Conti, come si apprende oggi dalle pagine del Corriere della Sera, ha aperto una inchiesta sugli sprechi della Rai. Il fascicolo nasce da un esposto presentato dal Codacons e dall’Associazione Utenti Radiotelevisivi e relativo al maxi-compenso elargito dalla rete di Stato al calciatore Bobo Vieri per la partecipazione al programma “Ballando con le stelle”, ma si estende ad altri aspetti della gestione dei soldi Rai.
    “Finalmente si farà chiarezza sull’utilizzo dei soldi pubblici da parte della rete di Stato”,  afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, che aggiunge: “Domani porteremo al Procuratore Generale della Corte dei Conti un corposo dossier di oltre 200 pagine, contenente tutti gli sprechi di risorse pubbliche all’interno della Rai, e chiederemo di estendere l’inchiesta a 360 gradi”.
    Nel mirino dell’associazione vi sono degli episodi “emblematici”, per i quali si rende necessaria una approfondita indagine da parte della magistratura contabile. Tra questi spicca il caso della trasmissione di Radio Rai1 “Italia: Istruzioni per l’uso” di Emanuela Falcetti, chiusa nel 2011 senza alcun motivo e sostituita con il programma “Prima di tutto” (all’interno del quale lavorerebbe una giornalista secondo alcuni troppo “vicina” al Direttore Antonio Preziosi), con conseguente crollo degli ascolti:
    in base ad alcune rilevazioni da 1,3 milioni di ascoltatori pari al 28% di share della Falcetti a 642mila ascoltatori con uno share del 15,42% per “Prima di tutto”.
    Vi è poi il caso dei compensi elargiti a Paolo Bonolis e Roberto Benigni per il Festival di Sanremo 2009 (secondo indiscrezioni 1 milione di euro al primo e per Benigni la cessione dei diritti delle sue partecipazioni sulla rete pubblica, valutati tra i 350mila euro e i 2 milioni di euro). Altra nota dolente, il calo della raccolta pubblicitaria da parte della tv pubblica, scesa, secondo le rilevazioni Nielsel nel periodo gennaio-aprile 2012, del -17,8% a fronte di una media nazionale del -8,6%.
    Ma il dossier che Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi presenteranno domani alla Corte dei Conti, contiene anche tutta una serie di clamorosi flop televisivi, costati milioni e milioni di euro ai cittadini italiani: “Balls of steel” (Palle d’acciaio), “Votantonio”, “Wild West”, “Star Academy”, sono solo alcuni programmi trasmessi e chiusi dopo poche puntate.
    Infine, resta il mistero di trasmissioni di une semplicità imbarazzante, come “Che tempo che fa”,  appaltate a società esterne nonostante la Rai abbia tutte le risorse per realizzarle internamente. Anche su tale punto, la Corte dei Conti dovrà fare chiarezza – conclude il Codacons.

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