29 Novembre 2002

RAI: CONSUMATORI, RICORSO A TAR CONTRO DELIBERE CDA A DUE

RAI: CONSUMATORI, RICORSO A TAR CONTRO DELIBERE CDA A DUE

CONTESTANO APPROVAZIONE NUOVO CODICE MINORI

Un ricorso al Tar del Lazio contro la
Rai per l`annullamento della delibera con cui ieri il cda ha
approvato il nuovo codice di autoregolamentazione per le
trasmissioni relative ai minori è stato presentato da Codacons,
Adusbef e Federconsumatori, che sottolineano anche la non
validità delle delibere assunte dal “cda a due“ la scorsa
settimana.
Nel loro ricorso, le associazioni sottolineano che la
delibera approvata ieri non può considerarsi di ordinaria
amministrazione e quindi non poteva essere adottata dal Cda
composto da due soli membri, perché in base al codice civile le
delibere del Cda sono valide solo se adottate dalla maggioranza
dei membri in carica.
Ed è proprio sulla composizione del cda in quel dato momento
che le associazioni fanno leva per giustificare il loro ricorso:
le dimissioni – dicono i ricorrenti – non risultano essere state
trascritte nel registro delle imprese né pubblicate nel
Bollettino ufficiale delle Spa o Srl, quindi non possono
considerarsi ufficialmente date. “In realtà, non essendovi
stata una valida presa d`atto delle dimissioni dei consiglieri
Zanda e Donzelli – dice quindi il ricorso – l`organo risultava
costituito ancora da 5 componenti e la maggioranza quindi
individuata nel numero di tre componenti“. Il ricorso fa
inoltre riferimento al cda del 20 novembre, che ha ricevuto le
dimissioni di Zanda e Donzelli, al quale non era però presente
Staderini: “Ne discende che le delibere emanate quel mercoledì
senza il voto favorevole della maggioranza di allora, ossia tre
membri, dovranno dichiararsi illegittime per mancanza del quorum
richiesto“. Insomma, secondo le associazioni “l`effetto
immediato delle dimissioni, assunto a pretesto dal Cda per
`sbrigare` il lavoro solo con due dei suoi membri, non solo è
subordinato alla condizione sostanziale che la maggioranza dello
stesso rimanga in carica, ciò che non è avvenuto, ma anche
alla condizione formale della comunicazione scritta al consiglio
di amministrazione e al presidente del collegio sindacale“.
Secondo i ricorrenti, infine, il codice di
autoregolamentazione dei minori adottato è illegittimo anche
perché non sono stati sentiti come era obbligatorio né i
rappresentanti del Cncu, né il Consiglio nazionale utenti
dell`Autorità delle comunicazioni né l`Autorità per la
privacy.

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