14 Marzo 2007

RAI: CAPPON, COMPENSI ALTI? SANREMO UN CASO, MA 40-50 L`ANNO

    IL CODACONS: LA LEGGE E? UGUALE PER TUTTI. LE AFFERMAZIONI DI CAPPON SONO PRIVE DI FONDAMENTO GIURIDICO





    ?Tutti gli italiani vorrebbero applicare lo spirito delle norme e non la lettera, quando sono costretti a pagare tasse e contravvenzioni, o quando i loro stipendi e le loro pensioni sono bloccate al tasso d?inflazione?.
    Così il Codacons replica alle affermazioni odierne del DG Rai Claudio Cappon, relative ai compensi Rai e all?ultimo Festival di Sanremo.

    ?La legge è uguale per tutti, anche per la rete di Stato ? prosegue il Codacons – Se la Rai vuole uscire dal mercato regolamentato e assistito dagli utenti attraverso il canone, allora si deve privatizzare, così da essere libera di pagare quanto vuole conduttori e big. Fino allora o cambia la legge, e cambia per tutti, oppure l?azienda deve attenersi alle regole, e il compenso – sia esso dato a Ballandi o a chi ha firmato un contratto precedentemente alla Finanziaria (Baudo) – è comunque limitato per legge a 272.000 euro. Di conseguenza le affermazioni di Cappon ci appaiono prive di fondamento giuridico?.

    Quanto alla perdita di 40 o 50 big ? prosegue l?associazione – se per big si intende Penelope Cruz, che appare sul palco dell?Ariston per pochi minuti, gli utenti ne farebbero volentieri a meno, in cambio di fiction culturali, programmi di interesse per i consumatori (che la Rai purtroppo riduce dai palinsesti), o altri programmi come quelli gradevolissimi che trasmette Rai Educational.

    Il Codacons chiede di essere ascoltato sull?argomento dalla Commissione di Vigilanza, ritenendo che gli utenti Rai abbiano maggiori titoli per fornire agli organi parlamentari informazioni sui gusti degli utenti stessi.

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