26 giugno 2017

Rai: Anzaldi, smentita trattativa Fazio-La7, perché aumento?

 

(ANSA) – ROMA, 26 GIU – “Per giustificare il super aumento a Fazio, con +50% del suo compenso che arriva quasi a 12 milioni e un contratto alla sua società di produzione di altri 11 milioni di euro, i consiglieri Rai hanno detto che l’azienda non poteva privarsi di una risorsa così importante. Fonti dell’azienda hanno riferito, come riporta “Repubblica” di ieri 25 giugno non smentita dalla Rai (vedi foto), che Fazio aveva già firmato un contratto con La7, quindi la chiusura della nuova proposta molto più ricca della precedente sarebbe servita ad evitare la fuga verso la concorrenza. Oggi La7, però, smentisce e fa sapere che non c’era stata nemmeno la formalizzazione di un’offerta. Lo scrive ancora ‘Repubblica’, come si vede nell’immagine pubblicata. I consiglieri Rai che hanno votato il super contratto a Fazio sapevano che non c’era alcuna trattativa avanzata in corso con Cairo oppure sono stati tratti in inganno?”. Lo scrive su facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, postando le immagini degli articoli pubblicati sulla stampa. “Per votare il maxi aumento al conduttore di ‘Che tempo che fa’- prosegue Anzaldi – hanno non soltanto disatteso la legge sul tetto da 240mila euro votata dal parlamento, ma hanno anche smentito la loro stessa direttiva approvata una settimana fa che annunciava una riduzione a tutti di almeno il 10%. Lo hanno fatto avendo ricevuto informazioni ingannevoli? Il contratto di Fazio è già all’attenzione della Corte dei Conti, dell’Anac e ora, come annunciato dal Codacons, anche della Procura di Roma. In pratica i consiglieri hanno messo a rischio la loro posizione personale con il voto a favore di quella proposta faraonica: lo hanno fatto sulla base di notizie infondate? Perché fonti della Rai hanno detto alla stampa di un contratto già chiuso con La7 quando questa circostanza viene smentita dalla diretta interessata? Se non c’era alcun rischio di fuga alla concorrenza, risulta ancora meno giustificabile l’incredibile aumento del 50% attribuito al conduttore, con procedure come l’assegnazione di una quota di compenso tramite una società ancora non costituita che appaiono quantomeno discutibili. Lo stesso vale per l’appalto da oltre 10 milioni di euro senza bando di gara”.(ANSA).