28 Gennaio 2019

Rai, a Grillo di tutto di più 30mila euro per i vecchi sketch

la rete guidata dal grillino freccero deve pagare i diritti. l’ ad salini ha provato a mediare
Roma La Rai è disposta a sborsare 30 mila euro a Beppe Grillo, come compenso indiretto ( diritti d’ autore) per la trasmissione a lui dedicata da Carlo Freccero per Rai2. I piani alti hanno sdoganato il contratto: « Al pari degli altri soggetti del sistema televisivo » precisa viale Mazzini in una nota, verserà « il dovuto per la cessione in licenza dei diritti di diffusione televisiva » destinando il corrispettivo « alla società titolare dei diritti dell’ artista ». Ma la faccenda dei 30 mila, che secondo fonti interne all’ azienda potrebbero diventare 50 mila, è una notizia sublime per chi ama gli intrecci perversi. La sintesi è questa: il direttore di una rete televisiva pubblica, messo lì per chiara fama, ma anche e soprattutto “referente” gradito ai Cinque Stelle, sceglie come protagonista del suo format il fondatore e garante del principale partito di governo. Che Grillo sia un comico non ci piove ma è soprattutto il guru del Movimento, uno che la Rai fino a qualche anno fa la voleva spegnere per poi emettere la sua fatwa: «Due reti vadano al mercato, la terza sia senza pubblicità! » . Stasera, alle 21.20, va in onda « C’ è Grillo » , secondo appuntamento di una serie dedicata ai «grandi personaggi della tivù italiana». Il primo era Celentano, il secondo è lui, Beppe Grillo, di cui si ricorderanno le gesta, i 40 anni di attività, prima del Vaffa di Bologna. I vecchi sketch televisivi dell’ antico e mai deposto mestiere di teatrante sono però nelle mani della Marangoni Spettacoli, l’ agenzia di Grillo. E Viale Mazzini, per trasmetterli, deve pagare 30 mila euro. Mica male per un capopopolo che invocava « discontinuità » con il precedente metodo di lottizzazione dell’ etere. Freccero gli rende omaggio e lui non ci trova nulla di male e va all’ incasso. Questione di opportunità. Il Pd si scatena. Grillo è stato davvero un comico, e lo è tuttora, ma non è uno qualunque. È il capo del partito di maggioranza relativa che ha espresso la presidenza Rai. In più: il ministro dell’ Economia, Giovanni Tria, è il principale azionista dell’ azienda. I vertici Rai si sono posti il problema della prima serata grillina? Pare di sì, l’ ad Fabrizio Salini insegue invano la pista di una cessione gratuita dei diritti d’ autore. Carlo Freccero, ormai organico alla causa, reagisce con la consueta veemenza. Si sente circondato: «Sono l’ unico che sta innovando la tivù pubblica » , dice. La sua – spiega – è una ” controprogrammazione” per far risorgere Rete2, trovata malconcia. Ma, a sentirlo, c’ è chi rema contro la sua direzione: «I no che ricevo sono fatti apposta per indurmi a lasciare. La Rai è sempre la stessa, vince sempre il vecchio Centromargherita». I 30 mila euro sono pegno obbligatorio da pagare all’ agente di Grillo visto che l’ azienda non ha i diritti sugli spezzoni che servono all’ operazione agiografica di stasera. «Pensare che i soldi del servizio pubblico siano utilizzati per pagare quello che ormai è a tutti gli effetti un leader politico mi sembra folle», sibila Davide Faraone, capogruppo dem in commissione Vigilanza. Già pronta un’ interrogazione per verificare se davvero la Rai ha sborsato soldi all’ agenzia di Grillo. Anche il Codacons annuncia « un inevitabile esposto alla Corte dei Conti per danno erariale ». « Una vicenda da Repubblica delle banane » , chiosa un altro Pd, Roberto Morassut. Da molti anni Grillo, anticamente finito nel cono d’ ombra, non appariva in pompa magna e in prima serata su una Rete di Stato. Carlo Freccero, guru del «cambiamento», è fiero di aver inventato il format dei grandi protagonisti. E minimizza la portata politica dell’ evento. Tanto rumore « per due ore di vecchi pezzi comici. Quelli del Pd sono dei maccartisti ». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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