19 Luglio 2021

Raggiunto l’accordo all’Opec+ tra i colossi del petrolio: ma l’aumento record della benzina potrebbe non fermarsi

Accordo raggiunto. I maggiori paesi produttori di petrolio sono finalmente arrivati a un’intesa per l’aumento della produzione che mette fine a due settimane di scontro fra gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita. Ma questo non significherà, in automatico, la fine della corsa dei prezzi della benzina, schizzata nelle ultime settimane a livelli record. Vediamo perché.

Il cartello dei paesi produttori ha deciso di aumentare la produzione di 400.000 barili al giorno dal mese di agosto, soddisfacendo almeno in parte le richieste di Abu Dhabi. La quota di produzione degli Emirati è stata infatti aumentata a 3,5 milioni di barili al giorno, meno dei 3,8 milioni richiesti ma più degli iniziali 3,17 milioni previsti e su cui si è consumato lo scontro. Abu Dhabi aveva infatti bocciato il limite imposto in considerazione dei significativi investimenti effettuati per espandere la sua produzione. La bocciatura aveva provocato lo scontro con l’Arabia Saudita, leader “de facto” del cartello facendo schizzare i prezzi del petrolio ai massimi da sei anni. Due settimane di trattative dietro le quinte sono riuscite a rompere lo stallo, smorzando allo stesso tempo i timori per una nuova fiammata delle quotazioni del greggio e dell’inflazione.L’accordo scongiura, sulla carta, una “guerra dei prezzi” con i barili di riferimento, il WTI e il Brent. Ma restano i dubbi degli analisti sul fatto che la quantità di volume ripristinata dall’Opec+ sia effettivamente sufficiente a tenere nei prossimi mesi i prezzi sotto controllo, dato che la domanda dovrebbe continuare a crescere.

Che succederà alla benzina? Considerato il (cauto) pessimismo degli analisti è difficile prevederlo. I numeri, per ora, parlano di una corsa al rialzo che non si vedeva da anni. Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico, la media nazionale per la benzina in modalità self service è ormai di 1,65 euro al litro (1.649,60 centesimi, il livello più alto da novembre del 2018) e per il diesel di 1,508 euro al litro (in questo caso il prezzo più alto da giugno del 2019). In un anno, secondo il Codacons i prezzi hanno registrato un aumento del 16,4%.

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