10 Gennaio 2017

Raggi promette scuole «calde» Ma il ritorno è da brividi

Raggi promette scuole «calde» Ma il ritorno è da brividi
rientro
dalle vacanze al gelo per migliaia di bambini, studenti e professori. l’
associazione dei presidi: problemi per il 20-30% degli istituti

bacle. «Su un totale di 1.124 impianti termici nelle scuole di competenza di Roma Capitale, sono stati segnalati 62mal funzionamenti o mancati avvii- spiegava una nota – Su circa una ventina di questi malfunzionamenti si è già prontamente intervenuti nella giornata di domenica 8 gennaio 2017. I restanti si sono verificati nella mattinata di lunedì e sono in fase di risoluzione». In ogni caso, spiegavano gli uffici del Campidoglio, «diversi impianti malfunzionanti, sin dalle prime accensioni, avevano manifestato criticità dovute alla vetustà». Numeri ben diversi da quelli forniti invece dall’ associazione dei presidi. Secondo Rusconi, infatti, ieri mattina erano almeno «il 20-30% le scuole romane con problemi di riscaldamento». «Alcune scuole – ha spiegato Rusconi – hanno problemi di malfunzionamento delle caldaie, altre hanno avviato i sistemi di riscaldamento troppo tardi e le classi sono ancora gelate». Del resto anche sulla pagina Facebook della sindaca Virginia Raggi, i commenti alla nota del Comune erano più o meno tutti concordi nel contestare la situazione e l’ operato dell’ amministrazione, testimoniando da ogni quartiere della Capitale casi di istituti al gelo e bambini rimandati a casa. «Inbase a quanto segnalato alla nostra associa zione, in molti istituti scolastici si registrano temperature eccessivamente basse e latotale insufficienza del servizio di riscaldamento – accusava poi il presidente del Codacons Carlo Rienzi -È evidente che i provvedimenti assunti dal Comune di Roma per far fronte al freddo nelle scuole non sono bastati». Così, frale proteste dei genitori e degli studenti, è passata in secondo piano la decisione della sindaca di annullare in autotutelalanominadi RenatoMarraalla direzione Turismo fatta nell’ ambito della macrostruttura comunale varata dal fratello, Raffaele, dirigente del Personale arrestato con l’ accusa di corruzione. Quella stessa nomina di cui la sindaca si era assunta tutta la responsabilità quando l’ Anticorruzione aveva avviato una istruttoria segnalando un possibile conflitto di interessi e inviando alla procura le carte che sono confluite nell’ inchiesta sulle nomine per cui la sindaca riscchiaun avviso di garanzia. A completare la giornata poco fortunata dei Marra anche la decisione del tribunale del Riesame di respingere l’ istanza presentata dai difensori dell’ ex braccio destro di Virginia Raggi arrestato lo scorso 16 dicembre negando quindi sia la scarcerazione che gli arresti domiciliari. Raffaele Marra, quindi, resta in carcere. Ma. Sol. L’ aveva annunciata in pompa magna battezzandola, non senza furbizia, «operazione scuole calde». E invece il rientro dalle vacanze di migliaia di bambini e studenti romani è coinciso con l’ ennesimo flop della gestione della sindaca Virginia Raggi, con decine di istituti al gelo fra termosifoni spenti o accesi soltanto ieri mattina, guasti non riparati e lezioni sospese. Che il freddo polare di questi giorni avrebbe creato problemi nelle scuole chiuse da due settimane, era fintroppo prevedibile. Per questo sabato la sindaca aveva annunciato che gli impianti di riscaldamento degli istituti scolastici sarebbero stati accesi con 24 ore di anticipo sull’ apertura. «È stata già fatta la manutenzione antigelo- si faceva sapere dal Campidoglio- e per emergenze ci sono squadre pronte a partire dal mattino di lunedì». Fin qua le promesse, per i fatti invece è bastato attendere che i primi alunni varcassero i portoni delle scuole di ogni grado, dai nidi alle superiori, per scoprire che un po’ ovunque la situazione era ben lontana dalla normalità. Del resto l’ associazione dei presidi domenica aveva già lanciato l’ allarme su quello che attendeva i bambini e i ragazzi romani. «La segnalazione che abbiamo dai dirigenti scolastici è quella di aule gelate e questo succede quando si prendono provvedimenti all’ ultimo momento senza averli concertati con noi presidi», aveva tuonato il presidente della sezione Lazio Mario Rusconi. Così, perprovare a limitare i danni, avevano invitato una circolare profetica: «In considerazione delle temperature rigide previste nei prossimi giorni – si leggeva – si invitano i genitori a prevedere per i propri figli un abbigliamento adatto al freddo». «Le scuole superiori dipendono dalla Città metropolitana alla cui guida c’ è sempre la sindaca Raggi – continuava Rusconi Diversi dirigenti non sono riusciti a mettersi in contatto né con l’ ex Provincia, né con il municipio, né con il dipartimento comunale per chiedere riscaldamenti adeguati. La stessa cosa è accaduta per molti istituti comprensivi romani che dipendono direttamente dal Comune». Al Campidoglio, però, nessuno deve aver considerato quell’ allarme visto che ieri mattinalo scenario dagrande freddo si è manifestato puntuale. Centinaia le segnalazioni e le proteste arrivate da tutta la Capitale, decine i casi di istituti in cui i genitori sono stati richiamati per riportare a casa i bambini o quelli in cui gli alunni si sono rifiutati di fare lezione a causa delle temperature ben al di sotto dei dieci gradi. E di fronte al dilagare delle proteste e delle segnalazioni sui social, il Campidoglio ha provato a mettere una pezza minimizzando la portata della de incomprensibili» La ricetta del giorno Linda Brunetta carota perché qualcosa di mondo) non ritiene che il Pan di Cinque Stelle sia corrispondente al codice etico elaborato da un algoritmo dovrete pagare 150mila euro +Iva e tenere il capo chino, dandovi il Pan di Cinque Stelle in testa e ritenervi autoespulsi da tutte le edizioni di MasterChef del globo. Questa punizione è stata scelta nel corso di un sondaggio sul blog da 325 iscritti e incisa al punto 4 della stele del non statuto davanti alla villa di Grillo in Liguria. Il garante medesimo, con la tipica felpa, vi corre tutte le mattine intorno almeno per sette volte. Il Pan di Cinque Stelle, contrariamente a quanto affermano politici mafiosi e poteri forti, è leggerissimo: a contatto con la realtà si dissolve come neve al sole o come Raggi in Campidoglio. Pan di Cinque Stelle commestibile ci vuole. Va infornato a 300 gradi e servito ai commensali appena esce dal forno, perché appena si raffredda si capisce che non c’ è dentro niente di sostanzioso, a parte la carota. Per una versione cheesecake potete alternare uno strato di vaffa a uno strato di formaggio Casaleggio. Attenzione perché il Casaleggio fondu fa una crosta impenetrabile e diventa impossibile capire cosa c’ è dentro. Ogni Pan di Cinque Stelle deve essere approvato da una giuria popolare sul web composta da un postino di Viareggio, un’ impiegata di un call center di Castellammare e un neonato di Pordenone, scelti dal web con il sistema proporzionale secco. Se la giuria popolare (popolare solo sul web e sconosciuta al resto del Vi è mai capitato di avere poco o niente in casa e dover accontentare commensali affamati, incazzatissimi e di bocca buona? Se non siete dotati di grande fantasia il Pan di Cinque Stelle è perfetto per voi. Apparentemente gustosissimo è a base di vaffa alla vaniglia e al cioccolato. Disponete uno strato di vaffa sopra un altro strato di vaffa e così via, fino a quando non avrete finito i vaffa, infine aggiungete una.
 

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