Raggi nel mirino dell’ Anac E rischia di essere indagata
illegittima la nomina del fratello di marra la sindaca sapeva del conflitto di interessi
ROMA gni giorno ce n’ è una. Non fa in tempo ad andare in rete sul ‘Blog delle stelle’ il post dell’ assessore Andrea Mazzillo (‘Bilancio di Roma: sfida del rigore accettata’) per tentare di archiviare l’ onta della bocciatura da parte dell’ Organo di revisione finanziaria del Campidoglio, ed ecco entrare in gioco l’ Autorità nazionale anti-corruzione, che getta nuove ombre sul caso di Raffaele Marra, l’ ex capo del personale in carcere per corruzione. Nel mirino dell’ Anac Marra ci era finito per un caso di conflitto di interessi circa la nomina del fratello Renato alla guida del dipartimento Turismo. Un conflitto che viene definito palese, ma il fatto rilevante ora – dopo che Marra è stato arrestato e scaricato dalla sindaca come uno dei 23mila dipendenti – è che la questione fosse stata segnalata da tempo al Campidoglio, ottenendone risposte ritenute insoddisfacenti dall’ Anac, che ha girato tutta la pratica alla Procura della Repubblica. Un nuovo tassello della difesa tentata contro tutto e contro tutti, prima di capitolare, da parte della sindaca del suo ex braccio destro. Col rischio che la cosa assuma ora anche rilevanza penale. A sollevare il caso è stato era stata l’ associazione dirigenti e quadri direttivi del Lazio (Direr-Dirl) e pii anche il Codacons. Una situazione di conflitto di interessi (per lo spostamento di Renato Marra da capo del gruppo Sicurezza Sociale Urbana a dirigente del dipartimento Turismo) lamenta l’ Anac, conosciuta dalla sindaca. Che anzi aveva fatto leva proprio sulla piena conoscenza, ab initio, della situazione di potenziale conflitto di interessi del dottor Raffaele Marra, per avocare a sé ogni responsabilità nella decisione. Ma a un’ attenta analisi dello svolgimento della selezione fino alla decisione definitiva, tale versione viene ritenuta dall’ Anac non sufficiente per rimuovere il conflitto, e la sindaca viene accusata di averlo avallato. Cantone (descritto molto irritato per la scarsa collaborazione istituzionale da parte di Virginia Raggi) aveva avvertito, dopo l’ arresto di Marra, che l’ Anac sul caso si era mossa prima della magistratura, mettendo in guardia per tempo la sindaca. Ma per Raggi il ruolo di Raffaele Marra sulla nomina del fratello era stato di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali. Il dottor Raffaele Marra – aggiungeva la sindaca – si è limitato a compiti di mero carattere compilativo. La Giunta di Roma Capitale per quel posto, per la prima volta, aveva fatto ricorso a una procedura di interpello dirigenziale generalizzata, in conformità al Piano Anticorruzione ed al Regolamento sull’ ordinamento degli uffici e dei servizi. Al termine di questa pubblica procedura erano venute fuori ben 1.500 candidati per quella nomina. E l’ esito finale che ha visto beneficiare proprio il fratello del capo del personale potrebbe ora finire sotto la lente dei magistrati. Per l’ Anac le parole della sindaca vanno interpretate come piena rivendicazione della responsabilità personale, politica e amministrativa dell’ adozione dell’ atto di nomina, senza che questo escluda la collaborazione, anche solo a fini istruttori, di funzionari del Comune e, in particolare, del capo del personale che ha raccolto tutta la documentazione, predisponendo l’ atto per la firma della sindaca e l’ ha controfirmato. La tesi della assoluta autonomia non regge. Per l’ Anac c’ è stata un’ attività istruttoria di Marra in conflitto di interessi. Ma Raggi non si arrende. Allarga la delega all’ assessore Massimo Colomban come Assessore alla Riorganizzazione del Comune e alle società Partecipate anche allo snellimento burocratico, alla riorganizzazione della macchina amministrativa. E mentre l’ assessore al Bilancio Mazzillo esclude commissariamenti dell’ Ente, annuncia il passo di addio, come annunciato dopo il vertice presieduto a Roma da Beppe Grillo, anche il segretario particolare di Raggi Salvatore Romeo, per evitare che attaccando la mia persona – dice – si possa nuocere allo straordinario lavoro che si sta svolgendo in Campidoglio. Un altro componente del cosiddetto ‘Raggio magico’ esce di scena. RIPRODUZIONE RISERVATA IN DIFFICOLTÀ
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