9 Febbraio 2008

RAFFICA DI RICORSI, MA IL DIFENSORE CIVICO FRENA: NO ALLA RIVOLTA FISCALE

RAFFICA DI RICORSI, MA IL DIFENSORE CIVICO FRENA: NO ALLA RIVOLTA FISCALE, PER IL BILANCIO DEL COMUNE SAREBBE UNA CATASTROFE

Per ora sono mille. Ma ai primi garibaldini che chiedono il rimborso della più odiosa e borbonica tassa, la Tarsu, quella della monnezza che fermenta per strada, se ne aggiungono centinaia di giorno in giorno. E il Palazzo è già entrato nel panico, prevedendo una catastrofe per il bilancio. Alla fine di gennaio il Codacons ha istituito un numero verde (800.911.111) per assistere chi individualmente rivuole indietro il sessanta per cento di quanto ha pagato per la mancata raccolta, facendo riferimento proprio al regolamento della Tarsu. Le linee, cinque, aperte dalle 15 alle 19, dal lunedì al venerdì, sono diventate subito roventi. “L`ottanta per cento dei cittadini che chiama“ spiega Giuseppe Ursini dell`associazione per la tutela dei cittadini “ha già scaricato il modulo per il rimborso dal nostro sito Internet e ci chiede chiarimenti per la compilazione“. Le richieste di rimborso sono state spedite, con una raccomandata, al Comune, a Equitalia e all`Asia. La maggior parte dei ricorsi riguarda la città di Napoli, ma molti sono indirizzati ai paesi della provincia. Mentre la diffida fa il suo corso (il Comune deve rispondere entro 30 giorni e poi ci sono 60 giorni per il ricorso alla Commissione tributaria) l`importante è pagare. “Non si può passare dalla parte del torto“ ammonisce Ursini che è stato il primo a stupirsi del numero esorbitante di richieste: un`autentica tempesta che si sta abbattendo su Palazzo San Giacomo. “Chiamano anche commercianti, albergatori e ristoranti, imprenditori legati al turismo“ aggiunge “che vogliono intraprendere azioni per il risarcimento danni. Lamentano perdite del trenta per cento“. Accanto alle richieste individuali, il Codacons sta portando avanti anche una causa collettiva per risarcimento danni, qualcosa di simile a una “class action“. Per ora ha raccolto un`ottantina di adesioni. Vista la malaparata, il difensore civico Giuseppe Pedersoli è passato al contrattacco: “La Tarsu va pagata regolarmente e considero sbagliato incitare i cittadini a una rivolta fiscale contro il Comune“. È la sua risposta a quanti lo sollecitano a intervenire in favore dei cittadini per evitare o ridurre il pagamento della tassa che scatena bestemmie. “Al mio ufficio“ spiega Pedersoli “continuano ad arrivare richieste per un intervento presso il sindaco, il Consiglio comunale, l`assessore competente per prevedere il pagamento in misura ridotta della Tarsu perché il servizio non viene svolto efficacemente. Qualcuno ha addirittura insistito affinché chiedessi al sindaco di annullare la Tarsu per il 2008“. E lei che ha fatto? “Ho sempre invitato tutti a un maggiore senso di responsabilità“. Una battaglia contro i mulini a vento. Ma è proprio il suo incarico che lo induce a un simile comportamento, provando a mantenere il carro per la discesa. “Se il Comune non dovesse incassare quanto previsto per la Tarsu“ spiega vestendo i panni di Cassandra “l`impatto sul bilancio sarebbe catastrofico. E le conseguenze ricadrebbero sugli stessi cittadini“. Perché i soldi da qualche parte li dovranno pur prendere. Pedersoli è scettico anche contro le ipotetiche “class action“ e richieste di costituzione in giudizio contro i responsabili dell`emergenza della monnezza. Le soluzioni, secondo lui, non si trovano nelle aule giudiziarie: “Solleciterò il Comune a varare al più presto il piano per la raccolta differenziata ma so che il lavoro in tale direzione è già avviato e approderà entro i primi giorni di marzo in Consiglio“. Ma le nuvole all`orizzonte sono nere.

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