8 Dicembre 2001

Raffica di aumenti sotto l?albero di Natale

«Abbiamo riscontrato aumenti in molti prodotti – dice Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – anche in quelli più “natalizi“ come fiori, giocattoli, capponi e lenticchie».

Qualche altro esempio? «Il muscolo di vitello è passato da 12 a 15 mila lire, la birra, in media, è aumentata di 100 lire». A destare maggiori perplessità nell`associazione consumatori è l`aumento delle tariffe Apm, sia quelle per corse singole che per tagliandi multicorse. Anche gli utenti della rete gas-metano hanno ricevuto un inatteso quanto “consistente“ regalo. «Aver aumentato il canone del 100% – continua la Falcinelli – non trova giustificazione nella riduzione dei profili tariffari, finendo per penalizzare chi usa il gas solo per la cucina». Grazie alla nuova moneta, anche l`accredito su un conto corrente postale sarà più caro. «Abbiamo scoperto – continua il Codacons – che passerà dalle attuali 100 lire a 1 euro».

Le buone notizie sui prezzi arrivano dai panificatori che, almeno fino al termine della doppia circolazione, manterranno i prezzi bloccati. «É un impegno verso i consumatori – dice Carlo Antognoni, segretario provinciale di categoria per Confartigianato – che manterremo, pur con qualche sacrificio da parte degli imprenditori, soprattutto per i costi di gestione». Da marzo si prevedono “ritocchi“ sui prezzi di panetteria e pasticceria nell`ordine del 4%. Intanto, confrontando i prezzi del pane dicembre 2000/dicembre 2001 si scopre qualche sporadico aumento nell`ordine delle 50 lire. Anche i prodotti tipici (spumante, panettone e pandoro) non dovrebbero presentare particolari fluttuazioni rispetto allo scorso anno. «All`ingrosso – spiega Sergio Belmonti di Confesercenti – non ci sono stati aumenti anche se poi ogni esercizio commerciale fa la sua politica».

Questa serie di elementi rischia di compromettere l`abituale corsa ai regali, in merito alla quale esistono due linee di pensiero. Da una parte, c`è chi teme una frenata degli acquisti per “ansia da euro“ o per una maggiore propensione al risparmio, dall`altra, c`è chi è convinto che certi consumi subiranno un`impennata a causa della minor spesa per viaggi di piacere. «Rispetto allo scorso anno – continua Belmonti – gli ordinativi dei dettaglianti sono aumentati e, stando alle prime indicazioni, sembrerebbe che gli umbri spenderanno di più per mangiare». Secondo una stima di Telefono Blu i consumi cresceranno di circa il 3% in virtù del fatto che la gente, spendendo meno per volare e fare vacanze, dedicherà più tempo (e denaro) allo shopping. Un`ipotesi condivisa dal presidente della Confcommercio di Perugia, Antonio Giorgetti: «L`avvio è promettente e migliore dello scorso anno. Questo si nota di più nei settori abbigliamento e calzature, penalizzati dal caldo di ottobre». Sul fronte Natale, le prime indicazioni rivelano scelte orientate al regalo utile e di qualità. «Il consumatore che prima doveva distribuire soldi per i viaggi e che ora ha paura di volare – continua Giorgetti – spende di più per sé, per la casa e per gli altri. Questo in controtendenza rispetto ad altre regioni italiane. Certe spese non possono essere sempre rinviate».

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