1 Febbraio 2012

Radiografie ed esami, un’altra stangata  

Radiografie ed esami, un’altra stangata
 

 
BENE , mettete un banale esame del sangue e delle urine, aggiungete un elettrocardiogramma, prendete una calcolatrice e fatevi due conti. La somma delle tariffe, riviste al rialzo e che entrano in vigore da oggi, porta a un incremento di quasi il 20% (19,5 per l’ esattezza, come si può vedere dal grafico qui sopra). Che, tradotto in euro, significa una sola cosa: se un anno fa si pagavano 38,90 euro, oggi dal portafoglio ne devono uscire 46,50. Quota che comprende anche il ticket. I NON ESENTI , infatti, devono pagare anche quello, rigorosamente in base alla fascia di reddito. Nel nostro caso, abbiamo calcolato 5 euro, quelli che devono sborsare quanti rientrano nella fascia di reddito compresa tra i 36.153 euro e i 70.000. Il ceto medio, insomma. Una stangata non da poco, sicuramente necessaria per i conti di una sanità che comunque funziona. MA CHE, senza dubbio, tra un’ accisa sulla benzina da un lato e un caro Rc Auto dall’ altro, piomba sulle tasche ormai quasi del tutto svuotate di una parte di cittadini. L’ unica consolazione (ma forse bisognerebbe chiamarlo buon auspicio) è che un cittadino che guadagna più di 36.153 euro l’ anno e non ha nessun tipo di esenzione può, generalmente, contare su una salute di ferro. «I rincari peseranno per pochi euro sulle tasche dei non esenti, visto che riguardano esami che si fanno poche volte l’ anno» spiegano dalla Regione. NON C’ È che da sperarci, e da notare come, pur essendo complessivamente più economica di Toscana, Veneto e Piemonte, l’ Emilia Romagna resta più costosa della Lombardia. Merito, pare, del maggior numero di strutture private accreditate. Intanto, anche il fronte delle polemiche si è riacceso. «Speriamo che gli adeguamenti servano per ridurre le liste d’ attesa» incrocia le dita il coordinatore regionale del Codacons, Bruno Barbieri. «Con una sanità che ha costi sempre più alti torna al centro l’ esigenza di individuare lo strumento più utile per fare pagare tutti in maniera più equa, partendo dalle famiglie numerose» sottolinea Giorgio Graziani, numero uno di Cisl Emilia Romagna. ALLA FINE, però, un vantaggio potrebbe esserci comunque: più gli esami costano, meno persone si rivolgeranno a Cup e ospedali per controlli inutili, facendo così calare il ?consumismo sanitario’. E se ci si ammala per davvero? Beati i poveri, verrebbe da dire con un pizzico di ironia. E gli esenti, soprattutto.    

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