RADIOGRAFIA DEGLI SCALI MILANESI
-
fonte:
- La Stampa
Al Forlanini cresce il traffico, ma le infrastrutture non si adeguano 3 Quando cala la nebbia le strumentazioni sono insufficienti 3
Dal 6 al 26 agosto l´aerostazione rimarrà chiusa per lavori 3 E intanto anche Malpensa non decolla
Quanti dubbi su Linate: pericoloso inadeguato e oppresso dal traffico
UN´ultima, disperata manovra del pilota che era ai comandi del Boeing svedese ha impedito che l´aereo piombasse sull´aeoroporto. E´ questa l´ultima verità sulla tragedia di Linate che l´8 ottobre dell´anno scorso è costata la vita a 118 persone. I risultati dell´inchiesta, presentati ieri a Roma dall´agenzia nazionale per la sicurezza al volo, ha riacceso i riflettori su uno dei due scali milanesi. Finito in mezzo alle polemiche sulla sicurezza. E il cui futuro resta ancora incerto. Difeso dal sindaco Gabriele Albertini, che vuole trasformarlo in un moderno «city airport», e contrastato da chi lo vede come una zavorra per la promozione di Malpensa a grande «hub» europeo.
Linate ai raggi X
Linate è il concorrente principale di Malpensa. Il Forlanini guadagna passeggeri, l´hub del 2000 li perde. In attività dagli anni `60, l´aeroporto movimenta 280 voli al giorno
fra le 6 e le 23 (il decreto Bersani dell´aprile 2000 aveva fissato un tetto di 304). Nei periodi di punta si arriva fino a 18 movimenti l´ora. Nei giorni del gran premio di Monza di Formula uno, per esempio, l´aeroporto deve sopportare fino a 500 voli. Su cento utenti che da Linate decollano verso aeroporti europei, trenta proseguono per mete intercontinentali. Dall´inizio dell´anno il traffico passeggeri sta crescendo con tassi mensili compresi tra il 13 e il 20%. Mentre Malpensa ha chiuso il 2001 con un calo di passeggeri del 10,4%, Linate ha registrato una crescita del 18,4% (in tutto oltre 7 milioni di passeggeri). I voli in arrivo e in partenza sono stati 84.500, il 28% in più rispetto all´anno prima. Dei 35.280 posti offerti dall´aeroporto milanese 20.512 (il 58%) sono diretti sul Fiumicino.
Cosa non va
A lanciare l´allarme è stato recentemente il presidente della Regione Roberto Formigoni, definendo «gravissima la carenza di dotazione tecnologica» degli scali lombardi. Dotazioni che risultano di primaria necessità quando sul Forlanini cala la nebbia: non è infatti concepibile che la pista venga controllata a vista dalle finestre della torre (negli ultimi 12 mesi l´Alitalia ha denunciato 9 sfiorate collisioni). A questo vanno aggiunte la mancanza di flessibilità sugli interventi di emergenza e la frammentazione delle competenze all´interno dell´aerostazione. Carenze che sono venute alla luce il 10 luglio scorso quando l´aeroporto è rimasto chiuso per più di un´ora a causa di un guasto a una gomma di un aereo privato in fase di decollo. I mezzi della Sea erano pronti a intervenire subito per rimuovere il velivolo dalla pista, ma la torre di controllo e l´Enac, l´ente dell´aviazione civile, hanno specificato che la competenza della rimozione era esclusivamente dell´Ata, l´agenzia per il traffico privato. I tempi si sono dunque allungati con il risultato che circa dieci voli in arrivo sono stati tenuti in stand-by e tre di questi sono poi stati dirottati su Malpensa. Un´altra decina di voli in attesa del decollo ha dovuto attendere la riapertura della pista. Solo tre giorni prima l´aeroporto era andato in tilt per la scoperta di un´abrasione della larghezza di circa 100 metri quadri sull´asfalto della pista cha ha comportato l´inversione della direzione del flusso aereo con inevitabili ritardi. Sull´episodio era intervenuto anche il Codacons con un esposto alla Procura di Milano per chiedere di intervenire sulla sicurezza del Forlanini anticipando i lavori di ristrutturazione della pista previsti per questo agosto. Nel mirino delle polemiche è finita anche la collocazioe geografica dello scalo: oltre il 70% dei decolli da Linate sorvola a bassa quota il polo chimico di Pioltello e Rodano, un´area a rischio esplosioni con effetto domino sul territorio. E´ la rotta sud che viene solcata ogni giorno da 120 aerei di linea e 40 dell´aviazione generale. Fanno discutere anche i sistemi di controllo sulla merce caricata a bordo degli aerei: secondo i Cobas-Cub delle Poste, infatti, il passaggio sotto il tunnel radiogeno dei sacchi di posta verrebbe effettuato solo saltuariamente. La decisione – denuncia ancora il Cobas-Cub Pt – sarebbe concepita in funzione del risparmio economico. «Infatti per radiogenare i sacchi – sostiene una nota sindacale – le Poste, che da sole non hanno un sufficiente numero di tunnel per farlo, debbono pagare anche la Sea, a Linate, a circa sei euro a sacco. Quindi se evitano i controlli evitano anche le spese».
Gli accordi non rispettati
Il 22 aprile scorso si sono riuniti al Pirellone i rappresentanti di Regione, Comune, Provincia, Alitalia e Sea per partecipare al vertice con il ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi. Al centro del summit il potenziamento di Malpensa come hub europeo. L´accordo tecnico prevedeva l´eliminazione dall´autunno di quest´anno della dogana passeggeri di Linate e la diversificazione delle tariffe di scalo fra i due aeroporti lombardi (alzando i prezzi al business airport di Linate in modo da favorire Malpensa). Nel piano anche la modifica, dall´estate 2003, della soglia di ammissibilità dei collegamenti di Linate: il Forlanini potrà offrire solo quelle rotte con un traffico di almeno 500 mila passeggeri l´anno (calcolati sull´intero sistema aeroportuale milanese). In pratica i voli verso alcune città del Sud (Lamezia, Reggio Calabria, Brindisi, Olbia e Cagliari) e alcune destinazioni europee (Barcellona, Atene, Copenhagen, Atene) dovranno essere trasferiti a Malpensa. L´iter del progetto è stato però bloccato da Enac, che lo scorso 8 luglio ha chiesto di approfondire l´impatto comunitario delle prospettate misure restrittive. All´epoca della nascita di Malpensa 2000, infatti, l´Ue aveva approvato solo dopo molte difficoltà i decreti governativi che comprimevano le potenzialità del secondo scalo milanese.
Lavori in corso
Dal 6 al 26 agosto Linate sparirà dagli scali nazionali per interventi di ristrutturazione, gli ultimi dei quali risalgono ormai al lontano 1982. L´operazione costerà alla Sea circa 10 milioni di euro. Gli operai saranno impegnati in turni continui per non fermare i lavori né la notte né i giorni festivi. Saranno sistemati i raccordi, la pavimentazione della pista e anche lo strato sottostante dove passano molti cavi. All´interno dello scalo verrà modificato il sistema degli accessi ai gate, che saranno tutti raggiungibili da un unico spazio. Durante la chiusura, i voli saranno dirottati a Malpensa e a Orio al Serio.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: aeoroporto, Albertini, Alitalia, ata, enac, enav, linate, malpensa, passeggeri, voli
