21 Dicembre 2001

Radio Vaticana, processo subito rinviato a febbraio

La Santa Sede: difetto di giurisdizione

Radio Vaticana, processo subito rinviato a febbraio

Comincia e subito inciampa in un ostacolo il processo contro Radio Vaticana. Lo scoglio è il preteso difetto di giurisdizione dello Stato italiano, invocato dai legali dell?emittente Marcello Melandri ed Eugenio Pacelli. Nell?aula uno del Tribunale, con alle spalle una trentina di rappresentanti delle associazioni antielettrosmog, i pm Gianfranco Amendola e Stefano Pesci sostengono il contrario, spiegano che occorre andare avanti perché il reato (getto pericoloso di cose) è stato commesso ai danni di cittadini italiani. Ma la questione è complicata e il giudice Andrea Calabria deve rimandare l?udienza al 19 febbraio. Prima del rinvio, il magistrato accoglie le costituzioni delle parti civili: Comitati Roma nord, quattro famiglie di Bambini senza onde, Legambiente, Verdi ambiente e società, Cittadinanzattiva, Codacons. Quest?ultima associazione parteciperà al processo anche in sostituzione del Campidoglio: il Comune non si è fatto vivo, la Provincia e la Regione nemmeno. Assenti pure gli imputati: padre Roberto Tucci, presidente del comitato di gestione della radio, padre Pasquale Borgomeo, direttore generale, e Costantino Pacifici, vicedirettore tecnico. I Comitati Roma nord depositano il nuovo rapporto dell?Osservatorio epidemiologico del Lazio: è del 26 ottobre, ma fino a ieri era rimasto nei cassetti della Regione. Per questo, dice il capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli, l?assessore alla Sanità Vincenzo Saraceni deve dimettersi.

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